domenica 16 settembre 2018

venerdì 14 settembre 2018

Visto che vivo di bigliettini, post IT, memo, (sopratutto su cell)....perché non metterlo pure qui! Con la doppia utilità di farvi scoprire dei GdL a cui spero partecipiate 😉 . . Per Settembre abbiamo: - Il Blu È Un Colore Caldo Gruppo di @madamepalomar per la sua idea #ReteControLaPaura . . - Nel Segno Della Pecora Gruppo di @fuzzy_88 per il suo #GdLFuzzyland . . Da settembre ad ottobre: - Duma Key Gruppo di @clarissaquestionedilibri per scoprire i libri del Re (quelli che ci mancano e riletture, parlando per noi due che lo adoriamo 😁) attraverso il suo #GdLKing . . Da metà mese: - L'Educazione Gruppo di @julietsinwonderland per il suo #GdLDonneDaLeggere Inizierà domani e finirà a metà Ottobre . . Ovviamente per tutti i dettagli andate sui vari profili, dove vi spiegano come funziona e/o com'è nata l'idea di questi GdL. Se riesco li metto anche nelle stories, con trame e dettagli. . . Per ora non ne seguo altri (anche perché fra altre letture in arretrato, spero di leggerli tutti, ma non so 😅) Spero partecipiate tanti! . Condividete (dai profili delle ideatrici) se vi incuriosiscono: più si è, più queste idee vincono! 😉 . #IlBluÈUnColoreCaldo #JulieMaroh #NelSegnoDellaPecora #Murakami #DumaKey #StephenKing #King #LEducazione #TaraWestover #GdL #leggere #daleggere #letturedigruppo #gruppodilettura #gruppidilettura #viaggiatricepigra


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giovedì 13 settembre 2018

Quarta tappa per parlarvi della nuova ristampa di cinque racconti del Re 😉 Seguite l'hashtag #RaccontiDaUrloInAutunno per trovare gli altri Blogger che da lunedì ve ne stanno parlando 😊 . Oggi la mia opinione su questo romanzo (più che racconto): "Altro che "racconto" sono ben 322 pagine che ci portano in un'avventura imprevedibile, strana ed allucinante. King è un maestro, ormai lo so, eppure mi sorprende sempre con le sue storie di cui non si sa mai quale sarà la fine e quali mostri incontreremo lungo la strada, ma una certezza, il lato umano sarà sempre e comunque il mostro più inquietante, che ci terrà sulle spine ogni singola volta." . #TheLangoliers #StephenKing #King #sperlingkupfer #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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#RaccontiDaUrloInAutunno: The Langoliers, di Stephen King

Benvenuti in questa quarta tappa dedicata alle nuove ristampe di cinque racconti di Stephen King.
A me è arrivato a sorpresa "The Langoliers", prima di parlarvene vediamo i dettagli e la trama:




Titolo: The langoliers
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pickwick
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 settembre 2018
Pagine: 320 p., Brossura
Prezzo: 11€
EAN: 9788868364625






Immagina di vivere nel tuo incubo peggiore. E che non ci sia nessuna via di fuga.

Sul volo notturno Los Angeles-Boston la giovane Dinah si sveglia all'improvviso, assalita dalla paura: è cieca, ma sa che è successo qualcosa di orribile sull'aereo. Intorno a lei, infatti, sono spariti quasi tutti. Solo coloro che stavano dormendo - undici passeggeri tra cui un pilota fuori servizio, uno scrittore di gialli, un inglese, un'insegnante e un delirante uomo d'affari - sono sopravvissuti. Ma l'atterraggio di emergenza in un aeroporto misteriosamente vuoto farà loro desiderare di non essersi salvati. Perché qualcosa li stava aspettando. Un racconto tratto da «Quattro dopo mezzanotte».            

*    *    *    *    *
 
Altro che "racconto" sono ben 322 pagine che ci portano in un'avventura imprevedibile, strana ed allucinante. King è un maestro, ormai lo so, eppure mi sorprende sempre con le sue storie di cui non si sa mai quale sarà la fine e quali mostri incontreremo lungo la strada, ma una certezza, il lato umano sarà sempre e comunque il mostro più inquietante, che ci terrà sulle spine ogni singola volta.
 
Il romanzo ha molte voci che si uniranno per mostrare più prospettive durante la lettura. Inizieremo dal pilota Brian Engle, che è appena atterrato a Los Angeles e lo attende una brutta notizia: la sua ex moglie è morta. Sconvolto ad quell'improvvisa "novità", si mette subito in volo su un altro aereo (questa volta come passeggero) per poter andare a Boston "da lei". Stremato per il turno appena finito, si addormenta subito. E non sarà l'unico su quel volo.
 
Dopo un po' dalla partenza Dinah, una ragazzina cieca, si sveglia e scopre di non aver più la zia accanto a sé. La razionalità le dice che non c'è niente di cui preoccuparsi e cerca di trovare risposte sensate, eppure dentro di se sente che qualcosa non va su quel volo. Sarà lei la prima a dare l'allarme svegliando gli altri passeggeri, facendo scoprire a tutti di trovarsi in un incubo.
Sono solo undici su quel volo. Ma come può essere possibile?
 
King riesce a rendere interessante e mettere ansia allo stesso tempo al lettore, presentando questa improvvisa realtà dei fatti, che diventa sempre più allarmante, mano a mano che i protagonisti si rendono conto di cosa sta accadendo. Li conosceremo meglio e scopriremo le varie personalità.
Oltre al pilota Brian c'è Albert, un giovane dal talento musicale per il violino; Laurel, una giovane donna che vuole cambiare vita; Nick, un personaggio carismatico che prende subito le redini della situazione; Robert, uno scrittore di gialli che userà la sua mente acuta per aiutare il gruppo proponendo teorie a volte azzardate, ma spesso giuste; Craig, un uomo d'affari prepotente; e poi Don, Rudy, Bethany ed un passeggero senza nome.
 
Persone qualunque che si trovano improvvisamente sole ed in una situazione da fantascienza: le uniche a bordo di un aereo ancora in volo, ma il resto dei passeggeri? E l'equipaggio?
Non sarà solo questa l'unica stranezza poiché avendo Brian, un pilota, a bordo, possono facilmente riprendere il controllo e tornare a terra, ma non è così facile come previsto.
E nonostante ci riescano, si trovano a dover affrontare qualcosa di strano, che nemmeno loro capiscono appieno, ma si farà presente sempre di più la sensazione di "sbagliato" e che devono andarsene da quel posto. Ma per andare dove?
 
Domande su domande si affollano nella mente del lettore mentre scorre le pagine e si trova intrappolato insieme a queste persone, cercando di capire cosa si nasconda dietro questo mistero e come possano uscirne vivi. Sempre se ci riescono. Spulciando fra le varie opinioni che verranno formulate, provando a trovare risposte che non ci sono, girando pagina dopo pagina, cercando di capirne di più ma non riuscendoci.
 
Un racconto che mi ha tenuto incollata alle pagine, divorandolo in un pomeriggio per scoprire come stavano le cose e come sarebbe finita la storia di queste persone. Un romanzo non da incubi (per mia opinione), che propone diverse paure al lettore, alcune decisamente improbabili, anche se queste popolano i nostri inconsci e King le risveglia portandoci a viverle insieme a queste persone, mescolandole insieme a sensazioni più reali che sperimentiamo nel quotidiano, dando forza a questa storia.
 
Perde un po' verso il finale purtroppo, tutta la tensione fino a quel momento non riesce a tenersi così alta ed alcuni frammenti risultano prevedibili. Non per questo però perde così tanti punti, ai miei occhi. La trama è davvero ardua da scrivere con tanta bravura, riuscendo a mantenere così tanti elementi in gioco. Ma se King è il Re c'è un motivo!
 
Per ora l'unico volume dei cinque pubblicati di questa (mini) ristampa che ho letto (eh già, le raccolte di King mancano alla mia lettura ed anche alla mia libreria) e ringrazio la Sperling per l'occasione di avere in anteprima questo romanzo, anche se non inedito, ma con una veste grafica davvero bella e che fa desiderare di averli tutti!
 
Spero abbiate letto e scoperto gli altri volumi che vi sono stati presentati nei giorni scorsi:
The Body - Everpop
The Sun Dog - Diario di una Dipendenza
The Mist - Rosy Milicia
  
 Domani trovate
 


Da vedere! Forte, crudo, e nella sua sconcertante sincerità bello, perché si sente la verità dietro tutto ciò. Una verità che senza dubbio fa male e che si è guadagnata con tanta lotta, coraggio e il non arrendersi mai da parte della famiglia di Stefano. . E pensare che ci sono voluti quasi 10 anni per arrivare a ciò...e che c'è chi ancora difende gli infidendibili! (Per non parlare degli attacchi ad Ilaria) Davvero vergognoso. . No. Non è un film di parte. Ci si pone domande e ci si chiede se avendo fatto un gesto diverso le cose sarebbero potute andare in modo differente. . Stefano è un giovane che spesso appare strafottente, eppure lentamente capiremo che dietro tutto ciò c'è una grande paura e il timore che tacendo certe cose, tutto andrà per il meglio. Era un drogato? Si. Stefano non era innocente, ma nessuno MAI dovrebbe essere pestato a sangue da chi indossa la divisa e morirne. Niente può giustificare ciò. . Durante la visione si viene messi anche a confronto con il lavoro delle forze dell'ordine. Alcuni umani e bravi nel loro lavoro, altri più bruschi ma comportamento capibile in certe situazioni (e nei limiti del normale), mentre altri...criminali è l'unico termine per definirli. . Per non parlare dei vari cavilli legali, a volte percepiti come "dispetti" (Cucchi chiede dal primo giorno di parlare con l'avvocato, ma nessuno lo farà mai. Si troverà uno d'ufficio all'udienza che poi non rivedrà mai più, mai chiamato nonostante lui lo chiedesse spesso). Oltre le difficoltà dei genitori e la sorella per riuscire a vederlo o almeno sapere qualcosa. Qualsiasi cosa. [Continua]


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venerdì 7 settembre 2018

"Lo stavo tenendo d'occhio da un po' di tempo. La trama è magnetica! Prospetta un thriller nuovo, interessante ed inquietante. Così sembrava...e così è stato, per mia grande soddisfazione! Ringrazio la Newton per avermelo fatto leggere, perché me ne sono innamorata." Continua sul blog, se volete saperne di più. Ma in breve? ➡LEGGETELO!⬅ #NonSvegliarti #LizLawler #newtoncompton #newtoncomptoneditori #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Non Svegliarti, di Liz Lawler


La cosa peggiore non è ciò che ti è accaduto. È che nessuno ti crede.
Quando Alex Taylor apre gli occhi, è distesa su un tavolo operatorio. Deve avere avuto un incidente, per questo non ricorda nulla. Ma è un medico, lavora in un ospedale, e sicuramente a breve i suoi colleghi la aiuteranno a ricostruire cosa è successo. C'è solo un problema… La persona che le sta di fronte non è un medico. E la scelta che la obbliga a compiere è indicibile. Poi Alex si risveglia. È molto confusa e non ha idea di come possa essersi salvata. Non appena i primi ricordi dell'esperienza traumatica riappaiono, nessuno è disposto a crederle. Le dicono che ha immaginato tutto, che è stato solo un brutto incubo. Emarginata dai colleghi, dalla famiglia e dal partner, Alex sta per cedere definitivamente all'idea di essere diventata pazza… ma poi incontra un'altra vittima.        

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Lo stavo tenendo d'occhio da un po' di tempo. La trama è magnetica! Prospetta un thriller nuovo, interessante ed inquietante. Così sembrava...e così è stato, per mia grande soddisfazione!
Ringrazio la Newton per avermelo fatto leggere, perché me ne sono innamorata.

Il primo capitolo lascia col cuore in gola. Davvero un introduzione fantastica che lascia a bocca aperta il lettore, sconvolto da cosa sta accadendo alla protagonista.
Alex è una giovane donna davvero in gamba. E' un medico molto promettente, una donna sveglia, intelligente, una brava amica, una fidanzata che sta per realizzare un altro passo insieme al suo fidanzato,... Ma quando apre gli occhi non si capacita di cosa le stia accadendo.
Ricorda che era uscita dall'ospedale pronta per una serata romantica con fidanzato, ma si trova sdraiata sotto una forte luce, immobilizzata.
La sua mente arriva presto ad una conclusione, fermando il panico crescente e permettendole di analizzare l'ambiente circostante ed i rumori intorno a lei, riconoscendo un luogo familiare: una sala operatoria.
Ma come c'è finita?

Passano ore e al Pronto Soccorso arriva la chiamata che tanti aspettavano: hanno ritrovato la dottoressa Taylor. Sotto shock, viene visitata dai colleghi e sistemata in una camera, ma lei quando riprende conoscenza si rende conto che nessuno ha capito la gravità della sua situazione.
I nervi le cedono e questo sarà un punto dolente quando racconterà cosa le è accaduto in quelle ore in cui la credevano scomparsa. Fra le mani di un medico, totalmente in sua balia, non sa cosa le abbia potuto fare viste le cose che le aveva premesso e ciò che le aveva fatto dire.

Eppure questa è solo la prima parte del trauma poiché nessuno sembra crederle. Non avendo prove fisiche, tutti pensano subito che questa storia così assurda non possa che essere dovuta ad un trauma al cervello. Alex si trova sola a dover combattere questa battaglia, cercando di non perdere se stessa durante questo percorso contro tutti.

Ad affiancare lei nella narrazione avremo due poliziotti molto diversi fra loro.
Laura, una donna che vuole fare carriera a tutti i costi, un'arrivista che fin dalle prime pagine in cui compare farà capire esattamente cosa pensa: lei non crede ad una sola parola di Alex. Si mette addirittura a riderle in faccia quando racconta la sua vicenda.
Fredda, fin troppo professionale e fissata a chiudere quella storia, per bollare Alex come bugiarda ed andare avanti, al prossimo caso facile da chiudere per avanzare di grado.
Anche per dare contro a Greg, il suo superiore, che quando incontra Alex per la prima volta ed ascolta la sua storia, le crede e spinge un po' più per indagare su quella vicenda.
Due personalità diverse alle prese con lo stesso caso, ma con obiettivi quasi opposti. Sarà interessante vedere come proseguiranno le indagini, seguendo ragionamenti diversi.

Avendo voce principale Alex, empatizzeremo molto con lei. Razionalmente avremo qualche perplessità, ma ci troveremo così coinvolti nel suo dramma personale da chiederci come mai nessuno le vuole credere e non la sostenga un po' in ciò che le capita.
Eppure andando avanti nella storia, ci troveremo sballottati fra varie ipotesi, perché arriveranno coincidenze troppo assurde per credere che Alex non ne sia coinvolta. Troppe volte lei è al centro della situazione o del crimine. E' davvero una vittima? Sta immaginando tutto? O peggio?!

Liz Lawler è davvero brava nel mescolare le indagini alla fragilità psicologica (e sociale) in cui si trova Alex. Da un giorno all'altro nessuno vuole credere a ciò che dice di aver subito e pensano che sia solo esaurita. Amici, colleghi, persino il fidanzato. E come si possono portare avanti i rapporti se ciò che hai subito viene ritenuto una sciocchezza della tua mente? Se la tua parola non conta nulla?

Questa parte del romanzo è davvero quella più pesante da leggere, perché è un tema davvero delicato e che viene affrontato spesso: donne che non vengono credute o viene minimizzato ciò che hanno passato (che sia dalla violenza sessuale, alla molestia, ad altre cose anche "banali").
L'impotenza che porta alla fragilità e alla solitudine. Ciò non toglie che Alex si dimostri una donna coraggiosa e tosta, oltre i momenti di crollo che, giustamente, l'accompagnano spesso.

Una lettura che si divora, con un ritmo rapido che evidenzia sempre di più la domanda centrale che si farà strada anche in noi: è successo davvero?
Il finale rende tutto perfetto, chiudendo la narrazione dando le risposte che cercavamo e scoprendo la verità dietro a tutta la faccenda.
Semplicemente, da leggere!

mercoledì 5 settembre 2018

Seconda tappa del Review Party dedicato a questo primo volume della saga "Becoming Luciel" sul blog 😉 . "Ammetto che sono stata piacevolmente sorpresa dalla varietà di dettagli aggiunti dall'autrice per dare corpo a questo primo romanzo [...] riesce a risultare originale creando una storia interessante, mescolando diverse tipologie di mito e fantasy, unendo parecchi colpi di scena, alcuni più prevedibili di altri, che però tengono il lettore col fiato sospeso fino alla fine." . #TheChosenOnes #BecomingLuciel #CaitlynCoral #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Review Party: The Chosen Ones (Becoming Luciel 1), di Caitlyn Coral

 
Benvenuti in questa seconda tappa del Review Party dedicato a "The Chosen Ones";
'festa' che andrà avanti ancora per un po' a parlarvi di questo romanzo, uscito da qualche mese e di cui ora vediamo i dettagli e la trama:





Titolo: The Chosen Ones
Autrice: Caitlyn Coral
Data pubblicazione: 23 Maggio 2018
Editore: Genesis Publishing
Serie: Becoming Luciel
Genere: Urban Fantasy/YA








Trama:
«Tu non sei un eroe, Adam. Tu sei quello troppo intelligente per finire nei casini, anche quando i casini vengono da te.»
Il ragazzo annuì, desiderando di nuovo di poter vuotare il sacco e urlare che, solo per una volta, il casino non poteva essere evitato nemmeno da lui, che gli era esploso in faccia e stava ancora raccogliendo pezzi di un puzzle che si rimescolava un giorno sì e l’altro pure, aumentando di volume ogni volta.

La vita di Adam Finch non potrebbe andare peggio: la scelta del college è alle porte, ha appena troncato l'amicizia con il suo migliore amico e, come se tutto ciò non bastasse, iniziare a soffrire di sonnambulismo è la ciliegina sulla torta. L'ultima cosa che Adam desidera è essere additato come il pazzo della piccola cittadina in cui vive, ma niente riesce a impedirgli di lasciare la sua camera e vagabondare di notte. Quando i suoi sogni si fanno più strani e dei lividi iniziano a comparire sul suo corpo, gli stessi che crede di aver ottenuto in sogno, è facile cadere nel panico. Lo è ancora di più quando Nina, una ragazza nella sua classe di Spagnolo, gli rivela di avere il suo stesso problema e che nulla di quella malattia è casuale. Tra incubi terribili, poteri sovrannaturali e il rischio di morire sul serio, Adam dovrà affrontare ciò che uno come lui non ha speranze di superare: una battaglia, la Battaglia degli Eletti.

*  ^  *  ^  *  ^  *
 
Ammetto che sono stata piacevolmente sorpresa dalla varietà di dettagli aggiunti dall'autrice per dare corpo a questo primo romanzo della serie "Becoming Luciel", perché può apparire una storia quasi banale o già sentita (protagonisti timidi, strani ed emarginati, qualcosa di sovrannaturale che li coinvolge stravolgendo la loro vita, bla bla bla), ma riesce a risultare originale creando una storia interessante, mescolando diverse tipologie di mito e fantasy, unendo parecchi colpi di scena, alcuni più prevedibili di altri, che però tengono il lettore col fiato sospeso fino alla fine.

Il protagonista, e voce narrante, è Adam. Un personaggio che potremo dire "prevedibile" in uno YA: piuttosto timido, riservato, belloccio,... A cui iniziano a capitare delle stranezze, infatti ogni notte durante il sogno esce di casa e spesso si sveglia per le strade della sua cittadina, a volte nei pressi di un bosco. Inizialmente senza preavviso, ma andando avanti nel tempo, dei sogni strani lo accompagneranno in questo "vagare" ancora senza senso.
Non è il solo, poiché scopre che anche ad una ragazza che frequenta la sua scuola succede lo stesso fenomeno; e Nina ne sa più di lui convincendolo a parlarne, per affrontare insieme questa "cosa" che sta capitando loro.

Come chiunque al suo posto, Adam non vuole credere alle spiegazioni che Nina ha trovato per dare un senso a ciò che accade loro, eppure non ha scelta. Senza contare che in brevissimo tempo questi sogni cambiano e li portano entrambi a capire che c'è in ballo molto più di quanto avessero mai potuto immaginare; infatti si trovano ad avere a che fare con una battaglia che deciderà i vincitori fra una scelta di Eletti.
Ed il premio? Beh, non ve lo rivelerò, merita di essere scoperto, insieme alle spiegazioni riguardo tutto ciò che sta accadendo.

I personaggi che appaiono non sono così stereotipati come appare ad una prima occhiata. Ok, qualcosa c'è che li rende "già letti", ma riusciremo comunque ad entrare in empatia con loro e metterci nelle loro scarpe, chiedendoci cosa avremmo fatto noi al loro posto.
Ci saranno anche altre figure che appariranno durante la narrazione e mi hanno colpito per la fantasia con cui sono presentati e poi descritti anche caratterialmente (con alcuni infatti avremo a che fare a lungo, conoscendoli meglio).
Come trama, direi originale ed abbastanza imprevedibile tranne qualche dettaglio, ma ho letto di peggio; ad alcuni dettagli arriveremo prima di Adam (o Nina), ma pazienza, non stona con la lettura e non la rende noiosa.

Una lettura davvero piacevole. Il testo scorre rapido ed il susseguirsi di colpi di scena e/o avventure rendono ancora più veloce e leggera la storia da leggere.
Personalmente ho faticato un po' verso la conclusione (diciamo dopo due terzi di romanzo), perché facevo fatica a distinguere alcuni nomi e quindi dovevo fare mente locale per differenziarli, cercando di capire di chi si stava parlando e ricordando cosa aveva fatto quel personaggio in particolare.
Ma mi capita spesso, quindi se avete una memoria "normale" direi che non dovete preoccuparvi.

L'unica pecca del finale è che voglio avere il seguito per scoprire cosa accadrà!
L'autrice chiude il tutto lasciando a bocca asciutta, curiosi di capire come potrebbe andare avanti la storia. Come dicevo inizialmente, mi ha piacevolmente sorpreso in positivo e spero di non perdermi il seguito, scoprendo cosa capiterà ancora...
Vi consiglio di segnarvelo e farci un pensiero (seriamente) sul leggerlo,
e se vi piace il genere, buttatevi, perché penso proprio che vi piacerà molto.

Non dimenticate di seguire tutte le tappe!

martedì 4 settembre 2018

Questa mattina vi parlo di una lettura che proprio non mi ha lasciato nulla. Una trama con un potenziale ottimo, sprecata; personaggi e situazioni stereotipate;....insomma, per me un no 🙅 Voi lo avete letto? Vi è piaciuto oppure no? (Guarderete la serie? 😉) . . "[...] vado a leggere la trama e mi conquista subito....peccato solo quella. Avevo già detto di Flynn L'Amore Bugiardo che ricordo appena, poiché non mi aveva lasciato nulla di ché come lettura. Però si da sempre un'altra occasione, visto che non era stato proprio un'oscenità mi sono buttata. Eh...invece mi sa che quest'autrice non fa proprio per me. " . #SullaPelle #SharpObjects #GillianFlynn #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Sharp objects, di Gillian Flynn

 
Otto anni dopo essere andata via da Wind Gap, la cittadina soffocante in cui è nata e cresciuta, Camille Preaker lascia Chicago per tornare in quel minuscolo avamposto cattolico del Missouri battista, luogo sperso nel nulla, dove la gente si illude di sapere come stare al mondo. È il giornale per cui lavora a spedirla laggiù, in seguito alla scomparsa della piccola Natalie Keene. Caso che somiglia a quello di un'altra bambina svanita nel nulla poco tempo prima, ricomparsa il giorno dopo nel letto di un torrente, strangolata. Aveva solo nove anni.Anche il cadavere di Natalie viene rinvenuto ben presto e la comunità di Wind Gap deve arrendersi all'evidenza: la mano che si è abbattuta con brutale meticolosità sulle due bambine è la stessa. A rivelarlo è un unico, macabro dettaglio. Con caparbietà, Camille porta avanti la propria indagine sfidando le rigide norme sociali di una cittadina bigotta e pettegola, ma soprattutto è costretta ad affrontare la madre, una donna fredda e manipolatrice, ammirata dai vicini e temuta dentro casa, da cui era fuggita ancora ragazza. L'inchiesta si gonfia come un fiume in piena e Camille non è più in grado di tenere a freno i ricordi e il male che contengono. Sofisticato thriller psicologico dal ritmo pulsante, il romanzo di Gillian Flynn indaga i risvolti oscuri delle relazioni tra sorelle, madri e figlie e mette in scena una figura femminile che attraversa l'inferno con occhi nuovi, sorprendente protagonista – così il Guardian – di "un viaggio indimenticabile, gelido e illuminante".            
° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Questo volume me l'aveva consigliato un'amica, suggerendomi di guardare anche la SerieTv omonima uscita da poco.
(Piccola parentesi: questa è una ristampa, è uscito circa un 10 anni fa col titolo "Sulla Pelle"; ma vista la serie, capisco i motivi di questo nuovo lancio. )
Visto che lei conosce i miei gusti, vado a leggere la trama e mi conquista subito....peccato solo quella.

Avevo già detto di Flynn L'Amore Bugiardo che ricordo appena, poiché non mi aveva lasciato nulla di ché come lettura. Però si da sempre un'altra occasione, visto che non era stato proprio un'oscenità mi sono buttata. Eh...invece mi sa che quest'autrice non fa proprio per me.

La storia è raccontata sempre dal punto di vista di Camille, una giovane donna che scrive per un giornale non troppo popolare a Chicago. Scappata dalla sua città natale Wind Gap appena ne ha avuto la possibilità, vive una vita piuttosto normale, finché la scomparsa di una ragazzina (che ricorda a tutti un omicidio avvenuto un anno prima) non la riporta in quella piccola cittadina per indagare e procurare al suo capo qualche buon articolo.
Così si ritrova a dover tornare a casa dalla madre (che odia, presentandosi senza un minimo preavviso), il padrigno e la sorellastra che si era lasciati alle spalle. Capiremo presto perché tutto questo astio: la madre fredda, manipolatrice e insensibile verso le figlie che paragona sempre alla sua secondogenita, purtroppo morta da giovane; il padrigno distaccato con la quale è cresciuta e che non la considera nemmeno come una figlia, a malapena come un essere che vaga per la sua casa; la sorellastra dalla doppia faccia, dentro casa un piccolo angioletto e fuori dalle mura la ragazza più popolare, più stronza ed acida della scuola.

Inutile dire che ci staranno tutti e tre ampliamente antipatici fin dalla prima apparizione. Eppure restano quasi abbozzati, non si capisce bene cosa abbiano fatto o ricevuto per essere così come sono. Si, qualche dettaglio in più sulla madre e la "sorellina" lo avremo, ma sempre superficiale e a volte troppo forzato. Non sono credibili.
Non che Camille sia migliore! Mi spiace, ma quando si inizia a delineare la sua personalità e il suo passato, ci si chiederà quanto sia "normale" rispetto all'altra parte della famiglia.

Forse uno dei punti "al centro di tutto", non riuscito in questo caso (a mio parere) e ormai diventato cliché, è "la cittadina", ovvero un luogo dove tutti sanno tutto di tutti, sparlano allegramente, ma se sei l'oggetto delle critiche non lo saprai mai; dove l'ottusità delle forze dell'ordine la fa da padrona; dove questo luogo sembra incantato e felice, eppure abbonda di cattiveria (soprattutto fra i giovani...e gli adulti non vedono mai niente)...Noioso, noioso, noioso!
Sono cose sentite e lette mille volte, che se non vengono riproposte con una storia che regga fanno colare tutto a picco, e non si riesce nemmeno volendolo ad empatizzare con i vari personaggi.

L'autrice ha aggiunto alcuni dettagli "strappalacrime" alla storia della protagonista (sorella morta, madre fredda,...), ma neanche con questi espedienti riesce a darle spessore. L'ho detestata profondamente, un personaggio che poteva avere potenziale, come la storia, buttato via.

La narrazione è lentissima. Pagine e pagine di concetti per rafforzare lo stereotipo "cittadina", che si potevano evitare. Scene di "sorellanza" assurde, dove non si capisce chi sia la persona matura fra le due. Una madre manipolatrice che tiene in mano la cittadina come neanche il Padrino potrebbe fare (basta una sua parola, giuro, e tutti cambiano atteggiamento). Altri personaggi che gireranno attorno a lei appena accennati e spesso sempre un po' stereotipati.
Il tutto si chiude in pochissime pagine conclusive, dove tutto viene a galla allo stesso momento senza un briciolo di approfondimento, lasciandoti con la voglia di lanciar via il volume per il nervoso.

Davvero delusa!
Un idea che poteva essere geniale, sprecata totalmente.
Spero vivamente che la serie sia più bella di questo volume, ma per ora non ho intenzione di guardarla minimamente.
Se volete leggerlo perché lo stile di Flynn vi piace, potete provare, questa è la mia opinione (e mi sono trattenuta, poiché alcune scene sono irreali, ma non voglio fare Spoiler).
A voi la scelta....

Nelle Terre Estreme, di Jon Krakauer #NelleTerreEstreme #JohnKrakauer #Krakauer #bookblogger #book #reading #bookblog #booklover #read #viaggiatricepigra


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lunedì 3 settembre 2018

Una storia che scorre veloce e che cattura, nonostante non sia propriamente il thriller che mi ero immaginata dalla trama. Ve ne parlo sul blog, ma: a voi incuriosisce? 😉 . . "Due voci molto diverse fra loro si alterneranno per tutta la narrazione. La prima, quella di uno psicologo che da famoso privatista si è visto "declassare" in un istituto carcerario femminile per un errore non propriamente suo.[...] La seconda, quella di una donna che potremmo dire 'qualsiasi', una detenuta a cui aspetta una condanna molto lunga...scopriremo leggendo il perché e come le cose l'abbiano condotta in quel luogo, e a quella pena." . . #LaPrigioniera #DebraJoImmergut #Corbaccio #corbaccioeditore #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: La Prigioniera, di Debra Jo Immergut



Ipnotico, esplosivo, ossessivo: un esordio folgorante per un libro venduto in tutto il mondo Due voci, un uomo e una donna, si alternano nel raccontare la loro storia. La storia che li ha portati dove sono adesso: in carcere. Frank come psicologo, Miranda come detenuta. Si erano già conosciuti ai tempi del liceo, quando Frank si era infatuato di questa ragazza, schiva e misteriosa e che neanche si era accorta di lui. Non è inconsueto incontrare casualmente una persona che ci ha fatto perdere la testa tanti anni prima. Di solito la vecchia passione si ridimensiona, più raramente si riaccende. Qui però la situazione è fortemente anomala. Il luogo, la prigione, è claustrofobico, la realtà che si vive è rarefatta e distorta. La relazione tra Frank e Miranda non può essere normale, eppure non è affatto chiaro chi dei due dipenda dall’altro, chi sia libero e chi non lo sia. E il passato, che si disvela a poco a poco coinvolgendo non solo i due protagonisti ma, per cerchi concentrici, le famiglie, i genitori e tutte le persone che fanno parte della loro vita, è un concatenarsi di eventi che ineluttabilmente li portano proprio dove sono adesso. Con un carico di emozioni, di frustrazioni, di passioni che non si sa che strada prenderanno: verso la salvezza? O verso la distruzione?
La prigioniera è un romanzo che parla di bene e di male, e di come bene e male siano ripartiti in ugual misura dentro tutti noi. In questo senso è un libro universale: i protagonisti sono persone normali, che vivono, sbagliano e tentano di riscattarsi dagli errori commessi. persone come noi.            
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Due voci molto diverse fra loro si alterneranno per tutta la narrazione.
La prima, quella di uno psicologo che da famoso privatista si è visto "declassare" in un istituto carcerario femminile per un errore non propriamente suo. Un "calcolo" sbagliato che lo ha rovinato e portato a doversi occupare delle criminali in un penitenziario.
La seconda, quella di una donna che potremmo dire 'qualsiasi', una detenuta a cui aspetta una condanna molto lunga...scopriremo leggendo il perché e come le cose l'abbiano condotta in quel luogo, e a quella pena.

Due personalità diverse e due ruoli opposti, che però si incontrano per caso durante una seduta e da quel momento cambierà tutto.
In primis per Frank, che si trova davanti la sua cotta del liceo che non avrebbe mai pensato di rivedere e mai in quelle circostanze. Lui ci parlerà attraverso una specie di diario personale, dove annoterà le sue impressioni e la sua visione piuttosto distorta dei loro incontri nei quali, andando avanti nel tempo, metterà da parte la sua etica prendendo una strada rischiosa, decidendo di fare qualunque cosa per aiutare Miranda. Questo il nome della giovane donna che, a differenza di Frank, ci parlerà attraverso i suoi pensieri, dandoci spazio nelle sue giornate e nei suoi ricordi, mostrandoci la vita in carcere per come viene percepita da lei.

Due vite apparentemente distrutte da qualcosa capitato loro e di cui si troveranno a scontare le conseguenze nella struttura, lei come detenuta e lui come psichiatra.
Si direbbe che definire chi è buono e chi cattivo è ben chiaro, eppure la linea fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato è davvero sottile, e la capiremo meglio leggendo, scoprendo la personalità dei due protagonisti oltre che il loro passato.

Basteranno pochi mesi a far ribaltare tutto. In quel lasso di tempo vedremo entrambi prendere decisioni spesso confondendo cuore e ragione. Fra scelte impulsive, decisioni ponderate, percorsi giusti e strade sbagliate; uno spaccato di due vite messe davanti a qualcosa di impensabile che dovranno affrontare, ognuno a modo suo, a volte correggendosi mentre altre volte puntando alla scelta peggiore, ben consci dei rischi a cui si va incontro, eppure infischiandosene.

Una lettura davvero piacevole, rapida e scorrevole che ho chiuso in pochissime ore, lasciandomi un leggero "fastidio" nel finale, un po' prevedibile per i miei gusti. Però spezzo una lancia in suo favore poiché gli ultimi capitoli rendono con maggior impatto il concetto di potere e di fiducia, che se presi insieme e non con buone intenzioni, conducono a risultati davvero pessimi.

Un romanzo originale ed abbastanza imprevedibile, che mescola abilmente presente e passato, dandoti alcune tessere della vita di entrambi, ma non in perfetta linea temporale, da "costringerti" a finire per capire come siano finiti lì e come possano compiere certe decisioni.
La scelta delle due voci narranti, come il modo in cui ci parlano, è un'altra carta vincente.
Non il solito thriller che mi sarei aspettata prima di iniziarlo.
E' uscito da pochissimo e ringrazio Corbaccio per avermelo fatto leggere.
Fateci un pensiero, penso potrebbe piacere a molti.

venerdì 31 agosto 2018

Un grande NI. Originale, ben scritto, piuttosto scorrevole,...eppure dispersivo nelle tematiche. Dopo metà libro in particolar modo la storia amplia i temi trattati, mettendo "troppa carne al fuoco". . . "Ci sono così tante cose in ballo che appiattiscono la narrazione, rendendola più un thriller psicologico con dei tratti distopici. Niente di così forte da sconvolgere il lettore, anche se il potenziale c'era." Ve ne parlo sul Blog 😉 . Qualcuno lo ha già letto e gli è piaciuto? Oppure si è trovato confuso? . #PerUltimoIlCuore #MargaretAtwood #PonteDelleGrazie #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Per Ultimo Il Cuore, di Margaret Atwood

 
In un Nord America messo in ginocchio da una disastrosa crisi economica e dal dilagare della criminalità, Stan e Charmaine, una giovane coppia innamorata, cedono alla falsa lusinga della normalità e della sicurezza promesse da un avvenente progetto, in cambio della rinuncia a qualche "piccola" libertà personale. Finiscono in una città troppo bella per essere vera, dove tutti hanno una casa e stanno bene, ma il prezzo è lavorare per un losco personaggio a capo della comunità, facendo cose orribili: per esempio praticare iniezioni letali ai condannati a morte o lavorare in una sorta di mercato del sesso. Si ritrovano così a fare il male per libera scelta ma contro la loro volontà. Questa situazione conflittuale li trascinerà in un surreale complotto che darà lo spunto per interrogarsi su cosa significhi amare - in un futuro dove non solo il sesso ma anche l'amore è mercificato – e scegliere.
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Temo fortemente di essermi fatta condizionare dagli altri libri letti della Atwood, perché immaginavo una storia molto più mirata verso un elemento distopico probabile.
In effetti inizialmente è così, ma poi purtroppo la storia si disperde e l'ho trovato un grande peccato.
 
I protagonisti di questo romanzo sono Stan e Charmaine, una coppia sposata che si è ritrovata in pochissimo tempo per colpa della crisi economica a dover vivere nella propria auto, sempre attenti ed in movimento per sfuggire ai criminali che potrebbero volergliela portare via, insieme a tutti i loro beni. Solo Charmaine ha un piccolo lavoretto in un bar, ma asseconda i voleri del marito evitando di fare turni serali o altro, nonostante ciò sfrutterebbe loro più soldi e una maggiore possibilità di vivere al limite del tollerabile.
 
La loro situazione sembra cambiare quando decidono di entrare a far parte di un progetto, una specie di città modello potenziale che potrebbe rivoluzionare tutta l'economia e spazzare via la criminalità.
Infatti dentro le mura che circondano le varie abitazioni, c'è anche un carcere, dove ciascuno di loro dovrà andare a stare a mesi alterni. Ciò per non far sentire nessuno superiore agli altri.
O così dicono almeno.
Dopo aver firmato il contratto non si può più tornare indietro. Da quella città non si esce vivi.
Ma a Stan e Charmaine non importa, sono così felici di poter riavere una casa tutta per loro, del cibo vero, vestiti, un bagno,...
 
Seguiremo la loro vita a frammenti, poiché passeranno mesi da quel giorno in cui firmarono a quello in cui il romanzo continua, raccontandoci meglio in cosa consiste la loro vita ed i loro compiti.
La narrazione andrà spesso a "saltelli" avanti nel tempo. Non molto fastidiosa, però dispersiva, soprattutto quando inseriscono altri elementi che metteranno la "nostra" coppia in difficoltà, facendoci capire sempre di più quanto basti poco per rimanere incastrati ed obbligati a fare qualcosa contro la propria volontà.
 
Ci sono parecchi elementi distopici, alcuni inseriti solo dopo metà romanzo e chiariti verso la fine, che sono inquietanti ma originali, e soprattutto possibili, vista la morale di parecchia gente.
Nel caos generale perdono un po' la loro efficacia. Ci sono così tante cose in ballo che appiattiscono la narrazione, rendendola più un thriller psicologico con dei tratti distopici.
Niente di così forte da sconvolgere il lettore, anche se il potenziale c'era.
 
Purtroppo un NI, perché la Atwood scrive davvero bene e anche in questo caso ha scritto un romanzo originale. I lati negativi ve li ho descritti sopra.
Lo sconsiglierei per chi tenta un primo approccio con questa scrittrice.
Altrimenti, se vi incuriosisce, fateci un pensiero, magari vi potrà piacere davvero molto.


giovedì 30 agosto 2018

È uscito oggi e (grazie a @corbaccioeditore) stasera lo inizio! Mi incuriosisce e spero si riveli una bella lettura, ne avrei bisogno 😉 . Vi ispira? 😊 #LaPrigioniera #DebraJoImmergut #Corbaccio #corbaccioeditore #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Ve ne parlo un poco sul Blog. Nonostante si sappia la fine, c'è da scoprire cosa accadde durante il tragitto, negli anni in cui Chris vagò per l'America, da solo, senza soldi e con uno zaino. . "Personalmente adoro lo stile di Krakauer, che ripercorre in un'attenta analisi giornalistica, mescolando lo stile con la narrazione, alcuni fatti davvero accaduti. In questo caso gli ultimi anni di vita di Chris McCandless che, dopo aver finito gli studi, "scappa" di casa e fa perdere le sue tracce, muovendosi per l'America per due lunghi anni, trovando però la morte in Alaska. Pagina dopo pagina, muovendoci fra prima e dopo la morte di Chris, scopriremo chi era questo ragazzo, come questa decisione ha distrutto la sua famiglia e portato tristezza in molte vite che si sono scontrate con la sua durante gli anni...." . #NelleTerreEstreme #JohnKrakauer #Krakauer #storiavera #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Nelle Terre Estreme, di Jon Krakauer

 
Nell'aprile del 1992 Chris McCandless si incamminò da solo negli immensi spazi selvaggi dell'Alaska. Due anni prima, terminati gli studi, aveva abbandonato tutti i suoi averi e donato i suoi risparmi in beneficenza: voleva lasciare la civiltà per immergersi nella natura. Non adeguatamente equipaggiato, senza alcuna preparazione alle condizioni estreme che avrebbe incontrato, venne ritrovato morto da un cacciatore, quattro mesi dopo la sua partenza per le terre a nord del Monte McKinley. Accanto al cadavere fu rinvenuto un diario che Chris aveva inaugurato al suo arrivo in Alaska e che ha permesso di ricostruire le sue ultime settimane. Jon Krakauer si imbattè quasi per caso in questa vicenda, rimanendone quasi ossessionato, e scrisse un lungo articolo sulla rivista "Outside" che suscitò enorme interesse. In seguito, con l'aiuto della famiglia di Chris, si è dedicato alla ricostruzione del lungo viaggio del ragazzo: due anni attraverso l'America all'inseguimento di un sogno. Questo libro, in cui Krakauer cerca di capire cosa può aver spinto Chris a ricercare uno stato di purezza assoluta a contatto con una natura incontaminata, è il risultato di tre anni di ricerche.

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Personalmente adoro lo stile di Krakauer, che ripercorre in un'attenta analisi giornalistica, mescolando lo stile con la narrazione, alcuni fatti davvero accaduti. In questo caso gli ultimi anni di vita di Chris McCandless che, dopo aver finito gli studi, "scappa" di casa e fa perdere le sue tracce, muovendosi per l'America per due lunghi anni, trovando però la morte in Alaska.
Pagina dopo pagina, muovendoci fra prima e dopo la morte di Chris, scopriremo chi era questo ragazzo, come questa decisione ha distrutto la sua famiglia e portato tristezza in molte vite che si sono scontrate con la sua durante gli anni.

Tanti hanno detto che era stato uno stupido, uno sciocco ragazzino, a voler andare in Alaska senza la giusta attrezzatura. Quasi "se l'è meritata" la fine che ha fatto. Sicuramente avrebbe dovuto buttarsi in modo più preparato, con attrezzatura adeguata ed altri mezzi indispensabili. Eppure leggendo scopriremo che ha superato moltissime difficoltà, muovendosi con uno zaino sulle spalle e pochissimi soldi in tasca, su e giù per l'America, incontrando per persone che rimarranno segnate dalla sua conoscenza.
Ha avuto fortuna parecchie volte, ma si è dimostrato tenace e ricco di risorse per la maggior parte del tempo, pensando alla sua giovane età e cosa ha affrontato da solo e senza sicurezze.

Forse un po' matto, certo, con alcune fissazioni, ma nessuno può negare che abbia avuto il coraggio di prendere la propria strada, nonostante tutti i vari "consigli" contrari. Scopriremo che a portarlo lungo quel percorso così drastico sono stati anche bisticci coi genitori, il padre prima di tutto.
Non sto dando a lui la colpa, come non lo ha fatto Krakauer e non credo nemmeno lo stesso Chris.
Probabilmente dopo quella fuga, trovato ciò che gli serviva sapere, sarebbe tornato alla sua vita di sempre. Forse no. Purtroppo non lo possiamo sapere, ma Jon ci racconta di altri "matti" che sono sopravvissuti nonostante le strade anticonvenzionali che hanno scelto di percorrere.

Tutta la narrazione avviene per supposizioni mescolate ai racconti delle persone che lo hanno incontrato. Alcuni per poche ore, altri per mesi.
Chris è rappresentato come un ragazzino a volte quasi snob per le sue idee con cui era fissato, altre una persona volenterosa disposta a fare qualunque lavoro disponibile. Difetti e pregi, come ognuno di noi. Con tanto da dare, vista la giovane età.

Il finale è davvero triste, sia quando Krakauer va al pulmino che è stato l'ultima dimora di Chris e il luogo della sua morte, raccontandoci quanto poco sarebbe bastato per salvarsi e come alcuni incidenti messi in mezzo alla sua strada gli abbiano impedito di chiedere il soccorso necessario; sia quando i genitori di Chris arrivano in quel posto, osservando ed immaginando gli ultimi giorni del figlio.

Un libro coinvolgente, che racconta la tenacia e la forza di questo ragazzo, che ha scelto di vivere solo e senza niente. Un personaggio che troppi hanno definito superficialmente in maniera negativa, senza nemmeno tentare di capire cosa possa spingere a raggiungere un sogno del genere, così difficile, arduo e impensabile.
Se vi tenta, prendetelo e fatevi rapire da questa storia!

sabato 25 agosto 2018

giovedì 23 agosto 2018

Ebbene si. Solo adesso mi sono ricordata che questa mattina ne parlavo sul blog, ma non l'ho scritto qui 😅 Un libricino piccolo ma incredibile! Se vi capita fra le mani, leggetelo 😉 #Psycho #RobertBloch #horrorbooks #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


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Opinione: Psycho, di Robert Bloch


Norman Bates vuole molto bene a sua madre, il problema è che la donna è morta da più di vent'anni, o almeno questo è quello che pensa la gente nella tranquilla cittadina di Fairvale, in California. Norman vive con la madre nella casa vicino all'albergo di famiglia, il Bates Motel, lungo il vecchio tracciato dell'autostrada, oggi in disuso. Una sera si presenta alla reception una giovane donna, Mary, ladra per amore: l'incontro turba i pensieri di Norman, ma la madre veglia su di lui, decisa a proteggerlo con il suo coltello da macellaio. Un grande romanzo che ha ispirato un film leggendario, un viaggio da brivido nella mente di un uomo, e tra le ombre della sua identità.

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Beh, tutti, anche se non hanno visto il film omonimo, né letto questo libro, hanno una vaga idea di che storia sia. Dopo tutto, la scena della doccia è immortale, nella storia del cinema.
Sono riuscita a trovare questo libro in una versione dell'inizio del '90 (usato ovviamente) che non corrisponde a questa cover, ma credo che il romanzo(/traduzione) non si scosti dall'originale.
L'ho divorato in un paio d'orette e mi ha portato in una storia che già "conoscevo" (per intuizione, tramite i vari riferimenti della cultura pop), ma che in ogni caso mi ha regalato un bel viaggio, dentro al Bates Motel e fra le mura della casa di Norman.

Tutto inizia dalla voce di Norman. Un uomo che vive ancora con la madre e che ha un rapporto difficile con lei. Da una parte vuole vivere la sua vita, staccarsi da quella donna che continua a imporsi su di lui. Dall'altra, si vergogna di questi pensieri, poiché lei si è sempre presa cura di lui, abbandonati dal padre di Norman, ed ora che è vecchia e malata non la può lasciare sola e acconsente (ancora) a fare ciò che vuole.

In una notte qualsiasi al Motel, arriva una macchina e lui accoglie la cliente: una giovane donna che vuole fermarsi a dormire.
Fra i due ci sarà qualche chiacchiera, che porterà Bates a fare qualcosa che "obbligherà" la madre a voler proteggere il figlio da quella "sgualdrina".
Quello che non sanno è che la giovane ha rubato dal suo capo parecchio denaro ed è in fuga, per cui in poco tempo arriveranno altri a chiedere di lei.

Una lettura veloce, che cattura e trascina a buon ritmo, incuriosendo il lettore che non riesce a staccarsi fino alla fine della storia. Ci saranno più voci narranti, dando visione corale dalla storia, mettendo in evidenza varie sfumature della vicenda.

Non è propriamente un horror, per il mio gusto non ho provato paura o ribrezzo.
Credo che tutti possano dargli una possibilità, per scoprire questo piccolo capolavoro, reso immortale dal cinema. Merita molto!

mercoledì 22 agosto 2018

Il Signore Delle Mosche, di William Golding #IlSignoreDelleMosche #WilliamGolding #bookblogger #book #leggere #reading #bookblog #booklover #read #libridaleggere #viaggiatricepigra


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Una lettura particolare, che solo alla fine riusciamo a comprendere appieno, anche se verso la fine intuiamo parecchi dettagli. L'autrice riesce a creare un intricata storia, apparentemente banale, che però nasconde la verità terribile che porterà la protagonista dietro le sbarre.... Continua sul Blog 😉 . Voi lo avete letto? Vi è piaciuto? 😊 . #Jezabel #Nemirovsky #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Jezabel, di Irène Némirovsky



Quando entra nell'aula di tribunale in cui verrà giudicata per l'omicidio del suo giovanissimo amante, Gladys Eysenach viene accolta dai mormorii di un pubblico sovreccitato, impaziente di conoscere ogni sordido dettaglio di quella che promette di essere l'affaire più succulenta di quante il bel mondo parigino abbia visto da anni. Nel suo pallore spettrale, Gladys evoca davvero l'ombra di Jezabel, l'ombra che nell'Athalie di Racine compare in sogno alla figlia. La condanna sarà lieve poiché la difesa invoca il movente passionale. Ma qual è la verità - quella verità che Gladys ha cercato in ogni modo di occultare limitandosi a chiedere ai giudici di infliggerle la pena che merita?            

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Una lettura particolare, che solo alla fine riusciamo a comprendere appieno, anche se verso la fine intuiamo parecchi dettagli. L'autrice riesce a creare un intricata storia, apparentemente banale, che però nasconde la verità terribile che porterà la protagonista dietro le sbarre.

La vicenda si apre dalla fine. Gladys è in tribunale per essere giudicata dopo un omicidio. Il suo giovane amante è morto nella sua camera da letto. Saranno tanti i testimoni a parlare bene di lei, eppure Gladys resta distaccata, cercando di mantenere l'aura di bellezza senza tempo che la circonda, e con un'aria disperata, chiedendo alla corte di smetterla di indagare e dichiararla colpevole. Cosa non vuole che venga rivelato?
Avrà inizio così un viaggio indietro nel tempo, dal suo primo matrimonio in avanti, lungo una strada in cui scopriremo la sua ossessione per la giovinezza e le insicurezze del tempo che la assalgono.
L'unica cosa che desidera è avere ancora un'amante, poter sedurre ancora un altro uomo, ancora ed ancora, per ingannare il tempo e non sentirsi mai vecchia. Ancora uno. E poi, ancora uno.
Con una figlia più matura di lei a cui non vuole pensare, volendo solo continuare per sempre fra feste e balli, fra un paese e l'altro, scappando.

Paura, follia, meschinità. Questa donna fa provare al lettore disprezzo ma anche tristezza nei suoi confronti, perché deve esserne malata per arrivare a concepire certi pensieri. Questa fuga costante contro l'invecchiamento, il voler mantenere le apparenze, ingannare tutti.

Un romanzo breve ma intenso, che inizia dagli ultimi capitoli della vita di Gladys, confondendo il lettore, per poi staccare e tornare indietro nel tempo per raccontarci tutto e trovare un senso a questo inizio, restando scioccati da ciò che scopriremo durante questo viaggio.
Sicuramente Gladys è un personaggio difficile da dimenticare e non positivo, ma qualcosa in lei è così magnetico da catturare il lettore per scoprire di più sul suo conto.
Un libro da leggere, che consiglio molto.

martedì 21 agosto 2018

Come vi avevo accennato, erano due i libri che avevo cominciato più o meno lo stesso giorno. Chiuso "Nelle Terre Estreme" (non riuscivo a staccarmi dal romanzo), torno a questo e spero la #Atwood non mi deluda 😊 Questo è il terzo libro dell'autrice che leggo e, fino ad ora, è riuscita a conquistarmi con le sue storie forti. . Se non la conoscete ancora, correte a recuperare 😉 . #PerUltimoIlCuore #MargaretAtwood #PonteDelleGrazie #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


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Da Gennaio fino Luglio Insieme abbiamo letto: 305459 pagine 🎉🎉🎉 1026 libri📚📚📚 In 27!!! . Per chi volesse aggiungersi, l'evento su #Facebook è questo: https://ift.tt/2x6NvZk (Contano Le Pagine, Non I Libri) Oppure se volete partecipare tramite IG, ditemelo che vi aggiungo al gruppo creato apposta 😉 #contanolepagine2018 #contanolepaginenonilibri #libri #leggere #sfida #sfidaamichevole #viaggiatricepigra


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Dalla trama mi incuriosiva parecchio e, grazie a Kindle Unlimited, l'ho letto....e divorato! Sager ha uno stile di scrittura davvero fluido, con cui riesce a tenere il lettore incollato alle pagine, senza fargli pesare il tempo né a staccarsi dalla storia....continua sul blog😉 . #FinalGirls #LeSopravvissute #RileySager #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Final girls. Le sopravvissute, di Riley Sager



Tre ragazze molto diverse, che hanno una sola cosa in comune: sono le uniche sopravvissute a tre orribili massacri. Si chiamano Quincy, Samantha e Lisa. Non si sono mai incontrate, ma la stampa le ha riunite sotto lo stesso nome: Final Girls. Sono passati dieci anni da quel weekend a Pine Cottage, dove Quincy e i suoi amici avrebbero festeggiato il compleanno di Janelle. Finché la vacanza non si è trasformata in un film horror: un uomo fa irruzione nella baita e ammazza tutti i presenti. Tutti tranne Quincy, che con il vestito rosso di sangue riesce miracolosamente a fuggire tra gli alberi, incrociando i fari dell'auto di un poliziotto. Adesso Quincy ha una vita normale, un fidanzato, un blog di cucina, ma soffre ancora di attacchi di panico e non ricorda quasi niente di quella notte, nemmeno la faccia del killer. Samantha invece si è nascosta chissà dove per sfuggire alla pressione dei media, mentre Lisa, vivace e brillante, ha scritto un libro, e la sua faccia compare su tutti i social. Così, quando la ragazza viene ritrovata con le vene tagliate, Quincy non può credere che si sia uccisa. E i dubbi aumentano quando alla sua porta ricompare all'improvviso Samantha: a cosa mira e cosa ha fatto in tutto questo tempo? Può veramente fidarsi di lei? Adesso sono rimaste soltanto in due, e qualcuno sembra intenzionato a portare a termine ciò che ha iniziato molto tempo prima...            

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Dalla trama mi incuriosiva parecchio e, grazie a Kindle Unlimited, l'ho letto....e divorato!
Sager ha uno stile di scrittura davvero fluido, con cui riesce a tenere il lettore incollato alle pagine, senza fargli pesare il tempo né a staccarsi dalla storia.

La nostra voce narrante è Quincy, una ragazza che ha perso tutto molti anni prima, durante un weekend con i suoi migliori amici del college a Pine Cottage. Unica superstite è diventata, suo malgrado, una Final Girls, ovvero una ragazza sopravvissuta. Insieme a lei solo altre due ragazze: Lisa, che la contatterà subito per darle supporto poiché la capisce, e Samantha, che scompare dai radar pubblici molto in fretta.
Ognuna con una storia tragica alle spalle, ma la forza ed il coraggio di rimettersi in piedi ed andare avanti.
Lisa fra tutte sembra quella che ci sta riuscendo meglio, eppure un giorno Quincy apprende che si è suicidata. Lei non ci può credere, eppure dovrà confrontarsi con la realtà ed in più in pochissimo tempo la stampa tornerà alla sua caccia e si ritroverà presa nuovamente di mira dai giornalisti. Ma non arriveranno solo loro. Un giorno davanti casa apparirà una ragazza: trucco pesante, stile dark, zaino in spalla. Capisce presto che è Samantha, l'altra Final Girls, tornata dal silenzio.
Ma cosa vuole davvero da lei?

Quincy era una brava ragazza, con un fidanzato buono e fedele, che si manteneva con un blog sui dolci e "vivendo" nascosta. Una vita triste, spezzata, ma per lei piuttosto felice. Eppure in pochissimo tempo Sam, come un tornado, entrerà nella sua vita e la travolgerà, cambiando le sue abitudini, trascinandola verso uno stile totalmente opposto. Spingendola sempre verso i suoi limiti, obbligandola ad oltrepassarli, finché non commetteranno uno sbaglio che potrebbe distruggere entrambe.

Ma non è finita, perché Quincy non ricorda nulla di quella notte a Pine Cottage. Sam punzecchierà la sua memoria facendola arrabbiare e, per una serie di eventi, la ragazza si ritroverà a dover ricordare quella terribile notte. E noi insieme a lei, attraverso alcuni flashback sparsi per il romanzo.

Un romanzo che non fa mai capire cosa stia succedendo davvero, fra bugie, mezze verità e dubbi.
Insieme a Quincy, che lo ammetto spesso è odiosa, ci troveremo a mettere in discussione parecchie cose: la sua vita, il suo rapporto col fidanzato, la sincerità di Sam, e molto altro.
Non sapremo tutto fino agli ultimi capitoli, anche se qualche teoria si può tirare ad indovinare, nonostante sia davvero difficile intuire tutto.

Un thriller interessante, scorrevole e davvero ben pensato.
Tutti hanno un ruolo nella vicenda, non sono messi a caso e, quando si chiude il romanzo, si rimane spaesati ma soddisfatti per alcune rivelazioni che hanno finalmente dato un senso alle cose.
Spero traducano altro dell'autore (per ora ha solo due romanzi pubblicati, compreso questo).
Fateci un pensiero, vi piacerà.

In Senso Inverso, di Philip K. Dick #InSensoInverso #PhilipKDick #fantascienza #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


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lunedì 20 agosto 2018

Opinione: In senso inverso, di Philip K. Dick


Nella California del 1998 il tempo scorre in senso inverso. A causa di un bizzarro fenomeno scientifico chiamato "Fase Hobart", i morti risorgono dalle tombe, diventano adulti, giovani, adolescenti, infanti, per poi tornare nel grembo da cui provengono. Le sigarette si fumano a partire dalle cicche, si saluta il prossimo con un "addio" e ci si congeda con un "ciao", a tavola si dà di stomaco invece di mangiare. Alcune ditte specializzate, i "vitarium", si occupano di prelevare dai cimiteri i defunti che ritornano al mondo. Tra questi, è giunto il momento di un potente leader nero, fondatore di un culto popolarissimo, e la più temuta organizzazione del mondo, la Biblioteca, che ha il compito di cancellare le testimonianze scritte degli eventi che non sono più accaduti, si accinge a eliminarlo prima che una nuova ondata di violenze razziali dilani il paese. Pubblicato nel 1967, "In senso inverso" tratteggia alcuni dei temi tipici di Dick: dall'ambiguità del potere alla dimensione mistica e metafisica del vivere quotidiano, contaminando il tutto con una forte dose di ironia e di gusto pulp. Introduzione di Carlo Pagetti. Postfazione di Emanuele Ronchetti.            

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Adoro sempre di più Dick, ma sono la prima ad ammettere che è un fott*to casino capire ciò che vuole raccontarci. Ha un'originalità allucinante, riesce in ogni romanzo a proporre temi nuovi, storie al limite dell'assurdo che ti fanno ingarbugliare il cervello per trovare un filo conduttore o una logica. Cosa che si afferra (appena appena) quando si chiude il tutto.
Eppure, lo si ama anche per questo.

Avevo dato una sbirciata velocissima alla trama, ma a convincermi di più è stato il titolo e il fatto che il tempo andasse quasi a ritroso. Errore che faccio spesso, infatti avrei capito qualcosina in più se avessi prestato un minimo di attenzione a leggerla.
Pazienza!

I protagonisti sono vari, ma la storia si svolge in pochissimi giorni e tutti concentrati sul ritorno di un personaggio che è stato adorato e temuto. Avremo la voce di un redivivo, Sebastian, che ha messo in piedi un'attività tutta sua per tirare fuori i morti dalle bare. Infatti, forse per ciò che ha passato, "sente" quando qualcuno sta per risvegliarsi. Sarà lui ad accorgersi di quella vibrazione e incuriosirsi su quel personaggio, dando inizio (insieme ad altri) a quest'avventura ai limiti del folle.
Insieme a lui conosceremo sua moglie, Lotta, quasi regredita all'adolescenza ormai. Un poliziotto, Joseph, stanco della moglie ed innamorato di lei, tentando di tutto per poterla avere per sé.
E conosceremo anche la Biblioteca, ed alcuni membri che ne fanno parte. Un'organizzazione temuta e minacciosa, che cancella, piuttosto che conservare, gli scritti. Loro vogliono mettere le mani al più presto su quella persona, e capiremo presto che non è per buone intenzioni.

In questo romanzo tutto è al contrario: la Biblioteca elimina, la vita scorre alla rovescia, i morti tornano in vita, il cibo viene vomitato intero per essere riportato nei supermercati,...
Un bel casino!
Tutto nato per colpa della "Fase Hobart", dal nome di chi la teorizzò.
Non ho ancora capito bene come abbia avuto inizio né perché sia incominciata, ma penso che prima o poi rileggerò per scoprire cosa non ho compreso.
Se avete teorie in merito, potete scrivermele (ma occhio! Se lo fate in pubblico, avvertite che è "Spoiler").

Una lettura a tratti confusa, alcuni paragrafi li ho riletti per concentrarmi e cercare di capire, ma in generale scorre veloce e fluido. Un'altra storia singolare che ti lascia spesso spiazzato e nel finale col culo a terra. Un classico di questo autore imprevedibile.
Piano piano leggerò tutto ciò che ha pubblicato.

Se vi incuriosisce, cosa aspettate?
Armatevi solo di un pochino di pazienza, ma credetemi: vi conquisterà e vorrete leggere altro di ciò che ha scritto.

venerdì 17 agosto 2018

Da mezzanotte è partita la #squadreadathon2018 organizzata da @bs.squadreadathon 😉 (Avevo iniziato a parlarvene ieri nelle stories) Io ho iniziato con #Jezabel, finendo poco dopo crollandogli addosso ("riposo un minuto gli occhi"....e fu oblio!😅) . Se seguite il profilo (della gara) e l'hashtag trovate chi è molto più bravo di me e ha già finito diversi libri nella notte 😊 . #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


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Opinione: Il signore delle mosche, di William Golding

 
Le emozioni, in questo romanzo, ci sono tutte. Poi ci sono coraggio, dolore e piacere. La protagonista è l'ombra. L'ombra da cui ognuno di noi cerca di fuggire, ma che poi ci prende. Ma cosa fare quando la tua parte nascosta finisce dentro il corpo della persona che ami? Forse, non resta che mollare le cime dal pontile e salpare verso la follia. E qual è la follia? Quella di ritrovarsi all'Inferno senza aver peccato? Oppure affidarsi a un sistema non strutturato per la presa in cura, che si affida alla tecnica, che non approfondisce e non si pone troppe domande? In questo romanzo il tempo sembra scandire la vita, ma il tempo qui non c'è. La vita ha un sapore magico e nella vita c'è qualcosa di più forte di tutte le emozioni e di tutti i sistemi, un amore, qualcosa che va contro la morte. Qualcosa che non muore. Postfazione dell'autore.
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Un libro che avevo comprato anni fa, ma che era sempre rimasto nella libreria a prendere polvere.
Mi incuriosiva per le citazioni, che ne fanno un romanzo famoso, "da leggere" almeno una volta nella vita. Mi sono buttata incominciandolo (più o meno) insieme ad un'amica.
E ammetto che mi ha conquistato, anche se temo di non aver capito appieno tutti i suoi messaggi dopo una sola lettura.

Ci troviamo all'apertura del romanzo su un'isola e lo vediamo attraverso gli occhi di due ragazzini piuttosto giovani. Ralph e Piggy. Il primo da subito capiremo che è irruento, vivace, svelto di parole e spesso anche un po' meschino. L'altro grassottello, imbranato, ma intelligente. Una coppia che fin dal primo incontro capiremo che avrà un legame.
Capire cosa è successo (perchè loro sono lì) non è semplice, vengono date poche informazioni e dovremo immaginare cosa possa essere accaduto. Sappiamo solo che un aereo è precipitato e che sull'isola sono rimasti ragazzini e bambini inglesi, ma niente adulti.
In breve tempo troveranno il modo per radunarsi per decidere cosa fare, e fin da subito Ralph prende il comando, parlando ed esponendo i fatti. Diventando così il leader scelto da tutti gli altri, con fastidio (poco celato) di Jack. Per non farlo "restare male" gli viene assegnato il compito di Cacciatore. Ma non serve solo il cibo, Ralph è abbastanza sveglio da capire che hanno bisogno di farsi notare e serve del fuoco per fare del fumo, così da essere salvati.

La situazione inizialmente è abbastanza ben indirizzata. Hanno un capo sveglio, ognuno le proprie mansioni da svolgere per cibo, riparo e mantenere il fuoco. Eppure in brevissimo vedremo come tutto crolla sempre più in basso, sfuggendo alle mani dei ragazzi.
Pochi così maturi da poter restare in riga e non perdersi in giochi come i piccoli. Ma non è solo quella la minaccia che si nasconde, perché prima lentamente e poi in maniera sempre più ripida ci renderemo conto di come basti poco per distruggere tutto.

Sono solo ragazzini, ma questo romanzo mette in evidenza quando abbiano già il potenziale per far precipitare le cose, come spesso ci si potrebbe immaginare a degli adulti. L'ingenuità fa la sua parte, ma sotto sotto sono altri istinti che si muovono e che verranno a galla in maniera brutale e violenta.

Un libro all'apparenza semplice, ma complesso e ricco di sotto testi che portano a riflettere.
Un ritmo narrativo sempre più incalzante e rapido, che ci fa sentire come se stessimo precipitando o correndo, con lo stimolo a leggere sempre più veloce, trascinati dagli eventi.
Assolutamente da leggere.


giovedì 16 agosto 2018

Un libro da scoprire. Ve ne parlo sul blog oggi, anche se è difficile spiegare come riesca a catturare il lettore questa storia così particolare e difficile da dimenticare. Un romanzo di amore, passione, responsabilità,...di follia! Quella che può portare una moglie e madre a pensare di abbandonare la famiglia. Come quella di molti uomini che per avere una bella donna farebbero di tutto. . #Follia #McGrath #PatrickMcGrath #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Follia, di Patrick McGrath


Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.            

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Non pensavo potesse coinvolgermi tanto.
Ho trovato un altro autore di cui sono curiosa di scoprire le altre opere, anche se temo in una possibile delusione. Se le altre sue pubblicazioni non sono a quest'altezza, potrei restarci molto male. Ma ci penserò più avanti, per ora vediamo questo bel romanzo scoperto per caso, per un passaparola/consiglio che mi è rimasto impresso e, quando l'ho visto, non ho potuto lasciarlo nella libreria.
Il titolo, la copertina, la trama,...poi ne parlano così bene, che non potevo non farmi trascinare.

La particolarità di questa storia è che viene raccontata sempre attraverso gli occhi dello psichiatra Peter Cleave, che ha sentito tutto da Stella quando è stata una sua paziente. Sarà il nostro narratore esterno, anche se è dentro nei fatti e ogni tanto farà capolino, spiegandoci anche cosa intuì o non capì durante le varie situazioni.

Stella e Max Raphael, col loro figlio Charlie, si trasferiscono nei pressi di questa struttura psichiatrica dove Max andrà a lavorare e dove già lavora anche Peter, che diventerà amico di entrambi.
Sembra tutto perfetto, poiché Max ha in previsione di diventare direttore un giorno molto vicino.
Eppure, a scombussolare tutto, sarà l'incontro fra Stella ed Edgar, un detenuto a cui è permessa una certa libertà per fare lavoretti in giro, ad segnare i loro destini. Soprattutto quello di Stella.
Lei si innamora perdutamente di Edgar, nonostante il marito ed il figlio, la sua posizione, ciò che potrebbe pensare la gente,...
Avremo spesso a che fare con questi due aspetti di questa donna: la passione travolgente che la coglie e che lei stessa vuole continuare a provare, insieme ai suoi pensieri più razionali e ciò che deve fare per la sua famiglia.

Una lettura intrigante e che trascina, pagina dopo pagina (forse in alcuni tratti troppo descrittiva, ma resta una piccola pecca per i miei gusti) per capire come siano andate avanti le cose, perché intuiamo parecchio ma non tutto e ciò ci rende estremamente curiosi.
In particolar modo ciò che ruota attorno a questa donna e gli uomini che le ronzano attorno, sempre con un secondo fine in mente. Il marito freddo e distante, che la "pretende" fedele al suo fianco. L'amante che la vuole trascinare, ma con lati oscuri che lei dovrebbe tollerare, ma che potrebbero distruggerla. L'amico e psichiatra, che vuole salvarla, con un secondo fine in mente.

Io personalmente in alcuni punti ho adorato Stella e la sua forza, il coraggio che sfodera; come in altri capitoli l'ho detestata per la fragilità improvvisa e certe scelte davvero assurde.
Una protagonista complessa, fragile e forte, dura e cristallina, bellissima e a tratti crudele.
Un mix interessante che ci farà riflettere sulla (sua) vita e sulle scelte che a volte si fanno, seguendo cuore o ragione, rivelandosi giuste o sbagliate.

Davvero un libro straordinario che consiglio di leggere e scoprire.


mercoledì 15 agosto 2018

Stasera inizio questo volume che mi incuriosisce molto e che, grazie a #KindleUnlimited, posso leggere (quasi) gratis 😉 All'apparenza un bel #thriller/#horror, spero non mi deluda 😊 . ...perché i muffin? La protagonista adora la pasticceria 🍴🍰🍩 . #FinalGirls #LeSopravvissute #RileySager #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Alexis o il trattato della lotta vana, di Marguerite Yourcenar

 
Romanzo che nel 1929 segnò l'esordio di Marguerite Yourcenar nella letteratura, "Alexis" ha la qualità propria dei libri che restano nel tempo: una grandezza che si riconosce solo più tardi, come è avvenuto per l'"Opera al nero" e per le "Memorie di Adriano". E' la storia di un giovane che cerca di uscire dalla situazione falsa che mette in scacco il suo matrimonio. Al momento di abbandonare la moglie, egli le scrive le ragioni del suo distacco, chiamandola a testimone della lotta vana che ha condotto contro la propria inclinazione omosessuale. Reagendo a una prova precedente che indulgeva alla moda delle biografie romanzate ("Pindare"), la Yourcenar, ventiquattrenne come Alexis, si concentra qui per la prima volta su una vicenda delimitata, 'intimista', spingendosi in profondità nella psicologia del personaggio. L'omosessualità e il titolo stesso del romanzo richiamano un'opera giovanile di Gide (il "Traité du vain désir") ma si avverte molto più forte l'influenza del Rilke di "Malte Laurids Brigge", a cui sono vicini il tono, gli scrupoli, la religiosità di Alexis, quella tenerezza diffusa che egli emana sulle persone e le cose. Un libro raro, e di quelli della Yourcenar uno dei pochissimi ch'ella non abbia provato a riscrivere, paga di aver detto quanto c'era da dire.

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Un'altra lettura grazie allo Swap3.0 (ieri ne ho parlato, nelle prime righe di "Uomini e Topi).
Un libro che MAI avrei scoperto senza questo giro di libri e che è assolutamente fuori dalle mie corde.
 
Perdonate le poche righe e mille ripetizioni, sono in crisi su come parlarvene.
 
Un libro che si sente che è vecchio, ma (purtroppo!) contiene un tema ancora attuale: l'omosessualità.
E ciò lo trovo davvero triste, poiché non dovrebbe più rappresentare un problema.
Lo stile, come dicevo, è molto lento e, nonostante la trama sia attuale, il modo di esprimersi non è così attuale, cosa che può affaticare la lettura. Estremamente descrittivo e prolisso, a mio parere; infatti, nonostante le poche pagine, ho faticato a finirlo e mi sono obbligata spesso a continuare.
 
La storia, non è propriamente una storia. E' più una lunga lettera che Alexis scrive alla moglie per raccontarle la sua vita e spiegarle come mai il loro matrimonio non può continuare, raccontandole della sua "lotta vana", ovvero la battaglia combattuta contro se stesso e la propria omosessualità.
Da ragazzino ci porterà all'adolescenza, fino all'età adulta e al momento in cui conoscerà la donna che diventerà sua moglie. Tutto viene raccontato con maestria e sempre con un velo ("vedo-non vedo"), celando questo enorme segreto fra parole ricercate.
Essendo un romanzo con quasi 90 anni alle spalle, li porta (ahimè) fin troppo bene.
Ripropone un tema che non siamo riusciti ancora ad accettare del tutto nella nostra società.
Un romanzo che fa male a leggerlo, se pensato in questi termini.
 
Non so se consigliarlo, semplicemente per lo stile (se come me faticate con alcuni generi, non mi sento di consigliarlo al 100%). Ma ci sono le biblioteche, se vi incuriosisce e volete provare a scoprirlo. 
Invece, a chi piacciono i classici e questo stile di scrittura: fateci un pensiero, potrebbe piacervi molto.

martedì 14 agosto 2018

Dopo tanto pensarci, mi sono decisa a buttare giù due righe su questo romanzo. Se volete sbirciare sul Blog, la trovate li 😉 Non aspettatevi chissà cosa! È davvero bello e scorrevole, ma (non so come mai) non è riuscito a coinvolgermi al 100%. Una storia improvvisa e breve che racconta uno spaccato del passato, in un modo che riesce a coinvolgere sempre il lettore per via dello stile semplice ma bello. Uno frammento della vita di due uomini, diversi eppure uniti per amicizia ed un sogno. Molto carino! Sicuramente da leggere almeno una volta... #UominiETopi #JohnSteinbeck #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Uomini e topi, di John Steinbeck

 
La storia di un'amicizia profonda tra due uomini, due braccianti stagionali in California che condividono un sogno. George Milton si occupa da sempre con ferma dolcezza di Lennie Small, un gigante con il cuore e la mente di un bambino. Il loro progetto, mentre vagano di ranch in ranch, è trovare un posto tutto per loro a Hill Country, dove la terra costa poco: un posto piccolo, giusto qualche acro da coltivare, e poi qualche pollo, maiali, conigli. Ma le loro speranze, come "i migliori progetti predisposti da uomini e topi" (è un verso di Burns), sono destinate a sbriciolarsi. Il ritratto di un'America soffocata dalla crisi e di un'umanità gretta e gelosa nella drammatica rappresentazione di un maestro della letteratura. Scritto nel 1937 e destinato a un pubblico di uomini semplici come George e Lennie, "Uomini e topi" è una breve storia ricca di dialoghi, un piccolo gioiello di scrittura, pensato da Steinbeck per essere messo in scena in teatro e al cinema: e così è successo, sul grande schermo e a Broadway. Ma "Uomini e topi" resta prima di tutto un romanzo indimenticabile. Questa edizione propone nella nuova traduzione di Michele Mari un racconto di impegno, solitudine, speranza e perdita che resta uno dei libri più letti e più amati della letteratura mondiale. Introduzione di Luigi Sampietro.            
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Una lettura che mi ha lasciato (e che ancora mi lascia) senza parole.
L'ho letto grazie allo Swap3.0: un gruppo di amiche (Swappine) diventate tali per l'amore verso i libri, che per la terza volta si scambiano letture per far scoprire libri che sono stati amati, facendo spesso uscire dalla comfort zone. Infatti questo romanzo non credo lo avrei mai letto se non mi fosse capitato in questo nuovo giro di letture.

E' stata una lettura rapida e veloce, che mi ha lasciato una storia davvero molto bella ed intensa nel cuore. Ma, non so perché, ho la sensazione di non aver colto tutto fino in fondo. Più ci penso e cerco di trovare qualcosa che potrei aver perso, più mi sembra di non arrivare a capire cosa possa essere.

La storia è abbastanza semplice (all'apparenza), due giovani sono in viaggio verso la prossima fattoria dove dovranno lavorare come braccianti. Sono un'accoppiata strana: George, magro, piccolo, furbo ed in gamba; e Lennie, un gigante con la mente di un bambino. Fuggiti dal precedente lavoro, George cerca in tutti i modi di far capire a Lennie che non deve aprire bocca e fare ciò che gli viene ordinato, nulla di più. Altrimenti dovranno scappare di nuovo ed i loro sogni andranno in fumo, ancora una volta. Per tenere buono Lennie infatti George gli racconta la storia di come sarà la loro vita quando riusciranno a farcela: entrambi non vedono l'ora di mettere da parte abbastanza soldi per comprarsi un pezzo di terra da poter coltivare e per poter allevare animali. Questo sogno riesce a spronarli a non arrendersi e a far portare pazienza a George, che ha promesso di prendersi cura di Lennie.

Le cose non sono semplici. In quel nuovo luogo di lavoro ci saranno insidie che potrebbero mettere nei guai quel gigante dal cuore d'oro, che non si rende conto di cosa fa.
Vedremo le condizioni di quell'epoca, di come si viveva e lavorava, insieme ad un breve spaccato della "vita nera", poiché uno degli aiutanti alla fattoria è un giovane di colore.
Un romanzo, appunto, semplice e veloce da leggere, ricco di dialoghi e che non si sofferma a descrizioni noiose. Tutto rapido ma interessante.
Dolore, sacrifici, speranze, si mescolano in questo spaccato di realtà, con un finale, beh...che ci sta con la storia raccontata e chiude il tutto in modo "perfetto".
Da farci un pensiero e dargli una chance, per essere scoperto.


Oppression (I Figli Dello Dei 1), Jessica Therrien #Oppression #IFigliDegliDei #JessicaTherrien #Dunwich #DunwichEdizioni #bookblogger #booklovers #book #leggere #reading #bookblog #read #booklove #viaggiatricepigra


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venerdì 3 agosto 2018

Oggi esce il primo volume di una nuova trilogia "I Figli Degli Dei": Oppression. Ve ne parliamo in un Review Party dedicato al nuovo arrivo Dunwich 😉 #Oppression #IFigliDegliDei #JessicaTherrien #Dunwich #DunwichEdizioni #booksofinstagram #bookblogger #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Review Party: Oppression (I Figli Degli Dei 1), di Jessica Therrien




Ce ne sono altri come lei. Tanti.
E la aspettano da moltissimo tempo…
Elyse sa cosa significa mantenere un segreto. Lo ha fatto per tutta la vita. Due, a dire il vero. Per prima cosa, invecchia cinque volte più lentamente delle persone normali e, pur dimostrando diciotto anni, in realtà ne ha ottanta.
Secondo, il suo sangue ha il misterioso potere di guarire. Per Elyse questi elementi non la rendono speciale. Rendono la sua vita pericolosa. Dopo la morte dei genitori, è stata attenta a custodire il segreto il più possibile e solo un’altra persona al mondo conosce la sua età e la sua abilità.
O, almeno, così crede.
Elyse non è l'unica a saper mantenere i segreti. Ce ne sono altri come lei, sparsi per il globo, Discendenti delle stesse persone straordinarie che i Greci consideravano dei. Lei è una di loro e la aspettano da molto tempo. Alcuni per mettere fine a secoli di tradizioni che hanno oppresso il loro popolo con il pretesto di salvaguardarlo. Altri sono determinati a impedirle di realizzare il suo destino. Ma per Elyse il gioco è appena iniziato e non è disposta a stare alle loro regole.

La serie I Figli degli Dei è basata sull’idea che gli dei greci non siano mai stati veramente dei, ma una razza segreta che da secoli vive tra noi. I fan di Shatter Me, Percy Jackson, Divergent e Harry Potter adoreranno questa trilogia.

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La Dunwich porta in Italia un'altra trilogia che si prospetta intrigante. Già dalla trama si intuisce l'originalità dei personaggi, anche se durante la lettura possiamo immaginare alcuni schemi (ahimè classici, di questo genere).
La protagonista è Elyse, una donna giovane nell'apparenza e nell'animo, ma in realtà con un enorme segreto che deve proteggere per il suo bene: infatti ha un dono, ereditato dalla sua famiglia, ovvero invecchia cinque volte più lentamente di chiunque altro.
Una profonda debolezza, perché non può permettersi legami e deve continuamente spostarsi per non attirare attenzioni. Una vita che, dopo la morte dei genitori, l'ha portata a chiudersi molto col mondo.
Tutto però cambia improvvisamente una giornata qualunque quando William, che lavora nel bar sotto casa sua, cerca di convincerla a scappare con lui perché seguita da qualcuno ed è in pericolo.
Un ragazzo magnetico, bello ed affascinante, però il suo istinto le dice altro, visto che non lo conosce. Sentendosi in trappola, fugge e si trova faccia a faccia con Kara, la persona da cui William la stava mettendo in guardia.
Eppure entrambi le confermano la stessa versione: è controllata, spiata e rischia la vita.
A chi credere però?

Da quel momento la sua vita cambierà per sempre, scoprendo la verità sulle sue origini e molto di più. E' una Discendente, ovvero una razza diversa da quella umana nonostante le apparenze, ed i suoi antenati si erano spacciati per Dei nella Grecia antica. Oltre a questo, lei era attesa da molto tempo per una profezia che la rende un bersaglio per chi sta comandando quella popolazione.
Scopriremo insieme a lei cosa comportano tutte queste rivelazioni e gli obblighi che la loro legge impone di rispettare, le cui pene sono molto pesanti.
Elyse si renderà conto in fretta che la sua vita non è migliorata poi molto, visto che dovrà continuare a mentire per non finire nei guai, per alcune scelte fatte durante il suo passato.

Un romanzo che scorre davvero veloce. In poche ore si conclude piacevolmente. Una piccola pecca a mio parere è il ritmo narrativo che in alcuni punti è troppo rapido, mettendo troppe informazioni tutte insieme in poche righe, misto ad altri momenti descritti con troppa calma e più "superflui" rispetto a certi momenti più cruciali.
C'è azione, ma tanta riflessione, poiché la protagonista ci porterà attraverso i suoi pensieri a scoprire i dilemmi che si troverà ad affrontare. Le soluzioni sono abbastanza prevedibili, infatti nonostante i personaggi dimostrino 18 anni ma siano 5 volte più vecchi, si comportano come adolescenti.
Hanno vissuto a lungo, ma sono ancora ragazzini. Questo punto non mi è molto chiaro, ma pazienza, è stato scelto così dall'autrice e, se non si vuole proprio essere pignoli, ci può stare.
Una nota positiva è che può portare a riflettere su alcuni personaggi, che "all'apparenza" possono dare un'impressione, ma che in realtà nascondono altro sotto la superficie; l'ho messo tra le virgolette perché si intuisce come andrà a finire e come sono realmente, però resta un aggiunta interessante, che spero si evolva ancora di più andando avanti.

Tutto sommato una lettura bella e scorrevole, dalla trama originale (nonostante i personaggi abbastanza prevedibili nelle azioni). Sono curiosa di scoprire come andrà avanti questa trilogia e, se vi piace il genere, consiglio anche a voi di non fatevelo scappare!

Alexis o il Trattato della Lotta Vana, di Marguerite Yourcenar #Alexis #IlTrattatoDellaLottaVana #MargueriteYourcenar #bookblogger #booklovers #book #leggere #reading #bookblog #read #viaggiatricepigra


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giovedì 2 agosto 2018

Oggi vi parlo di un libro uscito da poco. Una lettura che si muove fra la narrativa e il thriller, unendo alla storia che coinvolge il protagonista la sua grande passione: i diamanti. Forse mi aspettavo qualcosa in più, perché da metà in poi tutto il mio entusiasmo è calato. E lo dico con dispiacere... Trovate la mia opinione sul blog 😉 #FancyRed #CaterinaBonvicini #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Fancy Red, di Caterina Bonvicini

 
"Aveva le stesse caratteristiche dei diamanti, mia moglie. La mia indomabile, dicevo. Per quanto fatta di carbonio come tutti noi, ai miei occhi Ludò non aveva nulla in comune con la fragilità di una punta di matita, o di un essere umano."
 
Lindos, Grecia. È una notte d'estate. Un uomo si sveglia in una lussuosa camera da letto che non riconosce. Sdraiata accanto a lui c'è una ragazza che sta piangendo. Distesa a terra, un'altra donna. È sua moglie Ludovica: morta. «Sei stata tu?» chiede alla ragazza. «No, sei stato tu» risponde lei. Lui è Filippo, fa il gemmologo per Sotheby's. L'incontro con Ludò risale a cinque anni prima: lei, giovane e ribelle, figlia di un finanziere milanese, vuole vendere tutti i gioielli della madre, appena ereditati. Tranne uno: un Fancy Vivid Red, il rarissimo diamante rosso che porta al naso, montato come un piercing. A Filippo i diamanti piace guardarli, non possederli, è la sua regola da sempre. Ma la infrange quando si innamora di Ludò e del suo Fancy Red. Lì comincia la sua fine. Nel giro di sei mesi lui e Ludò sono sposati. Si amano molto, di un amore geloso e passionale, fatto di tradimenti veri e presunti, in un gioco erotico che li porta ai quattro angoli del mondo, da Lisbona a Cuba, dalle Fiandre all'Argentina, alla ricerca dell'avventura perfetta. Di quella notte fatale in Grecia, Filippo non ricorda nulla. Sa solo che lui e la ragazza, nel panico, si sono sbarazzati del corpo, buttandolo in mare. Ludò, per tutti, è annegata durante una nuotata. Ma dieci mesi dopo il diamante ricompare e il caso viene riaperto. Il Fancy Red è tornato, come un fantasma destinato a perseguitare Filippo e a metterlo di fronte alle sue colpe. Può davvero essere stato lui a uccidere la donna che amava? E perché? Per gelosia? Quanto tempo ci vorrà prima che il padre di Ludò e la polizia lo scoprano? Chi è davvero la ragazza con cui lui e sua moglie hanno passato la notte? Una delle più importanti voci della narrativa italiana scrive un romanzo dal respiro globale, che parte da un epicentro milanese e si espande, procedendo per flashback e rivelazioni, nello spazio e nel tempo, dall'assedio di Sarajevo alla crisi argentina del 2001, dalle bettole dell'Avana ai ristoranti di Anversa. Fancy Red è un noir hitchcockiano, un thriller psicologico pervaso da una suspense costante, una bellissima storia d'amore il cui protagonista indiscusso è il desiderio, indomabile e capriccioso come Ludò e la sua pietra. Di questo romanzo – costruito come un ottaedro, la struttura cristallina della gemma – i diamanti sono il perimetro e il filo rosso: «condannati a guardare da vicino la miseria estrema e la ricchezza estrema», nelle mani di Caterina Bonvicini diventano uno strumento perfetto per raccontare l'abisso spaventoso che separa potere e sottomissione, ricchezza e povertà.            

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Come non mi succedeva da tanto tempo, non so bene perché, ma già solo la copertina mi ha stuzzicato parecchia curiosità. Dopo aver letto la trama ero persa: dovevo leggerlo!
Una storia che parte da una tragedia per poi fare un passo indietro e, muovendosi fra queste realtà arrivare a svelare il colpevole.
Bello....o almeno così mi sembrava.

La partenza del romanzo è particolare. Elettrizzante eppure strana. Quest'uomo, la nostra voce narrante, si sveglia sentendo qualcuno piangere e si accorge presto di tre cose. Non sa dove sia, non sa chi sia la donna accanto a lui che sta piangendo e, la più terribile, c'è sua moglie ai piedi del letto morta.
Quando chiede se è stata lei si sente rispondere:"Sei stato tu".
Un accusa pesante e a cui non sa se credere o meno. Qui inizia un po' un lato grottesco perché in mezzo a quel caos e l'insicurezza fra i due si fonda una strana alleanza, per cui entrambi finiranno col gettare il corpo della donna in mare.


Colpevole o innocente?
E se non è stato lui, chi? E perché?
Ce lo chiederemo spesso durante la lettura.
Da quell'evento balzeremo avanti di un anno, quando tutto si riapre perché il diamante che Ludò portava al naso è riapparso: il Fancy Red.
Una gemma unica ed impossibile da confondere che lei portava addosso con noncuranza come piercing banale. Ciò torna a dare speranza al padre, che non si era mai arreso e non aveva mai creduto che fosse annegata per errore durante una nuotata notturna in solitaria. Lei non lo toglieva mai quel gioiello. Quindi c'è stata rapina e omicidio, e deve scoprire cosa ne è stato della figlia ad ogni costo.

Da quel giorno il protagonista si ritroverà a fare i conti con il passato che bussa alla sua porta (letteralmente) e ci farà entrare in alcuni angoli della sua vita. Ci farà sbirciare nel passato, quando conobbe la moglie, alcuni viaggi insieme,...
 Insomma una panoramica che ci farà un po' odiare Ludò: una donna rappresentata come coraggiosa, indipendente, ma anche molto capricciosa e testarda.

Tutto cambia di nuovo rotta andando verso metà romanzo, quando inizieremo a scoprire la vita di lei e a comprendere certi modi di fare, così inizialmente fastidiosi che però, sotto una nuova luce, acquistano significati diversi.
Una delle particolarità del romanzo sono le gemme, poiché l'autrice ha scelto di dedicarne una ad ogni capitolo, inserendola nella trama e parlandocene. C'è un'altra sotto trama, piuttosto interessante ma troppo descrittiva sulla fine, che però non voglio rivelarvi.
Deve essere scoperta leggendo.

Eppure...eh, mi spiace molto dirlo ma dalla metà in poi è un lungo affondo. La trama si perde, diventa prevedibile e abbastanza noiosa la lettura. Per non parlare di un finale che non ho proprio capito.
Mi ispirava moltissimo ma è stato un flop, per me.
Scritto davvero bene eh, ma la storia non è riuscita a trasportarmi fino alla conclusione con lo stesso impatto iniziale.
Forse mi aspettavo altro. Un peccato.