giovedì 16 agosto 2018

Un libro da scoprire. Ve ne parlo sul blog oggi, anche se è difficile spiegare come riesca a catturare il lettore questa storia così particolare e difficile da dimenticare. Un romanzo di amore, passione, responsabilità,...di follia! Quella che può portare una moglie e madre a pensare di abbandonare la famiglia. Come quella di molti uomini che per avere una bella donna farebbero di tutto. . #Follia #McGrath #PatrickMcGrath #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Follia, di Patrick McGrath


Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.            

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Non pensavo potesse coinvolgermi tanto.
Ho trovato un altro autore di cui sono curiosa di scoprire le altre opere, anche se temo in una possibile delusione. Se le altre sue pubblicazioni non sono a quest'altezza, potrei restarci molto male. Ma ci penserò più avanti, per ora vediamo questo bel romanzo scoperto per caso, per un passaparola/consiglio che mi è rimasto impresso e, quando l'ho visto, non ho potuto lasciarlo nella libreria.
Il titolo, la copertina, la trama,...poi ne parlano così bene, che non potevo non farmi trascinare.

La particolarità di questa storia è che viene raccontata sempre attraverso gli occhi dello psichiatra Peter Cleave, che ha sentito tutto da Stella quando è stata una sua paziente. Sarà il nostro narratore esterno, anche se è dentro nei fatti e ogni tanto farà capolino, spiegandoci anche cosa intuì o non capì durante le varie situazioni.

Stella e Max Raphael, col loro figlio Charlie, si trasferiscono nei pressi di questa struttura psichiatrica dove Max andrà a lavorare e dove già lavora anche Peter, che diventerà amico di entrambi.
Sembra tutto perfetto, poiché Max ha in previsione di diventare direttore un giorno molto vicino.
Eppure, a scombussolare tutto, sarà l'incontro fra Stella ed Edgar, un detenuto a cui è permessa una certa libertà per fare lavoretti in giro, ad segnare i loro destini. Soprattutto quello di Stella.
Lei si innamora perdutamente di Edgar, nonostante il marito ed il figlio, la sua posizione, ciò che potrebbe pensare la gente,...
Avremo spesso a che fare con questi due aspetti di questa donna: la passione travolgente che la coglie e che lei stessa vuole continuare a provare, insieme ai suoi pensieri più razionali e ciò che deve fare per la sua famiglia.

Una lettura intrigante e che trascina, pagina dopo pagina (forse in alcuni tratti troppo descrittiva, ma resta una piccola pecca per i miei gusti) per capire come siano andate avanti le cose, perché intuiamo parecchio ma non tutto e ciò ci rende estremamente curiosi.
In particolar modo ciò che ruota attorno a questa donna e gli uomini che le ronzano attorno, sempre con un secondo fine in mente. Il marito freddo e distante, che la "pretende" fedele al suo fianco. L'amante che la vuole trascinare, ma con lati oscuri che lei dovrebbe tollerare, ma che potrebbero distruggerla. L'amico e psichiatra, che vuole salvarla, con un secondo fine in mente.

Io personalmente in alcuni punti ho adorato Stella e la sua forza, il coraggio che sfodera; come in altri capitoli l'ho detestata per la fragilità improvvisa e certe scelte davvero assurde.
Una protagonista complessa, fragile e forte, dura e cristallina, bellissima e a tratti crudele.
Un mix interessante che ci farà riflettere sulla (sua) vita e sulle scelte che a volte si fanno, seguendo cuore o ragione, rivelandosi giuste o sbagliate.

Davvero un libro straordinario che consiglio di leggere e scoprire.


mercoledì 15 agosto 2018

Stasera inizio questo volume che mi incuriosisce molto e che, grazie a #KindleUnlimited, posso leggere (quasi) gratis 😉 All'apparenza un bel #thriller/#horror, spero non mi deluda 😊 . ...perché i muffin? La protagonista adora la pasticceria 🍴🍰🍩 . #FinalGirls #LeSopravvissute #RileySager #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Alexis o il trattato della lotta vana, di Marguerite Yourcenar

 
Romanzo che nel 1929 segnò l'esordio di Marguerite Yourcenar nella letteratura, "Alexis" ha la qualità propria dei libri che restano nel tempo: una grandezza che si riconosce solo più tardi, come è avvenuto per l'"Opera al nero" e per le "Memorie di Adriano". E' la storia di un giovane che cerca di uscire dalla situazione falsa che mette in scacco il suo matrimonio. Al momento di abbandonare la moglie, egli le scrive le ragioni del suo distacco, chiamandola a testimone della lotta vana che ha condotto contro la propria inclinazione omosessuale. Reagendo a una prova precedente che indulgeva alla moda delle biografie romanzate ("Pindare"), la Yourcenar, ventiquattrenne come Alexis, si concentra qui per la prima volta su una vicenda delimitata, 'intimista', spingendosi in profondità nella psicologia del personaggio. L'omosessualità e il titolo stesso del romanzo richiamano un'opera giovanile di Gide (il "Traité du vain désir") ma si avverte molto più forte l'influenza del Rilke di "Malte Laurids Brigge", a cui sono vicini il tono, gli scrupoli, la religiosità di Alexis, quella tenerezza diffusa che egli emana sulle persone e le cose. Un libro raro, e di quelli della Yourcenar uno dei pochissimi ch'ella non abbia provato a riscrivere, paga di aver detto quanto c'era da dire.

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Un'altra lettura grazie allo Swap3.0 (ieri ne ho parlato, nelle prime righe di "Uomini e Topi).
Un libro che MAI avrei scoperto senza questo giro di libri e che è assolutamente fuori dalle mie corde.
 
Perdonate le poche righe e mille ripetizioni, sono in crisi su come parlarvene.
 
Un libro che si sente che è vecchio, ma (purtroppo!) contiene un tema ancora attuale: l'omosessualità.
E ciò lo trovo davvero triste, poiché non dovrebbe più rappresentare un problema.
Lo stile, come dicevo, è molto lento e, nonostante la trama sia attuale, il modo di esprimersi non è così attuale, cosa che può affaticare la lettura. Estremamente descrittivo e prolisso, a mio parere; infatti, nonostante le poche pagine, ho faticato a finirlo e mi sono obbligata spesso a continuare.
 
La storia, non è propriamente una storia. E' più una lunga lettera che Alexis scrive alla moglie per raccontarle la sua vita e spiegarle come mai il loro matrimonio non può continuare, raccontandole della sua "lotta vana", ovvero la battaglia combattuta contro se stesso e la propria omosessualità.
Da ragazzino ci porterà all'adolescenza, fino all'età adulta e al momento in cui conoscerà la donna che diventerà sua moglie. Tutto viene raccontato con maestria e sempre con un velo ("vedo-non vedo"), celando questo enorme segreto fra parole ricercate.
Essendo un romanzo con quasi 90 anni alle spalle, li porta (ahimè) fin troppo bene.
Ripropone un tema che non siamo riusciti ancora ad accettare del tutto nella nostra società.
Un romanzo che fa male a leggerlo, se pensato in questi termini.
 
Non so se consigliarlo, semplicemente per lo stile (se come me faticate con alcuni generi, non mi sento di consigliarlo al 100%). Ma ci sono le biblioteche, se vi incuriosisce e volete provare a scoprirlo. 
Invece, a chi piacciono i classici e questo stile di scrittura: fateci un pensiero, potrebbe piacervi molto.

martedì 14 agosto 2018

Dopo tanto pensarci, mi sono decisa a buttare giù due righe su questo romanzo. Se volete sbirciare sul Blog, la trovate li 😉 Non aspettatevi chissà cosa! È davvero bello e scorrevole, ma (non so come mai) non è riuscito a coinvolgermi al 100%. Una storia improvvisa e breve che racconta uno spaccato del passato, in un modo che riesce a coinvolgere sempre il lettore per via dello stile semplice ma bello. Uno frammento della vita di due uomini, diversi eppure uniti per amicizia ed un sogno. Molto carino! Sicuramente da leggere almeno una volta... #UominiETopi #JohnSteinbeck #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Uomini e topi, di John Steinbeck

 
La storia di un'amicizia profonda tra due uomini, due braccianti stagionali in California che condividono un sogno. George Milton si occupa da sempre con ferma dolcezza di Lennie Small, un gigante con il cuore e la mente di un bambino. Il loro progetto, mentre vagano di ranch in ranch, è trovare un posto tutto per loro a Hill Country, dove la terra costa poco: un posto piccolo, giusto qualche acro da coltivare, e poi qualche pollo, maiali, conigli. Ma le loro speranze, come "i migliori progetti predisposti da uomini e topi" (è un verso di Burns), sono destinate a sbriciolarsi. Il ritratto di un'America soffocata dalla crisi e di un'umanità gretta e gelosa nella drammatica rappresentazione di un maestro della letteratura. Scritto nel 1937 e destinato a un pubblico di uomini semplici come George e Lennie, "Uomini e topi" è una breve storia ricca di dialoghi, un piccolo gioiello di scrittura, pensato da Steinbeck per essere messo in scena in teatro e al cinema: e così è successo, sul grande schermo e a Broadway. Ma "Uomini e topi" resta prima di tutto un romanzo indimenticabile. Questa edizione propone nella nuova traduzione di Michele Mari un racconto di impegno, solitudine, speranza e perdita che resta uno dei libri più letti e più amati della letteratura mondiale. Introduzione di Luigi Sampietro.            
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Una lettura che mi ha lasciato (e che ancora mi lascia) senza parole.
L'ho letto grazie allo Swap3.0: un gruppo di amiche (Swappine) diventate tali per l'amore verso i libri, che per la terza volta si scambiano letture per far scoprire libri che sono stati amati, facendo spesso uscire dalla comfort zone. Infatti questo romanzo non credo lo avrei mai letto se non mi fosse capitato in questo nuovo giro di letture.

E' stata una lettura rapida e veloce, che mi ha lasciato una storia davvero molto bella ed intensa nel cuore. Ma, non so perché, ho la sensazione di non aver colto tutto fino in fondo. Più ci penso e cerco di trovare qualcosa che potrei aver perso, più mi sembra di non arrivare a capire cosa possa essere.

La storia è abbastanza semplice (all'apparenza), due giovani sono in viaggio verso la prossima fattoria dove dovranno lavorare come braccianti. Sono un'accoppiata strana: George, magro, piccolo, furbo ed in gamba; e Lennie, un gigante con la mente di un bambino. Fuggiti dal precedente lavoro, George cerca in tutti i modi di far capire a Lennie che non deve aprire bocca e fare ciò che gli viene ordinato, nulla di più. Altrimenti dovranno scappare di nuovo ed i loro sogni andranno in fumo, ancora una volta. Per tenere buono Lennie infatti George gli racconta la storia di come sarà la loro vita quando riusciranno a farcela: entrambi non vedono l'ora di mettere da parte abbastanza soldi per comprarsi un pezzo di terra da poter coltivare e per poter allevare animali. Questo sogno riesce a spronarli a non arrendersi e a far portare pazienza a George, che ha promesso di prendersi cura di Lennie.

Le cose non sono semplici. In quel nuovo luogo di lavoro ci saranno insidie che potrebbero mettere nei guai quel gigante dal cuore d'oro, che non si rende conto di cosa fa.
Vedremo le condizioni di quell'epoca, di come si viveva e lavorava, insieme ad un breve spaccato della "vita nera", poiché uno degli aiutanti alla fattoria è un giovane di colore.
Un romanzo, appunto, semplice e veloce da leggere, ricco di dialoghi e che non si sofferma a descrizioni noiose. Tutto rapido ma interessante.
Dolore, sacrifici, speranze, si mescolano in questo spaccato di realtà, con un finale, beh...che ci sta con la storia raccontata e chiude il tutto in modo "perfetto".
Da farci un pensiero e dargli una chance, per essere scoperto.


Oppression (I Figli Dello Dei 1), Jessica Therrien #Oppression #IFigliDegliDei #JessicaTherrien #Dunwich #DunwichEdizioni #bookblogger #booklovers #book #leggere #reading #bookblog #read #booklove #viaggiatricepigra


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venerdì 3 agosto 2018

Oggi esce il primo volume di una nuova trilogia "I Figli Degli Dei": Oppression. Ve ne parliamo in un Review Party dedicato al nuovo arrivo Dunwich 😉 #Oppression #IFigliDegliDei #JessicaTherrien #Dunwich #DunwichEdizioni #booksofinstagram #bookblogger #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Review Party: Oppression (I Figli Degli Dei 1), di Jessica Therrien




Ce ne sono altri come lei. Tanti.
E la aspettano da moltissimo tempo…
Elyse sa cosa significa mantenere un segreto. Lo ha fatto per tutta la vita. Due, a dire il vero. Per prima cosa, invecchia cinque volte più lentamente delle persone normali e, pur dimostrando diciotto anni, in realtà ne ha ottanta.
Secondo, il suo sangue ha il misterioso potere di guarire. Per Elyse questi elementi non la rendono speciale. Rendono la sua vita pericolosa. Dopo la morte dei genitori, è stata attenta a custodire il segreto il più possibile e solo un’altra persona al mondo conosce la sua età e la sua abilità.
O, almeno, così crede.
Elyse non è l'unica a saper mantenere i segreti. Ce ne sono altri come lei, sparsi per il globo, Discendenti delle stesse persone straordinarie che i Greci consideravano dei. Lei è una di loro e la aspettano da molto tempo. Alcuni per mettere fine a secoli di tradizioni che hanno oppresso il loro popolo con il pretesto di salvaguardarlo. Altri sono determinati a impedirle di realizzare il suo destino. Ma per Elyse il gioco è appena iniziato e non è disposta a stare alle loro regole.

La serie I Figli degli Dei è basata sull’idea che gli dei greci non siano mai stati veramente dei, ma una razza segreta che da secoli vive tra noi. I fan di Shatter Me, Percy Jackson, Divergent e Harry Potter adoreranno questa trilogia.

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La Dunwich porta in Italia un'altra trilogia che si prospetta intrigante. Già dalla trama si intuisce l'originalità dei personaggi, anche se durante la lettura possiamo immaginare alcuni schemi (ahimè classici, di questo genere).
La protagonista è Elyse, una donna giovane nell'apparenza e nell'animo, ma in realtà con un enorme segreto che deve proteggere per il suo bene: infatti ha un dono, ereditato dalla sua famiglia, ovvero invecchia cinque volte più lentamente di chiunque altro.
Una profonda debolezza, perché non può permettersi legami e deve continuamente spostarsi per non attirare attenzioni. Una vita che, dopo la morte dei genitori, l'ha portata a chiudersi molto col mondo.
Tutto però cambia improvvisamente una giornata qualunque quando William, che lavora nel bar sotto casa sua, cerca di convincerla a scappare con lui perché seguita da qualcuno ed è in pericolo.
Un ragazzo magnetico, bello ed affascinante, però il suo istinto le dice altro, visto che non lo conosce. Sentendosi in trappola, fugge e si trova faccia a faccia con Kara, la persona da cui William la stava mettendo in guardia.
Eppure entrambi le confermano la stessa versione: è controllata, spiata e rischia la vita.
A chi credere però?

Da quel momento la sua vita cambierà per sempre, scoprendo la verità sulle sue origini e molto di più. E' una Discendente, ovvero una razza diversa da quella umana nonostante le apparenze, ed i suoi antenati si erano spacciati per Dei nella Grecia antica. Oltre a questo, lei era attesa da molto tempo per una profezia che la rende un bersaglio per chi sta comandando quella popolazione.
Scopriremo insieme a lei cosa comportano tutte queste rivelazioni e gli obblighi che la loro legge impone di rispettare, le cui pene sono molto pesanti.
Elyse si renderà conto in fretta che la sua vita non è migliorata poi molto, visto che dovrà continuare a mentire per non finire nei guai, per alcune scelte fatte durante il suo passato.

Un romanzo che scorre davvero veloce. In poche ore si conclude piacevolmente. Una piccola pecca a mio parere è il ritmo narrativo che in alcuni punti è troppo rapido, mettendo troppe informazioni tutte insieme in poche righe, misto ad altri momenti descritti con troppa calma e più "superflui" rispetto a certi momenti più cruciali.
C'è azione, ma tanta riflessione, poiché la protagonista ci porterà attraverso i suoi pensieri a scoprire i dilemmi che si troverà ad affrontare. Le soluzioni sono abbastanza prevedibili, infatti nonostante i personaggi dimostrino 18 anni ma siano 5 volte più vecchi, si comportano come adolescenti.
Hanno vissuto a lungo, ma sono ancora ragazzini. Questo punto non mi è molto chiaro, ma pazienza, è stato scelto così dall'autrice e, se non si vuole proprio essere pignoli, ci può stare.
Una nota positiva è che può portare a riflettere su alcuni personaggi, che "all'apparenza" possono dare un'impressione, ma che in realtà nascondono altro sotto la superficie; l'ho messo tra le virgolette perché si intuisce come andrà a finire e come sono realmente, però resta un aggiunta interessante, che spero si evolva ancora di più andando avanti.

Tutto sommato una lettura bella e scorrevole, dalla trama originale (nonostante i personaggi abbastanza prevedibili nelle azioni). Sono curiosa di scoprire come andrà avanti questa trilogia e, se vi piace il genere, consiglio anche a voi di non fatevelo scappare!

Alexis o il Trattato della Lotta Vana, di Marguerite Yourcenar #Alexis #IlTrattatoDellaLottaVana #MargueriteYourcenar #bookblogger #booklovers #book #leggere #reading #bookblog #read #viaggiatricepigra


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giovedì 2 agosto 2018

Oggi vi parlo di un libro uscito da poco. Una lettura che si muove fra la narrativa e il thriller, unendo alla storia che coinvolge il protagonista la sua grande passione: i diamanti. Forse mi aspettavo qualcosa in più, perché da metà in poi tutto il mio entusiasmo è calato. E lo dico con dispiacere... Trovate la mia opinione sul blog 😉 #FancyRed #CaterinaBonvicini #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Fancy Red, di Caterina Bonvicini

 
"Aveva le stesse caratteristiche dei diamanti, mia moglie. La mia indomabile, dicevo. Per quanto fatta di carbonio come tutti noi, ai miei occhi Ludò non aveva nulla in comune con la fragilità di una punta di matita, o di un essere umano."
 
Lindos, Grecia. È una notte d'estate. Un uomo si sveglia in una lussuosa camera da letto che non riconosce. Sdraiata accanto a lui c'è una ragazza che sta piangendo. Distesa a terra, un'altra donna. È sua moglie Ludovica: morta. «Sei stata tu?» chiede alla ragazza. «No, sei stato tu» risponde lei. Lui è Filippo, fa il gemmologo per Sotheby's. L'incontro con Ludò risale a cinque anni prima: lei, giovane e ribelle, figlia di un finanziere milanese, vuole vendere tutti i gioielli della madre, appena ereditati. Tranne uno: un Fancy Vivid Red, il rarissimo diamante rosso che porta al naso, montato come un piercing. A Filippo i diamanti piace guardarli, non possederli, è la sua regola da sempre. Ma la infrange quando si innamora di Ludò e del suo Fancy Red. Lì comincia la sua fine. Nel giro di sei mesi lui e Ludò sono sposati. Si amano molto, di un amore geloso e passionale, fatto di tradimenti veri e presunti, in un gioco erotico che li porta ai quattro angoli del mondo, da Lisbona a Cuba, dalle Fiandre all'Argentina, alla ricerca dell'avventura perfetta. Di quella notte fatale in Grecia, Filippo non ricorda nulla. Sa solo che lui e la ragazza, nel panico, si sono sbarazzati del corpo, buttandolo in mare. Ludò, per tutti, è annegata durante una nuotata. Ma dieci mesi dopo il diamante ricompare e il caso viene riaperto. Il Fancy Red è tornato, come un fantasma destinato a perseguitare Filippo e a metterlo di fronte alle sue colpe. Può davvero essere stato lui a uccidere la donna che amava? E perché? Per gelosia? Quanto tempo ci vorrà prima che il padre di Ludò e la polizia lo scoprano? Chi è davvero la ragazza con cui lui e sua moglie hanno passato la notte? Una delle più importanti voci della narrativa italiana scrive un romanzo dal respiro globale, che parte da un epicentro milanese e si espande, procedendo per flashback e rivelazioni, nello spazio e nel tempo, dall'assedio di Sarajevo alla crisi argentina del 2001, dalle bettole dell'Avana ai ristoranti di Anversa. Fancy Red è un noir hitchcockiano, un thriller psicologico pervaso da una suspense costante, una bellissima storia d'amore il cui protagonista indiscusso è il desiderio, indomabile e capriccioso come Ludò e la sua pietra. Di questo romanzo – costruito come un ottaedro, la struttura cristallina della gemma – i diamanti sono il perimetro e il filo rosso: «condannati a guardare da vicino la miseria estrema e la ricchezza estrema», nelle mani di Caterina Bonvicini diventano uno strumento perfetto per raccontare l'abisso spaventoso che separa potere e sottomissione, ricchezza e povertà.            

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Come non mi succedeva da tanto tempo, non so bene perché, ma già solo la copertina mi ha stuzzicato parecchia curiosità. Dopo aver letto la trama ero persa: dovevo leggerlo!
Una storia che parte da una tragedia per poi fare un passo indietro e, muovendosi fra queste realtà arrivare a svelare il colpevole.
Bello....o almeno così mi sembrava.

La partenza del romanzo è particolare. Elettrizzante eppure strana. Quest'uomo, la nostra voce narrante, si sveglia sentendo qualcuno piangere e si accorge presto di tre cose. Non sa dove sia, non sa chi sia la donna accanto a lui che sta piangendo e, la più terribile, c'è sua moglie ai piedi del letto morta.
Quando chiede se è stata lei si sente rispondere:"Sei stato tu".
Un accusa pesante e a cui non sa se credere o meno. Qui inizia un po' un lato grottesco perché in mezzo a quel caos e l'insicurezza fra i due si fonda una strana alleanza, per cui entrambi finiranno col gettare il corpo della donna in mare.


Colpevole o innocente?
E se non è stato lui, chi? E perché?
Ce lo chiederemo spesso durante la lettura.
Da quell'evento balzeremo avanti di un anno, quando tutto si riapre perché il diamante che Ludò portava al naso è riapparso: il Fancy Red.
Una gemma unica ed impossibile da confondere che lei portava addosso con noncuranza come piercing banale. Ciò torna a dare speranza al padre, che non si era mai arreso e non aveva mai creduto che fosse annegata per errore durante una nuotata notturna in solitaria. Lei non lo toglieva mai quel gioiello. Quindi c'è stata rapina e omicidio, e deve scoprire cosa ne è stato della figlia ad ogni costo.

Da quel giorno il protagonista si ritroverà a fare i conti con il passato che bussa alla sua porta (letteralmente) e ci farà entrare in alcuni angoli della sua vita. Ci farà sbirciare nel passato, quando conobbe la moglie, alcuni viaggi insieme,...
 Insomma una panoramica che ci farà un po' odiare Ludò: una donna rappresentata come coraggiosa, indipendente, ma anche molto capricciosa e testarda.

Tutto cambia di nuovo rotta andando verso metà romanzo, quando inizieremo a scoprire la vita di lei e a comprendere certi modi di fare, così inizialmente fastidiosi che però, sotto una nuova luce, acquistano significati diversi.
Una delle particolarità del romanzo sono le gemme, poiché l'autrice ha scelto di dedicarne una ad ogni capitolo, inserendola nella trama e parlandocene. C'è un'altra sotto trama, piuttosto interessante ma troppo descrittiva sulla fine, che però non voglio rivelarvi.
Deve essere scoperta leggendo.

Eppure...eh, mi spiace molto dirlo ma dalla metà in poi è un lungo affondo. La trama si perde, diventa prevedibile e abbastanza noiosa la lettura. Per non parlare di un finale che non ho proprio capito.
Mi ispirava moltissimo ma è stato un flop, per me.
Scritto davvero bene eh, ma la storia non è riuscita a trasportarmi fino alla conclusione con lo stesso impatto iniziale.
Forse mi aspettavo altro. Un peccato.

mercoledì 1 agosto 2018

Ne mancano sempre meno 😍 Peccato per le edizioni differenti, ormai quelle vecchie mondatori (gialle) sono introvabili! Mannaggia... #Palahniuk #chuckpalahniuk #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


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Cover Reveal: Everland, di Luigi Nunziante

 
 
 
Titolo: Everland - Attraverso lo specchio
Autore: Luigi Nunziante
Editore: Decima Musa Edizioni
Tipologia: Brossura con sovracopertina lucida
Genere: Urban Fantasy
Prezzo: 16,00
Uscita: 20 settembre 2018


Non perdete tempo:
Domani e Dopodomani il libro sarà in prevendita in edizione limitata con Gadget!




Trama:
"Tutte le storie iniziano da qualche parte". 
Quella di Lara inizia esattamente con un trasloco, il trasferimento a Wichita voluto dal padre, al fine di superare il lutto per la perdita della madre. Costretta a dover ricominciare "tutto da capo" Lara non immagina che l'incontro con Damian, il giovanissimo vicino di casa, è solo l'inizio di una folle e stravagante avventura che porterà entrambi in un altro mondo: Everland. 
Tra amori e incantesimi, e tanti personaggi noti, Lara e Damian dovranno far ritorno a casa grazie ad un incantesimo... in un mondo dove però la magia non esiste.