Review Party: L'Ultimo Dorcha, di Arianna Colomba


Benvenuti in questo evento, partito il 29 Giugno e che andrà avanti fino alla fine di Luglio, in cui vi parleremo di un romanzo Fantasy Made in Italy, pubblicato ad inizio anno, dell'autrice self Arianna Colomba. 
Prima di darvi la mia opinione in merito, vi lascio la trama: 




"«Io, Robert Karth, stipulo questo contratto con il Dorcha, affinché porti fuori dalla prigione, sana e salva, questa ragazza. Dovrà prendersi cura di lei fin quando gli sarà permesso e fin tanto che non la riterrà al sicuro. La tratterà con rispetto e farà in modo che né lui, né altri, possano farle del male. In cambio, in anticipo, offro il pagamento di tre notti di riposo nella mia dimora, abiti puliti e le cure necessarie per la giovane.»
L’uomo alzò il volto. Era chiaro il fatto che temesse di aver osato troppo e adesso si stava chiedendo se il Dorcha avrebbe accettato i termini del contratto o gettato la pergamena.
Gareth fissò un’ultima volta la giovane distesa sul tavolo. Passarono lunghi attimi e infine, a un tratto, si chinò sulla pergamena macchiata di sangue e soffiò.”




In un’epoca sull’orlo dell’apocalisse, i Dorcha rappresentano l’equilibrio tra Uomini e Oltremondo. Sono l’ago della bilancia che mantiene in vita ogni creatura, nel corso dei secoli.
Ma qualcosa sembra essere cambiato. La pioggia continua a cadere da svariati mesi e gli Uomini hanno iniziato la caccia ai propri simili, incolpando di stregoneria chiunque ritengano sospetto.
È proprio in questo clima di follia che Gareth, un Dorcha, viene legato da un contratto a una strana ragazza, accusata di essere una strega.




La storia parte in maniera estremamente semplice: dopo un prologo che sembra non avere alcun senso logico con la trama (ma ne ha, e si scoprirà verso la fine come siano collegate le cose) si fa conoscenza con il protagonista maschile e nostra voce principale per tutto il romanzo, ovvero Gareth
Lui è un Dorcha, ovvero una creatura nata dall'unione fra un umano ed un essere dell'Oltremondo; cresciuto per servire l'Equilibrio fra questi due mondi così differenti fra di loro. 
Un personaggio che prende estremamente sul serio questo compito, portando se stesso a non intervenire in alcun modo MAI anche quando proprio davanti ai suoi occhi succedono cose...difficili da tollerare, diciamo. Può(/sceglie di) farlo solo quando firma un contratto e ne è vincolato, ovvero ogni parola deve essere rispettata alla lettera. 

Gareth si trova in un piccolo villaggio dove porta a termine un contratto, ovvero uccidere una creatura che sta divorando i bambini. Quando sta per riscattare il suo denaro, passando accanto a delle gabbie con dentro delle "streghe" una di loro gli afferra la caviglia e gli dice di liberarla, perchè lei sa.
Nemmeno lui sa cosa intenda dire, ma basta quella piccola rivelazione per incuriosirlo e cambiare il contratto, prendendo la ragazza con sè, invece dei soldi. 

Sarà l'inizio di una lunga avventura in cui Gareth imparerà lentamente a conoscere Sive. Lei non è ciò che appare, ma non vuole rivelare la sua vera natura; dovrà scoprirlo lui nel tempo, perchè detto
 prima del momento giusto lui non capirebbe e quindi si vanificherebbe ogni sforzo della ragazza per farsi aiutare. Infatti Sive lo avverte di una minaccia quasi "silente", ma che rappresenta un pericolo molto grave: la pioggia. Infatti non smette mai di piovere, da così tanto tempo che gli umani hanno iniziato la caccia alle streghe, uccidendole per "placare" il tempo. Ma così, ovviamente, non funziona. 

Gareth dovrà portare a termine il contratto che lo lega a Sive il prima possibile, spinto anche dalla paura di ciò che sta iniziando a provare per la giovane. Sente che deve allontanarsi da lei, ma il destino non è d'accordo con lui e si troveranno immischiati in qualcosa di enorme, che lei conosce ma non può rivelargli.


Questa giusto un'infarinatura della storia, di come inizia e cosa andrete a leggere, ma state pur tranquilli che è davvero pochissimo. Vi aspetta tanto altro in questo romanzo.
Ma andiamo oltre ed iniziamo con le note dolenti. 
Se avrete l'impressione di aver già letto/visto Gareth, avete pienamente ragione. Ricorda tantissimo un personaggio di un'altra serie di libri e videogiochi, che è approdata su Netflix lo scorso anno. 
Sto parlando di The Witcher
Geralt/Gareth. Già solo l'assonanza sveglia qualcosa. 
Nella descrizione si fa chiarissimo due-più-due: non si sa quanti anni abbia, va a caccia di creature dell'Oltremondo (ovvero "mostri) spesso per denaro, non del tutto umano, capelli estremamente chiari (bianchi), si dice non abbia un cuore,...
Insomma, ci si sente presi in giro! E lo dico perchè l'ho pensato. 
Poi però sono andata avanti con la trama e le somiglianze finiscono lì, le storie prendono direzioni diverse fra di loro, svenando una trama che porta ad un Fantasy...diverso, come storia che ci viene raccontata. 
Perdonatemi se non scendo nei dettagli, ma è il mistero che circonda l'identità della ragazza e del perchè la pioggia non vuole cessare. Dovete leggerlo per saperne di più.  
Non credo sia una specie di "plagio" intenzionale da parte dell'autrice, ma visto che il paragone è immediato, mi sembra sciocco non parlarne e non prepararvi. 

Lo stile è piuttosto scorrevole, l'autrice ha una buona scrittura, anche se (per i miei gusti) spesso ci si perde in ripetizioni fastidiose e descrizioni di cui si poteva far a meno, oltre al fatto che nel finale alcune cose non vengono spiegate chiaramente, lasciando un alone di mistero piuttosto inutile, se la storia finisce così. 
Piccole accortezze che possono rendere migliore la trama se evitate o sistemate. 
La trama in generale è molto interessante, la parte che mi fa alzare l'asticella del voto. 
Originale e ben pensata, alla chiusura del libro si vede chiaramente che tutto era progettato nei dettagli che si incastrano a frammenti, dando una visione completa solo alla fine di tutto. 
Molto particolari le scelte dei "retroscena" che muovono gli eventi, sono davvero inaspettate e piacevoli da trovare, visto che spesso ci si ritrova a leggere "copia/incolla" delle stesse storie, trite e ritrite 

Tutto questo nel complesso, perchè andando nei dettagli alcune scelte avevano qualcosa di stonato
Il rapporto fra Sive e Gareth, per esempio. Parte in modo affrettato e poi rallenta, per come ci viene raccontato. Il tutto è narrato in maniera molto elegante e romantica, se vi piace il genere; ma per un Fantasy che viene presentato come un Dark, mi sarei aspettata molto di più.
Di Dark effettivamente non ho letto niente. 


Il finale è un'altra nota abbastanza dolente. Poco prima degli ultimi capitoli procedeva piuttosto bene,  rivelazioni che regalano tasselli mancanti, una chiusura coerente con quanto letto (anche se abbastanza prevedibile),... Ma le ultime pagine sono troppo scontate. Una specie di "contentino" per far felice il lettore, cosa che (in generale) mal sopporto. Avrei preferito una chiusura secca poco prima. 
Ma lo sapete, i finali non mi piacciono praticamente mai.    

Insomma, una lettura piacevole ma che poteva essere migliore. 
Scorrevole, originale, interessante,...ma! 
Eh, purtroppo ci sono diversi "ma" che fanno abbassare il mio giudizio, e sono le note dolenti che vi ho spiegato sopra. 
Non lo boccerei, se vi ho dato quest'impressione me ne scuso. (Avrei usato termini molto differenti, garantito). 
Ho letto sicuramente libri Fantasy decisamente peggiori (e dai nomi più famosi), però andateci coi piedi di piombo se amate il molto genere. Potreste adorarlo alla follia, e spero per voi che sia così; oppure uscirne delusi. 
Nel caso ne siate incuriositi e pensate di leggerlo, fatemi poi sapere la vostra impressione che ne sarei davvero curiosa. 
in ogni caso, se l'autrice pubblicasse altri romanzi è molto probabile che legga altro di suo di questo genere. Un miglioramento di stile c'è sempre se non si smette di scrivere (cosa che le auguro, perchè la base è molto buona), e sarei curiosa di che storia potrebbe inventare in futuro

Opinione: Monstrum (Il Quarto Talismano 3), di Kat Ross



Sul Mar Bianco, dominio di tempeste e mostri marini, una nave trasporta Nazafareen e Darius alle Isole dei Marakai, dove la saggia Sakhet-ra-katme custodisce da secoli il segreto dei talismani. Ma c'è anche qualcun altro che la sta cercando, un daeva nato nella brutale prigione della Fornace, che ha intenzione di usare i talismani per liberare i Vatra e il loro re folle. Quando le loro strade si incrociano nel sontuoso palazzo dell'imperatore di Tjanjin, Nazafareen e Darius affronteranno il loro nemico più mortale e astuto di sempre. Nella roccaforte montana di Val Moraine, i seguaci della Pizia fiutano la presenza di un altro talismano, quello del clan Danai. Dietro la spessa parete di ghiaccio, il nervosismo continua a crescere, il perfetto calderone di sospetto e tradimento per Thena, che vede la possibilità di riscattarsi dopo il suo fallimento, riportando il talismano a Delfi. Allora sarà libera di dare sfogo alla sua perversa ossessione per Darius e fargliela pagare. A Samarcanda, Javid rimane invischiato nelle insidiose trame di una successione reale. Quando il vecchio re muore e suo figlio ascende al trono, le profondità della depravazione del principe si fanno più chiare. Un viaggio verso nord rivela la fonte della polvere d'incantesimo da cui è dipendente... e lascia Javid di fronte a una scelta impossibile.





Pubblicato settimana scorsa, questa novità Dunwich Edizioni mi è stata gentilmente fornita dalla CE ed appena ho avuto tempo, mi ci sono lanciata. 
Seguo Kat Ross dal primo romanzo che questa Casa Editrice ha portato in Italia, non potevo farmelo scappare.

Siamo quasi alla fine di questa serie "Il Quarto Talismano", il prossimo sarà il libro conclusivo. 
Se già non lo sapevate, questa serie è il seguito de "Il Quarto Elemento", ma si possono leggere anche separati; l'autrice ha creato una nuova trama che lo permette. 
Fine momento informazione. 
Vediamo la trama.

Come i precedenti volumi, la storia ha tanti protagonisti che ci mostrano momenti diversi e luoghi diversi, mentre il tutto prosegue. 
Abbiamo Nazafareen e Darius, finalmente di nuovo insieme, che hanno appena iniziato un viaggio per mare verso la casa di Sakhet-ra-katme, una donna molto saggia che sa qualcosa riguardo i talismani, e Nazafareen spera possa anche aver qualche soluzione per risolvere il suo problema di amnesia.
Il rapporto fra i due è tornato molto solido, ma c'è sempre qualcosa che la fa soffrire, ovvero non ricordare tantissimi momenti che hanno vissuto insieme dalla loro conoscenza.
Lei spesso risulta un po' fastidiosa, ma in questo romanzo decisamente molto meno. 
Darius invece, lui è la dolcezza fatta person...Daeva. 

Ritroveremo anche Javid che brevemente ci mostrerà la sua vita a Samarcanda ed il suo nuovo lavoro, che ben presto lo porterà in situazioni molto rischiose: dallo scoprire altri usi riguardanti la polvere d'incantesimo, fino alla rivelazione della sua origine. 
Ci mostrerà anche alcuni frammenti della sua famiglia, che ci permetteranno di capire meglio il suo passato e come è diventato ciò che è. Anche l'arrivo di un'alleata a sorpresa, ci farà conoscere meglio i retroscena del suo enorme segreto. Ed entrare in empatia molto di più con lui. 

Alla fortezza dei Valkirin le cose vanno a rilento. Victor è sempre più taciturno e schivo, nonostante l'arrivo a sorpresa delle due "ex" sacerdotesse del tempio di Apollo con i loro "schiavi". Queste le menzogne che hanno raccontato per salvarsi la vita, sostenute dalle due "streghe"(/Daeva) che erano con loro: una che le ha seguite per amore folle, l'altra per ricatto. Thena ha un piano molto semplice in mente: tornare dalla Pizia con un talismano e riscattare il suo nome. Il modo migliore è trovare un talismano, ma da dietro le sbarre di una prigione di ghiaccio le cose si fanno complicate, anche se lei non demorde. 
Altra voce importante in quel luogo è la vecchia Gerda, astuta e crudele, con un piano che finalmente ci viene rivelato nella sua interezza, che coinvolge, appunto, i Daeva del fuoco. 
Ormai alla fortezza tutti stanno impazzendo, da Victor fino a Thena che ormai è totalmente ossessionata da Darius, ed ogni azione ha come scopo riaverlo con sè.
Nel frattempo, quella fortezza è diventata un'enorme prigione: nonostante il ghiaccio li protegga, non possono sopravvivere a lungo, e quindi si rendono tutti conto che devono trovare una via d'uscita, in fretta.

Ci saranno due nuove voci: Meg, una ragazzina che è sempre vissuta per mare, emarginata da chiunque e sotto le grazie della capitana della nave, nonostante non le venga risparmiato alcun lavoro da sguattera e venga in ogni caso trattata come uno scarto. Ma a lei piace questa vita, ed ha timore di crescere e di perderla, a causa della sua natura....(scoprirete di più leggendo).
L'altra voce molto importante è quella di Nicodemus, un daeva del fuoco, scappato dalla Fornace ed in cerca di un modo per aprire le porte di quella prigione infernale in cui è nato. Sarà interessante scoprire frammenti del suo passato e cosa si nasconde in quel luogo terrificante, in cui anche solo sopravvivere è un impresa estremamente difficile. 
Quest'ultimo dovrebbe essere il cattivo della storia, uno degli esseri più temuti e spaventosi che fa ritorno in quel regno, eppure più lo si conosce, più entrano dubbi riguardo le sue intenzioni e si inizia a capire come mai voglia ad ogni costo vendetta e libertà. 

Questi i personaggi principali, ma ogni tanto ne compariranno altri per dare più completezza alle cose e far capire come mai si vada in quella direzione. 

Una storia piuttosto imprevedibile, anche se spesso il cambio di personaggi e luoghi crea confusione e stacca dal ritmo che si era preso. Un escamotage interessante per tenere sulla corda il lettore e farlo continuare, anche se la curiosità a volte fa storcere il naso (perché, almeno per quanto mi riguarda, vorrei sapere tutto subito. Lo so, sono una rompiballe).
Lo stile è scorrevole e ricco di azione, facendo in modo che siano davvero pochi i momenti di "stallo" in cui il ritmo cala. Più si avanza, più la tensione cresce. 
Un fantasy molto piacevole da leggere.

Sono curiosissima di scoprire come si chiuderà questa serie. 
Alla fine di questo romanzo vengono a galla alcune informazioni che lasciano il lettore spiazzato. 
Una un pochino prevedibile, anche se non mi era venuto in mente e mi ha piacevolmente sorpreso; l'altra non me la sarei mai nemmeno immaginata e devo sapere che strada prenderanno le cose d'ora in poi per quel frangente. 

Riguardo la precedente serie, l'autrice mi aveva lasciato completamente spiazzata e senza parole alla chiusura della storia. 
Aveva azzardato molto e, per me, ha "vinto" senza dubbio
Adoro i finali imprevedibili, che non sono "per il pubblico". 
Quindi, spero che riuscirà a sorprendermi ancora. 

Opinione: Monstress, di Marjorie Liu e Sana Takeda

Per ora in Italia sono usciti 4 volumi, che racchiudono diversi fumetti di questa serie davvero molto interessante: 
- Il Risveglio 
- Sangue
- Rifugio
- La Prescelta

Ho deciso di parlarne globalmente, approfondendo solo il primo come storia di partenza, per evitare Spoiler più che altro. 
Quindi, vediamo la trama della prima raccolta (in fondo a tutto vi metto le altre copertine e le altre trame, se foste interessati). 




Marika è una sopravvissuta. La guerra si è presa il suo braccio sinistro. Ora lo spaventoso potere che è in lei vuole prendersi il resto. Tra steampunk e Kaiju, l'acclamata, sontuosa, magnifica rivelazione del fumetto nippo-americano

«Uno splendido racconto di magio e paura, crudeltà e sottomissione, che rivela cosa sia la natura umana e quali mostri alberghino in tutti noi. E poi ci sono i gatti, alcuni fra i più belli mai visti in un fumetto. Un gioiello.» - Neil Gaiman

Ambientato in una ucronica e suggestiva società asiatica matriarcale del primo Novecento, "Monstress" combina elementi del genere giapponese "kaiju" (quello dei mostri giganti e potentissimi come Godzilla) con contaminazioni estetiche di sapore steampunk.






Prima di tutto ringrazio la Oscar Vault che mi ha mandato questi quattro volumi da leggere, che ora "sarò costretta" a comprare perchè sono davvero troppo belli. 

Parlando di pura estetica, sono stupendi! L'artista Sana Takeda rende ogni tavola magnifica. Ricca di dettagli e con un tratto dallo stile molto realistico, che ho adorato follemente. 
Già solo per questo, li voglio. 
La trama li rende ancora migliori. 

Questo primo libro lascia abbastanza storditi e confusi, ma anche curiosi di capire cosa c'è dietro, perchè di meccanismi in azione ne vedremo parecchi. 
La protagonista (ma non unica voce narrante) è Marika, una giovanissima donna che cova dentro si se un'enorme rabbia, che pur di placare e trovare le risposte che cerca seguirà decisioni "stupide" ed impulsive, che saranno solo l'inizio del suo lungo viaggio.

La conosceremo a Zamora, dove torna per vendersi come schiava, con un piano in mente, ovvero: è sicura che sarà comprata da chi sta cercando e di trovare le risposte che tanto brama. Intuiremo subito che ne ha passate tante: è sopravvissuta ad una guerra ed alla fame, ma cosa sia successo in quel tempo dovremo guadagnarcelo con molta pazienza. 
Lei è un arcanica, o mezzosangue, una delle varie "specie" che popolano quel mondo, insieme agli umani (fra cui le Cumaee, ovvero streghe, e le Inquisitrici), i gatti o figli di Ubasti, gli Antichi e gli Antichi Dei. Si capirà durante i vari volumi meglio la divisione e il razzismo che esiste fra di loro, poiché questo genere di odio non manca mai. 

Ad unirsi a lei in questo viaggio ci saranno Rei Mormorian, un gatto molto astuto dalla doppia coda, e Kippa, una piccola volpe che sceglie di seguire Marika, dopo che lei la libera. Ma in realtà non saranno soli, poichè sta per risvegliarsi "qualcosa" in Marika che metterà a dura prova la ragazza e la renderà una preda molto ambita per molta gente. 
Una cosa molto simpatica ed anche interessante sono le lezioni del professor Tam Tam, primo archivista del Tempio Is'Hami ed erudito contemporaneo di Namron Artiglio Nero...eh si, un gatto! Che fra i vari capitoli insegnerà a noi, ed ai suoi allievi gattini, la storia di quelle terre. 


Una graphic che unisce sei capitoli, ovvero sei fumetti, per iniziare al meglio questa lunga storia che promette molto bene. 
Come gestione temporale sarà piuttosto lineare, tranne per i primi due capitoli in cui avremo due linee che si intersecano fra di loro. Questo presente e ciò che accadde un mese prima, sempre a Marika, mentre pianifica questo piano folle. 
Ci sono numerosi punti di vista che si susseguono, permettendo di iniziare ad entrare nella storia e capire i vari ruoli di tanti personaggi diversi, di molte fazioni spesso opposte. Sono molto ben caratterizzati e, nonostante ci sia sempre un alone di mistero, riescono a rendere la storia interessate ed allo stesso tempo incuriosire sulle domande senza risposta.




Li ho divorati in 3 giorni. Sono abbastanza veloci da leggere, anche se ammetto che da PC è difficoltoso, per i numerosi dialoghi presenti e per leggerli si deve procedere metà pagina alla volta, cosa che può stancare la vista (per questo ci ho messo tanto). 
Il prezzo è alto per i volumi ma, complessivamente, li merita tutti. 
Come dicevo inizialmente, il lato artistico è superbo, e la trama lo accompagna creando qualcosa di unico e stupendo. Un mondo incredibile, vasto e di cui nemmeno dopo la quarta raccolta possiamo dire di aver capito la maggior parte delle cose, nonostante moltissimi dettagli vengano alla luce e si faccia chiarezza su tante situazioni. 

Bellissimi e Stra-Consigliati! 
Sono già curiosa di sapere come andrà avanti la storia e mi ferma solo la mia pessima conoscenza della lingua inglese dal cercare e leggere i prossimi numeri. Vedremo se vincerà la curiosità. 




GLI ALTRI VOLUMI









Malika è in viaggio verso la città pirata di Thyria in cerca di risposte sul suo misterioso passato. Ma quello che troverà sarà una nuova terribile minaccia.
















Maika ha passato la vita a imparare a combattere. Come potrà sopravvivere se l'unico modo per salvarsi è trovare degli amici? Tra manga e art déco, mostri terrificanti e seducenti streghe, il terzo capitolo della pluripremiata saga rivelazione del fumetto fantasy.


«Monstress è la rivisitazione in chiave femminile di un universo, quello fantasy, tradizionalmente dominato da figure maschili con una protagonista alla ricerca delle sue radici. [...] La magia, la potenza delle tradizioni, la lotta per il potere, si fonde con tematiche assai contemporanee con il genere e la ricerca di uno spazio e di un tempo diversi da quelli abitati dal potere.» - Giancarlo Mancini, "Il Manifesto" 13 ottobre 2018 












Maika e Corvin sono in viaggio attraverso una terra letale per ritrovare Kippa, alle prese con i suoi tremendi mostri. Ma quando Maika incontra uno straniero proveniente dal suo passato, la verità finalmente inizia a svelarsi. Maika sta per ottenere le risposte di cui è in cerca da sempre. Ma a quale prezzo? Nella guerra che si profila all'orizzonte, da che parte sceglierà di stare?











Opinione: Le Belve, di Manlio Castagna e Guido Sgardoli


Una sonnolenta provincia italiana. Tre banditi senza un piano. Ventuno ostaggi senza scampo. Ventiquattro ore di orrore puro.
«Quando la paura sbuca dai libri o dai film ci aiuta a crescere, a capire che il Male esiste ma può essere sconfitto. Sappiamo che l'eroe ci condurrà per mano al lieto fine. E quando il libro finisce o le luci si accendono, ci sentiamo più sicuri. O quasi» – Guido Sgardoli, Robinson
Ci sono luoghi che diventano malvagi perché malvagie sono state le persone che ci hanno vissuto...
Questa è la storia di Lince, Poiana e Rospo, tre criminali dilettanti che fuggono da una rapina andata male; di una classe di liceali di Ferrara sequestrati durante una gita in un ex ospedale abbandonato; dell'ex sanatorio Boeri, che nasconde strati di storie maledette, sepolte nei suoi muri fatiscenti e nelle sue viscere oscure; di una ragazza con un potere extrasensoriale che le permette di percepire il Male; di un paese di provincia, Tresigallo, sospeso in una terra nebbiosa e silenziosa, e dei fatti occulti che brulicano sotto la sua superficie all'apparenza pacifica; di animali e di uomini che certi fantasmi della mente e la ferocia dei loro aguzzini trasformano in belve.

Sono stata contattata da uno degli autori, Guido Sgardoli di cui avevo già letto e recensito The Stone - La Settima Pietra durante un BlogTour per la sua pubblicazione, che mi ha proposto la lettura di questa sua ultima novità, scritta a quattro mani con Manlio Castagna. 
Avevo visto il libro un po' ovunque e mi incuriosiva, e visto che il precedente romanzo mi era piaciuto, ho accettato volentieri questa nuova avventura. 

L'ho iniziato sabato pomeriggio ed in poche ore l'ho concluso: molto, molto carino. 
Parto dal presupposto che è un libro per ragazzi, quindi il target è per loro e ho messo da parte il mio lato più macabro: non potevo razionalmente pretendere un horror terrorizzante e/o disturbante, quindi il metro di giudizio che uso per letture più "mature" (anagraficamente parlando) l'ho messo in un angolino. 


Gli esseri umani li riconosci sull'orlo del precipizio

La storia inizia presentandoci una classe della quinta liceo che è in gita ad un ex ospedale abbandonato. Il punto di vista cambia molto spesso e per le prime pagine (se faticate come me per i nomi) vi troverete un attimo spiazzati: si susseguono i protagonisti, presentandosi oppure venendo presentati da altri compagni di classe. Sono molti nomi con personalità e caratteri diversi, ci vuole un pochino per capire "chi-è-chi", ma passa abbastanza in fretta, focalizzandosi sui protagonisti della vicenda e continuando questo viaggio. 
Oltre a loro ci saranno anche Lince, Poiana e Rospo, tre rapinatori che, per colpa di un incidente durante la loro fuga dopo il loro colpo, decidono di nascondersi dentro la stessa struttura e vengono a contatto con i ragazzi, decidendo di prenderli in ostaggio nel caso le cose andassero male. 

C'era voluto il buco nero di una pistola per guardare più in profondità e "vedersi" meglio. 

Anche il buio può far luce.

L'atmosfera è molto cupa e la narrazione non è esente da colpi di scena "abbastanza" macabri (anche se queste definizioni sono molto labili: ciò che può impressionare molto uno, può lasciare indifferente un altro); ma pensando ai ragazzi, potrebbe fare centro. Ci troviamo fra la realtà, che di per se resta spaventosa (un sequestro con una situazione che può degenerare in fretta) ed il paranormale, che rimescola vecchie le leggende che circondano l'ospedale, a forze misteriose che inizieranno a manifestarsi con sempre più ferocia.


Nella sua mente, ciò che da principio sembrava solo un'impressione ora si era fatta certezza: non dovevano temere i tre criminali da operetta; c'era qualcosa di molto più pericoloso lì dentro. Forze che era meglio non scatenare o che forse, e questo la fece rabbrividire sul serio, si erano già messe in moto. 

Come dicevo, abbiamo molti punti di vista, che sono gestiti piuttosto bene, permettendo una visione corale della storia, permettendoci di capire cosa sta succedendo attraverso diversi occhi: dai ragazzi ai rapinatori, ognuno con una sua storia alle spalle e una personalità diversa. 
Capiremo abbastanza in fretta chi sarà al centro di tutto.
Lo si intuisce grazie alla caratterizzazione che mette in evidenza dei dettagli che non possono essere ignorati, o messi da parte. 
Ma non è necessariamente un difetto della storia, anzi può esser d'aiuto nel distinguere le varie persone. 

Una storia che scorre veloce, un ritmo sempre più incalzante che riesce a mantenere un alone di mistero fino alla fine di tutto. Si può intuire il senso globale della trama già qualche capitolo prima della chiusura, ma se vi godete il viaggio senza tentare di indovinare, solo alla fine del libro si uniranno tutti gli elementi per capire il filo conduttore della storia, e vi lascerà piacevolmente sorpresi. 

Non cinque stelle perchè a volte ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa, o che ci fosse qualcosa di superfluo che non riuscivo bene a collocare nella storia.
Ma nel complesso, un libro che consiglio di leggere. 
Prima di tutto, ai ragazzi che vogliono avvicinarsi al genere horror/thriller.
Non seguo molto questo target, ma non credo le cose siano migliorate da quando ero piccola ed esistevano solo i Piccoli Brividi per andare incontro alle esigenze di chi cerca una lettura che non sia narrativa.
Oltre ai ragazzi però credo che questo libro potrebbe piacere anche a chi non lo è più.
Resta una storia ben scritta, interessante e che regala parecchie ore di stacco dalla realtà, per portarci in un viaggio fra realtà e follia. 
Fateci un pensiero. 

La stagione della morte: racconto horror illustrato, di Giorgio Borroni



“La stagione della morte” è un racconto tutto italiano, un mix di pulp e horror con scene toste e a tratti raccapriccianti, ambientato nella Maremma toscana di inizio anni Ottanta.
Ilio è un reietto e la sua vita in paese è stata sempre un inferno. Quando decide di lasciarsi alle spalle quel luogo tanto opprimente, l’unica persona che desidera portare con sé è Lara, la sua giovane fidanzata. Nessuno potrà fermarlo, è questo ciò che pensa quando bussa alla sua porta. Ma un oscuro mistero si cela dentro quella casa. Non la lasceranno andare, loro non vivono come le persone normali e per liberarsi di lui useranno metodi poco ortodossi e rituali abominevoli.
“La stagione della morte” è una storia dura e cattiva. Fra cazzotti, giratubi usati come corpi contundenti e la natura cupa e misteriosa del paesaggio, la mente del lettore si riempirà di domande a cui non troverà facilmente risposte.
Eppure la riposta è solo una.
E per scoprirla bisognerà arrivare fino in fondo.

La stagione della morte è un racconto horror illustrato.
Illustrazioni di Giorgio Borroni. 




Un racconto che, purtroppo, mi ha deluso.
La trama mi incuriosiva, prometteva bene ma non mi ha lasciato niente altro che domande senza risposta e niente che possa in minima parte salvarlo dal mio aspro giudizio.

Non per la brevità, ho letto storie molto interessanti seppur molto brevi.
Non sarebbe un problema nemmeno la violenza (horror e splatter li adoro).
Sono i contenuti il problema. Spesso alcune cose vengono solo accennate, lasciando un vuoto e delle domande che meriterebbero una risposta, che non arriverà mai. 


Per fare un esempio, ci viene accennato che il giovane protagonista non è ben visto dai suoi colleghi, nè da altri cittadini, per colpa del padre. Eppure non sappiamo il motivo. Ci viene solo detto questo, lasciando un vuoto che qualche riga in più avrebbe potuto dare una spiegazione a questo astio così forte nei confronti del ragazzo, di cui l'unica colpa sembra sia solo l'esser nato. E anche spiegarne il carattere, perchè viene solo ripetuto che ha dovuto imparare a resistere, ma detto solo così non ci dice granchè sul protagonista.

Un'altra nota stonata è la "love story" che dovrebbe essere la base del racconto. 

Intendiamoci, niente cuoricini e promesse strappalacrime. Ma da come viene descritta appare davvero vuota e certe frasi fanno venir il voltastomaco. 
"Io tua sorella me la prendo"  (Detta da Ilio al fratello della ragazza)
Già questa semplice frase, fa venire il nervoso. Come fosse un giocattolo. Una cosa che lui ha deciso che ora è sua. 
Intendiamoci, non migliore della famiglia della giovane che già dall'inizio di questo racconto fa intendere molto chiaramente che la vede allo stesso modo. Però stanno allo stesso livello, lui non è assolutamente migliore da come s'intuisce in alcuni passaggi. 
Per esempio, ci sono alcune scene in cui dovrebbe esserci la passione fra i due, nei ricordi di lui. Insomma, stanno insieme e vogliono scappare per costruirsi una vita di coppia. 
Eppure lei appare estremamente fredda, distaccata. Come se il corpo non fosse suo e quasi non le importasse di cosa le stia succedendo; di cosa lui sta facendo. Anche questo estremamente abbozzato, dobbiamo noi tentare di indovinare perchè si comporti così. 
Per Ilio è tutto normalissimo, e ciò è come minimo disturbante (ma non abbiamo niente per capire se il problema è lui, lei o entrambi). 

Tutto questo, non mi è nemmeno parsa una specie di critica a questi comportamenti, come mi è capitato di trovare in altri romanzi (o racconti) del genere, in cui si intuisce che si parli dal punto di vista di un  "malvagio" (diventato crudele o nato proprio così) per condannarlo e/o portare a riflettere, anche se le cose vengono mostrate tramite i suoi occhi e sembrino giuste. Qualcosa trapela e fa capire che c'è di più oltre le pagine. Qui non l'ho proprio visto. 

Ma riflettendoci con calma, ho capito che la cosa che non me lo ha fatto apprezzare del tutto è che sembrano due parti scollegate fra loro. Mi spiego meglio. 
Il racconto possiamo dividerlo in due parti. 

Una più realistica, in cui questo giovane sui vent'anni si scontra per la prima(?) volta con il fratello della sua ragazza ed altri due. Come ho già detto, molto superficiale e, nonostante alcune scene sono ben descritte, il tutto non lascia chissà cosa al lettore.

Ma nella seconda parte si cambia completamente registro: la coppia dovrebbe scappare insieme, ma lei non si presenta, così lui la va a prendere. 
Ci troviamo davanti ad una scena tragicomica (per la prevedibilità), dove la madre tiene le redini della casa e comanda tutti a suo piacimento e poi....Insomma, non finisce proprio bene e, per non farvi spoiler, diciamo che ha a che fare con l'occultismo, seppur sempre difficile da capire (ho riletto più volte alcune righe, perché mi sembrava di aver perso qualcosa). 

Queste due parti sono scollegate fra di loro, non c'è qualcosa che le leghi tranne una flebile trama che non riesce a tenerle più unite. Fosse stato un romanzo o un racconto più lungo, dando maggior spazio alla storia, poteva starci questo cambio durante la lettura. Ma in qualcosa di così breve, non regge. 
Forse meglio puntare su una storia totalmente realistica (che di orrore sene può avere senza problemi, come vediamo ogni giorno, ahimè), oppure una lunga e folle discesa verso l'ignoto. 

Decisamente un no.
Anche le parti splatter/horror le ho trovate sottotono. Non riescono a dare niente che possa salvare la storia. Insomma, da quello che ho capito: un branco di esseri che pretende di comandare la vita di una ragazza, facendo "virilmente" a pugni (e anche peggio). 

L' "eroe" (non so se definirlo così oppure no, non ho proprio capito che figura l'autore abbia voluto rappresentare) che dice di amarla, volerla salvare e portare via...ma va beh, lasciamo stare.

Speravo in un racconto dalle tinte interessanti, con una storia particolare e che mi facesse passare un po' di tempo in relax (eh si, mi rilasso con questo genere di cose).
Purtroppo niente di tutto ciò. 

Non ho proprio capito cosa volesse raccontare.
Un grande peccato. 

Opinione: Tieni Presente Che, di Chuck Palahniuk


 Il libro che tutti aspettavamo da tempo: un libro che narra i trucchi del mestiere di uno scrittore, ma che è anche un'autobiografia, un romanzo di formazione, una guida galattica per ribelli e aspiranti ribelli, una confessione, un atto di sfida.

A rigore un libro come questo dovrebbe insegnare ai profani i segreti della scrittura creativa ma, se il docente si chiama Chuck Palahniuk, le cose finiscono per non essere mai così semplici come appaiono a prima vista. Da più di vent'anni i libri di Chuck accompagnano legioni di lettori giovani (e nemmeno più tanto giovani) alla scoperta di universi spaventosi, affascinanti, elettrizzanti. La lettura di Fight ClubSoffocareNinna nanna e di altri suoi romanzi è diventata una sorta di rito iniziatico generazionale per un sacco di anime perse alla ricerca di una guida, di una specie di fratello maggiore saggio e matto, capace di raccontarci come funziona il Grande Casino Là Fuori. Tieni presente che è il libro che tutti aspettavamo da tempo: un libro che narra i trucchi del mestiere di uno scrittore, ma che è anche un'autobiografia, un romanzo di formazione, una guida galattica per ribelli e aspiranti ribelli, una confessione, un atto di sfida. Al centro di queste pagine ci sono le storie: come raccontarle ma anche perché e a chi raccontarle. Raccontare storie significa esercitare un potere formidabile, un potere di vita e di morte; significa creare di volta in volta, intorno e dentro a un libro, una comunità di persone che condividono uno smarrimento, una rabbia, una rivolta. Tieni presente che è un "on the road" molto particolare, nel corso del quale ci sfrecciano accanto grandi autori passati e presenti, amici, ricordi, film, romanzi, emozioni, scherzi, disillusioni, e alla fine del quale niente sarà più come prima. Shakespeare diceva che «noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d'un sogno è raccolta la nostra breve vita». Questo libro ci parla proprio di quei sogni, della loro sostanza e delle nostre brevi vite che bruciano di una indomabile inquietudine.

Per gran parte della vita ho evitato di fare il punto sul mio conto in banca, soppesando entrate e uscite. L'esito previsto era troppo deprimente. Scoprire quanto poco fossi riuscito a mettere da parte. Quanto poco avessi raggranellato in anni di vita. Finchè i miei assegni venivano incassati, non mi interessava accertare al centesimo quanto ammontasse la mia povertà. Per la stessa ragione, ho evitato di dedicarmi a un libro sulla scrittura. Non volevo essere messo di fronte a quanto poco avessi da offrire in materia. All'idiota che ero rimasto, dopo tutto questo tempo e tutto questo esercizio.

Finalmente ve ne parlo!
Eh, si, con l'alimentatore defunto ed il pc con autonomia pari a zero, non potevo metter giù l'opinione come si deve, quindi tutto è slittato di quasi una settimana.
Ok, avrei potuto farlo lo stesso, ma da cellulare sarebbe stato un incubo assurdo e ho preferito preservare la mia salute mentale. E salvare il telefono, visto che ho pochissima pazienza con certe cose. 

Ma veniamo a noi!
Quando si parla di Palahniuk (come per King) leggerei qualunque cosa, anche la lista della spesa, ed anche in questo caso non mi ha deluso, anche se è estremamente particolare.
Non è un romanzo, è evidente, quindi potrebbe già rappresentare un ostacolo a prescindere dal suo contenuto, nonostante quest'autore o lo si ama o lo si odia, non credo esistano vie di mezzo.
Quindi è ancora più difficile da trattare, ma fortunatamente è arrivato lo stesso fino a noi, e secondo me merita di essere letto da chiunque apprezzi la follia di Chuck.

Se scriverò questo libro, peccherò di pessimismo. Se sei fermamente intenzionato a diventare uno scrittore, niente di ciò che dirò qui porta Fermarti. Ma se non lo sei, niente di ciò che dirò potrà renderti tale.

É una serie di consigli su come "diventare scrittori", anche se nemmeno lui la metterebbe proprio così.
Un libro che più che essere un manuale racchiude suggerimenti su tanti temi diversi, spesso accompagnati dalla sua esperienza, per farci anche capire come mai spinge in quella direzione, piuttosto che da un'altra parte.
Inutile dire che grazie al suo stile unico e fuori dal comune, riesce a far ridere il lettore molto spesso e a portarlo fra i vari ricordi ed esperienze che ha dovuto passare prima di affermarsi ed avere un nome famoso. Basti pensare che al primo corso di scrittura a cui si era iscritto gli era stato chiesto di "provare altrove" perchè metteva a disagio gli altri partecipanti: ADORO!
Ed è solo un frammento in mezzo a tutto quello che ci racconta, poichè successivamente si trova in un posto folle quanto lui, ma in cui i partecipanti hanno occasione di crescere, ognuno a modo suo. 

La particolarità che lo rende molto scorrevole è l'alternare i consigli che già molto spesso contengono ricordi romanzati, come spiegavo poco sopra; alla rubrica "Una Cartolina Dal Tour", ovvero esperienze assolutamente folli che Chuck ha vissuto negli anni durante le promozioni dei suoi libri.
Da svenimenti, al lancio di arti (finti) autografati, fino ad una giornata assolutamente pessima in cui una sua debolezza gli viene ritorta contro da emerite teste di ca**o (di quest'ultima, se possibile, ho amato Chuck ancora di più e non so come sia riuscito a mantenere la calma, dopo ciò che hanno fatto a lui, e non solo).
Ammetto di essere estremamente invidiosa e spero che prima o poi venga in Italia e di aver la possibilità di incontrarlo dal vivo. Deve essere un'esperienza più unica che rara e che lascia il segno.

[...] gli scrittori devono essere abbastanza svegli da sviluppare un'idea brillante, ma anche abbastanza ottusi da fare ricerche, battere il testo al computer, lavorarci su parecchio, venderlo a un editore, correggere, ricorreggere, rivedere la versione corretta, rileggere le bozze, sorbirsi le intervista e scrivere articoli promozionali, e infine presentarsi in una decina di città e autografare copie per migliaia o decine di migliaia di persone. 

Come consigli sulla scrittura, non mi esprimo. Non sono una scrittrice e non saprei valutare in quel senso. Se mi seguite avrete già notato che do pareri molto personali, di sensazioni più che altro, durante le mie recensioni. Riguardo stile e scrittura...non sono capace. Non ho le conoscenze per farlo come si deve, quindi resto ai margini.
Anche se lo stesso Palahniuk ci dice che sono suggerimenti che potrebbero farci comodo, ma che ognuno poi trova la sua strada alla fin fine.

Fra le cose che lo rendono particolare, c'è l'inserimento di tantissimi nomi (di autori/ici), di opere e frammenti, non solo suoi. Avrebbe potuto fare tutto basandosi sui suoi libri, ma sceglie di ampliare il discorso, anche se per spiegarci alcune delle sue tecniche fa riferimento a frammenti di suoi racconti e romanzi.
Mi è rimasto impresso in particolare un aneddoto sulla pirateria. Non "banalmente" la gente che scarica e legge, ma riguardante una famosa università che "prese" dei saggi scritti da Chuck con dei consigli scritti apposta per un sito (che permetteva l'accesso solo agli utenti registrati e una lettura quindi gratuita), li "rubò" per stamparli e rivenderli agli studenti!
Parlandone con Gaiman, quest'ultimo gli disse di lasciar perdere e vedere in qualche modo il lato positivo: se qualcuno ama l'opera di un autore, alla fine la comprerà lo stesso. Come per l'eroina: il primo assaggio gratis, inizia la dipendenza e poi uno paga. Un paragone folle, ma interessante.
Il tutto poi legato ad un aneddoto capitato durante un firma copie di Chuck, che dimostra quanto l'idiozia umana non abbia limiti. Insomma, ho detto pochissimo, ma potrete intuire il grande fantastico caos che regna in queste pagine, ricchissime di qualunque cosa. 

Non vi avevo ancora accennato al fatto che è libro è ricco di immagini, create dall'artista e tatuatore Toby Linwood apposta per il romanzo, che riproducono citazioni (di altri autori) che Chuck vuole evidenziare, in modo originale e molto ben fatto, in uno stile che definirei Old School. Sarò di parte, visto che adoro la body art, ma è un dettaglio molto carino e particolare, che abbellisce il libro e gli regala qualcosina in più.

Sicuramente credo siano interessanti, spaziano dallo stile, ai consigli riguardo i corsi da poter seguire, e molte altre cose. Anche solo per un confronto, per mettersi in gioco, per tentare di capire qualcosa in più e trovare la propria strada, magari riuscendo a capire quel frammento che mancava. 

Se siete fan di Palahniuk non potete perdervelo.
É stupendo: auto-ironico, divertente, folle, caotico,...Insomma, è sempre lui e si riconosce.
Non è un "banale" manuale che spiega la grammatica, o lo stile, o...altro, diciamo.
(Alt. Non voglio assolutamente sminuire libri del genere, sia chiaro! Solo credo facciano parte di altre categorie e non vanno mescolati).

Grazie alla Mondadori che mi ha dato la possibilità di leggerlo. 

Review Party: Figli di Virtù e Vendetta, di Tomi Adeyemi






Dopo aver combattuto contro l'impossibile, Zélie e Amari sono finalmente riuscite a far rivivere la magia a Orïsha. Ma il rituale per risvegliarla si è rivelato più forte di quanto avrebbero potuto immaginare, e ha riportato alla luce non solo i poteri dei maji, ma anche quelli dei nobili che avevano della magia nel loro sangue. Ora Zélie deve lottare per unire i maji in una terra dove il nemico è potente quanto loro. Quando reali ed esercito stringono una mortale alleanza, Zélie deve tornare a combattere per assicurare ad Amari il trono e per proteggere i nuovi maji dall'ira della monarchia. Ma con la minaccia di una guerra civile all'orizzonte, Zélie si trova a un punto critico: dovrà trovare un modo per riunire il regno oppure lasciare che Orïsha venga distrutta da se stessa.





È proprio quello il problema, mi dico, stringendomi le braccia attorno al corpo.
Volevo che la magia tornasse per tenere Baba al sicuro.

Non ha fatto altro che accelerarne la fine. 
Che senso hanno questi poteri se non riesco a proteggere le persone che amo? 

La storia riprende da dove si era concluso il precedente volume Figli Di Sangue e Ossa (cliccate per andare alla mia opinione del primo romanzo di questa trilogia).

Se non lo avete ancora letto, vi sconsiglio di continuare la lettura. 

Ritroviamo Zélie, Amari e Tzain che devono fare i conti con ciò che hanno appena fatto, ovvero riportare la magia a Orïsha. Tutto questo per permettere ai maji di smetterla di nascondersi e di venir presi di mira dalla monarchia. Un modo per riacquistare la forza perduta di un tempo e ribellarsi alle tremende ingiustizie, e morti, patite per troppo tempo. 

Purtroppo però dovranno scontrarsi con una terribile novità. La magia ha colpito anche i nobili, risvegliando poteri sopiti anche in loro Poteri su cui hanno pochissimo controllo, ma una forza decisamente superiore ai maji, che non esitano ad usare per schiacciare queste "larve". 

Quando tutto sembrava sul punto di risolversi, Zélie si ritrova a dover lottare ancora, col rischio di perdere nuovamente persone che ama. Vuole assicurare ad Amari il trono che le spetta, garantendo finalmente pace fra i vari popoli. Ma tutto ciò diventa quasi impossibile quando i tîtán (soldati della monarchia) fanno il loro debutto in questa nuova fase della guerra, con un capo di una potenza impossibile e la speranza di vincere sempre più pallida e lontana. 

Nel frattempo si rivela un'altra fazione, gli Iyika: maji che nuovamente in possesso dei loro poteri stanno dando filo da torcere alla monarchia, per distruggerla completamente. 

Un romanzo interessante e che porta a riflettere molto, oltre la magia ed il potere che rappresenta. 
Fra le voci principali abbiamo ancora Zélie ed Amari, due donne davvero diverse eppure estremamente determinate. Inizialmente con gli stessi obiettivi, ma lentamente rivelazioni e la guerra le porteranno agli antipodi, scegliendo strade diverse, commettendo errori alcuni imperdonabili. 

Zélie è ormai la Soldatessa della Morte, una figura riverita dalla sua gente, ma nel suo cuore non c'è altro che dolore e stanchezza. Vorrebbe solo pace, ma sarà costretta dagli eventi a veder risvegliato nel suo petto una rabbia profonda che la condurrà lungo altre battaglie che deve assolutamente vincere. Non tanto per sè stessa, ma per chi ha accanto. 

Amari vuole il trono per portare la pace tanto promessa e desiderata, anche se nessuno sembra volerla come regina di Orïsha, tranne Zélie e Tzain. Dovrà trovare il modo di farsi ascoltare dal suo popolo. La vedremo crescere molto in questo capitolo, seppur ci scontreremo spesso con la sua impulsività e la convinzione di star agendo sempre per il giusto, senza fermarsi ad ascoltare, volendo solo esser ascoltata. 

Una lettura che porta ad arrabbiarsi, a sentire il cuore stringersi in una morsa, a sperare nella pace anche se si dovesse ottenere attraverso la guerra
Il lettore viene intrappolato fra due fazioni che si odiano, per rancori e morti accumulati nel tempo
Vuole la pace, spera che ci si arrivi in fretta e senza altro sangue civile innocente versato, ma per certe scelte che vengono compiute anche il lettore si arrabbia e si ritrova quasi a pretendere giustizia ad ogni costo. 

Durante la lettura scopriremo come ha avuto origine tutto. Cosa ha scatenato il Raid. Ci verrà svelato verso la fine e sarà l'ennesima botta che ci lascerà senza parole. 
Come già dicevo, la magia arricchisce e rende avvicinabile a molti questa bellissima storia ma non ne è il fulcro, è una metafora del potere, il centro sono le minoranze, le lotte che devono fare solo per poter sopravvivere, i torti subiti per anni in nome di chissà quale privilegio. 

Una lettura davvero molto bella. Colpi di scena continui, che danno un ritmo incalzante alla storia nonostante in alcuni momenti si debba rallentare
Adeyemi ci porta ancora una volta a riflettere su tematiche molto delicate, in un modo stupendo. 
Attraverso più voci che mostrano come la stessa situazione può esser vista e voluta risolvere in modi differenti. Come la rabbia accechi. Come la voglia di vendetta possa prender il sopravvento. Come la fiducia sia facile da distruggere in un soffio. Come si possa essere forti, seppur fragili. 
Anche se giovanissimi.
Un finale che, come il precedente, lascia spiazzati totalmente. 
Se avete letto il precedente, non lasciatevelo scappare. 



Le lacrime mi appannano la vista mentre corriamo tra gli alberi della foresta di Adichie. Le mie mani scivolano sulle corna di Nailah. Senza una sella, fatico a non cadere giù. Resto aggrappata con le cosce mentre il mondo mi passa accanto, un turbine di dirupi e foglie soffiate dal vento. Cerco di fingere che la velocità di Nailah sia l’unico motivo per cui non riesco a respirare. 

Dei del cielo, aiutatemi. Stringo i denti, opponendomi a quella sensazione. 
È come se tutto ciò che ho fatto di sbagliato emerga in un sol colpo, un mare che mi fa annegare nella sua corrente. 
No, penso tra me. Non loro. Credere negli dei è ciò che ha generato questo guaio. Sono loro la causa della morte di Baba. La disperazione mi monta dentro, mentre il terreno inizia a inclinarsi. La terra sotto i nostri piedi punta verso il basso. Gli alberi della foresta iniziano a diradarsi. Stringo la pelliccia di Nailah, faticando a restare dritta quando le sue zampe scivolano. 
Ma il pensiero di come gli dei mi hanno usata mi fa venir voglia di lasciarmi andare e di cadere a terra. 
Ho sempre creduto nel disegno superiore degli dei. Nella loro via, quando io non ero in grado di vedere. Ma l’unica cosa a cui mi abbiano portata è rappresentata dalle cicatrici che ho sulla schiena. Dalle ferite aperte al cuore. Gli dei mi hanno usata come una pedina e mi hanno gettata con il ritorno della magia. Dubito che possano darmi altro che dolore. 
Mama, prendimi. La nuova preghiera si forma e il cuore mi si spezza per l’unica cosa in cui io creda ancora. Immagino me stessa nell’alâfia insieme a lei e a Baba. La pace della morte e la sensazione di essere nuovamente tra le sue braccia. 
Lei mi ha detto che Orïsha aveva bisogno di me, che il mio lavoro non era finito. 
Ma riportare indietro la magia non ha fatto altro che peggiorare le cose. 
I maji sono messi ancor peggio di prima. 

Non fa differenza quello che io faccio. 
Non fa differenza l’intensità con cui combatto. 
I maji non saranno mai liberi. 
In questo mondo non ci attende altro che angoscia.