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Opinione: Mycellium, di Dominica Phetteplace


Re, regine, maghi e viaggiatori sono presenze fondamentali nelle narrazioni fantastiche e poco importa se in questa novella compaiono come progenie di un dio spaziale fungino. O forse sì, se queste origini ne determineranno il destino. Il corpo celeste su cui sono germinati si fa infatti giorno dopo giorno sempre più lontano e con esso la fonte di energia che li tiene in vita. Col tempo il Re è divenuto paranoico e prepotente, la Regina talmente volatile da dover essere sigillata in una spada mentre il Mago osserva malinconico il deterioramento del proprio corpo chiedendosi quando mai finirà questo strazio. E come da tradizione, sarà Cayhun, un ragazzino analfabeta della periferia del regno, a incarnare suo malgrado lo spirito del cambiamento. 




C'è poco da dire senza finire nella trama e rovinarvi la lettura. 
Ci troviamo in un mondo non ben descritto, ma che da quei pochi dettagli ricorda una sorta di epoca medioevale. Una foresta maledetta in cui varie leggende si sono susseguite mettendo in guardia dalla pericolosità al suo interno. Ovviamente ciò non durerà a lungo e la curiosità, mista ad una ricerca per fame dovuta ad una carestia piuttosto feroce, porterà un giovane ad avventurarsi fino a trovare la Regina e la spada nella quale era stata imprigionata. 

Si alternano alcune voci durante la lettura, ognuna con un suo capitolo, senza entrare tanto nei dettagli ci raccontano qualcosa che ci sembra familiare, di già letto o sentito. Questo vago sentore è dato da come ci presentano il loro mondo, in modo molto confuso e senza approfondire. §
Sappiamo della Regina, che per prima apre la storia raccontandoci di sé da quando finì rinchiusa e segregata nella foresta. Un qualcosa di onirico, molto strano e particolare.
Per poi staccare con Cayhun, che effettivamente è una persona a caso, in un momento a caso, che compie decisioni...a caso! Non è la mente più sveglia e lampante del villaggio, ve ne accorgerete subito dalle sue azioni. Ma comunque sia, si immerge fra questi boschi e fa questo ritrovamento.
Comparirà poi il Mago che finalmente ci darà qualche informazione in più su questi regnanti e le stranezze che li circondano, senza però entrare nei dettagli. Poi il Re, e così via finché la storia proseguirà nel tempo, andando avanti di anni e ritrovando i vari personaggi senza saper bene cosa è accaduto ma facendocene un idea da alcuni dettagli. 

Un racconto breve, molto sfuggente, non scritto male ma deve piacere lo stile e questa sorta di "nebbia" nella quale sembra avvolto il tutto. Molto particolare, non mi è dispiaciuto leggerlo ma non mi ha neanche conquistato. Peccato. 

Opinione: Il Famiglio, di Leigh Bardugo


Nel Famiglio, Leigh Bardugo tesse una narrazione dove al racconto storico si intrecciano con maestria il realismo magico e una storia d'amore emozionante, una lettura che, una volta iniziata, difficilmente si può abbandonare.

In una Madrid diventata da poco capitale del Regno e pervasa dalla furia controriformistica dell'Inquisizione, la giovane Luzia Cotado, conversa orfana di entrambi i genitori, cerca di sopravvivere come meglio può, nascondendo a tutti le sue origini e, soprattutto, la sua capacità di compiere milagritos, piccole magie. Un giorno, però, la signora della casa presso la quale presta servizio si accorge del suo dono e di lì in poi la obbliga a farne sfoggio davanti ai suoi ospiti, nel patetico e disperato tentativo di migliorare la posizione sociale della sua famiglia ormai decaduta. Ma quello che inizia come un semplice divertimento per nobili fiacchi e annoiati prende ben presto una piega pericolosa perché Luzia attira l'attenzione di Antonio Pérez, ex segretario ora in disgrazia di Filippo II. Per riconquistare il favore del re, ancora provato dalla sconfitta della sua armada , Pérez decide di indire un torneo per trovare un campione che diventi l'arma decisiva nella guerra estenuante contro la regina eretica d'Inghilterra. Determinata a cogliere l'unica possibilità che la vita sembra volerle offrire per migliorare la sua condizione, Luzia si immerge in un mondo popolato da veggenti e alchimisti, bambine sante e imbroglioni, dove i confini tra magia, scienza e inganno sono tanto labili quanto incerti. Con il crescere della sua notorietà, però, aumenta di pari passo il rischio che i suoi segreti vengano scoperti. Per non finire nella morsa dell'Inquisizione, la giovane conversa dovrà quindi agire d'astuzia, accettando persino l'aiuto di un uomo misterioso temuto da tutti, Guillén Santángel, a sua volta custode di verità che potrebbero rivelarsi letali per entrambi. 




Dopo secoli arrivo pure io alla conclusione di quest'ultimo romanzo della Bardugo.
Altissime aspettative, viste le opere precedenti (la dilogia dei Corvi, prima fra tutti). 
Purtroppo tanti sono riamasti molto delusi. 
Infatti su questa lettura l'opinione si spacca quasi a metà: amore o odio. Ci sono alcune scale di grigio, ma alla fin fine il succo delle varie conclusioni porta da una parte o l'altra.

Personalmente ho faticato ad iniziarlo. 
Ho provato più volte con l'audiolibro, fino a trovare il periodo giusto che mi ha fatto superare lo scoglio delle prime ore, dopo di ché non riuscivo a staccarmi.

Eh sì, mi è piaciuto moltissimo. Non da 5 stelle, però ci si avvicina. 
Mi ha saputo regalare una storia molto piacevole e scorrevole. Un modo di raccontare molto dinamico che salta da personaggio a personaggio, dando elementi al lettore che lo incuriosiscono per proseguire la lettura. Ho anche trovato un paio di volte un espediente che King usa tantissimo (non ho idea se abbia un nome e/o se altr3 ne facciano uso, quindi perdonate l'ignoranza): lo svelare quando qualcosa accadrà più avanti al lettore, ma senza dargli tutti i dettagli.
Per spiegarmi meglio prendo un esempio da King. Capita di imbattersi in frasi del tipo "...e non lo rivide mai più", che fa pensare che questo personaggio morirà. A volte succede, altre sono altri a morire (e quindi non rivederlo, oppure succede qualcosa per cui non si incroceranno mai più). 
Questo giochino può sconvolgere il lettore, poiché se la trama saprà sorprendere ti coglie del tutto impreparato.

La Bardugo un po' prevedibile in questo, ma siamo al suo sesto romanzo. Anzi, se saltiamo la prima trilogia, dove era ancora molto acerba, sta davvero iniziando a crescere e sperimentare.
Con questo romanzo lo fa sicuramente. Un ambientazione realistica e storica, anche se quanto sia attendibile non saprei, ma non credo sia tutto frutto di immaginazione. Dello studio c'è dietro.

Personaggi particolari, ben caratterizzati e ne compaiono parecchi fra le pagine. Un narratore onnisciente che da spazio a tutti per avere il loro momento per esprimersi, per manifestare pensieri, ricordi, o altro. Ovvio, i principali non sono così tanti e hanno molto più spazio, ma lungo tutto il romanzo viene ritagliato qualcosa per loro, approfondendo quel che si può restando nella storia. Altrimenti sarebbe diventato un mattone ricco di elementi superficiali ed inutili. 

Strano, per ora non ho nemmeno citato la storia né i vari protagonisti. Non è da me. E quasi quasi potrei continuare restando molto vaga, anche perché si intuisce già dalla trama di copertina qualcosa.
Spagna, inquisizione, magia, mescolati a religioni, maledizioni, classi sociali, aspettative e pregiudizi.
Un elemento ci tengo a citarlo. La crescita personale. 
Molto personaggi li vediamo maturare, in modi diversi poiché hanno vite e obiettivi differenti, cosa che però non implica cambiamenti "totali" e così improvvisi o assurdi da snaturare quella figura. Vedremo convinzioni cambiare, idee ben radicate spiazzate via dagli eventi in evoluzione,...prendere consapevolezza di sé stessi, oltre che di chi sta intorno. Nel bene e nel male.

No, non è esente da critiche. Ci sono spesso ripetizioni, alcune situazioni sono prevedibili, ma nel complesso non mi sono messa ad analizzare il tutto. Mi sono goduta il viaggio, facendo supposizioni giusto per lasciare la mente libera di fantasticare.
Lo ammetto, un finale leggermente diverso mi avrebbe conquistato di più. 
Ma non mi ha dato così fastidio.

Quindi, che altro dire se non raccontare ciò che potreste andare a leggere (se ancora non lo avete fatto)?
Direi nulla, poiché se vi incuriosisce vi incoraggio ad intraprendere questo viaggio. Anche in formato audio, estremamente gradevole, ottimo come sottofondo ma senza esagerare. 
La Bardugo inserisce molto a cui fare attenzione. 

Sono davvero molto curiosa di quale sarà la sua prossima opera.  

Damsel, di Evelyn Skye [Instagram Post]

Opinione: Damsel, di Evelyn Skye


Una damigella in pericolo affronta il drago in persona in questa epica rivisitazione del fantasy classico.

Elodie non ha mai desiderato un palazzo sfarzoso o un principe affascinante. Cresciuta nel reame di Inophe, tra carestie e difficoltà, il suo più profondo desiderio è di aiutare il suo popolo a sopravvivere agli inverni. Quindi quando un delegato di un regno ricco e misteriosamente chiuso al resto del mondo arriva con un’offerta di ricchezze sufficienti a salvare Inophe in cambio del suo matrimonio, accetta senza alcuna esitazione. Nello scintillio della sua nuova casa, Aurea, Elodie è rapita dalla bellezza del reame – e da quella del suo promesso sposo, il principe Henry. Ma non appena hanno inizio i rituali per diventare principessa, il dubbio che non tutto sia perfetto come sembra s’insinua nella sua mente, e le prime crepe sull’apparentemente perfetta superficie cominciano a mostrarsi: una giovane donna scompare dalla torre del castello improvvisamente. Una parata di fiaccole si fa strada attraverso le montagne. Compaiono segni lasciati da una misteriosa “V”. Troppo tardi, Elodie scopre che la prosperità di Aurea è stata acquistata a un costo altissimo: ogni stagione del raccolto, il regno sacrifica le sue principesse a un drago affamato. E Elodie è la prossima. Ma le centinaia di donne che nei secoli hanno preceduto Elodie, non sono morte senza combattere. Il loro sangue pulsa di potere e memoria e la loro esperienza è la chiave per la sopravvivenza di Elodie. Costretta a combattere per la vita, questa damigella dovrà usare la sua intelligenza per sconfiggere un drago, scoprire il passato di Aurea e salvare non solo se stessa, ma anche il futuro del suo nuovo regno. 




Partiamo dal presupposto che questo romanzo è stato pensato per un pubblico sui 10 anni di età. 
Non può essere complesso, articolato, come lo sarebbe se fosse stato pensato e scritto per adulti (cosa che sarebbe stata una figata atomica! Seppur trasporre una storia del genere in modo credibile e interessante per un pubblico di mangiatori di Dark Fantasy sia estremamente difficile, perché è vero: siamo dei rompiballe assurdi. Ma divago al solito...).
In sostanza, va approcciato tenendo a mente il target di riferimento. 

Altro presupposto importantissimo: non è stato scritto prima il libro. 
Anzi, è stato commissionato dopo aver scritto la bozza della sceneggiatura.
Due opere quasi in parallelo, che però prendono due strade molto diverse. 
Eh, si, il libro avendo più dettagli è migliore. Ma dipende tutto dallo scopo finale, dalla storia che si vuole raccontare. 
Se era la medesima: libro vince. Punto. 

Come cavolo sono finita a legger un libro per ragazzi? 
O comunque qualcosa che all'apparenza sembrava aver tutte le carte per esser l'ennesima cavolata?
Un suggerimento di una persona che seguo e di cui apprezzo molto le opinioni: conoscendo i suoi gusti (ed i miei), anche solo qualche accenno mi ha fatto decidere di provare. 
Sto parlando di Francesca de La Biblioteca di Zosma (qui trovate la sua opinione che comunque vi consiglio di leggere)

Prima ho guardato il film su Netflix (sempre tenendo a mente che non è rivolto a me, millenial dai gusti fantasy molto particolari e dalla critica feroce). Non mi è dispiaciuto. Ma ne parleremo dopo. 
Così mi sono lanciata direttamente sul libro che ho divorato in poche orette. Cosa che, ammetto, mi mancava fare da parecchio. Certo, lo stile semplice dell'autrice aiuta moltissimo lo scorrere delle pagine. 
Non sono un esperta, ho sentito molti lamentarsi dello stile, di lacune in tal senso. 
Io, non essendo minimamente in grado di analizzare in tal senso un qualsiasi testo, mi baso sul mio gusto: scrittura semplice, scorrevole, senza fronzoli e senza appesantire con dettagli magari di troppo. 
Forse complice il fatto di aver già visto il film e avendo già in mente qualcosa, non mi sono accorta di mancanze. Non credo ma non sono stata così attenta da poter metter la mano sul fuoco. 
Mi sono goduta la lettura lasciandomi trascinare.

La storia non è quella che viene raccontata "la damigella in pericolo che si salva da sola".
Non è un romanzo femminista che ribalta le carta in tavola. 
Stendiamo un velo su questo tipo di narrazione, perché porta il pubblico ad immaginare qualcosa che non troverà, a farsi aspettative che sicuramente lo deluderanno (o lo porteranno ad odiare il prodotto prima ancora di aprire la prima pagina o guardare due minuti di film, solo perché c'è la parola "femminista"). 
Non è il primo che ribalta le carte. 
Non è speciale. 
MA porta dei dettagli molto interessanti che raccontano elementi del femminismo che la maggior parte della gente non vede/vuole vedere. Si trovano principalmente nel romanzo, sono più evidenti, seppur anche nella pellicola compaiano ma restano marginali. Si ha più la presenza della protagonista e quello che fa per salvarsi, perdendo un po' questo "dettaglio" estremamente bello. 

La storia in breve: Elodie è una ragazza di vent'anni, cresciuta a Inophe dove non è mai stata una principessa tradizionale, probabilmente anche per la mancanza prematura della madre, si è data da fare per aiutare il padre col popolo (andando anche di casa in casa per capire le varie esigenze), seguendo l'economia (riscossioni, pagamenti,..), il commercio al porto, e molto altro. 
Ciò ha coltivato al sua curiosità e lo spirito avventuroso. Infatti è sempre stata molto intelligente, ha sempre imparato le lingue per poter comunicare con qualunque nave. Non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani, da quando era piccola giocando ed arrampicandosi ovunque, al cavalcare e molto molto altro. 
Il tutto aiutando a crescere la sorellina Floria insieme alla matrigna Lucinda, prima loro governante.

Il regno è allo stremo, a "salvarli" arriva la conferma di un matrimonio combinato fra Elodie e il figlio del regno di Aurea. Per dovere Elodie accetta e si troveranno catapultati in un luogo dalle ricchezze sfarzose ed immense. E sebbene doveva esser un matrimonio di dovere, Elodie si ritrova a provare qualcosa per il principe Henry. Ma la notte delle nozze scopre la verità ed il prezzo che dovrà pagare per l'aiuto alla sua terra, ovvero diventare un sacrificio. 

Si, la nostra Elodie (voce narrante di un 90% del romanzo) si trova a dover sopravvivere, ma non è sola. Avrà dalla sua parte ciò che le altre principesse si sono lasciate alle spalle per aiutare chiunque fosse arrivata dopo, per non lasciarle sole e dar elementi in modo che qualcuna possa scappare da quel destino che non avevano scelto. Una sorellanza incredibile che davanti alla prospettiva di morte certa non si arrende, non diventa egoista, mette la propria conoscenza a disposizione per le prossime. 
Ma oltre le tracce fisiche lasciate impresse nella roccia c'è anche un elemento magico, ovvero il sangue. 
Sangue che se toccato permette ad Elodie di apprendere di più da queste giovani donne, intrappolate in quel labirinto come lei. 
Questo elemento stride un poco, perché non è molto chiara la spiegazione di questo "potere". 
Viene data una motivazione, ma non ha senso con altri elementi accaduti precedentemente. 
Quindi bella idea, ma realizzazione confusa. 

E sempre sul tema della sorellanza, abbiamo anche esempi più "vivi", come il rapporto con la sorella Floria, ma soprattutto il rapporto con la matrigna Lucinda, che viene rappresentata dalle due ragazze come una figura fredda, distaccata, molto rigida, ma che grazie alle sue apparizioni (seppur sporadiche) farà capire in quanti modi diversi si può dimostrare amore. 

Altro "dettaglio" che rende molto di più nel libro è la famiglia reale ed il suo ruolo in tutto questo, poiché capiamo cosa comporti il peso di questa tradizione, sia in senso negativo che positivo. 
Poiché scopriamo che qualcuno non regge a tutto ciò e "scappa" dai doveri. Altri invece restano e portano avanti, con una freddezza allucinante. 
Nessuno giustifica nulla, anche perché resta il fatto che, credibile o meno, nessuno in 8 secoli ha mai messo in discussione nulla, da chi regna a chi vive sull'isola a chiunque negli altri regni attorno (3 donne l'anno sono tante).
Oltre il fatto che nel libro non si parla di principesse, ma sangue reale
Quindi il fatto che la famiglia reale ha avuto, come fosse una maledizione, solo figli maschi dal giorno del patto rende evidente quanto abbiano scelto di interpretare questo sacrificio a proprio vantaggio. 
Potrebbe esser stato scelto e mandato avanti sfruttando il primo sacrificio, ovvero le prime tre principesse che furono mandate dal drago, fra cui la più grande Victoria (nel film questo dettaglio manca ed è fondamentale, perché durante la lettura apprendiamo molto a riguardo di cosa accadde agli inizi di tutto). 

Un elemento GENIALE è la lingua del drago. 
Una lingua creata dalla figlia della scrittrice che ha tredici anni!
Lingua con regole grammaticali, parole, verbi,...insomma, tanta tanta stima. 
Il tutto presente alla fine del libro, con spiegazioni di come andrebbe parlata. 

Nel libro Elodie si mette a decifrarla per poter capire il suo nemico. Come le precedenti principesse segna tutto su una parete e lentamente riesce a tradurre (grazie anche al fatto che il drago le traduce ogni frase per farsi comprendere, e mettere terrore mentre gioca con la sua preda). 

Insomma dovrà darsi da fare fisicamente e mentalmente per uscire dal labirinto in cui è prigioniera, sfuggendo al drago che la insegue, le tende agguati e gioca con lei. 

Ho letto lamentele sul fatto che una principessa non possa fare certe cose (arrampicarsi, correre, avere quella resistenza), ma già da subito viene messo in chiaro che lei è allenata. Non sta ferma, non si occupa di documenti dietro una scrivania, è molto attiva fisicamente. Quindi può (magari non come nel film, alcune scene sono effettivamente un tantino troppo).

Tutto sommato la storia regge, è dinamica, abbastanza originale, ti tiene incollato alle pagine. 
Ovviamente si sa come può concludersi, ma non al 100% ed è qui che la curiosità fa restare fino alla fine della storia. 

Nel finale però un elemento mi ha fatto storcere parecchio il naso. Molto forzato e senza spiegazione, mi sto ancora domandando il perché. Tutto il resto invece resta coerente con quello che avevamo letto precedentemente e chiude la storia in modo interessante. 

Si, ci sono elementi che ricordano (soprattutto nella pellicola) Game of Thrones, Frozen, oltre che richiami a favole, storie simili. 
Si, ci sono anche parecchie lacune. 
Si, ci si possono fare domande logiche che non hanno una risposta.
Infatti questo (ultimo punto in particolare) mi ha fatto abbassare la sua valutazione generale. 
Dovrebbe esser letto dal "suo" pubblico e lì capire effettivamente se apprezzato o meno. 

Poteva essere migliore? Probabilmente. 
Per me comunque è stato molto piacevole da leggere, riesce a dare spunti di riflessione mentre intrattiene il lettore, regalando elementi non così banali su cui si può creare discussione. 
Io spero di aver dato un pochino di chiarezza riguardo cosa si può trovare fra queste pagine, rispetto alla sua pubblicità, e quali elementi potrebbero esser apprezzati oppure portare al non apprezzare questa lettura. Si può passare oltre a certe cose, certo, dipende sempre cosa sta cercando il lettore. 
Questo è fondamentale. 


Se vi interessa un paragone (con Spoiler) fra libro e film fatemelo sapere, che ne approfitto subito che li ho piuttosto chiari in mente. 

Seidmadur. Lo Sciamano, di Maddalena Marcarini [Instagram Post]



Opinione: Seidmadur. Lo Sciamano, di Maddalena Marcarini


Erlen è una giovane donna erosa da un passato che rinnega ogni giorno, ma che le è impossibile dimenticare. La necessità di fare i conti con se stessa la spinge sin nella remota Islanda, terra natale di una madre che ha perso da tempo, e al casuale incontro con Óttar, un bizzarro sessantenne dalle credenze quantomeno insolite. La ragazza si ritroverà così, suo malgrado, a deviare da una strada che pareva già segnata e a dare la caccia a qualcosa che mai avrebbe immaginato potesse esistere. Qualcosa di orribile e che ogni giorno diventa sempre più potente, sino a trasformare quel placido angolo di mondo in un girone di dolore e morte. Dalle strade silenziose dell’austera Reykjavík, fino alla natura più selvaggia con i suoi campi di lava, spiagge nere e leggende dimenticate, Erlen verrà trascinata in un serrato inseguimento in cui vecchi fantasmi si sovrappongono a una miriade di spaventosi sogni a occhi aperti. Un incubo che potrebbe riportarla proprio al cuore di ciò da cui ha sempre cercato di scappare. 



L'ho comprato con estremo entusiasmo a Stranimondi e l'ho letto subito. Mi era piaciuto moltissimo! 
Sì, si parla di ottobre e siamo a dicembre. La domanda spontanea è: ma perché aspettare tanto? 
Perché semplicemente non so parlare dei libri che mi sono piaciuti! 
Ora però voglio(/devo) almeno provarci.

Partiamo dal facile, la trama.
Ci troviamo in Islanda dove la protagonista, una giovane donna che si sente distrutta dalla vita, decide di tornare per riscoprire la terra natia della madre e, beh, farla finita. Avrebbe avuto anche successo se non fosse per Ottar che la salva e vede qualcosa in lei, decidendo di coinvolgerla nel suo "lavoro" e farla diventare la sua apprendista. Ottar è uno strano, bizzarro e simpatico sessantenne, che riesce a metter curiosità a Erlen e farle aspettare un po' prima di farle ripetere quel gesto, almeno per qualche tempo. Così gli promette, mentre non ha idea in che cosa si sta andando a cacciare e che la porterà a vedere il suo passato con occhi molto diversi, comprendendo qualcosa di cui a madre non le aveva mai accennato. 

Ci muoviamo in una terra magica, in una stagione fredda, fra cittadine e luoghi sperduti in mezzo alla natura. Un mondo, quello dove finirà Erlen, che si muove fra sogno ed incubo, mescolando abilmente la realtà a qualcosa di razionalmente impossibile. Ottar, come dice anche il titolo, è uno sciamano. Ed Erlen si troverò a fare i conti con questo fatto, prima con occhi scettici e spaventati, ma comprendendo sempre di più questa "magia" (sicuramente c'è un termine più appropriato, ma ora non mi viene) e il ruolo che il suo nuovo amico e mentore ricopre. Ovviamente non è il solo, ma lo scoprirete leggendo. 

Un viaggio che si muove fra passato e presente, portando Erlen ad affrontare cose di cui non avrebbe mai immaginato l'esistenza, ma forse in maniera più dolorosa sarà il rivivere la sua infanzia con la madre e dover affrontare i suoi demoni personali, che l'avevano spinta fino alla scogliera. 

Un romanzo estremamente scorrevole, che mi ha stregato dalle prime pagine. 
Una storia che affronta tematiche spesso abusate in questi generi, ma in modo nuovo, interessante, permettendo al lettore di scoprire tradizioni di altri paesi, unendole ad una storia che lega il tutto in modo da trascinare il lettore fino alla fine. 

Un ottimo modo per inaugurare una nuova collana, che spero di regali altri romanzi del genere. 
Ovviamente, anche di quest'autrice! 

Niente di Umano, di Beatrice La Tella, con illustrazioni di Brigitta Bonaldo



Opinione: Niente di Umano, di Beatrice La Tella, con illustrazioni di Brigitta Bonaldo


Nina ricorda bene il momento in cui si è aperto lo Squarcio: era al funerale di Noah. Da quel momento la sua vita e quella di tutti gli esseri umani hanno cominciato a essere popolate da strane creature. Qual è la vera natura delle Bestie apparse sopra le città? Perché sembrano inavvicinabili? Ma la domanda più importante per Nina è un'altra: Noah è davvero scomparso? Insieme a Levi, che su un blocco da disegno ritrae con devozione ogni avvistamento, Nina raccoglie appunti e traccia indizi riguardo il mistero delle Bestie, in una Terra invasa da un nuovo misticismo. Beatrice La Tella immagina una fine del mondo accompagnata dalle illustrazioni di Brigitta Bonaldo, e conduce chi legge verso l'interrogativo fondamentale: quanto è profondo il potere delle storie che raccontiamo? 



Non so bene come parlarvene. 
Un racconto breve, incisivo, che lascia ai lettori un buco dentro che cresce durante l'avanzamento della lettura. Un libro che sfrutta la fantascienza e queste Bestie per parlarci di un dolore forte, che spesso non passa mai: la morte di una persona amata. 

Nina infatti è ossessionata dalle Bestie perché si presuppone che possano essere il tramite per altri mondi e deve scoprire assolutamente se può contattare Noah, il fratello di sua nonna.
Una persona che l'ha accompagnata per tutta la vita e a cui lei è incredibilmente legata, anche grazie alla quantità di storie che le ha raccontato nel tempo e che lei ricorda con dolce malinconia. 

Durante le pagine scopriremo frammenti di vita di Nina e Noah, misti al presente di caccia fra le varie religioni e sette che promettono di tutto e teorizzano di tutto riguardo queste Bestie, insieme a frammenti di documenti con appunti vari che ha messo insieme Nina nel tempo per trovare una soluzione alla sua ricerca. 
Le pagine di appunti sono come fogli stropicciati che fanno capolino fra le pagine, con scritte a mano e sottolineature, come se fossero vissuti e passati fra mani impazienti. 
Ma non è il solo arricchimento che ci viene regalato. Ci sono molte illustrazioni davvero meravigliose che ritraggono diverse Bestie fra le pagine. Un dettaglio che rende questo libricino una chicca per gli occhi, e di cui mi stupisco del prezzo così basso vista la quantità di dettagli e la cura nel pubblicarlo. 

Una storia raccontata davvero bene, ricca di dettagli, che gioca con il tempo e con il lettore, regalando  piano piano frammenti che andranno a completare una storia di amore e dolore, di malinconici ricordi e desideri forse irraggiungibili. Davvero consigliatissimo. 

L'Archivio Dei Finali Alternativi, di Lindsey Drager [Instagram Post]

 


Opinione: L'Archivio Dei Finali Alternativi, di Lindsey Drager


Nel 1456 la sorella di Johannes Gutenberg usa la favola di Hansel e Gretel come surrogato per condividere un segreto di famiglia a cui solo il fratello crede. Nel 1835 i fratelli Jacob e Wilhelm Grimm rivedono il racconto per seppellire una verità su Jacob che nemmeno lui è pronto ad affrontare. Nel 1910 un'illustratrice esplora l'enigma della favola dall'interno di un istituto psichiatrico. Nel 1986 una studiosa di folklore e suo fratello scoprono che la figura della strega nei boschi non è un esempio di fedeltà narrativa, mentre nel 2211 due sonde spaziali alla ricerca di un pianeta simile alla Terra trasmettono la storia in codice binario. Danzando nel tempo tra il 1378 e il 2365 i protagonisti del romanzo incontrano e reinventano la favola di Hansel e Gretel confrontando esperienze tragiche e personali, in cerca di un senso universale alla Storia in cui sono immersi. Attraverso una progressione di sequenze speculative che seguono il ciclico ritorno della cometa di Halley nel cielo terrestre "L'archivio dei finali alternativi" indaga l'amore fraterno in un romanzo che si muove tra i generi, dall'eco-fiction al dramma storico, dall'epopea familiare alla denuncia civile. Prefazione di Sam J. Miller. 


 𝑬' 𝒇𝒂𝒄𝒊𝒍𝒆 𝒅𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊𝒄𝒂𝒓𝒔𝒆𝒏𝒆 𝒎𝒂 𝒍𝒆 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒅𝒆𝒗𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒂𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒏𝒐 𝒔𝒄𝒐𝒑𝒐. 𝑺𝒊 𝒇𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒂 𝒅𝒊𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒊 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊 𝒑𝒐𝒑𝒐𝒍𝒂𝒓𝒊 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒎𝒐𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒍𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒐 𝒖𝒏 𝒄𝒓𝒆𝒅𝒐. 𝑴𝒂 𝒍𝒂 𝒎𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐𝒓 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂𝒗𝒗𝒊𝒔𝒔𝒖𝒕𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒆𝒄𝒐𝒍𝒊 𝒗𝒆𝒏𝒊𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒐𝒏𝒕𝒂𝒕𝒆 𝒄𝒐𝒏 𝒖𝒏 𝒖𝒏𝒊𝒄𝒐 𝒔𝒄𝒐𝒑𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒆𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝒅𝒊𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐: "𝑬𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒎𝒂𝒏𝒊 𝒆' 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒊𝒄𝒊𝒍𝒆. 𝑬𝒄𝒄𝒐𝒏𝒆 𝒍𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒗𝒆." 

Finalmente vi parlo di questo romanzo anche se non so bene come farlo. È scorrevole interessante ben pensato ma arduo da descrivere senza cadere nella trappola del dire troppo. Ci muoviamo nel tempo. È un romanzo che alterna diverse epoche ognuna con un personaggio centrale. Anzi "tre". Perché in ognuno degli anni in cui si svolge la storia passa nel cielo la cometa di Halley. Ma anche perché come filo conduttore avremo la storia di Hansel e Gretel che tornerà ciclicamente a farsi sentire comparendo in modo diversi a volte solo marginalmente eppure sempre in agguato.Un romanzo corale i cui personaggi si trovano ad affrontare le stesse tematiche anche durante secoli diversi. Quasi che la storia si ripetesse in circoli anche se in modo decisamente diverso e articolato.

𝑰 𝒍𝒂𝒃𝒊𝒓𝒊𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏𝒄𝒖𝒕𝒐𝒏𝒐 𝒕𝒊𝒎𝒐𝒓𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆' 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒓𝒖𝒊𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒂𝒏𝒊𝒆𝒓𝒂 𝒍𝒊𝒏𝒆𝒂𝒓𝒆. 𝑳𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒕𝒆𝒎𝒐𝒏𝒐 𝒍𝒆 𝒆𝒔𝒑𝒆𝒓𝒊𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒍𝒊𝒏𝒆𝒂𝒓𝒊 𝒍𝒆 𝒆𝒔𝒑𝒆𝒓𝒊𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒆𝒗𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒈𝒐𝒏𝒐 𝒅𝒊𝒗𝒂𝒈𝒂𝒏𝒐. 𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆' 𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒖𝒏'𝒖𝒏𝒊𝒄𝒂 𝒅𝒊𝒓𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆. 𝑳𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒗𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐𝒏𝒐 𝒎𝒖𝒐𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒊𝒏 𝒂𝒗𝒂𝒏𝒕𝒊. 𝑳𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏𝒆 𝒗𝒐𝒈𝒍𝒊𝒐𝒏𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒅𝒂 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒄𝒖𝒓𝒗𝒆.

 Ambientato fra il 1378 e il 2365 ci troviamo ad aver a che fare con gente normale insieme a persone che hanno lasciato il segno come Gutenberg ed i fratelli Grimm, ma anche Ruth Coker Burks. 
Lo so, questo nome non vi dirà nulla ma vi consiglio di andare a cercarlo perché la sua storia è incredibile per il bene che ha fatto negli anni 80. Compare nel romanzo senza nome, purtroppo. 
Ho scoperto alla presentazione del romanzo (durante il SalTo) che questa donna esiste e quello che viene raccontato è tratto dalla sua vita. 

Una storia particolare, che lascia quasi una sensazione che manchi qualcosa, che ci debba esser altro da raccontare,...eppure ti si pianta dentro e ci si ragiona su per molto tempo ancora. Tante tematiche, tante vite diverse fra loro, tanto elementi che nonostante tutto hanno molto in comune. 

Un romanzo che mi incuriosiva, di cui avevo sentito parlare molto bene e che (tenendo presente che è fuori dalla mia comfort zone) mi è piaciuto. Ovviamente consiglio di leggerlo se vi incuriosisce, perché dalla trama si capisce poco. Fra le pagine c'è molto molto altro. 
Chissà se l'autrice ci regalerà altro e se arriverà in Italia...


Post anche sul mio profilo Instagram @viaggiatricepigra

Seppellitemi Lassù In Montagna, di Francesca Tacchi [Instagram Post]


Eh sì, avrei dovuto parlarvene molte settimane fa, anche se in particolare avrei voluto fare uscire un post lunedì (o al massimo martedì 25, visto le tematiche trattate). Ma non mi venivano le parole e quindi ho lasciato perdere.

Così, senza un briciolo di motivo, mi ritrovo a buttar giù di getto una sorta di opinione solo perché ho qualche idea che mi frulla in testa. Vedremo come andrà...


Continua sul post su Instagram [link sulla foto] oppure l'opinione completa sul Blog [QUI]

Opinione: Seppellitemi Lassù In Montagna, di Francesca Tacchi

“Ogni giorno è buono per ammazzare nazisti.
Italia 1944, il partigiano Veleno non pensa ad altro che uccidere quanti più nazisti può prima di lasciare questo mondo. Accompagnato dal fido Rame, e protetto dall’antica dea Angizia, è in missione tra le montagne dell’Italia centrale per recuperare una strana arma che i nazisti stanno progettando di usare contro gli Alleati nella battaglia di Montecassino. Scritta con un ritmo vertiginoso, e accompagnata da una prosa travolgente, la novella di Francesca Tacchi unisce le più straordinarie caratteristiche del romanzo fantastico alla passione per la nostra Resistenza in un mix esplosivo e letale di azione e meraviglia. Pubblicato in origine negli Stati Uniti Seppellitemi lassù in montagna arriva in Italia in una nuova edizione rielaborata dall’autor? per il nostro pubblico. … Francesca Tacchi Scrittor? queer di storie fantasy con elementi horror e umoristici, Francesca Tacchi vive a Bologna insieme al marito, un cucciolo di shiba e tre dozzine di piante. Appassionat? di storia e mitologia, Francesca propone nella sua narrativa riletture weird della storia e del folklore italiano. Ha esordito nel 2022 negli Stati Uniti con questa novella.


Eh sì, avrei dovuto parlarvene molte settimane fa, anche se in particolare avrei voluto fare uscire un post lunedì (o al massimo martedì 25, visto le tematiche trattate). Ma non mi venivano le parole e quindi ho lasciato perdere.

Così, senza un briciolo di motivo, mi ritrovo a buttar giù di getto una sorta di opinione solo perché ho qualche idea che mi frulla in testa.
Vedremo come andrà...ma soprattutto, se eravate indecisi, se vi incuriosirà e vi spingerà a dargli una chance.

Questo era un titolo che stavo aspettando, seppur non avessi capito nulla della trama. A pelle mi ispirava moltissimo. Partiamo col dire che la frase iniziale mi ha conquistato totalmente
"Ogni giorno è un buon giorno per uccidere nazisti".
Perfetta!
Amore immediato!

Ci troviamo in Italia nel 1944, insieme ai partigiani Veleno e Rame, che ci faranno conoscere la loro lotta e il loro odio profondo verso nazisti e fascisti. Una lotta che per Veleno è radicata fin a portarlo all'autodistruzione. Infatti come missione vuole portare più nazifascisti con sé nella tomba. Altro non si pone nella vita. E durante le pagine capiremo come mai questa scelta così drastica e questo modo di vedere la vita così estremo.

Ma non è un romanzo solo di resistenza. Infatti l'autrice mescola abilmente a tutto ciò elementi fantastici, portando "in vita" Dei e Dee che sono sopravvissuti grazie a chi ne ha portato avanti la memoria. E Veleno è uno di questi, poiché la sua famiglia si tramanda un anello della Dea Angizia che dona il potere della guarigione.

Ovviamente questo è un accenno alla trama. Ci saranno sviluppi interessanti quando Veleno, con Rame ed altri, dovranno andare in missione per riuscire a fermare un piano che potrebbe spostare in modo decisivo l'ago della bilancia fra le fazioni. Lo so, fa strano trovarsi con così tante tematiche così particolari e diverse fra loro tutte insieme, ma la cosa straordinaria è che il mix funziona alla grande.

Un breve romanzo, forse più un racconto dovrei dire, che affronta molte tematiche: la guerra, la perdita, l'amicizia, la vendetta, l'amore, la speranza,...insomma, molto ricco seppur brevissimo, con quel tocco di sovrannaturale che riesce ad arricchire il tutto senza stravolgere le cose.

Sono rimasta molto sorpresa in positivo per questa lettura che mi ha dato occasione di iniziare il 2023 alla grande. Si, lo so, l'uscita non era a gennaio, ma fra i titoli letti da inizio anno si è rivelato il primo più bello.

Consigliato? Si!
Con dei "ma". Non è una lettura per tutti. Se leggete la trama e vi ispira: prendetelo ed amatelo. Altrimenti, andateci magari un pochino più cauti.

La Stirpe e il Sangue, di Lorenza Ghinelli [Instagram Post]



Ho recuperato, dopo averlo puntato per parecchio tempo, questo romanzo trovandolo usato (finalmente!). Non mi ispirava particolarmente, nonostante avessi letto alcuni pareri positivi (da parte di lettor3 di cui mi fido), altrimenti lo avrei comprato molto molto tempo prima. Ammetto che mi ha piacevolmente sorpresa, seppur con qualche piccola lamentela.

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Una Dote Di Sangue, di S. T. Gibson



Con un ritardo mostruoso pubblico anche qui la mia opinione su questo romanzo che avevo atteso trepidante e che si è rivelato una bella lettura, ma insipida nei contenuti. Insomma, mi aspettavo molto di più fra le sue pagine...

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Opinione: La Stirpe e il Sangue, di Lorenza Ghinelli

 

Lorenza Ghinelli si misura con la letteratura gotica reinterpretandola offrendo ai lettori un racconto nerissimo ma anche un potente inno alla sete di riscatto degli esuli e alla forza indomita delle donne.

C'è qualcosa nel bambino, l'ha capito nel bosco, qualcosa che chiama la morte, qualcosa che la morte ama nel bambino.

Anno 1442. L'esercito ottomano al comando di Murad II irrompe in Valacchia devastando i villaggi. Tra le capanne divorate dalla violenza nasce Radu un bambino affetto da una rara forma di anemia che riuscirà a sopravvivere solo grazie alla caparbietà di Maria sua madre e a quella della sorella Anna. I tre sfuggono all'invasione rifugiandosi nella foresta ma l'efferatezza dei lupi e degli orsi impallidisce dinnanzi a quella degli uomini. Anna e Maria si trovano così costrette per resistere a infrangere ogni regola e insegneranno a Radu un'ostinata resistenza e una ferocia che ha l'impudenza di rivelarsi necessaria. La loro è la storia di un esilio e di una scalata che rovescia il potere affogandolo nel suo stesso sangue. La sopravvivenza come codice morale l'amore come unica gomena. E a legarli sopra ogni cosa il rito del sangue che Maria insegna a Radu e che lo tiene in vita unendo così il suo destino di giovane uomo alla leggenda che porterà Vlad l'Impalatore meglio noto come Dracula a imporsi nell'immaginario collettivo. Lorenza Ghinelli si misura con la letteratura gotica reinterpretandola offrendo ai lettori un racconto nerissimo ma anche un potente inno alla sete di riscatto degli esuli e alla forza indomita delle donne.


Ho recuperato, dopo averlo puntato per parecchio tempo, questo romanzo trovandolo usato (finalmente!). Non mi ispirava particolarmente, nonostante avessi letto alcuni pareri positivi (da parte di lettor3 di cui mi fido), altrimenti lo avrei comprato molto molto tempo prima. Ammetto che mi ha piacevolmente sorpresa, seppur con qualche piccola lamentela. 

Partiamo con una sfogliata veloce alle pagine. 
Troviamo una storia di brevi capitoli che si alternano a illustrazioni molto particolari. Ahimè, non mi hanno fatto impazzire, ma questo è a puro gusto personale! Sono fedeli a ciò che si va a leggere senza cadere in spoiler. Molto "semplici" (dal mio occhio totalmente senza alcuna nozione artistica), ma che comunque appaiono curate. 

Il romanzo in sé è piuttosto breve. Capitoli non lunghissimi, che spaziano negli anni, dando dettagli qua e là sulla vita di questa famiglia e, molto in generale, sulla vicenda più famosa che fa solo da sfondo (Vlad l'Impalatore). 
Pensavo fossero in qualche modo intrecciate, ma sono stata piacevolmente sorpresa che non lo fossero, se non per la vicenda storica: la guerra, le conquiste, la fama, la violenza, che raggiungono ogni villaggio anche solo tramite le voci. 

Veniamo alla storia. 
Alla nascita di questo bambino già il padre avrebbe voluto abbandonarlo nella foresta poiché appariva estremamente cagionevole e quindi una bocca inutile da sfamare, che sarebbe morta subito anche con le dovute cure; ma la sorella e la madre si oppongono fortemente, dandogli questa possibilità di vita, che non sarà l'unica. 
Infatti immediatamente la guerra arriva anche nel loro villaggio e, per salvarsi, Maria (la madre), Anna (la sorella) e Radu (appunto il neonato) scappano nella foresta. 
Soli, al freddo, di notte, in un luogo pieno di pericoli e creature affamate. 
Ci renderemo conto di cosa si è disposti a fare per mantenere in vita i propri figli, o comunque la propria famiglia. Non solo riguardo alle creature nascoste nella boscaglia, ma anche quando delle bestie li catturano per portarli dietro a delle mura. 

Maria trasmette ai figli la sua "ferocia" verso gli estranei che vogliono far loro del male. Unita alla pazienza verso il momento giusto per agire, alle conoscenze che ha appreso durante la sua vita, e ad una scaltrezza che la rendono una donna all'apparenza fragile ma dentro forte e determinata come pochi. 

Questo solo un accenno alla trama, poiché le loro dis-avventure continueranno negli anni e porteranno tutti a crescere, fin troppo in fretta, per mantenersi in vita l'un l'altro e riprendersi ciò che è stato loro strappato. Con gli interessi. 
Incontri e scelte più o meno realistici, ma che rendono il romanzo scorrevole e molto piacevole da leggere. 

Ovviamente, lo specifico, non adatto a tutti. 
Ci sono scene che non cadono mai nello splatter più volgare, ma sono comunque esplicite e crude, che potrebbero dare molto fastidio ad alcune persone. 

Una lettura che mi ha sorpreso in positivo, seppur un romanzo più lungo e dettagliato, magari più romanzato in alcuni punti, mi avrebbe potuto far innamorare del tutto. Ma sono pensieri miei. 
Scorrevole e comunque breve, si legge in poco, catturando il lettore che deve arrivare alla fine per scoprire come si concluderà questa storia familiare. 

Riguardo il prezzo. Beh, capisco che è altino, ma il materiale è ottimo: pagine davvero spesse che fanno spiccare le illustrazioni come meritano. Già questo dettaglio va valutato nel complesso. Si, io sono molto contenta di averlo trovato usato, altrimenti non so se mai mi sarei lanciata, ma comprendo le scelte editoriali che hanno portato a questo prezzo (che comunque si trova per libri di qualità inferiore, senza illustrazioni, con meno storia). 

In ogni caso, tirate fuori voi le vostre conclusioni. 
Non ho idea se si possa trovare in qualche biblioteca (magari in quelle più grandi), così se siete curiosi lo recuperate in questo modo e, nel caso, lo comprerete poi per averlo in libreria.ù
Io di sicuro non lo sconsiglio!

Opinione: Una Dote Di Sangue, di S. T. Gibson

Constanta si ritrova a scegliere tra libertà e amore. 
Ma i legami costruiti con il sangue possono essere spezzati solo dalla morte.

Gli uomini che hanno ucciso la sua famiglia e bruciato la sua casa l'hanno lasciata a terra agonizzante, vittima di una guerra che nessuno ricorda più. Ma un misterioso straniero riccamente vestito la trova, la salva a un soffio dalla morte e le dona una nuova vita e un nuovo nome: Constanta, colei che è determinata a vivere. È così che la figlia del fabbro di un villaggio della Romania medievale diventa la sposa perfetta per un re immortale. Insieme attraversano i secoli e i paesi, da Vienna alla Spagna, da Pietrogrado a Parigi. Quando però lui coinvolge nella sua rete di passioni e inganni anche una machiavellica gentildonna e un attore squattrinato, Constanta inizia a capire che il suo amato è capace di atti orribili. E dopo essersi alleata con i suoi consorti di sangue – la bellissima Magdalena, il brillante Alexi – inizia a svelare gli oscuri segreti del marito. Constanta si ritrova a scegliere tra libertà e amore. Ma i legami costruiti con il sangue possono essere spezzati solo dalla morte.


Mi sono presa molto, molto tempo per pensarci. 
Noooo, non era perché non avevo tempo per scrivere (bugiarda!). 
In ogni caso direi che è arrivato il momento di fare due paroline su questo libro e, grazie al tempo trascorso, di valutare anche cosa mi ha lasciato. 

Preso in preda all'hype dei suggerimenti di chi lo aveva letto: addirittura avevo pensato di prenderlo in lingua, fortunatamente tradotto e preordinato con largo anticipo (ed ovviamente non letto subito, come al solito). 
Sono rimasta un pochino delusa dal contenuto, già da subito seppur era solo una vocina lontana nella testa. 
Poiché pensavo ad una storia corposa e ricca, invece mi sono ritrovata a leggere capitoli piuttosto brevi, che staccavano di anni o secoli, non dando quello che mi aspettavo dalle opinioni che avevo sentito. 

Pensavo di leggere la storia delle mogli di Dracula (che ancora non ho letto: lo so! Shame of me), ma mi sono trovata a spiluccare dettagli qui e là, senza sentirmi appagata
No, non è scritto male, ma manca...sostanza, diciamo.

Scorre veloce, ha uno stile molto moderno ed inclusivo, si stacca un po' dalla storia (una delle "mogli" è un uomo, o per meglio dire un ragazzino). Insomma, è una lettura particolare che sa di pubblico giovane, acerbo, una lettura veloce per chi deve approcciarsi ai classici e con questa sorta di retelling potrebbe incuriosirsi e farlo. 
Anche se devo dirlo, puzza un po' di moda, perché ultimamente ne escono troppi così. 
Ma nonostante questo, sono uscite letture decisamente peggiori di questo "genere".

La storia è raccontata come una sorta di confessione di Constanta, dove ripercorre, tramite alcuni ricordi, la sua lunga vita con il suo Signore (e padrone). Ci racconterà com'è iniziato il tutto, i viaggi che hanno fatto insieme, la conoscenza con Magdalena e poi con Alexi, e la loro entrata in famiglia. Ci si sofferma, ma non troppo, sul carattere brusco e crudele del suo grande amore, che riesce a manipolare tutti costantemente negli anni. 

Il problema è che è tutto veloce, rapido, accennato. Seppur ci viene data la possibilità di vedere e capire quanto sottili ma potenti siano certe violenze psicologiche, avrei preferito qualcosa in più. Ma anche della vita quotidiana. 
Leggiamo istantanee di una vita secolare, che non bastano per farci immedesimare in tutto quello. Almeno, per me non è stato così. 

Il finale...no. Una scena totalmente gratuita, se non ricordo male un mini racconto, che poteva esser tolto senza il minimo problema. Non aggiunge nulla di particolare. 

Insomma, sono partita con le migliori intenzioni, caricata al massimo verso quest'avventura, e mi sono ritrovata con l'ennesima delusione visto che mi aspettavo molto di più di quello che è stato dato, anche "grazie" a certe recensioni che me lo hanno fatto immaginare totalmente diverso da com'è. Colpa mia? Può essere, certo. Non nego questa mia responsabilità. 
 
Consigliarlo o no? Eh, dipende da cosa state cercando. 
Qualcosa di leggero, scorrevole, moderno,...potrebbe piacervi molto. 
Altrimenti, prendetelo con le pinze. Prestito da amic3, biblioteca, e/o audiolibro. 
Così capite se vi può piacere e se prenderlo da aver nella vostra libreria. 

Frammenti di Luce e Oscurità, di Giulia Anna Gallo [Instagram Post]


Dico subito che è stata l'autrice (@giuliaannagallo ❤️), di cui avevo già letto alcune opere quando ancora esisteva la Dunwich Edizioni (quanto mi manca!), a contattarmi per chiedermi di leggerlo e darle un parere.
Essendo racconti, per di più brevi, e conoscendola: quindi una persona che accetta ogni parere positivo o negativo che possa essere...ho accettato, molto felice di tutto ciò.

Nella sua correttezza mi ha avvertito che magari alcuni potevo già averli letti, poiché erano stati presenti in altre raccolte.
Uno credo di averlo letto, ma talmente tanto tempo fa che (fortunatamente per me) non lo ricordavo ed è stato bello immergersi in una storia praticamente da zero.

Non vi starò a dire troppo sulla trama e quindi anche le mie opinioni saranno "stringate".
Sono così brevi che vi rovinerei la lettura con una parola in più.

Qui vi lascio solo i titoli, per qualcosa in più vi rimando al blog (link in bio):

- Figlie Dell'Oceano
- Impercettibile
- Il Sentiero Del Leopardo
- Il Richiamo Del Sangue

Insomma, un centinaio di paginette che regalano quattro racconti decisamente particolari e piacevoli da leggere. Permettono di staccare, anche solo per poco, ed immergersi in vite diverse fra loro, con le quali però possiamo comunque immedesimarci.

Molto molto carino!
E visto anche il prezzo, vi consiglio caldamente di recuperarlo.
(è disponibile anche con Kindle Unlimited)

Opinione: Frammenti di Luce e Oscurità, di Giulia Anna Gallo

 È la fantasia che è capace di sollevare, finalmente, il velo che separa le dimensioni. Frammenti che brillano alla soave luce della luna e rifulgono a volte di splendore a volte di oscurità. Frammenti di un mondo che nessun senso può accarezzare. Frammenti che acuminati si incagliano nella nostra mente, la feriscono, facendo grondare gocce di immaginazione sul foglio. Cinque racconti, come i cinque sensi sopiti che attendono il bacio risveglio, racchiusi in un libro che è al contempo luce e oscurità.



Partiamo dalla cosa più ovvia ed immediata: perché il titolo sulla raccolta e il titolo sugli store è diverso?
No, non è un mio errore. E a noi "lettori-rompicoglioni" dettagli del genere balzano all'occhio e stonano parecchio.  Ed effettivamente una cosa del genere non è una "svista". 
A maggior ragione se è una pubblicazione di una CE (semplicemente perchè, immagino, ci lavorino dietro più persone, quindi più occhi, che dovrebbero stare attenti a dettagli del genere). 
Altro piccolo dettaglio: nella trama si parla di 5 racconti per i 5 sensi....ma effettivamente ci sono solo 4 racconti. Poteva essere tranquillamente evitato di essere scritto. 

Ora, dopo aver analizzato l'apparenza, che già non fa partire coi presupposti più belli, veniamo all'opera. 
Dico subito che è stata l'autrice, di cui avevo già letto alcune opere quando ancora esisteva la Dunwich Edizioni (quanto mi manca!), a contattarmi per chiedermi di leggerlo e darle un parere. 
Essendo racconti, per di più brevi, e conoscendola: quindi una persona che accetta ogni parere positivo o negativo che possa essere...ho accettato, molto felice di tutto ciò. 

Nella sua correttezza mi ha avvertito che magari alcuni potevo già averli letti, poiché erano stati presenti in altre raccolte. Uno credo di averlo letto, ma talmente tanto tempo fa che (fortunatamente per me) non lo ricordavo ed è stato bello immergersi in una storia praticamente da zero. 

Non vi starò a dire troppo sulla trama e quindi anche le mie opinioni saranno "stringate". 
Sono così brevi che vi rovinerei la lettura con una parola in più. 
Ed a lettura terminata ho provato ad associare, come da trama, ogni titolo ad un senso. 

Partiamo con Figlie Dell'Oceano, che ho associato al senso dell'udito. 
Un racconto fantasy a due voci in cui si parla di crescita e trovare la propria strada nella vita, anche a costo di rischiare tutto per seguire i propri sogni. 

Proseguiamo con Impercettibile, che ho associato alla vista (anche se pure l'udito è importante). 
Anche questo un racconto con piccole tracce di fantasy. Si parla di dolore e perdita. Dei sacrifici per riuscire a salvare chi amiamo di più. E c'è un enorme colpo di scena che vi farà restare a bocca aperta. 

Avanti con Il Sentiero Del Leopardo, che ho associato al tatto. 
Troviamo sempre una trama "contaminata" dal fantasy in cui la protagonista si trova in difficoltà riguardo la sua natura, poiché potrebbe non essere accettata persino dai suoi affetti più cari. 

Il Richiamo Del Sangue chiude il tutto, e l'ho associato all'olfatto. 
Si stacca leggermente dai romanzi precedenti, facendoci piombare in un mondo fantasy/distopico dove creature ritenute immaginarie sono reali e l'umanità cerca di studiarle. 
Non è chiaro se queste siano pericolose, quale fazione sia quella "buona",... 
Ma nel complesso, abbastanza piacevole da leggere. 
Resta però un mondo abbozzato, con un grande potenziale che approfondito potrebbe diventare qualcosa di più, dando vita ad una storia corposa ed originale. 

Insomma, un centinaio di paginette che regalano quattro racconti decisamente particolari e piacevoli da leggere. Permettono di staccare, anche solo per poco, ed immergersi in vite diverse fra loro, con le quali però possiamo comunque immedesimarci. 

Molto molto carino!
E visto anche il prezzo, vi consiglio caldamente di recuperarlo. 
(è disponibile anche con Kindle Unlimited)

Il Canto di Swan, di Robert R. McCammon [Instagram Post]



Prima di tutto: perchè questo libro non viene calcolato minimamente?
Anche solo curiosando in giro, non c'è praticamente nessuno che lo stia leggendo (o che lo abbia letto). Ed è assurdo, perché è una storia post apocalittica che riesce a dare molto al lettore.
Se moltissimi hanno letto, o almeno conoscono di fama, L'Ombra Dello Scorpione, questo romanzo quasi "parallelo", in Italia, è sconosciuto. Ed è assurdo, per me.
Per le tematiche che affronta, per lo stile di scrittura,...per la storia in sé.

Ma facciamo un passo indietro.

Opinione parziale su IG oppure completa sul Blog

Opinione: Il Canto di Swan, di Robert R. McCammon



In una terra desolata nata dalla rabbia e dalla paura, popolata da creature mostruose ed eserciti predoni, gli ultimi sopravvissuti della terra sono stati trascinati nella battaglia finale tra il bene e il male, che deciderà il destino dell'umanità: Sister Creep, che scopre uno strano e mutante artefatto di vetro nelle strade distrutte di Manhattan; Joshua Hutchins, il wrestler professionista che si rifugia dalle radiazioni nucleari in una stazione di servizio del Nebraska; e Swan, una giovane ragazza dotata di poteri speciali, che viaggia insieme a Josh fino a una città del Missouri dove la guarigione e il recupero possono realizzarsi grazie al dono di Swan: con il suo canto è infatti in grado di far tornare in vita la terra, di far crescere le piante e di percepire il dolore e la gioia di tutte le creature viventi. Ma l'antica forza che si nasconde dietro la devastazione della terra, sta setacciando i sopravvissuti. È in cerca di reclute per il suo implacabile esercito, a cominciare dalla stessa Swan.


Prima di tutto: perchè questo libro non viene calcolato minimamente?
Anche solo curiosando in giro, non c'è praticamente nessuno che lo stia leggendo (o che lo abbia letto). Ed è assurdo, perché è una storia apocalittica che riesce a dare molto al lettore. 
Se moltissimi hanno letto, o almeno conoscono di fama, L'Ombra Dello Scorpione, questo romanzo quasi "parallelo", in Italia, è sconosciuto. Ed è assurdo, per me. 
Per le tematiche che affronta, per lo stile di scrittura,...per la storia in sé. 

Ma facciamo un passo indietro. 

È stato davvero un lungo viaggio, per me; colpa quasi totale alla mia stanchezza che mi rallentava nella lettura a una cinquantina di pagine la sera. Quando riuscivo, ovviamente. 
Una storia però che ne è valsa la pena, anche se avrei voluto non fosse stato così "pesante". 
Mi sarei goduta in modo diverso tutto questo enorme percorso.
Ma, come dicevo, ho scelto un periodo sbagliato per iniziarlo. My Bad.    

Partiamo in un "oggi" che potrebbe benissimo essere ambientato anche nel nostro quotidiano, nonostante dalla sua pubblicazione siano passati più di 30 anni.
Un mondo dove la guerra è vicina e basterebbe un pulsante per scatenare tutto.
Nonostante le vite vadano avanti, sentiamo attraverso la voce del Presidente degli USA la pressione che si trova a gestire riguardo questo "gioco" di potere in cui tutti stanno piazzando le proprie pedine in campo e aspettano, sperando di non dover mai arrivare a decretare la fine del mondo.
Ed un giorno quel pulsante viene premuto.
 
Non si sa da chi. 
Non è importante.
È la gente a pagarne il prezzo.
 
Bombe partono da ogni luogo e attaccano ovunque. 
Tutto diventa uno scenario di fuoco, demolendo ogni cosa, lasciandosi dietro una realtà distrutta e infetta dalle radiazioni. I pochi superstiti non si ritengono fortunati, poiché inizia la lotta alla sopravvivenza più ardua: niente acqua potabile, niente vegetazione né animali, clima impazzito, e, appunto, radiazioni costanti che stermineranno in pochissimo altro tempo un'altra grande fetta dell'umanità.

È difficilissimo trovare le parole per descrivere un romanzo così enorme, ricco di tanti dettagli e tematiche, in poche righe. Ci sarebbe da parlarne per ore.

Ci troviamo a veder tutto questo attraverso gli occhi dei pochi superstiti, conosciuti poco prima del disastro, ed insieme ai quali vivremo questa enorme distruzione. 
Non sono tantissimi e ci si affeziona in fretta ad ognuno di loro. 
Dal Presidente degli Stati Uniti, che si ritrova in mezzo a questa guerra di "chi ce l'ha più lungo"; 
Sorella Creep (che potevano evitare di tradurla a metà, lasciando Sister Creep che suona meglio), una donna nera che vive sulla strada di New York; 
Josh, un giovane di colore che fa il cattivo negli spettacoli di wrestling nel Kansas; 
Swan, una bambina di 8 anni che vive con la madre anche lei nel Kansas, che riesce a percepire piante e animali, un dono insolito e incredibile;
In Idaho conosceremo Roland, un ragazzino fissato con un gioco online, che va con la sua famiglia alla Earth House, una multiproprietà in cui possono accedere due settimane l'anno, che dovrebbe essere una "casa sicura" nell'eventualità di una guerra nucleare o simili. Lì conoscerà il colonnello Macklin, una figura vecchia e militare fino al midollo. Potete immaginare come potrebbe continuare la storia...

Queste le figure che aprono il romanzo e che ci faranno da voci principali, seppur incontreremo molti altri personaggi durante la lettura. Alcuni ci faranno compagnia per poco, altri resteranno con noi. 
Non vi voglio anticipare altro. 

Come vi dicevo lo sfondo a tutta la vicenda è lo scoppio di una guerra nucleare: cosa potrebbe succedere se effettivamente chiunque  premesse "quel" pulsante. 
La sopravvivenza spietata e la crudeltà che viene fuori dagli esseri umani, spinti al limite (per fame di cibo o potere); ma anche l'incredibile solidarietà che potrebbe nascere nelle giuste circostanze. 

Uno stile di scrittura che mi è piaciuto molto. 
Inizialmente sembra tutto molto lento, infatti a me ha dato l'impressione che dopo metà romanzo, in cui si cambia arco temporale (facciamo un grande passo in avanti), il tutto diventa molto più veloce e scorrevole, e direi anche interessante. Ma abbiamo già una grande premessa, costituita dalla prima parte, che permette di velocizzare le cose. 
Quindi, serve tutto per vivere la storia fino all'ultima pagina, si deve avere pazienza in un certo senso. 

Ahimè, il finale seppur abbia molti elementi imprevedibili, rimane abbastanza scontato e prevedibile. 
Ma ciò non toglie nulla all'enorme viaggio che compiamo insieme alle varie figure.

Per me ne è valsa davvero la pena.
È stato lungo, faticoso a tratti, ma alla fine l'ho chiuso e ci sto ripensando ancora adesso. 
I personaggi, in un modo o nell'altro, ti entrano dentro. Alcuni li porti nel cuore. 

Mi rendo conto che 30€ siano tanti per un romanzo in cover morbida, ma calcolate che è stato ritradotto e che sono quasi 900 pagine. Se facciamo un parallelo con alcuni romanzi sparati a più di 20€ con una media di 300 pagine...beh, per me ne vale la spesa. 
Consiglio comunque di investirci tempo e soldi se vi piace il genere, di base. 
Al massimo potete prima leggere un estratto, credo sia disponibile su ogni piattaforma. 

Nel frattempo, io sono estremamente contenta di essermi lanciata in quest'avventura praticamente alla cieca (come dicevo, zero opinioni). 
Spero di aver, con il mio pensiero caotico, dato qualche informazione che possa spingere a capire se può far per voi oppure no. 
Se lo iniziate, fatevi sentire! 
Così ne parliamo, che ne ho bisogno. 






McCammon VS King

L'opinione sarebbe finita, aggiungo questo per dare qualche dettaglio in più verso i curiosi, approfittando del fatto che ho letto il romanzo di King un annetto fa. 

Sto parlando de: L'Ombra Dello Scorpione
Ci sono un 10 anni di distanza fra i due romanzi ed è immediato farne paragone e chiedersi se l'ispirazione (di McCammon) sia nata da King. Eh si, lui ha "scritto" per primo. 
 
Questi due romanzi, infatti,  hanno parecchio in comune ma anche differenze.
Un mondo attuale, realistico, che viene annientato in un nulla a causa dell'uomo, nonostante le cause siano diverse:
King: arma batteriologica, McCammon: guerra nucleare;
 
da questo anche il mondo che rimane ai protagonisti
se King lascia i suoi personaggi in un mondo intatto, in cui la natura riprende il controllo, con McCammon si deve fare i conti con la desolazione e distruzione totale a causa delle radiazioni con cui i sopravvissuti dovranno fare i conti;
 
cattivi ultraterreni: 
l'uomo che cammina contro l'uomo dall'occhio scarlatto, la seconda figura più sfaccettata e meno temibile a tratti, anzi spesso ridicola;
 
persone "speciali": 
se King ci mostra persone qualunque che si trovano spaccate fra bene e male, McCammon fa altrettanto ma aggiungendo un tocco in più mettendo in gioco una bambina dai poteri della vita e altri oggetti "magici" che sono utili ai protagonisti;

bene vs male: 
un tema che King spacca in due, ponendo le sedi di questi due gruppi in luoghi quasi opposti del paese, che però ad un certo punto devono incontrarsi; McCammon è più "realistico", mette in campo la violenza e la guerra che, come ahimè sappiamo, è insita nell'uomo e porta a formarsi diversi eserciti che iniziano a combattere per le risorse rimanenti, rubare al nemico le scorte e diventare i vincitori assoluti schiacciando chiunque altro.