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Opinione: Charlotte Sometimes, di Penelope Farmer
Quando sei la nuova alunna in una nuova scuola, lontana dalla famiglia e dagli amici, è normale sentirsi un po’ fuori posto. Ma quando Charlotte Makepeace si sveglia nel suo letto dopo la prima notte passata in collegio, è letteralmente frastornata: le persone che ha intorno non sono più le stesse, e tutte pensano che lei sia una ragazza di nome Clare Moby. Ma non è la cosa più incredibile, perché pare proprio che Charlotte abbia fatto un balzo indietro nel tempo di ben quarant’anni, finendo sempre nel medesimo collegio, ma nel 1918! Nelle settimane successive, Charlotte si sveglia a giorni alterni nella propria epoca e in quella di Clare e deve adattarsi alla sua nuova realtà nel presente, gestendo pure la straniante situazione di essere una persona che non è lei in un’epoca di cui non sa assolutamente nulla. Le insegnanti pensano che sia lenta di comprendonio, le sue compagne che sia bizzarra, e man mano che Charlotte si ritrova a passare sempre più tempo nel 1918, inizia ad avere dubbi su chi sia la vera se stessa. Ma non basta. Se non riuscirà a trovare un modo di ritornare nel proprio mondo prima che l’anno scolastico finisca, potrebbe non avere più una seconda possibilità… Età di lettura: da 9 anni.
Un breve romanzo che, sicuramente è fuori dal mio target e genere che di solito leggo, ma me ne sono resa conto solo leggendolo, effettivamente.
Si, è scritto molto chiaramente che è una lettura per ragazzi, ma la tematica (viaggi nel tempo) e il fatto che fosse stato ispirazione per una canzone dei The Cure (che ancora non avevo mai ascoltato, però) lo rendevano estremamente interessante ai miei occhi.
Così non ho resistito, anche se in alcuni punti mi ha un po' rallentato nella quotidianità che viene raccontata.
Non fraintendetemi!
È molto bello, particolare, originale. Sono io probabilmente troppo grande o comunque più pretenziosa per un romanzo del genere. Ne ho apprezzato la storia e i messaggi, ma, beh, ci sto ancora riflettendo perché sembra semplice ma ha tante piccole tematiche dentro che ti fanno pensare anche dopo averlo concluso. Un grande punto per il romanzo.
Ci troviamo negli anni '50, in un collegio, dove Charlotte si ritrova a dover vivere e studiare. Sola, in mezzo ad una nuova quotidianità, fra ragazze che ancora non conosce, lontana da casa, dalla famiglia, dalla sorellina a cui tiene molto. Ma succede l'impensabile. Risvegliandosi si trova sempre nello stesso luogo, ma diverso. Con persone diverse accanto. Insomma, per farla breve, si rende conto di esser finita nel 1918. E di non essere Charlotte, ma Claire.
Il risveglio successivo avviene nella sua epoca, quindi pensa ad un sogno, ma si rende conto che non è così. E che Claire ha fatto il suo stesso viaggio al contrario. Le due ragazze infatti continuano a scambiarsi a giorni alterni e si lasciano dei biglietti per tenersi informate mentre gli altri intorno a loro (non potendo capire cosa stia accadendo) vedono solo cambiamenti comportamentali e stranezze.
Tramite Charlotte ci troveremo a vivere e scoprire gli ultimi mesi della guerra, come era vissuta dalla gente inglese, ma soprattutto dalle ragazzine orgogliose del proprio padre al fronte ed allo stesso tempo preoccupate per ciò che sarebbe potuto capitare.
Tramite Charlotte ci troveremo a vivere e scoprire gli ultimi mesi della guerra, come era vissuta dalla gente inglese, ma soprattutto dalle ragazzine orgogliose del proprio padre al fronte ed allo stesso tempo preoccupate per ciò che sarebbe potuto capitare.
Uno spaccato di quotidianità che mostra quanto sia "lontana" la guerra e percepita distante, anche se importante, mentre il resto continua. E giustamente parlando di ragazzine che non possono comprendere appieno una situazione del genere, complessa anche per noi adulti. Senza la quantità di informazioni che abbiamo adesso poi.
Altra tematica molto importante è l'identità.
Poiché sembra che a parte alcune stranezze nessuno si renda conto di questi scambi, che non siano due ragazze ma una sola. Charlotte spesso dubita di chi sia davvero, di cosa la renda "Charlotte", se Claire e lei in effetti siano così uguali da essere scambiabili senza problemi. Ma lentamente questa tematica vedrà tante riflessioni, in particolare a seguito di un enorme problema che potrebbe rischiare di tenere Charlotte nel 1918 per sempre, se non trova il modo di tornare a casa.
Un libro piccolo, breve, scorrevole, che riesce a raccontare questa storia aggiungendo dettagli e pensieri che fanno capolino e sedimentano nel lettore, che (almeno per me) stanno facendo riflettere sul complesso della trama una volta chiuso il tutto. Una lettura che non mi è dispiaciuta, di cui devo tenere conto del target, altrimenti non penso che avrei dato una votazione così alta. Fosse stata per adulti avrei preteso molto di più.
Un libro piccolo, breve, scorrevole, che riesce a raccontare questa storia aggiungendo dettagli e pensieri che fanno capolino e sedimentano nel lettore, che (almeno per me) stanno facendo riflettere sul complesso della trama una volta chiuso il tutto. Una lettura che non mi è dispiaciuta, di cui devo tenere conto del target, altrimenti non penso che avrei dato una votazione così alta. Fosse stata per adulti avrei preteso molto di più.
Ma essendo quasi una favola per ragazzi, credo sia ottima per fare riflettere senza appesantire il tutto.
Non male se cercate qualcosa di semplice e tranquillo per avvicinarvi a tematiche del genere.
Opinione: Damsel, di Evelyn Skye
Una damigella in pericolo affronta il drago in persona in questa epica rivisitazione del fantasy classico.
Elodie non ha mai desiderato un palazzo sfarzoso o un principe affascinante. Cresciuta nel reame di Inophe, tra carestie e difficoltà, il suo più profondo desiderio è di aiutare il suo popolo a sopravvivere agli inverni. Quindi quando un delegato di un regno ricco e misteriosamente chiuso al resto del mondo arriva con un’offerta di ricchezze sufficienti a salvare Inophe in cambio del suo matrimonio, accetta senza alcuna esitazione. Nello scintillio della sua nuova casa, Aurea, Elodie è rapita dalla bellezza del reame – e da quella del suo promesso sposo, il principe Henry. Ma non appena hanno inizio i rituali per diventare principessa, il dubbio che non tutto sia perfetto come sembra s’insinua nella sua mente, e le prime crepe sull’apparentemente perfetta superficie cominciano a mostrarsi: una giovane donna scompare dalla torre del castello improvvisamente. Una parata di fiaccole si fa strada attraverso le montagne. Compaiono segni lasciati da una misteriosa “V”. Troppo tardi, Elodie scopre che la prosperità di Aurea è stata acquistata a un costo altissimo: ogni stagione del raccolto, il regno sacrifica le sue principesse a un drago affamato. E Elodie è la prossima. Ma le centinaia di donne che nei secoli hanno preceduto Elodie, non sono morte senza combattere. Il loro sangue pulsa di potere e memoria e la loro esperienza è la chiave per la sopravvivenza di Elodie. Costretta a combattere per la vita, questa damigella dovrà usare la sua intelligenza per sconfiggere un drago, scoprire il passato di Aurea e salvare non solo se stessa, ma anche il futuro del suo nuovo regno.
Elodie non ha mai desiderato un palazzo sfarzoso o un principe affascinante. Cresciuta nel reame di Inophe, tra carestie e difficoltà, il suo più profondo desiderio è di aiutare il suo popolo a sopravvivere agli inverni. Quindi quando un delegato di un regno ricco e misteriosamente chiuso al resto del mondo arriva con un’offerta di ricchezze sufficienti a salvare Inophe in cambio del suo matrimonio, accetta senza alcuna esitazione. Nello scintillio della sua nuova casa, Aurea, Elodie è rapita dalla bellezza del reame – e da quella del suo promesso sposo, il principe Henry. Ma non appena hanno inizio i rituali per diventare principessa, il dubbio che non tutto sia perfetto come sembra s’insinua nella sua mente, e le prime crepe sull’apparentemente perfetta superficie cominciano a mostrarsi: una giovane donna scompare dalla torre del castello improvvisamente. Una parata di fiaccole si fa strada attraverso le montagne. Compaiono segni lasciati da una misteriosa “V”. Troppo tardi, Elodie scopre che la prosperità di Aurea è stata acquistata a un costo altissimo: ogni stagione del raccolto, il regno sacrifica le sue principesse a un drago affamato. E Elodie è la prossima. Ma le centinaia di donne che nei secoli hanno preceduto Elodie, non sono morte senza combattere. Il loro sangue pulsa di potere e memoria e la loro esperienza è la chiave per la sopravvivenza di Elodie. Costretta a combattere per la vita, questa damigella dovrà usare la sua intelligenza per sconfiggere un drago, scoprire il passato di Aurea e salvare non solo se stessa, ma anche il futuro del suo nuovo regno.
Partiamo dal presupposto che questo romanzo è stato pensato per un pubblico sui 10 anni di età.
Non può essere complesso, articolato, come lo sarebbe se fosse stato pensato e scritto per adulti (cosa che sarebbe stata una figata atomica! Seppur trasporre una storia del genere in modo credibile e interessante per un pubblico di mangiatori di Dark Fantasy sia estremamente difficile, perché è vero: siamo dei rompiballe assurdi. Ma divago al solito...).
In sostanza, va approcciato tenendo a mente il target di riferimento.
Altro presupposto importantissimo: non è stato scritto prima il libro.
Anzi, è stato commissionato dopo aver scritto la bozza della sceneggiatura.
Due opere quasi in parallelo, che però prendono due strade molto diverse.
Eh, si, il libro avendo più dettagli è migliore. Ma dipende tutto dallo scopo finale, dalla storia che si vuole raccontare.
Se era la medesima: libro vince. Punto.
Come cavolo sono finita a legger un libro per ragazzi?
O comunque qualcosa che all'apparenza sembrava aver tutte le carte per esser l'ennesima cavolata?
Un suggerimento di una persona che seguo e di cui apprezzo molto le opinioni: conoscendo i suoi gusti (ed i miei), anche solo qualche accenno mi ha fatto decidere di provare.
Sto parlando di Francesca de La Biblioteca di Zosma (qui trovate la sua opinione che comunque vi consiglio di leggere)
Prima ho guardato il film su Netflix (sempre tenendo a mente che non è rivolto a me, millenial dai gusti fantasy molto particolari e dalla critica feroce). Non mi è dispiaciuto. Ma ne parleremo dopo.
Così mi sono lanciata direttamente sul libro che ho divorato in poche orette. Cosa che, ammetto, mi mancava fare da parecchio. Certo, lo stile semplice dell'autrice aiuta moltissimo lo scorrere delle pagine.
Non sono un esperta, ho sentito molti lamentarsi dello stile, di lacune in tal senso.
Io, non essendo minimamente in grado di analizzare in tal senso un qualsiasi testo, mi baso sul mio gusto: scrittura semplice, scorrevole, senza fronzoli e senza appesantire con dettagli magari di troppo.
Forse complice il fatto di aver già visto il film e avendo già in mente qualcosa, non mi sono accorta di mancanze. Non credo ma non sono stata così attenta da poter metter la mano sul fuoco.
Mi sono goduta la lettura lasciandomi trascinare.
La storia non è quella che viene raccontata "la damigella in pericolo che si salva da sola".
Non è un romanzo femminista che ribalta le carta in tavola.
Stendiamo un velo su questo tipo di narrazione, perché porta il pubblico ad immaginare qualcosa che non troverà, a farsi aspettative che sicuramente lo deluderanno (o lo porteranno ad odiare il prodotto prima ancora di aprire la prima pagina o guardare due minuti di film, solo perché c'è la parola "femminista").
Non è il primo che ribalta le carte.
Non è speciale.
MA porta dei dettagli molto interessanti che raccontano elementi del femminismo che la maggior parte della gente non vede/vuole vedere. Si trovano principalmente nel romanzo, sono più evidenti, seppur anche nella pellicola compaiano ma restano marginali. Si ha più la presenza della protagonista e quello che fa per salvarsi, perdendo un po' questo "dettaglio" estremamente bello.
La storia in breve: Elodie è una ragazza di vent'anni, cresciuta a Inophe dove non è mai stata una principessa tradizionale, probabilmente anche per la mancanza prematura della madre, si è data da fare per aiutare il padre col popolo (andando anche di casa in casa per capire le varie esigenze), seguendo l'economia (riscossioni, pagamenti,..), il commercio al porto, e molto altro.
Ciò ha coltivato al sua curiosità e lo spirito avventuroso. Infatti è sempre stata molto intelligente, ha sempre imparato le lingue per poter comunicare con qualunque nave. Non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani, da quando era piccola giocando ed arrampicandosi ovunque, al cavalcare e molto molto altro.
Il tutto aiutando a crescere la sorellina Floria insieme alla matrigna Lucinda, prima loro governante.
Il regno è allo stremo, a "salvarli" arriva la conferma di un matrimonio combinato fra Elodie e il figlio del regno di Aurea. Per dovere Elodie accetta e si troveranno catapultati in un luogo dalle ricchezze sfarzose ed immense. E sebbene doveva esser un matrimonio di dovere, Elodie si ritrova a provare qualcosa per il principe Henry. Ma la notte delle nozze scopre la verità ed il prezzo che dovrà pagare per l'aiuto alla sua terra, ovvero diventare un sacrificio.
Si, la nostra Elodie (voce narrante di un 90% del romanzo) si trova a dover sopravvivere, ma non è sola. Avrà dalla sua parte ciò che le altre principesse si sono lasciate alle spalle per aiutare chiunque fosse arrivata dopo, per non lasciarle sole e dar elementi in modo che qualcuna possa scappare da quel destino che non avevano scelto. Una sorellanza incredibile che davanti alla prospettiva di morte certa non si arrende, non diventa egoista, mette la propria conoscenza a disposizione per le prossime.
Ma oltre le tracce fisiche lasciate impresse nella roccia c'è anche un elemento magico, ovvero il sangue.
Ma oltre le tracce fisiche lasciate impresse nella roccia c'è anche un elemento magico, ovvero il sangue.
Sangue che se toccato permette ad Elodie di apprendere di più da queste giovani donne, intrappolate in quel labirinto come lei.
Questo elemento stride un poco, perché non è molto chiara la spiegazione di questo "potere".
Viene data una motivazione, ma non ha senso con altri elementi accaduti precedentemente.
Quindi bella idea, ma realizzazione confusa.
Quindi bella idea, ma realizzazione confusa.
E sempre sul tema della sorellanza, abbiamo anche esempi più "vivi", come il rapporto con la sorella Floria, ma soprattutto il rapporto con la matrigna Lucinda, che viene rappresentata dalle due ragazze come una figura fredda, distaccata, molto rigida, ma che grazie alle sue apparizioni (seppur sporadiche) farà capire in quanti modi diversi si può dimostrare amore.
Altro "dettaglio" che rende molto di più nel libro è la famiglia reale ed il suo ruolo in tutto questo, poiché capiamo cosa comporti il peso di questa tradizione, sia in senso negativo che positivo.
Poiché scopriamo che qualcuno non regge a tutto ciò e "scappa" dai doveri. Altri invece restano e portano avanti, con una freddezza allucinante.
Poiché scopriamo che qualcuno non regge a tutto ciò e "scappa" dai doveri. Altri invece restano e portano avanti, con una freddezza allucinante.
Nessuno giustifica nulla, anche perché resta il fatto che, credibile o meno, nessuno in 8 secoli ha mai messo in discussione nulla, da chi regna a chi vive sull'isola a chiunque negli altri regni attorno (3 donne l'anno sono tante).
Oltre il fatto che nel libro non si parla di principesse, ma sangue reale.
Quindi il fatto che la famiglia reale ha avuto, come fosse una maledizione, solo figli maschi dal giorno del patto rende evidente quanto abbiano scelto di interpretare questo sacrificio a proprio vantaggio.
Potrebbe esser stato scelto e mandato avanti sfruttando il primo sacrificio, ovvero le prime tre principesse che furono mandate dal drago, fra cui la più grande Victoria (nel film questo dettaglio manca ed è fondamentale, perché durante la lettura apprendiamo molto a riguardo di cosa accadde agli inizi di tutto).
Un elemento GENIALE è la lingua del drago.
Una lingua creata dalla figlia della scrittrice che ha tredici anni!
Lingua con regole grammaticali, parole, verbi,...insomma, tanta tanta stima.
Il tutto presente alla fine del libro, con spiegazioni di come andrebbe parlata.
Nel libro Elodie si mette a decifrarla per poter capire il suo nemico. Come le precedenti principesse segna tutto su una parete e lentamente riesce a tradurre (grazie anche al fatto che il drago le traduce ogni frase per farsi comprendere, e mettere terrore mentre gioca con la sua preda).
Insomma dovrà darsi da fare fisicamente e mentalmente per uscire dal labirinto in cui è prigioniera, sfuggendo al drago che la insegue, le tende agguati e gioca con lei.
Ho letto lamentele sul fatto che una principessa non possa fare certe cose (arrampicarsi, correre, avere quella resistenza), ma già da subito viene messo in chiaro che lei è allenata. Non sta ferma, non si occupa di documenti dietro una scrivania, è molto attiva fisicamente. Quindi può (magari non come nel film, alcune scene sono effettivamente un tantino troppo).
Tutto sommato la storia regge, è dinamica, abbastanza originale, ti tiene incollato alle pagine.
Ovviamente si sa come può concludersi, ma non al 100% ed è qui che la curiosità fa restare fino alla fine della storia.
Nel finale però un elemento mi ha fatto storcere parecchio il naso. Molto forzato e senza spiegazione, mi sto ancora domandando il perché. Tutto il resto invece resta coerente con quello che avevamo letto precedentemente e chiude la storia in modo interessante.
Si, ci sono elementi che ricordano (soprattutto nella pellicola) Game of Thrones, Frozen, oltre che richiami a favole, storie simili.
Si, ci sono anche parecchie lacune.
Si, ci si possono fare domande logiche che non hanno una risposta.
Infatti questo (ultimo punto in particolare) mi ha fatto abbassare la sua valutazione generale.
Dovrebbe esser letto dal "suo" pubblico e lì capire effettivamente se apprezzato o meno.
Poteva essere migliore? Probabilmente.
Per me comunque è stato molto piacevole da leggere, riesce a dare spunti di riflessione mentre intrattiene il lettore, regalando elementi non così banali su cui si può creare discussione.
Io spero di aver dato un pochino di chiarezza riguardo cosa si può trovare fra queste pagine, rispetto alla sua pubblicità, e quali elementi potrebbero esser apprezzati oppure portare al non apprezzare questa lettura. Si può passare oltre a certe cose, certo, dipende sempre cosa sta cercando il lettore.
Questo è fondamentale.
Se vi interessa un paragone (con Spoiler) fra libro e film fatemelo sapere, che ne approfitto subito che li ho piuttosto chiari in mente.
Opinione: Anomalya, di Guido Sgardoli
Quanti errori, quante scelte sbagliate vorremmo cancellare?
Quante parole, quante sciocchezze vorremmo non aver detto?
E se fosse possibile tornare indietro?
E se potessimo cambiare il passato e prendere in mano, finalmente, il nostro futuro?
Avventura, fantascienza, viaggi nel tempo e realtà alternative
in un profondo e appassionante romanzo di formazione.
Lo trovarono il mattino seguente, poco dopo l'alba, in un buco tra le rocce sulla scogliera chiamato "La Grotta Hostile", a pochi metri dal Faro di Paon. Era rimasto intrappolato dall'alta marea ed era annegato. Cercava di dimostrare che era coraggioso. Invece, in un'afosa giornata di luglio, aveva trovato la morte.
Quando si comincia ad affacciarsi sul mondo, il futuro è una promessa che temiamo di non mantenere. Ogni errore sembra irreparabile, ogni scelta definitiva. A volte questa convinzione può portare, di fronte a uno sbaglio, a perdersi e darsi per vinti, quando la vita invece offre sempre nuove possibilità. Questa delicata fase della vita è raccontata in un'avventura fantascientifica che ha al suo centro un viaggio del tempo. Jaques e Claire, da ragazzi segnati da una scelta sbagliata che ne ha condizionato l'esistenza, si rincontrano cinquant'anni dopo. Claire ora è un'importante scienziata e ha scoperto un fenomeno misterioso, un passaggio temporale, un'anomalia. Una porta verso l'ignoto per scoprire che si può sempre scegliere, e tutti hanno una seconda possibilità.
Età di lettura: da 13 anni.
Abbiamo due protagonisti molti diversi fra loro. Li conosciamo quando sono giovanissimi.
Jaki ha sui 17 anni, abita da tutta la vita sull'isola di Bréhat ed è un "ragazzaccio". Irascibile, testardo, il classico atteggiamento da "so tutto io", sempre pronto a fare a botte e poca percezione dei reali rischi.
Jaki ha sui 17 anni, abita da tutta la vita sull'isola di Bréhat ed è un "ragazzaccio". Irascibile, testardo, il classico atteggiamento da "so tutto io", sempre pronto a fare a botte e poca percezione dei reali rischi.
Si sente in trappola. Il suo sogno è andar per mare nonostante la sua famiglia abbia una fattoria e spingano tutti per fargli intraprendere quella strada, che detesta con ogni fibra del suo essere.
Conosceremo anche Claire. Una ragazza poco più giovane, ricca e di famiglia nobile con un padre padrone che pretende dalle figlie ubbidienza assoluta affinché facciano ogni passo della propria vita come lui ha deciso. Infatti vuole che lei diventi una scienziata, come lui e le sue sorelle più grandi. Niente vacanze, nonostante vadano ogni anno alla loro casa a Bréhat per staccare. Solo studio, studio e studio.
Conosceremo anche Claire. Una ragazza poco più giovane, ricca e di famiglia nobile con un padre padrone che pretende dalle figlie ubbidienza assoluta affinché facciano ogni passo della propria vita come lui ha deciso. Infatti vuole che lei diventi una scienziata, come lui e le sue sorelle più grandi. Niente vacanze, nonostante vadano ogni anno alla loro casa a Bréhat per staccare. Solo studio, studio e studio.
Lei però sogna di scrivere. Ma non ha la forza di opporsi a quel genitore così "imponente".
Entrambi si ritroveranno cinquant'anni dopo quell'estate del 2020 per puro caso, ma qualcosa darà loro una sorta di seconda possibilità. Infatti sotto la Torre Eiffel è nato uno strano fenomeno che ancora non sanno spiegare.
Entrambi si ritroveranno cinquant'anni dopo quell'estate del 2020 per puro caso, ma qualcosa darà loro una sorta di seconda possibilità. Infatti sotto la Torre Eiffel è nato uno strano fenomeno che ancora non sanno spiegare.
Lei ipotizza una sorta di condotto spazio temporale.
Ma anche fosse così, per dove? Futuro? Passato? E di quanti anni si parla?!
Un mistero che però porta Jaki ad avvicinarsi troppo e a sparire. La sua vita era uno schifo e vede tutto quello come una sorta di opportunità. Anche se trovasse solo la morte, non gli importa davvero.
La cosa assurda è che si risveglia nel suo corpo di diciassettenne. Quella stessa estate del 2020, poco prima che tutto cambiasse.
Una mente di adulto nel corpo di un ragazzino, che ci mostrerà come le cose possono esser viste in modi totalmente diversi a seconda delle età.
Un mistero che però porta Jaki ad avvicinarsi troppo e a sparire. La sua vita era uno schifo e vede tutto quello come una sorta di opportunità. Anche se trovasse solo la morte, non gli importa davvero.
La cosa assurda è che si risveglia nel suo corpo di diciassettenne. Quella stessa estate del 2020, poco prima che tutto cambiasse.
Una mente di adulto nel corpo di un ragazzino, che ci mostrerà come le cose possono esser viste in modi totalmente diversi a seconda delle età.
Ma il Jaki diciassettenne è davvero scomparso del tutto o preme per tornare a galla?
Ed il passato si ripeterà oppure c'è davvero la possibilità di modificare le cose?
Un romanzo estremamente scorrevole e piacevole da leggere.
Per chi è già adulto (anche se non si sente ancora così) è familiare e destabilizzante rendersi conto di esserci passati. Di come l'adolescenza possa esser così insopportabile da voler crescere e lasciarla alle spalle il prima possibile. L'odio, le pressioni (che siano dai familiari, o dagli amici), il non sentirsi (quasi) mai al proprio posto.
Certo, non per tutti è così, ma per quanto mi riguarda non tornerei indietro mai e poi mai.
Certo, non per tutti è così, ma per quanto mi riguarda non tornerei indietro mai e poi mai.
Vediamo come sia tutto estremamente diverso quando il Jaki del 2070 torna indietro e rivede tutto con un occhio distante nel tempo. La nostalgia, il non capire come mai avesse avuto certi comportamenti, la mancanza della sua famiglia.
Credo che questa parte potrebbe non esser ben capita al 100% dai ragazzini, il target a cui si riferisce il libro, perché (almeno parlo per me) se ne deve uscire per capire bene certe cose.
Affronta tematiche che riguardano molto quell'età.
Dalla pressione sociale che mettono i propri amici (che vedremo con Jaki ed il suo gruppo di teppisti), a ciò che la famiglia vuole per il tuo futuro spesso neanche ascoltando ciò che uno desidera fare (qualcosa di assolutamente sbagliato: se c'è passione per qualcosa, quella strada va assecondata perché potrebbe portare ad una vita bella da vivere).
Amicizia, affetto, famiglia, responsabilità.
Tutte cose che lentamente prendono posizioni differenti di importanza durante la crescita. Ma è giusto così, si deve capire il proprio posto e a volte si deve "sbagliare" per capire cosa sia giusto. Anche dar retta a chi ti consiglia là strada migliore e non quella più facile.
L'ho divorato in poche orette e non mi è dispiaciuto.
Di fantascientifico ha pochissimo, solo il viaggio nel tempo che è l'espediente per mostrarci la doppia visione delle cose (ragazzo/adulto) e di come le cose possono esser cambiate, credendo in noi stessi.
Però, come sempre, metto le mani avanti.
Non leggo romanzi per ragazzi come abitudine e quindi magari per loro quel poco basta per avvicinarsi di più a questo genere, ahimè, di nicchia in modo molto soft.
Però, come sempre, metto le mani avanti.
Non leggo romanzi per ragazzi come abitudine e quindi magari per loro quel poco basta per avvicinarsi di più a questo genere, ahimè, di nicchia in modo molto soft.
Direte: se non li leggi, perché farlo ora?!
No (visto che la polemica è sempre all'erta) non è per la copia omaggio.
Come per altri romanzi che mi è capitato di leggere fuori dalla mia comfort zone, perché limitarsi e darsi dei paletti?
A volte le storie non fanno per noi, ma spesso si scopre qualcosa di bello che non avremmo potuto leggere se intestarditi. Poi, ovvio, prima si legge almeno la trama per capire se provarci o meglio evitare.
La storia sembrava molto particolare ed interessante, dell'autore ho avuto fortuna di legger altro di suo e so che fra penna e idee è molto vario ed interessante... Quindi, perché no?!
Un romanzo per ogni età? Possibile. Certo, non pretendete chissà cosa se siete grandicelli e con una passione per fantascienza e ciò che può ruotarle intorno. Tenete presente per chi è stato scritto.
Potrebbe piacervi però. Una lettura leggera e molto scorrevole, che regala uno stacco e porta a riflettere sul proprio passato.
Se invece siete giovani, può esser un ottimo modo per avvicinarvi ad un genere "ostico" anche per moltissimi adulti. Qui trattato in modo molto "soft", ma può farvi capire se ne potete esser curiosi e voler approfondire questo vasto mondo, oppure cercare romanzi differenti che facciano di più al caso vostro.
Se invece siete giovani, può esser un ottimo modo per avvicinarvi ad un genere "ostico" anche per moltissimi adulti. Qui trattato in modo molto "soft", ma può farvi capire se ne potete esser curiosi e voler approfondire questo vasto mondo, oppure cercare romanzi differenti che facciano di più al caso vostro.
Ringrazio ancora l'autore per avermi coinvolto in un'altra lettura di un suo nuovo romanzo (e per la dedica in prima pagina, molto gentile), ed alla CE per la copia cartacea.
Opinione: Le Belve, di Manlio Castagna e Guido Sgardoli
Una sonnolenta provincia italiana. Tre banditi senza un piano. Ventuno ostaggi senza scampo. Ventiquattro ore di orrore puro.
«Quando la paura sbuca dai libri o dai film ci aiuta a crescere, a capire che il Male esiste ma può essere sconfitto. Sappiamo che l'eroe ci condurrà per mano al lieto fine. E quando il libro finisce o le luci si accendono, ci sentiamo più sicuri. O quasi» – Guido Sgardoli, Robinson
Ci sono luoghi che diventano malvagi perché malvagie sono state le persone che ci hanno vissuto...
Questa è la storia di Lince, Poiana e Rospo, tre criminali dilettanti che fuggono da una rapina andata male; di una classe di liceali di Ferrara sequestrati durante una gita in un ex ospedale abbandonato; dell'ex sanatorio Boeri, che nasconde strati di storie maledette, sepolte nei suoi muri fatiscenti e nelle sue viscere oscure; di una ragazza con un potere extrasensoriale che le permette di percepire il Male; di un paese di provincia, Tresigallo, sospeso in una terra nebbiosa e silenziosa, e dei fatti occulti che brulicano sotto la sua superficie all'apparenza pacifica; di animali e di uomini che certi fantasmi della mente e la ferocia dei loro aguzzini trasformano in belve.
Sono stata contattata da uno degli autori, Guido Sgardoli di cui avevo già letto e recensito The Stone - La Settima Pietra durante un BlogTour per la sua pubblicazione, che mi ha proposto la lettura di questa sua ultima novità, scritta a quattro mani con Manlio Castagna.
Avevo visto il libro un po' ovunque e mi incuriosiva, e visto che il precedente romanzo mi era piaciuto, ho accettato volentieri questa nuova avventura.
L'ho iniziato sabato pomeriggio ed in poche ore l'ho concluso: molto, molto carino.
Parto dal presupposto che è un libro per ragazzi, quindi il target è per loro e ho messo da parte il mio lato più macabro: non potevo razionalmente pretendere un horror terrorizzante e/o disturbante, quindi il metro di giudizio che uso per letture più "mature" (anagraficamente parlando) l'ho messo in un angolino.
Gli esseri umani li riconosci sull'orlo del precipizio
La storia inizia presentandoci una classe della quinta liceo che è in gita ad un ex ospedale abbandonato. Il punto di vista cambia molto spesso e per le prime pagine (se faticate come me per i nomi) vi troverete un attimo spiazzati: si susseguono i protagonisti, presentandosi oppure venendo presentati da altri compagni di classe. Sono molti nomi con personalità e caratteri diversi, ci vuole un pochino per capire "chi-è-chi", ma passa abbastanza in fretta, focalizzandosi sui protagonisti della vicenda e continuando questo viaggio.
Oltre a loro ci saranno anche Lince, Poiana e Rospo, tre rapinatori che, per colpa di un incidente durante la loro fuga dopo il loro colpo, decidono di nascondersi dentro la stessa struttura e vengono a contatto con i ragazzi, decidendo di prenderli in ostaggio nel caso le cose andassero male.
C'era voluto il buco nero di una pistola per guardare più in profondità e "vedersi" meglio.
Anche il buio può far luce.
Avevo visto il libro un po' ovunque e mi incuriosiva, e visto che il precedente romanzo mi era piaciuto, ho accettato volentieri questa nuova avventura.
L'ho iniziato sabato pomeriggio ed in poche ore l'ho concluso: molto, molto carino.
Parto dal presupposto che è un libro per ragazzi, quindi il target è per loro e ho messo da parte il mio lato più macabro: non potevo razionalmente pretendere un horror terrorizzante e/o disturbante, quindi il metro di giudizio che uso per letture più "mature" (anagraficamente parlando) l'ho messo in un angolino.
La storia inizia presentandoci una classe della quinta liceo che è in gita ad un ex ospedale abbandonato. Il punto di vista cambia molto spesso e per le prime pagine (se faticate come me per i nomi) vi troverete un attimo spiazzati: si susseguono i protagonisti, presentandosi oppure venendo presentati da altri compagni di classe. Sono molti nomi con personalità e caratteri diversi, ci vuole un pochino per capire "chi-è-chi", ma passa abbastanza in fretta, focalizzandosi sui protagonisti della vicenda e continuando questo viaggio.
Oltre a loro ci saranno anche Lince, Poiana e Rospo, tre rapinatori che, per colpa di un incidente durante la loro fuga dopo il loro colpo, decidono di nascondersi dentro la stessa struttura e vengono a contatto con i ragazzi, decidendo di prenderli in ostaggio nel caso le cose andassero male.
L'atmosfera è molto cupa e la narrazione non è esente da colpi di scena "abbastanza" macabri (anche se queste definizioni sono molto labili: ciò che può impressionare molto uno, può lasciare indifferente un altro); ma pensando ai ragazzi, potrebbe fare centro. Ci troviamo fra la realtà, che di per se resta spaventosa (un sequestro con una situazione che può degenerare in fretta) ed il paranormale, che rimescola vecchie le leggende che circondano l'ospedale, a forze misteriose che inizieranno a manifestarsi con sempre più ferocia.
Nella sua mente, ciò che da principio sembrava solo un'impressione ora si era fatta certezza: non dovevano temere i tre criminali da operetta; c'era qualcosa di molto più pericoloso lì dentro. Forze che era meglio non scatenare o che forse, e questo la fece rabbrividire sul serio, si erano già messe in moto.
Come dicevo, abbiamo molti punti di vista, che sono gestiti piuttosto bene, permettendo una visione corale della storia, permettendoci di capire cosa sta succedendo attraverso diversi occhi: dai ragazzi ai rapinatori, ognuno con una sua storia alle spalle e una personalità diversa.
Capiremo abbastanza in fretta chi sarà al centro di tutto.
Lo si intuisce grazie alla caratterizzazione che mette in evidenza dei dettagli che non possono essere ignorati, o messi da parte.
Ma non è necessariamente un difetto della storia, anzi può esser d'aiuto nel distinguere le varie persone.
Una storia che scorre veloce, un ritmo sempre più incalzante che riesce a mantenere un alone di mistero fino alla fine di tutto. Si può intuire il senso globale della trama già qualche capitolo prima della chiusura, ma se vi godete il viaggio senza tentare di indovinare, solo alla fine del libro si uniranno tutti gli elementi per capire il filo conduttore della storia, e vi lascerà piacevolmente sorpresi.
Non cinque stelle perchè a volte ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa, o che ci fosse qualcosa di superfluo che non riuscivo bene a collocare nella storia.
Ma nel complesso, un libro che consiglio di leggere.
Prima di tutto, ai ragazzi che vogliono avvicinarsi al genere horror/thriller.
Non seguo molto questo target, ma non credo le cose siano migliorate da quando ero piccola ed esistevano solo i Piccoli Brividi per andare incontro alle esigenze di chi cerca una lettura che non sia narrativa.
Oltre ai ragazzi però credo che questo libro potrebbe piacere anche a chi non lo è più.
Resta una storia ben scritta, interessante e che regala parecchie ore di stacco dalla realtà, per portarci in un viaggio fra realtà e follia.
Fateci un pensiero.
Opinione: Il signore delle mosche, di William Golding
° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °
Un libro che avevo comprato anni fa, ma che era sempre rimasto nella libreria a prendere polvere.
Mi incuriosiva per le citazioni, che ne fanno un romanzo famoso, "da leggere" almeno una volta nella vita. Mi sono buttata incominciandolo (più o meno) insieme ad un'amica.
E ammetto che mi ha conquistato, anche se temo di non aver capito appieno tutti i suoi messaggi dopo una sola lettura.
Ci troviamo all'apertura del romanzo su un'isola e lo vediamo attraverso gli occhi di due ragazzini piuttosto giovani. Ralph e Piggy. Il primo da subito capiremo che è irruento, vivace, svelto di parole e spesso anche un po' meschino. L'altro grassottello, imbranato, ma intelligente. Una coppia che fin dal primo incontro capiremo che avrà un legame.
Capire cosa è successo (perchè loro sono lì) non è semplice, vengono date poche informazioni e dovremo immaginare cosa possa essere accaduto. Sappiamo solo che un aereo è precipitato e che sull'isola sono rimasti ragazzini e bambini inglesi, ma niente adulti.
In breve tempo troveranno il modo per radunarsi per decidere cosa fare, e fin da subito Ralph prende il comando, parlando ed esponendo i fatti. Diventando così il leader scelto da tutti gli altri, con fastidio (poco celato) di Jack. Per non farlo "restare male" gli viene assegnato il compito di Cacciatore. Ma non serve solo il cibo, Ralph è abbastanza sveglio da capire che hanno bisogno di farsi notare e serve del fuoco per fare del fumo, così da essere salvati.
La situazione inizialmente è abbastanza ben indirizzata. Hanno un capo sveglio, ognuno le proprie mansioni da svolgere per cibo, riparo e mantenere il fuoco. Eppure in brevissimo vedremo come tutto crolla sempre più in basso, sfuggendo alle mani dei ragazzi.
Pochi così maturi da poter restare in riga e non perdersi in giochi come i piccoli. Ma non è solo quella la minaccia che si nasconde, perché prima lentamente e poi in maniera sempre più ripida ci renderemo conto di come basti poco per distruggere tutto.
Sono solo ragazzini, ma questo romanzo mette in evidenza quando abbiano già il potenziale per far precipitare le cose, come spesso ci si potrebbe immaginare a degli adulti. L'ingenuità fa la sua parte, ma sotto sotto sono altri istinti che si muovono e che verranno a galla in maniera brutale e violenta.
Un libro all'apparenza semplice, ma complesso e ricco di sotto testi che portano a riflettere.
Un ritmo narrativo sempre più incalzante e rapido, che ci fa sentire come se stessimo precipitando o correndo, con lo stimolo a leggere sempre più veloce, trascinati dagli eventi.
Assolutamente da leggere.
Review Party: La Bambina Della Luna E Delle Stelle
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Ogni anno, in una notte fredda e buia, i Saggi del Protettorato abbandonano un bambino ai margini della città. È un'offerta di pace per la strega che si nasconde nel bosco. Quello che i Saggi non sanno però è che Xan, la strega, è buona. Così buona da dividere la sua casa con il Mostro della Palude e con il Drago più Piccolo del mondo. Ogni anno, la strega si prende cura del bambino abbandonato. Lo protegge, lo nutre di polvere di stelle e lo accompagna nel paese dall'altro lato del bosco. Tutto cambia però la notte in cui Xan commette un terribile errore e usa la polvere di luna per nutrire la bambina che ha trovato, regalandole così meravigliosi poteri magici. Incapace di separarsi da lei, Xan decide di allevarla come una figlia e la chiama Luna. Ma la piccola sarà in grado di gestire gli straordinari poteri che ha ricevuto in dono?
Età di lettura: da 10 anni.
C'era una volta un villaggio, in mezzo alla palude e alla foresta. A capo di questo villaggio c'erano gli Anziani, persone ritenute sagge, ma che governavano sfruttando la paura della gente. Un giorno all'anno sceglievano un bambino e lo portavano nella foresta per darlo in sacrificio ad una strega cattiva, così da placarla e tenerla lontano dal loro villaggio.
C'era una volta una mamma, che si vide portare via la propria figlia per il Sacrificio. Impazzì di dolore e fu rinchiusa nella Torre del villaggio, dove le Sorelle della Stella si sarebbero prese cura di lei. Ma nessuno nel villaggio sapeva cosa succedeva davvero in quella Torre.
C'era una volta un giovane, che non sapeva ancora quale fosse il suo posto nel mondo. Obbediva alla madre e ai suoi capricci, ma lentamente iniziò a capire che qualcosa non andava nel villaggio. Non riusciva a comprendere cosa fosse, eppure iniziò ad allontanarsi e crearsi la sua strada.
C'era una volta una strega, ma non era cattiva. Si chiamava Xan. Era bassa e tarchiata, con una pancia tonda. Aveva capelli grigi e crespi, stretti in una crocchia, con fiori e foglie che sbucavano qua e la. Un viso dall'aria infastidita, ma con occhi brillanti e un accenno di sorriso sulla bocca larga e sottile. E aveva cinquecento anni.
Viveva vicino ad un piccolo stagno insieme ad un Mostro, più vecchio di lei e molto saggio, e ad un Drago Semplicemente Gigantesco, ma che in effetti sembrava un Drago Perfettamente Piccolo.
Ogni anno andava lungo La Strada a prendere un bambino che veniva abbandonato da un villaggio e lo portava alle Città Libere. Il viaggio era lungo, così durante la strada prendeva la luce delle stelle e la dava ai piccoli per nutrirli. Cercava loro una famiglia amorevole e li lasciava crescere felici.
Li chiamavano Bambini delle Stelle e Xan era molto amata e rispettata.
C'era una volta una bambina. Una dolce e piccola creatura, portata via da una madre che impazzì di dolore quando le separarono. Questa bambina fu trovata dalla Strega e salvata, ma la Strega commise una superficialità. Durante il viaggio, si fece più stanca e pigra, e non prestò attenzione ai suoi gesti. Nutrì la bimba con la Luce della Luna. Un errore. Perché la Luna è piena di Magia e la piccola se ne riempì.
Non poteva lasciarla agli umani, sarebbe stata pericolosa. Così, con tanto amore, la Strega decise di portarla a casa sua per farla crescere come sua nipote, insieme a Glerk (il Mostro) e Fyrian (il drago).
Ma quel potere così enorme poteva scatenarsi in qualunque momento e la Strega dovette prendere misure "estreme" per salvaguardare quella creatura e il mondo circostante.
Una magia antica, che si rivelerà pericolosa e dalle conseguenze impreviste...
C'era una volta....così iniziano molte favole.
Non questa, ma mi sembrava il modo migliore per parlarvi di questa stupenda favola, perché non mi viene altro termine per definire questa storia adatta a tutte le età. Magia ed amore si mescolano, creando un intricata ragnatela che unirà tutti i vari protagonisti, portando a galla segreti sepolti nel tempo e verità taciute troppo a lungo.
Una storia davvero dolce ed originale, una favola moderna che sono stata davvero felice di aver potuto leggere in anteprima, altrimenti non credo l'avrei considerata, purtroppo, perdendomi un racconto davvero molto bello.
Spero di avervi incuriosito almeno un po' e che darete una possibilità a questo romanzo incredibile, dai personaggi di cui è impossibile non innamorarsi e con una storia...magica!
Seguite tutti i Blog che oggi vi parleranno di questo libro così bello.
Opinione: Wonder, di R.J.Placio
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Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo.
Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni. Età di lettura: da 13 anni.
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Quando era uscito aveva fatto parecchio rumore e ne ho sentito parlare molto bene, ma non ero sicura di leggerlo. Questa voce però non si è fermata, anzi, sempre più persone lo hanno letto e giudicato positivamente, fino a convincermi, trovandolo un giorno in una libreria, a comprarlo per scoprire cosa ci fosse di così bello fra quelle pagine.
Ammetto che, non mi sono innamorata ma quasi, della storia ed i suoi personaggi.
Il protagonista è August, un bambino non come tutti gli altri all'apparenza, perché nato con una deformazione facciale, dovuta ad un incredibile (e rarissimo) caso genetico.
Ha dovuto superare molte operazioni per aiutarlo a poter condurre una vita (quasi) normale.
Lui non parla del suo aspetto, però ci rende partecipi della sua visione delle cose, perché sa benissimo la reazione che provoca nella gente quale sia e ciò, che prima lo feriva moltissimo, ora riesce a farselo scivolare addosso piuttosto bene.
Ma un giorno arriva una notizia che mina il suo mondo, fatto di tranquillità e ambiente familiare: andare a scuola, nella prima media, insieme ad altri bambini.
Ciò lo terrorizza, perché (a causa dei numerosi interventi) è sempre stato a casa e sua mamma gli ha fatto da insegnante, ma ormai è piuttosto grande e forte, così i genitori gli chiedono di affrontare questa prova per iniziare ad uscire dal guscio e confrontarsi con ciò che non conosce.
Una sfida che seguiremo insieme a lui, nei suoi alti e bassi, guardando attraverso i suoi occhi e a quelli di altre persone vicine a lui, come la sorella Olivia, i suoi nuovi amici Summer e Jack, il fidanzato di Olivia, Justin, e un amica fin dall'infanzia di Olivia e August, Miranda.
Ciò che chiunque di noi può provare (in una situazione del genere: scuola nuova, senza amici) viene amplificato perché il volto è il biglietto da visita di una persona, o almeno ciò che appare subito, e che (tante volte) colpisce come non dovrebbe.
Un libro che insegna molto, sul giudicare e sulla cattiveria (voluta o meno) delle persone.
Ti fa mettere i panni di August e vedere il mondo attraverso un'ottica che potrebbe buttare giù chiunque, ma come affronta le cose fa venir voglia di sorridere ed ridimensionare i problemi che si ingigantiscono a volte, senza motivo.
Mi è piaciuta moltissimo la scelta di dare così tante voci a questo romanzo, cosa che inizialmente non comprendevo, perché permette di vedere la vita di Auggie e ciò che lo circonda, come in una bolla che si deve portare dietro, costretto dal resto della gente. Le scelte che anche gli altri devono compiere per stargli accanto, perché non semplici e che permettono di capire quanto a volte una persona possa essere manipolata "dal gregge" per paura di estraniarsi, anche se per restare amico di qualcuno di speciale e davvero interessante.
Mi è piaciuto molto il punto di vista di Olivia che, fin da piccola (essendo la primogenita) si è dovuta fare da parte per August in casa, diventando una figura quasi invisibile e perfetta per non dare grattacapi ai suoi genitori. Una ragazzina che però è estremamente forte, anche nei momenti di crisi, quando vorrebbe solo essere Olivia e non la sorella di Auggie.
Davvero un libro ben scritto nella sua semplicità, scorrevole e che fa pensare molto.
Parlando di amicizia e famiglia, di affetto, oltre che di diversità, paura e coraggio.
Una lettura estremamente piacevole che consiglio, sia ai giovani che ai più grandi.
Opinione: "War Horse", di Michael Morpurgo
Titolo: War Horse
Autrice: Michael Morpurgo
Pagine: 177
Editore: BUR
TRAMA
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AUTORE
Scrittore di storie e romanzi per bambini, al suo attivo ha più di cento libri.
Dopo la laurea esercita per un decennio la professione di insegnante, per poi dedicarsi, assieme alla moglie Clare, all'organizzazione di Farms for the City Children (Fattorie per i bambini di città) associazione benefica che intende avvicinare i bambini di città alla vita di campagna.
Nella sua fattoria nella campagna del Devon, duemila bambini all’anno passano una settimana del periodo scolastico tosando pecore e mungendo mucche.
Il suo impegno civile e letterario ha fatto sì che diventasse, nel 2006, Ufficiale dell’Impero Britannico.
Fra i suoi principali successi citiamo Il naufragio dello Zanzibar, Il Regno di Kensuke e La guerra del soldato Pace, tutti romanzi che hanno vinto un premio letterario.
Nel 2011 Steven Spielberg ha adattato per il cinema il suo romanzo War horse (1982). Il film è uscito in Italia nel 2012, accanto a una ristampa del libro curata e pubblicata da Rizzoli.
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OPINIONE
Un libro che ho letto grazie ad uno scambio libri con altre ragazze, che mi permetterà anche di leggerne molti altri che altrimenti non avrei mai neanche guardato.
Questo in particolare non mi ha mai neanche incuriosito.
Avevo visto il trailer del film e non mi ispirava per nulla, anzi sembrava una mattonata e basta....quindi sono partita non proprio bene quando l'ho iniziato.
Prima di tutto ho scoperto che è un libro per bambini/ragazzi, qualcosa che non avrei mai detto! L'ho divorato in un paio d'orette, nemmeno, è scritto molto grande ed è abbastanza scorrevole....adatto, insomma, come racconto per i più piccoli.
La storia non mi è dispiaciuta, anche se non è proprio il mio genere, ma sono contenta di averlo scoperto e averlo letto....Opinione completa su Ciao.it
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DOVE COMPRARLO
Su Amazon:
Copertina Flessibile: 8,50€
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Su Mondadori:
Copertina Flessibile: 8,50€
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