Visualizzazione post con etichetta lilin. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lilin. Mostra tutti i post

Opinione: Tenace Come L'Inferno (Of Vices and Virtues 2), di Laura Rocca

Sono un essere di pura luce, oggi lo so.
La mia intera esistenza è sempre stata volta al Bene sopra ogni cosa e oggi più che mai dovrei avere questa ferma consapevolezza. Ogni mia certezza, però, è ormai in frantumi.
Mi chiamo Jophiel, sono un angelo e tutta la Sphaera Caelestis sa chi sono visto che, per millenni, sono stato il sacrificio che ha sancito il patto tra angeli e demoni.
La mia anima eterea, però, è stata sporcata da sensazioni che mai avrei dovuto conoscere.
Resisterò o perpetrerò il più grande tradimento della mia razza?
Conosco quale comportamento si aspetta da me Jeliel, mio padre, ma non posso rinnegare Lei.
Tutto quello che ho sempre creduto giusto mi appare scorretto e quello che tutta la mia razza considererà il mio errore supremo mi sembra l’unica decisione possibile per me.
So che dovrei convincermi che un angelo non nutre certi sentimenti sbagliati, sono consapevole che dovrei gioire della cattura di un demone e delle informazioni che potremmo estorcerle sui piani di Lucifero, che non dovrei provare altro che odio per Lilin, perché è così che si chiama la creatura che mi ha ingannato facendomi innamorare.
Ma non posso.
La mia scelta è già compiuta, devo solo attuarla.
Mi chiamo Jophiel, sono un angelo e il mio peccato peggiore potrebbe essere l’unica opzione di salvezza dell’universo.

Torniamo nel mondo creato da Laura fra Angeli e Demoni, ma senza esser così prevedibile e banale come avrebbe potuto essere. 
Infatti lo avevamo già intuito nel primo romanzo che il tutto era decisamente complesso e "diverso" da come abitualmente possiamo leggere (o vedere) rappresentata questa eterna lotta fra bene e male. Laura infatti ha studiato molto e ce lo dimostra mescolando abilmente elementi differenti preso fra culti, religioni, leggende ed opere filosofiche. 

Ammetto che questo può essere il punto più particolare ma anche il più "difficoltoso" da affrontare per il lettore.
Per esempio (io) ho faticato a star dietro a certe spiegazioni molto dettagliate che sicuramente danno tanto al romanzo, ma se non si ha la testa ahimè sfuggono. 
Chiarisco meglio, non sono inutili, ma necessitano di una lettura che non sia totalmente superficiale. Cosa che rende molto interessante la storia e tutto questo background, ma richiede (giustamente!) al lettore uno sforzo in più in alcuni piccoli frammenti. 

Nonostante Laura ci porti a vedere le cose da prospettive nuove e creando percorsi "suoi" che arricchiscono molto il tutto, staccandolo da altre storie più...conosciute, diciamo. 
Ovvio, partiamo dalla religione Cattolica e ci muoviamo lì intorno, ma c'è molto molto altro che arricchisce.
E direi che sto già tirando troppo pippone su sta roba, quindi andiamo avanti e vediamo un po' personaggi e storia.

La trama riprende esattamente dove finiva il precedente romanzo: Lilin che si sacrifica per riportare Jayden fuori dall'Inferno, ma le cose non vanno proprio come si era aspettata. 
Ahimè ad attenderli c'è Jeliel, il padre di Jophiel (il vero nome di Jayden), che li porta alla Sphaera Caelestis, dove Lilin verrà imprigionata per essere interrogata riguardo i piani del padre (e/o i suoi). 

Seguiremo principalmente Jophiel in questi primi capitoli, che ha riavuto la sua "forma" originale e tutti i suoi ricordi, ma è anche estremamente confuso riguardo a Lilin e ciò che prova per lei. 
Lei è una Succuba, un Demone, la figlia di Lucifero. Deve essere stato tutto un enorme piano per farlo innamorare con l'inganno e portarlo via dal suo compito sulla Terra. Deve (O no?
I dubbi sono tanti, mescolati ai sentimenti estremamente forti che prova per lei (ma saranno veri?), ma anche ad un senso di giustizia che sembra mancare in quel luogo. 
Sa benissimo che i Demoni sono crudeli, manipolatori e non ci si può fidare delle loro parole, ma gli Angeli sono davvero così diversi? 

Jophiel si trova a dover combattere fra ciò che sente e ciò che sa (o crede di sapere?). 
Intelligente, sveglio e pronto a tutto, con un etica che lo porta fin da subito a metter in dubbio ciò che gli sta attorno. 

Come nel precedente romanzo avremo davvero tante voci che si alterneranno nei vari capitoli. Da Jophiel, a Lilin, a Vapulia e Asur, fino a Lucifero...e non solo! 
Perchè finalmente inizieremo ad avere risposte in merito al rapporto fra Lilin e Jophiel, che non sarebbe mai dovuto esistere, portandoci indietro nel tempo poco prima della creazione del Patto. 
Ma c'è di più, perchè non c'è in ballo solo Paradiso ed Inferno, ma altro che è stato nascosto fino ad ora e che potrebbe cambiare totalmente le carte in tavola, specialmente per i due protagonisti. 

La storia scorre piuttosto rapida e ci permette di scoprire molti più dettagli relativi al mistero che lega un Angelo ad un Demone, dandoci molte risposte, all'apparenza quasi tutte, ma credo che nel finale ci sarà molto altro ad attenderci. 
Una lettura originale, pensata nei dettagli e che ha dietro molto studio, cosa che (come già dicevo sopra) è una nota estremamente positiva ma rappresenta anche un punto a sfavore (anche se dipende molto da lettore). 
Ammetto che alcune parti risultano prevedibili e ci sono alcune spiegazioni ripetitive che rallentano la lettura, ma nel complesso si bilancia bene l'azione con queste spiegazioni

Sono estremamente curiosa riguardo la conclusione di questa trilogia, sperando in colpi di scena che la rendano ancora più imprevedibile. Se Laura mantiene i suoi ritmi così veloci, magari ce lo regala ad un anno da questa pubblicazione. 
Incrocio le dita. 


Nel frattempo, Grazie ancora a Laura per avermi mandato un'altra delle sue creature ed aver avuto pazienza. Avrei dovuto finirlo molto tempo fa, ma...la vita! 

Opinione: Forte Come La Morte (Of Vices and Virtues 1), di Laura Rocca


Il mio tocco, per un umano, potrebbe sembrare un salto in Paradiso, ma in realtà serve ad alimentare la fornace dell’Inferno.
Non sono una dei buoni.
Mi chiamo Lilin, sono una Succuba, una femmina di demone, e tutti conoscono il mio nome.
Mancano pochi giorni alla mia prova, quella che segnerà il mio ingresso nella gerarchia dei demoni adulti e tutta Inferorum Anguem ha grandi aspettative su di me, soprattutto mio padre. È lui ad aver scelto l’umano sul quale dovrò scatenare il mio potere attraverso il Velo dell’inconscio.
Poi lo vedo e niente è come mi aspettavo.
Il mio orgoglio, il mio desiderio di primeggiare, di superare la prova e adempiere al mio compito perdono importanza.
So che dovrei solo fare il mio dovere, quello per cui sono stata educata sin dalla nascita, so che disobbedire a mio padre potrebbe equivalere a una punizione eterna dalla quale non avrei scampo, ma resistere a queste emozioni violente che scaturiscono dal nulla mi è impossibile e poi… non sono fatta per l’obbedienza.
Quando, però, il mio mondo si capovolge del tutto riempiendosi di altre strane coincidenze, ho la certezza che dietro ci sia molto più di ciò che sento per lui.
Ci metto poco a comprendere che il patto, quello che tiene insieme la fragile alleanza che abbiamo stipulato con gli angeli, sta per andare in frantumi.
Mi chiamo Lilin, sono un demone e, a quanto pare, dipende da me la salvezza del mondo.


Che dire...Laura riesce sempre a sorprendere! 
Un "ritorno alle origini", riprendendo in mano il filone fantasy, che ci ha permesso di conoscerla ed amarla grazie alla saga Le Cronistorie Degli Elementi. Sono passati circa cinque anni da quel momento e Laura non ha fatto che crescere e migliorare, regalando storie originali ed imprevedibili, come questa di cui vi parlerò un pochino. 

La protagonista è Lilin, una demone, più precisamente una Succuba. Considerata una categoria inferiore dalla maggior parte dei demoni, eppure è fortunata perché Lucifero, suo padre, non l'ha scacciata né rinnegata, ritenendola una figlia perfetta. In prossimità dell' "età adulta", deve affrontare una prova riguardante la sua categoria demoniaca, ma è Lucifero a mettere l'ultima parola e scegliere per lei l'umano di cui dovrà "nutrirsi" (poiché le Succubi e gli Incubi si nutrono di umani, portando energia all'Inferno).
Le cose però non vanno come lei aveva sperato. Basterà uno sguardo e resterà totalmente rapita da quel giovane, ritrovandosi intrappolata in sensazioni mai provate prima, cercando di capire da dove possano essere nate. E, mano a mano che più dubbi che risposte vengono a galla, una terribile minaccia sta per affacciarsi al suo mondo; qualcosa di impensabile che potrebbe distruggere tutto.


Lilin è estremamente arrogante e presuntuosa, tremendamente vanitosa per certe caratteristiche ereditate dal padre; sa benissimo il suo status e non è per niente modesta, anche perchè all'Inferno non esistono cose del genere. Ognuno pensa solo a se stesso. E lei spicca fra tutti, anche se molte doti non sono comuni, ma da abile manipolatrice sa benissimo come ingannare il prossimo, sfruttandole senza mai confessarle a nessuno. Nemmeno suo padre. 

Non sarà solo lei ad aver voce in questo romanzo. 
Ci sarà Vapulia, una Succuba come Lilin, ma non altrettanto fortunata. Scacciata dalla sua famiglia per esser nata di questa razza inferiore, viene accolta da Lucifero per fare da ancella alla figlia. Un rapporto di quasi "amicizia", se l'Inferno non prevedesse concorrenza spietata da ogni parte. Una giovane più "svampita" di Lilin, che entra nelle attenzioni di Asur, altra nostra voce narrante. 
Un demone piuttosto potente che ha vissuto la guerra, ricordando molto bene cosa accadde e cosa costrinse le due fazioni a stringere il patto. 
Infine abbiamo Jayden, la "preda" di Lilin. Molto giovane e quasi banale: come mai Lucifero ha scelto proprio lui? 

Come ambientazione e sfondo della storia abbiamo qualcosa che ricorda molto la religione cattolica: Lucifero, angeli contro demoni,....ma fermi! Il mondo creato da Laura non è così banale. 
Avremo una spiegazione riguardante come funziona il tutto ed in particolare riguardo il patto, ciò che angeli e demoni portano avanti per mantenere un equilibrio stabile che permetta a tutti di coesistere e vivere. Nonostante gli umani siano, al solito, ignari di tutto. 

Se inizialmente non sopporterete Lilin, è perfettamente normale (credo sia intenzionale, per sottolineare quanto l'Inferno sia....fatto così!). La odiavo moltissimo per l'atteggiamento vanitoso e saccente che ha costantemente nei primi capitoli. Ammetto che mi ha rallentato la lettura e, se non conoscessi Laura e le sue opere, avrei potuto abbandonare il tutto. MA sapendo che regala sempre delle sorprese, sono andata avanti e sono stata ampiamente ripagata.
Non entro nei dettagli, ma questa storia permetterà a Lilin di crescere e non fermarsi a ciò che ci si aspetta da lei in quanto Succuba e figlia di Lucifero. Le si pareranno davanti delle scelte inaspettate alle quali lei dovrà decidere se seguire la strada che le era stata già predisposta, oppure cambiare e decidere lei cosa fare della sua vita in piena autonomia.

A parte l'inizio titubante, il resto della lettura è stato davvero piacevole ed interessante
Ci sono dei dettagli in alcuni capitoli che fanno restare a bocca aperta e pensare: ma questa è matta?!
(Comunque, la risposta è si, lei è folle, ma questo che la rende così brava)
Una storia che ha tutte le carte per essere banale, ma che stravolge ogni cosa portando il lettore in un mondo originale, con personaggi che vorremmo conoscere sempre di più ed una trama che è ricca di colpi di scena ed azione, che bilanciano molto bene le parti più lente e riflessive.

Avrei voluto parlarvene per la sua pubblicazione, ma mi sono presa qualche giorno in più per leggerlo con calma (ed evitare di fare nottata in bianco, o mi distruggevo). 
Non un cinque stelle pieno, perchè alcuni elementi erano un po' prevedibili. Ma ciò non toglie che sto aspettando già con ansia i prossimi due volumi! Potendo immaginare solo molto vagamente come potrebbero andare le cose, ma sicurissima che Laura inserirà tanto tanto altro, che riuscirà comunque a sorprendere e a farci faticare dal staccarci dalle pagine. 
Da leggere! 

Un enorme Grazie a Laura per avermi permesso di leggere anche questo suo romanzo in anteprima. 

Opinione: Il Respiro Del Buio (Trilogia Siberiana), di Nicolai Lilin


http://amzn.to/2mXRCT6
Cliccando sulla Cover si va su Amazon

È stato educato da un'intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, cioè un "criminale onesto". Ha imparato l'arte del coltello e quella del tatuaggio. È finito in carcere, ha combattuto per la sopravvivenza nelle carceri della sua città e poi in Cecenia, cecchino in un reparto d'assalto. Ha visto da vicino il sistema sconcertante di poteri ombra che governano la Russia, assoldato alla difesa di un oligarca nostalgico. Ha conosciuto l'amore intenso e il dolore atroce, la violenza, la sete di vendetta e il pentimento. "Piede scalzo" è cresciuto. Incisa nei tatuaggi e nelle cicatrici del corpo e dell'anima si porta addosso la sua storia. La stessa che Nicolai Lilin ha messo nei suoi libri e che oggi si può leggere tutto d'un fiato: con una scrittura ruvida e diretta, illuminata da sorprendenti squarci d'ironia. Tra storia e leggenda, autobiografia e immaginazione, "Trilogia siberiana" ci regala la cronaca di un percorso emotivo di drammatica intensità.


http://amzn.to/2BiX08s
Cliccando sulla Cover si va su Amazon
"Il respiro del buio" comincia con un viaggio in treno, alcune centinaia di chilometri che sanciscono l'ingresso in una nuova vita. Il servizio militare in Cecenia è finito, è tempo di tornare, ma per il protagonista la parola ritorno ha perso significato. È un altro uomo quello che arriva alla stazione di Bender, e un'altra è la città che lo accoglie: identica a un primo sguardo, eppure diversa. Rinchiuso nel suo appartamento, solo con le sue armi importate illegalmente dalla Cecenia, Nicolai vive il suo "dopoguerra" di solitudine, ansia, paura. E, soprattutto, odia. Odia gli edifici, le strade, l'umanità "pacifica" che gli appare fasulla, intollerabile nella sua pretesa di civiltà. Per provare a fare i conti con le atrocità subite e commesse, decide allora di intraprendere un nuovo viaggio, verso il luogo che rappresenta l'unico ritorno possibile: la Siberia. Immerso nella natura, nel silenzio, guidato dalla saggezza del nonno, sembra trovare una vita semplice e quieta. Ma un passato così pesante non si cancella con il silenzio, e neppure con la determinazione, e quella che sembra una possibilità di riscatto può rivelarsi in ogni momento una trappola che inverte la corsa e riporta al punto di partenza. Così, può succedere che un impiego in una ditta di sicurezza privata a San Pietroburgo si trasformi in una nuova guerra, più nascosta e apparentemente meno violenta rispetto a quella combattuta in divisa, eppure, se è possibile, ancora più pericolosa. Una guerra che fa le sue vittime nelle strade e nelle piazze...

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

E arriviamo al terzo, e conclusivo, capitolo della Trilogia Siberiana.
Come già annunciato nel precedente capitolo, Nicolai torna dalla guerra ma diverso. Quell'esperienza gli ha lasciato delle cicatrici davvero forti e traumatiche a livello mentale, e farà fatica a riabituarsi alla vita tranquilla di prima. Sono passati "solo" due anni, ma sotto le armi, in quell'ambiente che comunque lo ha protetto seppur non abbastanza, tutto è cambiato per lui.
Nell'appartamento si trova da solo e hanno inizio i suoi deliri, durante i quali persino lui comprende che qualcosa non va, ma non riesce a darsi una spiegazione.
Sarà dopo un risveglio traumatico che comprenderà quanto gli serva dare un taglio e organizzarsi, per non impazzire del tutto. Da quel primo passo, ne farà altri, fino a decidere di dover staccare la spina per un po', "scappando" in Siberia da suo nonno Nicolai. L'unico che potrebbe capirlo e consigliarlo, anche se con i suoi modi particolari.

Una storia interessante ed affascinante, che porta il lettore a vedere le conseguenze che lascia la guerra e quell'ambiente di continuo e pressante stress, mostrando quanto impegno ci voglia per uscirne, senza che nessuno alzi un dito per aiutarti. Ed è una parentesi che sembra marginale, eppure è molto importante: allo Stato non frega nulla;, gli amici hanno altri interessi e, per certi versi, sono distanti anni da lui e quell'esperienza, a volte persino quelli più vicini lo evitano; la famiglia non è più così vicina, molti sono scappati,...quindi Nicolai si trova poco più che vent'enne solo con enormi problemi addosso. Ma lo abbiamo conosciuto, non si arrende. Trova sempre un modo per risolvere i problemi che gli si riversano addosso.

Vedremo attraverso di lui il lungo viaggio verso la Siberia, in mezzo al nulla, dove vive il nonno. Lo conosceremo, anche se per poco, e Nicolai ci darà una panoramica su quella zona così inospitale (sia per il territorio, che per chi ci vive), lasciando incuriosito il lettore.
Il tutto, veloce come un fulmine quasi, una breve parentesi che gli permette di rimettersi un po' in forze, prima di tornare a vivere in un vecchio appartamento a San Pietroburgo che aveva subaffittato ad un ragazzo.

Eppure, anche se lui ce la mette tutta, il marchio del soldato lo perseguita e non riesce a trovare nessun lavoro, così sarà costretto a chiamare una conoscenza dell'esercito per riuscire a lavorare; cosa che lo porterà a dover lavorare con persone come lui, ex soldati, professionisti nei loro campi, finendo a fare qualcosa che nemmeno lui sa se sia bene o male...finendo vittima di un gioco pericoloso e scorretto, da cui capirà che deve uscirne al più presto.

Una bella lettura, che chiude la trilogia per bene, senza lasciare spiragli o frasi in sospeso.
Ovvio, il lettore è curioso, ma quel libro ha detto tutto ciò che doveva. Ha raccontato la vita, pericolosa, fuori dagli schemi, folle,....di un giovane che si è trovato sempre più immischiato e costretto a fare qualcosa che non voleva, nonostante la sua furbizia (ed un pochino di fortuna) lo abbia accompagnato ed aiutato a cavarsela.
Una storia che sembra irreale, dal punto di vista di chi vive in un contesto civile da tutta la vita, eppure, con tutto ciò che accade nel mondo, non puoi non credere e tentare di immedesimarti in questo protagonista e di chiederti, anche solo di sfuggita, come sarebbe potuta andare la vita se si fosse nati lì in quel periodo. Magari vivendo esperienze simili.
Probabilmente tanti non sarebbero più qui a raccontarlo, questo lo rende così vero, forte e crudele.

Una trilogia che consiglio!
Non leggete a spezzoni, se iniziate portate a termine il tutto, ne varrà la pena.

Opinione: Caduta Libera (Trilogia Siberiana), di Nicolai Lilin

http://amzn.to/2mXRCT6
Cliccando sulla Cover si va su Amazon
È stato educato da un'intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, cioè un "criminale onesto". Ha imparato l'arte del coltello e quella del tatuaggio. È finito in carcere, ha combattuto per la sopravvivenza nelle carceri della sua città e poi in Cecenia, cecchino in un reparto d'assalto. Ha visto da vicino il sistema sconcertante di poteri ombra che governano la Russia, assoldato alla difesa di un oligarca nostalgico. Ha conosciuto l'amore intenso e il dolore atroce, la violenza, la sete di vendetta e il pentimento. "Piede scalzo" è cresciuto. Incisa nei tatuaggi e nelle cicatrici del corpo e dell'anima si porta addosso la sua storia. La stessa che Nicolai Lilin ha messo nei suoi libri e che oggi si può leggere tutto d'un fiato: con una scrittura ruvida e diretta, illuminata da sorprendenti squarci d'ironia. Tra storia e leggenda, autobiografia e immaginazione, "Trilogia siberiana" ci regala la cronaca di un percorso emotivo di drammatica intensità.
 
http://amzn.to/2DwgyLL
Cliccando sulla Cover si va su Amazon
Nel settembre dell'anno 1999 la Federazione Russa annuncia ufficialmente l'inizio della seconda operazione antiterroristica nel territorio della Repubblica Federativa della Cecenia e nella zone confinanti con il Caucaso del Nord. Lilin racconta quello che hanno vissuto i giovani dell'esercito russo in quel periodo, durante il loro servizio militare obbligatorio; e quello che hanno vissuto i civili, mentre nella loro terra operavano due eserciti nemici. L'autore di "Educazione siberiana" narra in presa diretta la vera faccia della guerra, quella che non si vede nei film, nei documentari, e che si vede solo a tratti nei reportage giornalistici o nei racconti degli osservatori di pace e dei difensori dei diritti umani. Racconta tutto in modo tale da permettere a ogni lettore di vivere i momenti della guerra, di attraversarla a fianco dei soldati, di sentirne l'oscenità sulla propria pelle. Mostrandone soprattuto le contraddizioni. Un libro che vuole essere apolitico, neutrale; che racconta la guerra, la vita e la morte, le ingiustizie, gli orrori e gli atti di onestà così come apparivano nella vita di ogni giorno in Cecenia; che descrive le sensazioni, la perdita dell'equilibrio, i cambiamenti dell'essere umano che avvengono nel caos, oltre i limiti dell'etica e della morale. Non un saggio storico, ma un romanzo costruito su particolari veri, con vite vere. Nicolai Lilin è nato nel 1980 a Bender, in Transnistria. Nel 2003 si è trasferito in provincia di Cuneo e nel 2009 ha scritto il romanzo "Educazione siberiana".
 
° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °
 
L'ho finito da un po' di tempo eppure non sapevo bene come parlarvene.
Questo romanzo fa parte della "Trilogia Siberiana", è il seguito di "Educazione Siberiana" eppure la storia prende una piega diversa, per ragioni che non sono dipese dallo scrittore e nemmeno dalla sua volontà, ovvero: la guerra.
Nicolai infatti si trova obbligato ad andare a combattere per la patria, ma per sua fortuna viene smistato nei sabotatori.
E' sempre stato a contatto con la violenza, ma qui cambiano completamente le regole. Il mondo di prima era organizzato, c'erano comportamenti ben precisi, una morale di base che dirigeva il tutto. Ora si trova ad affrontare qualcosa di peggio, ma (grazie comunque a quel passato) almeno ha qualche strumento per affrontare la situazione.
Si ritroverà ad affrontare un addestramento estremamente duro (imparando principalmente a fare tutto al buio), ma grazie al maggiore Zabelin tutto questo lo preparerà a ciò che dovrà affrontare più avanti, ed in particolare scoprendo la sua abilità con le armi gli darà un posto fra i cecchini, un ruolo difficile ma estremamente utile nelle battaglie, specialmente fra i sabotatori.
Riesce anche a fargli passare la voglia di scappare, chiarendogli quale sarebbe il suo futuro (se mai riuscisse a farcela) e facendolo restare fra le armi per i due anni di leva che deve fare.
Dopo l'addestramento si troverà in un gruppo sotto il capitano Nosov, un personaggio strano e particolare, sveglio e molto intelligente, ma innamorato della guerra e che fa quel lavoro da così tanto tempo da esser ormai una figura di riferimento per il gruppo e stimato da molti altri, in vari ranghi militari. Poi c'è Mosca, Scarpa, Cervo, Mestolo, Zenit. Tutti da zone diverse, ma uniti; ognuno con una specializzazione ed un compito particolare, eppure tutti pronti a scattare per portare a termine le missioni ed uscirne indenni.
 
Finire nei sabotatori è stata la sua fortuna, nella sfortuna, perché quei gruppi erano molto uniti, quasi a formare una famiglia. Ci si copriva le spalle a vicenda, si seguivano gli ordini con fiducia e si sapeva di non essere soli, mentre in altri rami c'era nonnismo e i soldati, spesso alle prime armi, non avevano nulla a cui aggrapparsi, ne nessuno su cui poter contare.
Attraverso i suoi occhi vedremo frammenti di addestramento e alcune operazioni svolte con Nosov ed i suoi compagni. Missioni difficili, ardue, crude,...Nicolai ci fa entrare nella battaglia, facendoci smettere di pensare a cosa sia moralmente giusto o sbagliato, poiché in guerra non c'è spazio per questo. O muoiono loro, o muori tu. Si entra in quest'ottica distorta ma che senza di essa uno impazzirebbe dopo pochi giorni di battaglia. Lo ammette anche lui per spiegare certe scelte, alcune davvero disumane che si trova ad osservare.
Un'esperienza che, come vedremo, gli darà molto ma lo spezzerà, quando tutto sarà finito e dovrà tornare nel mondo civile. Un luogo dove sarà solo, abbandonato, senza nessuno che lo capisce, in una realtà totalmente diversa, per la quale prova una cieca rabbia...capendo in fretta che se vuole sopravvivere dovrà trovare un modo per staccare dal passato e tornare a vivere normalmente.
 
Un libro che mi è piaciuto molto per questo lato crudo, violento, senza censure, che mostra come ci si debba adattare per sopravvivere, mostrando anche alcuni lati peggiori, di come il cervello a volte si disconnetta sotto estrema pressione, caos e mancanza di riposo e cibo adeguato.
Spinti all'estremo durante alcune missioni, costretti a pensare velocemente, a combattere, ad uccidere, a seguire regole stupide decise da chi comanda e che mai scende in campo; mostrando anche quel lato, perché loro seguono gli ordini ma con occhio critico, mai ciecamente, perché sanno (e Nosov lo spiega spesso, con odio) che non gliene frega nulla di loro a chi comanda e che spesso sono solo pedine mosse per qualcosa di insulso. Devono obbedire, ma (grazie al loro capo) lo faranno sempre preparati e con piani intelligenti per tornare vivi e salvi dalle missioni.
 
Così ricco di sfaccettature, non riesco nemmeno a spiegarvi per bene su come riesca a far entrare il lettore in quel mondo così inimmaginabile per chiunque non lo viva direttamente.
E' straordinario come con pochi aneddoti ti faccia sentire in quei luoghi, arrabbiato, stanco, costretto a seguire delle direttive rischiando la vita. Trattenendo il fiato affinché tutto finisca bene.
E senza mai tralasciare il lato umano e vulnerabile (nessuno è Rambo).
In particolare lo vediamo in qualche occasione, specialmente verso la fine. Ma soprattutto come preludio al prossimo capitolo, quando Nicolai torna alla vita civile e non riesce ad adattarsi.
Lì si comprende quanto anche solo due anni possano sconvolgere totalmente una vita e portarla sull'orlo del baratro.
 
Stupendo!

Opinione: Educazione Siberiana (Trilogia Siberiana), di Nicolai Lilin


http://amzn.to/2mXRCT6
Cliccando sulla Cover si va su Amazon

È stato educato da un'intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, cioè un "criminale onesto". Ha imparato l'arte del coltello e quella del tatuaggio. È finito in carcere, ha combattuto per la sopravvivenza nelle carceri della sua città e poi in Cecenia, cecchino in un reparto d'assalto. Ha visto da vicino il sistema sconcertante di poteri ombra che governano la Russia, assoldato alla difesa di un oligarca nostalgico. Ha conosciuto l'amore intenso e il dolore atroce, la violenza, la sete di vendetta e il pentimento. "Piede scalzo" è cresciuto. Incisa nei tatuaggi e nelle cicatrici del corpo e dell'anima si porta addosso la sua storia. La stessa che Nicolai Lilin ha messo nei suoi libri e che oggi si può leggere tutto d'un fiato: con una scrittura ruvida e diretta, illuminata da sorprendenti squarci d'ironia. Tra storia e leggenda, autobiografia e immaginazione, "Trilogia siberiana" ci regala la cronaca di un percorso emotivo di drammatica intensità.


http://amzn.to/2DvVuVQ
Cliccando sulla Cover si va su Amazon
Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell'ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In Transnistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con gli "sbirri" o i minorenni delle altre bande. Lanciando molotov contro il distretto di polizia, magari: "Quando le vedevo attraversare il muro e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria, mi veniva da piangere tanto ero felice". La scuola della strada voleva che presto dal coltello si passasse alla pistola. "Eravamo abituati a parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o di cosa faranno da grandi". Ma l'apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d'imparare a essere un ossimoro, cioè un "criminale onesto". Con uno stile intenso ed espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza dell'italiano, a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente comico, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l'altruismo convivono con naturalezza.
 
° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Un volume che avevo comprato per curiosità.
Era un titolo che risuonava da parecchio e non mi ero mai decisa a prenderlo, ma vederne la trilogia...beh, mi sono detta "Perché no?" (non sapevo nemmeno che lo fosse).
E' rimasto a prendere polvere per un po' di tempo, lo ammetto per certi versi sono orribile: accumulo ed accumulo, e spesso non leggo nemmeno. Ma per fortuna mi è stata messa la pulce nell'orecchio qualche mese fa, così ho deciso di approfittarne e metterlo nella lista per "Libera Lo Scaffale 2018" (una sfida amichevole in cui si scelgono 12 libri che stanno prendendo polvere da cercare di leggere entro l'anno. Se volete saperne di più, cliccate qui).
In ogni caso, ero davvero curiosa e mi ci sono buttata tra le prime letture di quest'anno.

Qui vi parlo del primo volume.

Devo ammettere che sicuramente mi aspettavo qualcosa di diverso (non so perché), ma non mi ha deluso affatto. Nicolai racconta inizialmente in modo quasi vago e poi con aneddoti, la sua infanzia, cercando di farci entrare nella mentalità che governava la sua famiglia e il paese in cui è nato e viveva da ragazzo. Un mondo spietato per certi versi, ma con regole precise e rigide che lo governano, in un modo che fa pensare che ci sia qualcosa di giusto, rispetto alla follia criminale generale. Ci fa capire fin da subito quanto la religione sia uno dei pilastri portanti. Per portarci a parlare di armi, trattate come qualcosa di più che semplici oggetti. Raccontandoci delle lezioni che venivano insegnate ai bambini dai "nonni", ovvero vecchi criminali andati in "pensione" e che tramandavano alla nuova generazione il loro sapere. Spiegandoci la morale che si muoveva dietro alle azioni, le regole che governavano quei luoghi e che portavano giustizia, a seconda di cosa la persona aveva fatto. Raccontandoci la sua infanzia da piccolissimo, fino alla gioventù in cui erano trattati quasi come adulti, i quali li lasciavano risolvere le loro questioni senza intromettersi.

E' arduo parlarvene senza mettermi a citare il romanzo, perché sono tantissimi frammenti di quel mondo che Nicolai ci spiega attraverso i suoi ricordi di bambino, insieme alla sua ottica di adulto, ma senza giudicare perché quello è stato e lui lo riporta fedele. Sono pochissimi i momenti in cui si intromette a "dire la sua" da adulto, fuori da quel mondo. Permette così di comprendere meglio e di entrare in quella cittadina, fra i suoi amici e gli adulti (criminali) siberiani, di vecchio stampo e morale.
Tra gli aneddoti ci racconterà di quando è stato in galera per un periodo, molto giovane.
Ci racconterà anche di uno degli interventi che ha dovuto prendere in mano, insieme ad altri amici minorenni come lui, per fare giustizia quando una ragazzina autistica è stata violentata. Cosa inaccettabile nella loro comunità, perché erano ritenute persone speciali, quasi angeli.
Ci racconterà di quando ha iniziato a diventare un tatuatore, scegliendo quella carriera per curiosità verso i tatuaggi ed i simboli che non riusciva ancora a comprendere (poiché ogni tatuaggio ha un significato preciso per comunicare qualcosa agli altri). Un mestiere che lo accompagnerà per anni e che ancora oggi pratica.
Ci racconterà degli amici, delle cavolate fatte, degli incarichi presi, delle risse, delle perdite,...
Insomma, ci aprirà una parte della sua vita per farci capire com'è stata un Educazione Siberiana.

Una lettura sicuramente non facile, ma davvero molto bella!