Opinione: La Fabbrica Degli Orrori, di Ian Banks


Frank è un diciassettenne orfano di madre che vive su una minuscola isola della Scozia - che non ha mai abbandonato - con il padre, un ex hippy con la fissa della scienza, dedito a strani esperimenti in una misteriosa stanza della casa. Ha un fratello divenuto pazzo dopo un incidente in un ospedale, Eric, un piromane che dà fuoco ai cani, e un amico, Jamie, un nano con cui trascorre le notti al pub, ubriacandosi per rendere interessante una vita assolutamente priva d'interessi. Frank ha un'intelligenza perfida, capace di nascondere la sua perversa attitudine: uccidere bambini innocenti - come il fratellino Paul e i due cugini, Blyth e Esmeralda - nonché piccoli animali, come vespe o conigli, con la sua Fabbrica degli orrori. Egli segue sempre dei riti personali, frutto di una religione primitiva, fatta di simboli e feticci, di luoghi addobbati come templi e santuari. C'è però un terribile segreto che sarà svelato e che gli permetterà di vedere chiaro sulla sua esistenza, sempre confusa e segnata da episodi strani e inspiegabili.



Ripubblicato di recente dalla Fanucci, non se lo è calcolato nessuno praticamente. Grazie ad una pubblicità inesistente, anche.
La cosa mi spiace, solo perché è uno spreco di stampa e carta, perché personalmente mi ha deluso moltissimo.

Chi legge questi generi già fatica a trovare materiale interessante, se vengono (ri)stampati romanzi del genere...ecco, mi sembra uno spreco per quelle novità potenzialmente molto interessanti che non vengono calcolate a prescindere.

Questi piccolo romanzo viene presentato come un horror, ma in realtà gli manca molto per esserlo; mi sono scontrata con qualche scena splatter mescolata a pagine e pagine di descrizioni minuziose (e logorroiche) che definirei abbastanza inutili.
Insomma, molto molto noioso.

La storia in sé avrebbe un grande potenziale. Ci racconta, attraverso il punto di vista del protagonista, qualche settimana nella sua vita. Un ragazzo di appena diciassette anni che ha dei problemi e lentamente comprenderemo quanto profondi e quanto sia "disturbato".
Un piccolo serial killer che, oltre a torturare e uccidere animali, ha già collezionato 3 vittime quando era ancora un bambino.
Con furbizia ed astuzia si è liberato di queste tre "seccature" in modi ingeniosi, studiando sempre come cavarsela (ben sapendo cosa stava facendo e le conseguenze).

Una mente che poteva essere affascinante da affrontare, ma che risulta fastidiosa nello stile in cui ci viene presentata.
Questi tre omicidi infatti vengono raccontati attraverso dei ricordi, ma in brevi frammenti che non riescono a movimentare tutto il resto che verrà raccontato.

CI presenterà la sua strana famiglia, dalla madre che lo ha abbandonato, al fratellastro che vede come un Dio, al padre che non si capisce bene cosa faccia.
Tutto frammentato.
Sta a noi comporre il puzzle.

Peccato che quando siamo alla fine, ci dà di botto e senza senso la "spiegazione" (che non è una spiegazione) al perché lui è così.
Chiudendo in due pagine il tutto.
"ah ecco, è per questo...." Ma anche no!
Avrebbe dovuto esserci spazio per approfondire meglio questa "rivelazione", per qualcosa di costruttivo o di distruttivo, che acerbasse questa situazione e desse al lettore quel tocco in più che manca.
Invece....Terribile!
È stata proprio la goccia che mancava.

Fatevi un favore, se proprio siete curiosi prendetelo in prestito in una biblioteca, o se faranno promo digitali. Altrimenti evitate e cercate qualcosa di migliore.

PS. Dimenticavo il titolo!
La traduzione letterale sarebbe "la fabbrica delle vespe" che ha un senso dentro il romanzo.
Non capirò mai perché cambiare queste cose... Va beh....

Nessun commento:

Posta un commento