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Review Party: Nona Grey - Holy Sister, di Mark Lawrence




Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l'uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l'accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell'Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero? Quale che sia il suo destino, dovrà lottare aspramente per conquistarlo.


Siamo arrivati alla fine di questa trilogia ed in questo capitolo l'azione la fa da padrona.
Tanti eventi giungono al termine ed avremo riscontro con quei brevi ma interessanti capitoli presenti negli scorsi volumi che ci mostravano la Dolce Misericordia presa d'assalto. 
Finalmente avremo risposta su come si sia arrivati a quel punto. 

Abbiamo una narrazione che salta nel tempo e si svolge subito dopo gli eventi del secondo volume, quando Nona con le sue compagne, insieme alla Badessa Glass e Suor Kettle devono scappare dal castello di Sherzal, la sorella dell'Imperatore. Nona viene mandata insieme a Zole, che ha uno dei pulsatori, sul ghiaccio per depistare gli inseguitori e permettere alle altre di tornare a casa. Dovrebbero ricongiungersi tutti lì, ma la strada è lunga e Nona scoprirà molto durante quel viaggio grazie alla sua compagna ed amica, cresciuta in quelle terre così ostili.

Narrazione mescolata al "presente", ovvero tre anni dopo quegli eventi. Nona è cresciuta e le cose stanno precipitando molto in fretta. La guerra è alle porte e devono riuscire ad risolvere il mistero che riguarda il controllo sulla Luna per riuscire a salvarsi. Il tutto mentre la giovane, insieme alle sue compagne, è ad un passo dal prendere i voti, dovendo superare le prove finale delle sue maestre. 
Diverse strade si fanno largo davanti a lei. Che percorso sceglierà? 
Rosso diventando Suora Marziale, Grigio delle Suore di Discrezione, Blu delle Suore Mistiche, o il Nero delle Sorelle Divine? 

Vedremo inoltre come i piani della Badessa Glass riescono ad evolversi nel corso di tutti questi anni, portando Nona alla comprensione che non basta la rabbia e delle armi per vincere. Spesso l'astuzia e l'intelligenza, unite alla pazienza, hanno risultati sorprendenti.

Come vi avevo, in ogni caso, detto l'azione la farà da padrone. 
Un volume adrenalinico e piuttosto veloce, anche se spesso ci sono momenti in cui il tutto rallenta e tende a far perdere l'immedesimazione al lettore. 
Un romanzo più elaborato dei precedenti, con più sorprese e rivelazioni che lasciano il lettore a bocca aperta. 
Si vede finalmente il lavoro che c'è dietro alla trilogia. Tanti dettagli hanno un senso e si capisce che erano stati studiati fin dal principio, regalando un senso di continuità che mostra il quadro completo che l'autore voleva regalarci.
Questo sicuramente uno dei punti che ho più apprezzato. 
Ci sono trilogie che hanno un inizio ed una fine, ma sono lineari, molto più "banali" (seppur belle); qui si va oltre, mostrando come tutto è collegato fin dal principio. Mi ha permesso di rivalutare anche i romanzi precedenti, guardando il tutto come un unico volume ed apprezzandolo di più.

La narrazione avviene attraverso Nona, ma non saranno solo i suoi occhi (fisicamente parlando) a mostrarci cosa sta accandendo). Come avevamo scoperto nei precedenti volumi, certe connessioni sono così forti da creare ponti per poter vedere e non solo. 

Non è un romanzo perfetto. Ha difetti, che probabilmente dipendono molto dal gusto personale. 
Certe parti le ho trovate troppo lente ed altre troppo sbrigative (costringendomi a rileggere per la sensazione di aver perso qualcosa).
Purtroppo tante domande non hanno risposta nemmeno dopo la fine, ma forse non è proprio tutto "finito". L'autore infatti ha appena iniziato a pubblicare un'altra trilogia ambientata nello stesso mondo ("The Girl And The Stars". Storie e personaggi diversi, ma forse c'è speranza di capire di più su questo mondo così particolare. 

Sicuramente mi mancheranno Nona, Ara, Kettle,...e tanti altri personaggi che hanno reso particolare e bello questo viaggio.

Un finale che ho trovato giusto, che chiude questa storia con eleganza nonostante i vari buchi che ti lascia dentro.
Non dirò altro. 

Una trilogia interessante, originale e ben scritta. Non per tutti.
Scelta decisamente ottima quella di pubblicarla in un unico volume (dalla Mondadori). 
Non fosse stato così non so se avrei continuato e mi sarei persa...tutto questo. E credo tanti altri come me.

Vi ringrazio di esser arrivati fino qui, sperando che stiate leggendo questa trilogia e recuperando man mano tutte le varie opinioni su questi tre volumi. Fatemi/ci sapere cosa ne pensate e se questo viaggio ne è valsa la pena. 

Vi ricordo che il Review Party si chiude questa settimana, ma potete recuperare in qualunque momento le recensioni ai volumi precedenti e il BlogTour con cui abbiamo aperto questo enorme evento. 


 

Review Party: Nona Grey - Grey Sister, di Mark Lawrence

 


Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l'uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l'accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell'Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero? Quale che sia il suo destino, dovrà lottare aspramente per conquistarlo.

Attenzione.
Sarà banale dirlo, ma recensendo il secondo volume, 
dovete aver letto il primo o ci saranno sicuramente Spoiler.

La mia opinione sul primo romanzo "Red Sister" la potete trovare QUI


La trama riprende due anni dopo la fine del primo romanzo. 
Nona per sopravvivere ha dovuto rivelare tutto di sé alle sue amiche e compagne, compreso il suo segreto ed il motivo per cui è stata venduta al trafficante di bambini, ovvero il fatto di aver sterminato chi la voleva catturare grazie al suo dono: le lame che le spuntano dalle dita. 

Nel frattempo le si è posta davanti una scelta ardua, poiché la sua amica Hessa stava rischiando la vita per salvare il pulsatore e, per tentare in ogni modo di proteggerla, la ragazza si taglia l'ombra e la manda da lei. Purtroppo, come sappiamo, Hessa non sopravvive e Nona ne esce devastata, sfruttando tutta la furia per far fuori ogni nemico mandato a catturarla e riesce ad uccidere finalmente Raymel Tacsis, nonostante i numerosi Demoni intrappolati sotto la sua pelle. 
Però qualcosa va storto.
Durante quella colluttazione, quando lei lo sta pugnalando a morte, non tutti i demoni vanno via.
Uno resta e si attacca a Nona.

Ci vengono "tagliati" gli anni in cui lei deve imparare a gestirne la furia e riprendere il controllo sul proprio corpo, ma la troviamo così. Con questa voce nella testa che tenta di spingerla verso desideri che anche lei prova: uccidere. Ma la ragazza non è sciocca, né debole, e vedremo come questi scambi e come lei debba riuscire a nasconderlo a chiunque.
Che abbia perduto l'ombra ed abbia acquistato gli occhi neri rende palese quel gesto, ma "perdonabile".
Un demone no.

La ritroviamo nella terza classe dove ritrova le sue compagne ed amiche (senza Clera, che rivelato il suo tradimento alla fine del precedente volume, non poteva tonare al convento); Nona si ritrova a scontrarsi con Joeli, una ragazzina ricca e presuntuosa, scaltra e malvagia, che dal primo istante è evidente il suo odio per Nona e la sua voglia di cacciarla dal convento. Ma i suoi modi sono subdoli e molto fini, cosa che renderà difficile per un impulsiva come Nona riuscire a destreggiarsi per difendersi ad ogni attacco.

Mentre si avvicinano alla fine del percorso di studi, nuove minacce si avvicinano al convento. 
Gli inquisitori tornano per controllare quel luogo e, nonostante la Badessa Glass sia molto abile in questi giochi di potere, viene messa nuovamente alla prova.

Come nel precedente volume la prima metà è leggermente più lenta, ma permette di capire cosa stia succedendo e di metter le basi per il proseguimento della storia. La seconda...beh, ricomincia l'azione.
Resta nel complesso ricco di colpi di scena, mescolando astuzia e forza, lotte senza pensiero con ragionamenti e momenti dove la calma deve esserci.
Un ottimo secondo romanzo che ci permette di veder le cose oltre Nona.

Abbiamo la voce della badessa Glass, che ci racconterà, anche se brevemente, il suo passato, facendoci capire meglio il percorso che l'ha condotta fin lì e comprendere la sua bravura nel veder tutto come un enorme gioco dove posizionare pedine e muovere al suo volere grazie a piccole frasi e suggerimenti. Il suo dono.
Oltre a lei avremo un'altra voce che farà capolino ogni tanto, sopratutto dopo la metà. Ma non voglio rovinarvi la sorpresa di scoprire chi ed il motivo per cui vedremo dai suoi occhi.

Estremamente scorrevole, interessante e piacevole da leggere.
Non ho notato miglioramenti come stile e/o novità riguardanti la trama, l'autore non "matura" in questo secondo volume; il tutto resta molto simile ma, ripeto, non dispiace. 

Ora mi manca solo la conclusione per scoprire finalmente come andranno le cose e come il tutto si chiuderà.
Tanti elementi sono venuti a galla, ma troppi misteri sono ancora avvolti nelle ombre. 

Passate anche dalle altre blogger che fanno parte dell'evento! 
E fateci sapere, se lo state leggendo, cosa ne pensate. 



Review Party: Nona Grey - Red Sister, di Mark Lawrence


Dopo il BlogTour, non poteva finire così presto la "nostra" avventura e quindi eccoci qui, tornate per raccontarvi ogni volume della trilogia "Nona Grey", che fa parte di questo enorme volume edito Oscar Vault. 
La trama generale e poi via alle mie impressioni: 


Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l'uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l'accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell'Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero? Quale che sia il suo destino, dovrà lottare aspramente per conquistarlo.


Ci viene raccontata la vita di Nona, una ragazzina di circa otto anni, che il destino ha portato alla forca. Ma poco prima che la sentenza venga applicata, arriva a salvarla la Badessa Glass del Convento della Dolce Misericordia. Non per pura generosità, ma perchè la ragazzina è accusata di omicidio (e non uno banale) e la Badessa vede qualcosa in lei. Qualcosa di promettente per il cammino che conduce il suo ordine. 
La prende con sé e la porta al Convento affinchè possa imparare e crescere. 

Questo Convento è "scisso" fra gli insegnamenti alla fede nell'Antenato e molto di più, poichè le sorelle sono divise in quattro ambiti, in base alle proprie doti naturali. E durante gli anni di scuola, ogni ragazza avrà la possibilità di sviluppare i propri doni, ed alla fine scegliere cosa fare della propria vita. 

La narrazione avviene praticamente sempre attraverso gli occhi di Nona. Una ragazzina analfabeta che non ha mai visto nulla poco oltre la fine del suo villaggio, e che si trova a dover imparare...tutto, in sostanza. 
Attraverso di lei scopriremo questo mondo così particolare. Ricorda moltissimo una storta di Medioevo: la fame divora quasi ogni persona, i contadini spesso devono vendere i propri figli per sopravvivere, l'aristocrazia ed il clero vivono più che agiatamente e nelle loro mani c'è la vita di tante persone. Però è anche un mondo estremamente particolare, poichè il ghiaccio lo sta divorando dai poli e si fa sempre più aggressivo. Tutto viene sommerso, tranne quello che viene chiamato "Corridoio" ovvero una striscia di "terra" al centro del globo. 

Un romanzo con lati buoni ed altri no. La storia sicuramente è interessante ed intrigante, seppur la scelta di come raccontare le cose spesso risulti noiosa e lenta. Un primo capitolo con del potenziale, che si spera venga affinato e sviluppato ancora meglio nei due seguiti. 

Fin troppo familiare il cuore della trama: una ragazzina povera che viene salvata e portata in un luogo dove scoprirà cos'è in realtà, sviluppando tutto il suo talento innato. Anche se ammetto che Lawrence riesce a tenderci spesso trappole lungo la lettura e regalarci momenti non facili da prevedere. 

Una storia di violenza, che non placa la sua furia solo perchè le protagoniste sono ragazzine. Anzi, deve insegnar loro fin dalla più tenera età cosa sia la crudeltà, sia fisica che psicologica, poichè in questo particolare primo romanzo si parla molto anche di sotterfugi e di quanto si debba sfruttare ogni vantaggio per arrivare alla vittoria, anche i legami che si possono creare o quelli più impensabili che si riveleranno non ostici come si immaginava inizialmente. 

Il ritmo narrativo ha picchi e discese. Inizia alla grande, facendo fin da subito capire al lettore che non si scherza. La parte seguente e centrale ha pochi elementi interessanti, alternando momenti di scontro e lotta, con lezioni ed apprendimenti più lenti. La fine è adrenalinica, anche se piuttosto prevedibile nel complesso. Un crescendo che si chiude in un apice che mette davvero curiosità nel continuare la storia. 
E grazie alla Oscar Vault pe raver tradotto tutto in un unico volume, così da permetterne la continuazione immediata. 

Nonostante i difetti, ne consiglio la lettura. Alla fin fine tutto quello creato dall'autore ha sfumature interessanti ed originali, nonostante si abbia la sensazione di "già letto". Non fatevi troppo ingannare, però. 
Ora, non vedo l'ora di continuarne la lettura per scoprire come proseguiranno le cose e cos'altro ci riserva Lawrence, perchè tante sono le domande ancora senza risposta. 

Non perdetevi le altre tappe di questo Review Party.
Se ve lo siete perso, recuperate le tappe del BlogTour. 

Non dimenticatevi che siamo solo al primo volume. 
Vi parleremo di tutti e tre, ovviamente. 





Blogtour: Nona Grey. La Trilogia. Titan Edition, di Mark Lawrence - Ambientazione

 

Benvenuti, spero che siate davvero curiosi riguardo questa novità uscita da pochissimo grazie alla Mondadori. Un edizione enorme che contiene la trilogia completa "Nona Grey". 
Un azzardo o una scommessa vincente? Sicuramente sarà apprezzato per la possibilità di esser letto tutto d'un fiato da chiunque...Ma sto andando fuori tema, partiamo dalla trama del romanzo: 


Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l'uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l'accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell'Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero? Quale che sia il suo destino, dovrà lottare aspramente per conquistarlo.


Fortunatamente per i miei gusti, Lawrence non si perde in descrizioni estremamente minuziose che appesentirebbero la lettura. Sfortunatamente la mia tappa, riguardante le ambientazioni del romanzo, risulta più difficile da creare. Ma cercherò di fare del mio meglio per darvi un'idea di cosa potete aspettarvi, senza però entrare troppo nei dettegli per non rovinarvi alcune cose che dovrete scoprire leggendo. 

Ho immaginato un mondo davvero scuro, povero, freddo. La protagonista è giovanissima ma ha già provato la fame, la sua pelle è temprata dal gelo, e la sua vita non sembra aver alcuna prospettiva. Tutto finchè non viene notata dalla Badessa del Convento della Dolce Misericordia, che la salva dalla forca, accusata di omicidio, per portarla al Convento e, se lei lo vorrà, sarà l'inizio della sua istruzione.
Durante il breve viaggio, la ragazza ci da uno scorcio della cittadina che sta lasciando e ci da un'idea del mondo in cui è ambientato il romanzo: 

La strada era intasata di gente, ma la badessa si aprì un cammino zigzagando nel folto della folla. Nona la seguì, così vicina da sfiorare le code svolazzanti della tonaca da suora. La calca la innervosiva. Non aveva mai visto tanta gente nel suo villaggio, né in tutto il suo mondo, così fitta come in quella strada. E così varia: certi adulti a malapena della sua statura, altri perfino più alti dei giganti muscolosi che combattevano al Caltess. Alcuni scuri, la pelle nera come l’inchiostro, altri di un biondo quasi bianco e così pallidi che se ne vedeva ogni vena azzurrata, più tutte le sfumature intermedie.
Attraverso i vicoli che salivano fino al viale, Nona vide un mare di tetti dalle tegole di terracotta, irti di mille comignoli da cui si levavano volute di fumo. Non si era mai immaginata un posto tanto grande, tanto stipato di gente. Dalla notte in cui il mercante di bambini l’aveva portata a Verity con i suoi altri acquisti, Nona non aveva visto quasi nulla della città; soltanto la sala da combattimento, l’edificio che ospitava i lottatori e le palestre d’allenamento. Il tragitto sul carro fino a Harriton aveva offerto appena qualche scorcio fuggevole [...]
«Passiamo di qua.» La badessa posò la mano sulla spalla di Nona e la indirizzò verso gli scalini di quello che sembrava un tempio sostenuto da pilastri, con il grande portone spalancato, le ante incastonate di centinaia di cerchi di bronzo. I gradini erano così ripidi da far dolere le gambe a Nona. Alla sommità, le attendeva un atrio cavernoso, rischiarato da finestre alte, ogni metro quadrato zeppo di bancarelle e gente a caccia di buoni affari. Il clamore degli scambi, echeggiando amplificato sotto le volte di marmo, si diffondeva dall’entrata come una cacofonia di lingue diverse. Per svariati minuti non ci fu altro che rumore e colore e pigia-pigia. Nona si concentrò sulla necessità di colmare il vuoto che la badessa si lasciava dietro avanzando, prima che qualche altro corpo potesse occuparne lo spazio. Alla fine, si inoltrarono per un corridoio fresco da cui emersero su una strada più tranquilla alle spalle del mercato coperto.

La strada di Nona non è stata facile, ma non voglio anticiparvi nulla di quello che emerge dai suoi ricordi mentre la giovane si avvicina alla sua meta; passerò direttamente al cuore: il Convento. 

L’ultimo scorcio di sole era sospeso sull’orizzonte mentre la Badessa Glass guidava il gruppetto verso una singolare foresta di pilastri di pietra, con le loro ombre che si estendevano sulle rocce per centinaia di metri in direzione della loro meta. [...]
L’altopiano, praticamente un enorme lastrone di roccia, si restringeva formando una lingua di terra, prima di riallargarsi in un promontorio. I pilastri sorgevano su quell’istmo, attraversandolo da un dirupo all’altro, a file di decine su colonne di centinaia. La Badessa Glass aprì loro la strada, seguendo un tragitto che sembrava scelto a casaccio. Tutto attorno a loro, i pilastri, alti più degli alberi, si protendevano verso il cielo che andava scurendo. Il luogo era immerso in uno strano silenzio; il vento non trovava appigli per fischiare il suo motivo, limitandosi a smuovere polvere e sabbia in mezzo alle torri di pietra tagliata. A Nona piacque.
I pilastri delimitavano da un lato il Convento della Dolce Misericordia, e dall’altro i cigli di due strapiombi andavano a formare una ripida convergenza. La cupola principale si stagliava nera contro il cielo violaceo, con una decina e più di edifici esterni visibili su entrambi i lati.

[...]
L’oscurità aveva inghiottito alle loro spalle l’altopiano spazzato dal vento. Nona si volse indietro a scrutare il sentiero su cui l’avevano condotta le suore, i pilastri ormai invisibili. Accaldata dalla salita, ora sentiva le dita gelide del vento del Corridoio penetrarle attraverso la tunica da Caltess, portandole via il poco tepore residuo. Recava con sé un odore salmastro, forse dal mare, anche se distava miglia e miglia. Nona rabbrividì, si serrò le braccia attorno al corpo e andò dietro alle monache. Sul retro della cupola si estendeva un edificio lungo e basso, come la coda di un ghiro rannicchiato a terra. Suora Apple si fermò dinanzi a una porta robusta sotto il colmo di un tetto di tegole. Una lanterna pendeva da un gancio, spandendo luce a sufficienza perché la suora infilasse la chiave estratta da sotto la tonaca nella toppa dell’uscio.
Suora Apple staccò il lume dal gancio per regolare lo stoppino. «Queste sono le celle delle monache.» Tenne bassa la voce.


C'è una parte molto interessante che mi ha affascinata immediatamente, che compare durante la prima lezione di Nona, quando, ahimè, arriva in ritardo e si trova davanti un oggetto strano che attira immediatamente la sua attenzione. Un qualcosa che noi potremmo riconoscere, ma non come viene presentato, e con una storia alle spalle che si spera di scoprire molto presto: 

Nona si avvicinò alla cattedra. Vi era posato tutto un assortimento di oggetti intriganti, tra cui tre libri rilegati in pelle e un voluminoso registro con accanto una penna d’oca e un calamaio. Soprattutto, la incuriosirono un teschio di cane, un cristallo trasparente lungo quasi due spanne e troppo largo per chiuderci attorno la mano, e una sfera bianca lucida posata su una base d’ottone. Quest’ultima calamitò la sua attenzione finché non ci si ritrovò accanto, urtando la scrivania con le ginocchia. 
«Questa cos’è?» Nona posò il dito sullo smalto bianco della palla, scoprendola ruvida al tatto, con dei minuscoli rilievi che catturavano la luce. Era poco più grande della sua testa e perfettamente sferica. Un supporto la sosteneva di sopra e di sotto, permettendole di ruotare. E tutto attorno alla parte centrale, come una cintura, c’era una sottile striscia colorata, non più spessa di un pezzo di spago.
«Non toccare! Sai come si arrabbierebbe la Maestra di Accademia!» Clera fece scansare Nona con una gomitata e subito contravvenne alla sua stessa raccomandazione, facendo girare l’oggetto sui perni. «È il mondo, tonta.»
«Il mondo?» Il concetto le parve del tutto insensato.
«Abeth.» Clera esalò un sospiro esasperato, come se la stupidità di Nona l’avesse colpita allo stomaco. «Un modellino.»
Nona sbatté le palpebre. Il suo mondo era stato il villaggio, le foreste, i campi, e in lontananza il ghiaccio settentrionale che formava una parete del Corridoio. Non aveva mai pensato che potesse avere una forma, e se mai l’avesse pensato, non si sarebbe mai immaginata una palla, bianca o altro che fosse.
«È un globo.» Clera allungò la mano per farlo smettere di ruotare. 
«Noi viviamo… qui.» Posò il dito sulla linea attorno al centro.
«Davvero?» Nona si piegò in avanti per osservare più da vicino.
«Vuoi vedere qualcosa di speciale?» chiese Clera, sogghignando. Senza attendere una risposta, mise una mano sulla sommità del globo e l’altra sotto, poi, con il minimo sforzo, fece ruotare le due metà in direzioni opposte. La parte inferiore della superficie bianca cominciò a ritrarsi senza resistenza né rumore. Nona scoprì che la sfera non era un unico pezzo come si era immaginata, ma era composta da una quantità di lamelle che scivolavano una sotto l’altra come le penne di un’ala che si ripiega. Di conseguenza, la sottile striscia di colore che ne cingeva il centro si allargò, dapprima ampia quanto un dito, poi sempre più larga, finché l’intera mano di Nona non avrebbe potuto coprirla. Il disegno di gemme smaltate blu e verdi e marroni le incantò lo sguardo.
«Cosa…»
«Questo è il mondo com’era cinquantamila anni fa, molto prima che arrivassero le tribù.» Clera ruotò lentamente le due metà in senso inverso e il ghiaccio crebbe di nuovo. 
«Tutta la gente che viveva su quelle terre ne è stata scacciata.» Riportò le calotte di ghiaccio alla posizione originaria. 
«Costretta a vivere dentro a questo corridoio minuscolo, mentre il sole diventava sempre più vecchio e debole.»
«Come facevano a entrarci tutti?» Nona s’immaginò la gente che fuggiva dai ghiacci.
Clera alzò le spalle. «La Maestra di Lame dice che la gente ha bisogno di spazio. La puoi ammassare fino a un certo punto, poi il sangue comincia a scorrere e quando tutto è finito… c’è di nuovo spazio a sufficienza.» 


Spero di avervi incuriosito e sia riuscita a darvi qualche piccolo spunto per iniziare ad immaginare questo mondo così particolare, seppur "familiare" in un certo senso. Un ambientazione che ricorda il nostro passato, spesso usata nei racconti Fantasy. Ma lascio a voi giudicare se ne regala una traccia che resterà nella mente oppure se sarà solo uno dei tanti sfondi che si confonderanno. 

Vi lascio il banner con i nomi degli altri blog che partecipano all'evento: passate a leggerci!
Ma non sarà finita qui, quindi teneteci d'occhio per saperne di più. 
Tranquilli, non sarà un'attesa lunga. 






Non è ancora l'alba