Visualizzazione post con etichetta Watson editore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Watson editore. Mostra tutti i post

Opinione: L'Ultima Luna, di Francesca Pischedda

 http://www.amazon.it/gp/product/8898036167/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=8898036167&linkCode=as2&tag=viaggiatricep-21
 (cliccando sull'immagine si va su Amazon)

May è una giovane e bellissima donna. Appena laureata, i suoi genitori vengono uccisi, lasciandola sola ad affrontare la vita e con un'incredibile sete di vendetta. Ma May conosce l'identità dell'assassino: il suo nome è Bastian Bell. La storia di Bell si era intrecciata con quella di suo padre, Rick Ward, un Ritter, ovvero un predestinato. E l'unico scopo di un Ritter è quello di uccidere Bastian Bell, la bestia umana. Nato a Londra nel quattordicesimo secolo e vittima di una maledizione, è destinato a vivere un'esistenza incompleta sulla terra, attraverso i secoli. Bastian avverte la presenza dei Ritter e i Ritter percepiscono la sua. Loro sono umani, anche se dotati di capacità particolari. Prima di conoscere la madre di May, Rick Ward era riuscito a sconfiggere Bell e a intrappolarlo in un sonno che lo aveva reso inoffensivo. Sonno che si era interrotto con la nascita della piccola May. La maledizione vuole che ogniqualvolta un Ritter porti a termine il proprio compito, da qualche parte nel mondo ne venga alla luce un altro e, nello stesso momento, la bestia umana si risvegli dal suo sonno. Il destino di May è segnato e lo scontro sempre più vicino.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °   

Un libro interessante e dalla trama originale.
Si muove tra passato e presente, una storia che parte nel 1300 e che continua fino ad oggi.
Tutto ha inizio quando Erin e William, in fuga per amore, si imbattono in una 'strega' che pur di portare avanti la sua vendetta maledirà le creature che Erin porta in grembo: due gemelli, Alfred e Bastian. Due facce della stessa medaglia, uno buono e uno cattivo. 
Una maledizione che continuerà attraverso i secoli portando, nel nostro presente, May a doversi scontrare con Bastian. Un 'dovere' che la sua famiglia ha fino dai suoi albori, che si tramanda di generazione in generazione per intrappolare Bastian in un sonno inoffensivo finchè qualcuno abbastanza forte non arrivi per sconfiggerlo definitivamente. 
Una storia incredibile a cui credere, ma a cui lei è costretta quando trova i genitori morti e questa missione da compiere, che le lascia dentro tanto dolore e odio anche negli anni a seguire. 

Un racconto all'inizio confusa, ma che piano piano acquista sempre più corpo. 
Originale e ben scritta, che tiene il lettore attaccato alle pagine per la curiosità di saperne di più e scoprire tutti i tasselli che gli mancano per capire questa storia. 
Non ci sarà inoltre solo May a parlare, ma tanti altri, da Erin, a Bastian, e altri ancora, rendendo il libro più completo regalandoci molte sfaccettature e punti di vista. 
Un finale inaspettato che fa presagire un seguito....com'è stato poi confermato dall'autrice, che ci sta lavorando.

Piacevole e molto scorrevole, insomma, lo consiglio a chi cerca qualcosa di veloce da leggere, ma che lascia qualcosa e che non è prevedibile. 
Fatemi sapere cosa ne pensate, io intanto aspetto il seguito ;)

Intarvista a Francesca Pischedda

Ho scoperto quest'autrice grazie a Watson Edizioni che mi ha permesso di leggere il suo libro:  
L'Ultima Luna (domani la mia opinione sul blog!);
E mi ha permesso di fare alcune domande a Francesca....


http://www.amazon.it/gp/product/8898036167/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=8898036167&linkCode=as2&tag=viaggiatricep-21 May è una giovane e bellissima donna. Appena laureata, i suoi genitori vengono uccisi, lasciandola sola ad affrontare la vita e con un'incredibile sete di vendetta. Ma May conosce l'identità dell'assassino: il suo nome è Bastian Bell. La storia di Bell si era intrecciata con quella di suo padre, Rick Ward, un Ritter, ovvero un predestinato. E l'unico scopo di un Ritter è quello di uccidere Bastian Bell, la bestia umana. Nato a Londra nel quattordicesimo secolo e vittima di una maledizione, è destinato a vivere un'esistenza incompleta sulla terra, attraverso i secoli. Bastian avverte la presenza dei Ritter e i Ritter percepiscono la sua. Loro sono umani, anche se dotati di capacità particolari. Prima di conoscere la madre di May, Rick Ward era riuscito a sconfiggere Bell e a intrappolarlo in un sonno che lo aveva reso inoffensivo. Sonno che si era interrotto con la nascita della piccola May. La maledizione vuole che ogniqualvolta un Ritter porti a termine il proprio compito, da qualche parte nel mondo ne venga alla luce un altro e, nello stesso momento, la bestia umana si risvegli dal suo sonno. Il destino di May è segnato e lo scontro sempre più vicino.



Parlaci un po' di te...
Sono una ragazza di ventinove anni. Sono testarda, generosa e mi impegno in tutto ciò che faccio. Sono anche e soprattutto la mamma di Matteo, un bambino fantastico che mi da tanta forza ogni giorno.

Com'è nata la passione per la scrittura?
Credo di averla sempre avuta, sin da piccolissima. Da ragazzina, a scuola, scrivevo storielle divertenti reinventando i grandi classici della letteratura italiana, naturalmente in un modo tutto mio. Da grande invece mi sono messa in gioco ed ho iniziato a scrivere racconti brevi per amici. Da li a scrivere un romanzo il passo è stato molto breve.

Hai scritto altro o questo è il primo?
Questo è il primo libro che ho finito e pubblicato, nonostante nel mio pc ci siano tonnellate di files appena abbozzati che spaziano dal Fantasy all'Horror. Quest'ultimo a dire la verità è un genere che prediligo molto. Inoltre ho iniziato pochi mesi fa a scrivere il seguito de "l'ultima luna" al quale sto cercando di dare un taglio più maturo e cupo rispetto al capitolo precedente. 

Da dove è nata l'idea per questo libro?
Volevo una storia diversa dallo urban fantasy che si legge attualmente. Non volevo dei protagonisti troppo disumani per essere reali e non volevo dar loro una collocazione già nota, quale licantropo o vampiro per intenderci. Ho cercato di creare una storia sovrannaturale ambientata nella vita reale. Ognuno dei miei personaggi ha una vita vera, un lavoro ed un passato da raccontare. Volevo anche che dalle righe trasudasse l'anima dei personaggi. Nel mio romanzo gli occhi, in particolare il loro colore, hanno un ruolo cruciale nel coinvolgere chi legge. Ogni personaggio è legato ad un colore che se vogliamo è anche un pò quello della loro anima. Il grigio richiama tristezza, il verde la gioia di vivere, il viola un qualcosa di al di fuori dall'ordinario, il rosso gli istinti, l'oro la lussuria e così via. 

È stato difficile da scrivere? 
Devo ammettere che non è stato difficile scrivere questo romanzo. Le parole per certi versi si sono scritte da sole, salvo momenti di blocco in cui smettevo di scrivere e aspettavo che le idee tornassero.

Come hai gestito questo momento creativo?
Molto serenamente. Adoro la scrittura e lo scrivere rappresenta per me una medicina per la mente. Allo stesso tempo però ho trovato difficile far leggere il mio romanzo per la prima volta. Vivo la scrittura come un qualcosa di molto personale e divulgare i miei scritti mi fa sentire vulnerabile per certi versi.

A volte si tende a mettere qualcosa di sé in ciò che si scrive...Cosa c'è di te in questo libro?
C'è molto di me in questo libro. Molte mie insicurezze e paure sono messe nero su bianco, così come certi lati del mio carattere attorno ai quali ho costruito quello di alcuni dei personaggi.

Ci sono molti personaggi, a quale ti senti legata?
Sicuramente a May che mi somiglia in molte cose. Ma se devo essere sincera mi sono totalmente innamorata di Bastian. Di lui adoro in particolare il lato selvaggio e indomabile, ovvero quella capacità intrinseca di porre il proprio io al di sopra di tutto. Ma come in ognuno di noi coesistono sia bene che male, anche in Bastian il lato più feroce e oscuro è accompagnato da una grande fragilità.

Vuoi dire qualcosa a chi ci legge?
Si. Prima di tutto spero che il mio libro possa piacere e voglio ringraziare la casa editrice Watson Edizioni per aver creduto nel mio lavoro. Inoltre vorrei dire a tutti gli scrittori nascosti di farsi avanti e provare a pubblicare il proprio romanzo. Non c'è giudice più severo di noi stessi e ciò che a noi non piace potrebbe invece coinvolgere ed emozionare molti lettori!

Opinione: Dopo Cinquecento Anni, di Valentina Capaldi

 http://www.amazon.it/gp/product/B01BL18X4Q/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B01BL18X4Q&linkCode=as2&tag=viaggiatricep-21
  (cliccando sull'immagine si va su Amazon)

 La storia ha inizio nei primi anni del Cinquecento e ruota attorno a Rakgat e Tighe, i protagonisti principali del romanzo. Il primo è un demone privato dei suoi poteri dalla vendetta di una strega e condannato a vagare per sempre sulla Terra con il corpo di un essere umano; il secondo invece è un ragazzo tramutato, da un'altra strega, in un nano gobbo e deforme. I due stringono un patto per aiutarsi l'un l'altro a spezzare i rispettivi incantesimi. Dopo essersi vendicati delle streghe, abbandonano la cittadina inglese dove si trovano per andare alla ricerca del Guardiano, il demone che potrà ridare a Rakgat i suoi poteri. Aiutati da Coemgen, uno strano demone con la capacità di mutare forma e ossessionato dalla bellezza, i due giungeranno fino all'America Latina, nella terra dei Mexicas. Purtroppo la loro ricerca si rivela infruttuosa e cinquecento anni dopo gli stanno ancora dando la caccia. Ma alcune cose sono cambiate in tutto questo tempo e la natura demoniaca di Rakgat comincia a vacillare. Infatti, quando lui e Tighe trovano una neonata in una chiesa, il demone decide di tenerla con sé.

 ° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °  

Lo ammetto, non sapevo bene cosa aspettarmi all'inizio del libro. La trama sembrava originale, ma tante poi ti fregano e ti trovi a leggere qualcosa di noioso, scontato e prevedibile.
Ma devo ammettere che questo libro mi ha sorpreso. È davvero molto bello!
Come dicevo all'inizio ero incerta, la storia si presentava interessante ma ero piuttosto vigile, pronta al punto in cui avrei letto per dovere e non piacere. Pagina dopo pagina invece mi ha catturato, portandomi in questo mondo creato da Valentina che mi è piaciuto sempre di più.
Una storia che nasce nel 1508 in Inghilterra, un epoca in cui demoni e streghe si aggiravano nella notte. I primi a caccia di umani e le seconde, in questa storia, pronte a vendicarsi di tali omicidi con punizioni esemplari. Rakgat infatti viene invocato e con l'inganno tramutato in un essere umano immortale, la peggior punizione per un demone, sopratutto del suo rango. L'unica cosa a tradirlo saranno gli occhi, gelidi, come chi li porta. Accecato dalla voglia di vendicarsi, decide di dar la caccia a queste donne che lo hanno catturato, e durante una discussione incontra per caso un essere gobbo, piccolo e deforme: Tighe che, come lui, è stato maledetto da quelle donne perché voleva denunciarle alla chiesa. L'unica cosa che desidera è tornare umano e mortale, così questi due improbabili alleati fanno un patto: trovare il demone custode delle chiavi per aprire il passaggio agli Inferi, cosicché Ragkat possa riacquistare la sua forma e, per i servigi resi, trasformerebbe Tighe di nuovo in umano.
Una bella premessa che, lo so, detta così sembra caotica, ma fidatevi leggerla rende molto di più....ed è solo l'inizio!
La particolarità è nel modo in cui il mondo viene raccontato attraverso gli occhi del demone, che non ha mai rivolto attenzione al mondo umano. Ogni cosa gli è nuova e viene mostrata senza appesantire la storia, anzi arricchendola. Tighe è la sua coscienza, se vogliamo, la voce della ragione. Molto intelligente e di cuore, sarà utile al suo padrone in tantissime occasioni. Insieme a loro e ad un altro demone, piuttosto simpatico e sveglio, ci troveremo a viaggiare per l'Europa e in altri luoghi alla ricerca di questo Custode.
Un libro piacevole, dalla trama originale e i personaggi interessanti.
Un bel fantasy che sa distaccarsi dagli altri e raccontare qualcosa di nuovo.

Intervista a Valentina Capaldi

Ho scoperto quest'autrice grazie a Watson Edizioni che mi ha permesso di leggere il suo ultimo libro:  
Dopo Cinquecento Anni, molto originale e bello (domani la mia opinione sul blog!);
E mi ha permesso di fare alcune domande a Valentina...ma iniziamo con la sua presentazione e la trama del libro:


Valentina Capaldi vive in provincia di Padova.
Con la 0111 Edizioni, nel 2008 ha pubblicato il thriller Il tesoro della Città Eterna, e nel 2010 il fantasy Elfo per metà.
Il cigno e il lupo, sequel di Elfo per metà invece è un’autopubblicazione.
Con Edizioni Scudo ha pubblicato Il segreto dell’ambasciatore, un romanzo di genere heroic fantasy, e per Watson Edizioni a novembre è uscito il fantasy storico Dopo cinquecento anni.
Gestisce un blog dove s'interessa di letteratura emergente italiana, soprattutto di genere fantasy (www.valentinacapaldi.blogspot.com).


 


http://www.amazon.it/gp/product/B01BL18X4Q/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=B01BL18X4Q&linkCode=as2&tag=viaggiatricep-21La storia ha inizio nei primi anni del Cinquecento e ruota attorno a Rakgat e Tighe, i protagonisti principali del romanzo. Il primo è un demone privato dei suoi poteri dalla vendetta di una strega e condannato a vagare per sempre sulla Terra con il corpo di un essere umano; il secondo invece è un ragazzo tramutato, da un'altra strega, in un nano gobbo e deforme. I due stringono un patto per aiutarsi l'un l'altro a spezzare i rispettivi incantesimi. Dopo essersi vendicati delle streghe, abbandonano la cittadina inglese dove si trovano per andare alla ricerca del Guardiano, il demone che potrà ridare a Rakgat i suoi poteri. Aiutati da Coemgen, uno strano demone con la capacità di mutare forma e ossessionato dalla bellezza, i due giungeranno fino all'America Latina, nella terra dei Mexicas. Purtroppo la loro ricerca si rivela infruttuosa e cinquecento anni dopo gli stanno ancora dando la caccia. Ma alcune cose sono cambiate in tutto questo tempo e la natura demoniaca di Rakgat comincia a vacillare. Infatti, quando lui e Tighe trovano una neonata in una chiesa, il demone decide di tenerla con sé.  
 
(cliccando sull'immagine si va su Amazon)




Parlaci un po' di te…
Ciao, grazie per l'ospitalità.
Io ho studiato giurisprudenza, ma ho una grande passione per la narrativa che mi ha portato, negli anni, ad approfondire lo studio del settore editoriale.
Gestisco un blog del tutto indipendente dove mi occupo da anni di narrativa emergente italiana, sopratutto di genere fantastico (www.valentinacapaldi.blogspot.com). L'idea comune è quella di considerarla spazzatura (spesso sento persone che denigrano la letteratura di genere, se è italiana poi figuriamoci!) ma, se si sa cosa e dove cercare, si possono trovare perle di rara bellezza.

Com'è nata la passione per la scrittura?
Non me lo ricordo esattamente; so che mi è sempre piaciuto e sono sempre stata abbastanza portata per la prosa, tanto che già alle elementari ricevevo molti complimenti per i temi. Probabilmente questo ha gonfiato il mio orgoglio e mi ha portato a continuare a scrivere.
La verità, però, è che prima che per la scrittura ho la passione per la lettura e credo che questo mi abbia portato a scrivere: il desiderio di leggere le storie come piacevano a me. E, se nessuno te le scrive, devi pensarci da solo.

So che hai scritto altri libri, questo in cosa si differenzia?
Il mio esordio è stato un thriller, abbastanza scemo ma molto divertente. Poi ho virato verso il fantasy, che è il genere che prediligo, e quindi dopo due fantasy classici e un heroic fantasy è arrivato “Dopo cinquecento anni”. Questo romanzo si differenzia dagli altri per il fatto che è di ambientazione storica e, quindi, ha un setting realistico. È ambientato nel nostro mondo e nella nostra storia. Inoltre ha la particolarità che il protagonista è un antieroe, perché tutto sommato è lui quello più cattivo tra tutti i personaggi.

Da dove è nata l'idea per questo libro?
Questo romanzo è nato diversi anni fa come racconto per un concorso. L'idea di base, la domanda da cui sono partita, era: che cosa accadrebbe se una bambina umana venisse cresciuta da un demone? Non chiedetemi come mi è venuto in mente perché non me lo ricordo! Fatto sta che, alla fine, avevo un raccontino di 25 pagine word che comprendeva quella che attualmente è la seconda parte del romanzo, con dei personaggi che avevano alle spalle un vissuto di cinquecento anni. Mi è venuta subito la voglia di raccontare questo passato, e così è nato il libro.

È stato difficile da scrivere?
Abbastanza. La parte storica mi ha richiesto un paio di anni di ricerche e ricordo di essere arrivata a
un punto in cui mi sono bloccata per mesi perché non sapevo proprio come far arrivare i personaggi nel Nuovo Mondo! Quando devi restare nei confini già tracciati dalla storia è tutto più complicato. Come potevo far sì che un demone squattrinato e un nano armassero una nave per conto loro che li conducesse in America? Non mi veniva in mente nessuna soluzione verosimile, e così alla fine ho risolto il problema in altro modo. Costruire un romanzo non è mai facile, ma penso che i romanzi storici siano i peggiori di tutti perché devi confrontarti con un sacco di dati immodificabili.

La storia si svolge dal 500 ad oggi ed è ricca di dettagli: questa parte del lavoro, per dare realismo alla storia, è stata "noiosa" per te?
No, noiosa non direi. Lunga, come dicevo prima, ma comunque affascinante, sopratutto per la parte ambientata tra i Mexicas (cioè gli Atzechi). Ho seguito abbastanza pedissequamente il resoconto del viaggio di Cortés a opera di uno storico del XIX secolo, Wilian H. Prescott. Quel libro mi ha fatto scoprire cose molto interessanti sulle civiltà precolombiane, e penso che il mio stupore emerga in alcune parti del romanzo, come per esempio il dettaglio dell'idolo a forma di croce in cui i personaggi s'imbattono su un isola dei Caraibi, oppure la vastità dell'impero atzeco. Scrivere i romanzi storici è faticoso, ma ne vale sempre la pena per le cose che s'imparano, tanto è vero che ripeterò l'esperienza andando ad approfondire, stavolta, la costruzione della ferrovia e la conquista del West, un periodo che mi affascina moltissimo.

Hai preso varie ispirazioni riguardo i demoni, più forse dall'ideologia cattolica (angeli caduti).…
Sì, di base l'idea è quella cattolica, ma ho mischiato varie ideologie. Un po' per par condicio, un po' perché essendo i demoni un'invenzione ho pensato che prendere un po' di qua un po' di là avrebbe reso il quadro più completo. Perciò ci sono demoni della mitologia indiana (il vetala, una sorta di vampiro), mediorientale (i ghoul), una spruzzatina di cabala ebraica, un po' di mitologia celtica (il Bucca) e molta classicità greco-romana (l'antagonista ha la forma di un Minotauro e c'è un passaggio in cui si citano i fauni). La verità, però, è che tutto il romanzo è un gran calderone di trovate e tante cose le ho inventate di sana pianta. Del resto è un fantasy.

A volte si tende a mettere qualcosa di sé in ciò che si scrive...Cosa c'è di te in questo libro?
Di me personalmente non credo tanto. Ci sono romanzi in cui metto più della mia personalità, sopratutto negli ultimi che sto scrivendo, ma “Dopo cinquecento anni” l'ho pensato più come narrativa d'intrattenimento che come sorta di auto-introspezione.
Però c'è la citazione, anche se non esplicita, della mia storia preferita, Alice in wonderland. Credo che in alcuni passaggi il sense of wonder sia ampiamente sviluppato.

I protagonisti sono molto interessanti, anche se diversi tra loro.... Come li hai creati?
Beh, il demone protagonista, Rakgat, è stato semplice. È un demone intrappolato in un corpo umano, il che comporta una certa amoralità, molta furia bestiale e un cocente desiderio di vendetta. È il classico personaggio creato dal contesto, anche se poi ho lavorato sulla sua evoluzione, che si vedrà nella seconda parte del romanzo.
Tighe non lo so come mi è venuto in mente, ma è stato costruito come contraltare di Rakgat (la voce della coscienza, in realtà. Una sorta di grillo parlante).
Il personaggio più interessante, almeno per me, è Coemgen, che è un demone vanesio e molto particolare. Devo ammettere che lui è l'incarnazione di ciò che dicevo prima, ossia la citazione di Alice in Wonderland, anche se per la sua figura mi sono ispirata un pochetto anche al misterioso conte di Saint-German.
In generale, comunque, io non sono il tipo di autrice che si fa le schede dei personaggi prima di
cominciare a scrivere; troppo lungo e noioso (già perdo giorni sul canovaccio della storia). Mi segno le linee guida del carattere, ma poi lascio che le personalità vengano plasmate dagli eventi.

A quale ti senti più legata?
Un po' a tutti, in verità. Come dicevo, Coemgen mi piace molto, ma penso che sia Tighe quello che tiene su il romanzo.
Hai creato un mondo che potrebbe facilmente avere dei seguiti, ci avevi mai pensato o resterà unico?
Sì, ci ho pensato, ma per ora resterà unico. So che si presta molto ad avere degli spin-off, dato che cinquecento anni di storia sono tanti (mi piacerebbe scrivere Rakgat e Tighe alla corte di Napoleone), ma mi sto dedicando ad altri progetti.

Vuoi dire qualcosa a chi ci legge?
Di leggere scrittori italiani! Bisogna saper cercare, eh, perché c'è tanta fuffa, ma come dicevo prima è anche possibile trovare delle perle. Consiglio di cominciare a rivolgersi verso autori pubblicati da editori non a pagamento, che quindi fanno una selezione, e poi scegliere ciò che ispira di più. Ora gli ebook hanno risolto anche il problema del prezzo. Una volta le persone non rischiavano di spendere 15-20 euro per un esordiente sconosciuto, ma adesso per un paio di euro un piccolo salto nel buio si può fare.
E, una volta letto il libro, lasciare una recensione da qualche parte nel web (Anobii, Godreads, Amazon, IBS…), perché i libri degli esordienti si vendono attraverso il passaparola!


Vi ricordo ancora che domani la mia opinione riguardo Dopo Cinquecento Anni sarà pubblicata sul blog, 
non scappate! :P

"Uno Sputo Di Cielo": 27 racconti, 12 artisti, per uno scopo benefico....

Uno sputo di cielo è quel pezzo di cielo che dobbiamo conquistarci ogni giorno, rubandolo tra i cornicioni dei palazzi, nel riflesso di una pozzanghera, tra le sbarre di una cella, tra le fronde di un albero, nello sguardo di un bambino… piccoli frammenti di sogno, luce e speranza.” 




Titolo: Uno sputo di cielo. 27 racconti senza paracadute.
Genere: raccolta di racconti
Data di pubblicazione: 18 Marzo 2016

Da un’idea di Carlo Deffenu

25 scrittori, 12 artisti, l’associazione Ponti non muri, Watson edizioni, 
tutti insieme per sostenere l’orfanotrofio di Betlemme

27 racconti dove troverete: pesci volanti, giganti cattivi, bambini prodigio, sirene ammaliatrici, processioni di fantasmi, amori impossibili, viaggi nel tempo, paesi invisibili, stelle bugiarde, panchine d’amore, mosche dispettose, colpi di tacco, streghe e sortilegi, cieli bellissimi e nuvole nere.

Autori: Gianluca Morozzi, Alessandro De Roma, Piergiorgio Pulixi, Riccardo Gazzaniga, Gianfranco Cambosu, Silvia Geroldi, Claudia Crabuzza, Daniela Frascati, Fabio Forma, Francesca Montomoli, Carlo Deffenu, Vincenzo Restivo, Elio Satta, Roberto Alba, Stefano Bonazzi, Giuseppe Marotta, Elena Cabiati, Alessandra Gaggioli, Nunzia Volpe, Massimiliano Ferrone, Lalla Careddu, Stefano Pastor, Simona Baldelli, Francesca Caldiani, Gianni Tetti.


Artisti: Pier Gallo, Anna Ferrari, Ivan Lodi, Giovanni Pastorello, Antonio Lucchi, Roberto Oliva, Lorenza De Luca, Emilio Pilliu, Alessandro Marongiu, Max Mazzoli, Flavia Biondi, Jonathan Fara.


L’idea di Uno sputo di cielo è arrivata alla vigila di Natale del 2014.
Non soltanto scrittura, fantasia, svago, divertimento, ma un progetto più articolato che permettesse ai racconti di superare il limite del virtuale, per incidere profondamente nella realtà. Ho pensato alle opportunità che si potevano offrire a dei bambini nati in una
situazione di disagio. 
L’associazione Ponti Non Muri è la prima che mi è venuta in mente. Conoscevo il loro lavoro e le tante iniziative culturali che organizzano da anni, e avevo sentito parlare dell’orfanotrofio di Gerusalemme, gestito da una suora sarda, testarda e tenace. Mi convinco subito che è proprio a loro, a quei bambini senza famiglia e senza futuro, che possiamo donare una possibilità di riscatto. Comincio a contattare diversi scrittori, illustrando la mia idea con parole semplici e chiare. Passano due ore, forse tre, e mi ritrovo travolto da un marea di “Sì” che mi lasciano attonito, perplesso, commosso, emozionato.

Riccardo Gazzaniga mi scrive: “Certo che sei proprio diabolico a chiedermi un racconto per aiutare degli orfani di Gerusalemme alla Vigilia di Natale. Anche Freddy Krueger ti direbbe di sì!”
Solo in quel momento realizzo che quel giorno è per davvero la vigilia di Natale.
Ho sorriso e mi sono detto: Avanti tutta! Anche Freddy Krueger è dalla nostra parte! Decido di coinvolgere degli illustratori e dei fotografi per dare forma ai racconti con la loro arte.
Mi piace l’idea che siano i disegnatori stessi ad adottare il racconto più vicino al loro stile e alla loro sensibilità. Parlo del progetto con Ivan Alemanno della Watson Edizioni e contro ogni previsione, mi dice subito sì.
E così, a marzo del 2016, il libro viene al mondo.

Opinione: Nero Elfico, di Daniele Picciuti

http://www.amazon.it/gp/product/8898036426/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=8898036426&linkCode=as2&tag=viaggiatricep-21
(cliccando sull'immagine si va su Amazon)  
 
 

Ponte Spaccato è un villaggio sperduto di quattrocentocinquanta abitanti, un paese di fabbri, muratori, contadini, falegnami e artigiani, gente semplice che conduce una vita tranquilla. Finché non fa la sua apparizione Lacero, un mezz’elfo feroce e astuto, che nel giro di poco tempo riesce a diventare sceriffo. Lui e Violata, la sua donna, una spietata assassina, si trovano presto al centro di una serie di macabri e sanguinosi avvenimenti che sconvolgono la cittadina. Il Male stesso, nelle vesti di alcuni personaggi diabolici e perversi – il demone Scribacchio, la contessa Bianca, il mago Grimorio, il nano Toro-Dai, il Negromante – si abbatte su quella povera gente che, suo malgrado, dovrà fare affidamento, per la propria sopravvivenza, al “male minore” costituito dalla scanzonata coppia di criminali. Della partita saranno le terribili gemelle Coro, il Castigatore muto, il grosso Melmone e sua madre Poiana, e numerosi altri personaggi uno più improbabile dell’altro, fino a scomodare nientemeno che dei viaggiatori stellari. Presto, tutti comprenderanno che l’ago della bilancia in questo scontro è il Trono d’ossa, un antico artefatto che dà, a chi vi siede, il dominio sui morti.  

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° ° 
 
Ringrazio la Watson Editore per avermi permesso di leggerlo.
Un bel libro, piuttosto scorrevole, originale e piacevole...con dei 'ma'.
 
Parte senza preamboli e ti catapulta in questa storia, in questo luogo strano e dall'atmosfera fantasy-dark, dove qualcuno sta uccidendo delle giovani donne, e non se ne capisce il motivo.
Subito si darà la colpa ad uno dei nuovi arrivati, un elfo, Lacero, sicuramente non simpatico e non accolto bene dalla popolazione. Ma ci accorgeremo ben presto che sarà lui uno dei protagonisti di ogni racconto da lì in avanti.
 
Ci saranno varie storie, una diversa per ogni capitolo, ma sempre riguardanti Lacero e Violata, la sua donna. Due personaggi forti, direi anti-eroi perché pensano prima di tutto a loro stessi, ma non sono spietati e crudeli senza motivo...fatti per stare insieme, viste le stranezze che saltano fuori mano a mano sul loro carattere.
Storie in eventi temporali non necessariamente successivi di capitolo in capitolo, infatti spesso non si comprende bene se passano mesi o poche settimane.
 
Alcune storie sono migliori di altre, ma fino a metà sono piuttosto piacevoli e, piano piano, ci si affeziona a questi personaggi, tifando anche per loro.
Ci saranno molti nemici che faranno la loro comparsa, capitolo dopo capitolo, e con cui i nostri protagonisti dovranno aver a che fare. Alcuni interessanti ed affascinanti, altri meno e più noiosi.
Ma in linea di massima una bella storia, fin quasi la fine, dove, purtroppo, si perde un po' il senso del fantasy, sconfinando in territori ancora più 'estremi' e lontani, portando il lettore a staccarsi dalla trama e far fatica ad immedesimarsi.
E mi spiace molto perché, fino a poco prima, era interessante.
 
Un piccola critica riguardo i nomi, che sembrano dati in base al lavoro che uno svolge o alle caratteristiche personali....per carità, originali, ma se si presume che vengano dati alla nascita, stona.
 
Un bel capitolo quello della ricerca del famoso "Trono d'ossa", che poteva essere espanso di più e regalare al lettore una storia completa e migliore....poteva essere un romanzo da solo se allungato.
 
Consigliarlo o no?
Direi di si, ha una storia originale, che non ha i solito protagonisti e le solite parti 'prestabilite';
è un fantasy dove niente è prevedibile ed è interessante saperne di più in merito alle vicende che capitano a Lacero e Violata.
Se l'autore scriverà ancora di loro, leggerò sicuramente, perché mi sono piaciuti molto!