Visualizzazione post con etichetta bookblogger. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bookblogger. Mostra tutti i post

La Fabbrica Degli Orrori, di Ian Banks [Instagram Post]



Avevo questa recensione pronta da dicembre, ma prima volevo dare spazio ad altro (e si, me ne ero abbastanza dimenticata).

In sostanza: non mi è piaciuto per nulla. L'opinione è abbastanza cattivella, anche se avrei potuto fare di meglio se scritta appena concluso il tutto. Ma a distanza di tempo confermo ciò che ho scritto.

Lento, noioso, troppi dettagli inutili mentre dove servirebbe spazio si chiude tutto velocemente,...e un finale brusco, senza una logica, a mio parere.

Come il titolo, Fanucci lo ha modificato e perde tutto il suo significato legato al testo: letteralmente doveva rimanere "La Fabbrica Delle Vespe". Davvero, odio queste cose.

Ne parlo meglio sul blog (link in bio).
Un enorme peccato!

Opinione: La Fabbrica Degli Orrori, di Ian Banks


Frank è un diciassettenne orfano di madre che vive su una minuscola isola della Scozia - che non ha mai abbandonato - con il padre, un ex hippy con la fissa della scienza, dedito a strani esperimenti in una misteriosa stanza della casa. Ha un fratello divenuto pazzo dopo un incidente in un ospedale, Eric, un piromane che dà fuoco ai cani, e un amico, Jamie, un nano con cui trascorre le notti al pub, ubriacandosi per rendere interessante una vita assolutamente priva d'interessi. Frank ha un'intelligenza perfida, capace di nascondere la sua perversa attitudine: uccidere bambini innocenti - come il fratellino Paul e i due cugini, Blyth e Esmeralda - nonché piccoli animali, come vespe o conigli, con la sua Fabbrica degli orrori. Egli segue sempre dei riti personali, frutto di una religione primitiva, fatta di simboli e feticci, di luoghi addobbati come templi e santuari. C'è però un terribile segreto che sarà svelato e che gli permetterà di vedere chiaro sulla sua esistenza, sempre confusa e segnata da episodi strani e inspiegabili.



Ripubblicato di recente dalla Fanucci, non se lo è calcolato nessuno praticamente. Grazie ad una pubblicità inesistente, anche.
La cosa mi spiace, solo perché è uno spreco di stampa e carta, perché personalmente mi ha deluso moltissimo.

Chi legge questi generi già fatica a trovare materiale interessante, se vengono (ri)stampati romanzi del genere...ecco, mi sembra uno spreco per quelle novità potenzialmente molto interessanti che non vengono calcolate a prescindere.

Questi piccolo romanzo viene presentato come un horror, ma in realtà gli manca molto per esserlo; mi sono scontrata con qualche scena splatter mescolata a pagine e pagine di descrizioni minuziose (e logorroiche) che definirei abbastanza inutili.
Insomma, molto molto noioso.

La storia in sé avrebbe un grande potenziale. Ci racconta, attraverso il punto di vista del protagonista, qualche settimana nella sua vita. Un ragazzo di appena diciassette anni che ha dei problemi e lentamente comprenderemo quanto profondi e quanto sia "disturbato".
Un piccolo serial killer che, oltre a torturare e uccidere animali, ha già collezionato 3 vittime quando era ancora un bambino.
Con furbizia ed astuzia si è liberato di queste tre "seccature" in modi ingeniosi, studiando sempre come cavarsela (ben sapendo cosa stava facendo e le conseguenze).

Una mente che poteva essere affascinante da affrontare, ma che risulta fastidiosa nello stile in cui ci viene presentata.
Questi tre omicidi infatti vengono raccontati attraverso dei ricordi, ma in brevi frammenti che non riescono a movimentare tutto il resto che verrà raccontato.

CI presenterà la sua strana famiglia, dalla madre che lo ha abbandonato, al fratellastro che vede come un Dio, al padre che non si capisce bene cosa faccia.
Tutto frammentato.
Sta a noi comporre il puzzle.

Peccato che quando siamo alla fine, ci dà di botto e senza senso la "spiegazione" (che non è una spiegazione) al perché lui è così.
Chiudendo in due pagine il tutto.
"ah ecco, è per questo...." Ma anche no!
Avrebbe dovuto esserci spazio per approfondire meglio questa "rivelazione", per qualcosa di costruttivo o di distruttivo, che acerbasse questa situazione e desse al lettore quel tocco in più che manca.
Invece....Terribile!
È stata proprio la goccia che mancava.

Fatevi un favore, se proprio siete curiosi prendetelo in prestito in una biblioteca, o se faranno promo digitali. Altrimenti evitate e cercate qualcosa di migliore.

PS. Dimenticavo il titolo!
La traduzione letterale sarebbe "la fabbrica delle vespe" che ha un senso dentro il romanzo.
Non capirò mai perché cambiare queste cose... Va beh....

La Sirena Di Black Conch, di Monique Roffey [Instagram Post]


Finalmente vi parlo anche questo romanzo, che mi ispirava moltissimo (trovato usato e preso al volo), ma che mi ha un po' deluso.

Dalla trama si presentava come un romanzo interessante: una donna maledetta per gelosia (femminile) e costretta ad essere una sirena per l'eternità, quando un giorno si imbatte in un pescatore che sta suonando sulla sua barchetta e viene attratta dalla sua musica; diventa quasi un appuntamento questo loro incontro, fin quando durante una grande battuta di pesca viene catturata.

Come leggiamo anche nella trama David, il nostro pescatore dall'anima gentile (ed innamorato della Sirena) la salva e la nasconde a casa sua, dove lei inizia a ritrasformarsi in una donna. Ma sono passati tanti tanti tanti anni da quando aveva le gambe...

Una sorta di favola che propone al lettore moltissime tematiche in poche pagine.
Troppo in troppo poco, purtroppo.

Vediamo l'egoismo e la ferocia umana quando si tratta di prendere. La gelosia e la rabbia davanti a ciò che noi non siamo.
Ovviamente a contrastare il tutto c'è l'amore e l'amicizia.
Ci parla anche velatamente di razzismo e colonialismo.

Di odio verso le donne.
Insomma, tanti argomenti in duecento paginette.
Troppi per così poco.

Trovare l'opinione completa sul blog (link in bio)
Tirando le sommeb
Non lo sconsiglio, perché è personalmente che mi aspettavo di più.
Penso che potrebbe piacere.
Però non vi aspettate chissà cosa.

❓Magari lo avete già letto?
O state pensando di recuperarlo?

Opinione: La Sirena Di Black Conch, di Monique Roffey


Sono secoli che Aycayia nuota nelle acque dei Caraibi, al largo dell'isola immaginaria di Black Conch. Tantissimi anni fa era una donna giovane, la più bella del suo villaggio, che la maledizione delle mogli gelose aveva trasformato in una creatura marina, intrappolandola nel corpo di un pesce. Perché Aycayia non era solo bella, era anche sensuale, sprigionava un'energia erotica che risvegliava inquietudine e faceva paura. Per questo era stata punita. Da qualche tempo, alba dopo alba, il suo corpo di sirena emerge dal mare, attratto dalla melodia intonata da un pescatore solitario. Un giorno, mentre crede di avvicinarsi alla barca che conosce, Aycayia si ritrova preda di uomini senza scrupoli, che la catturano e la trascinano a terra come un trofeo. Sarà David, il pescatore dalla bella voce, a liberarla, e le sue cure e il suo amore la spoglieranno di pinne e squame, rimutandola in donna. Tra i loro due mondi, così infinitamente distanti, comincerà a vibrare un sentimento di fiducia, che diventerà indifeso abbandono, fino all'esplosione della passione, delicata e primitiva insieme. Ma non tutte le trasformazioni sono per sempre e, si sa, la gelosia – come l'amore – può avere la forza di un uragano. Un racconto che si snoda con la purezza delle favole, una fiaba moderna e dolceamara che intreccia con ironia gli ingredienti del mito al pungente realismo del quotidiano.



Dalla trama si presentava come un romanzo interessante: una donna maledetta per gelosia (femminile) e costretta ad essere una sirena per l'eternità, quando un giorno si imbatte in un pescatore che sta suonando sulla sua barchetta e viene attratta dalla sua musica; diventa quasi un appuntamento questo loro incontro, fin quando durante una grande battuta di pesca viene catturata.

Come leggiamo anche nella trama David, il nostro pescatore dall'anima gentile (ed innamorato della Sirena) la salva e la nasconde a casa sua, dove lei inizia a ritrasformarsi in una donna. Ma sono passati tanti tanti tanti anni da quando aveva le gambe...

Una sorta di favola che propone al lettore moltissime tematiche in poche pagine.
Troppo in troppo poco, purtroppo.
Vediamo l'egoismo e la ferocia umana quando si tratta di prendere. La gelosia e la rabbia davanti a ciò che noi non siamo.
Ovviamente a contrastare il tutto c'è l'amore e l'amicizia.
Ci parla anche velatamente di razzismo e colonialismo. Di odio verso le donne.
Insomma, tanti argomenti in duecento paginette.

Una storia che ha diversi punti di vista e la visione di David sia in quei giorni che anni dopo, quando ripensa a tutto ciò che successe.
Anche in questo caso, direi troppo. Voci che si rubano a vicenda il microfono, a volte in modo fastidioso. E spesso ripetendo le stesse cose.

Non lo sconsiglio, perché è personalmente che mi aspettavo di più.
Penso che potrebbe piacere.
Però non vi aspettate chissà cosa.

L'ho trovata una sorta di favola che si stacca un po' dalle solite sviolinate, seppur ne contenga parecchie.

Probabilmente avendo letto pochi mesi fa "una sirena a Parigi", i paragoni sono stati quasi immediati nella mia mente. La Roffey offre una storia meno "superficiale", ma risulta comunque una sorta di favola dolce/amara.

Come dicevo, speravo in qualcosa di più, ma ciò non toglie che potrebbe essere una lettura interessante e che potrebbe piacere a molti.

L'Estate Che Sciolse Ogni Cosa, di Tiffany McDaniel [Instagram Post]


IL libro migliore del mio 2022.
Una fama meritata totalmente, che mi spaventava visto quanti lo avevano adorato.

Molto molto forte, ma bellissimo. Resta come un pugno nello stomaco e si crea spazio nel cuore.

Ahimè, io sono a dir poco pessima nel fare opinioni sui romanzi che ho amato.
Li sento molto di pancia, di cuore, mi faccio trascinare e descrivere cosa sento durante tutto il viaggio è...praticamente impossibile (per me).

Ho provato anche sul blog (link in bio).
Ne avevo scritto qualche riga tempo fa, mai modificata perché non trovo le parole adatte.

Probabilmente sarà uno di quei romanzi che leggerò ancora, per tentare di capire meglio cosa ho amato così tanto e magari quel giorno avrò le parole giuste per raccontarvelo.

Ma nel frattempo, sicuramente lo stra-consiglio!
(ovviamente preso con le pinze, non è per tutti viste alcune tematiche che potrebbero turbare chi è più sensibile)

Opinione: L'Estate Che Sciolse Ogni Cosa, di Tiffany McDaniel


“Ero destinato a ereditare il carattere di mio padre. E di mia madre. Invece alla fine ricevetti in eredità il carattere di quella estate. Quell’estate divenne mio padre. E mia madre”.

Ci sono estati che ti entrano sotto la pelle come ricordi eterni. Per il giovane Fielding Bliss quell’estate è il 1984, l’estate che cambierà per sempre la sua esistenza e quella di tutti gli abitanti di Breathed, Ohio. Qui, in una giornata dal caldo torrido, il diavolo arriva rispondendo all’invito pubblicato sul giornale locale da Autopsy Bliss, integerrimo avvocato convinto di saper distinguere il bene dal male, e padre di Fielding. Nessuno in paese si sarebbe mai aspettato che Satana avrebbe risposto. E tantomeno che si sarebbe palesato come un tredicenne dalla pelle nera e dalle iridi verdi come foglie, eppure quel ragazzo uscito dal nulla sostiene davvero di essere il diavolo. A incontrarlo per primo è Fielding, che lo porta con sé a casa. I suoi genitori subito pensano che il giovane, che sceglierà di farsi chiamare Sal, sia scappato dalla propria famiglia, eppure le ricerche non portano a nulla, e in lui sembra esserci veramente qualcosa di impenetrabile e misterioso. Qualcosa che gli abitanti di Breathed non capiscono e li farà persuadere che quel ragazzo dalle lunghe cicatrici sulle spalle sia realmente quello che dice di essere: il diavolo. Intanto, un’afa incredibile scioglie i gelati e i pensieri e confonde i rapporti e le certezze, il senso del bene e del male, dell’amore e della sofferenza, della fiducia reciproca e della paura. 

Lirico, struggente, sorprendente e davvero unico nel panorama contemporaneo, L’estate che sciolse ogni cosa è un romanzo di una bellezza folgorante che segna l’esordio di una nuova, grande voce letteraria.



Un romanzo che mi faceva paura e che volevo leggere allo stesso tempo.
Tutte le recensioni entusiaste me lo hanno fatto lasciare sulla mensola per troppo tempo, ma finalmente mi sono "obbligata" a leggerlo ed è stato un viaggio davvero unico.

La penna della McDaniel è delicata come una piuma ma incisiva come un bisturi. Ti distrugge dentro colpendoti dove non ti aspetti e lasciando segni che restano nel tempo.

Una storia che parte da un presupposto assurdo ma che scatena l'impensabile: l'invito pubblicato sul giornale locale da parte dell'avvocato di Breathed, che chiede al Diavolo di presentarsi.
E lui lo fa. Nei panni più impensabili.
Quelli di un piccolo ragazzino dalla pelle nera e gli occhi verdi.

Sarà il figlio dell'avvocato a trovarlo per primo e la sua sarà la voce che ci narrerá come, appunto, in quell'estate cambio ogni cosa.

Alternando i capitoli fra il 1984 e oggi, la McDaniel ci mostra attraverso gli occhi di Fielding cosa successe e come la vita di questi ragazzo fu travolta completamente in pochi mesi.

Un romanzo che lascia il segno e a cui ho dovuto dare un po' di tempo affinché si depositasse, facendomi riflettere nella sua totalità e bellezza.
Ad un primo impatto infatti ero rimasta un pochino delusa, ma lasciando passare i giorni ho continuato a pensarci, anche non volendo, e tutto si è incastrato alla perfezione in questa storia quasi folle, ma che ha dentro un realismo e, ahimè, una realtà quotidiana che fa male.

Non voglio dire una parola riguardo la trama. Scopritela pagina dopo pagina. Merita davvero questo incredibile viaggio.
Potreste uscirne a pezzi, ma ne vale la pena.

Le Dame Di Grace Adieu, di Susanna Clarke [Instagram Post]


𝕼𝖚𝖊𝖘𝖙𝖔 𝖘𝖔𝖕𝖗𝖆𝖙𝖙𝖚𝖙𝖙𝖔 𝖉𝖔𝖇𝖇𝖎𝖆𝖒𝖔 𝖗𝖎𝖈𝖔𝖗𝖉𝖆𝖗𝖊: 𝖑𝖆 𝖒𝖆𝖌𝖎𝖆 𝖆𝖕𝖕𝖆𝖗𝖙𝖎𝖊𝖓𝖊 𝖆𝖑 𝖈𝖚𝖔𝖗𝖊 𝖈𝖔𝖘𝖎' 𝖈𝖔𝖒𝖊 𝖆𝖑𝖑𝖆 𝖒𝖊𝖓𝖙𝖊 𝖊 𝖙𝖚𝖙𝖙𝖔 𝖈𝖎𝖔' 𝖈𝖍𝖊 𝖋𝖆𝖈𝖈𝖎𝖆𝖒𝖔 𝖉𝖔𝖛𝖗𝖊𝖇𝖇𝖊 𝖊𝖘𝖘𝖊𝖗𝖊 𝖋𝖗𝖚𝖙𝖙𝖔 𝖉𝖎 𝖆𝖒𝖔𝖗𝖊 𝖔 𝖉𝖎 𝖌𝖎𝖔𝖎𝖆 𝖔 𝖉𝖎 𝖌𝖎𝖚𝖘𝖙𝖆 𝖈𝖔𝖑𝖑𝖊𝖗𝖆.

𝕺𝖓𝖔𝖗𝖆𝖓𝖉𝖔 𝖖𝖚𝖊𝖘𝖙𝖔 𝖕𝖗𝖎𝖓𝖈𝖎𝖕𝖎𝖔, 𝖘𝖈𝖔𝖕𝖗𝖎𝖗𝖊𝖒𝖔 𝖈𝖍𝖊 𝖑𝖆 𝖓𝖔𝖘𝖙𝖗𝖆 𝖒𝖆𝖌𝖎𝖆 𝖊' 𝖒𝖔𝖑𝖙𝖔 𝖕𝖎𝖚' 𝖌𝖗𝖆𝖓𝖉𝖊 𝖉𝖎 𝖙𝖚𝖙𝖙𝖎 𝖖𝖚𝖆𝖓𝖙𝖎 𝖌𝖑𝖎 𝖎𝖓𝖈𝖆𝖓𝖙𝖊𝖘𝖎𝖒𝖎 𝖈𝖍𝖊 𝖒𝖆𝖎 𝖘𝖎𝖆𝖓𝖔 𝖘𝖙𝖆𝖙𝖎 𝖎𝖓𝖘𝖊𝖌𝖓𝖆𝖙𝖎. 𝕬𝖑𝖑𝖔𝖗𝖆 𝖑𝖆 𝖒𝖆𝖌𝖎𝖆 𝖘𝖆𝖗𝖆' 𝖕𝖊𝖗 𝖓𝖔𝖎 𝖈𝖎𝖔' 𝖈𝖍𝖊 𝖎𝖑 𝖛𝖔𝖑𝖔 𝖊' 𝖕𝖊𝖗 𝖌𝖑𝖎 𝖚𝖈𝖈𝖊𝖑𝖑𝖎....

Torniamo a parlare di cose belle.
Questa piccola raccolta di racconti, presa immediatamente alla sua pubblicazione (noooo, la cover non ha influito minimamente sul mio bisogno di averla), si è rivelata una piacevole sorpresa.

Della Clarke avevo letto solo Piranesi che mi aveva colpito molto per l'ambientazione straordinaria. Per chi non mi conoscesse, di solito è l'aspetto che mi rallenta nella lettura e che se è troppo abbondante, spesso mi fa abbandonare il romanzo. In quel caso è stato un elemento così fondamentale e magico, che mi ha colpito particolarmente.
E quindi, perché non leggere altro di suo?

Si, ho recuperato "Jonathan Strange...." ma ancora non l'ho letto per la sua mole (e blocco del lettore abbinato), ma questo era più fattibile:
Meno di 300 paginette divise in 8 racconti, con delle illustrazioni davvero bellissime al suo interno.
Potevo farcela e così è stato.

La cosa che più mi ha colpito questa volta è lo stile. Non sembra di leggere racconti moderni ambientati nel passato, ma storie recuperate dall'epoca vittoriana.
Davvero un'esperienza piacevole e sorprendente.

No, non vi parlerò di cosa andrete a leggere. Voglio regalarvi la mia stessa sorpresa nel leggerli senza saperne nulla.

Forse il prezzo un po' altino per una ristampa, senza una nuova traduzione. Unica pecca che segnalerei.

Stupro. Una Storia D'Amore, di Joyce Carol Oates [Instagram Post]


𝑬𝒓𝒊 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒐𝒓𝒊𝒛𝒛𝒂𝒕𝒂 𝒅𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒕𝒂𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒇𝒂𝒄𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒂 𝒕𝒖𝒂 𝒎𝒂𝒅𝒓𝒆 𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖 𝒆𝒓𝒊 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒂𝒅 𝒂𝒔𝒄𝒐𝒍𝒕𝒂𝒓𝒆, 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒕𝒆𝒏𝒕𝒆. 𝑳𝒂 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒂 𝐬𝐭𝐮𝐩𝐫𝐨 𝒏𝒐𝒏 𝒆𝒓𝒂 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒆𝒏𝒕𝒓𝒂𝒕𝒂 𝒏𝒆𝒍 𝒔𝒖𝒐 𝒗𝒐𝒄𝒂𝒃𝒐𝒍𝒂𝒓𝒊𝒐, 𝒆 𝒒𝒖𝒊𝒏𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒕𝒊 𝒗𝒆𝒏𝒏𝒆 𝒊𝒏 𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆. 𝑷𝒆𝒏𝒔𝒂𝒗𝒊 𝒑𝒊𝒖' 𝒂 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞, 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐫𝐞, 𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞.

Ve ne volevo parlare da tanto, ma è difficile trovare le parole giuste per farlo.


L' opinione completa la trovate sul Blog, su IG alcune parti. 

Opinione: Stupro. Una Storia D'Amore, di Joyce Carol Oates


Niagara Falls, 4 luglio 1996. Attraversando un parco con la figlia di dodici anni, Teena Maguire viene aggredita e violentata da una banda di ragazzi sotto l'effetto della droga. Risvegliatasi dal coma, la donna riesce a identificare i suoi aggressori, ma una furibonda campagna giornalistica maschilista e la compiacenza del giudice portano all'incredibile assoluzione dei colpevoli. John Dromoor, veterano della Guerra del Golfo, appassionato d'armi e idealista che ha soccorso Teena subito dopo l'aggressione, vendica la donna uccidendo per legittima difesa uno degli imputati, mentre gli altri spariscono nel nulla o si suicidano in circostanze misteriose.


[TW: stupro, violenza]

Dopo aver subito uno stupro di gruppo, esser stata malmenata e lasciata a morire sul pavimento della lurida rimessa per le barche del Rocky Point Park; dopo essere stata trascinata in quella baracca da cinque - a meno che non fossero sei, o forse sette - ragazzi ubriachi mentre la figlia dodicenne urlava Lasciateci andare! Non fateci del male! Vi prego non fateci del male! Dopo che come un branco di cani che attaccano la preda l'avevano afferrata, torcendole le caviglie e facendole perdere entrambi i sandali con il tacco alto sul sentiero che costeggia la laguna. Dopo averli pregati di lasciare libera sua figlia mentre loro le ridevano in faccia. Dopo aver preso la decisione, Dio solo sa cosa le fosse frullato per la mente, di tornare a casa attraversando il Rocky Point Park, anziché fare il tragitto più lungo [...]
Aveva preso quella decisione, una frazione di secondo in cui la vita cambia per sempre.
[...]
Certamente gli aveva sorriso e quindi se l'era andata a cercare. Poteva essere forse un sorriso teso, nervoso, di quelli che si farebbero a un cane ringhioso, ma comunque aveva sorriso, come Teena Maguire faceva, con il suo rossetto e i suoi capelli. Se l'era andata a cercare, se l'era voluta.
[...]
Hey! Hey tu laggiù! Mmmm, carina! Hey bambola, dove te ne stai andando? Gridavano. Dopo aver sorriso senza rallentare il passo; dopo aver afferrato il braccio di sua figlia come se fosse più piccola dei suoi dodici anni. Facci vedere come sballonzolano le tue tette, bambola! Heyheyhey dove scappi? Dopo essersi messa in trappola da sola. Dopo averli stuzzicati, provocati. Errore imperdonabile. 
[...]
Cosa si aspettava una donna come quella, di trentacinque anni, che va in giro vestita come una ragazzina: canotta, pantaloncini di jeans, lunghi capelli biondi tinti e permanentati che le incorniciano il viso, gambe nude, sandali con il tacco alto, vestiti attillati che mettono in mostra il seno, il sedere?
[...]
Quella donna! Che razza di madre trascinerebbe con sé la giovane figlia a un party di ubriaconi per poi riportarla a casa a piedi, attraversando Rocky Point Park a quell'ora? Che razza d'imprudenza, è fortunata che non sia andata peggio sia a lei che alla ragazzina; se gli assalitori fossero stati di colore, negri strafatti di cocaina intrufolatisi nel parco, sarebbe potuta andare molto peggio, dannatamente peggio; quella donna doveva essere ubriaca fradicia e piena di cocaina anche lei, avendo cominciato i festeggiamenti in prima serata, e si può immaginare in che stato potesse essere a mezzanotte. Come diavolo avrebbe potuto Teena Maguire anche solo riconoscere chi l'aveva violentata e in quanti erano?

Queste sono alcune delle cose dette a proposito di tua madre, Teena Maguire, dopo che lei ha subito uno stupro di gruppo, è stata percossa e lasciata a morire sul lurido pavimento della rimessa per barche nel Rocky Point Park nei primi minuti del 5 luglio 1996.





Ve ne volevo parlare da tanto, ma è difficile trovare le parole giuste per farlo. 
Ci saranno infatti moltissimi estratti dal romanzo perchè...la Oates ha una penna che parla da sola, affilata, pungente, dolorosa, arriva in punti già sensibili o che non avevi immaginato e colpisce con una schiettezza che lascia senza parole sul momento, scatenando molto altro 'dopo' quando ci si ripensa. 

Un piccolo romanzo estremamente ricco e che fa male, per ciò che racconta e per quanto sia ancora attuale tutto ciò che racchiude. 

"Banalmente": uno stupro. Ma la Oates va oltre, non si ferma ad un gesto osceno ed imperdonabile. 
Racconta la storia di una donna che viene stuprata da un gruppo di uomini, con la figlia che assiste come testimone delle violenze e che le scampa nascondendosi appena in tempo, chiamando poi aiuto quando tutto finisce e sua madre resta immobile, abbandonata come spazzatura sul pavimento. 

Ma non fa tanto male questo...alt! nonostante sia comunque una violenza incredibile e raccontata attraverso gli occhi della figlia che assiste senza capire nemmeno bene cosa stia guardando. 

Eri terrorizzata da quello che stavano facendo a tua madre e che tu eri costretta ad ascoltare, impotente. La parola stupro non era ancora entrata nel suo vocabolario, e quindi non ti venne in mente. Pensavi più a qualcosa come picchiare, ferire, tentare di uccidere.

Quello che accade dopo è ancora peggio, perchè si somma a questa violenza e la acerba in modo intollerabile: 
L'inizio delle indagini che procederà a fatica; 
la rabbia dei familiari degli stupratori (si li chiamo già così perchè nel romanzo SAPPIAMO che sono loro, non abbiamo dubbi) che attaccano senza remore la vittima (nonostante prove fisiche, oltre le testimonianze di madre e figlia);
 la reazione della gente che metterà alla gogna la donna,... 
Tutto questo porterà la donna a chiudersi, crollando in una depressione che avrà un forte peso sulla vita della figlia. 

Il narratore è esterno. Onnisciente. Sa già tutto, e ci porta con sé prima e dopo il fatto, nella vita della donna, della figlia, dell'agente di polizia che interviene,... Sapientemente la Oates "gioca" con il lettore portandolo in una storia non propriamente lineare, che capitolo dopo capitolo, arricchisce la vicenda e rende quella notte sempre più "a fuoco" nella mente dello spettatore, che si ritrova passo dopo passo a comprendere meglio cosa sia accaduto, la paura e la violenza scaturita in quelle ore notturne e che non finisce dopo quel brutale atto. 

Parla rivolgendosi spesso alla figlia, una vittima collaterale di tale violenza, la cui vita viene distrutta senza la comprensione totale di ciò che è avvenuto davanti ai suoi occhi. 

Eri tu la Bethel Maguire che tutti chiamavano Bethie, e la tua infanzia finì a dodici anni.
Quel se sarebbe per sempre rimasto un pensiero fisso. Se Mamma avesse detto no.
Sareste rimaste entrambe da Casey quella notte, nel Rocky Point Park non sarebbe successo nulla e la tua infanzia non sarebbe finita quella notte.
Fortuna, sfortuna.

È una storia che fa male e fa arrabbiare. Molto. 
La tematica assurdamente attuale. La si legge ancora in ogni articolo che parla di una vittima di violenza, che la trasforma in colpevole automaticamente. Il macabro accanirsi come avvoltoi sulla vita distrutta per scoprire in quali modi ha accettato, perché se l'è cercata
L'ho letto dovendo spezzettarlo per tirare il fiato. 
 
L'unica pecca è che cala un po' verso il finale, ma un dettaglio estremamente trascurabile. 
Un enorme peccato che sia fuori stampa da anni e si trovi solo usato, se si ha fortuna. 
Infatti l'ho recuperato così.
Spero comunque lo rimettano sul mercato.
Merita di essere letto, anche se non è per tutti. 



Trovate anche sul mio Instagram 

Una Sirena A Parigi, di Mathias Malzieu [Instagram Post]



"𝘈𝘯𝘤𝘩'𝘪𝘰 𝘤𝘢𝘯𝘵𝘰," 𝘥𝘪𝘴𝘴𝘦 𝘓𝘶𝘭𝘢.

"𝘚𝘪, 𝘭'𝘩𝘰 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘵𝘢. 𝘔𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘰! 𝘏𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘷𝘰𝘤𝘦 𝘥𝘢 𝘤𝘢𝘯𝘵𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘧𝘰𝘭𝘬 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘲𝘶𝘢𝘳𝘢𝘯𝘵𝘢! 𝘈𝘷𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘱𝘰𝘵𝘶𝘵𝘰 𝘤𝘢𝘯𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘊𝘢𝘳𝘵𝘦𝘳 𝘍𝘢𝘮𝘪𝘭𝘺. 𝘎𝘭𝘪𝘦𝘭𝘢 𝘧𝘢𝘳ò 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘳𝘦, è 𝘴𝘵𝘶𝘱𝘦𝘯𝘥𝘢!"
𝘓𝘶𝘭𝘢 𝘧𝘪𝘴𝘴𝘢𝘷𝘢 𝘎𝘢𝘴𝘱𝘢𝘳𝘥. 𝘘𝘶𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘴𝘭𝘢𝘯𝘤𝘪𝘰 𝘥'𝘦𝘯𝘵𝘶𝘴𝘪𝘢𝘴𝘮𝘰 𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘰𝘯𝘥𝘦𝘷𝘢 𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘭𝘪𝘤𝘢𝘷𝘢 𝘭'𝘰𝘱𝘪𝘯𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘴𝘵𝘢𝘷𝘢 𝘧𝘢𝘤𝘦𝘯𝘥𝘰.
"𝘏𝘰 𝘤𝘢𝘯𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦𝘪..."
"𝘗𝘦𝘳 𝘮𝘦? 𝘖𝘩, 𝘨𝘳𝘢𝘻𝘪𝘦. 𝘏𝘰 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘢𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘥𝘦𝘣𝘰𝘭𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘦 𝘷𝘰𝘤𝘪 𝘧𝘦𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘭𝘪!"
"𝘓'𝘩𝘰 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘶𝘤𝘤𝘪𝘥𝘦𝘳𝘭𝘢."
"𝘜𝘤𝘤𝘪𝘥𝘦𝘳𝘮𝘪? 𝘗𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘱𝘢𝘳𝘪 𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦?" 𝘍𝘪𝘢𝘴𝘤𝘰 𝘵𝘰𝘵𝘢𝘭𝘦. 𝘕𝘦𝘮𝘮𝘦𝘯𝘰 𝘶𝘯 𝘴𝘰𝘳𝘳𝘪𝘴𝘰, 𝘯𝘦𝘴𝘴𝘶𝘯𝘢 𝘳𝘦𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘓𝘶𝘭𝘢.
"𝘐𝘯 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘶𝘰𝘮𝘪𝘯𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘰𝘥𝘰𝘯𝘰 𝘭𝘢 𝘮𝘪𝘢 𝘷𝘰𝘤𝘦 𝘴𝘪 𝘪𝘯𝘯𝘢𝘮𝘰𝘳𝘢𝘯𝘰 𝘢 𝘵𝘢𝘭 𝘱𝘶𝘯𝘵𝘰 𝘧𝘰𝘭𝘭𝘦𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘭 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘤𝘶𝘰𝘳𝘦 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘱𝘪𝘢..." [...]
𝘎𝘢𝘴𝘱𝘢𝘳𝘥 𝘱𝘳𝘦𝘧𝘦𝘳ì 𝘳𝘪𝘥𝘦𝘳𝘦. 𝘐𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘴𝘪𝘴𝘵𝘦𝘮𝘢 𝘥𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘵𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘯𝘦𝘨𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘢𝘶𝘵𝘰𝘮𝘢𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘴𝘪 𝘦𝘳𝘢 𝘢𝘱𝘱𝘦𝘯𝘢 𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘢𝘵𝘰.
"𝘕𝘰𝘯 𝘤'è 𝘯𝘪𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘢 𝘳𝘪𝘥𝘦𝘳𝘦, 𝘮𝘰𝘳𝘪𝘳à 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪."
"𝘗𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪?"
"𝘗𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪!" [...]
"𝘕𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘰𝘤𝘤𝘶𝘱𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘮𝘦. 𝘚𝘰𝘯𝘰 𝘨𝘪à 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦! 𝘐𝘭 𝘤𝘶𝘰𝘳𝘦... è 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘱𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘢 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰."
"È 𝘨𝘪à 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘱𝘪𝘢𝘵𝘰?"
"𝘚𝘪, 𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘦𝘤𝘤𝘩𝘪𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦. 𝘌 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘲𝘶𝘪... 𝘔𝘢 𝘥𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘰𝘳𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘭'𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦 𝘩𝘰 𝘤𝘩𝘪𝘶𝘴𝘰, 𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘮𝘦 𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘰 𝘯𝘦𝘮𝘮𝘦𝘯𝘰 𝘵𝘳𝘰𝘱𝘱𝘰 𝘮𝘢𝘭𝘦."
"𝘎𝘢𝘴𝘱𝘢𝘳𝘥?"
"𝘚𝘪?"
"𝘐𝘭 𝘴𝘶𝘰 𝘤𝘶𝘰𝘳𝘦 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘱𝘪𝘦𝘳à 𝘥𝘪 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘰... 𝘌 𝘴𝘵𝘢𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦."




Una piccola favola.
Non mi aspettavo chissà che, però un pochino ne sono rimasta delusa per la sua prevedibilità.

Ci troviamo a Parigi, dove a causa di forti piogge la Senna cresce a dismisura e con essa iniziano delle strane morti.
Uomini che si lasciano travolgere dalle acque. O anche uomini a cui il cuore "impazzisce" fino a fermarsi.

Abbiamo due voci, opposte in questo fenomeno.
Gaspard un inguaribile sognatore col cuore spezzato, che si appoggia al sogno della nonna: il Flowerburger, una chiatta dove in "clandestinità" ci si ritrova in un mondo di artisti. Sopravvive alla giornata, finché una sera si imbatte in una giovane ferita. Una sirena in realtà. Troppo incredibile per realizzarlo subito. Ed inizia un lento cambiamento in lui, che potrebbe essere fatale.

Dall'altra parte Milena, una giovane dottoressa che non è riuscita a salvare il suo amato da questa strana "piaga" che colpisce gli uomini ed indaga, per avere giustizia(vendetta), cercando pace per il suo dolore.

Ci sono altre voci che compaiono, come Lula la sirena, oppure la vicina di Gaspard una rompiscatole dal cuore d'oro.

Come dicevo, una favola.
Piacevole, estremamente scorrevole, ma prevedibile. Troppo.
Però può anche andar bene così.

Di questo autore avevo letto solo un altro suo romanzo, ma ricordo sensazioni simili. Forse non lascerà segni originali ed indimenticabili, ma una bella sensazione te la porti appresso.

Il Vampiro di Ropraz, di Jaques Chessex [Instagam Post]



𝐸 𝑙𝑎 𝑙𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑖𝑒𝑛𝑎. 𝐸 𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑙𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑖𝑒𝑛𝑎, 𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑔ℎ𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑒 𝑖 𝑟𝑖𝑡𝑢𝑎𝑙𝑖, 𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑡𝑒𝑛𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑙𝑎𝑟𝑑𝑜 𝑠𝑡𝑟𝑜𝑓𝑖𝑛𝑎𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑒 𝑣𝑒𝑟𝑟𝑢𝑐ℎ𝑒 𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑖𝑎𝑔ℎ𝑒, 𝑙𝑒 𝑝𝑜𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑙𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑣𝑖𝑑𝑎𝑛𝑧𝑎, 𝑖 𝑟𝑖𝑡𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑜𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑙𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑟𝑜𝑧𝑧𝑜 𝑡𝑟𝑎𝑓𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝑠𝑝𝑖𝑙𝐼𝑜𝑛𝑖, 𝑚𝑎𝑟𝑡𝑖𝑟𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑜, 𝑒 𝑖 𝑚𝑎𝑙𝑒𝑓𝑖𝑐𝑖 𝑔𝑒𝑡𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖, 𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑔ℎ𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑐𝑢𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖𝑜. 𝐴𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑛𝑒𝑖 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑎𝑖, 𝑛𝑒𝑖 𝑟𝑖𝑝𝑜𝑠𝑡𝑖𝑔𝑙𝑖, 𝑠𝑖 𝑟𝑖𝑛𝑣𝑒𝑛𝑔𝑜𝑛𝑜 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑎 𝑒 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑑𝑒𝑐𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑎𝑛𝑔𝑢𝑒 𝑚𝑒𝑠𝑡𝑟𝑢𝑎𝑙𝑒, 𝑑𝑖 𝑣𝑜𝑚𝑖𝑡𝑜, 𝑑𝑖 𝑏𝑎𝑣𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑜𝑠𝑝𝑜 𝑒 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑝𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑜𝑙𝑣𝑒𝑟𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎.
𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝒍𝒖𝒏𝒂 𝒓𝒊𝒔𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒂 𝒕𝒓𝒐𝒑𝒑𝒐, 𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒂𝒕𝒊 𝒂 𝒅𝒓𝒊𝒕𝒕𝒂 𝒆 𝒂 𝒎𝒂𝒏𝒄𝒂. 𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝒍𝒖𝒏𝒂 𝒂𝒓𝒓𝒊𝒗𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒕𝒐, 𝒕𝒊𝒆𝒏𝒊 𝒊𝒍 𝒔𝒆𝒓𝒑𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒂𝒄𝒄𝒂.
𝐸 𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑙𝑙𝑖𝑎 𝑠𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑎𝑔𝑎. 𝐸 𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑢𝑟𝑎.

Una storia con un potenziale enorme che, non lo so,...mi ha lasciato abbastanza insoddisfatta. Poteva essere la base per qualcosa di bello corposo...ma facciamo un passo indietro.

Chessex prende spunto da un fatto realmente accaduto, ovvero nel 1903 la figlia di un giudice muore molto giovane, sui 20 anni, e un mattino trovano la tomba profanata, ed il cadavere quasi divorato.
Da quel momento scatta una paura folle ed irrazionale che scatenerà una caccia al "vampiro".

L'autore sfrutta questo come base per il suo racconto, arricchendo il tutto di dettagli ed altri crimini, regalando un immaginario sempre più folle della gente che vive in quella zona. Perché questo su cui ci si focalizza: la superstizione e la paura che rendono imprevedibili e folli le persone, sopratutto se in gruppo.
Infatti andrà di mezzo un garzone con problemi fisici e mentali. Che sia vero o meno la folla si è espressa.

Un racconto succinto e breve che avrebbe potuto essere un romanzo decisamente avvincente e molto ricco, perché di dettagli Chessex ne regala al lettore.
Infatti mi è piaciuto, ma non tantissimo.
Probabilmente lo rileggerò con calma fra un po' di tempo (neanche 100 paginette scritte larghe) e vedrò se cambio idea.

Lo consiglio? Ni.
È breve, scorrevole, ricco di dettagli ma non solo sui fatti, approfondisce anche cosa viene fatto ai cadaveri e può essere disturbante.
Però lo trovate come minimo a metà prezzo, negli store online. Il che non guasta.

Il Palazzo Delle Ombre, di Maxence Fermine [Instagram Post]



ᴛᴜᴛᴛɪ ᴀʙʙɪᴀᴍᴏ ɪʟ ɴᴏsᴛʀᴏ ᴘᴀʟᴀᴢᴢᴏ ᴅᴇʟʟᴇ ᴏᴍʙʀᴇ, ᴜɴᴀ ᴄᴀsᴀ ɪɴ ᴄᴜɪ ʟᴇ ɪᴍᴍᴀɢɪɴɪ ᴅᴇʟ ᴘᴀssᴀᴛᴏ sᴏɴᴏ sᴄᴏʟᴘɪᴛᴇ ᴀ ᴠɪᴛᴀ. ɪ ɢɪᴏᴄᴀᴛᴛᴏʟɪ ɪɴ ᴜɴ ᴠᴇᴄᴄʜɪᴏ sᴏʟᴀɪᴏ, ᴜɴᴀ ᴘᴀssᴇɢɢɪᴀᴛᴀ ʟᴜɴɢᴏ ᴜɴ ᴠɪᴀʟᴇ, ɪʟ ʀɪᴄᴏʀᴅᴏ ᴅɪ ᴜɴᴀ sᴀʟᴀ ᴅᴀ ᴘʀᴀɴᴢᴏ ɪɴ ᴄᴜɪ ᴀʟʟᴇɢʀɪ ᴄᴏᴍᴍᴇɴsᴀʟɪ ʙᴀɴᴄʜᴇᴛᴛᴀɴᴏ ɪɴᴛᴏʀɴᴏ ᴀ ᴜɴ ᴛᴀᴠᴏʟᴏ, ᴏᴅᴏʀɪ ᴅɪ ᴄᴜᴄɪɴᴀ, ʀɪsᴀᴛᴇ, ᴄᴀɴᴛɪ ᴇ sᴏʀʀɪsɪ. ᴘᴏssᴇᴅɪᴀᴍᴏ ᴛᴜᴛᴛɪ ǫᴜᴇsᴛᴀ ʙɪʙʟɪᴏᴛᴇᴄᴀ ᴅᴇʟʟᴀ ᴍᴇᴍᴏʀɪᴀ ᴍᴀ sᴏʟᴏ ᴘᴏᴄʜɪ ʟᴏ sᴀɴɴᴏ. ʟᴀ ᴍᴀɢɢɪᴏʀ ᴘᴀʀᴛᴇ ᴅᴇɢʟɪ ᴜᴏᴍɪɴɪ ɴᴏɴ ᴠᴜᴏʟᴇ ʀɪᴄᴏʀᴅᴀʀsᴇʟᴏ. ʀɪᴅᴏɴᴏ ᴀ ᴄʀᴇᴘᴀᴘᴇʟʟᴇ ᴘɪᴀɴɢᴏɴᴏ, ɢʀɪᴅᴀɴᴏ, ᴜʀʟᴀɴᴏ, sɪ ᴅɪʟᴀɴɪᴀɴᴏ, ᴀ ᴠᴏʟᴛᴇ ᴜᴄᴄɪᴅᴏɴᴏ, ᴍᴀ ᴅɪᴍᴇɴᴛɪᴄᴀɴᴏ ɪɴ ғʀᴇᴛᴛᴀ ᴄɪò ᴄʜᴇ ʟɪ ʜᴀ ʀᴇsɪ ᴜᴍᴀɴɪ.

Siamo a Parigi, negli anni 60. Il protagonista è Nathan, un trentenne che crea marionette, che improvvisamente riceve una lettera da parte del padre, che conosce a malapena, in cui gli annuncia il suo funerale e gli comunica che sarà il suo erede. Ma ci sono delle clausole molto particolari, a cui dovrà sottostare.

Questo sarà l'inizio per Nathan di una ricerca particolare; infatti dovrà trovare l'ultimo romanzo del padre, probabilmente nascosto nella sua ultima dimora: il Palazzo delle Ombre.

Ahimè, un romanzo che si legge facilmente ma lascia poco.
Ha una partenza interessante, che incuriosisce il lettore, ma poi rapidamente tutto diventa noioso, concludendosi in modo quasi frettoloso e "banale".

Speravo, dalla trama di copertina, in una storia di mistero e molte tinte gotiche, ma ne ho trovate poche. Un grande peccato.
Qualcosa si percepisce quando ci si avvicina a questi Palazzo, ma succede raramente. La maggior parte del romanzo è ambientato altrove, lungo questo puzzle che spesso perde di vista quello che presentava come punto centrale.

Conosceremo Nathan, vedremo come questo (la lettera) cambierà la sua vita.... Ma non aspettatevi niente di troppo particolare.
Nathan è piuttosto piatto, noioso. Come molti dei personaggi che incontra.
Il Palazzo sembrava qualcosa di affascinante: un edificio antico, misterioso,... Purtroppo però si rivela solo una vecchia abitazione

Non saprei proprio se consigliarlo o meno.
Se vi aspettate una storia dalle tinte gotiche, misteri intricati, ricerche,.... Non fa per voi.
È scorrevole, si legge piuttosto velocemente, ma ha una trama che si dimentica facilmente, ed un finale prevedibile.

Il Racconto Della Vecchia Balia, di Elizabeth Gaskell [Instagram Post]

𝕼𝖚𝖆𝖓𝖉𝖔 𝖛𝖔𝖘𝖙𝖗𝖆 𝖒𝖆𝖉𝖗𝖊, 𝖑𝖆 𝖕𝖎𝖈𝖈𝖔𝖑𝖆 𝖘𝖎𝖌𝖓𝖔𝖗𝖎𝖓𝖆 𝕽𝖔𝖘𝖆𝖒𝖔𝖓𝖉, 𝖆𝖛𝖊𝖛𝖆 𝖖𝖚𝖆𝖙𝖙𝖗𝖔 𝖔 𝖈𝖎𝖓𝖖𝖚𝖊 𝖆𝖓𝖓𝖎, 𝖊𝖓𝖙𝖗𝖆𝖒𝖇𝖎 𝖎 𝖘𝖚𝖔𝖎 𝖌𝖊𝖓𝖎𝖙𝖔𝖗𝖎 𝖒𝖔𝖗𝖎𝖗𝖔𝖓𝖔, 𝖆 𝖖𝖚𝖎𝖓𝖉𝖎𝖈𝖎 𝖌𝖎𝖔𝖗𝖓𝖎 𝖉𝖎 𝖉𝖎𝖘𝖙𝖆𝖓𝖟𝖆 𝖑'𝖚𝖓𝖔 𝖉𝖆𝖑𝖑'𝖆𝖑𝖙𝖗𝖆. 𝕼𝖚𝖆𝖓𝖙𝖎 𝖋𝖚 𝖙𝖗𝖎𝖘𝖙𝖊 𝖖𝖚𝖊𝖑 𝖕𝖊𝖗𝖎𝖔𝖉𝖔...

[...] 𝕷𝖆 𝖕𝖆𝖉𝖗𝖔𝖓𝖆 𝖒𝖎 𝖈𝖍𝖎𝖊𝖘𝖊, 𝖘𝖚𝖑 𝖑𝖊𝖙𝖙𝖔 𝖉𝖎 𝖒𝖔𝖗𝖙𝖊, 𝖉𝖎 𝖓𝖔𝖓 𝖆𝖇𝖇𝖆𝖓𝖉𝖔𝖓𝖆𝖗𝖊 𝖑𝖆 𝖕𝖎𝖈𝖈𝖔𝖑𝖆 𝕽𝖔𝖘𝖆𝖒𝖔𝖓𝖉: 𝖆𝖓𝖈𝖍𝖊 𝖘𝖊 𝖓𝖔𝖓 𝖆𝖛𝖊𝖘𝖘𝖊 𝖒𝖆𝖎 𝖕𝖗𝖔𝖋𝖊𝖗𝖎𝖙𝖔 𝖕𝖆𝖗𝖔𝖑𝖆 𝖎𝖓 𝖒𝖊𝖗𝖎𝖙𝖔, 𝖑'𝖆𝖛𝖗𝖊𝖎 𝖕𝖔𝖗𝖙𝖆𝖙𝖆 𝖈𝖔𝖓 𝖒𝖊 𝖋𝖎𝖓𝖔 𝖎𝖓 𝖈𝖆𝖕𝖔 𝖆𝖑 𝖒𝖔𝖓𝖉𝖔.


Una storia dove vecchi fantasmi tormentano la vita degli abitanti della Manor House. Mistero, strane presenze e una bambina da proteggere.
Pochi elementi, ben bilanciati, che creano una storia molto interessante e piacevole, con alcuni colpi di scena.
Un racconto davvero bello da leggere!

La Storia Segreta Di Una Contessa Irlandese, di Joseph Sheridan Le Fanu [Instagram Post]

 


𝕮𝖆𝖗𝖔 𝖆𝖒𝖎𝖈𝖔,

𝕸𝖎 𝖆𝖛𝖊𝖙𝖊 𝖉𝖔𝖒𝖆𝖓𝖉𝖆𝖙𝖔 𝖉𝖎 𝖗𝖆𝖈𝖈𝖔𝖓𝖙𝖆𝖗𝖛𝖎 𝖓𝖊𝖑 𝖉𝖊𝖙𝖙𝖆𝖌𝖑𝖎𝖔 𝖌𝖑𝖎 𝖘𝖙𝖗𝖆𝖓𝖎 𝖊𝖛𝖊𝖓𝖙𝖎 𝖈𝖍𝖊 𝖍𝖆𝖓𝖓𝖔 𝖘𝖊𝖌𝖓𝖆𝖙𝖔 𝖑𝖆 𝖒𝖎𝖆 𝖌𝖎𝖔𝖛𝖎𝖓𝖊𝖟𝖟𝖆 𝖊 𝖎𝖔, 𝖘𝖊𝖓𝖟𝖆 𝖆𝖑𝖈𝖚𝖓𝖆 𝖊𝖘𝖎𝖙𝖆𝖟𝖎𝖔𝖓𝖎, 𝖒𝖎 𝖘𝖔𝖓𝖔 𝖈𝖎𝖒𝖊𝖓𝖙𝖆𝖙𝖆 𝖓𝖊𝖑𝖑'𝖎𝖒𝖕𝖗𝖊𝖘𝖆; 𝖇𝖊𝖓 𝖈𝖔𝖓𝖘𝖆𝖕𝖊𝖛𝖔𝖑𝖊 𝖈𝖍𝖊, 𝖋𝖎𝖓𝖈𝖍𝖊' 𝖛𝖎𝖛𝖗𝖔', 𝖎𝖑 𝖗𝖎𝖘𝖕𝖊𝖙𝖙𝖔 𝖈𝖍𝖊 𝖆𝖛𝖊𝖙𝖊 𝖕𝖊𝖗 𝖎 𝖒𝖎𝖊𝖎 𝖘𝖊𝖓𝖙𝖎𝖒𝖊𝖓𝖙𝖎 𝖛𝖎 𝖎𝖒𝖕𝖊𝖉𝖎𝖗𝖆' 𝖉𝖎 𝖉𝖎𝖛𝖚𝖑𝖌𝖆𝖗𝖊 𝖖𝖚𝖊𝖘𝖙𝖊 𝖎𝖓𝖋𝖔𝖗𝖒𝖆𝖟𝖎𝖔𝖓𝖎. 𝕯𝖔𝖕𝖔𝖙𝖚𝖙𝖙𝖔, 𝖘𝖔𝖓𝖔 𝖈𝖔𝖓𝖘𝖈𝖎𝖆 𝖉𝖊𝖑 𝖋𝖆𝖙𝖙𝖔 𝖈𝖍𝖊 𝖖𝖚𝖆𝖓𝖉𝖔 𝖓𝖔𝖓 𝖈𝖎 𝖘𝖆𝖗𝖔' 𝖕𝖎𝖚' 𝖓𝖔𝖓 𝖘𝖆𝖗𝖆' 𝖗𝖎𝖒𝖆𝖘𝖙𝖔 𝖓𝖊𝖘𝖘𝖚𝖓𝖔 𝖈𝖍𝖊 𝖕𝖔𝖙𝖗𝖆' 𝖘𝖊𝖓𝖙𝖎𝖗𝖘𝖎 𝖔𝖋𝖋𝖊𝖘𝖔 𝖔 𝖋𝖊𝖗𝖎𝖙𝖔 𝖉𝖆 𝖖𝖚𝖊𝖘𝖙𝖔 𝖗𝖆𝖈𝖈𝖔𝖓𝖙𝖔.

Un breve giallo, dove la protagonista si ritrova orfana affidata alle cure dello zio paterno, che però l'accoglie a braccia aperte solo per l' eredità. Isolata da tutti, si trova sola e minacciata in una casa piena di pericoli.
Una lettura molto piacevole!

Il Testamento Di Magdalen Blair, di Aleister Crowley [Instagram Post]



𝕴𝖓 𝖖𝖚𝖊𝖘𝖙𝖔 𝖕𝖊𝖗𝖎𝖔𝖉𝖔 𝖊𝖗𝖔 𝖆𝖓𝖈𝖍𝖊 𝖆𝖇𝖎𝖑𝖊 𝖆 𝖑𝖊𝖌𝖌𝖊𝖗𝖊 𝖓𝖊𝖑 𝖕𝖊𝖓𝖘𝖎𝖊𝖗𝖔. 𝕷𝖊 𝖆𝖑𝖙𝖗𝖊 𝖗𝖆𝖌𝖆𝖟𝖟𝖊 𝖆𝖛𝖊𝖛𝖆𝖓𝖔 𝖌𝖗𝖆𝖓𝖉𝖊 𝖙𝖎𝖒𝖔𝖗𝖊 𝖉𝖎 𝖒𝖊. 𝕸𝖆 𝖆 𝖙𝖔𝖗𝖙𝖔, 𝖕𝖔𝖎𝖈𝖍é 𝖓𝖔𝖓 𝖆𝖛𝖊𝖛𝖔 𝖓𝖊 𝖆𝖒𝖇𝖎𝖟𝖎𝖔𝖓𝖊 𝖓𝖊 𝖑'𝖊𝖓𝖊𝖗𝖌𝖎𝖆 𝖕𝖊𝖗 𝖘𝖋𝖗𝖚𝖙𝖙𝖆𝖗𝖊 𝖑𝖊 𝖒𝖎𝖊 𝖋𝖆𝖈𝖔𝖑𝖙𝖆'. 𝕹𝖊𝖒𝖒𝖊𝖓𝖔 𝖆𝖉𝖊𝖘𝖘𝖔, 𝖈𝖍𝖊 𝖒𝖎 𝖗𝖎𝖙𝖗𝖔𝖛𝖔 𝖆 𝖈𝖔𝖓𝖘𝖊𝖌𝖓𝖆𝖗𝖊 𝖖𝖚𝖊𝖘𝖙𝖔 𝖒𝖊𝖘𝖘𝖆𝖌𝖌𝖎𝖔 𝖉𝖊𝖑 𝖉𝖊𝖘𝖙𝖎𝖓𝖔 𝖆𝖑𝖑'𝖚𝖒𝖆𝖓𝖎𝖙𝖆', 𝖚𝖓 𝖒𝖊𝖘𝖘𝖆𝖌𝖌𝖎𝖔 𝖙𝖆𝖑𝖒𝖊𝖓𝖙𝖊 𝖙𝖗𝖊𝖒𝖊𝖓𝖉𝖔 𝖉𝖆 𝖋𝖆𝖗𝖒𝖎 𝖘𝖊𝖓𝖙𝖎𝖗𝖊 𝖆𝖑𝖑'𝖊𝖙𝖆' 𝖉𝖎 𝖛𝖊𝖓𝖙𝖎𝖖𝖚𝖆𝖙𝖙𝖗𝖔 𝖆𝖓𝖓𝖎 𝖈𝖔𝖒𝖊 𝖚𝖓 𝖗𝖊𝖑𝖎𝖙𝖙𝖔 𝖆𝖛𝖛𝖎𝖟𝖟𝖎𝖙𝖔, 𝖉𝖆𝖓𝖓𝖆𝖙𝖔 𝖊𝖉 𝖆𝖗𝖎𝖉𝖔; 𝖘𝖔𝖓𝖔 𝖘𝖔𝖒𝖒𝖆𝖒𝖊𝖓𝖙𝖊 𝖘𝖋𝖎𝖓𝖎𝖙𝖆, 𝖎𝖓𝖉𝖎𝖋𝖋𝖊𝖗𝖊𝖓𝖙𝖊 𝖓𝖊𝖑𝖑𝖆 𝖒𝖆𝖓𝖎𝖊𝖗𝖆 𝖕𝖎ù 𝖆𝖘𝖘𝖔𝖑𝖚𝖙𝖆.

𝕳𝖔 𝖎𝖑 𝖈𝖚𝖔𝖗𝖊 𝖉𝖔𝖚𝖓𝖆 𝖇𝖆𝖒𝖇𝖎𝖓𝖆 𝖊𝖉 𝖎𝖑 𝖉𝖎𝖘𝖈𝖊𝖗𝖓𝖎𝖒𝖊𝖓𝖙𝖔 𝖉𝖎 𝕾𝖆𝖙𝖆𝖓𝖆, 𝖚𝖓𝖆 𝖑𝖊𝖙𝖆𝖗𝖌𝖎𝖆 𝖉𝖎 𝖈𝖚𝖎 𝖓𝖔𝖓 𝖈𝖔𝖓𝖔𝖘𝖈𝖔 𝖑𝖆 𝖈𝖆𝖚𝖘𝖆; 𝖊𝖕𝖕𝖚𝖗𝖊 𝖘𝖔𝖓𝖔 𝖌𝖗𝖆𝖙𝖆 - 𝖔𝖍, 𝖓𝖔𝖓 𝖕𝖚ò 𝖊𝖘𝖘𝖊𝖗𝖈𝖎 𝖚𝖓 𝕯𝖎𝖔 - 𝖉𝖎 𝖕𝖔𝖘𝖘𝖊𝖉𝖊𝖗𝖊 𝖑𝖆 𝖛𝖔𝖑𝖔𝖓𝖙𝖆' 𝖕𝖊𝖗 𝖆𝖛𝖛𝖊𝖗𝖙𝖎𝖗𝖊 𝖎𝖑 𝖌𝖊𝖓𝖊𝖗𝖊 𝖚𝖒𝖆𝖓𝖔 𝖉𝖎 𝖘𝖊𝖌𝖚𝖎𝖗𝖊 𝖎𝖑 𝖒𝖎𝖔 𝖊𝖘𝖊𝖒𝖕𝖎𝖔 𝖊 𝖕𝖔𝖎 𝖋𝖆𝖗 𝖊𝖘𝖕𝖑𝖔𝖉𝖊𝖗𝖊 𝖚𝖓 𝖈𝖆𝖓𝖉𝖊𝖑𝖔𝖙𝖙𝖔 𝖉𝖎 𝖉𝖎𝖒𝖆𝖓𝖎𝖙𝖊 𝖓𝖊𝖑𝖑𝖆 𝖒𝖎𝖆 𝖇𝖔𝖈𝖈𝖆.

Un piccolo racconto molto interessante, di cui difficilmente indovinerete il finale.
Uno stile di scrittura un po' lento, però riesce a ricreare un atmosfera "antica" e mistica, rendendo la storia interessante e facendo entrare il lettore nella vicenda, curioso di scoprire fin dove lo condurrà l'autore.
Non posso dire altro o rovinerei la lettura.

Al Nuovo Gusto Di Ciliegia, di Todd Grimson [Instagram Post]

 


Fatevi un favore: non compratelo!

Vi spiego la mia opinione sul blog a questo LINK

Opinione: Al Nuovo Gusto Di Ciliegia, di Todd Grimson


Nel mondo di Hollywood, tra ruffiani, cascamorti, divi sul viale del tramonto e adulatori, Lisa Nova, aspirante sceneggiatrice e regista, si considera una stella nascente che può passare sopra le ipocrisie, le menzogne e gli inganni in nome della sua arte. Quando viene imbrogliata per l'ennesima volta da un produttore, decide di rivolgersi a Boro, il misterioso capo di una banda di motociclisti, per avere vendetta. Ma ottiene molto più di quanto ha chiesto. Inizia tutto con degli strani tatuaggi che sembrano conferirle poteri insoliti. Poi arrivano le allucinazioni che risvegliano oscuri e antichi culti legati ai non morti, e Lisa si ritrova a lottare contro giaguari bianchi e demoni cannibali emersi dalla tomba. Il confine tra l'incubo e la realtà si fa molto, molto sottile, fino a dissolversi del tutto in questo romanzo, miscela surreale, irresistibile e a tratti esilarante di macabro e satirico.

Fatevi un favore: non compratelo!

Vi spiego come mai...

Tenete conto che questa opinione l'ho buttata giù a metà romanzo, ma già dei primi capitoli avevo le stesse impressioni; si sono solo arricchite di dettagli perché 550 pagine di roba inconcludente (e decisamente inutile) fanno girare le scatole.

Partiamo col dire che poteva esser un romanzo di 100 pagine.
Ma tranquillamente!
E sarebbe stato pure migliore.
Invece no...

👎Ho trovato lo stile estremamente dispersivo e noioso. Ho faticato moltissimo a continuare la lettura.
Mi sono letteralmente obbligata a leggerlo fino alla fine.

Mi aspettavo qualcosa di interessante, magari che mescolasse in modo innovativo i riferimenti (nella trama) alla magia e quello che sembra voodoo alla vita quotidiana,... No!

👎La storia è assurda.
Ma non è questa la cosa più grave. Ho letto cose non-sense che erano decisamente più coerenti e sviluppate in modo molto interessante.
La base prometteva bene, ma non c'è sviluppo.
Parla di questa giovane donna che decide di vendicarsi di un torto con il malocchio.
E nessuno, NESSUNO si stupisce che sia possibile. Nonostante questo mondo sia dipinto come il nostro. E che quindi la magia, in sostanza, non (dovrebbe) esiste(re).

A parte che ancora adesso non ho capito che torto avrebbe subito.
È proprio nelle prime pagine, non credo di farvi spoiler: lei va a letto con uno per aver un posto, che però viene assegnato per nepotismo. "Tizio" (dopo che lei lo infila con una forchetta, entrambi senza far una piega a ciò) le procura un ingaggio, a cui lei accetta ma poi si pente.
E decide di avercela con questo tizio per l'inganno (di cui nemmeno ricorda il nome).
E la sua famiglia, che non c'entra nulla.

👎Nora.
Già dalle prime pagine lei è odiosa.
Egoista, egocentrica, infantile. Atteggiandosi costantemente da vittima quando effettivamente non si sa se abbia "sto talento" oppure no.
Tutto infarcito da descrizioni minuziose di come si veste. E da scene di sesso con chiunque le capiti a tiro. E roba sul cinema.
Giusto per aumentare le pagine, nulla più.


👎Troppi, troppi personaggi!
Spesso introdotti minuziosamente tramite il loro POV solo in quel capitolo perché interagiranno marginalmente con Nora.
Perché?

👎L'horror? Non pervenuto.
Ci sono frammenti che compaiono casualmente così rari e così fulminei, e splatter non-sense, che non te ne accorgi nemmeno.
Non puoi provare paura, non ne hai il tempo e non entri minimamente nella scena per empatizzare. Puff: accadono in poche righe, così, senza senso. E la storia prosegue come nulla fosse.

❓Quindi di cosa parla?
È la storia di una giovane che vuole fare la regista, sfortunatamente nata donna e quindi praticamente senza opportunità, che va a letto con ogni cosa si muova (ma tranquilli, non è un erotico. Zero phatos anche qui). Viene catapultata in un mondo dove la magia esiste (ma nessuno ne è stupito) e un uomo ossessionato da lei la sfrutta per poterla avere.
Cacciati in mezzo, senza logica: Zombie, l'universo cinematografico, ed altra, troppa, roba totalmente inutile.
.
Come dicevo, a mio parere, inutilmente lungo e che non lascia nulla al lettore.
⌛Una grande perdita di tempo!


📖 In ogni caso, grazie alla @oscarvault e il suo reclutamento recensori, che mi ha fatto risparmiare soldi (anche se non tempo).
Almeno spenderò per qualcosa di migliore.


🎬 Riguardo la serie tv, non credo proprio che la guarderò. Dal trailer sembrano due cose totalmente diverse, ma non per questo la serie mi appare migliore.

Ah, la famosa scena "shock"?
L'ho recuperata per curiosità.
Ho riso! Tantissimo!
Non possono essere seri.
È trash!
Come fa ad aver turbato così tanta gente???



Opinione presente anche su Instagram, basta cliccare sull'immagine: