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Opinione: Damsel, di Evelyn Skye
Una damigella in pericolo affronta il drago in persona in questa epica rivisitazione del fantasy classico.
Elodie non ha mai desiderato un palazzo sfarzoso o un principe affascinante. Cresciuta nel reame di Inophe, tra carestie e difficoltà, il suo più profondo desiderio è di aiutare il suo popolo a sopravvivere agli inverni. Quindi quando un delegato di un regno ricco e misteriosamente chiuso al resto del mondo arriva con un’offerta di ricchezze sufficienti a salvare Inophe in cambio del suo matrimonio, accetta senza alcuna esitazione. Nello scintillio della sua nuova casa, Aurea, Elodie è rapita dalla bellezza del reame – e da quella del suo promesso sposo, il principe Henry. Ma non appena hanno inizio i rituali per diventare principessa, il dubbio che non tutto sia perfetto come sembra s’insinua nella sua mente, e le prime crepe sull’apparentemente perfetta superficie cominciano a mostrarsi: una giovane donna scompare dalla torre del castello improvvisamente. Una parata di fiaccole si fa strada attraverso le montagne. Compaiono segni lasciati da una misteriosa “V”. Troppo tardi, Elodie scopre che la prosperità di Aurea è stata acquistata a un costo altissimo: ogni stagione del raccolto, il regno sacrifica le sue principesse a un drago affamato. E Elodie è la prossima. Ma le centinaia di donne che nei secoli hanno preceduto Elodie, non sono morte senza combattere. Il loro sangue pulsa di potere e memoria e la loro esperienza è la chiave per la sopravvivenza di Elodie. Costretta a combattere per la vita, questa damigella dovrà usare la sua intelligenza per sconfiggere un drago, scoprire il passato di Aurea e salvare non solo se stessa, ma anche il futuro del suo nuovo regno.
Elodie non ha mai desiderato un palazzo sfarzoso o un principe affascinante. Cresciuta nel reame di Inophe, tra carestie e difficoltà, il suo più profondo desiderio è di aiutare il suo popolo a sopravvivere agli inverni. Quindi quando un delegato di un regno ricco e misteriosamente chiuso al resto del mondo arriva con un’offerta di ricchezze sufficienti a salvare Inophe in cambio del suo matrimonio, accetta senza alcuna esitazione. Nello scintillio della sua nuova casa, Aurea, Elodie è rapita dalla bellezza del reame – e da quella del suo promesso sposo, il principe Henry. Ma non appena hanno inizio i rituali per diventare principessa, il dubbio che non tutto sia perfetto come sembra s’insinua nella sua mente, e le prime crepe sull’apparentemente perfetta superficie cominciano a mostrarsi: una giovane donna scompare dalla torre del castello improvvisamente. Una parata di fiaccole si fa strada attraverso le montagne. Compaiono segni lasciati da una misteriosa “V”. Troppo tardi, Elodie scopre che la prosperità di Aurea è stata acquistata a un costo altissimo: ogni stagione del raccolto, il regno sacrifica le sue principesse a un drago affamato. E Elodie è la prossima. Ma le centinaia di donne che nei secoli hanno preceduto Elodie, non sono morte senza combattere. Il loro sangue pulsa di potere e memoria e la loro esperienza è la chiave per la sopravvivenza di Elodie. Costretta a combattere per la vita, questa damigella dovrà usare la sua intelligenza per sconfiggere un drago, scoprire il passato di Aurea e salvare non solo se stessa, ma anche il futuro del suo nuovo regno.
Partiamo dal presupposto che questo romanzo è stato pensato per un pubblico sui 10 anni di età.
Non può essere complesso, articolato, come lo sarebbe se fosse stato pensato e scritto per adulti (cosa che sarebbe stata una figata atomica! Seppur trasporre una storia del genere in modo credibile e interessante per un pubblico di mangiatori di Dark Fantasy sia estremamente difficile, perché è vero: siamo dei rompiballe assurdi. Ma divago al solito...).
In sostanza, va approcciato tenendo a mente il target di riferimento.
Altro presupposto importantissimo: non è stato scritto prima il libro.
Anzi, è stato commissionato dopo aver scritto la bozza della sceneggiatura.
Due opere quasi in parallelo, che però prendono due strade molto diverse.
Eh, si, il libro avendo più dettagli è migliore. Ma dipende tutto dallo scopo finale, dalla storia che si vuole raccontare.
Se era la medesima: libro vince. Punto.
Come cavolo sono finita a legger un libro per ragazzi?
O comunque qualcosa che all'apparenza sembrava aver tutte le carte per esser l'ennesima cavolata?
Un suggerimento di una persona che seguo e di cui apprezzo molto le opinioni: conoscendo i suoi gusti (ed i miei), anche solo qualche accenno mi ha fatto decidere di provare.
Sto parlando di Francesca de La Biblioteca di Zosma (qui trovate la sua opinione che comunque vi consiglio di leggere)
Prima ho guardato il film su Netflix (sempre tenendo a mente che non è rivolto a me, millenial dai gusti fantasy molto particolari e dalla critica feroce). Non mi è dispiaciuto. Ma ne parleremo dopo.
Così mi sono lanciata direttamente sul libro che ho divorato in poche orette. Cosa che, ammetto, mi mancava fare da parecchio. Certo, lo stile semplice dell'autrice aiuta moltissimo lo scorrere delle pagine.
Non sono un esperta, ho sentito molti lamentarsi dello stile, di lacune in tal senso.
Io, non essendo minimamente in grado di analizzare in tal senso un qualsiasi testo, mi baso sul mio gusto: scrittura semplice, scorrevole, senza fronzoli e senza appesantire con dettagli magari di troppo.
Forse complice il fatto di aver già visto il film e avendo già in mente qualcosa, non mi sono accorta di mancanze. Non credo ma non sono stata così attenta da poter metter la mano sul fuoco.
Mi sono goduta la lettura lasciandomi trascinare.
La storia non è quella che viene raccontata "la damigella in pericolo che si salva da sola".
Non è un romanzo femminista che ribalta le carta in tavola.
Stendiamo un velo su questo tipo di narrazione, perché porta il pubblico ad immaginare qualcosa che non troverà, a farsi aspettative che sicuramente lo deluderanno (o lo porteranno ad odiare il prodotto prima ancora di aprire la prima pagina o guardare due minuti di film, solo perché c'è la parola "femminista").
Non è il primo che ribalta le carte.
Non è speciale.
MA porta dei dettagli molto interessanti che raccontano elementi del femminismo che la maggior parte della gente non vede/vuole vedere. Si trovano principalmente nel romanzo, sono più evidenti, seppur anche nella pellicola compaiano ma restano marginali. Si ha più la presenza della protagonista e quello che fa per salvarsi, perdendo un po' questo "dettaglio" estremamente bello.
La storia in breve: Elodie è una ragazza di vent'anni, cresciuta a Inophe dove non è mai stata una principessa tradizionale, probabilmente anche per la mancanza prematura della madre, si è data da fare per aiutare il padre col popolo (andando anche di casa in casa per capire le varie esigenze), seguendo l'economia (riscossioni, pagamenti,..), il commercio al porto, e molto altro.
Ciò ha coltivato al sua curiosità e lo spirito avventuroso. Infatti è sempre stata molto intelligente, ha sempre imparato le lingue per poter comunicare con qualunque nave. Non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani, da quando era piccola giocando ed arrampicandosi ovunque, al cavalcare e molto molto altro.
Il tutto aiutando a crescere la sorellina Floria insieme alla matrigna Lucinda, prima loro governante.
Il regno è allo stremo, a "salvarli" arriva la conferma di un matrimonio combinato fra Elodie e il figlio del regno di Aurea. Per dovere Elodie accetta e si troveranno catapultati in un luogo dalle ricchezze sfarzose ed immense. E sebbene doveva esser un matrimonio di dovere, Elodie si ritrova a provare qualcosa per il principe Henry. Ma la notte delle nozze scopre la verità ed il prezzo che dovrà pagare per l'aiuto alla sua terra, ovvero diventare un sacrificio.
Si, la nostra Elodie (voce narrante di un 90% del romanzo) si trova a dover sopravvivere, ma non è sola. Avrà dalla sua parte ciò che le altre principesse si sono lasciate alle spalle per aiutare chiunque fosse arrivata dopo, per non lasciarle sole e dar elementi in modo che qualcuna possa scappare da quel destino che non avevano scelto. Una sorellanza incredibile che davanti alla prospettiva di morte certa non si arrende, non diventa egoista, mette la propria conoscenza a disposizione per le prossime.
Ma oltre le tracce fisiche lasciate impresse nella roccia c'è anche un elemento magico, ovvero il sangue.
Ma oltre le tracce fisiche lasciate impresse nella roccia c'è anche un elemento magico, ovvero il sangue.
Sangue che se toccato permette ad Elodie di apprendere di più da queste giovani donne, intrappolate in quel labirinto come lei.
Questo elemento stride un poco, perché non è molto chiara la spiegazione di questo "potere".
Viene data una motivazione, ma non ha senso con altri elementi accaduti precedentemente.
Quindi bella idea, ma realizzazione confusa.
Quindi bella idea, ma realizzazione confusa.
E sempre sul tema della sorellanza, abbiamo anche esempi più "vivi", come il rapporto con la sorella Floria, ma soprattutto il rapporto con la matrigna Lucinda, che viene rappresentata dalle due ragazze come una figura fredda, distaccata, molto rigida, ma che grazie alle sue apparizioni (seppur sporadiche) farà capire in quanti modi diversi si può dimostrare amore.
Altro "dettaglio" che rende molto di più nel libro è la famiglia reale ed il suo ruolo in tutto questo, poiché capiamo cosa comporti il peso di questa tradizione, sia in senso negativo che positivo.
Poiché scopriamo che qualcuno non regge a tutto ciò e "scappa" dai doveri. Altri invece restano e portano avanti, con una freddezza allucinante.
Poiché scopriamo che qualcuno non regge a tutto ciò e "scappa" dai doveri. Altri invece restano e portano avanti, con una freddezza allucinante.
Nessuno giustifica nulla, anche perché resta il fatto che, credibile o meno, nessuno in 8 secoli ha mai messo in discussione nulla, da chi regna a chi vive sull'isola a chiunque negli altri regni attorno (3 donne l'anno sono tante).
Oltre il fatto che nel libro non si parla di principesse, ma sangue reale.
Quindi il fatto che la famiglia reale ha avuto, come fosse una maledizione, solo figli maschi dal giorno del patto rende evidente quanto abbiano scelto di interpretare questo sacrificio a proprio vantaggio.
Potrebbe esser stato scelto e mandato avanti sfruttando il primo sacrificio, ovvero le prime tre principesse che furono mandate dal drago, fra cui la più grande Victoria (nel film questo dettaglio manca ed è fondamentale, perché durante la lettura apprendiamo molto a riguardo di cosa accadde agli inizi di tutto).
Un elemento GENIALE è la lingua del drago.
Una lingua creata dalla figlia della scrittrice che ha tredici anni!
Lingua con regole grammaticali, parole, verbi,...insomma, tanta tanta stima.
Il tutto presente alla fine del libro, con spiegazioni di come andrebbe parlata.
Nel libro Elodie si mette a decifrarla per poter capire il suo nemico. Come le precedenti principesse segna tutto su una parete e lentamente riesce a tradurre (grazie anche al fatto che il drago le traduce ogni frase per farsi comprendere, e mettere terrore mentre gioca con la sua preda).
Insomma dovrà darsi da fare fisicamente e mentalmente per uscire dal labirinto in cui è prigioniera, sfuggendo al drago che la insegue, le tende agguati e gioca con lei.
Ho letto lamentele sul fatto che una principessa non possa fare certe cose (arrampicarsi, correre, avere quella resistenza), ma già da subito viene messo in chiaro che lei è allenata. Non sta ferma, non si occupa di documenti dietro una scrivania, è molto attiva fisicamente. Quindi può (magari non come nel film, alcune scene sono effettivamente un tantino troppo).
Tutto sommato la storia regge, è dinamica, abbastanza originale, ti tiene incollato alle pagine.
Ovviamente si sa come può concludersi, ma non al 100% ed è qui che la curiosità fa restare fino alla fine della storia.
Nel finale però un elemento mi ha fatto storcere parecchio il naso. Molto forzato e senza spiegazione, mi sto ancora domandando il perché. Tutto il resto invece resta coerente con quello che avevamo letto precedentemente e chiude la storia in modo interessante.
Si, ci sono elementi che ricordano (soprattutto nella pellicola) Game of Thrones, Frozen, oltre che richiami a favole, storie simili.
Si, ci sono anche parecchie lacune.
Si, ci si possono fare domande logiche che non hanno una risposta.
Infatti questo (ultimo punto in particolare) mi ha fatto abbassare la sua valutazione generale.
Dovrebbe esser letto dal "suo" pubblico e lì capire effettivamente se apprezzato o meno.
Poteva essere migliore? Probabilmente.
Per me comunque è stato molto piacevole da leggere, riesce a dare spunti di riflessione mentre intrattiene il lettore, regalando elementi non così banali su cui si può creare discussione.
Io spero di aver dato un pochino di chiarezza riguardo cosa si può trovare fra queste pagine, rispetto alla sua pubblicità, e quali elementi potrebbero esser apprezzati oppure portare al non apprezzare questa lettura. Si può passare oltre a certe cose, certo, dipende sempre cosa sta cercando il lettore.
Questo è fondamentale.
Se vi interessa un paragone (con Spoiler) fra libro e film fatemelo sapere, che ne approfitto subito che li ho piuttosto chiari in mente.
Altered Carbon

Titolo originale Altered Carbon
Anno 2018 – in produzione
Genere distopico, fantascienza, thriller
Stagioni 1
Episodi 10
Ideatore Laeta Kalogridis
Soggetto Richard K. Morgan (romanzo)
Interpreti e personaggi
Joel Kinnaman: Takeshi Kovacs
James Purefoy: Laurens Bancroft
Martha Higareda: Kristin Ortega
Chris Conner: Poe
Dichen Lachman: Reileen Kawahara
Ato Essandoh: Vernon Elliot
Kristin Lehman: Miriam Bancroft
Trieu Tran: Mr. Leung / Ghostwalker
Renée Elise Goldsberry: Quellcrist Falconer
Ambientazione
Ci troviamo nell'anno 2384, in una società dove l'immortalità sembra essere a portata di mano, ma non di tutte le tasche. La propria identità può essere codificata e caricata su un supporto chiamato "pila corticale", situato nella spina dorsale all'altezza del collo. Questo consente di poter trasferire il proprio "io" in altri corpi, che siano naturali, sintetici, clonati, o anche in ambienti digitali; che sia per morte del proprio corpo oppure altro.
La società è spaccata completamente, perché chi è ricco può usare questa tecnologia come più gli piace, per viaggiare (fra vari pianeti), per cambiare pelle se viene ferito, o anche solo per restare eternamente in vita. Infatti dispongono di un satellite che ogni giorno fa il backup, così anche se la loro pila fosse danneggiata, basterebbe riscaricare la loro coscienza in una nuova.
La gente comune invece si deve adattare agli scarti, sempre se ce ne sono a disposizione per chi ha bisogno. E ne vedremo parecchi esempi.
Ci sono anche i Neo-Cattolici, un gruppo religioso che non crede in questa tecnologia e che professano la "vera morte" (chiamata così solo in caso la pila venga rotta): se un fedele dovesse tornare in vita dopo la morte, andrebbe all'inferno.
Cosa dibattuta, poiché le vittime ora hanno il potere di deporre contro il proprio assassino, mentre se Neo-Cattolici non possono essere richiamati dalla morte.
Protagonisti
Sicuramente al centro di tutto c'è Takeshi Kovacs. Scopriremo qualcosa sulla sua vita già nel Pilot, ma avremo un quadro completo solo finendo la serie, permettendoci di scoprire tutto il suo passato e comprendere meglio chi è davvero.
Quest'uomo è stato un combattente in un gruppo di ribelli chiamati Spedi; fu ucciso e la sua pila fu messa in una sorta di ergastolo (confinato nella pila senza poter comunicare con l'esterno), un limbo dove non si è ne morti ne vivi. Viene risvegliato dopo 250 anni per volere di una delle persone più ricche di Bay City, Bancroft, perché indaghi sulla sua morte: qualcuno gli ha sparato poco prima del backup e vuole sapere chi possa averlo fatto. La polizia ha indagato e sostiene si tratti di suicidio, ma lui è convinto che non sia così.
Promette a Kovacs la libertà se riuscirà a trovare il colpevole. 
Altro personaggio importante è la tenente Kristin Ortega, colei che aveva indagato ma, non avendo prodotto i risultati che Bancroft pretendeva, ora lui l'ha presa di mira e cerca in ogni modo di ostacolarne la carriera. Un personaggio forte e che non subito capiremo, sarà verso la 4/5 puntata che molti frammenti avranno senso e comprenderemo cosa la muove.

Compariranno altre figure decisamente interessanti, una in particolare che ho adorato è l'IA (intelligenza artificiale) che gestisce un hotel chiamato "Il Corvo", che ha preso le sembianze ed il nome di Poe. Hotel disabitato, perché nessuno ormai vuole aver a che fare con queste IA, ma a Kovacs va benissimo come luogo in cui vivere e scoprirà presto le qualità molto utili di Poe e la struttura.
I personaggi non restano statici, hanno crescita durante la narrazione e li vedremo cambiare a seconda di cosa gli si para davanti. Restano "misteriosi", perché la loro vita viene rilevata lentamente, permettendo di fare supposizioni per poi rimanere spiazzati quando arriva la verità a togliere ogni velo sulle cose.
Genere

Una serie che si muove unendo diversi stili e generi, creando qualcosa di veramente bello.
C'è il thriller e/o giallo, poiché Kovacs deve scoprire come sia morto Bancroft, e mentre segue le varie piste, altre domande spuntano fuori creando altre domande che lo condurranno ad altre indagini. 

C'è il dark, cyberpunk e distopico, unito alla fantascienza. La creazione delle pile corticali che danno l'immortalità, tecnologia straordinaria di cui ne (ab)usa solo una piccola fetta di popolazione grazie alle ricchezze, ottenendo più potere e soldi nel tempo infinito della loro vita. Una rappresentazione molto cupa della realtà, staccando molto i bassifondi con le case nobiliari che svettano sopra le nuvole che ricoprono la Terra.
C'è l'avventura. Battaglie, sangue, combattimenti, in certi punti il ritmo narrativo corre parecchio.
E' una serie per adulti (classificata +18), non solo per contenuti violenti, ma anche per scene di nudo esplicito. Da vedere?
Per gli amanti del genere, sicuramente si!
Ne resteranno affascinati.
Io me ne sono innamorata subito, non ho solo avuto il tempo per finirla immediatamente, ma metà serie l'ho divorata in un pomeriggio.
Trama coinvolgente, creata davvero bene che mette curiosità allo spettatore inchiodandolo allo schermo per scoprire sempre più dettagli legati sia alla storia, che al passato (in particolare di Kovacs). Musiche perfette. Scenografie che riescono a dare lo stacco fra ricchezza e povertà. Effetti speciali usati per bene, che arricchiscono la trama e non la sostituiscono.
Insomma: una serie da vedere! Tratta da....
Per gli amanti dei libri, questa serie è tratta dall'omonimo "Altered Carbon" di Richard K. Morgan (una trilogia dedicata a Kovacs, pubblicata inizialmente dal 2002), che non vedo l'ora di recuperare sperando il telefilm regga al confronto. Vi saprò dire più avanti.
Netflix Serie - L'Incubo di Hill House

Titolo originale The Haunting of Hill House
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2018 – in produzione
Formato serie TV
Genere horror
Stagioni 1
Episodi 10
Durata 40-70 min (episodio)
Crediti
Ideatore Mike Flanagan
Regia Mike Flanagan
Soggetto L'incubo di Hill House di Shirley Jackson
Interpreti e personaggi
Michiel Huisman: Steven Crain
Carla Gugino: Olivia Crain
Henry Thomas: Hugh Crain da giovane
Elizabeth Reaser: Shirley Crain
Oliver Jackson-Cohen: Luke Crain
Kate Siegel: Theodora "Theo" Crain
Victoria Pedretti: Eleanor "Nell" Crain
Lulu Wilson: Shirley Crain da giovane
Mckenna Grace: Theodora "Theo" Crain da giovane
Paxton Singleton: Steven Crain da giovane
Julian Hilliard: Luke Crain da giovane
Violet McGraw: Eleanor "Nell" Crain da giovane
Timothy Hutton: Hugh Crain
Trama
La serie racconta la storia di un gruppo di fratelli che, da bambini, sono cresciuti in quella che in seguito sarebbe diventata la casa infestata più famosa del paese. Ora adulti e costretti a stare di nuovo insieme di fronte alla tragedia, la famiglia deve finalmente affrontare i fantasmi del loro passato, alcuni dei quali sono ancora in agguato nelle loro menti, mentre altri potrebbero nascondersi nell'ombra.
Trailer
Semplicemente Straordinaria!
Una serie che riesce a tenere incollati allo schermo, sballottati fra il passato a Hill House ed il presente, che sembra riportarli in quella casa dopo molti anni e varie peripezie.
Un'estate che segnò la vita di una famiglia, distruggendola.
Hugh e Olivia Crain, con i loro cinque figli, finirono in quella casa che doveva solo essere di passaggio per essere sistemata e venduta, ma che divenne l'inizio di problemi che segnarono le vite di ciascuno di loro.
Steven, il figlio maggiore, che divenne scrittore, usando la storia di famiglia per iniziare la carriera e "sfruttarla" diventando cacciatore di (storie di) fantasmi.
Shirley, sposata con due figli, con la sua impresa di pompe funebri che porta avanti sapendo cosa si prova in quei momenti così atroci.
Theodora ("Theo"), bellissima ed enigmatica, la più empatica e chiusa della famiglia. Eleanor ("Nell") ed il gemello Luke, il secondo in continua riabilitazione e la prima presentata come un cucciolo in costante ricerca di attenzioni.

Già dalla prima puntata si mettono le basi per qualcosa che mette curiosità profonda nello spettatore, che guarda attentamente lo schermo in cerca di fantasmi, qualcosa che si muova nell'ombra,...per capire cosa ha portato questa famiglia a non voler riesumare il passato.
Ma non è così facile da capire, ci sono tantissime domande che vengono a galla e la bravura sta nella scelta narrativa, a mio parere azzeccatissima.
Infatti i primi capitoli sono dedicati ognuno ad uno dei figli, facendo raccontare quelle parti più importanti della loro vita a Hill House, nel loro presente e mescolando sapientemente le loro vicende, portando a rivedere alcune scene attraverso vari punti di vista, regalandoci molte più informazioni che finiranno per darci una storia globale e completa, capendo a 360° cosa sia/stia accaduto/accadendo. Non voglio assolutamente rovinarvi la visione dicendo altro, perché ogni minimo particolare scoperto, ogni dubbio che viene formulato,...tutto serve per comprendere meglio la trama generale delle cose.
Si, è scritto che è una serie horror, ma (da amante del genere) credo sia molto più drammatica, per come presenta varie sfumature personali.
Parlando con alcune amiche ci si divide a metà, chi terrorizzata e chi adorante.
In ogni caso merita di essere vista, credo sia la migliore serie che ho visto quest'anno.
FINE PARTE SPOILER FREE
Sconsiglio di continuare a leggere se non avete visto la serie
Ho adorato alla follia la scelta di mettere a narrare ogni figlio, uno alla volta, tenendo la piccola Nell per ultima, permettendo di scoprire di più su ognuno di loro e come fossero andate le cose nel corso degli anni.
Che fosse proprio lei la "donna dal collo storto" era prevedibile durante la sua puntata, ma resta comunque un frammento interessante della vicenda, facendo venire il dubbio se tutto ciò fosse destinato ad accadere (lei è stata la causa della sua morte, così era scritto e così è accaduto).
E' stato davvero triste vedere la fine che ha fatto Nell, una vita felice appena sbocciata, stroncata improvvisamente, facendola precipitare.
Anche Luke è una figura particolare, a tratti fa pietà, in altri casi viene voglia di mandarlo a quel paese. E' un drogato che non ha mai dato segni di voler cambiare, ma quando decide seriamente di farlo, nessuno gli crede (e non potrei dargli torto, dopo tutto quello che ha fatto passare ai fratelli).
Theo mi è parsa la figura più misteriosa ed interessante, che deve proteggersi per non "sentire" troppo, specializzandosi in psicologia infantile. Fredda e distaccata in apparenza, è stato bello vedere che fosse tutta una maschera per proteggersi. Infine i più grandi, Steven e Shirley, che non hanno mai pensato che nel loro passato potessero esserci stati fantasmi, come tutti gli altri sostenevano; scettici e realisti, hanno portato avanti le loro carriere in modi diversi, ma restando un pilastro per gli altri.
Il padre è stata una figura che mi ha confuso molto. Non si capiva cosa avesse potuto fare per essere tanto odiato dai figli, e solo alla scopriremo cosa nascondeva così gelosamente.
Un segreto celato per amore dei figli, poiché non scoprissero mai cosa fece la loro madre, plagiata da quella casa e le presenze che la abitano. Nascosto anche per i vicini, così da permettere loro di poter vedere la figlia, che fino all'ultimo si è dubitato che esistesse davvero.

Anche Olivia è...strana. Una donna dolce e premurosa, ma che lentamente (attraverso i vari ricordi) vediamo sempre più umana e piena di difetti, fino al suo punto di vista, che ci farà capire quanto quella casa la stesse distruggendo, portandola a fare qualcosa di orribile.
Bello (e triste) il paragone della stanza di Motel, la stessa dove si nasconde Olivia prima di tornare a Hill House, la stessa presa da Hugh per portare i bambini in salvo e la stessa presa da Nell anni dopo.
Il finale, non lo so. Bella la scelta di far capire solo all'ultimo cosa sia la Stanza Rossa, di intrappolare ognuno in un incubo salvati da Nell che li riporta nel mondo reale per salvarli, di far parlare Olivia e vedere il suo dolore, sola in quella casa per così tanti anni e il sacrificio di Hugh per permettere loro di potersene andare. Davvero, scrivo mano a mano che le cose mi vengono in mente, qui ho poco spazio o dilungherei raccontando pezzo per pezzo ogni puntata; perché in una discussione ne avrei tante altre da citare, per cui riflettere o solamente per ricordare frammenti di questa piccola bellezza.
PARAGONI COL IL LIBRO
Non ero riuscita ad aggiungermi al GdL di un'amica quando lo fece, forse un annetto fa, ma dopo aver visto questa serie (e prima che potesse uscirne una versione con cover copiata dalla locandina) sono corsa a comprarlo e l'ho divorato.
Due storie diversissime tra loro!
A omaggiare la Jackson sono piccoli dettagli nella storia che hanno riproposto, ma di base, zero.
Potevano darle un altro nome, sicuramente, qui hanno giocato molto con questo libro famosissimo.
Ma alla fin fine, mi è piaciuta così tanto che non mi pesa questa scelta. Mi ha anche permesso di scoprire e leggere questo libro. Non mi posso lamentare.
Fra gli omaggi più evidenti ci sono pezzi del romanzo che vengono letti pari pari, attribuendoli al romanzo di Steven, ma sono frammenti de "L'Incubo Di Hill House".
Il nome della protagonista e voce narrante è Eleanor (nome dato alla gemella), nel libro una donna giovane che ha sacrificato tutto per prendersi cura della madre malata ed ora è intrappolata nella casa della sorella (sposata), dove la trattano con sufficienza e non ha sbocchi.
Finisce nell'elenco del professor Montague perché quando morì il padre sulla sua casa piovvero sassi (scena riproposta nel racconto di Olivia, anche se varia un po'). Lei ci parla anche della sua "coppa di stelle", che torna nella serie sempre legata al personaggio di Nell.
Abbiamo anche una Theodora (nome dato alla figlia di mezzo), molto ma molto diverse tra loro però. Nel romanzo è una giovane donna sicura di sé, ma spesso quasi petulante e noiosa, in cerca di attenzione costante.
C'è anche un Luke (nome dato al gemello), il figlio della proprietaria della casa, che viene mandato insieme al gruppo per tenere d'occhio la situazione.
Hugh Crain (nome dato al padre) viene presentato come il costruttore della casa, che nacque circa 80 anni prima degli eventi narrati. La fece sperando di vedervi crescere la famiglia, ma la moglie morì per un incidente in carrozza prima di arrivare e si trovò solo con le due figlie.
Hanno anche mantenuto i nomi dei custodi, Dudley: lui appena accennato nel romanzo, la moglie rappresentata come una donna quasi anziana, molto rigida con le regole.
Un'altra scena riprodotta in modo molto simile è la notte in cui le pareti iniziano a "bussare", terrorizzando Shirley e Theo; nel romanzo spaventando Nell e Theo, sentendo anche qualcuno che tenta di entrare, immerse in un freddo irreale.
E poco dopo il professore e Luke tornano in casa dopo aver seguito un misterioso cane, che li ha portati fuori dalla casa; fenomeno che viene accennato qualche volta nella serie tv, e a vederlo e sentirlo sono solo i bambini.
Insomma, piccole cose che però legano le due vicende, omaggiando il lavoro della Jackson nonostante le storie siano così diverse tra di loro.
The OA

Titolo originale The OA
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2016 – in produzione
Formato serie TV
Genere drammatico, fantascienza, fantasy
Stagioni 1 (per ora)
Seconda stagione dal 2018
Episodi 8 (per ora)
Durata 30-60 min (episodio)
Lingua originale inglese russo
Distributore Netflix
Ideatore Brit Marling, Zal Batmanglij
Regia Zal Batmanglij
Interpreti e personaggiBrit Marling: Prairie Johnson
Emory Cohen: Homer Roberts
Scott Wilson: Abel Johnson
Phyllis Smith: Elizabeth "Betty" Broderick-Allen
Alice Krige: Nancy Johnson
Patrick Gibson: Steve Winchell
Brendan Meyer: Jesse
Brandon Perea: Alfonso "French" Sosa
Ian Alexander: Michelle "Buck" Vu
Jason Isaacs: Dr. Hunter Aloysius "Hap" Percy
Trama
Dramma dai toni mistery sulle vicende di Praire Johnson, una ragazza non vedente scomparsa per un lungo periodo che ritorna nella comunità dov'è cresciuta dopo aver riacquistato la vista. Per alcuni il suo ritorno ha un che di miracoloso, per altri invece cela un pericolo...
Come fare a parlarvene senza "parlarne"
per preservarne la magia che la rende così unica?
Mi sono scervellata parecchio su questo punto in particolare. Ed alla fin fine mi sono detta l'unica cosa che mi ripeto spesso quando mi blocco: scrivi e basta, al massimo l'aggiusti dopo.
Quindi via...
Era nella mia wish da parecchio tempo e, dopo l'ennesimo consiglio (visto che adoro le serie "strane" e avevo appena finito Dark), mi sono buttata. Ammetto che ho faticato particolarmente nei primi episodi nel guardarla, perché ha un ritmo molto lento e ciò cozza un po' con i miei gusti (di solito una serie o mi prende totalmente oppure, spesso, l'abbandono per stanchezza).
Eppure...mi ha conquistato!
La storia inizia con una ragazza, Prairie Johnson, che da sette anni era scomparsa nel nulla, riapparendo come per magia, totalmente chiusa a riccio e non volendo parlare di se. La notizia arriva fino ai suoi genitori, che mai avevano perso le speranze di rivederla, e che corrono subito da lei restando stupefatti: Prairie era cieca quando scomparve ed ora ci
vede di nuovo.
Tornata a casa, viene tempestata dai giornalisti e dalla polizia per scoprire dove sia stata e come abbia riconquistato la vista, ma lei non vuole parlarne con nessuno. Eppure, cercherà aiuto per riuscire a risolvere il suo problema (che scopriremo andando avanti) mandando un messaggio online e trovando cinque persone disposte ad ascoltare la sua storia.
Avrà inizio così il loro, ed il nostro viaggio, nella vita di Prairie dall'infanzia fino al suo ritrovamento, aggiungendo tasselli su tasselli che ci porteranno a capire cosa sia successo in tutti quegli anni e cosa l'abbia cambiata così tanto. Una trama estremamente complessa e ricca di mistero, che più volte confonde lo spettatore con colpi di scena imprevedibili. Una storia interessante, con attori stupendi che riescono a rendere sullo schermo tutto questo con maestria e portarti ad incollarti allo schermo quando arriva il momento (e arriva!) in cui DEVI scoprire come andrà a finire la vicenda.
Molto molto bella e non vedo l'ora che esca la seconda stagione (l'anno prossimo, se andrà bene) perché sono curiosissima di capire cosa hanno in serbo per noi.
A voi, se non l'avete ancora vista e vi mette curiosità, consiglio di prendervi tempo e di arrivare fino alla fine senza mollare prima. Merita!
Labels:
Brit Marling,
da vedere,
drammatico,
Emory Cohen,
Fantascienza,
Fantasy,
Jason Isaacs,
mistero,
netflix,
Phyllis Smith,
Scott Wilson,
Serie Tv,
The OA,
Zal Batmanglij
Dark

Titolo originale Dark
Paese Germania
Anno 2017 – in produzione
Formato serie TV
Genere drammatico, thriller
Stagioni 1 (per ora)
Episodi 10 (per ora)
Durata 43-55 min (episodio)
Lingua originale tedesco
Ideatore Baran bo Odar, Jantje Friese
Regia Baran bo Odar
Sceneggiatura Baran bo Odar, Jantje Friese, Martin Behnke, Ronny Schalk, Marc O. Seng
Prima visione
Distribuzione originale
Data 1º dicembre 2017
Distributore Netflix
Distribuzione in italiano
Data 1º dicembre 2017
Distributore Netflix
(Alcuni) Interpreti e personaggi
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| Louis Hofmann |
Jördis Triebel: Katharina Nielsen
Maja Schöne: Hannah Kahnwald
Sebastian Rudolph: Michael Kahnwald
Anatole Taubman: Bernd Doppler
Mark Waschke: Noah
Karoline Eichhorn: Charlotte Doppler
Stephan Kampwirth: Peter Doppler
Anne Ratte-Polle: Ines Kahnwald
Andreas Pietschmann: The Stranger
Lisa Vicari: Martha Nielsen
Angela Winkler: Ines Kahnwald
Trama
Winden 2019. La scomparsa di due bambini in una città tedesca e le conseguenti ricerche porteranno alla luce misteri e oscuri segreti che questa piccola cittadina nasconde, rivelando i rapporti e il passato di quattro famiglie che vi abitano: i Kahnwald, i Nielsen, i Doppler ed infine i Tiedemann.
La trama letta così può sembrare banale, perché dice tutto e niente, ma in particolare non da niente per cui creare curiosità. E sono felice di non averla nemmeno sbirciata prima di iniziare a guardarla. Al contrario, il trailer mi aveva incuriosito perché mostra qualcosa in più, ma sempre celando il grande mistero dietro a tutta la faccenda, altrimenti che serie thriller sovrannaturale sarebbe?
Infatti com'è riportato sulla locandina, la domanda non è dove, ma quando.
Che già fanno presagire quale potrebbe essere il nodo centrale della vicenda.
Trailer Originale, sottotitolato in Inglese
Mi spiace non esser riuscita a trovarlo sottotitolato in Italiano,
ma ho evitato di metterlo apposta doppiato perché perde molto rispetto all'originale.
Solo una piccola nota, prima di andare avanti.
Ho visto Stranger Things e questa serie non ha NULLA in comune, nonostante vengano fatti riferimenti in molti articoli, dicendo addirittura che sia "la risposta tedesca".
Niente di più sbagliato.
Sono due serie con qualche vago elemento in comune e una trama di base sovrannaturale, ma fine.
Non fatevi influenzare da queste cavolate.

Ora, andiamo con ordine e vi parlerò un pochino della storia, cercando (ovviamente) di spingervi ad essere curiosi di vederla perché, anche se ha dei difetti, la trama è davvero ben studiata e, puntata dopo puntata, porta lo spettatore a non volersi scollare dallo schermo per scoprire cosa accadrà.
Ci sono quattro rami principali, quattro famiglie le cui storie si intrecciano e vengono portate avanti durante tutta la trama: Kahnwald, Nielsen, Doppler e Tiedemann.
Il tutto inizia con un avvenimento tragico: un uomo si suicida lasciandosi dietro una busta misteriosa, sulla quale c'è scritto che deve essere aperta un determinato giorni ad un ora specifica.
Da questo avvenimento saltiamo in avanti di alcuni mesi, conoscendo il primo dei vari protagonisti, Jonas Kahnwald; scopriremo che è stato suo padre a togliersi la vita e che per questo periodo lui è stato in una clinica per rimettersi. Quel giorno in particolare in cui lo conosciamo, ricomincia anche la scuola.
Fra le chiacchiere, la notizia più sconvolgente è la scomparsa di un ragazzo da alcune settimane. Quella stessa sera lui insieme al suo migliore amico Bartosz Tiedemann e la sua fidanzata Martha Nielsen, oltre che i fratelli di Martha, Magnus e Mikkel, decidono di andare nei pressi di una grotta dove pensano che Erik nascondesse la sua droga.
Lì si troveranno anche con un'altra ragazza, Franziska Doppler, sempre della loro scuola, ma qualcosa li spingerà a fuggire e Mikkel scomparirà, portando la famiglia Nielsen alla disperazione.
Ulrich (il padre) è un poliziotto dai modi bruschi ed un passato turbolento, che tenterà ogni pista possibile per poter ritrovare suo figlio, insieme alla collega Charlotte Doppler, perché queste scomparse riportano a galla fatti di 33 anni prima, quando altri ragazzi scomparvero, tra cui il fratellino di Ulrich.
Il tutto poi prenderà una piega inquietante quando verrà ritrovato il corpo di un ragazzino nel bosco, con particolari, legati anche alla morte, che lasceranno gli investigatori senza saper come muoversi. 
Non vi preoccupate, inizialmente i nomi sono un casino totale (e anche andando avanti, capirete poi i motivi) però alcuni si legheranno presto ai volti e si riuscirà a seguire il tutto. Ma non sempre con facilità, mi spiace ma anche questo fa parte del fascino della storia.
Le prime puntate non sono un gran che, anzi sono pesantucce e la visione è quasi faticosa, ma vi consiglio di armarvi di pazienza perché poi si migliora, nonostante alcuni elementi nella trama che appesantiscono il tutto. Come la musica.
Mi spiace ma questo elemento per tutta la serie tv mi è sembrata messa a sproposito nel 90% dei casi, dove volevano sottolineare qualcosa, ed invece si ottiene un effetto opposto. Bocciata!

Come recitazione non saprei dire, semplicemente perché l'ho vista in lingua originale (tedesco, che vi consiglio! Il doppiaggio non rende mai giustizia al 100%, se vi abituate a vedere le serie in lingua) e quindi non so rapportarmi e giudicare se ci può stare oppure no un certo tipo di recitazione; alcuni attori li ho trovati stupendi e coinvolgenti, altri rigidi e in certe scene quasi esagerati, portando a fondo quel
momento con loro.
Ma non vi arrendete!

Come già dicevo la trama è il nodo centrale ed il motivo per cui vi consiglio di prenderla in considerazione e guardarla. Originale e ben pensata, riesce a incastrare molti elementi davvero difficili tra loro e portarli avanti, rendendo il tutto sempre più interessante, nonostante spesso si aggiunga confusione alla storia.
Come potete vedere, anche la sigla di apertura è...allucinante!
La trovo splendida anche se decisamente confusa, caotica e senza senso...
Non vorrei dirvi di più perché meno si sa, più si scopre guardandola e si rimane spiazzati dalla storia, nonostante tante cose siano intuibili e ci si azzecchi. La trama centrale ruota attorno ad una questione che ancora oggi viene molto dibattuta, specialmente tra appassionati di fantascienza:
passato, presente e futuro, possono essere influenzati tra di loro?
Ci sono molti film, telefilm, libri,....che ne parlano da angolazioni diverse e questa serie propone una visione che in parte si conosce già, ma con un punto di vista leggermente diverso dal solito e che rende il tutto più curioso e misterioso. Insomma: un bel caos da cui si deve cercare di capire cosa accadrà, ma che non è semplice.
Il finale una bomba!
Ben creato, che porta alcuni nodi al pettine, però creandone molti altri, lasciando anche tante domande senza risposta. La storia resta aperta ad un seguito che spero venga fatto perché, nonostante alcune lacune, merita di essere approfondita e di rivelare tutti i suoi misteri.
Prima di lasciarvi, vi lascio solo una parola.
Potrà sembrarvi strana ma se lo guarderete capirete in fretta perché l'ho scritta e spero vi faccia sorridere, così saprete di non essere i soli:
ombrelli
Mindhunter

Titolo originale Mindhunter
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2017 – in produzione
Genere thriller, drammatico
Stagioni 1 (per ora)
Episodi 10 (per ora)
Ideatore Joe Penhall
Produttore Jim Davidson
Produttore esecutivo David Fincher, Joshua Donen, Charlize Theron, Cean Chaffin
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| Libro da cui hanno tratto ispirazione per la Serie Tv Cliccando sulla Cover si va su Amazon |
Prima visione
Distribuzione in italiano
Data 13 ottobre 2017
Distributore Netflix
Interpreti e personaggi
Jonathan Groff: Holden Ford
Holt McCallany: Bill Tench
Anna Torv: Wendy Carr
Hannah Gross: Debbie Milford
Cotter Smith: Shepard
Trama
Nel 1977 Holden Ford, negoziatore frustrato dell'FBI,
trova un'improbabile collaborazione nel navigato agente Bill Tench del
reparto scienze comportamentali e nella professoressa Wendy Carr, con
cui inizia a studiare una nuova tipologia di assassino, il cosiddetto "serial killer" e un nuovo metodo di indagine ed identificazione del colpevole chiamato "profilazione",
andando in varie prigioni degli Stati Uniti ad intervistare tutti i
maggiori e famosi pluriomicidi che stanno scontando la loro pena.
In poche parole: vedremo come nasce, da una curiosità di un giovane agente, lo studio dei Serial Killer per imparare dei modelli comportamentali, ovvero il Profiling (se seguite Criminal Minds, vi sarà tutto familiare e vi piacerà moltissimo!).
Si partirà infatti dal nulla, appunto dalla curiosità di Holden Ford che lo porterà a farsi strada con determinazione e creare dal nulla, insieme al collega Bill Tench e poi in aggiunta la professoressa Wendy Carr, questo nuovo metodo di analisi.
PERDONATEMI GIA' PER LA LUNGHEZZA
ma anche se SPOILER FREE (come sempre) i temi di cui parlare sono davvero molti.
Se volete una cosa breve, vi dico semplicemente:
GUARDATELO!
Ottimo cast, ottime scelte, ottimi dialoghi, ottima trama,....
Insomma hanno saputo rendere al meglio una storia difficile da raccontare e potenzialmente noiosa, da documentario dai toni dark.
Se volete saperne qualcosina in più....
Partiamo dal Casting!
Secondo me azzeccatissimo e tanto di cappello per certe scelte.
Il protagonista della serie è Holden Ford, interpretato da Jonathan Groff, e basato sull'autore del libro "Mindhunter: Inside the FBI's Elite Serial Crime Unit", ovvero John E. Douglas. Da quello che ho capito non è biografico, ma ne prende solo ispirazione.
Holden è un giovane carismatico, con motivazione e con domande che lo porteranno a osare sempre di più per ottenere le risposte
che cerca. Inizierà a domandarsi, in un mondo in cui tutto o è bianco o è nero, cosa spinga a fare certe cose e cosa di potrebbe fare per fermare questi crimini.
Vedremo attraverso di lui (e gli altri personaggi) questa America che sta imparando a schiudersi, divisa tra Hippy e Federali; scopriremo il lato ridicolo dell'FBI, per certi versi, in cui si affrontano assassini, stupratori,...ma guai ad usare un linguaggio "improprio" (del tipo "anale" o linguaggi simili non vengono minimante accettati), perché sconvolge ancora quel piccolo universo abbastanza bigotto.
In contrasto vediamo l'apertura e il fregarsene della mentalità dei giovani cresciuti negli anni dell'amore libero e che hanno abbracciato quella cultura, di cui ne fa particolare portavoce Debbie Milford, interpretata da Hannah Gross, una donna che spesso appare fredda e quasi calcolatrice, ma che sa cosa vuole e lo chiede senza mezzi termini.
Un personaggio che ho apprezzato ma anche odiato in certe scene, per com'è stato costruito ed impostato.
Altro personaggio tratto dalla realtà è Tench, interpretato da Holt McCallany e ispirato a Robert K. Ressler (scomparso nel 2013), un agente che fece parte dell'Unità di Scienze Comportamentali negli anni '70 e che coniò il termine "serial killer"; un uomo che realmente ha intervistato molti serial killer e ha sviluppato il primo database informatico nazionale di crimini irrisolti.
Tench nel telefilm è un agente che va a fare lezione nei vari distretti di polizia e che trova, diciamo, affascinante la motivazione del partner e gli fa da spalla, ritrovandosi in un lavoro che spesso lo porta quasi al limite, per le cose che sente e vede. Non ha lo stesso spirito di Holden, ma non lo abbandona.
C'è un'altra voce, pratica e razionale, che ha realmente accompagnato la storia: la Dr. Ann Wolbert Burgess, nel telefilm interpretata da Anna Torv nel ruolo di Wendy Carr.
La Burgess ha affiancato Douglas e Ressler, pubblicando insieme a loro Sexual Homicide: Patterns and Motives, uno studio rivoluzionario di serial killer nel 1988.
Nel telefilm una donna pratica e intelligente, determinata e che guarda lontano, non solo al presente, e che li porta a considerare di andare oltre e spingersi più in là dei loro primi obiettivi.
Ora veniamo ai cattivi, perché hanno una grande parte in questa storia.
Alcuni li conosceremo meglio, altri no, dipende molto dalla storia che rappresentano in questa vicenda. Ma sono veri!
Ed Kemper
Una figura che ho riconosciuto subito (ripeto: cast stupefacente!) perché ne avevo sentito parlare in un documentario.
Una figura imponente e che non si può dimenticare, come i suoi crimini che vengono riportati fedelmente, anche se credo che il resto sia romanzato (capirete cosa intendo guardando il telefilm).
Uccise i nonni da adolescente sui 15 anni, ma scontò pochi anni nell'ospedale psichiatrico, infatti a 21 era libero; uccise (e brutalizzò i cadaveri di) otto persone prima di consegnarsi alla polizia, tra cui anche la madre.
Monte Ralph Rissell
Rissell, interpretato da Sam Strike, non salta alla mente, ma resta un personaggio deviato e pericoloso, infatti (come Ed) compie giovanissimo il primo crimine, uno stupro a 14 anni, viene mandato in un istituto psichiatrico ma ne esce, convincendo del miglioramento i medici;
viene arrestato nuovamente a 19 anni, dopo aver ucciso 5 persone e
violentato una dozzina.
Jerry Brudos
Interpretato da Happy Anderson, è un criminale diverso e che permette ai protagonisti di farsi un idea della varietà in circolazione e di tanti alti aspetti. Marchiato dalla stampa come "assassino del desiderio" e "cacciatore di feticci da scarpe", aveva un'ossessione per le scarpe femminili. Mandato anche lui in ospedale psichiatrico dopo aver rapito un donna a 17 anni, ottenne la libertà e si sposò, avendo due figli. Ma incominciò ad uccidere almeno quattro donne, mutilando e tenendo parti dei loro corpi come trofei.
Richard Speck
Un altro genere di criminale, poiché torturò, violentò ed uccise otto infermiere in una notte. Venne arrestato grazie ad una donna che si era salvata dal massacro e descrisse quell'incubo.
Dennis Rader
Sappiamo poco su di lui, perché compare inizialmente poco prima della sigla. Non viene fatto il nome, ma chi ne sa ha già fatto il collegamento.
Per ora è marginale, ma tutti suppongono che avrà un ruolo nella seconda stagione (già annunciata da Netflix!)
Non vi metto di più, così se ne volete sapere sarà solo colpa vostra.
Ce ne saranno altri durante la visione, ma non voglio dirvi di più perché sono intrecciati nella storia e per alcuni la scoperta avverrà durante le indagini di Ford e Tench, quindi non vi resta che guardare e cercare di capire chi può essere il killer e cosa lo può aver portato a quel, o quei, gesto/i.
PER CHIUDERE
Il Pilot non mi ha emozionato particolarmente, ho trovato più avvincente la seconda puntata, ma sono stata completamente travolta da questa storia che in due giorni l'ho divorata e già ne attendo il seguito.
Le puntate hanno un ritmo piuttosto lento, ma ciò non pesa molto allo spettatore, perché riescono a coinvolgere per le tematiche trattate e i vari progressi che verranno fatti, senza contare delle aggiunte puntata dopo puntata.
E' interessante anche come hanno saputo mescolare la vita privata dei personaggi al loro lavoro, rendendoli veri e portando il pubblico ad affezionarsi, ed empatizzare con loro.
In generale una serie davvero bella e coinvolgente.
Vi direi di più ma non vorrei rovinare nulla lasciandomi sfuggire qualche dettaglio e poi...non ho detto già tanto? ;)
Hanno fatto le scelte giuste che credo porteranno ad altre stagioni in un crescendo, se continuano così.
Intanto un applauso virtuale per questo lavoro eccezionale!
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