sabato 16 febbraio 2019

Fissazione per le copertine. Quanti ne soffrono? . . Ammettetelo, lettori compratori compulsivi, che cercate l'edizione che si incastri perfettamente e sia identica alla precedenti che già possedete dello stesso autore (e/o appartenenti alla stessa serie). Io in questo "campo" vado ad ondate, per alcuni libri "devo" trovare l'edizione compatibile, mentre per altri me ne frego di più, basta che li possa avere sulla mensola. Magari scegliendo l'edizione con la cover più carina e magari ad un buon prezzo. . . Eppure.... Eh si! Alcuni mi fanno proprio storcere il naso e ho scelto Palahniuk come esempio (anche se già con Welsh e la saga Trainspotting coi volumi di grandezze differenti tra loro, già mi infastidisce profondamente, ma per questa settimana l'ho citato abbastanza e sarete stufi). . . A volte dipende dagli anni di pubblicazione, se prendi la prima edizione li trovi tutti uguali (o dovresti), ma con Mondadori mi sono trovata 3 prime edizioni diverse fra di loro: Dannati copertina flessibile e piccolo, Il Libro di Talbott copertina rigida è più grande, e Romance copertina flessibile e grande. Perché?!? 😭 . . Stendiamo un velo sulla piccola biblioteca Oscar che adoravo...ormai sono introvabili e sono stata costretta a cercare altre versioni dei libri mancanti, che ho in altre 2 versioni diverse.... Boh! . . Io capisco che ogni tanto ci debba essere una ristampa, rinfrescando e cambiando stile, è editoria e fa anche piacere, visto che molti diventano introvabili. Ma a volte, proprio secca. Perché chi non può permettersi la prima stampa e deve attendere l'edizione economica a volte si trova a incrociare le dita, sperando che quel libro sia uguale ai precedenti e non si trovi in una nuova versione. . . Stendiamo un velo su chi compra la prima edizione, spendendo non poco, è trova altezze, stili,... Diversissimi dagli altri volumi dello stesso autore! 😭😭 . . In ogni caso, qualunque edizione sia: un enorme NO alle copertine trattate dalle locandine dei film 🙅‍♀️ Sono inguardabili! . . Quanti d'accordo con me? 😁


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venerdì 15 febbraio 2019

Un romanzo che mi incuriosiva da un po' di tempo, ma che avevo sempre lasciato da parte. Non ero particolarmente convinta che facesse al caso mio, nonostante i premi vinti e tutte le belle opinioni che ne facevano online. Quando qualcosa sembra troppo bello spesso avevo paura che ci fosse questo altro. . . L'ho trovato tramite Audible e ho deciso di ascoltarlo. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla versione audio che sono riusciti a fare. La lettrice riesce a dare al testo scorrevolezza e a dare alla storia una nota interessante, riuscendo non banalmente a leggere, ma regalandoci varie sfumature che rendono l'ascolto davvero bello e piacevole. . . Sono riuscita ad ascoltarlo tutto e mi è piaciuto davvero molto: scorrevole, interessante, originale e, appunto, presenta una versione della storia che non viene quasi calcolata. La violenza che in questo caso viene fatta ai danni dello stesso popolo tedesco che Hitler esaltava così tanto. Tante tematiche e tanti dubbi vengono sollevati attraverso pochissime pagine, rendendo questo romanzo davvero ricco. (opinione cometa sul blog) . . Lo avete letto? O siete tentati di farlo ? 😉 . . #LeAssaggiatrici #RosellaPostorino #Feltrinelli #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Le Assaggiatrici, di Rosella Postorino


Romanzo vincitore del Premio Campiello 2018. - Finalista Premio Letterario nazionale Chianti 32ma edizione.

Con una rara capacità di dare conto alle ambiguità dell'animo umano, Rosella Postorino, ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf) racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della storia, forte dei desideri della giovinezza.

«La voce dell'assaggiatrice cattura il lettore e non lo libera mai, per quanto è vera, tesa, penetrante.» - Donatella Di Pietrantonio

La scrittrice dirige con sicurezza il coro delle assaggiatrici, definisce i loro caratteri, indaga i rapporti di forza e di solidarietà che si instaurano, i segreti e le colpe infrattate nella profondità delle coscienze. - La Lettura, Il Corriere della Sera

"Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame"

La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. «Da anni avevamo fame e paura», dice. Siamo nell'autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: «mangiate» dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un'ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le SS studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato. Nell'ambiente chiuso di quella mensa forzata, sotto lo sguardo vigile dei loro carcerieri, fra le dieci giovani donne si allacciano, con lo scorrere dei mesi, alleanze, patti segreti e amicizie. Nel gruppo Rosa è subito la straniera, la "berlinese": è difficile ottenere benevolenza, tuttavia lei si sorprende a cercarla, ad averne bisogno. Soprattutto con Elfriede, la ragazza più misteriosa e ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del '44, in caserma arriva un nuovo comandante, Albert Ziegler. Severo e ingiusto, instaura sin dal primo giorno un clima di terrore, eppure - mentre su tutti, come una sorta di divinità che non compare mai, incombe il Führer - fra lui e Rosa si crea un legame speciale, inaudito.

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Un romanzo che mi incuriosiva da un po' di tempo, ma che avevo sempre lasciato da parte. Non ero particolarmente convinta che facesse al caso mio, nonostante i premi vinti e tutte le belle opinioni che ne facevano online.
Quando qualcosa sembra troppo bello spesso avevo paura che ci fosse questo altro.

L'ho trovato tramite Audible e ho deciso di ascoltarlo. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla versione audio che sono riusciti a fare. La lettrice riesce a dare al testo scorrevolezza e a dare alla storia una nota interessante, riuscendo non banalmente a leggere, ma regalandoci varie sfumature che rendono l'ascolto davvero bello e piacevole.

Come già dichiarato anche dall'autrice, questa storia si ispira alla vera vita di una donna che solo verso la fine dei suoi giorni ha ammesso di aver fatto l'assaggiatrice. Una colpa che lei si attribuiva,  nonostante non avesse avuto molta scelta. Eppure il peso di aver aiutato Hitler era così forte e la vergogna così pesante per lei da averlo nascosto fino all'ultimo.
Lo riscontriamo anche nella protagonista, anche lei in preda a questa crisi interiore perché non vuole assolutamente aiutare Hitler in alcuna maniera, ma si trova costretta a dover fare l'assaggiatrice contro il suo volontà, eppure essendo pagata bene per questo "servizio" che presto si trova a pensare di stare sbagliando, di aver tradito i suoi valori; nonostante lei rischi la vita ogni giorno, ad ogni pasto, senza averne scelta.
Anche solo durante il pasto si sente tantissimo questo senso di amore/odio, poiché tutte queste donne hanno sofferto la fame e trovandosi davanti questo cibo, nonostante possa essere avvelenato, non resistono e alla fine, con lo stomaco caldo e pieno, c'è sempre questa questo pensiero fra colpa e soddisfazione di cui rimangono intrappolate, misto al terrore che possano essere state avvelenate e poter morire.

Oltre a questo "semplice lavoro quotidiano" (ovvero assaggiare questi cibi prima che li mangi il Führer) lentamente inizieremo a scoprire altro sulle vite di queste donne, in particolare della protagonista Rosa, ma anche delle donne che le stanno accanto e altre figure che le staranno vicine.
Prima sconosciute fra loro, un po' tutte chiuse, quasi a sembrar antipatiche, ma lentamente inizieranno a fare amicizia fra loro, a confidarsi i propri segreti, e vedremo una panoramica molto più ampia di cosa può aver voluto dire lavorare ed essere costretti a fare questo in una Germania nazista, anche quando, in effettivo, non tutti erano a favore di Hitler. Si nota infatti molto il distacco fra quelle che poi diventano le amiche della protagonista e le altre, che vengono chiamate "le invasate" perché per loro è una missione sacra poter salvare il Führer, e loro sono molto ben disposte ad assaggiare il suo cibo e mettere in pericolo la propria vita per lui.

Scopriremo che Rosa si è trovata intrappolata in quella situazione per "colpa" del cambio di residenza, poichè, sola al mondo e senza più un tetto per colpa dei bombardamenti, è andata a vivere con i suoceri, in un paesino vicino al bunker di Hitler, e quindi vicino al bisogno di assaggiatrici.
Suo marito ha deciso di partire nemmeno dopo un anno di matrimonio per combattere per il proprio paese; però si è reso conto in fretta di aver completamente sbagliato e della missione quasi suicida in cui si è infilato da solo. Nonostante lo detesti per questa scelta, non vede l'ora che possa ritornare da lei.

Vengono anche citati marginalmente i campi di sterminio, però la protagonista dice non vuole saperne niente. Una scelta intelligente quella dell'autrice che fa intuire, attraverso chi ha chiesto il trasferimento perchè non reggeva di vedere certe cose, non solo quanto tutto quello era sconvolgente anche per chi ci finiva a lavorare (nonostante poi in effettivo non abbiano fatto niente per ribellarsi); ma soprattutto non lo rende centrale alla vicenda, poichè si parla di altro e avrebbe "rubato" la scena alla trama principale.

Sono riuscita ad ascoltarlo tutto e mi è piaciuto davvero molto: scorrevole, interessante, originale e, appunto, presenta una versione della storia che non viene quasi calcolata. La violenza che in questo caso viene fatta ai danni dello stesso popolo tedesco che Hitler esaltava così tanto.
Tante tematiche e tanti dubbi vengono sollevati attraverso pochissime pagine, rendendo questo romanzo davvero ricco.
Se vi capita, ascoltatelo o leggetelo. Potrebbe piacervi davvero molto.

giovedì 14 febbraio 2019

... già sento la mancanza di tutti i vari personaggi. Una storia folle, incredibile e sconvolgente...come tutti i precedenti volumi della serie, d'altro canto. Welsh riesce ancora una volta lasciare senza parole lettore portandolo in una strada lunga, una storia di cui si pensa di indovinare il finale ma che ti coglie alla sorpresa, sempre, a continue riprese. . . Ve ne parlo a lungo sul blog 😉 Quanti curiosi di leggerlo? 😁 . . #MortoCheCammina #IrvineWelsh #Guanda #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Morto Che Cammina, di Irvine Welsh


Mark Renton ha fatto bingo: i deejay della sua agenzia fanno ballare i ragazzi sulle due sponde dell’oceano e un bel po’ di soldi entrano in cassa, ma non riesce a sentirsi davvero appagato di una vita passata fra sale d’attesa e stanze d’albergo. Seduto a bordo di un volo che lo riporta a casa, butta giù un tranquillante dopo l’altro per smaltire i postumi della serata precedente, quando all’improvviso incrocia un paio di occhi impossibili da dimenticare: quelli di Frank Begbie. L’ex psicopatico di Leith ora è un artista famoso e sembra non nutrire più alcun proposito di vendetta per quella brutta storia della truffa sulla vendita dell’eroina. Sono passati tanti anni, ma Renton non si fida, vorrebbe saldare il suo debito e teme che Begbie stia tramando qualcosa… Nel frattempo alle orecchie di Sick Boy e Spud, occupati in nuovi «progetti», giunge voce che i vecchi amici bazzicano di nuovo Edimburgo: prospettiva stuzzicante riunire i soci come ai bei tempi. Ma quando i due si avvicinano all’oscuro mondo del traffico di organi, le cose prendono rapidamente una brutta piega per tutto il gruppo. In balia ognuno delle proprie dipendenze, costretti alla resa dei conti con un passato che non può più aspettare, Renton, Begbie, Sick Boy e Spud saranno travolti da un fiume in piena di assurdi imprevisti. Uno di loro rischia di non vedere l’ultima pagina del romanzo: chi è il morto che cammina?


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Appena chiuso e già sento la mancanza di tutti i vari personaggi.
Una storia folle, incredibile e sconvolgente...come tutti i precedenti volumi della serie, d'altro canto.
Welsh riesce ancora una volta lasciare senza parole lettore portandolo in una strada lunga, una storia di cui si pensa di indovinare il finale ma che ti coglie alla sorpresa, sempre, a continue riprese.
Si parte dallo stesso punto in cui finisce L'Artista Dell Coltello e si continua facendo una panoramica piuttosto veloce sulle varie vite dei 4 protagonisti.

Rent è ormai diventato un agente di dj e gira costantemente per il mondo, portando i suoi artisti ai vari palchi dove dovranno esibirsi e (sostanzialmente) facendogli da baby sitter, procurandogli droga, sesso o qualunque altra cosa che vogliano. Stremato per colpa di questa vita sempre in viaggio, è ripiombato nella droga giusto per sopravvivere ai vari jet lag che lo stanno consumando.
Ma quando si trova faccia a faccia con Frank vede finalmente l'occasione per metter a posto i casini che ha combinato nel passato, restituendo i soldi rubati anni prima al vecchio (ex?) amico. Ha iniziato anni prima a contare i vari interessi e a metter da parte tutti i soldi necessari per chiudere col passato, pensando di riuscire così a sentirsi più in pace con se stesso.
Peccato che è Frank non rivoglio indietro un centesimo...

Francis lo abbiamo appurato per bene grazie al romanzo che lo vede protagonista: lo ritroviamo nella sua casa nuova in California, con la moglie e le due figlie, che si sta godendo questa vita meravigliosa si è ritrovato ad avere grazie alla sua arte. La sua vita però è minaccia di Harry (un ex sbirro) che continua a perseguitare la famiglia.

Rivediamo anche Sick boy che ha messo su un'agenzia di escort che funziona piuttosto bene, anche se è sempre a caccia. Lo incontriamo prima di Natale, quando torna a casa della sorella, per stare con la famiglia, ma lui non riesce proprio a tenersi fuori dai guai e nemmeno ad evitare di coinvolgere gli altri nella sua m****. Infatti la sera della vigilia coinvolge il cognato in un giro di festeggiamenti, mettendogli dell'ecstasy nel bicchiere, portandolo a fare qualcosa per lui impensabile.
Lo conosciamo ormai e nonostante lui si procuri tutti questi guai e si crei questi casini fa sempre il seccato della situazione, quello che viene tirato in mezzo senza motivo, quando è sempre e solo colpa sua in effettivo. È un egocentrico,  egoista, come è sempre stato, anzi forse è peggiorato negli anni.

E poi Spud che si ritrova a vivere come senzatetto a chiedere l'elemosina in giro, con come unico compagno un cane che ha adottato; sempre buono, strano e caccia di droga. Sarà l'incontro con un suo vecchio amico che gli darà una possibilità per fare qualche soldo,  ovviamente in modo illegale. Ma conosciamo Spud e sembra tutto troppo bello per essere vero.

Tutte queste storie avvengono circa più di 15 anni dopo la fine di Porno, infatti stando alle date citate nel romanzo Porno è ambientato nel 1998 mentre questa storia dal 2015.
Sappiamo poco di questi lunghi anni, ci viene dato qualche piccolo frammento durante la narrazione ma più che altro vediamo il risultato, ovvero che le loro vite non sono cambiate così tanto:

Spud è sempre un drogato in cerca di una dose che non riesce a rimettersi in piedi; sempre in crisi per aver rovinato ogni possibilità con l'amore della sua vita, Ali, e il non aver potuto dare di più al loro figlio.
Simon, sempre a caccia di donne per fare la sua fortuna attraverso gli altri. Sempre pensando solo a se stesso in primis. E a mettere nella m**** agli altri, ovviamente. Per una risata, per un regolamento di conti o per semplice possibilità di farlo.
Rent, ripiombato nella droga e intrappolato in questo lavoro che ama ed odia. Gira il mondo ma in effettivo è stanco di tutto questo vorrebbe solo fermarsi da qualche parte a mettere su casa, trovare una donna che lo ami con cui vivere e riprendere il figlio con sé, visto che dopo il matrimonio fallito è stato (quasi) abbandonato in un istituto perché autistico e lui non poteva dargli una vita stabile come meritava.
E poi Francis che è diventato questo grande artista, l'unico che sembra davvero aver voltato pagina del tutto e aver trovato una vita stupenda, degna di questo nome, e ricca di rivalsa.

Come intuiamo già, queste vite sono di nuovo destinate ad incontrarsi fra di loro e, naturalmente, non appena si incroceranno partirà il delirio. Nonostante il regolamento di conti che Rent vuole fare, ci saranno altre avventure in serbo per loro e tanti colpi di scena che continueranno a travolgere le loro vite. Ma poi, li conosciamo, alcuni non hanno dimenticato e non vedono l'ora di ridare con gli interessi tutto ciò che hanno passato.

Il grande dubbio che permea tutto il romanzo è: chi è il morto che cammina?
Infatti idea di lasciare uno di questi personaggi intristisce il lettore, ma insieme gli mette curiosità sul sapere chi, come, e per mano di chi possa lasciarci uno fra questi storici protagonisti.
Soprattutto, vedendo la storia come procede, tra tutti questi alti e bassi, non si è mai sicuri di cosa succederà nel capitolo successivo o addirittura dopo un paio di pagine. Welsh ci tiene incollati, nonostante alcune teorie si inizino a formare nella mente del lettore....

Rispetto L'Artista Del Coltello (che ho appena chiuso) questo romanzo è un po' più difficile da leggere, perché l'alternarsi di tutte queste voci così diverse fra di loro lo rende meno scorrevole.
Alla fine di tutto la storia è molto interessante, bella, ricca di colpi di scena, nonostante la difficoltà a volte nella lettura.
È piacevole incontrare questi personaggi che hanno segnato così tanti fan durante gli anni; mette un po' tristezza vedere e rendersi conto di quanto siano invecchiati, però è la natura umana non si può rimanere giovani per sempre ed anche in questo Welsh riesce a creare una storia che merita di essere letta, perché fossero rimasti sempre gli stessi non ci sarebbe stato quel qualcosa in più che spinge a sapere di queste vite, ormai diverse, ma unite da un passato comune, un'amicizia o semplicemente dalla droga.

Sono rimasta un pochino delusa nel finale perché lascia aperti molti interrogativi riguardo alla vita di alcuni personaggi. Viene lasciata molto aperta una possibilità di un seguito, perchè non c'è un punto alla storia. Non c'è una fine, fine!
Se sapremo altro su di loro non ne possiamo avere la minima idea, non so nemmeno se sarebbe il caso di farli continuare...ma la curiosità resta alta, nonostante una possibile delusione resti dietro l'angolo.

Per dirla breve: è stato davvero bello poter vivere altro insieme a questa stranissima combriccola, di vedere cosa è cambiato in tutto quel tempo e cosa invece non è cambiato.
Nonostante le e mie difficoltà, per il cambio nel modo di scrivere quando parlano diversi personaggi, è sempre un piacere leggere queste loro storie.

Come già detto più volte, devo trovare il tempo per rileggere tutta la saga dall'inizio, non solo perché leggerli in sequenza credo che sia molto più interessante, ma perchè credo che la mia opinione possa essere cambiata negli anni e sono curiosa di scoprire cosa potrei vedere in altro modo.

Lo consiglio sicuramente molto ai fan della serie.
Sì aveva paura che questo libro potesse essere una brutta copia del film uscito qualche anno fa (T2), per fortuna non lo è e riesce a creare una storia molto più ampia, dando molta caratterizzazione ai personaggi, nonostante lo stile piuttosto stretto e conciso in alcune parti. Abbiamo dovuto aspettare circa un annetto però n'è valsa la pena.
Staremo a vedere quali prossimi romanzi ci riserverà Welsh e se qualcuno fra loro tornerà.


mercoledì 13 febbraio 2019

Sono rimasta davvero stupita, in positivo! L'ho letto in un paio di giorni senza faticare minimamente e mi ha lasciato davvero una bella storia. Non me lo sarei mai aspettato. Riusciamo finalmente (o almeno io riesco finalmente) ad entrare un po' più empatia con questo personaggio, scoprendo anche grazie ad alcuni ricordi di Frank di più sulla sua infanzia e ciò che l'ha portato a usare la violenza come metodo per affrontare tutti i problemi. . . Ritroviamo Frank in America, dopo essersi sposato con una donna più giovane e aveva avuto da lei due bambine. Scopriamo che ha scelto di cambiare nome scegliendo Jim, ed è diventato un artista di fama internazionale. . . La storia, dopo una breve panoramica sulla nuova vita di Frank, prende la sua strada quando gli arriva la notizia che il suo primogenito è morto.... (opinione completa sul blog) . . Domani vi parlo dell'ultimo romanzo di Welsh: "Morto che cammina" 😉 . . #LArtistaDelColtello #IrvineWelsh #Guanda #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: L'Artista Del Coltello, di Irvine Welsh


Jim Francis è felice e realizzato: vive in California con la moglie Melanie e le loro due splendide bambine, e ha da poco scoperto una vena artistica che non sospettava di avere. Le sue sculture di creta, ritratti di personaggi famosi sottoposti a crudeli mutilazioni, riscuotono un grande successo. Strumenti preferiti? Lame di ogni tipo: non solo quelle convenzionali, ma anche coltelli da caccia, bisturi... eredità di un passato nascosto che preme per uscire in superficie. Jim Francis, infatti, ne ha percorsa di strada dagli spazi angusti e claustrofobici di Leith agli orizzonti aperti di una casa affacciata sull'oceano; ma lui non è altri che Frank Begbie, personaggio psicotico e violento di "Trainspotting". Quando viene a sapere che il figlio Sean, con cui non ha più rapporti da anni, è stato ucciso a Edimburgo, Begbie decide di tornare in Scozia per il funerale. Qui, tutti si aspettano da lui una sanguinosa vendetta e soffiano sulle braci per risvegliare, sotto quel ferreo, apparente autocontrollo, la fiamma della sua indimenticata follia omicida.


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Mi frenava moltissimo dall'iniziare a leggerlo che fosse solo Frank a parlare. Nei precedenti romanzi i suoi capitoli erano piuttosto difficili da leggere, erano veloci, rapidi, quasi frammentati, facendo percepire al lettore tutta la violenza che c'era dietro a questo personaggio. Ciò rendeva la lettura abbastanza faticosa. Non è mai stato nemmeno fra i miei personaggi preferiti, visto che era un fissato di violenza che provava gusto solo a creare danni senza uno scopo, senza molto contesto per questo personaggio. Sicuramente particolare ma mancava qualcosa a caratterizzarlo, e quando prendeva la parola sapevi che erano solo casini, follia pura, ma che non ti coinvolgeva più di tanto. Almeno, per me era così...

Mi hai stupito moltissimo invece in questo romanzo, perché cambia Welsh completamente modo di scrivere e quindi il modo in cui questo personaggio (ormai protagonista) ci parla.
Ritroviamo Frank in America, dopo essersi sposato con una donna più giovane e aveva avuto da lei due bambine. Scopriamo che ha scelto di cambiare nome scegliendo Jim, ed è diventato un artista di fama internazionale. Tutto questo cambiamento è avvenuto dopo aver lasciato la galera, circa un 5/6 anni prima della ambientazione del romanzo.

All'inizio è tutto molto strano, poichè ci rendiamo conto in fretta che non si tratta più del Frank che conoscevamo. Non c'è traccia di quel violento attaccabrighe. Nemmeno il lettore, anche se colpito da questo cambiamento, crederà molto a questa nuova facciata di Frank, perché sembra appunto tutta una farsa, sembra troppo strano. E non saremo i soli a vederla in questa maniera.

La storia, dopo una breve panoramica sulla nuova vita di Frank, prende la sua strada quando gli arriva la notizia che il suo primogenito è morto. E' la sorella infatti ad avvertirlo ed a richiamarlo  a casa per il funerale. Tornato in patria saranno in tanti a trovarsi davanti questo nuovo Frank, e a non credergli minimamente. La sorella, per esempio. Avendo ho passato la giovinezza con una persona estremamente violenta, manipolatrice e crudele, non può credere a questa miracolosa presa di coscienza che lo ha portato a cambiare totalmente vita.

Mentre gira per la città, trovando vecchi amici e vecchie conoscenze, cercherà di capire cosa è successo al figlio, ma soprattutto chi lo abbia ucciso. Nonostante fosse entrato anche lui nel tunnel della droga, sembrava un bravo ragazzo a cui tanti volevano bene e che non aveva fatto niente a nessuno, da meritare una morte del genere. La ricerca sembra difficile, ma quasi subito il suo vecchio "capo", un boss della zona, gli mette la pulce nell'orecchio facendogli il nome di un giovane che ha preso il comando di parecchio territorio.

La maggior parte del romanzo si concentra su questa ricerca del colpevole, non tanto per affetto paterno. Lui lo ammette immediatamente e senza nessun problema: non gliene fregava niente di quei figli. Ma comunque erano suoi, e quindi indirettamente lo hanno toccato e questo è inammissibile. Nonostante questi propositi, vedremo un Frank più calmo e freddo che si muove per la città, mentre cerca una verità difficile da trovare. Ogni pista infatti condurrà ad altri nomi, ad altre ricerche, ad altre rivelazioni,.....fino al finale (scusate la ripetizione) che è davvero perfetto per il romanzo!
Una chiusura imprevedibile e che apre le porte al seguito.

Sono rimasta davvero stupita, in positivo! L'ho letto in un paio di giorni senza faticare minimamente e mi ha lasciato davvero una bella storia. Non me lo sarei mai aspettato. Riusciamo finalmente (o almeno io riesco finalmente) ad entrare un po' più empatia con questo personaggio, scoprendo anche grazie ad alcuni ricordi di Frank di più sulla sua infanzia e ciò che l'ha portato a usare la violenza come metodo per affrontare tutti i problemi. Verrà dato anche un piccolo spazio riguardo alla scuola (che ha giocato un ruolo chiave in tutto questo) e di come Rent lo abbia sempre sostenuto da amico, infatti è in quell'ambiente che si sono conosciuti ed avvicinati.

Fra le pagine però si sente un poco la mancanza degli altri personaggi, comparirà solo Spud brevemente. Ci sarà anche Terry il tassista, ma non ho letto niente di suo ancora, ricordo solo che compare in Porno.

Insomma per essere breve un libro che davvero merita di essere letto. Purtroppo sconsiglio di iniziarne la lettura senza aver prima letto almeno Trainspotting e Porno, perché si perderebbero davvero tanti dettagli e non si comprenderebbe il cambiamento così drastico di Frank.
Una piacevole scoperta, e rimpiango di aver aspettato tanto prima di leggerla.

Ma non ho mica finito con questi personaggi, domani vi parlerò dell'ultimo romanzo di Welsh uscito in Italia ovvero l'attesissimo: Morto che cammina