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Opinione: L'Uomo Vestito Di Nero - Edizione Illustrata, di Stephen King e Ana Juan


 «Penso che qualcuno leggerà le mie parole. Resta da chiedersi se ci crederà o no. 
Quasi certamente no, ma non ha importanza. Non mi interessa essere creduto, ma liberarmi. 
E ho scoperto che la scrittura può essere una forma di liberazione.» 

 Gary è un uomo molto anziano. Sente il suo corpo sgretolarsi come un castello di sabbia lambito dalle onde; sente una fitta nebbia avvolgere i ricordi di oggi e di ieri. Eppure, un episodio del passato più lontano brilla nitido nella sua memoria, come una stella oscura nelle costellazioni dell'infanzia: il pomeriggio di mezza estate in cui, quando aveva nove anni, si addentrò nel bosco per andare a pescare al torrente e incontrò un uomo tutto vestito di nero. Uno sconosciuto dagli occhi di fuoco. I tratti di quel volto spaventoso e le parole terribili che uscirono da quella bocca, terrorizzandolo da bambino, hanno tormentato Gary per tutta la vita, come un lungo incubo. E proprio adesso sente l'urgenza di mettere nero su bianco ogni dettaglio. Nella speranza che la scrittura lo liberi da quell'ossessione. E per esorcizzare la paura di incontrarlo di nuovo, ora che si sente prossimo alla fine. 

 L'uomo vestito di nero è uno dei racconti più classici di Stephen King, vincitore del World Fantasy Award e dell'O. Henry Award, e poi incluso nella raccolta Tutto è fatidico. Qui è riproposto in un'edizione speciale, impreziosita dalle splendide tavole di Ana Juan, e accompagnato da Il giovane signor Brown, il racconto di Nathaniel Hawthorne preferito da King, che proprio a quel maestro della letteratura americana ha voluto rendere omaggio con L'uomo vestito di nero.



Eh, difficile parlarne, anche perchè è davvero un racconto minuscolo.
Me lo sono fatto regalare per Natale e credo sia stata l'idea migliore. 
É perfetto come regalo. 
Da comprare, o si è fan sfegatati di King (e si vuole ogni libro stampato) o si è innamorati di questa ristampa, altrimenti temo ci sia la delusione dietro l'angolo. 

I disegni sono molto belli, anche se non ne ho capito la logica. A volte sono messi prima a volte dopo ciò che l'illustrazione deve regalarci visivamente. Quindi, a volte prima si vedeva l'illustrazione e poi si voltava pagina e si continuava a leggere, a volte era messa nella pagina successiva. O più scaglionati. Un peccato questa non logica. 

La storia in sè è brevissima. Uno dei racconti più piccoli di King che mi sia capitato di leggere, fino ad ora. 
Si muove in un territorio molto familiare a King: l'infanzia. Le paure spesso miste alla "magia" di guardare oltre, che solo quelle età sanno regalare. 

Qui raccontate da un Gary ormai anziano e prossimo alla morte che, terrorizzato come quel pomeriggio quando aveva nove anni, decide di metter nero su bianco questa paura così folle che dice lo ha accompagnato per tutta la vita, e che ora deve confidare a qualcuno. 

Penso che King giochi molto su questi due aspetti della vita che sembrano opposti, invece sono davvero vicinissimi. 
Un anziano spesso si ritrova ad essere (e/o sentirsi) come un bambino. 
Per questo (Gary) riesce a metter così tanto in questo ricordo e ne è terrorizzato, facendo chiedere al lettore quanto ci sia di vero in tutto ciò: fantasia di un bambino che torna a galla in un momento di impotenza? 
Oppure l'uomo vestito di nero è davvero in agguato?

Chi è quest'uomo vestito di nero?!? 
Ci vengono dati indizi e poi il tutto ci viene spiegato, quasi rompendo l'aura magica che aleggia intorno questa figura e rendendola "banale". 

Come bonus viene inserito anche il racconto Il Giovane Signor Brown. 
Ahimè, senza illustrazioni, il che è un peccato! Sarei stata davvero curiosa di veder anche queste pagine arricchite e non lasciate semplicemente bianche con un testo nero fitto. 
Un racconto più lungo rispetto al precedente, anche questo che si muove fra realtà e sogno, ma con protagonista un adulto. 
Apprezzato sicuramente di più del precedente, nonostante sia piuttosto prolisso. 
Ma essendo stato pubblicato nel 1835, comprendo i motivi che lo rendono tale. 

Credo che mi fermerò qui, riguardo entrambi.
A dire di più vi rovinerei la lettura e non voglio assolutamente. 
Il prezzo è un po' altino, quindi lascio a voi decidere se buttarvi o no nell'acquisto. 

Sicuramente però consiglio di recuperare, in qualsiasi modo vogliate, entrambi i racconti. 



Opinione: L'Istituto, di Stephen King



Dopo classici come L'incendiaria e It, Stephen King si mette di nuovo alla prova con una storia di ragazzini travolti dalle forze del male, in un romanzo come sempre trascinante, che ha anche molto a che fare con i nostri tempi.
«King travolge il lettore con una storia di bambini che trionfano sul male come non ne scriveva dai tempi di "It". Entrando nella mente dei suoi giovani personaggi, crea un senso di minaccia e di intimità magici… Non c'è una parola di troppo in questo romanzo perfetto, che dimostra ancora una volta perché King è il Re.» – Publishers Weekly
«Con L'Istituto il re del brivido torna al suo massimo splendore» – Robinson
È notte fonda a Minneapolis, quando un misterioso gruppo di persone si introduce in casa di Luke Ellis, uccide i suoi genitori e lo porta via in un SUV nero. Bastano due minuti, sprofondati nel silenzio irreale di una tranquilla strada di periferia, per sconvolgere la vita di Luke, per sempre. Quando si sveglia, il ragazzo si trova in una camera del tutto simile alla sua, ma senza finestre, nel famigerato Istituto dove sono rinchiusi altri bambini come lui. Dietro porte tutte uguali, lungo corridoi illuminati da luci spettrali, si trovano piccoli geni con poteri speciali – telepatia, telecinesi. Appena arrivati, sono destinati alla Prima Casa, dove Luke trova infatti i compagni Kalisha, Nick, George, Iris e Avery Dixon, che ha solo dieci anni. Poi, qualcuno finisce nella Seconda Casa. «È come il motel di un film dell'orrore», dice Kalisha. «Chi prende una stanza non ne esce più.» Sono le regole della feroce signora Sigsby, direttrice dell'Istituto, convinta di poter estrarre i loro doni: con qualunque mezzo, a qualunque costo. Chi non si adegua subisce punizioni implacabili. E così, uno alla volta, i compagni di Luke spariscono, mentre lui cerca disperatamente una via d'uscita. Solo che nessuno, finora, è mai riuscito a evadere dall'Istituto.

Una delle cose che più mi ha dato fastidio è il paragone con "IT" (e l' "Incendiaria", che però non ho ancora letto): a priori tantissimi credono che si sia qualcosa fra loro (anche se la descrizione mi sembrava abbastanza chiara).
NO! 
E' solo un modo per dire che i ragazzi tornano protagonisti delle storie del Re. Stop. 
"IT" è irraggiungibile. Un capolavoro. Qualcosa che, temo, mai potrà essere eguagliata nemmeno dallo stesso King. Se partite dal presupposto che questo libro possa darvi qualcosa di simile, rimarrete tremendamente fregati. Se, invece, cercate una storia interessante, originale, ricca di spunti di riflessione, fatevi sotto che avete trovato il libro giusto.

Dopo questa piccola premessa, vi dico due cose sul romanzo. 
Per me è stato molto faticoso arrivare a metà del libro. Non so bene come mai, ma la prima metà l'ho trovata come un'enorme spiegazione dei fatti, così che poi quando ci sarà azione saremo pronti e capiremo il tutto. Alla fine di tutto, ho adorato la storia, dalla prima riga all'ultima, nonostante quel "problemino" che mi ha un po' rallentato. 

Parla di ragazzini particolari, che vengono rapiti e portati in un Istituto, nascosto al mondo (ovviamente), dove viene chiesto loro di ubbidire alle regole per aiutarli a salvare il mondo. Chi disobbedisce o si ribella, dovrà affrontarne le conseguenze. E capiremo subito cosa si intende. 
Il protagonista è Luke, ma non sarà l'unico a cui ci affezioneremo e a cui King darà voce: Kalisha, Nick, George, Iris e Avery. Ragazzi come lui che sono stati portati lì con la forza e con ancora più brutalità vengono sottoposti a test, da cui gli adulti sperano di poter sfruttare i loro poteri. 
C'è questa distinzione abissale fra ragazzi ed adulti, che li mette gli uni contro gli altri, non solo per l'età ma per il rapporto che hanno reciprocamente. Ed ammetto che King, rispetto al passato, si è un po' addolcito. Avrei pensato di leggere cose peggiori, conoscendolo. 

Luke fa amicizia con questi ragazzini e con altri, ma capisce molto in fretta che se non scappa da lì e distrugge quel luogo, finirà dalla Prima alla Seconda Casa, da dove non si hanno più notizie di nessuno ed è molto difficile credere alle parole degli adulti in merito. 

Una lettura che (nel complesso) scorre veloce e ti cattura, trascinandoti insieme a questi piccoli protagonisti in una storia dalle varie sfumature. Come ben sappiamo, King è incredibilmente bravo a creare un mondo con le sue parole, anche in questo caso, pagina dopo pagina, tutto appare limpido nella mente del lettore, che ne resta conquistato. La trama è sfaccettata ma davvero ricca. Rimettendo dei ragazzi al centro di tutto, contrapposti agli adulti, porta a galla tante domande a cui è difficile dare una risposta. 
Ho trovato perfetto il capitolo conclusivo, che riesce in pochissimo a fare chiarezza ad alcune di questi interrogativi, portandoci anche a capire effettivamente ciò che c'era dietro a tutto quanto. 

Una storia molto "reale", dove i mostri sono le persone, come ci ha abituato fin troppo bene King. Decisamente un bel romanzo. 
L'avevo preordinato a luglio e già la mattina della sua pubblicazione avrei voluto vedere il corriere al cancello. Ahimè, ho dovuto attendere qualche giorno in più, ma la pazienza è stata ampiamente ripagata, e non vedo l'ora di scoprire quale altra storia ha in serbo per noi il Re. 
Ci ho messo parecchio ad elaborare una specie di opinione e buttarla giù nero su bianco. E nemmeno ora che l'ho fatto mi sento soddisfatta. Non è all'altezza. Ma o questo, o rimanderei fino al mai. 

Opinione: Elevation, di Stephen King


Un racconto di rara intensità, che è anche un omaggio ai suoi maestri, in cui King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.
«Esercizio di stile con l'anima, Elevation propone una serie di lezioni morali all'America trumpiana ma lo fa regalando in cambio un guizzo crativo purissimo» - Francesco Pacifico, Robinson

«Un piccolo libro su un uomo normale che, in circostanze straordinarie, supera l'odio per vivere con gentilezza e dignità» - The Washington Post

«King è la nostra risorsa rinnovabile più preziosa» - The Guardian

Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n'è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull'ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l'amicizia è sempre a portata di mano.                

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King ancora una volta si dimostra straordinario. È riuscito con una brevità (piuttosto difficile per lui, visto che di solito le sue storie sono belle corpose) a creare qualcosa di intenso, mescolando come al solito la quotidianità con qualcosa di assurdo.

Il romanzo parte presentandoci il protagonista che si chiama Scott, un uomo di mezza età che è sempre stato parecchio corpulento. La cosa che lo sorprende di più è che ha notato, per puro caso, di star perdendo peso, ma tutto ciò non influisce minimamente con la sua figura estetica.
Infatti ne discute presto con un suo caro amico e medico, Bob, lasciando anche lui senza parole. Il fenomeno è preoccupante, già solo perché questo calo di peso è costante, ma soprattutto che questo non influisca minimamente sul suo fisico non è normale. Bob gli consiglia subito di andare a farsi visitare, però Scott preferisce aspettare, visto che si sente comunque molto bene e teme di finire nelle mani di chissà chi, vittima di qualche esperimento strano.

Questa è la base nella storia che però avrà una crescita diversa da quella che potremmo mai immaginare, perché Scott ha due vicine sposate fra di loro, che posseggono un locale nella città che però rischia di fallire visto che la maggior parte dei cittadini non vede di buon grado un matrimonio fra lesbiche.
Queste due giovani donne hanno dei caratteri estremamente diversi fra di loro, infatti Deirdre è sempre stata nei suoi confronti (di Scott) molto dura, diretta, quasi cattiva, ma lui non si è mai fatto scoraggiare. Sua moglie Missy invece è molto più gentile e tranquilla, ed infatti sarà lei a far capire a Scott qualcosa in più sulla sua partner, di quanto sia una facciata per il mondo e che lei non è davvero così come appare.

Scott è una persona estremamente buona, senza pregiudizi e decide di provare a fare qualcosa per aiutare queste due donne proponendo una sfida che Deirdre non può assolutamente rifiutare, il tutto per riuscire a rilanciare questo locale ed aiutare queste donne, ingiustamente prese di mira dai cittadini.

La cosa davvero bella di questo romanzo (o racconto perché alla fine si tratta di 200 pagine) è che King è riuscito a mettere la questione della perdita di peso inspiegabile come sottofondo per tutto il resto; per parlare più che altro dell'accettazione e dei pregiudizi che può avere la gente.
È sempre stato uno dei punti forti dell'autore e anche in questo caso ci azzecca in pieno.
Riesce a fare una critica alla società ed al modo di pensare bigotto (e stupido) che caratterizza fin troppe persone, non solo nelle piccole cittadine perché questa gente intollerante vive anche nelle metropoli, ma lì si confonde forse un po' di più nella massa, tutto qua.
Riesce a parlare di un problema che affligge così tanta gente ed è qualcosa di inaccettabile, usando come sempre la sua creatività per dare un tocco in più che incuriosisca il lettore nonostante si affrontano tematiche molto serie e (purtroppo ancora troppo) reali.

Come si fa a non amarlo per questo?

Credo che con queste poche pagine sia riuscito a creare un romanzo migliore degli ultimi anni. Ho apprezzato moltissimo Sleeping Beauties, dove anche lì si fa una critica alla società pensando alle donne, nonostante l'aspetto dell'assurdo sia molto più calcato nel finale; ho apprezzato parecchio The Outsider nonostante come mi abbia un po' deluso per la piega che prendevano gli eventi dopo metà romanzo. È una cosa che riscontro molto spesso in King: partire alla grande ma il finale che non regge.

In questo caso invece, forse per la brevità o forse per il messaggio che voleva lanciare, tutto questo riesce si affronta questo romanzo 200 pagine che scorrono tranquille e si leggono un paio d'ore, lasciandoti completo; si ha proprio la sensazione che riesca a raccontarti tutto senza che manchi niente.
Davvero molto bello. Fateci (minimo!) un pensiero.
Non resta che attendere il prossimo romanzo e vedere che cosa ci racconterà, in che luoghi e con che persone ci troveremo ad avere a che fare. Sicuramente ci stupirà. Non per altro è e resta il Re.

Opinione: The Outsider, di Stephen King


La sera del 10 luglio, davanti al poliziotto che lo interroga, il signor Ritz è visibilmente scosso. Poche ore prima, nel piccolo parco della sua città, Flint City, mentre portava a spasso il cane, si è imbattuto nel cadavere martoriato di un bambino. Un bambino di undici anni. A Flint City ci si conosce tutti e certe cose sono semplicemente impensabili. Così la testimonianza del signor Ritz è solo la prima di molte, che la polizia raccoglie in pochissimo tempo, perché non si può lasciare libero il mostro che ha commesso un delitto tanto orribile. E le indagini scivolano rapidamente verso un uomo e uno solo: Terry Maitland. Testimoni oculari, impronte digitali, gruppo sanguigno, persino il DNA puntano su Terry, il più insospettabile dei cittadini, il gentile professore di inglese, allenatore di baseball dei pulcini, marito e padre esemplare. Ma proprio per questo il detective Ralph Anderson decide di sottoporlo alla gogna pubblica. Il suo arresto spettacolare, allo stadio durante la partita e davanti a tutti, fa notizia e il caso sembra risolto. Solo che Terry Maitland, il 10 luglio, non era in città. E il suo alibi è inoppugnabile: testimoni oculari, impronte, tutto dimostra che il brav'uomo non può essere l'assassino. Per stabilire quale versione della storia sia quella vera non può bastare la ragione. Perché il male ha molte facce. E King le conosce tutte.            

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Ok, sono abbastanza confusa su come parlarvene.
Come voi sono stata in attesa di questo romanzo e non vedevo l'ora di poterlo leggere, curiosissima di scoprire quale nuovo incubo avesse in mente King per noi.
E, purtroppo, devo ammettere che mi ha deluso nel finale, come capita (ahimè) a tantissimi dei suoi romanzi. Un enorme peccato, perché l'inizio incanta il lettore.
 
Parte tutto dal ritrovamento di un bambino. Il suo cadavere per essere precisi. Abbandonato e seviziato in modo atroce e brutale, che sconvolge la cittadina di Flint City iniziando una caccia al mostro che ha fatto questo.
Attraverso alcune testimonianze (portate a noi tramite verbali della polizia) scopriamo chi è l'indiziato numero uno della città, ovvero uno dei cittadini più impensabili: Terry Maitland, un insegnante e coach della squadra di baseball per i più piccoli. Per via dell'incredibile violenza dell'omicidio la polizia, con a capo il detective Ralph Anderson, decide di arrestarlo immediatamente davanti ad una folla immensa mentre si sta giocando la finale della sua squadra, quasi per sottoporlo a gogna pubblica davanti anche alla moglie e le figlie che ne escono devastate.
 
Un gesto che possiamo capire ma non nella sua totalità, visto che dovrebbe esserci razionalità nelle forze dell'ordine. Questo infatti da inizio ad una crociata contro quest'uomo e la sua famiglia, presa immediatamente d'assalto dai media ed isolata da chi credevano amici.
Terry, capendo subito che nessuno lo avrebbe ascoltato chiede immediatamente di chiamare il suo avvocato ed amico, che si precipita subito in suo soccorso.
Basterà una chiacchierata fra loro in una stanzetta per far uscire l'avvocato col sorriso sulle labbra.
Terry infatti è innocente e ne hanno numerose prove, che la polizia non ha nemmeno considerato perché era così presa dalla smania di catturarlo da non aver indagato a sufficienza su tutte le piste.
 
In questo inizio del romanzo vedremo come basti davvero poco per distruggere un uomo, presumibilmente innocente. La caccia dei media ha inizio, senza esclusione di colpi. Le voci corrono rapide e l'odio verso quell'uomo così buono scatta immediato.
Il tutto solo da un arresto, perché delle prove non ne ha ancora parlato nessuno. Ma non importa, la folla ha già giudicato a prescindere.
 
Il lettore viene inizialmente sballottato e non capisce bene cosa sia dove stia la verità e chi la stia dicendo. Sicuramente empatizza con Terry e la famiglia (le due figlie piccole soprattutto, marchiate per sempre anche se lui ne esce innocente), eppure le prove ci sono, sia a carico che a discolpa.
I testimoni hanno visto Terry davvero? Le telecamere cosa hanno ripreso?
Era in città o altrove? E chi era l'altro uomo?!
 
E' un gioco sottile che porta a chiedersi se non si sia sbagliato qualcosa, se possa essere colpevole e gli alibi siano stati fabbricati ad arte, oppure innocente e qualcuno lo sta incastrando per bene.
King apre con un thriller davvero intrigante e che spiazza completamente, mettendo curiosità a chi sfoglia le pagine in attesa di scoprire cosa sia accaduto quel 10 luglio.
 
Purtroppo però, come già dicevo, il tutto inizia a crollare da metà romanzo circa.
Ritroveremo un personaggio già conosciuto, ma ciò non basta a dare pepe alla storia che, negli ultimi capitoli, frana disastrosamente e chiude in pochissime righe tutto, lasciando quasi seccati perché non sembra davvero un finale appropriato.
Io adoro King, ma rispetto ai primi capitoli, la strada scelta per continuare la narrazione poteva dare molto di più. Da un potenziale 5 stelle, sono crollata sulle 4 (perché comunque l'inizio è una bomba, e poi la scrittura resta eccelsa, nonostante tutto).
 
Se amate il Re, prendetelo in considerazione per leggerlo.
Se siete dubbiosi, non vi consiglio di comprarlo subito. Potrebbe rovinarvi un potenziale ottimo rapporto con questo scrittore.

#RaccontiDaUrloInAutunno: The Langoliers, di Stephen King

Benvenuti in questa quarta tappa dedicata alle nuove ristampe di cinque racconti di Stephen King.
A me è arrivato a sorpresa "The Langoliers", prima di parlarvene vediamo i dettagli e la trama:




Titolo: The langoliers
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pickwick
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 settembre 2018
Pagine: 320 p., Brossura
Prezzo: 11€
EAN: 9788868364625






Immagina di vivere nel tuo incubo peggiore. E che non ci sia nessuna via di fuga.

Sul volo notturno Los Angeles-Boston la giovane Dinah si sveglia all'improvviso, assalita dalla paura: è cieca, ma sa che è successo qualcosa di orribile sull'aereo. Intorno a lei, infatti, sono spariti quasi tutti. Solo coloro che stavano dormendo - undici passeggeri tra cui un pilota fuori servizio, uno scrittore di gialli, un inglese, un'insegnante e un delirante uomo d'affari - sono sopravvissuti. Ma l'atterraggio di emergenza in un aeroporto misteriosamente vuoto farà loro desiderare di non essersi salvati. Perché qualcosa li stava aspettando. Un racconto tratto da «Quattro dopo mezzanotte».            

*    *    *    *    *
 
Altro che "racconto" sono ben 322 pagine che ci portano in un'avventura imprevedibile, strana ed allucinante. King è un maestro, ormai lo so, eppure mi sorprende sempre con le sue storie di cui non si sa mai quale sarà la fine e quali mostri incontreremo lungo la strada, ma una certezza, il lato umano sarà sempre e comunque il mostro più inquietante, che ci terrà sulle spine ogni singola volta.
 
Il romanzo ha molte voci che si uniranno per mostrare più prospettive durante la lettura. Inizieremo dal pilota Brian Engle, che è appena atterrato a Los Angeles e lo attende una brutta notizia: la sua ex moglie è morta. Sconvolto ad quell'improvvisa "novità", si mette subito in volo su un altro aereo (questa volta come passeggero) per poter andare a Boston "da lei". Stremato per il turno appena finito, si addormenta subito. E non sarà l'unico su quel volo.
 
Dopo un po' dalla partenza Dinah, una ragazzina cieca, si sveglia e scopre di non aver più la zia accanto a sé. La razionalità le dice che non c'è niente di cui preoccuparsi e cerca di trovare risposte sensate, eppure dentro di se sente che qualcosa non va su quel volo. Sarà lei la prima a dare l'allarme svegliando gli altri passeggeri, facendo scoprire a tutti di trovarsi in un incubo.
Sono solo undici su quel volo. Ma come può essere possibile?
 
King riesce a rendere interessante e mettere ansia allo stesso tempo al lettore, presentando questa improvvisa realtà dei fatti, che diventa sempre più allarmante, mano a mano che i protagonisti si rendono conto di cosa sta accadendo. Li conosceremo meglio e scopriremo le varie personalità.
Oltre al pilota Brian c'è Albert, un giovane dal talento musicale per il violino; Laurel, una giovane donna che vuole cambiare vita; Nick, un personaggio carismatico che prende subito le redini della situazione; Robert, uno scrittore di gialli che userà la sua mente acuta per aiutare il gruppo proponendo teorie a volte azzardate, ma spesso giuste; Craig, un uomo d'affari prepotente; e poi Don, Rudy, Bethany ed un passeggero senza nome.
 
Persone qualunque che si trovano improvvisamente sole ed in una situazione da fantascienza: le uniche a bordo di un aereo ancora in volo, ma il resto dei passeggeri? E l'equipaggio?
Non sarà solo questa l'unica stranezza poiché avendo Brian, un pilota, a bordo, possono facilmente riprendere il controllo e tornare a terra, ma non è così facile come previsto.
E nonostante ci riescano, si trovano a dover affrontare qualcosa di strano, che nemmeno loro capiscono appieno, ma si farà presente sempre di più la sensazione di "sbagliato" e che devono andarsene da quel posto. Ma per andare dove?
 
Domande su domande si affollano nella mente del lettore mentre scorre le pagine e si trova intrappolato insieme a queste persone, cercando di capire cosa si nasconda dietro questo mistero e come possano uscirne vivi. Sempre se ci riescono. Spulciando fra le varie opinioni che verranno formulate, provando a trovare risposte che non ci sono, girando pagina dopo pagina, cercando di capirne di più ma non riuscendoci.
 
Un racconto che mi ha tenuto incollata alle pagine, divorandolo in un pomeriggio per scoprire come stavano le cose e come sarebbe finita la storia di queste persone. Un romanzo non da incubi (per mia opinione), che propone diverse paure al lettore, alcune decisamente improbabili, anche se queste popolano i nostri inconsci e King le risveglia portandoci a viverle insieme a queste persone, mescolandole insieme a sensazioni più reali che sperimentiamo nel quotidiano, dando forza a questa storia.
 
Perde un po' verso il finale purtroppo, tutta la tensione fino a quel momento non riesce a tenersi così alta ed alcuni frammenti risultano prevedibili. Non per questo però perde così tanti punti, ai miei occhi. La trama è davvero ardua da scrivere con tanta bravura, riuscendo a mantenere così tanti elementi in gioco. Ma se King è il Re c'è un motivo!
 
Per ora l'unico volume dei cinque pubblicati di questa (mini) ristampa che ho letto (eh già, le raccolte di King mancano alla mia lettura ed anche alla mia libreria) e ringrazio la Sperling per l'occasione di avere in anteprima questo romanzo, anche se non inedito, ma con una veste grafica davvero bella e che fa desiderare di averli tutti!
 
Spero abbiate letto e scoperto gli altri volumi che vi sono stati presentati nei giorni scorsi:
The Body - Everpop
The Sun Dog - Diario di una Dipendenza
The Mist - Rosy Milicia
  
 Domani trovate
 


Scopriamo meglio: Sleeping Beauties - Opinione



Ovviamente per prima cosa dico: Stupendo!
L'ho iniziato e letto molto lentamente, godendomi la storia in un modo che mi mancava davvero, visto che ultimamente ero "vorace", con troppe letture veloci che non mi catturavano abbastanza per godermi ogni pagina e rallentare.
King mai. Resta uno dei pochi autori che regala magia. Sempre.
E quindi: potevo farmelo scappare?
Ovviamente NO!
A parte un piccolo disguido, per cui ho dovuto ordinarlo online ed aspettare qualche giorno dopo la pubblicazione ufficiale (mi mangiavo le mani!!), mi è arrivato ed ho iniziato anche questa avventura.

Come vi ho raccontato nei giorni scorsi, la vicenda la vediamo attraverso gli occhi degli abitanti di Dooling, in Virginia, fra il Penitenziario Femminile, la roulotte nel bosco, le case degli abitanti, il bar, la stazione di polizia,...insomma, lentamente ci sembrerà di passeggiare lungo queste strade e di vivere in questo luogo, anche se per poco.
Inutile dire che i personaggi descritti sono realistici anche senza soffermarsi troppo su certi dettagli (ad esempio, certa gente si scopre che è di colore solo dopo tantissimi capitoli: qualcosa di marginale, superfluo); ci permettono di mettere le loro scarpe, anche se alcune davvero scomode da indossare, e vivere tramite loro questa tragedia e scoprire come ognuno affronterà la cosa.

E' una delle cose che ammiro ed amo di più di King, perché non tralascia MAI il lato umano in ogni genere di storia che racconta. Alla fin fine di tutto, non importa quanto sia cattivo il mostro nell'armadio, ci sarà sempre qualcuno accanto ai personaggi che potrebbe competere (o vincere) in crudeltà. Porta a riflettere su quanto certi problemi vengano visti con superficialità oppure ignorati, senza percepirne il peso, da certa gente.
Una cosa che a leggerla fa male, ma è vera!
Uno dei lati sicuramente più spaventosi di qualunque suo lavoro.

Non vorrei ripetermi, quindi sarò generica. Ho parlato dei personaggi e dei luoghi, quindi non riprenderò la trama, anche se è interessante vedere come nella prima metà del volume (circa un 300paginette) ci sia solo l'inizio del tutto, attraverso tantissimi occhi e tantissime prospettive diverse.
Vedremo e scopriremo come "nasce" e si diffonde questa malattia così incredibile e strana ed unica.

Sarà nella seconda parte che inizieranno ad arrivare alcune risposte e la storia procederà verso la conclusione...e purtroppo c'è un MA.
Il Finale.
Infatti, come in molti altri libri, King perde qualcosa ed i suoi romanzi non hanno una fine che merita e che rende giustizia alla trama letta fino a quel momento. Non so perché.
Non è brutta, ma la trovo leggermente stonata e più vaga rispetto al minuzioso lavoro fatto fino a poco prima.

In ogni caso, consiglio l'acquisto e la lettura: resta stupendo!
Tra i migliori libri di questo 2017.



E siamo arrivati alla fine di tutto.
Un pochino mi dispiace, avrei voluto parlare e parlare...ma ammetto che, restando Spoiler Free, è difficile farlo. Molto molto difficile.
Spero che vi siano piaciute le varie tappe e di avervi dato una spintarella verso il Si, lo compro.

Se lo avete già letto, che impressioni vi ha fatto?
Se volete parlarne, contattatemi e sarò felice di fare due chiacchiere (e "fangirlare" alla grande sul romanzo).
 
Io comunque lascio il calendario con tutte le tappe che ho fatto,
così se scoprite il tutto solo ora,
potete andare a vedere cosa ho creato per i giorni passati.

Scopriamo meglio: Sleeping Beauties - Ambientazione


Riguardo questa tematica, ero preoccupata di come svolgere questo aspetto del romanzo.
Ho scelto di accennare alcune cose, ma giusto appena, perché credo che l'immaginazione regali tantissimo e che leggendolo ognuno debba poter ricreare le varie abitazioni o zone nella sua mente.

Partiamo dalla città che ospita il romanzo.
Ci troviamo a Dooling, una piccola città del West Virginia, con una splendida vista sui monti Appalachi e che offre lavoro per tutti.
Un luogo inventato, ma vagamente reale. Infatti fa parte delle Tre Contee, con McDowell (esistente davvero) e Bridger (che non ho trovato). Una cittadina che ha un Carcere Femminile che la rende "importante", non solo riguardo questa storia.
Lì infatti si svolge molta della storia, fra quelle mura che contengono parecchie potenziali vittime del virus, poiché Aurora attacca solo le donne.

Un altro luogo è la Roulotte dove, si può dire, inizia gran parte del casino della nostra storia.
Nella "casa" di Tiffany e Tru (di cui vi avevo accennato), dove compare per la prima volta Evie per la prima volta ed iniziano guai.

Si farà cenno anche ad altri luoghi, anche se più marginali e occasionali, come la casa dei Norcross (e altre abitazioni), la Stazione di Polizia, lo Squeaky Wheel il locale della zona, ....

ATTENZIONE SPOILER
Se non avete ancora letto il romanzo, meglio fermarvi
Ero indecisa se parlarne o meno, ma alla fin fine ho deciso di aggiungere questi due luoghi perché sono importanti.
Prima di tutto il bosco, in particolare la radura da dove sembra essere apparsa Evie, che la rivedremo per prima attraverso gli occhi di Lila (che crede sia un sogno), poi continueremo a ritrovarla e scoprirne i vari dettagli e misteri che la circondano.
Un altro luogo importante appare dalla seconda metà del romanzo in poi, ovvero quello rinominato Nostro Posto dalle donne che ci si risvegliano; una versione del mondo e della città come la conoscevano, ma come se fossero passati moltissimi anni dal loro sonno. Un luogo distrutto e allo sfascio in cui si ritrovano e capiscono che dovranno darsi da fare per adattarlo alle loro necessità, perché al momento non possono andare da nessun'altra parte.
Capiranno ben presto altre peculiarità di quel luogo, come il fatto che il tempo scorre in modo molto diverso rispetto al mondo che si sono lasciate alle spalle altre cose davvero inquietanti che le collegano sempre a quella vita.
FINE SPOILER
 
 
Spero di avervi incuriosito,
resta solo l'ultima tappa, ovvero la mia opinione sul romanzo
Domani sempre sul Blog

Scopriamo meglio: Sleeping Beauties - Personaggi (seconda parte)


Continuiamo questa seconda parte dedicata ai personaggi con la famiglia Norcross.
Conosceremo per primo Clinton, il capofamiglia, uno psicologo che ha deciso di andare a lavorare nel Carcere Femminile, per sentirsi più utile nella vita rispetto alla professione privata. Una decisione che ha radici profonde nella sua infanzia, passata fra case di affido.
Quella prima mattina (che ancora nessuno sapeva esserlo) conosceremo anche sua moglie, lo Sheriffo Lila, una donna forte, sveglia e pragmatica, che porta avanti il suo ruolo con serietà e professionalità, stimata dai colleghi che la ritengono un ottimo leader.
Rientrata dopo una nottata per un'incidente, nasconde però un segreto che riguarda il marito e che dovremo sudarcelo lungo le pagine per scoprire cosa sia.
Ovviamente faremo conoscenza anche di loro figlio, Jared, un diciassettenne un po' timido ed impacciato, innamorato di una sua compagna che (come ovvio) gli vuole bene come amico e nulla più. 

Più avanti nelle pagine conosceremo un'altra figura importante e pericolosa, ovvero Frank Geary, che svolge servizio per la Protezione Animali. Un uomo che farebbe di tutto per proteggere un animale indifeso, peccato per un "piccolo" problema per la gestione della rabbia. Infatti questi scatti lo hanno portato a separarsi dalla moglie Elaine ed al vedere poco sua figlia Nana, per cui stravede e che è uno degli interruttori che se premuti gli fa perdere completamente il cervello.
Un altro personaggio, meno oscuro di Peters, eppure vedremo anche attraverso di lui come ai suoi occhi siano gli altri a sbagliare sempre e comunque.

E giungiamo al personaggio più enigmatico e faticoso di cui parlare, ovvero Evie.
Inizialmente la sentiremo parlare, ma non capiremo chi è.
E' tutto molto confuso, come in un sogno, quando parla. A me sembrava quasi una bambina.
Scopriremo lentamente durante la lettura che non è una persona qualunque.
Evie si presenta come una donna bellissima, dai lunghi capelli neri e con delle facoltà a cui è difficile credere. Sarà lei a bussare alla roulotte di Tru e Tiffany, cambiando quella giornata e facendo in modo di attirare lassù le forze di polizia (e non solo), aggiungendo pepe a quella prima giornata in cui Aurora (il nome dato al virus) arriva a Dooling.

Come già dicevo, ci sono moltissimi altri personaggi fra le pagine che compariranno, alcuni più frequentemente, altri solo per una manciata di fogli, ma tutti per dire qualcosa.
Alcuni sono positivi, altri negativi, ma rivelano i vari aspetti della natura umana che vanno affrontati e che, ammettiamolo, ci si aspetta di incontrare durante un disastro del genere.


 



Scopriamo meglio: Sleeping Beauties - Personaggi (prima parte)

 
Ho pensato tanto a chi mettere e come parlarvene, ma erano così tanti (perché lo sapete Zio Stephen ama ampliare molto le sue storie) che ho pensato fosse meglio dividere in due parti,
più semplice da gestire se mi fossi dilungata.
(Esatto, lo scrivo senza aver programmato nulla ancora. Panico!
Ditemi poi se ho fatto un bel lavoro, mi raccomando)


Per partire, ho deciso di seguire un po' il romanzo e (vagamente) la sua ambientazione, per riunire i vari personaggi (alcuni almeno!) e presentarveli giusto un pochino.

Partiamo dal Penitenziario Femminile dove conosciamo subito una giovane donna, che si è appena svegliata. Un giorno come un altro nel carcere, eppure dopo poche ore tutto verrà sconvolto.
Si chiama Jeanette Sorley, una donna pratica ed intelligente, attraverso di lei conosceremo il carcere dagli occhi delle prigioniere. E' giovane ed un tempo di drogava, ma ormai vuole mettere tutto alle spalle, scontare la pena e uscire per rivedere il figlio che sta crescendo senza di lei, a parte per le poche visite in prigione. Per cosa è dentro? Lo scoprirete leggendo il libro.
Gli sbirri lì dentro sono severi, ma conosceremo presto uno dei peggiori, se non IL peggiore.
Non poteva infatti mancare il lato marcio dell'essere umano, ed uno di questi è rappresentato da Don Peters, una guardia che crede di poter fare il bello ed il cattivo tempo con le prigioniere. Tanto, sono loro a stuzzicarlo e provocarlo. Lo desiderano, quindi perché dovrebbe essere sbagliato quello che fa?
Un personaggio che mi ha irritato profondamente e che mi ha fatto riflettere su quanto certa gente possa essere marcia e non accorgersene minimamente (anche questa una parte molto frequente nei romanzi del Re).
In quella prigione comanda Janice Coates, una donna intelligente e che non si fa mettere i piedi in testa, ma non crudele. Durante il romanzo conosceremo anche sua figlia, Michaela Morgan, giornalista abbastanza famosa che ha cambiato nome per farsi strada in quel mondo. Una delle prime voci a dare notizia di quel virus arrivato dall'Australia fino a lì, di cui non si conosce alcun dettaglio specifico....per le prime ore...
Non sto a parlarvi delle varie detenute e dei vari agenti, perché li conoscerete durante le pagine e scoprirete chi è buono e chi cattivo, e chi a volte mescola le carte.

Ma passiamo ad un altro ambiente, completamente diverso, infatti ci troviamo nascosti dalla città, fra i boschi, in una roulotte dove quattro tossici si stanno quasi riprendendo da una maratona (senza sosta) con vicino una "fabbrica" improvvisata per poterla anche vendere. Lì vive Tru, tossico, spacciatore ed ex pappone, con Tiffany Jones, sua ex "lavoratrice"(/prostituta) che ora divide con lui quel buco e la droga. Insieme a loro un amico di Tru e un medico, che conosceremo più avanti, il dottor Garth Flickinger.
Una mattina qualunque, dove Tiffany si chiede come abbia potuto buttare nel cesso la sua vita, fino a quando qualcuno bussa alla porta e ribalterà la situazione completamente...


Spero di avervi incuriosito con alcuni dettagli su qualche personaggio,
non dimenticate che domani vi parlerò di altri

Scopriamo meglio: Sleeping Beauties - Video

 
 
Purtroppo non ci sono Video in Italiano, ma credo che anche con una base di inglese si possano capire i Trailer.
Il Video sotto invece ha i sottotitoli (per fortuna!), credo parte di un'intervista riguardo il libro, da come è nato...insomma, carino da vedere!
 
da Hachette Australia Books
 
 
 


Intervista a Owen e Stephen King
| sottotitoli Italiano | Sleeping Beauties  
 
 

 

Scopriamo meglio: Sleeping Beauties - Cover






Per la copertina originale (e quella che è poi è diventata anche quella Italiana) si è scelta una fotografia del grafico Federico Bebber, chiamata "Casa Delle Farfalle di Bordano"; per la quale ha fotogratato la modella Diana Dihaze.









Per una volta la nostra copertina probabilmente è la più bella tra quelle realizzate e messe in commercio, anche se ammetto che una variant inglese (o americana) è interessante, come quella tedesca.














Anche questa cover mi affascina.
Tanti piccoli dettagli che vengono fuori ogni volta che la si osserva.
Davvero bella!









La Variant di cui parlavo sopra, che subito non mi piaceva, ma dopo la fine del romanzo ho capito tanti piccoli riferimenti che me la fanno apprezzare.


Ovviamente anche a queste cover interne non avrei saputo dare una spiegazione prima della lettura.
Interessante scelta di marketing,
peccato che uno lo possa capire solo dopo...





Scopriamo meglio: Sleeping Beauties - Presentazione


Ciao a tutti!
Eh si, ho finito questo libro stupendo e non vedevo l'ora di potervene parlare...ma un'opinione era troppo poco, così ho provato a creare questa settimana dedicata alle Belle Addormentate moderne e alla loro storia. O per meglio dire, la storia che Stephen e Owen King hanno costruito sulla base di una semplice domanda:
Che succederebbe se tutte le donne del mondo non si svegliassero più?

Come prima "tappa" stiamo sul semplice, una panoramica sul libro e sugli autori.

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Cliccando sulla Cover si va su Amazon


  1. Titolo: Sleeping Beauties
  2. Autori: Stephen King & Owel King
  3. Copertina rigida: 652 pagine
  4. Editore: Sperling & Kupfer
  5. Data Pubblicazione: 21 novembre 2017
  6. Collana: Pandora
  7. Lingua: Italiano
  8. ISBN-10: 8820063263
  9. ISBN-13: 978-8820063269




Trama
Dooling è una piccola città fortunata del West Virginia, con una splendida vista sui monti Appalachi e lavoro per tutti. E a Dooling, infatti, che qualche anno fa è stato costruito un carcere all'avanguardia destinato solo alle donne, che siano prostitute o spacciatrici, ladre o assassine, o ancora tutte queste cose insieme. Ed è una di loro, in una notte agitata, ad annunciare l'arrivo della Regina Nera. Per il dottor Norcross, lo psichiatra della prigione, è routine, un sedativo dovrebbe sistemare tutto. Per sua moglie Lila, lo sceriffo di Dooling, poteva essere un presagio. Perché poche ore dopo, da una collina lì vicina, arriva una chiamata al 911, ed è una ragazza sconvolta a urlare nel telefono che una donna mai vista ha ammazzato i suoi due amici, con una forza sovrumana. Il suo nome è Evie Black. Intorno a lei svolazzano strane falene marroni e sembra venire da un altro mondo. Lo stesso, forse, dove le donne a poco a poco finiscono, addormentate da un'inquietante malattia del sonno che le sottrae agli uomini. Un sonno dal quale è meglio non svegliarle.





OWEN PHILIP KING, nato a Bangor nel 1977, è il figlio minore di Stephen King. Autore di due raccolte di racconti (la prima delle quali pubblicata da Frassinelli con il titolo Siamo tutti nella stessa barca) e di un romanzo, ha ricevuto diversi premi letterari per il suo lavoro. È sposato con la scrittrice Kelly Braffet.





 
STEPHEN KING vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie sono clamorosi bestseller che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Brian De Palma, Stanley Kubrick, Rob Reiner e Frank Darabont. Accanto ai grandi film, innumerevoli gli adattamenti televisivi tratti dalle sue opere. King, oggi seguitissimo anche sui social media, è stato insignito della National Medal of Arts dal presidente Barack Obama.

Sabato Horror: IT 2017





Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2017
Durata 135 min // 150 min (director's cut)[1]
Genere fantastico, orrore, thriller
Regia Andrés Muschietti
Soggetto Stephen King (romanzo)
Sceneggiatura Chase Palmer, Cary Fukunaga, Gary Dauberman







Interpreti e personaggi
Bill Skarsgård: Pennywise/It
Jaeden Lieberher: Bill Denbrough
Jeremy Ray: Ben Hanscom
Sophia Lillis: Beverly Marsh
Finn Wolfhard: Richie Toziers
Jack Dylan Grazer: Eddie Kaspbrak
Wyatt Oleff: Stanley "Stan" Uris
Chosen Jacobs: Mike Hanlon
Nicholas Hamilton: Henry Bowers
Owen Teague: Patrick Hockstetter
Logan Thompson: Victor Criss
Jackson Robert Scott: George Denbrough

Iniziamo con la cosa che più mi ha infastidito
Un enorme peccato essere stati svantaggiati nella visione di questa pellicola attesissima.
Infatti l'Italia è tra le ultime ad averla fatta uscire al cinema.
Cosa evitabile e che avrebbe permesso a tantissimi fan di poterselo gustare in contemporanea (praticamente) mondiale, visto che è da circa un mese che tantissimi paesi lo stanno facendo vedere.

Rispetto alla versione del 1990 è meno fedele al romanzo, per alcune scelte che hanno scelto di fare, come per esempio ambientarlo negli anni '80, per renderlo più attuale per il pubblico moderno.

Ovviamente il libro, per me, è un capolavoro assoluto: bello, scorrevole, interessante,...
L'ho riletto pochi mesi fa per prepararmi ad affrontare di nuovo Derry ed il suo mostro più famoso (e ne ho fatto un'opinione che potete trovare QUI).

Una cosa che sembrava non convincermi era la scelta di dividerlo a metà senza seguire il romanzo: in questa prima parte hanno messo in scena solo le scene di quando erano giovani, mentre nella seconda parte tutta la parte relativa ai protagonisti ormai adulti.
Nel libro invece tutto è mescolato, come nella precedente trasposizione, seguendo i fatti come decise King e nella sua storia.
Ammetto che pensavo pesasse di più questa scelta, rovinandone la scorrevolezza, invece non è male e non si sente così tanto la mancanza. Vedrò poi se la seconda parte si attacca e rende giustizia, completando per bene la storia.


Pennywise una delusione!
Hanno calcato tantissimo la mano in molti pezzi, rendendo il personaggio grottesco e, in certe scene, esagerato a causa degli effetti speciali.
Anche Tim Curry, che lo ha interpretato nel 1990, si è ritrovato con questo ruolo difficile (perché non lo metto in dubbio che sia arduo da riportare e che sia credibile), ma risulta più uniformato alla storia.
Credo che abbiano voluto puntare più sull'horror, che però non è riuscito per nulla.

Riguardo gli altri personaggi, i giovani protagonisti li ho trovati davvero bravi nel recitare i loro ruoli e a portare sullo schermo quelle personalità. Finn Wolfhard (Richie) e Jack Dylan Grazer (Eddie) straordinari, mi sembrava di aver davanti i personaggi del libro!
Sophia Lillis (Beverly) stupenda, davvero brava, forse resa troppo matura in questa pellicola.

Come trama, hanno cambiato davvero molti dettagli.
In primo luogo l'inizio, la scena più conosciuta, ovvero George che incontra Pennywise.
Mi sono messa le mani nei capelli e mi sono chiesta cosa diavolo stessi guardando.
Davvero pessimo e dal risultato grottesco.

Ottimo l'aver reso per bene l'indifferenza della popolazione riguardo qualsiasi cosa.
Nessuno sembra vedere nulla e a nessuno sembra importare, nonostante a volte alcuni adulti si trovino davanti scene in cui dovrebbero intervenire. Si vede la mano di Pennywise e del suo controllo sulla città, della sua influenza malvagia.

Tirando le somme, un enorme MAH
Ero così curiosa di vederlo, avendo letto certi commenti entusiasti, invece....mi ha proprio deluso.
La storia non mi ha conquistato, scorre lenta e noiosa, davvero pesante;
diversa dal libro, quasi storpiata e, nonostante fosse di due ore, mancavano tantissime parti mentre altre rifatte completamente per adattarsi ad una nuova storia.

Viene in parte salvato grazie agli attori e le parti più reali della pellicola, che ti fanno rientrare nella trama, almeno per un po'. Ma quando vediamo IT nelle sue mille facce, tutto sembra crollare. Come dicevo, hanno calcato la mano per farlo apparire "spaventoso", eppure le uniche scene che possono mettere un minimo di ansia sono quelle "vedo/non vedo".
Gli effetti speciali sono usati malissimo e a sproposito.

Giocare di più sulle paure, sul buio, sulle tempistiche, sulla recitazione,...per mettere paura, lo avrebbe reso più credibile, probabilmente più ansioso e godibile.

Capisco che rifare tutto IT (libro) è un'impresa impossibile, ma questa versione così diversa e con pochissimi tratti in comune con la storia originale non mi ha convinto.
Hanno riadattato tutto anni dopo, hanno sistemato alcuni dettagli per aggiustarla, ci hanno messo impegno, ma alla fin fine il tutto (purtroppo) non arriva e (per quanto mi riguarda) si rimane delusi.
Resto curiosa di veder il prossimo arrangiamento riguardante la seconda parte, ma questa volta parto prevenuta e non mi aspetto chissà cosa. Al 2019!



Queste le devo dire...
(DA QUI SPOILER!!!)
- NO! La scena in cui strappa il braccio a George con un morso e poi lo trascina nelle fogne allungando un braccio. Grottesca e terribile.
- Mah! La scelta di aver lasciato che George fosse uno degli scomparsi invece di una vittima fin da subito.
- NO! Le scene in cui Pennywise rincorre le sue vittime a velocità aumentata. Ridicolo!
- Mah! La scena di Bev nel bagno. Esagerata.
- NO! Alla scena del proiettore dove Pennywise esce dallo schermo in formato gigante. Di nuovo: Ridicolo!
- NO! La scena in cui viene rapita Bev e gli altri corrono a salvare la "donzella in difficoltà", in totale opposizione sia con la storia che con il personaggio forte e coraggioso che è lei.
- Mah! Il finale. La scelta di aggredire IT con oggetti comuni e poi lasciarlo scomparire, con l'ultimo dubbio solo per quello che ha visto Bev mentre era prigioniera, ovvero loro da grandi riuniti e spaventati.
- La versione del 1990 era decisamente migliore!