Opinione: Gli Inganni di Locke Lamora (The Gentleman Bastard sequence 1), di Scott Lynch


Il primo volume di The Gentleman Bastard Sequence. 

«Se non l'avete ancora letto, dovreste farlo. Se l'avete letto, credo dovreste rileggerlo» – Patrick Rothfuss

Nella misteriosa città di Camorr un orfano ha vita dura, e spesso breve. Ma il giovane Locke Lamora riesce a eludere la morte e a non farsi catturare come schiavo, fino a diventare un furfante provetto sotto la tutela del Forgialadri, un talentuoso artista della truffa. A capo della banda di fratelli dalle dita leste, noti come Bastardi Galantuomini, Locke diventa presto celebre, e si fa beffe persino del più temuto re della malavita. Ma tra le ombre si annida qualcuno di ancora più ambizioso e micidiale. Di fronte a un sanguinoso colpo di stato che minaccia di distruggere qualunque persona o cosa che abbia un senso nella sua esistenza, Locke giura di sconfiggere il nemico al suo stesso gioco crudele. Costi quel che costi. 


 
Nonostante non sia stato subito amore a prima lettura, questo bel mattone ha saputo scavarmi dentro e crearsi una nicchia comoda; ci penso e ripenso da quando l'ho concluso e credo che sia uno dei romanzi più belli  che ho letto durante il 2020.

Avevo aspettative alte e credevo di trovarmi con una storia totalmente diversa, ma non per questo mi ha deluso. 
Anzi, ho dovuto rivedere le mie aspettative e riflettendoci bene, dopo averlo finito, mi sono resta conto di quanto mi avesse colpito e quanto mi fosse piaciuta la storia ed i personaggi che ne fanno parte. 
Spero di aver tempo a breve per continuare la lettura riguardo gli altri due capitoli, sperando che presto l'autore ne pubblichi altri (no, non sono spaventata che possa deludermi, da come sono state messe le basi si prospetta una lunga ed interessante avventura).

Abbiamo un solo punto di vista, quello di Locke Lamora. Un giovane uomo estremamente furbo e scaltro che, insieme ad altri suoi compagni, fanno parte dei Bastardi Galantuomini. Conosceremo quindi Jean Tannen (grosso e molto forte, ma anche estremamente colto), Calo e Galdo Sanza (due gemelli molto scaltri) e Cimice (l'apprendista del gruppo). 
Tutti presi e cresciuti da Padre Catena, una figura che conosceremo solo attraverso i ricordi di Locke. 
Eh si, non è un romanzo propriamente lineare. Abbiamo spesso degli Interludi che spaccano il presente per raccontarci frammenti dell'infanzia di Locke, ma non solo. Mentre lui cresce e viene addestrato da Padre Catena, ci viene spiegato come vive a Camorr, in particolare la malavita e le varie bande. Il tutto ci è utile per comprendere meglio la città e i suoi meccanismi. 

Nel presente ci troviamo al principio di una truffa che i Bastardi Galantuomini stanno creando per rubare ad un nobile del posto. Ci renderemo presto conto di quanto sia intelligente e bravo Locke a creare questi piani, e di come i Bastardi siano una famiglia estremamente organizzata ed unita, che ha imparato a lavorare insieme mettendo in scena piani all'apparenza folli, che però funzionano. 

Purtroppo per loro, la tranquillità della malavita in città viene scombussolata dall'arrivo del Re Grigio. Una figura misteriosa che si aggira per la città e uccide membri piuttosto bravi delle varie bande senza esser mai visto. Tutto ciò inizia a spaventare Capa Barsavi, il capo di tutti i ladri di Camorr, che vede minacciato il suo potere. 
Ma a spaventare sul serio Locke sarà l'incontro con questo Re Grigio, capendo con chi ha a che fare e cosa potrebbe costargli rifiutare di assecondare ciò che pretende che faccia per lui. 

Locke si trova intrappolato in un patto assurdo e dovrà usare tutta la sua intelligenza per riuscire ad uscirne vivo. E non solo lui. Anche la sua banda viene presa nel mirino, come conseguenza di questi ordini. 
Sarà solo l'inizio di un'avventura che mai avrebbe voluto intraprendere, che mette in serio pericolo le vite di tutti loro. Ma è stato davvero sbagliato coinvolgere Locke e minacciare lui e la sua famiglia.
Il Galantuomo è cresciuto in mezzo alla malavita e fin da piccolo ha imparato come muoversi e come usare la pietà, se usarla. Non sarà saggio farlo arrabbiare. 

Locke è una figura davvero molto interessante. Ne vediamo il pieno potenziale solo alla fine del romanzo, comprendendo tutte le sfumature che abbiamo intravisto durante la lettura e mettendole finalmente insieme, trovandoci davanti un ladro determinato ed intelligente, un uomo gentile e buono con i suoi amici più stretti e cari, un criminale che non si fa alcuno scrupolo se messo alle strette. Insomma, un personaggio che conquista i lettori più difficili per le sue ricche sfaccettature che lo rendono vivo e realistico. 
Attraverso di lui conosceremo meglio anche gli altri Bastardi e ci affezioneremo anche a loro, ma mai come a Locke. 

 Una storia incredibile. Estremamente originale ed imprevedibile, ci porta a vivere queste (dis)avventure che capitano a questi giovani malviventi senza riuscire a prevedere cosa accadrà. Almeno, per quanto mi riguarda è stato un susseguirsi di colpi di scena, sempre più incalzanti e rapidi, mano a mano che la storia prende una piega più oscura e crudele. L'autore non ha pietà del lettore. Preparatevi perché oltre certe scene che potrebbero turbare (per questo non lo consiglierei a chi è particolarmente sensibile), ci sono anche frammenti che ti spaccano dentro. 

Una lettura bellissima e che consiglio a chi ama il genere. 
Grazie alla Mondadori per ristampa del primo (e stampa degli altri), altrimenti mi sarei persa una serie davvero unica. 
Vi parlerò sicuramente anche degli altri due volumi, devo solo trovare un po' di tempo per leggerli. 

Opinione: Il Viaggio Di Halla, di Naomi Mitchison


Il viaggio di Halla è un racconto agile, profondo e divertente che trasporterà il lettore in un mondo dove si può incontrare un basilisco nella steppa, dove gli eroi vengono portati nel Valhalla dalle valchirie, e dove si può fare fortuna chiacchierando con il cavallo giusto. Più di una semplice fiaba: una volta giunti alla fine, questo romanzo si dimostra una vera e propria mappa di vita.

«Familiare in modo disarmante, come un ricordo per metà dimenticato. Amerete questo libro». Holly Black

«Una combinazione del meglio di J.K. Rowling e Philip Pullman, pieno di magia e fantasia collocate all’interno di una realtà spigolosa». The New Review

«Nessuno sa intessere una favola meglio di Naomi Mitchison». The Observer

Per la prima volta in Italia un classico della letteratura fantasy del Novecento scaturito dalla penna di una scrittrice tutta da riscoprire, grande amica e prima lettrice di J.R.R. Tolkien. 
Questa è la storia di Halla, figlia di un re che decide di abbandonarla nei boschi. Qui viene accudita dagli orsi e poi cresciuta dai draghi sulle montagne rocciose; ma il tempo dei draghi, minacciati dagli odiosi e crudeli esseri umani, sta per finire. Odino, Padre di tutte le cose, offre ad Halla una scelta: vivere alla maniera dei draghi, accumulando tesori da difendere, o viaggiare leggera e attraversare il mondo con passo lieve? Iniziano così le fantastiche avventure della ragazza, che girovagherà alla scoperta di nuove terre e antiche leggende, in mezzo a creature incredibili, luoghi misteriosi e magie dimenticate. La sua conoscenza di tutti i linguaggi, sia quelli umani che quelli animali, la aiuterà ad andare oltre le apparenze, ma anche a mettere in discussione ciò in cui ha sempre creduto, mentre affronta, una dopo l’altra, le nuove sfide sul suo cammino. Mitchison ci prende per mano e ci conduce in una favola senza tempo, dove le divinità dei miti nordici convivono con i personaggi della letteratura fantasy per mostrare il valore di comprensione e tolleranza.



Periodo di recensioni difficili! 
Anche questo, la mia ultima lettura del 2020, è un "NI".
Ero curiosissima di leggerlo, poichè è stata una stampa molto attesa e un po' tutti ne parlavano molto bene. 
Anche questo è stato un regalo di Natale; ho scelto di farmelo regalare perchè sembrava adatto al periodo e a pelle sentivo che lo avrei tenuto. E su quel punto di vista, ho azzeccato le previsioni. 

Una lettura che spaccherei a metà. 
La prima parte è molto fiabesca e l'ho adorata alla follia. 
Halla è figlia di un Re, sua madre è morta e la matrigna non ne vuole sapere nulla di lei: pretende che il Re se ne sbarazzi e lui acconsente. Fortunatamente la tata della piccola, Matulli, sente tutto e, trasformandosi in un orso (avendo questo dono), la porta via con se nella foresta. 

La bambina così si trova a crescere insieme agli orsi, imparando a pensare e vivere come loro, ma ahimè il tempo scorre troppo veloce ed all'arrivo dell'inverno Matulli, ormai più orso che donna, sente il richiamo del letargo. 
Ma come fare per la piccola Halla che è umana? 
Fortunatamente si imbatte in un drago, a cui chiede di allevarla e prendersene cura. E lui accetta. 
Halla Figlia Degli Orsi inizierà a vivere con i draghi, e diventerà una di loro nei modi e nel pensiero. 
Ma non c'è mai niente di semplice, poiché i draghi sono sempre meno temuti dall'uomo ed in particolare diventano sempre più preda degli Eroi, che li vogliono uccidere per la gloria ed i loro tesori. 

Seguiremo la vita di questa bambina che crescerà fra tante creature diverse, apprendendo le loro abitudini e particolarità; vivrà in molti luoghi e si imbatterà in personaggi della mitologia nordica, oltre che persone comuni lungo questo cammino dal finale inaspettato. 

Infatti in questa seconda parte si ritrova nel mondo degli uomini, ed è molto più lenta. 
Vedremo come dovrà cavarsela mettendo a confronto ciò che aveva imparato rispetto al "nostro" mondo. 
La vedremo scontrarsi con questa realtà e spesso dover esser lei a prendersi responsabilità altrui. 

Nella terza parte abbiamo una conclusione di tutta questa storia e capiamo qualcosa che avevamo sotto gli occhi, ma a cui non abbiamo dato molta importanza. Un finale perfetto per questo romanzo

Una lettura molto piacevole, nonostante avrei sperato fosse completamente come la prima parte: molto favola. 
Mi rendo conto che a guardarlo il rapporto pagine/prezzo sembri sproporzionato, ma è davvero molto denso di fatti nonostante non siano nemmeno 150 paginette. 

Se vi incuriosisce, prendetelo e fatevi travolgere da questa storia davvero incantevole. 
Sicuramente lo rileggerò tra un po' di tempo, per vedere se cambierà qualcosa nel mio giudizio oppure se avevo troppe aspettative "distorte" e quindi la mia delusione è dovuta solo a questo. 

Eh, difficile parlarne, anche perchè è davvero un racconto minuscolo. Me lo sono fatto regalare per Natale e credo sia stata l'idea migliore. É perfetto come regalo. Da comprare, o si è fan sfegatati di King (e si vuole ogni libro stampato) o si è innamorati di questa ristampa, altrimenti temo ci sia la delusione dietro l'angolo. La storia in sè è brevissima. Uno dei racconti più piccoli di King che mi sia capitato di leggere, fino ad ora. Si muove in un territorio molto familiare a King: l'infanzia. Le paure spesso miste alla "magia" di guardare oltre, che solo quelle età sanno regalare. Come bonus viene inserito anche il racconto Il Giovane Signor Brown. Ahimè, senza illustrazioni, il che è un peccato! Sarei stata davvero curiosa di veder anche queste pagine arricchite e non lasciate semplicemente bianche con un testo nero fitto. Un racconto più lungo rispetto al precedente, anche questo che si muove fra realtà e sogno, ma con protagonista un adulto. Apprezzato sicuramente di più del precedente, nonostante sia piuttosto prolisso. Ma essendo stato pubblicato nel 1835, comprendo i motivi che lo rendono tale. Ve ne parlo di più sul blog (link in bio) ❓Fan di King, avete ceduto a questa versione? 😊 #LUomoVestitoDiNero #StephenKing #King #sperlingkupfer #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


Opinione: L'Uomo Vestito Di Nero - Edizione Illustrata, di Stephen King e Ana Juan


 «Penso che qualcuno leggerà le mie parole. Resta da chiedersi se ci crederà o no. 
Quasi certamente no, ma non ha importanza. Non mi interessa essere creduto, ma liberarmi. 
E ho scoperto che la scrittura può essere una forma di liberazione.» 

 Gary è un uomo molto anziano. Sente il suo corpo sgretolarsi come un castello di sabbia lambito dalle onde; sente una fitta nebbia avvolgere i ricordi di oggi e di ieri. Eppure, un episodio del passato più lontano brilla nitido nella sua memoria, come una stella oscura nelle costellazioni dell'infanzia: il pomeriggio di mezza estate in cui, quando aveva nove anni, si addentrò nel bosco per andare a pescare al torrente e incontrò un uomo tutto vestito di nero. Uno sconosciuto dagli occhi di fuoco. I tratti di quel volto spaventoso e le parole terribili che uscirono da quella bocca, terrorizzandolo da bambino, hanno tormentato Gary per tutta la vita, come un lungo incubo. E proprio adesso sente l'urgenza di mettere nero su bianco ogni dettaglio. Nella speranza che la scrittura lo liberi da quell'ossessione. E per esorcizzare la paura di incontrarlo di nuovo, ora che si sente prossimo alla fine. 

 L'uomo vestito di nero è uno dei racconti più classici di Stephen King, vincitore del World Fantasy Award e dell'O. Henry Award, e poi incluso nella raccolta Tutto è fatidico. Qui è riproposto in un'edizione speciale, impreziosita dalle splendide tavole di Ana Juan, e accompagnato da Il giovane signor Brown, il racconto di Nathaniel Hawthorne preferito da King, che proprio a quel maestro della letteratura americana ha voluto rendere omaggio con L'uomo vestito di nero.



Eh, difficile parlarne, anche perchè è davvero un racconto minuscolo.
Me lo sono fatto regalare per Natale e credo sia stata l'idea migliore. 
É perfetto come regalo. 
Da comprare, o si è fan sfegatati di King (e si vuole ogni libro stampato) o si è innamorati di questa ristampa, altrimenti temo ci sia la delusione dietro l'angolo. 

I disegni sono molto belli, anche se non ne ho capito la logica. A volte sono messi prima a volte dopo ciò che l'illustrazione deve regalarci visivamente. Quindi, a volte prima si vedeva l'illustrazione e poi si voltava pagina e si continuava a leggere, a volte era messa nella pagina successiva. O più scaglionati. Un peccato questa non logica. 

La storia in sè è brevissima. Uno dei racconti più piccoli di King che mi sia capitato di leggere, fino ad ora. 
Si muove in un territorio molto familiare a King: l'infanzia. Le paure spesso miste alla "magia" di guardare oltre, che solo quelle età sanno regalare. 

Qui raccontate da un Gary ormai anziano e prossimo alla morte che, terrorizzato come quel pomeriggio quando aveva nove anni, decide di metter nero su bianco questa paura così folle che dice lo ha accompagnato per tutta la vita, e che ora deve confidare a qualcuno. 

Penso che King giochi molto su questi due aspetti della vita che sembrano opposti, invece sono davvero vicinissimi. 
Un anziano spesso si ritrova ad essere (e/o sentirsi) come un bambino. 
Per questo (Gary) riesce a metter così tanto in questo ricordo e ne è terrorizzato, facendo chiedere al lettore quanto ci sia di vero in tutto ciò: fantasia di un bambino che torna a galla in un momento di impotenza? 
Oppure l'uomo vestito di nero è davvero in agguato?

Chi è quest'uomo vestito di nero?!? 
Ci vengono dati indizi e poi il tutto ci viene spiegato, quasi rompendo l'aura magica che aleggia intorno questa figura e rendendola "banale". 

Come bonus viene inserito anche il racconto Il Giovane Signor Brown. 
Ahimè, senza illustrazioni, il che è un peccato! Sarei stata davvero curiosa di veder anche queste pagine arricchite e non lasciate semplicemente bianche con un testo nero fitto. 
Un racconto più lungo rispetto al precedente, anche questo che si muove fra realtà e sogno, ma con protagonista un adulto. 
Apprezzato sicuramente di più del precedente, nonostante sia piuttosto prolisso. 
Ma essendo stato pubblicato nel 1835, comprendo i motivi che lo rendono tale. 

Credo che mi fermerò qui, riguardo entrambi.
A dire di più vi rovinerei la lettura e non voglio assolutamente. 
Il prezzo è un po' altino, quindi lascio a voi decidere se buttarvi o no nell'acquisto. 

Sicuramente però consiglio di recuperare, in qualsiasi modo vogliate, entrambi i racconti. 



Mi trovo abbastanza in difficoltà a recensirlo, poichè (non me lo aspettavo) sono andata oltre la mia comfort zone e, riguardo questo aspetto, i miei gusti personali ahimè sono rimasti invariati, quindi non è stata proprio una lettura piacevolissima per me. Ma obiettivamente, non è un brutto romanzo, anzi lo consiglierei se si hanno alcune preferenze... Mi spiego meglio: nei romanzi di Curran che ho letto c'è un elemento comune molto forte che lega le varie storie: il contenuto estremamente splatter, violento, ....di luoghi e situazioni inventate! In questo libro, invece, mi sono scontrata con la realtà. Curran sceglie di ambientare la storia dopo la Guerra Civile Americana ed i suoi protagonisti sono veterani di entrambe le fazioni che ne hanno vissuto gli orrori, e tramite i loro occhi ci porterà spesso a riviverne i momenti bui ed orriblii, come solo le guerre possono essere. Mi sono trovata spiazzata poichè la narrativa "storica" (se così posso definirla, non linciatemi) è una grande fatica per me; la trovo lenta e noiosa (sono gusti, portate pazienza), e ritrovarmi spesso "intrappolata" nelle memorie dei vari personaggi che si alterneranno la voce all'interno di questo libro è stato spesso pesantuccio. Il tutto narrato davvero bene, eh! Se vi piacciono questi aspetti, non perdete tempo e buttatevi in questa lettura. Ah, non mancherà lo splatter e alcuni elementi decisamente irreali. Sicuramente è ben scritto, le tematiche principali sono raccontate in modo piuttosto interessante, però ho avuto spesso la sensazione di non sapere cosa stavo leggendo e perchè mi veniva detto. Per la storia in sè tantissime parti si potevano tagliare tranquillamente, è un bonus che dipende dai gusti del lettore se verrà apprezzato oppure, come nel mio caso, non proprio. Ve ne parlo meglio sul blog (link in bio) #SkinMedicine #TimCurran #Dunwich #DunwichEdizioni #giftedby #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


Opinione: Skin Medicine, di Tim Curran


Skin Medicine è il figlio bastardo dell'unione sotto una cattiva stella tra un Louis Lamour fulminato e un Bentley Little strafatto. È divertente nello stile di classici cinematografici sopra le righe come Re-Animator, Dog Soldiers e Tremors. (Steve Vernon - Horrorworld) 
Skin Medicine è una corsa sfrenata nella Frontiera Oscura. (Randy Chandler - Autore diBad Juju) 

Un male indicibile sta perseguitando i Territori. Veterano della Guerra Civile e cacciatore di taglie, Tyler Cabe sta dando la caccia a uno spietato assassino, ma si troverà ad affrontare qualcosa che va oltre l'immaginazione di ogni uomo vivente.




Mi trovo abbastanza in difficoltà a recensirlo, poichè (non me lo aspettavo) sono andata oltre la mia comfort zone e, riguardo questo aspetto, i miei gusti personali ahimè sono rimasti invariati, quindi non è stata proprio una lettura piacevolissima per me. Ma obiettivamente, non è un brutto romanzo, anzi lo consiglierei se si hanno alcune preferenze...

Il primo capitolo è adrenalinico, veloce, tagliente. Mette nel lettore fretta di leggere come continuerà ciò che sta leggendo, misto ad un brivido che corre lungo la schiena, perchè l'autore è imprevedibile. 
Potrebbe non succedere nulla o potrebbe esser l'inizio di tutto. 
Ma poi...frena. Di botto. Ci troviamo quasi ad arrancare per determinate scelte fatte dall'autore, fra il presente praticamente nelle sabbie mobili, ed il passato dei vari personaggi che ci viene narrato con (esasperante) lentezza e ricco di molti dettagli. 
 
Curran in questo romanzo non è propriamente quello che avevo conosciuto attraverso Dead Sea, Long Black Coffing, Cannibal Corpse, Nightcrawlers o Saw (una "novella" omaggio per gli iscritti alla newsletter Dunwith Edizioni, di cui mi sono resta conto solo ora di non avervene ancora parlato!).

Mi spiego meglio: nei romanzi che ho citato poco sopra (tramite i link trovate le mie opinioni in merito) c'è un elemento comune molto forte che lega le varie storie: il contenuto estremamente splatter, violento, ....di luoghi e situazioni inventate!

In questo libro, invece, mi sono scontrata con la realtà. 

Curran sceglie di ambientare la storia dopo la Guerra Civile Americana ed i suoi protagonisti sono veterani di entrambe le fazioni che ne hanno vissuto gli orrori, e tramite i loro occhi ci porterà spesso a riviverne i momenti bui ed orriblii, come solo le guerre possono essere. 

Mi sono trovata spiazzata poichè la narrativa "storica" (se così posso definirla, non linciatemi) è una grande fatica per me; la trovo lenta e noiosa (sono gusti, portate pazienza), e ritrovarmi spesso "intrappolata" nelle memorie dei vari personaggi che si alterneranno la voce all'interno di questo libro è stato spesso pesantuccio. 

Il tutto narrato davvero bene, eh! 
Se vi piacciono questi aspetti, non perdete tempo e buttatevi in questa lettura. 
Ah, non mancherà lo splatter e alcuni elementi decisamente irreali. Curran si mantiene costante in questo. 

Dopo queste premesse d'obbligo, così avete capito come mai personalmente non mi ha conquistato, torniamo alla trama.
I personaggi sono molteplici ed molti ci daranno occasione di veder le cose attraverso il loro punto di vista;
uno fra i principali è sicuramente Tyler Cabe, un veterano sudista ed ora un cacciatore di taglie, che approda a Whisper Lake in cerca di un efferato assassino che uccide prostitute in maniera estremamente brutale, ma continua a muoversi per l'America, rendendo davvero difficile trovar minime tracce per poterlo inseguire. Cabe ha l'intuizione che verrà lì a cercare la prossima vittima e vuole precederlo, l'unica maniera per poterlo catturare. 

In questa cittadina che si sta esplodendo per le nuove miniere che stanno aprendo, ritrova qualcuno del suo passato: lo sceriffo Jackson Dirker. Veterano nordista.  Un uomo estremamente freddo, ma il cui rigore gli permette di tener sotto controllo la contea di Beaver. 

Ci sarà Orville DuChien, un bifolco veterano sudista che sente le voci; Charles Graybrow, un anziano indiano che finge di essere più stupido di com'è davvero; Janice Dirker, moglie dello sceriffo e padrona del St. James Hostelry; Caleb Callister, proprietario delle pompe funebri e non solo; James Lee Cobb, il cattivo...

Come vi avevo detto inizialmente, il tutto è ambientato fra passato e presente
Il presente è comune ai vari personaggi. 
Una storia che prosegue fra i vari "flashback", anche se davvero troppo lunghi (per me) ma non per questo meno inquietanti. La guerra e certe violenze che la circondano restano un bel pungo nello stomaco. Curran le narra davvero bene e ci si sente in queste atmosfere, provando molta empatia con i vari personaggi, che siano Nordisti o Sudisti; infatti questo credo sia un pregio della storia: l'aver voluto narrare entrambi i punti di vista, poichè alla fin fine sono praticamente identici. Come dice uno dei personaggi, non importa la fazione, i veterani hanno qualcosa in comune che permette loro di comprendersi. 
Anche se non trattata in maniera approfondita, si capirà anche la guerra che c'è stata fra "bianchi" ed indiani. Di come questi ultimi vengano ancora trattati in maniera "assurda", poichè visti come selvaggi troppo stupidi da istruire. 
Ed un cenno alla relativamente nuova faida con i mormoni. 

Oltre la Guerra Civile Curran riserva un enorme spazio per raccontarci del cattivo di questa vicenda, James Lee Cobb. Parte da lontano, da prima della sua nascita, e ci porta lungo la sua vita "dannata", mostrandoci la sua crescita, la presa coscienza di ciò che è e l'accettazione di tutto ciò, portandoci lungo la perversione che riempirà la sua vita e che lo renderà un capo agli occhi dei suoi seguaci. 

Lo so, sono davvero tante tematiche che fin troppo spesso mi hanno fatto chiedere dove volesse andare a parare Curran questa volta. Troppa carne al fuoco, mentre la storia principale sembra quasi silente, dando qualcosina fra le pagine, ma muovendosi di poco rispetto a tutto il resto che vortica attorno. 

Tirando le somme: non lo boccio, ma mi ha annoiato parecchio. 
Sicuramente è ben scritto, le tematiche principali sono raccontate in modo piuttosto interessante, però ho avuto spesso la sensazione di non sapere cosa stavo leggendo e perchè mi veniva detto. 
Per la storia in sè tantissime parti si potevano tagliare tranquillamente, è un bonus che dipende dai gusti del lettore se verrà apprezzato oppure, come nel mio caso, non proprio. 
Troppi argomenti diversi che confondono e non si mescolano per bene. Danno qualcosa alla trama, ma niente di indispensabile. O a volte è legato alla storia, ma non ci fai molto caso, perdendoti in altri dettagli. 

Se vi piace Curran, dategli una chance.
Se vi piace il realismo negli horror, con approfondimenti, fa sicuramente per voi! 
Se vi piace lo splatter, il sangue, la violenza,...fa per voi. 

Se non siete molto portati per gli approfondimenti storici...eh, pensateci. 
Magari potreste comunque dargli una possibilità durante le numerose promo che la Dunwich propone durante l'anno. 

No, non so ancora come parlarvene...ma devo provarci o rimando all'infinito. Questa lettura non si capisce se è seria o no. E qui stanno molti dei miei dubbi a riguardo. Se è seria la boccio completamente; se fosse una sorta di "presa in giro" potrei assolvere alcune parti, ma nel complesso non mi è piaciuto, per come ha deciso di gestire il tutto l'autore. Mi spiego meglio. È una storia totalmente non-sense, ricca di stereotipi, sessismo,...ma tutto ciò non sembra esser fatto apposta come una sorta di critica verso chi seriamente pubblica contenuti del genere. Per questo ho così tanti dubbi in merito. La scrittura (piccola nota positiva) è molto pulita e riesce a render nella mente del lettore immagini molto chiare, infatti mi sembrava di guardare un "horror"...però di quelli brutti, banali, noiosi, che dovrebbero farti paura ma provi solo imbarazzo e vuoi che finisca presto. La storia è un miscuglio caotico di cose messe a caso; non ha una trama precisa ed un filone che segue dall'inizio alla fine. Vengono messi tanti elementi che però alla fin fine non lasciano niente ad un lettore esigente. Brevemente: due adolescenti hanno l'incarico di sorvegliare un'enorme casa per diversi giorni. Questa sarà terreno feritile per ormoni e (in teoria) sangue, poiché c'è "qualcosa" fra le mura dell'abitazione. Il problema è la creatura "mezza strega/mezza succubo/mezza fantasma" che non risulta minimamente spaventosa, né mette tensione alla storia. Presentata come qualcosa di potentissimo e temibile, alla fine risulta ridicola e fa abbastanza pietà. Oltre al fatto che si abusa totalmente del sesso. Messo a caso ogni due pagine, stanca in fretta. Dovrebbe esser uno dei cardini della storia, invece... Stendiamo un velo sulla caratterizzazione. Tutto molto stereotipato. Gli adolescenti lo ficcherebbero in qualsiasi buco apparisse loro davanti. L'immancabile "troia" e la "verginella" che deve togliersi questo "peso". Manca una base vagamente credibile su cui costruire qualcosa. E leggo Curran! Che è uno degli autori più deliranti mai incontrati, ma c'è sempre qualcosa a cui ancorarsi che rende la follia che ci propone "reale" in qualche assurdo modo. Continua ⬇️


Sono molto combattuta, lo ammetto. É una lettura piacevole, piuttosto scorrevole, anche se avrei tagliato moltissime pagine che risultano superflue ai fini della storia in sè. Sono un abbellimento, un regalo al lettore. Però non hanno un peso significativo. Capitoli pieni di ripetizioni, spesso molto fastidiose. (se dovessi legger ancora la storia delle sette lentiggini come stelle...urlo) Eppure...non mi sento di bocciarlo. C'è qualcosina di interessante fra le pagine, ma sicuramente se cercate un romanzo impegnativo, non fa per voi. É una lettura per staccare, immergendoci in questa storia fra il presente (il 2014) ed il passato di Addeline, che saltella dal 1714 avanti ed indietro nel tempo, per farci capire meglio questa giovane donna come verrà trasformata dai secoli che, fondamentalmente, trascorre da sola. O quasi. Adeline (nel 1700) è una giovane sognatrice ed una donna molto forte, che aspira all'indipendenza e non vuole finire come le sue coetanee dell'epoca: data in moglie, costretta in una casa a sfornare figli ed accudire il marito. Lei vuole di più. Ed il giorno che tanto teme arriva: deve sposarsi. Ma come impedirlo? Prega gli Dei, chiunque voglia prestare ascolto. Eppure nessuno si fa avanti. Il giorno delle nozze scappa e, disperata, prega dopo il tramonto. Qualcuno la ascolta e le propone un patto, chiedendole la sua anima in cambio di ciò che desidera. Ma come ogni patto del genere, il tranello è dietro l'angolo. Addie ottiene la vita eterna, ma ad un prezzo alto. Nessuno si ricorda di lei e nessuno lo farà mai più. Un dono ed una maledizione che la spingeranno a dover imparare a sopravvivere in un mondo crudele, nel quale l'unico che si ricorda di lei è l'essere che l'ha maledetta e vuole la sua anima......... Trovate l'opinione completa sul blog [link in bio] ❓Siete curiosi riguardo questa novità? Se l'avete già letta, ne siete rimasti ammaliati oppure vi ha lasciato l'amaro in bocca? #LaVitaInvisibileDiAddieLaRue #VESchwab #Mondadori #OscarVault #giftedby #bookblogger #booksofinstagram #bookstagram #freepik #viaggiatricepigra