venerdì 23 marzo 2018

Opinione: Carmilla: La vampira e il detective dell’occulto, di Joseph Sheridan Le Fanu

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I racconti qui presentati, "Tè verde", "Il giudice Harbottle" e "Carmilla", appartengono alla raccolta "In a Glass Darkly". Composti in momenti differenti e pubblicati su varie riviste e poi riuniti nel 1872, i singoli racconti, benché diversissime siano le storie ivi riportate, possono essere considerati parti di un’unica narrazione, fatta di oscure risonanze e di sinistri riflessi. Elemento esterno unificante è la figura-cornice del Dottor Hesselius, medico, psicologo, mistico e metafisico tedesco, primo “detective dell’occulto” della letteratura europea.
Con questi racconti, Le Fanu ci invita a guardare nello specchio del reale con la consapevolezza che quanto vedremo non sarà la verità, ma una sua ombra confusa, il riflesso baluginante di qualcosa che sfugge al controllo della ragione.
"Tè verde" (1869) è la storia del reverendo Jennings che, dopo la lettura di "certi volumi antichi, inconsueti, edizioni tedesche di testi in latino medievale", mentre torna a casa con l’omnibus, vede comparire una misteriosa scimmia, che da quel momento in poi, tra improvvise sparizioni e scoraggianti ricomparse, continuerà a seguirlo fissandolo con languore maligno. "Il giudice Harbottle" (1872) è il funesto racconto della nemesi piombata su Mr Harbottle, uomo malvagio e corrotto, culminante nell’onirica condanna a morte dello stesso da parte del giudice capo Twofold (letteralmente "Doppione"). "Carmilla", infine, il più famoso dei racconti di Le Fanu, narra le astuzie e i languori della vampira Carmilla.

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Un classico che mi incuriosiva da tempo e che ho letto dopo un consiglio, per la sfida #LiberaLoScaffale2018. In questa raccolta abbiamo tre racconti di Le Fanu: "Tè Verde", "Il Giudice Harbottle" e "Carmilla", il suo romanzo più famoso e quello che mi ispirava di più.
Come spesso mi "lamento" con lo stile ho faticato un po', essendo molto descrittivo e con uno stile horror piuttosto vecchiotto (ricordo che sono stati scritti dopo la metà del 1800).
Il filo comune che unisce tutti i racconti è il dottor Martin Hesselius (che può essere definito un Detective dell'Occulto, per la sua conoscenza in molti campi), o per meglio dire il suo assistente che ha avuto il compito di riscrivere lettere e/o appunti del dottore durante i suoi anni in cui lo accompagnava, e che ci presenterà questi vari casi, riproponendoli al lettore attraverso questo espediente narrativo piuttosto originale.

Il primo racconto "Tè Verde" è il più breve dei tre, piuttosto noioso inizialmente mentre presenta il caso lasciando il lettore all'oscuro fino all'ultimo di cosa stia accadendo. Si muove sul "vedo/non vedo" per tenere sulla corda chi legge fino alle ultime righe. Un pochino noioso a tratti, eppure originale.
Il secondo "Il Giudice Harbottle" è il più pesante dei tre; più lungo del primo e si disperde un po' durante la narrazione, partendo da un punto e raccontando i fatti tornando indietro fino ad arrivare a parlare della questione in esame (del racconto). Originale anche questo, eppure lento.

Ed arriviamo all'ultimo, al famoso "Carmilla", che occupa metà di questa raccolta, ma fin troppo breve per la storia proposta. Laura è una giovane donna che ci racconterà questa storia attraverso delle lettere per ricostruire tutto ciò che ha passato. Viveva con il padre in un piccolo villaggio dell'Austria, vicino all'Ungheria, ma soffriva la solitudine, essendo l'unica ragazza giovane in quel luogo; insieme a lei ed il padre vivevano solo la sua governante ed un insegnante, che (a causa di un incubo avuto da bambina) la sorvegliavano quasi costantemente. Sarà dopo la morte di una sua coetanea che doveva farle visita che si imbatteranno in Carmilla, una giovane donna come Laura che però non è molto in salute e sua madre, che doveva fare un viaggio urgente, non sapeva a chi affidarla. Si offriranno di ospitarla sotto il loro tetto, ma sarà l'inizio di strani episodi intorno a quel luogo, che lentamente inizieranno a colpire anche la stessa Laura.
Un racconto interessante ed originale, che presenta in chiave particolare il vampirismo attraverso una donna manipolatrice, famelica e molto scaltra, lasciandoci alcuni dubbi fino alla fine, quando sarà il dottor Hesselius a spiegarci alcune cose, attraverso gli studi fatti negli anni.
E ricordandoci dell'epoca in cui fu scritto, lo trovo ancora più incredibile.

Cercherò poi altri racconti scritti da questo autore, perché mi ha incuriosito nonostante tutto.
Se amate i classici non potete perderlo.
Nel dubbio, merita anche solo per leggere Carmilla, mi ha davvero conquistato.

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