Opinione: La Custode Dei Peccati, di Megan Campisi


Ha rubato solo un pezzo di pane, ma la giovane May avrebbe preferito essere impiccata come tutti gli altri ladri. Invece il giudice ha scelto per lei una condanna peggiore della morte: diventare una Mangiapeccati. Dopo la sentenza, May è obbligata a indossare un collare per essere subito riconoscibile e le viene tatuata la lettera S sulla lingua. Da quel momento, non potrà mai più rivolgere la parola a nessuno. Poi inizia il suo apprendistato presso la Mangiapeccati anziana che, nel silenzio più assoluto, le insegna le regole del mestiere. Un mestiere spaventoso: raccogliere le ultime confessioni dei morenti, preparare i cibi corrispondenti ai peccati commessi e infine mangiare tutto, assumendo su di sé le colpe del defunto, la cui anima sarà così libera di volare in Paradiso. Le Mangiapeccati sono esclusivamente donne, disprezzate e temute da tutti, eppure indispensabili. E infatti, un giorno, May e la sua Maestra vengono convocate addirittura a corte, dove una dama di compagnia della regina è in fin di vita. Dopo la confessione e la morte della donna, però, alle due Mangiapeccati viene portato un cuore di cervo, un cibo da loro non richiesto e che rappresenta il peccato di omicidio. Sconcertata, la Maestra di May si rifiuta di completare il pasto e viene imprigionata per tradimento. Rimasta sola, la ragazza china la testa e porta a termine il compito, ma in cuor suo giura che renderà giustizia all'unica persona che le abbia mostrato un briciolo di compassione. Quando viene chiamata ancora a prestare i suoi servigi a corte, May intuisce che una rete di menzogne e tradimenti si sta chiudendo sulla regina e che solo lei è in grado d'intervenire. Perché essere invisibile può aprire molte porte, anche quelle che dovrebbero restare chiuse per sempre... Ispirandosi alla figura realmente esistita della Mangiapeccati, questo romanzo coinvolgente e dalla straordinaria potenza narrativa ci regala un'eroina modernissima, che rifiuta il ruolo impostole da una società che la umilia in quanto donna, e che grazie alla sua forza di volontà e determinazione riuscirà a cambiare il proprio destino.



𝑳𝒆 𝒎𝒂𝒏𝒈𝒊𝒂𝒑𝒆𝒄𝒄𝒂𝒕𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆, 𝒅𝒂𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝑬𝒗𝒂 𝒆' 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒂 𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒂 𝒎𝒂𝒏𝒈𝒊𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒑𝒆𝒄𝒄𝒂𝒕𝒐, 𝒃𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊𝒔𝒑𝒆𝒄𝒊𝒆 𝒊𝒍 𝑭𝒓𝒖𝒕𝒕𝒐 𝑷𝒓𝒐𝒊𝒃𝒊𝒕𝒐. 𝑪'𝒆' 𝒄𝒉𝒊 𝒅𝒊𝒄𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒆' 𝒑𝒆𝒓 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒄𝒊𝒃𝒊 𝒂𝒔𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒕𝒊 𝒂 𝒑𝒆𝒄𝒄𝒂𝒕𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒇𝒓𝒖𝒕𝒕𝒊.

Non sapevo cosa aspettarmi, ma la copertina e la trama mi hanno immediatamente conquistato, attirandomi verso questa novità che non mi è dispiaciuta.

Il romanzo è molto scorrevole e piacevole.
La storia è tutta narrata da May, una quattordicenne che si trova orfana, sola e disperata dalla fame che un giorno tenta di rubare del pane. Ciò sarà l'inizio di una nuova "maledizione" per lei, poiché la sua pena sarà diventare una mangiapeccati.
Una figura molto importante nella società, ma una reietta: porta conforto a chiunque stia per morire facendosi confessare i peccati commessi (ognuno con una pietanza di riferimento) che verranno cucinati alla morte e che lei dovrà mangiare per assumerli su di sé, liberando l'anima del peccatore da quel fardello.

La mangiapeccati viene marchiata con un collare con una S (Sin Eater) e la stessa lettera tatuata sulla lingua. Le viene imposto il silenzio e la solitudine, poiché nessuno la vuole ascoltare né vedere, figuriamoci essere toccato...

𝑮𝒊𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒄𝒓𝒆𝒅𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒐𝒔𝒄𝒖𝒓𝒆, 𝒑𝒆𝒓 𝒆𝒔𝒆𝒎𝒑𝒊𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒂 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒑𝒆𝒄𝒄𝒂𝒕𝒐 𝒎𝒂𝒏𝒈𝒊𝒂𝒕𝒐 𝒄𝒊 𝒔𝒊 𝒂𝒗𝒗𝒊𝒄𝒊𝒏𝒊 𝒖𝒏 𝒑𝒐' 𝒅𝒊 𝒑𝒊ù 𝒂 𝑬𝒗𝒂, 𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒊𝒐' 𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒎𝒂𝒏𝒈𝒊𝒂𝒑𝒆𝒄𝒄𝒂𝒕𝒊 𝒔𝒊𝒈𝒏𝒊𝒇𝒊𝒄𝒉𝒊 𝒆𝒔𝒑𝒐𝒓𝒔𝒊 𝒂𝒍𝒍𝒐 𝒔𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒐 𝒅𝒊 𝑬𝒗𝒂. 𝑳𝒂 𝒈𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒆' 𝒄𝒐𝒏𝒗𝒊𝒏𝒕𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒍𝒂 𝒗𝒐𝒄𝒆 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒎𝒂𝒏𝒈𝒊𝒂𝒑𝒆𝒄𝒄𝒂𝒕𝒊 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒂 𝒓𝒊𝒅𝒖𝒓𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒕𝒆𝒏𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆, 𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒗𝒂𝒅𝒂 𝒔𝒐𝒗𝒓𝒂𝒔𝒕𝒂𝒕𝒂 𝒓𝒆𝒄𝒊𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒍𝒂 𝑷𝒓𝒆𝒈𝒉𝒊𝒆𝒓𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝑪𝒓𝒆𝒂𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒊𝒄𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒅𝒊 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒇𝒐𝒓𝒎𝒖𝒍𝒆 𝒓𝒊𝒕𝒖𝒂𝒍𝒊. 𝑴𝒂 𝒊𝒍 𝒑𝒆𝒈𝒈𝒊𝒐 𝒔𝒂𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒊𝒍 𝒔𝒖𝒐 𝒕𝒐𝒄𝒄𝒐, 𝒄𝒉𝒆 𝒎𝒂𝒓𝒄𝒉𝒊𝒂 𝒂 𝒇𝒖𝒐𝒄𝒐 𝒂𝒍 𝒄𝒂𝒓𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒃𝒓𝒂𝒗𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒂𝒕𝒕𝒊𝒓𝒂 𝒎𝒂𝒍𝒆𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒔𝒖 𝒅𝒊 𝒍𝒐𝒓𝒐.

May, sempre vissuta in povertà e analfabeta, si trova lanciata in questo mondo che non comprende e senza poter aver spiegazioni da nessuno. L'unica figura è un'altra mangiapeccati che la accoglie nella sua "casa", ma impone il silenzio anche fra loro.
Sarà un insegnamento duro, quello a cui sarà costretta. E che non durerà molto, poiché dopo una confessione a Corte, sulla bara viene trovato un cibo che non appartiene ai peccati nominati e la mangiapeccati si rifiuta di fare qualsiasi cosa, venendo arrestata e lasciando May nuovamente sola.

La giovane capirà presto di esser finita dentro a qualche "complotto" di Corte, promettendosi di risolverlo per salvare la "sua" mangiapeccati. Ma non sa ancora a cosa deve andare incontro...

Oltre allo scoprire la verità riguardo gli intrighi del palazzo, si troverà a dover fare i conti riguardo la verità sulla sua famiglia e scoprire il motivo per cui è stata maledetta a ricoprire questo ruolo.
Ho detto tanto, ma in effetti è nulla rispetto alla storia che andrete a leggere.

La voce narrante ci conduce in questo mondo spiegandoci quel poco che sa attraverso riflessioni e pensieri, mentre il resto lo capiremo insieme a lei. Su questo lato l'autrice ha fatto un ottimo lavoro. La scrittura è semplice, molto fluida e pulita, quasi "banale", ma permette di affrontare questo mondo da zero e capire i suoi meccanismi. Rendendo comunque il tutto ben costruito e realistico.
Un mondo che prende molto dal nostro e che gioca con alcuni termini per portarci su una storia nuova ma familiare.

Un romanzo che mi ha accompagnato per parecchi giorni, avendo poco tempo e poca attenzione da dedicare alla lettura. Eppure, è stato ciò che cercavo.
Interessante ma non "pesante".
Non una lettura da 5 stelle, ma ammetto che non rimpiango di averlo preso d'impulso.


Sul consigliarlo non so, perché il costo per una cover flessibile ed il contenuto forse è leggermente eccessivo, specialmente se si cerca una storia molto più "interessante", complessa e magari ricca di messaggi (che comunque non mancano, ma ci sono romanzi molto più d'impatto).

Comunque si, mi è piaciuto. Mi ci voleva un libro del genere per iniziare l'anno. Valutate cosa state cercando e se può far per voi. Se avete dubbi, chiedete che cercherò di chiarirvi le idee.


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"𝑵𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒕𝒆𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍'𝒆𝒗𝒐𝒍𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒗𝒊𝒆𝒏𝒆 𝒄𝒉𝒊𝒂𝒎𝒂𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒇𝒆𝒏𝒐𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑹𝒆𝒈𝒊𝒏𝒂 𝑹𝒐𝒔𝒔𝒂", 𝒅𝒊𝒔𝒔𝒆 𝑴𝒂𝒍𝒄𝒐𝒍𝒎. "𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆' 𝒊𝒏 𝑨𝒍𝒊𝒄𝒆 𝒏𝒆𝒍 𝑷𝒂𝒆𝒔𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒎𝒆𝒓𝒂𝒗𝒊𝒈𝒍𝒊𝒆 𝒍𝒂 𝑹𝒆𝒈𝒊𝒏𝒂 𝒔𝒑𝒊𝒆𝒈𝒂 𝒂𝒅 𝑨𝒍𝒊𝒄𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒆𝒗𝒆 𝒄𝒐𝒓𝒓𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒊𝒖' 𝒊𝒏 𝒇𝒓𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒅𝒐𝒗𝒆. 𝑳𝒐 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒗𝒂𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒆 𝒔𝒑𝒊𝒓𝒂𝒍𝒊 𝒆𝒗𝒐𝒍𝒖𝒕𝒊𝒗𝒆. 𝑻𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒈𝒍𝒊 𝒐𝒓𝒈𝒂𝒏𝒊𝒔𝒎𝒊 𝒔𝒊 𝒆𝒗𝒐𝒍𝒗𝒐𝒏𝒐 𝒂 𝒖𝒏 𝒓𝒊𝒕𝒎𝒐 𝒇𝒓𝒆𝒏𝒆𝒕𝒊𝒄𝒐 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒎𝒂𝒏𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒍𝒐 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒆𝒒𝒖𝒊𝒍𝒊𝒃𝒓𝒊𝒐." Dopo Jurassic Park non ho resistito e mi sono lanciata a rileggere anche Il Mondo Perduto. Come per il primo capitolo non lo ricordavo proprio, tranne qualche frammento, ed è stato davvero bello potersi immergere come la prima volta in quest'avventura. Una storia completamente diversa dal film. Si percepiscono le idee che hanno dato spunto alla pellicola, ma sono davvero poche. Film e romanzo hanno percorso strade totalmente diverse. Ci sono nomi di personaggi uguali, riprendendo la trama della prima pellicola, ma non hanno niente a che fare con i loro omonimi su carta. Come in Jurassic Park, la prima metà è una preparazione: vengono buttate le basi e presentati i vari personaggi. Poi si entra nell'azione vera e propria, quando la situazione precipita e i protagonisti si trovano a dover dare i conti con un ambiente ostile e sconosciuto, ricco di animali che si credevano estinti. Un ottimo secondo capitolo, che ci regala un altro viaggio incredibile. Ricco di azione, mescolando abilmente le riflessioni e pensieri, dando ritmo al romanzo e donandogli un aura di realismo che lo rende ancora più affascinante. Uno dei personaggi addirittura migliori rispetto alla pellicola è Sarah: una donna giovane, forte, coraggiosa e tosta; già esperta nel suo campo e che non si fa mettere da parte da niente e nessuno, come non lo ha mai permesso per riuscire a raggiungere il suo obiettivo. Che altro dire? Leggetelo!


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𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆' 𝒍𝒂 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍'𝒆𝒗𝒐𝒍𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒄𝒊 𝒎𝒐𝒔𝒕𝒓𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒔𝒇𝒖𝒈𝒈𝒆 𝒂 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒔𝒊𝒂𝒔𝒊 𝒃𝒂𝒓𝒓𝒊𝒆𝒓𝒂. 𝑳𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒔𝒄𝒆 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒍 𝒑𝒓𝒆𝒗𝒂𝒍𝒆𝒓𝒆. 𝑳𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒊𝒍𝒂𝒈𝒂 𝒊𝒏 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒊 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊. 𝑴𝒂𝒈𝒂𝒓𝒊 𝒄𝒐𝒏 𝒇𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂, 𝒔𝒇𝒊𝒅𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒊𝒍 𝒑𝒆𝒓𝒊𝒄𝒐𝒍𝒐. 𝑴𝒂 𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒆' 𝒊𝒏𝒂𝒓𝒓𝒆𝒔𝒕𝒂𝒃𝒊𝒍𝒆 È uno dei miei film preferiti. L'anno scorso avrò rivisto la saga fin troppe volte, cercando nel "conosciuto" qualcosa di rilassante per chiudere troppe giornate. Così mi è tornata la voglia di rileggere il romanzo da cui è partito tutto e mi sono resa conto che non lo ricordavo affatto! Come per "Shining" la base è la stessa, ma le storie prendono due strade totalmente diverse. Entrambi restano prodotti molto interessanti e ben fatti, seppur avendo così poco in comune. Dalla trama, ai personaggi (con gli stessi nomi ma molto diversi da quelli rappresentati sullo schermo). Crichton è un fott*to genio! Rende scorrevolissimo un testo estremamente ricco di dettagli e riflessioni sul potere della scienza, in questo caso della genetica. Non ci si chiede se si può fare, lo si fa e basta (semi cit) Da a Malcolm la sua voce per esprimere i dubbi e tutte le criticità riguardo questo campo che si lancia per afferrare ogni scoperta e farla sua, senza preoccuparsi delle conseguenze. Una storia che rispetto al film prende una strada che ho trovato più interessante: nella pellicola è colpa di uno solo, mentre nel romanzo questa persona da inizio al primo problema, ma poi sono anche gli altri a non pensare a certi dettagli e tutto crolla, pezzo dopo pezzo. Se nel film è tutto frutto di un sabotaggio, nel romanzo una concatenazione di eventi porta a comprendere quanto siano stati impreparati mentre credevano di aver previsto ogni cosa. Permette di comprendere meglio il pensiero di Crichton. Parte da molti eventi brevi, che subito non si capisce bene cosa abbiano a che fare con la storia, ma che saranno comunque piccole briciole che ci faranno continuare e trovare il percorso che le lega alla trama. Continua ⬇️


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🅱🆁🆄🆃🆃🅰 🅁🄰🄲🄲🄷🄸🄰 🄲🄴🅂🅂🄰 🄲🄷🄸🄰🅅🄸🄲🄰 🄲🄸🄾🅂🄿🄰 🄲🄾🅉🅉🄰 🄲🄸🄽🄶🄷🄸🄰🄻🄴 🅂🄲🄾🅁🄵🄰🄽🄾 🄲🄾🄵🄰🄽🄾 🄿🄰🅁🄰🄲🄰🅁🅁🄾 🅂🅃🅁🄴🄶🄰 🄼🄾🅂🅃🅁🄾 🄽🅄🅃🅁🄸🄰 🅻🅰 🅳🅾🅽🅽🅰 🅱🆁🆄🆃🆃🅰 🅷🅰 🅿🅸🆄' 🅽🅾🅼🅸 🅳🅸 🅳🅸🅾 🅁🅄🅃🅃🄾 🅃🄴🄶🄰🄼🄴 🄱🄸🄳🄾🄽🄴 🄱🄾🄸🄻🄴🅁 🄲🄸🅃🄾🄵🄾🄽🄾 🅃🅁🄰🄱🄾🄶🄰🄽🄾 🄲🄾🄿🅁🄸🅁🅄🄾🅃🄰 🄿🄰🅁🄰🄵🄰🄽🄶🄾 🄱🅄🅂🅃🄰 🄳🄴 🄵🄰🅅🄴 🄾 🄳🄴 🄿🄸🅂🄲🄸🄾. ᴄɪ sᴏɴᴏ ᴍɪʟʟᴇ ᴍᴏᴅɪ ᴘᴇʀ ᴅᴇғɪɴɪʀᴇ ᴜɴᴀ ᴅᴏɴɴᴀ ᴄʜᴇ ɴᴏɴ sɪᴀ ᴄᴏɴғᴏʀᴍᴇ ᴀɪ ᴘᴀʀᴀᴍᴇᴛʀɪ ᴇsᴛᴇᴛɪᴄɪ ᴄᴏʀʀᴇɴᴛɪ, ᴄʜᴇ ɴᴏɴ ᴀʙʙɪᴀ ᴜɴ ʙᴇʟ ᴠɪsᴏ, ᴜɴᴀ ʙᴇʟʟᴀ ᴘᴇʟʟᴇ, ʙᴇɪ ᴄᴀᴘᴇʟʟɪ, ᴜɴ ɪɴᴅɪᴄᴇ ᴅɪ ᴍᴀssᴀ ᴄᴏʀᴘᴏʀᴇᴀ ᴘᴀʀɪ ᴏ ɪɴғᴇʀɪᴏʀᴇ ᴀ 18, ᴍᴀssɪᴍᴏ 20. 🅁🄾🄸🅃🄾 🅂🄲🅁🄾🄽🄳🄾 🄲🄰🄽🄲🄴🄻🄻🄾 🄿🅄🅁🄿’ 🄱🄾🄳🄰 🄱🅄🄴🄾 🅁🄸🅃🅁🄴🄲🄸🄽🄴 🅂🄲🅄🅃🅄 🄻🄰🅁🄸🄾 🄱🄴🄵🄰🄽🄰 🄲🄰🅁🄰🄼🄿🄰🄽🄰 🅂🄲🄰🄻🄳🄰🄱🄰🄶🄽🄾 🄸🄳🄴🄰🄻🅂🅃🄰🄽🄳🄰🅁🄳 ʟᴀ ᴍᴀɢɢɪᴏʀ ᴘᴀʀᴛᴇ ᴅɪ ǫᴜᴇsᴛɪ ᴇᴘɪᴛᴇᴛɪ ɴᴏɴ ʜᴀ ᴜɴ ᴇǫᴜɪᴠᴀʟᴇɴᴛᴇ ᴍᴀsᴄʜɪʟᴇ, ɴᴇᴀɴᴄʜᴇ ǫᴜᴀɴᴅᴏ ʟᴀ ᴘᴀʀᴏʟᴀ ʟᴏ ᴇ'. ɪʟ ʙᴇʀsᴀɢʟɪᴏ, ᴄᴏᴍᴜɴǫᴜᴇ, sᴏɴᴏ ǫᴜᴀsɪ sᴇᴍᴘʀᴇ ʟᴇ ᴅᴏɴɴᴇ. #Brutta #GiuliaBlasi #StoriaDiUnCorpoComeTanti #citazione #Rizzoli #Storytel #audiolibro #libro #leggere #daleggere #bookblogger #bookstagrammer #femminismo #freepik #viaggiatricepigra


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𝐒𝐢 𝐞𝐫𝐚 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚. 𝐂𝐢 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚, 𝐜𝐢 𝐝𝐚𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨, 𝐯𝐨𝐥𝐞𝐯𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐞𝐦𝐚𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢, 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨. 𝐂𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐢 𝐛𝐞𝐯𝐞𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨. 𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐝'𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨, 𝐧𝐨𝐢, 𝐥𝐞 𝐞𝐦𝐚𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞. 𝐈𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐧𝐭𝐨 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞, 𝐦𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐚𝐥𝐞𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨. 𝐄𝐬𝐚𝐠𝐞𝐫𝐚𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞, 𝐞𝐫𝐚 𝐜𝐫𝐮𝐝𝐞𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞. 𝐄𝐫𝐚 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐚𝐥𝐨𝐬𝐚 𝐞 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐟𝐚𝐜𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞. La nostra voce narrante è Camila, nata Cristian, che ci parla mescolando il suo passato al presente, saltellando nel tempo fra vari aneddoti della sua infanzia e la sua vita nel gruppo di trans che popolano il Parco Sarmiento di Cóedoba. Lì dove trova finalmente una famiglia, formata da altre donne come lei, scacciate dalla società, obbligate alla prostituzione e a nascondersi nel buio della notte. A tenerle unite è Zia Encarna che le "raccoglie" e fa loro da madre. Una madre severa, dolce, a volte crudele ma onesta, e pronta a tutto per difenderle. Un gruppo formato da personalità diverse che Camila ci presenterà dando ad ognuna un capitolo ed uno spaccato della loro vita. Continua ⬇️


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"𝑵𝒐, 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒓𝒆𝒅𝒐. 𝑵𝒆𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒆 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒕𝒂𝒔𝒔𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒆𝒈𝒈𝒊𝒐. 𝑪𝒐𝒎𝒆 𝒔𝒂𝒑𝒆𝒕𝒆, 𝒉𝒐 𝒔𝒂𝒍𝒗𝒂𝒕𝒐 𝑴𝒂𝒓𝒚 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒅𝒂 𝒆 𝒅𝒂 𝒖𝒏𝒂 𝒎𝒐𝒓𝒕𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒔𝒊 𝒄𝒆𝒓𝒕𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒊𝒏𝒆𝒅𝒊𝒂, 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒆𝒓𝒂 𝒃𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒂; 𝒓𝒊𝒕𝒆𝒏𝒈𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒍𝒂 𝒔𝒖𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒂𝒑𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆𝒏𝒈𝒂 𝒂 𝒎𝒆, 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆' 𝒏𝒆 𝒅𝒊𝒔𝒑𝒐𝒏𝒈𝒂 𝒏𝒆𝒍 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒓𝒆𝒑𝒖𝒕𝒐 𝒑𝒊𝒖' 𝒂𝒑𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒂𝒕𝒐." Ho letto questo piccolo romanzo giorni fa e l'ho lasciato sedimentare un attimo prima di parlarne. Mentre lo leggevo ero confusa, molto confusa; si tratta di pochi brevi capitoli che riguardano conversazioni fra i vari protagonisti, ma il tutto non è ben caratterizzato. Ci si sposta nel tempo e si cambiano le voci (cosa che per chi fatica a distinguere e memorizzare i personaggi è un incubo!). Ad un certo punto pensavo fosse una raccolta di racconti! La storia è breve, fortunatamente, ma lascia comunque troppo di non detto che delude il lettore moderno. Eh si, poiché va ricordato che il testo è della fine del 1800: va molto contestualizzato e va capito come tutto ciò, più di 100 anni dopo, sia comunque invecchiato. Ho ampiamente gradito la postfazione che mi ha permesso di fare uno stacco e comprendere meglio cosa avessi letto e dar a tutto il giusto contesto. Altrimenti sarei ancora estremamente confusa ed irritata, lo ammetto. Di cosa parla? Eh, difficile da dire senza esporsi troppo visto che, tolte un sacco di discussioni "pompose" (che nel succo non dicono nulla), la storia sarebbe molto breve ed intensa. Sarebbe interessante se fosse ripresa oggi e rielaborata, dando più spazio a molte cose non dette, dando più respiro agli eventi, togliendone anche molti in eccesso. Si parte da un esperimento di un uomo ambizioso e molto egoista, che prova su una "creatura" che gli appartiene una sua teoria. La creatura è una ragazzina, che ha salvato e che gli si affida completamente, ignara dei possibili rischi di tutto ciò. L'esperimento dovrebbe espandere la mente, vedere cose "oltre" il nostro normale occhio. Come potrete immaginare, le cose non andranno bene... Continua ⬇️


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𝕷'𝖚𝖔𝖒𝖔 𝖓𝖊𝖗𝖔 𝖋𝖚𝖌𝖌í 𝖓𝖊𝖑 𝖉𝖊𝖘𝖊𝖗𝖙𝖔 𝖊 𝖎𝖑 𝖕𝖎𝖘𝖙𝖔𝖑𝖊𝖗𝖔 𝖑𝖔 𝖘𝖊𝖌𝖚í "Dai che forse ci riesco" pensiero che mi coglie ad ogni GdL a cui mi iscrivo e che, puntualmente, fallisco. Abbandono il libro, per un motivo o l'altro. In questo caso NO. Voglio arrivare alla fine. Devo scoprire la serie de La Torre Nera e perché è così amata. Cosa ardua, visto che il primo romanzo è noiosissimo! Ed è una cosa che pensano praticamente tutti, portando la maggior parte (me compresa, anni fa) ad abbandonare il tutto. Ne abbiamo anche discusso qualche giorno fa nel gruppo Telegram dedicato alla sfida #IMondiDellaTorreNera (chiedete ad @emilys_room per unirvi a noi). Un primo romanzo lento, caotico e che appare senza senso. Da alcune vaghe basi sul carattere del protagonista, Roland, e sul suo passato. E poco più. Più interessanti alcune profezie che gli vengono date, per ora senza senso ma che speriamo di collegare. King non lascia mai nulla al caso, quindi...aspettiamo per capire. Lo so, lo so, praticamente non ho detto niente sul romanzo. Però è così particolare, strano e..."non sense" che dovete scoprirlo al buio. Si, probabile che vi abbatta. Per questo motivo preparatevi! Sarà arduo da leggere ma, si spera, dopo questo scoglio sia tutto diverso e migliore. Sono molto curiosa di leggere come andrà avanti il tutto, sperando sia più scorrevole per aiutarmi; ahimè da Gennaio si ricomincia la routine lavorativa e, se non è "leggero" ed interessante, sarà terribile. E non voglio che diventi così. ❓Immagino che un po' tutti conoscevate questa saga, ma quanti ci si sono lanciati? L'avete finita oppure vi siete arenati? #LUltimoCavaliere #LaTorreNera #StephenKing #libro #leggere #daleggere #serie #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #reading #read #booklove #booklovers #readabook #freepik #viaggiatricepigra


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𝑺𝒆 𝒇𝒐𝒔𝒔𝒊 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒂 𝒖𝒏 𝒎𝒂𝒔𝒄𝒉𝒊𝒐 𝒏𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒔𝒂𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒂𝒄𝒄𝒂𝒅𝒖𝒕𝒐. 𝑵𝒐𝒏 𝒂𝒗𝒓𝒆𝒊 𝒎𝒂𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒐 𝒊𝒏 𝒎𝒂𝒏𝒐 𝒖𝒏 𝒂𝒈𝒐, 𝒏𝒐𝒏 𝒂𝒗𝒓𝒆𝒊 𝒎𝒂𝒊 𝒔𝒄𝒐𝒑𝒆𝒓𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒎𝒊𝒐 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒆 𝒍𝒂 𝒎𝒊𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒂𝒗𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒔𝒆𝒈𝒖𝒊𝒕𝒐 𝒖𝒏 𝒄𝒐𝒓𝒔𝒐 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒐. 𝑨𝒗𝒓𝒆𝒊 𝒑𝒐𝒕𝒖𝒕𝒐 𝒇𝒂𝒓𝒎𝒊 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒅𝒂 𝒏𝒆𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐, 𝒅𝒊𝒇𝒆𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒎𝒊𝒂 𝒎𝒂𝒅𝒓𝒆. 𝑰𝒏𝒗𝒆𝒄𝒆 𝒉𝒐 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒔𝒐 𝒊𝒍 𝒇𝒂𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒆 𝒍𝒆 𝒓𝒂𝒈𝒂𝒛𝒛𝒆 𝒑𝒓𝒊𝒗𝒆 𝒅𝒊 𝒎𝒆𝒛𝒛𝒊: 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒍𝒆𝒈𝒂𝒕𝒆 𝒂𝒍 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐, 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒖𝒏 𝒂𝒈𝒐 𝒂𝒍 𝒇𝒊𝒍𝒐. Ho letto pochi mesi fa "Gli Amici Silenziosi" ed avevo adorato moltissimo lo stile di scrittura e la fantasia che l'autrice ha messo in quella storia. Si, arrivo tardi, l'ho scoperta anni dopo la sua traduzione. Ma meglio tardi che mai, no? Comunque, ero decisa a prendere anche questo, ma senza fretta visto il costo (credo di averlo inserito nei regali per Natale🤔), fortunatamente nel frattempo la Oscar Vault ha fatto un reclutamento recensori e mi ci sono lanciata letteralmente sopra. Almeno avrei saputo se meritava anche questa storia (e quindi la spesa) oppure no. Merita! Abbiamo sempre a che fare con una storia che si muove fra passato e presente, alternando i punti di vista delle due protagoniste, l'una (Dorothea) nel presente e l'altra (Ruth) che le racconta il proprio passato, la sua vita, per farci capire come mai sia finita in prigione. Ma non proprio per questo scopo, principalmente per convincere chi la sta ascoltando (Dorothea) che lei è pericolosa, semplicemente dandole un ago ed un filo. Continua ⬇️


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𝑨𝒍𝒄𝒖𝒏𝒊 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒂𝒏𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒎𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊 𝒔𝒊 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒂. 𝑪𝒉𝒆 𝒄𝒊 𝒔𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒕𝒖𝒓𝒆 𝒂𝒑𝒑𝒓𝒐𝒅𝒂𝒕𝒆 𝒔𝒖 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝑻𝒆𝒓𝒓𝒂 𝒄𝒐𝒏 𝒖𝒏'𝒐𝒔𝒄𝒖𝒓𝒊𝒕𝒂' 𝒕𝒂𝒍𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒔𝒐𝒗𝒆𝒓𝒄𝒉𝒊𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒏𝒆𝒍 𝒄𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒍'𝒂𝒎𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒎𝒊𝒔𝒆𝒓𝒐 𝒎𝒐𝒓𝒕𝒂𝒍𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒐𝒕𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒎𝒂𝒊 𝒅𝒐𝒎𝒂𝒓𝒍𝒂. 𝑺𝒆𝒄𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒐𝒓𝒐, 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒆 𝒂𝒏𝒊𝒎𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒓𝒆𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒆 𝒍𝒐 𝒎𝒆𝒓𝒊𝒕𝒂𝒏𝒐 𝒏𝒆𝒎𝒎𝒆𝒏𝒐. 𝑺𝒐𝒏𝒐 𝒃𝒆𝒔𝒕𝒊𝒆, 𝒅𝒆𝒄𝒊𝒔𝒆 𝒂 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒄𝒂𝒐𝒔 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒄𝒉𝒊𝒖𝒏𝒒𝒖𝒆 𝒊𝒏𝒄𝒓𝒐𝒄𝒊 𝒊𝒍 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒄𝒂𝒎𝒎𝒊𝒏𝒐. 𝑺𝒐𝒏𝒐 𝒗𝒆𝒏𝒅𝒊𝒄𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒆 𝒑𝒊𝒆𝒏𝒆 𝒅'𝒐𝒅𝒊𝒐 𝒆 𝒔𝒊 𝒎𝒆𝒓𝒊𝒕𝒂𝒏𝒐 𝒔𝒐𝒍𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒐 𝒅𝒊𝒔𝒑𝒓𝒆𝒛𝒛𝒐. 𝑭𝒐𝒓𝒔𝒆 𝒆' 𝒗𝒆𝒓𝒐. 𝑴𝒂𝒈𝒂𝒓𝒊 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒊 𝒎𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒊 𝒇𝒊𝒏 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒊𝒕𝒂. 𝑭𝒐𝒓𝒔𝒆, 𝒑𝒆𝒓𝒐', 𝒆' 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒖𝒏 𝒆𝒔𝒑𝒆𝒅𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒖𝒕𝒊𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒐𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒍'𝒐𝒔𝒄𝒖𝒓𝒊𝒕𝒂' 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒄𝒊 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒅𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐. 𝑪𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊𝒏𝒈𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒏𝒐𝒊 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒊 𝒂 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒐𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒐 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆' 𝒏𝒐𝒏 𝒓𝒊𝒖𝒔𝒄𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒏𝒆𝒎𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒂 𝒊𝒎𝒎𝒂𝒈𝒊𝒏𝒂𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒎𝒊𝒔𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊 𝒐𝒓𝒓𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒗𝒐𝒄𝒉𝒆𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒔𝒆 𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒔𝒔𝒊𝒎𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒄𝒆𝒓𝒆. 𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆' 𝒆' 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒍𝒂 𝒗𝒆𝒓𝒊𝒕𝒂' 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒏𝒐𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒊𝒂𝒎𝒐: 𝒍'𝒐𝒔𝒄𝒖𝒓𝒊𝒕𝒂' 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒄𝒆. 𝑨𝒍𝒕𝒓𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒔𝒂𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒑𝒊𝒖' 𝒇𝒂𝒄𝒊𝒍𝒆. 𝑸𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒔𝒂𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒑𝒊𝒖' 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒍𝒊𝒄𝒆, 𝒑𝒆𝒓 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒊 𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊, 𝒔𝒆 𝒍'𝒐𝒔𝒄𝒖𝒓𝒊𝒕𝒂' 𝒇𝒐𝒔𝒔𝒆 𝒏𝒂𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒅𝒊 𝒍𝒆𝒊. 𝑴𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒆' 𝒄𝒐𝒔𝒊. 𝑳𝒆𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒆𝒓𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒊. 𝑭𝒖𝒓𝒐𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒊 𝒎𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊 𝒂 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒓𝒆 𝑴𝒆𝒅𝒖𝒔𝒂, 𝒎𝒂 𝒍𝒆𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒆𝒓𝒂 𝒏𝒂𝒕𝒂 𝒅𝒂 𝒆𝒔𝒔𝒊. . . Trovate la mia opinione nei commenti ⬇️


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Opinione: Il Segreto Di Medusa, di Hannah Lynn


La leggenda vuole fosse un mostro, ma la verità è un'altra. In un tempo in cui gli dèi camminano tra i mortali, il confine tra la gloria e l’infamia è estremamente labile. Ma ogni mito ha bisogno di eroi e di mostri.
Radiosa, innocente, la più pura tra le sacerdotesse di Atena. La bellezza di Medusa va ben oltre quella dei semplici mortali. Per questo, quando lo sguardo colmo di lussuria del dio Poseidone cade su di lei, l’unico luogo in cui spera di trovare rifugio è il sacro tempio della protettrice dei greci. Ma nessuno può sfuggire a un dio. E la divina Atena, signora delle arti e della guerra, non avrà pietà per colei che ha profanato la sua casa. Poco importa che Medusa, violata nel corpo e nello spirito contro la propria volontà, implori il suo perdono. Da questo momento il male che le è stato inflitto diventerà la sua corazza e abbraccerà l’oscurità, in esilio, perché chiunque altro le ha voltato le spalle. Si trasformerà nel mostro che gli altri hanno deciso che doveva essere. Nel frattempo, un giovane di nome Perseo si appresta a partire con la missione di uccidere Medusa. La storia dell’eroe Perseo e del mostro Medusa è stata raccontata molte volte. Questa è un’altra storia.


𝑨𝒍𝒄𝒖𝒏𝒊 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒂𝒏𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒎𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊 𝒔𝒊 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒂. 𝑪𝒉𝒆 𝒄𝒊 𝒔𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒕𝒖𝒓𝒆 𝒂𝒑𝒑𝒓𝒐𝒅𝒂𝒕𝒆 𝒔𝒖 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝑻𝒆𝒓𝒓𝒂 𝒄𝒐𝒏 𝒖𝒏'𝒐𝒔𝒄𝒖𝒓𝒊𝒕𝒂' 𝒕𝒂𝒍𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒔𝒐𝒗𝒆𝒓𝒄𝒉𝒊𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒏𝒆𝒍 𝒄𝒖𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒍'𝒂𝒎𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝒖𝒏 𝒎𝒊𝒔𝒆𝒓𝒐 𝒎𝒐𝒓𝒕𝒂𝒍𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒐𝒕𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒎𝒂𝒊 𝒅𝒐𝒎𝒂𝒓𝒍𝒂.
𝑺𝒆𝒄𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒐𝒓𝒐, 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒆 𝒂𝒏𝒊𝒎𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒓𝒆𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒆 𝒍𝒐 𝒎𝒆𝒓𝒊𝒕𝒂𝒏𝒐 𝒏𝒆𝒎𝒎𝒆𝒏𝒐.
𝑺𝒐𝒏𝒐 𝒃𝒆𝒔𝒕𝒊𝒆, 𝒅𝒆𝒄𝒊𝒔𝒆 𝒂 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒄𝒂𝒐𝒔 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒄𝒉𝒊𝒖𝒏𝒒𝒖𝒆 𝒊𝒏𝒄𝒓𝒐𝒄𝒊 𝒊𝒍 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒄𝒂𝒎𝒎𝒊𝒏𝒐. 𝑺𝒐𝒏𝒐 𝒗𝒆𝒏𝒅𝒊𝒄𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒆 𝒑𝒊𝒆𝒏𝒆 𝒅'𝒐𝒅𝒊𝒐 𝒆 𝒔𝒊 𝒎𝒆𝒓𝒊𝒕𝒂𝒏𝒐 𝒔𝒐𝒍𝒕𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒐 𝒅𝒊𝒔𝒑𝒓𝒆𝒛𝒛𝒐. 𝑭𝒐𝒓𝒔𝒆 𝒆' 𝒗𝒆𝒓𝒐. 𝑴𝒂𝒈𝒂𝒓𝒊 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒊 𝒎𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒊 𝒇𝒊𝒏 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒊𝒕𝒂.
𝑭𝒐𝒓𝒔𝒆, 𝒑𝒆𝒓𝒐', 𝒆' 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒖𝒏 𝒆𝒔𝒑𝒆𝒅𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒖𝒕𝒊𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒐𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒍'𝒐𝒔𝒄𝒖𝒓𝒊𝒕𝒂' 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒄𝒊 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒅𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐. 𝑪𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊𝒏𝒈𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒏𝒐𝒊 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒊 𝒂 𝒏𝒂𝒔𝒄𝒐𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒂𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒐 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆' 𝒏𝒐𝒏 𝒓𝒊𝒖𝒔𝒄𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒏𝒆𝒎𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒂 𝒊𝒎𝒎𝒂𝒈𝒊𝒏𝒂𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒎𝒊𝒔𝒇𝒂𝒕𝒕𝒊 𝒐𝒓𝒓𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒗𝒐𝒄𝒉𝒆𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒔𝒆 𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒔𝒔𝒊𝒎𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒄𝒆𝒓𝒆.
𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆' 𝒆' 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒍𝒂 𝒗𝒆𝒓𝒊𝒕𝒂' 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒏𝒐𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒊𝒂𝒎𝒐: 𝒍'𝒐𝒔𝒄𝒖𝒓𝒊𝒕𝒂' 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒄𝒆.
𝑨𝒍𝒕𝒓𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒔𝒂𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒑𝒊𝒖' 𝒇𝒂𝒄𝒊𝒍𝒆.
𝑸𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒔𝒂𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒑𝒊𝒖' 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒍𝒊𝒄𝒆, 𝒑𝒆𝒓 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒊 𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊, 𝒔𝒆 𝒍'𝒐𝒔𝒄𝒖𝒓𝒊𝒕𝒂' 𝒇𝒐𝒔𝒔𝒆 𝒏𝒂𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒅𝒊 𝒍𝒆𝒊.
𝑴𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒆' 𝒄𝒐𝒔𝒊.
𝑳𝒆𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒆𝒓𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒊.
𝑭𝒖𝒓𝒐𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒊 𝒎𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊 𝒂 𝒄𝒓𝒆𝒂𝒓𝒆 𝑴𝒆𝒅𝒖𝒔𝒂, 𝒎𝒂 𝒍𝒆𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒆𝒓𝒂 𝒏𝒂𝒕𝒂 𝒅𝒂 𝒆𝒔𝒔𝒊.



Mi sento spaccata a metà.
Da una parte è una lettura piacevole e molto scorrevole, mi ha sbloccata e regalato qualche ora di relax.
Ma dall'altra parte, ha pochissimo a che fare con la mitologia. È una riscrittura dei fatti, ma l'ho trovato davvero troppo romanzato. Personaggi con pensieri estremamente moderni per l'epoca in qui erano.

Una sorta di "favoletta" che mi ha fatto davvero infuriare, perché certi temi vanno comunque affrontati, ma non in maniera del genere. Tutti troppo "perfetti" per essere credibili e con ragionamenti troppo pazienti, comprensivi e tolleranti. Troppo.
Risulta pesante e fastidioso, nonostante condivida i messaggi che l'autrice vuole mandare.

Riprende uno dei miti sulla nascita di Medusa, in cui Poseidone la stupra dentro il tempio di Atena e la dea, per punirla, la maledice.
Peccato che lei sia "perfetta" in tutto. Dolce, comprensiva, intelligente,....dai tredici anni, quando viene donata al tempio della Dea.
Anche le sorelle, che non sono mai state dipinte come umane, in questo caso lo siano ed è la stessa Atena a maledire entrambe quando una delle due si adira con la Dea.

Per metà romanzo si parla di lei, poi arriva Perseo. Eh si, nel titolo e trama originali, sappiamo fin da subito che sono entrambi protagonisti della vicenda. Perseo che deve riuscire ad avere la testa di Medusa. Ci sono molte imprecisioni anche in questo caso, ma non starò ad elencarle.
La delusione maggiore è nel finale.
Lo "scontro" che non è uno scontro!
Una roba terribile, che mi ha fatto cadere le braccia, con un "messaggio" finale che non so quanto possa arrivare.
Boh, non capisco il senso.

Sarà che il mito di Medusa mi affascina moltissimo e vederla rappresentata così lo trovo assurdo. È una Gorgone, diventa un mostro per colpe non sue e usa queste arti per difendersi, per sopravvivere a chi la vuole morta per trofeo.
Qui però manca tanto.
Resta una creatura docile, remissiva,....
Avei voluto veder rabbia.
Come accade alle sorelle nel romanzo.

Non lo so, nel complesso scritto bene ma il contenuto deludente.
Un enorme peccato!


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𝑪'𝒆' 𝒖𝒏'𝒂𝒍𝒕𝒓𝒂 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒄𝒐𝒓𝒑𝒐 𝒂 𝒄𝒖𝒊 𝒍𝒆 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒐𝒔𝒕𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒂𝒎𝒃𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒏𝒖𝒍𝒍𝒂. 𝑪𝒉𝒆 𝒔𝒆 𝒏𝒆 𝒇𝒓𝒆𝒈𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒄𝒆𝒓𝒗𝒆𝒍𝒍𝒐. 𝑬' 𝒕𝒊𝒑𝒐 𝒒𝒖𝒊, 𝒂𝒍𝒍'𝒂𝒍𝒕𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍'𝒆𝒔𝒐𝒇𝒂𝒈𝒐, 𝒄𝒊𝒓𝒄𝒂. 𝑫𝒐𝒗𝒆 𝒄𝒊 𝒔𝒕𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒍 𝒈𝒓𝒐𝒗𝒊𝒈𝒍𝒊𝒐 𝒃𝒓𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒂𝒍𝒈𝒊𝒂. 𝑬 𝒅𝒊 𝒓𝒊𝒎𝒑𝒊𝒂𝒏𝒕𝒊. 𝑬 𝒅𝒊 𝒓𝒊𝒎𝒐𝒓𝒔𝒊. 𝑫𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒆𝒊 𝒓𝒊𝒖𝒔𝒄𝒊𝒕𝒐 𝒂 𝒅𝒊𝒓𝒆. 𝑫𝒊 𝒄𝒉𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒆𝒊 𝒓𝒊𝒖𝒔𝒄𝒊𝒕𝒐 𝒂 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒓𝒆. 𝑭𝒊𝒏𝒄𝒉𝒆' 𝒆𝒓𝒊 𝒊𝒏 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐. Un'altra Graphic che ho riletto, dopo averla comprata (finalmente) ad un prezzo stracciato. Ricordo estrema confusione durante la prima lettura ed ammetto che con la seconda non è stato poi così diverso. Non riesco bene a capire dove Zero romanzi la sua vita e dove dica la verità. Un limite mio, che mi impedisce di capire alcuni passaggi e non comprendere se ci sono metafore (e cosa vogliano dire). Ma la storia è "banale" quanto importante: la morte di un caro, che ad una certa età ti porta a dover crescere. La nonna di Zero sta morendo e lui si trova ad affrontare questo lutto ormai da adulto, eppure non si sente minimamente pronto. Deve riuscire a consolare la madre, ma come si fa? Quando vedi il pilastro della tua vita che crolla in mille pezzi e ti senti inutile? Insieme a tutto questo, ricordi d'infanzia con la nonna. Di quando era piccolo e di quando era adolescente, ed avrebbe voluto prendersi a calci sui denti per come si comportava ai tempi. Penso che questi capiti a tutti: in certi anni si pretende libertà, spazio, gli altri sembrano non capirlo e ci si ribella. Da adulti ripensandoci ci si rende conto di esser stati imbecilli, ma...non si può tornare indietro. Zero di trova a dover affrontare il passato e scoprire la verità sui genitori di sua madre, realizzando di aver saputo poco o nulla di tutto ciò. Si sente smarrito, confuso, quasi preso in giro, e durante la ricerca si troverà a dover crescere. Uno dei tanti "primi passi" per diventare adulto. Continua ⬇️


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𝘚𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘵𝘶𝘧𝘢 𝘥𝘪 𝘢𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘢𝘳𝘦. 𝘔𝘪𝘰 𝘱𝘢𝘥𝘳𝘦 è 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰. 𝘕𝘰𝘯 𝘮𝘪 𝘥𝘪𝘳à 𝘮𝘢𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘦. 𝘕𝘰𝘯 𝘮𝘪 𝘤𝘩𝘪𝘦𝘥𝘦𝘳à 𝘴𝘤𝘶𝘴𝘢. 𝘗𝘦𝘳𝘤𝘪ò 𝘥𝘦𝘷𝘰 𝘪𝘮𝘮𝘢𝘨𝘪𝘯𝘢𝘳𝘭𝘦. 𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘭𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢 è 𝘪𝘭 𝘮𝘪𝘰 𝘵𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘥𝘪 𝘥𝘰𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘮𝘪𝘰 𝘱𝘢𝘥𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘰𝘭𝘰𝘯𝘵à 𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘰𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘷𝘦𝘳𝘴𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘴𝘤𝘶𝘴𝘦 𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘭𝘢𝘳𝘯𝘦 𝘭𝘢 𝘭𝘪𝘯𝘨𝘶𝘢, 𝘤𝘰𝘴ì 𝘥𝘢 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘢. Dovevo parlarne. Subito. Anche se non mi ha convinta in pieno, anche se ho trovato certe digressioni lunghe, assurde, quasi inutili,....dovevo parlarne. E fare un passo indietro dai miei giusti personali. Qui parla Eve, che tenta in ogni modo di trovare la pace attraverso scuse che non le arriveranno mai, cercando di dare voce ad un mostro, suo padre, che ha abusato di lei fin dalla giovane età in moltissimi modi diversi. Prima tentando di possederla totalmente e poi, quando questo ha perso la sua presa, di annientarla. Distruggerla, poiché non poteva essere sua. Fisicamente e psicologicamente. Corpo e anima. Perché, questa bambina, aveva osato rifiutarlo, aveva osato non ricambiare il suo "amore" e sfuggire dentro la sua mente per tentare di salvarsi da qualcosa che nemmeno comprendeva ancora. Un processo spietato che coinvolse anche il resto della famiglia, messa contro di lei da un abile manipolatore senza scrupoli. Piccoli frammenti di ciò che deve esser stata la terribile crescita di questa donna straordinaria, che incredibilmente è riuscita a rialzarsi dai tanti fallimenti in cui è incappata, riscattandosi e, con enorme coraggio, "accettando" il passato e pretendendo queste scuse per poter chiudere questo capitolo ed andare avanti. O almeno provarci. Immaginavo mi avrebbe colpito, ma non così tanto e nel profondo. Saranno un centinaio di paginette ma hanno una forza da distruggerti dentro. Continua ⬇️


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