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Cenere, di Elisa Emiliani [Instagram Post]



Opinione: Cenere, di Elisa Emiliani


Cenere è il racconto dell'estate in cui tre ragazze decidono di riprendere il controllo della propria esistenza. Ash alle prese con un padre sempre più distante, la Reba a cui servirebbero gambe funzionanti e Anna alla ricerca del suo amore perduto. Del resto, con il regime corporatista che incombe, cosa si può fare vivendo in provincia se cucinare cristalli o stordirsi di alcool non è più sufficiente? Le tre ragazze se lo chiedono spesso e inventano il Gioco. Una scappatoia, una strategia di sopravvivenza e l'unica possibilità che hanno per dare un senso a giornate di ordinaria disperazione. Nel frattempo, intorno a loro tutto si fa più oscuro: la morte della Gramigna, un prete scomparso, un marchio a identificare chi non vuole o non può allinearsi al pensiero dominante. Una storia di amicizia e di resistenza. Di quelle amicizie che a sedici anni ti riempiono le giornate e che insieme alla speranza di una rivoluzione sono tutto quello che serve quando sei giovane e ti senti immortale.



Credo che se lo avessi letto durante l'adolescenza lo avrei potuto adorare. 
Un linguaggio molto semplice che racconta la vita di tre ragazzine che vivono in una realtà corporatista (fascista) attraverso il punto di vista di una di loro. 
In questa realtà viene tutto controllato, una polizia squadrista porta chiunque non si adegui alle nuove leggi in prigione. Sempre se va tutto bene, perché i morti non sono una cosa strana. Anzi, forse meglio chiudere con la vita che finire in quei luoghi, con quella gente. 

Siamo in uno spaccato di Italia molto semplice, rurale, nella quale fra boschi, case diroccate, scuola e rifugi sugli alberi queste tre si danno coraggio e forza per andare avanti, cercando un modo per dare un bel colpo a questo sistema che già sta distruggendo loro la vita.
 
Ash (cenere), la protagonista attorno alla quale gira tutta la vicenda, riesce a stare a galla consumando quantità enormi di alcol e droga. Una ragazzina con il peso della mancanza della madre, unito alla preoccupazione costante del padre che non solo non vuole conformarsi, ma lotta contro il sistema, e potrebbe un giorno sparire dalla sua vita per sempre. 

Ma ha accanto delle amiche straordinarie. Più o meno, dai. Chi così giovane lo è? (o anche da grande)
C'è a Reba, con degli impianti robotici alle gambe paralizzate che le permettono ancora di camminare, la più seria del gruppo. Anche lei di famiglia che non vuole far parte del sistema, ma non in modo così forte come i rivoluzionari, ma ciò comunque porta disagi nella vita quotidiana e svantaggi economici, principalmente. 
E c'è Anna, spregiudicata, folle, impulsiva; figlia di corporatisti non si adegua ai genitori e segue la testa, ma più spesso il cuore, che la porterà a soffrire per amore. 
Ma si aggiungeranno altre voci, sia dal presente a raccontarci spaccati di questo mondo così estraneo seppur purtroppo dall'aspetto familiare (nel presente), che voci di ribellione che spuntano dal passato, insieme a rivelazioni riguardanti qualcosa di estremamente illegale che deve essere salvato assolutamente: i libri.

Voci di giovani che ci portano attraverso le loro giornate quotidiane, fra dolori, rancori, bisticci, risate e amore, sempre inseguendo il sogno di vivere libere e felici. 
Ragazzine che non hanno paura, o almeno non troppa, convinte che la libertà valga la probabilità di non arrivare vive alla fine di tutto. O per lo meno, all'inizio di qualcosa di nuovo.
Questo qualcosa è Il Gioco, come lo hanno chiamato. 
Qualcosa da creare e proteggere. Ma non solo per loro. Vogliono infatti dare occasione a chiunque di poterne godere e di unirsi a questa lotta che potrebbe ribaltare la situazione. O così sperano. 

Molto probabile che lo stile scelto dall'autrice, che si adatta perfettamente al modo di esprimersi di un adolescente, non mi ha permesso nel complesso di entrare nella storia totalmente e di dovermi staccare. Problemi che in quell'età sembrano tutto, agli occhi adulti mi hanno spesso annoiato, facendomi pesare alcuni capitoli, quando razionalmente e dopo aver finito il romanzo, non hanno nulla di sbagliato. 
Lo dico perché è stata la mia esperienza durante la lettura e quindi parte del mio giudizio soggettivo. 
Ma ammetto che è scritto bene, la storia è particolare, interessante, molti elementi ben descritti e pensati, ed il linguaggio, come le sensazioni ed i pensieri della protagonista (visto che è lei il filtro tramite il quale assistiamo a tutto) è giusto per questo tipo di storia. 

Insomma, se cercate un distopico tutto Italiano, decisamente originale, piuttosto imprevedibile, con personaggi che oltre a progettare rivoluzioni folli (come solo gli adolescenti possono fare) passano le giornate fra alcool, droga e musica (Johnny Cash) per superare le interminabili ore di veglia,...potrebbe fare per voi!

Opinione: "Cenere", di Giulia Baroni



Titolo: Cenere
Autrice: Giulia Baroni
Pagine: 218
Editore: Panesi Edizioni



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TRAMA

Alice Mivato ha una missione: salvare vite. Vite animali. Decide quindi di arruolarsi in ELA, un’organizzazione non riconosciuta legalmente che si occupa proprio di questo. Ma in questa sua nuova vita avrà molti ostacoli da superare: l’essere umano, la sua crudeltà, la forza dei sentimenti e un doloroso passato che odora di cenere.
Un romanzo crudo e insieme delicato, che si muove con coraggio sul filo della responsabilità che ci lega agli altri abitanti del nostro pianeta e alla loro dignità.


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AUTRICE

Giulia Baroni, classe 1984, ragioniera e bancaria, si è sposata il 24 settembre 2011, è diventata mamma per la prima volta il 24 agosto 2012, è diventata bis-mamma il 24 agosto 2014 e ha due cani. Ritiene che:
- il 24 le porti fortuna;
- i giardini senza bimbi e senza animali siano posti un po’ tetri;
- ogni essere umano dovrebbe leggere il libro Cecità di Saramago.


"E' di stampo animalista, quindi chi è pro-vivisezione perderebbe il proprio tempo e di certo non lo apprezzerebbe. Chi invece è anche solo curioso o ha una predilezione per l'ambiente e tutti i gli abitanti del pianeta potrebbe trovarlo interessante (lo spero)."
(scritto dall'autrice su http://www.writersdream.org/forum/topic/25309-cenere-di-giulia-baroni/)



Giulia Baroni: mamma a tempo pieno, animalista convinta, autrice che spazia fra diversi registri. Come riesci a far convivere tutte queste anime? Hai un segreto?

Nessun segreto, anzi… sono piuttosto disordinata e disorganizzata! Quello preciso e inquadrato, in casa, è mio marito. Il mio motto è: “io speriamo che me la cavo”, e fino ad oggi me la sono cavata. Purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, non sono mamma a tempo pieno, sono semplicemente in maternità. Tra poche settimane tornerò al lavoro. Diciamo che gli impegni sono tanti, la volontà molta e il tempo sempre meno, quindi ho dovuto e voluto ridimensionare alcune cose, senza rinunciarvi del tutto.


Cenere è un romanzo i cui intenti sono ben chiari fin da subito, dalla nota iniziale sulla legislazione italiana in merito alla vivisezione, che dichiari di aver modificato per scopi narrativi. In che termini e in che misura l’hai modificata? L’Italia è un paese all’avanguardia da questo punto di vista? O, come troppo spesso accade, faremmo bene a prendere esempio dall’estero?

Questa è una domanda fondamentale e ti ringrazio di averla posta. La nostra legislatura in merito al tema vivisezionista è in continua evoluzione, ma il mio romanzo è stato scritto qualche anno fa ed ero consapevole che lui, invece, non si sarebbe evoluto di pari passo. Scripta manent, come si suol dire. Per quanto riguarda il nostro Paese nello specifico, bisogna ammettere che tutto sommato non siamo il fanalino di coda in merito al tema animalista, anche se non possiamo nemmeno dire di essere “all’avanguardia”. Attualmente nessuno stato lo è, quindi no, non possiamo né dobbiamo prendere esempio dall’estero dove, in molti casi, la situazione è ancora più preoccupante. Quello che dobbiamo fare è prendere coscienza di certe situazioni, italiane e non, tenerci informati, informare e impegnarci affinché ciò che non funziona torni o cominci a funzionare a dovere.


Alice Mivato è una protagonista tosta, determinatissima, inflessibile, diretta allo scopo, che decide di arruolarsi in ELA per adempiere a una missione di vita. Ma anche una protagonista dal passato oscuro e spiccate doti umane. Quali sono i parallelismi con la sua autrice?

Alice è bel mix di quello che sono, quello che non sono, quello che sarei voluta essere, quello che non vorrei mai essere. Un bel puzzle che a volte nemmeno io sono in grado di sistemare.

Intervista completa su: http://panesiedizioni.it/una-vita-per-la-famiglia-e-per-gli-animali-lei-e-giulia-baroni-il-suo-e-book-e-cenere/


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OPINIONE

Ringrazio di cuore la Panesi Edizioni per avermi dato la possibilità di leggere questo romanzo, che ho adorato!
E che consiglio a tutti di leggere per capire meglio cosa c'è dietro a molte cose di cui troppi preferiscono non sapere....

Un libro animalista, a partire dalla protagonista, Alice, una ragazza giovane ma già con una missione nel cuore: salvare gli animali!
Dalle prime pagine non di capisce molto, la troviamo in attesa di fare un colloquio, con persone che vogliono restare anonime....e da quì partirà la sua storia: dalla selezione per entrare in ELA, infatti dopo questo colloquio inizierà a lavorare in questa organizzazione dove, per l'appunto, l'anonimato è la salvezza per molti dei membri che ci lavorano.

Vedremo l'entrata di questa ragazza con entusiasmo e voglia di fare in questo mondo pieno di regole e di disciplina, che la fermano e la 'ostacolano' rispetto a ciò che vorrebbe fare, perchè lei è impulsiva ed impaziente...caratteristiche che non vanno molto d'accordo con quel mondo, così vasto e che richiede pianificazione e pazienza per poter continuare ad operare.

Scontrosa e indipendente, la vedremo farsi amicizie dentro questo nuovo ambiente, come dei nemici...ma è solo l'inizio della sua avventura.
Insieme a lei vedremo il lato oscuro, quello nascosto, che nessuno vuole guardare, rispetto al trattamento degli animali: sia per quanto riguarda la sperimentazione, che dietro a canili oppure la vendita di esemplari di pura razza, o nei circhi,....
Insomma, tutta la crudeltà di fronte a cui troppi alzano le spalle o trovano scuse. ...Opinione completa su Ciao.it


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