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MFL Morituri Fighting League, di Ben Bamboo Korami [Instagram Post]



Opinione: MFL Morituri Fighting League, di Ben Bamboo Korami


Italia, futuro prossimo. Decenni di perfezionamento dei sistemi di cura contro il cancro hanno portato allo sviluppo di nuove forme iperaggressive in grado di sopravvivere ai loro stessi ospiti. Gene Marano, ex divo del cinema, vive nello squallore dei Muzik Rave Bar, tra droghe sintetiche e prostituite a basso costo. La diagnosi di un cancro in fase terminale gli apre una nuova possibilità di tornare sulla cresta dell’onda: potrebbe far parte della Morituri Fighting League, il reality dove i convalescenti combattono contro i loro stessi cancri. Dal Ponte Sullo Stretto, fino al nuovo Colosseo, dovrà sopravvivere per diventare campione della MFL, sotto l’ombra di un segreto che la Neoplasm stessa ha fatto carte false per non divulgare…  



È stato molto difficile iniziare questo romanzo, semplicemente perché il protagonista è insopportabile: un ex stella del cinema completamente precipitata al suolo e dimenticata, un egoista presuntuoso che si crede migliore di tutti solo perché anni prima era molto richiesto come attore,....una testa di cazzo, non c'è modo di addolcire questo fatto.
Insomma, veniamo catapultati nella sua vita nella quale, nonostante non abbia più un centesimo in tasca e sia nel dimenticatoio da anni, continua a pavoneggiarsi. 
Il tutto però ha una svolta così rapida e improvvisa da cambiare le cose nel giro di una settimana, infatti dopo un malore viene ricoverato in un ospedale dove gli viene diagnosticata una forma di cancro al cuore estremamente aggressiva. 
Nel giro di pochi giorni è "nata" ed è cresciuta fino a portarlo sulla soglia della morte. 
Impossibile da operare per il SSN perché questa forma di cancro è "viva", ovvero se si sente attaccata reagisce. E come lei le numerose metastasi che ha già disseminato per il corpo di Gene. Dovrebbero essere estratte tutte nello stesso istante, ma questa è una procedura che solo un'azienda privata (che non lascia assolutamente trapelare nulla) può fare. La Neoplasm Inc.

Spendiamo due paroline su quest'azienda, perché merita una sorta di presentazione. 
Ha avuto la geniale idea di commercializzare il cancro. Esatto. Chi ha soldi può farsi togliere, appunto, un cancro e trasformarlo nel proprio animaletto domestico. O comprarne uno. Ma questa è solo la punta dell'iceberg.
Sono, appunto, i detentori di tecnologie salvavita che permettono di asportare il cancro e le metastasi in contemporanea, nonostante l'aggressività della malattia. Il problemino è il costo. Essendo tutto privato, solamente chi è estremamente ricco può permetterselo. Oppure firmare un accordo.
E qui viene il vero rendimento della Neoplasm. 
Chi non può permettersi l'operazione può comunque farla firmando un contratto nel quale si impegna ad entrare nella Morituri Fighting League, ovvero una sorta di reality dove ci si ritrova in diverse arene, a dover superare percorsi e sopravvivere a diverse forme di cancro che verranno sparse per attentare alla loro vita. Insomma, in breve, dovranno uccidere i cancri per sopravvivere. Se sopravvieranno e vinceranno tutte le sfide, saranno liberi. Uno show seguito da milioni di persone che Gene si troverà a guardare dall'interno, obbligato a fare questo patto per restare in vita.

Tutto ciò più o meno è spiegato nella trama e nelle primissime pagine, una cinquantina forse, poi si inizia a "giocare". L'autore è davvero bravo a render le scene di battaglia, nelle descrizioni di queste creature, le lotte, il tutto comunque intramezzato dalle pause fra un'arena e l'altra dove comunque succedono tante cose (che giustamente non posso rivelarvi).

Bilanciato molto bene rende avvincente il romanzo e difficile staccarsi dalle pagine, diventando sempre più scorrevole e (per mia fortuna) facendo diventare meno indigesto il protagonista. No, proprio non lo si finisce per amare, però comunque ha qualche piccolo spiraglio di luce che ci fa tirare il fiato. È fedele a se stesso (egoista, bla bla bla), cosa che resta originale in un fiume di romanzi con protagonisti tutti uguali o che "puff" cambiano completamente personalità, quasi a caso. E questo dettaglio l'ho apprezzato moltissimo, per questo mi sono forzata ad andare oltre le prime pagine quando lo avrei preso a badilate io stessa.

Ovviamente non è per tutti!
Ma questo già dalla trama si percepisce. 

In ogni caso penso che se vi incuriosisce è perché state cercando storie del genere e io vi suggerisco di buttarvi, almeno per ora è il primo romanzo di penna italiana del genere che mi capita tra le mani e l'ho adorato per questo. 

La Fabbrica Degli Orrori, di Ian Banks [Instagram Post]



Avevo questa recensione pronta da dicembre, ma prima volevo dare spazio ad altro (e si, me ne ero abbastanza dimenticata).

In sostanza: non mi è piaciuto per nulla. L'opinione è abbastanza cattivella, anche se avrei potuto fare di meglio se scritta appena concluso il tutto. Ma a distanza di tempo confermo ciò che ho scritto.

Lento, noioso, troppi dettagli inutili mentre dove servirebbe spazio si chiude tutto velocemente,...e un finale brusco, senza una logica, a mio parere.

Come il titolo, Fanucci lo ha modificato e perde tutto il suo significato legato al testo: letteralmente doveva rimanere "La Fabbrica Delle Vespe". Davvero, odio queste cose.

Ne parlo meglio sul blog (link in bio).
Un enorme peccato!

Opinione: La Fabbrica Degli Orrori, di Ian Banks


Frank è un diciassettenne orfano di madre che vive su una minuscola isola della Scozia - che non ha mai abbandonato - con il padre, un ex hippy con la fissa della scienza, dedito a strani esperimenti in una misteriosa stanza della casa. Ha un fratello divenuto pazzo dopo un incidente in un ospedale, Eric, un piromane che dà fuoco ai cani, e un amico, Jamie, un nano con cui trascorre le notti al pub, ubriacandosi per rendere interessante una vita assolutamente priva d'interessi. Frank ha un'intelligenza perfida, capace di nascondere la sua perversa attitudine: uccidere bambini innocenti - come il fratellino Paul e i due cugini, Blyth e Esmeralda - nonché piccoli animali, come vespe o conigli, con la sua Fabbrica degli orrori. Egli segue sempre dei riti personali, frutto di una religione primitiva, fatta di simboli e feticci, di luoghi addobbati come templi e santuari. C'è però un terribile segreto che sarà svelato e che gli permetterà di vedere chiaro sulla sua esistenza, sempre confusa e segnata da episodi strani e inspiegabili.



Ripubblicato di recente dalla Fanucci, non se lo è calcolato nessuno praticamente. Grazie ad una pubblicità inesistente, anche.
La cosa mi spiace, solo perché è uno spreco di stampa e carta, perché personalmente mi ha deluso moltissimo.

Chi legge questi generi già fatica a trovare materiale interessante, se vengono (ri)stampati romanzi del genere...ecco, mi sembra uno spreco per quelle novità potenzialmente molto interessanti che non vengono calcolate a prescindere.

Questi piccolo romanzo viene presentato come un horror, ma in realtà gli manca molto per esserlo; mi sono scontrata con qualche scena splatter mescolata a pagine e pagine di descrizioni minuziose (e logorroiche) che definirei abbastanza inutili.
Insomma, molto molto noioso.

La storia in sé avrebbe un grande potenziale. Ci racconta, attraverso il punto di vista del protagonista, qualche settimana nella sua vita. Un ragazzo di appena diciassette anni che ha dei problemi e lentamente comprenderemo quanto profondi e quanto sia "disturbato".
Un piccolo serial killer che, oltre a torturare e uccidere animali, ha già collezionato 3 vittime quando era ancora un bambino.
Con furbizia ed astuzia si è liberato di queste tre "seccature" in modi ingeniosi, studiando sempre come cavarsela (ben sapendo cosa stava facendo e le conseguenze).

Una mente che poteva essere affascinante da affrontare, ma che risulta fastidiosa nello stile in cui ci viene presentata.
Questi tre omicidi infatti vengono raccontati attraverso dei ricordi, ma in brevi frammenti che non riescono a movimentare tutto il resto che verrà raccontato.

CI presenterà la sua strana famiglia, dalla madre che lo ha abbandonato, al fratellastro che vede come un Dio, al padre che non si capisce bene cosa faccia.
Tutto frammentato.
Sta a noi comporre il puzzle.

Peccato che quando siamo alla fine, ci dà di botto e senza senso la "spiegazione" (che non è una spiegazione) al perché lui è così.
Chiudendo in due pagine il tutto.
"ah ecco, è per questo...." Ma anche no!
Avrebbe dovuto esserci spazio per approfondire meglio questa "rivelazione", per qualcosa di costruttivo o di distruttivo, che acerbasse questa situazione e desse al lettore quel tocco in più che manca.
Invece....Terribile!
È stata proprio la goccia che mancava.

Fatevi un favore, se proprio siete curiosi prendetelo in prestito in una biblioteca, o se faranno promo digitali. Altrimenti evitate e cercate qualcosa di migliore.

PS. Dimenticavo il titolo!
La traduzione letterale sarebbe "la fabbrica delle vespe" che ha un senso dentro il romanzo.
Non capirò mai perché cambiare queste cose... Va beh....

Opinione: Skin Medicine, di Tim Curran


Skin Medicine è il figlio bastardo dell'unione sotto una cattiva stella tra un Louis Lamour fulminato e un Bentley Little strafatto. È divertente nello stile di classici cinematografici sopra le righe come Re-Animator, Dog Soldiers e Tremors. (Steve Vernon - Horrorworld) 
Skin Medicine è una corsa sfrenata nella Frontiera Oscura. (Randy Chandler - Autore diBad Juju) 

Un male indicibile sta perseguitando i Territori. Veterano della Guerra Civile e cacciatore di taglie, Tyler Cabe sta dando la caccia a uno spietato assassino, ma si troverà ad affrontare qualcosa che va oltre l'immaginazione di ogni uomo vivente.




Mi trovo abbastanza in difficoltà a recensirlo, poichè (non me lo aspettavo) sono andata oltre la mia comfort zone e, riguardo questo aspetto, i miei gusti personali ahimè sono rimasti invariati, quindi non è stata proprio una lettura piacevolissima per me. Ma obiettivamente, non è un brutto romanzo, anzi lo consiglierei se si hanno alcune preferenze...

Il primo capitolo è adrenalinico, veloce, tagliente. Mette nel lettore fretta di leggere come continuerà ciò che sta leggendo, misto ad un brivido che corre lungo la schiena, perchè l'autore è imprevedibile. 
Potrebbe non succedere nulla o potrebbe esser l'inizio di tutto. 
Ma poi...frena. Di botto. Ci troviamo quasi ad arrancare per determinate scelte fatte dall'autore, fra il presente praticamente nelle sabbie mobili, ed il passato dei vari personaggi che ci viene narrato con (esasperante) lentezza e ricco di molti dettagli. 
 
Curran in questo romanzo non è propriamente quello che avevo conosciuto attraverso Dead Sea, Long Black Coffing, Cannibal Corpse, Nightcrawlers o Saw (una "novella" omaggio per gli iscritti alla newsletter Dunwith Edizioni, di cui mi sono resta conto solo ora di non avervene ancora parlato!).

Mi spiego meglio: nei romanzi che ho citato poco sopra (tramite i link trovate le mie opinioni in merito) c'è un elemento comune molto forte che lega le varie storie: il contenuto estremamente splatter, violento, ....di luoghi e situazioni inventate!

In questo libro, invece, mi sono scontrata con la realtà. 

Curran sceglie di ambientare la storia dopo la Guerra Civile Americana ed i suoi protagonisti sono veterani di entrambe le fazioni che ne hanno vissuto gli orrori, e tramite i loro occhi ci porterà spesso a riviverne i momenti bui ed orriblii, come solo le guerre possono essere. 

Mi sono trovata spiazzata poichè la narrativa "storica" (se così posso definirla, non linciatemi) è una grande fatica per me; la trovo lenta e noiosa (sono gusti, portate pazienza), e ritrovarmi spesso "intrappolata" nelle memorie dei vari personaggi che si alterneranno la voce all'interno di questo libro è stato spesso pesantuccio. 

Il tutto narrato davvero bene, eh! 
Se vi piacciono questi aspetti, non perdete tempo e buttatevi in questa lettura. 
Ah, non mancherà lo splatter e alcuni elementi decisamente irreali. Curran si mantiene costante in questo. 

Dopo queste premesse d'obbligo, così avete capito come mai personalmente non mi ha conquistato, torniamo alla trama.
I personaggi sono molteplici ed molti ci daranno occasione di veder le cose attraverso il loro punto di vista;
uno fra i principali è sicuramente Tyler Cabe, un veterano sudista ed ora un cacciatore di taglie, che approda a Whisper Lake in cerca di un efferato assassino che uccide prostitute in maniera estremamente brutale, ma continua a muoversi per l'America, rendendo davvero difficile trovar minime tracce per poterlo inseguire. Cabe ha l'intuizione che verrà lì a cercare la prossima vittima e vuole precederlo, l'unica maniera per poterlo catturare. 

In questa cittadina che si sta esplodendo per le nuove miniere che stanno aprendo, ritrova qualcuno del suo passato: lo sceriffo Jackson Dirker. Veterano nordista.  Un uomo estremamente freddo, ma il cui rigore gli permette di tener sotto controllo la contea di Beaver. 

Ci sarà Orville DuChien, un bifolco veterano sudista che sente le voci; Charles Graybrow, un anziano indiano che finge di essere più stupido di com'è davvero; Janice Dirker, moglie dello sceriffo e padrona del St. James Hostelry; Caleb Callister, proprietario delle pompe funebri e non solo; James Lee Cobb, il cattivo...

Come vi avevo detto inizialmente, il tutto è ambientato fra passato e presente. 
Il presente è comune ai vari personaggi. 
Una storia che prosegue fra i vari "flashback", anche se davvero troppo lunghi (per me) ma non per questo meno inquietanti. La guerra e certe violenze che la circondano restano un bel pungo nello stomaco. Curran le narra davvero bene e ci si sente in queste atmosfere, provando molta empatia con i vari personaggi, che siano Nordisti o Sudisti; infatti questo credo sia un pregio della storia: l'aver voluto narrare entrambi i punti di vista, poichè alla fin fine sono praticamente identici. Come dice uno dei personaggi, non importa la fazione, i veterani hanno qualcosa in comune che permette loro di comprendersi. 
Anche se non trattata in maniera approfondita, si capirà anche la guerra che c'è stata fra "bianchi" ed indiani. Di come questi ultimi vengano ancora trattati in maniera "assurda", poichè visti come selvaggi troppo stupidi da istruire. 
Ed un cenno alla relativamente nuova faida con i mormoni. 

Oltre la Guerra Civile Curran riserva un enorme spazio per raccontarci del cattivo di questa vicenda, James Lee Cobb. Parte da lontano, da prima della sua nascita, e ci porta lungo la sua vita "dannata", mostrandoci la sua crescita, la presa coscienza di ciò che è e l'accettazione di tutto ciò, portandoci lungo la perversione che riempirà la sua vita e che lo renderà un capo agli occhi dei suoi seguaci. 

Lo so, sono davvero tante tematiche che fin troppo spesso mi hanno fatto chiedere dove volesse andare a parare Curran questa volta. Troppa carne al fuoco, mentre la storia principale sembra quasi silente, dando qualcosina fra le pagine, ma muovendosi di poco rispetto a tutto il resto che vortica attorno. 

Tirando le somme: non lo boccio, ma mi ha annoiato parecchio. 
Sicuramente è ben scritto, le tematiche principali sono raccontate in modo piuttosto interessante, però ho avuto spesso la sensazione di non sapere cosa stavo leggendo e perchè mi veniva detto. 
Per la storia in sè tantissime parti si potevano tagliare tranquillamente, è un bonus che dipende dai gusti del lettore se verrà apprezzato oppure, come nel mio caso, non proprio. 
Troppi argomenti diversi che confondono e non si mescolano per bene. Danno qualcosa alla trama, ma niente di indispensabile. O a volte è legato alla storia, ma non ci fai molto caso, perdendoti in altri dettagli. 

Se vi piace Curran, dategli una chance.
Se vi piace il realismo negli horror, con approfondimenti, fa sicuramente per voi! 
Se vi piace lo splatter, il sangue, la violenza,...fa per voi. 

Se non siete molto portati per gli approfondimenti storici...eh, pensateci. 
Magari potreste comunque dargli una possibilità durante le numerose promo che la Dunwich propone durante l'anno. 

Opinione: The Resurrectionists (Salem Hawley 1), di Michael Patrick Hicks

 

Dopo aver combattuto dalla parte delle colonie durante la Rivoluzione Americana e aver vinto la sua emancipazione, Salem Hawley è un uomo libero. Solo una manciata di anni dopo la fine del dominio britannico, Hawley si ritrova coinvolto in una nuova guerra, diversa da qualsiasi cosa abbia mai visto.

Con l’avanzare della medicina, New York è sulla cuspide di una nuova rivoluzione, ma procurarsi corpi da studiare è ancora illegale. Bande di resurrezionisti stanno dissotterrando cadaveri dai cimiteri di New York, e le donne della notte stanno scomparendo dalle strade, solo per andare incontro a fini macabre.

Dopo che le tombe dei familiari di un amico sono state profanate, Hawley è costretto a battersi contro l’ondata di esumazioni che affliggono il cimitero dei neri. Non sa che il furto di corpi è vitale per le arti molto più oscure eseguite dai resurrezionisti. In caso di successo, l’opera di questi occultisti potrebbe segnare la fine del giovane esperimento americano… e il mondo stesso.



Una lettura davvero veloce ed interessante. 
Sicuramente non per tutti! 
Contiene moltissime descrizioni molto esplicite e violente, che temo pochi apprezzeranno (come la sottoscritta). Qualche stretta allo stomaco me l'ha strappata, e già solo per quello sono curiosissima di legger come andrà avanti questa serie (e magari altro del suo autore). 

La storia ha due principali punti di vista, tramite Hereford e Hawley.
Hereford è un medico. Freddo, spietato e con gusti...particolari, diciamo. Fa parte di un gruppo di resurrezionisti che non ha come scopo la conoscenza riguardo il corpo umano; un gruppo che per seguire i loro "ideali" abbandonerà presto la strada dei cadaveri, preferendo altro più mirato al loro obiettivo.
Hawely è un giovane di colore che, nonostante sia "libero", vede continuamente la sua gente trattata come prima, da schiavi. L'ultimo insulto riguarda la sparizione dei cadaveri nel "loro" cimitero (ovviamente, esistevano ancora cimiteri per bianchi e per neri), ed il fatto che nessuno intervenga per fermare quest'atrocità. Decide di fare qualcosa, non sapendo che anche grazie a questo suo gesto la situazione andrà a vantaggio dei resurrezionisti, regalandogli qualcosa che attendevano e che potrebbe portare ad un disastro di proporzioni inimmaginabili. 

Sono un centinaio di paginette che racchiudono una storia davvero accaduta (i resurrezionisti e la Rivolta dei Dottori di New York nel 1788), ovviamente riscritta mescolando elementi horror e lovecraftiani, creando un mix di caos piuttosto piacevole da leggere (ripeto, per chi adora questo genere). 

Molto veloce da leggere, ma particolare. I due principali punti di vista si alternano in maniera molto interessante, aggiungendo ogni tanto altro per dare pepe alla storia e raccontarci dettagli che altrimenti non sapremmo.
Una scrittura fluida ed una storia che a volte rasenta il nonsense, rischiando spesso di esagerare e finire per diventare più comica che horror. 
Ricca di descrizioni che tengono i lettori più "malati" del genere incollati alle pagine, anche in questo caso fra realtà (che non finisce mai in splatter banale) e l'assurdo (che in questo caso ha elementi splatter, ma sono quasi necessari in quei passaggi).

Assolutamente consigliato agli amanti dell'horror e (anche se non ho ancora letto nulla di suo, shame of me) agli amanti di Lovecraft.

Un Grazie alla Dunwich che mi ha regalato una copia da leggere
ed un costante Grazie per il loro portare in Italia libri di questo genere. 

One For The Road [Instagram]


"Vorrei iniziare dicendo che non sono pazzo.
[...] Cosa posso raccontare del 12 agosto? Buon Dio, il nostro ultimo giorno libero prima che ci mancasse la terra sotto i piedi. Tanto per cominciare, devo ammettere che, pur non essendo un pazzo, sono davvero un imbecille: e per imbecille intendo dire che sono un musicista (o lo ero, immagino)".

Velocissimo da leggere e, a suo modo, divertente.
Chiariamo, niente risate vere, però ho trovato questo stranissimo mondo in cui capitano i protagonisti così folle da esserlo.

La nostra voce narrante è Spencer, un giovane sui vent'anni che fa il chitarrista nel gruppo Rot In Hell. Un sogno per un giovane amante del Heavy Metal, arrivare su un palco e fare ciò che ama: suonare. O no? Eh, invece ci troviamo nella seconda opzione, perché Spencer ha deciso di mollare il gruppo e quello sarebbe stato il suo ultimo viaggio con la band, direzione casa dopo l'ultimo concerto fatto.

Un romanzo estremamente breve, ma carino e particolare. Si legge velocemente e, per gli appassionati, è una ventata di aria fresca per spezzare da altre letture o semplicemente per staccare la spina.

Ve ne ho parlato ieri sul blog (trovate il link in bio).
Se siete curiosi, andate a sbirciare, potrebbe piacervi molto e, vi ricordo, che fino a domani è in promozione a soli 0,99€.
Non fatevelo scappare!

Curiosi ce ne sono?

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Opinione: One For The Road, di Wesley Southard





Soltanto un altro concerto e il chitarrista heavy metal Spencer Hesston potrà finalmente lasciare i Rot in Hell. Niente più tour, niente più discussioni e niente più visite indesiderate da parte della fidanzata del cantante. Ma invece di svegliarsi nella loro città del Midwest, i musicisti si ritrovano confusi e storditi in un insediamento abbandonato nel bel mezzo del deserto, senza avere idea di come ci siano arrivati.
Le cose lì avvengono in modo diverso: gli alberi hanno impulsi perversi, i ragni hanno dita umane, e ogni volta che mettono piede all’esterno la città si trasforma in un altro incubo infernale.
In questa città tutto è possibile, tranne uscirne interi…





Un autentico furore grintoso al ritmo di Rock’n’Roll. Ho adorato ogni parola.
Matt Hayward, autore nominato al Bram Stoker Awards di What Do Monsters Fear? e The Faithful

Wesley Southard scrive con un’energia sfrenata che è sia contagiosa che divertente. Scoprire l’opera di Wesley è stata una gioia, dovreste andare in cerca dei suoi libri. Di sicuro è uno scrittore da tenere d’occhio.
Jonathan Janz, autore di The Dark Game e The Siren and the Spector

Un’eccezionale opera di surrealismo sovrannaturale e horror estremo, che piacerà sicuramente ai fan di Bentley Little, Graham Masterton e John Skipp.
Brian Keene, autore della serie The Rising e The Complex

Anche se si possono notare gli echi di Richard Laymon, Southard scrive con una voce sua e la usa per dar vita a un’opera avvincente e straordinariamente piacevole. Leggete questo libro.
Mary SanGiovanni, autrice di Chills e The Hollower Trilogy

Vorrei iniziare dicendo che non sono pazzo.
[...] Cosa posso raccontare del 12 agosto? Buon Dio, il nostro ultimo giorno libero prima che ci mancasse la terra sotto i piedi. Tanto per cominciare, devo ammettere che, pur non essendo un pazzo, sono davvero un imbecille: e per imbecille intendo dire che sono un musicista (o lo ero, immagino)

Velocissimo da leggere e, a suo modo, divertente. 
Chiariamo, niente risate vere, però ho trovato questo stranissimo mondo in cui capitano i protagonisti così folle da esserlo. 
La nostra voce narrante è Spencer, un giovane sui vent'anni che fa il chitarrista nel gruppo Rot In Hell. Un sogno per un giovane amante del Heavy Metal, arrivare su un palco e fare ciò che ama: suonare. O no? Eh, invece ci troviamo nella seconda opzione, perché Spencer ha deciso di mollare il gruppo e quello sarebbe stato il suo ultimo viaggio con la band, direzione casa dopo l'ultimo concerto fatto. 

La principale ragione è sicuramente Steve, il cantante. Un ego astronomico e pochissimo rispetto per quello che fa, hanno portato Spencer e Vinnie a scegliere di andarsene, quest'ultimo è il migliore amico del nostro protagonista ed è il batterista del gruppo. Insieme a loro viaggiano Les, il bassista, Shelly, la fidanzata di Steve ma che ci prova in ogni occasione con Spencer, e D-Rail. E Spencer non sopporta nessuno di loro. 

Perciò eccoci lì: sei persone che percorrevano la strada aperta con un obiettivo, e ognuno aveva un modo diverso per arrivarci. 
Io?
Avrei voluto solo tirarmene fuori. 

Dopo i preliminari d'obbligo, per conoscere Spencer (un'infarinatura del presente e del passato), ci si ritrova a capofitto in quest'avventura completamente fuori da ogni logica. 
I ragazzi si risvegliano sul loro furgone, senza sapere dove siano e come siano finiti lì. Nessuno ricorda cosa accadde prima di addormentarsi misteriosamente. A render il tutto più incasinato, nel rimorchio sono scomparsi tutti i loro strumenti e a bordo ogni borsa e zaino è vuoto. Niente cellulari, ne computer per chiamare soccorso o semplicemente capire la posizione. 

Inizierà così il loro viaggio dentro l'incubo. 

Un romanzo estremamente breve, ma carino e particolare. Si legge velocemente e, per gli appassionati, è una ventata di aria fresca per spezzare da altre letture o semplicemente per staccare la spina. 
Positiva, ma anche negativa la sua brevità(?). Ci sono spesso alcuni frammenti che danno una sensazione di mancanza, come se qualcosa dovesse esserci per fare da collante fra vari frammenti. So che è fantasia ed un viaggio in un mondo praticamente infernale, però qualche dettaglio in più avrebbe regalato panorama migliore e stuzzicato ancora di più l'immaginazione dei lettori. 
Seppur, è tutto così veloce e frenetico, che forse avrebbe appesantito la lettura. 
Per questo il punto interrogativo: ancora non mi so decidere; vorrei saperne di più, ma è stato comunque piacevole leggerlo così com'è. 
Insomma, mi rinnovo lettrice rompicoglioni. 

Una nota particolare sono i gruppi e le canzoni citate durante tutta la lettura. Me li sono segnati tutti, alcuni devo recuperarli, altri non si possono non conoscere (Smoke On The Water, giusto per fare un esempio). 

Per chiudere: agli amanti del genere lo consiglierei. 
Inoltre questa settimana, fino al 29, è in promo a soli 0,99€. 
Se vi incuriosisce, approfittatene e poi fatemi sapere com'è stato immergersi in questa follia. 

Opinione: Old Boys, di Samuele Fabbrizzi


Red Lick, Texas. Boe è un veterano del Vietnam che, a ridosso dei settant'anni, passa le giornate a ricordare con nostalgia i tempi andati, autocommiserandosi e maledicendo i dolori della vecchiaia. Vedovo e ormai in pensione, combatte la depressione a colpi di bourbon in compagnia di Larry, Nelson, Mal e Yang, ex compagni di reggimento con più acciacchi che medaglie al valore. Certi di aver appeso l'uniforme al chiodo, gli Old Boys si trovano tuttavia costretti a fare di nuovo squadra quando la nipote di Larry sparisce nel nulla. Le indagini approssimative condotte dallo sceriffo li portano al bosco di Red Lick. Saranno gli ultimi momenti di umanità prima di essere retrocessi a carne da macello. Ciò che li attende nel sottosuolo della cittadina è infatti un mattatoio gestito da esseri antropomorfi dove l'animale è padrone e l'uomo schiavo. Un posto oscuro in cui predominano torture e gemiti di dolore. Un Inferno che metterà a dura prova la forza interiore degli Old Boys fino a dividerli.

Un viaggio nella follia. 
Ma se avete già letto altro di Fabbrizzi, lo sapevate già. Ed è questa una delle ragioni che mi ha incuriosito (molto) alla notizia di questa pubblicazione, e ringrazio la Dunwich per avermelo fatto leggere.
Non sono nemmeno 150 paginette. Si divorano in qualche ora. Eppure lasciano molto al lettore, sopratutto un senso di disagio profondo che si muove fra "karma" e la natura umana più profonda.
I protagonisti di questa vicenda sono dei veterani del Vietnam. 
Vecchi, Texani, senza filtri né vergogna. 
Protagonisti atipici e quindi perfetti per una storia così particolare.

"soldati una volta, soldati per sempre" 


Ahimè, questo tormentone di Boe, che ci farà da voce principale, non può essere più vero. Attraverso i suoi occhi conosceremo gli Old Boys e andremo lungo quest'avventura fino ai cancelli dell'Inferno ed oltre. Larry, proprietario del bar in cui passano le giornate. Nelson, a cui la guerra ha portato via gambe e voce, ma che non si da per vinto. Mal, un malato di armi e l'elemento più instabile del gruppo, che ha perso un braccio ma qualcosa di peggiore gli è rimasto dentro. E Yang, un cuoco che finisce nella combriccola, nonostante non sia mai stato sotto le armi.

Perché quando inizieranno a scomparire delle persone, nella tranquilla cittadina di Red Lick, soprattutto la giovane nipote di Larry, saranno loro a muoversi per indagare e capire cosa stia succedendo. Alla faccia dello sceriffo incompetente, a cui Boe ha dovuto lasciare il testimone alla pensione.
Nessuno di loro però è preparato a ciò con cui si dovranno scontrare.

Parlavo di "karma" e lo fa anche Fabbrizzi, poiché uno dei temi principali è lo scambio dei ruoli. Ovvero, cosa accadrebbe se noi e gli animali fossimo scambiati di posto? Non solo nella catena alimentare, ma in tutto quello che la brama umana porta tante creature innocenti a soffrire e morire per qualcosa di decisamente superfluo.

Se uno ha anche solo una vaga idea di cosa fanno agli animali, si rende immediatamente conto dei paragoni che fa Fabbrizzi durante il romanzo. Sono lampanti. Sono angoscianti. Sono terribili. E in tutto questo, fanno da specchio alla realtà attuale.

Ma non c'è solo questo. Non è una "lezioncina" Veg per far cambiare idea alla gente. È semplicemente ciò che accade, mostrato senza velo, senza censura, senza niente che nasconda la realtà dei fatti raccontati, certo, in modo grottesco in questo romanzo (e capirete cosa intendo leggendo il romanzo, non voglio rivelare troppo).

Ma c'è anche la natura umana. Ciò che si nasconde dentro di noi, troppi di noi. Un lato oscuro, distruttivo, primitivo, più che animalesco, che quando viene a galla mostra tutto l'orrore a cui potremmo dar vita.
Alcuni frammenti avrebbero dovuto shockarmi eppure quasi me lo aspettavo. "Si sente" che l'uomo reagirebbe così. E comunque fa male.

Un viaggio spietato in un mondo oscuro, capovolto, con i protagonisti meno probabili... eppure funziona alla grande.
La scrittura di Fabbrizzi lo rende vivido, come guardare uno splatter alla televisione. Ti immagini ogni scena, in modo quasi cristallino. Una lettura bella e forte, anche se davvero breve.
Un peccato enorme la chiusura che tronca il tutto di botto, mettendo la parola fine in poche righe.

Resta comunque un romanzo molto interessante, che vale la pena leggere. 
Non solo horror fine a sé stesso (che ci può anche stare eh!), ma con un sottotesto che porta a riflettere.
L'autore mi sorprende sempre in positivo e sono curiosa di leggere altro di suo.
Nel frattempo, se vi ispira, fatevi tentare e leggetelo. 
Non credo proprio che ve ne pentirete.

Opinione: Dead Sea, di Tim Curran


Il mare non rinuncia mai ai suoi morti.

Preparatevi a un viaggio in un luogo sconosciuto all’umanità. Uno spazio tra gli spazi. Quando la Mara Corday, una vecchia nave da carico, entra nel Cimitero dell’Atlantico, l’incubo diventa realtà. L’equipaggio si ritrova intrappolato in un mondo in cui il tempo non esiste e in cui dimorano orrori inimmaginabili. Persi in quel mare immobile, in un aldilà dove il male si manifesta in forme terribili, i sopravvissuti della Mara Corday hanno l’eternità per trovare una via d’uscita… se prima non saranno uccisi dalle creature che danno loro la caccia.

Curran resta sempre un mistero per me. Scrive un genere che adoro alla follia e che è davvero difficile da trovare in Italia, eppure non so mai se quello che starò per leggere sarà stupendo oppure orribile. 
E non parlo delle parti splatter, ma della storia che a volte è così folle che non riesco a starle dietro, annoiandomi a morte e dovendola bocciare. 
In questo caso, mi è andata davvero bene! 
Splatter, mostruosità, protagonisti e emozioni umane sono ben bilanciate, creando qualcosa di interessante. 

Un romanzo ambizioso, con le sue 529 pagine, raccontato in modo corale attraverso tanti personaggi, ma mai troppo banale. Ci sono situazioni in cui tutto diventa assurdo e mi sono chiesta se quella fosse una strada che avrebbe percorso fino alla chiusura, potendo rovinare tutto. Ma per fortuna sono durate molto poco e il romanzo è continuato al meglio, stupendomi. 

E' uscito il 2 agosto, ci ho messo un po' per leggerlo. Curran è interessante, ma non scorrevolissimo e (eh si) ho ancora a tratti blocchi da lettore, che colpiscono a caso. Mi sono presa anche del tempo per pensare a cosa scrivere, perchè voglio farvi incuriosire ma dirvi proprio il minimo indispensabile. 
Dovete affrontare il viaggio come i protagonisti, alla cieca, senza sapere dove la mente di Curran, e una misteriosa nebbia, vi condurrà. 

Ci troviamo nell'oceano, sulla Mara Cordai, una nave da carico che deve portare uomini ed attrezzature da Norfolk a Kaw, in Guiana, dove avrebbero dovuto lavorare. Passando vicino al temuto Triangolo delle Bermude o Mar dei Sargassi. Ogni marinaio (e non solo) conosce le leggende che circondano quel luogo così misterioso, ma non sanno che a breve scopriranno da sè cosa si nasconda in quelle acque. 
Inizierà dalla nebbia. Una banale, fastidiosa, profonda ed inquietante nebbia che circonderà la nave in pochissimi minuti. Qualcosa di già vissuto dall'equipaggio di marinai, ma che in breve si trasformerà in un esperienza di sopravvivenza. 

Una storia che si muove fra la fragilità della mente umana in situazioni estreme e gli esseri che stanno per spuntare dagli abissi, che nemmeno negli incubi peggiori si potrebbero immaginare. 
In questo ammetto che Curran è stato davvero bravo. Sopratutto nel mostrare quanto poco basti per distruggere una mente umana. La nebbia e l'oceano, il non vedere cosa ci sia intorno ne sotto. Sentirsi piccoli, spaventati, sperduti, impotenti. Lentamente, dai più deboli ai più forti, tutti inizieranno a fare i conti con sensazioni sempre più stressanti e pressanti, spesso solo create dalla propria immaginazione. 


Un romanzo descritto come claustrofobico e disturbante. E non me la sento di dissentire, nonostante per me sia stata acqua fresca. 
Mi è piaciuto moltissimo, ma non mi ha creato vuoto allo stomaco. In qualche scena, con sforzo, sono riuscita ad immedesimarmi in quel contesto (il sentirsi piccoli nella vastità ed il non sapere cosa può spuntare dalle profondità, in particolar modo). Mi sono concentrata su alcune immagini che ricordavo e che mi hanno in qualche modo provocato un senso di ansia, per quanto siamo piccoli in confronto a tante cose. 
Ve le propongo, che magari possono farvi comodo per iniziare a prepararvi!
Un romanzo piuttosto scorrevole e che gli amanti dell'horror non dovrebbero farsi scappare assolutamente.
Ringrazio davvero tanto la Dunwich (sia per averlo portato in Italia, che) per avermelo mandato e credo che farò un pensierino sul cartaceo (quando uscirà), che starebbe proprio bene insieme agli altri volumi dell'autore.

Una lettura interessante e molto vasta, che non si limita ai mostri e lo splatter (anche se ce n'è parecchio, resta sempre Curran!), ma mostra la fragilità e credo sia il primo suo che permetta in maniera così forte di entrare in empatia con i protagonisti. 

Se questo genere non fa per voi, lasciate stare. 
Se volete tentare ma non siete sicuri, leggete altro, anche dello stesso autore per capire se può fare per voi, poichè questo (a mente distaccata) può essere davvero molto forte da leggere. 
Non è per tutti. SIete avvertiti.

Opinione: Miseri resti sepolti, di Miriam Palombi


Ossessione. Perversione. Follia. Ecco cosa muove un assassino. Se le vittime avessero la possibilità di tornare dall'oltretomba, e vendicarsi in un modo altrettanto orribile a quello in cui sono state uccise, vittima e carnefice sarebbero poi così diversi tra loro? Se potessimo guardare nei loro occhi, vedremmo lo stesso cupo abisso. Divisi in vita, uniti nella morte. Ciò che resterà i tutti loro saranno solo miseri resti sepolti.            

Ringrazio l'autrice per avermi chiesto se volevo leggere questa sua opera ed avermela poi mandata, accettando i possibili rischi che l'opinione può comportare.
In breve, interessante e molto originale con qualche "ma".  

Si parla di morte. Intorno a questo "semplice" concetto girano tutti i racconti che riempiono questo piccolo ma abbastanza ricco libro. Dico solo "abbastanza" perché io ho sentito la mancanza di tanti dettagli, lasciando le trame abbozzate e troppe domande a riempire la confusione del lettore.
Sono racconti quindi non devono dare un quadro perfetto, lo so, eppure (personalmente) avrei gradito saperne di più per poter comprendere meglio queste storie così varie.

Lo stile è davvero ottimo, l'autrice riesce a creare nell'immaginazione del lettore tante scene diverse arricchendole con una scrittura leggera e fluida, ma ricca di dettagli.
Però, ahimè come già dicevo, come contenuto si sente che manca qualcosa in più. Un dettaglio maggiore sulla vittima e/o sul carnefice, su cosa sia successo per arrivare in quella situazione... Insomma, è uno scatto veloce e macabro riguardo qualcosa di inconsueto, che purtroppo resta sgranato per chi non si accontenta e vuole di più.
Questa secondo me la più grande lacuna.

Come dicevo l'autrice scrive bene, ha molta fantasia ed immaginazione, riuscendo a darci parecchi frammenti di terrore grazie alla sua penna.
Fanno così paura? Per me no, ma sapete che ho una soglia alta e sono parecchio strana, fissata con questo genere che non mi accontenta mai. Ciò non toglie che alcune descrizioni siano affascinanti e possano creare un brivido in altri lettori.  

Non vi parlerò dei vari racconti, perché credo vadano scoperti senza alcun indizio, alcuni poi sono così brevi che dire qualcosa sarebbe come dire tutto, e non mi sembra affatto giusto.

Un grande NI, che però mi fa sperare che possa continuare a scrivere e migliorarsi, portando altre sue storie ai lettori: fantasia e buona scrittura non le mancano, basta aggiungere qualcosa e potrebbe regalare altro di interessante da leggere.    

Opinione: The Hematophages, di Stephen Kozeniewski



La dottoranda Paige Ambroziak è una “coniglietta di stazione”: non ha mai messo piede fuori dall’avamposto nello spazio profondo in cui è cresciuta. Ma quando le viene offerta una piccola fortuna per unirsi a una missione di recupero clandestina, coglie l’opportunità per lasciarsi alle spalle lo spietato mondo accademico.

Paige è convinta di essere stata arruolata per trovare la leggendaria Manifest Destiny, una nave semina che è andata perduta in un’epoca antecedente al governo delle corporazioni sulla Terra e sulle colonie. Qualunque cosa stia cercando, però, riposa nei mari simili a sangue di un organismo di dimensioni planetarie chiamato mondo di carne.

I pericoli abbondano per Paige e le sue compagne di viaggio. Volare fuori dallo spazio tracciato significa che le corporazioni concorrenti possono sparare a vista piuttosto che rispettare i diritti di recupero. L’area è anche territorio di caccia delle macabre skinwrapper, corsare note per uccidere chiunque non si sottometta.

Ma la più grande minaccia per la missione di Paige sono i ripugnanti parassiti alieni che infestano il mondo di carne. Queste mostruosità simili a lamprede erano solite nuotare in un oceano di sangue e sono pronte a versarne un altro dalle vene delle straniere che hanno contaminato il loro habitat. Nel giro di poche ore, Paige scoprirà che non ci sono limiti alla depravazione e alla violenza dei grotteschi incubi noti come… ematofagi.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Lo so, dalla trama è tutto un po' un casino e, inizialmente, a leggerlo ci si sente sperduti e non si capisce niente. Ma con calma si prende il ritmo, fino a ritrovarsi risucchiati in una concatenazione di eventi che conduce in una specie di film fra la fantascienza e l'horror. Cercherò di parlarvi (spoiler free) del romanzo, iniziando a darvi informazioni varie per affrontarlo un pochino più preparati, così da avere in mente qualcosina e non sentirsi completamente sperduti quando lo si incomincia.

Per cominciare, potremmo dividere il romanzo in tre grandi fasce.
Nella prima parte c'è una sorta di presentazione del mondo in cui ci troviamo, anche se non approfondita quanto ci piacerebbe. Abbiamo una panoramica estremamente veloce su Yloft, che sembra un porto spaziale dove incontreremo la nostra protagonista, Paige, una giovanissima storica che ha appena concluso gli studi e si trova nella posizione di accettare un lavoro estremamente ben pagato, ma potenzialmente rischioso per lei: infatti dovrà guidare la spedizione e prepararsi in pochissime ore durante il viaggio verso un relitto molto antico, una vecchissima nave semina appena scoperta. E' infatti iniziata una caccia verso di essa, senza regole: non basta arrivare per primi, bisogna anche mantenere il vantaggio. Paige deve studiare tutto ciò che riesce per poter guidare la spedizione in sicurezza. Se lei sbaglia, la missione fallisce. La pressione è alta, ma la giovane è determinata e molto astuta, non ha paura e scopriremo il suo animo da arrivista, che spesso la porterà ad azzardare. Nel bene o nel male?

Durante la seconda parte ci sarà, appunto, questo viaggio dove inizieremo a capire meglio cosa possa essere questo relitto (e lentamente comprenderemo il termine "nave semina"), conosceremo altre delle persone a bordo (ognuna con uno scopo ben preciso), inizieremo a comprendere i pericoli dell'inchiostro (come chiamano lo spazio aperto),... Insomma, il tutto inizia ad essere più comprensibile ed una volta arrivate al relitto, ci saranno altre soprese ad attendere la spedizione, mettendo in crisi la missione e portando a compiere scelte difficili.

Queste prime due parti sono piuttosto lente e, tranne alcuni capitoli, piuttosto confuse e mi hanno rallentato la lettura. Ma poi arriva la terza. E ti butta col culo per terra.
Eh già, cambia tutto in uno schiocco di dita, dal niente "esplode la trama" che comporterà il cambiamento totale di quello che pensavamo di sapere. Inizia una storia decisamente più veloce, rapida, adrenalinica, con tanto splatter (quello ben fatto, che adoro!).
Si viene trascinati dentro tutto questo e finalmente si comprende la storia precedente che doveva prepararti a tutto questo. Dopo tanti capitoli, si ha finalmente chiarezza su cosa sia successo e cosa sta accadendo, e non si può far altro che pensare: Wow! Ed ora?

Mi è rimasta in mente una frase, di chi l'ha recensito: 
"Un gran bel mix che va da Alien a una versione rovesciata de La Cosa di Carpenter e un worldbuilding che mi ha ricordato The Skinner di Neal Asher." (Postcards From a Dying World)

Ci pensavo durante la lettura, ma ricorda questi horror molto vagamente perché, ammettiamolo, sono il mix di fantascienza/horror più riuscito, conosciuto ed amato. Per ora niente può nemmeno avvicinarsi, quindi è logico pensarci: trattano di esseri dallo spazio, pericoli, sopravvivenza,...
Non voglio dirvi in cosa effettivamente ci sono somiglianze, dovrete leggerlo per farvi un'idea vostra, poi se vorrete qui sotto ho messo una "Spoiler Zone" in cui potrete leggere le mie idee, e ci si può confrontare.

Una lettura imprevedibile ed estremamente originale, con un finale azzardato ma decisamente perfetto. Non arrendetevi se non cogliete qualche dettaglio o se sembra noioso, tutto prenderà forma al momento giusto per cogliervi di sorpresa.
Sicuramente agli amanti della fantascienza sul genere horror, lo consiglierei.
E' qualcosa di difficile da trovare, una storia fresca che quando ti ha catturato, sei fregato.
Un genere che non viene praticamente mai tradotto e che non credo venga scritto in Italia (o comunque pochissimissimo, vista la nicchia ristretta dei potenziali lettori).
Non fatevi scappare l'occasione!




 
SPOILER ZONE
Consiglio di leggere solo dopo aver letto il romanzo, se volete confrontare le idee con me
Chiedo solo di non commentare con Spoiler, per correttezza verso chiunque legga l'opinione,
al massimo contattatemi per parlarne. Grazie.



Riprendendo la citazione della recensione, a caldo, a me ha ricordato Alien per il ritmo della narrazione: anche lì era molto lenta inizialmente, per poi scattare improvvisamente, rompendo la pace per presentare questa minaccia impossibile da prevedere che stravolge le cose.
Ovviamente c'è anche il vago riferimento al parassita, ma questo non ha bisogno di un corpo come incubatrice, gli serve da ospite. Come ne La Cosa, il parassita deve camuffarsi per sopravvivere, ma invece di clonare quello che gli serve, entra nell'ospite e ne prende il controllo.
Alcune scene mi hanno fatto pensare ai vari film trash, stile Piranha.
E' difficile bilanciare il trash ben fatto dall'esagerazione che provoca risate. Una lama sottile, ma che sembra essere ben gestita dall'autore.

Purtroppo ho sentito tanto la mancanza di più dettagli. Sappiamo che il mondo come lo conosciamo è svanito, infatti Paige racconta che gli Stati Uniti sono "scomparsi" (per una guerra) poco dopo che la nave era partita. La Terra non è più importante, si è partiti verso lo spazio e si vive lì. Ma non spiega come ci si è arrivati, nemmeno vagamente. Nemmeno come mai esistano solo donne. E' un dettaglio subdolo, che si intuisce per caso durante la lettura, però è evidente ma non c'è spiegazione per questa mancanza di uomini.

Ammetto di aver faticato parecchio a capire cosa fosse un "mondo di carne", perché non distinguevo la fantasia dalla realtà del romanzo. Anche citando la nave Manifest Destiny, crea confusione fra film e realtà, poiché ci si mette un po' (nel mio caso almeno) a capire che la nave semina è la stessa che  diventata leggenda e ne è stato tratto il film.
E' molto più chiaro il passaggio sulle skinwrapper: viene spiegato chi sono e cosa fanno. In maniera veloce e semplice, ma soddisfacente, così da apprezzarne i personaggi.
Il resto così abbozzato mi ha lasciato l'amaro in bocca.

Mi resta solo un dubbio sul finale: quando avrebbero potuto contaminare Paige?
Bah... Resta interessante questa scelta per concludere il tutto, mostrando quanto lei esista ancora (anche se non dovrebbe, non le hanno mangiato tutto il cervello?), anche se la parte in cui si eccita per via dei due che copulano "come conigli" poteva essere evitata, risulta noiosa e forse l'unico scopo era mettere a disagio il lettore (lei che si eccita mentre loro scopano nel suo cervello). Non lo so, ma non mi ha detto niente. Si, sono strana.

Review Party: The Killing Kind, di Bryan Smith



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Titolo: The Killing Kind
Autore: Bryan Smith
Genere: Horror/Thriller/Pulp
Pagine: 330
Prezzo: ebook 4,99 (prezzo di lancio 1,99 fino a domenica 1 luglio)
cartaceo 14,90 (10,90 in prevendita fino a domenica 8 luglio).
Data di uscita: 29 giugno







Nello stile di Natural Born Killers e The Devil’s Rejects, The Killing Kind è la storia di diversi serial killer che si scatenano negli Stati Uniti orientali. E in mezzo a questo inferno c’è Rob Scott. Non è un assassino. Ma, come una falena attratta dalla luce, non riesce a resistere al fascino di Roxie e si ritroverà trascinato nel mondo di sangue e caos della ragazza tatuata e follemente sexy. Roxie è bella. È la donna dei suoi sogni. E Rob non sa se lo ucciderà, se farà sesso con lui o entrambe le cose. Mentre Roxie e Rob si lasciano alle spalle una scia di sangue attraverso il Paese, un gruppo di studenti arriva a una casa sulla spiaggia di Myrtle Beach per le vacanze di primavera. I giovani sono inconsapevoli del pericolo in agguato mentre si godono il sole e il mare. Non sanno che anche Roxie e Rob sono diretti alla stessa spiaggia…

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Una storia diciamo...complicata!
Inizia in un giorno qualunque nella vita di Rob Scott, un normale ventitreenne che, mentre sta facendo benzina, vede dall'altra parte della strada una ragazza davvero bella e con uno stile goth che piace a lui. Capelli neri, occhi azzurri, fisico da urlo, minigonna e maglietta nera attillate,....
Insomma, sembra essere il suo giorno fortunato quando la ragazza viene verso di lui e gli si piazza davanti...ma la magia finisce quando lei mette mano alla borsa e tira fuori una pistola, dando inizio ad un viaggio folle in cui Rob si troverà incastrato, senza poter scappare.

Roxie lo costringe a salire in macchina e guidare, seguendo dei giovani che le hanno mancato di rispetto, perché vuole ucciderli. Folle? Non ci siete nemmeno vicini e siamo solo all'inizio.
Scopriremo presto che Roxie non è solo psicopatica, ma è molto intelligente e scaltra, infatti non è il suo primo crimine e da anni scappa dalla polizia che tenta di fermarla, ma senza successo.
Uno strano mix che scatena in Rob sesso e repulsione, non sapendo se seguire l'istinto e scappare, o la ragione che gli dice che sarebbe pericoloso farlo, mentre gli ormoni gli urlano....potete immaginare cosa!

Non saranno solo loro i nostri protagonisti. Infatti conosceremo presto anche Zeb, un "pazzo" scappato dalla struttura che lo rinchiudeva, con uno spirito guida chiamato Lulu che spesso gli ordina cosa fare, fra un omicidio cruento e l'altro, scaturiti dalla sua natura alquanto particolare.
Farà capolino anche Julie, una giovane ragazzina di 17 anni dai gusti particolari, che si troverà lungo la strada di Zeb per puro caso e ciò le cambierà la vita...

Conosceremo meglio anche i ragazzi inseguiti da Roxie: Chuck, Zoe, Joe, Emily, Sean e Annalisa. Tre coppie che stanno andando a fare una vacanza, forse l'ultima insieme poiché Zoe si è stancata di Chuck (dopo 3 anni di relazione) e vuole chiuderla per poter andare per la sua strada. Emily e Annalisa sono le sue migliori amiche e sanno tutto, non vedendo l'ora che si lascino perché credono che lei meriti di meglio, eppure durante il viaggio succederanno diverse (dis)avventure anche a loro sei, costringendoli a mettere in dubbio parecchie cose, dalla loro amicizia a ciò che credevano di sapere l'un l'altro.

Tutti si troveranno collegati fra loro, in un modo o nell'altro, intrecciando le loro strade, lungo una storia contorta, malata, ricca di sesso e sangue.
Un romanzo decisamente particolare e a tratti splatter. Non del tutto prevedibile, poiché i personaggi in gioco sono singolari. Il finale non mi è dispiaciuto, anche se lascia una porta aperta per un seguito che non saprei ben definire, per come di chiudono i giochi.

Una lettura decisamente interessante e scorrevole, per gli amanti del genere poche ore e l'avrete chiusa piuttosto soddisfatti e curiosi di scoprire il seguito:
esatto, c'è un The Killing Kind 2!
E direi di esser piuttosto curiosa a riguardo...

Opinione: Come Uccidere Innocenti Una Volta Per Tutte, di Stefano Rossi

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Un sicario prossimo alla vecchiaia viene ingaggiato dal più gelido boss della malavita di Florence per uccidere un insignificante reietto. Una faccenda apparentemente semplice da sbrigare: niente di più errato. Innocenti non è così facile da uccidere...

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Come dire di no quando l'autore ti propone una sua nuova creazione da leggere?
Si sa già di entrare in un territorio assurdo, inesplorato, che vaga fra l'horror ed il thriller, al nonsense, humor nero e a volte finendo nello splatter. Storie veloci da leggere, scorrevoli, ma che lasciano sempre il segno e strappano un sorrisetto ogni tanto (sono strana, lo so già).

In questa storia conosciamo Vincent Croce, un vecchio sicario che è ancora in attività all'età di circa sessant'anni (giuro che l'ho letto, non glieli avrei dati). Sopravvissuto così a lungo grazie alla sua intelligenza e scaltrezza, al sapersi muovere nell'ombra e ripulire i suoi casini, nonostante Florence non sia una città di santi. Ma come mai sia ancora in attività, se lo chiederà anche lui durante queste pagine, perché viene assolto per un lavoretto come un altro: uccidere Innocenti.
Chi sia non è importante per lui. Deve sbrigare quel compito e lo fa in modo semplice, veloce e sbrigativo.
La cosa si fa difficile quando viene chiamato dal Boss locale che pensa di esser stato fregato, poiché Innocenti è ancora vivo.

Potrete immaginare la sorpresa di Croce nel trovarsi in quella situazione incomprensibile, eppure decide di andare fino in fondo, pensando ad un malinteso, per poter chiudere la faccenda.
Cosa che si rivelerà davvero difficile e che lo porterà faccia a faccia con alcune "figure" davvero particolari della cittadina, tra cui una faccia amica: il Divoratore. (Se non sapete chi sia, male!)

Insomma: una storia assurda che parte da un compito "banale" per un killer su commissione, finendo lungo la strada di personaggi alquanto bizzarri, che come sempre non ci si aspetta di trovare fra le pagine ma Rossi li inserisce con una nonchalance, tanto da farti restare di stucco ma senza troppa sorpresa, quasi.
Una narrazione veloce, sempre più adrenalinica, fino alle ultime pagine, dove (insieme al protagonista) ci renderemo conto di cosa sta per accadere e...beh, lo scoprirete leggendolo.
Fateci un pensiero!