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Opinione: Niente di Umano, di Beatrice La Tella, con illustrazioni di Brigitta Bonaldo
Nina ricorda bene il momento in cui si è aperto lo Squarcio: era al funerale di Noah. Da quel momento la sua vita e quella di tutti gli esseri umani hanno cominciato a essere popolate da strane creature. Qual è la vera natura delle Bestie apparse sopra le città? Perché sembrano inavvicinabili? Ma la domanda più importante per Nina è un'altra: Noah è davvero scomparso? Insieme a Levi, che su un blocco da disegno ritrae con devozione ogni avvistamento, Nina raccoglie appunti e traccia indizi riguardo il mistero delle Bestie, in una Terra invasa da un nuovo misticismo. Beatrice La Tella immagina una fine del mondo accompagnata dalle illustrazioni di Brigitta Bonaldo, e conduce chi legge verso l'interrogativo fondamentale: quanto è profondo il potere delle storie che raccontiamo?
Un racconto breve, incisivo, che lascia ai lettori un buco dentro che cresce durante l'avanzamento della lettura. Un libro che sfrutta la fantascienza e queste Bestie per parlarci di un dolore forte, che spesso non passa mai: la morte di una persona amata.
Nina infatti è ossessionata dalle Bestie perché si presuppone che possano essere il tramite per altri mondi e deve scoprire assolutamente se può contattare Noah, il fratello di sua nonna.
Una persona che l'ha accompagnata per tutta la vita e a cui lei è incredibilmente legata, anche grazie alla quantità di storie che le ha raccontato nel tempo e che lei ricorda con dolce malinconia.
Una persona che l'ha accompagnata per tutta la vita e a cui lei è incredibilmente legata, anche grazie alla quantità di storie che le ha raccontato nel tempo e che lei ricorda con dolce malinconia.
Durante le pagine scopriremo frammenti di vita di Nina e Noah, misti al presente di caccia fra le varie religioni e sette che promettono di tutto e teorizzano di tutto riguardo queste Bestie, insieme a frammenti di documenti con appunti vari che ha messo insieme Nina nel tempo per trovare una soluzione alla sua ricerca.
Le pagine di appunti sono come fogli stropicciati che fanno capolino fra le pagine, con scritte a mano e sottolineature, come se fossero vissuti e passati fra mani impazienti.
Ma non è il solo arricchimento che ci viene regalato. Ci sono molte illustrazioni davvero meravigliose che ritraggono diverse Bestie fra le pagine. Un dettaglio che rende questo libricino una chicca per gli occhi, e di cui mi stupisco del prezzo così basso vista la quantità di dettagli e la cura nel pubblicarlo.
Una storia raccontata davvero bene, ricca di dettagli, che gioca con il tempo e con il lettore, regalando piano piano frammenti che andranno a completare una storia di amore e dolore, di malinconici ricordi e desideri forse irraggiungibili. Davvero consigliatissimo.
Eva, di Nicoletta Vallorani [Instagram Post]
Non sarà proprio un opinione riguardo questo romanzo, poiché l'ho iniziato in preda ad una forte curiosità (dopo aver finito "Avrai I Miei Occhi"), ma la vita si è messa in mezzo e l'ho finito giusto per arrivare in fondo. Quindi ad un certo punto mi sono ritrovata a leggerlo velocemente e superficialmente.
Lì rileggerò entrambi, in ordine temporale di pubblicazione. Ma tra un bel po' di tempo, ora altro mi chiama.
Tornando al romanzo però...diversissimo dal suo "seguito"!
Una scrittura decisamente più lineare, meno astratta e poetica. Vi dico solo che ci sono quasi 20 anni fra i due romanzi, quindi lo stile di un autor3 evolve, ma non credo di aver mai trovato qualcuno il cui modo di scrivere cambiasse così tanto; di solito si migliora, certo, ma sembrano due autor3 diversi se non si legge chi li ha scritti.
E, sinceramente, ho apprezzato entrambi questo stili. È strano, ma interessante.
Lì rileggerò entrambi, in ordine temporale di pubblicazione. Ma tra un bel po' di tempo, ora altro mi chiama.
Tornando al romanzo però...diversissimo dal suo "seguito"!
Una scrittura decisamente più lineare, meno astratta e poetica. Vi dico solo che ci sono quasi 20 anni fra i due romanzi, quindi lo stile di un autor3 evolve, ma non credo di aver mai trovato qualcuno il cui modo di scrivere cambiasse così tanto; di solito si migliora, certo, ma sembrano due autor3 diversi se non si legge chi li ha scritti.
E, sinceramente, ho apprezzato entrambi questo stili. È strano, ma interessante.
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Opinione: Eva, di Nicoletta Vallorani
Non sarà proprio un opinione riguardo questo romanzo, poiché l'ho iniziato in preda ad una forte curiosità (dopo aver finito "Avrai I Miei Occhi"), ma la vita si è messa in mezzo e l'ho finito giusto per arrivare in fondo. Quindi ad un certo punto mi sono ritrovata a leggerlo velocemente e superficialmente.
Lì rileggerò entrambi, in ordine temporale di pubblicazione. Ma tra un bel po' di tempo, ora altro mi chiama.
Tornando al romanzo però...diversissimo dal suo "seguito"!
Una scrittura decisamente più lineare, meno astratta e poetica. Vi dico solo che ci sono quasi 20 anni fra i due romanzi, quindi lo stile di un autor3 evolve, ma non credo di aver mai trovato qualcuno il cui modo di scrivere cambiasse così tanto; di solito si migliora, certo, ma sembrano due autor3 diversi se non si legge chi li ha scritti.
E, sinceramente, ho apprezzato entrambi questo stili. È strano, ma interessante.
Un indagine che però si perde rapidamente, assorbita nella vita caotica del protagonista Nigredo, che si imbatte in figure decisamente particolari, fra cui spiccano Olivia e Eva, di cui ne diventa presto ossessionato.
Un mistero che serve da sfondo per tutto un altro genere di storia, con un finale che molti di voi intuiranno e arriveranno alle ultime pagine solo per capire "come" ci si arriva.
Come dicevo, un romanzo in cui conosciamo Nigredo. Lui ci parla e ci porta lungo tutto il romanzo. Capiremo il suo passato e cosa lo ha portato ad essere una sorta di investigatore, nonostante i suoi trascorsi non proprio puliti.
Ho trovato però ridondante il ricordo di un "trauma", che torna troppo spesso fra le pagine e lo ripete, non aggiungendo altri elementi potenzialmente utili.
Conosceremo anche Olivia, che qui resta estremamente marginale sopratutto se prima si è letto "Avrai I Miei Occhi" (in cui è lei che "parla").
Nota positiva, avendo fatto questa lettura "inversa" ho capito molte cose che non vengono spiegate subito su di lei, quindi le particolarità che rendono Olivia unica e le permettono di apparire al momento giusto e fare la cosa giusta.
Una scrittura decisamente più lineare, meno astratta e poetica. Vi dico solo che ci sono quasi 20 anni fra i due romanzi, quindi lo stile di un autor3 evolve, ma non credo di aver mai trovato qualcuno il cui modo di scrivere cambiasse così tanto; di solito si migliora, certo, ma sembrano due autor3 diversi se non si legge chi li ha scritti.
E, sinceramente, ho apprezzato entrambi questo stili. È strano, ma interessante.
Un indagine che però si perde rapidamente, assorbita nella vita caotica del protagonista Nigredo, che si imbatte in figure decisamente particolari, fra cui spiccano Olivia e Eva, di cui ne diventa presto ossessionato.
Un mistero che serve da sfondo per tutto un altro genere di storia, con un finale che molti di voi intuiranno e arriveranno alle ultime pagine solo per capire "come" ci si arriva.
Come dicevo, un romanzo in cui conosciamo Nigredo. Lui ci parla e ci porta lungo tutto il romanzo. Capiremo il suo passato e cosa lo ha portato ad essere una sorta di investigatore, nonostante i suoi trascorsi non proprio puliti.
Ho trovato però ridondante il ricordo di un "trauma", che torna troppo spesso fra le pagine e lo ripete, non aggiungendo altri elementi potenzialmente utili.
Conosceremo anche Olivia, che qui resta estremamente marginale sopratutto se prima si è letto "Avrai I Miei Occhi" (in cui è lei che "parla").
Nota positiva, avendo fatto questa lettura "inversa" ho capito molte cose che non vengono spiegate subito su di lei, quindi le particolarità che rendono Olivia unica e le permettono di apparire al momento giusto e fare la cosa giusta.
Ci saranno inoltre piccoli e brevi capitoli in cui compariranno altre figure, rendendo il lettore più consapevole del loro passato e di chi siano.
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E, prima che mi dimentichi, in questo romanzo sono stati aggiunti 3 brevi racconti. Uno in particolare si vede che è "l'idea" di "Avrai I Miei Occhi".
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Ma parliamo di ambientazione!
Se il tutto mi era apparso confuso, qui troviamo molti più dettagli relativi a questa Milano futuristica. Sia come, appunto, ambientazione che come struttura sociale.
Nota "dolente": chi conosce Milano si godrà la storia in un modo totalmente diverso da chi c'è stato solo qualche volta o mai, perché vengono fatte molte citazioni, che però solo chi "sa" può cogliere.
Un po' un peccato.
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Tirando le somme.
Un romanzo interessante, più "semplice" rispetto al suo seguito. Però....non lo so, mi sono decisamente persa nel finale e non ho ben capito la "risoluzione" del caso al 100%.
Sicuramente è colpa della mia mancanza di concentrazione. E quindi non so dire, onestamente, se nel testo sia tutto abbastanza palese oppure manca qualcosa.
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Un altro NI che però voglio riprendere in mano per capire se il problema sono io o il romanzo.
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E, prima che mi dimentichi, in questo romanzo sono stati aggiunti 3 brevi racconti. Uno in particolare si vede che è "l'idea" di "Avrai I Miei Occhi".
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Ma parliamo di ambientazione!
Se il tutto mi era apparso confuso, qui troviamo molti più dettagli relativi a questa Milano futuristica. Sia come, appunto, ambientazione che come struttura sociale.
Nota "dolente": chi conosce Milano si godrà la storia in un modo totalmente diverso da chi c'è stato solo qualche volta o mai, perché vengono fatte molte citazioni, che però solo chi "sa" può cogliere.
Un po' un peccato.
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Tirando le somme.
Un romanzo interessante, più "semplice" rispetto al suo seguito. Però....non lo so, mi sono decisamente persa nel finale e non ho ben capito la "risoluzione" del caso al 100%.
Sicuramente è colpa della mia mancanza di concentrazione. E quindi non so dire, onestamente, se nel testo sia tutto abbastanza palese oppure manca qualcosa.
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Un altro NI che però voglio riprendere in mano per capire se il problema sono io o il romanzo.
Anche sul mio Instagram
Avrai I Miei Occhi, di Nicoletta Vallorani [Instagram Post]
ʟᴇ ᴄɪᴄᴀᴛʀɪᴄɪ sᴏɴᴏ ɪᴍᴘᴏʀᴛᴀɴᴛɪ.
ᴛɪ ʀɪᴄᴏʀᴅᴀɴᴏ ɪʟ ᴛᴇᴍᴘᴏ, ᴄʜᴇ ɴᴏɴ ᴘᴀssᴀ sᴇɴᴢᴀ ʟᴀsᴄɪᴀʀᴇ sᴇɢɴɪ.
ᴛɪ ʀɪᴄᴏʀᴅᴀɴᴏ ᴄʜᴇ ᴏɢɴɪ ᴍᴏᴍᴇɴᴛᴏ è ᴘʀᴇᴢɪᴏsᴏ.
ɴᴏɴ sɪ ᴠɪᴠᴇ ᴘᴇʀ sᴇᴍᴘʀᴇ, ᴀɴᴄʜᴇ sᴇ ᴄᴇʀᴛᴇ ᴠᴏʟᴛᴇ è ᴘᴇsᴀɴᴛᴇ ᴘᴇʀғɪɴᴏ ᴇsɪsᴛᴇʀᴇ ᴘᴇʀ ᴜɴ sᴏʟᴏ ᴍɪɴᴜᴛᴏ.
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Review Party: Nona Grey - Holy Sister, di Mark Lawrence
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Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l'uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l'accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell'Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero? Quale che sia il suo destino, dovrà lottare aspramente per conquistarlo.
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Siamo arrivati alla fine di questa trilogia ed in questo capitolo l'azione la fa da padrona.
Tanti eventi giungono al termine ed avremo riscontro con quei brevi ma interessanti capitoli presenti negli scorsi volumi che ci mostravano la Dolce Misericordia presa d'assalto.
Finalmente avremo risposta su come si sia arrivati a quel punto.
Abbiamo una narrazione che salta nel tempo e si svolge subito dopo gli eventi del secondo volume, quando Nona con le sue compagne, insieme alla Badessa Glass e Suor Kettle devono scappare dal castello di Sherzal, la sorella dell'Imperatore. Nona viene mandata insieme a Zole, che ha uno dei pulsatori, sul ghiaccio per depistare gli inseguitori e permettere alle altre di tornare a casa. Dovrebbero ricongiungersi tutti lì, ma la strada è lunga e Nona scoprirà molto durante quel viaggio grazie alla sua compagna ed amica, cresciuta in quelle terre così ostili.
Narrazione mescolata al "presente", ovvero tre anni dopo quegli eventi. Nona è cresciuta e le cose stanno precipitando molto in fretta. La guerra è alle porte e devono riuscire ad risolvere il mistero che riguarda il controllo sulla Luna per riuscire a salvarsi. Il tutto mentre la giovane, insieme alle sue compagne, è ad un passo dal prendere i voti, dovendo superare le prove finale delle sue maestre.
Diverse strade si fanno largo davanti a lei. Che percorso sceglierà?
Rosso diventando Suora Marziale, Grigio delle Suore di Discrezione, Blu delle Suore Mistiche, o il Nero delle Sorelle Divine?
Vedremo inoltre come i piani della Badessa Glass riescono ad evolversi nel corso di tutti questi anni, portando Nona alla comprensione che non basta la rabbia e delle armi per vincere. Spesso l'astuzia e l'intelligenza, unite alla pazienza, hanno risultati sorprendenti.
Vedremo inoltre come i piani della Badessa Glass riescono ad evolversi nel corso di tutti questi anni, portando Nona alla comprensione che non basta la rabbia e delle armi per vincere. Spesso l'astuzia e l'intelligenza, unite alla pazienza, hanno risultati sorprendenti.
Come vi avevo, in ogni caso, detto l'azione la farà da padrone.
Un volume adrenalinico e piuttosto veloce, anche se spesso ci sono momenti in cui il tutto rallenta e tende a far perdere l'immedesimazione al lettore.
Un romanzo più elaborato dei precedenti, con più sorprese e rivelazioni che lasciano il lettore a bocca aperta.
Si vede finalmente il lavoro che c'è dietro alla trilogia. Tanti dettagli hanno un senso e si capisce che erano stati studiati fin dal principio, regalando un senso di continuità che mostra il quadro completo che l'autore voleva regalarci.
Questo sicuramente uno dei punti che ho più apprezzato.
Ci sono trilogie che hanno un inizio ed una fine, ma sono lineari, molto più "banali" (seppur belle); qui si va oltre, mostrando come tutto è collegato fin dal principio. Mi ha permesso di rivalutare anche i romanzi precedenti, guardando il tutto come un unico volume ed apprezzandolo di più.
La narrazione avviene attraverso Nona, ma non saranno solo i suoi occhi (fisicamente parlando) a mostrarci cosa sta accandendo). Come avevamo scoperto nei precedenti volumi, certe connessioni sono così forti da creare ponti per poter vedere e non solo.
Non è un romanzo perfetto. Ha difetti, che probabilmente dipendono molto dal gusto personale.
Certe parti le ho trovate troppo lente ed altre troppo sbrigative (costringendomi a rileggere per la sensazione di aver perso qualcosa).
Purtroppo tante domande non hanno risposta nemmeno dopo la fine, ma forse non è proprio tutto "finito". L'autore infatti ha appena iniziato a pubblicare un'altra trilogia ambientata nello stesso mondo ("The Girl And The Stars". Storie e personaggi diversi, ma forse c'è speranza di capire di più su questo mondo così particolare.
Purtroppo tante domande non hanno risposta nemmeno dopo la fine, ma forse non è proprio tutto "finito". L'autore infatti ha appena iniziato a pubblicare un'altra trilogia ambientata nello stesso mondo ("The Girl And The Stars". Storie e personaggi diversi, ma forse c'è speranza di capire di più su questo mondo così particolare.
Sicuramente mi mancheranno Nona, Ara, Kettle,...e tanti altri personaggi che hanno reso particolare e bello questo viaggio.
Un finale che ho trovato giusto, che chiude questa storia con eleganza nonostante i vari buchi che ti lascia dentro.
Non dirò altro.
Una trilogia interessante, originale e ben scritta. Non per tutti.
Scelta decisamente ottima quella di pubblicarla in un unico volume (dalla Mondadori).
Non fosse stato così non so se avrei continuato e mi sarei persa...tutto questo. E credo tanti altri come me.
Vi ringrazio di esser arrivati fino qui, sperando che stiate leggendo questa trilogia e recuperando man mano tutte le varie opinioni su questi tre volumi. Fatemi/ci sapere cosa ne pensate e se questo viaggio ne è valsa la pena.
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Review Party: Nona Grey - Grey Sister, di Mark Lawrence
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Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l'uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l'accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell'Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero? Quale che sia il suo destino, dovrà lottare aspramente per conquistarlo.
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Attenzione.
Sarà banale dirlo, ma recensendo il secondo volume,
dovete aver letto il primo o ci saranno sicuramente Spoiler.
La mia opinione sul primo romanzo "Red Sister" la potete trovare QUI
La trama riprende due anni dopo la fine del primo romanzo.
Nona per sopravvivere ha dovuto rivelare tutto di sé alle sue amiche e compagne, compreso il suo segreto ed il motivo per cui è stata venduta al trafficante di bambini, ovvero il fatto di aver sterminato chi la voleva catturare grazie al suo dono: le lame che le spuntano dalle dita.
Nel frattempo le si è posta davanti una scelta ardua, poiché la sua amica Hessa stava rischiando la vita per salvare il pulsatore e, per tentare in ogni modo di proteggerla, la ragazza si taglia l'ombra e la manda da lei. Purtroppo, come sappiamo, Hessa non sopravvive e Nona ne esce devastata, sfruttando tutta la furia per far fuori ogni nemico mandato a catturarla e riesce ad uccidere finalmente Raymel Tacsis, nonostante i numerosi Demoni intrappolati sotto la sua pelle.
Però qualcosa va storto.
Durante quella colluttazione, quando lei lo sta pugnalando a morte, non tutti i demoni vanno via.
Uno resta e si attacca a Nona.
Uno resta e si attacca a Nona.
Ci vengono "tagliati" gli anni in cui lei deve imparare a gestirne la furia e riprendere il controllo sul proprio corpo, ma la troviamo così. Con questa voce nella testa che tenta di spingerla verso desideri che anche lei prova: uccidere. Ma la ragazza non è sciocca, né debole, e vedremo come questi scambi e come lei debba riuscire a nasconderlo a chiunque.
Che abbia perduto l'ombra ed abbia acquistato gli occhi neri rende palese quel gesto, ma "perdonabile".
Un demone no.
Un demone no.
La ritroviamo nella terza classe dove ritrova le sue compagne ed amiche (senza Clera, che rivelato il suo tradimento alla fine del precedente volume, non poteva tonare al convento); Nona si ritrova a scontrarsi con Joeli, una ragazzina ricca e presuntuosa, scaltra e malvagia, che dal primo istante è evidente il suo odio per Nona e la sua voglia di cacciarla dal convento. Ma i suoi modi sono subdoli e molto fini, cosa che renderà difficile per un impulsiva come Nona riuscire a destreggiarsi per difendersi ad ogni attacco.
Mentre si avvicinano alla fine del percorso di studi, nuove minacce si avvicinano al convento.
Gli inquisitori tornano per controllare quel luogo e, nonostante la Badessa Glass sia molto abile in questi giochi di potere, viene messa nuovamente alla prova.
Come nel precedente volume la prima metà è leggermente più lenta, ma permette di capire cosa stia succedendo e di metter le basi per il proseguimento della storia. La seconda...beh, ricomincia l'azione.
Come nel precedente volume la prima metà è leggermente più lenta, ma permette di capire cosa stia succedendo e di metter le basi per il proseguimento della storia. La seconda...beh, ricomincia l'azione.
Resta nel complesso ricco di colpi di scena, mescolando astuzia e forza, lotte senza pensiero con ragionamenti e momenti dove la calma deve esserci.
Un ottimo secondo romanzo che ci permette di veder le cose oltre Nona.
Un ottimo secondo romanzo che ci permette di veder le cose oltre Nona.
Abbiamo la voce della badessa Glass, che ci racconterà, anche se brevemente, il suo passato, facendoci capire meglio il percorso che l'ha condotta fin lì e comprendere la sua bravura nel veder tutto come un enorme gioco dove posizionare pedine e muovere al suo volere grazie a piccole frasi e suggerimenti. Il suo dono.
Oltre a lei avremo un'altra voce che farà capolino ogni tanto, sopratutto dopo la metà. Ma non voglio rovinarvi la sorpresa di scoprire chi ed il motivo per cui vedremo dai suoi occhi.
Estremamente scorrevole, interessante e piacevole da leggere.
Non ho notato miglioramenti come stile e/o novità riguardanti la trama, l'autore non "matura" in questo secondo volume; il tutto resta molto simile ma, ripeto, non dispiace.
Non ho notato miglioramenti come stile e/o novità riguardanti la trama, l'autore non "matura" in questo secondo volume; il tutto resta molto simile ma, ripeto, non dispiace.
Ora mi manca solo la conclusione per scoprire finalmente come andranno le cose e come il tutto si chiuderà.
Tanti elementi sono venuti a galla, ma troppi misteri sono ancora avvolti nelle ombre.
Tanti elementi sono venuti a galla, ma troppi misteri sono ancora avvolti nelle ombre.
Passate anche dalle altre blogger che fanno parte dell'evento!
E fateci sapere, se lo state leggendo, cosa ne pensate.
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Review Party: Nona Grey - Red Sister, di Mark Lawrence
Dopo il BlogTour, non poteva finire così presto la "nostra" avventura e quindi eccoci qui, tornate per raccontarvi ogni volume della trilogia "Nona Grey", che fa parte di questo enorme volume edito Oscar Vault.
La trama generale e poi via alle mie impressioni:
La trama generale e poi via alle mie impressioni:
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Nel convento della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l'uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre. Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l'accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell'Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero? Quale che sia il suo destino, dovrà lottare aspramente per conquistarlo.
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Ci viene raccontata la vita di Nona, una ragazzina di circa otto anni, che il destino ha portato alla forca. Ma poco prima che la sentenza venga applicata, arriva a salvarla la Badessa Glass del Convento della Dolce Misericordia. Non per pura generosità, ma perchè la ragazzina è accusata di omicidio (e non uno banale) e la Badessa vede qualcosa in lei. Qualcosa di promettente per il cammino che conduce il suo ordine.
La prende con sé e la porta al Convento affinchè possa imparare e crescere.
Questo Convento è "scisso" fra gli insegnamenti alla fede nell'Antenato e molto di più, poichè le sorelle sono divise in quattro ambiti, in base alle proprie doti naturali. E durante gli anni di scuola, ogni ragazza avrà la possibilità di sviluppare i propri doni, ed alla fine scegliere cosa fare della propria vita.
La prende con sé e la porta al Convento affinchè possa imparare e crescere.
Questo Convento è "scisso" fra gli insegnamenti alla fede nell'Antenato e molto di più, poichè le sorelle sono divise in quattro ambiti, in base alle proprie doti naturali. E durante gli anni di scuola, ogni ragazza avrà la possibilità di sviluppare i propri doni, ed alla fine scegliere cosa fare della propria vita.
La narrazione avviene praticamente sempre attraverso gli occhi di Nona. Una ragazzina analfabeta che non ha mai visto nulla poco oltre la fine del suo villaggio, e che si trova a dover imparare...tutto, in sostanza.
Attraverso di lei scopriremo questo mondo così particolare. Ricorda moltissimo una storta di Medioevo: la fame divora quasi ogni persona, i contadini spesso devono vendere i propri figli per sopravvivere, l'aristocrazia ed il clero vivono più che agiatamente e nelle loro mani c'è la vita di tante persone. Però è anche un mondo estremamente particolare, poichè il ghiaccio lo sta divorando dai poli e si fa sempre più aggressivo. Tutto viene sommerso, tranne quello che viene chiamato "Corridoio" ovvero una striscia di "terra" al centro del globo.
Un romanzo con lati buoni ed altri no. La storia sicuramente è interessante ed intrigante, seppur la scelta di come raccontare le cose spesso risulti noiosa e lenta. Un primo capitolo con del potenziale, che si spera venga affinato e sviluppato ancora meglio nei due seguiti.
Fin troppo familiare il cuore della trama: una ragazzina povera che viene salvata e portata in un luogo dove scoprirà cos'è in realtà, sviluppando tutto il suo talento innato. Anche se ammetto che Lawrence riesce a tenderci spesso trappole lungo la lettura e regalarci momenti non facili da prevedere.
Una storia di violenza, che non placa la sua furia solo perchè le protagoniste sono ragazzine. Anzi, deve insegnar loro fin dalla più tenera età cosa sia la crudeltà, sia fisica che psicologica, poichè in questo particolare primo romanzo si parla molto anche di sotterfugi e di quanto si debba sfruttare ogni vantaggio per arrivare alla vittoria, anche i legami che si possono creare o quelli più impensabili che si riveleranno non ostici come si immaginava inizialmente.
Una storia di violenza, che non placa la sua furia solo perchè le protagoniste sono ragazzine. Anzi, deve insegnar loro fin dalla più tenera età cosa sia la crudeltà, sia fisica che psicologica, poichè in questo particolare primo romanzo si parla molto anche di sotterfugi e di quanto si debba sfruttare ogni vantaggio per arrivare alla vittoria, anche i legami che si possono creare o quelli più impensabili che si riveleranno non ostici come si immaginava inizialmente.
Il ritmo narrativo ha picchi e discese. Inizia alla grande, facendo fin da subito capire al lettore che non si scherza. La parte seguente e centrale ha pochi elementi interessanti, alternando momenti di scontro e lotta, con lezioni ed apprendimenti più lenti. La fine è adrenalinica, anche se piuttosto prevedibile nel complesso. Un crescendo che si chiude in un apice che mette davvero curiosità nel continuare la storia.
E grazie alla Oscar Vault pe raver tradotto tutto in un unico volume, così da permetterne la continuazione immediata.
Nonostante i difetti, ne consiglio la lettura. Alla fin fine tutto quello creato dall'autore ha sfumature interessanti ed originali, nonostante si abbia la sensazione di "già letto". Non fatevi troppo ingannare, però.
Ora, non vedo l'ora di continuarne la lettura per scoprire come proseguiranno le cose e cos'altro ci riserva Lawrence, perchè tante sono le domande ancora senza risposta.
Non perdetevi le altre tappe di questo Review Party.
Se ve lo siete perso, recuperate le tappe del BlogTour.
Se ve lo siete perso, recuperate le tappe del BlogTour.
Non dimenticatevi che siamo solo al primo volume.
Vi parleremo di tutti e tre, ovviamente.

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Opinone: Binti, di Nnedi Okorafor
BINTI EKEOPARA ZUZU DAMBU KAIPKA di Namib è una ragazza di etnia Himba, talmente brava in matematica e nella tecnica dell’astrolabio da venire selezionata per frequentare la prestigiosa Oomza University. È l’occasione della vita e così, nonostante la contrarietà della sua famiglia, e le radicate tradizioni della sua terra, Binti fugge dal villaggio in cui vive e si imbarca sulla Terzo Pesce per intraprendere il viaggio interstellare verso Oomza. Ma tutto cambia quando le Meduse, feroci creature belligeranti, attaccano il veicolo che la ospita, uccidendo l’equipaggio, i passeggeri, gli altri studenti che Binti ha appena conosciuto. La giovane si trova così a doversela cavare da sola, intrappolata su un’astronave piena di esseri assassini, per cinque lunghi giorni prima di raggiungere la meta. Ma chi sono le Meduse? Binti scopre che dietro la loro storia, e la guerra che hanno scatenato contro i Khoush, si nasconde molto più di quanto non appaia. E ora una serie di compiti piuttosto gravosi le si para davanti: sopravvivere alla trasferta, proteggere gli abitanti del pianeta su cui ha sede l’ateneo; e provare a usare i propri ineguagliabili talenti per porre fine a un conflitto sanguinoso.
Questo non è propriamente un romanzo, ma l'insieme di tanti racconti che alla fine formano una storia:
- Binti.
- Binti: Il Fuoco Sacro
- Binti: Ritorno a Casa
- Binti: La Maschera della Notte
Ed esce OGGI!
Sono abbastanza combattuta riguardo come parlarvene, ancora sotto l'influenza della fine lettura e le opinioni a caldo che mi ronzano in testa.
Andiamo per gradi.
Già dalle prime pagine ci viene descritta la protagonista, Binti.
Una giovane sedicenne Himba, che si distingue immediatamente in questo mondo di Khoush (i bianchi). Lei è molto diversa, anche solo ad una prima occhiata attira immediatamente l'attenzione.
Ha la pelle nera che tiene nascosta sotto uno spesso strato di otjize, una mistura preparata con argilla che le donne Himba "indossano" per non apparire "nude" (per la sua cultura, la pelle deve esserne ricoperta o è come se lo fosse).
Ha i capelli spessi e neri, anch'essi avvolti da questo materiale, stretti in trecce con un significato ben profondo. Veste in modo molto colorato, sui toni rossi e arancioni.
Insomma, si fa notare.
Ma il nostro mondo non la vuole vedere.
Gli stereotipi abbondano. Il suo popolo viene ritenuto grezzo, sporco, sudicio,...
E lei si vergogna di esistere vicino ad altre persone, si stringe nelle spalle, cerca di farsi piccola piccola mentre parte verso la sua nuova vita.
Perchè Binti ha deciso di lasciare la sua casa per andare all'università. La Oomza University. Una delle più prestigiose. La sua famiglia ne è contraria e, attraverso i suoi ricordi, capiremo le tradizioni che sta infrangendo con quel viaggio, che la dovrebbero tener legata alla casa.
Dal portare avanti il negozio di famiglia (con il conseguente senso di colpa per l'egoismo a voler seguire la propria strada). Alla vergogna che arrecherebbe loro andando via. Al fatto che nessun uomo la vorrebbe più come moglie.
Già dalle prime pagine mette davanti a noi questioni, ahimè, quotidiane che possono distruggere una giovane donna nera, ma che possono essere ben comprese (e non solo da altre donne). Sia esternamente che internamente alla famiglia di origine.
Questa realtà poi viene messa a confronto con la vita in università dove si trovano creature da tutto l'universo, per cui Binti è solo una fra i tanti. Già solo salendo sull'astronave che l'avrebbe portata all'università tutto sembra scivolarle addosso e, con persone intelligenti accanto, riesce ad essere se stessa ed essere vista per com'è davvero.
O almeno, avrebbe potuto esserlo se il destino non avesse deciso in altro modo.
Queste che vi ho accennato sono solamente alcune delle tematiche più ricorrenti e che ho scelto per iniziare a parlarvi di questo libro, senza incappare in Spoiler involontari. Si trovano quasi tutte già nel primo racconto e nelle prime pagine, che sono state regalate ai lettori dalla Oscar Vault come anteprima, per stuzzicare la curiosità (le trovate sul loro profilo Facebook e Instagram).
Giusto per darvi qualcosa e farvi capire a cosa punta questa raccolta di racconti.
Una storia particolare e piacevole, che porta a riflettere su alcune tematiche che ci troviamo a "combattere" nel quotidiano molti di noi (dalle pressioni delle famiglie, alle tradizioni più o meno sensate, al razzismo senza motivazione, pregiudizi sciocchi, ecc ecc), ma grazie ad un tocco di fantascienza le regala qualcosa di più, parlandone in modo differente seppur comprensibile.
Però poteva essere migliore.
Ho trovato alcuni capitoli scorrevoli ed interessanti, altri lenti e pesanti, alcuni troppo veloci.
Questo continuo passare da una narrazione molto descrittiva ad una velocissima e quasi superficiale è fastidioso: nel primo caso spesso ripete cose già lette più e più volte, mentre nel secondo caso si sente la mancanza di qualcosa....purtroppo mi ha rallentato molto in alcuni capitoli. Ed alla fine di tutto, ho ancora domande senza risposta.
Sembra che l'autrice voglia dire tanto, ma si accenni solo ad alcune cose, lasciando un frammento che il lettore dovrà interpretare, senza farne un analisi sua. Spesso sembra manchi il perché l'autrice ha scelto di dirci quella determinata cosa e a che riflessione avrebbe dovuto condurci.
Il che è strano, perché alcune cose sono rimarcate davvero tanto.
Forse troppa carne al fuoco tutta insieme.
Un peccato perché partiva proprio bene.
Parte da un racconto piuttosto semplice che poi ci conduce ad altro, sempre più in grande.
Una storia in cui Binti non solo dovrà crescere, ma si troverà a fare i conti con cosa voglia dire e a tirare fuori il coraggio, per scoprire chi è e difendere le proprie idee.
Nel complesso, una lettura non male.
Non mi sento assolutamente di bocciarla o sconsigliarla, poiché è davvero particolare.
Sarà quel pizzico di fantascienza che dà pepe alla storia oppure la scelta di far parlare una giovane donna nera che, nonostante non viva la nostra epoca, si trova in situazioni in cui possiamo immedesimarci.
Fateci un pensiero, se vi ispira fatevi trascinare dal vostro istinto.
Può darsi che vi conquisti, e se vi va, sono sempre pronta per un confronto.
- Binti.
- Binti: Il Fuoco Sacro
- Binti: Ritorno a Casa
- Binti: La Maschera della Notte
Ed esce OGGI!
Sono abbastanza combattuta riguardo come parlarvene, ancora sotto l'influenza della fine lettura e le opinioni a caldo che mi ronzano in testa.
Andiamo per gradi.
Già dalle prime pagine ci viene descritta la protagonista, Binti.
Una giovane sedicenne Himba, che si distingue immediatamente in questo mondo di Khoush (i bianchi). Lei è molto diversa, anche solo ad una prima occhiata attira immediatamente l'attenzione.
Ha la pelle nera che tiene nascosta sotto uno spesso strato di otjize, una mistura preparata con argilla che le donne Himba "indossano" per non apparire "nude" (per la sua cultura, la pelle deve esserne ricoperta o è come se lo fosse).
Ha i capelli spessi e neri, anch'essi avvolti da questo materiale, stretti in trecce con un significato ben profondo. Veste in modo molto colorato, sui toni rossi e arancioni.
Insomma, si fa notare.
Ma il nostro mondo non la vuole vedere.
Gli stereotipi abbondano. Il suo popolo viene ritenuto grezzo, sporco, sudicio,...
E lei si vergogna di esistere vicino ad altre persone, si stringe nelle spalle, cerca di farsi piccola piccola mentre parte verso la sua nuova vita.
Perchè Binti ha deciso di lasciare la sua casa per andare all'università. La Oomza University. Una delle più prestigiose. La sua famiglia ne è contraria e, attraverso i suoi ricordi, capiremo le tradizioni che sta infrangendo con quel viaggio, che la dovrebbero tener legata alla casa.
Dal portare avanti il negozio di famiglia (con il conseguente senso di colpa per l'egoismo a voler seguire la propria strada). Alla vergogna che arrecherebbe loro andando via. Al fatto che nessun uomo la vorrebbe più come moglie.
Già dalle prime pagine mette davanti a noi questioni, ahimè, quotidiane che possono distruggere una giovane donna nera, ma che possono essere ben comprese (e non solo da altre donne). Sia esternamente che internamente alla famiglia di origine.
Questa realtà poi viene messa a confronto con la vita in università dove si trovano creature da tutto l'universo, per cui Binti è solo una fra i tanti. Già solo salendo sull'astronave che l'avrebbe portata all'università tutto sembra scivolarle addosso e, con persone intelligenti accanto, riesce ad essere se stessa ed essere vista per com'è davvero.
O almeno, avrebbe potuto esserlo se il destino non avesse deciso in altro modo.
Queste che vi ho accennato sono solamente alcune delle tematiche più ricorrenti e che ho scelto per iniziare a parlarvi di questo libro, senza incappare in Spoiler involontari. Si trovano quasi tutte già nel primo racconto e nelle prime pagine, che sono state regalate ai lettori dalla Oscar Vault come anteprima, per stuzzicare la curiosità (le trovate sul loro profilo Facebook e Instagram).
Giusto per darvi qualcosa e farvi capire a cosa punta questa raccolta di racconti.
Una storia particolare e piacevole, che porta a riflettere su alcune tematiche che ci troviamo a "combattere" nel quotidiano molti di noi (dalle pressioni delle famiglie, alle tradizioni più o meno sensate, al razzismo senza motivazione, pregiudizi sciocchi, ecc ecc), ma grazie ad un tocco di fantascienza le regala qualcosa di più, parlandone in modo differente seppur comprensibile.
Però poteva essere migliore.
Ho trovato alcuni capitoli scorrevoli ed interessanti, altri lenti e pesanti, alcuni troppo veloci.
Questo continuo passare da una narrazione molto descrittiva ad una velocissima e quasi superficiale è fastidioso: nel primo caso spesso ripete cose già lette più e più volte, mentre nel secondo caso si sente la mancanza di qualcosa....purtroppo mi ha rallentato molto in alcuni capitoli. Ed alla fine di tutto, ho ancora domande senza risposta.
Sembra che l'autrice voglia dire tanto, ma si accenni solo ad alcune cose, lasciando un frammento che il lettore dovrà interpretare, senza farne un analisi sua. Spesso sembra manchi il perché l'autrice ha scelto di dirci quella determinata cosa e a che riflessione avrebbe dovuto condurci.
Il che è strano, perché alcune cose sono rimarcate davvero tanto.
Forse troppa carne al fuoco tutta insieme.
Un peccato perché partiva proprio bene.
Parte da un racconto piuttosto semplice che poi ci conduce ad altro, sempre più in grande.
Una storia in cui Binti non solo dovrà crescere, ma si troverà a fare i conti con cosa voglia dire e a tirare fuori il coraggio, per scoprire chi è e difendere le proprie idee.
Nel complesso, una lettura non male.
Non mi sento assolutamente di bocciarla o sconsigliarla, poiché è davvero particolare.
Sarà quel pizzico di fantascienza che dà pepe alla storia oppure la scelta di far parlare una giovane donna nera che, nonostante non viva la nostra epoca, si trova in situazioni in cui possiamo immedesimarci.
Fateci un pensiero, se vi ispira fatevi trascinare dal vostro istinto.
Può darsi che vi conquisti, e se vi va, sono sempre pronta per un confronto.
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Opinone: Lizzie, di Shirley Jackson
La protagonista, Elizabeth Richmond, ventitré anni, i tratti insieme eleganti e anonimi di una "vera gentildonna" della provincia americana, non sembra avere altri progetti che quello di aspettare "la propria dipartita stando il meno male possibile". Sotto un'ingannevole tranquillità, infatti, si agita in lei un disagio allarmante che si traduce in ricorrenti emicranie, vertigini e strane amnesie. Un disagio a lungo senza nome, finché un medico geniale e ostinato, il dottor Wright, dopo aver sottoposto la giovane a lunghe sedute ipnotiche, rivelerà la presenza di tre personalità sovrapposte e conflittuali: oltre alla stessa Elizabeth, l'amabile e socievole Beth e il suo negativo fotografico Betsy, "maschera crudele e deforme" che vorrebbe fagocitare e distruggere, con il suo "sorriso laido e grossolano" e i suoi modi sadici, insolenti e volgari, le altre due. È solo l'inizio di un inabissamento che assomiglierà, più a che un percorso clinico coronato da un successo terapeutico, a una discesa amorale e spietata nelle battaglie angosciose di un Io diviso, apparentemente impossibile da ricomporre: tanto che il dottor Wright sentirà scosse le fondamenta non solo della sua dottrina, ma della sua stessa visione del rapporto tra l'identità e la realtà.
° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °
Partendo dal presupposto che adoro i romanzi dove si parla di personalità multiple e che, nonostante abbia scoperto solo da pochi mesi la Jackson, mi piace moltissimo il suo stile di scrittura, era abbastanza prevedibile che il romanzo mi sarebbe piaciuto.
L'unica nota stonata è il titolo. Mi spiace, ma anche in questo caso non ha molto senso con la lettura che andiamo a leggere (proprio tirato per i capelli), mentre in inglese ha un riferimento alla canzone che continua a canticchiare per tutto il romanzo. Capisco che il riferimento si sarebbe potuto perdere, ma sarebbe stato più in tema. Ma va beh, sapete che sono incontentabile.
Detto questo, la Jackson ha optato una scelta geniale per raccontarci questa storia davvero interessante, ovvero suddividere in grossi capitoli il tutto, dando come protagonista uno diverso per ognuno di essi. Permettendo una visione diversa, più ampia, che rende la vicenda molto più dinamica, complessa e rendendo meglio le varie sfaccettature che ne appaiono.
Inizia tutto banalmente, con questa giovane con una vita semplice e fin troppo tranquilla, un carattere smorto e piuttosto piatto, che inizia a comportarsi in maniera strana senza alcuna ragione, e senza averne memoria. Infatti viene sgridata spesso dalla zia (che se ne prende cura), venendo additata come bugiarda, quando in effettivo lei sa di non essere onesta e non dire alcuna bugia.
Tramite il loro medico arriveranno a conoscere il dottor Wright, che inizierà a sottoporla ad ipnosi, rivelando che la mente della giovane si è scissa in tre personalità diverse fra loro che hanno iniziato a fare capolino.
L'inizio di una lunga e tortuosa avventura, poiché ognuna di loro vorrebbe il comando e fare le cose a modo suo, ma continuano a rubarsi la luce a vicenda, ognuna di loro con motivazioni diverse. E nessuna vuole guarire, perchè significherebbe "morire", smettere di esistere, e ciò non possono tollerarlo.
Un romanzo davvero bello e piuttosto scorrevole, che presenta molti punti di riflessione su chi siamo e cosa possa arrivare a ridurci in quello stato. Lentamente scopriremo meglio le varie personalità e cosa le spinge ad agire in quel modo, quali sono i loro obiettivi e, soprattutto, qual è stata la causa scatenante a tutto questo.
Ho faticato un po' in alcuni momenti, perché la Jackson tende ad essere descrittiva ed io fatico (da sempre) a leggere cose del genere. Ma nel complesso, molto ben scritto.
Un finale interessante, che chiude la storia in un modo "corretto" (in linea con la storia senza storpiarla), nonostante alcuni dubbi possano restare al lettore.
Davvero piacevole, se vi incuriosisce fateci un pensiero, prima che finiscano gli sconti Adelphi (fino al 15 marzo!)
Opinione: The Dream, di Rebecca Daniels
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Una ragazza viene ritrovata da una senzatetto nell’hotel Alexandra. È stata torturata, ma non è morta. È in coma. E il suo destino è legato a quello di altre giovani uccise da un assassino seriale i cui delitti, simili a quelli del mai dimenticato Strangolatore di Boston, gli hanno fatto guadagnare il soprannome di De Salvo Junior. La polizia non ha piste da seguire e non può far altro che richiedere l’intervento di Katie Corfield e Matt O’Brien per andare a caccia di informazioni nella mente della sopravvissuta. Ma Katie non troverà soltanto indizi sull’omicida nei ricordi di Diana Sloane. La memoria della ragazza si rivelerà una trappola pronta a scattare e al suo interno una nuova minaccia attende Katie, una minaccia che arriva dal passato e che ha aspettato anni nell’ombra per poter tornare.
° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °
Ritornano Katie e Matt, con un'altra avventura sul filo del rasoio.
Questa volta i giovani si trovano a dover affrontare qualcosa di estremamente rischioso, poiché sono stati interpellati dalla polizia per entrare nella mente di una ragazza in coma, vittima di un Serial Killer su cui non hanno alcun indizio. Per loro la pericolosità è data dalla mente della giovane, di cui non sanno nulla, che potrebbe essere cosi traumatizzata da risultare difficile da riportare alla realtà; oltre il rischio che lei possa morire e chissà quale fine potrebbero fare i due protagonisti se rimanessero fino quel momento nel suo cervello.
Ma non sarà solo questo a minacciare la loro vita, infatti già dai primi capitoli (l'inizio della vicenda) qualcuno o qualcosa mette in guardia Katie su quell'investigazione, la avverte di stare alla larga o succederanno brutte cose.
Katie però non si tira indietro, non con altre ragazze in pericolo ed una giovane intrappolata nella sua mente, chissà dopo quali atrocità vissute. Decide di non parlare a Matt di questo "sogno" e di quella minaccia che le si era manifestata, perché il tempo scorre e devono trovare risposte al più presto.
Sarà un azzardo che metterà tutto in pericolo, poiché c'è qualcosa in agguato nel "sogno" di Diana che attende Katie impaziente, con un piano in mente e la furbizia di rigirarsi la ragazza (ingenua su questa situazione in cui si trova) a suo piacimento.
Ci saranno varie voci a narrare questa avventura. Tra le principali, ovviamente, Katie e Matt, qualche volta la polizia interverrà, ma compariranno anche il Killer e altre persone che scoprirete leggendo il romanzo.
Un storia avventurosa e ricca di mistero, che fino agli ultimi capitoli non ti permette di capire il quadro generale, ma alla fine tutta la tela viene illuminata e comprendi ogni passaggio.
Inoltre scopriremo di più riguardo al passato di Katie e Matt, dell'incidente che li ha legati e segnati con questo dono, ma conosceremo anche un'altra presenza, misteriosa, che speriamo Rebecca ci spiegherà meglio più avanti.
Una lettura interessante e, come già dicevo, ricca di avventure col ritmo incalzante.
Tutto accade molto rapidamente e, grazie ai vari punti di vista, riusciamo a vedere da più angolazioni la vicenda, facendoci venire (a volte) più domande che trovare risposte durante la lettura.
Piacevole e scorrevole, un thriller dalle tinte sovrannaturali, ma che non esagera.
Aspetto con ansia il prossimo capitolo di questa saga, perché dal finale si preannuncia un prossimo volume (almeno!).
Se non avete letto il precedente "The Gift" (trovate la mia opinione QUI), forse non è necessario leggerlo, si capisce lo stesso la storia, ma si perdono dei dettagli.
Consiglio di recuperare anche quel primo capitolo, ma non è essenziale.
Se invece lo avete già letto, non potete dire di no a questo, ancora più bello.
Buttatevi e mi direte.
Review Party - The Gift (Katie Corfield 1), di Rebecca Daniels
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Katie Corfield ha un dono: riesce a entrare nella mente delle persone in coma, a guidarle in sogno e infine a riportarle in vita. Con l’aiuto di Matt O’Brien, suo amico e assistente, è riuscita a salvare molte persone. La fama è però un’arma a doppio taglio e Katie lo scopre sulla sua pelle quando viene rapita dal boss Alexander Mancini. L’uomo, incurante delle guerre tra clan che stanno dividendo Boston, ha il solo obiettivo di salvare il figlio Daniel, caduto in coma dopo un tentato omicidio. Mentre Katie è costretta a intervenire da sola in una situazione in cui fallire equivale a morire, Matt cercherà in tutti i modi di raggiungerla nel disperato tentativo di salvarle la vita.
Rischiando di perdere se stessa nei violenti ricordi di Daniel Mancini, Katie scoprirà che l’aggressore del giovane è molto più vicino di quanto creda.
° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °
Katie e Matt sono una squadra che aiuta le persone per riportare i propri cari fuori dal coma, infatti hanno un dono molto particolare: riescono ad entrare nella mente di queste persone per aiutarle a superare il trauma e ritornare alla vita.
Katie riesce a mettersi in contatto con queste vittime entrando nei loro "sogni" che riguardano le loro ultime esperienze prima di finire in coma, facendo loro coraggio e spingendole ad affrontare la situazione per uscirne. Matt la affianca, restando nel mondo esterno, comunicando con lei e dandole un costante appoggio con la realtà, in modo che non si perda tra i ricordi nella mente altrui.
Dopo un caso impegnativo che l'ha stremata, Katie torna a casa per riposare ma, purtroppo, il destino ha in mente altro per lei. Un malavitoso la fa rapire per tirare fuori il figlio dal coma, nel quale è caduto dopo un tentato omicidio per il quale ha rischiato di morire.
Da sola, rischiando la propria vita, deve riuscire ad entrare nella mente di Daniel e portarlo ad affrontare quel trauma, altrimenti finirebbe molto male per lei.
Nel frattempo vediamo anche come la vita di Matt cambia, perché si renderanno conto entrambi di avere un legame estremamente più forte di quanto credevano, infatti lei lo chiama dal sonno per aiutarla, inconsciamente. E Matt, preoccupato, non tarderà a capire cosa sia successo per correre in aiuto all'amica...
Un libro dai molti punti di vista che permettono un visione più ampia della storia, coinvolgendo quasi tutti i personaggi menzionati tra le pagine.
Alcuni sono appena accennati, come voce corale per creare una maggiore tensione (in certi casi) oppure far capire qualcosa da quel punto di vista. I protagonisti hanno dei tratti vaghi (come l'aspetto, accennato ogni tanto per qualche dettaglio), ma la psiche e il loro carattere si capiranno durante la lettura, senza bisogno di spiegazioni.
Ovviamente Katie e Matt sono il centro intorno a cui ruota tutto, ma ci sarà anche Mancini ed il figlio Daniel, presenti spesso.
Un'altra bella storia che Dunwich porta in Italia.
Molto piacevole da leggere, scorre veloce raccontando una storia piuttosto originale, che non potrà non piacere agli amanti del fantasy paranormale, misto ad azione.
Un mondo particolare in cui i due giovani si trovano dopo un orribile scherzo del destino, una "missione" che portano avanti come se dovessero qualcosa vista questa capacità sovrannaturale.
Il primo libro di una serie che spero continui, continuando a scoprire di più sui protagonisti e leggendo altre loro avventure.
Opinione: Nero Elfico, di Daniele Picciuti
(cliccando sull'immagine si va su Amazon)
Ponte Spaccato è un villaggio sperduto di quattrocentocinquanta abitanti, un paese di fabbri, muratori, contadini, falegnami e artigiani, gente semplice che conduce una vita tranquilla. Finché non fa la sua apparizione Lacero, un mezz’elfo feroce e astuto, che nel giro di poco tempo riesce a diventare sceriffo. Lui e Violata, la sua donna, una spietata assassina, si trovano presto al centro di una serie di macabri e sanguinosi avvenimenti che sconvolgono la cittadina. Il Male stesso, nelle vesti di alcuni personaggi diabolici e perversi – il demone Scribacchio, la contessa Bianca, il mago Grimorio, il nano Toro-Dai, il Negromante – si abbatte su quella povera gente che, suo malgrado, dovrà fare affidamento, per la propria sopravvivenza, al “male minore” costituito dalla scanzonata coppia di criminali. Della partita saranno le terribili gemelle Coro, il Castigatore muto, il grosso Melmone e sua madre Poiana, e numerosi altri personaggi uno più improbabile dell’altro, fino a scomodare nientemeno che dei viaggiatori stellari. Presto, tutti comprenderanno che l’ago della bilancia in questo scontro è il Trono d’ossa, un antico artefatto che dà, a chi vi siede, il dominio sui morti.
° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °
Ringrazio la Watson Editore per avermi permesso di leggerlo.
Un bel libro, piuttosto scorrevole, originale e piacevole...con dei 'ma'.
Parte senza preamboli e ti catapulta in questa storia, in questo luogo strano e dall'atmosfera fantasy-dark, dove qualcuno sta uccidendo delle giovani donne, e non se ne capisce il motivo.
Subito si darà la colpa ad uno dei nuovi arrivati, un elfo, Lacero, sicuramente non simpatico e non accolto bene dalla popolazione. Ma ci accorgeremo ben presto che sarà lui uno dei protagonisti di ogni racconto da lì in avanti.
Ci saranno varie storie, una diversa per ogni capitolo, ma sempre riguardanti Lacero e Violata, la sua donna. Due personaggi forti, direi anti-eroi perché pensano prima di tutto a loro stessi, ma non sono spietati e crudeli senza motivo...fatti per stare insieme, viste le stranezze che saltano fuori mano a mano sul loro carattere.
Storie in eventi temporali non necessariamente successivi di capitolo in capitolo, infatti spesso non si comprende bene se passano mesi o poche settimane.
Alcune storie sono migliori di altre, ma fino a metà sono piuttosto piacevoli e, piano piano, ci si affeziona a questi personaggi, tifando anche per loro.
Ci saranno molti nemici che faranno la loro comparsa, capitolo dopo capitolo, e con cui i nostri protagonisti dovranno aver a che fare. Alcuni interessanti ed affascinanti, altri meno e più noiosi.
Ma in linea di massima una bella storia, fin quasi la fine, dove, purtroppo, si perde un po' il senso del fantasy, sconfinando in territori ancora più 'estremi' e lontani, portando il lettore a staccarsi dalla trama e far fatica ad immedesimarsi.
E mi spiace molto perché, fino a poco prima, era interessante.
Un piccola critica riguardo i nomi, che sembrano dati in base al lavoro che uno svolge o alle caratteristiche personali....per carità, originali, ma se si presume che vengano dati alla nascita, stona.
Un bel capitolo quello della ricerca del famoso "Trono d'ossa", che poteva essere espanso di più e regalare al lettore una storia completa e migliore....poteva essere un romanzo da solo se allungato.
Consigliarlo o no?
Direi di si, ha una storia originale, che non ha i solito protagonisti e le solite parti 'prestabilite';
è un fantasy dove niente è prevedibile ed è interessante saperne di più in merito alle vicende che capitano a Lacero e Violata.
Se l'autore scriverà ancora di loro, leggerò sicuramente, perché mi sono piaciuti molto!
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