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Opinione: Ecco Come Continuare A Vivere, di Shingai Njeri Kagunda


“Una giovane che ascolta un’anziana, tazzine di latta in mano, l’odore del tangawizi, il tepore che si diffonde e scompare col tempo. Viaggiare nelle storie tra adesso e allora.” Il mondo di Nyokabi viene travolto dal suicidio di suo fratello Baraka. Mentre lei cerca di darsi una spiegazione ed elaborare la perdita interrogandosi inutilmente sulle cause della tragedia, una vecchia zia, emarginata dalla famiglia, le offre un modo per ritornare indietro nel tempo, per ritrovare Baraka, per cercare di salvarlo. Mantenere in vita il fratello diverrà l’unico obiettivo di Nyokabi, anche se i suoi tentativi la porteranno a scoprire che viaggiare nel tempo ha un prezzo, e sfidare il passato non è privo di conseguenze. 




Volevo parlarvene da tempo ma è difficilissimo farlo. 
Anche se non avrò le parole giuste, qualcosa voglio scrivere comunque perché merita di essere letto.
Affronta un tema estremamente delicato in un modo così particolare da lasciare il lettore spiazzato.

Parliamo della perdita. 
Di chi resta dopo una morte, specialmente se violenta ed improvvisa, e deve affrontare la vita senza un enorme pezzo di sé. 
Questo è il caso della nostra protagonista Nyokabi, distrutta dal suicidio del fratello Baraka. 
Durante il funerale una vecchia zia le si avvicina e le lascia una specie di pozione per dormire, grazie a questa Nyokabi si rende conto di poter tornare indietro nel tempo, di "rivivere" momenti col fratello con la consapevolezza di cosa avrebbe fatto. Con la voglia di strapparlo a quella terribile decisione, di cambiare il futuro. Mentre oltre questi "sogni" la vita va avanti, lei deve trovare il modo per salvarlo. 
Ma c'è un prezzo, come per tutto. 

Una storia che ha radici in una cultura che non è la nostra (occidentale), ma la lingua comune del lutto è universale: cosa faresti se potessi cambiare le cose?
Nyokabi è giovane, molto legata al fratello e deve affrontare qualcosa che mai avrebbe pensato potesse accadere. Sentiamo il suo dolore, pagina dopo pagina. Insieme al suo sgomento, quando rivive le giornate col fratello. Confusi e speranzosi, le stiamo accanto, pagina dopo pagina, divorando la sua storia per scoprire come andrà avanti. Cosa deciderà di fare. Se riuscirà a portare a termine ciò che desidera, nonostante il tutto sembri una totale pazzia. Un sogno impossibile che si lega ad un dolore inimmaginabile. 

Un breve racconto che racchiude tante emozioni diverse, tutte potenti e che ti scavano dentro. 
Il tutto senza banalità, senza orpelli. 
Ti resta dentro, scavando con unghie che non puoi fermare, lasciandoti sanguinante per una ferita che non ti riguarda personalmente. Questo lo trovo sempre straordinario. 
Consiglierei a tutti la lettura, ma mi rendo conto che la tematica trattata è molto delicata e dolorosa allo stesso tempo. 

MFL Morituri Fighting League, di Ben Bamboo Korami [Instagram Post]



Opinione: MFL Morituri Fighting League, di Ben Bamboo Korami


Italia, futuro prossimo. Decenni di perfezionamento dei sistemi di cura contro il cancro hanno portato allo sviluppo di nuove forme iperaggressive in grado di sopravvivere ai loro stessi ospiti. Gene Marano, ex divo del cinema, vive nello squallore dei Muzik Rave Bar, tra droghe sintetiche e prostituite a basso costo. La diagnosi di un cancro in fase terminale gli apre una nuova possibilità di tornare sulla cresta dell’onda: potrebbe far parte della Morituri Fighting League, il reality dove i convalescenti combattono contro i loro stessi cancri. Dal Ponte Sullo Stretto, fino al nuovo Colosseo, dovrà sopravvivere per diventare campione della MFL, sotto l’ombra di un segreto che la Neoplasm stessa ha fatto carte false per non divulgare…  



È stato molto difficile iniziare questo romanzo, semplicemente perché il protagonista è insopportabile: un ex stella del cinema completamente precipitata al suolo e dimenticata, un egoista presuntuoso che si crede migliore di tutti solo perché anni prima era molto richiesto come attore,....una testa di cazzo, non c'è modo di addolcire questo fatto.
Insomma, veniamo catapultati nella sua vita nella quale, nonostante non abbia più un centesimo in tasca e sia nel dimenticatoio da anni, continua a pavoneggiarsi. 
Il tutto però ha una svolta così rapida e improvvisa da cambiare le cose nel giro di una settimana, infatti dopo un malore viene ricoverato in un ospedale dove gli viene diagnosticata una forma di cancro al cuore estremamente aggressiva. 
Nel giro di pochi giorni è "nata" ed è cresciuta fino a portarlo sulla soglia della morte. 
Impossibile da operare per il SSN perché questa forma di cancro è "viva", ovvero se si sente attaccata reagisce. E come lei le numerose metastasi che ha già disseminato per il corpo di Gene. Dovrebbero essere estratte tutte nello stesso istante, ma questa è una procedura che solo un'azienda privata (che non lascia assolutamente trapelare nulla) può fare. La Neoplasm Inc.

Spendiamo due paroline su quest'azienda, perché merita una sorta di presentazione. 
Ha avuto la geniale idea di commercializzare il cancro. Esatto. Chi ha soldi può farsi togliere, appunto, un cancro e trasformarlo nel proprio animaletto domestico. O comprarne uno. Ma questa è solo la punta dell'iceberg.
Sono, appunto, i detentori di tecnologie salvavita che permettono di asportare il cancro e le metastasi in contemporanea, nonostante l'aggressività della malattia. Il problemino è il costo. Essendo tutto privato, solamente chi è estremamente ricco può permetterselo. Oppure firmare un accordo.
E qui viene il vero rendimento della Neoplasm. 
Chi non può permettersi l'operazione può comunque farla firmando un contratto nel quale si impegna ad entrare nella Morituri Fighting League, ovvero una sorta di reality dove ci si ritrova in diverse arene, a dover superare percorsi e sopravvivere a diverse forme di cancro che verranno sparse per attentare alla loro vita. Insomma, in breve, dovranno uccidere i cancri per sopravvivere. Se sopravvieranno e vinceranno tutte le sfide, saranno liberi. Uno show seguito da milioni di persone che Gene si troverà a guardare dall'interno, obbligato a fare questo patto per restare in vita.

Tutto ciò più o meno è spiegato nella trama e nelle primissime pagine, una cinquantina forse, poi si inizia a "giocare". L'autore è davvero bravo a render le scene di battaglia, nelle descrizioni di queste creature, le lotte, il tutto comunque intramezzato dalle pause fra un'arena e l'altra dove comunque succedono tante cose (che giustamente non posso rivelarvi).

Bilanciato molto bene rende avvincente il romanzo e difficile staccarsi dalle pagine, diventando sempre più scorrevole e (per mia fortuna) facendo diventare meno indigesto il protagonista. No, proprio non lo si finisce per amare, però comunque ha qualche piccolo spiraglio di luce che ci fa tirare il fiato. È fedele a se stesso (egoista, bla bla bla), cosa che resta originale in un fiume di romanzi con protagonisti tutti uguali o che "puff" cambiano completamente personalità, quasi a caso. E questo dettaglio l'ho apprezzato moltissimo, per questo mi sono forzata ad andare oltre le prime pagine quando lo avrei preso a badilate io stessa.

Ovviamente non è per tutti!
Ma questo già dalla trama si percepisce. 

In ogni caso penso che se vi incuriosisce è perché state cercando storie del genere e io vi suggerisco di buttarvi, almeno per ora è il primo romanzo di penna italiana del genere che mi capita tra le mani e l'ho adorato per questo. 

L'Archivio Dei Finali Alternativi, di Lindsey Drager [Instagram Post]

 


Opinione: L'Archivio Dei Finali Alternativi, di Lindsey Drager


Nel 1456 la sorella di Johannes Gutenberg usa la favola di Hansel e Gretel come surrogato per condividere un segreto di famiglia a cui solo il fratello crede. Nel 1835 i fratelli Jacob e Wilhelm Grimm rivedono il racconto per seppellire una verità su Jacob che nemmeno lui è pronto ad affrontare. Nel 1910 un'illustratrice esplora l'enigma della favola dall'interno di un istituto psichiatrico. Nel 1986 una studiosa di folklore e suo fratello scoprono che la figura della strega nei boschi non è un esempio di fedeltà narrativa, mentre nel 2211 due sonde spaziali alla ricerca di un pianeta simile alla Terra trasmettono la storia in codice binario. Danzando nel tempo tra il 1378 e il 2365 i protagonisti del romanzo incontrano e reinventano la favola di Hansel e Gretel confrontando esperienze tragiche e personali, in cerca di un senso universale alla Storia in cui sono immersi. Attraverso una progressione di sequenze speculative che seguono il ciclico ritorno della cometa di Halley nel cielo terrestre "L'archivio dei finali alternativi" indaga l'amore fraterno in un romanzo che si muove tra i generi, dall'eco-fiction al dramma storico, dall'epopea familiare alla denuncia civile. Prefazione di Sam J. Miller. 


 𝑬' 𝒇𝒂𝒄𝒊𝒍𝒆 𝒅𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊𝒄𝒂𝒓𝒔𝒆𝒏𝒆 𝒎𝒂 𝒍𝒆 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒅𝒆𝒗𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒂𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒏𝒐 𝒔𝒄𝒐𝒑𝒐. 𝑺𝒊 𝒇𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒂 𝒅𝒊𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒊 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊 𝒑𝒐𝒑𝒐𝒍𝒂𝒓𝒊 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒎𝒐𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒍𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒐 𝒖𝒏 𝒄𝒓𝒆𝒅𝒐. 𝑴𝒂 𝒍𝒂 𝒎𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐𝒓 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂𝒗𝒗𝒊𝒔𝒔𝒖𝒕𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒆𝒄𝒐𝒍𝒊 𝒗𝒆𝒏𝒊𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒐𝒏𝒕𝒂𝒕𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒖𝒏 𝒖𝒏𝒊𝒄𝒐 𝒔𝒄𝒐𝒑𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒆𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝒅𝒊𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐: "𝑬𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒎𝒂𝒏𝒊 𝒆' 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒊𝒄𝒊𝒍𝒆. 𝑬𝒄𝒄𝒐𝒏𝒆 𝒍𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒗𝒆." 

Finalmente vi parlo di questo romanzo anche se non so bene come farlo. È scorrevole interessante ben pensato ma arduo da descrivere senza cadere nella trappola del dire troppo. Ci muoviamo nel tempo. È un romanzo che alterna diverse epoche ognuna con un personaggio centrale. Anzi "tre". Perché in ognuno degli anni in cui si svolge la storia passa nel cielo la cometa di Halley. Ma anche perché come filo conduttore avremo la storia di Hansel e Gretel che tornerà ciclicamente a farsi sentire comparendo in modo diversi a volte solo marginalmente eppure sempre in agguato.Un romanzo corale i cui personaggi si trovano ad affrontare le stesse tematiche anche durante secoli diversi. Quasi che la storia si ripetesse in circoli anche se in modo decisamente diverso e articolato.

𝑰 𝒍𝒂𝒃𝒊𝒓𝒊𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏𝒄𝒖𝒕𝒐𝒏𝒐 𝒕𝒊𝒎𝒐𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆' 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒖𝒊𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒂𝒏𝒊𝒆𝒓𝒂 𝒍𝒊𝒏𝒆𝒂𝒓𝒆. 𝑳𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒕𝒆𝒎𝒐𝒏𝒐 𝒍𝒆 𝒆𝒔𝒑𝒆𝒓𝒊𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒍𝒊𝒏𝒆𝒂𝒓𝒊 𝒍𝒆 𝒆𝒔𝒑𝒆𝒓𝒊𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒆𝒗𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒈𝒐𝒏𝒐 𝒅𝒊𝒗𝒂𝒈𝒂𝒏𝒐. 𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆' 𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒖𝒏'𝒖𝒏𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒊𝒓𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆. 𝑳𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒗𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐𝒏𝒐 𝒎𝒖𝒐𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒊𝒏 𝒂𝒗𝒂𝒏𝒕𝒊. 𝑳𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒗𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐𝒏𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒅𝒂 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒗𝒆.

 Ambientato fra il 1378 e il 2365 ci troviamo ad aver a che fare con gente normale insieme a persone che hanno lasciato il segno come Gutenberg ed i fratelli Grimm, ma anche Ruth Coker Burks. 
Lo so, questo nome non vi dirà nulla ma vi consiglio di andare a cercarlo perché la sua storia è incredibile per il bene che ha fatto negli anni 80. Compare nel romanzo senza nome, purtroppo. 
Ho scoperto alla presentazione del romanzo (durante il SalTo) che questa donna esiste e quello che viene raccontato è tratto dalla sua vita. 

Una storia particolare, che lascia quasi una sensazione che manchi qualcosa, che ci debba esser altro da raccontare,...eppure ti si pianta dentro e ci si ragiona su per molto tempo ancora. Tante tematiche, tante vite diverse fra loro, tanto elementi che nonostante tutto hanno molto in comune. 

Un romanzo che mi incuriosiva, di cui avevo sentito parlare molto bene e che (tenendo presente che è fuori dalla mia comfort zone) mi è piaciuto. Ovviamente consiglio di leggerlo se vi incuriosisce, perché dalla trama si capisce poco. Fra le pagine c'è molto molto altro. 
Chissà se l'autrice ci regalerà altro e se arriverà in Italia...


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Seppellitemi Lassù In Montagna, di Francesca Tacchi [Instagram Post]


Eh sì, avrei dovuto parlarvene molte settimane fa, anche se in particolare avrei voluto fare uscire un post lunedì (o al massimo martedì 25, visto le tematiche trattate). Ma non mi venivano le parole e quindi ho lasciato perdere.

Così, senza un briciolo di motivo, mi ritrovo a buttar giù di getto una sorta di opinione solo perché ho qualche idea che mi frulla in testa. Vedremo come andrà...


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Opinione: Seppellitemi Lassù In Montagna, di Francesca Tacchi

“Ogni giorno è buono per ammazzare nazisti.”
Italia 1944, il partigiano Veleno non pensa ad altro che uccidere quanti più nazisti può prima di lasciare questo mondo. Accompagnato dal fido Rame, e protetto dall’antica dea Angizia, è in missione tra le montagne dell’Italia centrale per recuperare una strana arma che i nazisti stanno progettando di usare contro gli Alleati nella battaglia di Montecassino. Scritta con un ritmo vertiginoso, e accompagnata da una prosa travolgente, la novella di Francesca Tacchi unisce le più straordinarie caratteristiche del romanzo fantastico alla passione per la nostra Resistenza in un mix esplosivo e letale di azione e meraviglia. Pubblicato in origine negli Stati Uniti Seppellitemi lassù in montagna arriva in Italia in una nuova edizione rielaborata dall’autor? per il nostro pubblico. … Francesca Tacchi Scrittor? queer di storie fantasy con elementi horror e umoristici, Francesca Tacchi vive a Bologna insieme al marito, un cucciolo di shiba e tre dozzine di piante. Appassionat? di storia e mitologia, Francesca propone nella sua narrativa riletture weird della storia e del folklore italiano. Ha esordito nel 2022 negli Stati Uniti con questa novella.


Eh sì, avrei dovuto parlarvene molte settimane fa, anche se in particolare avrei voluto fare uscire un post lunedì (o al massimo martedì 25, visto le tematiche trattate). Ma non mi venivano le parole e quindi ho lasciato perdere.

Così, senza un briciolo di motivo, mi ritrovo a buttar giù di getto una sorta di opinione solo perché ho qualche idea che mi frulla in testa.
Vedremo come andrà...ma soprattutto, se eravate indecisi, se vi incuriosirà e vi spingerà a dargli una chance.

Questo era un titolo che stavo aspettando, seppur non avessi capito nulla della trama. A pelle mi ispirava moltissimo. Partiamo col dire che la frase iniziale mi ha conquistato totalmente
"Ogni giorno è un buon giorno per uccidere nazisti".
Perfetta!
Amore immediato!

Ci troviamo in Italia nel 1944, insieme ai partigiani Veleno e Rame, che ci faranno conoscere la loro lotta e il loro odio profondo verso nazisti e fascisti. Una lotta che per Veleno è radicata fin a portarlo all'autodistruzione. Infatti come missione vuole portare più nazifascisti con sé nella tomba. Altro non si pone nella vita. E durante le pagine capiremo come mai questa scelta così drastica e questo modo di vedere la vita così estremo.

Ma non è un romanzo solo di resistenza. Infatti l'autrice mescola abilmente a tutto ciò elementi fantastici, portando "in vita" Dei e Dee che sono sopravvissuti grazie a chi ne ha portato avanti la memoria. E Veleno è uno di questi, poiché la sua famiglia si tramanda un anello della Dea Angizia che dona il potere della guarigione.

Ovviamente questo è un accenno alla trama. Ci saranno sviluppi interessanti quando Veleno, con Rame ed altri, dovranno andare in missione per riuscire a fermare un piano che potrebbe spostare in modo decisivo l'ago della bilancia fra le fazioni. Lo so, fa strano trovarsi con così tante tematiche così particolari e diverse fra loro tutte insieme, ma la cosa straordinaria è che il mix funziona alla grande.

Un breve romanzo, forse più un racconto dovrei dire, che affronta molte tematiche: la guerra, la perdita, l'amicizia, la vendetta, l'amore, la speranza,...insomma, molto ricco seppur brevissimo, con quel tocco di sovrannaturale che riesce ad arricchire il tutto senza stravolgere le cose.

Sono rimasta molto sorpresa in positivo per questa lettura che mi ha dato occasione di iniziare il 2023 alla grande. Si, lo so, l'uscita non era a gennaio, ma fra i titoli letti da inizio anno si è rivelato il primo più bello.

Consigliato? Si!
Con dei "ma". Non è una lettura per tutti. Se leggete la trama e vi ispira: prendetelo ed amatelo. Altrimenti, andateci magari un pochino più cauti.

La Mosca, di George Langelaan [Instagram Post]


Opinione: La Mosca, di George Langelaan


Un classico della letteratura internazionale, 
pubblicandolo in una edizione arricchita dalle illustrazioni dell’artista Denis Pitter

Una telefonata nel cuore della notte sta per cambiare la vita di Arthur Browning: l'incomprensibile omicidio di suo fratello Robert, lo scienziato, sconvolge la quotidianità della famiglia e la precipita in un complesso turbinio di sangue, follia e segreti, dove l'unico indizio sembra essere collegato a una misteriosa mosca bianca fuggita da un laboratorio. Pubblicato nel 1957, questo breve e incisivo noir di George Langelaan, che intesse fantascienza, orrore e dramma famigliare, ha ispirato registi del calibro di Kurt Neumann e David Cronenberg a realizzare alcune delle pagine più significative e disturbanti della cinematografia horror della seconda metà del Novecento.



Non ho resistito e appena l'ho visto, doveva essere mio! 
Penso che chiunque conosca anche solo per sentito dire il film "La Mosca" del 1986, ormai un cult del cinema fantascientifico/horror. Tratto da questo minuscolo racconto, ma estremamente interessante e ricco, inutile dire assolutamente originale.
Però (il film) se ne ispira solo, la trama è estremamente diversa. 
Ma esiste una pellicola estremamente fedele, lo sapevate? 
Infatti prima di quel film ne uscì un altro, nel 1957, "L'esperimento del dott. K". 
Quest'ultimo è una perla in bianco e nero da recuperare assolutamente se fan di questo genere. 

Si, mi perdo parecchio a parlare di cinema, poiché a modo loro sono due esempi di ottimo cinema: 
quella del '57 per la fedeltà alla storia, portando sullo schermo ciò che noi leggiamo in queste pagine;
quella dell'86 perché un cult anni '80, come moltissimi altri film che hanno ampliato e sperimentato, portandoci a sognare nonostante effetti limitati. 

Sinceramente non sapevo che fosse tratto da un racconto. 
Lo sospettavo, in linea di massima. Praticamente tutto si ispira ad altre pellicole e/o a scritti. 
Quindi solo stata felicissima di recuperarlo immediatamente, da aggiungere alla mia libreria e di, appunto, scoprire la storia originale, da cui nacque tutto. 

Non sto a raccontarvi la trama. 
Penso che ci siano così tanti riferimenti ad essa che la potete immaginare, ma non siatene così certi! 
Classificato come noir, saprà sorprendervi durante l'indagine che verrà fuori dalle pagine e la verità che si nasconde dietro una confessione troppo strana per essere vera. 

Se vi approcciate ad esso come una novità assoluta, credo vi saprà conquistare e rapire totalmente. 
Non è solo un noir, ma ci sono tracce di fantascienza e dettagli che potrebbero lasciarvi qualche brivido, se siete molto sensibili. 

Vediamo l'edizione, poiché a meno di 100 paginette, 14,90€ ammetto che sono "carucci". 
Ma è estremamente curata. Nonostante la copertina morbida, ha un bel cartonato con alette, decisamente più spesso della media. Non penso si rovini facilmente. 
Aprendolo poi ci si rende conto di quanto è stato arricchito con illustrazioni ed immagini. 
Un tocco estremamente piacevole. 
Teniamo anche conto che si tratta di una piccola CE. 
Ma mettiamoci dentro anche il fatto che questo racconto era praticamente introvabile.
Credo non venisse stampato dal 1993, e sempre dentro raccolte di racconti di autori vari. 
Tirando le somme, si è un po' caro, ma vista la situazione il prezzo può anche starci. 

Nel complesso, una lettura estremamente veloce, che però riesce a raccontare un mondo.
Una storia estremamente originale e fluida, anche nei momenti più "complessi", non visti attraverso occhi "professionali" ma quotidiani come i nostri. 
Se amate questo tipo di storie, non potete lasciarvelo scappare. 

Unica enorme pecca? 
Non abbiamo altro di Langelaan al momento. 



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Opinione: Avrai I Miei Occhi, di Nicoletta Vallorani


È inverno a Milano, la più fredda delle stagioni, nella più desolata delle città. Ma non c’è mai una stagione giusta per indagare su un mucchio di cadaveri di donne abbandonato come spazzatura alla periferia dei campi industriali.
Donne? Persone? O piuttosto cavie, cloni, cose? È quello che si chiede Nigredo, chiamato a investigare, a cercare una verità, e quindi ad attraversare i muri che dividono, separano, proteggono Milano dal deserto civile in cui la città è immersa.
Ma quando c’è un muro, c’è sempre qualcuno capace di valicarlo, e Olivia a bordo del suo taxi lo sa bene. Lei conosce Nigredo da tempo. Il loro legame è molto più profondo di quanto lui si immagini.
Olivia e Nigredo, anime gemelle, sopravvissuti a tempi migliori, a tempi diversi, non sono pronti ad arrendersi all’età e alla devastazione che li circonda. Vivono quasi sospesi ancora in cerca di attimi di bellezza, e di un’idea di giustizia diversa da quella immaginata dal Potere.

Tra noir e distopia, la fantascienza di Nicoletta Vallorani si muove elegante ed esplosiva tra le crepe di una città reduce di un’epoca che ne ha decretato il collasso.
Milano è morta. Viva Milano.


Le cicatrici sono importanti. Ti ricordano il tempo, che non passa senza lasciare segni. Ti ricordano che ogni momento è prezioso. Non si vive per sempre, anche se certe volte è pesante perfino esistere per un solo minuto.

Partiamo dal presupposto temporale che questo romanzo avviene dopo Eva. 
L'ho letto prima, su consiglio dell'autrice, poiché mi ha garantito che non sono collegati strettamente, sono due storie che avvengono una dopo l'altra cronologicamente, ma nulla più.
Ci sono riferimenti al primo romanzo, ma si può leggere anche senza averlo mai aperto. 
Questo ve lo garantisco anche io, seppur, personalmente, a fine lettura ho recuperato immediatamente anche Eva...

Ci troviamo in una Milano futuristica, non troppo lontana dai giorni nostri eppure qualcosa ha profondamente cambiato...tutto. Mura e confini continuano a modificare la città, separando i ricchi da chi non lo è. Vediamo questo secondo mondo, dove non esistono più case, ci si arrangia come si può dormendo ovunque.
 
In questo caos ci ritroviamo a fare i conti con Olivia, la voce narrante che ci parlerà di sé e di Nigredo, portandoci insieme a loro lungo un'indagine che li travolgerà:
corpi di cavie vengono ritrovati in mucchi, sempre più spesso. 
Una quantità che non è normale. E sembra che qualcuno voglia metter tutto a tacere, bloccando le indagini a riguardo. 

Come dicevo, Olivia ci farà principalmente da voce, spesso parlando anche per Nigredo. 
Una scelta strana, che capiremo solo andando avanti nella lettura; è solo così che si può sfondare la facciata di questa donna eccentrica e capire cos'ha davvero dentro.

L'indagine è qualcosa che capiterà casualmente a Nigredo e che spingerà i due protagonisti ad immischiarsi in qualcosa che deve essere fermato, ma anche tenuto segreto. 
Viene sfruttato questo espediente per parlare di altro, di molto altro. A volte solo citato casualmente fra i mille pensieri di Olivia, o le riflessioni di Nigredo. 
Sono tante le tematiche, alcune sbattute in faccia al lettore, altre che forse nemmeno io ho intravisto. 

Si cerca sempre di rendere utile quello che altrimenti ti ucciderebbe

Piaciuto, mi è piaciuto. Ma...
Eh si, ci sono diversi "ma" che mi hanno infastidito e rallentato la lettura, in particolare l'inizio del romanzo.
 
Prima di tutto lo stile. Molto lento, poetico direi. Con cui, ahimè, io cozzo molto.
È stato comunque interessante da leggere, e sono riuscita ad arrivare alla fine poiché ad un certo punto la storia mi ha catturato e mi ha condotto alle ultime pagine.
Piacevole eppure difficile.

Un mondo che viene abbozzato ed è praticamente impossibile da immaginare, e questo può creare fastidio. Intendiamoci, io odio le storie dove pagine e pagine di inutile world building allunga il brodo.
Ma qui ci sono dettagli, spesso interessanti, lasciati a sé che danno vaghe sensazioni di questa Milano futuristica, distrutta e spaccata da mura che dividono in base alla ricchezza, senza però lasciare al lettore immagini mentali in cui vivere la storia.
Credo sia una scelta voluta. 
Come l'assenza totale delle descrizioni fisiche dei vari personaggi, come dei protagonisti.

Mi sono sentita avvolgere costantemente in una densa nebbia. 
È stato strano.
Un male? Non lo so.

Tirando le somme, direi "mah".
La storia di base è molto particolare ed interessante, ma si sente la mancanza di qualcosa.

Il mio scontro personale con questo stile è stato...interessante. 
Fuori dalla mia comfort zone. 
Lento, molto astratto, poetico. Non saprei come altro definirlo.
Inizialmente disturba, ma quando ci si abitua non ci si fa più caso.

Non lo consiglierei a chiunque.
Ci sono parecchi Trigger Warning riguardo la violenza, di cui adesso sorvolo solo per evitare spoiler involontari. Ma se siete sensibili, meglio evitare.

Se però non avete questi problemi e cercate qualcosa di molto particolare, vi suggerirei di dare una chance al romanzo. 
Potrebbe colpirvi parecchio con la sua originalità.

Nel frattempo ho recuperato Eva per capire se in quel romanzo ci sono le risposte a tutti i "ma" e le risposte alle domande che mi hanno assalito durante la lettura. 
Vi farò sapere. Spero presto. 

Opinione: La Settima Colonia, di Giulia Anna Gallo


ORI-45-830 è un Razionale e, in quanto tale, fa parte di una comunità all'apparenza perfetta. Non prova emozioni e non si considera un individuo indipendente, bensì l'ingranaggio di un meccanismo più grande. Al di fuori delle estese metropoli civilizzate di Kutar-7, a farla da padroni sono però vasti territori incolti popolati da creature selvagge e tribù di ribelli. Sarà l'incontro con Cara, una donna del clan Inuck, a costringere ORI a mettere in dubbio le sue certezze e riconoscere che forse una terribile verità è stata tenuta nascosta ai membri di entrambe le fazioni.


Prima di tutto ringrazio Giulia per avermi chiesto se volevo leggere un altro dei suoi romanzi, questa volta cambiando un po' genere e spostandosi verso lo sci-fi.
Non sono ancora molto ferrata su questi romanzi, ma sono stata molto felice di provare a buttarmi in quest'avventura.

Il romanzo parte in modo direi particolare.
Abbiamo subito il punto di vista di ORI-45-830, un razionale. Eh si, inizialmente faticheremo un pochino ad entrare in questo mondo così freddo, razionale e logico.
Ogni persona ha infatti un nome che contiene la sua professione. ORI orientante, TRS trasportatori, GRD guardiani, ecc ecc. Ci troviamo su Kutar-7, il settimo pianeta di dodici appartenenti alla Corporazione, ognuno con un suo scopo preciso. E per far funzionare le cose al meglio i cuccioli (ragazzini molto giovani) vengono divisi appena possibile per poter imparare il mestiere più adatto a loro e che porterà vantaggi alla comunità, senza spreco di tempo.
Ovviamente per far funzionare in modo così "perfetto" le cose, non c'è spazio per i sentimenti e, affinchè ciò avvenga, a tutti viene iniettato un composto ogni giorno per mantenerli "lucidi".
Ma ci sono delle eccezioni, ovviamente. 
Chi, purtroppo, per un motivo o un altro ne diventa immune e deve essere ritirato prima del tempo; ma ci sono anche i Selvaggi. Coloro che vivono e si nascondono fuori dalle città, come bestie. O così crede ORI, come chiunque altro. 
La realtà è diversa, come potete immaginare, ma scoprirete i dettagli durante la lettura.

Questa giusto un'infarinatura molto veloce e rapida su come parte la storia.
Abbiamo due punti di vista: ORI e Cara. 
La prima parte del romanzo è tutta dal punto di vista di ORI, permettendoci di comprendere almeno un po' questa società così fredda. Ammetto che è stato un po' lento e difficile entrare nella storia attraverso di lui, però questo serve per capire come vive e come ragiona, come il suo mondo funziona perfettamente in una maniera così calcolata. 
Quando i due mondi si scontreranno, passeremo a veder le cose attraverso Cara, una giovane donna che ha vissuto fra la gente Libera e che ha paura di questi Gelidi, eppure se ne sente sempre più affascinata, mano a mano che la vicinanza con ORI le farà scoprire come realmente funzionano le cose "dall'altra parte".
Verso la fine torna ORI e permette al lettore di capire quanto la vicinanza con Cara sia stata d'impatto per la sua vita. Dopo una vita del genere non può cambiare, ma vediamo quanto certe cose che scoprirà inizieranno a intaccare le sue conoscenze e portarlo a ragionare in maniera diversa.

Una lettura piacevole e piuttosto originale. Ahimè, ammetto che la prima parte l'ho trovata migliore del resto, come impatto sul lettore: viene spiegato molto bene il worldbuilding senza appesantire troppo finendo in dettagli noiosi, in particolare attraverso gli occhi di ORI entri sia nel mondo che nell'ottica di chi ci vive. 
Quanto cambia POV, c'è stato un cambiamento anche nello stile della storia (ovviamente, aggiungerei, passando ad una persona normale). Mi riferisco in particolare a come prosegue, avvicinandosi di più a certi fantasy distopici, diventando più prevedibile.
Non dico che si indovina tutto, anzi ci sono molte cose che mi hanno sorpreso e penso che molte altre mi aspettino ancora, però in generale il filo che ci porta lungo la storia sembra di averlo già letto.

Tirando le somme: mi è piaciuto, nonostante alcuni "ma" che vi ho detto poco sopra.
La scrittura è davvero bella, in particolare (lo so, mi ripeto) le parti in cui il POV è su ORI. Davvero ben create e scritte.
La storia piuttosto originale permette di perdonare alcune sensazioni di "già-letto" per certi dettagli davvero interessanti e molto particolari.

Se vi incuriosisce, buttatevi! 
Io attendo il seguito, da come finisce almeno un altro romanzo ci sarà. Sono curiosa di scoprire come avanti la storia e se ci saranno altri bei colpi di scena a tener il lettore attaccato alle pagine. 

Opinione: Dormire in un Mare di Stelle (Volume 1 e 2), di Christopher Paolini


Una donna, una terribile scoperta, una lotta per la sopravvivenza.
L'unica speranza dell'umanità

È l’ultima missione nello spazio per la scienziata Kira Navárez. Semplici rilievi di routine su un pianeta non ancora colonizzato. Ma il giorno della partenza accade qualcosa di inatteso. Qualcosa di terribile. Spinta dalla curiosità, Kira si imbatte in un reperto alieno. Il terrore la invade quando il pulviscolo intorno a lei comincia a muoversi. Una guerra tra le stelle è alle porte, e Kira è trascinata nelle profondità della galassia in un'odissea di scoperte e trasformazioni. Lei ha dalla sua compagni formidabili e un coraggio immenso. Ma soltanto fidandosi davvero di se stessa potrà combattere per i propri simili e affrontare il suo prodigioso destino.


Partiamo con la cosa che più mi ha irritato: la divisione del romanzo. 
Non sopporto proprio che un romanzo venga spezzato in due o più parti!
Non ha una logica, perchè se è pensato e scritto per essere unico, deve restare tale. 
Infatti, arrivata alla fine del primo e l'inizio del secondo, era tutto un continuo (ovviamente). 
Lo stracco brutale e, a mio parere, senza troppo senso. Hanno troncato più o meno dove si poteva fare, ma non è "bello". 
Anche perchè ho sentito la giustificazione del prezzo (non dalla CE eh). 
Parliamone: due volumi, flessibili, a 19€ l'uno sarebbero stati più economici di una stampa unica, rilegata, magari intorno ai 30€? 
Ve lo giuro, l'ho sentito davvero; magari non hanno fatto i calcoli, ma c'è gente convinta che così entrambi vengano venduti di più, mentre una stampa unica sarebbe stata snobbata. (Parliamo di circa 1000 pagine rilegate in rigido. Secondo me, visti i prezzi, 30€ ci stavano ed erano pure "economici"). 
Poi, per carità, se vendono (anche se non so quanto visto il genere trattato), la CE ha vinto e si porta a casa soldi per investire in altri progetti del genere (ma ammettiamolo: Paolini è sicurezza di vendita; fosse stato chiunque altro, o c'era già una richiesta così alta, oppure ce lo sognavamo).

Ah, per la cronaca, ho comprato i cartacei appena trovati usati su Libraccio. 
Paolini mi ha incantato con la saga di Eragon, non potevo non leggerlo ancora e scoprire com'è maturato negli anni, vista la trama fantascientifica che stacca tantissimo dai precedenti e promette qualcosa di molto più maturo e complesso. Ed infatti è stato così. 

Bene, ho finito di fare i capricci verso le decisioni editoriali di stampa.
Veniamo alla storia. 

La trama non dice praticamente nulla di ciò che andremo a leggere. 
Io adoro ed odio questi misteri, perchè può essere un libro straordinario oppure una ciofeca banale incredibile. 
In questo caso vado verso la prima, poichè già solo per il worldbuilding dietro a tutto ciò la storia merita. 
Paolini ha pure messo delle "lezioni" alla fine di tutto per spiegare molto di più cosa c'è dietro, rendendoci partecipi di quanto abbia studiato per renderlo il più verosimile possibile a qualunque lettore. 
Da pazzi, ma straordinario. 

Ha creato un mondo non troppo lontano da noi (un 200 anni nel futuro) eppure inimmaginabile, in cui gli uomini hanno iniziato a viaggiare e colonizzare lo spazio. Ed è in una di queste missioni che conosciamo Kira, la nostra protagonista ed unica voce narrante. Con la sua squadra si trova a fine missione su un pianeta ancora non colonizzato, che grazie a loro lo sarà presto. Ma la mattina prima della partenza viene mandata dal suo superiore a fare un ultimo controllo e, per curiosità, si imbatte in qualcosa di estremamente unico. Esplorando si ritrova a scoprire un luogo sicuramente opera di qualche altra specie, un occasione che potrebbe rendere famosissima la loro squadra.
Sebbene cerchi di controllarsi e non fare nulla che possa contaminare la zona, la base di qualunque protocollo, mentre aspetta di essere recuperata la curiosità ha la meglio e trasforma il tutto nell'inizio di un incubo per la giovane donna. 
Ma non solo quello. 

L'inizio mi ha conquistato, senza alcun dubbio. 
Paolini ci porta, piano piano, a conoscere questo mondo e scoprirne i dettagli (dai rapporti personali a quelli lavorativi, alle tecnologie, i governi,...ecc ecc). Tantissime informazioni che sembrano complesse, ma (e lo dico per esperienza) anche se non comprese del tutto, permettono di farsi un idea di ciò che stiamo "vivendo" ed entrare meglio nella storia. 

Conosciamo Kira e la sua squadra, ci facciamo una vaga impressione su ciò che hanno fatto e come sarò per loro il futuro lavorativo, iniziamo ad entrare in contatto con l'esplorazione spaziale, la colonizzazione ed, in generale, degli slanci tecnologici che hanno cambiato profondamente la vita di tutti (e non mi riferisco solo ai viaggi). 

La scoperta del manufatto ammetto che mi ha riportato a galla i ricordi su Alien: nella mia mente ha risvegliato quella pellicola e ho associato molto ciò che ho visto sullo schermo per immaginare ciò che Kira si è trovata davanti.
Alt, non sto dicendo che ha copiato, perchè le cose sono diverse (anche se ad esser pignoli alcuni dettagli sembrano richiamar la famossissima saga cinematografica; ma non scenderò in dettagli se non per chiacchierarne con chi lo ha già letto). 

Non è una lettura per tutti.
Facendo parte del filone sci-fi, se non avete mai letto nulla del genere, come primo approccio potrebbe essere "pesantuccio" (vi ricordo che la storia supera le 1000 pagine e la fantascienza non è per tutti).
A me piace il genere, ma mi sono trovata spesso in difficoltà in alcuni passaggi, per come è stato scelto di continuare la storia. 

Paolini mescola piuttosto abilmente frammenti lenti di spiegazione (e vita "quotidiana") con avventura, dando dinamicità alla lettura.
Anche se ammetto che in certe scene ha esagerato. 
Verso la fine del romanzo (praticamente dopo metà del secondo libro) abbiamo molta, forse fin troppa, avventura che è stata lunga e pesantuccia da leggere, ricordandomi fin troppo i finali di certi videogame e facendomi storcere un po' il naso. 

MA ho adorato il finale. 
Secondo me perfetto per chiudere una storia come questa. 
Sono davvero tentata di dirvi il perchè, ma non posso senza rivelare qualsiasi dettaglio, anche estremamente vago, sulla trama. E se non l'ho fatto fino ad ora, non lo farò adesso. 
Posso dirvi che è originale e non prevedibile, e lascia un sorriso anche se comunque fa male da leggere. 

So che ho detto tanto e niente, ma spero comunque di avervi lasciato qualche piccola nota che possa incuriosirvi e/o farvi capire se può fare per voi oppure no. 
Se vi va, poi fatemi sapere. 

Review Party: Gideon La Nona (The Locked Tomb 1), di Tamsyn Muir


Gideon la Nona
di Tamsyn Muir ci svela una galassia di duelli a fil di spada, spietati giochi di potere e necromanti lesbiche. I suoi personaggi saltano fuori dalla pagina, magistralmente animati come arcani redivivi.


Allevata da ostili monache calcificate, valletti vetusti e un’infinità di scheletri, Gideon è pronta ad abbandonare una vita di schiavitù – nell’aldiquà – e una da cadavere rianimato – nell’aldilà. Prenderà la sua spada, le sue scarpe e le sue riviste zozze e si preparerà a un’audace fuga. Ma la nemesi della sua infanzia non la lascerà di certo andare senza chiederle qualcosa in cambio. Harrowhark Nonagesimus, Reverenda Figlia della Nona Casa e prodigio della magia ossea, è stata convocata. L’Imperatore ha invitato tutti gli eredi delle sue fedeli Case a prendere parte a un torneo all’ultimo sangue fatto di astuzia e abilità. Se Harrowhark avrà successo, diventerà un’onnipotente servitrice immortale della Resurrezione; ma nessun necromante può ambire all’ascensione senza un paladino. Senza la spada di Gideon, Harrow fallirà e la Nona Casa morirà. Chiaro, ci sono sempre cose che è meglio se restano defunte.





Folle, pazzesco, incredibile, caotico, volgare, violento,...insomma, amore a prima lettura!
Una storia in cui si viene catapultati senza nessun preambolo e in cui ci vorrà un po' di tempo per capire chi/cosa/dove/quando/perchè. 
Nemmeno la trama aiuta, infatti non ho capito assolutamente nulla ma comunque mi attirava moltissimo lo stesso.

Chiedo già scusa se questa opinione sarà caotica, ma è davvero difficile parlarne Spoiler Free. 

Vediamo il tutto attraverso Gideon Nav, una giovane donna che è stata rinchiusa per tutta la vita dentro la Nona Casa, dove tutti la odiano e lei odia tutti. Specialmente la Reverenda Figlia Harrowhark Nonagesimus, per cui sembra il massimo divertimento schiacciare Gideon ad ogni occasione. 
Gideon è forte, determinata, ma anche molto egocentrica e sfacciata (per esser gentili); ha sempre una risposta tagliente e maleducata pronta sulle labbra, e vuole a tutti i costi andarsene da quel pianeta morente. 

Le cose "cambiano" quando Harrow le fa una proposta (incredibile, visto che è una manipolatrice straordinaria ed una persona molto meschina, ma a quanto le pare vera): diventare la sua paladina per una chiamata dall'Imperatore; se Gideon farà tutto come richiesto, sarà libera di andarsene da quel rudere che l'ha vista crescere. 
Infatti Gideon è molto brava a battersi, cosa per cui si è allenata tutta la vita. 

Come Harrow, sono stati richiamati tutti gli eredi delle Nove Case per una sfida estremamente rischiosa, ma dal premio irresistibile: poter diventare Littrice o Littore.  
Si sa pochissimo di questa figura, tranne che si diventerebbe potentissimi e la propria Casa avrebbe enormi vantaggi. Possibilità che la Reverenda Figlia non vuole farsi assolutamente scappare. 

Nascerà quindi questa alleanza assolutamente precaria e così folle da non essere credibile.
Infatti fin dalle prime righe vediamo chiaramente come le due si odino visceralmente, ma alla fin fine ognuna ha bisogno dell'altra: Harrow necessita una paladina, Gideon vuole la libertà. 

Harrow è odiosa, ma mano a mano che la conosceremo diventerà intrigante. Una donna giovane ma estremamente colta, potente (grazie al suo dono necromantico di creare scheletri grazie a pochissime ossa), intelligente ed astuta. Ma anche bugiarda, fredda, distaccata, crudele. Insomma, una dolcezza!  

Seguiremo tutta la vicenda tramite Gideon e, come lei, non sapremo praticamente mai nulla di ciò che accade. Spesso finiremo in dialoghi assurdi di cui non sapremo minimamente il senso. Ma è tutto così folle che va benissimo così. Tramite l'ignoranza della ragazza scopriremo questo "mondo" e ci avventureremo in queste prove, che non si sa dove vogliano andare a parare, ma che diventano sempre più pericolose. 

Ci troviamo catapultati dalla Nona alla Prima Casa, un enorme edificio praticamente abbandonato, nel quale si ritroveranno tutti i nove eredi (ognuno con un dono unico legato alla necromanzia, poichè ogni Casa è "specializzata" in qualcosa) con i loro paladini. Li conosceremo lentamente, alcuni meglio di altri, ma per molti non servono approfondimenti.  Non sono necessari ai fini della trama, ma ci permetteranno di capire meglio Gideon ed anche Harrow, portandoci a conoscerle meglio, ma anche portando loro stesse a mettersi in dubbio. 
Durante queste prove il loro legame verrà messo alla prova e si troveranno costrette a mettersi in gioco e doversi fidare l'una dell'altra...ma è davvero possibile? 

Anche se tutto appare caotico, incredibile, folle, assurdo,...alla fine si capisce che tutto ciò ha un senso. 
(oddio, "senso" è una parola grossa, ma c'è un filo conduttore che lega la trama ed è geniale)
Il finale lascia a bocca aperta e un colpo al cuore. 
Io DEVO sapere come va avanti questa storia così...TROPPO, da esser irresistibile. 

Grazie alla Oscar Vault per aver investito anche in quest'opera, così rischiosa ma imperdibile per chi ama le cose fuori dagli schemi ed imprevedibili. Ti prego, portaci presto anche il seguito! 

Postilla doverosa: se non lo aveste capito, non è assolutamente una lettura per tutti. 
Estremamente volgare, molto violenta in modo fisico ed a tratti horror per le componenti necromantiche che hanno i vari personaggi nella vicenda. Anche come scrittura in sè non è per tutti. Molto particolare e strana da leggere.
Insomma è uno di quei libri che: si ama o si odia. Tenetene conto prima di buttarvi. 



Opinione: Anomalya, di Guido Sgardoli


Quanti errori, quante scelte sbagliate vorremmo cancellare? 
Quante parole, quante sciocchezze vorremmo non aver detto? 
E se fosse possibile tornare indietro? 
E se potessimo cambiare il passato e prendere in mano, finalmente, il nostro futuro? 
Avventura, fantascienza, viaggi nel tempo e realtà alternative 
in un profondo e appassionante romanzo di formazione.

Lo trovarono il mattino seguente, poco dopo l'alba, in un buco tra le rocce sulla scogliera chiamato "La Grotta Hostile", a pochi metri dal Faro di Paon. Era rimasto intrappolato dall'alta marea ed era annegato. Cercava di dimostrare che era coraggioso. Invece, in un'afosa giornata di luglio, aveva trovato la morte. 

 Quando si comincia ad affacciarsi sul mondo, il futuro è una promessa che temiamo di non mantenere. Ogni errore sembra irreparabile, ogni scelta definitiva. A volte questa convinzione può portare, di fronte a uno sbaglio, a perdersi e darsi per vinti, quando la vita invece offre sempre nuove possibilità. Questa delicata fase della vita è raccontata in un'avventura fantascientifica che ha al suo centro un viaggio del tempo. Jaques e Claire, da ragazzi segnati da una scelta sbagliata che ne ha condizionato l'esistenza, si rincontrano cinquant'anni dopo. Claire ora è un'importante scienziata e ha scoperto un fenomeno misterioso, un passaggio temporale, un'anomalia. Una porta verso l'ignoto per scoprire che si può sempre scegliere, e tutti hanno una seconda possibilità. 
Età di lettura: da 13 anni.

 

Abbiamo due protagonisti molti diversi fra loro. Li conosciamo quando sono giovanissimi.
Jaki ha sui 17 anni, abita da tutta la vita sull'isola di Bréhat ed è un "ragazzaccio". Irascibile, testardo, il classico atteggiamento da "so tutto io", sempre pronto a fare a botte e poca percezione dei reali rischi. 
Si sente in trappola. Il suo sogno è andar per mare nonostante la sua famiglia abbia una fattoria e spingano tutti per fargli intraprendere quella strada, che detesta con ogni fibra del suo essere.

Conosceremo anche Claire. Una ragazza poco più giovane, ricca e di famiglia nobile con un padre padrone che pretende dalle figlie ubbidienza assoluta affinché facciano ogni passo della propria vita come lui ha deciso. Infatti vuole che lei diventi una scienziata, come lui e le sue sorelle più grandi. Niente vacanze, nonostante vadano ogni anno alla loro casa a 
Bréhat per staccare. Solo studio, studio e studio. 
Lei però sogna di scrivere. Ma non ha la forza di opporsi a quel genitore così "imponente".

Entrambi si ritroveranno cinquant'anni dopo quell'estate del 2020 per puro caso, ma qualcosa darà loro una sorta di seconda possibilità. Infatti sotto la Torre Eiffel è nato uno strano fenomeno che ancora non sanno spiegare.
Lei ipotizza una sorta di condotto spazio temporale. 
Ma anche fosse così, per dove? Futuro? Passato? E di quanti anni si parla?!

Un mistero che però porta Jaki ad avvicinarsi troppo e a sparire. La sua vita era uno schifo e vede tutto quello come una sorta di opportunità. Anche se trovasse solo la morte, non gli importa davvero.
La cosa assurda è che si risveglia nel suo corpo di diciassettenne. Quella stessa estate del 2020, poco prima che tutto cambiasse.
Una mente di adulto nel corpo di un ragazzino, che ci mostrerà come le cose possono esser viste in modi totalmente diversi a seconda delle età. 

Ma il Jaki diciassettenne è davvero scomparso del tutto o preme per tornare a galla? 
Ed il passato si ripeterà oppure c'è davvero la possibilità di modificare le cose?

Un romanzo estremamente scorrevole e piacevole da leggere. 
Per chi è già adulto (anche se non si sente ancora così) è familiare e destabilizzante rendersi conto di esserci passati. Di come l'adolescenza possa esser così insopportabile da voler crescere e lasciarla alle spalle il prima possibile. L'odio, le pressioni (che siano dai familiari, o dagli amici), il non sentirsi (quasi) mai al proprio posto.
Certo, non per tutti è così, ma per quanto mi riguarda non tornerei indietro mai e poi mai. 

Vediamo come sia tutto estremamente diverso quando il Jaki del 2070 torna indietro e rivede tutto con un occhio distante nel tempo. La nostalgia, il non capire come mai avesse avuto certi comportamenti, la mancanza della sua famiglia.
Credo che questa parte potrebbe non esser ben capita al 100% dai ragazzini, il target a cui si riferisce il libro, perché (almeno parlo per me) se ne deve uscire per capire bene certe cose. 

Affronta tematiche che riguardano molto quell'età. 
Dalla pressione sociale che mettono i propri amici (che vedremo con Jaki ed il suo gruppo di teppisti), a ciò che la famiglia vuole per il tuo futuro spesso neanche ascoltando ciò che uno desidera fare (qualcosa di assolutamente sbagliato: se c'è passione per qualcosa, quella strada va assecondata perché potrebbe portare ad una vita bella da vivere). 

Amicizia, affetto, famiglia, responsabilità.
Tutte cose che lentamente prendono posizioni differenti di importanza durante la crescita. Ma è giusto così, si deve capire il proprio posto e a volte si deve "sbagliare" per capire cosa sia giusto. Anche dar retta a chi ti consiglia là strada migliore e non quella più facile. 

L'ho divorato in poche orette e non mi è dispiaciuto. 
Di fantascientifico ha pochissimo, solo il viaggio nel tempo che è l'espediente per mostrarci la doppia visione delle cose (ragazzo/adulto) e di come le cose possono esser cambiate, credendo in noi stessi.
Però, come sempre, metto le mani avanti.
Non leggo romanzi per ragazzi come abitudine e quindi magari per loro quel poco basta per avvicinarsi di più a questo genere, ahimè, di nicchia in modo molto soft. 

Direte: se non li leggi, perché farlo ora?!
No (visto che la polemica è sempre all'erta) non è per la copia omaggio.
Come per altri romanzi che mi è capitato di leggere fuori dalla mia comfort zone, perché limitarsi e darsi dei paletti?
A volte le storie non fanno per noi, ma spesso si scopre qualcosa di bello che non avremmo potuto leggere se intestarditi. 
Poi, ovvio, prima si legge almeno la trama per capire se provarci o meglio evitare. 

La storia sembrava molto particolare ed interessante, dell'autore ho avuto fortuna di legger altro di suo e so che fra penna e idee è molto vario ed interessante... Quindi, perché no?! 

Un romanzo per ogni età? Possibile. Certo, non pretendete chissà cosa se siete grandicelli e con una passione per fantascienza e ciò che può ruotarle intorno. Tenete presente per chi è stato scritto. 
Potrebbe piacervi però. Una lettura leggera e molto scorrevole, che regala uno stacco e porta a riflettere sul proprio passato. 
Se invece siete giovani, può esser un ottimo modo per avvicinarvi ad un genere "ostico" anche per moltissimi adulti. Qui trattato in modo molto "soft", ma può farvi capire se ne potete esser curiosi e voler approfondire questo vasto mondo, oppure cercare romanzi differenti che facciano di più al caso vostro. 

Ringrazio ancora l'autore per avermi coinvolto in un'altra lettura di un suo nuovo romanzo (e per la dedica in prima pagina, molto gentile), ed alla CE per la copia cartacea. 

Review Party: Middlegame, di Mcguire Seanan


Benvenuti. Ieri vi ho parlato dei personaggi ed oggi vi parlo del romanzo. 
Sotto l'opinione trovate tutti i link dei blog che partecipano al Review Party e al BlogTour (con relativo nome della tappa affrontata). Passate a trovarci tutti. 
Ed ora, la trama: 



Dalla vincitrice dei premi Nebula e Hugo un romanzo di gemelli, alchimia e società occulte.
Ecco Roger. Ha un vero dono per le parole, comprende istintivamente ogni linguaggio e sa che è il potere delle storie a regolare i meccanismi dell'universo. Ed ecco Dodger. È la sorella di Roger, la sua gemella per la precisione. Anche lei ha un dono, per i numeri: sono il suo mondo, la sua ossessione, il suo tutto. Qualunque cosa le si presenti alla mente, Dodger la elabora con il potere della matematica. I due fratelli non sono propriamente umani, anche se non lo sanno. Non sono neanche propriamente divini. Non del tutto… non ancora. E poi c'è Reed, esperto alchimista, come la sua progenitrice. È stato lui a dare vita ai gemelli. Non si potrebbe definirlo il loro "padre". Non proprio. Ma come tutti i genitori, per i due ragazzi ha un piano ambizioso: far sì che raggiungano il potere assoluto, e poi reclamarlo per sé. Diventare "dei in Terra" è una cosa possibile. Pregate soltanto che non accada.




Un viaggio incredibile!

Una storia folle, caotica, ma estremamente bella e coinvolgente, sempre se fa per voi. 
Ahimè, questo non è un libro per tutti. 

I conti tornerebbero, e questa è l’unica cosa che Dodger ha sempre chiesto alla vita. Lui invece, lui che conosce le parole giuste per descrivere la situazione – dissanguamento, ipovolemia, emorragia –, non trova nelle parole il conforto che lei trova nei numeri. Non gli è mai stato possibile. I numeri, fintanto che si comprendono le norme che li regolano, sono entità semplici, disciplinate. Le parole, al contrario, sono insidiose. Si aggrovigliano e mordono e pretendono attenzione. Roger riflette su come cambiare il mondo. Sua sorella, semplicemente, lo cambia.

Ci sono due bambini, due fratelli, due gemelli, intorno alle cui vite ruota di tutto. Saranno le nostre voci narranti, insieme ad altri, che riusciranno a dar vita a questa trama molto complessa, ma straordinaria. 
Conosceremo attraverso dei ricordi Asphodel, una brillante alchimista che è riuscita a portare molti risultati incredibili, pagandone però il prezzo non essendo considerata dagli uomini che regnano in quel mondo (nonostante questi non si facciano scrupoli a prendersi le sue scoperte).
La conosceremo grazie ai ricordi di Reed, una creatura creata dall'alchimista per portare avanti la sua ricerca quasi impossibile. Reed sarà centrale in tutto questo perchè è sua l'idea di creare questi bambini, questi gemelli dalle doti eccezionali, gli unici a poter portare a termine quel compito. Crearli e dividerli, per evitare "problemi" durante la loro maturazione. 

«Lo so? Davvero? Ne abbiamo già discusso. Una certa dose di imprevedibilità è necessaria se vogliamo che i bambini imparino ad avere accesso ai loro poteri. Sappiamo che le rigide modalità da laboratorio non funzionano.» Inoltre crescendoli lontani da lì eviteranno il rischio che i soggetti imparino troppo, e troppo in fretta. La conoscenza è potere, per questi cuculi soprattutto. Mantenerli ignoranti significa mantenerli docili... ed è esattamente così che gli servono. Le creature docili sono molto più facili da controllare.

Conosceremo Roger e Dodger, lui con il dono delle lettere, lei dei numeri. Diversi ma simili e, sopratutto, complementari. Nessuno comprende a fondo l'altro, in particolare le sue doti, ma sono abbastanza saggi da non discuterne ed accettarsi senza porsi troppe domande. Cresciuti con tanti chilometri a separarli, riescono a ritrovarsi sempre, negli anni, nonostante ci si metta sempre di mezzo qualcosa a tentare di tenerli lontani. Da bambini, fino all'età adulta, li seguiremo in questo viaggio impossibile, impensabile, eppure reale e dannatamente folle, seppur geniale nella sua costruzione. 

Ma è a buon punto del romanzo (tutti i punti sono buoni), e andare avanti con la storia sembra assai più importante che moltiplicare tra loro stupidi numeri. I numeri non sono come le parole: per avere senso non hanno bisogno di lui. Le parole, senza qualcuno che le capisce, non significano niente. Invece i numeri ci sono e basta. A prescindere da lui.

Un romanzo che si lascia divorare senza troppi problemi, anche se ammetto che dovrei dargli una rilettura per cogliere meglio alcuni frammenti che temo di non aver capito. Ma nel complesso, mi ha conquistato. 
Una trama originale e studiata nei dettagli, che ci porta in un viaggio lungo due vite che vogliono intrecciarsi per non sentirsi più sole, nonostante tutto li tenga separati. 
Senza contare la scrittura: leggera, scorrevole,...non mi sono mai inceppata, nonostante alcuni punti più difficili da interpretare. Davvero complimenti all'autrice, molto molto brava. 

Una storia complessa, ma davvero ben scritta. 
Come già dicevo, avremo più punti di vista che ci porteranno a conoscere questa vicenda, alcuni che si sovrappongono fra loro, "rubandosi" il POV centrale l'un l'altro, ma sempre con eleganza e una penna che sapientemente riesce a dosare questi scambi, regalandoci una visione che potrebbe risultare confusa, ma non lo è affatto. Anzi, la arricchisce. E, come bonus, spesso c'è anche una voce esterna che fa capolino e ci "parla", a volte anticipando qualcosa, ma senza spezzare questo delicato equilibrio; ci regala qualcosa in più esterno alla storia in sè, permettendoci di cogliere qualcosa oppure di sapere in anticipo qualche dettagli che poi andremo ad approfondire. 

E lo devo proprio dire: il finale è perfetto per questa storia. 
Qualche piccolo dettaglio lo si intuisce, ma la "bomba" che viene sganciata poco prima della chiusura lascia senza parole e fa capire quanto sia immenso tutto ciò che avevamo appena scalfito durante la lettura. Geniale. 

Capisco perchè così tanti lo hanno adorato e sono davvero grata alla Mondadori per averlo portato in Italia e tradotto per noi. Ripeto, non è una storia per tutti: dovete adorare le storie complesse, con storyline non propriamente lineari, misteri davvero intricati che porteranno spesso a chiedersi quando sarà spiegato ciò che si sta leggendo, perchè (in quel frangente) non si riesce bene a capire. 
Ma credetemi, se vi piace, ne resterete incantati fino all'ultima pagina. 



Se ve li siete persi e/o volete seguirci, ecco le tappe dei due eventi

BlogTour
20 Luglio 
Presentazione - France Love Books
Presentazione -  Hope And Paper
Analisi Cover - Il Labirinto Dei Libri

21 Luglio 
Intervista ad un personaggio: Roger - La Libreria di Yely

22 Luglio
Parliamo di Seanan McGuire - Libri E Librai
Intervista ad un personaggio: Dodger - Libri Al Caffè
Personaggi - Viaggiatrice Pigra

23 Luglio 
Estratti - L'Angolo di Mia
Excursus Dark Fantasy - Fenice Fra Le Pagine

24 Luglio
Perchè Leggere Middlegame - Feeling Bookish
Perchè Leggere Middlegame - Ho Voglia Di Scrivervi

Review Party 

21 Luglio 

22 Luglio

23 Luglio
Viaggiatrice Pigra

24 Luglio