Opinione: Le Cinque Donne, di Hallie Rubenhold
Opinione: L'Ultimo Omicidio Alla Fine Del Mondo, di Stuart Turton
La trama mi aveva messo parecchia curiosità, ma non avendo ancora letto nulla dell'autore ero un pochino incerta. Fortunatamente è stato pubblicato subito anche su Storytel e mi ci sono lanciata.
Opinione: Gli Aghi D'Oro, di Michael McDowell
«Accattivante, terrificante e assolutamente geniale.. Chi ha letto gli altri libri di Michael McDowell amerà anche Gli aghi d’oro. È profondamente gratificante lasciarsi trasportare da un romanziere all’apice delle sue capacità». - Stephen King
«Gli aghi d’oro è uno di quei romanzi che devi solo divorare, uno di quei romanzi impossibili da lasciare andare che, una volta digeriti, ti lasciano il sapore delle potenti tematiche intrecciate a una storia impeccabile». - Mariana Enríquez
«Per coloro che amano le storie di vendetta e i racconti più dark dell'era vittoriana con un tocco alla Grand Guignol, Gli aghi d’oro si configura come una lettura imprescindibile.» - Matteo Rucco per Maremosso
Ero molto tentata e allo stesso tempo spaventata da questa stampa, nonostante avessi scelto di non leggere nemmeno la trama.
Mi ero fatta trascinare dalla saga Blackwater, scritta molto bene ma dalla storia che, ahimè, iniziava benissimo per poi andare sempre più in noia e un finale che purtroppo mi ha deluso molto.
Quindi, visto che la penna di McDowell mi piaceva comunque, ho aspettato (decisamente poco) prima di vederlo comparire su Storytel e ho iniziato ad ascoltarlo, per farmene un idea: fosse stato deludente non ci avrei speso soldi, altrimenti sarebbe stato un affarone scoprire qualcosa di interessante.
Vi anticipo che l'ho acquistato una volta finito.
La storia mi è piaciuta e, lo devo ammettere, sono stata vittima ancora del marketing.
La trama parte raccontandoci un po', a frammenti, il capodanno 1882 a New York, spaccando la narrazione abilmente fra le principali classi sociali: ricchi e poveri. Si delinea già una differenza geografica e sociale molto ampia.
Gli Stallworth fanno parte dell'aristocrazia e vantano una reputazione immacolata, con un giudice come capofamiglia, il genero avvocato che segue le orme paterne e il figlio pastore. Dal giudice parte l'idea di ripulire il Triangolo Nero, ovvero una delle zone più malfamate e pericolose della città. Non per bontà, ma per spazzare via quella gente, ritenuta indecente, e per fare una sorta di pubblicità alla famiglia, soprattutto al genero, cosicché possa assicurargli occasioni politiche di carriera molto proficue.
Dall'altra parte abbiamo le Shanks. Parlo al femminile perché si tratta principalmente di donne che hanno saputo creare la propria fortuna e una buona reputazione in quel luogo poco raccomandabile.
La capostipite è Lena, conosciuta come Black Lena, un immigrata tedesca che ha già avuto a che fare con gli Stallworth e non lo ha scordato. Gestisce una sorta di banco dei pegni, copertura per la ricettazione, ma pagando sempre il giusto si è fatta clienti fedeli ed affidabili, ed un nome rispettato da quella comunità. Ma non solo per questa ragione, sa sistemare gli affari non solo tramite il denaro.
Opinione: Saga Blackwater, di Michael McDowell [Spoiler Free]
Uno strano annegamento, una rivelazione terrificante e la scoperta di un tesoro
1919. Le acque nere e minacciose del fiume sommergono la cittadina di Perdido, Alabama. Come gli altri abitanti, i ricchissimi Caskey, proprietari di boschi e segherie, devono fronteggiare il disastro provocato dalla furia degli elementi. Ma il clan, capeggiato dalla potente matriarca Mary-Love e dal figlio devoto Oscar, dovrà anche fare i conti con un’apparizione sconvolgente. Dalle viscere della città sommersa compare Elinor, donna dai capelli di rame con un passato misterioso e un oscuro disegno: insinuarsi nel cuore dei Caskey.

Premetto che è stata colpa di Audible. Ero molto scettica riguardo questa serie, visto il costo totale dei cartacei e il fatto di dover aspettare due settimane fra una pubblicazione e l'altra, per non dire l'hype con cui alcuni ne parlavano (la maggior parte tramite collaborazione e, ahimè, lo ammetto: tranne pochissime persone, la cosa mi "puzza" sempre un po'; no, non sto dicendo che sono disonesti, ma non a tutti esce la verità totale e pura al 100%, si tende ad addolcire il tutto...ma non divaghiamo) .
Come si dicevo, il primo l'ho ascoltato e mi è piaciuto moltissimo. Mi ha incuriosito davvero tanto. Apriva questa saga presentando i personaggi ed uno scenario molto interessante, con dei misteri da scoprire, il tutto in un ambientazione che riuscivo ad immaginarmi molto bene. Quindi, cacciato via il lato razionale, mi sono buttata.
Il marketing che ha spinto il tutto è stato fatto decisamente bene. Hanno proprio investito molto e bombardato in pubblicità i lettori (cosa che mi faceva storcere il naso, e ancora oggi non trovo particolarmente piacevole. Ma nel complesso è bello vedere che una CE comunque muova il cu70 per promuovere le sue pubblicazioni non solo il giorno dell'uscita, lanciando la notizia e abbandonando il tutto a come viene, viene. Almeno per una volta).
Devo dirlo, però.
Ho trovato di "cattivo gusto" come è stata gestita la cosa ai posteri, ovvero: quando chi ha seguito la saga comprando il giorno della pubblicazione ogni volta, si è trovato a veder regalati gadget a chi li comprava dopo nelle librerie. Senza contare gli eventi, rari, dedicati alla serie (sempre con gadget esclusivi) portati in poche librerie nelle grandi città (ma questo posso capirlo), però nei giorni settimanali a tarda ora.
Ad occhio stronzo era un modo molto lavamani per evitare ressa (anche se non so se ci sarebbe potuta essere) senza dover mettere numero chiuso all'entrata, per non prendersi responsabilità in tutto ciò e passare per i "buoni". Ma sono anche stanca di queste trovate, sempre a nostro danno.
Detto ciò, direi che come apertura ho detto abbastanza.
Arriveranno altri post, tutti spoiler free, per parlare dei personaggi, l'ambientazione, la storia,....e FINALMENTE tirare le conclusioni!
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Lo so, lo so, sicuramente saprete già tutto, con la campagna pubblicitaria che c'è ancora in atto. Ma ci provo ugualmente.
Ci troviamo appena dopo una piena che ha completamente distrutto la città di Perdido e, mentre le acque ancora seppelliscono le case, viene trovata una giovane donna che dice di esser stata sorpresa dalla piena e di aver aspettato qualcuno che la salvasse.
Si chiama Elinor ed in quel terribile evento ha perso tutto, racconta di esser praticamente sola al mondo e di voler restare per diventare insegnante. È una donna molto bella, intelligente, ma ha qualcosa che turba in particolare Mary-Love. Lei è la matriarca della famiglia Caskey, la famiglia più potente e ricca di Perdido. La sua è sempre l'ultima parola a venir pronunciata e accettata da tutti i suoi familiari. Ma da quando arriva questa giovane le cose iniziano a cambiare, specialmente nella sua famiglia. Infatti è stato Oscar, suo figlio, a salvarla e James, suo cognato, a darle un tetto sulla testa, nel frattempo che le cose per lei migliorino.
Questo giusto un accenno a come il tutto ha inizio.
È presentata come una serie gotica, con tocchi horror,...ma per me, molto semplicemente, si tratta di una saga familiare e storica. Infatti seguiremo le vicende di questa famiglia durante i vari decenni, saltellando fra gli anni fra capitolo e capitolo, vedendo come muterà e, come succede nella vita, chi si aggiungerà e chi, ahimè, se ne andrà.
Ci sono elementi particolari, ma così pochi e spesso "nebulosi" da renderli marginali. Forse qualcuno di più sensibile potrebbe in alcune pagine restare turbato.
Mi sarei aspettata di più però, viste le premesse anche presenti nel primo volume.
Ma penso che ne parlerò meglio (se troverò le parole giuste) più avanti.
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Avevo pensato di parlarvi dei personaggi che popolano questo mondo, ma ho deciso di non farlo. O meglio, ho optato per una riflessione riguardo i generi: gli uomini in questa serie sono tappetini oppure brutali. Non ci sono vie di mezzo.
Sempre descritti e trattati in maniera superficiale, inoltre.
Non so voi, ma lo trovo davvero brutto.
Sarò breve.
Durante la serie vediamo come le varie donne che fanno parte della storia in un modo o nell'altro crescono, compiono scelte, prendono in mano la loro vita. Che siano simpatiche o meno, hanno comunque dei momenti...tridimensionali, diciamo. Mentre dall'altra parte un piattume che non si meritano.
Certo, alcuni personaggi maschili ci entrano nel cuore per alcune cose che fanno, ma di fondo, a rifletterci su, c'è una differenza così enorme fra i due sessi che lascia basiti.
È una saga familiare al femminile, dove gli uomini fanno da comparsa, nonostante alcuni siano essenziali per la storia.
Avevo già avuto questa sensazione durante i primi libri, che si è confermata alla grande quando ho chiuso la serie.
Anche volendo dare maggior risalto ai personaggi femminili, rendere piatti e servili i maschietti non ha senso. Si perde molto.
Non capisco proprio il perché di questa decisione.
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In generale è difficile accontentarmi su questo aspetto. Se troppo descrittiva e minuziosa, rende pesante la lettura e mi annoia; se carente o superficiale non riesce a rendere giustizia al luogo in cui ci troviamo, specialmente nei fantasy dove il mondo non è propriamente realistico.
In questo caso, ne sono rimasta piacevolmente colpita.
L'autore riesce a presentarci la cittadina e mostrarci i suoi cambiamenti nel corso del tempo, dalla piena, alla ricostruzione, alle varie modifiche nel corso degli anni.
In particolare abbiamo spesso il rapporto fra città e fiumi, Perdido e Blackwater. Descritti così bene da farmi immaginare queste acque torbide, impetuose, pronte ad inghiottire chiunque così sciocco da avventurarsi senza esser preparato.
Ma anche l'odore! Tramite le descrizioni si riesce quasi a sentirne l'olezzo che resta appiccicato addosso, così caratteristico e particolare.
Ci si immerge nell'atmosfera dell'Alabama degli anni venti, per iniziare il tutto, per poi continuare a saltellare e trovarci sempre in una città coerente con il tempo descritto, dandoci modo di vedere cosa sta cambiando per modernizzarsi, seguendo l'evoluzione dei tempi.
Questo uno dei particolari che ho apprezzato maggiormente e che mi permette, se ci ripenso, di sentirmi lì, sulle sponde del Perdido a guardare il fiume scorrere. O sulle verande delle case dei Caskey. O anche altrove, ma non posso dirvi dove.
Un punto per l'autore, in questo caso!
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Andiamo direttamente ai punti focali:
La storia avrebbe potuto funzionare anche senza? Si!
Alla fine di tutto abbiamo le risposte ai misteri che ci vengono posti? No.
Seppur vero che dopo aver sudato parecchie pagine e capitolo e libri, alcune risposte vengono date al lettore, viene fatto tutto in modo che personalmente non mi ha soddisfatto. Viene usato un espediente per cui ti ritrovi a chiederti chi fra i personaggi che ne sono, diciamo, protagonisti è il più "stupido", perché non si può non rendersi conto di certe cose. Oltre al fatto che alcuni elementi non hanno senso.
Alcune cose capitano e non c'è una spiegazione, una logica. Ci sono cose che capitano "così", perché serve alla storia e danno un pizzico di pepe, ma se un3 ci ragiona su, si rende conto che manca qualcosa.
Riguardo il gotico, non sono un esperta, ma non ho visto niente che mi ricordasse quello stile, o che mi facesse immergere e pensare ad atmosfere simili. Ho avuto più la sensazione da romanzo storico, immergendomi nelle atmosfere di un angolo di Alabama dagli anni 20 in poi.
Per l'horror, direi l'opposto. Lo amo così tanto che qui ho trovato briciole di qualcosa che dovrebbe fare paura. Ma faccio un passo indietro, provo a guardare le cose da altre prospettive, e penso che qualcuno per queste scene potrebbe starci male. Non sono particolarmente efferate, nel senso che non scendono in dettagli per creare particolare dolore emotivo, però potrebbero essere troppo per chi è molto sensibile.
Però, nel complesso, sono poche paginette rispetto al tutto. Nonostante la storia avrebbe potuto benissimo funzionare senza.
Insomma, una serie che non ha gli elementi di cui si "vanta". Ero anche andata a vedere quando fosse stata scritta, per dare maggior contesto al tutto e capire se fosse il suo esser "vecchia" il problema, ma è degli anni 80, quindi gotico e horror sono già stati ampliamente definiti, diciamo. Se paragoniamo a romanzi che trattano questi generi, anche molto più vecchiotti, c'è un abisso. Mi ha ricordato vagamente più un atmosfera da "Via col Vento" piuttosto (seppur quel romanzo è anni luce migliore, punto).
Quindi, perché puntare forzatamente su questi quando non ne fanno parte o sono elementi così marginali che potrebbero essere tranquillamente omessi?
Davvero, vorrei entrare nei dettagli per discuterne meglio, portare esempi, ma soprattutto confrontarmi per aver altri punti di vista, per chiarirmi le idee in merito, perché, per ora, tutto molto carino, ma non è ciò che era stato promesso e mi sento presa in giro.
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Sembrava una cosa così impellente, ma ora non so bene che parole usare per affrontare il tutto.
È stato un viaggio ideato sicuramente bene. Ogni romanzo è ambientato in un determinato periodo e fra uno e l'altro passa il tempo, una sensazione che ci viene ripresentata dovendo aspettare fra una pubblicazione e l'altra. Un idea carina e particolare, che tutto sommato ci può stare.
Riguardo la storia, i personaggi, note azzeccate e decisamente stonate ne ho già parlato abbondantemente.
Le copertine. Che dire? Meravigliose! Me ne sono innamorata già al primo sguardo, ma non volevo farmi tentare solo per quello. Ognuna molto curata e, seppur all'apparenza semplice, racchiude molti piccoli dettagli riguardanti la trama che si andrà a leggere. A fine romanzo infatti si riescono a cogliere questi elementi davvero ben inseriti. Un pochino fragili, vista la copertina leggermente cartonata. Ma ho visto di peggio e il tempo ci saprà dire definitivamente.
Manca solo fare i conti in tasca e poi valutare tutti questi pro e contro. Sicuramente singoli per quel prezzo possono anche starci, visto quanto l'editoria (soprattutto i grandi marchi) sta aumentando i costi dei prodotti finiti. Ma considerando che nel giro di 3 mesi si arriva a spendere poco meno di 60€, per 6 romanzi dalle 200 paginette ognuno (scritte molto grande e pubblicate in un piccolo formato, quindi probabilmente molte meno paginette).
Ecco, le cose vanno valutate meglio.
È una spesa non indifferente da questo punto di vista.
Capisco la scelta di pubblicare a puntate, capisco il costo che può esserci dietro (fra materiale, produzione, copertina in rilievo, ecc ecc). Però capisco anche i lettori ed i calcoli (e i sacrifici) che sempre più spesso si trovano a fare per poter leggere qualcosa che possa davvero valerne la pena, secondo i propri gusti.
Forse anni fa ci si poteva lanciare ad occhi chiusi, come ho potuto fare io, ma so che non tutt3 possiamo farlo.
È scritto molto bene, scorrevole e piacevole da leggere. Intrattiene nella grande maggioranza del tempo (eh, alcuni romanzi sono decisamente inferiori e noiosi, ricchi di dettagli inutili che potevano esser eliminati senza alcun problema). Quindi, nel complesso lo consiglierei. Ma attenzione a cosa cercate! Saga familiare con qualche tocco macabro? Potrebbe piacervi molto. Più elementi gotici, mistriosi e horror? Andate altrove, vi stancherebbe.
Il finale, tutto il libro direi, prevedibile fin dai primissimi volumi. Si sapeva già come sarebbe andata a chiudere la vicenda e, non solo, è stato fatto in modo così deludente, lasciando altre domande aperte ed un finale che non chiude proprio bene le cose, da avermi lasciato infastidita.
"Sei libri, tre mesi, per questo?!?"
Quindi ora capite un pochino di più perché le mie precedenti opinioni non sono proprio rosa e fiori.
Detto ciò, io spero di aver dato, almeno per quel che riuscivo, una qualche genere di opinione che permetta di capire cosa io ho trovato in queste pagine (in positivo e negativo), così da permettere a chi vuole approcciarsi di poterlo fare in modo più consapevole.
Ma un consiglio lo voglio dare di base: trovate, forse non ancora tutti i romanzi però, su Audible. Con una prova gratuita potete farvi un idea e capire se può fare per voi e magari continuare lì a seguire la vicenda, capendo alla fin fine se il tutto merita di essere posseduto in libreria (e/o letto) oppure no.
. Comunque, se vi avventurate in questo mondo, voglio sapere cosa ne pensate. Voglio parlarne con qualcun3
Saga Blackwater, di Michael McDowell (6/6 - Spoiler Free)
Sembrava una cosa così impellente, ma ora non so bene che parole usare per affrontare il tutto.
È stato un viaggio ideato sicuramente bene. Ogni romanzo è ambientato in un determinato periodo e fra uno e l'altro passa il tempo, una sensazione che ci viene ripresentata dovendo aspettare fra una pubblicazione e l'altra. Un idea carina e particolare, che tutto sommato ci può stare.
Saga Blackwater, di Michael McDowell (5/6 - Spoiler Free)
Come vi avevo accennato la serie è una saga familiare, da carta dovrebbe esser gotica e horror, con misteri ed elementi sovrannaturali. Il che è anche vero, non posso negarlo, ma in quantità talmente risicate che non ne fanno un elemento fondamentale.
Andiamo direttamente ai punti focali:
La storia avrebbe potuto funzionare anche senza? Si!
Alla fine di tutto abbiamo le risposte ai misteri che ci vengono posti? No.
Saga Blackwater, di Michael McDowell (4/6 - Spoiler Free)
In generale è difficile accontentarmi su questo aspetto. Se troppo descrittiva e minuziosa, rende pesante la lettura e mi annoia; se carente o superficiale non riesce a rendere giustizia al luogo in cui ci troviamo, specialmente nei fantasy dove il mondo non è propriamente realistico.
In questo caso, ne sono rimasta piacevolmente colpita.
Saga Blackwater, di Michael McDowell (3/6 - Spoiler Free)
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Avevo pensato di parlarvi dei personaggi che popolano questo mondo, ma ho deciso di non farlo. O meglio, ho optato per una riflessione riguardo i generi: gli uomini in questa serie sono tappetini oppure brutali. Non ci sono vie di mezzo.
Sempre descritti e trattati in maniera superficiale, inoltre.
Non so voi, ma lo trovo davvero brutto.
Saga Blackwater, di Michael McDowell (2/6 - Spoiler Free)
Lo so, lo so, sicuramente saprete già tutto, con la campagna pubblicitaria che c'è ancora in atto. Ma ci provo ugualmente.
Saga Blackwater, di Michael McDowell (1/6 - Spoiler Free)
Pandora, di Susan Stokes-Chapman [Instagram Post]
Opinione: Pandora, di Susan Stokes-Chapman
Vi è sempre una ragione per cui una porta è chiusa.
Ambientato nella Londra georgiana, in cui splende l’astro del neoclassicismo e si diffonde l’irresistibile attrazione per il mondo antico, Pandora è un avvincente mystery tradotto in numerosi paesi e acclamato dai lettori, catturati da una scrittura capace di ricreare in ogni dettaglio lo spirito di un’epoca affascinante e di una storia d’amore e di inganni, di segreti e speranze.
«Sullo sfondo magnificamente reso della Londra georgiana, Pandora intreccia l’antico mito greco con un mystery pieno di suspense e una seducente storia d’amore. Un romanzo lussureggiante, evocativo e assolutamente irresistibile.» – Jennifer Saint
«Traboccante di autentici dettagli georgiani e di personaggi riccamente immaginati, Pandora è un debutto folgorante! Avvincente e pieno di mistero!» – Joanne Burn
«Liberissima interpretazione del mito di Pandora, il romanzo vola per trecento pagine.» – Giulia Villoresi, il Venerdì – la Repubblica
Londra, 1799. Un tempo rinomato, l’Emporio di Antichità Esotiche dei Blake, racchiuso fra un caffè e la bottega di un merciaio, ha da offrire soltanto opere contraffatte, armature scalcagnate e ninnoli privi di valore da quando è finito nelle mani di Hezekiah Blake dopo la tragica morte di suo fratello Elijah. Stimati archeologi e collezionisti, Elijah Blake e sua moglie Helen sono rimasti uccisi dal crollo di uno scavo in Grecia. L’incidente ha lasciato illesa Pandora, la figlia della illustre coppia, ma ha determinato la sciatta decadenza dell’Emporio, rapidamente divenuto una bottega di polverose cianfrusaglie nelle mani sbagliate di Hezekiah. Gli anni sono passati e Pandora, detta Dora, è ora una giovane donna che sogna di diventare un’artista orafa. Un sogno che lei coltiva con caparbietà mentre trascorre le sue ore nell’Emporio in cui l’inettitudine e l’oscura attività dello zio trascinano sempre più il nome dei Blake nell’infamia e nell’oblio. Un giorno, di ritorno al negozio, una scena spaventosa si schiude davanti agli occhi della ragazza: di fronte all’Emporio giace, ribaltato, un carro. Il cavallo, sdraiato sul fianco, sembra illeso, Hezekiah, invece, è intrappolato sotto l’animale. Attorno a lui tre uomini malvestiti, con il terrore negli occhi e l’odore salmastro dei marinai addosso, armeggiano e imprecano alla scalogna mentre fissano una cassa incrostata di molluschi rimbalzata sul selciato. Nei giorni successivi Hezekiah, malconcio e sospettoso, chiude la cassa a chiave nello scantinato e vieta alla nipote di accedervi. Che cosa c’è in quella cassa? Perché Hezekiah è impallidito quando la nipote glielo ha domandato? E per quale motivo ordina a chiunque di non mettere piede nello scantinato? Incapace di tenere a freno la curiosità, Dora si avventura nello stanzino buio e umido per imbattersi in qualcosa che cambierà per sempre la sua vita.
🍇Aɠáʅι Aɠáʅι ɠíɳҽƚαι ι αɠσυɾíԃα ɱéʅι
Grazie al cielo non è l'ennesima riscrittura di un mito!
Visto quanti ne stanno uscendo e traducendo, ho avuto questo sentore...ma mi incuriosiva e mi sono lasciata trasportare.
Non è il libro dell'anno, però resta una lettura piacevole.
Narrato attraverso più punti di vista, nonostante la protagonista attorno cui tutto si svolge è indubbiamente Pandora Blake, ci porta in una Londra inizio '800 in cui questa giovane si trova intrappolata.
Dalla morte dei genitori è stata presa dallo zio che ha avuto il controllo del negozio di famiglia, trasformandolo da pregiato punto di riferimento in cui acquistare antichità, a una sorta di mercatino del falso, in cui i pochi clienti vengono sistematicamente imbrogliati.
Dora non lo sopporta ma non ha voce in capitolo, ed in ogni caso, nonostante tenga la negozio, prova a seguire in ogni modo la sua più grande passione: disegnare gioielli.
Spera di riuscire a convincere un famoso gioielliere (amico dei suoi genitori) di aver abbastanza talento per realizzarli e così diventare autonoma. Una cosa molto difficile, essendo giovane, donna e povera.
Incrocerá le strade con Edward, che vuole a tutti i costi entrare nella Società degli Antiquari. Ma le sue origini non glielo permettono così facilmente.
Nonostante sia così fortunato da aver accanto un amico che gli paga qualunque cosa, per aiutarlo in questo cammino. Un dono che accetta ed odia allo stesso tempo.
Le loro vite si incrociano per caso, mentre alla bottega Blake lo zio fa portare un antichità che si credeva perduta da parecchio e la nasconde nel seminterrato.
Un oggetto che finirà per incuriosire Dora ed Edward, portandoli (ognuno coi suoi obiettivi personali) ad indagare su cosa sia davvero questo oggetto e da dove venga.
Una storia che ha basi mitologiche (il vaso di Pandora) ma che in effetti è molto realistico: questo artefatto diventa il "centro" delle varie vicende che circondano la protagonista, per scoprire la realtà riguardo il passato di Dora, per farle comprendere chi sia davvero e come intende costruire il suo futuro.
Da farci un pensierino se vi stuzzica...
Opinione: Vardø. Oltre la tempesta, di Kiran Millwood Hargrave
Ammetto che immaginavo una storia molto diversa, ma non per questo mi ha delusa.
Ho finito di ascoltare l'audiolibro e sono rimasta per un po' ferma, cercando di metabolizzare che fosse finito. Ed il come.
Siamo a Vardø, una piccola isola all'estremo NordEst della Norvegia.
Poco prima di Natale nell'anno 1617 una tremenda tempesta si scatena dal nulla e distrugge tutte le barche in mare, sulle quali erano tutti gli uomini (adulti) della cittadina, usciti a pescare.
Su 53, ne muoiono 40 quel giorno in quelle acque gelide. E le donne si trovano distrutte e sole ad affrontare ciò che verrà.
Grazie ad una penna ed una scrittura incredibile, l'autrice ci fa entrare subito nelle loro vite.
Sopravviveranno grazie a Kristen che ha imparato dal marito molte cose. Spronate da lei le donne andranno a pescare, superato l'inverno; gli aiuti sono stati miseri e se non si danno da fare, moriranno.
Escono in poche la prima volta, poiché il pastore non vede di buon occhio che delle donne facciano queste cose da uomini; ma del resto anche tante donne lo vedono come qualcosa contro natura. Ma portando pesce in tavola, fanno cambiare idea a tante altre donne che si uniscono a loro, procurandosi cibo anche per fare scorte.
Sempre grazie a questa donna così indipendente prendono il "controllo" delle mandrie di renne, che procureranno loro la carne per nutrirsi, oltre alle pellicce per coprirsi.
Lentamente riconquistano la vita, imparando tutto ciò che non era loro concesso sapere in quanto donne.
Vediamo il tutto tramite gli occhi di una giovane, Maren (molto amica di Kirsten). Di circa vent'anni, prossima alle nozze ma che perderà il suo futuro sposo quel tragico giorno, insieme al fratello ed il padre.
Viveva con tutti loro, ma le resta solo la madre della quale vedremo il lato peggiore di come una tragedia possa cambiare una persona, infatti tutto questo la farà precipitare in menefreghismo e cattiveria, in particolare verso la nuora lappone, che per i suoi usi viene tacciata di stregoneria anche da tante donne del villaggio.
In realtà lei non ha mai fatto mai nulla, anzi quel poco veniva richiesto dalle stesse donne e uomini.
Ma l'avvento del cristianesimo ha iniziato ad intaccare queste credenze ed a snaturarne il significato, portando a vedere il male ovunque ed a sfogare in quel modo gli istinti più brutali e crudeli.
Abbiamo un'altra voce principale, Ursa, anche lei giovanissima e data in sposa dal padre al sovrintendente Cornet.
L'uomo deve andare a Vordø, richiesto per il suo talento in rapida ascesa.
Attraverso di lei vedremo la crudeltà di un marito verso la moglie, le manipolazioni che sfrutta per tenerla in pugno (anche se non basta molto: analfabeta, povera, debole,...).
La giovane si troverà del tutto impreparata e dovrà crescere molto in fretta, imparando a badare alla casa e a farsi più scaltra per cercare di sfuggire alle ire del marito. Senza contare la gelosia (immotivata) delle altre donne della cittadina che puntano a farsi "belle" agli occhi del sovrintendente, qualunque sia il prezzo.
Un romanzo in cui la figura della donna è centrale.
Però nessuno viene loro in aiuto. Arriveranno solo quando la "minaccia" della stregoneria porterà inquisitori sul territorio ed il ritorno del controllo maschile.
Donne forti ed indipendenti che non fanno in tempo a fingere di tornare ad esser quel che erano, prima che tutto ciò piombi su di loro. Anche colpa delle proprie vicine di casa, che non esisteranno a tirar fuori cattiveria e menzogne per accusarle.
Vediamo anche la vita delle mogli, di Ursa in particolare che si trova coinvolta in una situazione mai immaginata e quando finalmente scopre tutta la verità sul passato del marito, ne resta distrutta.
Senza contare il matrimonio in sé, in cui lei è proprietà del marito e nulla più.
Un romanzo ambivalente, perché vedremo il profondo legame di amicizia che si crea fra queste donne così diverse fra di loro. La bellezza e la forza che riescono a tirar fuori anche nella disperazione.
Ovviamente, non è per tutti.

















