venerdì 28 settembre 2018

Una storia forte, dal potenziale enorme e che spaventa davvero molto, poiché è una realtà davvero vicina alla nostra, quella dove le donne non hanno alcun potere e dove per poterle controllare in tutto si arriva ad un affronto davvero grave: chiudere loro la bocca. Non saranno solamente le donne ad esserne vittime, anche altre categorie saranno bersaglio di questa nuova politica che si mescola con una fede fanatica. [Continua sul blog] . . Lo avete già letto? E cosa ne pensate? 😉 . #Vox #ChristinaDalcher #CasaEditriceNord #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Vox, di Christina Dalcher



Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere. Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto. Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l'unica che ora ha la possibilità di ribellarsi. Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne.
Limite di 100 parole raggiunto.       

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 Un romanzo che ho avuto la fortuna di poter leggere grazie ad un'iniziativa IBS, che me lo ha fatto anche scoprire, poiché non avevo idea di questa interessantissima novità in arrivo. Una storia forte, dal potenziale enorme e che spaventa davvero molto, poiché è una realtà davvero vicina alla nostra, quella dove le donne non hanno alcun potere e dove per poterle controllare in tutto si arriva ad un affronto davvero grave: chiudere loro la bocca. Non saranno solamente le donne ad esserne vittime, anche altre categorie saranno bersaglio di questa nuova politica che si mescola con una fede fanatica.
[100]

La protagonista del romanzo è Jean, una brillante scienziata italiana...o per meglio dire EX, poiché da un anno si è ritrovata imprigionata nei lavori domestici, perché le donne non devono lavorare. Si torna ai "bei vecchi valori" ed è questo uno dei punti più inquietanti del romanzo. Snaturare la donna in quanto tale e farla diventare qualcuno solo se moglie e madre. Infatti lei è preoccupatissima per la sua figlia più piccola, per il suo futuro in una società che la prepara a stare zitta davanti agli uomini, a non saper leggere ne scrivere, solo contare per fare la spesa.
[100]

Jean ha altri 3 figli maschi (fortunatamente): due gemelli quasi adolescenti ed un ragazzo più grande che è diventato seguace di questo nuovo stile di vita e ne è fiero portavoce. Fortunatamente per lei il marito Patrick è un uomo intelligente che soffre con lei per questa situazione, eppure sembra non fare nulla per modificarla, essendo medico ed operando insieme ai pezzi grossi. Lei lo ama ed odia allo stesso tempo, e la possiamo ben capire.
Trovarsi con un contatore al polso che misura cosa possiamo dire è atroce, ancora peggio se quando si sfora anche tua figlia paga.
[100]

Tutto cambia improvvisamente quando un incidente provoca l'afasia al fratello del presidente e la rivogliono in campo per trovare una cura (cosa che stava per fare prima di essere declassata). Davanti a lei si apre un dilemma, poiché potrebbe riavere parte della sua vecchia vita ed aiutare la figlia togliendola dalle "scuole", per farle avere un'infanzia e una crescita normale. Ma quanto durerebbe? Sa anche lei che appena avranno una cura tornerà tutto come prima. Se non peggio. Cosa fare? Saranno i ricordi di una sua vecchia amica a farle prendere una strada che mai avrebbe immaginato di percorrere.
[100]

Un romanzo interessante che si muove lungo un campo già percorso da altri distopici, ma con un elemento inquietante: il controllo della comunicazione. Le donne non possono dire più di 100 parole ma nemmeno comunicare a gesti, altrimenti vengono punite. Esistono prigioni particolari creati per le adultere dove il limite di parola è 0. Esistono prigioni per gli omosessuali, che devono restarci fino a quando non torneranno "normali" ed avranno una famiglia tradizionale. Questo fanatismo è supportato da tantissimi uomini ma anche da molte donne, viene coltivato nelle "scuole" così da far crescere bambine ignoranti e prigioniere pronte a servire.
[100]

Piuttosto scorrevole e piacevole come lettura. Solo un po' fastidioso mescolare presente e passato senza staccare, rendendo in alcuni punti seccante capire "quanto" stia avvenendo quell'azione.
La protagonista a volte è seccante, ma ciò la rende anche umana. Aver messo in famiglia il figlio a seguire questo fanatismo fa capire quanto sia facile manipolare le persone. E aver inserito la figlia Sonia di sei anni per spiegare cosa hanno in mente per le femmine a "scuola", un tocco in più che mette i brividi: un luogo dove insegnare il silenzio e prepararsi per un futuro da madre e moglie. Stop.
[100]

Ho scelto apposta di scrivere la mia opinione a gruppi di 100 parole per mostrare quanto poco rappresentino e quanto sia importante comunicare in libertà per potersi esprimere. Nessuno ci pensa finchè non gli viene imposto il silenzio.
Un libro che porta a riflettere e che fa male per quanto certi temi restino attuali per odio immotivato. Una realtà purtroppo possibile, ciò spaventa. Dobbiamo sempre tenere a mente quanto valgono le parole e non smettere mai di batterci per poterle dire e difendere i diritti di tutti.
Il silenzio uccide e chi ci vuole imbavagliati non pensa al bene comune.
[100]

Fateci un pensiero se vi ispira la tematica. Vi piacerà!

giovedì 27 settembre 2018

Mentre lo leggevo ero combattuta: da una parte volevo finirlo per scoprire come si evolvevano gli eventi, ma dall'altra resta una storia che non si vuole leggere troppo in fretta, per assaporarne ogni pagina. Continua dalla fine de "La Battaglia Delle Tre Corone" [....] ...la storia scorre veloce, è una lettura appassionante e decisamente originale, che riesce ad essere imprevedibile fino alle ultime righe, portandoci ancora su quell'isola maledetta dove queste tre gemelle devono per forza uccidersi fra loro per la corona e perpetuare questa maledizione. Ricco di avventura e colpi di scena, si resta incollati alle pagine seguendo le varie avventure delle Regine, ma anche di chi sta loro attorno, scoprendo di più riguardo i piani che ruotano attorno al trono e cosa si è disposti a fare per potercisi avvicinare. . . Opinione completa sul blog, ma attenzione! Presenza di Spoiler sul precedente volume! Se non lo avete ancora letto ne sconsiglio la lettura... . . #LaBattagliaDellaCoronaMaledetta #LaBattagliaDelleTreCorone #KendareBlake #newtoncompton #newtoncomptoneditori #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: La Battaglia Della Corona Maledetta, di Kendare Blake



Dopo gli incredibili avvenimenti che si sono succeduti durante l'Esordio delle tre sorelle regine, è iniziato l'anno dell'Ascensione. Ciascuna delle tre sorelle, Katharine, Arsinoe e Mirabella, dovrà accrescere il proprio potere per annientare le altre, fino a che non ne rimarrà una sola a reclamare per sé il trono. Katharine, un tempo la più debole e innocua, è più forte di quanto non sia mai stata. Arsinoe, dopo aver scoperto la verità sui suoi poteri, deve decidere al più presto una strategia senza far sapere alle rivali che cosa le è successo. Mirabella, da tutti ritenuta la minaccia più pericolosa, deve fronteggiare le insidie che si abbattono su coloro che la circondano, mettendoli in un pericolo che lei stessa non sembra in grado di evitare. Chi riuscirà a prevalere sulle altre e a conquistare, finalmente, la corona?            

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Ci saranno Spoiler riguardanti il precedente volume.
Se non lo avete ancora letto, sconsiglio di continuare la lettura.

Mentre lo leggevo ero combattuta: da una parte volevo finirlo per scoprire come si evolvevano gli eventi, ma dall'altra resta una storia che non si vuole leggere troppo in fretta, per assaporarne ogni pagina.
Continua dalla fine de "La Battaglia Delle Tre Corone" (ve ne ho parlato qui), dopo la rivelazione sul vero talento di Arsinoe e il ritorno dalla morte di Katharine.

Infatti la Regina Naturalista scopre di non esserla mai stata, avendo mangiato del veleno senza essersene accorta ne aver subito alcun danno. I suoi poteri non si sono mai manifestati semplicemente perchè è sempre stata un'avvelenatrice. Un errore o un complotto? Questo ogni lettore si chiedeva dopo questa novità scioccante, che spiegava come mai tanta disparità fra le varie Regine in merito ai loro doni.
La Regina-Orso, come ora viene chiamata, non può permettere che il suo segreto venga rivelato, così da perdere il vantaggio verso le sorelle; non vuole ucciderle, ma nemmeno morire per una corona che non ha mai voluto.

Nel frattempo Mirabella ha messo da parte i progetti di pace per salvare le sue sorelle. Dopo che Arsinoe l'ha fatta attaccare dal suo orso ha capito che loro non esiteranno a farla fuori e lei ora vuole solo chiudere la faccenda prima che siano le altre a farle del male. Dovendo giocare d'anticipo, decide di muoversi subito verso la Naturalista, così da vendicarsi ed ucciderla. Essendo quella più dotata delle tre dovrebbe essere semplice, eppure il pericolo è sempre dietro l'angolo ed una volta arrivata vicino Wolf Spring sa che dovrà scontrarsi con la gemella, ma ne avrà il coraggio?

Ma resta anche Katharine che, dopo il ritorno dal Grande Abisso, è profondamente cambiata e le voci si stanno espandendo sull'isola; infatti la timida ragazzina presa in giro dal suo stesso popolo sembra sia svanita nel nulla per lasciare il posto ad una giovane donna tenace e spavalda, che ha in mente il modo più rapido per diventare l'unica Regina, pensando a come far fuori nel modo più "divertente" le sue sorelle. Riguardo Pietyr, che l'ha spinta mandandola verso morte certa, vuole giocarsela bene e gli tende una mano per farlo tornare a corte, sperando accetti per capire cosa farne di lui.

Sarà lei uno dei personaggi cardine di questa faccenda, diventata imprevedibile e sadica, noncurante della propria salute ingurgita veleni come nulla fosse, nonostante il suo fisico non sia cambiato.
Ma non sarà la sola. Oltre le altre due gemelle, tornerà Jules con il suo puma Camden sempre pronta a guardare le spalle alla sua migliore amica Arsinoe; ma anche per lei ci saranno rivelazioni dietro l'angolo, cose che appartengono al passato ma che potrebbero avere ripercussioni nel suo futuro e spiegare come mai sia così potente.

Come il precedente volume la storia scorre veloce, è una lettura appassionante e decisamente originale, che riesce ad essere imprevedibile fino alle ultime righe, portandoci ancora su quell'isola maledetta dove queste tre gemelle devono per forza uccidersi fra loro per la corona e perpetuare questa maledizione.

Ricco di avventura e colpi di scena, si resta incollati alle pagine seguendo le varie avventure delle Regine, ma anche di chi sta loro attorno, scoprendo di più riguardo i piani che ruotano attorno al trono e cosa si è disposti a fare per potercisi avvicinare.
Un finale incredibile che tiene la porta aperta per l'ultimo capitolo, ma senza anticipare niente di niente (uscito da pochissimo, dovremo aspettare un po' ma ne varrà la pena).
La curiosità sarà difficile da tenere a bada.

Esce oggi: non aspettate!
Una trilogia da leggere (e che non vedo l'ora di sapere come finisce).

mercoledì 26 settembre 2018

Anche con queste favole si resta abbastanza increduli, poiché ci si sente sballottati: sono belle e danno potere a questa cultura, permettendone la continua esistenza attraverso queste storie con morali corrette; eppure sostengono qualcosa che non è una società normale, ma resta criminale (come loro stessi si definiscono)... Insomma: bel casino![Continua sul blog] . In breve? Una bella raccolta di favole! 😊 . #FavoleFuorilegge #NicolaiLilin #Einaudi #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Favole Fuorilegge, di Nicolai Lilin


Da sempre in Siberia i destini dei grandi imperi si sono intrecciati a quelli degli uomini, componendo un unico tessuto narrativo alla base di molte leggende. Ma la Siberia, nei racconti dei vecchi, è soprattutto un luogo mitico: terra di liberi cacciatori, allevatori e nomadi, fuorilegge e briganti, anarchici per eccellenza, che ripudiano qualsiasi forma di potere che tenda a incatenare l'uomo.

Dalle fiabe siberiane di Lilin emerge un mondo raccontato al contrario, dove i concetti di bene e male perdono le loro connotazioni abituali per acquistarne di nuove. Dove un vecchio lupo può insegnare il senso del concetto di dignità. Dove l'immagine di una madonna siberiana può parlare a un oppresso e convincerlo ad uccidere gli oppressori. Dove una bella ragazza, per non sposare un vecchio e ricco mercante, può scegliere di diventare una brigantessa. Il potere è rappresentato come un sistema corrotto che impone leggi vessatorie. Ricchi mercanti e i loro eserciti privati, emissari dello zar, preti con vizi inimmaginabili si scontrano con i cacciatori e i fuorilegge che vivono nel rispetto delle leggi di Dio e in armonia con la natura, lottando contro la prepotenza dei tiranni. E nella loro lotta sono aiutati da Dio, dai santi della religione cristiana, dagli dei pagani e dalle creature magiche dei boschi. Sullo sfondo di questa infinita e variopinta processione umana si stende un luogo immenso, dominato da una natura primordiale, pura e dura, che lascia nelle anime delle persone un segno profondo, a volte paragonabile a una ferita. Una ferita indelebile come quella dei tatuaggi che i siberiani praticano da sempre.            

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Dopo aver letto la Trilogia Siberiana, Lilin mi ispirava parecchio. Alcuni titoli infatti li ho tenuti segnati per un po' di tempo prima di provare a prenderli, e questo è uno di quelli.
Le favole sono qualcosa di bello e particolare, che temo si sia perso nel tempo nella nostra cultura. Abbiamo i cartoni che mostrano alcune Favole, ma sono sempre versioni aggiustate e che mescolano varie culture. Sono favole da mondo riscritte principalmente.
Invece fra queste pagine abbiamo alcune delle Favole che si narrano ancora in Siberia.
Sono strane, lo devo ammettere, alcune fanno sorridere e tutte hanno insegnamenti "siberiani"; se avete letto altro dell'autore, si percepisce che sono mirate alla cultura criminale onesta.
Eh si, perché c'è molta differenza con i criminali disonesti. Loro rubano, non seguono le regole e/o le tradizioni, attirando su di se la giustizia (spesso che corrisponde alla morte).

C'è tanto contatto con la natura. Molti degli spiriti di cui si parla vivono nei boschi o nei fiumi.
Amba, lo spirito della taiga con le sembianze di una vecchia tigre; o Veres, padrone dell'acqua, per esempio. Vengono anche spiegati alcuni nomi animali e la storia che ne ha dato loro inizio (picchio, ratto, e così via) .
A volte non è solo il rispettare le leggi che porta i protagonisti alla salvezza (e i cattivi alla loro giusta punizione), ma c'è anche l'intelligenza e la scaltrezza.

E' stata una lettura interessante e piacevole, scoprire quanto la cultura criminale sia intrecciata nella società da crearne favole con sempre morali positive, alla fin fine. Molte sono crude (c'è quasi sempre almeno un morto di mezzo), eppure c'è sempre una morale per spingere a comportarsi bene.
A non essere egoisti, crudeli, superbi,...

Difficile (anche dopo aver letto "Trilogia Siberiana") capacitarsi di quanto quella mentalità criminale potesse essere così importante e vista come la cosa più giusta da fare (Certo, a confronto con altri esempi, risultano decisamente migliori, avendo una "morale" davvero solida alla base per impedire parecchie cose deplorevoli).
Anche con queste favole si resta abbastanza increduli, poiché ci si sente sballottati: sono belle e danno potere a questa cultura, permettendone la continua esistenza attraverso queste storie con morali corrette; eppure sostengono qualcosa che non è una società normale, ma resta criminale (come loro stessi si definiscono)...
Insomma: bel casino!

Ma dilemmi a parte, resta una raccolta davvero piacevole da leggere. Arricchita con disegni dell'autore (è anche tatuatore per chi non lo sapesse), a cui però non sono certa corrispondano ad ogni favola. Ma non conoscendo i significati dei tatuaggi siberiani non posso dirlo (hanno un loro metodo di lettura, in base alla storia che vuoi raccontare il tatuatore crea qualcosa che lo dica senza bisogno di parole, così la tua pelle parla per te).
Fateci un pensiero!

martedì 25 settembre 2018

The Langoliers, di Stephen King #TheLangoliers #StephenKing #King #bookblogger #book #leggere #reading #bookblog #read #viaggiatricepigra


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Nelly è stata davvero una donna coraggiosa! Si è decisa a fare questa inchiesta senza battere ciglio, dopo che il suo direttore gli chiese se avesse voluto provare. La cosa pazzesca è che nemmeno lei credeva alle storie che circolavano su questo manicomio, credendo ad esagerazioni e volendo andare per smascherare il tutto come bugie. La sua preoccupazione maggiore era farsi internare. Ci mise qualche giorno, ma funzionò ed una volta dentro quel macchinario, non aveva modo di uscirne senza aiuto esterno. Lo capì in fretta e persino lei pregò che tutto funzionasse per tirarla fuori da quell'inferno... [Continua sul blog] . . Adoro questo genere di storie, dove la gente si mette in prima linea per cambiare la situazione, anche a costo della propria salute o vita. Personaggi davvero coraggiosi e che dovrebbero essere d'esempio per tutti. . #DieciGiorniInManicomio #NellirBly #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


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Opinione: Dieci Giorni In Manicomio, di Nellie Bly


Nel 1887, la reporter Nellie Bly, fingendosi una rifugiata afflitta da paranoia, si fece rinchiudere nel manicomio dell'isola Blackwell, allo scopo di scoprire le condizioni di vita delle donne ricoverate. "Battevo i denti e tremavo, il corpo livido per il freddo che attanagliava le mie membra. All'improvviso, tre secchi di acqua gelida mi furono versati sulla testa, tanto che ne ebbi gli occhi, la bocca e le narici invase. Quando, scossa da tremiti incontrollabili, pensavo che sarei affogata, mi trascinarono fuori dalla vasca. Fu in quel momento che mi sentii realmente prossima alla follia".
Nel suo reportage, Nellie Bly racconta i soprusi e le violenze che le pazienti subivano per opera di crudeli infermiere e medici poco capaci.            

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Non ricordo più bene dove l'ho visto la prima volta, ma sono subito corsa a cercarlo e per un po' l'ho "tampinato", finché non me lo sono preso. Ha aspettato un pochino sulla libreria, ma quando l'ho iniziato in poche ore l'ho chiuso, gustandomi ogni pagina che mi ha fatto sentire avvolta in quell'epoca.

Nelly è stata davvero una donna coraggiosa! Si è decisa a fare questa inchiesta senza battere ciglio, dopo che il suo direttore gli chiese se avesse voluto provare.
La cosa pazzesca è che nemmeno lei credeva alle storie che circolavano su questo manicomio, credendo ad esagerazioni e volendo andare per smascherare il tutto come bugie. La sua preoccupazione maggiore era farsi internare. Ci mise qualche giorno, ma funzionò ed una volta dentro quel macchinario, non aveva modo di uscirne senza aiuto esterno.
Lo capì in fretta e persino lei pregò che tutto funzionasse per tirarla fuori da quell'inferno.

Durante le pagine Nellie ci parla di chi le ha rivolto affetto, anche se pochi le sono rimasti bene in mente e li ha ringraziati (a posteri; pensando che se qualcuno in reale difficoltà di fosse imbattuto in loro, sarebbe stato fortunato).
Ciò all'inizio del suo percorso, che da una casa di alloggio temporaneo finisce in tribunale, per essere passata all'Ospedale Bellevue ed infine Istituto di Igiene Mentale sull'isola di Blackwell.
Mano a mano che il percorso avanza si renderà conto che nessuno la ascolta più e che c'è qualcosa di davvero strano nei modi in cui il personale ed i medici si prendono "cura" delle pazienti.

Quanto arriva sull'isola lei decide di smettere di fingere, ma non cambia niente. Tanto per loro è pazza e non la ascoltano. Conoscerà diverse donne, alcune malate (ma non pericolose) ed altre messe lì da amici o parenti che (probabilmente) non le volevano più intorno. Alcune non sanno nemmeno dove sono finite. E la situazione umana cambia sempre in peggio.
All'Ospedale c'era solo un'infermiera che ogni tanto passava del cibo più commestibile o qualche scialle per non far congelare le pazienti. Una volta in manicomio, nessuna empatia: diventano divertimento per certe aguzzine che si divertono a torturarle in molti modi, sapendo che i dottori non ascoltano niente e che qualunque cosa possano dire, torneranno da loro, nelle loro grinfie a pagare.
Ed è una delle sezioni migliori! Quella delle vere malate di mente, più pericolose, è un girone infernale per come descritto.

Donne incompetenti che non sanno nemmeno leggere un termometro, messe a guardia di creature fragili, sperdute e sanissime di mente, per cui quel posto rappresenterà l'arrivo inevitabile alla follia. Donne crudeli che approfittano del potere per imporre trattamenti disumani (pestaggi, vestiti inesistenti per le prigioniere, niente riscaldamento, condizioni igieniche inesistenti per i bagni comuni nella stessa vasca e un solo asciugamano per tutti, pasti allungati, immangiabili ed insapori,...).
Per non parlare dei medici che non vedevano mai niente e che non sapevano distinguere un donna sana da una malata.

Nellie ne esce dopo i 10 giorni stabiliti (grazie al suo capo) sentendosi felice ed in colpa, poiché sa cosa passeranno le altre sue compagne ancora lì dentro. Così riporta tutto sul giornale e poi anche in tribunale, portando sul posto la giuria e notando quanto il tutto sia "magicamente" cambiato dalla sua visita.
Grazie a lei le cose cambiarono davvero.

Si, ho descritto a grandi linee la storia, ma è quello che ci si immagina già, poiché si ha una vaga idea di come fossero quei posti. E fidatevi, non ci sono spoiler, se lo leggerete troverete molto molto di più per capire cosa portò a termine questa donna e quanto fosse stata incosciente e forte ad affrontare tutto.

Una lettura bella in questo drammatico viaggio che però portò a migliorare le cose.
Uno stile lento ma appassionante, racconta attraverso gli episodi più significativi cosa successe in quel breve periodo (dalla richiesta del direttore, fino all'uscita dal manicomio e la fine di tutto in tribunale).
Ne consiglio la lettura a tutti, perché cose del genere devono continuare ad essere conosciute e trasmesse, per non dimenticare mai e non tornarci mai!

lunedì 24 settembre 2018

Uno di quei titoli che "devono" essere letti. Che senti citati un po' ovunque, che la gente consiglia, che ti incuriosiscono per l'alone di mistero che li accompagna (insieme alla "brutta" reputazione). A sentirne parlare c'è chi lo trova squallido, chi lo adora, a chi ha cambiato la vita,...io? Non so bene cosa mi abbia lasciato, però posso capire benissimo la potenza di questo tema, che dovrebbe essere ritenuto banale, possa trasmettere (purtroppo ancora oggi 2018). [Continua sul Blog] . . Lo avete letto? E cosa vi ha lasciato? 😊 . Altrimenti approfittate del #GdLDonneDaLeggere, con cui lo si leggerà in gruppo (tutti i dettagli sul profilo della sua creatrice: @julietsinwonderland) . . #IMonologhiDellaVagina #EveEnsler #oursharedshelf #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: I Monologhi della Vagina, di Eve Ensler



Nel 1998 Eve Ensler ha portato in scena I monologhi della vagina, uno spettacolo tratto dalle numerose interviste con donne di ogni età, razza, religione e classe sociale. Questo spettacolo è diventato un libro che ha rivoluzionato il mondo femminile. Con humour trasgressivo, in queste pagine è la vagina a prendere la parola per raccontare e raccontarsi attraverso monologhi seri, divertiti, fantasiosi o drammatici: dall’anziana signora che a settant’anni scopre l’orgasmo multiplo in una vasca da bagno, passando per ragazze curiose, professioniste del piacere e severe manager in tailleur.            

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Uno di quei titoli che "devono" essere letti. Che senti citati un po' ovunque, che la gente consiglia, che ti incuriosiscono per l'alone di mistero che li accompagna (insieme alla "brutta" reputazione).
A sentirne parlare c'è chi lo trova squallido, chi lo adora, a chi ha cambiato la vita,...io? Non so bene cosa mi abbia lasciato, però posso capire benissimo la potenza di questo tema, che dovrebbe essere ritenuto banale, possa trasmettere (purtroppo ancora oggi 2018).

Anni di interviste, domande, taboo,...riprodotti in teatro e poi in questo libricino di 127 paginette.
Eppure ne abbiamo ancora bisogno. Fa riflettere quanto sia triste che sia così.
Un libro nato nel 1998 ma che scava indietro nel tempo, nelle vite di tantissime donne e nelle loro mutande, riportando le loro parole oppure mescolando più storie insieme per dire qualcosa.
Spesso un senso di potere. Spesso un disagio costante. A volte persino violenza.

Inizia tutto con "Vagina".
L'autrice ci racconta com'è nato tutto questo, anche dal semplice poter chiamare col proprio nome questa parte del corpo femminile.
Vagina non è una parolaccia, eppure non va detta. Provoca imbarazzo, occhiate, persino disgusto.
E parlo anche di donne che proprio non la accettano, nonostante faccia parte di loro.

E' una lettura provocatoria per certi punti, che ti mette a confronto con LEI. L'innominabile!
Che esiste, ma devi far finta che non sia così. Che devi nascondere, devi proteggere, devi quasi vergognarti di avere.

In alcuni racconti si parla di donne che la accettano, che la scoprono, che sono felici e smettono di vedere la Vagina (e/o la sessualità legata a lei) come qualcosa di "incorporeo". Perché spesso, inconsciamente, non pensiamo che esista. Chi senza pensarci perché è una parte di sé con cui non ha problemi e ci vive benissimo; chi non arrivando mai nemmeno a guardarla.
Esatto, perché ci sono anche loro.
La società non ci vuole libere totalmente e in alcuni racconti viene messo in chiaro, con storie a volte banali ma raccapriccianti per pensieri da medioevo.
Un padre che rifiuta di parlare alla figlia (piccola) perché pensa che sia stata stuprata, come se fosse colpa sua!
Una donna che, messa in ridicolo da un uomo, si vergogna a tal punto di essersi eccitata e bagnata per lui, da costringersi a non provarlo più.
Per accennare una pratica atroce e barbara, che continua imperterrita: la mutilazione vaginale.

Io penso di esserne stata delusa per le poche storie che racconta. Avrei voluto di più! Sentire molte più voci, molte più esperienze, molti più sfoghi,...perché ci sono!
Lo dice anche l'autrice che costantemente, ad ogni spettacolo, tantissime donne vengono da lei per parlare, per sfogarsi, per raccontare ed essere ascoltate.

Almeno una volta nella vita ci siamo vergognate tutte della nostra Vagina.
C'è chi ha alzato la testa e preso coscienza del proprio corpo smettendo di provare vergogna e chi non ci riesce.
Siamo tutte donne e a volte siamo le peggiori nemiche di noi stesse quando nascondiamo ciò che siamo perché "non si dice".

Una lettura per TUTTI, per far imparare a chiunque quanto sia importante questa parte femminile e che nessuno debba più nasconderla.
Uno dei racconti che mi ha fatto sorridere di cuore infatti parla di una donna che non sopportava la sua Vagina ed è stato un uomo a farle imparare ad amarla, mostrandole quanto fosse bella.

Penso che vada letto e che si provi a capirlo, per poter arrivare non solo a pronunciare quel termine così osceno "Vagina", ma anche a rispettare chi la ospita nel proprio corpo come essere umano che deve liberarsi di certi taboo e violenze che di "umano" non hanno proprio niente.

domenica 16 settembre 2018

venerdì 14 settembre 2018

Visto che vivo di bigliettini, post IT, memo, (sopratutto su cell)....perché non metterlo pure qui! Con la doppia utilità di farvi scoprire dei GdL a cui spero partecipiate 😉 . . Per Settembre abbiamo: - Il Blu È Un Colore Caldo Gruppo di @madamepalomar per la sua idea #ReteControLaPaura . . - Nel Segno Della Pecora Gruppo di @fuzzy_88 per il suo #GdLFuzzyland . . Da settembre ad ottobre: - Duma Key Gruppo di @clarissaquestionedilibri per scoprire i libri del Re (quelli che ci mancano e riletture, parlando per noi due che lo adoriamo 😁) attraverso il suo #GdLKing . . Da metà mese: - L'Educazione Gruppo di @julietsinwonderland per il suo #GdLDonneDaLeggere Inizierà domani e finirà a metà Ottobre . . Ovviamente per tutti i dettagli andate sui vari profili, dove vi spiegano come funziona e/o com'è nata l'idea di questi GdL. Se riesco li metto anche nelle stories, con trame e dettagli. . . Per ora non ne seguo altri (anche perché fra altre letture in arretrato, spero di leggerli tutti, ma non so 😅) Spero partecipiate tanti! . Condividete (dai profili delle ideatrici) se vi incuriosiscono: più si è, più queste idee vincono! 😉 . #IlBluÈUnColoreCaldo #JulieMaroh #NelSegnoDellaPecora #Murakami #DumaKey #StephenKing #King #LEducazione #TaraWestover #GdL #leggere #daleggere #letturedigruppo #gruppodilettura #gruppidilettura #viaggiatricepigra


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giovedì 13 settembre 2018

Quarta tappa per parlarvi della nuova ristampa di cinque racconti del Re 😉 Seguite l'hashtag #RaccontiDaUrloInAutunno per trovare gli altri Blogger che da lunedì ve ne stanno parlando 😊 . Oggi la mia opinione su questo romanzo (più che racconto): "Altro che "racconto" sono ben 322 pagine che ci portano in un'avventura imprevedibile, strana ed allucinante. King è un maestro, ormai lo so, eppure mi sorprende sempre con le sue storie di cui non si sa mai quale sarà la fine e quali mostri incontreremo lungo la strada, ma una certezza, il lato umano sarà sempre e comunque il mostro più inquietante, che ci terrà sulle spine ogni singola volta." . #TheLangoliers #StephenKing #King #sperlingkupfer #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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#RaccontiDaUrloInAutunno: The Langoliers, di Stephen King

Benvenuti in questa quarta tappa dedicata alle nuove ristampe di cinque racconti di Stephen King.
A me è arrivato a sorpresa "The Langoliers", prima di parlarvene vediamo i dettagli e la trama:




Titolo: The langoliers
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pickwick
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 settembre 2018
Pagine: 320 p., Brossura
Prezzo: 11€
EAN: 9788868364625






Immagina di vivere nel tuo incubo peggiore. E che non ci sia nessuna via di fuga.

Sul volo notturno Los Angeles-Boston la giovane Dinah si sveglia all'improvviso, assalita dalla paura: è cieca, ma sa che è successo qualcosa di orribile sull'aereo. Intorno a lei, infatti, sono spariti quasi tutti. Solo coloro che stavano dormendo - undici passeggeri tra cui un pilota fuori servizio, uno scrittore di gialli, un inglese, un'insegnante e un delirante uomo d'affari - sono sopravvissuti. Ma l'atterraggio di emergenza in un aeroporto misteriosamente vuoto farà loro desiderare di non essersi salvati. Perché qualcosa li stava aspettando. Un racconto tratto da «Quattro dopo mezzanotte».            

*    *    *    *    *
 
Altro che "racconto" sono ben 322 pagine che ci portano in un'avventura imprevedibile, strana ed allucinante. King è un maestro, ormai lo so, eppure mi sorprende sempre con le sue storie di cui non si sa mai quale sarà la fine e quali mostri incontreremo lungo la strada, ma una certezza, il lato umano sarà sempre e comunque il mostro più inquietante, che ci terrà sulle spine ogni singola volta.
 
Il romanzo ha molte voci che si uniranno per mostrare più prospettive durante la lettura. Inizieremo dal pilota Brian Engle, che è appena atterrato a Los Angeles e lo attende una brutta notizia: la sua ex moglie è morta. Sconvolto ad quell'improvvisa "novità", si mette subito in volo su un altro aereo (questa volta come passeggero) per poter andare a Boston "da lei". Stremato per il turno appena finito, si addormenta subito. E non sarà l'unico su quel volo.
 
Dopo un po' dalla partenza Dinah, una ragazzina cieca, si sveglia e scopre di non aver più la zia accanto a sé. La razionalità le dice che non c'è niente di cui preoccuparsi e cerca di trovare risposte sensate, eppure dentro di se sente che qualcosa non va su quel volo. Sarà lei la prima a dare l'allarme svegliando gli altri passeggeri, facendo scoprire a tutti di trovarsi in un incubo.
Sono solo undici su quel volo. Ma come può essere possibile?
 
King riesce a rendere interessante e mettere ansia allo stesso tempo al lettore, presentando questa improvvisa realtà dei fatti, che diventa sempre più allarmante, mano a mano che i protagonisti si rendono conto di cosa sta accadendo. Li conosceremo meglio e scopriremo le varie personalità.
Oltre al pilota Brian c'è Albert, un giovane dal talento musicale per il violino; Laurel, una giovane donna che vuole cambiare vita; Nick, un personaggio carismatico che prende subito le redini della situazione; Robert, uno scrittore di gialli che userà la sua mente acuta per aiutare il gruppo proponendo teorie a volte azzardate, ma spesso giuste; Craig, un uomo d'affari prepotente; e poi Don, Rudy, Bethany ed un passeggero senza nome.
 
Persone qualunque che si trovano improvvisamente sole ed in una situazione da fantascienza: le uniche a bordo di un aereo ancora in volo, ma il resto dei passeggeri? E l'equipaggio?
Non sarà solo questa l'unica stranezza poiché avendo Brian, un pilota, a bordo, possono facilmente riprendere il controllo e tornare a terra, ma non è così facile come previsto.
E nonostante ci riescano, si trovano a dover affrontare qualcosa di strano, che nemmeno loro capiscono appieno, ma si farà presente sempre di più la sensazione di "sbagliato" e che devono andarsene da quel posto. Ma per andare dove?
 
Domande su domande si affollano nella mente del lettore mentre scorre le pagine e si trova intrappolato insieme a queste persone, cercando di capire cosa si nasconda dietro questo mistero e come possano uscirne vivi. Sempre se ci riescono. Spulciando fra le varie opinioni che verranno formulate, provando a trovare risposte che non ci sono, girando pagina dopo pagina, cercando di capirne di più ma non riuscendoci.
 
Un racconto che mi ha tenuto incollata alle pagine, divorandolo in un pomeriggio per scoprire come stavano le cose e come sarebbe finita la storia di queste persone. Un romanzo non da incubi (per mia opinione), che propone diverse paure al lettore, alcune decisamente improbabili, anche se queste popolano i nostri inconsci e King le risveglia portandoci a viverle insieme a queste persone, mescolandole insieme a sensazioni più reali che sperimentiamo nel quotidiano, dando forza a questa storia.
 
Perde un po' verso il finale purtroppo, tutta la tensione fino a quel momento non riesce a tenersi così alta ed alcuni frammenti risultano prevedibili. Non per questo però perde così tanti punti, ai miei occhi. La trama è davvero ardua da scrivere con tanta bravura, riuscendo a mantenere così tanti elementi in gioco. Ma se King è il Re c'è un motivo!
 
Per ora l'unico volume dei cinque pubblicati di questa (mini) ristampa che ho letto (eh già, le raccolte di King mancano alla mia lettura ed anche alla mia libreria) e ringrazio la Sperling per l'occasione di avere in anteprima questo romanzo, anche se non inedito, ma con una veste grafica davvero bella e che fa desiderare di averli tutti!
 
Spero abbiate letto e scoperto gli altri volumi che vi sono stati presentati nei giorni scorsi:
The Body - Everpop
The Sun Dog - Diario di una Dipendenza
The Mist - Rosy Milicia
  
 Domani trovate
 


Da vedere! Forte, crudo, e nella sua sconcertante sincerità bello, perché si sente la verità dietro tutto ciò. Una verità che senza dubbio fa male e che si è guadagnata con tanta lotta, coraggio e il non arrendersi mai da parte della famiglia di Stefano. . E pensare che ci sono voluti quasi 10 anni per arrivare a ciò...e che c'è chi ancora difende gli infidendibili! (Per non parlare degli attacchi ad Ilaria) Davvero vergognoso. . No. Non è un film di parte. Ci si pone domande e ci si chiede se avendo fatto un gesto diverso le cose sarebbero potute andare in modo differente. . Stefano è un giovane che spesso appare strafottente, eppure lentamente capiremo che dietro tutto ciò c'è una grande paura e il timore che tacendo certe cose, tutto andrà per il meglio. Era un drogato? Si. Stefano non era innocente, ma nessuno MAI dovrebbe essere pestato a sangue da chi indossa la divisa e morirne. Niente può giustificare ciò. . Durante la visione si viene messi anche a confronto con il lavoro delle forze dell'ordine. Alcuni umani e bravi nel loro lavoro, altri più bruschi ma comportamento capibile in certe situazioni (e nei limiti del normale), mentre altri...criminali è l'unico termine per definirli. . Per non parlare dei vari cavilli legali, a volte percepiti come "dispetti" (Cucchi chiede dal primo giorno di parlare con l'avvocato, ma nessuno lo farà mai. Si troverà uno d'ufficio all'udienza che poi non rivedrà mai più, mai chiamato nonostante lui lo chiedesse spesso). Oltre le difficoltà dei genitori e la sorella per riuscire a vederlo o almeno sapere qualcosa. Qualsiasi cosa. [Continua]


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venerdì 7 settembre 2018

"Lo stavo tenendo d'occhio da un po' di tempo. La trama è magnetica! Prospetta un thriller nuovo, interessante ed inquietante. Così sembrava...e così è stato, per mia grande soddisfazione! Ringrazio la Newton per avermelo fatto leggere, perché me ne sono innamorata." Continua sul blog, se volete saperne di più. Ma in breve? ➡LEGGETELO!⬅ #NonSvegliarti #LizLawler #newtoncompton #newtoncomptoneditori #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Non Svegliarti, di Liz Lawler


La cosa peggiore non è ciò che ti è accaduto. È che nessuno ti crede.
Quando Alex Taylor apre gli occhi, è distesa su un tavolo operatorio. Deve avere avuto un incidente, per questo non ricorda nulla. Ma è un medico, lavora in un ospedale, e sicuramente a breve i suoi colleghi la aiuteranno a ricostruire cosa è successo. C'è solo un problema… La persona che le sta di fronte non è un medico. E la scelta che la obbliga a compiere è indicibile. Poi Alex si risveglia. È molto confusa e non ha idea di come possa essersi salvata. Non appena i primi ricordi dell'esperienza traumatica riappaiono, nessuno è disposto a crederle. Le dicono che ha immaginato tutto, che è stato solo un brutto incubo. Emarginata dai colleghi, dalla famiglia e dal partner, Alex sta per cedere definitivamente all'idea di essere diventata pazza… ma poi incontra un'altra vittima.        

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Lo stavo tenendo d'occhio da un po' di tempo. La trama è magnetica! Prospetta un thriller nuovo, interessante ed inquietante. Così sembrava...e così è stato, per mia grande soddisfazione!
Ringrazio la Newton per avermelo fatto leggere, perché me ne sono innamorata.

Il primo capitolo lascia col cuore in gola. Davvero un introduzione fantastica che lascia a bocca aperta il lettore, sconvolto da cosa sta accadendo alla protagonista.
Alex è una giovane donna davvero in gamba. E' un medico molto promettente, una donna sveglia, intelligente, una brava amica, una fidanzata che sta per realizzare un altro passo insieme al suo fidanzato,... Ma quando apre gli occhi non si capacita di cosa le stia accadendo.
Ricorda che era uscita dall'ospedale pronta per una serata romantica con fidanzato, ma si trova sdraiata sotto una forte luce, immobilizzata.
La sua mente arriva presto ad una conclusione, fermando il panico crescente e permettendole di analizzare l'ambiente circostante ed i rumori intorno a lei, riconoscendo un luogo familiare: una sala operatoria.
Ma come c'è finita?

Passano ore e al Pronto Soccorso arriva la chiamata che tanti aspettavano: hanno ritrovato la dottoressa Taylor. Sotto shock, viene visitata dai colleghi e sistemata in una camera, ma lei quando riprende conoscenza si rende conto che nessuno ha capito la gravità della sua situazione.
I nervi le cedono e questo sarà un punto dolente quando racconterà cosa le è accaduto in quelle ore in cui la credevano scomparsa. Fra le mani di un medico, totalmente in sua balia, non sa cosa le abbia potuto fare viste le cose che le aveva premesso e ciò che le aveva fatto dire.

Eppure questa è solo la prima parte del trauma poiché nessuno sembra crederle. Non avendo prove fisiche, tutti pensano subito che questa storia così assurda non possa che essere dovuta ad un trauma al cervello. Alex si trova sola a dover combattere questa battaglia, cercando di non perdere se stessa durante questo percorso contro tutti.

Ad affiancare lei nella narrazione avremo due poliziotti molto diversi fra loro.
Laura, una donna che vuole fare carriera a tutti i costi, un'arrivista che fin dalle prime pagine in cui compare farà capire esattamente cosa pensa: lei non crede ad una sola parola di Alex. Si mette addirittura a riderle in faccia quando racconta la sua vicenda.
Fredda, fin troppo professionale e fissata a chiudere quella storia, per bollare Alex come bugiarda ed andare avanti, al prossimo caso facile da chiudere per avanzare di grado.
Anche per dare contro a Greg, il suo superiore, che quando incontra Alex per la prima volta ed ascolta la sua storia, le crede e spinge un po' più per indagare su quella vicenda.
Due personalità diverse alle prese con lo stesso caso, ma con obiettivi quasi opposti. Sarà interessante vedere come proseguiranno le indagini, seguendo ragionamenti diversi.

Avendo voce principale Alex, empatizzeremo molto con lei. Razionalmente avremo qualche perplessità, ma ci troveremo così coinvolti nel suo dramma personale da chiederci come mai nessuno le vuole credere e non la sostenga un po' in ciò che le capita.
Eppure andando avanti nella storia, ci troveremo sballottati fra varie ipotesi, perché arriveranno coincidenze troppo assurde per credere che Alex non ne sia coinvolta. Troppe volte lei è al centro della situazione o del crimine. E' davvero una vittima? Sta immaginando tutto? O peggio?!

Liz Lawler è davvero brava nel mescolare le indagini alla fragilità psicologica (e sociale) in cui si trova Alex. Da un giorno all'altro nessuno vuole credere a ciò che dice di aver subito e pensano che sia solo esaurita. Amici, colleghi, persino il fidanzato. E come si possono portare avanti i rapporti se ciò che hai subito viene ritenuto una sciocchezza della tua mente? Se la tua parola non conta nulla?

Questa parte del romanzo è davvero quella più pesante da leggere, perché è un tema davvero delicato e che viene affrontato spesso: donne che non vengono credute o viene minimizzato ciò che hanno passato (che sia dalla violenza sessuale, alla molestia, ad altre cose anche "banali").
L'impotenza che porta alla fragilità e alla solitudine. Ciò non toglie che Alex si dimostri una donna coraggiosa e tosta, oltre i momenti di crollo che, giustamente, l'accompagnano spesso.

Una lettura che si divora, con un ritmo rapido che evidenzia sempre di più la domanda centrale che si farà strada anche in noi: è successo davvero?
Il finale rende tutto perfetto, chiudendo la narrazione dando le risposte che cercavamo e scoprendo la verità dietro a tutta la faccenda.
Semplicemente, da leggere!

mercoledì 5 settembre 2018

Seconda tappa del Review Party dedicato a questo primo volume della saga "Becoming Luciel" sul blog 😉 . "Ammetto che sono stata piacevolmente sorpresa dalla varietà di dettagli aggiunti dall'autrice per dare corpo a questo primo romanzo [...] riesce a risultare originale creando una storia interessante, mescolando diverse tipologie di mito e fantasy, unendo parecchi colpi di scena, alcuni più prevedibili di altri, che però tengono il lettore col fiato sospeso fino alla fine." . #TheChosenOnes #BecomingLuciel #CaitlynCoral #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Review Party: The Chosen Ones (Becoming Luciel 1), di Caitlyn Coral

 
Benvenuti in questa seconda tappa del Review Party dedicato a "The Chosen Ones";
'festa' che andrà avanti ancora per un po' a parlarvi di questo romanzo, uscito da qualche mese e di cui ora vediamo i dettagli e la trama:





Titolo: The Chosen Ones
Autrice: Caitlyn Coral
Data pubblicazione: 23 Maggio 2018
Editore: Genesis Publishing
Serie: Becoming Luciel
Genere: Urban Fantasy/YA








Trama:
«Tu non sei un eroe, Adam. Tu sei quello troppo intelligente per finire nei casini, anche quando i casini vengono da te.»
Il ragazzo annuì, desiderando di nuovo di poter vuotare il sacco e urlare che, solo per una volta, il casino non poteva essere evitato nemmeno da lui, che gli era esploso in faccia e stava ancora raccogliendo pezzi di un puzzle che si rimescolava un giorno sì e l’altro pure, aumentando di volume ogni volta.

La vita di Adam Finch non potrebbe andare peggio: la scelta del college è alle porte, ha appena troncato l'amicizia con il suo migliore amico e, come se tutto ciò non bastasse, iniziare a soffrire di sonnambulismo è la ciliegina sulla torta. L'ultima cosa che Adam desidera è essere additato come il pazzo della piccola cittadina in cui vive, ma niente riesce a impedirgli di lasciare la sua camera e vagabondare di notte. Quando i suoi sogni si fanno più strani e dei lividi iniziano a comparire sul suo corpo, gli stessi che crede di aver ottenuto in sogno, è facile cadere nel panico. Lo è ancora di più quando Nina, una ragazza nella sua classe di Spagnolo, gli rivela di avere il suo stesso problema e che nulla di quella malattia è casuale. Tra incubi terribili, poteri sovrannaturali e il rischio di morire sul serio, Adam dovrà affrontare ciò che uno come lui non ha speranze di superare: una battaglia, la Battaglia degli Eletti.

*  ^  *  ^  *  ^  *
 
Ammetto che sono stata piacevolmente sorpresa dalla varietà di dettagli aggiunti dall'autrice per dare corpo a questo primo romanzo della serie "Becoming Luciel", perché può apparire una storia quasi banale o già sentita (protagonisti timidi, strani ed emarginati, qualcosa di sovrannaturale che li coinvolge stravolgendo la loro vita, bla bla bla), ma riesce a risultare originale creando una storia interessante, mescolando diverse tipologie di mito e fantasy, unendo parecchi colpi di scena, alcuni più prevedibili di altri, che però tengono il lettore col fiato sospeso fino alla fine.

Il protagonista, e voce narrante, è Adam. Un personaggio che potremo dire "prevedibile" in uno YA: piuttosto timido, riservato, belloccio,... A cui iniziano a capitare delle stranezze, infatti ogni notte durante il sogno esce di casa e spesso si sveglia per le strade della sua cittadina, a volte nei pressi di un bosco. Inizialmente senza preavviso, ma andando avanti nel tempo, dei sogni strani lo accompagneranno in questo "vagare" ancora senza senso.
Non è il solo, poiché scopre che anche ad una ragazza che frequenta la sua scuola succede lo stesso fenomeno; e Nina ne sa più di lui convincendolo a parlarne, per affrontare insieme questa "cosa" che sta capitando loro.

Come chiunque al suo posto, Adam non vuole credere alle spiegazioni che Nina ha trovato per dare un senso a ciò che accade loro, eppure non ha scelta. Senza contare che in brevissimo tempo questi sogni cambiano e li portano entrambi a capire che c'è in ballo molto più di quanto avessero mai potuto immaginare; infatti si trovano ad avere a che fare con una battaglia che deciderà i vincitori fra una scelta di Eletti.
Ed il premio? Beh, non ve lo rivelerò, merita di essere scoperto, insieme alle spiegazioni riguardo tutto ciò che sta accadendo.

I personaggi che appaiono non sono così stereotipati come appare ad una prima occhiata. Ok, qualcosa c'è che li rende "già letti", ma riusciremo comunque ad entrare in empatia con loro e metterci nelle loro scarpe, chiedendoci cosa avremmo fatto noi al loro posto.
Ci saranno anche altre figure che appariranno durante la narrazione e mi hanno colpito per la fantasia con cui sono presentati e poi descritti anche caratterialmente (con alcuni infatti avremo a che fare a lungo, conoscendoli meglio).
Come trama, direi originale ed abbastanza imprevedibile tranne qualche dettaglio, ma ho letto di peggio; ad alcuni dettagli arriveremo prima di Adam (o Nina), ma pazienza, non stona con la lettura e non la rende noiosa.

Una lettura davvero piacevole. Il testo scorre rapido ed il susseguirsi di colpi di scena e/o avventure rendono ancora più veloce e leggera la storia da leggere.
Personalmente ho faticato un po' verso la conclusione (diciamo dopo due terzi di romanzo), perché facevo fatica a distinguere alcuni nomi e quindi dovevo fare mente locale per differenziarli, cercando di capire di chi si stava parlando e ricordando cosa aveva fatto quel personaggio in particolare.
Ma mi capita spesso, quindi se avete una memoria "normale" direi che non dovete preoccuparvi.

L'unica pecca del finale è che voglio avere il seguito per scoprire cosa accadrà!
L'autrice chiude il tutto lasciando a bocca asciutta, curiosi di capire come potrebbe andare avanti la storia. Come dicevo inizialmente, mi ha piacevolmente sorpreso in positivo e spero di non perdermi il seguito, scoprendo cosa capiterà ancora...
Vi consiglio di segnarvelo e farci un pensiero (seriamente) sul leggerlo,
e se vi piace il genere, buttatevi, perché penso proprio che vi piacerà molto.

Non dimenticate di seguire tutte le tappe!

martedì 4 settembre 2018

Questa mattina vi parlo di una lettura che proprio non mi ha lasciato nulla. Una trama con un potenziale ottimo, sprecata; personaggi e situazioni stereotipate;....insomma, per me un no 🙅 Voi lo avete letto? Vi è piaciuto oppure no? (Guarderete la serie? 😉) . . "[...] vado a leggere la trama e mi conquista subito....peccato solo quella. Avevo già detto di Flynn L'Amore Bugiardo che ricordo appena, poiché non mi aveva lasciato nulla di ché come lettura. Però si da sempre un'altra occasione, visto che non era stato proprio un'oscenità mi sono buttata. Eh...invece mi sa che quest'autrice non fa proprio per me. " . #SullaPelle #SharpObjects #GillianFlynn #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Sharp objects, di Gillian Flynn

 
Otto anni dopo essere andata via da Wind Gap, la cittadina soffocante in cui è nata e cresciuta, Camille Preaker lascia Chicago per tornare in quel minuscolo avamposto cattolico del Missouri battista, luogo sperso nel nulla, dove la gente si illude di sapere come stare al mondo. È il giornale per cui lavora a spedirla laggiù, in seguito alla scomparsa della piccola Natalie Keene. Caso che somiglia a quello di un'altra bambina svanita nel nulla poco tempo prima, ricomparsa il giorno dopo nel letto di un torrente, strangolata. Aveva solo nove anni.Anche il cadavere di Natalie viene rinvenuto ben presto e la comunità di Wind Gap deve arrendersi all'evidenza: la mano che si è abbattuta con brutale meticolosità sulle due bambine è la stessa. A rivelarlo è un unico, macabro dettaglio. Con caparbietà, Camille porta avanti la propria indagine sfidando le rigide norme sociali di una cittadina bigotta e pettegola, ma soprattutto è costretta ad affrontare la madre, una donna fredda e manipolatrice, ammirata dai vicini e temuta dentro casa, da cui era fuggita ancora ragazza. L'inchiesta si gonfia come un fiume in piena e Camille non è più in grado di tenere a freno i ricordi e il male che contengono. Sofisticato thriller psicologico dal ritmo pulsante, il romanzo di Gillian Flynn indaga i risvolti oscuri delle relazioni tra sorelle, madri e figlie e mette in scena una figura femminile che attraversa l'inferno con occhi nuovi, sorprendente protagonista – così il Guardian – di "un viaggio indimenticabile, gelido e illuminante".            
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Questo volume me l'aveva consigliato un'amica, suggerendomi di guardare anche la SerieTv omonima uscita da poco.
(Piccola parentesi: questa è una ristampa, è uscito circa un 10 anni fa col titolo "Sulla Pelle"; ma vista la serie, capisco i motivi di questo nuovo lancio. )
Visto che lei conosce i miei gusti, vado a leggere la trama e mi conquista subito....peccato solo quella.

Avevo già detto di Flynn L'Amore Bugiardo che ricordo appena, poiché non mi aveva lasciato nulla di ché come lettura. Però si da sempre un'altra occasione, visto che non era stato proprio un'oscenità mi sono buttata. Eh...invece mi sa che quest'autrice non fa proprio per me.

La storia è raccontata sempre dal punto di vista di Camille, una giovane donna che scrive per un giornale non troppo popolare a Chicago. Scappata dalla sua città natale Wind Gap appena ne ha avuto la possibilità, vive una vita piuttosto normale, finché la scomparsa di una ragazzina (che ricorda a tutti un omicidio avvenuto un anno prima) non la riporta in quella piccola cittadina per indagare e procurare al suo capo qualche buon articolo.
Così si ritrova a dover tornare a casa dalla madre (che odia, presentandosi senza un minimo preavviso), il padrigno e la sorellastra che si era lasciati alle spalle. Capiremo presto perché tutto questo astio: la madre fredda, manipolatrice e insensibile verso le figlie che paragona sempre alla sua secondogenita, purtroppo morta da giovane; il padrigno distaccato con la quale è cresciuta e che non la considera nemmeno come una figlia, a malapena come un essere che vaga per la sua casa; la sorellastra dalla doppia faccia, dentro casa un piccolo angioletto e fuori dalle mura la ragazza più popolare, più stronza ed acida della scuola.

Inutile dire che ci staranno tutti e tre ampliamente antipatici fin dalla prima apparizione. Eppure restano quasi abbozzati, non si capisce bene cosa abbiano fatto o ricevuto per essere così come sono. Si, qualche dettaglio in più sulla madre e la "sorellina" lo avremo, ma sempre superficiale e a volte troppo forzato. Non sono credibili.
Non che Camille sia migliore! Mi spiace, ma quando si inizia a delineare la sua personalità e il suo passato, ci si chiederà quanto sia "normale" rispetto all'altra parte della famiglia.

Forse uno dei punti "al centro di tutto", non riuscito in questo caso (a mio parere) e ormai diventato cliché, è "la cittadina", ovvero un luogo dove tutti sanno tutto di tutti, sparlano allegramente, ma se sei l'oggetto delle critiche non lo saprai mai; dove l'ottusità delle forze dell'ordine la fa da padrona; dove questo luogo sembra incantato e felice, eppure abbonda di cattiveria (soprattutto fra i giovani...e gli adulti non vedono mai niente)...Noioso, noioso, noioso!
Sono cose sentite e lette mille volte, che se non vengono riproposte con una storia che regga fanno colare tutto a picco, e non si riesce nemmeno volendolo ad empatizzare con i vari personaggi.

L'autrice ha aggiunto alcuni dettagli "strappalacrime" alla storia della protagonista (sorella morta, madre fredda,...), ma neanche con questi espedienti riesce a darle spessore. L'ho detestata profondamente, un personaggio che poteva avere potenziale, come la storia, buttato via.

La narrazione è lentissima. Pagine e pagine di concetti per rafforzare lo stereotipo "cittadina", che si potevano evitare. Scene di "sorellanza" assurde, dove non si capisce chi sia la persona matura fra le due. Una madre manipolatrice che tiene in mano la cittadina come neanche il Padrino potrebbe fare (basta una sua parola, giuro, e tutti cambiano atteggiamento). Altri personaggi che gireranno attorno a lei appena accennati e spesso sempre un po' stereotipati.
Il tutto si chiude in pochissime pagine conclusive, dove tutto viene a galla allo stesso momento senza un briciolo di approfondimento, lasciandoti con la voglia di lanciar via il volume per il nervoso.

Davvero delusa!
Un idea che poteva essere geniale, sprecata totalmente.
Spero vivamente che la serie sia più bella di questo volume, ma per ora non ho intenzione di guardarla minimamente.
Se volete leggerlo perché lo stile di Flynn vi piace, potete provare, questa è la mia opinione (e mi sono trattenuta, poiché alcune scene sono irreali, ma non voglio fare Spoiler).
A voi la scelta....

Nelle Terre Estreme, di Jon Krakauer #NelleTerreEstreme #JohnKrakauer #Krakauer #bookblogger #book #reading #bookblog #booklover #read #viaggiatricepigra


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lunedì 3 settembre 2018

Una storia che scorre veloce e che cattura, nonostante non sia propriamente il thriller che mi ero immaginata dalla trama. Ve ne parlo sul blog, ma: a voi incuriosisce? 😉 . . "Due voci molto diverse fra loro si alterneranno per tutta la narrazione. La prima, quella di uno psicologo che da famoso privatista si è visto "declassare" in un istituto carcerario femminile per un errore non propriamente suo.[...] La seconda, quella di una donna che potremmo dire 'qualsiasi', una detenuta a cui aspetta una condanna molto lunga...scopriremo leggendo il perché e come le cose l'abbiano condotta in quel luogo, e a quella pena." . . #LaPrigioniera #DebraJoImmergut #Corbaccio #corbaccioeditore #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: La Prigioniera, di Debra Jo Immergut



Ipnotico, esplosivo, ossessivo: un esordio folgorante per un libro venduto in tutto il mondo Due voci, un uomo e una donna, si alternano nel raccontare la loro storia. La storia che li ha portati dove sono adesso: in carcere. Frank come psicologo, Miranda come detenuta. Si erano già conosciuti ai tempi del liceo, quando Frank si era infatuato di questa ragazza, schiva e misteriosa e che neanche si era accorta di lui. Non è inconsueto incontrare casualmente una persona che ci ha fatto perdere la testa tanti anni prima. Di solito la vecchia passione si ridimensiona, più raramente si riaccende. Qui però la situazione è fortemente anomala. Il luogo, la prigione, è claustrofobico, la realtà che si vive è rarefatta e distorta. La relazione tra Frank e Miranda non può essere normale, eppure non è affatto chiaro chi dei due dipenda dall’altro, chi sia libero e chi non lo sia. E il passato, che si disvela a poco a poco coinvolgendo non solo i due protagonisti ma, per cerchi concentrici, le famiglie, i genitori e tutte le persone che fanno parte della loro vita, è un concatenarsi di eventi che ineluttabilmente li portano proprio dove sono adesso. Con un carico di emozioni, di frustrazioni, di passioni che non si sa che strada prenderanno: verso la salvezza? O verso la distruzione?
La prigioniera è un romanzo che parla di bene e di male, e di come bene e male siano ripartiti in ugual misura dentro tutti noi. In questo senso è un libro universale: i protagonisti sono persone normali, che vivono, sbagliano e tentano di riscattarsi dagli errori commessi. persone come noi.            
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Due voci molto diverse fra loro si alterneranno per tutta la narrazione.
La prima, quella di uno psicologo che da famoso privatista si è visto "declassare" in un istituto carcerario femminile per un errore non propriamente suo. Un "calcolo" sbagliato che lo ha rovinato e portato a doversi occupare delle criminali in un penitenziario.
La seconda, quella di una donna che potremmo dire 'qualsiasi', una detenuta a cui aspetta una condanna molto lunga...scopriremo leggendo il perché e come le cose l'abbiano condotta in quel luogo, e a quella pena.

Due personalità diverse e due ruoli opposti, che però si incontrano per caso durante una seduta e da quel momento cambierà tutto.
In primis per Frank, che si trova davanti la sua cotta del liceo che non avrebbe mai pensato di rivedere e mai in quelle circostanze. Lui ci parlerà attraverso una specie di diario personale, dove annoterà le sue impressioni e la sua visione piuttosto distorta dei loro incontri nei quali, andando avanti nel tempo, metterà da parte la sua etica prendendo una strada rischiosa, decidendo di fare qualunque cosa per aiutare Miranda. Questo il nome della giovane donna che, a differenza di Frank, ci parlerà attraverso i suoi pensieri, dandoci spazio nelle sue giornate e nei suoi ricordi, mostrandoci la vita in carcere per come viene percepita da lei.

Due vite apparentemente distrutte da qualcosa capitato loro e di cui si troveranno a scontare le conseguenze nella struttura, lei come detenuta e lui come psichiatra.
Si direbbe che definire chi è buono e chi cattivo è ben chiaro, eppure la linea fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato è davvero sottile, e la capiremo meglio leggendo, scoprendo la personalità dei due protagonisti oltre che il loro passato.

Basteranno pochi mesi a far ribaltare tutto. In quel lasso di tempo vedremo entrambi prendere decisioni spesso confondendo cuore e ragione. Fra scelte impulsive, decisioni ponderate, percorsi giusti e strade sbagliate; uno spaccato di due vite messe davanti a qualcosa di impensabile che dovranno affrontare, ognuno a modo suo, a volte correggendosi mentre altre volte puntando alla scelta peggiore, ben consci dei rischi a cui si va incontro, eppure infischiandosene.

Una lettura davvero piacevole, rapida e scorrevole che ho chiuso in pochissime ore, lasciandomi un leggero "fastidio" nel finale, un po' prevedibile per i miei gusti. Però spezzo una lancia in suo favore poiché gli ultimi capitoli rendono con maggior impatto il concetto di potere e di fiducia, che se presi insieme e non con buone intenzioni, conducono a risultati davvero pessimi.

Un romanzo originale ed abbastanza imprevedibile, che mescola abilmente presente e passato, dandoti alcune tessere della vita di entrambi, ma non in perfetta linea temporale, da "costringerti" a finire per capire come siano finiti lì e come possano compiere certe decisioni.
La scelta delle due voci narranti, come il modo in cui ci parlano, è un'altra carta vincente.
Non il solito thriller che mi sarei aspettata prima di iniziarlo.
E' uscito da pochissimo e ringrazio Corbaccio per avermelo fatto leggere.
Fateci un pensiero, penso potrebbe piacere a molti.