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Damsel, di Evelyn Skye [Instagram Post]

Opinione: Damsel, di Evelyn Skye


Una damigella in pericolo affronta il drago in persona in questa epica rivisitazione del fantasy classico.

Elodie non ha mai desiderato un palazzo sfarzoso o un principe affascinante. Cresciuta nel reame di Inophe, tra carestie e difficoltà, il suo più profondo desiderio è di aiutare il suo popolo a sopravvivere agli inverni. Quindi quando un delegato di un regno ricco e misteriosamente chiuso al resto del mondo arriva con un’offerta di ricchezze sufficienti a salvare Inophe in cambio del suo matrimonio, accetta senza alcuna esitazione. Nello scintillio della sua nuova casa, Aurea, Elodie è rapita dalla bellezza del reame – e da quella del suo promesso sposo, il principe Henry. Ma non appena hanno inizio i rituali per diventare principessa, il dubbio che non tutto sia perfetto come sembra s’insinua nella sua mente, e le prime crepe sull’apparentemente perfetta superficie cominciano a mostrarsi: una giovane donna scompare dalla torre del castello improvvisamente. Una parata di fiaccole si fa strada attraverso le montagne. Compaiono segni lasciati da una misteriosa “V”. Troppo tardi, Elodie scopre che la prosperità di Aurea è stata acquistata a un costo altissimo: ogni stagione del raccolto, il regno sacrifica le sue principesse a un drago affamato. E Elodie è la prossima. Ma le centinaia di donne che nei secoli hanno preceduto Elodie, non sono morte senza combattere. Il loro sangue pulsa di potere e memoria e la loro esperienza è la chiave per la sopravvivenza di Elodie. Costretta a combattere per la vita, questa damigella dovrà usare la sua intelligenza per sconfiggere un drago, scoprire il passato di Aurea e salvare non solo se stessa, ma anche il futuro del suo nuovo regno. 




Partiamo dal presupposto che questo romanzo è stato pensato per un pubblico sui 10 anni di età. 
Non può essere complesso, articolato, come lo sarebbe se fosse stato pensato e scritto per adulti (cosa che sarebbe stata una figata atomica! Seppur trasporre una storia del genere in modo credibile e interessante per un pubblico di mangiatori di Dark Fantasy sia estremamente difficile, perché è vero: siamo dei rompiballe assurdi. Ma divago al solito...).
In sostanza, va approcciato tenendo a mente il target di riferimento. 

Altro presupposto importantissimo: non è stato scritto prima il libro. 
Anzi, è stato commissionato dopo aver scritto la bozza della sceneggiatura.
Due opere quasi in parallelo, che però prendono due strade molto diverse. 
Eh, si, il libro avendo più dettagli è migliore. Ma dipende tutto dallo scopo finale, dalla storia che si vuole raccontare. 
Se era la medesima: libro vince. Punto. 

Come cavolo sono finita a legger un libro per ragazzi? 
O comunque qualcosa che all'apparenza sembrava aver tutte le carte per esser l'ennesima cavolata?
Un suggerimento di una persona che seguo e di cui apprezzo molto le opinioni: conoscendo i suoi gusti (ed i miei), anche solo qualche accenno mi ha fatto decidere di provare. 
Sto parlando di Francesca de La Biblioteca di Zosma (qui trovate la sua opinione che comunque vi consiglio di leggere)

Prima ho guardato il film su Netflix (sempre tenendo a mente che non è rivolto a me, millenial dai gusti fantasy molto particolari e dalla critica feroce). Non mi è dispiaciuto. Ma ne parleremo dopo. 
Così mi sono lanciata direttamente sul libro che ho divorato in poche orette. Cosa che, ammetto, mi mancava fare da parecchio. Certo, lo stile semplice dell'autrice aiuta moltissimo lo scorrere delle pagine. 
Non sono un esperta, ho sentito molti lamentarsi dello stile, di lacune in tal senso. 
Io, non essendo minimamente in grado di analizzare in tal senso un qualsiasi testo, mi baso sul mio gusto: scrittura semplice, scorrevole, senza fronzoli e senza appesantire con dettagli magari di troppo. 
Forse complice il fatto di aver già visto il film e avendo già in mente qualcosa, non mi sono accorta di mancanze. Non credo ma non sono stata così attenta da poter metter la mano sul fuoco. 
Mi sono goduta la lettura lasciandomi trascinare.

La storia non è quella che viene raccontata "la damigella in pericolo che si salva da sola".
Non è un romanzo femminista che ribalta le carta in tavola. 
Stendiamo un velo su questo tipo di narrazione, perché porta il pubblico ad immaginare qualcosa che non troverà, a farsi aspettative che sicuramente lo deluderanno (o lo porteranno ad odiare il prodotto prima ancora di aprire la prima pagina o guardare due minuti di film, solo perché c'è la parola "femminista"). 
Non è il primo che ribalta le carte. 
Non è speciale. 
MA porta dei dettagli molto interessanti che raccontano elementi del femminismo che la maggior parte della gente non vede/vuole vedere. Si trovano principalmente nel romanzo, sono più evidenti, seppur anche nella pellicola compaiano ma restano marginali. Si ha più la presenza della protagonista e quello che fa per salvarsi, perdendo un po' questo "dettaglio" estremamente bello. 

La storia in breve: Elodie è una ragazza di vent'anni, cresciuta a Inophe dove non è mai stata una principessa tradizionale, probabilmente anche per la mancanza prematura della madre, si è data da fare per aiutare il padre col popolo (andando anche di casa in casa per capire le varie esigenze), seguendo l'economia (riscossioni, pagamenti,..), il commercio al porto, e molto altro. 
Ciò ha coltivato al sua curiosità e lo spirito avventuroso. Infatti è sempre stata molto intelligente, ha sempre imparato le lingue per poter comunicare con qualunque nave. Non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani, da quando era piccola giocando ed arrampicandosi ovunque, al cavalcare e molto molto altro. 
Il tutto aiutando a crescere la sorellina Floria insieme alla matrigna Lucinda, prima loro governante.

Il regno è allo stremo, a "salvarli" arriva la conferma di un matrimonio combinato fra Elodie e il figlio del regno di Aurea. Per dovere Elodie accetta e si troveranno catapultati in un luogo dalle ricchezze sfarzose ed immense. E sebbene doveva esser un matrimonio di dovere, Elodie si ritrova a provare qualcosa per il principe Henry. Ma la notte delle nozze scopre la verità ed il prezzo che dovrà pagare per l'aiuto alla sua terra, ovvero diventare un sacrificio. 

Si, la nostra Elodie (voce narrante di un 90% del romanzo) si trova a dover sopravvivere, ma non è sola. Avrà dalla sua parte ciò che le altre principesse si sono lasciate alle spalle per aiutare chiunque fosse arrivata dopo, per non lasciarle sole e dar elementi in modo che qualcuna possa scappare da quel destino che non avevano scelto. Una sorellanza incredibile che davanti alla prospettiva di morte certa non si arrende, non diventa egoista, mette la propria conoscenza a disposizione per le prossime. 
Ma oltre le tracce fisiche lasciate impresse nella roccia c'è anche un elemento magico, ovvero il sangue. 
Sangue che se toccato permette ad Elodie di apprendere di più da queste giovani donne, intrappolate in quel labirinto come lei. 
Questo elemento stride un poco, perché non è molto chiara la spiegazione di questo "potere". 
Viene data una motivazione, ma non ha senso con altri elementi accaduti precedentemente. 
Quindi bella idea, ma realizzazione confusa. 

E sempre sul tema della sorellanza, abbiamo anche esempi più "vivi", come il rapporto con la sorella Floria, ma soprattutto il rapporto con la matrigna Lucinda, che viene rappresentata dalle due ragazze come una figura fredda, distaccata, molto rigida, ma che grazie alle sue apparizioni (seppur sporadiche) farà capire in quanti modi diversi si può dimostrare amore. 

Altro "dettaglio" che rende molto di più nel libro è la famiglia reale ed il suo ruolo in tutto questo, poiché capiamo cosa comporti il peso di questa tradizione, sia in senso negativo che positivo. 
Poiché scopriamo che qualcuno non regge a tutto ciò e "scappa" dai doveri. Altri invece restano e portano avanti, con una freddezza allucinante. 
Nessuno giustifica nulla, anche perché resta il fatto che, credibile o meno, nessuno in 8 secoli ha mai messo in discussione nulla, da chi regna a chi vive sull'isola a chiunque negli altri regni attorno (3 donne l'anno sono tante).
Oltre il fatto che nel libro non si parla di principesse, ma sangue reale
Quindi il fatto che la famiglia reale ha avuto, come fosse una maledizione, solo figli maschi dal giorno del patto rende evidente quanto abbiano scelto di interpretare questo sacrificio a proprio vantaggio. 
Potrebbe esser stato scelto e mandato avanti sfruttando il primo sacrificio, ovvero le prime tre principesse che furono mandate dal drago, fra cui la più grande Victoria (nel film questo dettaglio manca ed è fondamentale, perché durante la lettura apprendiamo molto a riguardo di cosa accadde agli inizi di tutto). 

Un elemento GENIALE è la lingua del drago. 
Una lingua creata dalla figlia della scrittrice che ha tredici anni!
Lingua con regole grammaticali, parole, verbi,...insomma, tanta tanta stima. 
Il tutto presente alla fine del libro, con spiegazioni di come andrebbe parlata. 

Nel libro Elodie si mette a decifrarla per poter capire il suo nemico. Come le precedenti principesse segna tutto su una parete e lentamente riesce a tradurre (grazie anche al fatto che il drago le traduce ogni frase per farsi comprendere, e mettere terrore mentre gioca con la sua preda). 

Insomma dovrà darsi da fare fisicamente e mentalmente per uscire dal labirinto in cui è prigioniera, sfuggendo al drago che la insegue, le tende agguati e gioca con lei. 

Ho letto lamentele sul fatto che una principessa non possa fare certe cose (arrampicarsi, correre, avere quella resistenza), ma già da subito viene messo in chiaro che lei è allenata. Non sta ferma, non si occupa di documenti dietro una scrivania, è molto attiva fisicamente. Quindi può (magari non come nel film, alcune scene sono effettivamente un tantino troppo).

Tutto sommato la storia regge, è dinamica, abbastanza originale, ti tiene incollato alle pagine. 
Ovviamente si sa come può concludersi, ma non al 100% ed è qui che la curiosità fa restare fino alla fine della storia. 

Nel finale però un elemento mi ha fatto storcere parecchio il naso. Molto forzato e senza spiegazione, mi sto ancora domandando il perché. Tutto il resto invece resta coerente con quello che avevamo letto precedentemente e chiude la storia in modo interessante. 

Si, ci sono elementi che ricordano (soprattutto nella pellicola) Game of Thrones, Frozen, oltre che richiami a favole, storie simili. 
Si, ci sono anche parecchie lacune. 
Si, ci si possono fare domande logiche che non hanno una risposta.
Infatti questo (ultimo punto in particolare) mi ha fatto abbassare la sua valutazione generale. 
Dovrebbe esser letto dal "suo" pubblico e lì capire effettivamente se apprezzato o meno. 

Poteva essere migliore? Probabilmente. 
Per me comunque è stato molto piacevole da leggere, riesce a dare spunti di riflessione mentre intrattiene il lettore, regalando elementi non così banali su cui si può creare discussione. 
Io spero di aver dato un pochino di chiarezza riguardo cosa si può trovare fra queste pagine, rispetto alla sua pubblicità, e quali elementi potrebbero esser apprezzati oppure portare al non apprezzare questa lettura. Si può passare oltre a certe cose, certo, dipende sempre cosa sta cercando il lettore. 
Questo è fondamentale. 


Se vi interessa un paragone (con Spoiler) fra libro e film fatemelo sapere, che ne approfitto subito che li ho piuttosto chiari in mente. 

Opinione: Dormire in un Mare di Stelle (Volume 1 e 2), di Christopher Paolini


Una donna, una terribile scoperta, una lotta per la sopravvivenza.
L'unica speranza dell'umanità

È l’ultima missione nello spazio per la scienziata Kira Navárez. Semplici rilievi di routine su un pianeta non ancora colonizzato. Ma il giorno della partenza accade qualcosa di inatteso. Qualcosa di terribile. Spinta dalla curiosità, Kira si imbatte in un reperto alieno. Il terrore la invade quando il pulviscolo intorno a lei comincia a muoversi. Una guerra tra le stelle è alle porte, e Kira è trascinata nelle profondità della galassia in un'odissea di scoperte e trasformazioni. Lei ha dalla sua compagni formidabili e un coraggio immenso. Ma soltanto fidandosi davvero di se stessa potrà combattere per i propri simili e affrontare il suo prodigioso destino.


Partiamo con la cosa che più mi ha irritato: la divisione del romanzo. 
Non sopporto proprio che un romanzo venga spezzato in due o più parti!
Non ha una logica, perchè se è pensato e scritto per essere unico, deve restare tale
Infatti, arrivata alla fine del primo e l'inizio del secondo, era tutto un continuo (ovviamente). 
Lo stracco brutale e, a mio parere, senza troppo senso. Hanno troncato più o meno dove si poteva fare, ma non è "bello". 
Anche perchè ho sentito la giustificazione del prezzo (non dalla CE eh). 
Parliamone: due volumi, flessibili, a 19€ l'uno sarebbero stati più economici di una stampa unica, rilegata, magari intorno ai 30€? 
Ve lo giuro, l'ho sentito davvero; magari non hanno fatto i calcoli, ma c'è gente convinta che così entrambi vengano venduti di più, mentre una stampa unica sarebbe stata snobbata. (Parliamo di circa 1000 pagine rilegate in rigido. Secondo me, visti i prezzi, 30€ ci stavano ed erano pure "economici"). 
Poi, per carità, se vendono (anche se non so quanto visto il genere trattato), la CE ha vinto e si porta a casa soldi per investire in altri progetti del genere (ma ammettiamolo: Paolini è sicurezza di vendita; fosse stato chiunque altro, o c'era già una richiesta così alta, oppure ce lo sognavamo).

Ah, per la cronaca, ho comprato i cartacei appena trovati usati su Libraccio. 
Paolini mi ha incantato con la saga di Eragon, non potevo non leggerlo ancora e scoprire com'è maturato negli anni, vista la trama fantascientifica che stacca tantissimo dai precedenti e promette qualcosa di molto più maturo e complesso. Ed infatti è stato così. 

Bene, ho finito di fare i capricci verso le decisioni editoriali di stampa.
Veniamo alla storia. 

La trama non dice praticamente nulla di ciò che andremo a leggere. 
Io adoro ed odio questi misteri, perchè può essere un libro straordinario oppure una ciofeca banale incredibile. 
In questo caso vado verso la prima, poichè già solo per il worldbuilding dietro a tutto ciò la storia merita. 
Paolini ha pure messo delle "lezioni" alla fine di tutto per spiegare molto di più cosa c'è dietro, rendendoci partecipi di quanto abbia studiato per renderlo il più verosimile possibile a qualunque lettore. 
Da pazzi, ma straordinario. 

Ha creato un mondo non troppo lontano da noi (un 200 anni nel futuro) eppure inimmaginabile, in cui gli uomini hanno iniziato a viaggiare e colonizzare lo spazio. Ed è in una di queste missioni che conosciamo Kira, la nostra protagonista ed unica voce narrante. Con la sua squadra si trova a fine missione su un pianeta ancora non colonizzato, che grazie a loro lo sarà presto. Ma la mattina prima della partenza viene mandata dal suo superiore a fare un ultimo controllo e, per curiosità, si imbatte in qualcosa di estremamente unico. Esplorando si ritrova a scoprire un luogo sicuramente opera di qualche altra specie, un occasione che potrebbe rendere famosissima la loro squadra.
Sebbene cerchi di controllarsi e non fare nulla che possa contaminare la zona, la base di qualunque protocollo, mentre aspetta di essere recuperata la curiosità ha la meglio e trasforma il tutto nell'inizio di un incubo per la giovane donna. 
Ma non solo quello. 

L'inizio mi ha conquistato, senza alcun dubbio. 
Paolini ci porta, piano piano, a conoscere questo mondo e scoprirne i dettagli (dai rapporti personali a quelli lavorativi, alle tecnologie, i governi,...ecc ecc). Tantissime informazioni che sembrano complesse, ma (e lo dico per esperienza) anche se non comprese del tutto, permettono di farsi un idea di ciò che stiamo "vivendo" ed entrare meglio nella storia. 

Conosciamo Kira e la sua squadra, ci facciamo una vaga impressione su ciò che hanno fatto e come sarò per loro il futuro lavorativo, iniziamo ad entrare in contatto con l'esplorazione spaziale, la colonizzazione ed, in generale, degli slanci tecnologici che hanno cambiato profondamente la vita di tutti (e non mi riferisco solo ai viaggi). 

La scoperta del manufatto ammetto che mi ha riportato a galla i ricordi su Alien: nella mia mente ha risvegliato quella pellicola e ho associato molto ciò che ho visto sullo schermo per immaginare ciò che Kira si è trovata davanti.
Alt, non sto dicendo che ha copiato, perchè le cose sono diverse (anche se ad esser pignoli alcuni dettagli sembrano richiamar la famossissima saga cinematografica; ma non scenderò in dettagli se non per chiacchierarne con chi lo ha già letto). 

Non è una lettura per tutti.
Facendo parte del filone sci-fi, se non avete mai letto nulla del genere, come primo approccio potrebbe essere "pesantuccio" (vi ricordo che la storia supera le 1000 pagine e la fantascienza non è per tutti).
A me piace il genere, ma mi sono trovata spesso in difficoltà in alcuni passaggi, per come è stato scelto di continuare la storia. 

Paolini mescola piuttosto abilmente frammenti lenti di spiegazione (e vita "quotidiana") con avventura, dando dinamicità alla lettura.
Anche se ammetto che in certe scene ha esagerato. 
Verso la fine del romanzo (praticamente dopo metà del secondo libro) abbiamo molta, forse fin troppa, avventura che è stata lunga e pesantuccia da leggere, ricordandomi fin troppo i finali di certi videogame e facendomi storcere un po' il naso. 

MA ho adorato il finale. 
Secondo me perfetto per chiudere una storia come questa. 
Sono davvero tentata di dirvi il perchè, ma non posso senza rivelare qualsiasi dettaglio, anche estremamente vago, sulla trama. E se non l'ho fatto fino ad ora, non lo farò adesso. 
Posso dirvi che è originale e non prevedibile, e lascia un sorriso anche se comunque fa male da leggere. 

So che ho detto tanto e niente, ma spero comunque di avervi lasciato qualche piccola nota che possa incuriosirvi e/o farvi capire se può fare per voi oppure no. 
Se vi va, poi fatemi sapere. 

Review Party: Figli di Virtù e Vendetta, di Tomi Adeyemi






Dopo aver combattuto contro l'impossibile, Zélie e Amari sono finalmente riuscite a far rivivere la magia a Orïsha. Ma il rituale per risvegliarla si è rivelato più forte di quanto avrebbero potuto immaginare, e ha riportato alla luce non solo i poteri dei maji, ma anche quelli dei nobili che avevano della magia nel loro sangue. Ora Zélie deve lottare per unire i maji in una terra dove il nemico è potente quanto loro. Quando reali ed esercito stringono una mortale alleanza, Zélie deve tornare a combattere per assicurare ad Amari il trono e per proteggere i nuovi maji dall'ira della monarchia. Ma con la minaccia di una guerra civile all'orizzonte, Zélie si trova a un punto critico: dovrà trovare un modo per riunire il regno oppure lasciare che Orïsha venga distrutta da se stessa.





È proprio quello il problema, mi dico, stringendomi le braccia attorno al corpo.
Volevo che la magia tornasse per tenere Baba al sicuro.

Non ha fatto altro che accelerarne la fine. 
Che senso hanno questi poteri se non riesco a proteggere le persone che amo? 

La storia riprende da dove si era concluso il precedente volume Figli Di Sangue e Ossa (cliccate per andare alla mia opinione del primo romanzo di questa trilogia).

Se non lo avete ancora letto, vi sconsiglio di continuare la lettura. 

Ritroviamo Zélie, Amari e Tzain che devono fare i conti con ciò che hanno appena fatto, ovvero riportare la magia a Orïsha. Tutto questo per permettere ai maji di smetterla di nascondersi e di venir presi di mira dalla monarchia. Un modo per riacquistare la forza perduta di un tempo e ribellarsi alle tremende ingiustizie, e morti, patite per troppo tempo. 

Purtroppo però dovranno scontrarsi con una terribile novità. La magia ha colpito anche i nobili, risvegliando poteri sopiti anche in loro Poteri su cui hanno pochissimo controllo, ma una forza decisamente superiore ai maji, che non esitano ad usare per schiacciare queste "larve". 

Quando tutto sembrava sul punto di risolversi, Zélie si ritrova a dover lottare ancora, col rischio di perdere nuovamente persone che ama. Vuole assicurare ad Amari il trono che le spetta, garantendo finalmente pace fra i vari popoli. Ma tutto ciò diventa quasi impossibile quando i tîtán (soldati della monarchia) fanno il loro debutto in questa nuova fase della guerra, con un capo di una potenza impossibile e la speranza di vincere sempre più pallida e lontana. 

Nel frattempo si rivela un'altra fazione, gli Iyika: maji che nuovamente in possesso dei loro poteri stanno dando filo da torcere alla monarchia, per distruggerla completamente. 

Un romanzo interessante e che porta a riflettere molto, oltre la magia ed il potere che rappresenta. 
Fra le voci principali abbiamo ancora Zélie ed Amari, due donne davvero diverse eppure estremamente determinate. Inizialmente con gli stessi obiettivi, ma lentamente rivelazioni e la guerra le porteranno agli antipodi, scegliendo strade diverse, commettendo errori alcuni imperdonabili. 

Zélie è ormai la Soldatessa della Morte, una figura riverita dalla sua gente, ma nel suo cuore non c'è altro che dolore e stanchezza. Vorrebbe solo pace, ma sarà costretta dagli eventi a veder risvegliato nel suo petto una rabbia profonda che la condurrà lungo altre battaglie che deve assolutamente vincere. Non tanto per sè stessa, ma per chi ha accanto. 

Amari vuole il trono per portare la pace tanto promessa e desiderata, anche se nessuno sembra volerla come regina di Orïsha, tranne Zélie e Tzain. Dovrà trovare il modo di farsi ascoltare dal suo popolo. La vedremo crescere molto in questo capitolo, seppur ci scontreremo spesso con la sua impulsività e la convinzione di star agendo sempre per il giusto, senza fermarsi ad ascoltare, volendo solo esser ascoltata. 

Una lettura che porta ad arrabbiarsi, a sentire il cuore stringersi in una morsa, a sperare nella pace anche se si dovesse ottenere attraverso la guerra
Il lettore viene intrappolato fra due fazioni che si odiano, per rancori e morti accumulati nel tempo
Vuole la pace, spera che ci si arrivi in fretta e senza altro sangue civile innocente versato, ma per certe scelte che vengono compiute anche il lettore si arrabbia e si ritrova quasi a pretendere giustizia ad ogni costo. 

Durante la lettura scopriremo come ha avuto origine tutto. Cosa ha scatenato il Raid. Ci verrà svelato verso la fine e sarà l'ennesima botta che ci lascerà senza parole. 
Come già dicevo, la magia arricchisce e rende avvicinabile a molti questa bellissima storia ma non ne è il fulcro, è una metafora del potere, il centro sono le minoranze, le lotte che devono fare solo per poter sopravvivere, i torti subiti per anni in nome di chissà quale privilegio. 

Una lettura davvero molto bella. Colpi di scena continui, che danno un ritmo incalzante alla storia nonostante in alcuni momenti si debba rallentare
Adeyemi ci porta ancora una volta a riflettere su tematiche molto delicate, in un modo stupendo. 
Attraverso più voci che mostrano come la stessa situazione può esser vista e voluta risolvere in modi differenti. Come la rabbia accechi. Come la voglia di vendetta possa prender il sopravvento. Come la fiducia sia facile da distruggere in un soffio. Come si possa essere forti, seppur fragili. 
Anche se giovanissimi.
Un finale che, come il precedente, lascia spiazzati totalmente. 
Se avete letto il precedente, non lasciatevelo scappare. 



Le lacrime mi appannano la vista mentre corriamo tra gli alberi della foresta di Adichie. Le mie mani scivolano sulle corna di Nailah. Senza una sella, fatico a non cadere giù. Resto aggrappata con le cosce mentre il mondo mi passa accanto, un turbine di dirupi e foglie soffiate dal vento. Cerco di fingere che la velocità di Nailah sia l’unico motivo per cui non riesco a respirare. 

Dei del cielo, aiutatemi. Stringo i denti, opponendomi a quella sensazione. 
È come se tutto ciò che ho fatto di sbagliato emerga in un sol colpo, un mare che mi fa annegare nella sua corrente. 
No, penso tra me. Non loro. Credere negli dei è ciò che ha generato questo guaio. Sono loro la causa della morte di Baba. La disperazione mi monta dentro, mentre il terreno inizia a inclinarsi. La terra sotto i nostri piedi punta verso il basso. Gli alberi della foresta iniziano a diradarsi. Stringo la pelliccia di Nailah, faticando a restare dritta quando le sue zampe scivolano. 
Ma il pensiero di come gli dei mi hanno usata mi fa venir voglia di lasciarmi andare e di cadere a terra. 
Ho sempre creduto nel disegno superiore degli dei. Nella loro via, quando io non ero in grado di vedere. Ma l’unica cosa a cui mi abbiano portata è rappresentata dalle cicatrici che ho sulla schiena. Dalle ferite aperte al cuore. Gli dei mi hanno usata come una pedina e mi hanno gettata con il ritorno della magia. Dubito che possano darmi altro che dolore. 
Mama, prendimi. La nuova preghiera si forma e il cuore mi si spezza per l’unica cosa in cui io creda ancora. Immagino me stessa nell’alâfia insieme a lei e a Baba. La pace della morte e la sensazione di essere nuovamente tra le sue braccia. 
Lei mi ha detto che Orïsha aveva bisogno di me, che il mio lavoro non era finito. 
Ma riportare indietro la magia non ha fatto altro che peggiorare le cose. 
I maji sono messi ancor peggio di prima. 

Non fa differenza quello che io faccio. 
Non fa differenza l’intensità con cui combatto. 
I maji non saranno mai liberi. 
In questo mondo non ci attende altro che angoscia.

IG Party: Figli Di Virtù E Vendetta, di Tomi Adeyemi




Instagram Party .
Benvenuti in questo particolare evento, un BlogTour dedicato al secondo volume dell'autrice Tomi Adeyemi: "Figli di Virtù e Vendetta" (seguito di "Figli di Sangue e Ossa).
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La particolarità è che si svolgerà su Instagram.
Eh già!
Così potrete seguirci  comodamente.
Più veloce, comodo,...e speriamo vi piaccia come ognuno di noi vi racconterà la sua tappa.
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Per chiudere il tutto, non poteva mancare un bel Review Party.
Ahimè, questo su IG non si può fare, dourete seguirci sui nostri Blog.
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Contiamo molto nella vostra partecipazione.
Ci farebbe davvero piacere conoscere i vostei pareri, se vi abblamo incurioslto, ecc.
Ma basta parlare, iniziamo col vedere questa novità!
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Come avrete già notato, ve ne parlo nelle stories, presentandovi l'evento:
Calendario con i tag dei vari profili che partecipano;
Dettagli sul libro (trama, cover, qualcosa sull'autrice);
E alcune citazioni dal romanzo, che spero possano o curiosirvi.
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Anche se non fate in tempo, saranno salvate sul mio profilo, dove inserirò mano a mano ogni tappa dei vari partecipanti. Così sarà più veloce e comodo seguire l'evento. .
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Avevate già letto il precedente volume?
Vi era piaciuto?
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Opinione: L'Uomo Delle Castagne, di Soren Sveistrup


Danimarca, 31 ottobre 1989. Marius Larsen è un poliziotto ormai alla soglia della pensione, suo malgrado. Mentre guida attraverso il bosco, ormai tinto dei colori autunnali, pensa a un modo efficace per dire a sua moglie che non è pronto a cambiare vita. Che morirebbe solo all'idea di trascorrere le giornate sempre allo stesso modo. Immerso ancora nelle sue riflessioni, Marius giunge alla fattoria del vecchio Orum, deve ammonirlo di tenere a bada i suoi animali, che sconfinano sempre oltre gli steccati della proprietà. Il luogo, però, è immerso nel silenzio e quando il poliziotto varca la soglia di casa quel che trova è oltre ogni immaginazione. Al di là di ogni spaventoso presagio.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Mi dispiace molto ma non sarà una opinione positiva.
Nonostante la fortuna di poterlo leggere in anteprima mi sono trovata davanti ad un romanzo che, ripeto, purtroppo, non mi è piaciuto. Ed io non voglio modificare le mie idee solo perché mi è stato regalato. Scusatemi, ma resto sincera e cercherò di spiegarvi come mai non è riuscito a conquistarmi.

La storia di base poteva essere migliorata rendendo il tutto molto più scorrevole, piacevole e interessante; è stato scritto in maniera lunga, ricca di descrizioni inutili, che sembrano pezzi inseriti giusto per allungare la trama. Come avrete intuito, ho faticato molto a portarlo a termine, nonostante la base abbia degli elementi che mettono curiosità, ma si perdono troppo.

Di solito chiuso un romanzo faccio i pro e i contro generali, magari quel libro è risultato pesante, ma chiudendo il tutto mi rendo conto che servivano tutti gli elementi per completare il puzzle creato dall'autore. In questo caso molti fatti inseriti potevano essere tranquillamente omessi, mentre frammenti essenziali mancano.
Una delle cose più fastidiose sono i motivi che hanno spinto l'SI (soggetto ignoto) fare tutto questo; a me sono parsi un po' ridicoli, anche perché non vengono nemmeno spiegati chiaramente, e tutto ciò che circonda il fatto che dà origine a tutto sembra una forzatura. Ovviamente non posso scendere nei dettagli perché vi rovinerei tutto il romanzo, ma mi ha lasciato l'amaro in bocca.

Una cosa particolare che ho apprezzato è la scelta di ambientarlo in Danimarca e, più o meno tutto ciò che viene menzionato, è reale e si può riscontrare tramite le mappe (infatti la mia tappa del blogtour è stata sui luoghi e sono riuscita a ritrovarli appunto tramite Google), nonostante le descrizioni dei luoghi siano a volte meticolose mentre in altri punti estremamente vaghe.

I personaggi sono molteplici e daranno una visione corale che spesso non serve ed ho fatto molta fatica ad entrare in empatia con loro. Abbiamo Thulin, una poliziotta che non vede l'ora di lasciare la sezione omicidi, che si trova la strada bloccata dal suo capo, che la obbliga (e minaccia) di finire questa indagine che si presenta all'improvviso, e che se la porterà a termine la lascerà andare in un'altra sezione come da lei richiesto.
Così brava nel lavoro perché nella vita privata (cliché) è un disastro: completamente disinteressata della figlia che viene sempre ignorata, perché l'indagine arriva sempre prima.
L'altro poliziotto, Hess, è "l'outsider", il poliziotto bravissimo che è caduto; ha scelto di lavorare indagando sempre in viaggio per l'Europa, senza fermarsi mai. "Decaduto" e tornato "all'ovile" viene preso di mira dai colleghi che non vedevano l'ora di poter piombare sulla sua carcassa a banchettare. Viene presentato malissimo, quasi altezzoso e quindi non fa una bella impressione al lettore, nonostante si riveli una delle menti più brillanti presenti nel romanzo. Ovviamente, per questo ignorato nella maggior parte delle volte (nonostante poi dimostri di avere perfettamente ragione: cliché!).
Ci saranno altri personaggi, ma vi lascio il mistero di scoprirli leggendo, nel caso siate curiosi di intraprendere questo thriller.
Non mi è piaciuto, ma non rovino agli altri la lettura!

Chiarisco una cosa.
Potreste pensare che tutta questa fatica derivi dai tanti nomi stranieri presenti nel romanzo. Ma vi stoppo, la narrativa (thriller soprattutto) ambientata in paesi stranieri mi è capitato spesso di leggerla, e dopo il primo impatto iniziale se la narrazione era buona, il tutto scorreva rapido ed in modo piacevole, permettendomi di divorare il libro e lasciandomi soddisfatta.

Come stile (a mio parere) non è molto scorrevole, come ho detto sopra, si perde molto fra descrizioni superflue, cose che potevano essere tagliate tranquillamente. Visto il nocciolo della trama, se sviluppata in maniera differente, avrebbe potuto piacermi molto di più.

Non voglio ne consigliarlo ne sconsigliarlo, visto gli innumerevoli pareri positivi che sta raccogliendo. Se volete provare a leggerlo, fatelo. Se siete titubanti e pensate di poter incorrere nei miei stessi problemi, magari aspettate un attimino in più prima di buttarvi, tutto qui.

Blogtour: L'Uomo Delle Castagne - In Tour Fra I Luoghi De "L'Uomo Delle Castagne"





Ciao a tutti e benvenuti in quest'ultima tappa di questo Blogtour in cui vi stiamo parlando del nuovo thriller, edito Rizzoli: L'uomo delle Castagne. Prima di avventurarci nei luoghi in cui si svolge la storia, facciamo un passo indietro riguardo la trama del romanzo:

 
 
 
Danimarca, 31 ottobre 1989. Marius Larsen è un poliziotto ormai alla soglia della pensione, suo malgrado. Mentre guida attraverso il bosco, ormai tinto dei colori autunnali, pensa a un modo efficace per dire a sua moglie che non è pronto a cambiare vita. Che morirebbe solo all'idea di trascorrere le giornate sempre allo stesso modo. Immerso ancora nelle sue riflessioni, Marius giunge alla fattoria del vecchio Orum, deve ammonirlo di tenere a bada i suoi animali, che sconfinano sempre oltre gli steccati della proprietà. Il luogo, però, è immerso nel silenzio e quando il poliziotto varca la soglia di casa quel che trova è oltre ogni immaginazione. Al di là di ogni spaventoso presagio.





Ci troviamo, appunto, in Danimarca, più precisamente la storia sarà ambientata spesso a Copenaghen. Non credo ci sia invenzione da parte dell'autore, infatti sono riuscita a trovare tanti luoghi citati nel romanzo.
Già chiedo scusa per le cartine, ho dovuto usare Google Maps per individuare nello specifico le ambientazioni, che spero riescano a darvi un'idea più precisa dei luoghi nei quali si svolge la faccenda. Alcuni, non tutti, o vi rovinerei la lettura!

La storia inizia in una piccola fattoria sperduta in mezzo al niente, di cui non ci verrà data ubicazione precisa fino alla fine di tutto. Quindi, mi spiace, ma gli daremo solo una breve sbirciata:
Normalmente lo avrebbe scocciato, dover fare tutto il tragitto lungo i campi e attraverso il bosco fino alla fattoria di Orum solo per dirgli di badare meglio alle sue bestie. Già parecchie volte in passato maiali o mucche avevano superato la recinsione, vagando per i campi del vicino [...]
Quando arriva il cortile è silenzioso. Scende e chiude lo sportello, e si rende subito conto che è passato tanto tempo dall'ultima volta che è stato lì. La grande fattoria appare trascurata, le finestre della stalla hanno i vetri rotti, l'intonaco sui muri della casa è scrostato e l'altalena abbandonata nell'erba alta sembra quasi ostaggio dei grossi castagni he circondano l'edificio. La ghiaia del cortielè disseminata di foglie e di castagne che scricchiolano sotto i sui passi mentre si dirige verso la porta.



Avremo pochi punti di riferimento, uno dei quali è il quartiere di Husum, dove viveva la prima vittima su cui si trovano ad indagare Thulin e Hess: un posto tranquillo, bello, per famiglie del ceto medio.



La casa è una costruzione bianca di architettura funzionalista, col garage. Si trova al centro di un quartiere residenziale a Husum, con le siepi di ligustro e le casette della posta tutte in fila sulle strada. E' qui che si trasferisce il ceto medio quando la famiglia diventa una realtà, e se le finanze lo permettono. Molta sicurezza e cordoli alti, così la velocità è tenuta sotto i trenta all'ora. Trampolini elastici in giardino e reti di gessetti sull'asfalto bagnato.

Le due figure più particolari ed importanti sono sicuramente il Parlamento, che si trova a Christiansborg:

"Il Palazzo di Christiansborg si trova sull'isola di Slotsholmen (l'isola del castello) nel centro di Copenaghen. Al suo interno si svolgono i lavori del Parlamento danese (Folketinget), vi hanno sede l'ufficio del Primo Ministro e la Corte Suprema Danese. Inoltre vi si tengono le attività ufficiali della Regina - tra cui le udienze pubbliche e i ricevimenti dei capi di stato" (da internet)

L'atrio di Christiansborg è pieno di visitatori, con diverse guide entusiaste che indicano il soffitto e i quadri dei primi ministri che si sono succeduti negli anni. Rosa ha notato i bus turistici e la fila davanti ai controlli si sicurezza quando è arrivata stamattina, e anche se personalmente è per una "democrazia aperta", solca la folla con espressione tesa, diretta verso l'uscita per andare al ministero.


La seconda è l'ospedale, principalmente sono due quelli citati: il Rigshospitalet - Glostrup e il Rigshospitalet, ovvero l'ospedale più grande di tutta la Danimarca (nella foto accanto).
Importanti in maniere diverse, li troveremo durante il romanzo, ma non posso(/voglio) anticiparvi di più, perché è un frammento interessante della narrazione.

 
Per quanto riguarda la Stazione di Polizia, viene solo accennato che il nuovo quartier generale della scientifica si trova a nordovest; le autopsie vengono effettuate presso un edificio fra Nørrebro e Østerbro (che presumo sia sempre il Rigshospitalet). Ma nomi non mi pare comparissero per dare un punto fisso a quel luogo.


L'edificio quadrangolare con l'annessa cappella sorge sulla trafficata strada di collegamento tra i quartieri di Nørrebro e Østerbro. Di solito, non lontano dall'ingresso c'è movimento. Macchine e passanti indaffarati, e solo poco più in là si sentono le voci dei parchi giochi e delle piste di skateboard di Faelledpark. Ma dentro il lungo edificio, con le quattro sale sterili per le autopsie e i frigoriferi nel sotterraneo, è impossibile non pensare alla morte e alla fugacità delle cose.
[...]
Il nuovo quartier generale della Scientifica è a forma di cubo, nella zona nordovest della città. E' cominciato a imbrunire, fuori, nel parcheggio accanto alle betulle, ma nei laboratori sopra il grande garage si lavora ancora a pieno ritmo.

Riguardo i nostri protagonisti ed investigatori principali della vicenda.
Viene dato qualche accenno a dove vive Thulin con la figlia, ma non proprio un luogo o una descrizione precisa:
Dal quarto piano, di solito vede i tetti e le torri della città, quasi fino ai laghi. Ma da circa un mese, l'impalcatura montata sul palazzo di fronte le fa da schermo. Quando il vento è forte, come stasera, i teloni sbattono e lo scheletro di  ferro cigola come se fosse sul funto di crollare. Però...quella che sta guardando adesso è una sagoma umana.

Ci viene invece raccontato qualcosa in più sull'appartamento di Hess, che lascia sempre in affitto (quando viene preso in considerazione), ma che ora si trova costretto ad usare personalmente:
Odinparken, all'estrema periferia del quartiere di Nørrebro, non ha molti abitanti bianchi perchò un danese, quando compare, si nota. [...] Hess sale al terzo piano della scala esterna e percorre il ballatoio ino all'ultimo appartamento. Davanti alle altre porte ci sono sacchetti della spazzatura, biciclette e cianfrusaglie, e da una finestra socchiusa le voci arabe che filtrano insieme a profumo esotici e di spezie gli ricordano il quartiere tunisino di Parigi. Davanti all'ultima porta, il 37C, ci sono un vecchio tavolo da giardino roso  dalle intemperie e una sedia di plastica malferma. Hess si ferma e tira fuori la chiave.

Questi solo alcuni dei vari luoghi in cui si svolge questa caccia al killer, ci saranno anche descrizioni frammentate ed inserite in altri contesti che ho preferito evitare di mettere.
Lo so, lo so, i nomi sono particolari e possono spaventare ad un primo impatto, ma tranquilli che si riesce a leggere senza mappa accanto.
Anzi! Spero che con queste poche indicazioni il tutto scorra più rapido e che abbiate un'idea mentale dei vari luoghi più chiara in mente. Poi, la fantasia farà il resto e riuscirete a immaginare per bene tutta la storia e i vari luoghi descritti.

Non dimenticate di passare per le tappe (passate) durante le quali vi hanno parlato del libro!




22/01 Presentazione del thriller
- Diario di un sogno
23/01 Chi è Soren Sveistrup?
- A spasso coi libri
24/01 Intervista al pool di indagine
- Esmeralda viaggi e libri
25/01 Identikit del serial killer
- Les fleurs du mal
26/01 In tour fra i luoghi de "L’uomo delle castagne"

- Viaggiatrice Pigra

Review Party: La forchetta, la strega e il drago. Racconti da Alagaësia, di Christopher Paolini

 
 
Ciao a tutti e Benvenuti in questa tappa del Review Party in cui vi parleremo dell'ultimo lavoro di Christopher Paolini. Non sapete chi sia? Male, male.
E' un autore che giovanissimo ha esordito nel 2003 con "Eragon", il primo volume di una trilogia poi diventata "Il Ciclo Dell'Eredità" .
Se pensate al film (omonimo), cancellate immediatamente quell'immagine dalla mente! Sono totalmente diversi e con la pellicola hanno fatto uno scempio assurdo.

Sono seguiti: Eldest (2005), Brisingr (2008) e Inheritance (2011). Si pensava fosse tutto finito, ed invece, cogliendo i fan a sorpresa, è uscito questo volume che raccoglie tre storie che ci riporteranno a riscoprire la magia di quei luoghi e ritrovare personaggi amati.

Se non avete letto niente di suo, sconsiglio di incominciare con questo romanzo. Capireste pochissimo o niente. Ma potreste fare un pensierino per leggere la serie, davvero bella e scorrevole...Ok, ora torniamo a noi e vediamo per prima cosa la trama:

È passato un anno da quando Eragon ha lasciato Alagaësia in cerca del luogo perfetto in cui addestrare una nuova generazione di Cavalieri dei Draghi. È alle prese con una lista lunghissima di compiti e doveri: costruire una fortezza a misura di drago, discutere con i fornitori, vegliare le uova dei futuri draghi e tenere a bada i belligeranti Urgali e gli altezzosi Elfi. Poi una visione degli Eldunarí, una visita inaspettata e un'appassionante leggenda degli Urgali gli offrono la distrazione di cui ha tanto bisogno e gli mostrano le cose sotto un'altra prospettiva... Tre storie inedite ambientate ad Alagaësia, un assaggio della nuova vita di Eragon e un estratto dalle memorie di Angela l'erborista - di cui è autrice Angela Paolini, che ha ispirato il personaggio della strega - per tornare a immergersi nell'affascinante e antico mondo del Ciclo dell'Eredità.




Ricordo ancora quando mi sono imbattuta in Eragon, saranno passati un 15 anni da quel giorno, eppure mi ricordo che ero al mare con i miei genitori e mio fratello, che ero entrata in una libreria per cercare qualcosa da leggere ed ero stata immediatamente catturata da questa copertina blu con enorme muso di drago...non potevo resistere! Era qualcosa che mi chiamava con troppa forza e curiosità...
Questo il mio primo casuale incontro con Paolini, che si è protratto fino all'estenuante attesa di ogni capitolo della serie, fino alla sua conclusione.

Da quando ho chiuso l'ultimo volume non avrei mai pensato di poter ritornare (se non tramite una rilettura) in questo mondo fantasy così originale, dai personaggi interessanti e che hanno fatto parte della mia adolescenza. Eppure, quando mi è capitato di vedere la copertina e scoprire questa novità in arrivo a breve nelle librerie, sono scoppiata di gioia!
Insieme alla paura, ovviamente. E' stata una serie piuttosto importante e che mi riporta alla mente parecchi ricordi di quanto ero una ragazzina, quindi la prospettiva di racconti poteva anche voler dire una semplice trovata commerciale che avrebbe rovinato parte di ciò che adoravo.
Per fortuna non è stato così.

Sono stata davvero fortunata e ringrazio di essere entrata in questo Review Party che mi ha permesso di leggere in anteprima questo libro, ritrovandomi un po' sperduta per via del poco che ricordavo sulla serie (ma Wikipedia aiuta a rinfrescare abbastanza ed in fretta), ma dopo poche pagine sono stata completamente assorbita dal tutto e mi sono goduta questi tre racconti che rappresentano un piccolo spaccato di ciò che sta accadendo in quel luogo, ai personaggi a cui eravamo molto legati, che sono stati costretti a compiere scelte spesso non piacevoli e che ritroveremo, scoprendo cosa gli è successo dopo un anno dagli eventi di Inheritance.
Da come si presentano sembra che tutto questo non sia proprio finito e che ci siano ancora molte altre storie da raccontare, magari una nuova avventura per tutti loro.
Niente è certo, ma incrocio le dita!

Il romanzo gira attorno ad Eragon, ovviamente è sempre stato il protagonista assoluto, nonostante abbiamo avuto altre voci che facevano capolino per rendere il tutto più allettante, e attraverso di lui passeranno queste storie. La prima attraverso una visione regalata dagli Eldunarí, la seconda grazie ad una visita inaspettata e la terza una leggenda raccontata dagli Urgali.
Non vi dirò chi saranno i protagonisti di questi racconti, ma vi accenno che il primo è stato quello che mi ha emozionato maggiormente, anche perché spinge ad essere curiosi e a porci domande su un possibile continuo di tutto questo.

Che altro dirvi senza spoilerare niente?
Se avete letto i precedenti libri, sapete che sono piuttosto scorrevoli, ricchi di avventura, l'autore non si perde in chiacchiere inutili o descrizioni superflue (uno stile che mi piace sempre leggere). Sorprese e colpi di scena, anche se vorremmo molto di più rispetto a quel poco che ci viene raccontato.
Siamo ingordi, ma siamo lettori e soprattutto fan!
Incrociamo le dita che ci sia altro in programma per il futuro e per ora anche solo questa visione è stata bella, facendoci sentire di essere ritornati in un luogo adorato.





Non dimenticate di passare anche dalle altre blogger che hanno partecipato a questo evento, per scoprire la loro opinione del romanzo e farvi incuriosire anche da loro riguardo a questa novità davvero piacevole.

Review Party: Figli di Sangue e Ossa, di Tomi Adeyemi


Benvenuti in questo Review Party in cui vi parleremo di un titolo davvero tanto atteso e che farà furore anche in Italia. Non fatevi fuorviare dal consiglio dell'età di lettura, perché è un libro per chiunque, anzi, gli adulti potranno apprezzare molto di più tutte le sfumature che l'autrice ha scelto di mettere dentro a questo romanzo, che si spera sia solo l'inizio di una grande avventura.
Ma torniamo al volume e vediamo di cosa parla:




Titolo: Figli di sangue e ossa
Autrice: Tomi Adeyemi
Traduttore: S. Pezzani
Editore: Rizzoli
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 2 ottobre 2018
Pagine: 552 p., Rilegato
EAN: 9788817105354
Età di lettura: Da 12 anni

Un viaggio epico per cercare di riconquistare la magia, attraverso una terra stupefacente e pericolosa.



Un tempo i maji, dalla pelle d'ebano e i capelli candidi, erano una stirpe venerata nelle lussureggianti terre di Orïsha. Ma non appena il loro legame con gli dei si spezzò e la magia scomparve, lo spietato re Saran ne approfittò per trucidarli. Zélie, che non dimentica la notte in cui vide le guardie di palazzo impiccare sua madre a un albero del giardino, ora sente giunto il momento di rivendicare l'eredità degli antenati. Al suo fianco c'è il fratello Tzain, pronto a tutto pur di proteggerla, e quando la loro strada incrocia quella dei figli del re si produce una strana alchimia tra loro. Ha inizio così un viaggio epico per cercare di riconquistare la magia, attraverso una terra stupefacente e pericolosa, dove si aggirano le leopardere delle nevi e dove gli spiriti vendicatori sono in agguato nell'acqua. Un'esperienza umana che non risparmia nessuno, in un turbine di amore e tradimento, violenza e coraggio. Nella speranza di ridare voce a un popolo che era stato messo a tacere.            

*    *    *    *    *

Una copertina che ho visto ovunque sui social (legati al mondo libroso) e che mi incuriosiva tantissimo. Come impatto visivo dovete ammettere che è davvero bella (e grazie al cielo hanno mantenuto la stessa identica cover). Un fascino forte, misterioso, che attrae anche senza aver letto la trama. Una copertina che promette una storia forte, dura, graffiante. Qualcosa di nuovo, nero come la pelle dei protagonisti, bianco brillante come la speranza, e rosso come il sangue che si sa già che deve essere versato per poter cambiare le cose.

Un romanzo d'impatto e potente che ci porta a Orïsha, in un mondo dove i maji, ovvero coloro che in passato erano in contatto con le divinità e queste davano loro un dono, ora sono meno di niente. Sono Larve, definite così dal nuovo sovrano che ha strappato la magia da quella terra per far crescere in "sicurezza" il suo popolo. Ma (ovviamente) non tutto.
Infatti i capelli bianchi contraddistinguono gli ex maji, ora Larve, che devono sottostare a pesanti leggi e pagare caro il solo stare al mondo, rappresentando un ricordo della minaccia che il Re ha superato con incredibile violenza.

Zélie è una di loro, una ragazzina giovane e coraggiosa, che è stanca di doversi sottomettere a queste regole ingiuste e di obbligare la sua famiglia a tutto questo per una colpa non sua.
Ricorda ancora quando era piccola cosa accadde alla madre durante il Raid, ovvero quando il Re prese il potere distruggendo chiunque rappresentasse un problema: tutti coloro dai capelli bianchi e con più di 13 anni, l'età in cui si sviluppa il dono. La notte in cui sua madre fu uccisa e lei ne vide il cadavere messo in mostra come monito, insieme a tanti altri.

Perdendo Mama, Zélie ha un vuoto enorme nel cuore e non vuole assolutamente che accada nulla al fratello Tzain ne a Baba (padre) per causa sua. Il destino però ha in mente altro per lei, perché la porta insieme al fratello nella capitale, dove incontreranno la principessa Amari.
Una ragazza all'apparenza fragile, che si trova per la prima volta a prendere una decisione che potrebbe cambiare tutto quando scappa da palazzo con un oggetto dai poteri immensi. Anche lei stanca di sottostare alle regole di palazzo e al padre tiranno, raccoglie il coraggio e cerca di cambiare le cose, non sapendo nemmeno come, ma provandoci, capendo l'importanza di quel manufatto, per restituire libertà a parte del suo popolo reso schiavo da regole ingiuste e crudeli.

Il loro incontro darà inizio ad una lunga avventura, durante la quale vedremo entrambe crescere e maturare, prendere sempre più consapevolezza delle proprie responsabilità ritrovandosi con una missione più grande di loro sulle spalle. Amari a confrontarsi con la devastazione lasciata dal genitore e la difficoltà di farsi ascoltare da Zélie, che la vede solo come una nobile delicata e d'intralcio; Zélie alle prese con qualcosa che mai avrebbe pensato: il ritorno dei poteri!
Quel manufatto trafugato è solo il primo tassello che potrebbe riportare la magia ai maji, ridando equilibrio alla lotta impari fra il regno e le larve. Una cosa troppo preziosa, per entrambe le parti in questa guerra diventata silenziosa, che può rappresentare un passo verso la vittoria oppure la sconfitta finale per i maji.

A dar loro la caccia sarà il fratello di Amari, Inan, più grande e dentro l'esercito del padre, che gli darà la delicata missione di riportare la sorella a casa, di uccidere la larva che l'ha rapita e distruggere l'oggetto rubato. Ciò che il principino non si aspettava è che durante uno scontro qualcosa si risvegliasse in lui, portandolo a mettere in dubbio se stesso e ciò che pensava, in bilico fra questi due mondi opposti.

Un romanzo forte, di crescita e di ribellione. Una storia che urla la rabbia per la schiavitù, che piange per la perdita dei propri cari, che fa sentire inutili e fragili quando nelle proprie mani non si ha il minimo potere. Qualcosa che traspare oltre le pagine e oltre questa vicenda, facendo pensare il lettore e portandolo a riflettere oltre ciò che viene narrato; facendolo entrare dentro a tante personalità diverse, vivendo le varie sfaccettature di questa intensa storia, regalando frammenti percepiti da questi protagonisti grazie alle loro personalità.
Zélie puro dolore e rabbia. Amari speranza e dolcezza, unita alla forza che scopre di avere.
Anche se ci sono molte altre voci, loro rappresentano quasi due lati della stessa medaglia, che si trovano uniti per un obiettivo comune.

Un romanzo davvero bello e che merita di essere letto. Lungo, ma non si perde in futili chiacchiere, tutto è necessario per comprendere questo mondo e chi ci vive. Ti resta dentro una volta chiuso, ti lascia qualcosa nel petto e nella mente. Raro per uno YA, anche se penso che non possa essere racchiuso solo in questa classificazione. E' molto più ampio, per ciò che racconta, che spinge a pensare e provare. Sono davvero grata che sia arrivato anche in Italia e sono felicissima di averlo potuto leggere in anteprima.

Leggetelo, non ve ne pentirete!

ASPETTATE!
Mica è finita qui.
Noi Blogger abbiamo deciso di farci delle domande, anche per stuzzicare ancora di più la vostra curiosità in merito al romanzo.
Qui di seguito le risposte di una delle Blogger di Libri E Altri Disastri
Nel blog troverete la prossima recensione e altre risposte tra una mezzoretta.
Continuate a seguirci ^.^

- Quale tipo di Maji ti piacerebbe essere? 

Credo che ogni Maji abbia un potere immenso da poter usare come arma difesa o scopo, credo mi piacerebbe essere come Zu, una guaritrice.

- In quale villaggio ti piacerebbe vivere?


Se potessi vivrei a Chandomblé, in quella dei ricordi di Lekan, piena di gioia e bambini che corrono felici circondati da pace e magia.

- Qual'è il tuo personaggio preferito? Qual'è quello in cui ti sei ritrovata di più e quello più distante? 


Impossibile con amare Zél impulsiva e caparbia nonostante le sue paure, ma ho amato Amari e tutto il percorso che ha fatto, anch'essa spaventata, ma che trova finalmente una strada completamente sua.
Io mi sento un po' come Amari ma ancora in cerca di una mia strada, quello sicuramente più distante é Kaea, non rinuncerei mai a chi sono per l'amore di un uomo (ed infatti sono una vecchia zitella ), fosse anche il più potente del regno.

- Quale personaggio secondario ti ha colpito di più?


Ehm.. secondario?? Il borseggiatore Roen, che mi ha intrigato da subito e che poi come si é visto....

Opinione: Sharp objects, di Gillian Flynn

 
Otto anni dopo essere andata via da Wind Gap, la cittadina soffocante in cui è nata e cresciuta, Camille Preaker lascia Chicago per tornare in quel minuscolo avamposto cattolico del Missouri battista, luogo sperso nel nulla, dove la gente si illude di sapere come stare al mondo. È il giornale per cui lavora a spedirla laggiù, in seguito alla scomparsa della piccola Natalie Keene. Caso che somiglia a quello di un'altra bambina svanita nel nulla poco tempo prima, ricomparsa il giorno dopo nel letto di un torrente, strangolata. Aveva solo nove anni.Anche il cadavere di Natalie viene rinvenuto ben presto e la comunità di Wind Gap deve arrendersi all'evidenza: la mano che si è abbattuta con brutale meticolosità sulle due bambine è la stessa. A rivelarlo è un unico, macabro dettaglio. Con caparbietà, Camille porta avanti la propria indagine sfidando le rigide norme sociali di una cittadina bigotta e pettegola, ma soprattutto è costretta ad affrontare la madre, una donna fredda e manipolatrice, ammirata dai vicini e temuta dentro casa, da cui era fuggita ancora ragazza. L'inchiesta si gonfia come un fiume in piena e Camille non è più in grado di tenere a freno i ricordi e il male che contengono. Sofisticato thriller psicologico dal ritmo pulsante, il romanzo di Gillian Flynn indaga i risvolti oscuri delle relazioni tra sorelle, madri e figlie e mette in scena una figura femminile che attraversa l'inferno con occhi nuovi, sorprendente protagonista – così il Guardian – di "un viaggio indimenticabile, gelido e illuminante".            
° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Questo volume me l'aveva consigliato un'amica, suggerendomi di guardare anche la SerieTv omonima uscita da poco.
(Piccola parentesi: questa è una ristampa, è uscito circa un 10 anni fa col titolo "Sulla Pelle"; ma vista la serie, capisco i motivi di questo nuovo lancio. )
Visto che lei conosce i miei gusti, vado a leggere la trama e mi conquista subito....peccato solo quella.

Avevo già detto di Flynn L'Amore Bugiardo che ricordo appena, poiché non mi aveva lasciato nulla di ché come lettura. Però si da sempre un'altra occasione, visto che non era stato proprio un'oscenità mi sono buttata. Eh...invece mi sa che quest'autrice non fa proprio per me.

La storia è raccontata sempre dal punto di vista di Camille, una giovane donna che scrive per un giornale non troppo popolare a Chicago. Scappata dalla sua città natale Wind Gap appena ne ha avuto la possibilità, vive una vita piuttosto normale, finché la scomparsa di una ragazzina (che ricorda a tutti un omicidio avvenuto un anno prima) non la riporta in quella piccola cittadina per indagare e procurare al suo capo qualche buon articolo.
Così si ritrova a dover tornare a casa dalla madre (che odia, presentandosi senza un minimo preavviso), il padrigno e la sorellastra che si era lasciati alle spalle. Capiremo presto perché tutto questo astio: la madre fredda, manipolatrice e insensibile verso le figlie che paragona sempre alla sua secondogenita, purtroppo morta da giovane; il padrigno distaccato con la quale è cresciuta e che non la considera nemmeno come una figlia, a malapena come un essere che vaga per la sua casa; la sorellastra dalla doppia faccia, dentro casa un piccolo angioletto e fuori dalle mura la ragazza più popolare, più stronza ed acida della scuola.

Inutile dire che ci staranno tutti e tre ampliamente antipatici fin dalla prima apparizione. Eppure restano quasi abbozzati, non si capisce bene cosa abbiano fatto o ricevuto per essere così come sono. Si, qualche dettaglio in più sulla madre e la "sorellina" lo avremo, ma sempre superficiale e a volte troppo forzato. Non sono credibili.
Non che Camille sia migliore! Mi spiace, ma quando si inizia a delineare la sua personalità e il suo passato, ci si chiederà quanto sia "normale" rispetto all'altra parte della famiglia.

Forse uno dei punti "al centro di tutto", non riuscito in questo caso (a mio parere) e ormai diventato cliché, è "la cittadina", ovvero un luogo dove tutti sanno tutto di tutti, sparlano allegramente, ma se sei l'oggetto delle critiche non lo saprai mai; dove l'ottusità delle forze dell'ordine la fa da padrona; dove questo luogo sembra incantato e felice, eppure abbonda di cattiveria (soprattutto fra i giovani...e gli adulti non vedono mai niente)...Noioso, noioso, noioso!
Sono cose sentite e lette mille volte, che se non vengono riproposte con una storia che regga fanno colare tutto a picco, e non si riesce nemmeno volendolo ad empatizzare con i vari personaggi.

L'autrice ha aggiunto alcuni dettagli "strappalacrime" alla storia della protagonista (sorella morta, madre fredda,...), ma neanche con questi espedienti riesce a darle spessore. L'ho detestata profondamente, un personaggio che poteva avere potenziale, come la storia, buttato via.

La narrazione è lentissima. Pagine e pagine di concetti per rafforzare lo stereotipo "cittadina", che si potevano evitare. Scene di "sorellanza" assurde, dove non si capisce chi sia la persona matura fra le due. Una madre manipolatrice che tiene in mano la cittadina come neanche il Padrino potrebbe fare (basta una sua parola, giuro, e tutti cambiano atteggiamento). Altri personaggi che gireranno attorno a lei appena accennati e spesso sempre un po' stereotipati.
Il tutto si chiude in pochissime pagine conclusive, dove tutto viene a galla allo stesso momento senza un briciolo di approfondimento, lasciandoti con la voglia di lanciar via il volume per il nervoso.

Davvero delusa!
Un idea che poteva essere geniale, sprecata totalmente.
Spero vivamente che la serie sia più bella di questo volume, ma per ora non ho intenzione di guardarla minimamente.
Se volete leggerlo perché lo stile di Flynn vi piace, potete provare, questa è la mia opinione (e mi sono trattenuta, poiché alcune scene sono irreali, ma non voglio fare Spoiler).
A voi la scelta....