giovedì 31 gennaio 2019

Oggi è uscito l'ultimo romanzo di Laura Rocca che ho avuto la fortuna di poter leggere in anteprima e potervene parlare insieme ad altre blogger in un Review Party. . . "...questo romanzo è l'ennesima sfida per lei, provando a lanciarsi in una storia nuova, diversa dal suo solito, e con un personaggio maschile che decisamente non è "da Laura" e capirete meglio durante la lettura come mai.  Ed infatti è davvero particolare! [...] . . ...è riuscita ad inserire anche in questo romanzo i temi di attualità che le stanno a cuore e che sono (purtroppo) ancora estremamente presenti nella nostra società. Per esempio il bullismo. Infatti la nostra protagonista ne sarà vittima e ciò la porterà a vedere le cose e se stessa in maniera distorta. E' una parte piuttosto difficile da leggere, che dimostra quanto poco basti per rovinare una vita. Quanto il gruppo possa farsi forte davanti ad un singolo individuo, e persino quanto la rete abbia reso questo fenomeno così inquietante da portare gente che nemmeno conosce i diretti interessati a mettere becco per proferire solo cattiverie gratuite. " (opinione completa sul blog) . . In breve: un libro scorrevole, interessante da leggere e che offre molti spunti di riflessione. Insomma, un'altra "sfida" letteraria in cui ne esce vincitrice, facendo arrivare al lettore ciò che si era messa in testa di raccontargli. . . #Respirami #LauraRocca #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Review Party: Respirami, di Laura Rocca




Titolo: Respirami 
Autrice: Laura Rocca
Editore: Self publishing su Amazon
Genere: Romance/New Adult (autoconclusivo)
Prezzo ed. Kindle: € 2,99 - Disponibile anche per gli iscritti Kindle Unlimited
Cartaceo: prossimamente.
Data uscita: 31/01/19
Sito autore: http://laurarocca.it/respirami/
Booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=fF_icZGS0DQ&t
Pagina: http://www.facebook.com/LauraRoccaAutrice/

                     LINK AL LIBRO



Sinossi

Nelle carte rimescolate dal destino, pare che questa sia una mano da passare, ma non sono forse le grandi occasioni proprio quelle in cui bisogna rischiare?
Se non provi a perdere qualcosa, non vincerai mai niente.




TRAMA

“Avrò diciassette anni ancora per poco, poi sarò libera”, ecco cosa pensa Freya osservando i suoi genitori che inscenano la famiglia perfetta.
La sua vita potrebbe essere riassunta con due parole: apparenza e finzione. Ma quel mondo dorato non ha più nulla da offrirle e presto potrà lasciarselo alle spalle, dimenticandolo per sempre.
“Bugiarda! Non tutto. Non Chase”, la pungola la sua coscienza.
Sì, Chase, l’unico capace di fare breccia nella sua corazza, il ragazzo che le ha rovinato la vita in una notte. Per colpa di una sola debolezza, da un giorno all’altro andare a scuola è diventato un inferno e quello che era un sogno a occhi aperti è ormai un incubo sulla bocca di tutti, un bisbiglio che la perseguita.
Chase Weber — in arte @Defluencer — è l’influencer più chiacchierato del momento perché non mente mai, ed è famoso proprio per le sue recensioni dissacranti, per il suo sarcasmo pungente, per la sua ribellione nei confronti del sistema.
Ma è realmente la persona che fa credere di essere? Il ragazzo sicuro che non si nasconde dietro a nulla, che non ha remore a disprezzare anche ciò che gli converrebbe acclamare, che fa e dice solo ciò che vuole davvero?
Defluencer saprà guardare oltre o farà a pezzi anche Freya?
I due si ritroveranno coinvolti in una storia difficile, schiacciati tra passione e dubbi, inebriati a tal punto da perdere il controllo e la lucidità.
In bilico tra giusto e sbagliato, verità e finzione, mondo reale e social, Freya e Chase dovranno decidere se passare la mano o rischiare.




Laura è stata così gentile (come al solito) da contattarmi con abbondantemente preavviso per chiedermi se avessi potuto partecipare al Review Party del suo ultimo romanzo. Anzi, era persino preoccupata visto che secondo lei era già in ritardo per chiedere una cosa del genere (e si parla di inizio mese).
In ogni caso, ho aspettato un po' prima di iniziarne la lettura ed in un paio di giorni (come al solito) ho chiuso questa storia (e se non avessi avuto impegni che mi hanno portata a letto presto, probabilmente avrei fatto ore piccole e lo avrei chiuso tutto d'un fiato).

Laura ha iniziato a stuzzicare la curiosità collettiva soprattutto in questi ultimi giorni, svelando la copertina e la trama, spiegando che questo romanzo è l'ennesima sfida per lei, provando a lanciarsi in una storia nuova, diversa dal suo solito, e con un personaggio maschile che decisamente non è "da Laura" e capirete meglio durante la lettura come mai.
Ed infatti è davvero particolare! Ne ho discusso con lei, capendo (alla fin fine) che quello che voleva trasmettere l'ho colto in pieno, anche se mi sembrava quasi di farle una critica. Se vi aspettate un Aidan o un Eli, beh...preparatevi. Lui è qualcosa di nuovo e diverso.

Una delle particolarità che è riuscita ad inserire anche in questo romanzo sono i temi di attualità che le stanno a cuore e che sono (purtroppo) ancora estremamente presenti nella nostra società. Per esempio il bullismo. Infatti la nostra protagonista ne sarà vittima e ciò la porterà a vedere le cose e se stessa in maniera distorta. E' una parte piuttosto difficile da leggere, che dimostra quanto poco basti per rovinare una vita. Quanto il gruppo possa farsi forte davanti ad un singolo individuo, e persino quanto la rete abbia reso questo fenomeno così inquietante da portare gente che nemmeno conosce i diretti interessati a mettere becco per proferire solo cattiverie gratuite.

A noi Laura mostra tutto questo per farci riflettere e capire cosa possa voler dire subire questo fenomeno, a sentirsi le vittime e/o semplicemente portarci a pensare a cosa possa voler dire restare a guardare senza muovere un muscolo, ne a favore ne contro questa violenza non importa, è implicito che se non aiuti sei dalla parte del torto;
un fenomeno che purtroppo sta sfuggendo di mano, ma non solo ai ragazzini, anzi i peggiori che vedo nel sono adulti (che, ipocriti, si lamentano quando i ragazzini lo fanno).

Ma facciamo un passo indietro.
La protagonista si chiama Freya ed è una giovanissima ragazza di 17, quasi 18 anni, che frequenta ancora le superiori e vuole portarle a termine a tutti i costi con il massimo dei voti i suoi studi. Semplice secchiona? Non proprio, perché viene da una famiglia estremamente ricca che pretende che lei abbandoni tutto ed insegua le orme materne, cosa a cui si oppone strenuamente: lei ha sogni diversi e vuole andare all'università, andarsene di casa e lavorare, mantenendosi da sola per essere libera. Una vita di agio e lusso l'hanno costretta in un mondo di falsità e menzogne, dove l'apparenza regna sovrana e a cui lei vuole solo mettere un freno.

Lei è innamorata persa di una celebrità del web, ovvero @Defluencer, un influencer che parla solo per distruggere, poiché trova ipocrita quel mondo dove si debba parlare sempre e solo bene di qualcosa, per il semplice fatto di averla ricevuta in omaggio. Questo il suo pensiero alla base dei suoi video. Chi più di lui, che detesta la falsità, poteva entrarle nel cuore?
Questa controparte maschile, come ha già anticipato Laura, è un azzardo, un personaggio con cui lei rischia tantissimo ma voleva provarci, e sono curiosa di leggere le opinioni generali; se ci saranno più reazioni come la mia oppure l'opposto.

Comunque, come vi stavo dicendo, Freya è così persa da questo ragazzo da averlo messo su un piedistallo ed aver paura di incontrarlo dal vivo, perché se fosse solo l'ennesima maschera lei ne uscirebbe devastata. E (giustamente) Chase arriverà nella sua città e lei si troverà faccia a faccia con lui, dando così inizio al periodo più brutto della sua vita...capirete come mai leggendolo.

Come vi ho accennato trattando il mondo influencer e il bullismo moderno, Laura porta alla nostra attenzione anche un'altra tematica, che scorre quasi in secondo piano per tutto il romanzo: i social. Questi nuovi mezzi con cui tutto è "più" (più facile, più veloce, più crudele,....). Portandoci anche in questo frangente a pensare cosa ci possa davvero essere dietro uno schermo e perché così tanti credono di avere potere ed il diritto di aprire bocca solamente perché nascosti dietro di esso o perché parte di un gregge che la pensa uguale (che sia giusto o sbagliato).
Verità e menzogna che si mescolano abilmente, portando fuori il peggio delle persone oppure mostrando il "meglio", dando un'apparenza per attirare ed accrescere la propria popolarità dietro l'ennesima maschera, fatta da foto, immagini, frasi,...inventate per ricreare se stessi.

Mi ha lasciato (nuovamente) piacevolmente stupita tutta la sua originalità e il coraggio che ci mette a sperimentare queste storie che le passano per la mente, mettendo personaggi particolari, cercando di inserire delle tematiche difficili e spinose da trattare, che hanno una portata ampissima di discussione, che lei introduce (più o meno velatamente) per regalarci una sua riflessione su di essi, ma lasciandoci sempre dello spazio per poterci pensare e farci alcune domande.

Tirando le somme, un romanzo che mi è piaciuto molto, nonostante alcuni "meh" riguardanti la scelta del protagonista che non è proprio nelle mie corde. Per il resto, Laura scrive davvero bene e permette al lettore di immedesimarsi in questa sua ennesima storia, coinvolgendolo e facendolo entrare in empatia con Freya, cosa che poteva rivelarsi difficile dai temi trattati e la storia che ha deciso di creare, ma anche per il carattere e la personalità che ha attribuito alla protagonista....ma basta parlare, spero di avervi incuriosito: che aspettate a leggerlo?

mercoledì 30 gennaio 2019

Ho faticato parecchio nel trovare un immagine adeguata allo spirito del libro ed alle idee che vuole portare avanti (senza rischiare la censura, cosa che, da come ho notato, è temuta da tanti visto che spesso le mestruazioni su assorbenti sono rappresentate con brillantini rossi). . . Ne parlo lungo nel blog nell'opinione di oggi dedicata al saggio, e mi sono resa conto di tante cose durante la sua lettura: le cose che non sapevo, le cose immutate per tantissimo tempo, la rabbia nel essere considerate come di serie B sopratutto per questa tematica,..... Insomma questo libro regala prospettive molto ampie e di cui si potrebbe discutere tantissimo. . . (Sarà banale ma lo dico lo stesso) è un libro per tutti! Che permette a chiunque di comprendere quanto sia ancora dannoso questo taboo e portare a riflettere. Noi non abbiamo scelta, non decidiamo come ne quanto ne quanto sanguinare,.... È biologia! E che venga ancora segregata in un angolo, non va decisamente più bene! Per cosa poi? Paura che alcuni possano esserne scioccati? Ridicolo! Sopratutto da parte delle stesse donne. . . Non fatevi mettere i piedi in testa, leggete, informatevi, e diffondete tutto questo senza rabbia perché è una cosa normalissima. . . Scusate il pippone, masono ancora più logorroica sul blog e molto di più nella vita reale. Nelle Stories metto altro materiale. Se volete contribuire ne sarei davvero felice! . . . #QuestoÈIlMioSangue #EliseThiebaut #Mestruazioni #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Questo è il mio sangue, di Elise Thiébaut




Un saggio brillante, ironico, provocatorio che affronta un tabú millenario. Perché è giunto il momento della rivoluzione mestruale.
Perché ancora oggi le mestruazioni sono un argomento di cui ci si vergogna, che discrimina le donne? Perché per definirle usiamo perifrasi come «Ho le mie cose», «Sono indisposta», «Ho il ciclo»? Perché ci imbarazza cosí tanto il modo in cui funzionano i nostri corpi? E se fossero gli uomini ad averle? Un saggio brillante, ironico, provocatorio che affronta un tabú millenario. Perché è giunto il momento della rivoluzione mestruale. Per quasi quarant'anni, ossia per circa 2400 giorni, le mestruazioni accompagnano la vita di ogni donna. Eppure rimangono un argomento circondato da silenzio e vergogna. Perché abbiamo tanta paura di un processo naturale che ci permette di dare la vita? Come mai ci affrettiamo a nascondere nella borsa gli assorbenti quando capita di tirarli fuori per sbaglio? Perché bisbigliamo «mestruazioni» mentre siamo pronti a gridare insulti di ogni tipo? Mescolando antropologia, storia, ecologia, medicina ed esperienza personale, Élise Thiébaut affronta un argomento delicato e insospettabilmente accattivante, riuscendo con la sua prosa vivace a dimostrare quanto sia complesso il principale protagonista della vita femminile. E quanto le superstizioni, le leggende, i non detti, abbiano influito per secoli sulla discriminazione delle donne. Sorprendente, chiaro, scientificamente accurato, Questo è il mio sangue , oltre a essere un appassionante viaggio alla scoperta di un fenomeno naturale come mangiare, bere, dormire, fare l'amore, è anche un manifesto della rivoluzione mestruale in atto. Perché parlare apertamente di mestruazioni significa, per ogni donna, accedere a una nuova consapevolezza di sé, del proprio corpo e della propria identità.            

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Semplicemente bellissimo.
Lo avevo visto di sfuggita nelle storie di @lhascrittounafemmina e mi è rimasto impresso nella mente. Se avete prestato un po' attenzione alla cronaca, degli ultimi mesi soprattutto, è tornata a gran voce la richiesta di abbassare tassa sugli assorbenti per renderla uguale a quella dei beni di prima necessità ovvero il 4% (se non toglierla del tutto).
Tutto questo "putiferio" è ritornato alla ribalta dopo la decisione del governo di abbassare la tassa sui tartufi e quindi potete immaginare la reazione nel leggere una cosa del genere, che appare come una presa in giro quando si chiedono cambiamenti su questioni molto più serie e vengono ignorate.

La cosa che mi ha stupito (e fatto incazzare) di più è che tantissime persone tra cui molte donne si sono schierate contro questa lotta. Probabilmente sono persone benestanti che hanno un ciclo regolare breve e che non gli comporta disguidi, a cui non frega niente di qualunque altra donna e se possa o meno avere problemi in tal senso. Maschilisti che urlano a gran voce che questa è l'ennesima "battaglia femminista" che mette la donna sopra l'uomo.
Chiariamo una cosa (per la milionesima volta):
Femminismo è maschio = femmina
Se qualcuno dice il contrario non ha idea di cosa sia il femminismo.
Se una donna si proclama femminista ma è sessista, non è femminista.

L'autrice ne parla di questa enorme battaglia globale, citando il testo (non parola per parola):
Nel 2000 la Gran Bretagna è passata dal 17,7% al 5% e hanno continuato la questa battaglia finché non è non è stata ridotta a zero. In Germania la tassa e 17%, in Belgio il 21%, in Spagna il 10%, Svezia e Norvegia il 25%, mentre l'Ungheria è al 27%.
Negli Stati Uniti 5 Stati hanno soppresso la tassa e nel 2016 New York ha deciso di rendere disponibili gratis queste protezioni nei college e nelle università pubbliche come rifugi per senzatetto e nelle carceri.
In Francia è stato ridotto al 5,5%, vittoria parziale perché si puntava un 2,1% (lo stesso valore applicato ai farmaci con ricetta) oppure azzerarla.
Oltre a questo si puntava anche a fornire di distributori automatici di assorbenti in luoghi pubblici, perché come si distribuiscono preservativi dovrebbero esistere anche di altro più irreperibile se capita urgenza.

Ma come ci farà notare spesso: è solamente un bisogno biologico incontrollabile che colpisce le donne dai circa 10 anni fino ai 55/60 (mediamente), per 7 giorni al mese, fin dall'inizio dei tempi. Pretendiamo troppo ad essere considerate e, addirittura, ad urlare a gran voce di avere diritti in tal verso. Figuriamoci far accettare che possa comportare dolore e malattie piuttosto gravi, cosa che solo oggi (e comunque con scetticismo anche dal campo medico) viene presa in considerazione.
La donna deve soffrire, perché si lamenta? Lo sappiamo già che "ha le sue cose" ed è intrattabile.
(Eh già, i luoghi comuni sono davvero duri a morire).

L'autrice è francese e quindi la sua esperienza personale si baserà principalmente sulla Francia, ma non si è rinchiusa in quel mondo, ma ha allargato davvero molto gli argomenti che ha deciso di trattare, che sono vasti.
Per esempio ci parlerà della sua vita, di come ha vissuto le mestruazioni fino ad arrivare alla menopausa. Infatti lei ha fatto tutto questo ragionamento quando ormai il suo periodo fertile era finito, però si è ritrovata a riflettere pensando quanto sia "stupido" avere ancora questo taboo addosso e sperando di riuscire a far comprendere più cose, unendosi alla "battaglia" per sdoganare tutto questo e (magari) arrivare al giorno in cui sarà normalissimo e le donne potranno vivere in pace col proprio corpo.
Perché si, le mestruazioni possono essere una grande fonte di problemi (semplicemente per chi ha un ciclo abbondante), ma rivelarsi quasi letali per chi ha malattie legate ad esso; ancora oggi difficilmente diagnosticabili e a volte minimizzate per i sintomi che presentano (il dolore, come dicevo sopra). Lei lo ha vissuto sulla sua pelle, rischiando davvero molto e passando tantissimi anni a cercare risposte ed ottenendole solo quando poteva essere tardi.

Ci parlerà anche in maniera più fredda e biologica del corpo femminile, spiegando bene in cosa consiste il nostro apparato riproduttore, tutti i dettagli che lo riguardano, dalle mestruazioni fino ad arrivare a parlare delle cellule e degli ormoni che regolano il tutto. Insomma tantissime cose che lei cercherà di spiegarci, dando però l'idea di quanto può essere complicato e ampio tutto ciò che ci succede, a cui ci accorgiamo solo quando sanguiniamo.

Questa enorme parentesi la troviamo qua e là nel libro contiene molti riferimenti (o forse dovrei dire speranze) al futuro alla ricerca, perché ci rende partecipi del fatto che non esista quasi una ricerca che miri a comprendere il ciclo mestruale e le malattie legate ad esso.
Insomma, siamo circa metà della popolazione mondiale, ma a quanto pare non meritiamo studi approfonditi su cosa succede nel nostro corpo, perché (in effetti) hanno fatto delle scoperte solo di recente che sono incredibili, e vien da chiedersi perché non prima e/o perché siano così poche.

Ne parla anche attraverso c'è una prospettiva storica, mettendo in campo sia le superstizioni, che sentiamo anche adesso continuare a girare e che fanno sorridere ma che rappresentano problemi molto seri in alcune zone del mondo, sia partendo dal passato (per esempio cita Artemide) e come moltissime cose abbiano un riferimento o siano una metafora del ciclo mestruale o delle stesse mestruazioni.

Sono nominate delle donne che hanno fatto scalpore negli ultimi anni perché hanno (banalmente!) mostrato le proprie mestruazioni in pubblico. C'è una giovane donna che ha corso una maratona senza indossare niente, per dimostrare che non c'è niente di male, per dimostrare a se stessa e agli altri che poteva farcela nonostante avesse il ciclo, e soprattutto cogliendo l'occasione per far parlare di mestruazioni, del problema che non tutte possono permettersi degli assorbenti.
Ovviamente grida e sdegno pubblico, non sia mai che ci si possa macchiare in pubblico e non vergognarsi!
Simile a lei anche un'altra ragazza (che è diventata poi famosa per il libro di poesie Milk and honey ) ha fatto scandalo pubblicando una foto su Instagram di lei nel letto, di spalle, mentre aveva sporcato di sangue i suoi pantaloni e il copriletto. La foto è stata subito censurata dai social, ma lei l'ha rimessa più e più volte, perché non c'è niente di scandaloso in questa foto (dovendo anche specificare che si trattava di sangue finto), portando di nuovo a discutere su questa tematica.

Durante la storia parla anche di cosa veniva usato per coprirsi durante il flusso, fino ad arrivare alla assorbente ed il tampone, quest'ultimo esisteva già molto tempo prima di essere brevettato è venduto in giro per il mondo. Inventato nel 1937 ha dovuto aspettare il 1950 per essere utilizzato e solo nel 1972 viene dato il "permesso" anche alla ragazzine, creando una versione mini che non lacerasse il loro imene.
La premura per la verginità sempre al primo posto.

E visto che parliamo di assorbenti, un fatto davvero inquietante a cui non avevo mai pensato prima si è fatto strada nella mia mente grazie a questa lettura che lo evidenzia, ovvero: non ho mai pensato agli ingredienti che venivano messi al loro interno.
Voi ci avete mai fatto caso?
È una cosa assurda, però (davvero!) non c'è alcuna legge che obblighi i distributori a mettere ogni elemento contenuto sulla confezione. Non c'è scritto niente di niente sugli ingredienti in nessuna confezione. Assurdo, no?
E' stata una ragazza a muoversi in questo senso pubblicando una petizione online (solo qualche anno fa, in Francia) chiedendo che venisse obbligata ogni casa produttrice a stampare sulle etichette tutto ciò che veniva contenuto in questi prodotti.
Nonostante lo scalpore, nessuno l'ha considerata e nessun ente governativo si è mosso per portare avanti la causa; solo un'azienda per i consumatori ha iniziato a fare dei test su questi prodotti e i risultati sono agghiaccianti.
Gli assorbenti non devono neanche passare sotto i controlli a cui sono costretti i prodotti della cosmetica. Nessuno li verifica. Nessuno controlla questi prodotti che noi ci mettiamo nelle mutande o dentro la vagina, alcuni risultati potenzialmente cancerogeni.
Questo rende perfettamente l'idea della considerazione generale della donna.

Ho scoperto che esiste la Giornata Internazionale dell'Igiene Mestruale, il 28 maggio, allo scopo di eliminare il tabù e offrire alle ONG che lavorano sotto questo tema una finestra di 24 ore per sensibilizzare il grande pubblico sulla questione.
Un giorno?! Ci rendiamo conto che è niente?
(Visto che temo sia quasi sconosciuto e chi ne parla sarà sicuramente vittima di minimizzazione se non intulti)


Insomma ho cercato di dare una panoramica in più vasta possibile senza entrare effettivamente nella nello specifico di questo bel libro e mi rendo conto che ho detto tantissimo senza dire niente.
È un argomento così importante, ricco, ancora troppo taciuto che si potrebbe parlarne per ore ore ore e continuare, perché c'è davvero troppo dietro tutto ciò. E nonostante siamo "fortunate" a vivere in paesi che consideriamo sviluppati abbiamo davvero ancora tanta strada da fare, come se valessimo meno e non meritassimo tempo da spendere.
Senza contare le donne che vivono in povertà, in condizioni igieniche disastrose, che vivono in luoghi dove diventano impure quando hanno le mestruazioni e vengono emarginate in quel periodo.

Un libro che stra-consiglio perché, sia che siate donne sia che siate uomini sia che siate giovani vecchi non importa, questo libro merita di essere letto, sperando di aprire qualche mente o semplicemente di dare informazioni importanti che non si conoscevano precedentemente; sperando di creare discussioni e portare alla luce tante storie diverse (poiché nessuna vive il ciclo allo stesso modo); sperando che un giorno tutto questo sia sorpassato e il ciclo mestruale sia qualcosa di sdoganato, di cui parlare alla luce del sole e che nessuna debba soffrire solo perché così è sempre stato.

martedì 29 gennaio 2019

Un romanzo dalle tinte attuali, che riesce a fare breccia per la sua incredibile follia che ha aspetti fin troppo realistici, che potrebbero diventare attuabili come niente. Una tematica che tratta spesso nelle sue opere, portando e forzando la mano immaginando scenari così assurdi da sembrare irreali, eppure allo stesso tempo così possibili e facilmente realizzabili da mettere paura. . . . Palahniuk riesce a creare l'ennesima realtà in cui i peggiori istinti umani hanno il sopravvento e tutto il resto viene devastato da questa ondata di maschilismo, razzismo, omofobia,...e idiozia profonda, mescolata alla rabbia covata da chi non è stato in grado di creare niente della sua vita e trova in tutto ciò una scappatoia... (opinione completa sul blog) . . Qualche fan che lo attendeva impaziente? 😎 . . #IlLibroDiTalbott #ChuckPalahniuk #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Il Libro di Talbott, di Chuck Palahniuk



A distanza di quattro anni dal suo ultimo romanzo, l'autore di Fight Club torna con un'opera spiazzante, ingegnosa, politicamente scorretta, in cui fa esattamente quello che gli riesce meglio: mettere alla berlina le assurdità della società contemporanea e smascherare le teorie complottiste che giacciono latenti nella psiche degli americani.
Il passaparola scatta solo tra persone fidate. "Il Giorno dell'Aggiustamento sta arrivando." La gente fa circolare un misterioso libro nero-blu, una sorta di pamphlet profetico, memorizzandone le direttive rivoluzionarie. Messaggi radiofonici e televisivi, cartelloni pubblicitari e il web ripetono ossessivamente gli slogan di Talbott Reynolds: si avvicina il giorno della resa dei conti per la classe dirigente e le élite culturali. Una fantomatica Lista su internet – I Meno Amati d'America – identifica i bersagli. Il popolo non sarà più sacrificato alla nazione, il surplus di giovani maschi non verrà mandato al macello nell'ennesima guerra in Medio Oriente, ma a cadere saranno le teste di politici e giornalisti, professori e notabili – anzi, per la precisione, le loro orecchie. Sinistre. Con la Dichiarazione di Interdipendenza, gli ex Stati Uniti vengono ridefiniti secondo criteri razziali, e la popolazione ridistribuita in base al colore della pelle e alle preferenze sessuali. Il simile con il simile, nei tre nuovi stati-nazione di Caucasia, Blacktopia e Gaysia. Non che tutto fili liscio in questa America post apocalittica, intendiamoci…         

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Adoro Palahniuk e appena ho notato questa traduzione italiana con una data di pubblicazione vicinissima, mi sono elettrizzata! Ero felicissima di poter leggere altro di questo autore incredibilmente folle. Devo un enorme ringraziamento alla Mondadori che mi ha permesso di leggerlo in anteprima. Avevo già preordinato il cartaceo ad inizio gennaio, ma ho provato a chiedere ugualmente e mi hanno mandato il digitale, così da riuscire anche a parlarvene per la sua pubblicazione. Ovvero oggi!
Ormai mi manca solo il libro fisico (e spero arrivi presto), perché è riuscito a coinvolgermi nell'ennesima incredibile storia che devo avere assolutamente sulla mensola insieme agli altri volumi.

A differenza di tanti altri suoi romanzi questo ha parecchie voci protagoniste che danno una versione corale della storia. Inizialmente la rende un po' difficile, perché stacca continuamente fra situazioni diverse e ci vuole un po' per capire chi stia parlando, dove e quando, e (conoscendo l'autore) se saranno presenti per tutto il romanzo o solo in alcune scene.
Eppure devono esserci tanti protagonisti per la vastità della storia che coinvolge molte varietà di razza, sesso e preferenze sessuali. Ognuna che deve essere rappresentata attraverso qualcuno o più d'uno, dandoci l'opportunità di valutare ciò che succede, mano a mano che la storia procede.

Un romanzo dalle tinte attuali, che riesce a fare breccia per la sua incredibile follia che ha aspetti fin troppo realistici, che potrebbero diventare attuabili come niente. Una tematica che tratta spesso nelle sue opere, portando e forzando la mano immaginando scenari così assurdi da sembrare irreali, eppure allo stesso tempo così possibili e facilmente realizzabili da mettere paura (e chiedersi come mai l'essere umano sia così imbecille dal rischiare l'autodistruzione per un appagamento personale).

Si parla del Giorno Dell'Aggiustamento. Qualcosa che passa di bocca in bocca, sussurrato e che viene tramandato quasi di nascosto; chi ci crede vive questo lato nell'oscurità, passando parola, reclutando solo persone fidate, e preparandosi a dare il meglio di se durante quella giornata, mentre il resto del mondo ride su questa ipotetica data che darà inizio ad un cambiamento della società per come la conosciamo.

Non si parla di una lista, ma si parla de La Lista. L'unica ed importante, nella quale i nomi più votati corrono un rischio davvero forte di essere uccisi quando scatterà l'ora. Presa come un gioco da troppi, alcuni tirano sospiri di sollievo quando il loro nome scompare, mentre per altri resta una buffonata ideata da chi deve trovare uno sfogo verso i politici, la stampa, gli insegnanti o chiunque abbia del potere.

Si svolge tutto in America. È delirante, folle, inquietante. Eppure più andiamo avanti nella storia e più tutto questo assume dei toni sempre più assurdi, ma reali.
Scappando persino di mano persino a chi lo ha creato.

Palahniuk riesce a creare l'ennesima realtà in cui i peggiori istinti umani hanno il sopravvento e tutto il resto viene devastato da questa ondata di maschilismo, razzismo, omofobia,...e idiozia profonda, mescolata alla rabbia covata da chi non è stato in grado di creare niente della sua vita e trova in tutto ciò una scappatoia. L'autore riesce anche a dare un senso all'insoddisfazione creata da questa fascia maschile giovane che si prepara ad affrontare l'Aggiustamento, regalando la scusante che sarebbero stati comunque mandati a morire nell'ennesima guerra inutile ed inventata solo per far fuori la maggior parte di quella fetta della popolazione del paese.
Cinico e provocatorio, presenta tutto questo come inevitabile e regalando questa scappatoia a cui si aggregano più che volentieri per poter sopravvivere e ricreare da capo il sistema americano, questa volta a modo loro. Anzi, secondo le regole di Talbott che hanno abbracciato totalmente.

Offre parecchi spunti di riflessione, perché parla molti argomenti dall'aria interessante mescolati a frasi fatte, semplicistiche, che accalappiano la folla in modo incredibilmente facile (suona familiare? Lo viviamo già, infatti mette paura anche a tantissime persone nel quotidiano). Espone spiegazioni a fatti più complessi e banalità, il tutto che fa quasi esplodere il cervello di chi legge perché si tenta di trovare una logica, se c'è, in tutto questo; oppure di smontare il solito complotto creato dal nulla su cui ci si ricama sopra. Un gioco di specchi in cui risulta davvero difficile credere che così tanti abbiano abboccato così facilmente, quando basterebbe una lettura meno "invasata" per comprendere che si viene presi in giro e c'è qualcosa che non quadra molto.

Resta sempre incredibile, alla fine del romanzo, quando il cerchio si chiude e si scopre come è stato creato il tutto, come basti davvero pochissimo per dare vita a qualcosa che spesso non si può più fermare, una sorta di effetto domino che spinta la prima casellina, non si riuscirà ad arrestare.
Queste parti sono frammentate durante la lettura, ma solo verso (appunto) la fine si riuscirà a comprendere realmente come sia nato, abbia avuto una spinta e poi l'ingranaggio abbia continuato a girare.

Una piccolezza che mi ha fatto ridere: Palahniuk cita se stesso e il suo primo romanzo Fight Club un paio di volte. Non vi dirò se in adorazione o smontandosi, ma lo trovo quasi geniale. Non citerà solo se stesso, ma tanti altri personaggi famosi. Dovrete solo leggere per scoprire chi, come e perché.

Non arrivo alle 5 stelle piene perché alcuni passaggi verso la fine non li ho compresi, e vorrei confrontarmi con qualcuno che lo leggerà (io ci spero davvero) così da paragonare le idee e capire cosa abbia voluto dire l'autore: se l'ennesima presa in giro e provocazione, oppure altro.

Mi è piaciuto davvero tanto, nonostante ho notato l'opinione (di chi lo ha già letto all'estero) che lascia una media del tre stelle.
Sono di parte, adoro lo stile, gli argomenti, il coraggio di Palahniuk nel buttarsi e raccontarci qualcosa totalmente fuori dalle righe in modo impensabile ma coerente con la natura umana.
Se vi piace, fateci un pensiero serio perché, per me, è davvero bello!

lunedì 28 gennaio 2019

Manca pochissimo e devo farcela. Mi fissa da mesi e mesi dagli scaffali eppure ormai siamo alla resa dei conti. Devo riuscire a leggerlo prima della pubblicazione dell'ultimo romanzo di Welsh sui protagonisti della serie Trainspotting. Non posso far finta di niente visto che sono collegati. Posso farcela. . . Eh si, sono una grande fan di questa serie che mi riprometto di rileggere, in ordine temporale: #Skagboys, #Trainspotting e #Porno 😍 Un viaggio non facile (Welsh non scrive proprio in maniera scorrevolissima), ma decisamente interessante. Dovrò trovare tempo per fare anche questo, e la lista si allunga.... . . E voi, li avete letti? (No, niente trasposizione cinematografica che, per quanto siano bravi gli attori e sia un pezzo di storia, stacca tantissimo dai romanzi e la loro fredda brutalità) Ma sopratutto, personaggio preferito? 😎 Sono curiosa. . . Io ammetto che la lotta è difficile, ma per quanto Rent abbia lati affascinanti, Sick Boy vince, quello stronzo infame! . . #LArtistaDelColtello #IrvineWelsh #Guanda #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


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sabato 26 gennaio 2019

Arriva oggi la mia tappa del blog tour dedicati al nuovo thriller edito da Rizzoli:"L'Uomo Delle Castagne". Vi parlerò dei luoghi in cui è ambientato il romanzo... Ovviamente non tutti o vi rovinerei la lettura 😉 L'autore è stato piuttosto fedele alla realtà poiché ha scelto la Danimarca e moltissimi luoghi si riescono a ritrovare sulla mappa. Per saperne di più, andate sul blog (e se vi siete persi le tappe precedenti, ci sono i vari link alla fine, così potete recuperare 😊) . . Curiosi?? . . #LUomoDelleCastagne #SorenSveistrup #Rizzoli #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


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Blogtour: L'Uomo Delle Castagne - In Tour Fra I Luoghi De "L'Uomo Delle Castagne"





Ciao a tutti e benvenuti in quest'ultima tappa di questo Blogtour in cui vi stiamo parlando del nuovo thriller, edito Rizzoli: L'uomo delle Castagne. Prima di avventurarci nei luoghi in cui si svolge la storia, facciamo un passo indietro riguardo la trama del romanzo:

 
 
 
Danimarca, 31 ottobre 1989. Marius Larsen è un poliziotto ormai alla soglia della pensione, suo malgrado. Mentre guida attraverso il bosco, ormai tinto dei colori autunnali, pensa a un modo efficace per dire a sua moglie che non è pronto a cambiare vita. Che morirebbe solo all'idea di trascorrere le giornate sempre allo stesso modo. Immerso ancora nelle sue riflessioni, Marius giunge alla fattoria del vecchio Orum, deve ammonirlo di tenere a bada i suoi animali, che sconfinano sempre oltre gli steccati della proprietà. Il luogo, però, è immerso nel silenzio e quando il poliziotto varca la soglia di casa quel che trova è oltre ogni immaginazione. Al di là di ogni spaventoso presagio.





Ci troviamo, appunto, in Danimarca, più precisamente la storia sarà ambientata spesso a Copenaghen. Non credo ci sia invenzione da parte dell'autore, infatti sono riuscita a trovare tanti luoghi citati nel romanzo.
Già chiedo scusa per le cartine, ho dovuto usare Google Maps per individuare nello specifico le ambientazioni, che spero riescano a darvi un'idea più precisa dei luoghi nei quali si svolge la faccenda. Alcuni, non tutti, o vi rovinerei la lettura!

La storia inizia in una piccola fattoria sperduta in mezzo al niente, di cui non ci verrà data ubicazione precisa fino alla fine di tutto. Quindi, mi spiace, ma gli daremo solo una breve sbirciata:
Normalmente lo avrebbe scocciato, dover fare tutto il tragitto lungo i campi e attraverso il bosco fino alla fattoria di Orum solo per dirgli di badare meglio alle sue bestie. Già parecchie volte in passato maiali o mucche avevano superato la recinsione, vagando per i campi del vicino [...]
Quando arriva il cortile è silenzioso. Scende e chiude lo sportello, e si rende subito conto che è passato tanto tempo dall'ultima volta che è stato lì. La grande fattoria appare trascurata, le finestre della stalla hanno i vetri rotti, l'intonaco sui muri della casa è scrostato e l'altalena abbandonata nell'erba alta sembra quasi ostaggio dei grossi castagni he circondano l'edificio. La ghiaia del cortielè disseminata di foglie e di castagne che scricchiolano sotto i sui passi mentre si dirige verso la porta.



Avremo pochi punti di riferimento, uno dei quali è il quartiere di Husum, dove viveva la prima vittima su cui si trovano ad indagare Thulin e Hess: un posto tranquillo, bello, per famiglie del ceto medio.



La casa è una costruzione bianca di architettura funzionalista, col garage. Si trova al centro di un quartiere residenziale a Husum, con le siepi di ligustro e le casette della posta tutte in fila sulle strada. E' qui che si trasferisce il ceto medio quando la famiglia diventa una realtà, e se le finanze lo permettono. Molta sicurezza e cordoli alti, così la velocità è tenuta sotto i trenta all'ora. Trampolini elastici in giardino e reti di gessetti sull'asfalto bagnato.

Le due figure più particolari ed importanti sono sicuramente il Parlamento, che si trova a Christiansborg:

"Il Palazzo di Christiansborg si trova sull'isola di Slotsholmen (l'isola del castello) nel centro di Copenaghen. Al suo interno si svolgono i lavori del Parlamento danese (Folketinget), vi hanno sede l'ufficio del Primo Ministro e la Corte Suprema Danese. Inoltre vi si tengono le attività ufficiali della Regina - tra cui le udienze pubbliche e i ricevimenti dei capi di stato" (da internet)

L'atrio di Christiansborg è pieno di visitatori, con diverse guide entusiaste che indicano il soffitto e i quadri dei primi ministri che si sono succeduti negli anni. Rosa ha notato i bus turistici e la fila davanti ai controlli si sicurezza quando è arrivata stamattina, e anche se personalmente è per una "democrazia aperta", solca la folla con espressione tesa, diretta verso l'uscita per andare al ministero.


La seconda è l'ospedale, principalmente sono due quelli citati: il Rigshospitalet - Glostrup e il Rigshospitalet, ovvero l'ospedale più grande di tutta la Danimarca (nella foto accanto).
Importanti in maniere diverse, li troveremo durante il romanzo, ma non posso(/voglio) anticiparvi di più, perché è un frammento interessante della narrazione.

 
Per quanto riguarda la Stazione di Polizia, viene solo accennato che il nuovo quartier generale della scientifica si trova a nordovest; le autopsie vengono effettuate presso un edificio fra Nørrebro e Østerbro (che presumo sia sempre il Rigshospitalet). Ma nomi non mi pare comparissero per dare un punto fisso a quel luogo.


L'edificio quadrangolare con l'annessa cappella sorge sulla trafficata strada di collegamento tra i quartieri di Nørrebro e Østerbro. Di solito, non lontano dall'ingresso c'è movimento. Macchine e passanti indaffarati, e solo poco più in là si sentono le voci dei parchi giochi e delle piste di skateboard di Faelledpark. Ma dentro il lungo edificio, con le quattro sale sterili per le autopsie e i frigoriferi nel sotterraneo, è impossibile non pensare alla morte e alla fugacità delle cose.
[...]
Il nuovo quartier generale della Scientifica è a forma di cubo, nella zona nordovest della città. E' cominciato a imbrunire, fuori, nel parcheggio accanto alle betulle, ma nei laboratori sopra il grande garage si lavora ancora a pieno ritmo.

Riguardo i nostri protagonisti ed investigatori principali della vicenda.
Viene dato qualche accenno a dove vive Thulin con la figlia, ma non proprio un luogo o una descrizione precisa:
Dal quarto piano, di solito vede i tetti e le torri della città, quasi fino ai laghi. Ma da circa un mese, l'impalcatura montata sul palazzo di fronte le fa da schermo. Quando il vento è forte, come stasera, i teloni sbattono e lo scheletro di  ferro cigola come se fosse sul funto di crollare. Però...quella che sta guardando adesso è una sagoma umana.

Ci viene invece raccontato qualcosa in più sull'appartamento di Hess, che lascia sempre in affitto (quando viene preso in considerazione), ma che ora si trova costretto ad usare personalmente:
Odinparken, all'estrema periferia del quartiere di Nørrebro, non ha molti abitanti bianchi perchò un danese, quando compare, si nota. [...] Hess sale al terzo piano della scala esterna e percorre il ballatoio ino all'ultimo appartamento. Davanti alle altre porte ci sono sacchetti della spazzatura, biciclette e cianfrusaglie, e da una finestra socchiusa le voci arabe che filtrano insieme a profumo esotici e di spezie gli ricordano il quartiere tunisino di Parigi. Davanti all'ultima porta, il 37C, ci sono un vecchio tavolo da giardino roso  dalle intemperie e una sedia di plastica malferma. Hess si ferma e tira fuori la chiave.

Questi solo alcuni dei vari luoghi in cui si svolge questa caccia al killer, ci saranno anche descrizioni frammentate ed inserite in altri contesti che ho preferito evitare di mettere.
Lo so, lo so, i nomi sono particolari e possono spaventare ad un primo impatto, ma tranquilli che si riesce a leggere senza mappa accanto.
Anzi! Spero che con queste poche indicazioni il tutto scorra più rapido e che abbiate un'idea mentale dei vari luoghi più chiara in mente. Poi, la fantasia farà il resto e riuscirete a immaginare per bene tutta la storia e i vari luoghi descritti.

Non dimenticate di passare per le tappe (passate) durante le quali vi hanno parlato del libro!




22/01 Presentazione del thriller
- Diario di un sogno
23/01 Chi è Soren Sveistrup?
- A spasso coi libri
24/01 Intervista al pool di indagine
- Esmeralda viaggi e libri
25/01 Identikit del serial killer
- Les fleurs du mal
26/01 In tour fra i luoghi de "L’uomo delle castagne"

- Viaggiatrice Pigra

venerdì 25 gennaio 2019

L'ho ascoltato su Audible per circa metà del romanzo perché avevo altre letture e questo mi permetteva di iniziarlo potendo fare altro, ma alla fin fine l'ho preso in mano e l'ho chiuso in poche ore perchè non ne potevo più. Sono 300 paginette scarse di poco e niente.  Una trama troppo forzata, con aggiunte che non danno niente alla storia, anzi la rendono insopportabile e fastidiosa; personaggi stereotipati;...insomma, come ho già detto, non capisco dove stia questo capolavoro. . . È un peccato e mi dispiace che chi mi ha regalato questo libro, con le migliori intenzioni, mi veda distruggerlo perché non hai incontrato il mio gusto personale. Però non ci posso fare niente, questo ho provato e io dico sinceramente nero su bianco ciò che penso. Ammetto di essere stata curiosa quando è uscito, ma tutta questa pubblicità mi metteva la pulce nell'orecchio: o davvero bello o tremendamente brutto. Purtroppo ho notato che funziona così, ne fanno tanta voce ma poi il pubblico si divide nettamente. Ed in questo caso sto con i no. (continua sul blog) . . . Eh già, questo libro proprio non mi è andato giù e (in un bel pippone 😅) vi racconto come mai, sempre Spoiler free tranquilli! Da come ho notato o lo si ama o lo si odia, vie di mezzo sono rare. Un peccato perché l'idea di fondo era carina ma (a mio parere) sviluppata proprio male. . . Chi lo ha già letto, ditemi: concordate con me oppure vi è piaciuto molto? 😊 . #EleanorOliphantStaBenissimo #GailHoneyman #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


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Opinione: Eleanor Oliphant sta benissimo, di Gail Honeyman


Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent'anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient'altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D'improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °
 
Sinceramente non capisco tutto questo successo che ha avuto.
Una lettura che sicuramente scorre abbastanza bene e la protagonista permette di immedesimarci nelle varie situazioni che affronta, nonostante lei sia "particolare". Però ad affermare che il più bel libro, "un caso editoriale eccezionale",...proprio no!

Un po' si spiace perché mi è stato regalato per Natale e immagino che l'idea di fondo fosse buona, che ispirati la tutte queste critiche così positive pensavano che lo avrai, non dico adorato, ma almeno che mi sarebbe piaciuto.

La storia è abbastanza semplice, se vogliamo: questa ragazza che ormai è vicina ai 30 anni ha sempre passato la sua vita lasciando il mondo fuori, pensando a se stessa e dicendosi che stava bene, nonostante fosse evidente per chiunque che fosse solo qualcosa che lei si era ripetuta così tanto da crederlo vero, quando a conti fatti lei non sta bene.
Non è una persona normale, ha tanti problemi che nasconde (o tenta di nascondere perchè fin troppo spesso se ne esce con certe frasi che lasciano completamente spiazzato l'altro interlocutore).

Lei vive in un mondo tutto suo e noi fatichiamo durante il romanzo a capire il perché, da dove è nato tutto questo, per riuscire in patteggiare meglio con lei, perché prima metà del romanzo è una palla allucinante.
Io l'ho detestata tantissimo!
Sappiamo benissimo che non è una persona normale, che ha passato qualcosa nell'infanzia che l'ha segnata, ma questa intuizione del lettore non basta e senza sapere bene cosa abbia vissuto, il resto risulta esagerato e non capiamo come diavolo sia arrivata a 30 anni senza un briciolo di empatia o comunque una sorta di esistenza sociale. Zero. Ci verrà detto a briciole che è vive da sola da quando non era nemmeno maggiorenne, che prima è passata per alcune case famiglia,...stop.
Solo nel finale ci verrà raccontato il "cosa è successo", tutto racchiuso in pochissime pagine che non riescono a colmare minimamente tutte le domande che ci si pone.
Viene lasciata abbozzata come personaggio, cosa molto fastidiosa.

Mi ha ricordato "vagamente" il telefilm "Big Bang Theory" in particolare il personaggio di Sheldon,  una persona estremamente intelligente ma sul sociale totalmente inadeguato; lentamente durante tutte le puntate inizierà a capire tutte le convenzioni sociali e a crescere anche lui diventando sempre più “umano”. Ma resta decisamente più caratterizzato e ben descritto, nonostante le varie ironie e battute che si susseguono (è una serie comica alla fin fine).

In ogni caso lei non è mai cambiata ne ha mai voluto farlo per tutta la sua vita da "adulta".
Non ha una televisione, non ha un computer, non ha un cellulare. Non si taglia mai i capelli, non si trucca, non cambia i vestiti (ha sempre i soliti a rotazione per il lavoro e stop)...cioè, davvero?
Ed è comunque seguita da assistenti sociali che non fanno niente per cambiare la sua situazione.
Qui mi pare un po' assurdo. Si presuppone sia una persona con problemi ma quando andiamo al nocciolo (le ultime pagine) tutto ciò non basta a spiegare questa vita. Mancano davvero troppi pezzi.
L'autrice voleva parlare di solitudine, ma qui ha cannato, perché è qualcosa in cui tutti  ci riconosciamo (e quindi la scelta possibile per il o la protagonist@ era decisamente varia), mettendo qualcuno di così particolare deve reggere tutto ciò che la circonda, altrimenti il castello crolla.

Vorrei sorvolare sul cliché ovvero che la sua vita cambia dal giorno in cui conosce (toh!) un nuovo collega che si occupa di informatica, Rymond: una persona fin troppo gentile che non si capisce come mai si appiccichi ad Eleanor volendola a tutti i costi come amica (mi spiace, ma è così, le tenta tutte per restare nella sua vita quando lei non fa altro che trattarlo male e pensare ancora peggio); unito all'incontro "fortuito" con Sammy, un vecchietto che si trovano a soccorrere e che li trascinerà nella sua vita. Devo proprio dirvi che grazie a loro lei cambierà vita?
Non proprio "grazie a loro", perché Eleanor si infatua ad una prima occhiata e per riuscire a portare a termine il suo obiettivo (ovvero, agevolare il destino ed incontrare quest'anima gemella nuovamente in una veste migliore così da far scattare anche in lui l'amore) sfrutterà le nuove "amicizie" per fare pratica. Insieme ad altri aneddoti più ridicoli che altro, riguardo cambiamenti su se stessa.


Tutto sommato è scritto molto bene, è scorrevole e piacevole (più o meno), la storia è abbastanza originale, non del tutto perché comunque, sono letture già lette e c'è sempre qualcosa che già abbiamo sperimentato da qualche altra parte; non c'è niente di totalmente nuovo, fresco, originale, mai letto.

L'unico tarlo su cui gira tutto è la nostra curiosità per scoprire cosa le sia successo per renderla in questo stato di asocialità e solitudine che lei ha passato da quando ha iniziato a lavorare perché prima le fanno solo un piccolo accenno ma non si danno spiegazioni di alcun tipo.
Sembra che lei abbia voluto completamente dimenticare la sua infanzia ed (appunto) è solo nel finale che capiremo i motivi per tutto questo. Ma degli altri anni della sua vita nebbia totale. L'autrice ha inserito qualcosa di drammatico (random) per aggiungere pepe, ma non basta.


L'ho ascoltato su Audible per circa metà del romanzo perché avevo altre letture e questo mi permetteva di iniziarlo potendo fare altro, ma alla fin fine l'ho preso in mano e l'ho chiuso in poche ore perchè non ne potevo più. Sono 300 paginette scarse di poco e niente.
Una trama troppo forzata, con aggiunte che non danno niente alla storia, anzi la rendono insopportabile e fastidiosa; personaggi stereotipati;...insomma, come ho già detto, non capisco dove stia questo capolavoro.

È un peccato e mi dispiace che chi mi ha regalato questo libro, con le migliori intenzioni, mi veda distruggerlo perché non hai incontrato il mio gusto personale. Però non ci posso fare niente, questo ho provato e io dico sinceramente nero su bianco ciò che penso.
Ammetto di essere stata curiosa quando è uscito, ma tutta questa pubblicità mi metteva la pulce nell'orecchio: o davvero bello o tremendamente brutto. Purtroppo ho notato che funziona così, ne fanno tanta voce ma poi il pubblico si divide nettamente. Ed in questo caso sto con i no.

Di sicuro non lo sconsiglio perché penso che o lo si ami o lo si odi, dipende tutto dalla sensibilità personale e dai propri gusti in fatto di letture. Ma se vi aspettate come da recensioni famose il libro dell'anno la scoperta eccetera eccetera...può deludere tali aspettative, quindi tenetelo in conto.

mercoledì 23 gennaio 2019

Divertente, irriverente ed originale. Ok, forse non basta per convincervi a leggerlo. Per smuovere me ci è voluta la notizia della serie tv che uscirà fra pochi mesi, con protagonisti David Tennant nei panni di Crowley e Michael Sheen in quelli di Azraphael. Mi spiace, sono di parte e lo aspetto per Tennant che già ce lo vedo in quel ruolo. Ovviamente dopo aver letto il romanzo sono curiosissima di scoprirne l'adattamento. . . Si parla della fine del mondo, ovviamente....(continua sul Blog) . . . Eh si! Finalmente sono riuscita a scriverne un opinione, che spero vi incuriosisca sia sul romanzo che sull'adattamento. Per ora posso esprimermi solo sul primo, ma incrocio le dita che non venga fuori una serie inguardabile! 🙈 . Qualcuno curioso di vedere la trasposizione? O di leggere prima il romanzo? 😉 . . #BuonaApocalisseATutti #TerryPratchett #NeilGaiman #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


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Opinione: Buona Apocalisse a tutti!, di Terry Pratchett e Neil Gaiman



Sulla base delle Profezie di Agnes Nutter, Strega (messe per iscritto nel 1655 prima che Agnes facesse saltare in aria tutto il villaggio riunito per godersi il suo rogo), il mondo finirà di sabato. Sabato prossimo, per essere proprio precisi. È per questo motivo che le temibili armate del Bene e del Male si stanno ammassando, che i Quattro Motociclisti dell'Apocalisse stanno scaldando i loro poderosissimi motori e sono pronti a lanciarsi per strada, e che gli ultimi due scopritori di streghe si preparano a combattere la battaglia finale, armati di istruzioni clamorosamente antiquate e di innocue spillette. Atlantide sta emergendo, piovono rane dal cielo. Gli animi si surriscaldano... Bene bene. Tutto sembra proprio andare secondo il Piano Divino. Non fosse che un angelo un filo pignolo (ma giusto un filo, per carità) e un demone che apprezza la bella vita - ciascuno dei quali ha passato tra i mortali sulla Terra parecchi millenni e si è, come dire?, affezionato a usi e costumi umani - non fanno esattamente salti di gioia davanti alla prospettiva dell'incombente catastrofe cosmica. E allora, se quei due (Crowley e Azraphel) vogliono che quanto profetizzato non si compia, devono mettersi al lavoro subito per scovare e uccidere l'Anticristo (mica una bella cosa, visto che è un ragazzino simpaticissimo). Ma c'è un piccolo problema: sembra proprio che qualcuno lo abbia scambiato con qualcun altro...

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Divertente, irriverente ed originale. Ok, forse non basta per convincervi a leggerlo.
Per smuovere me ci è voluta la notizia della serie tv che uscirà fra pochi mesi, con protagonisti David Tennant nei panni di Crowley e Michael Sheen in quelli di Azraphael. Mi spiace, sono di parte e lo aspetto per Tennant che già ce lo vedo in quel ruolo.
Ovviamente dopo aver letto il romanzo sono curiosissima di scoprirne l'adattamento.

Si parla della fine del mondo, ovviamente. Finalmente è alle porte ma ne Crowley ne Azraphael la vogliono vedere. Amici fin dalla creazione del Paradiso Terrestre, nonostante dovrebbero essere nemici (il primo un demone ed il secondo un angelo) si trovano bene sulla Terra e non vogliono ritornare a combattere per qualcosa di così futile e senza effettivi vincitori.
E per fermare tutto ciò iniziato una decina di anni prima, dovranno trovare ed uccidere l'Anticristo, che è un ragazzino cresciuto per sbaglio (un errore di alcune Suore Sataniste quando nacque...eh si!) in una famiglia amorevole e con amici simpatici, impreparato a cosa gli possa riservare il futuro ma con un carattere forte e deciso.

Non potevano mancare i Quattro Cavalieri dell'Apocalisse (con una new entry) a cui un simpatico fattorino consegna il messaggio di riunirsi che la fine è vicina. Angeli e Demoni, che tornano sulla Terra per prepararsi alla battaglia ed anche la discendente di una strega che predisse tutto questo (e molto di più!) circa 500 anni prima, che si ritrova insieme ad un giovane cacciatore di streghe.

Insomma, tantissime le pedine su questa scacchiera dove sta per giocarsi l'ultima partita. Riusciranno Crowley e Azraphael a fermare tutto e poter continuare a vivere felici e contenti? Oppure il piano non si può più fermare?

Una lettura a tratti incasinata per i vari nomi che fanno capolino, a cui spesso ci vuole un attimo per capire che ruolo hanno in tutto ciò; ma in generale davvero ben fatta, ricca di fantasia, humor e che regala ore di relax, nonostante sia quasi la fine di tutto.
Attendo la serie con impazienza e spero non incasinino la trama!
Dategli una lettura nel frattempo, così vi preparate.

martedì 22 gennaio 2019

Da quando ho chiuso l'ultimo volume non avrei mai pensato di poter ritornare (se non tramite una rilettura) in questo mondo fantasy così originale, dai personaggi interessanti e che hanno fatto parte della mia adolescenza. Eppure, quando mi è capitato di vedere la copertina e scoprire questa novità in arrivo a breve nelle librerie, sono scoppiata di gioia! (Continua sul blog) . . Se avete visto le mie stories, avrete notato l'evento che è stato fatto durante la giornata per questa nuova uscita: un Review Party dove vi abbiamo dato le nostre impressioni sul romanzo e dove è chiarissima una cosa, quel mondo ci è mancato davvero tanto! . Se non lo avete ancora fatto è siete curiosi, correte a rimediare passando a leggere le varie recensioni 😉 . . #LaForchettaLaStregaEIlDrago #Eragon #Eldest #Brisingr #Inheritance #CicloDellEredità #ChristopherPaolini #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


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Opinione: Chiamami col tuo nome, di André Aciman


Vent’anni fa, un’estate in Riviera. Una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un brillante professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, Elio aspetta come ogni anno «l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura»: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, subito conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti, quasi sfacciati. Anche Elio ne è irretito. I due ragazzi condividono conversazioni appassionate su libri e film, discussioni sulle loro comuni origini ebraiche, e poi nuotate mattutine, partite a tennis, corse in bici e passeggiate in paese. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, fatto di ossessione e paura, di scaltra dissimulazione e slanci ingenui, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. La scoperta di quei giorni estivi e sospesi in Riviera e di un’afosa notte romana è quella, irripetibile, di un’intimità totale, assoluta. Perché l’intensità, la forza di quell’esperienza, l’autenticità di quei sentimenti sono destinate a rimanere insuperate. Chiamami col tuo nome è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una lunga lettera d’amore, un’invocazione, una domanda che resta aperta per gli anni a venire, finché Elio e Oliver si ritroveranno, un giorno, a cercare parole per dire l’indicibile, per confessare, prima di tutto a se stessi, che «questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta».

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Lettura che ho scoperto grazie al Gdl "Rete Contro La Paura" organizzato da @madamepalomar (la trovate su IG). Ed è anche stato il primo libro che ho ascoltato tramite Audible, anche se neanche metà perché come lettura era lento e non lo avrei mai finito se aspettavo quella tempistica.

Una storia che si presenta fresca, frizzante e interessante. Siamo in Riviera, circa vent'anni fa, in un'estate fra tante, durante le quali la famiglia di Elio ospita uno studente ogni anno. E in questo anno Elio incontrerà Oliver e ne rimarrà affascinato profondamente. Un desiderio molto forte e profondo, che si muove fra la paura di essere troppo piccolo, troppo banale, troppo ridicolo, e la voglia di buttarsi e sperimentare questo sentimento che sta provando.
Oliver appare inizialmente quasi snob, trattando Elio da ragazzino, e comportandosi a volte in maniera sgarbata. Elio va a pagine! Alle volte è spigliato, poi giri pagina e si mette a fare i capricci, poi magari si arrabbia e vuole mandare a quel paese Oliver, per poi nel paragrafo dopo strisciargli ai piedi. Spesso insopportabile, ma permette attraverso questi periodi di immedesimarci e ricordare come sono state le prime cotte, i primi amori, le prime volte in cui non si sapeva nemmeno cosa fare, ne se farlo!

Questo per buona parte di metà romanzo, fino alla svolta, quando lentamente Elio prende coraggio ed inizia a farsi avanti, provando a manifestare e far capire cosa provi e cosa voglia a Oliver, che continua a tenerlo distante, spesso per proteggerlo.

Un infatuazione che colpisce forte e chiara, nonostante sia un tema che non viene affrontato così apertamente, la bisessualità. Perché Elio è attratto anche dalle donne e durante il romanzo si divertirà parecchio, ma questa fissazione, questo desiderio per Oliver non riuscirà proprio a farlo andare via.

Un grande peccato che il tutto poi abbia un declino terribile dopo metà romanzo. L'ultimo terzo del libro diventa lungo, noioso, ricco di dettagli inutili. Sembra un insieme di cose per riempire lo spazio e si passa da un analisi di sentimenti, emozioni, paure e dubbi, a pura descrizione di alcuni giorni, senza troppa introspezione. Per non parlare degli ultimi capitoli, che non riesco proprio a capirne il senso. Staccano con tutto e si poteva concludere molto prima. Ok, avrebbe lasciato in sospeso la storia, ma meglio così della fine che gli è stata data.

Un grande NI, perché regala spunti interessanti, ma spesso si perde e rende odiosi i vari personaggi.
A voi se vi ispira leggerlo buttarvi o meno, io non lo sconsiglio.

Review Party: La forchetta, la strega e il drago. Racconti da Alagaësia, di Christopher Paolini

 
 
Ciao a tutti e Benvenuti in questa tappa del Review Party in cui vi parleremo dell'ultimo lavoro di Christopher Paolini. Non sapete chi sia? Male, male.
E' un autore che giovanissimo ha esordito nel 2003 con "Eragon", il primo volume di una trilogia poi diventata "Il Ciclo Dell'Eredità" .
Se pensate al film (omonimo), cancellate immediatamente quell'immagine dalla mente! Sono totalmente diversi e con la pellicola hanno fatto uno scempio assurdo.

Sono seguiti: Eldest (2005), Brisingr (2008) e Inheritance (2011). Si pensava fosse tutto finito, ed invece, cogliendo i fan a sorpresa, è uscito questo volume che raccoglie tre storie che ci riporteranno a riscoprire la magia di quei luoghi e ritrovare personaggi amati.

Se non avete letto niente di suo, sconsiglio di incominciare con questo romanzo. Capireste pochissimo o niente. Ma potreste fare un pensierino per leggere la serie, davvero bella e scorrevole...Ok, ora torniamo a noi e vediamo per prima cosa la trama:

È passato un anno da quando Eragon ha lasciato Alagaësia in cerca del luogo perfetto in cui addestrare una nuova generazione di Cavalieri dei Draghi. È alle prese con una lista lunghissima di compiti e doveri: costruire una fortezza a misura di drago, discutere con i fornitori, vegliare le uova dei futuri draghi e tenere a bada i belligeranti Urgali e gli altezzosi Elfi. Poi una visione degli Eldunarí, una visita inaspettata e un'appassionante leggenda degli Urgali gli offrono la distrazione di cui ha tanto bisogno e gli mostrano le cose sotto un'altra prospettiva... Tre storie inedite ambientate ad Alagaësia, un assaggio della nuova vita di Eragon e un estratto dalle memorie di Angela l'erborista - di cui è autrice Angela Paolini, che ha ispirato il personaggio della strega - per tornare a immergersi nell'affascinante e antico mondo del Ciclo dell'Eredità.




Ricordo ancora quando mi sono imbattuta in Eragon, saranno passati un 15 anni da quel giorno, eppure mi ricordo che ero al mare con i miei genitori e mio fratello, che ero entrata in una libreria per cercare qualcosa da leggere ed ero stata immediatamente catturata da questa copertina blu con enorme muso di drago...non potevo resistere! Era qualcosa che mi chiamava con troppa forza e curiosità...
Questo il mio primo casuale incontro con Paolini, che si è protratto fino all'estenuante attesa di ogni capitolo della serie, fino alla sua conclusione.

Da quando ho chiuso l'ultimo volume non avrei mai pensato di poter ritornare (se non tramite una rilettura) in questo mondo fantasy così originale, dai personaggi interessanti e che hanno fatto parte della mia adolescenza. Eppure, quando mi è capitato di vedere la copertina e scoprire questa novità in arrivo a breve nelle librerie, sono scoppiata di gioia!
Insieme alla paura, ovviamente. E' stata una serie piuttosto importante e che mi riporta alla mente parecchi ricordi di quanto ero una ragazzina, quindi la prospettiva di racconti poteva anche voler dire una semplice trovata commerciale che avrebbe rovinato parte di ciò che adoravo.
Per fortuna non è stato così.

Sono stata davvero fortunata e ringrazio di essere entrata in questo Review Party che mi ha permesso di leggere in anteprima questo libro, ritrovandomi un po' sperduta per via del poco che ricordavo sulla serie (ma Wikipedia aiuta a rinfrescare abbastanza ed in fretta), ma dopo poche pagine sono stata completamente assorbita dal tutto e mi sono goduta questi tre racconti che rappresentano un piccolo spaccato di ciò che sta accadendo in quel luogo, ai personaggi a cui eravamo molto legati, che sono stati costretti a compiere scelte spesso non piacevoli e che ritroveremo, scoprendo cosa gli è successo dopo un anno dagli eventi di Inheritance.
Da come si presentano sembra che tutto questo non sia proprio finito e che ci siano ancora molte altre storie da raccontare, magari una nuova avventura per tutti loro.
Niente è certo, ma incrocio le dita!

Il romanzo gira attorno ad Eragon, ovviamente è sempre stato il protagonista assoluto, nonostante abbiamo avuto altre voci che facevano capolino per rendere il tutto più allettante, e attraverso di lui passeranno queste storie. La prima attraverso una visione regalata dagli Eldunarí, la seconda grazie ad una visita inaspettata e la terza una leggenda raccontata dagli Urgali.
Non vi dirò chi saranno i protagonisti di questi racconti, ma vi accenno che il primo è stato quello che mi ha emozionato maggiormente, anche perché spinge ad essere curiosi e a porci domande su un possibile continuo di tutto questo.

Che altro dirvi senza spoilerare niente?
Se avete letto i precedenti libri, sapete che sono piuttosto scorrevoli, ricchi di avventura, l'autore non si perde in chiacchiere inutili o descrizioni superflue (uno stile che mi piace sempre leggere). Sorprese e colpi di scena, anche se vorremmo molto di più rispetto a quel poco che ci viene raccontato.
Siamo ingordi, ma siamo lettori e soprattutto fan!
Incrociamo le dita che ci sia altro in programma per il futuro e per ora anche solo questa visione è stata bella, facendoci sentire di essere ritornati in un luogo adorato.





Non dimenticate di passare anche dalle altre blogger che hanno partecipato a questo evento, per scoprire la loro opinione del romanzo e farvi incuriosire anche da loro riguardo a questa novità davvero piacevole.

sabato 19 gennaio 2019

Nicola Lombardi è stato il primo autore che ho letto della Dunwich (con il suo romanzo "La Cisterna") [...] Vederlo tornare a pubblicare mi ha messo estrema curiosità, poi dalla trama ed il titolo...non ho resistito e sono grata alla CE che mi ha permesso di leggerlo in anteprima, anche se non sono riuscita a scriverne un opinione per ieri (data di pubblicazione). . . E' diviso in molte parti che si muovono fra passato e "presente", permettendoci di intravedere cosa successe nel '71 ma tenendoci sulla corda perché quella storia si protrae frammentata durante altri capitoli, nei quali conosceremo i nostri protagonisti.... (Continua sul blog). . . Curiosi? 😉😉 . . #MadreNera #NicolaLombardi #Dunwich #DunwichEdizioni #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Madre Nera, di Nicola Lombardi


1971. Un paese di provincia viene sconvolto da uno straziante fatto di sangue. Leonina, in preda a un delirio mistico, rapisce da un asilo dodici bambini e li conduce in una desolata località appenninica. Là, nel cuore di un bosco, tenta di portare a compimento il suo folle progetto…
Oggi. Un professore di lettere, un pittore e due gemelle vengono convocati a un misterioso appuntamento, per incontrare e affrontare ancora una volta, dopo tanti anni, l’ombra della donna che ha stravolto le loro esistenze. Ma nulla è come appare. I fantasmi del passato riemergono in un vortice di incubi e ricordi, e solo chi saprà riconoscere il vero volto della propria ossessione potrà aspirare alla redenzione.
Una storia cupa e sanguinaria, in bilico sull’orlo degli abissi in cui custodiamo i segreti dell’anima, della coscienza, del cuore.

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Nicola Lombardi è stato il primo autore che ho letto della Dunwich (con il suo romanzo La Cisterna) e mi ha permesso di scoprire questa Casa Editrice incredibile, e le storie stupende che pubblica. Vederlo tornare a pubblicare mi ha messo estrema curiosità, poi dalla trama ed il titolo...non ho resistito e sono grata alla CE che mi ha permesso di leggerlo in anteprima, anche se non sono riuscita a scriverne un opinione per ieri (data di pubblicazione).

E' diviso in molte parti che si muovono fra passato e "presente", permettendoci di intravedere cosa successe nel '71 ma tenendoci sulla corda perché quella storia si protrae frammentata durante altri capitoli, nei quali conosceremo i nostri protagonisti, ovvero Andrea, un professore piuttosto deluso dalla vita che insegna lettere a Bologna; Daniele, un pittore, anche lui deluso da ciò che è diventata la sua arte pur di sopravvivere, e le due gemelle Gabriella e Greta, anche loro con uno spettro alle calcagna ed una vita di improvvisazione per andare avanti.
Quattro persone che da quel giorno non si erano più riviste, andando per strade diverse ed affrontando i loro demoni dell'infanzia in modi differenti ma senza ottenere grandi risultati.
Sarà tramite una mail che si riuniranno per cercare di esorcizzare ciò che successe e per trovare pace, ma niente è così facile e sarà solo l'inizio di un lungo viaggio.

Una storia interessante e che incuriosisce molto per l'uso del tempo per raccontarla, fermandosi spesso durante il passato non permettendo al lettore di soddisfare subito la sua curiosità su cosa accadde quella giornata del 1971. L'autore ha poi inserito diversi spezzoni della vita degli (ormai) adulti, per farci capire come le loro vite sono andate avanti portando con sé quel trauma infantile, che è rimasto dentro a coltivare tenebre. Ognuno in modo differente, ma sempre presente.

Ammetto che dalla premessa sono rimasta un po' delusa, mi aspettavo qualcosa di più raccapricciante e torbido...ma temo di essere io a pretendere troppo e farmi filmini mentali che poi cozzano con la realtà dei fatti; ciò che viene narrato può essere stato davvero raccapricciante per bambini dell'asilo che si sono trovati coinvolti in quella situazione ed aver lasciato cicatrici davvero profonde dentro di loro.

Una storia particolare, non propriamente da notti insonni, ma piacevole e molto scorrevole, che in poche ore si divora e chiudendola si rimane abbastanza soddisfatti. Solo abbastanza, perché sto ancora pensando al finale per capirlo appieno. Ma se mi seguite, sapete benissimo quanto io rompa sui finali e quanto sia incontentabile.
In breve: decisamente una bella lettura, se vi ispira la trama buttatevi!

venerdì 18 gennaio 2019

Opinone: Il curioso caso di Benjamin Button, di Francis Scott Fitzgerald


La vita scorre all'indietro, per Benjamin Button. In un giorno d'estate del 1860, per un inspiegabile scherzo del destino, lui nasce già vecchio: un uomo dell'apparente età di settant'anni, dentro una culla. E poi comincia a ringiovanire, muovendosi controcorrente rispetto alla Storia. Mentre la buona borghesia di Baltimora, a cui appartiene anche suo padre, osserva con un misto di meraviglia, imbarazzo e riprovazione. Un raffinato graphic novel, basato su quello che F. Scott Fitzgerald considerava il suo racconto più divertente. Lo stesso da cui David Fincher ha tratto il suo film interpretato da Brad Pitt e Cate Blanchett.


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Ennesimo libro divorato tramite Audiolibro.
Avevo visto velocemente il film che ne avevano tratto ed ero curiosa da un po' di leggerne la storia, per scoprire cosa si nascondesse dietro la pellicola (e confermo: il libro batte totalmente il film, nonostante siano profondamente diversi).
Sono rimasta incantata dalla storia che mi ha lasciato un dolore al petto, perché profondamente triste.

Fitzgerald è incredibile! Non ho idea di come gli sia potuto venire in mente questo breve ma intenso romanzo. Inizia tutto in una giornata qualsiasi, quando il signor Button corre all'ospedale dove la moglie sta partorendo il loro primogenito. Già dal primo istante il tutto è grottesco, poiché il dottore se la prende con lui e la moglie dicendo che non vuole più saperne nulla di loro, ma senza chiarire il problema. Sarà un'infermiera che, portandolo alla nursery, gli mostrerà suo figlio ed ovviamente lui pensa ad uno scherzo: nella culla c'era infatti un vecchietto, appena rivestito dalla coperta data a tutti gli altri neonati, con una barba lunga e bianca, come i capelli. Ma oltre a quello, lui gli parla, chiamandolo Babbo e dicendo che è suo figlio, che non ha alcuna colpa e che deve prendersi cura di lui. Button padre cercherà in tutti i modi di adeguarsi, ma ciò è spesso oltre la sua comprensione e cercando di cammuffarlo da bambino ottiene qualcosa di ancora più ridicolo, ma si impone. E' suo figlio e come tale verrà cresciuto, ed inoltre verrà trattato come un bambino, nonostante la sua mente sia molto diversa e già adulta rispetto ai "coetanei".

Sarà il tempo a mostrare loro che invece di invecchiare, Benjamin ringiovanisce e mano a mano che questo avviene, lui ed il padre si trovano sempre meglio insieme, riuscendo a costruire un rapporto migliore, nonostante gli inizi. Benjamin riuscirà a sposarsi ed avere un figlio, ma nemmeno la moglie riuscirà a perdonargli questa sua biologia così innaturale. Men che meno il figlio, che diventando più "grande" lo snobba e non gli presta minima attenzione.

Una storia che racconta la triste vita di questa povera creatura che ha avuto una vita al contrario, cercando di adattarsi ma non riuscendoci quasi mai, prendendosi alcune rivincite ma spesso finendo con l'essere vittima di soprusi, spesso familiari.
Un racconto breve ed intenso, triste, che lascia malinconia dopo la lettura.
Una storia originale e che prima o poi avrà posto nella mia libreria cartacea, perché davvero davvero bello. Dategli una chance.

giovedì 17 gennaio 2019

Opinione: Dracula, di Bram Stoker



Mi stava vicino, lo vedevo da sopra la spalla, ma nello specchio non si rifletteva! In Transilvania per concludere la vendita di una casa londinese al Conte Dracula, discendente di un'antichissima casata locale, il giovane agente immobiliare Jonathan Harker scopre che il suo cliente è una creatura di mistero e orrore... Dracula, archetipo delle infinite storie di vampiri narrate dalla letteratura e dal cinema, mette in scena l'eterna lotta tra il Bene e il Male, ma anche tra la ragione e l'istinto, tra le pulsioni più inconfessabili e il perbenismo non solo vittoriano. Una storia scaturita dall'inconscio ed entrata in tutti i nostri incubi.

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Ebbene si, anche questo era un classico che mi mancava assolutamente da leggere e che ho rimediato tramite Audiolibro, sempre grazie ad Audible.
Un personaggio cardine che ha dato vita ad un mondo di incubi e che ancora oggi è la base di tantissime storie, anche se spesso non dell'orrore.

Probabilmente tutti la conosciamo, più o meno, ma un classico di tale portata deve essere letto. Punto.
Apre la storia Jonathan Harker, mandato in Transilvania dal suo capo per chiudere un affare, ovvero comprare un'abitazione a Londra per il Conte Dracula. Fin da subito nel villaggio dove arriva la gente lo implora di tornare indietro, senza mai però rivelare cosa sia questo pericolo tanto temuto. Appaiono solamente degli sciocchi e superstiziosi, fino a quando Jonathan non arriva al castello ed in pochissimo tempo si rende conto di chi è il padrone di casa, ovvero un mostro che si nutre del sangue dei viventi.

Improvvisamente la narrazione si interrompe, staccando dalla Transilvania e portandoci a Londra, per conoscere gli altri protagonisti della vicenda: Mina (la fidanzata di Jonathan), la sua amica Lucy e John Sewart (direttore di un manicomio).
In breve, attraverso delle lettere e dei quotidiani, scopriamo chi siano e capiamo che il Conte è arrivato in Inghilterra.
Nel frattempo apprendiamo che Jonathan è fuggito dal castello e Mina va da lui, per soccorrerlo in quanto molto malato. Gli racconterà cosa è successo ed insieme torneranno a Londra, ma troppo tardi per salvare la sua amica, diventata preda del Conte.
Entra in scena un altro famoso personaggio, ovvero il professor Van Helsing che intuisce il problema, ma non riesce a salvare la giovane. Sarà dopo il ricongiungimento di tutti i personaggi che capiranno l'entità del problema e dovranno trovare un modo per sconfiggere questo demonio, prima che sia tardi.

Anche se lo conoscevo già (vagamente) è stato piacevole riscoprirne la storia originale, dove l'orrore si nasconde lasciando piccoli indizi ma senza mai rivelarsi, lasciando i personaggi increduli davanti a qualcosa che sembra apparso da un incubo; ammetto che porta bene i suoi anni e che doveva essere terrorizzante all'epoca delle prime pubblicazioni.
Devo proprio dirvelo che ve lo consiglio?

mercoledì 16 gennaio 2019

Opinione: Orgoglio e pregiudizio, di Jane Austen



Romanzi classici da leggere durante l'adolescenza, proposti in una nuova veste grafica. Elizabeth Bennet è carina, brillante, una perfetta ragazza da marito. Ma, a differenza delle sorelle e in barba ai consigli della madre, non smania per darsi in sposa al primo pretendente. Ha un sogno: vuole innamorarsi e una vera eresia per i suoi tempi - sposare l'uomo che ama. Non sembra cosa facile, ma quando si presenta alla porta di casa Bennet un nuovo interessante vicino, il giovane Mr Darcy, il più appare fatto. Lui è bello, intelligente, pieno di fascino, eppure le cose tra i due non riescono a ingranare e tra fraintendimenti, pettegolezzi, reciproche incomprensioni sembra proprio che Lizzy e Darcy non vogliano rassegnarsi ad ammettere quello che i loro cuori hanno già perfettamente capito.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Non mi vergogno ad ammettere che l'ho odiato davvero profondamente!
Ma questo molto tempo prima di finirlo, poiché non mi riusciva proprio a leggerlo senza crollare sopra il romanzo addormentata. Era troppo per me, una scrittura lenta, un romanzo romantico.
Proprio fuori dalle mie corde, non ero riuscita a raggiungere nemmeno la metà, nonostante alcuni vari tentativi.
Così, approfittando sempre di Audible, mi sono obbligata a ricominciarlo, sperando in questo caso di trovarlo più scorrevole e di riuscire (finalmente) a portarlo a conclusione.
Ci sono riuscita e mi è piaciuto molto, cosa che non avrei mai detto visti gli scarsi risultati precedenti.

Parla della famiglia Bennet, in particolare la figura al centro di tutto è Elizabeth (nonostante il narratore sia esterno), una giovane in età da marito che è intelligente e risoluta, e che non crede (come la madre) che basti un matrimonio per sistemare tutto. Difatti la signora Bennet vuole a tutti i costi maritarle tutte ( Jane, Elizabeth, Mary, Catherine e Lydia), così da potersi poi rilassare, sapendole tutte in buone mani; più un ossessione che una vera voglia di vederle felici nel matrimonio.

Sarà l'arrivo del signor Bingley ad iniziare la vicenda: un giovane scapolo che ha preso residenza nelle vicinanze della famiglia e la signora Bennet vuole assolutamente "accaparrarlo" per una delle figlie. Sarà durante un ballo dato dal nuovo arrivato che conosceranno anche il signor Darcy, il più caro amico del padrone di casa. Risulta subito evidente la differenza caratteriale dei due: Bennet è affabile e gentile, mentre Darcy si presenta quasi seccato da questi eventi e molto orgoglioso.

Il tutto sarà l'inizio di una lunga "avventura" che porterà Elizabeth e Darcy a scontrarsi più volte, rendendo sempre più chiari i loro caratteri, permettendo anche a quest'ultimo di rivelare com'è in realtà, cosa che non appare a degli incontri veloci e pubblici.
Una storia complessa e interessante da leggere, che mostra uno spaccato dove (eh si) le donne non avevano grande potere, ma quel poco se unito all'intelligenza poteva fare la differenza, come appunto fa la protagonista, imponendo la sua volontà.

Anche la sorella maggiore Jane, nonostante appaia meno, risulta un personaggio maturo; in opposizione alla madre fin troppo vanesia (e fastidiosa quando appare) e alle sorelle minori, soprattutto Lydia come scopriremo durante la lettura.
Non si capisce come mai le maggiori abbiano tutta questa differenza di modi e pensiero rispetto alle più giovani, ne come mai il padre, che solo alla fine se ne accorge, non abbia compreso prima questo fatto.

Un romanzo che ora posso capire come abbia potuto incantare così tanti lettori, regalando una storia che (come tanti altri classici) resterà immortale. Non credo mi unirò alla schiera di chi desidera un Darcy, ma adesso capisco perché intrighi tanto la sua figura; oltre quella di Elizabeth.
Nonostante la mia forte avversione iniziale, ammetto che mi è piaciuto molto e lo consiglio, perché merita di essere letto almeno una volta nella vita.

martedì 15 gennaio 2019

Una novità che si è aggiunta alla mia libreria grazie ad #Acciobooks (@thebooksrebellion), ed in particolare grazie alla gentilissima @missparanoia che lo ha scambiato, dandomelo in condizioni perfette, come nuovo 😍 . . Gli altro volumi che vedete accanto ve li mostro un altro giorno; manca un libro all'ordine e quando saranno completi farò una storia per parlarvene. Curiosi? 😊 . . #ComeUnIncantesimo #MaryEPercyShelleyNelGolfoDeiPoeti #CarlaSanguineti #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


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Sono stata davvero fortunata nell'imbattermi in un audiolibro particolare e davvero bello (LibriVivi), letto in modo corale da più persone che hanno reso il tutto scorrevole e davvero piacevole. Pochissimo ed ero dentro la storia, nonostante dovessi lavorare e fare altro. Una stupenda compagnia per qualche ora e un romanzo incredibile che ancora oggi riesce ad incantare il lettore che si trova catapultato in questa storia davvero originale. . Sappiamo tutti vagamente come si svolge, ma nei dettagli? Io no. E, come dicevo, sono stata sorpresa e felice di lasciarmi trasportare dalla vicenda che è una storia, dentro una storia, dentro una storia. Ognuna con delle sfumature ed un senso....(opinione completa sul blog) . . Per chi lo ha letto, cosa ne pensate? 😉 O chi non lo ha ancora mai iniziato, ha mai pensato di farlo? 😊 . . #Frankenstein #MaryShelley #Audible #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Frankenstein, di Mary Shelley



Nel 1816 Lord Byron, durante una sera tempestosa nella sua villa a Ginevra, propone ai suoi ospiti - Mary e Percy Shelley, e William Polidori - di scrivere, per gioco, cun racconto dell'orrore. Ricollegandosi al mito di Prometeo, Mary scriverà Frankenstein. Una storia che è un groviglio etico, un ragionamento profondo sull'origine della vita: l'angosciante storia di uno scienziato che conduce macabri esperimenti nel tentativo di restituire la vita ai cadaveri. Una favola terribile capace di imporsi con la forza delle immagini e la sua autonomia di mito universale. Uno sconvolgente racconto dell'orrore in cui il mostro è più umano del suo creatore. Introduzione di Nadia Fusini.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Mi sono lanciata su questo audiolibro come secondo libro da ascoltare. Come mai?
Per la brevità della narrazione, in primo luogo, ma anche perché ero molto curiosa di scoprire la storia dentro questo (ormai considerato da tutti) capolavoro. Lo avevo iniziato anni fa, lasciato in macchina per riempire gli spazi vuoti di attesa, eppure non mi aveva mai preso del tutto. Non mi aveva catturato abbastanza da prenderlo in mano e finirlo tutto d'un colpo.
Un grande peccato!

Sono stata davvero fortunata nell'imbattermi in un audiolibro particolare e davvero bello (LibriVivi), letto in modo corale da più persone che hanno reso il tutto scorrevole e davvero piacevole. Pochissimo ed ero dentro la storia, nonostante dovessi lavorare e fare altro.
Una stupenda compagnia per qualche ora e un romanzo incredibile che ancora oggi riesce ad incantare il lettore che si trova catapultato in questa storia davvero originale.

Sappiamo tutti vagamente come si svolge, ma nei dettagli? Io no. E, come dicevo, sono stata sorpresa e felice di lasciarmi trasportare dalla vicenda che è una storia, dentro una storia, dentro una storia.
Ognuna con delle sfumature ed un senso. Incomincia tutto da un giovane uomo ambizioso che vuole arrivare al Polo Nord, usando l'espediente delle lettere che scrive alla sorella per iniziare il racconto, ed in una giornata dove la nave è bloccata fra i ghiacci si imbatte in un uomo, il dottor Victor Frankenstein, che inizierà a narrargli la sua storia, partendo dalle sue origini, fino alle scuole che lo porteranno ad imparare la medicina e la chimica, cosa che lo porterà ad allargare il suo ego credendo di poter creare la vita, o qualcosa del genere. Infatti, profanando varie tombe, mette insieme una creatura e riesce a darle la vita ma quando ciò accade ne è terrorizzato e la abbandona.

Ma la creatura non ha abbandonato lui, seguendolo e dandogli il tormento negli anni, finché non si incontrano e gli racconta la sua di vita (aggiungendo un altra sotto storia al tutto), dal momento della sua "nascita" e l'abbandono, che lo portarono ad essere solo senza sapere come sopravvivere. L'odio gli cresce dentro rendendosi conto che nessuno potrebbe mai sopportarne la compagnia per la sua figura ripugnante. Un sentimento così forte che lo porta a mettere Frankenstein davanti ad un bivio: o esaudisce il suo unico desiderio, oppure gli rovinerà la vita fino al suo ultimo respiro.
Ovviamente continua, ma lascio a voi scoprire come.

Una storia di dolore e incomprensione, immortale e che merita ampliamente la sua fama.
Assolutamente da leggere o da ascoltare.

lunedì 14 gennaio 2019

Io ed i saggi facciamo a pugni, quindi potete immaginare la fatica che ho fatto a finirlo nonostante le poche pagine. Il fatto che fosse autobiografico e trattasse un problema di percezione mi ha sicuramente stimolato a finirlo. Come donne siamo bombardate da stereotipi assurdi continuamente, e "grasso è brutto" è sicuramente uno di quelli più forti, circondate costantemente dalle immagini di donne irreali, create grazie alla magia del computer. Avere il punto di vista di una donna fortemente obesa è interessante [....] Trovare vestiti, andare al cinema, mangiare in un ristorante, andare dal dottore, salire su una macchina, usare i mezzi pubblici,...[...] . [...] l'autrice si racconta e spiega che cosa è stato per lei vivere in un corpo che non sentiva propriamente suo... (Trovate la mia opinione completa sul blog) . . . Questa lettura fa parte del #GdlDonneDaLeggere creato da @julietinwonderland, che è andata dal 15 Dicembre fino ad oggi (ed è anche presente in @oursharedshelf). . Andate sul profilo di Giulia e se lo avete letto, fatevi sotto! 😉 Così si può discutere insieme . . #Fame RoxaneGay #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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