Una storia forte, dal potenziale enorme e che spaventa davvero molto, poiché è una realtà davvero vicina alla nostra, quella dove le donne non hanno alcun potere e dove per poterle controllare in tutto si arriva ad un affronto davvero grave: chiudere loro la bocca. Non saranno solamente le donne ad esserne vittime, anche altre categorie saranno bersaglio di questa nuova politica che si mescola con una fede fanatica. [Continua sul blog] . . Lo avete già letto? E cosa ne pensate? 😉 . #Vox #ChristinaDalcher #CasaEditriceNord #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra
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Opinione: Vox, di Christina Dalcher
Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere. Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto. Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l'unica che ora ha la possibilità di ribellarsi. Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne.
Limite di 100 parole raggiunto.
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Un romanzo che ho avuto la fortuna di poter leggere grazie ad un'iniziativa IBS, che me lo ha fatto anche scoprire, poiché non avevo idea di questa interessantissima novità in arrivo. Una storia forte, dal potenziale enorme e che spaventa davvero molto, poiché è una realtà davvero vicina alla nostra, quella dove le donne non hanno alcun potere e dove per poterle controllare in tutto si arriva ad un affronto davvero grave: chiudere loro la bocca. Non saranno solamente le donne ad esserne vittime, anche altre categorie saranno bersaglio di questa nuova politica che si mescola con una fede fanatica.
[100]
La protagonista del romanzo è Jean, una brillante scienziata italiana...o per meglio dire EX, poiché da un anno si è ritrovata imprigionata nei lavori domestici, perché le donne non devono lavorare. Si torna ai "bei vecchi valori" ed è questo uno dei punti più inquietanti del romanzo. Snaturare la donna in quanto tale e farla diventare qualcuno solo se moglie e madre. Infatti lei è preoccupatissima per la sua figlia più piccola, per il suo futuro in una società che la prepara a stare zitta davanti agli uomini, a non saper leggere ne scrivere, solo contare per fare la spesa.
[100]
Jean ha altri 3 figli maschi (fortunatamente): due gemelli quasi adolescenti ed un ragazzo più grande che è diventato seguace di questo nuovo stile di vita e ne è fiero portavoce. Fortunatamente per lei il marito Patrick è un uomo intelligente che soffre con lei per questa situazione, eppure sembra non fare nulla per modificarla, essendo medico ed operando insieme ai pezzi grossi. Lei lo ama ed odia allo stesso tempo, e la possiamo ben capire.
Trovarsi con un contatore al polso che misura cosa possiamo dire è atroce, ancora peggio se quando si sfora anche tua figlia paga.
[100]
Tutto cambia improvvisamente quando un incidente provoca l'afasia al fratello del presidente e la rivogliono in campo per trovare una cura (cosa che stava per fare prima di essere declassata). Davanti a lei si apre un dilemma, poiché potrebbe riavere parte della sua vecchia vita ed aiutare la figlia togliendola dalle "scuole", per farle avere un'infanzia e una crescita normale. Ma quanto durerebbe? Sa anche lei che appena avranno una cura tornerà tutto come prima. Se non peggio. Cosa fare? Saranno i ricordi di una sua vecchia amica a farle prendere una strada che mai avrebbe immaginato di percorrere.
[100]
Un romanzo interessante che si muove lungo un campo già percorso da altri distopici, ma con un elemento inquietante: il controllo della comunicazione. Le donne non possono dire più di 100 parole ma nemmeno comunicare a gesti, altrimenti vengono punite. Esistono prigioni particolari creati per le adultere dove il limite di parola è 0. Esistono prigioni per gli omosessuali, che devono restarci fino a quando non torneranno "normali" ed avranno una famiglia tradizionale. Questo fanatismo è supportato da tantissimi uomini ma anche da molte donne, viene coltivato nelle "scuole" così da far crescere bambine ignoranti e prigioniere pronte a servire.
[100]
Piuttosto scorrevole e piacevole come lettura. Solo un po' fastidioso mescolare presente e passato senza staccare, rendendo in alcuni punti seccante capire "quanto" stia avvenendo quell'azione.
La protagonista a volte è seccante, ma ciò la rende anche umana. Aver messo in famiglia il figlio a seguire questo fanatismo fa capire quanto sia facile manipolare le persone. E aver inserito la figlia Sonia di sei anni per spiegare cosa hanno in mente per le femmine a "scuola", un tocco in più che mette i brividi: un luogo dove insegnare il silenzio e prepararsi per un futuro da madre e moglie. Stop.
[100]
Ho scelto apposta di scrivere la mia opinione a gruppi di 100 parole per mostrare quanto poco rappresentino e quanto sia importante comunicare in libertà per potersi esprimere. Nessuno ci pensa finchè non gli viene imposto il silenzio.
Un libro che porta a riflettere e che fa male per quanto certi temi restino attuali per odio immotivato. Una realtà purtroppo possibile, ciò spaventa. Dobbiamo sempre tenere a mente quanto valgono le parole e non smettere mai di batterci per poterle dire e difendere i diritti di tutti.
Il silenzio uccide e chi ci vuole imbavagliati non pensa al bene comune.
[100]
Fateci un pensiero se vi ispira la tematica. Vi piacerà!
Mentre lo leggevo ero combattuta: da una parte volevo finirlo per scoprire come si evolvevano gli eventi, ma dall'altra resta una storia che non si vuole leggere troppo in fretta, per assaporarne ogni pagina. Continua dalla fine de "La Battaglia Delle Tre Corone" [....] ...la storia scorre veloce, è una lettura appassionante e decisamente originale, che riesce ad essere imprevedibile fino alle ultime righe, portandoci ancora su quell'isola maledetta dove queste tre gemelle devono per forza uccidersi fra loro per la corona e perpetuare questa maledizione. Ricco di avventura e colpi di scena, si resta incollati alle pagine seguendo le varie avventure delle Regine, ma anche di chi sta loro attorno, scoprendo di più riguardo i piani che ruotano attorno al trono e cosa si è disposti a fare per potercisi avvicinare. . . Opinione completa sul blog, ma attenzione! Presenza di Spoiler sul precedente volume! Se non lo avete ancora letto ne sconsiglio la lettura... . . #LaBattagliaDellaCoronaMaledetta #LaBattagliaDelleTreCorone #KendareBlake #newtoncompton #newtoncomptoneditori #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra
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Opinione: La Battaglia Della Corona Maledetta, di Kendare Blake
Dopo gli incredibili avvenimenti che si sono succeduti durante l'Esordio delle tre sorelle regine, è iniziato l'anno dell'Ascensione. Ciascuna delle tre sorelle, Katharine, Arsinoe e Mirabella, dovrà accrescere il proprio potere per annientare le altre, fino a che non ne rimarrà una sola a reclamare per sé il trono. Katharine, un tempo la più debole e innocua, è più forte di quanto non sia mai stata. Arsinoe, dopo aver scoperto la verità sui suoi poteri, deve decidere al più presto una strategia senza far sapere alle rivali che cosa le è successo. Mirabella, da tutti ritenuta la minaccia più pericolosa, deve fronteggiare le insidie che si abbattono su coloro che la circondano, mettendoli in un pericolo che lei stessa non sembra in grado di evitare. Chi riuscirà a prevalere sulle altre e a conquistare, finalmente, la corona?
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Ci saranno Spoiler riguardanti il precedente volume.
Se non lo avete ancora letto, sconsiglio di continuare la lettura.
Mentre lo leggevo ero combattuta: da una parte volevo finirlo per scoprire come si evolvevano gli eventi, ma dall'altra resta una storia che non si vuole leggere troppo in fretta, per assaporarne ogni pagina.
Continua dalla fine de "La Battaglia Delle Tre Corone" (ve ne ho parlato qui), dopo la rivelazione sul vero talento di Arsinoe e il ritorno dalla morte di Katharine.
Infatti la Regina Naturalista scopre di non esserla mai stata, avendo mangiato del veleno senza essersene accorta ne aver subito alcun danno. I suoi poteri non si sono mai manifestati semplicemente perchè è sempre stata un'avvelenatrice. Un errore o un complotto? Questo ogni lettore si chiedeva dopo questa novità scioccante, che spiegava come mai tanta disparità fra le varie Regine in merito ai loro doni.
La Regina-Orso, come ora viene chiamata, non può permettere che il suo segreto venga rivelato, così da perdere il vantaggio verso le sorelle; non vuole ucciderle, ma nemmeno morire per una corona che non ha mai voluto.
Nel frattempo Mirabella ha messo da parte i progetti di pace per salvare le sue sorelle. Dopo che Arsinoe l'ha fatta attaccare dal suo orso ha capito che loro non esiteranno a farla fuori e lei ora vuole solo chiudere la faccenda prima che siano le altre a farle del male. Dovendo giocare d'anticipo, decide di muoversi subito verso la Naturalista, così da vendicarsi ed ucciderla. Essendo quella più dotata delle tre dovrebbe essere semplice, eppure il pericolo è sempre dietro l'angolo ed una volta arrivata vicino Wolf Spring sa che dovrà scontrarsi con la gemella, ma ne avrà il coraggio?
Ma resta anche Katharine che, dopo il ritorno dal Grande Abisso, è profondamente cambiata e le voci si stanno espandendo sull'isola; infatti la timida ragazzina presa in giro dal suo stesso popolo sembra sia svanita nel nulla per lasciare il posto ad una giovane donna tenace e spavalda, che ha in mente il modo più rapido per diventare l'unica Regina, pensando a come far fuori nel modo più "divertente" le sue sorelle. Riguardo Pietyr, che l'ha spinta mandandola verso morte certa, vuole giocarsela bene e gli tende una mano per farlo tornare a corte, sperando accetti per capire cosa farne di lui.
Sarà lei uno dei personaggi cardine di questa faccenda, diventata imprevedibile e sadica, noncurante della propria salute ingurgita veleni come nulla fosse, nonostante il suo fisico non sia cambiato.
Ma non sarà la sola. Oltre le altre due gemelle, tornerà Jules con il suo puma Camden sempre pronta a guardare le spalle alla sua migliore amica Arsinoe; ma anche per lei ci saranno rivelazioni dietro l'angolo, cose che appartengono al passato ma che potrebbero avere ripercussioni nel suo futuro e spiegare come mai sia così potente.
Come il precedente volume la storia scorre veloce, è una lettura appassionante e decisamente originale, che riesce ad essere imprevedibile fino alle ultime righe, portandoci ancora su quell'isola maledetta dove queste tre gemelle devono per forza uccidersi fra loro per la corona e perpetuare questa maledizione.
Ricco di avventura e colpi di scena, si resta incollati alle pagine seguendo le varie avventure delle Regine, ma anche di chi sta loro attorno, scoprendo di più riguardo i piani che ruotano attorno al trono e cosa si è disposti a fare per potercisi avvicinare.
Un finale incredibile che tiene la porta aperta per l'ultimo capitolo, ma senza anticipare niente di niente (uscito da pochissimo, dovremo aspettare un po' ma ne varrà la pena).
La curiosità sarà difficile da tenere a bada.
Esce oggi: non aspettate!
Una trilogia da leggere (e che non vedo l'ora di sapere come finisce).
Anche con queste favole si resta abbastanza increduli, poiché ci si sente sballottati: sono belle e danno potere a questa cultura, permettendone la continua esistenza attraverso queste storie con morali corrette; eppure sostengono qualcosa che non è una società normale, ma resta criminale (come loro stessi si definiscono)... Insomma: bel casino![Continua sul blog] . In breve? Una bella raccolta di favole! 😊 . #FavoleFuorilegge #NicolaiLilin #Einaudi #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra
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Opinione: Favole Fuorilegge, di Nicolai Lilin
Da sempre in Siberia i destini dei grandi imperi si sono intrecciati a quelli degli uomini, componendo un unico tessuto narrativo alla base di molte leggende. Ma la Siberia, nei racconti dei vecchi, è soprattutto un luogo mitico: terra di liberi cacciatori, allevatori e nomadi, fuorilegge e briganti, anarchici per eccellenza, che ripudiano qualsiasi forma di potere che tenda a incatenare l'uomo.
Dalle fiabe siberiane di Lilin emerge un mondo raccontato al contrario, dove i concetti di bene e male perdono le loro connotazioni abituali per acquistarne di nuove. Dove un vecchio lupo può insegnare il senso del concetto di dignità. Dove l'immagine di una madonna siberiana può parlare a un oppresso e convincerlo ad uccidere gli oppressori. Dove una bella ragazza, per non sposare un vecchio e ricco mercante, può scegliere di diventare una brigantessa. Il potere è rappresentato come un sistema corrotto che impone leggi vessatorie. Ricchi mercanti e i loro eserciti privati, emissari dello zar, preti con vizi inimmaginabili si scontrano con i cacciatori e i fuorilegge che vivono nel rispetto delle leggi di Dio e in armonia con la natura, lottando contro la prepotenza dei tiranni. E nella loro lotta sono aiutati da Dio, dai santi della religione cristiana, dagli dei pagani e dalle creature magiche dei boschi. Sullo sfondo di questa infinita e variopinta processione umana si stende un luogo immenso, dominato da una natura primordiale, pura e dura, che lascia nelle anime delle persone un segno profondo, a volte paragonabile a una ferita. Una ferita indelebile come quella dei tatuaggi che i siberiani praticano da sempre.
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Dopo aver letto la Trilogia Siberiana, Lilin mi ispirava parecchio. Alcuni titoli infatti li ho tenuti segnati per un po' di tempo prima di provare a prenderli, e questo è uno di quelli.
Le favole sono qualcosa di bello e particolare, che temo si sia perso nel tempo nella nostra cultura. Abbiamo i cartoni che mostrano alcune Favole, ma sono sempre versioni aggiustate e che mescolano varie culture. Sono favole da mondo riscritte principalmente.
Invece fra queste pagine abbiamo alcune delle Favole che si narrano ancora in Siberia.
Sono strane, lo devo ammettere, alcune fanno sorridere e tutte hanno insegnamenti "siberiani"; se avete letto altro dell'autore, si percepisce che sono mirate alla cultura criminale onesta.
Eh si, perché c'è molta differenza con i criminali disonesti. Loro rubano, non seguono le regole e/o le tradizioni, attirando su di se la giustizia (spesso che corrisponde alla morte).
C'è tanto contatto con la natura. Molti degli spiriti di cui si parla vivono nei boschi o nei fiumi.
Amba, lo spirito della taiga con le sembianze di una vecchia tigre; o Veres, padrone dell'acqua, per esempio. Vengono anche spiegati alcuni nomi animali e la storia che ne ha dato loro inizio (picchio, ratto, e così via) .
A volte non è solo il rispettare le leggi che porta i protagonisti alla salvezza (e i cattivi alla loro giusta punizione), ma c'è anche l'intelligenza e la scaltrezza.
E' stata una lettura interessante e piacevole, scoprire quanto la cultura criminale sia intrecciata nella società da crearne favole con sempre morali positive, alla fin fine. Molte sono crude (c'è quasi sempre almeno un morto di mezzo), eppure c'è sempre una morale per spingere a comportarsi bene.
A non essere egoisti, crudeli, superbi,...
Difficile (anche dopo aver letto "Trilogia Siberiana") capacitarsi di quanto quella mentalità criminale potesse essere così importante e vista come la cosa più giusta da fare (Certo, a confronto con altri esempi, risultano decisamente migliori, avendo una "morale" davvero solida alla base per impedire parecchie cose deplorevoli).
Anche con queste favole si resta abbastanza increduli, poiché ci si sente sballottati: sono belle e danno potere a questa cultura, permettendone la continua esistenza attraverso queste storie con morali corrette; eppure sostengono qualcosa che non è una società normale, ma resta criminale (come loro stessi si definiscono)...
Insomma: bel casino!
Ma dilemmi a parte, resta una raccolta davvero piacevole da leggere. Arricchita con disegni dell'autore (è anche tatuatore per chi non lo sapesse), a cui però non sono certa corrispondano ad ogni favola. Ma non conoscendo i significati dei tatuaggi siberiani non posso dirlo (hanno un loro metodo di lettura, in base alla storia che vuoi raccontare il tatuatore crea qualcosa che lo dica senza bisogno di parole, così la tua pelle parla per te).
Fateci un pensiero!
Nelly è stata davvero una donna coraggiosa! Si è decisa a fare questa inchiesta senza battere ciglio, dopo che il suo direttore gli chiese se avesse voluto provare. La cosa pazzesca è che nemmeno lei credeva alle storie che circolavano su questo manicomio, credendo ad esagerazioni e volendo andare per smascherare il tutto come bugie. La sua preoccupazione maggiore era farsi internare. Ci mise qualche giorno, ma funzionò ed una volta dentro quel macchinario, non aveva modo di uscirne senza aiuto esterno. Lo capì in fretta e persino lei pregò che tutto funzionasse per tirarla fuori da quell'inferno... [Continua sul blog] . . Adoro questo genere di storie, dove la gente si mette in prima linea per cambiare la situazione, anche a costo della propria salute o vita. Personaggi davvero coraggiosi e che dovrebbero essere d'esempio per tutti. . #DieciGiorniInManicomio #NellirBly #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra
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Opinione: Dieci Giorni In Manicomio, di Nellie Bly
Nel 1887, la reporter Nellie Bly, fingendosi una rifugiata afflitta da paranoia, si fece rinchiudere nel manicomio dell'isola Blackwell, allo scopo di scoprire le condizioni di vita delle donne ricoverate. "Battevo i denti e tremavo, il corpo livido per il freddo che attanagliava le mie membra. All'improvviso, tre secchi di acqua gelida mi furono versati sulla testa, tanto che ne ebbi gli occhi, la bocca e le narici invase. Quando, scossa da tremiti incontrollabili, pensavo che sarei affogata, mi trascinarono fuori dalla vasca. Fu in quel momento che mi sentii realmente prossima alla follia".
Nel suo reportage, Nellie Bly racconta i soprusi e le violenze che le pazienti subivano per opera di crudeli infermiere e medici poco capaci.
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Non ricordo più bene dove l'ho visto la prima volta, ma sono subito corsa a cercarlo e per un po' l'ho "tampinato", finché non me lo sono preso. Ha aspettato un pochino sulla libreria, ma quando l'ho iniziato in poche ore l'ho chiuso, gustandomi ogni pagina che mi ha fatto sentire avvolta in quell'epoca.
Nelly è stata davvero una donna coraggiosa! Si è decisa a fare questa inchiesta senza battere ciglio, dopo che il suo direttore gli chiese se avesse voluto provare.
La cosa pazzesca è che nemmeno lei credeva alle storie che circolavano su questo manicomio, credendo ad esagerazioni e volendo andare per smascherare il tutto come bugie. La sua preoccupazione maggiore era farsi internare. Ci mise qualche giorno, ma funzionò ed una volta dentro quel macchinario, non aveva modo di uscirne senza aiuto esterno.
Lo capì in fretta e persino lei pregò che tutto funzionasse per tirarla fuori da quell'inferno.
Durante le pagine Nellie ci parla di chi le ha rivolto affetto, anche se pochi le sono rimasti bene in mente e li ha ringraziati (a posteri; pensando che se qualcuno in reale difficoltà di fosse imbattuto in loro, sarebbe stato fortunato).
Ciò all'inizio del suo percorso, che da una casa di alloggio temporaneo finisce in tribunale, per essere passata all'Ospedale Bellevue ed infine Istituto di Igiene Mentale sull'isola di Blackwell.
Mano a mano che il percorso avanza si renderà conto che nessuno la ascolta più e che c'è qualcosa di davvero strano nei modi in cui il personale ed i medici si prendono "cura" delle pazienti.
Quanto arriva sull'isola lei decide di smettere di fingere, ma non cambia niente. Tanto per loro è pazza e non la ascoltano. Conoscerà diverse donne, alcune malate (ma non pericolose) ed altre messe lì da amici o parenti che (probabilmente) non le volevano più intorno. Alcune non sanno nemmeno dove sono finite. E la situazione umana cambia sempre in peggio.
All'Ospedale c'era solo un'infermiera che ogni tanto passava del cibo più commestibile o qualche scialle per non far congelare le pazienti. Una volta in manicomio, nessuna empatia: diventano divertimento per certe aguzzine che si divertono a torturarle in molti modi, sapendo che i dottori non ascoltano niente e che qualunque cosa possano dire, torneranno da loro, nelle loro grinfie a pagare.
Ed è una delle sezioni migliori! Quella delle vere malate di mente, più pericolose, è un girone infernale per come descritto.
Donne incompetenti che non sanno nemmeno leggere un termometro, messe a guardia di creature fragili, sperdute e sanissime di mente, per cui quel posto rappresenterà l'arrivo inevitabile alla follia. Donne crudeli che approfittano del potere per imporre trattamenti disumani (pestaggi, vestiti inesistenti per le prigioniere, niente riscaldamento, condizioni igieniche inesistenti per i bagni comuni nella stessa vasca e un solo asciugamano per tutti, pasti allungati, immangiabili ed insapori,...).
Per non parlare dei medici che non vedevano mai niente e che non sapevano distinguere un donna sana da una malata.
Nellie ne esce dopo i 10 giorni stabiliti (grazie al suo capo) sentendosi felice ed in colpa, poiché sa cosa passeranno le altre sue compagne ancora lì dentro. Così riporta tutto sul giornale e poi anche in tribunale, portando sul posto la giuria e notando quanto il tutto sia "magicamente" cambiato dalla sua visita.
Grazie a lei le cose cambiarono davvero.
Si, ho descritto a grandi linee la storia, ma è quello che ci si immagina già, poiché si ha una vaga idea di come fossero quei posti. E fidatevi, non ci sono spoiler, se lo leggerete troverete molto molto di più per capire cosa portò a termine questa donna e quanto fosse stata incosciente e forte ad affrontare tutto.
Una lettura bella in questo drammatico viaggio che però portò a migliorare le cose.
Uno stile lento ma appassionante, racconta attraverso gli episodi più significativi cosa successe in quel breve periodo (dalla richiesta del direttore, fino all'uscita dal manicomio e la fine di tutto in tribunale).
Ne consiglio la lettura a tutti, perché cose del genere devono continuare ad essere conosciute e trasmesse, per non dimenticare mai e non tornarci mai!
Uno di quei titoli che "devono" essere letti. Che senti citati un po' ovunque, che la gente consiglia, che ti incuriosiscono per l'alone di mistero che li accompagna (insieme alla "brutta" reputazione). A sentirne parlare c'è chi lo trova squallido, chi lo adora, a chi ha cambiato la vita,...io? Non so bene cosa mi abbia lasciato, però posso capire benissimo la potenza di questo tema, che dovrebbe essere ritenuto banale, possa trasmettere (purtroppo ancora oggi 2018). [Continua sul Blog] . . Lo avete letto? E cosa vi ha lasciato? 😊 . Altrimenti approfittate del #GdLDonneDaLeggere, con cui lo si leggerà in gruppo (tutti i dettagli sul profilo della sua creatrice: @julietsinwonderland) . . #IMonologhiDellaVagina #EveEnsler #oursharedshelf #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra
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Opinione: I Monologhi della Vagina, di Eve Ensler
Nel 1998 Eve Ensler ha portato in scena I monologhi della vagina, uno spettacolo tratto dalle numerose interviste con donne di ogni età, razza, religione e classe sociale. Questo spettacolo è diventato un libro che ha rivoluzionato il mondo femminile. Con humour trasgressivo, in queste pagine è la vagina a prendere la parola per raccontare e raccontarsi attraverso monologhi seri, divertiti, fantasiosi o drammatici: dall’anziana signora che a settant’anni scopre l’orgasmo multiplo in una vasca da bagno, passando per ragazze curiose, professioniste del piacere e severe manager in tailleur.
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Uno di quei titoli che "devono" essere letti. Che senti citati un po' ovunque, che la gente consiglia, che ti incuriosiscono per l'alone di mistero che li accompagna (insieme alla "brutta" reputazione).
A sentirne parlare c'è chi lo trova squallido, chi lo adora, a chi ha cambiato la vita,...io? Non so bene cosa mi abbia lasciato, però posso capire benissimo la potenza di questo tema, che dovrebbe essere ritenuto banale, possa trasmettere (purtroppo ancora oggi 2018).
Anni di interviste, domande, taboo,...riprodotti in teatro e poi in questo libricino di 127 paginette.
Eppure ne abbiamo ancora bisogno. Fa riflettere quanto sia triste che sia così.
Un libro nato nel 1998 ma che scava indietro nel tempo, nelle vite di tantissime donne e nelle loro mutande, riportando le loro parole oppure mescolando più storie insieme per dire qualcosa.
Spesso un senso di potere. Spesso un disagio costante. A volte persino violenza.
Inizia tutto con "Vagina".
L'autrice ci racconta com'è nato tutto questo, anche dal semplice poter chiamare col proprio nome questa parte del corpo femminile.
Vagina non è una parolaccia, eppure non va detta. Provoca imbarazzo, occhiate, persino disgusto.
E parlo anche di donne che proprio non la accettano, nonostante faccia parte di loro.
E' una lettura provocatoria per certi punti, che ti mette a confronto con LEI. L'innominabile!
Che esiste, ma devi far finta che non sia così. Che devi nascondere, devi proteggere, devi quasi vergognarti di avere.
In alcuni racconti si parla di donne che la accettano, che la scoprono, che sono felici e smettono di vedere la Vagina (e/o la sessualità legata a lei) come qualcosa di "incorporeo". Perché spesso, inconsciamente, non pensiamo che esista. Chi senza pensarci perché è una parte di sé con cui non ha problemi e ci vive benissimo; chi non arrivando mai nemmeno a guardarla.
Esatto, perché ci sono anche loro.
La società non ci vuole libere totalmente e in alcuni racconti viene messo in chiaro, con storie a volte banali ma raccapriccianti per pensieri da medioevo.
Un padre che rifiuta di parlare alla figlia (piccola) perché pensa che sia stata stuprata, come se fosse colpa sua!
Una donna che, messa in ridicolo da un uomo, si vergogna a tal punto di essersi eccitata e bagnata per lui, da costringersi a non provarlo più.
Per accennare una pratica atroce e barbara, che continua imperterrita: la mutilazione vaginale.
Io penso di esserne stata delusa per le poche storie che racconta. Avrei voluto di più! Sentire molte più voci, molte più esperienze, molti più sfoghi,...perché ci sono!
Lo dice anche l'autrice che costantemente, ad ogni spettacolo, tantissime donne vengono da lei per parlare, per sfogarsi, per raccontare ed essere ascoltate.
Almeno una volta nella vita ci siamo vergognate tutte della nostra Vagina.
C'è chi ha alzato la testa e preso coscienza del proprio corpo smettendo di provare vergogna e chi non ci riesce.
Siamo tutte donne e a volte siamo le peggiori nemiche di noi stesse quando nascondiamo ciò che siamo perché "non si dice".
Una lettura per TUTTI, per far imparare a chiunque quanto sia importante questa parte femminile e che nessuno debba più nasconderla.
Uno dei racconti che mi ha fatto sorridere di cuore infatti parla di una donna che non sopportava la sua Vagina ed è stato un uomo a farle imparare ad amarla, mostrandole quanto fosse bella.
Penso che vada letto e che si provi a capirlo, per poter arrivare non solo a pronunciare quel termine così osceno "Vagina", ma anche a rispettare chi la ospita nel proprio corpo come essere umano che deve liberarsi di certi taboo e violenze che di "umano" non hanno proprio niente.
Giovedì esce in Italia il secondo capitolo della trilogia di Kendare Blake: La Battaglia Della Corona Maledetta. . Chi lo aspetta? 😉 Io lo sto leggendo in anteprima e...wow!! 😲 Ve ne parlerò il giorno dell'uscita... . #LaBattagliaDellaCoronaMaledetta #KendareBlake #newtoncompton #newtoncomptoneditori #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra
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