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Opinione: L'Ultimo Omicidio Alla Fine Del Mondo, di Stuart Turton


Fuori dall’isola non c’è nulla: il mondo è stato distrutto da una fitta nebbia che ha invaso il pianeta, devastando tutto e uccidendo qualunque forma di vita. Sull’isola, invece, ogni cosa è idilliaca: la natura è rigogliosa, l’aria pulita e centoventidue persone vivono in perfetta armonia, sorvegliate da Niema, suo figlio Hephaestus e Thea, tre scienziati che sono stati in grado di proteggere quel luogo paradisiaco dalle insidie esterne. Gli abitanti del villaggio hanno poche pretese, si accontentano di pescare, coltivare i campi e godere dei frutti della terra e se hanno un dubbio possono appellarsi ad Abi, un’entità che ognuno di loro sente nella propria mente. L’importante è che rispettino sempre il copri fuoco e le regole imposte dagli scienziati. Fino al giorno in cui, con orrore degli isolani, Niema, la scienziata più anziana, viene trovata brutalmente uccisa. Oltre ad aver lasciato l’intera isola sotto shock, l’omicidio ha innescato un abbassamento del sistema di sicurezza intorno all’isola, l’unica cosa che teneva a bada la nebbia. Se il caso non verrà risolto entro 107 ore, la nebbia soffocherà l’isola e tutti i suoi abitanti. Ad aggravare la situazione c’è che il guasto nel sistema ha anche cancellato la memoria di tutti gli abitanti: nessuno ricorda più ciò che è accaduto la notte precedente, il che significa che qualcuno sull’isola è un assassino e non sa di essere. Nel frattempo, il tempo stringe. 




La trama mi aveva messo parecchia curiosità, ma non avendo ancora letto nulla dell'autore ero un pochino incerta. Fortunatamente è stato pubblicato subito anche su Storytel e mi ci sono lanciata.
La domanda spontanea che vi chiederete è: perché non hai recuperato anche gli altri (che sono su Storytel)? Perché questa volta hanno cambiato voce e mentre prima non riuscivo proprio ad ascoltare (ci riproverò, ma temo che non sia nelle mie corde il suo modo di leggere) adesso il tutto era molto scorrevole e piacevole. 

Mi sono trovata catapultata in una storia distopica in cui misteri devono essere risolti e non solo quelli riguardanti l'omicidio che potrebbe essere la fine di ogni vita sull'isola, ma tanti segreti che i tre Sali (gli scienziati) hanno mantenuto per anni.
Inizialmente il tutto appare complesso e con elementi assurdi. I tre scienziati con le loro vite lunghissime, gente fin troppo pacifica e tollerante di stranezze che dovrebbero sconvolgerli, regole assurde (per esempio al coprifuoco tutti cadono addormentati fino alla mattina dopo, oppure al compimento dei 60 anni la loro vita cessa naturalmente, e molto altro che non sto a svelarvi. Tutto questo lo si scopre subito, non erano spoiler tranquilli).
Insomma un piccolo villaggio alla fine del mondo che resiste grazie a tutto ciò in felicità e armonia da generazioni. 
Comunque non temete, serve per dare un idea di come è stata strutturata questa società ed è tutto funzionale, niente di superfluo. Si capirà leggendo e andando avanti nella trama la motivazione dietro ogni regola. 

Tutto scorre in pace e tranquillità, finché improvvisamente una mattina si risvegliano confusi, pieni di ferite, in posti strani, senza ricordare niente di ciò che è avvenuto la sera precedente. 
Mentre un incendio sta distruggendo una delle loro case, trovano al suo interno sei dei loro amici morti, insieme al cadavere di Niema. Il tutto sembra puntare ad un incidente, una trave che cadendo l'ha travolta, ma non è così.

Sarà Emory a rivelarsi fondamentale. La donna più seccante del villaggio, poiché ha la testa piena di domande di cui cerca risposta e non si accontenta di spiegazioni banali. Messa in un angolo da tutti, diventerà importantissima quando prenderà le redini delle indagini arrivando a sfidare i Sali per trovare la verità e salvare tutti, loro compresi.

Un conto alla rovescia che le concede due giorni per rivoltare l'isola, con l'aiuto della figlia (apprendista di Thea e risvegliando fra loro un rapporto in equilibrio precario da troppi anni), cercando indizi e mettendo insieme ciò che scopriranno, lasciandola spesso spiazzata e confusa riguardo il passato della sua gente. 
Verranno alla luce elementi delicati e i tre Sali si riveleranno per quello che erano/sono davvero. 
Emory non ha mai avuto più di tanto paura(/reverenza) di loro, ma il resto della gente? Come potrebbe reagire a certe notizie?

In tutto questo da sottofondo e nostra voce onnisciente c'è Bia (non Abi, come in lingua originale; è un refuso nella trama), una sorta di intelligenza artificiale che comunica con tutti dentro le loro teste, confortandoli, spronandoli e tenendoli ancorati alle regole di pace e armonia che regnano. Una voce che permette di comunicare, di sapere sempre ognuno dov'è, che li connette costantemente. Ma anche una voce con ordini precisi di Niema da rispettare. 
Deve lasciare che le cose vadano come dovrebbero, sperando di aver fatto i calcoli giusti affinché avvenga ciò che deve accadere.
Sarà così oppure Emony cambierà le cose?

Mi sono lasciata trascinare dalla storia senza soffermarmi troppo su dettagli o elementi che magari sembravano strani. Mi è piaciuta molto quest'avventura così strana, assurda e ricca di elementi pronti per esser scoperti e ribaltare le cose in continuazione. 
Mi è molto piaciuto il mondo che è stato creato dall'autore. Come tutto si fosse distrutto per l'ennesima cazzata umana (anche se non si saprà bene la sua origine, ma non è importante ai fini del tutto) e come questa nuova società tenti di prosperare. 

Molto piacevole, scorrevole e intrattiene tanto. Anzi, ti tiene proprio incollato per scoprire come andranno le cose e quale segreto verrà portato alla luce.
Sono curiosa di scoprire le opinioni di chi è più amante dei gialli/thriller per capire cosa riescono a vedere che io non ho percepito. Sicuramente dettagli sparsi ci sono, come domande senza risposta.

Nel complesso, consigliato! 
Soprattutto l'audiolibro, ovviamente.

Uno Studio In Rosso VS Uno Studio In Rosa

Come vi avevo anticipato su Instagram, proverò a fare un paragone fra la serie Sherlock (che ho finito da poco di divorare) e i libri di A.C.Doyle, che ancora non avevo mai letto.
Visto che ogni puntata è ispirata ad un romanzo o racconto di Doyle, ero curiosa di fare un paragone e vedere cosa è stato mantenuto, e cosa è stato cambiato per dare al personaggio un tocco più moderno ed interessante per il pubblico.
  
Iniziando con la prima puntata ed il primo romanzo:
Uno Studio in Rosa,
tratto da Uno Studio In Rosso
 
ATTENZIONE
Ci saranno SPOILER sia sul romanzo, sia sulla serie televisiva.
Sconsiglio la lettura se non volete saperne niente.
 
Chiedo già scusa se dimentico di citare qualche dettaglio, farò una panoramica non troppo approfondita, sia perché non ne sarei in grado, sia per non appesantire la lettura.
Fan della serie televisiva e/o cartacea, se volete parlarne, non esitate a scrivere, che ci si confronta.
 
  
L'intro è quasi identico.
John Watson ci parla e si racconta in poche righe, descrivendo i suoi studi in medicina e la sua carriera militare presso il quinto corpo fucilieri Northmuberland come aiuto chirurgo in India e in Afganistan (quest'ultimo dettaglio riportato fedelmente, ahimè, purtroppo guerre lì continuano). Ferito, viene rimandato in patria e decide di rimanere a Londra. Ormai quasi senza soldi, non sa dove andare a vivere, e sarà l'incontro fortuito con un suo conoscente a portarlo da Sherlock Holmes.
 
- Che strana coincidenza! - ribattè lui. - Lei è il secondo, oggi, a cui sento fare lo stesso discorso.
- E chi era il primo? - Un tale che lavora al gabinetto di analisi chimiche dell'ospedale. Si è lamentato con me, stamattina, perché non riesce a trovare qualcuno con cui dividere le spese di un bell'appartamento che gli hanno offerto e il cui prezzo è superiore alle sue possibilità.
- Perdiana! - esclamai. - Se vuole davvero che qualcuno coabiti con lui e che paghi la metà dell'affitto, sono proprio l'uomo che fa al caso suo. Anzi, preferisco avere un coabitante, che vivere solo. Stamford mi lanciò una strana occhiata al disopra del bicchiere che stava portando alle labbra.
- Lei non conosce ancora Sherlock Holmes - mormorò.
 Durante la puntata viene cambiato un po' il primo incontro, mostrando Sherlock in maniera quasi arrogante, così intuitivo che rasenta il fastidioso per tanti dettagli che riesce a dedurre.
E' un personaggio freddo e molto distaccato, che attrae per queste caratteristiche, eppure appare come se si sentisse superiore per queste doti. (Impressione mia a questa prima apparizione, ma continuando l'ho amato, poiché si vede la crescita e si approfondisce meglio)
Mentre nel romanzo è un incontro molto più tranquillo. Scambio di convenevoli e Sherlock, nonostante intuisca subito che John arrivi dall'Afghanistan, cambia argomento e spiegherà dopo il perché della sua
    deduzione corretta.                              
   
Sherlock Holmes parve entusiasta all'idea di condividere l'abitazione con me.
- Ho messo gli occhi su un appartamento in Baker Street -disse. - Sarebbe proprio l'ideale per noi. Spero che non le dia fastidio l'odore del tabacco forte.
- Io fumo sempre tabacco da marinaio - risposi.
- Tanto meglio. Generalmente, tengo in casa dei prodotti chimici e qualche volta compio esperienze. Crede che le possa dare fastidio?
- Nemmeno per sogno.
- Vediamo un po'... quali sono gli altri miei difetti: vado soggetto a crisi di cattivo umore e non apro bocca per giorni e giorni. Se dovesse accadere, non pensi che le tenga il broncio. Mi lasci in pace e, prima o poi, mi passerà. E lei, che cosa ha da confessare? E sempre opportuno che due persone che devono convivere si confidino in precedenza le loro caratteristiche peggiori. Risi a quell'interrogatorio.
- Possiedo un cucciolo di mastino - dissi. - E ho un'avversione per ogni sorta di frastuoni, perché i miei nervi sono ancora scossi. Mi alzo a ore impossibili e sono terribilmente pigro. Ho un'altra serie di vizi, quando sto bene, ma quelli che le ho raccontato, per ora, sono i più importanti..
- Il suono del violino rientra nella categoria dei frastuoni, secondo lei? - mi domandò lui preoccupato.
- Dipende da chi lo suona - risposi. - Una musica eseguita bene al violino è un dono degli dèi... ma se il violinista è scadente...
- Allora, niente paura - m'interruppe Holmes, con una risata giuliva. - Possiamo considerare la cosa fatta, sempre che le stanze siano di suo gradimento.
 
Altri tratti in comune sono il ruolo di investigatore-consulente, inventato da Holmes, per poter usare il suo talento per aiutare chi richiede il suo aiuto, anche investigatori e/o polizia.

Scrive un blog approfondendo argomenti decisamente "noiosi" per la gente comune; nel romanzo scrive monografie ("Sulla distinzione tra le ceneri dei vari tipi di tabacco. In essa elenco centoquaranta tipi di sigari, sigarette e tabacco da pipa, con tavole colorate illustranti le varie differenze fra le ceneri dei diversi tipi") [Presente nel secondo romanzo "Il Segno dei Quattro"]
Deduce molto del fratello di Watson da un suo oggetto personale, un orologio che Watson gli da per metterlo alla prova [sempre nel secondo romanzo "Il Segno Dei Quattro"]; mentre nella serie tv si tratta del cellulare che Sherlock prende in prestito da Watson e lo analizza, mostrando la sua bravura deduttiva. In entrambi i casi si tratta di un oggetto altrui che ha "ereditato" da un fratello alcolista, anche se nella serie viene trasformato in sorella.
Hanno trasformato i due poliziotti di Scotland Yard che compaiono chiedendo aiuto per un caso, nell'ispettore Gragson Lestrada (unendo i loro due cognomi).
Mi sembra che questo dettaglio appaia nella seconda puntata della serie (ovvero Il banchiere Cieco), ma compare in questo romanzo e vi lascio questo frammento piuttosto divertente e particolare:
Ma la mia meraviglia giunse al colmo quando scoprì casualmente che ignorava la teoria di Copernico nonché la struttura del sistema solare. Il fatto che un essere civile, in questo nostro XIX secolo, non sapesse che la Terra gira attorno al Sole mi pareva così straordinario che stentavo a capacitarmene.
(solo una delle tante mancanze di Sherlock, che ritiene di aver poco spazio in mente e di dover risparmiare per le cose davvero importanti)
 

Tornando al caso in questione, la polizia chiede aiuto a Sherlock Holmes che porta con sé Watson.
Nel romanzo c'è un uomo morto in mezzo ad una stanza vuota, nella serie tv una donna con un impermeabile rosa (o Fuxia). Sherlock inizia ad esaminare il tutto in silenzio, immerso nelle sue riflessioni (in entrambe le versioni). 
 

Ritorna la parola Rache. Nel romanzo lasciata dall'assassino su un muro, scritta con sangue; nella serie scritta dalla vittima sul pavimento. Altra differenza è il significato di questa parola. Nel romanzo significa Vendetta, nella serie no, porta a Rachel.
Questa differenza segna la diversità di come continueranno i due casi, nonostante altre parti in comune.

Per farla breve: l'assassino in entrambi i casi è un "tassista" (di carrozze nel romanzo). Ciò permette di muoversi senza dare troppo nell'occhio, ma nella serie tv anche di poter scegliere le proprie vittime.
Lui (in entrambe le versioni) propone alla vittima di prendere una pastiglia ciascuno. Una ha del veleno, l'altra è innocua. Decide il destino chi vivrà (o, nella serie tv, il saper leggere l'animo umano e riuscire a predire cosa verrà ingerito). 
Nel romanzo si tratta di una vendetta per un torto enorme subito (cosa che occuperà metà romanzo e, a parer mio, diventa noioso da leggere), mentre nella serie un modo per fare soldi da lasciare ai figli, visto che un aneurisma potrebbe ucciderlo in qualunque momento e non ha niente da perdere.
Nella serie tv, chi "sponsorizzava" il tassista è un'organizzazione criminale, che è diretta da Moriarty. Nei romanzi temo che ci vorrà tempo prima di incontrare questo nemico così incredibilmente intelligente.
 
Direi che è tutto!
Se avete notato altro che ho dimenticato, fatevi sentire.  
Spero sia stato piacevole da leggere e che vi abbia fatto notare alcune cose che magari non sapevate o a cui non avete fatto caso.
Nel frattempo continuo a leggere questa serie (come avrete intuito sono al secondo volume), se volete altri post del genere ditelo, che mi fa piacere e mi spinge a metterci impegno, oltre che continuare a scrivere.

Opinione: Assassinio Sull'Orient Express, di Agatha Christie



L'Orient-Express, il leggendario treno delle spie e degli avventurieri internazionali, occupa un posto importante nell'immaginario collettivo degli appassionati di letteratura poliziesca. Il merito è di Agatha Christie, la regina del giallo, e della sua creatura, l'impareggiabile Poirot. In quella che rimane probabilmente la più celebre delle sue imprese, l'investigatore belga, salito a bordo di un vagone di prima classe partito da Istanbul e diretto a Calais, è costretto a occuparsi di un efferato delitto. "Assassinio sull'Orient-Express", apparso nel 1934, è da molti considerato il capolavoro di Agatha Christie, sicuramente uno dei libri gialli più conosciuti in tutto il mondo. Prefazione e postfazione di Oreste Del Buono.            

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °
 
Ebbene si. Non ho mai letto questo romanzo ne mai visto adattamenti cinematografici (o altro) riguardanti questo famosissimo libro di Agatha Christie.
Ma ero parecchio curiosa, vista la fama che lo circonda.
Non sono un'appassionata di gialli, preferisco i thriller, eppure alcuni scritti dell'autrice credo che li recupererò. Tutti non credo.

Ma torniamo a questo romanzo. In questa storia abbiamo Poirot, uno dei suoi personaggi(investigatori) più conosciuti dal pubblico. Dopo un'indagine sperava di fermarsi ad Istambul, ma un telegramma sconvolge i suoi piani obbligandolo a prendere in tutta fretta il famoso Orient-Express per tornare in Inghilterra. Ma per lui non c'è riposo, infatti durante la prima notte un uomo viene assassinato. Bloccati dalla neve, sono intrappolati sul treno nella prima classe, così Bouch (amico di Poirot) parlando per la Compagnia dei Vagoni-Letto, incarica l'investigatore di scoprire cosa sia successo. Insieme al dottor Constantine i tre si mettono a cercare indizi, interrogare i vari passeggeri, cercando di risolvere il mistero.

Una lettura appassionante e sempre più coinvolgente, avanzando di capitolo in capitolo.
Un po' noiosa in alcuni tratti per me (nomi, luoghi, dettagli da ricordare), che potrebbero svelare qualcosa sul colpevole e far indovinare al lettore chi sia stato.
Ammetto di aver formulato diverse teorie durante la lettura, ma alla fine di tutto niente riusciva ad avere un senso ed incastrarsi per bene.
Si, nella letteratura moderna siamo abituati ad uccisioni senza moventi (o spesso non così evidenti), ma qui si gioca su altro territorio, con regole diverse, ed ammetto che la soluzione mi ha lasciato senza parole.
La Christie è una donna davvero talentuosa e il suo successo è meritatissimo, ancora oggi e spero per molto molto tempo. Mai avrei immaginato un finale del genere. Mi ha lasciato senza parole.

Se non lo avete mai letto, vi consiglio di tenerlo a mente e provarci.
Non indovinerete mai! Volete tentare?

Consiglio del Giorno: Nessuno è Intoccabile, di Thomas Melis



Titolo: Nessuno è Intoccabile
Autore: Thomas Melis
Editore: Butterfly Edizioni
Pubblicazione: 25 aprile 2018
Pagine: 240

 
Trama
In un angolo nascosto della Sardegna, dove mare e montagna si fronteggiano, due famiglie malavitose combattono una guerra senza tempo in nome di un codice antico. Vissente Degortes e il Castigliano vogliono spazzare via la fazione avversaria dei Corràsi e imporre un dominio di sangue sulla provincia di Porto Sant’Andrea. Lungo la loro strada incontrano Giovanni Fenu, un politico ambizioso fedele a un imperativo: cogliere le occasioni che la vita regala.
La discesa negli inferi della violenza più spietata. Il dovere della vendetta. I rapporti con le organizzazioni criminali nazionali, la politica in cerca di voti e la speculazione imprenditoriale senza scrupoli. In una terra che non vuole padroni e dove vale una sola regola: nessuno è intoccabile.

Autore
Thomas Melis è nato a Tortolì, in Sardegna, nel 1980. Ha studiato presso le Università di Firenze e Bologna concludendo il suo percorso accademico nell’anno 2008. Nella vita si è occupato di progettazione su fondi comunitari e consulenza aziendale. Ha scritto per diverse riviste on line, dedicandosi alle analisi degli scenari internazionali e della politica interna. Attualmente gestisce un’attività commerciale, lavora come copywriter e crea contenuti per aziende attive sul web. Nel 2014 ha pubblicato il romanzo d'esordio "A un passo dalla vita" e l’anno successivo lo spin off "Platino Blindato". Dal 2017 collabora con il sito di critica letteraria MilanoNera. "Nessuno è intoccabile" è il suo primo romanzo per Butterfly Edizioni.

Seven Sisters





Titolo originale What Happened to Monday
Paese di produzione Regno Unito, Francia, Belgio
Anno 2017
Durata 123 min
Genere avventura, azione, drammatico, fantascienza, giallo, thriller
Regia Tommy Wirkola
Sceneggiatura Max Botkin, Kerry Williamson







Interpreti e personaggi
Noomi Rapace: sorelle Settman
Clara Read: sorelle Settman bambine
Willem Dafoe: Terrence Settman
Glenn Close: Nicolette Cayman
Marwan Kenzari: Adrian Knowles
Pål Sverre Hagen: Jerry
Christian Rubeck: Joe
Tomiwa Edun: Eddie
Robert Wagner: Charles Benning
Vegar Hoel: capo squadra SWAT


Trama
Nel futuro la popolazione è aumentata a dismisura per un abnorme aumento di parti gemellari, sopraggiunto a causa dei fertilizzanti usati per scongiurare la fame nel mondo; le autorità instaurano allora la legge del figlio unico: tutti i neonati che nascono dopo il primogenito vengono prelevati da un organo preposto, chiamato Bureau, e messi in criosonno, in attesa di una soluzione al problema della sovrappopolazione. In questo contesto nascono sette sorelle che, alla morte dei genitori, vengono nascoste dal nonno Terence alle autorità e chiamate come i giorni della settimana.
Egli si prende cura di loro istruendole e facendone sbocciare i talenti, permettendo loro di uscire una alla volta nel giorno della settimana che corrisponde al nome di ciascuna prima per frequentare la scuola, poi per lavorare. Arrivate a trent'anni, quando tutto sembra andare per il meglio, Lunedì scompare. Le sorelle dovranno trovarla prima che lo facciano le autorità e le congelino tutte, ma verranno a conoscenza di segreti che non potevano immaginare.
(da Wikipedia)

Trailer


Ero incuriosita da questo film e più ne sentivo parlare (ed anche bene) più diventavo curiosa ed avevo voglia di vederlo.
Non mi ha deluso!

La storia è piuttosto semplice: in un futuro (distopico) il mondo ha esaurito la scorte alimentari, per rimediare a ciò gli scienziati hanno potenziato le coltivazioni, ma questo "mutamento" ha causato una nascita decisamente esagerata. Ogni donna, infatti, partoriva più di due gemelli per volta, e questo avrebbe riportato il mondo sull'orlo della distruzione.
La dottoressa Cayman crea così il programma "Figlio Unico", ovvero solo il primo nato può vivere tranquillamente, gli altri vengono ibernati ed attendono un futuro migliore in cui poter riprendere la loro vita.

In questo mondo Terrence Settman si trova a perdere la figlia per un parto di sette gemelle, avvenuto in una struttura sicura che gli permette di poter tenere le bambine, ma deve trovare un sistema per non farsi scoprire. Ed ha subito un'intuizione: le bambine sono sette, come i giorni della settimana, così ad ognuna da il nome di un giorno.
Le istruisce a casa fino ad una certa età, in cui possano capire a cosa vanno incontro, spiegandole che potranno uscire solo durante il giorno della settimana che porta il loro nome. Dovranno vivere una vita unica, quella di Karen Settman.

In ordine da sx a dx:
Gioverì, Martedì, Domenica, Lunedì, Sabato, Venerdì
Vedremo il film tra passato e presente, vedendo cosa ha dovuto fare Terrence per tenerle al sicuro, e ritrovandole adulte, con ognuna la sua personalità ed il suo stile, che deve tenere segreto, per il bene di tutte. Poche regole che hanno permesso a tutte di sopravvivere, ma è davvero una vita degna di essere vissuta?
Eppure tutto crolla quando Lunedì non torna a casa (appunto il titolo in inglese "What Happened to Monday", ovvero "Cosa è accaduto a Lunedì"), scomparendo da qualunque radar.
Dovranno cercarla e trovarla prima delle autorità, per evitare di essere separate, ma capiranno presto che qualcuno ormai SA di loro e le loro vite saranno in pericolo.

Un thriller dinamico, in un mondo distopico (simile al nostro, ma diverso per certi punti).
Una storia che ti trascina fra continui colpi di scena e ti tiene incollato allo schermo, fino ad un finale piuttosto imprevedibile (anche se ci si può immaginare qualcosa, ma non proprio tutto); si resta con dubbi fino alla fine della storia.
Davvero ben fatto, regala qualche ora di stacco in modo intelligente ed adrenalinico.
Fateci un pensiero!

Dieci Piccoli Indiani, Miniserie Televisiva (BBC)

Titolo originale: And Then There Were None
Anno: 2015
Genere: drammatico, thriller
Regia: Craig Viveiros
Soggetto: Agatha Christie (romanzo)
Interpreti e personaggi
Maeve Dermody: Vera Claythorne
Aidan Turner: Philip Lombard
Charles Dance: giudice Lawrence Wargrave
Burn Gorman: William Blore
Toby Stephens: dottor Edward Armstrong
Sam Neill: generale John MacArthur
Miranda Richardson: Emily Brent
Douglas Booth: Anthony Marston
Anna Maxwell Martin: Ethel Rogers
Noah Taylor: Thomas Rogers


Personaggi, in ordine da sinistra a destra:
Philip Lombard; Thomas Rogers; Vera Claythorne; Anthony Marston; Edward Armstrong; Lawrence Wargrave; William Blore; Emily Brent; John MacArthur; Ethel Rogers


Una serie davvero bella ed interessante, in Italia sono stati mandati in onda due episodi domenica 6 e lunedì 7 Novembre su Giallo. Riporta il romanzo (omonimo) di Agatha Christie quasi perfettamente, dandogli sullo schermo eleganza e mistero. Qualcosa di difficile da fare, che porterà di sicuro chi non conosce la storia a leggere il romanzo immediatamente (come ho fatto io, tra l'altro).


Nell'agosto del 1939 un gruppo di otto estranei si ritrovano su un'isola (Soldier Island) sulla quale si trovano i misteriosi coniugi U.N.Owen che li hanno invitati, ognuno con un motivo diverso. Una volta giunti sul posto troveranno ad attenderli i due domestici, anche loro appena assunti, mentre i padroni di casa sono ancora assenti, ma hanno lasciato disposizioni per accogliere gli ospiti e come occuparsi di loro al meglio.
Tutto cambia dopo la cena, quando una voce interrompe la conversazione incolpando ognuno di loro di omicidio. Questa voce arriva da un grammofono che i domestici avevano fatto partire come ordine dagli Owen.
Tutti i dieci personaggi sono stati accusati. Tutti sono colpevoli...oppure no?

Questo è solo l'inizio della storia, perchè da quel momento iniziano i problemi, qualcuno li ha voluti lì per una ragione precisa e capiranno presto che questa si nasconde in una giustizia privata verso i crimini verso i quali sono stati accusati.
A rendere il tutto ancora più strano sarà il modo in cui questa 'giustizia' verrà data: seguendo una poesia/filastrocca appesa ovunque per la casa e delle strane statuette legate ad essa, dieci posizionate al centro del tavolo, ma che inizieranno a scomparire mano a mano che i personaggi inizieranno a morire.
Un macabro gioco nel quale i protagonisti sono stati intrappolati su un isola, senza possibilità di lasciarla, e le cui morti sono già state decise, ma da chi, quando e come non è dato saperlo...fino all'ultimo. Dubbi e misteri si susseguono, rendendo questa visione interessante, tenendoti attaccato allo schermo cercando di scoprire cosa succederà da lì a poco (se non si conosce il romanzo, ovvio).
Una trasposizione fantastica, attori davvero bravi e...il tutto reso alla perfezione.
Da vedere insomma!

Personaggi
Thomas Rogers e Ethel Rogers, i nuovi domestici, accusati della morte della precedente padrona Jennifer Brady, una anziana donna malata e ricca.
Vera Claythorne, una maestra che è stata assunta dagli Owen per far da segretaria per l'estate, accusata dell'omicidio del piccolo Cyril Hamilton, al quale faceva da bambinaia.
Philip Lombard, dal passato poco chiaro e 'agitato', viene invitato per aiutare il signor Owen in faccende losche ma non definite; accusato di aver lasciato morire di fame ventun indigeni di una tribù africana.
Anthony Marston, un giovane che era stato invitato aspettandosi una festa, accusato di aver investito ed ucciso John e Lucy Combes.
Edward Armstrong, un medico che è stato invitato sull'isola dal signor Owen per curare la moglie, in maniera discreta; accusato di aver ucciso durante un'operazione Louisa Mary Clees.
Lawrence Wargrave, un giudice che deve riabilitarsi dopo un'operazione, invitato da una vecchia amica (che però non c'è sull'isola); accusato di aver ingiustamente mandato a morte Edward Seton.
William Blore, un investigatore, invitato per indagare in segreto su qualcosa di strano, accusato di aver provocato la morte di James Stephen Landor dopo l'arresto.
Emily Brent, una donna devota, severa e molto religiosa, invitata per queste sue rigide regole morali per educare giovani donne; accusata di aver causato il suicidio di Beatrice Taylor, una ragazza di cui si occupava, buttata in strada solo perchè rimasta incinta
John MacArthur, un ex colonnello dell'esercito, accusato di omicidio per vendetta verso un suo giovane ufficiale Arthur Richmond



La Filastrocca
(Presa da Wikipedia e fedele a quella del romanzo)

Dieci poveri negretti
se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione,
solo nove ne restar.
Nove poveri negretti
fino a notte alta vegliar:
uno cadde addormentato,
otto soli ne restar.
Otto poveri negretti
se ne vanno a passeggiar:
uno, ahimè, è rimasto indietro,
solo sette ne restar.
Sette poveri negretti
legna andarono a spaccar:
un di lor s'infranse a mezzo,
e sei soli ne restar.
I sei poveri negretti
giocan con un alvear:
da una vespa uno fu punto,
solo cinque ne restar.
Cinque poveri negretti
un giudizio han da sbrigar:
un lo ferma il tribunale,
quattro soli ne restar.
Quattro poveri negretti
salpan verso l'alto mar:
uno un granchio se lo prende,
e tre soli ne restar.
I tre poveri negretti
allo zoo vollero andar:
uno l'orso ne abbrancò,
e due soli ne restar.
I due poveri negretti
stanno al sole per un po':
un si fuse come cera
e uno solo ne restò.
Solo, il povero negretto
in un bosco se ne andò:
ad un pino si impiccò,
e nessuno ne restò.

Le Differenze tra Film e Libro
(ATTENZIONE SPOLIER)
(Informazioni prese da Wikipedia e alcune aggiunte da me)
  • Nel libro si chiama Nigger Island, nel film Soldier Island (come la poesia, modificata da negretti a indiani)
  • Nel libro, gli invitati arrivano a Nigger Island tutti insieme a eccezione del dottor Armstrong, che arriva dopo, mentre nella serie tv Emily Brent e Anthony Marston prendono la barca prima degli altri.
  • Anthony Marston nel film è un tossicodipendente, ma questo non viene mai menzionato nel libro.
  • La conversazione della signorina Brent con la cameriera è presente solo nel film, e non nel libro.
  • Nel libro il dottor Armstrong scopre immediatamente la causa della morte di Marston, mentre nel film sono Lombard e Blore a scoprirlo un po' di tempo dopo.
  • Nel libro, il dottor Armstrong non si infuria con la signorina Claythorne dopo avergli fatto perquisire la valigetta. Nel film Vera Claythorne tenta di fuggire dall'isola a nuoto e viene fermata dal giudice Wargrave, tutto questo nel libro non avviene.
  • Nel film, dopo che viene scoperto il cadavere di Rogers, il dottor Armstrong ha una crisi di nervi e viene schiaffeggiato da Vera per farlo calmare; nel libro è il contrario.
  • Nel libro Emily viene uccisa da una puntura di siringa, imitando la puntura d'ape, mentre nel film viene infilzata da uno dei ferri con cui lavorava a maglia.
  • Nel libro, Vera sente la mano di Cyril che la tocca, che si rivela poi essere un'alga che pendeva dal soffitto messa appositamente per spaventarla. Nell'adattamento invece, i fatti sono diversi
  • Nel romanzo, dopo l'omicidio di Wargrave non accade alcun baccanale fra i superstiti.
  • In nessuna parte del libro Vera Claythorne e Philip Lombard dimostrano affetto reciproco, la sottotrama amorosa è stata aggiunta solo nel film.
  • Nel libro, Blore muore schiacciato da un orologio a forma di orso, nel film invece viene ucciso con un coltello che si trovava dentro a un tappeto di pelliccia di orso.
  • La fine nel libro è diversa. Vera si impicca senza conoscere il colpevole, mentre nel film il giudice Wargrave compare e le spiega tutto prima di spingere la sedia. Quindi, sempre nel film, non viene ritrovato nessun manoscritto di Wargrave, e i due poliziotti nel film non compaiono.