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Opinione: L'Impronta, di Andrea Cassini


"L'impronta" è il racconto collettivo di una minaccia epocale alla grande foresta, un monito e un'avventura narrata da chi quella foresta si trova a chiamarla casa. L'uomo è assente in queste pagine, la sua presenza solo suggerita. Gli animali lo chiamano "mostro", indagano i suoi segni e lo considerano alla stregua di una creatura aliena, una presenza ingombrante e dannosa. Ne "L'impronta" le voci di lupi, cervi, tassi, il coro della foresta, accompagnano il lettore in un luogo che brilla di nuova luce, negli istanti prima della fine. 




Ecco, di libri del genere ho "paura" di parlarne perché non ho idea di come fare.
Una storia apparentemente semplice, ma complessa. 
Un racconto di vita, di morte, di sopravvivenza. 
La crudeltà della natura che resta magnifica nel suo equilibrio, così apparentemente delicato e fragile seppur forte nel sangue, nella mente e nell'istinto che spinge le varie creature giorno dopo giorno a continuare la loro esistenza. 
Assistiamo a tutto tramite la voce degli animali che capitolo dopo capitolo si alternano mostrandoci attraverso i loro occhi, le loro sensazioni, le loro regole sociali,...il loro mondo. 
Un luogo che stiamo invadendo. Depredando. 
Ci vediamo con i loro occhi. Ovviamente non è niente di bello, ma chi ha rispetto per gli animali ed i loro habitat lo sa già. 

Un racconto breve, intenso, particolare. 
Riesce a raccontare con maestria qualcosa all'apparenza semplice, ma decisamente arduo senza scadere nel banale. Non credo di aver niente altro da dire in merito se non che merita di essere letto per scoprirne le varie sfumature. 

Opinione: Trofeo, di Emanuela Cocco


Una donna entra in un negozio e compra una gonna. La indossa al suo primo e unico appuntamento con l'uomo che la ucciderà. Quando tutto è compiuto, l'uomo raccoglie quella stoffa, la porta via con sé. Fermagli, ciocche di capelli, collane, anelli. Sono trofei, l'assassino li conserva per avere un ricordo delle sue prede. Sono feticci, proiettano nella sua mente scene di sangue, di sesso e violenza, il piacere e la paura, legati per sempre. I trofei sono cose, ma mantengono la memoria delle persone alle quali sono stati strappati. L'uomo torna a casa con la sua prossima vittima. Prepara la messa in scena per il suo macabro rituale di tortura e sopraffazione. Ma questa sera i trofei rifiutano di mettersi in posa. 




Mi indossi ad un appuntamento al buio. Lui ti prende, mi strappa via da te, mi usa perché il tuo respiro resti imbrigliato al mio ordito. Questa è la trama. Intreccio di fili, di rantoli. Ti sta strangolando. Non hai la stoffa per rimanere in vita.

Come potevo resistere ad un racconto del genere? 
Preso e divorato, ma è rimasto su uno scaffale fino ad oggi. Rielaborando quello che ricordavo, insieme ad una scorsa delle pagine, mi sono rituffata in questa storia così particolare dal riuscire a raccontare cose estremamente efferate da un punto di vista diverso, collegato alle vittime ma estraneo (anche se in certi punti entriamo nella testa di lui). 
Quello dei trofei di un serial killer. 

Ci porterà in questo viaggio una gonna. Un pezzo di tessuto comprato ed indossato per la prima ed ultima volta da una donna, senza sapere che l'acquisto sarebbe stato una sorta di regalo al suo assassino. 
La stoffa prende vita, quel poco che è stata con la donna le ha regalato qualcosa di lei, della sua vita, della sua personalità, ma troppo poco per rendere il rapporto profondo ed impregnare la stoffa di lei. 
Come invece è accaduto ad altri trofei che incontrerà nella casa di lui. 
Con una specie di coscienza abbozzata, mi sta a ricordi vaghi di quella donna, inizia a pensare, immaginare, quasi sognare. 
Il tutto però non avrà vita lunga, le cose cambieranno in fretta quando invece di un altro trofeo porterà a casa una vittima ancora in vita. 

Questo giusto un idea di cosa andreste a leggere. 
C'è la frivolezza di alcuni trofei che si sentono amati, desiderati e felici di stare con lui. Mentre altri rifuggono, si nascondono, perché ciò che erano stati è troppo da rivivere o persino raccontare. 
I giochi, mentre fantasticano di avere una vita, ma anche su questa nuova ragazza e di cosa potrebbe restare di lei finendo insieme a loro per finalmente stare insieme. 

Una storia in cui questo tessuto lentamente evolve il pensiero e comprende solo verso la fine quanto tutto sia terribile e triste. Un racconto che ci porta in un luogo oscuro, dove regnano desideri raccapriccianti. Attraverso questo espediente, questi narratori così strani ed imprevisti ci raccontano le loro vite di prima. 
Crudo a tratti, delicato in altri. Non per tutti, ma decisamente una bella lettura.

Opinione: Ombre Dei Vivi E Dei Morti, di Lucio Besana


Per gli abitanti della Valle non è insolito che la gente sparisca nel nulla o che muoia senza una ragione. Sono le Ombre, tutti in Valle lo sanno. Ci sono sempre state a dispensare miracoli o sciagure, ma dopo la costruzione della centrale sono diventate sempre più ostili. Tra saga famigliare e fiaba dark, tra folk horror e malinconia, tra weird e storia industriale, "Ombre dei vivi e dei morti" ci conduce in un viaggio nel lato oscuro del progresso tecnologico, verso tutto ciò che è andato perso, verso una casa che non è più la nostra. 




Non so bene come spiegarlo, ma mi sono sentita parte di questo racconto. 
La storia infatti parla di piccoli paesini delle montagne, di cosa resta per chi non vuole andarsene e di cosa cambia per chi se ne va e sembra aver tradito la sua casa (per chi è rimasto). 

Ovviamente c'è molto molto di più. 
C'è il passato di una famiglia, ciò che ha fatto loro la montagna o "qualcosa" che gli si annida dentro. Un passato di minatori laboriosi, ma non solo, gente che lavorava fra le rocce per costruire e mantenere quelli che sarebbero diventati impianti idroelettrici; famiglie che di generazione in generazione si sono (praticamente) tramandati quei lavori, nascendo, crescendo e morendo fra quelle montagne. 

Una storia con lati oscuri. Fra le pagine ci racconta di una famiglia che (come tutte quelle della Valle) ha a che fare da tutta la vita con quelle che vengono chiamate le Ombre, cercando di tenerlo nascosto agli estranei, poiché non capirebbero. Una Valle che tenta anche di proteggere i propri figli, celandogli certi racconti, certi ricordi del passato, per provare a salvare loro la vita, spingendoli ad andarsene nonostante li vogliano ancora lì con loro. 

Una breve novella ma che racchiude tanto, fra racconti di bisnonni, lentamente arriviamo a capire la storia degli ultimi membri di questa famiglia, due fratelli con caratteri molto diversi e che faranno scelte molto differenti.
 
Ci muoviamo in una storia quasi senza tempo, scoprendo piano piano briciole, pezzetti di un puzzle molto più grande, che restando nell'ombra fino alla fine non permette di capire bene cosa stia nascondendo. In una Valle senza nome, in un posto senza nome, con protagonisti senza nome. Scelta interessante che rende il tutto ancora più "vicino" e familiare di quanto non ci si aspetta. 



All'inizio dicevo che mi sono sentita parte del racconto, perché sono nata e cresciuta in una realtà molto simile. In una piccola frazione, di un piccolo comune,... Poche case e tanto verde, le montagne non proprio sopra la testa ma così vicine che basta poco a raggiungerle. Le storie di quando queste case erano vive, quando i lavoratori si muovevano insieme a piedi attraverso i vari sentieri ora praticamente persi. Il crescere conoscendo la storia e vivendo in un epoca che si espande in modo estremamente repentino. Quasi uno smarrimento, uno spaccamento interiore fra il voler restare nel verde e il voler cambiare totalmente ambiente. Nel vedere le case venire abbandonate sempre più spesso, spesso per cause naturali, crollando lentamente su loro stesse. 
Non posso capire proprio a fondo i personaggi, ma in un certo senso ci riesco ed è stato molto strano. 


MFL Morituri Fighting League, di Ben Bamboo Korami [Instagram Post]



Opinione: MFL Morituri Fighting League, di Ben Bamboo Korami


Italia, futuro prossimo. Decenni di perfezionamento dei sistemi di cura contro il cancro hanno portato allo sviluppo di nuove forme iperaggressive in grado di sopravvivere ai loro stessi ospiti. Gene Marano, ex divo del cinema, vive nello squallore dei Muzik Rave Bar, tra droghe sintetiche e prostituite a basso costo. La diagnosi di un cancro in fase terminale gli apre una nuova possibilità di tornare sulla cresta dell’onda: potrebbe far parte della Morituri Fighting League, il reality dove i convalescenti combattono contro i loro stessi cancri. Dal Ponte Sullo Stretto, fino al nuovo Colosseo, dovrà sopravvivere per diventare campione della MFL, sotto l’ombra di un segreto che la Neoplasm stessa ha fatto carte false per non divulgare…  



È stato molto difficile iniziare questo romanzo, semplicemente perché il protagonista è insopportabile: un ex stella del cinema completamente precipitata al suolo e dimenticata, un egoista presuntuoso che si crede migliore di tutti solo perché anni prima era molto richiesto come attore,....una testa di cazzo, non c'è modo di addolcire questo fatto.
Insomma, veniamo catapultati nella sua vita nella quale, nonostante non abbia più un centesimo in tasca e sia nel dimenticatoio da anni, continua a pavoneggiarsi. 
Il tutto però ha una svolta così rapida e improvvisa da cambiare le cose nel giro di una settimana, infatti dopo un malore viene ricoverato in un ospedale dove gli viene diagnosticata una forma di cancro al cuore estremamente aggressiva. 
Nel giro di pochi giorni è "nata" ed è cresciuta fino a portarlo sulla soglia della morte. 
Impossibile da operare per il SSN perché questa forma di cancro è "viva", ovvero se si sente attaccata reagisce. E come lei le numerose metastasi che ha già disseminato per il corpo di Gene. Dovrebbero essere estratte tutte nello stesso istante, ma questa è una procedura che solo un'azienda privata (che non lascia assolutamente trapelare nulla) può fare. La Neoplasm Inc.

Spendiamo due paroline su quest'azienda, perché merita una sorta di presentazione. 
Ha avuto la geniale idea di commercializzare il cancro. Esatto. Chi ha soldi può farsi togliere, appunto, un cancro e trasformarlo nel proprio animaletto domestico. O comprarne uno. Ma questa è solo la punta dell'iceberg.
Sono, appunto, i detentori di tecnologie salvavita che permettono di asportare il cancro e le metastasi in contemporanea, nonostante l'aggressività della malattia. Il problemino è il costo. Essendo tutto privato, solamente chi è estremamente ricco può permetterselo. Oppure firmare un accordo.
E qui viene il vero rendimento della Neoplasm. 
Chi non può permettersi l'operazione può comunque farla firmando un contratto nel quale si impegna ad entrare nella Morituri Fighting League, ovvero una sorta di reality dove ci si ritrova in diverse arene, a dover superare percorsi e sopravvivere a diverse forme di cancro che verranno sparse per attentare alla loro vita. Insomma, in breve, dovranno uccidere i cancri per sopravvivere. Se sopravvieranno e vinceranno tutte le sfide, saranno liberi. Uno show seguito da milioni di persone che Gene si troverà a guardare dall'interno, obbligato a fare questo patto per restare in vita.

Tutto ciò più o meno è spiegato nella trama e nelle primissime pagine, una cinquantina forse, poi si inizia a "giocare". L'autore è davvero bravo a render le scene di battaglia, nelle descrizioni di queste creature, le lotte, il tutto comunque intramezzato dalle pause fra un'arena e l'altra dove comunque succedono tante cose (che giustamente non posso rivelarvi).

Bilanciato molto bene rende avvincente il romanzo e difficile staccarsi dalle pagine, diventando sempre più scorrevole e (per mia fortuna) facendo diventare meno indigesto il protagonista. No, proprio non lo si finisce per amare, però comunque ha qualche piccolo spiraglio di luce che ci fa tirare il fiato. È fedele a se stesso (egoista, bla bla bla), cosa che resta originale in un fiume di romanzi con protagonisti tutti uguali o che "puff" cambiano completamente personalità, quasi a caso. E questo dettaglio l'ho apprezzato moltissimo, per questo mi sono forzata ad andare oltre le prime pagine quando lo avrei preso a badilate io stessa.

Ovviamente non è per tutti!
Ma questo già dalla trama si percepisce. 

In ogni caso penso che se vi incuriosisce è perché state cercando storie del genere e io vi suggerisco di buttarvi, almeno per ora è il primo romanzo di penna italiana del genere che mi capita tra le mani e l'ho adorato per questo. 

Gli Incompiuti, di Anna Kańtoch [Instagram Post]


 

Opinione: Gli Incompiuti, di Anna Kańtoch


Una casa bianca travolta da una bufera di neve. Un corpo esangue, morto. Un corpo vivo, sconvolto. Un commissariato di provincia, un interrogatorio informale, l’inizio di un racconto. Ogni capitolo di questo romanzo dalla struttura a scatole cinesi è una storia che ne rivela un’altra diversa e a essa intrecciata, con protagonisti che si inseguono tra le pagine e alcuni elementi ricorrenti: l’odore di agrumi, un cappotto rosa, una misteriosa casa bianca. È un libro di personaggi dalle identità sessuali ribaltate e ambigue: donne dalle qualità virili, uomini efebici, e in mezzo a loro un bambino dal sesso indefinibile costretto a compiere una scelta. All’interno della cornice pulsante di un thriller dove sparizioni e morti tengono sempre alta la tensione, si dipana una storia che scava nell’Io dei protagonisti: il mistero più grande non è l’omicidio (vero o o presunto), ma la faticosa consapevolezza di essere incompleti.

Giro intorno a questa recensione da davvero troppo tempo, e in tutta onestà non ho ancora capito se la lettura mi sia piaciuta oppure no. 
Principalmente perché è scritto bene, ti trascina dentro questa sorta di enorme mistero...ma ha un finale aperto. Cosa che odio, in particolare nei romanzi con un mistero (o più) fra le pagine. 

La storia è molto originale. 
Ci troviamo davanti, come dice la trama, a storie dentro altre storie. Ogni personaggio che incontreremo sarà incastrato dentro le storie degli altri. Tutto si mescola, tutto da l'impressione di scendere sempre di più ogni capitolo che si prosegue e una delle storie viene prima anticipata e poi raccontata, in modo frammentato, sparso qua e là ma trovando sempre il modo di incastrarsi. 

Un romanzo che dà la sensazione di esser una sorta di matrioska quando lo si inizia, ma alla fine diventa un enorme puzzle dove tutto è collegato. O lo sembra. Perché alla fine le poche certezze vengono messe in dubbio e sta al lettore trarre le sue conclusioni.

Una lettura scoperta grazie ad un GdL (#Penombre di @sonosololibri ) , che mi ha permesso di addolcire la mia opinione finale, confrontandomi con altr3 lettor3 e scoprendo altri punti di vista che, appunto, mi hanno fatto guardare la storia diversamente, apprezzandola un po' di più.

Lo so, sono 3 parole in croce vaghe, confuse, assurde, ma è così questo romanzo e penso (anzi sono sicura) che sia il modo giusto per "raccontarlo" e che debba esser letto in questo modo. Addentrandosi in questo caos che fondamentalmente ha un senso, trovandosi davanti personaggi le cui storie sono frammentate e sparse, incastrate le une alle altre in modi così assurdi che vi lasceranno stupiti. Avvicinarsi ad ognuno di loro, seguendo questa catena di eventi che da un senso di caduta libera, fino alla chiusura di tutto.
Che, ahimè lo ripeto, purtroppo non mi ha soddisfatto. 

Leggerlo o non leggerlo? Se vi piacciono le storie strane, dove il senso va guadagnato, il mistero non è così semplice come dovrebbe essere, il caos regna sovrano ma non messo lì a caso. Si, potrebbe piacervi. Una piccola follia che regala qualcosa di nuovo e particolare in mezzo a tante letture di solito fin troppo simili.



Post anche sul mio profilo Instagram @viaggiatricepigra



Opinione: One For The Road, di Wesley Southard





Soltanto un altro concerto e il chitarrista heavy metal Spencer Hesston potrà finalmente lasciare i Rot in Hell. Niente più tour, niente più discussioni e niente più visite indesiderate da parte della fidanzata del cantante. Ma invece di svegliarsi nella loro città del Midwest, i musicisti si ritrovano confusi e storditi in un insediamento abbandonato nel bel mezzo del deserto, senza avere idea di come ci siano arrivati.
Le cose lì avvengono in modo diverso: gli alberi hanno impulsi perversi, i ragni hanno dita umane, e ogni volta che mettono piede all’esterno la città si trasforma in un altro incubo infernale.
In questa città tutto è possibile, tranne uscirne interi…





Un autentico furore grintoso al ritmo di Rock’n’Roll. Ho adorato ogni parola.
Matt Hayward, autore nominato al Bram Stoker Awards di What Do Monsters Fear? e The Faithful

Wesley Southard scrive con un’energia sfrenata che è sia contagiosa che divertente. Scoprire l’opera di Wesley è stata una gioia, dovreste andare in cerca dei suoi libri. Di sicuro è uno scrittore da tenere d’occhio.
Jonathan Janz, autore di The Dark Game e The Siren and the Spector

Un’eccezionale opera di surrealismo sovrannaturale e horror estremo, che piacerà sicuramente ai fan di Bentley Little, Graham Masterton e John Skipp.
Brian Keene, autore della serie The Rising e The Complex

Anche se si possono notare gli echi di Richard Laymon, Southard scrive con una voce sua e la usa per dar vita a un’opera avvincente e straordinariamente piacevole. Leggete questo libro.
Mary SanGiovanni, autrice di Chills e The Hollower Trilogy

Vorrei iniziare dicendo che non sono pazzo.
[...] Cosa posso raccontare del 12 agosto? Buon Dio, il nostro ultimo giorno libero prima che ci mancasse la terra sotto i piedi. Tanto per cominciare, devo ammettere che, pur non essendo un pazzo, sono davvero un imbecille: e per imbecille intendo dire che sono un musicista (o lo ero, immagino)

Velocissimo da leggere e, a suo modo, divertente. 
Chiariamo, niente risate vere, però ho trovato questo stranissimo mondo in cui capitano i protagonisti così folle da esserlo. 
La nostra voce narrante è Spencer, un giovane sui vent'anni che fa il chitarrista nel gruppo Rot In Hell. Un sogno per un giovane amante del Heavy Metal, arrivare su un palco e fare ciò che ama: suonare. O no? Eh, invece ci troviamo nella seconda opzione, perché Spencer ha deciso di mollare il gruppo e quello sarebbe stato il suo ultimo viaggio con la band, direzione casa dopo l'ultimo concerto fatto. 

La principale ragione è sicuramente Steve, il cantante. Un ego astronomico e pochissimo rispetto per quello che fa, hanno portato Spencer e Vinnie a scegliere di andarsene, quest'ultimo è il migliore amico del nostro protagonista ed è il batterista del gruppo. Insieme a loro viaggiano Les, il bassista, Shelly, la fidanzata di Steve ma che ci prova in ogni occasione con Spencer, e D-Rail. E Spencer non sopporta nessuno di loro. 

Perciò eccoci lì: sei persone che percorrevano la strada aperta con un obiettivo, e ognuno aveva un modo diverso per arrivarci. 
Io?
Avrei voluto solo tirarmene fuori. 

Dopo i preliminari d'obbligo, per conoscere Spencer (un'infarinatura del presente e del passato), ci si ritrova a capofitto in quest'avventura completamente fuori da ogni logica. 
I ragazzi si risvegliano sul loro furgone, senza sapere dove siano e come siano finiti lì. Nessuno ricorda cosa accadde prima di addormentarsi misteriosamente. A render il tutto più incasinato, nel rimorchio sono scomparsi tutti i loro strumenti e a bordo ogni borsa e zaino è vuoto. Niente cellulari, ne computer per chiamare soccorso o semplicemente capire la posizione. 

Inizierà così il loro viaggio dentro l'incubo. 

Un romanzo estremamente breve, ma carino e particolare. Si legge velocemente e, per gli appassionati, è una ventata di aria fresca per spezzare da altre letture o semplicemente per staccare la spina. 
Positiva, ma anche negativa la sua brevità(?). Ci sono spesso alcuni frammenti che danno una sensazione di mancanza, come se qualcosa dovesse esserci per fare da collante fra vari frammenti. So che è fantasia ed un viaggio in un mondo praticamente infernale, però qualche dettaglio in più avrebbe regalato panorama migliore e stuzzicato ancora di più l'immaginazione dei lettori. 
Seppur, è tutto così veloce e frenetico, che forse avrebbe appesantito la lettura. 
Per questo il punto interrogativo: ancora non mi so decidere; vorrei saperne di più, ma è stato comunque piacevole leggerlo così com'è. 
Insomma, mi rinnovo lettrice rompicoglioni. 

Una nota particolare sono i gruppi e le canzoni citate durante tutta la lettura. Me li sono segnati tutti, alcuni devo recuperarli, altri non si possono non conoscere (Smoke On The Water, giusto per fare un esempio). 

Per chiudere: agli amanti del genere lo consiglierei. 
Inoltre questa settimana, fino al 29, è in promo a soli 0,99€. 
Se vi incuriosisce, approfittatene e poi fatemi sapere com'è stato immergersi in questa follia. 

Consiglio del Giorno: Alice ex machina e altre storie oltre lo specchio

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Titolo: Alice ex machina e altre storie oltre lo specchio
Autore: Olga Gnecchi e Gianluca Ingaramo
Genere: Weird/Horror
Pagine: 265
Formati disponibili: Epub/Mobi/Pdf
A cura di: Athaena Publishing & Graphics
Pubblicazione: 22 novembre







Alice ex machina (romanzo breve)
Alice era una moglie felice e innamorata, ora lotta per distinguere i confini del reale. In sogno rivede il marito, morto nell’incidente che continua a scorrerle davanti agli occhi, il figlio mai nato e misteriose cose buie. Cosa vogliono da lei?
Rosa in nero (racconto)
Le hanno promesso di renderla protagonista di un film horror, eppure Rosalba ha degli strani presentimenti sulla casa scelta per le riprese. Si tratta di semplice suggestione o sono visioni di qualcosa che vuole prendere forma?
Colui che attende (racconto)
Una scommessa porta quattro ragazzini a sfidare un anziano signore. Sono pronti a confrontarsi con le eccentricità di una persona abituata a vivere da sola, ma quello che trovano supera ogni fantasia. E li spaventa. Cosa sta succedendo?
L’indifferente (racconto)
Natale si avvicina e un incubo ricorrente tormenta una giovane, portandola sull’orlo dello sfinimento: assume farmaci e ricorre all’aiuto di un analista per ritrovare il sonno. Chi è la donna che continua a tormentarla nelle visioni? Quattro storie oltre il reale, dove i protagonisti per trovare le risposte dovranno viaggiare oltre lo specchio.

Autori
Olga Gnecchi nasce ad Agrigento nel 1985 e vive a Porto Empedocle. Tra le sue pubblicazioni, i due thriller Sotto i suoi occhi (2014) e L’ultima cella (2015) e il dark fantasy Creature oniriche (2017). Con Gianluca Ingaramo scrive le parodie Amore Antigas (2016), Giallo Antigas (2017), e Orrore Antigas (2017); il racconto L’indifferente contenuto nell’antologia Jingle Bloody Bells 2 (2016, Nero Press edizioni) e Colui che attende inserito nella raccolta Creepypasta (2017, Nero Press edizioni), e Un passo oltre (2017, Delos Digital). L’antologia natalizia Strenne d’inchiostro (2015) del gruppo USE contiene il racconto La sorella. Ha ricevuto una menzione d’onore dal magazine il Cartello per il racconto Passi (2016). Cura la rubrica Nuove Penne per il magazine ThrillerNord e si occupa di servizi editoriali.

Gianluca Ingaramo è laureato in Scienze Politiche, indossa sempre una maschera antigas e lavora come istruttore in piccolo un Comune. Esordisce con l’antologia personale Nocturna 24, storie dal buio (2015) edita da Montecovello e partecipa alle antologie True Halloween (2015), Jingle bloody bells (2015), Deep love 2 (2016) e Summer of blood (2016) edite da Nero Press. Con Olga Gnecchi partecipa alle antologie Jingle bloody bells 2 (2016) e Creepypasta (2017) edite da Nero Press e scrive il racconto lungo Un passo oltre (2017) edito da Delos Digital. Sempre con Olga Gnecchi, scrive le parodie di genere Amore antigas (2016), Giallo antigas (2017) e Orrore antigas (2017), pubblicate self. Tra le esperienze self, si ricordano l’antologia Nocturna 12, equinozio d’orrore (2015) e la partecipazione alle antologie Strenne d’inchiostro (2015) e Ti racconto una canzone (2016). Dal 2016 collabora come redattore al blog In nomine artis – il ritrovo degli artisti dedicato al settore culturale, con particolare attenzione al mondo della scrittura.