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Opinione: Skin Medicine, di Tim Curran


Skin Medicine è il figlio bastardo dell'unione sotto una cattiva stella tra un Louis Lamour fulminato e un Bentley Little strafatto. È divertente nello stile di classici cinematografici sopra le righe come Re-Animator, Dog Soldiers e Tremors. (Steve Vernon - Horrorworld) 
Skin Medicine è una corsa sfrenata nella Frontiera Oscura. (Randy Chandler - Autore diBad Juju) 

Un male indicibile sta perseguitando i Territori. Veterano della Guerra Civile e cacciatore di taglie, Tyler Cabe sta dando la caccia a uno spietato assassino, ma si troverà ad affrontare qualcosa che va oltre l'immaginazione di ogni uomo vivente.




Mi trovo abbastanza in difficoltà a recensirlo, poichè (non me lo aspettavo) sono andata oltre la mia comfort zone e, riguardo questo aspetto, i miei gusti personali ahimè sono rimasti invariati, quindi non è stata proprio una lettura piacevolissima per me. Ma obiettivamente, non è un brutto romanzo, anzi lo consiglierei se si hanno alcune preferenze...

Il primo capitolo è adrenalinico, veloce, tagliente. Mette nel lettore fretta di leggere come continuerà ciò che sta leggendo, misto ad un brivido che corre lungo la schiena, perchè l'autore è imprevedibile. 
Potrebbe non succedere nulla o potrebbe esser l'inizio di tutto. 
Ma poi...frena. Di botto. Ci troviamo quasi ad arrancare per determinate scelte fatte dall'autore, fra il presente praticamente nelle sabbie mobili, ed il passato dei vari personaggi che ci viene narrato con (esasperante) lentezza e ricco di molti dettagli. 
 
Curran in questo romanzo non è propriamente quello che avevo conosciuto attraverso Dead Sea, Long Black Coffing, Cannibal Corpse, Nightcrawlers o Saw (una "novella" omaggio per gli iscritti alla newsletter Dunwith Edizioni, di cui mi sono resta conto solo ora di non avervene ancora parlato!).

Mi spiego meglio: nei romanzi che ho citato poco sopra (tramite i link trovate le mie opinioni in merito) c'è un elemento comune molto forte che lega le varie storie: il contenuto estremamente splatter, violento, ....di luoghi e situazioni inventate!

In questo libro, invece, mi sono scontrata con la realtà. 

Curran sceglie di ambientare la storia dopo la Guerra Civile Americana ed i suoi protagonisti sono veterani di entrambe le fazioni che ne hanno vissuto gli orrori, e tramite i loro occhi ci porterà spesso a riviverne i momenti bui ed orriblii, come solo le guerre possono essere. 

Mi sono trovata spiazzata poichè la narrativa "storica" (se così posso definirla, non linciatemi) è una grande fatica per me; la trovo lenta e noiosa (sono gusti, portate pazienza), e ritrovarmi spesso "intrappolata" nelle memorie dei vari personaggi che si alterneranno la voce all'interno di questo libro è stato spesso pesantuccio. 

Il tutto narrato davvero bene, eh! 
Se vi piacciono questi aspetti, non perdete tempo e buttatevi in questa lettura. 
Ah, non mancherà lo splatter e alcuni elementi decisamente irreali. Curran si mantiene costante in questo. 

Dopo queste premesse d'obbligo, così avete capito come mai personalmente non mi ha conquistato, torniamo alla trama.
I personaggi sono molteplici ed molti ci daranno occasione di veder le cose attraverso il loro punto di vista;
uno fra i principali è sicuramente Tyler Cabe, un veterano sudista ed ora un cacciatore di taglie, che approda a Whisper Lake in cerca di un efferato assassino che uccide prostitute in maniera estremamente brutale, ma continua a muoversi per l'America, rendendo davvero difficile trovar minime tracce per poterlo inseguire. Cabe ha l'intuizione che verrà lì a cercare la prossima vittima e vuole precederlo, l'unica maniera per poterlo catturare. 

In questa cittadina che si sta esplodendo per le nuove miniere che stanno aprendo, ritrova qualcuno del suo passato: lo sceriffo Jackson Dirker. Veterano nordista.  Un uomo estremamente freddo, ma il cui rigore gli permette di tener sotto controllo la contea di Beaver. 

Ci sarà Orville DuChien, un bifolco veterano sudista che sente le voci; Charles Graybrow, un anziano indiano che finge di essere più stupido di com'è davvero; Janice Dirker, moglie dello sceriffo e padrona del St. James Hostelry; Caleb Callister, proprietario delle pompe funebri e non solo; James Lee Cobb, il cattivo...

Come vi avevo detto inizialmente, il tutto è ambientato fra passato e presente
Il presente è comune ai vari personaggi. 
Una storia che prosegue fra i vari "flashback", anche se davvero troppo lunghi (per me) ma non per questo meno inquietanti. La guerra e certe violenze che la circondano restano un bel pungo nello stomaco. Curran le narra davvero bene e ci si sente in queste atmosfere, provando molta empatia con i vari personaggi, che siano Nordisti o Sudisti; infatti questo credo sia un pregio della storia: l'aver voluto narrare entrambi i punti di vista, poichè alla fin fine sono praticamente identici. Come dice uno dei personaggi, non importa la fazione, i veterani hanno qualcosa in comune che permette loro di comprendersi. 
Anche se non trattata in maniera approfondita, si capirà anche la guerra che c'è stata fra "bianchi" ed indiani. Di come questi ultimi vengano ancora trattati in maniera "assurda", poichè visti come selvaggi troppo stupidi da istruire. 
Ed un cenno alla relativamente nuova faida con i mormoni. 

Oltre la Guerra Civile Curran riserva un enorme spazio per raccontarci del cattivo di questa vicenda, James Lee Cobb. Parte da lontano, da prima della sua nascita, e ci porta lungo la sua vita "dannata", mostrandoci la sua crescita, la presa coscienza di ciò che è e l'accettazione di tutto ciò, portandoci lungo la perversione che riempirà la sua vita e che lo renderà un capo agli occhi dei suoi seguaci. 

Lo so, sono davvero tante tematiche che fin troppo spesso mi hanno fatto chiedere dove volesse andare a parare Curran questa volta. Troppa carne al fuoco, mentre la storia principale sembra quasi silente, dando qualcosina fra le pagine, ma muovendosi di poco rispetto a tutto il resto che vortica attorno. 

Tirando le somme: non lo boccio, ma mi ha annoiato parecchio. 
Sicuramente è ben scritto, le tematiche principali sono raccontate in modo piuttosto interessante, però ho avuto spesso la sensazione di non sapere cosa stavo leggendo e perchè mi veniva detto. 
Per la storia in sè tantissime parti si potevano tagliare tranquillamente, è un bonus che dipende dai gusti del lettore se verrà apprezzato oppure, come nel mio caso, non proprio. 
Troppi argomenti diversi che confondono e non si mescolano per bene. Danno qualcosa alla trama, ma niente di indispensabile. O a volte è legato alla storia, ma non ci fai molto caso, perdendoti in altri dettagli. 

Se vi piace Curran, dategli una chance.
Se vi piace il realismo negli horror, con approfondimenti, fa sicuramente per voi! 
Se vi piace lo splatter, il sangue, la violenza,...fa per voi. 

Se non siete molto portati per gli approfondimenti storici...eh, pensateci. 
Magari potreste comunque dargli una possibilità durante le numerose promo che la Dunwich propone durante l'anno. 

Opinione: L'Ultimo Concerto di Freddy King, di Alessio Linder


La carriera dei Blood Red Sun sta arrivando al capolinea e il loro cantante - Freddy King - sarà presto costretto a onorare la sua parte dell'accordo... a meno che non trovi una via di fuga dal labirinto in cui è rimasto intrappolato. Qualcun altro è però interessato alla band e potrebbe essere la scappatoia che sta cercando. Thea Gauthier ha un conto in sospeso vecchio di decenni con qualcuno vicino a Freddy ed è determinata a esigere la sua vendetta, persino a costo della sua anima. E anche se la fine dei Blood Red Sun è ormai prossima, un nuovo progetto sta vedendo luce, guidato dalle dita esperte di Owen Murphy... e il giovane Valerio, smarrito dopo la perdita dell'amico e mentore Marty Red, rischia di lasciarsi convincere dalle subdole parole del manager. Mentre il mondo intero crolla intorno a Freddy e gli spettri del passato tornano a tormentarlo, i demoni del presente non restano a guardare, e il suo futuro resta appeso a un filo sempre più esile.

                                     


Un romanzo capitato in un pessimo momento. Nonostante la grande curiosità nel finire questa duologia, aver altre novità in arrivo quasi in contemporanea, ed altri pensieri per la testa, non mi hanno permesso di apprezzarlo come avrebbe dovuto. E preciso che mi è piaciuto!

La storia riparte poco dopo la chiusura del primo romanzo. Non ho avuto il tempo di rileggerlo, come era mia intenzione, ma questo mi ha permesso di fare una riflessione: può esser letto anche senza il precedente. Certo, è ovvio che ci saranno varie lacune e alcuni frammenti non si capiranno, ma nel complesso c'è questa "scappatoia". 

In questo secondo romanzo la storia si sposta sul lato sovrannaturale decisamente molto di più e ci saranno svariati momenti molto più dark rispetto al primo volume. Scopriremo com'è nato il contratto fra Freddy King ed Owen Murphy, e cosa sta portando nella vita di Freddy; poichè per farlo portare a termine, niente e nessuno sarà risparmiato ed una spada di Damocle pende sopra la testa del cantante: ci saranno conseguenze estremamente pericolose per chi è vicino a lui se "osa" troppo. E ce ne renderemo conto anche noi molto presto, insieme a Freddy che aveva sottovalutato la freddezza del manager. 

Come protagonisti e voci principali abbiamo, appunto, Freddy King. Il fulcro della storia, attorno al quale girano diverse vite. Imprigionato da un contratto per cui solo in seguito ha davvero realizzato l'entità, si trova a dover contare i giorni alla scadenza e cercare una via di fuga a tutti i costi. 
Abbiamo Valerio, un ragazzo molto giovane e con una passione enorme per la musica; ex apprendista di Marty Red, ne ha preso il posto (da fonico) quando è scomparso improvvisamente. Un mentore ed un carissimo amico che (da quando non c'è più) hanno portato Valerio a sentirsi perso e solo, in un mondo ancora troppo grande per lui appena diciottenne, e facile vittima per gente pericolosa e disposta a tutto, come Owen. 
Oltre loro, avremo Thea. Ragazza molto giovane e disposta a tutto pur di ottenere vendetta per sua nonna, ovviamente contro Owen. Scopriremo leggendo il suo passato e cosa l'ha portata fino al rischiare la sua anima pur di veder compiuto questo suo desiderio così forte. 

Un romanzo imprevedibile e molto ricco.
Seguiremo l'ultima tournée degli Blood Red Sun che scandirà il tempo a ritroso verso la fine.
Mano a mano che gli eventi si susseguono, tutto diventa sempre più veloce ed adrenalinico, fino alle ultime pagine che regalano un sorriso, ma non proprio di felicità. Un frammento di qualcosa che l'autore ci regala e ci strappa un ghigno, se vogliamo dirla così. Scelta molto apprezzata che ci sta a fagiolo con tutta la chiusura del romanzo. 

Alcune scene horror risultano grottesche e fanno sorridere, più che metter terrore nel lettore. 
Al 99% sono io il problema, lo so. Le ho trovate ben scritte e mi sono piaciute molto, nonostante mi sia scappata una risatina rispetto ad un momento di shock. 

Una scrittura che in alcuni punti ho trovato lenta (ma, ribadisco, probabilmente era per questo periodo in cui l'ho letto), mentre verso il finale l'ho divorato di gusto.
L'autore fa una scelta rischiosa
, poiché non ci rivela ogni dettaglio di chi o cosa è Owen, uno dei fulcri del romanzo. Lo intuiamo fra le pagine, ma il meccanismo che regola questo personaggio ed il suo mondo è così ampio che viene lasciato immaginare. Ci sono altre cose lasciate in sospeso, poichè chi ce le racconta non sa nemmeno lui/lei cosa sta passando e quindi resta molto confuso.
Qui va a gusto: ci sarà chi voleva sapere qualcosa in più e chi si accontenterà. 
Io avrei preferito qualcosa in più, anche se ammetto che così ha comunque una sua logica che riesce a reggere bene nella storia.

In generale, ha punti forti e deboli, ma lascia una bella sensazione al lettore quando lo termina. Originale e molto ben scritto, riesce a portarci in questo mondo sempre più oscuro e dai risvolti inaspettati. Come già dicevo, potete rischiare e leggere prima questo, mancheranno alcuni dettagli, ma è fattibile. Ma perderete Marty Red e vi garantisco che è una grande perdita! 

Un grande ringraziamento alla Dunwich che mi ha permesso di leggerlo appena pubblicato.
Aspettavo da tre anni questa chiusura e ne sono estremamente soddisfatta, anche se mi mancheranno i suoi protagonisti

Opinione: Monstrum (Il Quarto Talismano 3), di Kat Ross



Sul Mar Bianco, dominio di tempeste e mostri marini, una nave trasporta Nazafareen e Darius alle Isole dei Marakai, dove la saggia Sakhet-ra-katme custodisce da secoli il segreto dei talismani. Ma c'è anche qualcun altro che la sta cercando, un daeva nato nella brutale prigione della Fornace, che ha intenzione di usare i talismani per liberare i Vatra e il loro re folle. Quando le loro strade si incrociano nel sontuoso palazzo dell'imperatore di Tjanjin, Nazafareen e Darius affronteranno il loro nemico più mortale e astuto di sempre. Nella roccaforte montana di Val Moraine, i seguaci della Pizia fiutano la presenza di un altro talismano, quello del clan Danai. Dietro la spessa parete di ghiaccio, il nervosismo continua a crescere, il perfetto calderone di sospetto e tradimento per Thena, che vede la possibilità di riscattarsi dopo il suo fallimento, riportando il talismano a Delfi. Allora sarà libera di dare sfogo alla sua perversa ossessione per Darius e fargliela pagare. A Samarcanda, Javid rimane invischiato nelle insidiose trame di una successione reale. Quando il vecchio re muore e suo figlio ascende al trono, le profondità della depravazione del principe si fanno più chiare. Un viaggio verso nord rivela la fonte della polvere d'incantesimo da cui è dipendente... e lascia Javid di fronte a una scelta impossibile.





Pubblicato settimana scorsa, questa novità Dunwich Edizioni mi è stata gentilmente fornita dalla CE ed appena ho avuto tempo, mi ci sono lanciata. 
Seguo Kat Ross dal primo romanzo che questa Casa Editrice ha portato in Italia, non potevo farmelo scappare.

Siamo quasi alla fine di questa serie "Il Quarto Talismano", il prossimo sarà il libro conclusivo. 
Se già non lo sapevate, questa serie è il seguito de "Il Quarto Elemento", ma si possono leggere anche separati; l'autrice ha creato una nuova trama che lo permette. 
Fine momento informazione. 
Vediamo la trama.

Come i precedenti volumi, la storia ha tanti protagonisti che ci mostrano momenti diversi e luoghi diversi, mentre il tutto prosegue. 
Abbiamo Nazafareen e Darius, finalmente di nuovo insieme, che hanno appena iniziato un viaggio per mare verso la casa di Sakhet-ra-katme, una donna molto saggia che sa qualcosa riguardo i talismani, e Nazafareen spera possa anche aver qualche soluzione per risolvere il suo problema di amnesia.
Il rapporto fra i due è tornato molto solido, ma c'è sempre qualcosa che la fa soffrire, ovvero non ricordare tantissimi momenti che hanno vissuto insieme dalla loro conoscenza.
Lei spesso risulta un po' fastidiosa, ma in questo romanzo decisamente molto meno. 
Darius invece, lui è la dolcezza fatta person...Daeva. 

Ritroveremo anche Javid che brevemente ci mostrerà la sua vita a Samarcanda ed il suo nuovo lavoro, che ben presto lo porterà in situazioni molto rischiose: dallo scoprire altri usi riguardanti la polvere d'incantesimo, fino alla rivelazione della sua origine. 
Ci mostrerà anche alcuni frammenti della sua famiglia, che ci permetteranno di capire meglio il suo passato e come è diventato ciò che è. Anche l'arrivo di un'alleata a sorpresa, ci farà conoscere meglio i retroscena del suo enorme segreto. Ed entrare in empatia molto di più con lui. 

Alla fortezza dei Valkirin le cose vanno a rilento. Victor è sempre più taciturno e schivo, nonostante l'arrivo a sorpresa delle due "ex" sacerdotesse del tempio di Apollo con i loro "schiavi". Queste le menzogne che hanno raccontato per salvarsi la vita, sostenute dalle due "streghe"(/Daeva) che erano con loro: una che le ha seguite per amore folle, l'altra per ricatto. Thena ha un piano molto semplice in mente: tornare dalla Pizia con un talismano e riscattare il suo nome. Il modo migliore è trovare un talismano, ma da dietro le sbarre di una prigione di ghiaccio le cose si fanno complicate, anche se lei non demorde. 
Altra voce importante in quel luogo è la vecchia Gerda, astuta e crudele, con un piano che finalmente ci viene rivelato nella sua interezza, che coinvolge, appunto, i Daeva del fuoco. 
Ormai alla fortezza tutti stanno impazzendo, da Victor fino a Thena che ormai è totalmente ossessionata da Darius, ed ogni azione ha come scopo riaverlo con sè.
Nel frattempo, quella fortezza è diventata un'enorme prigione: nonostante il ghiaccio li protegga, non possono sopravvivere a lungo, e quindi si rendono tutti conto che devono trovare una via d'uscita, in fretta.

Ci saranno due nuove voci: Meg, una ragazzina che è sempre vissuta per mare, emarginata da chiunque e sotto le grazie della capitana della nave, nonostante non le venga risparmiato alcun lavoro da sguattera e venga in ogni caso trattata come uno scarto. Ma a lei piace questa vita, ed ha timore di crescere e di perderla, a causa della sua natura....(scoprirete di più leggendo).
L'altra voce molto importante è quella di Nicodemus, un daeva del fuoco, scappato dalla Fornace ed in cerca di un modo per aprire le porte di quella prigione infernale in cui è nato. Sarà interessante scoprire frammenti del suo passato e cosa si nasconde in quel luogo terrificante, in cui anche solo sopravvivere è un impresa estremamente difficile. 
Quest'ultimo dovrebbe essere il cattivo della storia, uno degli esseri più temuti e spaventosi che fa ritorno in quel regno, eppure più lo si conosce, più entrano dubbi riguardo le sue intenzioni e si inizia a capire come mai voglia ad ogni costo vendetta e libertà. 

Questi i personaggi principali, ma ogni tanto ne compariranno altri per dare più completezza alle cose e far capire come mai si vada in quella direzione. 

Una storia piuttosto imprevedibile, anche se spesso il cambio di personaggi e luoghi crea confusione e stacca dal ritmo che si era preso. Un escamotage interessante per tenere sulla corda il lettore e farlo continuare, anche se la curiosità a volte fa storcere il naso (perché, almeno per quanto mi riguarda, vorrei sapere tutto subito. Lo so, sono una rompiballe).
Lo stile è scorrevole e ricco di azione, facendo in modo che siano davvero pochi i momenti di "stallo" in cui il ritmo cala. Più si avanza, più la tensione cresce. 
Un fantasy molto piacevole da leggere.

Sono curiosissima di scoprire come si chiuderà questa serie. 
Alla fine di questo romanzo vengono a galla alcune informazioni che lasciano il lettore spiazzato. 
Una un pochino prevedibile, anche se non mi era venuto in mente e mi ha piacevolmente sorpreso; l'altra non me la sarei mai nemmeno immaginata e devo sapere che strada prenderanno le cose d'ora in poi per quel frangente. 

Riguardo la precedente serie, l'autrice mi aveva lasciato completamente spiazzata e senza parole alla chiusura della storia. 
Aveva azzardato molto e, per me, ha "vinto" senza dubbio
Adoro i finali imprevedibili, che non sono "per il pubblico". 
Quindi, spero che riuscirà a sorprendermi ancora. 

One For The Road [Instagram]


"Vorrei iniziare dicendo che non sono pazzo.
[...] Cosa posso raccontare del 12 agosto? Buon Dio, il nostro ultimo giorno libero prima che ci mancasse la terra sotto i piedi. Tanto per cominciare, devo ammettere che, pur non essendo un pazzo, sono davvero un imbecille: e per imbecille intendo dire che sono un musicista (o lo ero, immagino)".

Velocissimo da leggere e, a suo modo, divertente.
Chiariamo, niente risate vere, però ho trovato questo stranissimo mondo in cui capitano i protagonisti così folle da esserlo.

La nostra voce narrante è Spencer, un giovane sui vent'anni che fa il chitarrista nel gruppo Rot In Hell. Un sogno per un giovane amante del Heavy Metal, arrivare su un palco e fare ciò che ama: suonare. O no? Eh, invece ci troviamo nella seconda opzione, perché Spencer ha deciso di mollare il gruppo e quello sarebbe stato il suo ultimo viaggio con la band, direzione casa dopo l'ultimo concerto fatto.

Un romanzo estremamente breve, ma carino e particolare. Si legge velocemente e, per gli appassionati, è una ventata di aria fresca per spezzare da altre letture o semplicemente per staccare la spina.

Ve ne ho parlato ieri sul blog (trovate il link in bio).
Se siete curiosi, andate a sbirciare, potrebbe piacervi molto e, vi ricordo, che fino a domani è in promozione a soli 0,99€.
Non fatevelo scappare!

Curiosi ce ne sono?

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Opinione: One For The Road, di Wesley Southard





Soltanto un altro concerto e il chitarrista heavy metal Spencer Hesston potrà finalmente lasciare i Rot in Hell. Niente più tour, niente più discussioni e niente più visite indesiderate da parte della fidanzata del cantante. Ma invece di svegliarsi nella loro città del Midwest, i musicisti si ritrovano confusi e storditi in un insediamento abbandonato nel bel mezzo del deserto, senza avere idea di come ci siano arrivati.
Le cose lì avvengono in modo diverso: gli alberi hanno impulsi perversi, i ragni hanno dita umane, e ogni volta che mettono piede all’esterno la città si trasforma in un altro incubo infernale.
In questa città tutto è possibile, tranne uscirne interi…





Un autentico furore grintoso al ritmo di Rock’n’Roll. Ho adorato ogni parola.
Matt Hayward, autore nominato al Bram Stoker Awards di What Do Monsters Fear? e The Faithful

Wesley Southard scrive con un’energia sfrenata che è sia contagiosa che divertente. Scoprire l’opera di Wesley è stata una gioia, dovreste andare in cerca dei suoi libri. Di sicuro è uno scrittore da tenere d’occhio.
Jonathan Janz, autore di The Dark Game e The Siren and the Spector

Un’eccezionale opera di surrealismo sovrannaturale e horror estremo, che piacerà sicuramente ai fan di Bentley LittleGraham Masterton e John Skipp.
Brian Keene, autore della serie The Rising The Complex

Anche se si possono notare gli echi di Richard Laymon, Southard scrive con una voce sua e la usa per dar vita a un’opera avvincente e straordinariamente piacevole. Leggete questo libro.
Mary SanGiovanni, autrice di Chills e The Hollower Trilogy

Vorrei iniziare dicendo che non sono pazzo.
[...] Cosa posso raccontare del 12 agosto? Buon Dio, il nostro ultimo giorno libero prima che ci mancasse la terra sotto i piedi. Tanto per cominciare, devo ammettere che, pur non essendo un pazzo, sono davvero un imbecille: e per imbecille intendo dire che sono un musicista (o lo ero, immagino)

Velocissimo da leggere e, a suo modo, divertente
Chiariamo, niente risate vere, però ho trovato questo stranissimo mondo in cui capitano i protagonisti così folle da esserlo. 
La nostra voce narrante è Spencer, un giovane sui vent'anni che fa il chitarrista nel gruppo Rot In Hell. Un sogno per un giovane amante del Heavy Metal, arrivare su un palco e fare ciò che ama: suonare. O no? Eh, invece ci troviamo nella seconda opzione, perché Spencer ha deciso di mollare il gruppo e quello sarebbe stato il suo ultimo viaggio con la band, direzione casa dopo l'ultimo concerto fatto. 

La principale ragione è sicuramente Steve, il cantante. Un ego astronomico e pochissimo rispetto per quello che fa, hanno portato Spencer e Vinnie a scegliere di andarsene, quest'ultimo è il migliore amico del nostro protagonista ed è il batterista del gruppo. Insieme a loro viaggiano Les, il bassista, Shelly, la fidanzata di Steve ma che ci prova in ogni occasione con Spencer, e D-Rail. E Spencer non sopporta nessuno di loro. 

Perciò eccoci lì: sei persone che percorrevano la strada aperta con un obiettivo, e ognuno aveva un modo diverso per arrivarci. 
Io?
Avrei voluto solo tirarmene fuori. 

Dopo i preliminari d'obbligo, per conoscere Spencer (un'infarinatura del presente e del passato), ci si ritrova a capofitto in quest'avventura completamente fuori da ogni logica. 
I ragazzi si risvegliano sul loro furgone, senza sapere dove siano e come siano finiti lì. Nessuno ricorda cosa accadde prima di addormentarsi misteriosamente. A render il tutto più incasinato, nel rimorchio sono scomparsi tutti i loro strumenti e a bordo ogni borsa e zaino è vuoto. Niente cellulari, ne computer per chiamare soccorso o semplicemente capire la posizione. 

Inizierà così il loro viaggio dentro l'incubo. 

Un romanzo estremamente breve, ma carino e particolare. Si legge velocemente e, per gli appassionati, è una ventata di aria fresca per spezzare da altre letture o semplicemente per staccare la spina. 
Positiva, ma anche negativa la sua brevità(?). Ci sono spesso alcuni frammenti che danno una sensazione di mancanza, come se qualcosa dovesse esserci per fare da collante fra vari frammenti. So che è fantasia ed un viaggio in un mondo praticamente infernale, però qualche dettaglio in più avrebbe regalato panorama migliore e stuzzicato ancora di più l'immaginazione dei lettori. 
Seppur, è tutto così veloce e frenetico, che forse avrebbe appesantito la lettura. 
Per questo il punto interrogativo: ancora non mi so decidere; vorrei saperne di più, ma è stato comunque piacevole leggerlo così com'è. 
Insomma, mi rinnovo lettrice rompicoglioni. 

Una nota particolare sono i gruppi e le canzoni citate durante tutta la lettura. Me li sono segnati tutti, alcuni devo recuperarli, altri non si possono non conoscere (Smoke On The Water, giusto per fare un esempio). 

Per chiudere: agli amanti del genere lo consiglierei. 
Inoltre questa settimana, fino al 29, è in promo a soli 0,99€
Se vi incuriosisce, approfittatene e poi fatemi sapere com'è stato immergersi in questa follia. 

Opinione: Solis (Il Quarto Talismano 2), di Kat Ross


Nel secondo volume della serie Il Quarto Talismano, il percorso di Nazafareen arriva a una svolta, che le fa intraprendere un viaggio nel cuore del maelstrom…

Sono passati mille anni da quando gli Avas Vatra hanno cercato di ridurre il mondo in cenere. Mille anni da quando sono stati imprigionati nel brutale deserto chiamato la Fornace. Ma la vendetta è un piatto che va servito freddo… persino per i figli del fuoco, a quanto pare.

A Delfi, Nazafareen unisce le forze con le seguaci di Dionisio per salvare i suoi amici dai sotterranei dell’Oracolo e cercare i tre talismani, i cui poteri straordinari hanno già fermato i Vatra. Con la sua magia della distruzione che ogni giorno si fa più forte, è costretta a camminare sul filo del rasoio per controllare il suo carattere instabile. E se i Vatra troveranno i talismani prima di lei, l’ultima speranza svanirà.

Nel deserto ghiacciato della catena dei Valkirin, Victor stringe un accordo per mantenere la sua tenue presa sulla Fortezza Vergine. I Valkirin delle altre roccaforti stanno arrivando. Ma c’è un traditore all’interno delle mura di Val Moraine che potrebbe rivelarsi la sua rovina.

Più questa storia va avanti, più mi ritrovo in difficoltà a parlarne perché aumentano i nomi, i luoghi,..e già faccio fatica a memorizzarli, per parlarne senza fare spoiler involontari, mi esce fumo dalle orecchie, quindi portate pazienza.

Ripartiamo da dove si era chiuso il precedente volume. 
Come ricorderete, resta sempre un romanzo corale e le voci sono sempre numerose. Inizialmente si può far fatica, ma una volta preso il ritmo tutto diventa rapido e molto godibile; portando a voler subito i seguiti per poter continuare quest'avventura. 

Delfi


Nazafareen si trova ad aver a che fare con le seguaci di Dioniso, con cui unisce le forze per poter andare a salvare il suo amico Javid e Erodoto, marito di Kallisto, a capo del gruppo. Ragazze forti, molto brave negli scontri corpo a corpo, ed astute. Avranno poco tempo per ideare un piano, prima che venga emessa sentenza e i due prigionieri possano trovare la morte dentro il toro.

Conosceremo Thena, una giovane donna al servizio del Dio Apollo e della Pizia, per la quale sfrutta un frammento di potere per piegare le "streghe", ovvero i daeva, attraverso dei collari. L'ultimo catturato è Darius, che conoscendo già cosa lo aspetta non renderà affatto le cose semplici, pensando sopratutto a resistere per scappare e trovare Nazafareen. 

Ci parleranno anche Darius e Javid, di cui conosceremo un suo enorme segreto. 

Val Moraine

Quì ritroviamo Viktor che tenta di tenere il potere sulla fortezza, sapendo che basterebbe davvero poco per venir scoperti da altri clan di Valkirin e rischiare una battaglia che potrebbe non vincere. Senza cibo, senza idee su come controllare quel luogo, deve fare dei patti con Gerda, astuta e manipolatrice, quanto all'apparenza appare vecchia e quasi inoffensiva. Quasi, perchè Viktor sa bene chi ha come avversaria.

Ritroveremo anche Culach, ed attraverso i suoi sogni scopriremo di più sui Vatra, che sembrano sempre di più una minaccia reale, piuttosto che una leggenda antica. 



Insomma, minacce che spuntano dal passato, nonostante già nel presente ci siano figure decisamente preoccupanti, sia a Nocturne che a Solis. 
I nostri vari protagonisti dovranno continuare a lottare per riuscire a capire cosa stia succedendo, mettendo insieme i vari frammenti che riescono a scoprire, per capire come affrontare uno per uno tutti i nemici. 

Un romanzo inizialmente ostico (se faticate coi nomi), ma che poi scorre davvero veloce; l'autrice infatti è sempre stata originale nella trama, rendendo le sue storie interessanti da leggere grazie alla sua penna molto fluida, che permette di divorare le pagine. 
Ci troviamo a metà di questa tetralogia (seguito della trilogia "Il Quarto Elemento"), ma ancora Kat Ross ci tiene incollati alle pagine, per scoprire come (e se) Nazafareen e Darius riusciranno a sconfiggere quest'altra minaccia incombente, oltre al ritrovare la memoria di lei, per poter vivere tranquilli e felici insieme.
Se ti affezioni a loro è finita, ed io lo sono da tempo. Aspettando il prossimo, vi consiglio di recuperarlo. Molto bello. 

Ringrazio la Dunwich per avermi fornito la copia per la lettura. 

Opinione: Old Boys, di Samuele Fabbrizzi


Red Lick, Texas. Boe è un veterano del Vietnam che, a ridosso dei settant'anni, passa le giornate a ricordare con nostalgia i tempi andati, autocommiserandosi e maledicendo i dolori della vecchiaia. Vedovo e ormai in pensione, combatte la depressione a colpi di bourbon in compagnia di Larry, Nelson, Mal e Yang, ex compagni di reggimento con più acciacchi che medaglie al valore. Certi di aver appeso l'uniforme al chiodo, gli Old Boys si trovano tuttavia costretti a fare di nuovo squadra quando la nipote di Larry sparisce nel nulla. Le indagini approssimative condotte dallo sceriffo li portano al bosco di Red Lick. Saranno gli ultimi momenti di umanità prima di essere retrocessi a carne da macello. Ciò che li attende nel sottosuolo della cittadina è infatti un mattatoio gestito da esseri antropomorfi dove l'animale è padrone e l'uomo schiavo. Un posto oscuro in cui predominano torture e gemiti di dolore. Un Inferno che metterà a dura prova la forza interiore degli Old Boys fino a dividerli.

Un viaggio nella follia. 
Ma se avete già letto altro di Fabbrizzi, lo sapevate già. Ed è questa una delle ragioni che mi ha incuriosito (molto) alla notizia di questa pubblicazione, e ringrazio la Dunwich per avermelo fatto leggere.
Non sono nemmeno 150 paginette. Si divorano in qualche ora. Eppure lasciano molto al lettore, sopratutto un senso di disagio profondo che si muove fra "karma" e la natura umana più profonda.
I protagonisti di questa vicenda sono dei veterani del Vietnam
Vecchi, Texani, senza filtri né vergogna. 
Protagonisti atipici e quindi perfetti per una storia così particolare.

"soldati una volta, soldati per sempre" 


Ahimè, questo tormentone di Boe, che ci farà da voce principale, non può essere più vero. Attraverso i suoi occhi conosceremo gli Old Boys e andremo lungo quest'avventura fino ai cancelli dell'Inferno ed oltre. Larry, proprietario del bar in cui passano le giornate. Nelson, a cui la guerra ha portato via gambe e voce, ma che non si da per vinto. Mal, un malato di armi e l'elemento più instabile del gruppo, che ha perso un braccio ma qualcosa di peggiore gli è rimasto dentro. E Yang, un cuoco che finisce nella combriccola, nonostante non sia mai stato sotto le armi.

Perché quando inizieranno a scomparire delle persone, nella tranquilla cittadina di Red Lick, soprattutto la giovane nipote di Larry, saranno loro a muoversi per indagare e capire cosa stia succedendo. Alla faccia dello sceriffo incompetente, a cui Boe ha dovuto lasciare il testimone alla pensione.
Nessuno di loro però è preparato a ciò con cui si dovranno scontrare.

Parlavo di "karma" e lo fa anche Fabbrizzi, poiché uno dei temi principali è lo scambio dei ruoli. Ovvero, cosa accadrebbe se noi e gli animali fossimo scambiati di posto? Non solo nella catena alimentare, ma in tutto quello che la brama umana porta tante creature innocenti a soffrire e morire per qualcosa di decisamente superfluo.

Se uno ha anche solo una vaga idea di cosa fanno agli animali, si rende immediatamente conto dei paragoni che fa Fabbrizzi durante il romanzo. Sono lampanti. Sono angoscianti. Sono terribili. E in tutto questo, fanno da specchio alla realtà attuale.

Ma non c'è solo questo. Non è una "lezioncina" Veg per far cambiare idea alla gente. È semplicemente ciò che accade, mostrato senza velo, senza censura, senza niente che nasconda la realtà dei fatti raccontati, certo, in modo grottesco in questo romanzo (e capirete cosa intendo leggendo il romanzo, non voglio rivelare troppo).

Ma c'è anche la natura umana. Ciò che si nasconde dentro di noi, troppi di noi. Un lato oscuro, distruttivo, primitivo, più che animalesco, che quando viene a galla mostra tutto l'orrore a cui potremmo dar vita.
Alcuni frammenti avrebbero dovuto shockarmi eppure quasi me lo aspettavo. "Si sente" che l'uomo reagirebbe così. E comunque fa male.

Un viaggio spietato in un mondo oscuro, capovolto, con i protagonisti meno probabili... eppure funziona alla grande.
La scrittura di Fabbrizzi lo rende vivido, come guardare uno splatter alla televisione. Ti immagini ogni scena, in modo quasi cristallino. Una lettura bella e forte, anche se davvero breve.
Un peccato enorme la chiusura che tronca il tutto di botto, mettendo la parola fine in poche righe.

Resta comunque un romanzo molto interessante, che vale la pena leggere. 
Non solo horror fine a sé stesso (che ci può anche stare eh!), ma con un sottotesto che porta a riflettere.
L'autore mi sorprende sempre in positivo e sono curiosa di leggere altro di suo.
Nel frattempo, se vi ispira, fatevi tentare e leggetelo. 
Non credo proprio che ve ne pentirete.

Opinione: Dead Sea, di Tim Curran


Il mare non rinuncia mai ai suoi morti.

Preparatevi a un viaggio in un luogo sconosciuto all’umanità. Uno spazio tra gli spazi. Quando la Mara Corday, una vecchia nave da carico, entra nel Cimitero dell’Atlantico, l’incubo diventa realtà. L’equipaggio si ritrova intrappolato in un mondo in cui il tempo non esiste e in cui dimorano orrori inimmaginabili. Persi in quel mare immobile, in un aldilà dove il male si manifesta in forme terribili, i sopravvissuti della Mara Corday hanno l’eternità per trovare una via d’uscita… se prima non saranno uccisi dalle creature che danno loro la caccia.

Curran resta sempre un mistero per me. Scrive un genere che adoro alla follia e che è davvero difficile da trovare in Italia, eppure non so mai se quello che starò per leggere sarà stupendo oppure orribile. 
E non parlo delle parti splatter, ma della storia che a volte è così folle che non riesco a starle dietro, annoiandomi a morte e dovendola bocciare. 
In questo caso, mi è andata davvero bene! 
Splatter, mostruosità, protagonisti e emozioni umane sono ben bilanciate, creando qualcosa di interessante. 

Un romanzo ambizioso, con le sue 529 pagine, raccontato in modo corale attraverso tanti personaggi, ma mai troppo banale. Ci sono situazioni in cui tutto diventa assurdo e mi sono chiesta se quella fosse una strada che avrebbe percorso fino alla chiusura, potendo rovinare tutto. Ma per fortuna sono durate molto poco e il romanzo è continuato al meglio, stupendomi. 

E' uscito il 2 agosto, ci ho messo un po' per leggerlo. Curran è interessante, ma non scorrevolissimo e (eh si) ho ancora a tratti blocchi da lettore, che colpiscono a caso. Mi sono presa anche del tempo per pensare a cosa scrivere, perchè voglio farvi incuriosire ma dirvi proprio il minimo indispensabile. 
Dovete affrontare il viaggio come i protagonisti, alla cieca, senza sapere dove la mente di Curran, e una misteriosa nebbia, vi condurrà. 

Ci troviamo nell'oceano, sulla Mara Cordai, una nave da carico che deve portare uomini ed attrezzature da Norfolk a Kaw, in Guiana, dove avrebbero dovuto lavorare. Passando vicino al temuto Triangolo delle Bermude o Mar dei Sargassi. Ogni marinaio (e non solo) conosce le leggende che circondano quel luogo così misterioso, ma non sanno che a breve scopriranno da sè cosa si nasconda in quelle acque. 
Inizierà dalla nebbia. Una banale, fastidiosa, profonda ed inquietante nebbia che circonderà la nave in pochissimi minuti. Qualcosa di già vissuto dall'equipaggio di marinai, ma che in breve si trasformerà in un esperienza di sopravvivenza. 

Una storia che si muove fra la fragilità della mente umana in situazioni estreme e gli esseri che stanno per spuntare dagli abissi, che nemmeno negli incubi peggiori si potrebbero immaginare. 
In questo ammetto che Curran è stato davvero bravo. Sopratutto nel mostrare quanto poco basti per distruggere una mente umana. La nebbia e l'oceano, il non vedere cosa ci sia intorno ne sotto. Sentirsi piccoli, spaventati, sperduti, impotenti. Lentamente, dai più deboli ai più forti, tutti inizieranno a fare i conti con sensazioni sempre più stressanti e pressanti, spesso solo create dalla propria immaginazione. 


Un romanzo descritto come claustrofobico e disturbante. E non me la sento di dissentire, nonostante per me sia stata acqua fresca. 
Mi è piaciuto moltissimo, ma non mi ha creato vuoto allo stomaco. In qualche scena, con sforzo, sono riuscita ad immedesimarmi in quel contesto (il sentirsi piccoli nella vastità ed il non sapere cosa può spuntare dalle profondità, in particolar modo). Mi sono concentrata su alcune immagini che ricordavo e che mi hanno in qualche modo provocato un senso di ansia, per quanto siamo piccoli in confronto a tante cose. 
Ve le propongo, che magari possono farvi comodo per iniziare a prepararvi!
Un romanzo piuttosto scorrevole e che gli amanti dell'horror non dovrebbero farsi scappare assolutamente.
Ringrazio davvero tanto la Dunwich (sia per averlo portato in Italia, che) per avermelo mandato e credo che farò un pensierino sul cartaceo (quando uscirà), che starebbe proprio bene insieme agli altri volumi dell'autore.

Una lettura interessante e molto vasta, che non si limita ai mostri e lo splatter (anche se ce n'è parecchio, resta sempre Curran!), ma mostra la fragilità e credo sia il primo suo che permetta in maniera così forte di entrare in empatia con i protagonisti. 

Se questo genere non fa per voi, lasciate stare. 
Se volete tentare ma non siete sicuri, leggete altro, anche dello stesso autore per capire se può fare per voi, poichè questo (a mente distaccata) può essere davvero molto forte da leggere. 
Non è per tutti. SIete avvertiti.

Opinione: Heart Strings (Il Fuorilegge della Magia Nera 3), di Domino Finn



La magia nera ha una pessima reputazione. Fidatevi di me. Quando le persone mi vedono, non vedono Cisco Suarez, vedono un farabutto. Un incantatore di ombre. Un fuorilegge della magia nera.

Magari hanno ragione. Magari tutto quello che tocco appassisce e muore. Ma questo non dà il diritto a un team SWAT di entrare nel mio rifugio con le armi spianate.

Da non crederci. Qualche danno collaterale al municipio e di colpo ti ritrovi a essere il nemico pubblico numero uno.

Ma ora anch’io mi sono dato un po’ alla politica. Ho persino il mio poster da ricercato. Quiz a sorpresa: chi è più pericoloso? Un mago cospiratore, un elementale vulcanico o un politico corrotto di Miami?

La risposta potrebbe sorprendervi perché neanch’io me la aspettavo.

Dopo davvero troppo tempo, torno a riempire le pagine di questo blog!
Vi parlo di questa novità Dunwich, anche se pubblicata da qualche settimana. Fra lavoro ed altro, i miei ritmi sono completamente stravolti, così ci ho messo un po' ad iniziarlo ed a ingranare con la storia. Ma come al solito dopo metà il tutto è scivolato via senza che me ne rendessi conto. 

Pensavo di incantarmi di più inizialmente, non ricordando molto di quanto accaduto nei capitoli precedenti, ma Domino ci fa un bel regalo: veloci ricapitolazioni attraverso i pensieri di Cisco, così da aiutarci a riportare a galla ciò che era successo. Forse fastidioso per chi li legge in serie, ma per chi segue la pubblicazione è qualcosa di ottimo.

Ritroviamo Cisco, ovviamente in fuga. Si nasconde in una baracca cercando di attendere che le acque si calmino su di lui e che la polizia smetta di cercarlo, ma inutilmente. Infatti già nelle prime pagine l'azione la fa sovrana, mista all'umorismo del nostro protagonista. Ritrovandosi circondato dalla SWAT, con a capo il suo migliore amico, dovrebbe solo usare i suoi poteri per scappare, ma invece le cose si fanno rapidamente più pericolose. 

Incontrerà figure che credevamo mitologiche, scopriremo un mondo...anzi due, che sono su diversi piani rispetto alla Terra eppure ne restano in contatto. Insomma, ci saranno grosse novità sovrannaturali. 
Ma non ci si dimentica certo del resto, poichè Cisco è ancora intenzionato a smascherare gli autori della sua morte, che sembra si aggirino nel mondo politico di Miami, quindi dovrà aguzzare il cervello per scoprire vari collegamenti che lo potrebbero portare a risolvere questo enigma così complesso. 

Tanta, tanta azione, tantissima magia e parecchio umorismo, si mescolano per creare questo terzo capitolo dove alcune risposte sembrano finalmente vedere la luce (il tutto alla fine del libro!).
Forse un po' frettoloso nel finale, dove la vicenda sembra chiudersi davvero in maniera troppo...banale, quasi. Però nel complesso davvero interessante e piacevole come lettura. 
Sono curiosa di scoprire come andrà avanti e cosa combinerà questa volta Cisco. 

Opinione: The Hematophages, di Stephen Kozeniewski



La dottoranda Paige Ambroziak è una “coniglietta di stazione”: non ha mai messo piede fuori dall’avamposto nello spazio profondo in cui è cresciuta. Ma quando le viene offerta una piccola fortuna per unirsi a una missione di recupero clandestina, coglie l’opportunità per lasciarsi alle spalle lo spietato mondo accademico.

Paige è convinta di essere stata arruolata per trovare la leggendaria Manifest Destiny, una nave semina che è andata perduta in un’epoca antecedente al governo delle corporazioni sulla Terra e sulle colonie. Qualunque cosa stia cercando, però, riposa nei mari simili a sangue di un organismo di dimensioni planetarie chiamato mondo di carne.

I pericoli abbondano per Paige e le sue compagne di viaggio. Volare fuori dallo spazio tracciato significa che le corporazioni concorrenti possono sparare a vista piuttosto che rispettare i diritti di recupero. L’area è anche territorio di caccia delle macabre skinwrapper, corsare note per uccidere chiunque non si sottometta.

Ma la più grande minaccia per la missione di Paige sono i ripugnanti parassiti alieni che infestano il mondo di carne. Queste mostruosità simili a lamprede erano solite nuotare in un oceano di sangue e sono pronte a versarne un altro dalle vene delle straniere che hanno contaminato il loro habitat. Nel giro di poche ore, Paige scoprirà che non ci sono limiti alla depravazione e alla violenza dei grotteschi incubi noti come… ematofagi.

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Lo so, dalla trama è tutto un po' un casino e, inizialmente, a leggerlo ci si sente sperduti e non si capisce niente. Ma con calma si prende il ritmo, fino a ritrovarsi risucchiati in una concatenazione di eventi che conduce in una specie di film fra la fantascienza e l'horror. Cercherò di parlarvi (spoiler free) del romanzo, iniziando a darvi informazioni varie per affrontarlo un pochino più preparati, così da avere in mente qualcosina e non sentirsi completamente sperduti quando lo si incomincia.

Per cominciare, potremmo dividere il romanzo in tre grandi fasce.
Nella prima parte c'è una sorta di presentazione del mondo in cui ci troviamo, anche se non approfondita quanto ci piacerebbe. Abbiamo una panoramica estremamente veloce su Yloft, che sembra un porto spaziale dove incontreremo la nostra protagonista, Paige, una giovanissima storica che ha appena concluso gli studi e si trova nella posizione di accettare un lavoro estremamente ben pagato, ma potenzialmente rischioso per lei: infatti dovrà guidare la spedizione e prepararsi in pochissime ore durante il viaggio verso un relitto molto antico, una vecchissima nave semina appena scoperta. E' infatti iniziata una caccia verso di essa, senza regole: non basta arrivare per primi, bisogna anche mantenere il vantaggio. Paige deve studiare tutto ciò che riesce per poter guidare la spedizione in sicurezza. Se lei sbaglia, la missione fallisce. La pressione è alta, ma la giovane è determinata e molto astuta, non ha paura e scopriremo il suo animo da arrivista, che spesso la porterà ad azzardare. Nel bene o nel male?

Durante la seconda parte ci sarà, appunto, questo viaggio dove inizieremo a capire meglio cosa possa essere questo relitto (e lentamente comprenderemo il termine "nave semina"), conosceremo altre delle persone a bordo (ognuna con uno scopo ben preciso), inizieremo a comprendere i pericoli dell'inchiostro (come chiamano lo spazio aperto),... Insomma, il tutto inizia ad essere più comprensibile ed una volta arrivate al relitto, ci saranno altre soprese ad attendere la spedizione, mettendo in crisi la missione e portando a compiere scelte difficili.

Queste prime due parti sono piuttosto lente e, tranne alcuni capitoli, piuttosto confuse e mi hanno rallentato la lettura. Ma poi arriva la terza. E ti butta col culo per terra.
Eh già, cambia tutto in uno schiocco di dita, dal niente "esplode la trama" che comporterà il cambiamento totale di quello che pensavamo di sapere. Inizia una storia decisamente più veloce, rapida, adrenalinica, con tanto splatter (quello ben fatto, che adoro!).
Si viene trascinati dentro tutto questo e finalmente si comprende la storia precedente che doveva prepararti a tutto questo. Dopo tanti capitoli, si ha finalmente chiarezza su cosa sia successo e cosa sta accadendo, e non si può far altro che pensare: Wow! Ed ora?

Mi è rimasta in mente una frase, di chi l'ha recensito: 
"Un gran bel mix che va da Alien a una versione rovesciata de La Cosa di Carpenter e un worldbuilding che mi ha ricordato The Skinner di Neal Asher." (Postcards From a Dying World)

Ci pensavo durante la lettura, ma ricorda questi horror molto vagamente perché, ammettiamolo, sono il mix di fantascienza/horror più riuscito, conosciuto ed amato. Per ora niente può nemmeno avvicinarsi, quindi è logico pensarci: trattano di esseri dallo spazio, pericoli, sopravvivenza,...
Non voglio dirvi in cosa effettivamente ci sono somiglianze, dovrete leggerlo per farvi un'idea vostra, poi se vorrete qui sotto ho messo una "Spoiler Zone" in cui potrete leggere le mie idee, e ci si può confrontare.

Una lettura imprevedibile ed estremamente originale, con un finale azzardato ma decisamente perfetto. Non arrendetevi se non cogliete qualche dettaglio o se sembra noioso, tutto prenderà forma al momento giusto per cogliervi di sorpresa.
Sicuramente agli amanti della fantascienza sul genere horror, lo consiglierei.
E' qualcosa di difficile da trovare, una storia fresca che quando ti ha catturato, sei fregato.
Un genere che non viene praticamente mai tradotto e che non credo venga scritto in Italia (o comunque pochissimissimo, vista la nicchia ristretta dei potenziali lettori).
Non fatevi scappare l'occasione!




 
SPOILER ZONE
Consiglio di leggere solo dopo aver letto il romanzo, se volete confrontare le idee con me
Chiedo solo di non commentare con Spoiler, per correttezza verso chiunque legga l'opinione,
al massimo contattatemi per parlarne. Grazie.



Riprendendo la citazione della recensione, a caldo, a me ha ricordato Alien per il ritmo della narrazione: anche lì era molto lenta inizialmente, per poi scattare improvvisamente, rompendo la pace per presentare questa minaccia impossibile da prevedere che stravolge le cose.
Ovviamente c'è anche il vago riferimento al parassita, ma questo non ha bisogno di un corpo come incubatrice, gli serve da ospite. Come ne La Cosa, il parassita deve camuffarsi per sopravvivere, ma invece di clonare quello che gli serve, entra nell'ospite e ne prende il controllo.
Alcune scene mi hanno fatto pensare ai vari film trash, stile Piranha.
E' difficile bilanciare il trash ben fatto dall'esagerazione che provoca risate. Una lama sottile, ma che sembra essere ben gestita dall'autore.

Purtroppo ho sentito tanto la mancanza di più dettagli. Sappiamo che il mondo come lo conosciamo è svanito, infatti Paige racconta che gli Stati Uniti sono "scomparsi" (per una guerra) poco dopo che la nave era partita. La Terra non è più importante, si è partiti verso lo spazio e si vive lì. Ma non spiega come ci si è arrivati, nemmeno vagamente. Nemmeno come mai esistano solo donne. E' un dettaglio subdolo, che si intuisce per caso durante la lettura, però è evidente ma non c'è spiegazione per questa mancanza di uomini.

Ammetto di aver faticato parecchio a capire cosa fosse un "mondo di carne", perché non distinguevo la fantasia dalla realtà del romanzo. Anche citando la nave Manifest Destiny, crea confusione fra film e realtà, poiché ci si mette un po' (nel mio caso almeno) a capire che la nave semina è la stessa che  diventata leggenda e ne è stato tratto il film.
E' molto più chiaro il passaggio sulle skinwrapper: viene spiegato chi sono e cosa fanno. In maniera veloce e semplice, ma soddisfacente, così da apprezzarne i personaggi.
Il resto così abbozzato mi ha lasciato l'amaro in bocca.

Mi resta solo un dubbio sul finale: quando avrebbero potuto contaminare Paige?
Bah... Resta interessante questa scelta per concludere il tutto, mostrando quanto lei esista ancora (anche se non dovrebbe, non le hanno mangiato tutto il cervello?), anche se la parte in cui si eccita per via dei due che copulano "come conigli" poteva essere evitata, risulta noiosa e forse l'unico scopo era mettere a disagio il lettore (lei che si eccita mentre loro scopano nel suo cervello). Non lo so, ma non mi ha detto niente. Si, sono strana.