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Opinione: Tenace Come L'Inferno (Of Vices and Virtues 2), di Laura Rocca

Sono un essere di pura luce, oggi lo so.
La mia intera esistenza è sempre stata volta al Bene sopra ogni cosa e oggi più che mai dovrei avere questa ferma consapevolezza. Ogni mia certezza, però, è ormai in frantumi.
Mi chiamo Jophiel, sono un angelo e tutta la Sphaera Caelestis sa chi sono visto che, per millenni, sono stato il sacrificio che ha sancito il patto tra angeli e demoni.
La mia anima eterea, però, è stata sporcata da sensazioni che mai avrei dovuto conoscere.
Resisterò o perpetrerò il più grande tradimento della mia razza?
Conosco quale comportamento si aspetta da me Jeliel, mio padre, ma non posso rinnegare Lei.
Tutto quello che ho sempre creduto giusto mi appare scorretto e quello che tutta la mia razza considererà il mio errore supremo mi sembra l’unica decisione possibile per me.
So che dovrei convincermi che un angelo non nutre certi sentimenti sbagliati, sono consapevole che dovrei gioire della cattura di un demone e delle informazioni che potremmo estorcerle sui piani di Lucifero, che non dovrei provare altro che odio per Lilin, perché è così che si chiama la creatura che mi ha ingannato facendomi innamorare.
Ma non posso.
La mia scelta è già compiuta, devo solo attuarla.
Mi chiamo Jophiel, sono un angelo e il mio peccato peggiore potrebbe essere l’unica opzione di salvezza dell’universo.

Torniamo nel mondo creato da Laura fra Angeli e Demoni, ma senza esser così prevedibile e banale come avrebbe potuto essere. 
Infatti lo avevamo già intuito nel primo romanzo che il tutto era decisamente complesso e "diverso" da come abitualmente possiamo leggere (o vedere) rappresentata questa eterna lotta fra bene e male. Laura infatti ha studiato molto e ce lo dimostra mescolando abilmente elementi differenti preso fra culti, religioni, leggende ed opere filosofiche. 

Ammetto che questo può essere il punto più particolare ma anche il più "difficoltoso" da affrontare per il lettore.
Per esempio (io) ho faticato a star dietro a certe spiegazioni molto dettagliate che sicuramente danno tanto al romanzo, ma se non si ha la testa ahimè sfuggono. 
Chiarisco meglio, non sono inutili, ma necessitano di una lettura che non sia totalmente superficiale. Cosa che rende molto interessante la storia e tutto questo background, ma richiede (giustamente!) al lettore uno sforzo in più in alcuni piccoli frammenti. 

Nonostante Laura ci porti a vedere le cose da prospettive nuove e creando percorsi "suoi" che arricchiscono molto il tutto, staccandolo da altre storie più...conosciute, diciamo. 
Ovvio, partiamo dalla religione Cattolica e ci muoviamo lì intorno, ma c'è molto molto altro che arricchisce.
E direi che sto già tirando troppo pippone su sta roba, quindi andiamo avanti e vediamo un po' personaggi e storia.

La trama riprende esattamente dove finiva il precedente romanzo: Lilin che si sacrifica per riportare Jayden fuori dall'Inferno, ma le cose non vanno proprio come si era aspettata. 
Ahimè ad attenderli c'è Jeliel, il padre di Jophiel (il vero nome di Jayden), che li porta alla Sphaera Caelestis, dove Lilin verrà imprigionata per essere interrogata riguardo i piani del padre (e/o i suoi). 

Seguiremo principalmente Jophiel in questi primi capitoli, che ha riavuto la sua "forma" originale e tutti i suoi ricordi, ma è anche estremamente confuso riguardo a Lilin e ciò che prova per lei. 
Lei è una Succuba, un Demone, la figlia di Lucifero. Deve essere stato tutto un enorme piano per farlo innamorare con l'inganno e portarlo via dal suo compito sulla Terra. Deve (O no?
I dubbi sono tanti, mescolati ai sentimenti estremamente forti che prova per lei (ma saranno veri?), ma anche ad un senso di giustizia che sembra mancare in quel luogo. 
Sa benissimo che i Demoni sono crudeli, manipolatori e non ci si può fidare delle loro parole, ma gli Angeli sono davvero così diversi? 

Jophiel si trova a dover combattere fra ciò che sente e ciò che sa (o crede di sapere?). 
Intelligente, sveglio e pronto a tutto, con un etica che lo porta fin da subito a metter in dubbio ciò che gli sta attorno. 

Come nel precedente romanzo avremo davvero tante voci che si alterneranno nei vari capitoli. Da Jophiel, a Lilin, a Vapulia e Asur, fino a Lucifero...e non solo! 
Perchè finalmente inizieremo ad avere risposte in merito al rapporto fra Lilin e Jophiel, che non sarebbe mai dovuto esistere, portandoci indietro nel tempo poco prima della creazione del Patto. 
Ma c'è di più, perchè non c'è in ballo solo Paradiso ed Inferno, ma altro che è stato nascosto fino ad ora e che potrebbe cambiare totalmente le carte in tavola, specialmente per i due protagonisti. 

La storia scorre piuttosto rapida e ci permette di scoprire molti più dettagli relativi al mistero che lega un Angelo ad un Demone, dandoci molte risposte, all'apparenza quasi tutte, ma credo che nel finale ci sarà molto altro ad attenderci. 
Una lettura originale, pensata nei dettagli e che ha dietro molto studio, cosa che (come già dicevo sopra) è una nota estremamente positiva ma rappresenta anche un punto a sfavore (anche se dipende molto da lettore). 
Ammetto che alcune parti risultano prevedibili e ci sono alcune spiegazioni ripetitive che rallentano la lettura, ma nel complesso si bilancia bene l'azione con queste spiegazioni

Sono estremamente curiosa riguardo la conclusione di questa trilogia, sperando in colpi di scena che la rendano ancora più imprevedibile. Se Laura mantiene i suoi ritmi così veloci, magari ce lo regala ad un anno da questa pubblicazione. 
Incrocio le dita. 


Nel frattempo, Grazie ancora a Laura per avermi mandato un'altra delle sue creature ed aver avuto pazienza. Avrei dovuto finirlo molto tempo fa, ma...la vita! 

Opinione: Harrow La Nona (The Locked Tomb 2), di Tamsyn Muir

Harrowhark Nonagesimus, l'ultima necromante della Nona Casa, è stata ingaggiata dall'Imperatore per combattere una guerra che non si può vincere. Fianco a fianco con la rivale che più detesta, Harrow deve perfezionare le sue arti e diventare un angelo della non-morte. Ma si sente sempre peggio, la sua spada le dà la nausea e persino la mente minaccia di tradirla. Chiusa nell'atmosfera gotica del Mithraeum dell'Imperatore con tre insegnanti poco amichevoli, inseguita dai fantasmi pazzi di un pianeta assassinato, Harrow deve affrontare due scomodi interrogativi: c'è qualcuno che sta provando a ucciderla? E, qualora ci riuscisse, l'universo sarebbe un posto migliore senza di lei?


Appena finito di leggere e sono completamente devastata da questa lettura.
Mi trovo fra il "Wow" ed il "WTF", più o meno dalle prime pagine.

Una storia assolutamente imprevedibile, ancora più assurda e complessa del primo capitolo (che era acqua fresca in confronto). 
Ci troviamo dopo la fine del primo romanzo (potete trovare la mia recensione qui: Gideon La Nona), quando per salvare il culo a tutti Gideon si sacrifica, permettendo ad Harrow di diventare Littrice e salvare la vita i pochi superstiti. Una decisione impulsiva e che Harrow non avrebbe voluto percorrere, una volta conosciuto come si diventi un Lettore.
Alla fine del romanzo, come penso ricorderete, aveva avuto una breve conversazione con Dio, ed aveva scelto di restare con lui a combattere, ma...eh, ma quando torniamo da lei in questo nuovo romanzo le cose sono molto cambiate nonostante non sia trascorso così tanto tempo. 

Veniamo lanciati quasi alla fine della storia in un preambolo e successivamente in una sorta di prequel che ci lasciano estremamente confusi e scioccati
Ci troviamo a fare i conti con una Harrow che non conosciamo, o almeno una molto diversa da colei che immaginavamo durante la lettura di Gideon La Nona.
Una giovane donne forte, intelligente, pronta a tutto. Ma cambiata radicalmente dall'esperienza vissuta che avrebbe dovuto trasformarla in una Littrice, ma che la lascia spaccata, rotta, imperfetta.
Eh, già, qualcosa non ha funzionato e ci troviamo a far i conti con una negromante totalmente a pezzi che deve ricostruirsi, ma non sappiamo come mai.
Intuiremo presto qualcosa a riguardo, che ci accompagnerà per quasi tutto il romanzo e, personalmente, quando lo metti a fuoco ti si spacca qualcosa dentro e vuoi capire cosa sia successo per arrivare a ciò. 

Nel frattempo, Dio la porterà con sè al Mithraeum, la sua dimora e quella degli altri unici tre Littori superstiti; oltre a Ianthe, ormai Littrice "Yunior" come lei. Si troverà a doversi confrontare da subito con Mercymorn, sua sorella Littrice, futura insegnante e persona estremamente particolare, come gli altri due. Ma chi non lo diventerebbe dopo dieci secoli di vita?
Tutto ciò per allontanare (o allontanarsi) da una minaccia che li ha presi di mira e che devono assolutamente sconfiggere prima che divori ogni cosa. Per farlo, le due nuove arrivate devono imparare a gestire al meglio i nuovi poteri e a capire il perchè l'essenza di un Lettore sia l'avere due anime dentro lo stesso corpo.

Per un buon terzo del romanzo non si capisce nulla. O almeno, io ho faticato moltissimo.
Si viene catapultati in un mondo che si credeva di conoscere, ma non si sapeva assolutamente nulla di tutto ciò in cui Harrow si troverà ad aver a che fare. 
Impareremo attraverso i suoi occhi, ma arrancheremo moltissimo.
A renderci le cose ancora più difficili i molteplici piani temporali in cui la Muir ci porta senza preamboli: 
"uno" quando Harrow si ritrova Littrice e deve capire come maturare; 
"due" quando sono passati mesi e deve consolidare le sue conoscenze e far pratica; 
"tre" quando ci ritroveremo ancora nella Casa di Canaan. 
I principali, che si scambiano senza troppi avvertimenti fra i vari capitoli e devi riuscire ad intuire in che tempo sei, per comprendere cosa stai leggendo.
Geniale e atroce allo stesso tempo.

Harrow è stupefacente, anche nei suoi momenti peggiori. Da arrogante, saccente, presuntuosa, stronza,...un filino viene ridimensionata. Sarà che guardiamo dai suoi occhi, che scopriamo meglio il suo passato, o probabilmente il fatto che questa trasformazione l'abbia cambiata nel profondo (e si sia anche ritrovata col culo a terra), ma ci permette di avvicinarci più facilmente a lei ed a provare empatia nei suoi confronti. Anche se ammetto che avere la versione sadica bastarda che ci aveva mostrato Nav, sarebbe stato ugualmente straordinario.

Gli ultimi capitoli sono una bomba che ci scoppia in piena faccia. 
Ci viene finalmente rivelato molto di ciò che stavamo cercando di comprendere (o intuire) durante la storia, ma ci esplode improvvisamente davanti, confermando o smentendo le varie teorie che ci eravamo fatti durante tutta la lettura. Ma non solo!
Emergono altri elementi che lasciano il lettore decisamente basito e confuso, in attesa del seguito che possa fargli capire se le tessere che ha messo insieme sono giuste, se ha capito male...o se è stato ancora preso in giro.
Il finale lascia senza parole.
Solo...non ti capaciti che non ci sia altro da leggere e che dovrai attendere per poter scoprire come continuerà questa trilogia.

Davvero una lettura particolare e molto bella, anche se decisamente impegnativa.
Un applauso enorme alla traduttrice, perchè deve esser stato parecchio difficile (come vi avevo detto, già da leggere è complesso, figuriamoci tradurlo).

Originale, imprevedibile, crudo, strano, violento, caotico,...insomma: non fa per tutti nemmeno questo volume.
Ma è imperdibile se volete una storia assolutamente diversa da qualunque altra.

Opinione: L'Invenzione del Suono, di Chuck Palahniuk


Una sorprendente e inquietante riflessione sulla mercificazione della sofferenza e sul pericoloso potere dell'arte.
Gates Foster ha perso sua figlia, Lucy, diciassette anni fa. Da allora non ha mai smesso di cercarla. All'improvviso, un nuovo scioccante sviluppo gli fornisce il primo indizio su quella drammatica vicenda in oltre un decennio. Questo potrebbe significare che finalmente Foster è sul punto di scoprire la terribile verità sulla sua sparizione. Nel frattempo, Mitzi Ives si è guadagnata una grande fama tra i rumoristi, gli artisti che, foggiando suoni sempre più coinvolgenti, conferiscono ai film di Hollywood la loro autenticità. Usando le stesse tecniche segrete di suo padre prima di lei, è diventata un'esperta nel settore dei suoni che si accompagnano alla violenza e all'orrore, e ora è ricercatissima nel mondo degli studios proprio per questa sua straordinaria capacità di creare urla tanto agghiaccianti da sembrare reali. Com'è inevitabile, ben presto Foster e Ives si troveranno in rotta di collisione e le conseguenze di questo fatto rischieranno di mettere a nudo tutta la terribile violenza che si nasconde sotto la facciata scintillante e apparentemente perfetta di Hollywood. L'invenzione del suono non è solo una storia magistralmente sopra le righe, ma è anche una sorprendente e inquietante riflessione sulla mercificazione della sofferenza e sul pericoloso potere dell'arte, e ci regala un Palahniuk all'apice dei suoi sinistri e affascinanti poteri di geniale stregone letterario.


Ancora non posso credere di aver scoperto questa novità il giorno dell'uscita, nè che nessuno ne parli. Capisco che Palahniuk non è per tutti, ma c'è davvero troppo silenzio.
Smetto di lagnarmi, ok....

Andiamo alla storia, ma faccio una premessa: l'ho letto mettendoci davvero troppo tempo, stanca dopo giornate a lavoro. E credo che tutto questo abbia influito sull'esperienza di lettura. Anche se, probabilmente, resta un romanzo sottotono di Palahniuk; quasi qualcosa di già letto di suo, anche se c'è tanto di originale ed interessante.

A renderci ardua la lettura ci sono i due punti di vista principali che si intersecano senza troppe spiegazioni o preamboli: da Gates improvvisamente ti ritrovi a leggere di Mitzi, e viceversa. Un po' caotico inizialmente, ma ci si fa presto l'abitudine.
I due sono molto diversi fra di loro ma inevitabilmente le loro vite si intrecceranno.

Gates è un uomo distrutto. Da diciassette anni non si da pace per aver perso di vista sua figlia, che da quel momento è scomparsa nel nulla. Non vuole accettarne il possibile decesso e si è dato come missione la sua ricerca, e nel frattempo scovare i possibili colpevoli di azioni simili, per farli arrestare. Cosa che però non gli riesce molto bene, portandolo a rendersi spesso ridicolo e aumentando la sua rabbia verso la società che non comprende il suo dolore o i pericoli che possono attendere i bambini.

Mitzi è una giovane donna di successo. Ha imparato il mestiere di suo padre e lo porta avanti con prestigio, essendo molto richiesta come rumororista, in particolare per quanto riguarda gli urli per i film dell'orrore. Riesce a creare suoni così agghiaccianti da esser molto ricercata e creare competizione per le sue opere.
Una donna schiava ormai dell'alchool e delle pillole, che butta giù per andare avanti, fra fin troppi blackout che spesso si provoca volontariamente per sopportare ciò che deve fare.

Una storia che parte con dei presupposti e finisce per portare il lettore lungo una strada folle, caotica ed imprevedibile. Come solo Palahniuk ci ha abituati.
Non una delle migliori dell'autore, ahimè. 
Quando si inizia ad intuire qualcosa, si perde parecchio ed è un peccato.

Ci sono molti dettagli che però lasciano un colpo al lettore, arrivando improvvisi e quasi caotici, permettendo a chi legge di collegare alcuni puntini, ma facendolo anche "stranire" diciamo, riempiendogli la testa di "se": se quella cosa fosse successa prima? se quel personaggio avesse agito in modo diverso? se avesse capito l'importanza di quella cosa?
Non voglio scendere nei dettagli, ma sono particolari che avrebbero cambiato drasticamente gli eventi se affrontati in modo molto diverso e lasciano il lettore...confuso e preoccupato, perchè in effettivo sono cose che possono succedere quotidianamente e potrebbero capitare anche a noi, quindi ti chiedi "cosa avrei potuto sapere ed invece...?".
Lo so, lo so, senza spiegare "cosa" intendo è davvero difficile farvi capire la sensazione che si può provare. Ma spero di esserci riuscita almeno un poco.

Mi sto scervellando per trovare qualcosa di cui parlarvi, ma la storia va letta e scoperta, pagina dopo pagina, svelando i misteri e segreti che nascondono i protagonisti e/o le persone attorno a loro.
Questa è una delle parti più interessanti della lettura, che Palahniuk rende alla perfezione, facendoci credere alcune cose, per poi portarci alla verità che è totalmente diversa da quella che ci aspettavamo. 

Un finale che, però, mi ha lasciato l'amaro in bocca. 
Troppo veloce, rapido verso la chiusura, non sono riuscita a capire davvero "tutto" ed elaborarlo. Ci sono dettagli che appaiono ma marginalmente, anche se importanti, e questo lascia il lettore a colmare certe cose da solo. 
Nel complesso una lettura particolare e molto originale, anche se alcune parti è davvero...troppo. Molto probabilmente lascerò passare del tempo e lo rileggerò, magari cogliendone alcuni frammenti che mi sono sfuggiti. Spero. 

Ringrazio la Mondadori per la copia da poter leggere.
E appena possibile lo recupererò, per averlo cartaceo nella libreria.

Opinione: La Settima Colonia, di Giulia Anna Gallo


ORI-45-830 è un Razionale e, in quanto tale, fa parte di una comunità all'apparenza perfetta. Non prova emozioni e non si considera un individuo indipendente, bensì l'ingranaggio di un meccanismo più grande. Al di fuori delle estese metropoli civilizzate di Kutar-7, a farla da padroni sono però vasti territori incolti popolati da creature selvagge e tribù di ribelli. Sarà l'incontro con Cara, una donna del clan Inuck, a costringere ORI a mettere in dubbio le sue certezze e riconoscere che forse una terribile verità è stata tenuta nascosta ai membri di entrambe le fazioni.


Prima di tutto ringrazio Giulia per avermi chiesto se volevo leggere un altro dei suoi romanzi, questa volta cambiando un po' genere e spostandosi verso lo sci-fi.
Non sono ancora molto ferrata su questi romanzi, ma sono stata molto felice di provare a buttarmi in quest'avventura.

Il romanzo parte in modo direi particolare.
Abbiamo subito il punto di vista di ORI-45-830, un razionale. Eh si, inizialmente faticheremo un pochino ad entrare in questo mondo così freddo, razionale e logico.
Ogni persona ha infatti un nome che contiene la sua professione. ORI orientante, TRS trasportatori, GRD guardiani, ecc ecc. Ci troviamo su Kutar-7, il settimo pianeta di dodici appartenenti alla Corporazione, ognuno con un suo scopo preciso. E per far funzionare le cose al meglio i cuccioli (ragazzini molto giovani) vengono divisi appena possibile per poter imparare il mestiere più adatto a loro e che porterà vantaggi alla comunità, senza spreco di tempo.
Ovviamente per far funzionare in modo così "perfetto" le cose, non c'è spazio per i sentimenti e, affinchè ciò avvenga, a tutti viene iniettato un composto ogni giorno per mantenerli "lucidi".
Ma ci sono delle eccezioni, ovviamente. 
Chi, purtroppo, per un motivo o un altro ne diventa immune e deve essere ritirato prima del tempo; ma ci sono anche i Selvaggi. Coloro che vivono e si nascondono fuori dalle città, come bestie. O così crede ORI, come chiunque altro. 
La realtà è diversa, come potete immaginare, ma scoprirete i dettagli durante la lettura.

Questa giusto un'infarinatura molto veloce e rapida su come parte la storia.
Abbiamo due punti di vista: ORI e Cara. 
La prima parte del romanzo è tutta dal punto di vista di ORI, permettendoci di comprendere almeno un po' questa società così fredda. Ammetto che è stato un po' lento e difficile entrare nella storia attraverso di lui, però questo serve per capire come vive e come ragiona, come il suo mondo funziona perfettamente in una maniera così calcolata. 
Quando i due mondi si scontreranno, passeremo a veder le cose attraverso Cara, una giovane donna che ha vissuto fra la gente Libera e che ha paura di questi Gelidi, eppure se ne sente sempre più affascinata, mano a mano che la vicinanza con ORI le farà scoprire come realmente funzionano le cose "dall'altra parte".
Verso la fine torna ORI e permette al lettore di capire quanto la vicinanza con Cara sia stata d'impatto per la sua vita. Dopo una vita del genere non può cambiare, ma vediamo quanto certe cose che scoprirà inizieranno a intaccare le sue conoscenze e portarlo a ragionare in maniera diversa.

Una lettura piacevole e piuttosto originale. Ahimè, ammetto che la prima parte l'ho trovata migliore del resto, come impatto sul lettore: viene spiegato molto bene il worldbuilding senza appesantire troppo finendo in dettagli noiosi, in particolare attraverso gli occhi di ORI entri sia nel mondo che nell'ottica di chi ci vive. 
Quanto cambia POV, c'è stato un cambiamento anche nello stile della storia (ovviamente, aggiungerei, passando ad una persona normale). Mi riferisco in particolare a come prosegue, avvicinandosi di più a certi fantasy distopici, diventando più prevedibile.
Non dico che si indovina tutto, anzi ci sono molte cose che mi hanno sorpreso e penso che molte altre mi aspettino ancora, però in generale il filo che ci porta lungo la storia sembra di averlo già letto.

Tirando le somme: mi è piaciuto, nonostante alcuni "ma" che vi ho detto poco sopra.
La scrittura è davvero bella, in particolare (lo so, mi ripeto) le parti in cui il POV è su ORI. Davvero ben create e scritte.
La storia piuttosto originale permette di perdonare alcune sensazioni di "già-letto" per certi dettagli davvero interessanti e molto particolari.

Se vi incuriosisce, buttatevi! 
Io attendo il seguito, da come finisce almeno un altro romanzo ci sarà. Sono curiosa di scoprire come avanti la storia e se ci saranno altri bei colpi di scena a tener il lettore attaccato alle pagine. 

Opinione: Truthitch (Witchlands 1), di Susan Dennard

Tutto ciò che Safiya e Iseult vogliono è essere libere di vivere le loro vite come un'avventura continua, ma le ombre della guerra si addensano sulle Lande Stregate.

Nelle lande stregate ci sono infiniti tipi di magia: tanti quanti i modi per mettersi nei guai, come ben sanno due giovani donne molto speciali. Safiya è una Strega della Verità, ha il dono di riconoscere le menzogne. C'è chi ucciderebbe per avere quel potere, e così lei lo tiene ben nascosto, se non vuole essere usata come una pedina nello scontro tra gli imperi. Iseult invece è una Strega dei Fili: sa vedere i legami invisibili che uniscono le persone attorno a lei, ma non riesce a percepire i sentimenti che la riguardano direttamente. Le due ragazze hanno personalità complementari – impulsiva e focosa Safi, fredda e prudente Iseult – e soprattutto sono inseparabili. Tutto ciò che vogliono è essere libere di vivere le loro vite come un'avventura continua, ma le ombre della guerra si addensano sulle Lande Stregate. Con l'aiuto dell'astuto principe Merik, Safi e Iseult si troveranno a combattere contro imperatori, mercenari e uno Stregone del Sangue votato alla vendetta, decisi a tutto pur di dominare il potere di una Strega della Verità.


Lettura estremamente piacevole e scorrevole, ma con troppe lacune. 
Un romanzo quasi superficiale in cui compaiono elementi potenzialmente interessanti, ma non sfruttati come meriterebbero.
Se mi seguite su Instagram ve ne avevo parlato un po' nelle Stories.

Partiamo dai personaggi. 
Abbiamo Safiya, una giovane donna dell'alta società che però è cresciuta lontana dalla corte, che ha imparato a cavarsela da sola e che è in possesso di un dono così raro da metterla in pericolo, se venisse rivelato: è una Strega della Verità
Un potere che fa gola a tantissimi e potrebbe ridurla in schiavitù o portarla alla morte affinchè nessuno la possa avere. 
Un dono che però non sembra così utile, da come appare a noi lettori. Lei può capire se quando qualcuno parla dice o no la verità, ma ci sono limiti che rendono questo potere "inutile" se vogliamo. Infatti può essere ingannato e lo scopriremo durante la lettura.
Una giovane donna troppo impulsiva, che prima agisce e poi ragiona. 

L'opposto di Iseult, una Strega dei Fili, il cui potere è il veder i fili che legano le varie persone oltre al loro colore, che indica lo stato emotivo o il legame fra le persone che sono legate da questi fili. Un potere che la costringe ad essere molto fredda e distaccata, per poterne mantenere il controllo. Oltre a tutto ciò, lei fa(/faceva) parte di una comunità di nomadi che sono estremamente mal visti. Infatti è vittima di continuo razzismo

Iseult e Safiya hanno stretto un rapporto davvero solido fra di loro, qualcosa che le unisce molto più in profondità dei legami familiari. Inseparabili e pronte a metter l'altra come priorità rispetto a se stesse, anche in fatto di incolumità. 

Oltre a loro, come voci narranti, avremo anche Merik e uno Stregone del Sangue
Merik è un principe che cerca in ogni maniera di creare commercio e riportare al suo vecchio splendore la sua terra. Lo Stregone del Sangue ha un dono estremamente raro che lo porterà ad inseguire le due ragazze, ma c'è molto di più dietro anche se all'apparenza non sembra, cosa che scopriremo solo alla fine di tutto. 

A sfondo della faccenda una pace siglata dai vari regnanti che fanno parte delle Lande Stregate, dopo una guerra che ha portato molta distruzione. Questo contratto sta per scadere dopo vent'anni dalle varie firme, nonostante al momento nessuno lo abbia infranto, e sono tutti molto tesi e preoccupati di cosa potrebbe accadere alla fine di tutto ciò.
Ma resta davvero tutto estremamente marginale, o almeno in questo volume.

Per il resto, la trama sembra un susseguirsi di situazioni caotiche, quasi campate lì, che permettono alle due protagoniste femminili di andare dall'inizio alla fine del romanzo, da una situazione A ad una situazione B, ma senza "qualcosa" di più che mandi avanti la trama. O almeno, parlo principalmente di loro due perchè gli altri sono legati a cosa fanno le ragazze, quindi tutto è strettamente legato a ciò che compiono. 
Lo so, è difficile anche da spiegare cosa intendo. 
Ci sono romanzi caotici in cui però il tutto assume un senso logico durante la lettura, che quì però ho avuto la forte sensazione di mancanza. 
Succedono cose. Punto. 
Manca, anche se nel caos, un senso di continuità che non le faccia sembrare eventi senza senso che però le portano dove "dovrebbero". 
Stendiamo un velo pietoso sulla love story e su un'altra che sicuramente si troverà nei seguenti volumi: scontate, prevedibili, noiose. 

Insomma, un primo romanzo decisamente deludente date le potenzialità.
Si, è scritto abbastanza bene, scorre molto veloce, però troppe lacune per definirlo una bella lettura e consigliarlo a chiunque. 
Anche visti i costi (nonostante i cartacei appaiano davvero ben fatti; dell'ebook non mi esprimo, i prezzi sono costantemente folli!). 
Probabilmente se mi capiterà occasione potrei leggere anche i seguiti, ma non so ancora se lo farò o meno. Dipenderà se avrò tempo e/o mi serve una lettura estremamente leggera. 

Review Tour: Rovina e Ascesa (Grisha 3), di Leigh Bardugo


Benvenuti in questo terzo appuntamento con la Grisha Saga, che giunge al termine. 
Prima di tutto, la trama: 

“Disprezza il tuo cuore.” 
Era quello che volevo. Non volevo più essere in lutto, soffrire per qualche perdita o per i sensi di colpa, o per la preoccupazione. Volevo essere dura, calcolatrice. Volevo essere impavida. Fino a poco prima mi era sembrato possibile. Ora ne ero meno sicura.

L’Oscuro ha ormai esteso il suo dominio su Ravka grazie al suo esercito di creature mostruose. Per completare i suoi piani, gli manca solo avere nuovamente al suo fianco Alina, la sua Evocaluce.

La giovane Grisha, anche se indebolita e costretta ad accettare la protezione dell’Apparat e di fanatici che la venerano come una Santa, non ha perso però le speranze: non tutto è perduto, sempre che un certo principe, sfacciato e fuorilegge, sia sopravvissuto, e che lei riesca a trovare la leggendaria creatura alata di Morozova, la chiave per liberare l’unico potere in grado di sconfiggere l’Oscuro e distruggere la Faglia. Per riuscirci, la potente Grisha dovrà tessere nuove alleanze e mettere da parte le vecchie rivalità. Nel farlo, verrà a conoscenza di alcuni segreti del passato dell’Oscuro che getteranno finalmente luce sulla natura del legame che li unisce e del potere che l’uomo esercita su di lei.

Con una nuova guerra alle porte, Alina si avvia verso il compimento del proprio destino, consapevole che opporsi all’ondata di crescente oscurità che lambisce il suo paese potrebbe costarle proprio quel futuro per cui combatte da sempre.



Ammetto che è stato difficile arrivare fino a qui. 
Se avete già letto le mie recensioni ai precedenti romanzi (le potete trovare qui: Tenebre e Ossa e Assedio e Tempesta), non erano entusiaste. Pensavo di mollare, eppure non "potevo". 
Volevo arrivare alla fine di tutto sia per curiosità (visto che ne parlano e parlano tutti), ma soprattutto per capire quando la Bardugo fosse diventata così brava, poichè i primi non sembrano di suo pugno paragonati a romanzi successivi.
E l'ho trovato qui!!!

Infatti questo romanzo, secondo me, sta spanne sopra i precedenti per molte ragioni diverse. 
Dalla trama, ai personaggi. Un crescendo che così di botto mai me lo sarei aspettata; così forte, che mi facesse rivalutare dei personaggi che ritenevo assolutamente delle cause perse 
(*coff* Alina Mal *coff*).

Partiamo coi personaggi. 
FINALMENTE crescono! 
Davvero, non ci speravo davvero più. 

Alina prende consapevolezza delle sue responsabilità in maniera totale
Dopo mille tentennamenti, mille pipponi mentali 
(Voglio Mal. Mal mi deve stare lontano. Voglio l'oscuro. Non posso volerlo che schifo è cattivo. Sono una schiappa. Sono fortissima. Sono inutile. ecc ecc ecc)
Decide di mettere se stessa e l'amore per Mal in un angolo, visto che l'oscuro è sempre più forte ed è l'unica che può davvero fare qualcosa. Diventa un ossessione per lei trovare il modo di avere più potere per riuscire a sconfiggerlo e cancellare tutto ciò che sta facendo al suo popolo. 

Nel frattempo si ritrova venerata come una Santa e sarà proprio tramite questa nuova "visione" di se stessa (anche se non la condivide) che capirà dove poter trovare questo potere che tanto cerca. 
Di tutto questo ne avevamo avuti alcuni frammenti verso la fine del precedente romanzo, ma qui tutto si fa strada e viene alla luce. 

Anche Mal (sia ringraziata qualunque cosa) smette di fare l'infantile ragazzino rompiballe. Grazie alla sua carriera militare, al suo dono e agli addestramenti negli ultimi mesi, prende il comando del gruppo di Grisha fedeli ad Alina e li conduce verso la strada che decideranno insieme di percorrere, per riuscire a vincere questa battaglia.

Si, ci sono altri Grisha, ma non voglio fare un elenco. 
Sicuramente è evidente la crescita anche di loro e di come (nonostante la guerra fosse cominciata da parecchio) si fanno coraggio ed esprimono se stessi maggiormente. 

Ovviamente non può mancare lui, l'unico e fantastico Nikolai. 
Divertente, coraggioso, intelligente, autoironico e assolutamente presuntuoso, ma irresistibile. 
Unica grande gioia del secondo volume. 

Ma come dicevo, è anche nella trama e nello stile che vediamo questa crescita dell'autrice.
Ci sono davvero molti più colpi di scena e non prevedibili come nei precedenti lavori. 

La storia scorre rapida tenendo incollato il lettore perchè non sa cosa succederà dopo, non solo perchè è un romanzo veloce da leggere. Ottimo miglioramento. 
Straordinario il finale in cui si vede chiaramente che c'era una linea che andava lungo tutti i romanzi, anche se io non me ne sono nemmeno accorta. E qui, grazie a tutti questi elementi insieme, quando esce fuori ti lascia senza parole. 

Ok, l'epilogo era prevedibile (per me almeno), ma quello appena prima no. 
E si intravede una vena di ciò che la scrittrice diventerà anche solo nella duologia di "Sei Di Corvi". 
Non vedo l'ora di scoprire altro e come migliorerà ancora, perchè stiamo assistendo ad un costante crescendo.

Insomma, è stato davvero un bel percorso che mi ha regalato (anche se solo alla fine) una storia davvero interessante e ben fatta. Se avete faticato coi precedenti, non arrendetevi così vicini alla fine. 

Chissà come la porteranno sul piccolo schermo (eh si, vi ricordo che ad Aprile esce la serie su Netflix).


Queste le altre bookblogger che stanno partecipando all'evento: 
Passate anche da loro! 


Blogtour: Il Regno Di Rame (Daevabad 2), di S.A. Chakraborty - 5 Motivi per Leggere la Serie


Benvenuti in questa tappa in cui vi darò 5 motivi per leggere questi primi due volumi di questa trilogia decisamente particolare e di cui sono molto curiosa di scoprire come andrà a finire. 
Prima di tutto, la trama: 
La vita di Nahri è cambiata per sempre nel momento in cui ha accidentalmente evocato Dara, un misterioso jinn. Fuggita dalla sua casa al Cairo, si è ritrovata nell’abbagliante corte reale di Daevabad, immersa nelle cupe conseguenze di una battaglia devastante, e lì ha scoperto di aver bisogno di tutto il suo istinto truffaldino per sopravvivere. Anche se accetta il suo ruolo ereditario, sa di essere intrappolata in una gabbia dorata, controllata da un sovrano che governa dal trono che una volta apparteneva alla sua famiglia: basterà un passo falso per far condannare la sua tribù. Nel frattempo, Ali è stato esiliato per aver osato sfidare suo padre. Braccato dagli assassini, è costretto a fare affidamento sui poteri spaventosi che gli hanno donato i marid. Così facendo, però, minaccia di portare alla luce un terribile segreto che la sua famiglia ha tenuto nascosto a lungo. Intanto, nel desolato nord, si sta sviluppando una minaccia invisibile. È una forza capace di portare una tempesta di fuoco proprio alle porte della città. Un potere che richiede l’intervento di un guerriero combattuto tra un feroce dovere a cui non potrà mai sottrarsi e una pace che teme di non meritare mai.

Ammetto che è stato "difficile" affrontare questa tappa. Non mi era mai capitata ed è stato interessante ritrovarmi a scegliere 5 motivi specifici su cui concentrarmi per consigliarvi queste letture, ovviamente cercando di essere il più possibile Spoiler Free: 

Ambientazione
Ci troviamo in un romanzo ambientato in medioriente. 
La storia nel primo romanzo inizia al Cairo, dove la nostra protagonista sopravvive prima di imbattersi in Dara e andare a Daevabad.
Un atmosfera molto orientale anche se, lo ammetto, non sono così sicura di dove stia il confine fra la realtà e il romanzato. Me ne intendo pochissimo e non so quanto sia fedele a certe realtà (come potrebbero esserlo molti altri fantasy ambientati in occidente). 
Però è bello ritrovarsi in una storia che stacca dai (nostri) soliti canoni e ci porta in un mondo, sostanzialmente, diverso.
Fortunatamente non si scende troppo spesso in descrizioni lunghe e dettagliate che potrebbero appesantire la lettura, ma con questo non sto dicendo che venga abbozzata o trascurata, anzi tramite frammenti sparsi riesce ad evocare un quadro mentale di questa città, riuscendo a portare il lettore fra le strade più povere fino al palazzo del Re, riuscendo ad immergerci in quest'atmosfera davvero molto particolare e che è difficile da trovare nelle pagine di un romanzo fantasy (famoso e quindi facile da reperire). 


I personaggi magici che lo popolano
Come già dicevo, è bello staccarsi dai soliti romanzi coi soliti personaggi con ruoli triti e ritriti.
Qui abbiamo molte figure che si ricollegano alla mitologia orientale, principalmente alla figura dei Jinn o geni, come tradotti da noi.
I Jinn "puri" e semplici sono creature magiche; ci sono i Daeva, legati al fuoco e maledetti da Solimano che ha tolto loro il potere originario; ci sono i Marid, legati all'acqua e che si scopriranno molto meglio nel secondo volume; gli Ifrit, che insieme ai Daeva sono stati declassati all'ultimo gradino sociale (anche perchè al governo ci sono i Jinn); e aggiungerei anche i Nahid, una stirpe di guaritori magici  precedentemente al governo ed ormai quasi estinta. 
Ne compariranno altri, ma non voglio ridurre il tutto ad una lista. 
Li conoscerete durante la lettura.


Spunti di riflessione
È una serie fantasy, ambientata in un regno magico e popolato di creature (appunto) magiche. Ma non è tutto qui. Ci sono moltissime situazioni che portano a riflettere oltre la magia.
Dal classismo, poiché la società è divisa per "razze" (jinn, daeva,...) ed è molto crudele con le classi ritenute inferiori, portando anche a punizioni decisamente inaccettabili ed insensate per mantenere il "potere" e la superiorità.
Il potere, molto rappresentato dal Re di Daevabad. Come troppi regnanti decide cosa sia giusto e cosa no, riscrivendo le regole a piacimento. Ce ne renderemo conto già nel primo romanzo, ma nel secondo vedremo in effettivo tutto ciò cosa comporta nella vita dei protagonisti e come questo enorme potere possa controllarne le gesta, sotto minacce (più o meno dirette), ai vari personaggi che gli stanno intorno.
Ma non sarà il solo ad aver pregiudizi ed applicare discriminazioni.
Compare anche del fanatismo religioso, che resta più sottile ma ben presente, e che va a braccetto con la divisione sociale che spacca la città. 
Insomma, tante tematiche (ancora ahimè attuali) che portano a riflettere. 


Trama e Protagonisti
Ammetto che mi sta sorprendendo.
Decisamente originale, dalla scelta dei personaggi, all'ambientazione, agli eventi che smuovono la storia, nel bene o nel male. 
I protagonisti sono molto diversi fra di loro
Fra le principali voci narranti abbiamo Nahri (una giovane donna cresciuta fra gli umani, che scopre di essere "altro" e viene portata a Daevabad, lanciata in un luogo che non conosce, ritrovandosi a doversi districare fra la nobiltà e leggi, anche sociali, assurde), 
Dara (un Deava che viene "chiamato" da Nahri e le farà da guardia del corpo, portandola a Daevabad; con un passato misterioso alle spalle) 
e Ali (uno dei figli del sovrano, una persona estremamente ligia e religiosa, testarda ed impulsiva, che vuole trovare un modo per render reali i suoi ideali di uguaglianza e pace, questione piuttosto ardua).
Loro i principali, ma attraverso i loro occhi ne scopriremo molti altri e ci affezioneremo anche a loro, oppure li odieremo a seconda delle scelte e delle decisioni che prenderanno.
La trama all'apparenza può sembrare un po' qualcosa di già letto (una giovane che scopre di non essere una banale umana, un bad boy di turno, l'immancabile tira e molla amoroso, e così via), eppure l'autrice riesce a far prendere una piega non così prevedibile al tutto, mescolando abilmente gli elementi che ho già detto sopra; unendo anche uno scorrere del tempo non proprio lineare (spesso passano giorni, settimane, mesi fra i capitoli; oppure anni, fra il primo ed il secondo romanzo), ne esce qualcosa di molto interessante. 


Scrittura
Nel complesso due romanzi piuttosto scorrevoli, che si muovono fra politica, religione e problemi sociali della città, contro cui i vari protagonisti e vari personaggi, per varie ragioni si trovano a doversi scontrare.
Temi non proprio leggeri, che non incentrano tutto sulla magia e i vari poteri, ma ne fanno un contorno per raccontare una storia molto più ampia e complessa; però resi bene, permettendo al lettore di sentirsi in questa atmosfera orientale, riuscendo ad entrare nella vicenda ed empatizzare coi vari personaggi.
Infatti se si togliesse la sfera magica, il tutto riuscirebbe comunque a funzionare tranquillamente. 
L'autrice ha fatto una scelta davvero rischiosa ma interessante; sicuramente non è un romanzo per tutti, c'è chi vorrebbe qualcosa di più veloce e leggero, e chi invece qualcosa di molto più ricco. 
Ma personalmente come scrittura la trovo piacevole, ha un giusto mix fra spiegazioni (che non possono mancare in un mondo così nuovo), avventura e relazioni (sia positive, come amicizia, che negative, come certi rapporti decisamente molto più conflittuali). 


Spero di avervi incuriosito. 
Vi consiglio di passare anche dalle altre bookblogger che hanno partecipato all'evento, trovate qui sotto il calendario. 

Opinione: Strike A Chord, di Laura Rocca



La vita, in un attimo, è capace di cambiare le nostre prospettive e di aprirci nuovi orizzonti ai quali prima non avevamo mai pensato.


Non è facile essere Denys Phillips. 
C’è quello che gli dice di essere il suo agente, e ciò che è davvero.
Agli occhi del pubblico Denys è la seconda chitarra dei The Blind Spot e una rockstar di successo che pensa solo alla bella vita, alla trasgressione e al divertimento, ma lui è molto diverso dal suo personaggio costruito ad arte e, a volte, non è semplice vivere perennemente dietro una maschera. 
È davvero così impossibile fare emergere la sua vera personalità anche davanti al mondo?
Secondo quanto dice il suo agente sì e Denys sottostà alle regole per uniformarsi, dopotutto ha già tentato di essere se stesso con Marlee e non è finita bene. 
Almeno, questo è ciò che pensa fino a che, dopo il Festival del Rock, in cerca di relax non si rifugia a Lake Placid, sui monti Adirondack, e conosce Chloe Foster. 
Non è facile trovare il coraggio per rivelarsi al mondo, né si ha mai la certezza di essere davvero accettati, ci vuole una grande forza per gettare le maschere e farsi guardare dentro. Riuscirà Denys ad andare fino in fondo? 

Chloe Foster ama la sua vita tranquilla a Lake Placid. Si è trasferita lì dopo essersi laureata e lavora nello studio del veterinario locale. Trascorre la maggior parte del suo tempo in mezzo agli animali, dopotutto ne ha già avuto abbastanza degli esseri umani, proprio a partire dalla sua famiglia, sempre che si possa definirla con questa parola. 
Una sera è da sola in studio e sta per chiudere, ma si presenta all’improvviso un ragazzo portando un animale bisognoso di assistenza e Chloe non si tira certo indietro. 
Lei non è tipo da interessarsi ai personaggi famosi e non ha la più pallida idea di chi sia Denys; ne è talmente inconsapevole che, quando casualmente lo scopre, fatica a sovrapporre l’immagine del personaggio pubblico con quella del ragazzo semplice che conosce davvero. 
Ma qual è la realtà e, soprattutto, perché Denys ha scelto di fingersi diverso? 
Forse è meglio lasciar perdere, dopotutto Chloe in passato ha già affrontato sufficienti problemi con chi si è mostrato differente da ciò che era davvero. Eppure, per quanto cerchi di convincersi ad andare avanti senza voltarsi indietro, c’è qualcosa che la spinge a chiedersi se, invece, per Denys non valga la pena rischiare.



Avevamo già sentito parlare di Denys durante il "primo" romanzo di questa serie, composta di libri autoconclusivi (ma legati l'uno all'altro), ovvero: No Strings Attached (cliccando andate sulla mia opinione). 
Denys ci viene descritto a grandi linee, ma già ci facciamo un idea molto precisa del suo carattere e di cosa voglia dire essere lui; in poche parole, deve vivere sotto le luci della ribalta dietro una maschera. 
Denys è un animalista, vegetariano, ambientalista,...insomma, pensa prima agli altri e poi a lui. Ma questo non va a genio ai manager che hanno gestito/stanno gestendo il gruppo in cui suona. Per loro deve essere una rock star, deve spaccare tutto e vivere di eccessi: feste ogni sera ed una donna diversa da portarsi a letto ogni notte. 
Non c'è posto per quella "moda" per spiccare, anzi secondo loro è un modo sicuro per esser presi in giro e fallire. 

A dar forza a questo pensiero è la ex di Denys, Marlee (anche lei apparsa nel precedente volume), con cui Denys è voluto esser se stesso e si è ritrovato a sentirsi completamente preso in giro e tradito in ogni maniera concepibile. 
Però è davvero stanco di fingere
Per sopravvivere a questi tour dove deve fingere di esser un'altra persona, scappa spesso nella sua casa a Lake Placid. Isolato da tutti, cerca relax per riposare e meditare, provando a rimettersi in sesto prima del prossimo evento. Eppure non gli basta più. Vuole smettere di fingere, anche se non sa come fare

Sarà lì che conoscerà per puro caso Chloe, imbattendosi in un animaletto abbandonato e presentandosi alla clinica veterinaria dove lei lavora. 
Sarà un incontro che farà scintille, ma non come pensate...

Da subito è fin troppo chiaro il caratterino di Chloe e del suo pensiero: non sopporta i bugiardi e vive praticamente per gli animali. Tradita anni prima, porta ancora i segni di quella delusione stretti addosso e non vuole proprio lasciarli andare, nonostante le facciano più male che altro. 
Denys ha un carattere particolare, forse quasi l'opposto a Chloe, è molto calmo e gentile, ma non per questo sciocco. Ahimè, l'esser famoso però lo porterà spesso a confondere ciò che vuole con ciò che dovrebbe essere. 
Lei una fiamma che è pronta ad eruttare alla minima provocazione, lui più tranquillo ed in continua ricerca di qualcosa, di "casa": un luogo e/o una persona con cui stare bene. 

Quanto Laura mi aveva anticipato un protagonista come Denys (complementare a Chloe per gli ideali), ero curiosissima di legger cosa avrebbe tirato fuori per caratterizzarlo. 
(Eh si, sono vegetariana da così tanto tempo che era qualcosa da sfigati, nemmeno una moda; ed, ovviamente, animalista)

Durante alcune chiacchierate fra i due giovani viene fuori molto bene come il mondo (o perlomeno, tante persone) ci vedono. 
E alcune domande che, ahimè, vengono poste che lasciano basiti per la loro non-logica. 
Senza contare l'arroganza di chi parte dal presupposto "oddio, sei un (nazi)veg!" e parte in una crociata, parecchio seccante, analizzando la tua salute (come se fosse un medico), il tuo stile di vita (come se a noi fregasse qualcosa) e partendo per la tangente, come se chiunque non mangi animali sia un pazzo esaltato che urla addosso agli altri.
Sappiamo benissimo che un esempio tranquillo spesso basta per avvicinare a questo modo di vivere (anche se tanti dimenticano che la dieta mediterranea è ricca di verdure, frutta,...insomma, cibi che non richiedono animali. Giusto per dire eh).
In ogni caso, moda o non moda, è evidente che chi fa qualcosa di testa sua per il bene altrui è visto come uno sfigato. Da chi fa volontariato, a chi cerca di vivere in modo sostenibile, e la lista sarebbe lunghissima; e ne ho sentite di ogni. 
Ma torniamo al romanzo. 

Questo amore per gli animali, nato per entrambi in modi differenti, li unisce e crea un ponte per riuscire ad avvicinare Chloe a Denys. Ma le cose non sono mai semplici. 
Come dicevo Chloe odia i bugiardi, ma è anche una ragazza che vive praticamente isolata e fuori dal mondo, quindi non ha la minima idea di chi sia davvero Denys e quando la verità verrà a galla (perchè lo farà), si troverà davanti due versioni di questo giovane: quella che ha conosciuto personalmente e la Rock Star senza freni che il mondo conosce. 
Qual è quella vera? A chi credere?

Un romanzo davvero veloce da leggere che regala tantissimi spunti di riflessione. 

Come base della storia c'è l'essere se stessi. La difficile scelta di come presentarsi al mondo, poichè è difficile fregarsene ed essere chi siamo nel profondo al cento per cento. Questo vale per chiunque, da Denys la Rock Star a chiunque di noi. Lui ci porta sotto le luci della ribalta e dopo una finzione durata davvero troppo a lungo, che ha permesso a troppi dubbi di insinuarsi nella sua mente e rendergli difficile staccarsi dall'immagine pubblica costruita a puntino, rispetto ciò che è e vuole essere in ogni momento. 

Altro elemento fondamentale è la fiducia. Difficilissima da costruire e facilissima da perdere. Ne fa da "portavoce" Chole in questo romanzo. Come dicevo, è stata tradita una volta e non ha più concesso a nessuno di avvicinarsi così tanto. Ha solo due amici in quella cittadina, il suo capo e una vecchia signora (ma davvero simpatica e molto arzilla). 

Inutile parlare dello stile, lo dico sempre: Laura è davvero brava, e riesce a conquistarmi anche con questi romanzi che sono fuori dalla mia comfort zone. Riesce a rendere la storia interessante, con momenti divertenti e portando spunti riflessivi. In un romance, non è da poco. 
Non un cinque stelle perchè la mia anima nera e fredda trova davvero troppo sdolcinati (e prevedibili) certi momenti. Non ci posso fare nulla. 

Insomma, se però cercate momenti zuccherosi, amore difficile fra due bei caratteri forti, oltre ad una trama originale, buttatevi senza nemmeno pensarci due volte. 
Vi saprà conquistare, anche se vi consiglierei di iniziare con No Strings Attached, giusto per avere ben chiaro da dove parte la storia. Potreste farne a meno, però se siete precisi andate in ordine. 

Review Party - Darken Rahl. La spada della verità. Vol. 1 - Libro 2: La Pietra Delle Lacrime, di Terry Goodkind




«Ne abbiamo colto tutti qualche sprazzo fugace: il mostro sotto il letto, un'ombra scura appena fuori dal campo visivo, il nodo di terrore improvviso alla bocca dello stomaco.»

In un mondo minacciato dall'ombra di un tiranno sanguinario, Richard Cypher, giovane guida dei boschi, conosce un giorno la misteriosa Kahlan Amnell, ultima Madre Depositaria. Kahlan gli svela che il suo amico Zedd è in realtà un grande mago di cui si sono perse le tracce e lo coinvolge nella sua ricerca. Richard scoprirà così di essere lui stesso un mago guerriero, l'unico della sua epoca, destinato a brandire la leggendaria Spada della Verità e deciderà di impegnarsi in prima persona in una lunga lotta contro nemici umani e fantastici, in nome della salvezza dell'umanità.

Un ciclo monumentale, un grande classico dello "sword and sorcery" di cui si pubblicano qui i primi due romanzi: La prima regola del mago e La pietra delle lacrime.



Per me anche in questo caso si è trattata di una rilettura, ma rispetto al precedente romanzo ricordavo davvero poco di quello che era contenuto in queste pagine. Ed è stato davvero bello rispolverare la memoria e trovarmi a rivivere certe scene, riportandole a galla lentamente durante la lettura. 
Ho confuso molto di questo volume con uno successivo ed è stato interessante rendermene conto. 
Anzi, spero che la Mondadori abbia intenzione di ristamparli a breve, così da cogliere queste occasioni per rileggerli e nel frattempo portare avanti gli arretrati che ho accumulato. Anche perchè VOGLIO RILEGGERE TUTTO, in particolar modo dopo aver avuto la fortuna di leggere in anteprima "I Figli Del D'Hara" (opinione qui), voglio colmare i miei vuoti rileggendo la serie volume dopo volume. 
Quindi incrocio le dita...

Attenzione
Questo è il secondo volume della serie "La Spada Della Verità"
quindi ci saranno Spoiler riguardanti il precedente romanzo (La Prima Regola Del Mago, 
la cui opinione potete trovarla QUI).
Se non volete sapere nulla, prima di aver finito il primo romanzo, meglio non leggere. 


Rachel strinse con forza la bambola al petto e fissò la creatura oscura che la guardava dai cespugli. 
Be’, mi sta solo osservando, pensò. Era difficile dirlo, gli occhi di quell’essere erano neri come tutto il resto del corpo e brillavano di una tonalità dorata solo quando venivano colpiti direttamente dalla luce del sole. Rachel aveva già visto degli animali nella foresta: conigli, procioni, scoiattoli e simili, ma quello era molto più grande. Era grosso quanto lei, forse di più. Che sia un orso?, si chiese. Gli orsi hanno il pelo scuro. In quel momento, però, non si trovava in una foresta vera e propria, bensì all’interno di un gigantesco giardino al coperto, e si chiese se le bestie che abitavano quel luogo fossero uguali a quelle che vivevano all’esterno. Se Chase non fosse stato là, lei si sarebbe sentita molto spaventata. Sapeva di essere al sicuro vicina al gigantesco custode dei confini. Tuttavia, anche se considerava il suo genitore adottivo l’uomo più intrepido del mondo, continuava a provare un po’ di paura. Chase le aveva detto che era la bambina più coraggiosa che gli fosse mai capitato d’incontrare, e Rachel non voleva deluderlo facendosi spaventare da qualche coniglio troppo cresciuto. Si girò e lasciò vagare lo sguardo giù per il sentiero, oltre i fiori, i muretti coperti d’edera, per poi soffermarsi su Chase che stava parlando con il mago di nome Zedd. I due erano in piedi vicino a un tavolo di pietra su cui erano appoggiate delle scatole, e stavano cercando di capire cosa fosse meglio fare con quegli oggetti. Rachel era molto contenta che i piani del malvagio Darken Rahl fossero falliti. Adesso la gente avrebbe smesso di soffrire. La bambina tornò a fissare i cespugli per essere sicura che quella creatura non si stesse avvicinando. Era scomparsa. Si guardò intorno, ma non ne vide traccia.     


Ci troviamo immediatamente dopo la fine de "La Prima Regola Del Mago"
Darken Rahl è stato sconfitto grazie all'astuzia di Richard, che ha capito come fare per poter amare Kahlan e stare con lei senza aver paura del suo potere: aggirando l'incantesimo che lo rendeva agli occhi degli amici come Darken Rahl, si è fatto toccare da Kahlan, facendo creder di esser in suo potere e ingannando il despota riguardo l'apertura delle scatole dell'Orden, facendogli aprire in modo sbagliato una delle tre. 
Così Darken Rahl è stato trascinato nel Mondo Sotterraneo.
Richard e Kahlan sono volati via subito dopo la battaglia grazie a Scarlett verso il Popolo del Fango, e hanno lasciato Zedd, Chase e Rachel al Palazzo del Popolo. 

Zedd inizia subito a prender in mano la situazione, poiché si rende conto che aperta una delle tre scatole dell'Orden ci possono essere guai in arrivo...e non tardano ad arrivare. Infatti vengono aggrediti da una creatura fuggita dal Mondo Sotterraneo, iniziando a comprendere che sono in pericolo e che devono trovare Richard per capire come richiudere la scatola e prevenire altri disastri. 

Richard e Kahlan intanto sono arrivati nel territorio del Popolo del Fango, felici di aver sconfitto Darken Rahl e di poter stare insieme. Ma anche per loro le cose non andranno bene a lungo. Richard inizia a soffrire sempre di più di mal di testa estremamente forti, che fanno temere per la sua vita. Ed anche loro vengono attaccati da una creatura del Mondo Sotterraneo, ma capiscono l'entità del pericolo solo quando Shota si farà viva nuovamente per parlargli di questa minaccia a cui lui, senza saperlo, ha dato vita: il Velo è stato lacerato e se si spaccherà del tutto il Guardiano avrà accesso al Mondo dei Vivi.

Durante questo romanzo capiremo meglio chi sia Richard. Verrà svelata la verità sulle sue origini anche a lui e dovrà fare i conti con quello che è davvero, anche se non sarà affatto facile. Richard, come ha ripetuto spesso nel primo romanzo, si è sempre identificato come una persona semplice che vuole tornare ad una vita tranquilla nei boschi; nonostante il dono della Spada della Verità e delle sue capacità di trovare soluzioni dove sembra non essercene nessuna, non vuole il peso della magia e ciò che ne comporta. Ma dovrà dare i conti con la realtà.

Ci troveremo anche a capire meglio il ruolo di Madre Depositaria ed in particolare vedremo come Kahlan gestirà dei conflitti che stanno nascendo, mostrandoci ancora meglio la donna forte e indipendente che è. Oltre il suo potere, che intimidisce e permette di mantenere la pace fra tutti i regni, comprenderemo meglio anche il suo modo di pensare e di agire, quando si troverà davanti a delle sfide molto ardue contro cui non basta la minaccia del ruolo che ricopre. 
Durante questo romanzo ci innamoreremo davvero di Kahlan. Anche nel precedente l'avevamo vista molto forte, combattiva ed intelligente, ma qui ce ne rendiamo conto realmente. E sarà impossibile restare indifferenti davanti questo personaggio davvero interessante e non una semplice compagna che fa da spalla a Richard. 

Conosceremo delle nuove figure in questo romanzo, le Sorelle della Luce. Incantatrici molto potenti che cercano maghi da aiutare, istruendoli nel capire il proprio dono e come gestirlo. Richard avrà a che fare con loro e...beh, non sarà nulla di piacevole per lui. 
Ci saranno anche personaggi già conosciuti, come Chase, Rachel, Adie,...e di altri faremo la conoscenza. 

La cosa davvero bella della caratterizzazione di tutti i personaggi è che sono veri.
Hanno un sacco di pregi, ma anche un sacco di difetti.  Banalmente, se soffrono piangono
Ed in questo romanzo di soffre tantissimo. 
Preparatevi perchè è un continuo prendersi mazzate insieme ai personaggi. 
In quali altri romanzi avete letto di protagonisti così oppressi e distrutti da crollare e piangere? 
In particolare uomini? 
Io non ne ricordo nessuno. 
Ed è davvero bello poter leggere di qualcuno che manifesta apertamente ciò che prova, oltre che mettersi in gioco ed ammettere se commette errori e cambiare in base a ciò. Il tutto è davvero liberatorio. 

E se pensavate di aver già visto il male, tenetevi forte. 
Siamo solo al principio di una minaccia che si comprenderà meglio nei prossimi romanzi, ma già solo come viene introdotta mette molto i brividi. 
La grandezza di Goodkind sta anche in questo: non è tanto la magia a fare paura, perchè vi renderete conto (se non lo avete già fatto) che i doni sono qualcosa che permette ai personaggi di agire nel bene e/o nel male, sono le intenzioni, quindi le persone, ad essere davvero pericolose. 

Un secondo romanzo imperdibile. Ammetto che certe descrizioni possono risultare lunghe e pesanti, ma alla fin fine tutto quello che viene raccontato ha uno scopo preciso ed alla fine del romanzo ci è chiaro il perchè di ogni cosa. Niente è superfluo e messo "a caso". 
Credetemi, se avete amato il primo, vi innamorerete anche di questo e credo anche in maniera maggiore. 
Portate un po' di pazienza e vedrete che ad un certo punto resterete incollati alle pagine fino ad arrivare fin troppo presto alla chiusura e voler leggere come andranno avanti le cose. 


Non dimenticatevi di seguire le altre tappe di questo Review Party. 
Settimana scorsa c'è stato il BlogTour (sotto ci sono i link dei blog che hanno partecipato) 
e il Review Party del primo romanzo. 
Se li avete persi, recuperateli






18/01 Presentazione - Viaggiatrice Pigra 

19/01 Personaggi - Emily's Room 

20/01 Analisi Dei Simboli del Fantasy Nella Prosa Dell'Autore - Les Fleurs Du Mal 

21/01 DreamCast - Viviamo Per Sognare  

22/01 Playlist  - Reading Is True Love  

25/01 Mondo Magico - Il Confine Dei Libri 

26/01 Ambientazione - I Libri Di Mezzanotte  

27/01 Libro VS Serie TV - The Nerd's Family