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Opinione: L'Ultimo Omicidio Alla Fine Del Mondo, di Stuart Turton


Fuori dall’isola non c’è nulla: il mondo è stato distrutto da una fitta nebbia che ha invaso il pianeta, devastando tutto e uccidendo qualunque forma di vita. Sull’isola, invece, ogni cosa è idilliaca: la natura è rigogliosa, l’aria pulita e centoventidue persone vivono in perfetta armonia, sorvegliate da Niema, suo figlio Hephaestus e Thea, tre scienziati che sono stati in grado di proteggere quel luogo paradisiaco dalle insidie esterne. Gli abitanti del villaggio hanno poche pretese, si accontentano di pescare, coltivare i campi e godere dei frutti della terra e se hanno un dubbio possono appellarsi ad Abi, un’entità che ognuno di loro sente nella propria mente. L’importante è che rispettino sempre il copri fuoco e le regole imposte dagli scienziati. Fino al giorno in cui, con orrore degli isolani, Niema, la scienziata più anziana, viene trovata brutalmente uccisa. Oltre ad aver lasciato l’intera isola sotto shock, l’omicidio ha innescato un abbassamento del sistema di sicurezza intorno all’isola, l’unica cosa che teneva a bada la nebbia. Se il caso non verrà risolto entro 107 ore, la nebbia soffocherà l’isola e tutti i suoi abitanti. Ad aggravare la situazione c’è che il guasto nel sistema ha anche cancellato la memoria di tutti gli abitanti: nessuno ricorda più ciò che è accaduto la notte precedente, il che significa che qualcuno sull’isola è un assassino e non sa di essere. Nel frattempo, il tempo stringe. 




La trama mi aveva messo parecchia curiosità, ma non avendo ancora letto nulla dell'autore ero un pochino incerta. Fortunatamente è stato pubblicato subito anche su Storytel e mi ci sono lanciata.
La domanda spontanea che vi chiederete è: perché non hai recuperato anche gli altri (che sono su Storytel)? Perché questa volta hanno cambiato voce e mentre prima non riuscivo proprio ad ascoltare (ci riproverò, ma temo che non sia nelle mie corde il suo modo di leggere) adesso il tutto era molto scorrevole e piacevole. 

Mi sono trovata catapultata in una storia distopica in cui misteri devono essere risolti e non solo quelli riguardanti l'omicidio che potrebbe essere la fine di ogni vita sull'isola, ma tanti segreti che i tre Sali (gli scienziati) hanno mantenuto per anni.
Inizialmente il tutto appare complesso e con elementi assurdi. I tre scienziati con le loro vite lunghissime, gente fin troppo pacifica e tollerante di stranezze che dovrebbero sconvolgerli, regole assurde (per esempio al coprifuoco tutti cadono addormentati fino alla mattina dopo, oppure al compimento dei 60 anni la loro vita cessa naturalmente, e molto altro che non sto a svelarvi. Tutto questo lo si scopre subito, non erano spoiler tranquilli).
Insomma un piccolo villaggio alla fine del mondo che resiste grazie a tutto ciò in felicità e armonia da generazioni. 
Comunque non temete, serve per dare un idea di come è stata strutturata questa società ed è tutto funzionale, niente di superfluo. Si capirà leggendo e andando avanti nella trama la motivazione dietro ogni regola. 

Tutto scorre in pace e tranquillità, finché improvvisamente una mattina si risvegliano confusi, pieni di ferite, in posti strani, senza ricordare niente di ciò che è avvenuto la sera precedente. 
Mentre un incendio sta distruggendo una delle loro case, trovano al suo interno sei dei loro amici morti, insieme al cadavere di Niema. Il tutto sembra puntare ad un incidente, una trave che cadendo l'ha travolta, ma non è così.

Sarà Emory a rivelarsi fondamentale. La donna più seccante del villaggio, poiché ha la testa piena di domande di cui cerca risposta e non si accontenta di spiegazioni banali. Messa in un angolo da tutti, diventerà importantissima quando prenderà le redini delle indagini arrivando a sfidare i Sali per trovare la verità e salvare tutti, loro compresi.

Un conto alla rovescia che le concede due giorni per rivoltare l'isola, con l'aiuto della figlia (apprendista di Thea e risvegliando fra loro un rapporto in equilibrio precario da troppi anni), cercando indizi e mettendo insieme ciò che scopriranno, lasciandola spesso spiazzata e confusa riguardo il passato della sua gente. 
Verranno alla luce elementi delicati e i tre Sali si riveleranno per quello che erano/sono davvero. 
Emory non ha mai avuto più di tanto paura(/reverenza) di loro, ma il resto della gente? Come potrebbe reagire a certe notizie?

In tutto questo da sottofondo e nostra voce onnisciente c'è Bia (non Abi, come in lingua originale; è un refuso nella trama), una sorta di intelligenza artificiale che comunica con tutti dentro le loro teste, confortandoli, spronandoli e tenendoli ancorati alle regole di pace e armonia che regnano. Una voce che permette di comunicare, di sapere sempre ognuno dov'è, che li connette costantemente. Ma anche una voce con ordini precisi di Niema da rispettare. 
Deve lasciare che le cose vadano come dovrebbero, sperando di aver fatto i calcoli giusti affinché avvenga ciò che deve accadere.
Sarà così oppure Emony cambierà le cose?

Mi sono lasciata trascinare dalla storia senza soffermarmi troppo su dettagli o elementi che magari sembravano strani. Mi è piaciuta molto quest'avventura così strana, assurda e ricca di elementi pronti per esser scoperti e ribaltare le cose in continuazione. 
Mi è molto piaciuto il mondo che è stato creato dall'autore. Come tutto si fosse distrutto per l'ennesima cazzata umana (anche se non si saprà bene la sua origine, ma non è importante ai fini del tutto) e come questa nuova società tenti di prosperare. 

Molto piacevole, scorrevole e intrattiene tanto. Anzi, ti tiene proprio incollato per scoprire come andranno le cose e quale segreto verrà portato alla luce.
Sono curiosa di scoprire le opinioni di chi è più amante dei gialli/thriller per capire cosa riescono a vedere che io non ho percepito. Sicuramente dettagli sparsi ci sono, come domande senza risposta.

Nel complesso, consigliato! 
Soprattutto l'audiolibro, ovviamente.

Siamo Qui Per Farci Male, di Paula D. Ashe [Instagram Post]


 

Opinione: Siamo Qui Per Farci Male, di Paula D. Ashe



Una creatura con la faccia di denti che costringe le proprie vittime a terribili atti di automutilazione. Rapporti familiari messi a dura prova dalle gesta di un serial killer. Regioni della psiche infestate da traumi irrimediabili, da ossessioni che si fanno carne e sangue. Ancora, punti di vista inediti sulle malefatte di Jack lo Squartatore e un culto religioso che predica il Vangelo del Dolore. Una catena d'inspiegabili omicidi di bambini che sconvolge la quiete di una sonnolenta cittadina americana. Abusi che permangono oltre la morte. Con i dodici racconti di "Siamo qui per farci male" – dodici tasselli oscuri, crudeli, intimi, poetici, che vanno a comporre un grottesco mosaico che evoca l'opera di Clive Barker e David Cronenberg – Paula D. Ashe, una delle voci più potenti del nuovo horror contemporaneo, ci conduce in luoghi abitati da sinistre presenze, ma dove il mostro più spaventoso è l'umanità. Un'umanità che sguazza nelle tenebre, disposta a qualsiasi cosa per uno spiraglio di luce. Attenzione: questo volume contiene violenza estrema, orrori indicibili, inferni urbani e letteratura.




Mi trovo piuttosto spiazzata a parlarvi di questa raccolta di racconti.
In generale, ho un pessimo rapporto con le raccolte, specialmente se non sono storie legate fra di loro.

Di solito mi annoio, perdo il filo, dopo un po' mi stufo e finisco con abbandonare il tutto.

Questa volta è stato diverso.

Mi è dannatamente piaciuto ciò che scrive l'autrice.
E come lo fa.

Frammenti di realtà assurde, presentate in modo molto interessante. Si, è capitato di dover rileggere qualche riga indietro per la sensazione di aver perso qualcosa, ma niente di che.
A volte la sensazione che qualche racconto fosse collegato ad altro l'ho avuta, ma niente.

Singoli frammenti sparsi che hanno reso il tutto realistico e spaesante allo stesso tempo, mescolando abilmente il quotidiano all'assurdo, fino a estremi folli. Senza mai scendere nello splatter gratuito.

Questo glielo si riconosce, la paura, o il disagio, spesso si insinua già prima di aver davanti l'orrore.

Che siano due pagine o dieci, non importa.
Spesso unite ad un umorismo macabro che mi ha fatto sorridere parecchio, per la genialità di sfruttare questi mix in modo originale e senza cadere in cliché, mantenendo tutto pulito e piacevole da scoprire.

Parlando da persona che ricerca brividi, non mi ha spaventato né lasciato disgustata (lo sapete già, lo so). Mi sono divertita a scoprire fin dove la sua immaginazione si è voluta lanciare.

Lascio comunque l'avvertenza che alcune cosette potrebbero turbare. Siamo davanti una raccolta dell'orrore, dopo tutto.

La scelta di parlare attraverso i racconti vince, riesce a rendere al massimo alcune figure così uniche con poche apparizioni, che in un romanzo potrebbero perdere la presa che invece qui resta salda sul pubblico.

Decisamente un ottimo secondo volume della raccolta Caronte!
Sono impaziente di scoprire cos'altro ne farà parte e, ovviamente, di leggerlo.

Il Pescatore, di John Langan [Instagram Post]



Opinione: Il Pescatore, di John Langan


Il Pescatore racconta di speranze infrante, di amicizia e amore e mistero, 
di meraviglia e orrori fuori dal tempo, di come sia impossibile elaborare certe perdite 
e di dove ci possano condurre ossessione e disperazione.

Durante un’uscita in una remota regione delle Adirondack, accompagnato dal suo amico Dan, Abe viene a conoscenza di un sinistro racconto del folklore locale su un misterioso corso d’acqua, il Dutchman’s Creek, e su alcuni uomini che hanno affrontato un’esperienza terrificante nella zona. Abe e Dan, affascinati dalla leggenda, decidono di rintracciare il torrente per la loro prossima battuta di pesca, ma in quelle acque scopriranno qualcosa di inimmaginabile, una dimensione abitata da una presenza antica e ultraterrena che parla con le voci di coloro che i due uomini hanno amato e perduto. "Il Pescatore" è un romanzo contemporaneo che spinge l’orrore lovecraftiano in territori inesplorati, tra mostruosità bibliche e richiami all’opera di Herman Melville. La scrittura densa e suggestiva di John Langan esplora i temi dell’amore e del lutto, danzando tra presente e passato, per raccontarci una storia spaventosa di fragilità umana, perdita e mistero.




Potevo resistere alla nuova collana di Zona42 dedicata all'horror? 
Ovviamente no.
Lo so, lo so, è uscito a inizio anno e ne parlo solo ora, ma l'ho letto un po' di tempo fa. 
Avrei dovuto parlarne prima. Meglio tardi che mai, no?

Torniamo al romanzo. 
La storia è divisa in 3 parti. La prima e la terza sono collegate fra loro, mentre la seconda ci porta indietro nel tempo a scoprire una sorta di leggenda che si narra riguardo un fiume, il Dutchman’s Creek. Un corso d'acqua circondato da mistero e strane presenze.

Ma facciamo un passo indietro. 
Tutto il romanzo è stato scritto dal nostro protagonista Abe. 
La storia inizia alla larga, raccontandoci come sia finito a pescare. Più precisamente, come la pesca gli abbia in qualche modo salvato la vita. Dopo la morte della moglie infatti lo aveva preso una profonda depressione e quella nuova passione lo aveva risollevato. 

Questo romanzo infatti ruota attorno alla perdita, al dolore. Al cosa si potrebbe arrivare a fare per poter riavere ciò che si è perso. 
La prima parte apre la strada a ciò che verrà. 
Personalmente l'ho trovata piuttosto lenta e noiosa. 
Affronta tematiche delicate e difficili, ma in generale se non mi fossi forzata lo avrei abbandonato. Ci vuole pazienza, non si capisce bene dove vuole andare a parare... 
Insomma, mi ha dato la sensazione di perdersi e allungare il brodo.

Con la seconda: wow! Un racconto nel racconto, che ci porta a scoprire le origini di questo famigerato Dutchman’s Creek. 
Un orrore lento, che si fa strada in questa cittadina; che obbliga una comunità e, nello specifico, un uomo di farsi carico di qualcosa che si è insediato fra di loro. Un essere (umano?) che è stato invitato per i motivi "sbagliati", seppur comprensibili, ma che scatenerà con questa richiesta qualcosa di inimmaginabile.

Un racconto che inizia lento, ma mano a mano che si avanza diventa sempre più rapido, veloce, i fatti si succedono senza pause, in una corsa per mettere fine all'orrore e fermare questo essere.
Durante questa parte impossibile mettere giù il libro, ti trascina completamente.

Tutto questo serve per poter capire meglio dove finiranno nella terza parte i due uomini. Si, lo so, vi ho parlato solo di Abe e credo sia meglio così. Dovrete scoprire il resto fra le pagine, che è una fra le cose più..."interessanti" della prima parte. Un'amicizia molto particolare, nata nelle circostanze peggiori e che prosegue forse in modo ancora peggiore. Ma starà a voi giudicarlo.

I due finiscono lungo questo fiume difficile da trovare, che nasconde cose che sfiorano la follia.
No, non sfiorano. Ci sbattono contro così forte e improvvisamente da non fare capire al lettore cosa stia succedendo.

Una lettura comunque estremamente piacevole. La penna di Langan è scorrevole, il testo ricco e molto interessante. Lo ammetto, certe parti così assurde, vaste, incredibili da non essere riuscita ad immaginarle come si deve. Alcune domande riguardo il cosa stia succedendo, o il perché di certe cose, le ho ancora, ma penso siano lasciate aperte volontariamente.

La parte centrale qualche brivido lo mette al lettore.
Lo ripeto, mi sono divertita moltissimo in quei capitoli. Per il resto, si, un viaggio verso la follia che finisce in un modo che mi ha strappato una risata.
Davvero. Ho riso per l'assurdità delle ultime righe.
E qui voglio sapere se è successo anche ad altri che lo hanno letto!

Nel complesso comunque ci può stare, ho letto cose peggiori, in tanti sensi diversi. Non la lettura dell'anno, ma come apertura di una nuova serie, un ottima scelta. Bravo @luigi_musolino_82 (è lui che sta curando questa collana, scegliendo cosa portarci da leggere).

Ovviamente ho già recuperato la seconda pubblicazione, ve ne parlo presto, e sono davvero curiosa di cosa arriverà in futuro.

Labirinti, di Frank Thilliez [Instagram Post]



Opinione: Labirinti, di Franck Thilliez


«Passò la notte raggomitolata sul letto, senza chiudere occhio. Quando si accese la luce, scoprì la ragione di quella visita notturna. Su un grande foglio era disegnato un labirinto. Nella vaschetta attaccata alla lavagna c’era un pennarello nero. Una sfida. Dopo averle mostrato l’orrore, quel pazzo voleva giocare. Come ai bei vecchi tempi».

Una giovane poliziotta, Camille Nijinski, si trova nello studio del dottor Fibonacci, uno psichiatra che si accinge a raccontarle una storia incredibile di cui è l’unico depositario. Si tratta della testimonianza raccolta da una paziente, la quale è stata trovata priva di sensi e di memoria in un bosco accanto al cadavere di un uomo. Camille, incaricata di seguire le indagini, ha bisogno di capire di più riguardo a questa improvvisa perdita di memoria, ma lo psichiatra ha molto altro da rivelarle. Prima di dimenticare tutto, la sua paziente ha condiviso con lui i fatti del suo passato: una storia lunga e complessa, senza dubbio la più straordinaria che Camille ascolterà in tutta la sua carriera. Le protagoniste sono cinque. Tutte donne. La giornalista, la psichiatra, la rapita, la scrittrice… E la quinta? La quinta donna è il filo del labirinto, è colei che fornirà le risposte a tutte le domande e, forse, anche una via d’uscita. La mente geniale dell’autore ha dato vita a un vero e proprio labirinto infernale cosparso di tranelli e vicoli ciechi, in cui il lettore verrà intrappolato insieme ai protagonisti. Franck Thilliez non si stanca mai di giocare… ma questo i suoi lettori più affezionati lo sanno già.


Decisamente un ottima idea comprare e leggere subito questo romanzo altrimenti avrebbe fatto la fine degli altri che dovevo assolutamente leggere e sono lì ad attendermi.

Avevo letto "Il Manoscritto" (dopo secoli dalla sua pubblicazione e lo dovrei rispolverare lo ammetto) e "Puzzle" che però essendo il suo primo romanzo ahimè ci sta che fosse più acerbo.

Ma torniamo alla storia.
Ci troviamo in un ospedale dove la poliziotta Camille deve investigare riguardo una donna trovata priva di sensi accanto ad un cadavere. La donna ha raccontato al suo medico la sua storia prima di perdere completamente la memoria. Ed ora lui la sta per raccontare a Camille (e a noi).

Una storia che riguarda 5 donne: la giornalista la psichiatra la rapita la scrittrice...e una quinta che verrà svelata solo alla fine del racconto ma cruciale per scoprire la verità dietro tutto ciò.
Donne diverse fra loro con vite molto differenti che si trovano ad affrontare improvvisamente qualcosa che cambierà le loro vite (ovviamente).Una storia imprevedibile che ti trascina per poter mettere chiarezza e capire prima di tutto chi sono ma soprattutto come sono collegate.

No, credo sia impossibile prima di metà romanzo capire come potrebbe andare a finire. È l'autore che ad un certo punto inizia a darci piccoli indizi (ma davvero palesi se li ho colti) che lentamente si fanno sempre più evidenti portandoci (lui!) fuori da questo enorme labirinto unendo i vari elementi e lasciandoci sbalorditi per come la storia rivela il suo significato complessivo e si conclude.

Lascia la sensazione di uscire da una grotta. Ci si sente confusi si va alla cieca cercando di capire dove ci porta la strada poi inizia una schiarita il percorso lo iniziamo a vedere sempre più chiaramente fino a che è così chiaro che ci stupiamo per non averlo visto subito e lo seguiamo fino ad esserne fuori. Dove ci aspetta un ultima sorpresa. Nell'ultima pagina infatti c'è un labirinto che risolto lascia a bocca aperta il lettore! Insomma ho detto tutto e non ho detto niente lo so benissimo.
Ma non posso!

Sono storie che si legano fra di loro nel momento giusto, regalando nel frattempo frammenti di vita che tengono incollati alle pagine perché il buon Thilliez chiude ogni volta un capitolo con un cliffhanger, alternando i POV delle protagoniste, rendendo il ritmo molto veloce, interessante, e mettendo curiosità al lettore che deve sapere.

Capitoli corti, cosa che apprezzo moltissimo e mi aiuta in questo periodo a leggere, anche quando non ho tempo.

Ahimè, infatti ci ho messo un eternità per finirlo, tipo 20 paginette ogni tanto, per poi, di botto, divorarne metà per arrivare alla fine. Me lo ero un po' imposta, comunque sia ad un certo punto non lo si può mettere giù, è difficilissimo.

Fate attenzione però. Ci sono tanti TW fra le pagine (violenza fisica e psicologica principalmente).

Post anche sul mio profilo Instagram @viaggiatricepigra

Gli Incompiuti, di Anna Kańtoch [Instagram Post]


 

Opinione: Gli Incompiuti, di Anna Kańtoch


Una casa bianca travolta da una bufera di neve. Un corpo esangue, morto. Un corpo vivo, sconvolto. Un commissariato di provincia, un interrogatorio informale, l’inizio di un racconto. Ogni capitolo di questo romanzo dalla struttura a scatole cinesi è una storia che ne rivela un’altra diversa e a essa intrecciata, con protagonisti che si inseguono tra le pagine e alcuni elementi ricorrenti: l’odore di agrumi, un cappotto rosa, una misteriosa casa bianca. È un libro di personaggi dalle identità sessuali ribaltate e ambigue: donne dalle qualità virili, uomini efebici, e in mezzo a loro un bambino dal sesso indefinibile costretto a compiere una scelta. All’interno della cornice pulsante di un thriller dove sparizioni e morti tengono sempre alta la tensione, si dipana una storia che scava nell’Io dei protagonisti: il mistero più grande non è l’omicidio (vero o o presunto), ma la faticosa consapevolezza di essere incompleti.

Giro intorno a questa recensione da davvero troppo tempo, e in tutta onestà non ho ancora capito se la lettura mi sia piaciuta oppure no. 
Principalmente perché è scritto bene, ti trascina dentro questa sorta di enorme mistero...ma ha un finale aperto. Cosa che odio, in particolare nei romanzi con un mistero (o più) fra le pagine. 

La storia è molto originale. 
Ci troviamo davanti, come dice la trama, a storie dentro altre storie. Ogni personaggio che incontreremo sarà incastrato dentro le storie degli altri. Tutto si mescola, tutto da l'impressione di scendere sempre di più ogni capitolo che si prosegue e una delle storie viene prima anticipata e poi raccontata, in modo frammentato, sparso qua e là ma trovando sempre il modo di incastrarsi. 

Un romanzo che dà la sensazione di esser una sorta di matrioska quando lo si inizia, ma alla fine diventa un enorme puzzle dove tutto è collegato. O lo sembra. Perché alla fine le poche certezze vengono messe in dubbio e sta al lettore trarre le sue conclusioni.

Una lettura scoperta grazie ad un GdL (#Penombre di @sonosololibri ) , che mi ha permesso di addolcire la mia opinione finale, confrontandomi con altr3 lettor3 e scoprendo altri punti di vista che, appunto, mi hanno fatto guardare la storia diversamente, apprezzandola un po' di più.

Lo so, sono 3 parole in croce vaghe, confuse, assurde, ma è così questo romanzo e penso (anzi sono sicura) che sia il modo giusto per "raccontarlo" e che debba esser letto in questo modo. Addentrandosi in questo caos che fondamentalmente ha un senso, trovandosi davanti personaggi le cui storie sono frammentate e sparse, incastrate le une alle altre in modi così assurdi che vi lasceranno stupiti. Avvicinarsi ad ognuno di loro, seguendo questa catena di eventi che da un senso di caduta libera, fino alla chiusura di tutto.
Che, ahimè lo ripeto, purtroppo non mi ha soddisfatto. 

Leggerlo o non leggerlo? Se vi piacciono le storie strane, dove il senso va guadagnato, il mistero non è così semplice come dovrebbe essere, il caos regna sovrano ma non messo lì a caso. Si, potrebbe piacervi. Una piccola follia che regala qualcosa di nuovo e particolare in mezzo a tante letture di solito fin troppo simili.



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Il Palazzo Delle Ombre, di Maxence Fermine [Instagram Post]



ᴛᴜᴛᴛɪ ᴀʙʙɪᴀᴍᴏ ɪʟ ɴᴏsᴛʀᴏ ᴘᴀʟᴀᴢᴢᴏ ᴅᴇʟʟᴇ ᴏᴍʙʀᴇ, ᴜɴᴀ ᴄᴀsᴀ ɪɴ ᴄᴜɪ ʟᴇ ɪᴍᴍᴀɢɪɴɪ ᴅᴇʟ ᴘᴀssᴀᴛᴏ sᴏɴᴏ sᴄᴏʟᴘɪᴛᴇ ᴀ ᴠɪᴛᴀ. ɪ ɢɪᴏᴄᴀᴛᴛᴏʟɪ ɪɴ ᴜɴ ᴠᴇᴄᴄʜɪᴏ sᴏʟᴀɪᴏ, ᴜɴᴀ ᴘᴀssᴇɢɢɪᴀᴛᴀ ʟᴜɴɢᴏ ᴜɴ ᴠɪᴀʟᴇ, ɪʟ ʀɪᴄᴏʀᴅᴏ ᴅɪ ᴜɴᴀ sᴀʟᴀ ᴅᴀ ᴘʀᴀɴᴢᴏ ɪɴ ᴄᴜɪ ᴀʟʟᴇɢʀɪ ᴄᴏᴍᴍᴇɴsᴀʟɪ ʙᴀɴᴄʜᴇᴛᴛᴀɴᴏ ɪɴᴛᴏʀɴᴏ ᴀ ᴜɴ ᴛᴀᴠᴏʟᴏ, ᴏᴅᴏʀɪ ᴅɪ ᴄᴜᴄɪɴᴀ, ʀɪsᴀᴛᴇ, ᴄᴀɴᴛɪ ᴇ sᴏʀʀɪsɪ. ᴘᴏssᴇᴅɪᴀᴍᴏ ᴛᴜᴛᴛɪ ǫᴜᴇsᴛᴀ ʙɪʙʟɪᴏᴛᴇᴄᴀ ᴅᴇʟʟᴀ ᴍᴇᴍᴏʀɪᴀ ᴍᴀ sᴏʟᴏ ᴘᴏᴄʜɪ ʟᴏ sᴀɴɴᴏ. ʟᴀ ᴍᴀɢɢɪᴏʀ ᴘᴀʀᴛᴇ ᴅᴇɢʟɪ ᴜᴏᴍɪɴɪ ɴᴏɴ ᴠᴜᴏʟᴇ ʀɪᴄᴏʀᴅᴀʀsᴇʟᴏ. ʀɪᴅᴏɴᴏ ᴀ ᴄʀᴇᴘᴀᴘᴇʟʟᴇ ᴘɪᴀɴɢᴏɴᴏ, ɢʀɪᴅᴀɴᴏ, ᴜʀʟᴀɴᴏ, sɪ ᴅɪʟᴀɴɪᴀɴᴏ, ᴀ ᴠᴏʟᴛᴇ ᴜᴄᴄɪᴅᴏɴᴏ, ᴍᴀ ᴅɪᴍᴇɴᴛɪᴄᴀɴᴏ ɪɴ ғʀᴇᴛᴛᴀ ᴄɪò ᴄʜᴇ ʟɪ ʜᴀ ʀᴇsɪ ᴜᴍᴀɴɪ.

Siamo a Parigi, negli anni 60. Il protagonista è Nathan, un trentenne che crea marionette, che improvvisamente riceve una lettera da parte del padre, che conosce a malapena, in cui gli annuncia il suo funerale e gli comunica che sarà il suo erede. Ma ci sono delle clausole molto particolari, a cui dovrà sottostare.

Questo sarà l'inizio per Nathan di una ricerca particolare; infatti dovrà trovare l'ultimo romanzo del padre, probabilmente nascosto nella sua ultima dimora: il Palazzo delle Ombre.

Ahimè, un romanzo che si legge facilmente ma lascia poco.
Ha una partenza interessante, che incuriosisce il lettore, ma poi rapidamente tutto diventa noioso, concludendosi in modo quasi frettoloso e "banale".

Speravo, dalla trama di copertina, in una storia di mistero e molte tinte gotiche, ma ne ho trovate poche. Un grande peccato.
Qualcosa si percepisce quando ci si avvicina a questi Palazzo, ma succede raramente. La maggior parte del romanzo è ambientato altrove, lungo questo puzzle che spesso perde di vista quello che presentava come punto centrale.

Conosceremo Nathan, vedremo come questo (la lettera) cambierà la sua vita.... Ma non aspettatevi niente di troppo particolare.
Nathan è piuttosto piatto, noioso. Come molti dei personaggi che incontra.
Il Palazzo sembrava qualcosa di affascinante: un edificio antico, misterioso,... Purtroppo però si rivela solo una vecchia abitazione

Non saprei proprio se consigliarlo o meno.
Se vi aspettate una storia dalle tinte gotiche, misteri intricati, ricerche,.... Non fa per voi.
È scorrevole, si legge piuttosto velocemente, ma ha una trama che si dimentica facilmente, ed un finale prevedibile.

Il Racconto Della Vecchia Balia, di Elizabeth Gaskell [Instagram Post]

𝕼𝖚𝖆𝖓𝖉𝖔 𝖛𝖔𝖘𝖙𝖗𝖆 𝖒𝖆𝖉𝖗𝖊, 𝖑𝖆 𝖕𝖎𝖈𝖈𝖔𝖑𝖆 𝖘𝖎𝖌𝖓𝖔𝖗𝖎𝖓𝖆 𝕽𝖔𝖘𝖆𝖒𝖔𝖓𝖉, 𝖆𝖛𝖊𝖛𝖆 𝖖𝖚𝖆𝖙𝖙𝖗𝖔 𝖔 𝖈𝖎𝖓𝖖𝖚𝖊 𝖆𝖓𝖓𝖎, 𝖊𝖓𝖙𝖗𝖆𝖒𝖇𝖎 𝖎 𝖘𝖚𝖔𝖎 𝖌𝖊𝖓𝖎𝖙𝖔𝖗𝖎 𝖒𝖔𝖗𝖎𝖗𝖔𝖓𝖔, 𝖆 𝖖𝖚𝖎𝖓𝖉𝖎𝖈𝖎 𝖌𝖎𝖔𝖗𝖓𝖎 𝖉𝖎 𝖉𝖎𝖘𝖙𝖆𝖓𝖟𝖆 𝖑'𝖚𝖓𝖔 𝖉𝖆𝖑𝖑'𝖆𝖑𝖙𝖗𝖆. 𝕼𝖚𝖆𝖓𝖙𝖎 𝖋𝖚 𝖙𝖗𝖎𝖘𝖙𝖊 𝖖𝖚𝖊𝖑 𝖕𝖊𝖗𝖎𝖔𝖉𝖔...

[...] 𝕷𝖆 𝖕𝖆𝖉𝖗𝖔𝖓𝖆 𝖒𝖎 𝖈𝖍𝖎𝖊𝖘𝖊, 𝖘𝖚𝖑 𝖑𝖊𝖙𝖙𝖔 𝖉𝖎 𝖒𝖔𝖗𝖙𝖊, 𝖉𝖎 𝖓𝖔𝖓 𝖆𝖇𝖇𝖆𝖓𝖉𝖔𝖓𝖆𝖗𝖊 𝖑𝖆 𝖕𝖎𝖈𝖈𝖔𝖑𝖆 𝕽𝖔𝖘𝖆𝖒𝖔𝖓𝖉: 𝖆𝖓𝖈𝖍𝖊 𝖘𝖊 𝖓𝖔𝖓 𝖆𝖛𝖊𝖘𝖘𝖊 𝖒𝖆𝖎 𝖕𝖗𝖔𝖋𝖊𝖗𝖎𝖙𝖔 𝖕𝖆𝖗𝖔𝖑𝖆 𝖎𝖓 𝖒𝖊𝖗𝖎𝖙𝖔, 𝖑'𝖆𝖛𝖗𝖊𝖎 𝖕𝖔𝖗𝖙𝖆𝖙𝖆 𝖈𝖔𝖓 𝖒𝖊 𝖋𝖎𝖓𝖔 𝖎𝖓 𝖈𝖆𝖕𝖔 𝖆𝖑 𝖒𝖔𝖓𝖉𝖔.


Una storia dove vecchi fantasmi tormentano la vita degli abitanti della Manor House. Mistero, strane presenze e una bambina da proteggere.
Pochi elementi, ben bilanciati, che creano una storia molto interessante e piacevole, con alcuni colpi di scena.
Un racconto davvero bello da leggere!

La Storia Segreta Di Una Contessa Irlandese, di Joseph Sheridan Le Fanu [Instagram Post]

 


𝕮𝖆𝖗𝖔 𝖆𝖒𝖎𝖈𝖔,

𝕸𝖎 𝖆𝖛𝖊𝖙𝖊 𝖉𝖔𝖒𝖆𝖓𝖉𝖆𝖙𝖔 𝖉𝖎 𝖗𝖆𝖈𝖈𝖔𝖓𝖙𝖆𝖗𝖛𝖎 𝖓𝖊𝖑 𝖉𝖊𝖙𝖙𝖆𝖌𝖑𝖎𝖔 𝖌𝖑𝖎 𝖘𝖙𝖗𝖆𝖓𝖎 𝖊𝖛𝖊𝖓𝖙𝖎 𝖈𝖍𝖊 𝖍𝖆𝖓𝖓𝖔 𝖘𝖊𝖌𝖓𝖆𝖙𝖔 𝖑𝖆 𝖒𝖎𝖆 𝖌𝖎𝖔𝖛𝖎𝖓𝖊𝖟𝖟𝖆 𝖊 𝖎𝖔, 𝖘𝖊𝖓𝖟𝖆 𝖆𝖑𝖈𝖚𝖓𝖆 𝖊𝖘𝖎𝖙𝖆𝖟𝖎𝖔𝖓𝖎, 𝖒𝖎 𝖘𝖔𝖓𝖔 𝖈𝖎𝖒𝖊𝖓𝖙𝖆𝖙𝖆 𝖓𝖊𝖑𝖑'𝖎𝖒𝖕𝖗𝖊𝖘𝖆; 𝖇𝖊𝖓 𝖈𝖔𝖓𝖘𝖆𝖕𝖊𝖛𝖔𝖑𝖊 𝖈𝖍𝖊, 𝖋𝖎𝖓𝖈𝖍𝖊' 𝖛𝖎𝖛𝖗𝖔', 𝖎𝖑 𝖗𝖎𝖘𝖕𝖊𝖙𝖙𝖔 𝖈𝖍𝖊 𝖆𝖛𝖊𝖙𝖊 𝖕𝖊𝖗 𝖎 𝖒𝖎𝖊𝖎 𝖘𝖊𝖓𝖙𝖎𝖒𝖊𝖓𝖙𝖎 𝖛𝖎 𝖎𝖒𝖕𝖊𝖉𝖎𝖗𝖆' 𝖉𝖎 𝖉𝖎𝖛𝖚𝖑𝖌𝖆𝖗𝖊 𝖖𝖚𝖊𝖘𝖙𝖊 𝖎𝖓𝖋𝖔𝖗𝖒𝖆𝖟𝖎𝖔𝖓𝖎. 𝕯𝖔𝖕𝖔𝖙𝖚𝖙𝖙𝖔, 𝖘𝖔𝖓𝖔 𝖈𝖔𝖓𝖘𝖈𝖎𝖆 𝖉𝖊𝖑 𝖋𝖆𝖙𝖙𝖔 𝖈𝖍𝖊 𝖖𝖚𝖆𝖓𝖉𝖔 𝖓𝖔𝖓 𝖈𝖎 𝖘𝖆𝖗𝖔' 𝖕𝖎𝖚' 𝖓𝖔𝖓 𝖘𝖆𝖗𝖆' 𝖗𝖎𝖒𝖆𝖘𝖙𝖔 𝖓𝖊𝖘𝖘𝖚𝖓𝖔 𝖈𝖍𝖊 𝖕𝖔𝖙𝖗𝖆' 𝖘𝖊𝖓𝖙𝖎𝖗𝖘𝖎 𝖔𝖋𝖋𝖊𝖘𝖔 𝖔 𝖋𝖊𝖗𝖎𝖙𝖔 𝖉𝖆 𝖖𝖚𝖊𝖘𝖙𝖔 𝖗𝖆𝖈𝖈𝖔𝖓𝖙𝖔.

Un breve giallo, dove la protagonista si ritrova orfana affidata alle cure dello zio paterno, che però l'accoglie a braccia aperte solo per l' eredità. Isolata da tutti, si trova sola e minacciata in una casa piena di pericoli.
Una lettura molto piacevole!

Il Testamento Di Magdalen Blair, di Aleister Crowley [Instagram Post]



𝕴𝖓 𝖖𝖚𝖊𝖘𝖙𝖔 𝖕𝖊𝖗𝖎𝖔𝖉𝖔 𝖊𝖗𝖔 𝖆𝖓𝖈𝖍𝖊 𝖆𝖇𝖎𝖑𝖊 𝖆 𝖑𝖊𝖌𝖌𝖊𝖗𝖊 𝖓𝖊𝖑 𝖕𝖊𝖓𝖘𝖎𝖊𝖗𝖔. 𝕷𝖊 𝖆𝖑𝖙𝖗𝖊 𝖗𝖆𝖌𝖆𝖟𝖟𝖊 𝖆𝖛𝖊𝖛𝖆𝖓𝖔 𝖌𝖗𝖆𝖓𝖉𝖊 𝖙𝖎𝖒𝖔𝖗𝖊 𝖉𝖎 𝖒𝖊. 𝕸𝖆 𝖆 𝖙𝖔𝖗𝖙𝖔, 𝖕𝖔𝖎𝖈𝖍é 𝖓𝖔𝖓 𝖆𝖛𝖊𝖛𝖔 𝖓𝖊 𝖆𝖒𝖇𝖎𝖟𝖎𝖔𝖓𝖊 𝖓𝖊 𝖑'𝖊𝖓𝖊𝖗𝖌𝖎𝖆 𝖕𝖊𝖗 𝖘𝖋𝖗𝖚𝖙𝖙𝖆𝖗𝖊 𝖑𝖊 𝖒𝖎𝖊 𝖋𝖆𝖈𝖔𝖑𝖙𝖆'. 𝕹𝖊𝖒𝖒𝖊𝖓𝖔 𝖆𝖉𝖊𝖘𝖘𝖔, 𝖈𝖍𝖊 𝖒𝖎 𝖗𝖎𝖙𝖗𝖔𝖛𝖔 𝖆 𝖈𝖔𝖓𝖘𝖊𝖌𝖓𝖆𝖗𝖊 𝖖𝖚𝖊𝖘𝖙𝖔 𝖒𝖊𝖘𝖘𝖆𝖌𝖌𝖎𝖔 𝖉𝖊𝖑 𝖉𝖊𝖘𝖙𝖎𝖓𝖔 𝖆𝖑𝖑'𝖚𝖒𝖆𝖓𝖎𝖙𝖆', 𝖚𝖓 𝖒𝖊𝖘𝖘𝖆𝖌𝖌𝖎𝖔 𝖙𝖆𝖑𝖒𝖊𝖓𝖙𝖊 𝖙𝖗𝖊𝖒𝖊𝖓𝖉𝖔 𝖉𝖆 𝖋𝖆𝖗𝖒𝖎 𝖘𝖊𝖓𝖙𝖎𝖗𝖊 𝖆𝖑𝖑'𝖊𝖙𝖆' 𝖉𝖎 𝖛𝖊𝖓𝖙𝖎𝖖𝖚𝖆𝖙𝖙𝖗𝖔 𝖆𝖓𝖓𝖎 𝖈𝖔𝖒𝖊 𝖚𝖓 𝖗𝖊𝖑𝖎𝖙𝖙𝖔 𝖆𝖛𝖛𝖎𝖟𝖟𝖎𝖙𝖔, 𝖉𝖆𝖓𝖓𝖆𝖙𝖔 𝖊𝖉 𝖆𝖗𝖎𝖉𝖔; 𝖘𝖔𝖓𝖔 𝖘𝖔𝖒𝖒𝖆𝖒𝖊𝖓𝖙𝖊 𝖘𝖋𝖎𝖓𝖎𝖙𝖆, 𝖎𝖓𝖉𝖎𝖋𝖋𝖊𝖗𝖊𝖓𝖙𝖊 𝖓𝖊𝖑𝖑𝖆 𝖒𝖆𝖓𝖎𝖊𝖗𝖆 𝖕𝖎ù 𝖆𝖘𝖘𝖔𝖑𝖚𝖙𝖆.

𝕳𝖔 𝖎𝖑 𝖈𝖚𝖔𝖗𝖊 𝖉𝖔𝖚𝖓𝖆 𝖇𝖆𝖒𝖇𝖎𝖓𝖆 𝖊𝖉 𝖎𝖑 𝖉𝖎𝖘𝖈𝖊𝖗𝖓𝖎𝖒𝖊𝖓𝖙𝖔 𝖉𝖎 𝕾𝖆𝖙𝖆𝖓𝖆, 𝖚𝖓𝖆 𝖑𝖊𝖙𝖆𝖗𝖌𝖎𝖆 𝖉𝖎 𝖈𝖚𝖎 𝖓𝖔𝖓 𝖈𝖔𝖓𝖔𝖘𝖈𝖔 𝖑𝖆 𝖈𝖆𝖚𝖘𝖆; 𝖊𝖕𝖕𝖚𝖗𝖊 𝖘𝖔𝖓𝖔 𝖌𝖗𝖆𝖙𝖆 - 𝖔𝖍, 𝖓𝖔𝖓 𝖕𝖚ò 𝖊𝖘𝖘𝖊𝖗𝖈𝖎 𝖚𝖓 𝕯𝖎𝖔 - 𝖉𝖎 𝖕𝖔𝖘𝖘𝖊𝖉𝖊𝖗𝖊 𝖑𝖆 𝖛𝖔𝖑𝖔𝖓𝖙𝖆' 𝖕𝖊𝖗 𝖆𝖛𝖛𝖊𝖗𝖙𝖎𝖗𝖊 𝖎𝖑 𝖌𝖊𝖓𝖊𝖗𝖊 𝖚𝖒𝖆𝖓𝖔 𝖉𝖎 𝖘𝖊𝖌𝖚𝖎𝖗𝖊 𝖎𝖑 𝖒𝖎𝖔 𝖊𝖘𝖊𝖒𝖕𝖎𝖔 𝖊 𝖕𝖔𝖎 𝖋𝖆𝖗 𝖊𝖘𝖕𝖑𝖔𝖉𝖊𝖗𝖊 𝖚𝖓 𝖈𝖆𝖓𝖉𝖊𝖑𝖔𝖙𝖙𝖔 𝖉𝖎 𝖉𝖎𝖒𝖆𝖓𝖎𝖙𝖊 𝖓𝖊𝖑𝖑𝖆 𝖒𝖎𝖆 𝖇𝖔𝖈𝖈𝖆.

Un piccolo racconto molto interessante, di cui difficilmente indovinerete il finale.
Uno stile di scrittura un po' lento, però riesce a ricreare un atmosfera "antica" e mistica, rendendo la storia interessante e facendo entrare il lettore nella vicenda, curioso di scoprire fin dove lo condurrà l'autore.
Non posso dire altro o rovinerei la lettura.

Opinione: Miseri resti sepolti, di Miriam Palombi


Ossessione. Perversione. Follia. Ecco cosa muove un assassino. Se le vittime avessero la possibilità di tornare dall'oltretomba, e vendicarsi in un modo altrettanto orribile a quello in cui sono state uccise, vittima e carnefice sarebbero poi così diversi tra loro? Se potessimo guardare nei loro occhi, vedremmo lo stesso cupo abisso. Divisi in vita, uniti nella morte. Ciò che resterà i tutti loro saranno solo miseri resti sepolti.            

Ringrazio l'autrice per avermi chiesto se volevo leggere questa sua opera ed avermela poi mandata, accettando i possibili rischi che l'opinione può comportare.
In breve, interessante e molto originale con qualche "ma".  

Si parla di morte. Intorno a questo "semplice" concetto girano tutti i racconti che riempiono questo piccolo ma abbastanza ricco libro. Dico solo "abbastanza" perché io ho sentito la mancanza di tanti dettagli, lasciando le trame abbozzate e troppe domande a riempire la confusione del lettore.
Sono racconti quindi non devono dare un quadro perfetto, lo so, eppure (personalmente) avrei gradito saperne di più per poter comprendere meglio queste storie così varie.

Lo stile è davvero ottimo, l'autrice riesce a creare nell'immaginazione del lettore tante scene diverse arricchendole con una scrittura leggera e fluida, ma ricca di dettagli.
Però, ahimè come già dicevo, come contenuto si sente che manca qualcosa in più. Un dettaglio maggiore sulla vittima e/o sul carnefice, su cosa sia successo per arrivare in quella situazione... Insomma, è uno scatto veloce e macabro riguardo qualcosa di inconsueto, che purtroppo resta sgranato per chi non si accontenta e vuole di più.
Questa secondo me la più grande lacuna.

Come dicevo l'autrice scrive bene, ha molta fantasia ed immaginazione, riuscendo a darci parecchi frammenti di terrore grazie alla sua penna.
Fanno così paura? Per me no, ma sapete che ho una soglia alta e sono parecchio strana, fissata con questo genere che non mi accontenta mai. Ciò non toglie che alcune descrizioni siano affascinanti e possano creare un brivido in altri lettori.  

Non vi parlerò dei vari racconti, perché credo vadano scoperti senza alcun indizio, alcuni poi sono così brevi che dire qualcosa sarebbe come dire tutto, e non mi sembra affatto giusto.

Un grande NI, che però mi fa sperare che possa continuare a scrivere e migliorarsi, portando altre sue storie ai lettori: fantasia e buona scrittura non le mancano, basta aggiungere qualcosa e potrebbe regalare altro di interessante da leggere.    

Opinione: The Outsider, di Stephen King


La sera del 10 luglio, davanti al poliziotto che lo interroga, il signor Ritz è visibilmente scosso. Poche ore prima, nel piccolo parco della sua città, Flint City, mentre portava a spasso il cane, si è imbattuto nel cadavere martoriato di un bambino. Un bambino di undici anni. A Flint City ci si conosce tutti e certe cose sono semplicemente impensabili. Così la testimonianza del signor Ritz è solo la prima di molte, che la polizia raccoglie in pochissimo tempo, perché non si può lasciare libero il mostro che ha commesso un delitto tanto orribile. E le indagini scivolano rapidamente verso un uomo e uno solo: Terry Maitland. Testimoni oculari, impronte digitali, gruppo sanguigno, persino il DNA puntano su Terry, il più insospettabile dei cittadini, il gentile professore di inglese, allenatore di baseball dei pulcini, marito e padre esemplare. Ma proprio per questo il detective Ralph Anderson decide di sottoporlo alla gogna pubblica. Il suo arresto spettacolare, allo stadio durante la partita e davanti a tutti, fa notizia e il caso sembra risolto. Solo che Terry Maitland, il 10 luglio, non era in città. E il suo alibi è inoppugnabile: testimoni oculari, impronte, tutto dimostra che il brav'uomo non può essere l'assassino. Per stabilire quale versione della storia sia quella vera non può bastare la ragione. Perché il male ha molte facce. E King le conosce tutte.            

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Ok, sono abbastanza confusa su come parlarvene.
Come voi sono stata in attesa di questo romanzo e non vedevo l'ora di poterlo leggere, curiosissima di scoprire quale nuovo incubo avesse in mente King per noi.
E, purtroppo, devo ammettere che mi ha deluso nel finale, come capita (ahimè) a tantissimi dei suoi romanzi. Un enorme peccato, perché l'inizio incanta il lettore.
 
Parte tutto dal ritrovamento di un bambino. Il suo cadavere per essere precisi. Abbandonato e seviziato in modo atroce e brutale, che sconvolge la cittadina di Flint City iniziando una caccia al mostro che ha fatto questo.
Attraverso alcune testimonianze (portate a noi tramite verbali della polizia) scopriamo chi è l'indiziato numero uno della città, ovvero uno dei cittadini più impensabili: Terry Maitland, un insegnante e coach della squadra di baseball per i più piccoli. Per via dell'incredibile violenza dell'omicidio la polizia, con a capo il detective Ralph Anderson, decide di arrestarlo immediatamente davanti ad una folla immensa mentre si sta giocando la finale della sua squadra, quasi per sottoporlo a gogna pubblica davanti anche alla moglie e le figlie che ne escono devastate.
 
Un gesto che possiamo capire ma non nella sua totalità, visto che dovrebbe esserci razionalità nelle forze dell'ordine. Questo infatti da inizio ad una crociata contro quest'uomo e la sua famiglia, presa immediatamente d'assalto dai media ed isolata da chi credevano amici.
Terry, capendo subito che nessuno lo avrebbe ascoltato chiede immediatamente di chiamare il suo avvocato ed amico, che si precipita subito in suo soccorso.
Basterà una chiacchierata fra loro in una stanzetta per far uscire l'avvocato col sorriso sulle labbra.
Terry infatti è innocente e ne hanno numerose prove, che la polizia non ha nemmeno considerato perché era così presa dalla smania di catturarlo da non aver indagato a sufficienza su tutte le piste.
 
In questo inizio del romanzo vedremo come basti davvero poco per distruggere un uomo, presumibilmente innocente. La caccia dei media ha inizio, senza esclusione di colpi. Le voci corrono rapide e l'odio verso quell'uomo così buono scatta immediato.
Il tutto solo da un arresto, perché delle prove non ne ha ancora parlato nessuno. Ma non importa, la folla ha già giudicato a prescindere.
 
Il lettore viene inizialmente sballottato e non capisce bene cosa sia dove stia la verità e chi la stia dicendo. Sicuramente empatizza con Terry e la famiglia (le due figlie piccole soprattutto, marchiate per sempre anche se lui ne esce innocente), eppure le prove ci sono, sia a carico che a discolpa.
I testimoni hanno visto Terry davvero? Le telecamere cosa hanno ripreso?
Era in città o altrove? E chi era l'altro uomo?!
 
E' un gioco sottile che porta a chiedersi se non si sia sbagliato qualcosa, se possa essere colpevole e gli alibi siano stati fabbricati ad arte, oppure innocente e qualcuno lo sta incastrando per bene.
King apre con un thriller davvero intrigante e che spiazza completamente, mettendo curiosità a chi sfoglia le pagine in attesa di scoprire cosa sia accaduto quel 10 luglio.
 
Purtroppo però, come già dicevo, il tutto inizia a crollare da metà romanzo circa.
Ritroveremo un personaggio già conosciuto, ma ciò non basta a dare pepe alla storia che, negli ultimi capitoli, frana disastrosamente e chiude in pochissime righe tutto, lasciando quasi seccati perché non sembra davvero un finale appropriato.
Io adoro King, ma rispetto ai primi capitoli, la strada scelta per continuare la narrazione poteva dare molto di più. Da un potenziale 5 stelle, sono crollata sulle 4 (perché comunque l'inizio è una bomba, e poi la scrittura resta eccelsa, nonostante tutto).
 
Se amate il Re, prendetelo in considerazione per leggerlo.
Se siete dubbiosi, non vi consiglio di comprarlo subito. Potrebbe rovinarvi un potenziale ottimo rapporto con questo scrittore.

Opinione: Il Villaggio Delle Sirene, di Carlton Mellick III

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Sirene: una rara specie di pesce che imita l’aspetto femminile per attirare prede umane.
Il Decreto per la Protezione delle Specie in Via di Estinzione vieta di uccidere le sirene, non è possibile farlo neppure per difendersi. Le comunità colpevoli di aver ucciso delle sirene vengono annientate. L’unica salvezza per i pescatori che vivono nelle aree abitate dalle sirene sono i bocconcini, umani modificati per essere la loro preda ideale.

Ma cosa accadrebbe se le sirene smettessero di mangiarli? È ciò che è successo a Siren Cove, uno sperduto villaggio di pescatori. Il Dottor Black è stato inviato a indagare dall’azienda che produce i bocconcini, e la verità che dovrà far emergere sarà ben più strana di un semplice problema di sapore delle prede.

Un mistero horror condito di distopia.

[Romanzo breve di Bizarro Fiction, collana Vaporteppa, 28.600 parole, circa 97 pagine, con in aggiunta un saggio di "Introduzione alla Bizarro Fiction" di 3800 parole a cura di Chiara Gamberetta]

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L'ho preso con la promozione Kindle for Samsung; mi ha subito attirato la copertina ed il titolo, poi una volta letta la trama era fatta: dovevo leggerlo!
Anche perché, quando mi sarebbe mai ricapitato?
(di solito mettono titoli piuttosto noiosi, a mio gusto).
Così ho iniziato questa breve ma interessante avventura.

Il Dottor Black è il protagonista della vicenda, uno scienziato che viene mandato a Siren Cove per indagare su cosa stia accadendo in quel luogo, poiché le sirene che ne infestano(abitano) i mari hanno ricominciato ad attaccare i pescatori locali. Durante la traversata conosce una giovane donna, Jackson, che non si spaventa minimamente davanti alla sua malattia (il morbo di Zimmer che verrà descritto durante la lettura), anzi iniziano a chiacchierare e farà un ponte con i lettori, facendoci scoprire molte cose riguardo le sirene (ponendo domande allo scienziato) ed il luogo dove sta andando ad investigare.

Durante il tragitto però qualcosa attacca la barca e sono costretti a fermarsi tutti a Siren Cove, facendo scoprire a Jackson cosa si nasconde dietro la protezione delle sirene.
Infatti ci sono mandrie di umani modificati geneticamente e trasformati in cibo, chiamati bocconcini, in modo che le sirene non divorino le persone locali. Una cosa raccapricciante per lei, nel vederli così simili di aspetto agli esseri umani ma completamente snaturati a livello cognitivo.

Ma sorgono in fretta altri misteri. Infatti nel villaggio il vecchio capo è morto ed il figlio ne ha preso il posto, più arrogante e meno disposto a collaborare con lui; oltre a questo vengono trovati i cadaveri di tre sirene morte, cosa che potrebbe distruggere quel villaggio per sempre se fossero stati quei pescatori, infatti le sirene hanno un altissimo valore e per chi le uccide la pena è estrema: diventarne cibo.
Muovendosi con cautela cercando di capire quale sia il problema e il villaggio che non collabora, si troverà ad affrontare qualcosa che non aveva mai immaginato possibile e che metterà a repentaglio la sua vita, ma non solo.

Una lettura che mi ha divertito molto (non nel senso di risate!).
Una storia folle ma interessante, ben descritta e che, nella sua brevità, racconta uno spaccato di mondo in modo molto realistico, mettendoci davanti personaggi che mai avremo pensato di incontrare. Anche solo le sirene, che tutti almeno una volta abbiamo visto/immaginato, hanno una sfumatura quasi scientifica e realistica, per come descritte.
Non avevo mai sentito parlare di Bizzarro Fiction, ma ora ne sono curiosa e lo terrò a mente.
Se vi piacciono le storie assurde, folli, quasi irreali,...questo libro (e/o la collana di cui fa parte) fa per voi.

The OA


Titolo originale The OA
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2016 – in produzione
Formato serie TV
Genere drammatico, fantascienza, fantasy
Stagioni 1 (per ora)
Seconda stagione dal 2018
Episodi 8 (per ora)
Durata 30-60 min (episodio)
Lingua originale inglese russo
Distributore Netflix

Ideatore Brit Marling, Zal Batmanglij
Regia Zal Batmanglij

Interpreti e personaggi
Brit Marling: Prairie Johnson
Emory Cohen: Homer Roberts
Scott Wilson: Abel Johnson
Phyllis Smith: Elizabeth "Betty" Broderick-Allen
Alice Krige: Nancy Johnson
Patrick Gibson: Steve Winchell
Brendan Meyer: Jesse
Brandon Perea: Alfonso "French" Sosa
Ian Alexander: Michelle "Buck" Vu
Jason Isaacs: Dr. Hunter Aloysius "Hap" Percy

Trama
Dramma dai toni mistery sulle vicende di Praire Johnson, una ragazza non vedente scomparsa per un lungo periodo che ritorna nella comunità dov'è cresciuta dopo aver riacquistato la vista. Per alcuni il suo ritorno ha un che di miracoloso, per altri invece cela un pericolo...


Come fare a parlarvene senza "parlarne"
per preservarne la magia che la rende così unica?
Mi sono scervellata parecchio su questo punto in particolare.
Ed alla fin fine mi sono detta l'unica cosa che mi ripeto spesso quando mi blocco: scrivi e basta, al massimo l'aggiusti dopo.
Quindi via...

Era nella mia wish da parecchio tempo e, dopo l'ennesimo consiglio (visto che adoro le serie "strane" e avevo appena finito Dark), mi sono buttata. Ammetto che ho faticato particolarmente nei primi episodi nel guardarla, perché ha un ritmo molto lento e ciò cozza un po' con i miei gusti (di solito una serie o mi prende totalmente oppure, spesso, l'abbandono per stanchezza).
Eppure...mi ha conquistato!
 
La storia inizia con una ragazza, Prairie Johnson, che da sette anni era scomparsa nel nulla, riapparendo come per magia, totalmente chiusa a riccio e non volendo parlare di se. La notizia arriva fino ai suoi genitori, che mai avevano perso le speranze di rivederla, e che corrono subito da lei restando stupefatti: Prairie era cieca quando scomparve ed ora ci
vede di nuovo.

Tornata a casa, viene tempestata dai giornalisti e dalla polizia per scoprire dove sia stata e come abbia riconquistato la vista, ma lei non vuole parlarne con nessuno. Eppure, cercherà aiuto per riuscire a risolvere il suo problema (che scopriremo andando avanti) mandando un messaggio online e trovando cinque persone disposte ad ascoltare la sua storia.
Avrà inizio così il loro, ed il nostro viaggio, nella vita di Prairie dall'infanzia fino al suo ritrovamento, aggiungendo tasselli su tasselli che ci porteranno a capire cosa sia successo in tutti quegli anni e cosa l'abbia cambiata così tanto.

Una trama estremamente complessa e ricca di mistero, che più volte confonde lo spettatore con colpi di scena imprevedibili. Una storia interessante, con attori stupendi che riescono a rendere sullo schermo tutto questo con maestria e portarti ad incollarti allo schermo quando arriva il momento (e arriva!) in cui DEVI scoprire come andrà a finire la vicenda.

Molto molto bella e non vedo l'ora che esca la seconda stagione (l'anno prossimo, se andrà bene) perché sono curiosissima  di capire cosa hanno in serbo per noi.
A voi, se non l'avete ancora vista e vi mette curiosità, consiglio di prendervi tempo e di arrivare fino alla fine senza mollare prima. Merita!

Opinione: È la mia natura, di Ornella Calcagnile

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“È la mia natura”, è un racconto che ripropone un cliché horror rielaborato in chiave urban fantasy, aggiungendo quel tocco particolare che fa la differenza dal genere dell’orrore.

Hollie e il suo fidanzato Emmett decidono di passare gli ultimi giorni d’estate in una baita tra i boschi nei pressi del lago Jocassee con alcuni amici. Nella compagnia, però, aleggia una strana atmosfera: qualcuno nasconde un segreto. Hollie, dotata di uno spiccato sesto senso, percepisce sin da subito qualcosa di sospetto nell'aria ma scoprirà troppo tardi la vera indole di uno dei suoi compagni di viaggio.

La natura sarà complice di questo racconto e punto d’incontro tra il sanguinario predatore e la sua vittima finale.

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Ammetto che amo e odio Ornella Calcagnile quando fa questi racconti, perchè sono così belli che avresti voglia di continuare a leggerli invece la storia finsice sempre troppo presto.
Un peccato!
Anche in questo racconto, davvero originale e (come ho già detto all'autrice, rompendole le scatole) che meriterebbe di essere ripreso in mano ed allungato.
Una storia interessante, fresca e che non è (così) prevedibile come tantissime altre che ormai vengono pubblicate.
In questo racconto abbiamo degli amici che vanno a fare una piccola escursione in una baita tra i boschi, per chiudere l'estare in compagnia. La protagonista e nostra voce narrante è Hollie, una ragazza sveglia ed intelligente, con il fidanzato Emmett, anche lui alla mano, e i cugini con rispettivi partner, un po' più con la puzza sotto il naso. Il cugino infatti tente a voler mostrare ciò che paparino gli permette di comprare, e come a bilanciarlo la fidanzata è più tranquilla e riservata. La cugina anche lei molto esuberante, si presenta con un nuovo ragazzo, che da subito desta qualche sospetto in Hollie, chiedendosi che fine possa aver fatto il suo ex così all'improvviso.
Questa compagnia parte e arriva in mezzo al bosco, ma lentamente si renderanno conto che qualcosa non va, c'è qualcosa di strano, e forse ha a che fare con il nuovo arrivato....

Spero di avervi stuzzicato la curiosità, perchè in pochissimo Ornella ci porta in questo mondo e ci fa entrare, grazie ad Hollie, in sintonia con lei, con l'ambiente e la situazione. Ci fa mettere i piedi nelle sue scarpe, metaforicamente parlando, e viver l'esperienza, i dubbi, i timori,...come se fossimo lì con lei.

Riguardo il finale una parte lo avevo azzeccato, ma moltissimi dettagli proprio no, ciò lo ha reso ai miei occhi particolarmente...Wow! (Si, sono un mago con le parole!)
Per questo spero, un futuro, di rivederlo e rileggerlo in versione estesa...ma sempre a suo nome!
Visto che le idee originali scarseggiano (non parlo solo di emergenti o chi si autopubblica, anche tra gli scaffali ci sono storie solo copia/incolla), spero davvero che resti SUA e possa darci di più.
(Stop messaggi subliminali all'autrice...spero non mi odi xD )

Se vi capita, dategli una possibilità e leggetelo.
Credo proprio piacerà anche a voi.