mercoledì 23 gennaio 2019

Opinione: Buona Apocalisse a tutti!, di Terry Pratchett e Neil Gaiman



Sulla base delle Profezie di Agnes Nutter, Strega (messe per iscritto nel 1655 prima che Agnes facesse saltare in aria tutto il villaggio riunito per godersi il suo rogo), il mondo finirà di sabato. Sabato prossimo, per essere proprio precisi. È per questo motivo che le temibili armate del Bene e del Male si stanno ammassando, che i Quattro Motociclisti dell'Apocalisse stanno scaldando i loro poderosissimi motori e sono pronti a lanciarsi per strada, e che gli ultimi due scopritori di streghe si preparano a combattere la battaglia finale, armati di istruzioni clamorosamente antiquate e di innocue spillette. Atlantide sta emergendo, piovono rane dal cielo. Gli animi si surriscaldano... Bene bene. Tutto sembra proprio andare secondo il Piano Divino. Non fosse che un angelo un filo pignolo (ma giusto un filo, per carità) e un demone che apprezza la bella vita - ciascuno dei quali ha passato tra i mortali sulla Terra parecchi millenni e si è, come dire?, affezionato a usi e costumi umani - non fanno esattamente salti di gioia davanti alla prospettiva dell'incombente catastrofe cosmica. E allora, se quei due (Crowley e Azraphel) vogliono che quanto profetizzato non si compia, devono mettersi al lavoro subito per scovare e uccidere l'Anticristo (mica una bella cosa, visto che è un ragazzino simpaticissimo). Ma c'è un piccolo problema: sembra proprio che qualcuno lo abbia scambiato con qualcun altro...

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Divertente, irriverente ed originale. Ok, forse non basta per convincervi a leggerlo.
Per smuovere me ci è voluta la notizia della serie tv che uscirà fra pochi mesi, con protagonisti David Tennant nei panni di Crowley e Michael Sheen in quelli di Azraphael. Mi spiace, sono di parte e lo aspetto per Tennant che già ce lo vedo in quel ruolo.
Ovviamente dopo aver letto il romanzo sono curiosissima di scoprirne l'adattamento.

Si parla della fine del mondo, ovviamente. Finalmente è alle porte ma ne Crowley ne Azraphael la vogliono vedere. Amici fin dalla creazione del Paradiso Terrestre, nonostante dovrebbero essere nemici (il primo un demone ed il secondo un angelo) si trovano bene sulla Terra e non vogliono ritornare a combattere per qualcosa di così futile e senza effettivi vincitori.
E per fermare tutto ciò iniziato una decina di anni prima, dovranno trovare ed uccidere l'Anticristo, che è un ragazzino cresciuto per sbaglio (un errore di alcune Suore Sataniste quando nacque...eh si!) in una famiglia amorevole e con amici simpatici, impreparato a cosa gli possa riservare il futuro ma con un carattere forte e deciso.

Non potevano mancare i Quattro Cavalieri dell'Apocalisse (con una new entry) a cui un simpatico fattorino consegna il messaggio di riunirsi che la fine è vicina. Angeli e Demoni, che tornano sulla Terra per prepararsi alla battaglia ed anche la discendente di una strega che predisse tutto questo (e molto di più!) circa 500 anni prima, che si ritrova insieme ad un giovane cacciatore di streghe.

Insomma, tantissime le pedine su questa scacchiera dove sta per giocarsi l'ultima partita. Riusciranno Crowley e Azraphael a fermare tutto e poter continuare a vivere felici e contenti? Oppure il piano non si può più fermare?

Una lettura a tratti incasinata per i vari nomi che fanno capolino, a cui spesso ci vuole un attimo per capire che ruolo hanno in tutto ciò; ma in generale davvero ben fatta, ricca di fantasia, humor e che regala ore di relax, nonostante sia quasi la fine di tutto.
Attendo la serie con impazienza e spero non incasinino la trama!
Dategli una lettura nel frattempo, così vi preparate.

martedì 22 gennaio 2019

Da quando ho chiuso l'ultimo volume non avrei mai pensato di poter ritornare (se non tramite una rilettura) in questo mondo fantasy così originale, dai personaggi interessanti e che hanno fatto parte della mia adolescenza. Eppure, quando mi è capitato di vedere la copertina e scoprire questa novità in arrivo a breve nelle librerie, sono scoppiata di gioia! (Continua sul blog) . . Se avete visto le mie stories, avrete notato l'evento che è stato fatto durante la giornata per questa nuova uscita: un Review Party dove vi abbiamo dato le nostre impressioni sul romanzo e dove è chiarissima una cosa, quel mondo ci è mancato davvero tanto! . Se non lo avete ancora fatto è siete curiosi, correte a rimediare passando a leggere le varie recensioni 😉 . . #LaForchettaLaStregaEIlDrago #Eragon #Eldest #Brisingr #Inheritance #CicloDellEredità #ChristopherPaolini #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


via IFTTT

Opinione: Chiamami col tuo nome, di André Aciman


Vent’anni fa, un’estate in Riviera. Una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un brillante professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, Elio aspetta come ogni anno «l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura»: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, subito conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti, quasi sfacciati. Anche Elio ne è irretito. I due ragazzi condividono conversazioni appassionate su libri e film, discussioni sulle loro comuni origini ebraiche, e poi nuotate mattutine, partite a tennis, corse in bici e passeggiate in paese. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, fatto di ossessione e paura, di scaltra dissimulazione e slanci ingenui, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. La scoperta di quei giorni estivi e sospesi in Riviera e di un’afosa notte romana è quella, irripetibile, di un’intimità totale, assoluta. Perché l’intensità, la forza di quell’esperienza, l’autenticità di quei sentimenti sono destinate a rimanere insuperate. Chiamami col tuo nome è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una lunga lettera d’amore, un’invocazione, una domanda che resta aperta per gli anni a venire, finché Elio e Oliver si ritroveranno, un giorno, a cercare parole per dire l’indicibile, per confessare, prima di tutto a se stessi, che «questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta».

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Lettura che ho scoperto grazie al Gdl "Rete Contro La Paura" organizzato da @madamepalomar (la trovate su IG). Ed è anche stato il primo libro che ho ascoltato tramite Audible, anche se neanche metà perché come lettura era lento e non lo avrei mai finito se aspettavo quella tempistica.

Una storia che si presenta fresca, frizzante e interessante. Siamo in Riviera, circa vent'anni fa, in un'estate fra tante, durante le quali la famiglia di Elio ospita uno studente ogni anno. E in questo anno Elio incontrerà Oliver e ne rimarrà affascinato profondamente. Un desiderio molto forte e profondo, che si muove fra la paura di essere troppo piccolo, troppo banale, troppo ridicolo, e la voglia di buttarsi e sperimentare questo sentimento che sta provando.
Oliver appare inizialmente quasi snob, trattando Elio da ragazzino, e comportandosi a volte in maniera sgarbata. Elio va a pagine! Alle volte è spigliato, poi giri pagina e si mette a fare i capricci, poi magari si arrabbia e vuole mandare a quel paese Oliver, per poi nel paragrafo dopo strisciargli ai piedi. Spesso insopportabile, ma permette attraverso questi periodi di immedesimarci e ricordare come sono state le prime cotte, i primi amori, le prime volte in cui non si sapeva nemmeno cosa fare, ne se farlo!

Questo per buona parte di metà romanzo, fino alla svolta, quando lentamente Elio prende coraggio ed inizia a farsi avanti, provando a manifestare e far capire cosa provi e cosa voglia a Oliver, che continua a tenerlo distante, spesso per proteggerlo.

Un infatuazione che colpisce forte e chiara, nonostante sia un tema che non viene affrontato così apertamente, la bisessualità. Perché Elio è attratto anche dalle donne e durante il romanzo si divertirà parecchio, ma questa fissazione, questo desiderio per Oliver non riuscirà proprio a farlo andare via.

Un grande peccato che il tutto poi abbia un declino terribile dopo metà romanzo. L'ultimo terzo del libro diventa lungo, noioso, ricco di dettagli inutili. Sembra un insieme di cose per riempire lo spazio e si passa da un analisi di sentimenti, emozioni, paure e dubbi, a pura descrizione di alcuni giorni, senza troppa introspezione. Per non parlare degli ultimi capitoli, che non riesco proprio a capirne il senso. Staccano con tutto e si poteva concludere molto prima. Ok, avrebbe lasciato in sospeso la storia, ma meglio così della fine che gli è stata data.

Un grande NI, perché regala spunti interessanti, ma spesso si perde e rende odiosi i vari personaggi.
A voi se vi ispira leggerlo buttarvi o meno, io non lo sconsiglio.

Review Party: La forchetta, la strega e il drago. Racconti da Alagaësia, di Christopher Paolini

 
 
Ciao a tutti e Benvenuti in questa tappa del Review Party in cui vi parleremo dell'ultimo lavoro di Christopher Paolini. Non sapete chi sia? Male, male.
E' un autore che giovanissimo ha esordito nel 2003 con "Eragon", il primo volume di una trilogia poi diventata "Il Ciclo Dell'Eredità" .
Se pensate al film (omonimo), cancellate immediatamente quell'immagine dalla mente! Sono totalmente diversi e con la pellicola hanno fatto uno scempio assurdo.

Sono seguiti: Eldest (2005), Brisingr (2008) e Inheritance (2011). Si pensava fosse tutto finito, ed invece, cogliendo i fan a sorpresa, è uscito questo volume che raccoglie tre storie che ci riporteranno a riscoprire la magia di quei luoghi e ritrovare personaggi amati.

Se non avete letto niente di suo, sconsiglio di incominciare con questo romanzo. Capireste pochissimo o niente. Ma potreste fare un pensierino per leggere la serie, davvero bella e scorrevole...Ok, ora torniamo a noi e vediamo per prima cosa la trama:

È passato un anno da quando Eragon ha lasciato Alagaësia in cerca del luogo perfetto in cui addestrare una nuova generazione di Cavalieri dei Draghi. È alle prese con una lista lunghissima di compiti e doveri: costruire una fortezza a misura di drago, discutere con i fornitori, vegliare le uova dei futuri draghi e tenere a bada i belligeranti Urgali e gli altezzosi Elfi. Poi una visione degli Eldunarí, una visita inaspettata e un'appassionante leggenda degli Urgali gli offrono la distrazione di cui ha tanto bisogno e gli mostrano le cose sotto un'altra prospettiva... Tre storie inedite ambientate ad Alagaësia, un assaggio della nuova vita di Eragon e un estratto dalle memorie di Angela l'erborista - di cui è autrice Angela Paolini, che ha ispirato il personaggio della strega - per tornare a immergersi nell'affascinante e antico mondo del Ciclo dell'Eredità.




Ricordo ancora quando mi sono imbattuta in Eragon, saranno passati un 15 anni da quel giorno, eppure mi ricordo che ero al mare con i miei genitori e mio fratello, che ero entrata in una libreria per cercare qualcosa da leggere ed ero stata immediatamente catturata da questa copertina blu con enorme muso di drago...non potevo resistere! Era qualcosa che mi chiamava con troppa forza e curiosità...
Questo il mio primo casuale incontro con Paolini, che si è protratto fino all'estenuante attesa di ogni capitolo della serie, fino alla sua conclusione.

Da quando ho chiuso l'ultimo volume non avrei mai pensato di poter ritornare (se non tramite una rilettura) in questo mondo fantasy così originale, dai personaggi interessanti e che hanno fatto parte della mia adolescenza. Eppure, quando mi è capitato di vedere la copertina e scoprire questa novità in arrivo a breve nelle librerie, sono scoppiata di gioia!
Insieme alla paura, ovviamente. E' stata una serie piuttosto importante e che mi riporta alla mente parecchi ricordi di quanto ero una ragazzina, quindi la prospettiva di racconti poteva anche voler dire una semplice trovata commerciale che avrebbe rovinato parte di ciò che adoravo.
Per fortuna non è stato così.

Sono stata davvero fortunata e ringrazio di essere entrata in questo Review Party che mi ha permesso di leggere in anteprima questo libro, ritrovandomi un po' sperduta per via del poco che ricordavo sulla serie (ma Wikipedia aiuta a rinfrescare abbastanza ed in fretta), ma dopo poche pagine sono stata completamente assorbita dal tutto e mi sono goduta questi tre racconti che rappresentano un piccolo spaccato di ciò che sta accadendo in quel luogo, ai personaggi a cui eravamo molto legati, che sono stati costretti a compiere scelte spesso non piacevoli e che ritroveremo, scoprendo cosa gli è successo dopo un anno dagli eventi di Inheritance.
Da come si presentano sembra che tutto questo non sia proprio finito e che ci siano ancora molte altre storie da raccontare, magari una nuova avventura per tutti loro.
Niente è certo, ma incrocio le dita!

Il romanzo gira attorno ad Eragon, ovviamente è sempre stato il protagonista assoluto, nonostante abbiamo avuto altre voci che facevano capolino per rendere il tutto più allettante, e attraverso di lui passeranno queste storie. La prima attraverso una visione regalata dagli Eldunarí, la seconda grazie ad una visita inaspettata e la terza una leggenda raccontata dagli Urgali.
Non vi dirò chi saranno i protagonisti di questi racconti, ma vi accenno che il primo è stato quello che mi ha emozionato maggiormente, anche perché spinge ad essere curiosi e a porci domande su un possibile continuo di tutto questo.

Che altro dirvi senza spoilerare niente?
Se avete letto i precedenti libri, sapete che sono piuttosto scorrevoli, ricchi di avventura, l'autore non si perde in chiacchiere inutili o descrizioni superflue (uno stile che mi piace sempre leggere). Sorprese e colpi di scena, anche se vorremmo molto di più rispetto a quel poco che ci viene raccontato.
Siamo ingordi, ma siamo lettori e soprattutto fan!
Incrociamo le dita che ci sia altro in programma per il futuro e per ora anche solo questa visione è stata bella, facendoci sentire di essere ritornati in un luogo adorato.





Non dimenticate di passare anche dalle altre blogger che hanno partecipato a questo evento, per scoprire la loro opinione del romanzo e farvi incuriosire anche da loro riguardo a questa novità davvero piacevole.

sabato 19 gennaio 2019

Nicola Lombardi è stato il primo autore che ho letto della Dunwich (con il suo romanzo "La Cisterna") [...] Vederlo tornare a pubblicare mi ha messo estrema curiosità, poi dalla trama ed il titolo...non ho resistito e sono grata alla CE che mi ha permesso di leggerlo in anteprima, anche se non sono riuscita a scriverne un opinione per ieri (data di pubblicazione). . . E' diviso in molte parti che si muovono fra passato e "presente", permettendoci di intravedere cosa successe nel '71 ma tenendoci sulla corda perché quella storia si protrae frammentata durante altri capitoli, nei quali conosceremo i nostri protagonisti.... (Continua sul blog). . . Curiosi? 😉😉 . . #MadreNera #NicolaLombardi #Dunwich #DunwichEdizioni #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


via IFTTT

Opinione: Madre Nera, di Nicola Lombardi


1971. Un paese di provincia viene sconvolto da uno straziante fatto di sangue. Leonina, in preda a un delirio mistico, rapisce da un asilo dodici bambini e li conduce in una desolata località appenninica. Là, nel cuore di un bosco, tenta di portare a compimento il suo folle progetto…
Oggi. Un professore di lettere, un pittore e due gemelle vengono convocati a un misterioso appuntamento, per incontrare e affrontare ancora una volta, dopo tanti anni, l’ombra della donna che ha stravolto le loro esistenze. Ma nulla è come appare. I fantasmi del passato riemergono in un vortice di incubi e ricordi, e solo chi saprà riconoscere il vero volto della propria ossessione potrà aspirare alla redenzione.
Una storia cupa e sanguinaria, in bilico sull’orlo degli abissi in cui custodiamo i segreti dell’anima, della coscienza, del cuore.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Nicola Lombardi è stato il primo autore che ho letto della Dunwich (con il suo romanzo La Cisterna) e mi ha permesso di scoprire questa Casa Editrice incredibile, e le storie stupende che pubblica. Vederlo tornare a pubblicare mi ha messo estrema curiosità, poi dalla trama ed il titolo...non ho resistito e sono grata alla CE che mi ha permesso di leggerlo in anteprima, anche se non sono riuscita a scriverne un opinione per ieri (data di pubblicazione).

E' diviso in molte parti che si muovono fra passato e "presente", permettendoci di intravedere cosa successe nel '71 ma tenendoci sulla corda perché quella storia si protrae frammentata durante altri capitoli, nei quali conosceremo i nostri protagonisti, ovvero Andrea, un professore piuttosto deluso dalla vita che insegna lettere a Bologna; Daniele, un pittore, anche lui deluso da ciò che è diventata la sua arte pur di sopravvivere, e le due gemelle Gabriella e Greta, anche loro con uno spettro alle calcagna ed una vita di improvvisazione per andare avanti.
Quattro persone che da quel giorno non si erano più riviste, andando per strade diverse ed affrontando i loro demoni dell'infanzia in modi differenti ma senza ottenere grandi risultati.
Sarà tramite una mail che si riuniranno per cercare di esorcizzare ciò che successe e per trovare pace, ma niente è così facile e sarà solo l'inizio di un lungo viaggio.

Una storia interessante e che incuriosisce molto per l'uso del tempo per raccontarla, fermandosi spesso durante il passato non permettendo al lettore di soddisfare subito la sua curiosità su cosa accadde quella giornata del 1971. L'autore ha poi inserito diversi spezzoni della vita degli (ormai) adulti, per farci capire come le loro vite sono andate avanti portando con sé quel trauma infantile, che è rimasto dentro a coltivare tenebre. Ognuno in modo differente, ma sempre presente.

Ammetto che dalla premessa sono rimasta un po' delusa, mi aspettavo qualcosa di più raccapricciante e torbido...ma temo di essere io a pretendere troppo e farmi filmini mentali che poi cozzano con la realtà dei fatti; ciò che viene narrato può essere stato davvero raccapricciante per bambini dell'asilo che si sono trovati coinvolti in quella situazione ed aver lasciato cicatrici davvero profonde dentro di loro.

Una storia particolare, non propriamente da notti insonni, ma piacevole e molto scorrevole, che in poche ore si divora e chiudendola si rimane abbastanza soddisfatti. Solo abbastanza, perché sto ancora pensando al finale per capirlo appieno. Ma se mi seguite, sapete benissimo quanto io rompa sui finali e quanto sia incontentabile.
In breve: decisamente una bella lettura, se vi ispira la trama buttatevi!

venerdì 18 gennaio 2019

Opinone: Il curioso caso di Benjamin Button, di Francis Scott Fitzgerald


La vita scorre all'indietro, per Benjamin Button. In un giorno d'estate del 1860, per un inspiegabile scherzo del destino, lui nasce già vecchio: un uomo dell'apparente età di settant'anni, dentro una culla. E poi comincia a ringiovanire, muovendosi controcorrente rispetto alla Storia. Mentre la buona borghesia di Baltimora, a cui appartiene anche suo padre, osserva con un misto di meraviglia, imbarazzo e riprovazione. Un raffinato graphic novel, basato su quello che F. Scott Fitzgerald considerava il suo racconto più divertente. Lo stesso da cui David Fincher ha tratto il suo film interpretato da Brad Pitt e Cate Blanchett.


° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Ennesimo libro divorato tramite Audiolibro.
Avevo visto velocemente il film che ne avevano tratto ed ero curiosa da un po' di leggerne la storia, per scoprire cosa si nascondesse dietro la pellicola (e confermo: il libro batte totalmente il film, nonostante siano profondamente diversi).
Sono rimasta incantata dalla storia che mi ha lasciato un dolore al petto, perché profondamente triste.

Fitzgerald è incredibile! Non ho idea di come gli sia potuto venire in mente questo breve ma intenso romanzo. Inizia tutto in una giornata qualsiasi, quando il signor Button corre all'ospedale dove la moglie sta partorendo il loro primogenito. Già dal primo istante il tutto è grottesco, poiché il dottore se la prende con lui e la moglie dicendo che non vuole più saperne nulla di loro, ma senza chiarire il problema. Sarà un'infermiera che, portandolo alla nursery, gli mostrerà suo figlio ed ovviamente lui pensa ad uno scherzo: nella culla c'era infatti un vecchietto, appena rivestito dalla coperta data a tutti gli altri neonati, con una barba lunga e bianca, come i capelli. Ma oltre a quello, lui gli parla, chiamandolo Babbo e dicendo che è suo figlio, che non ha alcuna colpa e che deve prendersi cura di lui. Button padre cercherà in tutti i modi di adeguarsi, ma ciò è spesso oltre la sua comprensione e cercando di cammuffarlo da bambino ottiene qualcosa di ancora più ridicolo, ma si impone. E' suo figlio e come tale verrà cresciuto, ed inoltre verrà trattato come un bambino, nonostante la sua mente sia molto diversa e già adulta rispetto ai "coetanei".

Sarà il tempo a mostrare loro che invece di invecchiare, Benjamin ringiovanisce e mano a mano che questo avviene, lui ed il padre si trovano sempre meglio insieme, riuscendo a costruire un rapporto migliore, nonostante gli inizi. Benjamin riuscirà a sposarsi ed avere un figlio, ma nemmeno la moglie riuscirà a perdonargli questa sua biologia così innaturale. Men che meno il figlio, che diventando più "grande" lo snobba e non gli presta minima attenzione.

Una storia che racconta la triste vita di questa povera creatura che ha avuto una vita al contrario, cercando di adattarsi ma non riuscendoci quasi mai, prendendosi alcune rivincite ma spesso finendo con l'essere vittima di soprusi, spesso familiari.
Un racconto breve ed intenso, triste, che lascia malinconia dopo la lettura.
Una storia originale e che prima o poi avrà posto nella mia libreria cartacea, perché davvero davvero bello. Dategli una chance.

giovedì 17 gennaio 2019

Opinione: Dracula, di Bram Stoker



Mi stava vicino, lo vedevo da sopra la spalla, ma nello specchio non si rifletteva! In Transilvania per concludere la vendita di una casa londinese al Conte Dracula, discendente di un'antichissima casata locale, il giovane agente immobiliare Jonathan Harker scopre che il suo cliente è una creatura di mistero e orrore... Dracula, archetipo delle infinite storie di vampiri narrate dalla letteratura e dal cinema, mette in scena l'eterna lotta tra il Bene e il Male, ma anche tra la ragione e l'istinto, tra le pulsioni più inconfessabili e il perbenismo non solo vittoriano. Una storia scaturita dall'inconscio ed entrata in tutti i nostri incubi.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Ebbene si, anche questo era un classico che mi mancava assolutamente da leggere e che ho rimediato tramite Audiolibro, sempre grazie ad Audible.
Un personaggio cardine che ha dato vita ad un mondo di incubi e che ancora oggi è la base di tantissime storie, anche se spesso non dell'orrore.

Probabilmente tutti la conosciamo, più o meno, ma un classico di tale portata deve essere letto. Punto.
Apre la storia Jonathan Harker, mandato in Transilvania dal suo capo per chiudere un affare, ovvero comprare un'abitazione a Londra per il Conte Dracula. Fin da subito nel villaggio dove arriva la gente lo implora di tornare indietro, senza mai però rivelare cosa sia questo pericolo tanto temuto. Appaiono solamente degli sciocchi e superstiziosi, fino a quando Jonathan non arriva al castello ed in pochissimo tempo si rende conto di chi è il padrone di casa, ovvero un mostro che si nutre del sangue dei viventi.

Improvvisamente la narrazione si interrompe, staccando dalla Transilvania e portandoci a Londra, per conoscere gli altri protagonisti della vicenda: Mina (la fidanzata di Jonathan), la sua amica Lucy e John Sewart (direttore di un manicomio).
In breve, attraverso delle lettere e dei quotidiani, scopriamo chi siano e capiamo che il Conte è arrivato in Inghilterra.
Nel frattempo apprendiamo che Jonathan è fuggito dal castello e Mina va da lui, per soccorrerlo in quanto molto malato. Gli racconterà cosa è successo ed insieme torneranno a Londra, ma troppo tardi per salvare la sua amica, diventata preda del Conte.
Entra in scena un altro famoso personaggio, ovvero il professor Van Helsing che intuisce il problema, ma non riesce a salvare la giovane. Sarà dopo il ricongiungimento di tutti i personaggi che capiranno l'entità del problema e dovranno trovare un modo per sconfiggere questo demonio, prima che sia tardi.

Anche se lo conoscevo già (vagamente) è stato piacevole riscoprirne la storia originale, dove l'orrore si nasconde lasciando piccoli indizi ma senza mai rivelarsi, lasciando i personaggi increduli davanti a qualcosa che sembra apparso da un incubo; ammetto che porta bene i suoi anni e che doveva essere terrorizzante all'epoca delle prime pubblicazioni.
Devo proprio dirvelo che ve lo consiglio?

mercoledì 16 gennaio 2019

Opinione: Orgoglio e pregiudizio, di Jane Austen



Romanzi classici da leggere durante l'adolescenza, proposti in una nuova veste grafica. Elizabeth Bennet è carina, brillante, una perfetta ragazza da marito. Ma, a differenza delle sorelle e in barba ai consigli della madre, non smania per darsi in sposa al primo pretendente. Ha un sogno: vuole innamorarsi e una vera eresia per i suoi tempi - sposare l'uomo che ama. Non sembra cosa facile, ma quando si presenta alla porta di casa Bennet un nuovo interessante vicino, il giovane Mr Darcy, il più appare fatto. Lui è bello, intelligente, pieno di fascino, eppure le cose tra i due non riescono a ingranare e tra fraintendimenti, pettegolezzi, reciproche incomprensioni sembra proprio che Lizzy e Darcy non vogliano rassegnarsi ad ammettere quello che i loro cuori hanno già perfettamente capito.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Non mi vergogno ad ammettere che l'ho odiato davvero profondamente!
Ma questo molto tempo prima di finirlo, poiché non mi riusciva proprio a leggerlo senza crollare sopra il romanzo addormentata. Era troppo per me, una scrittura lenta, un romanzo romantico.
Proprio fuori dalle mie corde, non ero riuscita a raggiungere nemmeno la metà, nonostante alcuni vari tentativi.
Così, approfittando sempre di Audible, mi sono obbligata a ricominciarlo, sperando in questo caso di trovarlo più scorrevole e di riuscire (finalmente) a portarlo a conclusione.
Ci sono riuscita e mi è piaciuto molto, cosa che non avrei mai detto visti gli scarsi risultati precedenti.

Parla della famiglia Bennet, in particolare la figura al centro di tutto è Elizabeth (nonostante il narratore sia esterno), una giovane in età da marito che è intelligente e risoluta, e che non crede (come la madre) che basti un matrimonio per sistemare tutto. Difatti la signora Bennet vuole a tutti i costi maritarle tutte ( Jane, Elizabeth, Mary, Catherine e Lydia), così da potersi poi rilassare, sapendole tutte in buone mani; più un ossessione che una vera voglia di vederle felici nel matrimonio.

Sarà l'arrivo del signor Bingley ad iniziare la vicenda: un giovane scapolo che ha preso residenza nelle vicinanze della famiglia e la signora Bennet vuole assolutamente "accaparrarlo" per una delle figlie. Sarà durante un ballo dato dal nuovo arrivato che conosceranno anche il signor Darcy, il più caro amico del padrone di casa. Risulta subito evidente la differenza caratteriale dei due: Bennet è affabile e gentile, mentre Darcy si presenta quasi seccato da questi eventi e molto orgoglioso.

Il tutto sarà l'inizio di una lunga "avventura" che porterà Elizabeth e Darcy a scontrarsi più volte, rendendo sempre più chiari i loro caratteri, permettendo anche a quest'ultimo di rivelare com'è in realtà, cosa che non appare a degli incontri veloci e pubblici.
Una storia complessa e interessante da leggere, che mostra uno spaccato dove (eh si) le donne non avevano grande potere, ma quel poco se unito all'intelligenza poteva fare la differenza, come appunto fa la protagonista, imponendo la sua volontà.

Anche la sorella maggiore Jane, nonostante appaia meno, risulta un personaggio maturo; in opposizione alla madre fin troppo vanesia (e fastidiosa quando appare) e alle sorelle minori, soprattutto Lydia come scopriremo durante la lettura.
Non si capisce come mai le maggiori abbiano tutta questa differenza di modi e pensiero rispetto alle più giovani, ne come mai il padre, che solo alla fine se ne accorge, non abbia compreso prima questo fatto.

Un romanzo che ora posso capire come abbia potuto incantare così tanti lettori, regalando una storia che (come tanti altri classici) resterà immortale. Non credo mi unirò alla schiera di chi desidera un Darcy, ma adesso capisco perché intrighi tanto la sua figura; oltre quella di Elizabeth.
Nonostante la mia forte avversione iniziale, ammetto che mi è piaciuto molto e lo consiglio, perché merita di essere letto almeno una volta nella vita.

martedì 15 gennaio 2019

Una novità che si è aggiunta alla mia libreria grazie ad #Acciobooks (@thebooksrebellion), ed in particolare grazie alla gentilissima @missparanoia che lo ha scambiato, dandomelo in condizioni perfette, come nuovo 😍 . . Gli altro volumi che vedete accanto ve li mostro un altro giorno; manca un libro all'ordine e quando saranno completi farò una storia per parlarvene. Curiosi? 😊 . . #ComeUnIncantesimo #MaryEPercyShelleyNelGolfoDeiPoeti #CarlaSanguineti #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


via IFTTT

Sono stata davvero fortunata nell'imbattermi in un audiolibro particolare e davvero bello (LibriVivi), letto in modo corale da più persone che hanno reso il tutto scorrevole e davvero piacevole. Pochissimo ed ero dentro la storia, nonostante dovessi lavorare e fare altro. Una stupenda compagnia per qualche ora e un romanzo incredibile che ancora oggi riesce ad incantare il lettore che si trova catapultato in questa storia davvero originale. . Sappiamo tutti vagamente come si svolge, ma nei dettagli? Io no. E, come dicevo, sono stata sorpresa e felice di lasciarmi trasportare dalla vicenda che è una storia, dentro una storia, dentro una storia. Ognuna con delle sfumature ed un senso....(opinione completa sul blog) . . Per chi lo ha letto, cosa ne pensate? 😉 O chi non lo ha ancora mai iniziato, ha mai pensato di farlo? 😊 . . #Frankenstein #MaryShelley #Audible #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


via IFTTT

Opinione: Frankenstein, di Mary Shelley



Nel 1816 Lord Byron, durante una sera tempestosa nella sua villa a Ginevra, propone ai suoi ospiti - Mary e Percy Shelley, e William Polidori - di scrivere, per gioco, cun racconto dell'orrore. Ricollegandosi al mito di Prometeo, Mary scriverà Frankenstein. Una storia che è un groviglio etico, un ragionamento profondo sull'origine della vita: l'angosciante storia di uno scienziato che conduce macabri esperimenti nel tentativo di restituire la vita ai cadaveri. Una favola terribile capace di imporsi con la forza delle immagini e la sua autonomia di mito universale. Uno sconvolgente racconto dell'orrore in cui il mostro è più umano del suo creatore. Introduzione di Nadia Fusini.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Mi sono lanciata su questo audiolibro come secondo libro da ascoltare. Come mai?
Per la brevità della narrazione, in primo luogo, ma anche perché ero molto curiosa di scoprire la storia dentro questo (ormai considerato da tutti) capolavoro. Lo avevo iniziato anni fa, lasciato in macchina per riempire gli spazi vuoti di attesa, eppure non mi aveva mai preso del tutto. Non mi aveva catturato abbastanza da prenderlo in mano e finirlo tutto d'un colpo.
Un grande peccato!

Sono stata davvero fortunata nell'imbattermi in un audiolibro particolare e davvero bello (LibriVivi), letto in modo corale da più persone che hanno reso il tutto scorrevole e davvero piacevole. Pochissimo ed ero dentro la storia, nonostante dovessi lavorare e fare altro.
Una stupenda compagnia per qualche ora e un romanzo incredibile che ancora oggi riesce ad incantare il lettore che si trova catapultato in questa storia davvero originale.

Sappiamo tutti vagamente come si svolge, ma nei dettagli? Io no. E, come dicevo, sono stata sorpresa e felice di lasciarmi trasportare dalla vicenda che è una storia, dentro una storia, dentro una storia.
Ognuna con delle sfumature ed un senso. Incomincia tutto da un giovane uomo ambizioso che vuole arrivare al Polo Nord, usando l'espediente delle lettere che scrive alla sorella per iniziare il racconto, ed in una giornata dove la nave è bloccata fra i ghiacci si imbatte in un uomo, il dottor Victor Frankenstein, che inizierà a narrargli la sua storia, partendo dalle sue origini, fino alle scuole che lo porteranno ad imparare la medicina e la chimica, cosa che lo porterà ad allargare il suo ego credendo di poter creare la vita, o qualcosa del genere. Infatti, profanando varie tombe, mette insieme una creatura e riesce a darle la vita ma quando ciò accade ne è terrorizzato e la abbandona.

Ma la creatura non ha abbandonato lui, seguendolo e dandogli il tormento negli anni, finché non si incontrano e gli racconta la sua di vita (aggiungendo un altra sotto storia al tutto), dal momento della sua "nascita" e l'abbandono, che lo portarono ad essere solo senza sapere come sopravvivere. L'odio gli cresce dentro rendendosi conto che nessuno potrebbe mai sopportarne la compagnia per la sua figura ripugnante. Un sentimento così forte che lo porta a mettere Frankenstein davanti ad un bivio: o esaudisce il suo unico desiderio, oppure gli rovinerà la vita fino al suo ultimo respiro.
Ovviamente continua, ma lascio a voi scoprire come.

Una storia di dolore e incomprensione, immortale e che merita ampliamente la sua fama.
Assolutamente da leggere o da ascoltare.

lunedì 14 gennaio 2019

Io ed i saggi facciamo a pugni, quindi potete immaginare la fatica che ho fatto a finirlo nonostante le poche pagine. Il fatto che fosse autobiografico e trattasse un problema di percezione mi ha sicuramente stimolato a finirlo. Come donne siamo bombardate da stereotipi assurdi continuamente, e "grasso è brutto" è sicuramente uno di quelli più forti, circondate costantemente dalle immagini di donne irreali, create grazie alla magia del computer. Avere il punto di vista di una donna fortemente obesa è interessante [....] Trovare vestiti, andare al cinema, mangiare in un ristorante, andare dal dottore, salire su una macchina, usare i mezzi pubblici,...[...] . [...] l'autrice si racconta e spiega che cosa è stato per lei vivere in un corpo che non sentiva propriamente suo... (Trovate la mia opinione completa sul blog) . . . Questa lettura fa parte del #GdlDonneDaLeggere creato da @julietinwonderland, che è andata dal 15 Dicembre fino ad oggi (ed è anche presente in @oursharedshelf). . Andate sul profilo di Giulia e se lo avete letto, fatevi sotto! 😉 Così si può discutere insieme . . #Fame RoxaneGay #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


via IFTTT

Opinione: Fame. Storia del mio corpo, di Roxane Gay


In principio è il candore dei dodici anni. Quando pensi che nessuno a cui vuoi bene possa farti del male. Poi succede l'impensabile. Un atto di violenza feroce. E Roxane, annientata dalla vergogna, incapace di parlare o chiedere aiuto, comincia a mangiare, mangiare, mangiare. A barricarsi in un corpo che diventa ogni giorno piú inespugnabile dagli sguardi maschili, una fortezza dove nessuno sarà piú capace di raggiungerla. Quella di Roxane Gay è la storia di un desiderio insaziabile, di battaglie sempre perse contro un corpo ammutinato, di una lotta contro una cultura che spinge le donne a odiarsi se non corrispondono alle aspettative. Ma la fame di Roxane Gay è anche il motore della sua fenomenale spinta creativa e della sua sulfurea personalità. Oggi è un'intellettuale, attivista e scrittrice, una delle voci piú rispettate della sua generazione. Soprattutto una donna che ha trovato le parole per raccontare la propria storia.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Questa lettura fa parte del #GdlDonneDaLeggere creato da @julietinwonderland (la trovate su IG), che è andata dal 15 Dicembre fino ad oggi. E per una volta sono riuscita a farcela con i tempi!
Andate sul suo profilo e se lo avete letto, fatevi sotto! Così si può discutere insieme.

E' davvero piccolo, un 200 paginette scarse, ma molti intenso.
Questo libro è un saggio in cui l'autrice si racconta e spiega che cosa sei stato per lei vivere in un corpo che non sentiva propriamente suo, infatti Roxanne è obesa, molto molto obesa.
Ci spiegherà, attraverso tutte queste pagine, che la sua condizione non è "apparsa per caso" ma ha radici ben precise: tutto questo è nato a causa di un abuso che ha subito da ragazzina, che l'ha portata a vedere il cibo come un rifugio, come qualcosa da poter usare per mettere un una barriera fra lei gli altri.
Il grasso riusciva a creare una fortezza per lei, qualcosa che che la proteggeva dal mondo esterno, una difesa, un modo per allontanare la gente (soprattutto gli uomini) che avrebbero potuto farle del male (ancora).
Per lei diventare così grossa, rendersi schifosa, repellente, era una sorta di salvezza e più mangiava più si sentiva bene, nonostante si odiasse nello stesso tempo per ciò che si stava facendo. In più si rendeva conto che il mondo la detestava solo per il fatto di essere grassa (e quindi non conforme ad uno standard).

Molto spesso ci porterà degli esempi della sua vita, di come lei l'ha passata in questo corpo che non è ben visto dalla maggior parte della gente; dalla moda in primo luogo (con standard irraggiungibili ed assurdi) e/o anche da chiunque, uno sconosciuto qualsiasi che si può incontrare passeggiando per strada. Ti guarderà male, inizierà a farsi dei pregiudizi su di te, e tu ti sentirai in colpa anche se, a volte, non hai una colpa effettiva. Il tutto solo per del grasso.
Ok, potresti mangiare meno, potresti fare esercizio fisico, potresti impegnarti per sistemare la tua vita dimagrendo e rendendola migliore; non perché "magro è bello", ma per una questione di salute principalmente, poichè si presuppone che un normopeso dovrebbe essere sano (o comunque molto più sano di un obeso grave).

Manca questa parte nelle sue riflessioni di Roxanne perché quando parla dei medici, dei suoi incontri con alcuni dottori, sembra quasi che sia infastidita quando loro si focalizzano sul suo peso; cosa che non credo sia sbagliata per niente, perché alla fin fine il peso incide tantissimo sulla qualità della vita della gente: se una persona sedentaria mangia schifezze ed è enorme, sicuramente avrà dei problemi. Lei fortunatamente non ne ha, o perlomeno non ne ha così tanti, ma è ancora abbastanza giovane, mentre ci parla lei è sulla quarantina.
Eppure resta questo questo fastidio suo verso i medici o chiunque voglia dirle qualcosa sul suo peso come se nessuno avesse il diritto di dirle certe cose.
Sicuramente primo tizio che passa per strada non ha alcun diritto di mettere becco, ma un medico o addirittura la sua famiglia?
Loro infatti le vogliono bene, vogliono che sia sana, vogliono che sia che abbia una vita felice...lei però vede tutto questo come un affronto a quello che ha costruito, perché in effetti lei ha costruito questo corpo con molto impegno. Ci ha messo anni, ci ha messo dedizione, ci ha messo impegno, per creare e mantenere questo corpo massiccio come una roccaforte che la protegga la tutto il resto.

Ed è triste leggere che nonostante gli sforzi dei genitori per tentare di capirla lei non sia riuscita a parlare del perché avesse bisogno di tutti quei chili; non perché non lo abbia voluto ma per tante circostanze che l'hanno reso davvero difficile, infatti (ricordo che) alla base di tutto c'è stato uno stupro di cui lei non ha mai voluto parlare con i suoi genitori, fino a pochi anni fa, quando è diventata famosa ed ha iniziato a raccontare molto più di sè, mettendo la sua faccia e dando la sua storia in pasto al pubblico, e solo in quel momento anche i suoi genitori hanno scoperto la verità.

Quando era più piccola non se la sentiva di affrontare tutto questo, si sentiva come tantissime altre vittime: sporca, sbagliata, colpevole, impossibile da capire e perdonare; come avrebbe potuto raccontarlo ai suoi genitori? Sicuramente non le avrebbero più voluto bene, ed usava il cibo come difesa, come metodo per affrontare la vita.

Eppure si odia, perché da una parte vorrebbe dimagrire, vorrebbe migliorare, essere più carina anche solo per sé stessa e per togliersi degli sfizi che noi "normopeso" diamo per scontato; dall'altro non ci riesce perché non appena perde del peso si sente più debole e qualcosa scatta dentro di lei, obbligandola a riprendere quei chili per mantenere intatta questa corazza.
Durante gli anni ci rendiamo conto di quanto lei faccia davvero fatica ad accettare questi due lati di sé e non riesca proprio ad uscire da questa spirale, che la costringe a rimanere obesa ed infelice per migliaia di piccole ragioni quotidiane che si trova a dover affrontare.

Roxanne ci parlerà di tutto questo dolore, ma anche delle sue rivincite, perché non si arrende e ci racconterà tutti i traguardi che ha ottenuto, con fatica e merito.
E' diventata una scrittrice famosa, ha iniziato ad affrontarsi,...Finalmente si sta mettendo davanti a uno specchio e lo sta facendo (anche) per noi, raccontandosi, mettendo tutto nero su bianco; si spesso si ripete, certi capitoli sono noiosi, alcune cose non hanno quasi senso,  però altri sono molto più interessanti per gli spunti di riflessione che offrono.
Uno specchio che permette anche a noi di osservare cosa stiamo facendo e come ci comportiamo, magari senza cattiveria voluta, nei confronti di chi è grasso. Perché c'è sempre qualcosa dietro tutti quei chili, in primis una persona di cui non conosciamo niente.



Io ed i saggi facciamo a pugni, quindi potete immaginare la fatica che ho fatto a finirlo nonostante le poche pagine. Il fatto che fosse autobiografico e trattasse un problema di percezione mi ha sicuramente stimolato a finirlo.
Come donne siamo bombardate da stereotipi assurdi continuamente, e "grasso è brutto" è sicuramente uno di quelli più forti, circondate costantemente dalle immagini di donne irreali, create grazie alla magia del computer. Avere il punto di vista di una donna fortemente obesa è interessante, specialmente quando riflette sul pericolo di obesità che sembra stia invadendo il mondo, eppure lei fatica quotidianamente in ogni ambito e (giustamente) si chiede: ma il problema dov'è se tutto resta costruito per persone magre?
Trovare vestiti, andare al cinema, mangiare in un ristorante, andare dal dottore, salire su una macchina, usare i mezzi pubblici,...niente è cambiato.
Se davvero la gente sta diventando tutta obesa, perché il mondo non sposta il centro verso i grassi? Perché questa grassofobia?!

venerdì 11 gennaio 2019

Un piccolo romanzo che permette di sbirciare la vita di Penelope, la moglie di Ulisse (Odissea), attraverso le ricerche fatte dall'autrice e romanzate. Veloce da leggere e piuttosto piacevole; ve ne parlo meglio sul Blog. Vi ispira? 😉 . . #IlCantoDiPenelope #MargaretAtwood #PonteDelleGrazie #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigrad


via IFTTT

Opinione: Il canto di Penelope, di Margaret Atwood



Dall'Ade, dove può finalmente dire la verità senza temere la vendetta degli dèi, Penelope, moglie di Odisseo, racconta la sua storia. Figlia di una ninfa e del re di Sparta, da bambina rischia di essere affogata dal padre, turbato da una profezia. Sposa di Ulisse, subisce le angherie dei suoceri, vede scoppiare la guerra di Troia a causa della sciocca cugina Elena, e dopo anni di solitudine deve respingere l'assalto dei Proci. Al ritorno di Odisseo assiste angosciata alla vendetta che colpisce le ancelle infedeli e perciò impiccate; e la morte di quelle fanciulle che le erano amiche la perseguita anche nell'Ade. Il romanzo riscrive il mito greco attingendo a versioni diverse da quelle confluite nell'Odissea, secondo un punto di vista femminile.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Un libricino minuscolo che però ha suscitato immediatamente in me la curiosità di leggerlo. La Atwood è entrata fra le mie autrici preferite dopo “The Handmaid’s Tale” e “Alias Grace”, purtroppo sono rimasta delusa da “Per Ultimo Il Cuore”, e con questo mi sono lanciata per scoprire a quale fosse più similare, e se lo avrei amato od odiato.

Racconta la storia di Penelope, la moglie di Odisseo e figlia di una ninfa e del Re di Sparta. Parte accennandoci la sua infanzia, descrivendoci il suo carattere riservato, il suo essere una donna normale con una cugina (Elena) così bella da portare presto ad una guerra in cui verrà trascinato anche suo marito; arrivando al suo matrimonio dove viene messa in gioco ma il premio non è lei (non essendo così affascinante quanto Elena) bensì il suo ruolo, ovvero principessa di Sparta.
La vince Ulisse e lei scopre presto che quest’uomo è molto più di ciò che appare, con una mente molto scaltra e simile alla sua, con cui si troverà presto in sintonia.

Andranno ad Itaca dove per molti anni subirà le pressioni della suocera e della levatrice di Ulisse, costringendola a non fare niente, vista quasi come un’estranea. Sarà dopo lo scoppio della guerra di Troia e la partenza del marito che finalmente prenderà in mano la situazione, mantenendo la sua terra prospera grazie alla sua intelligenza.

Subirà l’affronto e le angherie dei Proci, che si stabiliranno a casa sua facendone loro dimora pretendendo che lei scelga qualcuno che diventi suo marito. Nemmeno suo figlio comprende in pieno la sua sofferenza ed il non saper come poter mandare via questi intrusi, ma riesce a tenerli a bada grazie alle sue ancelle a cui chiede di fare il doppio gioco e riportarle ogni cosa detta, oltre ad aiutarla a disfare il suo lavoro durante le notti.

Però ha un enorme rimpianto, poiché le sue ancelle vennero viste come traditrici ed uccise da Ulisse mentre lei era stata mandata in camera sua la notte del suo ritorno. Non ha fatto in tempo ad avvertire il marito e poi non ha il coraggio di rivelarlo, portando questo peso con se nella tomba e parlandocene solo “adesso” dall’Ade.

Una lettura veloce, abbastanza scorrevole, che speravo di regalasse qualcosa in più lo ammetto, ma tutto sommato non è malaccio. Se vi piace la Atwood o il tema trattato fateci un pensierino.

giovedì 10 gennaio 2019

Oggi sul blog vi ho parlato meglio di questo libro; Un esordio col botto, vista la trama così particolare e delicata affrontata. . Vi siete persi il post precedente e non sapete che libro sia? Nessun problema, "Nuvole di Fango" tratta di pedofilia e lo fa mettendoci nei panni di un giovane uomo che sta iniziando a sentire questo stimolo verso ragazzine neanche adolescenti. Una lettura interessante e che permette di metterci nei panni di chi chiameremmo mostro in tante altre situazioni. . . Un esordio coraggioso e molto interessante da leggere. In breve li consiglio. Se volete saperne di più, trovate altro sul Blog 😉 . . Ma se lo avete già letto, cosa ne pensate? 😊 . . #NuvoleDiFango #IngeSchilperoord #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


via IFTTT

Opinione: Nuvole di fango, di Inge Schilperoord



Nel suo sorprendente romanzo d’esordio, accolto dalla critica in maniera entusiastica, la psicologa Inge Schilperoord ha avuto l’audacia di indagare là dove la maggior parte delle persone non osa nemmeno avvicinarsi. D’estate, in cerca di sollievo dal caldo, la tinca si immerge nella melma dei fondali. Quando poi torna a muoversi, inevitabilmente solleva una nuvola di fango. Come Jonathan: giovane dal passato segnato, ha bisogno di nascondersi, cerca di muoversi il meno possibile e, quando lo fa, solleva una nuvola torbida attorno a sé. Trentenne attratto dalle bambine, Jonathan fa ritorno a casa dopo un periodo trascorso in carcere. La madre è una donna anziana e solitaria e il villaggio di pescatori in cui è cresciuto si sta svuotando. Non c’è quasi più nessuno. Jonathan non ha amici. Una casetta malmessa, il mare a due passi, il cielo sconfinato. Lui, la madre, il caldo estivo soffocante. L’unico barlume di normalità, l’unico attaccamento alla vita vera, è il prendersi cura degli altri: della madre, del cane e di una tinca che ha trovato, ferita, in un laghetto vicino casa. Ma le giornate di Jonathan prendono una piega inaspettata quando Elke, una bambina sempre sola che condivide con lui la passione per gli animali, sembra cercare la sua compagnia… Nuvole di fango è un viaggio vorticoso dentro una mente malata che lotta contro se stessa. Pagine ipnotiche, intrise di umanità, in cui ogni giudizio viene sospeso, costringendoci a vedere il mondo attraverso gli occhi di un criminale che cerca in tutti i modi di non cadere in tentazione. Non di nuovo.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Devo ringraziare anche qui Clarissa di “Questione di Libri” per averlo citato come consiglio su quali Fazi acquistare. Una copertina ed un titolo che mai avrei degnato di una seconda occhiata se non avessi sbirciato il contenuto in un suo post.
Un esordio interessante e che porta a vedere le cose attraverso gli occhi di una persona che chiunque in altre circostanze avrebbe chiamato mostro. Questa è la storia di un giovane pedofilo.

Jonathan è sulla trentina, lo conosciamo quando esce dal carcere per mancanza di prove per il suo crimine, che verrà accennato vagamente, aggiungendo dettagli solo verso la fine così da farci capire cosa sia successo e come è stato possibile farlo uscire.
Dopo alcuni mesi di detenzione torna a casa e scopre che il suo villaggio si sta svuotando e presto anche lui e sua madre dovranno andare via. Lei è anziana e gli vuole molto bene, gli ha sempre scritto in carcere ed è contenta di riaverlo in casa. Eppure non accenna mai a quello che è successo, non si capisce se lei non voglia sapere o voglia voltare pagina.

Jonathan quando torna alla sua vita è deciso a migliorare, a diventare sano, come tutti gli altri. Lo psicologo che lo seguiva in carcere gli ha lasciato degli esercizi da fare, poiché dopo l’annullamento della sentenza non c’è più questo obbligo; ma lui è contento di avere questi compiti, perché si impone di guarire.
Purtroppo il destino è beffardo e accanto casa sua vive Elke, una ragazzina che si è presa cura del suo cane quando lui non c’era. Lei è molto sola e cerca amici, e si aggrappa a Jonathan (anche se lui tenta in ogni modo di cacciarla via). Elke è testarda e simpatica, e non si arrende a questi “no” che le vengono dati, entrando lentamente nella vita del giovane uomo. Amante degli animali e molto curiosa, quando Jonathan salva una carpa e la porta in camera sua, questa diventa una sorta di legame fra i due che li lega sempre più strettamente.

E’ una spirale questo libro. Vediamo e ci rendiamo conto di cosa possa voler dire questa malattia, questi impulsi orrendi e che se una persona vuole combatterli a volte non può per lo stigma che la gente gli impone, costringendo alla reclusione in se stessi che poi sfocia (fin troppo spesso) in violenza terribile.
Jonathan infatti subito vuole guarire, ha questi obiettivi lodevoli e vuole metterci tutto l’impegno possibile per andare nella giusta direzione, ma pagina dopo pagina vedremo come la routine quotidiana si intromette e tutte le sue buone intenzioni si perdono. Un compito rimandato, una “prova” di forza parlando vicino alla ragazzina, farla salire in camera per vedere il pesce,… un escalation in cui veniamo trascinati anche noi insieme a lui, fino a quando si rende conto che il limite è vicinissimo e queste due parti di se si scontrano: il desiderio per Elka e la ragione che sa quanto sia sbagliato.

Davvero un libro bello, coraggioso e scritto in modo intelligente ed interessante, porta a riflettere parecchio su questa condizione e ad immedesimarci un po’ in lui, anche se (ovviamente) tante cose alla fin fine ci risultano disgustose e non capiamo del tutto la sua psiche, ma l’autrice è davvero brava a darcene un’idea.
E’ breve ma intenso da leggere. C’è qualche scena che potrebbe turbare chi è tanto sensibile, ma per il resto direi che lo consiglierei a chiunque.



Vorrei solo fare una postilla. Qui si parla di pedofilia ed è un tema molto delicato, una malattia che andrebbe curata anche sostenendo chi vuole curarsi, senza “torce e forconi” che sono controproducenti. Se uno volesse ma non può, non so quanto possa resistere agli impulsi per tutta la sua vita. Diverso da quelli che sono davvero mostri, coloro che approfittano di chiunque, soprattutto bambini/ragazzini, solo perché sono a disposizione. Spesso si nascondono nelle famiglie, non hanno malattie, non hanno “scuse” di alcun genere se non il semplice e banale: non tenerlo nei pantaloni. A volte coperti dalla stessa famiglia che li aiuta a nascondere tutto sotto il tappeto, come se non fosse successo niente di così importante.
(Discorso che vale per entrambi i sessi sia delle vittime che dei carnefici)
Ci tenevo a fare questa distinzione (non scusando nessuno quando si arriva a superare il limite) perché spesso si da la caccia mescolando le cose, non dando possibilità a chi vuole evitare di arrivare a quel punto.

mercoledì 9 gennaio 2019

Ieri sul Blog vi ho parlato meglio de "La Ragazza Della Porta Accanto". Fateci un salto se volete saperne di più (Spille Free, tranquilli). . . Oggi invece vi parlo molto brevemente de "Il Suggeritore", perché deve essere scoperto dalla prima all'ultima pagina 😉 Un susseguirsi di emozioni e continue rivelazioni, che portano il lettore lungo una strada imprevedibile.... . #LaRagazzaDellaPortaAccanto #JackKetchum #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


via IFTTT

Opinione: Il suggeritore, di Donato Carrisi


Qualcosa di sconvolgente è accaduto, qualcosa che richiede tutta l'abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte facce, che li mette alla prova in un'indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. Sarà con l'arrivo di Mila Vasquez, un'investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l'altro. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo...

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Ci ho messo davvero, davvero troppo ad iniziarlo e leggerlo. Mi è stato regalato anni fa da Sara “Diario di un Sogno”, ma non mi ha mai incuriosito, non so bene come mai. E’ stato un caso, tramite Audible, che mi sono buttata ad ascoltarlo per cercare finalmente di “farlo fuori” ed alla fin fine mi sono ritrovata a prendere in mano il cartaceo per leggerlo più in fretta, poiché la narrazione era troppo lenta per i miei gusti.

Una storia complessa e che mi ha conquistato, poiché è costantemente imprevedibile, ricca di colpi di scena e personaggi indimenticabili.
Sono scomparse cinque bambine, un fatto “banale” ma che darà inizio ad una caccia incredibile e scioccante, portando alla luce non solo il colpevole di questo gesto ma mostrando una faccia del male che nessuno credeva possibile.

Tutto inizia dopo un ritrovamento macabro. Viene richiesto l’immediato intervento di Goran Gavila e la sua squadra, a cui si aggiungerà Mila Vasquez, investigatrice esperta nel ritrovamento di persone scomparse.

No, non voglio dire altro perché ogni piccolezza, ogni frammento merita di essere letto e scoperto, persino il punto di partenza che solleva una domanda preoccupante, per cui è stata richiesto l’intervento di Mila.

E’ una lettura incredibilmente complessa, che riesce a mescolare una quantità di informazioni e fatti incastrandoli alla perfezione, portando il lettore (insieme agli investigatori) lungo una strada già tracciata da una mente criminale che rimane nell’ombra per tutto il tempo. Qualcosa di impensabile che è riuscito a dare vita a tutto quello.

Davvero bello ed intenso, non sarà l’unico di Carrisi che leggerò perché mi ha stuzzicato l’interessa con questo thriller fresco ed innovativo, mai prevedibile. Presto cercherò i seguiti e altro che ha scritto. Consiglio di fare altrettanto se ancora non lo avete mai letto.

martedì 8 gennaio 2019

Opinione: La ragazza della porta accanto, di Jack Ketchum



America rurale, anni Cinquanta. David ha 12 anni e incarna il prototipo dell'adolescente medio. Frequenta gli altri ragazzi del vicinato e comincia a sviluppare un certo interesse per il sesso femminile. Quando le sorelle Meg e Susan Loughlin si trasferiscono a vivere nella casa accanto, David è felice dell'opportunità di ampliare il proprio giro di amicizie, anche se Meg, che incontra per prima, è un paio d'anni più grande. I genitori delle due ragazze sono rimasti uccisi in un incidente d'auto, e le sorelle Loughlin sono state affidate alla vicina di David, Ruth. Ma Ruth, in apparenza ottima madre di famiglia, nasconde una vena di sadismo e alienazione, che sfoga dapprima sottoponendo le ragazze a percosse sempre più violente e dolorose, poi dando vita a una serie di torture fisiche e psicologiche di cui David e gli altri ragazzi del vicinato divengono testimoni e, in qualche modo, complici inconsapevoli. La polizia non prende sul serio le denunce di Meg: l'unica speranza per lei e la sorella è nell'aiuto dell'amico David. Riuscirà a salvare le sorelle prima che sia troppo tardi?

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Come già preannunciato su Instagram (che poi ho condiviso ovunque sui vari social) questa è stata la mia ultima lettura del 2018 e una fra le più belle e potenti di tutto l’anno.
La storia è allarmante quanto sia attuale, nonostante i fatti siano narrati durante gli anni 50 e la storia vera a cui si è ispirato l’autore è avvenuta negli anni 60.

I protagonisti potremo dire che sono due: David, nostra voce narrante, e Meg.
David è il cosiddetto “bravo ragazzo”, esce con gli amici, giocano, ogni tanto combinano qualche marachella, eppure capiremo ben presto che il confine fra giusto e sbagliato è molto labile anche in lui.
Agli esordi dell’adolescenza, è nella fase fra essere bambini ed iniziare ad essere adulti. Ci sono alcune regole non scritte che perpetra, insieme agli altri: mai
Insieme agli amici hanno creato “il Gioco” che è qualcosa che più lo si capisce, più assume forme inquietanti e pericolose. Questo sarà uno dei cardini a spingere David a non capire per tanto tempo cosa stia realmente succedendo, pensando sia solo una variante del loro Gioco.
“Peccato” che il tutto sia condotto da un’adulta, Ruth, la madre di alcuni suoi migliori amici e suoi vicini di casa. Una donna strana, abbandonata dal marito e che si ritrova a crescere da sola i numerosi figli maschi. Una sorta di porto sicuro per i vari ragazzi, che possono ritrovarsi da lei e fare ciò che in casa loro non possono, come bere birra. Con l’implicita regola che niente deve essere detto fuori da quelle mura.

Cambierà tutto dall’arrivo di Meg e Susan, la prima qualche anno più grande di David e la seconda più piccolina. Entrambe orfane da poco, a causa di un incidente d’auto che ha riportato su entrambe del peso: Meg ha grandi cicatrici e Susan ha dei tutori alle gambe per camminare, rotte durante l’incidente. Si ritrovano a casa di Ruth, unica parente e presto carnefice delle giovani.
Inizia tutto come sempre da poco, ma i segnali ci sono già per chi sa coglierli. Ovviamente non per un dodicenne. Violenze verbali spacciate per insegnamento ai figli maschi, poiché le femmine non sono buone a niente, hanno solo una cosa che potrebbe manovrarli, devono stare attenti a loro,…anche a Meg, una puttanella sporca che deve essere raddrizzata.

Il punto di vista di David è molteplice se vogliamo, poiché lui scrive tutto questo quando è adulto, come per esorcizzare questo passato atroce che ha vissuto, mettendoci dentro la sua ignoranza di ragazzo e la profonda vergogna di adulto, rendendosi conto in tutto e per tutto cosa fosse accaduto realmente e chiedendosi come avesse fatto a non accorgersene e non dire niente. Questo è un altro punto delle regole non scritte fra ragazzi ed adulti: non parlare.
La cosa davvero orribile è rendersi conto di quanto anche gli stessi adulti siano menefreghisti su tante cose e lascino correre facendo spallucce, come se quello che accade in un’altra casa non fosse un affare loro e metterci il naso sia inappropriato.
Talvolta appare nei pochi dialoghi quanto anche la violenza sia tollerata, perché viene concepita come qualcosa di normale. “Avrà fatto qualcosa per meritarselo” è il sottofondo implicito e a volte proprio esplicito.

L’escalation di Ruth è agghiacciante, mescolato al fatto che coinvolga i figli e gli permetta di dare lezioni alla ragazza che si dimostra forte e quindi una sfida per la donna, ridurla a pezzetti. Per un po’ lei resta il capo di tutto, una sua parola può dare inizio o fermare le violenze, ma ciò non durerà a lungo, soprattutto quando al voce si sparge ed altri ragazzi vanno a “giocare” in quella casa.
Inquietante un frammento in cui Meg riesce ad allontanarsi durante una festa e parlare con un poliziotto che liquida tutto come normale, cosa per cui la giovane verrà punita e poi segregata nella cantina dell’abitazione.

Perché non scappa? Ovviamente ci avrete pensato. Inizialmente anche lei pensava che sarebbe stato solo un “capriccio” passeggero, qualcosa da sopportare durante la transizione nella casa e che sarebbe finito presto. Quando comprende che la follia sta prendendo il sopravvento, diventa troppo tardi per inventare qualcosa per fuggire, poiché non è così facile per via di Susan, che con le gambe così mal messe non può farlo; ed in più per spezzare Meg, Ruth minaccia più volte di prendersela con la sorellina se non si arrende. Lei non può permetterlo, non può lasciarla indietro.

Un romanzo forte, pesante, doloroso, e….vero. Fa arrabbiare per l’indifferenza generale, fa star male per ciò che questa giovane deve subire e a cui nessuno interviene, e la cosa peggiore è che tanti (troppi) hanno una mentalità simile ancora oggi. Mai guardare nelle case altrui. Mai mettere il becco in questioni che non ci riguardano. Mai farsi domande scomode.
Però quando diventa troppo tardi, la colpa è della vittima che poteva chiedere aiuto prima, che sarebbe dovuta scappare prima,…
Insomma, la vittima è colpevole sempre e comunque.
E questo mi fa incazzare tantissimo.

Una lettura che si divora, in cui questa escalation è terribile e sembra non esserci mai fine al peggio che queste giovani debbano subire. Sicuramente una lettura che non va bene per tutti, per i contenuti espliciti e forti. Per chi ha lo stomaco però andrebbe letto, per il coraggio dell’autore a riportare questo fatto di cronaca (anche se ne è solo l’ispirazione, il resto lo ha “assemblato” lui) così agghiacciante per farci riflettere su ciò che è accaduto e cosa vuol dire la vera paura.

sabato 5 gennaio 2019

Il 2019 si è aperto con: Dylan❤ Con decisamente troppo culo (mi sarò bruciata la fortuna per l'intero anno mi sa) ho trovato ieri il fumetto di dicembre. Non lo avevo preso perché ero in dubbio se continuare a leggerlo o no....ma non ci sono riuscita 😅 Poi con questo nuovo ciclo dedicato a "La Meteora", con un countdown che scadrà a fine anno....irresistibile! Ammetto che ho trovato decisamente migliore la storia di "Che Regni Il Caos", dove si ritorna a mettere in gioco il termine "mostro" e la follia che crea la gente quando qualcosa di diverso incrocia la loro strada. Molto molto bella. "Esercizio Numero 6" più confuso, una storia che risulta quasi abbozzata, con protagonisti dei bambini particolari. . Il conto alla rovescia è iniziato e stiamo a vedere come andranno avanti le avventure di Dylan mentre questo pericolo si avvicina sempre di più! . . A voi amanti dell'Indagatore Dell'Incubo chiedo: quali numeri vecchi sono assolutamente DA LEGGERE? Perché ho iniziato seriamente solo da pochi anni e qualcosa ho recuperato grazie alle raccolte, ma vorrei sapere da voi quali storie vi hanno colpito di più e meritano di essere trovate e lette. . . #CheRegniIlCaos #EsercizioNumero6 #fumetto #comics #DylanDog #horror #novel #TizianoScalvi #SergioBonelliEditore #leggereovunque #profumodilibri #voglioleggereditutto #semprelibri #leggeresempre #reading #leggere #leggo #libro #book #loveread #amorelibri #bookblog #bookblogger #blogger #viaggiatricepigra


via IFTTT

giovedì 3 gennaio 2019

Tirando le somme per il 2018, sono un po' delusa. Ogni anno leggo meno. Ma sono anche felice, perché sono riuscita a scoprire nuovi autori davvero interessanti e delle opere molto belle, alcune che dovevo recuperare da troppo tempo. Un NI che si sposta in positivo, per le scoperte fatte. Spero di fare meglio, sia in termini di quantità (ne ammucchio sempre troppi e devo smaltire😅), sia in qualità! Perché leggere è un piacere, ma se la storia poi ti regala qualcosa che resta, è ancora meglio. . Spero di trovare altre storie forti, che provochino ribrezzo ed orrore, che mi portino a riflettere anche guardando dove non si vorrebbe. Questi sono i libri che cerco e che vorrei leggere. Cosa che mi rattrista, vedendo quanto "superfluo" viene stampato* . . *specifico prima di arrabbiature varie: potete leggere ciò che volete, ognuno ha i suoi gusti; ma farei decisamente a meno dei "libri" di gente "famosa" che (a mio parere) sono uno spreco ed insulto ai veri scrittori; come di troppi libri copia-incolla che affollano a seconda del tema che tira di più in quel periodo. Grazie, ma basta! Preferirei un editoria che rischi di più e (davvero) devo trovare il tempo per imparare a leggere in lingua inglese perché mi sembra che il panorama sia decisamente più ampio. . . #Goodreads #MyYearInBooks #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


via IFTTT

mercoledì 2 gennaio 2019

Come promesso ieri, i due volumi che meritano una nota estremamente positiva per il 2018, ma che trattano temi così delicati e sono così forti da leggere che devono stare staccati dagli altri. #LaCarne Parla dello stupro. Tratta questo "taboo" attraverso gli occhi di una vittima che si sente lei colpevole, sporca, e si vergogna a parlarne. Un tema vagamente familiare eh?! Il tutto attraverso la scelta di raccontarlo come una fiaba, mettendo cibo al posto delle persone. Tratto che inizialmente confonde, ma che riesce a far entrare in questa orribile vicenda con maggiore intensità. Un libro che fa male, ma straordinario e che merita di essere letto. . . #LaRagazzaDellaPortaAccanto Tratto da una storia vera, l'autore prende spunto da ciò per parlare del male a cui spesso assistiamo e a cui (purtroppo) ancora adesso non riusciamo a dargli il giusto peso. Mostra violenza, psicologica e fisica, senza alcuna motivazione (come se poi esistessero motivazioni valide); ma la cosa più raccapricciante è notare l'indifferenza che circonda tutto questo, insieme ad un alone di curiosità e quasi eccitazione da parte dei protagonisti. Un altro libro profondamente doloroso da leggere, che porta a riflettere tantissimo su cosa voglia dire non intromettersi e sui dubbi che dovremmo porci sempre, quando qualcosa non sembra "giusto". Ambientato negli anni '50, ma tristemente attuale anche per alcune frasi che si sentono fin troppo spesso ancora oggi. Bello per il coraggio dell'autore a mostrarci e parlare di tutto questo, rompendo questo ennesimo taboo ("fatti gli affari tuoi"). . . Due libri che vi sconsiglio se siete sensibili. Non cogliereste il messaggio fra le righe durante le varie violenze, subendo solo quel male; e queste letture devono andare oltre. . #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


via IFTTT

martedì 1 gennaio 2019

Ripensando all'anno passato, ci sono alcuni libri che mi hanno lasciato...qualcosa. Alcuni stupendi sotto molti punti di vista, alcuni con delle lacune eppure la trama mi è rimasta addosso. Ne ho lasciati da parte due, ma domani vi spiegherò come mai. . . #FigliDiSangueEOssa Esordio straordinario, un libro bello, che porta la cultura "nera" nel fantasy per parlare di tematiche importanti e sottovalutate. Spero il seguito arrivi presto. . #LaScopertaDelVeroAmore Un romanzo nuovo, divertente e frizzante di Laura Rocca. Sul romance, ma senza scadere nel banale. . . #DieciGiorniInManicomio Il reportage della giornalista Nellie Bly che coraggiosamente si fece interrare in un ospedale psichiatrico per mostrare al mondo cosa accadeva una volta che le donne venivano rinchiuse in quel luogo. . . #LaQuintaSally Una lettura che non è arrivata in Italia all'epoca della sua uscita, ma fortunatamente è stato tradotto (finalmente) e ha permesso di poter leggere questa storia . . #LaCoppiaQuasiPerfetta Un thriller moderno, che porta a riflettere sulla nostra società e cosa potrebbe accadere. Nuovo, fresco, scorrevole ed imprevedibile. Stupendo. . . #Follia Amore a prima lettura. Ho quasi il timore di leggere altro dell'autore per "rovinarmi" ciò che mi ha lasciato dopo questa lettura, così complessa e davvero bella. . . #LIncuboDiHillHouse Ho scelto questo come libro cardine per non mettere tutti quelli della Jackson, che ho scoperto da poco e che mi sta piacendo moltissimo con le sue storie interessanti. . . #LaVeritàSulCasoHarryQuebert Beh, uno di quei libri che si trascinano la propria popolarità dietro e che devi leggere per scoprire se sarai dalla parte di chi li ama o lo odia. Io l'ho adorato. . . #NonÈTeCheAspettavo Una storia forte e vera, sulla paura di poter avere un figlio down che si realizza, mostrando senza veli ne ipocrisia quanto può spiazzare una cosa del genere. Unico e davvero bello. . . Continua ⬇⬇


via IFTTT