Cambiamo genere, dopo "La Figlia di Odino" serve uno stacco e mi butto su "#Lacrime di #Zaffiro", di Zoey Morgan #LacrimeDiZaffiro #ZoeyMorgan #profumodilibri #voglioleggereditutto #semprelibri #leggeresempre #reading #leggere #leggo #libro #libri #library #libreria #book #books #loveread #amorelibri #bookblog #bookblogger #blogger #freepik #viaggiatricepigra
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Divano, #gatto e un #libro... Pomeriggio pigro, senza sole ma molto afoso.... #leggereègioia #leggereovunque #profumodilibri #voglioleggereditutto #semprelibri #leggeresempre #reading #leggere #leggo #libro #libri #library #libreria #instadraw #instabook #book #books #loveread #amorelibri #beauty #viaggiatricepigra
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Oggi sul blog vi parlo di una lettura davvero bella 😍 La Figlia di Odino, il primo di una trilogia che promette una storia stupenda e difficile da dimenticare. #LaFigliaDiOdino #SiriPettersen #multiplayeredizioni @multiplayer_edizioni #profumodilibri #voglioleggereditutto #semprelibri #leggeresempre #reading #leggere #leggo #libro #libri #library #libreria #book #books #loveread #amorelibri #bookblog #bookblogger #blogger #viaggiatricepigra
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La Figlia di Odino, di Siri Pettersen #LaFigliaDiOdino #SiriPettersen #multiplayeredizioni #profumodilibri #voglioleggereditutto #semprelibri #leggeresempre #reading #leggere #leggo #libro #libri #library #libreria #book #books #loveread #amorelibri #bookblog #bookblogger #blogger #viaggiatricepigra
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Opinione: La Figlia Di Odino, di Siri Pettersen
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Il viaggio di Hirka, una ragazzina di quindici anni dai capelli rosso fuoco, inizia quando, morto il padre girovago e guaritore, si ritrova completamente sola al mondo e costretta a fare i conti con la propria identità di "diversa": vive infatti tra persone del tutto simili a lei tranne che per la coda, elemento distintivo di tutta la stirpe di Ym, di cui lei è priva. Hirka conosce i poteri miracolosi di alcune erbe e cura con generosità chiunque le si rivolga. Ma il suo altruismo è ricambiato con distacco, diffidenza e talvolta disprezzo, anche da parte di quelle persone che dovrebbero esserle amiche. A Hirka manca anche altro: non sa evocare e non è in contatto col Dono, un'energia che scorre in tutto ciò che esiste. La ragazzina sa che presto verrà messa alla prova durante una cerimonia iniziatica, il Rito, cui tutti i quindicenni degli undici regni di Ymslanda sono obbligati a partecipare, e ha paura di essere smascherata e punita per questa sua inadeguatezza. Ymslanda è governata dal Consiglio, formato dai rappresentanti delle dodici famiglie più potenti, che ha sede ad Eisvaldr, cittadella piena di torri e cupole scintillanti. Al di sopra di loro ce soltanto il Veggente, un misterioso corvo accudito e riverito come una divinità. Il potere, però, è intessuto di menzogne, rivalità e favoritismi. C'è anche chi, per accrescere il proprio ruolo, fa uso di sortilegi e stregonerie, accusando Hirka, una cosiddetta "figlia di Odino", di aver lasciato che gli Orbi, creature mostruose e letali, invadessero Ymslanda attraverso i cerchi di pietra. In breve tempo, Hirka e Rime, erede ribelle di una delle più importanti famiglie del Consiglio e amico d'infanzia della ragazza, si troveranno a combattere fianco a fianco, ciascuno alla ricerca della propria identità, per sconfiggere gli abusi e svelare i terribili segreti che hanno segnato il destino di entrambi...
° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °
Bello, Bello, BELLO!
Era da non so più quando tempo che non mi capitava tra le mani un libro che mi catturasse tanto e mi portasse a rallentare il mio ritmo nella lettura. Infatti sono stata lunghissima nel leggerlo, ma chiudendolo sono stata felicissima e curiosa in modo assurdo riguardo il prossimo libro (o i prossimi, trattandosi di una trilogia).
E l'ho concluso...poco fa!
Mi trovo a parlarne immediatamente (andrà online tra poche ore infatti, avendo superato la mezzanotte) perché: devo parlarne.
Lo sento ancora dentro la testa che mi tortura, con la sua storia davvero straordinaria.
600 pagine che non pesano nulla, una volta chiuso il volume; tutt'altro, si vorrebbe quasi che continuasse....
La storia parla di Hirka, una giovane donna che vive con il padre, reso da poco storpio da un'incidente, ed entrambi sono curatori molto famosi nel villaggio di Elveroa. Ma la sua vita è molto difficile perchè, rispetto agli altri abitanti di quel mondo, lei non ha la coda e viene costantemente presa in giro ed insultata per qualcosa di cui non è colpevole, avendola persa per un attacco dei lupi.
Forte, indipendente e coraggiosa, non si è mai arresa davanti a niente e nessuno, ma quando compirà quindici inverni la vita la metterà a dura prova per l'avvicinarsi del Rito, che cambierà tutto.
Lei infatti è cieca al Dono, una cosa che accomuna tutti gli abitanti di Ym. Non si è mai posta il problema più di tanto, fino a quando il padre le racconta chi sia in realtà e da dove arrivi, mettendola di fronte ad una verità davvero pericolosa che può costarle la vita se scoperta.
Ma saremo solo all'inizio delle sue peripezie, perchè al villaggio è tornato Rime, un amico di Hirka nonostante la sua stirpe di sangue "nobile" per cui dovrebbe essere superiore agli altri; infatti tutti i suoi predecessori sono stati membri del Consiglio (dodici famiglie importanti che governano il paese, sotto la guida del Veggente) come la nonna di Rime, che vorrebbe lasciargli il suo posto alla sua morte. I due hanno sempre avuto un rapporto speciale, di rivalità e di affetto, cresciuti sfidandosi e giocando, che però inizierà a cambiare quando lui (tornato a "casa" tre inverni dopo il suo Rito) ha deciso di intraprendere una strada potenzialmente molto rischiosa.
La narrazione ha come protagonista Hirka (e non è difficile intuirne i motivi), ma viene anche vista (principalmente) attraverso gli occhi di Rime e di un giovane membro del consiglio, arrivista e arrogante, Urd.
Ci mostreranno entrambi le loro scelte e cosa comportano, attraverso due prospettive molto diverse della vita e dei valori.
Attraverseremo vari regni di Ymslanda, da Foggard, a Manfalla, fino a Ravnhov.
Per ora ci muoveremo solo nella parte centrale della mappa (che ho guardato solo alla fine del libro, tanto i nomi me li sarei scordati e controllare ogni volta mi avrebbe solo stufato), quindi si prospetta interessante il futuro, se si amplierà la conoscenza lungo tutto il regno.
Misteri ed inganni, paura e speranza, azione e calma, si mescolano fin dalla prima pagina, creando un romanzo unico ed un fantasy davvero bello da leggere.
Spero che Multiplayer porti (presto!) gli altri volumi in Italia.
Sono felicissima di averlo potuto leggere grazie a loro e non vedo l'ora di scoprire cosa accadrà ai personaggi, dopo un epilogo che lascia il cuore in gola...
Consigliatissimo!!!
Arrivo di oggi! 😍😍 Grazie a @paolacatozza 😁 (e il suo blog #OnTheBooksRoad) #Misery, di Stephen #King #StephenKing #leggereovunque #profumodilibri #voglioleggereditutto #semprelibri #leggeresempre #reading #leggere #leggo #libro #libri #library #libreria #book #books #loveread #amorelibri #bookblog #bookblogger #blogger #viaggiatricepigra
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Review Party: La Ragazza In Fuga
Jo Blackmore sta per correre all’asilo a prendere sua figlia Elise
quando una donna si avvicina alla macchina e le chiede un passaggio.
Benché sia in lotta da anni con agorafobia e attacchi di panico, Jo
decide di essere gentile. Una scelta che rimpiangerà pochi istanti dopo:
la sconosciuta, infatti, la chiama per nome, dimostra di sapere chi è
suo marito, Max, e ha con sé un guanto che sembra identico a uno di
quelli della piccola Elise, di soli due anni.
Liberatasi della
donna, e in preda all’ansia, Jo corre a prendere Elise e torna a casa,
cercando ripetutamente di contattare il marito, un giornalista
investigativo del Bristol News. Purtroppo il loro matrimonio è in crisi,
anche perché Max considera la moglie instabile e inaffidabile, tanto
che non sembra credere alle sue parole riguardo all’aggressione e alle
minacce della sconosciuta.
Lo sgradevole incontro si trasforma da un
giorno all’altro in un vero incubo e la polizia, i servizi sociali e
perfino il marito voltano le spalle a Jo e iniziano a sospettare di lei.
Nessuno le crede, quando dice che Elise è in pericolo.
In un gioco di inganni in cui niente è come sembra, Jo sa
che le resta un solo modo per proteggere sua figlia: la fuga.
Opinione:
Un libro interessante, anche se a tratti piuttosto prevedibile.
La storia mette angoscia nel lettore, soprattutto all'inizio, facendoci entrare in sintonia con Jo: una madre che ha sofferto molto e che ha dei problemi a rilassarsi, infatti soffre di agorafobia e di attacchi di panico. Ci verranno spiegati i motivi durante la lettura e potremo capirla meglio.
Un giorno qualunque, uscendo da lavoro per andare a prendere la figlia al nido, viene avvicinata da una donna che conosce il suo nome, ma non solo: conosce suo marito Max e minaccia la sua famiglia, in particolare sua figlia, se non riavrà ciò che le è stato rubato.
Sconvolta, si precipita a prendere la bimba per portarla a casa in tutta fretta, lasciando sgomente le maestre e i genitori, che non la conoscono affatto e la vedono come una pazza.
Al sicuro tra le mura domestiche ne parla con il marito. Max è un giornalista investigativo e in passato ha partecipato a indagini sotto copertura, così lei teme che possa aver a che fare con quello, ma il marito smentisce tutto, dicendo di non conoscere questa donna e di non aver fatto nulla di male.
Jo è preoccupata che qualcosa possa succedere alla bambina, ma non viene creduta. Anzi, passa per un' esagerata, lui la considera inaffidabile ed instabile mentalmente, cosa che peggiora il matrimonio, portandola a valutare il divorzio e lasciare la casa.
Nel frattempo strane cose accadono a Jo, che chiede aiuto alla polizia, ma anche in questo caso non viene creduta. Sarà l'intervento dei servizi sociali a far precipitare la situazione, portandola a temere per la vita della figlia e valutare come unica alternativa la fuga, per tenere Elise con sé e non farsela portare via, per colpe non sue.
Una lettura veloce e scorrevole, che porta ad empatizzare con Jo ed entrare in sintonia con lei, con le sue angosce e le sue paure. Andando avanti nella storia ci sentiremo male insieme a lei, perché l'autrice riesce a scrivere in modo da farci provare quelle sensazioni, perché questi fatti potrebbero capitare a chiunque.
Destabilizza il lettore, alternando i capitoli in cui parla lei a quelli in cui parla il marito, insieme ad un'altra figura misteriosa che minaccia la famiglia. Avremo dubbi su Jo, avremo dubbi sul marito,...fino a metà libro non sapremo bene cosa è successo, quindi non sapremo chi avrà ragione raccontando la sua versione dei fatti.
Quando verrà rivelato tutto, la storia continuerà, ma sapremo la verità e cosa aspettarci.
Crolla un po' verso la fine, diventando lento e riesumando il passato della madre di Jo, ma non è una pecca così grossa.
Un bel thriller psicologico, dopo il suo esordio con "Il Confine del Silenzio" e "La Ragazza Senza Ricordi" (cliccando sui titoli si va sulle mie opinioni a riguardo) Taylor si riconferma un'autrice davvero brava ed originale, con storie sempre intriganti che tengono sul filo fino alla fine.
Un libro interessante, anche se a tratti piuttosto prevedibile.
La storia mette angoscia nel lettore, soprattutto all'inizio, facendoci entrare in sintonia con Jo: una madre che ha sofferto molto e che ha dei problemi a rilassarsi, infatti soffre di agorafobia e di attacchi di panico. Ci verranno spiegati i motivi durante la lettura e potremo capirla meglio.
Un giorno qualunque, uscendo da lavoro per andare a prendere la figlia al nido, viene avvicinata da una donna che conosce il suo nome, ma non solo: conosce suo marito Max e minaccia la sua famiglia, in particolare sua figlia, se non riavrà ciò che le è stato rubato.
Sconvolta, si precipita a prendere la bimba per portarla a casa in tutta fretta, lasciando sgomente le maestre e i genitori, che non la conoscono affatto e la vedono come una pazza.
Al sicuro tra le mura domestiche ne parla con il marito. Max è un giornalista investigativo e in passato ha partecipato a indagini sotto copertura, così lei teme che possa aver a che fare con quello, ma il marito smentisce tutto, dicendo di non conoscere questa donna e di non aver fatto nulla di male.
Jo è preoccupata che qualcosa possa succedere alla bambina, ma non viene creduta. Anzi, passa per un' esagerata, lui la considera inaffidabile ed instabile mentalmente, cosa che peggiora il matrimonio, portandola a valutare il divorzio e lasciare la casa.
Nel frattempo strane cose accadono a Jo, che chiede aiuto alla polizia, ma anche in questo caso non viene creduta. Sarà l'intervento dei servizi sociali a far precipitare la situazione, portandola a temere per la vita della figlia e valutare come unica alternativa la fuga, per tenere Elise con sé e non farsela portare via, per colpe non sue.
Una lettura veloce e scorrevole, che porta ad empatizzare con Jo ed entrare in sintonia con lei, con le sue angosce e le sue paure. Andando avanti nella storia ci sentiremo male insieme a lei, perché l'autrice riesce a scrivere in modo da farci provare quelle sensazioni, perché questi fatti potrebbero capitare a chiunque.
Destabilizza il lettore, alternando i capitoli in cui parla lei a quelli in cui parla il marito, insieme ad un'altra figura misteriosa che minaccia la famiglia. Avremo dubbi su Jo, avremo dubbi sul marito,...fino a metà libro non sapremo bene cosa è successo, quindi non sapremo chi avrà ragione raccontando la sua versione dei fatti.
Quando verrà rivelato tutto, la storia continuerà, ma sapremo la verità e cosa aspettarci.
Crolla un po' verso la fine, diventando lento e riesumando il passato della madre di Jo, ma non è una pecca così grossa.
Un bel thriller psicologico, dopo il suo esordio con "Il Confine del Silenzio" e "La Ragazza Senza Ricordi" (cliccando sui titoli si va sulle mie opinioni a riguardo) Taylor si riconferma un'autrice davvero brava ed originale, con storie sempre intriganti che tengono sul filo fino alla fine.
Ecco tutti gli altri blog che partecipano a questo Review Party:
- Il Colore dei Libri, ore 9:00
- Viaggiatrice Pigra, ore 10:00
- Peccati di Penna, ore 11:00
- Bookspedia, ore 12:00
- Sogno tra i libri, ore 14:00
- Everpop, ore 15:00
Dopo #IlConfineDelSilenzio e #LaRagazzaSenzaRicordi, C.L.#Taylor torna con un altro bel #thriller psicologico che terrà il lettore incollato alle pagine 😉 Più tardi la mia opinione sul blog, ma: non sarò la sola a dire qualcosa riguardo oggi! 😄😁 Preparatevi ad un bel #ReviewParty (dalle 9) 😎 #LaRagazzaInFuga #CLTaylor #thrillerpsicologico #TheEscape #leggereovunque #profumodilibri #voglioleggereditutto #semprelibri #leggeresempre #reading #leggere #leggo #libro #libri #library #libreria #book #books #loveread #amorelibri #bookblog #bookblogger #blogger #viaggiatricepigra
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Così tanti libri da leggere e così poco tempo... 😢😭 #leggereègioia #leggereovunque #profumodilibri #voglioleggereditutto #semprelibri #leggeresempre #reading #leggere #leggo #libro #libri #library #libreria #instadraw #instabook #book #books #loveread #amorelibri #beauty #viaggiatricepigra
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Release Party: Eleinda - Una Leggenda Dal Futuro
Oggi esce una nuova ristampa del primo volume di "Eleinda - Una Leggenda dal Futuro", serie urban fantasy/paranormal romance/sci-fi di Valentina Bellettini, con parti inedite!
Per festeggiare l'uscita, l'autrice ha realizzato questo Release Party,
dove ben 41 fantastici blog hanno deciso di partecipare!
Autrice: Valentina Bellettini
Editore: Self-Publishing
Genere: Urban Fantasy/Paranormal Romance/Sci-fi
Data di pubblicazione:
prima edizione 2014 - nuova edizione 5 Luglio 2017
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: 230
ISBN: 978-1545285022
Prezzo: € 12,70 cartaceo / € 2,99 ebook
prima edizione 2014 - nuova edizione 5 Luglio 2017
Formato: cartaceo ed ebook
Pagine: 230
ISBN: 978-1545285022
Prezzo: € 12,70 cartaceo / € 2,99 ebook
"Noi siamo l'uno nell'altra..."
Sinossi:
Eleonora Giusti è sempre stata una ragazza sola fino al giorno in cui un drago geneticamente modificato è piombato nella sua vita.
A lui basta guardarla per condurla in una dimensione parallela in cui entrambi percepiscono reciprocamente i pensieri più intimi; le basta sfiorarla perché la pelle della ragazza assuma lo stesso colore della sua.
Ma è un'invasione che fa sentire Eleonora come mai si era sentita prima: capita, speciale.
Amata.
Non le importa se il drago è stato creato in un laboratorio della European Technology o se si tratta di un esperimento segreto il cui vero obiettivo ancora le sfugge.
Lei vuole proteggerlo, proprio come ha fatto il drago quando sono fuggiti dalla sede della E.T. a Milano.
Vuole stare con lui, perché da quando lo ha incontrato, la sua vita ha finalmente trovato un senso.
Vuole amarlo, perché superati i vent'anni non credeva più all'esistenza di un sentimento così puro e incondizionato.
È disposta a viaggiare per ogni continente, inseguire leggende, fuggire da una realtà opprimente, vivere sogni e incubi sulla sua pelle in nome di questa passione travolgente, a dispetto di ogni logica razionale.
Ma non ha fatto i conti con il dottor Brandi: il creatore del drago è deciso a riprenderselo con ogni mezzo pur di portare a compimento i suoi eccentrici piani.
Né uomini né draghi sono al sicuro.
Altri volumi della serie:

Alcune opinioni:
Ma è un'invasione che fa sentire Eleonora come mai si era sentita prima: capita, speciale.
Amata.
Non le importa se il drago è stato creato in un laboratorio della European Technology o se si tratta di un esperimento segreto il cui vero obiettivo ancora le sfugge.
Lei vuole proteggerlo, proprio come ha fatto il drago quando sono fuggiti dalla sede della E.T. a Milano.
Vuole stare con lui, perché da quando lo ha incontrato, la sua vita ha finalmente trovato un senso.
Vuole amarlo, perché superati i vent'anni non credeva più all'esistenza di un sentimento così puro e incondizionato.
È disposta a viaggiare per ogni continente, inseguire leggende, fuggire da una realtà opprimente, vivere sogni e incubi sulla sua pelle in nome di questa passione travolgente, a dispetto di ogni logica razionale.
Ma non ha fatto i conti con il dottor Brandi: il creatore del drago è deciso a riprenderselo con ogni mezzo pur di portare a compimento i suoi eccentrici piani.
Né uomini né draghi sono al sicuro.
Altri volumi della serie:

Alcune opinioni:
"Perfetto connubio tra fantasy classico e fantascienza, Eleinda fonde favola e modernità, avventura e impegno sociale, mito e realtà, lasciando correre la nostra immaginazione su un doppio binario."
Il flauto di Pan
"Eleinda sembra voler raccontare del delirio di onnipotenza umano, dell'avanzamento scientifico senza freni, senza scrupoli, senza valori. In verità, Eleinda parla della solitudine."
Le mele del silenzio
"Trama avvincente. Ottimi spunti di riflessione. Personaggi adorabili."
TrueFantasy
"Il doppio fil rouge che lega i protagonisti del libro, con la loro approfondita introspezione, assieme all’interessante messaggio etico rimane il punto di forza ed il maggior pregio di questo libro."
Isola Illyon
"Addentrarsi in questo futuro prossimo, zeppo di fantasia e avventuroso è stato straordinario. Tante sono le emozioni che arrivano al lettore durante la lettura: la rendono più vera e umana."
Un buon libro non finisce mai
"L’atmosfera tra Indaco e Eleonora è... come dire... patinata, velata da quell’atmosfera privata e intima […] non fa altro che amplificare il forte legame che li unisce.”
Pagine a Merenda
“Consiglio la saga di Eleinda agli appassionati di fantasy, sia adolescenti che non, e a coloro che amano i mondi paralleli, i draghi, un pizzico di fantascienza e le creature meravigliose.
A chi ama lasciarsi travolgere dalla fantasia dirompente di una giovane scrittrice.”
Rivista Fralerighe
Estratto
L’ultimo tac e con entrambe le mani sollevò delicatamente il coperchio. Una nebbia densa, blu come la notte e che sapeva di zolfo, le avvolse il viso; la spazzò via facendosi aria con la mano. Poco alla volta, fu in grado di vedere e riconoscere i contorni del soggetto. In mezzo allo sfondo scuro della scatola, c’era un colore che brillava riflettendo la luce esterna: un pelo, un piumaggio, non seppe identificare subito cosa fosse, ma splendeva come un gioiello ed era di un azzurro violaceo, lo stesso colore che appare nell’arcobaleno quando il cielo è terso di nuvole; era di colore indaco.
Il cucciolo era sdraiato in posizione fetale e non accennava un minimo movimento; Eleonora era ugualmente immobile.
Davide, invece, era andato a sistemarsi, lavarsi i denti, profumarsi, e a truccarsi occhi e sopracciglia.
Lui era frenetico mentre la ragazza fissava la creatura.
Tanto tempo e ancora non aveva capito cosa fosse. Stava raggomitolato come una pallina: “Un gatto? No, direi proprio di no”, pensò. Lì vicino c’erano delle scorie, frammenti di un uovo che si era schiuso al momento della nascita. Per capirne di più, la ragazza allungò un dito per toccare lievemente il cucciolo: era umido nonostante il
calore dell’incubatrice, e la sua pelle era dura e compatta, ma cedeva a tratti, squamosa. “Un pesce? Impossibile”, pensò. D’altronde non c’era acqua.
Si decise ad accarezzarlo con tutta la mano, e fu allora che il piccolo accennò un pigro risveglio: alzandosi, rivelò il collo lungo che fino a poco prima cingeva il resto del corpo, poi voltò la testolina verso di lei lasciando scoprire una lunga coda che terminava nella punta con la forma di un cuore.
A un tratto lui ricambiò lo sguardo e la fissò, come se la stesse studiando. Poi, i suoi occhi acquistarono una strana sicurezza.
Sei tu.
E di colpo, tutto cambiò.
Fu come se il cuore le fosse uscito prepotentemente dal petto; era come se quel blu magnetico avesse attirato l’anima della ragazza, ora sospesa a galleggiare tra i loro due corpi.
Gli occhi blu della creatura erano di un’espressività tale da sciogliere ogni curiosità, ogni dubbio, ogni rifiuto; erano affascinanti come nient’altro al mondo perché al suo confronto, i laghi erano aridi scavi, e le azzurrite dei sassi opachi. Guardandoli, sembrava come perdere il senso del tempo e dello spazio, si dimenticavano i come, i quando e i perché, e allo stesso tempo si apriva uno spazio infinito, oltre il corpo e l’esistenza stessa, come se ci fosse un intero mondo oltre quegli occhi; una dimensione infinita di onniscienza. Ogni emozione o sentimento si dissolveva perché non c’era mai stata un’estasi tale come in quell’istante. Ogni certezza svaniva perché non c’era mai stata cosa più consapevole dell’intensità di quegli occhi.
Stava vivendo? Stava sognando? Non ricordava d’essersi mai sentita così, probabilmente era un’emozione nata nell'esatto istante in cui era comparsa quella creatura nell’universo.
Si guardavano dolcemente, e un po’ alla volta, le pagliuzze verdi degli occhi della ragazza si mescolavano agli occhi blu del cucciolo, come se un pittore stesse prelevando da una semplice tavolozza per intingere un’opera d’arte già ricca e maestosa; il pittore aveva unito i due esseri con un legame invisibile ma percepibile a entrambi.
Noi siamo l’uno nell’altra.
© Valentina Bellettini
L'autrice:
Valentina Bellettini è in eterno bilico tra sogno a occhi aperti e razionalità, caratteristica che si ripercuote in tutte le sue opere.
Ama la vita, per lei mai noiosa e ordinaria, e lavora nei mercati in piazza dove cattura temi politici e sociali. Attenta ascoltatrice, spesso intreccia legami empatici con i suoi animali.
E’ sposata e gestisce il blog Universi Incantati.
Gli altri volumi della serie:
Link Utili:
Blog Universi IncantatiPagina Facebook della Serie
Google+
Youtube
Goodreads
Siete in cerca di notizie esclusive?
Allora entra nella W.I.O.H.!
In questo gruppo segreto, ogni tanto appare la protagonista della serie.
Eleonora Giusti scrive articoli provocatori e risponde alle vostre domande!
Opinione: La casa dalle radici insanguinate, di Roberto Ciardiello
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Cupo, Mago, Skizzo.
Tre figure in agguato nell’oscurità, tre predatori in mezzo agli alberi, un unico obiettivo: svuotare la cassaforte di Villa Marchetti, residenza di facoltosi gioiellieri romani.
Il piano: sorprendere la coppia di ritorno dal lavoro, entrare in casa, arraffare il possibile e filare verso una nuova vita, lontano dalla periferia degradata della città.
Un gioco da ragazzi, come armare il cane di una pistola dalla matricola abrasa. Cupo, Mago e Skizzo questo credevano.
Finché non hanno aperto la porta sbagliata.
° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °
Sono combattuta, lo ammetto.
La storia ha faticato a coinvolgermi, ma ha del potenziale horror/splatter, infatti a molti, ho letto, che è piaciuta molto.
La trama alterna diversi punti di vista, ma facendo ciò spesso ripete alcuni passaggi non aggiungendo nulla alla storia però. Risulta solo pesante rileggere la stessa cosa due volte di seguito.
Per il primo quarto del libro ho faticato molto a leggere, perché i personaggi vengono "buttati" nella mischia, senza un senso logico.
Troviamo Cupo, un trent'enne che non ha altro di meglio da fare che programmare una rapina in una villa, coinvolgendo i proprietari molto ricchi. Entriamo nella sua testa per poco tempo e in quel flash vediamo il mondo coi suoi occhi e tramite i suoi pensieri, molto caotici e violenti.
Faremo scatti anche nella mente di Mago e dei Marchetti, mentre per Skizzo dovremo aspettare un po' ancora.
L'intro è stupendo: butta il lettore nel pieno di qualcosa di oscuro e spaventoso, che lo incolla alle pagine e gli fa desiderare di sapere di più: Skizzo è chiuso in bagno ma fuori c'è qualcosa/qualcuno di molto pericoloso, stuzzicando il lettore e la sua curiosità a riguardo.
Poi, però, il tutto si perde...
La storia continua in maniera, come ho detto prima, molto caotica, senza una sequenza temporale lineare: passato e presente si mescolano, rallentando la lettura. Scopriremo cosa vogliono fare i protagonisti e vedremo la storia anche attraverso le vittime, ma ci vorrà parecchio prima di capire effettivamente cosa stia succedendo e unire i puntini, avendo la storia abbastanza chiara in mente.
Solo verso metà del romanzo avremo un enorme flashback che ci spiegherà cosa si nasconde in quella casa. Da quel punto la storia di fa più lineare, anche se con qualche dubbio riguardo alcuni punti.
La trama non è malaccio, ma per il modo in cui è stata scritta (a mio parere) può annoiare e rallentare molto.
Ci si perde a cercare di capire chi parla, quando e dove. Con uno stile più scorrevole, mi avrebbe di sicuro catturato di più.
Il finale, purtroppo, non l'ho ben capito.
Stando alla spiegazione del mistero della casa (circa a metà del volume), non ha alcun nesso con quello che si intuirà alla fine del libro...quindi sono rimasta confusa da questo.
Tirando le somme, visto a quanti è piaciuto, non mi sento di sconsigliarlo.
Resta uno splatter non malaccio, ci sono molte scene cruente e ben descritte.
Se vi ispira e vi piace quel genere, provate a dargli una possibilità, magari non vi risulterà così difficile da leggere come per me.
Lo avevo mostrato solo nella "storia" su IG, ma ora ne ho fatto una foto perché volevo mostrarvelo 😊 Appena uscito è stato mio 😄 Un libro stupendo, che consiglio tantissimo a chiunque (come la serie televisiva) Fateci un pensiero 😉 Il #racconto Dell'#Ancella, di Margaret #Atwood #IlRaccontoDellAncella #MargaretAtwood #thriller #distopico #leggereovunque #profumodilibri #voglioleggereditutto #semprelibri #leggeresempre #reading #leggere #leggo #libro #libri #library #libreria #book #books #loveread #amorelibri #bookblog #bookblogger #blogger #viaggiatricepigra
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Blogtour - Il Regno Della Terra (Le Cronistorie Degli Elementi 4) - Estratto

Titolo: Il Regno Della Terra
Autrice: Laura Rocca
Prezzo: E-book 3.99€
Disponibile anche per gli iscritti al programma Kindle Unlimited.
Cartaceo: prossimamente.
Saga: Le Cronistorie degli Elementi
Libro primo: “Il mondo che non vedi“
Libro secondo: “Il Regno dell’aria“
Libro terzo: “Il Regno del fuoco“
Spin-off: “Aidan“
(Cliccando sui titoli si va su Amazon)
Le mie recensioni:
“Il mondo che non vedi“, “Il Regno dell’Aria”, “Il Regno del fuoco” e “Aidan“.
«Azione e volontà sono strettamente collegate:
discerni sempre ciò che vuoi, la via per la meta troverà te.»
Trama
È difficile fingere di non provare niente per qualcuno che ami disperatamente, ma è ancora più complesso manifestare un amore che non esiste. Celine sarà costretta a fare entrambe le cose. Il Prescelto si è risvegliato e la Regina è attraversata da sensazioni contrastanti: vorrebbe stare con Aidan, ma il senso di colpa la divora. Tamnais è buono, gentile e la ama, mentre lei dissimula e cerca un modo per svincolarsi dal loro legame.
La forzata segretezza su ciò che sente davvero la obbliga a mentire a tutti, ammantando ogni suo rapporto di finzione, costringendola ad allontanarsi da tutti gli affetti, lasciandola sola.
La speranza di trovare qualche indizio sul dono che lega lei e Aidan le dà la forza di prepararsi alla spedizione nel Regno della Terra. Nuovi problemi preoccupano Celine. Bethia, la figlia dei Sovrintendenti, afflitta da mesi da una strana malattia che l’ha resa un vegetale, si rianima improvvisamente rivelando qualcosa che sconvolge tutti.
La Regina è costretta a prendere decisioni difficili che minano qualsiasi certezza abbia mai avuto, persino l’unica sulla quale avrebbe scommesso: l’amore che Aidan nutre per lei.
Mentre Aidan è lontano, in giro per le Divisioni del Regno, alla ricerca delle informazioni di cui necessitano, Celine si pone nuove domande e si accorge che i suoi poteri si indeboliscono giorno dopo giorno, lasciandola sfiancata e incapace di avere il minimo contatto con gli Spiriti.
Solo il coraggio di usare la forza interiore che l’ha sempre animata potrà condurla di nuovo alla vittoria. Riuscirà Celine a trovare il coraggio necessario, nonostante creda di aver perso tutto, anche la persona che per lei conta di più al mondo?
Prologo
Lunedì 23 aprile
Celine si
svegliò di soprassalto. Non rammentava cosa avesse sognato, ma era certa
non fosse nulla di piacevole visto che si sentiva più stanca di quando
era andata a coricarsi.
Si avvicinò alla finestra della sua
stanza e scostò le tende: stava albeggiando. Era ancora molto presto e,
se lo avesse voluto, avrebbe potuto rimettersi sotto le coperte e
dormire ancora qualche ora, ma sapeva che il sonno non sarebbe
sopraggiunto. Ormai tutto era diventato difficile, troppo difficile.
Sorridere era una fatica, alzarsi era uno sforzo, chiacchierare era una
pena, e persino dormire. Quando andava a letto i pensieri la assalivano
come uno sciame di api impazzite e non le davano tregua, alla fine
cedeva al sonno stremata; quando si alzava, si rendeva conto che la
mattina era più stanca della sera precedente.
Erano trascorse
quasi due settimane dal giorno in cui Tamnais si era risvegliato. Il suo
aspetto, in confronto a quando lo avevano salvato, era ormai normale:
la magrezza spaventosa era scomparsa e, anche caratterialmente, sembrava
più sereno. Avevano rimandato la partenza per il Regno della Terra. I
membri del Consiglio non avevano voluto si mettessero subito in viaggio:
prima avevano preteso di accertarsi che le condizioni di salute di
Tamnais fossero migliorate e che lui fosse pronto ad affrontare il
pericolo. Nonostante le proteste di Morwenna – sua nonna lo aveva preso
sotto la sua ala con enfasi – era stato messo quasi subito sotto torchio
dai maestri affinché fosse allenato al combattimento. Com’era stato
anche per lei, Tamnais mostrava un’ottima predisposizione e i suoi
poteri si piegavano molto volentieri al suo comando.
Celine
spendeva tutte le giornate ad assistere ai suoi allenamenti, lo
incoraggiava e si complimentava per i suoi rapidi progressi. Le sue
energie erano tutte impiegate nella farsa che teneva in piedi per il
mondo intero, l’unica eccezione era Aidan, il solo che sapesse la verità
e l’unico con cui non parlava. Le occasioni per incontrarlo, da quando
era presente Tamnais, erano pari a zero. Lei era sempre impegnata e,
anche se fosse riuscita a liberarsi, Aidan comunque non l’avrebbe più
raggiunta nella sua stanza di notte, né tantomeno lei sarebbe potuta
andare a fargli visita. Nonostante il loro amore fosse sopravvissuto
all’arrivo del Prescelto, al momento era come se fosse stato messo da
parte.
Celine si sentiva come se la sua vita avesse nuovamente
subito uno scossone spaventoso, più precisamente aveva la sensazione che
fosse in pausa. Quando i Custodi l’avevano trovata, nonostante la paura
per tutto ciò che di sconosciuto l’aspettava, c’era l’entusiasmo per la
sua nuova vita. Invece i nuovi eventi avevano messo da parte tutto ciò
che la rendeva felice.
L’amicizia con Buonia si era raffreddata,
le era stato chiaro sin da subito. Non poterle dire la verità la
escludeva dai suoi tormenti e contemporaneamente l’allontanava da lei.
Era stato evidente che Buonia fosse agghiacciata dal suo amore
totalitario per Tamnais e dalla sua falsa indifferenza nei confronti di
Aidan. Sospettava che l’amica non fosse più del tutto naturale con lei.
D’altra parte nemmeno lei lo era: dovendole mentire erigeva dei muri e
tutto quello che c’era di magico nel suo rapporto con Buonia appariva
congelato, come un ricordo indistinto.
Gli altri la trattavano
come sempre, ma sapeva che Mavi quasi certamente ce l’aveva a morte con
lei, e coloro che erano a conoscenza del loro amore si domandavano come
stesse lui. Non ne faceva loro una colpa, a volte si odiava da sola. Si
detestava quando baciava Tamnais, mentre gli teneva la mano e gli
sorrideva, quando gli parlava e persino quando ci pensava. Pensare a lui
la faceva stare male. Il fatto che lui fosse
piombato nella sua esistenza stravolgendola non era l’unico motivo, c’era di peggio: il senso di colpa.
Voleva
bene a Tamnais, lui era adorabile e la trattava con una gentilezza e
una devozione che la facevano sentire un essere abietto per il modo in
cui lo prendeva in giro. Si era spesso domandata se non sarebbe stato
più corretto dirgli la verità, ma la risposta era sempre stata la
stessa: non poteva. Se lo avesse fatto, avrebbe messo in pericolo troppe
persone, e non era possibile prevedere la reazione di Tamnais, non lo
conosceva da tempo sufficiente per essere in grado di immaginare come si
sarebbe comportato. Non avrebbe mai lasciato che qualcuno facesse del
male ad Aidan, ma al contempo non poteva nemmeno permettere che tutto il
popolo perdesse la fiducia nei Prescelti e che il suo mondo fosse
distrutto.
Il suo sguardo si spostò sul cielo che si stava
rischiarando, le rammentò immediatamente quegli occhi che amava più di
qualsiasi altra cosa al mondo. Una lacrima le scivolò lungo la guancia e
poggiò il viso sul vetro freddo, quasi potesse darle conforto. Quel
gesto le ricordò il medesimo che aveva compiuto il mattino in cui era
cambiato tutto, quando viveva ancora a Venezia con la madre di Matteo e
dalla finestra ammirava le strade sottostanti.
Allora si sentiva
sola perché nessuno sembrava volere avere a che fare con lei, quando
era ancora ignara dei veri motivi si era sentita schiacciata
dall’indifferenza di tutti coloro che la circondavano. Poi aveva
scoperto di aver proiettato uno scudo per tenere lontane le persone, per
proteggersi dall’occhio indiscreto degli umani che avrebbero potuto
rendersi conto di quanto era diversa, ma soprattutto per nascondersi da
Fàs, anche se allora nemmeno ne conosceva l’esistenza. Trovando i
Custodi la sua vita era cambiata: aveva finalmente assaporato la gioia
di avere degli amici, di conoscere qualcuno che l'apprezzava, di
sentirsi circondata d’amore. Nonostante tutte le prove che aveva
affrontato e le difficoltà che l’avevano spesso oppressa era sempre
stata grata di quel cambio di vita: non era più sola.
Mai
avrebbe immaginato di sentirsi nuovamente come quando era
un’insignificante umana. Non avrebbe mai creduto che si sarebbe
ritrovata nuovamente così alienata. La cosa aveva dell’incredibile, se
lo avesse detto a qualcuno l’avrebbero presa per pazza o per una con
manie di protagonismo. Era la Regina di un popolo, una delle persone per
cui si aveva più considerazione, circondata da gente che avrebbe
eseguito ogni suo ordine, eppure si sentiva incredibilmente sola,
isolata come non lo era mai stata.
Era un tipo di solitudine
completamente diverso rispetto a quello di cui era stata vittima durante
gli anni di crescita. Era alienante sentirsi in quel modo, sapere che
tutte le persone che la circondavano non potevano capirla, ascoltarla,
consigliarla e starle davvero accanto. Era quasi come se tutti i suoi
affetti più cari fossero inariditi. Sapeva bene che Caswyn, suo zio,
l’amava come due settimane prima, era lo stesso per lei, ma non poteva
più essere sincera con lui, come con tutti gli altri. Quella condizione
ricopriva tutti i suoi rapporti di una patina di finzione. Parlava,
rideva, ascoltava, ma era come se non facesse nessuna di quelle cose.
Non
parlava più con Aidan da quella sera lungo le sponde del lago e, da
allora, non lo aveva quasi più rivisto. Era in assoluto il periodo più
lungo che aveva passato senza nemmeno dirgli una parola. Le mancava in
modo lacerante ed era in pena per lui. Non poter sapere come stesse,
cosa provasse. Non poterlo toccare, baciare, sentire il suo odore: la
sensazione di vuoto che ne derivava era desolante. Aveva fatto una
promessa: avrebbe rispettato la presenza di Tamnais e prestato
attenzione affinché nessuno scoprisse cosa provava davvero: lo doveva
alla sua gente, a chi era morto, e avrebbe continuato a farlo, per lei.
Quando era sola con se stessa, però, non poteva mentire alla sua anima.
Aidan,
come si era aspettata, era ligio e rispettava la presenza di Tamnais,
si faceva vedere a palazzo solo se strettamente obbligato. Le riunioni
con il Consiglio, giacché non vertevano sulla spedizione, erano
riservate solo ai quattro membri, a lei e a Tamnais. Ne avevano fatta
una brevissima per decidere a quale data rimandare la partenza,
considerato l’arrivo di Tamnais, e in quell’occasione Aidan aveva
presenziato. Aveva provato a parlargli usando il loro dono, ma Tamnais
aveva richiamato la sua attenzione e Aidan non aveva risposto. Si erano
solo scambiati uno sguardo e in quegli occhi Celine aveva letto tutto il
suo dolore. Aveva occhiaie profonde e avrebbe voluto chiedergli se gli
incubi sulla morte dei suoi genitori lo tormentassero ancora. Ma non
poteva. Si era imposta di stargli lontano.
Qualcuno bussò alla porta.
«Avanti», disse Celine.
Era Tamnais e Celine si stampò in faccia un sorriso luminoso.
«Ciao,
volevo darti il buongiorno, con tutte queste lezioni possiamo passare
insieme poco tempo ultimamente», si fece avanti lui, abbracciandola.
Celine, le braccia che le sembravano lastre di piombo, lo strinse a sua volta dandogli un bacio leggero
«Non
preoccuparti, passo tutto il tempo a guardarti, sono lì con te. Voglio
che tu sia preparato per ciò che affronteremo, è giusto che spenda tanto
tempo con i Maestri», lo rassicurò.
«Andiamo a fare colazione insieme?», propose lui.
«Certo», acconsentì lei, infilando la mano in quella che lui le porgeva.
Un’altra
giornata di finzione era iniziata, ormai aveva perso il conto dei
sorrisi falsi che faceva, dei gesti finti che compiva, delle parole
vuote che pronunciava. All’inizio si tormentava contandole una a una,
pensando a quanto le mancasse Aidan, sentendosi un verme per come
prendeva in giro Tamnais e tutti coloro che l’amavano.
Poi aveva smesso.
Stava già sufficientemente male. Non voleva più concentrarsi su ogni maledetto gesto che era obbligata a compiere.
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