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Opinione: Preparare un Fuoco, di Jack London


Nel profondo Nord, a sessanta gradi sotto zero, per sopravvivere un uomo deve saper preparare un fuoco. E quando ci sono sessanta gradi sotto zero, un uomo non può permettersi di fallire e far spegnere il fuoco, nemmeno al primo tentativo. E se il fuoco si spegne, un uomo ha solo pochi minuti per rimediare. Nel profondo Nord, a sessanta gradi sotto zero, non si sfida la natura. O le conseguenze saranno rapide e definitive.  



Lo so, ho tantissimo altro di cui dovrei parlarvi, ma questo breve racconto è di un intensità che mi ha folgorato e ho dovuto buttare giù due righe subito, perché ne devo parlare. 
(Si, sarà pubblicata con tantissimo ritardo, rispetto alla sua scrittura, e me ne scuso).

London è straordinario. 

Ho letto ancora troppo poco dei suoi romanzi, ma lo stile mi piace molto. 
Piano piano recupererò tutto e trovare (tramite Kindle Unlimited) questo breve racconto, mentre non avevo altro dietro da leggere, mi ci ha fatto lanciare. 

Non mi sarei però immaginata di precipitare in mezzo ad un ambientazione così formidabile descritta in maniera così intensa da fare sentire il lettore immerso nella fredda morsa del gelo, fra neve altissima, vento gelido costante, un cielo limpido e traditore senza sole, seguendo il percorso di un uomo e il suo lupo. 

Un uomo stupido, giovane, che nel suo egocentrismo non ascolta i consigli di chi vive in quelle regioni assolutamente inospitali, il cui gelo si aggira intorno ai -45°, ma può velocemente arrivare sotto i -60°; dove due regole sono fondamentali per sopravvivere: non viaggiare mai da soli, ma soprattutto saper accendere un fuoco ad ogni costo. 

Una storia intensa, che ti tiene incollato, pagina dopo pagina; che fa sperimentare sensazioni che abbiamo provato solo il maniera estremamente lieve (riguardo il freddo), ma che possiamo immaginare grazie alla magistrale penna di London. 

Un viaggio in un luogo dannatamente estremo e bellissimo allo stesso tempo per la sua aura di magia da incontaminazione. 
So che forse sarebbe più invernale che da Spookie Season (già, l'ho letto nel periodo di Halloween), ma c'è dentro un sentimento di paura, orrore, legato alla sopravvivenza, che potrebbe essere perfetto anche per regalar brividi (in ogni senso) anche in questo periodo.

Una Sirena A Parigi, di Mathias Malzieu [Instagram Post]



"𝘈𝘯𝘤𝘩'𝘪𝘰 𝘤𝘢𝘯𝘵𝘰," 𝘥𝘪𝘴𝘴𝘦 𝘓𝘶𝘭𝘢.

"𝘚𝘪, 𝘭'𝘩𝘰 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘵𝘢. 𝘔𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘰! 𝘏𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘷𝘰𝘤𝘦 𝘥𝘢 𝘤𝘢𝘯𝘵𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘧𝘰𝘭𝘬 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘲𝘶𝘢𝘳𝘢𝘯𝘵𝘢! 𝘈𝘷𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘱𝘰𝘵𝘶𝘵𝘰 𝘤𝘢𝘯𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘊𝘢𝘳𝘵𝘦𝘳 𝘍𝘢𝘮𝘪𝘭𝘺. 𝘎𝘭𝘪𝘦𝘭𝘢 𝘧𝘢𝘳ò 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘳𝘦, è 𝘴𝘵𝘶𝘱𝘦𝘯𝘥𝘢!"
𝘓𝘶𝘭𝘢 𝘧𝘪𝘴𝘴𝘢𝘷𝘢 𝘎𝘢𝘴𝘱𝘢𝘳𝘥. 𝘘𝘶𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘴𝘭𝘢𝘯𝘤𝘪𝘰 𝘥'𝘦𝘯𝘵𝘶𝘴𝘪𝘢𝘴𝘮𝘰 𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘰𝘯𝘥𝘦𝘷𝘢 𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘪𝘤𝘢𝘷𝘢 𝘭'𝘰𝘱𝘪𝘯𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘴𝘵𝘢𝘷𝘢 𝘧𝘢𝘤𝘦𝘯𝘥𝘰.
"𝘏𝘰 𝘤𝘢𝘯𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦𝘪..."
"𝘗𝘦𝘳 𝘮𝘦? 𝘖𝘩, 𝘨𝘳𝘢𝘻𝘪𝘦. 𝘏𝘰 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘢𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘥𝘦𝘣𝘰𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦 𝘷𝘰𝘤𝘪 𝘧𝘦𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘭𝘪!"
"𝘓'𝘩𝘰 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘶𝘤𝘤𝘪𝘥𝘦𝘳𝘭𝘢."
"𝘜𝘤𝘤𝘪𝘥𝘦𝘳𝘮𝘪? 𝘗𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘱𝘢𝘳𝘪 𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦?" 𝘍𝘪𝘢𝘴𝘤𝘰 𝘵𝘰𝘵𝘢𝘭𝘦. 𝘕𝘦𝘮𝘮𝘦𝘯𝘰 𝘶𝘯 𝘴𝘰𝘳𝘳𝘪𝘴𝘰, 𝘯𝘦𝘴𝘴𝘶𝘯𝘢 𝘳𝘦𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘓𝘶𝘭𝘢.
"𝘐𝘯 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘶𝘰𝘮𝘪𝘯𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘰𝘥𝘰𝘯𝘰 𝘭𝘢 𝘮𝘪𝘢 𝘷𝘰𝘤𝘦 𝘴𝘪 𝘪𝘯𝘯𝘢𝘮𝘰𝘳𝘢𝘯𝘰 𝘢 𝘵𝘢𝘭 𝘱𝘶𝘯𝘵𝘰 𝘧𝘰𝘭𝘭𝘦𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘭 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘤𝘶𝘰𝘳𝘦 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘱𝘪𝘢..." [...]
𝘎𝘢𝘴𝘱𝘢𝘳𝘥 𝘱𝘳𝘦𝘧𝘦𝘳ì 𝘳𝘪𝘥𝘦𝘳𝘦. 𝘐𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘵𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘯𝘦𝘨𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘢𝘶𝘵𝘰𝘮𝘢𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘴𝘪 𝘦𝘳𝘢 𝘢𝘱𝘱𝘦𝘯𝘢 𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘢𝘵𝘰.
"𝘕𝘰𝘯 𝘤'è 𝘯𝘪𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘢 𝘳𝘪𝘥𝘦𝘳𝘦, 𝘮𝘰𝘳𝘪𝘳à 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪."
"𝘗𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪?"
"𝘗𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪!" [...]
"𝘕𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘰𝘤𝘤𝘶𝘱𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘮𝘦. 𝘚𝘰𝘯𝘰 𝘨𝘪à 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦! 𝘐𝘭 𝘤𝘶𝘰𝘳𝘦... è 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘱𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰."
"È 𝘨𝘪à 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘱𝘪𝘢𝘵𝘰?"
"𝘚𝘪, 𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘦𝘤𝘤𝘩𝘪𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦. 𝘌 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘲𝘶𝘪... 𝘔𝘢 𝘥𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘰𝘳𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘭'𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦 𝘩𝘰 𝘤𝘩𝘪𝘶𝘴𝘰, 𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘮𝘦 𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘰 𝘯𝘦𝘮𝘮𝘦𝘯𝘰 𝘵𝘳𝘰𝘱𝘱𝘰 𝘮𝘢𝘭𝘦."
"𝘎𝘢𝘴𝘱𝘢𝘳𝘥?"
"𝘚𝘪?"
"𝘐𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘤𝘶𝘰𝘳𝘦 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘱𝘪𝘦𝘳à 𝘥𝘪 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘰... 𝘌 𝘴𝘵𝘢𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦."




Una piccola favola.
Non mi aspettavo chissà che, però un pochino ne sono rimasta delusa per la sua prevedibilità.

Ci troviamo a Parigi, dove a causa di forti piogge la Senna cresce a dismisura e con essa iniziano delle strane morti.
Uomini che si lasciano travolgere dalle acque. O anche uomini a cui il cuore "impazzisce" fino a fermarsi.

Abbiamo due voci, opposte in questo fenomeno.
Gaspard un inguaribile sognatore col cuore spezzato, che si appoggia al sogno della nonna: il Flowerburger, una chiatta dove in "clandestinità" ci si ritrova in un mondo di artisti. Sopravvive alla giornata, finché una sera si imbatte in una giovane ferita. Una sirena in realtà. Troppo incredibile per realizzarlo subito. Ed inizia un lento cambiamento in lui, che potrebbe essere fatale.

Dall'altra parte Milena, una giovane dottoressa che non è riuscita a salvare il suo amato da questa strana "piaga" che colpisce gli uomini ed indaga, per avere giustizia(vendetta), cercando pace per il suo dolore.

Ci sono altre voci che compaiono, come Lula la sirena, oppure la vicina di Gaspard una rompiscatole dal cuore d'oro.

Come dicevo, una favola.
Piacevole, estremamente scorrevole, ma prevedibile. Troppo.
Però può anche andar bene così.

Di questo autore avevo letto solo un altro suo romanzo, ma ricordo sensazioni simili. Forse non lascerà segni originali ed indimenticabili, ma una bella sensazione te la porti appresso.

La Canzone Di Achille [GdL Instagram]


Momento giusto per leggerlo?!
Eh, avessi tempo 😭
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Ne parlano in molti davvero bene e se volete cogliere l'occasione parte proprio oggi il Gruppo di Lettura:
#LaCanzoneDiAchilleGdL creato da @lerecensionidellalibraia e @lucrezia_scali
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Sui loro profili tutte le informazioni sulla tabella di lettura.
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Fatevi sotto e non siate timidi!
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Io intanto proseguo con altri libri molto interessanti di cui vi parlerò presto 😎
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#LaCanzoneDiAchille #MadelineMiller #instaread #instabooks #instaphoto #instalibri #leggere #GdL #Feltrinelli #marsilioeditore #economicafeltrinelli #viaggiatricepigra

Opinione: Le Assaggiatrici, di Rosella Postorino


Romanzo vincitore del Premio Campiello 2018. - Finalista Premio Letterario nazionale Chianti 32ma edizione.

Con una rara capacità di dare conto alle ambiguità dell'animo umano, Rosella Postorino, ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf) racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della storia, forte dei desideri della giovinezza.

«La voce dell'assaggiatrice cattura il lettore e non lo libera mai, per quanto è vera, tesa, penetrante.» - Donatella Di Pietrantonio

La scrittrice dirige con sicurezza il coro delle assaggiatrici, definisce i loro caratteri, indaga i rapporti di forza e di solidarietà che si instaurano, i segreti e le colpe infrattate nella profondità delle coscienze. - La Lettura, Il Corriere della Sera

"Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame"

La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. «Da anni avevamo fame e paura», dice. Siamo nell'autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: «mangiate» dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un'ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le SS studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato. Nell'ambiente chiuso di quella mensa forzata, sotto lo sguardo vigile dei loro carcerieri, fra le dieci giovani donne si allacciano, con lo scorrere dei mesi, alleanze, patti segreti e amicizie. Nel gruppo Rosa è subito la straniera, la "berlinese": è difficile ottenere benevolenza, tuttavia lei si sorprende a cercarla, ad averne bisogno. Soprattutto con Elfriede, la ragazza più misteriosa e ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del '44, in caserma arriva un nuovo comandante, Albert Ziegler. Severo e ingiusto, instaura sin dal primo giorno un clima di terrore, eppure - mentre su tutti, come una sorta di divinità che non compare mai, incombe il Führer - fra lui e Rosa si crea un legame speciale, inaudito.

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Un romanzo che mi incuriosiva da un po' di tempo, ma che avevo sempre lasciato da parte. Non ero particolarmente convinta che facesse al caso mio, nonostante i premi vinti e tutte le belle opinioni che ne facevano online.
Quando qualcosa sembra troppo bello spesso avevo paura che ci fosse questo altro.

L'ho trovato tramite Audible e ho deciso di ascoltarlo. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla versione audio che sono riusciti a fare. La lettrice riesce a dare al testo scorrevolezza e a dare alla storia una nota interessante, riuscendo non banalmente a leggere, ma regalandoci varie sfumature che rendono l'ascolto davvero bello e piacevole.

Come già dichiarato anche dall'autrice, questa storia si ispira alla vera vita di una donna che solo verso la fine dei suoi giorni ha ammesso di aver fatto l'assaggiatrice. Una colpa che lei si attribuiva,  nonostante non avesse avuto molta scelta. Eppure il peso di aver aiutato Hitler era così forte e la vergogna così pesante per lei da averlo nascosto fino all'ultimo.
Lo riscontriamo anche nella protagonista, anche lei in preda a questa crisi interiore perché non vuole assolutamente aiutare Hitler in alcuna maniera, ma si trova costretta a dover fare l'assaggiatrice contro il suo volontà, eppure essendo pagata bene per questo "servizio" che presto si trova a pensare di stare sbagliando, di aver tradito i suoi valori; nonostante lei rischi la vita ogni giorno, ad ogni pasto, senza averne scelta.
Anche solo durante il pasto si sente tantissimo questo senso di amore/odio, poiché tutte queste donne hanno sofferto la fame e trovandosi davanti questo cibo, nonostante possa essere avvelenato, non resistono e alla fine, con lo stomaco caldo e pieno, c'è sempre questa questo pensiero fra colpa e soddisfazione di cui rimangono intrappolate, misto al terrore che possano essere state avvelenate e poter morire.

Oltre a questo "semplice lavoro quotidiano" (ovvero assaggiare questi cibi prima che li mangi il Führer) lentamente inizieremo a scoprire altro sulle vite di queste donne, in particolare della protagonista Rosa, ma anche delle donne che le stanno accanto e altre figure che le staranno vicine.
Prima sconosciute fra loro, un po' tutte chiuse, quasi a sembrar antipatiche, ma lentamente inizieranno a fare amicizia fra loro, a confidarsi i propri segreti, e vedremo una panoramica molto più ampia di cosa può aver voluto dire lavorare ed essere costretti a fare questo in una Germania nazista, anche quando, in effettivo, non tutti erano a favore di Hitler. Si nota infatti molto il distacco fra quelle che poi diventano le amiche della protagonista e le altre, che vengono chiamate "le invasate" perché per loro è una missione sacra poter salvare il Führer, e loro sono molto ben disposte ad assaggiare il suo cibo e mettere in pericolo la propria vita per lui.

Scopriremo che Rosa si è trovata intrappolata in quella situazione per "colpa" del cambio di residenza, poichè, sola al mondo e senza più un tetto per colpa dei bombardamenti, è andata a vivere con i suoceri, in un paesino vicino al bunker di Hitler, e quindi vicino al bisogno di assaggiatrici.
Suo marito ha deciso di partire nemmeno dopo un anno di matrimonio per combattere per il proprio paese; però si è reso conto in fretta di aver completamente sbagliato e della missione quasi suicida in cui si è infilato da solo. Nonostante lo detesti per questa scelta, non vede l'ora che possa ritornare da lei.

Vengono anche citati marginalmente i campi di sterminio, però la protagonista dice non vuole saperne niente. Una scelta intelligente quella dell'autrice che fa intuire, attraverso chi ha chiesto il trasferimento perchè non reggeva di vedere certe cose, non solo quanto tutto quello era sconvolgente anche per chi ci finiva a lavorare (nonostante poi in effettivo non abbiano fatto niente per ribellarsi); ma soprattutto non lo rende centrale alla vicenda, poichè si parla di altro e avrebbe "rubato" la scena alla trama principale.

Sono riuscita ad ascoltarlo tutto e mi è piaciuto davvero molto: scorrevole, interessante, originale e, appunto, presenta una versione della storia che non viene quasi calcolata. La violenza che in questo caso viene fatta ai danni dello stesso popolo tedesco che Hitler esaltava così tanto.
Tante tematiche e tanti dubbi vengono sollevati attraverso pochissime pagine, rendendo questo romanzo davvero ricco.
Se vi capita, ascoltatelo o leggetelo. Potrebbe piacervi davvero molto.

Opinione: Alexis o il trattato della lotta vana, di Marguerite Yourcenar

 
Romanzo che nel 1929 segnò l'esordio di Marguerite Yourcenar nella letteratura, "Alexis" ha la qualità propria dei libri che restano nel tempo: una grandezza che si riconosce solo più tardi, come è avvenuto per l'"Opera al nero" e per le "Memorie di Adriano". E' la storia di un giovane che cerca di uscire dalla situazione falsa che mette in scacco il suo matrimonio. Al momento di abbandonare la moglie, egli le scrive le ragioni del suo distacco, chiamandola a testimone della lotta vana che ha condotto contro la propria inclinazione omosessuale. Reagendo a una prova precedente che indulgeva alla moda delle biografie romanzate ("Pindare"), la Yourcenar, ventiquattrenne come Alexis, si concentra qui per la prima volta su una vicenda delimitata, 'intimista', spingendosi in profondità nella psicologia del personaggio. L'omosessualità e il titolo stesso del romanzo richiamano un'opera giovanile di Gide (il "Traité du vain désir") ma si avverte molto più forte l'influenza del Rilke di "Malte Laurids Brigge", a cui sono vicini il tono, gli scrupoli, la religiosità di Alexis, quella tenerezza diffusa che egli emana sulle persone e le cose. Un libro raro, e di quelli della Yourcenar uno dei pochissimi ch'ella non abbia provato a riscrivere, paga di aver detto quanto c'era da dire.

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Un'altra lettura grazie allo Swap3.0 (ieri ne ho parlato, nelle prime righe di "Uomini e Topi).
Un libro che MAI avrei scoperto senza questo giro di libri e che è assolutamente fuori dalle mie corde.
 
Perdonate le poche righe e mille ripetizioni, sono in crisi su come parlarvene.
 
Un libro che si sente che è vecchio, ma (purtroppo!) contiene un tema ancora attuale: l'omosessualità.
E ciò lo trovo davvero triste, poiché non dovrebbe più rappresentare un problema.
Lo stile, come dicevo, è molto lento e, nonostante la trama sia attuale, il modo di esprimersi non è così attuale, cosa che può affaticare la lettura. Estremamente descrittivo e prolisso, a mio parere; infatti, nonostante le poche pagine, ho faticato a finirlo e mi sono obbligata spesso a continuare.
 
La storia, non è propriamente una storia. E' più una lunga lettera che Alexis scrive alla moglie per raccontarle la sua vita e spiegarle come mai il loro matrimonio non può continuare, raccontandole della sua "lotta vana", ovvero la battaglia combattuta contro se stesso e la propria omosessualità.
Da ragazzino ci porterà all'adolescenza, fino all'età adulta e al momento in cui conoscerà la donna che diventerà sua moglie. Tutto viene raccontato con maestria e sempre con un velo ("vedo-non vedo"), celando questo enorme segreto fra parole ricercate.
Essendo un romanzo con quasi 90 anni alle spalle, li porta (ahimè) fin troppo bene.
Ripropone un tema che non siamo riusciti ancora ad accettare del tutto nella nostra società.
Un romanzo che fa male a leggerlo, se pensato in questi termini.
 
Non so se consigliarlo, semplicemente per lo stile (se come me faticate con alcuni generi, non mi sento di consigliarlo al 100%). Ma ci sono le biblioteche, se vi incuriosisce e volete provare a scoprirlo. 
Invece, a chi piacciono i classici e questo stile di scrittura: fateci un pensiero, potrebbe piacervi molto.

Opinione: Carmilla: La vampira e il detective dell’occulto, di Joseph Sheridan Le Fanu

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I racconti qui presentati, "Tè verde", "Il giudice Harbottle" e "Carmilla", appartengono alla raccolta "In a Glass Darkly". Composti in momenti differenti e pubblicati su varie riviste e poi riuniti nel 1872, i singoli racconti, benché diversissime siano le storie ivi riportate, possono essere considerati parti di un’unica narrazione, fatta di oscure risonanze e di sinistri riflessi. Elemento esterno unificante è la figura-cornice del Dottor Hesselius, medico, psicologo, mistico e metafisico tedesco, primo “detective dell’occulto” della letteratura europea.
Con questi racconti, Le Fanu ci invita a guardare nello specchio del reale con la consapevolezza che quanto vedremo non sarà la verità, ma una sua ombra confusa, il riflesso baluginante di qualcosa che sfugge al controllo della ragione.
"Tè verde" (1869) è la storia del reverendo Jennings che, dopo la lettura di "certi volumi antichi, inconsueti, edizioni tedesche di testi in latino medievale", mentre torna a casa con l’omnibus, vede comparire una misteriosa scimmia, che da quel momento in poi, tra improvvise sparizioni e scoraggianti ricomparse, continuerà a seguirlo fissandolo con languore maligno. "Il giudice Harbottle" (1872) è il funesto racconto della nemesi piombata su Mr Harbottle, uomo malvagio e corrotto, culminante nell’onirica condanna a morte dello stesso da parte del giudice capo Twofold (letteralmente "Doppione"). "Carmilla", infine, il più famoso dei racconti di Le Fanu, narra le astuzie e i languori della vampira Carmilla.

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Un classico che mi incuriosiva da tempo e che ho letto dopo un consiglio, per la sfida #LiberaLoScaffale2018. In questa raccolta abbiamo tre racconti di Le Fanu: "Tè Verde", "Il Giudice Harbottle" e "Carmilla", il suo romanzo più famoso e quello che mi ispirava di più.
Come spesso mi "lamento" con lo stile ho faticato un po', essendo molto descrittivo e con uno stile horror piuttosto vecchiotto (ricordo che sono stati scritti dopo la metà del 1800).
Il filo comune che unisce tutti i racconti è il dottor Martin Hesselius (che può essere definito un Detective dell'Occulto, per la sua conoscenza in molti campi), o per meglio dire il suo assistente che ha avuto il compito di riscrivere lettere e/o appunti del dottore durante i suoi anni in cui lo accompagnava, e che ci presenterà questi vari casi, riproponendoli al lettore attraverso questo espediente narrativo piuttosto originale.

Il primo racconto "Tè Verde" è il più breve dei tre, piuttosto noioso inizialmente mentre presenta il caso lasciando il lettore all'oscuro fino all'ultimo di cosa stia accadendo. Si muove sul "vedo/non vedo" per tenere sulla corda chi legge fino alle ultime righe. Un pochino noioso a tratti, eppure originale.
Il secondo "Il Giudice Harbottle" è il più pesante dei tre; più lungo del primo e si disperde un po' durante la narrazione, partendo da un punto e raccontando i fatti tornando indietro fino ad arrivare a parlare della questione in esame (del racconto). Originale anche questo, eppure lento.

Ed arriviamo all'ultimo, al famoso "Carmilla", che occupa metà di questa raccolta, ma fin troppo breve per la storia proposta. Laura è una giovane donna che ci racconterà questa storia attraverso delle lettere per ricostruire tutto ciò che ha passato. Viveva con il padre in un piccolo villaggio dell'Austria, vicino all'Ungheria, ma soffriva la solitudine, essendo l'unica ragazza giovane in quel luogo; insieme a lei ed il padre vivevano solo la sua governante ed un insegnante, che (a causa di un incubo avuto da bambina) la sorvegliavano quasi costantemente. Sarà dopo la morte di una sua coetanea che doveva farle visita che si imbatteranno in Carmilla, una giovane donna come Laura che però non è molto in salute e sua madre, che doveva fare un viaggio urgente, non sapeva a chi affidarla. Si offriranno di ospitarla sotto il loro tetto, ma sarà l'inizio di strani episodi intorno a quel luogo, che lentamente inizieranno a colpire anche la stessa Laura.
Un racconto interessante ed originale, che presenta in chiave particolare il vampirismo attraverso una donna manipolatrice, famelica e molto scaltra, lasciandoci alcuni dubbi fino alla fine, quando sarà il dottor Hesselius a spiegarci alcune cose, attraverso gli studi fatti negli anni.
E ricordandoci dell'epoca in cui fu scritto, lo trovo ancora più incredibile.

Cercherò poi altri racconti scritti da questo autore, perché mi ha incuriosito nonostante tutto.
Se amate i classici non potete perderlo.
Nel dubbio, merita anche solo per leggere Carmilla, mi ha davvero conquistato.

Opinione: Le intermittenze della morte, di José Saramago

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Un Paese senza nome, 31 dicembre, scocca la mezzanotte. E arriva l’eternità, nella forma più semplice e quindi più inaspettata: nessuno muore più. La gioia è grande, la massima angoscia dell’umanità sembra sgominata per sempre. Ma non è tutto così semplice: chi sulla morte faceva affari per esempio perde la sua fonte di reddito. E cosa ne sarà della Chiesa, ora che non c’è più uno spauracchio e non serve più nessuna resurrezione? I problemi, come si vede, sono molti e complessi. Intanto la morte, con fattezze di donna, segue i suoi imprendibili ragionamenti: dopo sette mesi annuncia, con una lettera scritta a mano, affidata a una busta viola e diretta ai media, che sta per riprendere il suo usuale lavoro, fedele all’impegno di rinnovamento dell’umanità che la vede da sempre protagonista. Da lì in poi le lettere viola partono con cadenza regolare e raggiungono i loro sfortunati (o fortunati?) destinatari, che tornano a morire come si conviene.
Ma un violoncellista, dopo che la lettera a lui indirizzata è stata rinviata al mittente per tre volte, costringe la morte a bussare alla sua porta per consegnarla di persona… Una grande creazione fantastica, nella migliore vena del grande premio Nobel portoghese.

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Sinceramente fatico a trovare le parole per parlarvene.
Con Cecità Saramago mi aveva stregato. Ero rimasta incantata dalla storia e dal suo stile, che mi sono rimasti nel cuore. Così ho deciso di affrontare un altro suo romanzo, che mi incuriosiva da tempo, ma sono rimasta molto delusa.
La lettura è ardua, per il suo stile particolare, ma da metà in poi crolla anche la storia e il tutto diventa davvero pesante.
La premessa è interessante: cosa succederebbe se un giorno la morte scomparisse?
Ed è quello che accade in un Paese (inventato dallo scrittore) dove dal 1 gennaio nessuno muore più.
Gioia e tragedia si mescolano in fretta, poiché è vero che si può essere immortali e non temer più la fine della propria esistenza, ma il corpo non smette mai di invecchiare.
I moribondi restano fermi nel limbo, i vecchi vengono quasi ammucchiati nelle case di riposo, gli ospedali non sanno più dove mettere la gente che arriva, le pompe funebri si ritrovano senza lavoro,...
Insomma, il Primo Ministro di quel Paese si trova alle prese con un problema enorme, mentre nel resto del Mondo tutto procede inalterato.
Di tutto questo se ne parla per metà romanzo, vedendo ed affrontando i problemi pratici, ma anche quelli filosofici e/o spirituali.
Da metà in poi qualcosa cambia, perché la morte decide di mandare una lettera ad un giornalista, spiegando i motivi che l'hanno spinta a questa pausa ed avvertendo che tornerà a fare il suo lavoro, ma con un piccolo cambiamento, infatti chi dovrà morire riceverà una lettera per posta sette giorni prima, così da potersi preparare sistemando per tempo tutti i propri affari.
Ovviamente si crea il caos, ma la morte continua così fino a quando una lettera non le torna indietro....ed è da qui che la trama precipita!
Se fino a quel momento era interessante, nonostante la trama ardua in alcuni punti, ma da quel punto si entra in un "non-sense" che ti fa chiedere se l'autore avesse finito le idee e abbia improvvisato.
Carina l'ultimissima frase del romanzo, che da un briciolo di senso al tutto, eppure non basta per spiegare quella storia che sembra totalmente estranea a tutto quello narrato fino a poco prima.
Mi spiace, ma è stata un'enorme delusione.

Opinione: "La Fine della Profezia" (Serie "Richard&Kahlan" 3), di Terry Goodkind



Titolo: La Fine della Profezia
Autrice: Terry Goodkind
Pagine: 537
Editore: Fanucci



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TRAMA

Hannis Arc e il vecchio imperatore Sula-chan guidano un'immensa orda di Shun-Tuk nel cuore dell'impero del D'Hara. Un'armata portatrice di morte e oscurità, in cui sono costretti ad arruolarsi gli abitanti delle città soggiogate che vogliono sfuggire a una morte certa. L'obiettivo dell'armata del male è riunire in un solo mondo i vivi e i morti e sottometterlo nella sua totalità. Nel frattempo, lontano da casa e ancora privi dei loro poteri magici, Richard Rahl e Kahlan Amnell devono difendere loro stessi e i propri seguaci da una serie di terrificanti minacce. Entrambi sanno che il morbo funesto che li debilita, se non verrà curato, prima o poi si prenderà le loro vite, ma per niente al mondo abbandonerebbero la lotta che dà senso alle loro esistenze. Potranno contare sul coraggio che li contraddistingue e sull'aiuto della loro compagna di viaggio Samantha, giovane guaritrice i cui poteri sono sempre più forti e decisivi. Riusciranno a ritrovare la magia e a sconfiggere per sempre le forze del male? Un mondo fuori dal tempo, dominato dal mito, dove il confine tra Bene e Male è più sbiadito che mai.


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AUTORE

Terry Goodkind è nato a Omaha, Nebraska, nel 1949. Pur soffrendo di una rara forma di dislessia, ha svolto i mestieri più disparati e stravaganti, coltivando allo stesso tempo la passione per la pittura, che lo ha portato a inserire alcuni disegni all’interno dei suoi libri.
Nel 1983 si è trasferito nel Maine, dove ha iniziato a creare i personaggi e le trame del ciclo fantasy che lo ha reso celebre in tutto il mondo, La Spada della Verità, pubblicato in Italia in esclusiva da Fanucci Editore. Il debutto di Goodkind è stato accolto da uno strepitoso successo, forse senza precedenti nel mondo della fantasy.
Per Fanucci Editore sono usciti anche Debito di ossa, La legge dei Nove, La macchina del presagio.


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OPINIONE



La Fanucci ha fatto una splendida sorpresa ai suoi fan, pubblicando senza preavviso questo volume, il terzo delle avventure di "Richard & Kahlan".
A distanza di pochi mesi da "Il Terzo Regno", è stata un'ottimo regalo per i fan che già sospettavano di dover aspettare l'anno prossimo per la pubblicazione.
Un libro che ho comprato immediatamente e divorato.

Chiedo scusa se ci ho messo tanto a recensirlo, ma prima ne avevo altri in arretrato e ne ho approfittato per scrivere anche dei precedenti due volumi della saga.

Una storia davvero bella, avvincente....e sconvolgente in certi aspetti!
Vi avverto, come per il precedente, che essendo il terzo capitolo della saga, ci saranno Spoiler riguardo i precedenti libri.

[......]

Un romanzo avvincente, che non ti permette di staccarti dalle pagine, perchè 'devi' sapere come andrà a finire.
Lo stile unico di Goodkind, misto ad alcune scioccanti ed improvvise vicende, renderà ancora più senza fiato la vicenda.
Un libro che mi ha sconvolto e che ancora adesso mi lascia davvero senza parole...Opinione completa su Ciao.it


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DOVE COMPRARLO

Su Amazon:
Copertina Rigida: 16,15€
Kindle: 1,99€


Su Mondadori:
Copertina Rigida: 16,15€
Kobo: 1,99€


Su Feltrinelli:
Copertina Rigida: 16,15€
Ebook: 1,99€


Su IBS:
Copertina Rigida: 16,15€
Ebook: 1,99€


Opinione: "Il Terzo Regno" (Serie "Richard&Kahlan" 2), di Terry Goodkind



Titolo: Il Terzo Regno
Autrice: Terry Goodkind
Pagine: 528
Editore: Fanucci



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TRAMA

La malvagia Jit è finalmente morta e Richard e Kahlan sono riusciti a sopravvivere alle sue odiose trame. Eppure, una nuova minaccia li attende nelle Terre Oscure. Infettato dal funesto tocco della morte e privato dei suoi poteri di mago guerriero, Richard ha pochissimo tempo per sventare l’infernale congiura ordita da Hannis Arc e dagli abitanti dei territori oltre il vallo settentrionale, un’incommensurabile barriera che sembra impossibile superare. I suoi amici e alleati sono già prigionieri della funesta federazione che estende il proprio potere oltre il confine invalicabile, e Kahlan, anche lei segnata dal tocco letale, è a un passo dalla morte. Abbandonato dalla magia, Richard può però contare sulla sua spada, e sul coraggio e l’intuito che lo contraddistinguono. Al suo fianco, una straordinaria compagna di viaggio: Samantha, giovane guaritrice che sta imparando a controllare i suoi poteri.


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AUTORE

Terry Goodkind è nato a Omaha, Nebraska, nel 1949. Pur soffrendo di una rara forma di dislessia, ha svolto i mestieri più disparati e stravaganti, coltivando allo stesso tempo la passione per la pittura, che lo ha portato a inserire alcuni disegni all’interno dei suoi libri.
Nel 1983 si è trasferito nel Maine, dove ha iniziato a creare i personaggi e le trame del ciclo fantasy che lo ha reso celebre in tutto il mondo, La Spada della Verità, pubblicato in Italia in esclusiva da Fanucci Editore. Il debutto di Goodkind è stato accolto da uno strepitoso successo, forse senza precedenti nel mondo della fantasy.
Per Fanucci Editore sono usciti anche Debito di ossa, La legge dei Nove, La macchina del presagio.


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OPINIONE



Finalmente è uscito anche in Italia! Dopo tanto aspettare e tanto seccare la Fanucci da parte dei fan più incalliti che lo pretendevano (me compresa).
Ovviamente l'ho comprato immediatamente e divorato con altrettanta velocità.
Dalla trama si capisce poco della storia....e sopratutto vedo un erroraccio su Amazon!
(infatti la trama non è tratta da lì, ma da Fanucci)
Jit è una donna! Invece viene presentata come un uomo....boh!!! :/

Vi avverto che è il caso che abbiate letto il precedente volume se volete evitare Spoiler!!!
Infatti questo è il secondo capitolo della saga su "Richard & Kahlan".

Riguardo a questo libro, come faccio sempre, Spoiler Non Ce Ne Sono.

La storia parte in maniera confusa, e il lettore ci mette un pò a capire cosa sia successo....
Rispetto al precedente volume: avevamo lasciato Richard e Kahlan che venivano portati in salvo, sfuggiti alla trappola di Hannis Arc e sconfitta Jit, ma non del tutto al sicuro, visto che dopo la sua morte Jit aveva rilasciato un urlo che aveva infettato le loro anime e intaccato i loro poteri.
Dovevano tornare al Palazzo del Popolo in fretta, per permettere a Zed e Nicci di estirpare quel male e salvar loro la vita.

Ma qualcosa va storto....Opinione completa su Ciao.it


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Opinione: "Cecità" di José Saramago



Titolo: Cecità
Autrice: José Saramago
Pagine:
Editore: Feltrinelli



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TRAMA

In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.


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AUTORE

Saramago José Scrittore portoghese (Azinhaga, Santarém, 1922 - Lanzarote 2010). Ha acquistato fama internazionale con una produzione narrativa in cui rielaborazione storica e immaginazione allegorica, realtà e finzione si mescolano in un linguaggio tendenzialmente poetico e vicino ai modi della narrazione orale. Tra le sue opere: Memorial do convento (1982; trad. it. 1984); Ensaio sobre a cegueira (1995; trad. it. Cecità, 1996). Nel 1998 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura, il primo assegnato a uno scrittore di lingua portoghese. (da http://www.treccani.it/enciclopedia/jose-saramago/)



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OPINIONE


Un'autore che ho scoperto per caso, grazie ad un gruppo di "scambio" libri
[.......]

Ed è così che ho scoperto questo autore fantastico!
Finito ieri, non è una lettura facile, nè per il modo di scivere nè per le tematiche affrontate.
Inizierò dal modo di scrivere, perchè è tutto attaccato. I discorsi non sono differenziati dal resto del testo, lo di capisce solamente dalle maiuscole dopo una virgola o da un "disse" o simili, scritti dopo una frase. Tutto molto stretto, concitato, compresso,....che 'aiuta' il lettore ad immedesimarsi in questa storia, che è appunto complessa, claustrofobica a volte (nonostante spesso sia evidente l'opposto) e difficile.

Una storia senza nomi, perchè a cosa servirebbero in un mondo di cechi?! (come spesso ci ritroviamo a leggere).
Li differenziamo dalle professioni, da una caratteristica, da un difetto,.....insomma, l'autore rende ciechi anche noi come loro. Ci fa muovere a tentoni, scoprendo questa epidemia lentamente, come lentamente si manifesta, e portandoci, quasi prendendoci per mano, in queste vite normali, stravolte da questo morbo improvviso ed imprevedibile che con questa cecità bianca sta portando caos e paura, sopratutto l'ultima scopriremo quanto sia pericolosa. Farà scoprire anche gli abissi dell'animo umano, di quanto sia crudele e vigliacco, sia per colpa della paura, sia per gli istinti più barbari che prendono il sopravvento. Ma nonostante questo, come sia possibile sempre che ci sia qualcosa ad opporsi ad esso. Una piccola speranza, una barlume di umanità.....Opinione completa su Ciao.it


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Opinione "VirtNet Runner - Il Giocatore" (The Mortality Doctrine 1) - James Dashner



Titolo: VirtNet Runner - Il Giocatore
Autore: James Dashner
Pubblicazione: 2 Aprile 2015
Pagine: 294
Editore: Fanucci



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TRAMA

Michael è un giocatore e, come la maggior parte dei giocatori, spende più tempo nel VirtNet che nel mondo reale. Il VirtNet è una totale immersione nel virtuale, e crea dipendenza. Grazie alla tecnologia, chiunque abbia un bel po' di soldi può sperimentare mondi fantastici, rischiare la vita senza essere mai in pericolo, o semplicemente spassarsela con i propri amici virtuali. E più si hanno doti da hacker, maggiore è il divertimento. Eppure anche in questa realtà alternativa esistono delle regole, e infrangerle può avere conseguenze estreme. Qualcuno però pensa non sia necessario seguirle: un giocatore anonimo è andato oltre ogni limite e tiene in ostaggio altri giocatori nel VirtNet. Gli effetti nel mondo reale sono devastanti: tutti gli ostaggi infatti finiscono per essere dichiarati cerebralmente morti. Il governo sa che per acciuffare un hacker ci vuole un altro hacker. Il prescelto è Michael, ma il rischio è enorme. Se accetta la sfida, Michael sa che dovrà infrangere a sua volta le regole del VirtNet e affrontare pericoli e predatori che una mente umana non può neanche immaginare. E sa anche che il confine tra gioco e realtà potrebbe essere cancellato per sempre.


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AUTORE

"James Smith Dashner (Austell, 26 novembre 1972) è uno scrittore statunitense, autore di romanzi di fantascienza distopica per ragazzi, noto soprattutto per la serie The Maze Runner.
Uno di sei fratelli, ha frequentato la Duluth High School e la Brigham Young University nello Utah.
È nato e cresciuto in Georgia e vive nello Utah con la moglie e i quattro figli. Dopo diversi anni di lavoro nella finanza, è diventato scrittore a tempo pieno."


Per maggiori informazioni (o voster curiosità), c'è anche il sito dell'autore: http://jamesdashner.com/ (Ovviamente, in Inglese)


OPERE


"The Jimmy Fincher Saga" (mai arrivata in Italia):
• A Door in the Woods (2003)
• A Gift of Ice (2004)
• The Tower of Air (2004)
• War of the Black Curtain (2005)

"The 13th Reality series" (mai arrivata in Italia):
• The Journal of Curious Letters (2008)
• The Hunt for Dark Infinity (2009)
• The Blade of Shattered Hope (2010)
• The Void of Mist and Thunder (2012)

"The Maze Runner" (The Maze Runner Series):
• Il labirinto - Maze Runner (The Maze Runner, 2009), 2014 (già pubblicato nel 2011 come Il Labirinto)
• La fuga - Maze Runner (The Scorch Trials, 2010), 2014 (già pubblicato nel 2012 come La fuga)
• La rivelazione - Maze Runner (The Death Cure, 2011), Fanucci 2014
• La mutazione - Maze Runner (The Kill Order, 2012), Fanucci 2014
• The Fever Code, 2016 (Inedito)

"The VirtNet Runner / The Mortality Doctrine" (The Mortality Doctrine):
• VirtNet Runner - Il giocatore (Primo libro della serie "The Mortality Doctrine") (The Eye of Minds, 2013), Fanucci 2015
• The Rule of Thoughts, 2014
• The Game of Lives, (uscita novembre 2015)
• Gunner Skale (prequel), 2014


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OPINIONE


Prima di tutto: Odio profondo per il titolo!!! "VirtNet Runner - Il giocatore" che riprende gli odiosssimi titoli della precedente saga, anche lì modificati per 'la-nuova-edizione-coordinata'....un brivido me l'hanno lasciato. Ma potevo passarci sopra, visto che era una saga chiamata "Maze Runner" anche in originale, quindi (marketing a parte) poteva anche starci. MA...... Il titolo originale era: The Eye of Minds = L'occhio della Mente Molto più bello e d'impatto che non quel titolaccio italiano, con la cover fin troppo simile a quelle nuove della ripubblicazione di "Maze Runner". Ok, so che in Italia questa è una delle pecche principali nelle traduzioni e conversioni....ma andiamo!!! [.....] Ma andiamo avanti. Il libro è meno incisivo dei precedenti, ma non meno originale. Probabilmente ero stata così colpita dalla saga "Maze Runner" che mi sono auto-influenzata, sopratutto nella prima metà del libro. Perchè a ripensarci adesso: è molto buono! La storia è originale [.....] Il protagonista è Michael, che con due suoi amici, viene reclutato dal governo (insieme ad altri haker) per riuscire a trovare chi sta manipolando altri giocatori, tenendoli bloccati nel gioco o anche causando in loro coma e/o la morte. [...] potrerà questi 3 amici ad indagare e rischiare la vita per riuscire a rintracciarlo, non solo nel gioco, ma anche nella vita reale...Opinione completa su Ciao.it


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DOVE COMPRARLO

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Opinione "La Stagione degli Innocenti" di Samuel Bjørk



Titolo: La Stagione degli Innocenti
Autore: Samuel Bjørk
Pubblicazione: 7 Maggio 2015
Pagine: 490
Editore: Longanesi



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TRAMA

Nel folto di una foresta norvegese immersa nel silenzio, c’è qualcosa di inatteso. Qualcosa di crudele. La giovanissima vittima è impiccata a un albero e ha al collo l’unica traccia lasciata dall’assassino: un cartello con scritto Io viaggio da sola.
La gravità del crimine spinge la polizia di Oslo a riaprire una speciale unità investigativa, la più efficace ma anche la più irregolare, e a richiamare in servizio il veterano Holger Munch. Sovrappeso, divorziato, solitario e appassionato di enigmi, Munch è un uomo all’apparenza gioviale che però dentro di sé nasconde un abisso. Ma è anche il secondo miglior investigatore della polizia norvegese.
Il migliore in assoluto è la sua collaboratrice, Mia Krüger, e Munch sa di aver bisogno di lei per venire a capo di quel terribile enigma. Ma deve riuscire a convincerla a tornare in azione. Mia infatti sta attraversando il momento peggiore della sua vita. Eppure, anche nella più cupa disperazione, niente può fermare le sue capacità di intuizione. È lei a cogliere l’indizio che era sotto gli occhi di tutti e che nessuno ha visto, il segno più terrificante lasciato dal killer. Un segno che non lascia spazio a dubbi: questa vittima è soltanto la prima di una lunga serie.
Solo Mia e Holger possono impedire che la fine dell’inverno diventi una strage di innocenti, soltanto loro possono fermare una mano omicida che presto colpirà vicino… Molto vicino.

Con un intreccio che non lascia scampo e due protagonisti destinati a entrare nel cuore dei lettori, La stagione degli innocenti ha già conquistato tutta Europa e sta per uscire in 22 Paesi.


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AUTORE

"Samuel Bjørk è lo pseudonimo di Frode Sander Øien, poliedrico artista norvegese. Autore di pièce teatrali, musicista e cantautore, ha tradotto alcune delle opere di Shakespeare. Vive a Oslo. " (da http://www.longanesi.it/scheda-autore.asp?editore=Longanesi&idautore=4535) "La Stagione degli Innocenti" ("Det henger it engel alene i skogen" pubblicato nel 2013) è il suo romanzo d'esordio, fin da subito ha avuto un successo enorme anche in Svezia, dove, in pochi giorni dall’uscita ha venduto oltre 35.000 copie. Ha venduto i suoi diritti in 22 paesi ed è candidato al Bookseller Norvegian Award.

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OPINIONE


Prima di tutto:
Ringrazio la Longanesi per avermi permesso di leggerlo!

Adoro i triller e questo non mi ha deluso.
Non so bene perchè, ma dall'est ormai sembra quasi una moda lanciare triller e polizieschi.....e (anche se per il momento ne ho letti pochi) anche se son più che altro d'esordio, mi accorgo che mai una volta mi deludano, che siano banali o che ti facciano pensare "Vabbè, il prossimo sarà meglio".....anzi! Fanno sperare che ne verranno scritti altri per seguire di nuovo questi autori.
E Bjork entra a pieno titolo tra questi emergenti, riuscendo a creare qualcosa che potrebbe dar filo da torcere ad autori più confermati, ma a volte non così incisivi.

La storia...Opinione completa su Ciao.it


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DOVE COMPRARLO

Su Amazon:
Copertina Rigida: 14,37€
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Opinione "La Chiave Bianca" di Erica Stori



Titolo: La Chiave Bianca
Autore: Erica Stori
Pagine: 146
Pubblicazione: gennaio 2015
Editore: Youcanprint


TRAMA


La chiave bianca è un romanzo di formazione, un'avventura sia fisica che spirituale. È la fotografia del modo di vivere di una ragazza, che pur abitando in un ambiente rurale, dove sembra non esserci speranza, corre attraverso le linee della propria personalità per conoscere se stessa. Eva è una giovane donna impegnata a cercare il vero in ogni cosa. Vive in un piccolo paese della campagna mantovana, dove fra passeggiate lungo gli argini e tenute agricole, è protagonista di un fatto straordinario: trova, o meglio le viene consegnata la chiave bianca. Un oggetto misterioso che la obbligherà, insieme ad alcuni amici,a compiere un viaggio incredibile. Inizia così un'esperienza difficile, quasi insostenibile, che condurrà Eva e il lettore verso la Verità.



AUTRICE


Erica Stori ama descriversi come una persona che ha sacrificato ogni cosa per dedicarsi alla scrittura. Una scrittrice che continuamente si mette in discussione, come su un filo sospeso perennemente nel vuoto. Ex presidente dell’associazione “Rock inside for human rights” nel cui comitato d’onore compaiono i due Premi Nobel per la Pace Betty Williams e Lech Walesa, è stata assistente letteraria di Vittorio Sgarbi. “La chiave bianca” è il suo romanzo d’esordio.




OPINIONE


Questo romanzo mi è stato donato dall'autrice per poterlo leggere e darle un'opinione sincera e personale;
odio dover dare valutazioni negative, ma credo che certe critiche, se sono costuttive, sono molto utili a chi scrive per poter migliorare e magari riuscire a tirar fuori qualcosa di ancora migliore da dentro di sè.
Con questa piccola premessa non voglio dire che il romanzo non mi è piaciuto, anzi!
E' veloce da leggere, scritto molto bene, la storia è originale....ma....eh, purtroppo ci sono alcuni 'ma' che non voglio tenermi solo per me......Opinione completa su Ciao.it




Per il romanzo
su Amazon:
Copertina Flessibile: 10,50€
Kindle: 0,99€
su Mondadori:
Copertina Flessibile: 9,35€
Kobo: 0,99€
su Feltrinelli:
Copertina Flessibile: 9,35€
Ebook: 0,99€
su youcanprint:
Copertina Flessibile: 11€
Ebook: 0,99€
su IBS:
Copertina Flessibile: 9,35€

Opinione "The Heir" (serie The Selection 4) di Kiera Cass



Titolo: The Heir (The Selection 4)
Autore: Kiera Cass
Pubblicazione: 5 Maggio 2015
Pagine: 324
Editore: Sperling & Kupfer



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TRAMA

Sono passati vent'anni da quando America Singer ha partecipato alla Selezione e conquistato il cuore del principe Maxon. Ora, nel regno di Illéa, è tempo di dare inizio a una nuova competizione. Il Paese infatti è in diffi coltà: il popolo è inquieto e infelice, la tensione cresce ogni giorno e la situazione è sempre più precaria. Solo una Selezione potrebbe risollevare gli animi dei sudditi e alleggerire l'atmosfera. E questa volta toccherà alla futura erede al trono, Eadlyn, scegliere tra i trentacinque pretendenti arrivati a Palazzo. Il re e la regina però non hanno fatto i conti con il carattere indipendente e determinato della giovane principessa, che non ha alcuna intenzione di assecondare questa farsa e lasciare decidere agli altri della sua vita. L'idea che la Selezione possa regalarle la stessa favola d'amore dei suoi genitori non la sfi ora nemmeno. Ma scoprirà presto che il suo lieto fine non è poi così impossibile come aveva pensato…

In contemporanea con gli Stati Uniti, arriva in Italia il quarto, attesissimo romanzo di una delle serie YA più amate e di successo degli ultimi anni: pubblicata in 32 Paesi, bestseller n°1 del New York Times e nella Top 10 dei libri più venduti in Francia, Germania e Brasile, con oltre 2 milioni e mezzo di copie nel mondo.

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SERIE TELEVISIVA

Nel 2012 CW compra i diritti della serie per farne una serie televisiva con Aimee Teegarden come protagonista. Il 30 marzo, a Budapest, si concludono le riprese dell’episodio pilota. CW fa un altro episodio pilota con Yael Grobglas come America e Michael Malarky come Maxon, ma neanche questo conquista il network.


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FILM


(dal sito dell'autrice, testo originale completo: http://www.kieracass.com/news/2015/4/22/warner-brothers-has-purchased-the-film-rights-for-the-select.html
tradotto alla buona e non riportato tutto
Notizia del 22 Aprile 2015)

"Warner Brothers ha acquistato i diritti cinematografici per la selezione!

L'annuncio è stato appena fatto!
Ecco la parola ufficiale via Deadline.com:
"Warner Bros ha vinto diritti cinematografici del bestseller globale "La Selezione" di Kiera Cass, la prima di una serie di romanzi di cinque [....] e sarà Katie Lovejoy ad adattarlo.
Il libro ha venduto 3,5 milioni di copie in tutto il mondo, e gli altri due volumi sono stati pubblicati.
HarperTeen appena fatto un contratto di altri due libri per continuare la serie, che viene pubblicata in 32 lingue.
Descritto come The Hunger Games, senza spargimento di sangue, segue 35 ragazze svantaggiate che sono state scelte per competere per poter vivere una vita di lusso. Il protagonista, America Singer, 'è dolce con un giovane del suo quartiere' (scusate ma non so tradurre meglio "is sweet on a young man from her district"), ma quando lei è esposta all'opulenza di una vita reale, è in conflitto, anche se una rivolta dei ribelli li minaccia.

Quindiiiii, quali sono i tuoi pensieri su un possibile film su "la selezione"?
Sono sicura che ci saranno un sacco di domande, e io cercherò di rispondere al più presto!
Grazie per il vostro sostegno, tutti voi!



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AUTRICE

"Kiera Cass si è laureata alla Radford University e vive a Blacksburg, Virginia, con la famiglia. In tutta la sua vita ha baciato più o meno quattordici ragazzi: sfortunatamente, nessuno di loro era un principe."
(presentazione pubblicata sui libri)

"Kiera Cass, classe 1981, americana, nata da padre portoricano, moglie e madre di due figli, reduce, proprio in questi giorni - leggiamo su Twitter - da un evento potenzialmente tragico (il padre, il 4 settembre, ha avuto un attacco di cuore; ora sta bene), è una scrittrice di narrativa young adult fantastico-romantica.

La Cass ha esordito nel 2009 col romanzo autopubblicato The Siren.
Quasi immediatamente successiva è la ricerca di un agente e la presentazione del suo nuovo libro, The Selection, ad HarperTeen, che l'ha pubblicato nel 2012.
Da quel momento l'autrice è diventata una top seller, tradotta in una trentina di paesi, e la sua trilogia un grande successo (ne stava per essere tratta anche una serie tv CW, ma il progetto era stato accantonato due volte, preferendogli, infine, la storica The Reign). "
(da http://www.booksblog.it/post/113698/the-one-di-kiera-cass)

"Sono laureata alla Radford University con una B.S. nella storia.
Sono cresciuta in South Carolina e attualmente vivo a Christiansburg, Virginia con mio marito ingegnere elettronico, figlio auto-ossessionato, e una figlia amante delle principesse.
Sono un #1 del New York Times bestseller, woohoo!
Sono anche un cliente importante al mio negozio di Cupcake.

Cose che odio:
Quando le persone non riescono a utilizzare indicatori di direzione, volare, insalate.

Cose che amo:
Forniture per ufficio, boy band, dolci."
(tradotto alla buona dal sito ufficiale dell'autrice:
http://www.kieracass.com/about/)


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OPINIONE

Un altro bel libro che mi ha regalato un piacevole diversivo, leggero ed estramemente scorrevole (e scritto molto bene, aggiungo) , racconta le vicende di Eadlyn, figlia di America e Maxon, vent'anni dopo la fine della Selezione che li ha visti sposarsi. Viziata, testarda e prima donna ad aspirare al trono, si trova a dover affrontare una Selezione questa volta tutta al maschile per distrarre il popolo che sta entrando in rivolta, a causa delle caste abolite anni prima ed i problemi che stanno rinascendo pe colpa di questa vecchia, ma mai dimenticata, divisione della popolazione.
Eadlyn, costretta a ciò, obbedisce solo per amore dei genitori, concedendo un periodo di "grazia" dove sopporterà questa per lei messa in scena, per dare tempo al padre di riprendere fiato e trovare una soluzione a questi problemi così inaspettati; ma non vuole rinunciare alla sua indipendenza e obbligarsi a scegliere marito, quindi per lei la decisione finale è già scontata.
Ma non ha fatto i conti con ciò che significa far parte di questo evento e avere a che fare con 35 ragazzi, ciò le cambierà il modo di guardare ed affrontare le cose, e, forse, cambierà anche il risultato finale di questa gara......

[...]
Un bel romanzo, scorrevole, veloce da leggere e scritto bene.
Non sono amante dei romance (eh, si, lo sapete già), ma a volte questi mi danno qualche ora di relax e di stacco da altri libri che sono più di mio gusto ma più impegnativi.
Nonostante questo, seguo la serie perchè non è banale, è qualcosa di abbastanza originale e piacevole, che non cade nei soliti cliché.... (ok, alcuni ci sono, ma non sono così scontati e prevedibili come in molti altri romanzi)...Opinione completa su Ciao.it


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DOVE COMPRARLO

Su Amazon:
Copertina Rigida: 15,22€
Kindle: 6,65€

Su Mondadori:
Copertina Rigida: 15,21€
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Su Feltrinelli:
Copertina Rigida: 15,21€

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Copertina Rigida: 15,22€
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