venerdì 23 febbraio 2018

Cerco di parlarvene sul blog oggi. Un libretto leggero e veloce, che però non lascia nulla al lettore. Peccato... #LaSovranaLettrice #AlanBennett #reading #leggere #leggo #libro #book #loveread #amorelibri #bookblog #bookblogger #blogger #freepik #viaggiatricepigr


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Opinione: La sovrana lettrice, di Alan Bennett

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A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d'Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. Qualcosa in effetti è successo, qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto la lettura di quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali effetti sul suo entourage, sui suoi sudditi, sui servizi di security e soprattutto sui suoi lettori lo scoprirà solo chi arriverà all'ultima pagina, anzi all'ultima riga.

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Sinceramente per me è un enorme BOH!
Neanche un centinaio di paginette che scorrono veloci e che non lasciano nulla al lettore.
Una storia che parte interessante, ma che si sgonfia in fretta e lascia il lettore fra mille nomi e ragionamenti decisamente pomposi, quasi in modo arrogante. Ma attenzione, questa è la mia lettura.
Perché parliamo della Regina, prima di tutto. Una donna che ha dovuto fare sacrifici, sicuramente per tutta la vita, in quella vita che le è stata imposta dalla nascita, che in qualche passaggio la troveremo simpatica, in altri forzatamente simpatica, perché ammettiamolo: non si può parlar male della Regina, nemmeno per finzione, e quindi bisogna renderla al meglio persino in fantasia.
Cosa che non ho apprezzato.

In questo testo molto breve la Regina si trova per caso davanti ad una biblioteca ambulante e, per non fare la "maleducata" prende in prestito un libro di una persona che ha conosciuto. La cosa darà inizio ad una valanga che la metterà in contrasto con altre persone di corte che vorranno a tutti i costi impedirle di "cambiare". Perché?!?
Semplicemente perché la lettura inizia a catturarla e portarla all'ossessione che certa gente vede come "popolana" e non adatta ad una nobile come lei. Ci saranno sabotaggi per allontanare chi la aiuta a coltivare questo hobby, ci saranno manovre per farle sparire i libri,...il tutto per "non farla arrivare in ritardo" o "porre domande scomode", ecc.
Seriamente?

Sono andata a leggere alcune recensioni, entusiaste che ne vedono humor inglese e sottotesti assurdi, come il fatto che questa sia una metafora che la lettura porta chiunque, a qualunque età, ad essere sullo stesso piano (era un pensiero più elaborato, ma questo il succo).
Mi spiace, ma no.
Ho trovato il nulla. Un racconticino banale che si scorre rapido, ma che fa sbadigliare il lettore.
Speravo quasi in una storia tratta dal vero, di trovare La Regina fra le pagine, invece di un'invenzione palese e senza contenuti interessanti. Il finale poi...volevo lanciar via il testo!
Vi consiglio di farvelo prestare o andare in biblioteca, poi giudicherete se comprarlo o no, ma io lo sconsiglio.
Delusa.

giovedì 22 febbraio 2018

RoseBlood, di A.G.Howard #RoseBlood #AGHoward #newtoncompton #newtoncomptoneditori #reading #leggere #leggo #libro #book #loveread #amorelibri #bookblog #bookblogger #blogger #viaggiatricepigra


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Esce oggi anche questo romanzo particolare e piacevole da leggere, che già dalla copertina incuriosisce i lettori riportando alla mente un personaggio molto conosciuto, anche solo dall'aspetto e nome. Una lettura che stuzzica chi non conosce quella storia spingendolo ad approfondire, oltre che regalare un romanzo interessante, chiaro omaggio a quell'opera..... Sul blog vi parlo meglio della storia 😉 #RoseBlood #AGHoward #newtoncompton #newtoncomptoneditori #reading #leggere #leggo #libro #book #loveread #amorelibri #bookblog #bookblogger #blogger #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Roseblood, di A.G. Howard

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Rune Germaine ha una splendida voce, paragonabile a quella di un angelo, ma è afflitta da una terribile maledizione: quando si esibisce, infatti, si sente malata e stanca, come se la bellezza del suo canto le rubasse ogni volta un po’ di vita. Sua madre, nel tentativo di aiutarla, decide di iscriverla a un conservatorio poco fuori Parigi, convinta che l’arte potrà curare la strana spossatezza di Rune. Poco dopo il suo arrivo nel collegio di RoseBlood, la ragazza si rende conto che c’è qualcosa di soprannaturale nell’aria. Il misterioso ragazzo che vede spesso in cortile, infatti, non frequenta nessuna delle classi a scuola e scompare rapidamente come è apparso, non appena Rune distoglie lo sguardo. Non ci vuole molto perché tra i due nasca un’amicizia segreta. Thor, è questo il nome del ragazzo, indossa abiti che sembrano provenire da un altro secolo e in sua presenza Rune si sente meglio, quasi cominciasse davvero a guarire. Ma tra i corridoi di RoseBlood c’è una terribile minaccia in agguato, e l’amore tra Rune e Thor, che sta sbocciando, verrà messo a dura prova. Dalla scelta di Thor, infatti, potrebbe dipendere la salvezza di Rune o la sua completa distruzione.

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Anche questo romanzo ha diviso il suo pubblico.
C'è chi lo adora e ne tesse le lodi, e chi lo odia e ne evidenzia le lacune.
Dipende dal lettore, dallo spirito con cui si approccia alla storia, da suoi gusti,...
Insomma, non credo sia così pessimo come viene descritto da alcune opinioni, anche se i gusti sono gusti....

Ovviamente, già dalla copertina, porta alla mente qualcosa di molto famoso e conosciuto, un personaggio che l'autrice stessa adora e ne è (quasi) ossessionata, tanto da aver iniziato a fare ricerche su di lui e su ciò che racchiude il suo mondo, per poi trarne una storia tutta sua da proporci (percorso che alla fine del libro ci racconterà).
Mi riferisco a "Il Fantasma Dell'Opera", un romanzo che in questi giorni sto recuperando poiché questa lettura ha risvegliato una curiosità molto forte, così da scoprire questo Classico.

Ma torniamo al romanzo, che vede due giovani protagonisti che si alterneranno come voce narrante: Rune, una ragazza di diciassette anni che "scappa" da casa sua per finire in un conservatorio RoseBlood a Parigi, dove lavora e vive una cugina del padre;  lei è una cantante straordinaria, ma dopo la morte del genitore qualcosa in quel dono cambia e si trasforma in un tormento, portandola a sentirsi male se si esibisce e costringendosi a respingere la musica, che tenta in ogni modo di venire fuori dal suo petto. Ossessionata dal Fantasma Dell'Opera ci racconterà, fra realtà e finzione, la storia che ha avuto quel luogo (ora conservatorio) e ci porterà a capire cosa c'è di vero tra le leggende degli studenti che dicono che un fantasma abiti l'edificio.
L'altra voce è Thorn, un ragazzo poco più grande che conosceremo a frammenti e che solo dopo metà del romanzo inizierà ad avere più "consistenza" per noi, facendoci conoscere il suo passato e la storia travagliata che lo ha portato lì, dove ha atteso l'arrivo di Rune.

Un duetto che si muove fra mistero e musica, entrambi perni della storia, sebbene dovremo capire i motivi, perché (come Rune) noi non sappiamo nulla di ciò che sta accadendo e dovremo pazientare affinché ci vengano rivelati tutti i segreti che circondano la ragazza. Anche se duetto forse non è il termine più appropriato, poiché ci sono altre "voci" nell'ombra che scalpitano per venire fuori, tra cui una irresistibile per le vittime che finiranno per ascoltarla.....

Io ammetto di aver faticato un po' a prendere il via, ma poi mi sono rilassata e la storia mi ha conquistato. Il finale (sempre il mio punto debole) ha qualche lacuna, speravo in qualche colpo di scena, nonostante mi aspettassi una cosa simile (come, appunto, accade); oltre ad essere troppo rapido rispetto al resto della narrazione. La Howard alterna scene velocissime e/o capitoli in cui passano giorni o settimane, a lunghe descrizioni accurate, che spesso stancano. Forse più azione in alcuni punti avrebbe regalato qualcosa in più alla storia...forse...
Un'altra cosa fastidiosa è la differenza fra il modo in cui i protagonisti raccontano, perché Rune lo fa al presente (vado/cammino/faccio.....), mentre Thorn no! (andai/camminai/feci....)
Spesso questo stacco è irritante. Sarebbe stato meglio scegliere un solo tempo e muoversi di conseguenza. Sono piccole cose che però fanno perdere la magia durante la lettura e staccarsi dal quel mondo, perdendone il "ritmo". Un peccato!

Ma nonostante tutto resta una lettura piacevole e piuttosto scorrevole; la trama è interessante, prendendo spunto da un Classico per portare una nuova versione di quella storia al pubblico, sia citandolo come libro, che prendendone spunto fra le pagine per crearne la storia nuova ed originale.
Se vi incuriosisce, non fatevelo scappare!