Un grande NI. Originale, ben scritto, piuttosto scorrevole,...eppure dispersivo nelle tematiche. Dopo metà libro in particolar modo la storia amplia i temi trattati, mettendo "troppa carne al fuoco". . . "Ci sono così tante cose in ballo che appiattiscono la narrazione, rendendola più un thriller psicologico con dei tratti distopici. Niente di così forte da sconvolgere il lettore, anche se il potenziale c'era." Ve ne parlo sul Blog 😉 . Qualcuno lo ha già letto e gli è piaciuto? Oppure si è trovato confuso? . #PerUltimoIlCuore #MargaretAtwood #PonteDelleGrazie #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Per Ultimo Il Cuore, di Margaret Atwood

 
In un Nord America messo in ginocchio da una disastrosa crisi economica e dal dilagare della criminalità, Stan e Charmaine, una giovane coppia innamorata, cedono alla falsa lusinga della normalità e della sicurezza promesse da un avvenente progetto, in cambio della rinuncia a qualche "piccola" libertà personale. Finiscono in una città troppo bella per essere vera, dove tutti hanno una casa e stanno bene, ma il prezzo è lavorare per un losco personaggio a capo della comunità, facendo cose orribili: per esempio praticare iniezioni letali ai condannati a morte o lavorare in una sorta di mercato del sesso. Si ritrovano così a fare il male per libera scelta ma contro la loro volontà. Questa situazione conflittuale li trascinerà in un surreale complotto che darà lo spunto per interrogarsi su cosa significhi amare - in un futuro dove non solo il sesso ma anche l'amore è mercificato – e scegliere.
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Temo fortemente di essermi fatta condizionare dagli altri libri letti della Atwood, perché immaginavo una storia molto più mirata verso un elemento distopico probabile.
In effetti inizialmente è così, ma poi purtroppo la storia si disperde e l'ho trovato un grande peccato.
 
I protagonisti di questo romanzo sono Stan e Charmaine, una coppia sposata che si è ritrovata in pochissimo tempo per colpa della crisi economica a dover vivere nella propria auto, sempre attenti ed in movimento per sfuggire ai criminali che potrebbero volergliela portare via, insieme a tutti i loro beni. Solo Charmaine ha un piccolo lavoretto in un bar, ma asseconda i voleri del marito evitando di fare turni serali o altro, nonostante ciò sfrutterebbe loro più soldi e una maggiore possibilità di vivere al limite del tollerabile.
 
La loro situazione sembra cambiare quando decidono di entrare a far parte di un progetto, una specie di città modello potenziale che potrebbe rivoluzionare tutta l'economia e spazzare via la criminalità.
Infatti dentro le mura che circondano le varie abitazioni, c'è anche un carcere, dove ciascuno di loro dovrà andare a stare a mesi alterni. Ciò per non far sentire nessuno superiore agli altri.
O così dicono almeno.
Dopo aver firmato il contratto non si può più tornare indietro. Da quella città non si esce vivi.
Ma a Stan e Charmaine non importa, sono così felici di poter riavere una casa tutta per loro, del cibo vero, vestiti, un bagno,...
 
Seguiremo la loro vita a frammenti, poiché passeranno mesi da quel giorno in cui firmarono a quello in cui il romanzo continua, raccontandoci meglio in cosa consiste la loro vita ed i loro compiti.
La narrazione andrà spesso a "saltelli" avanti nel tempo. Non molto fastidiosa, però dispersiva, soprattutto quando inseriscono altri elementi che metteranno la "nostra" coppia in difficoltà, facendoci capire sempre di più quanto basti poco per rimanere incastrati ed obbligati a fare qualcosa contro la propria volontà.
 
Ci sono parecchi elementi distopici, alcuni inseriti solo dopo metà romanzo e chiariti verso la fine, che sono inquietanti ma originali, e soprattutto possibili, vista la morale di parecchia gente.
Nel caos generale perdono un po' la loro efficacia. Ci sono così tante cose in ballo che appiattiscono la narrazione, rendendola più un thriller psicologico con dei tratti distopici.
Niente di così forte da sconvolgere il lettore, anche se il potenziale c'era.
 
Purtroppo un NI, perché la Atwood scrive davvero bene e anche in questo caso ha scritto un romanzo originale. I lati negativi ve li ho descritti sopra.
Lo sconsiglierei per chi tenta un primo approccio con questa scrittrice.
Altrimenti, se vi incuriosisce, fateci un pensiero, magari vi potrà piacere davvero molto.


È uscito oggi e (grazie a @corbaccioeditore) stasera lo inizio! Mi incuriosisce e spero si riveli una bella lettura, ne avrei bisogno 😉 . Vi ispira? 😊 #LaPrigioniera #DebraJoImmergut #Corbaccio #corbaccioeditore #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Ve ne parlo un poco sul Blog. Nonostante si sappia la fine, c'è da scoprire cosa accadde durante il tragitto, negli anni in cui Chris vagò per l'America, da solo, senza soldi e con uno zaino. . "Personalmente adoro lo stile di Krakauer, che ripercorre in un'attenta analisi giornalistica, mescolando lo stile con la narrazione, alcuni fatti davvero accaduti. In questo caso gli ultimi anni di vita di Chris McCandless che, dopo aver finito gli studi, "scappa" di casa e fa perdere le sue tracce, muovendosi per l'America per due lunghi anni, trovando però la morte in Alaska. Pagina dopo pagina, muovendoci fra prima e dopo la morte di Chris, scopriremo chi era questo ragazzo, come questa decisione ha distrutto la sua famiglia e portato tristezza in molte vite che si sono scontrate con la sua durante gli anni...." . #NelleTerreEstreme #JohnKrakauer #Krakauer #storiavera #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Opinione: Nelle Terre Estreme, di Jon Krakauer

 
Nell'aprile del 1992 Chris McCandless si incamminò da solo negli immensi spazi selvaggi dell'Alaska. Due anni prima, terminati gli studi, aveva abbandonato tutti i suoi averi e donato i suoi risparmi in beneficenza: voleva lasciare la civiltà per immergersi nella natura. Non adeguatamente equipaggiato, senza alcuna preparazione alle condizioni estreme che avrebbe incontrato, venne ritrovato morto da un cacciatore, quattro mesi dopo la sua partenza per le terre a nord del Monte McKinley. Accanto al cadavere fu rinvenuto un diario che Chris aveva inaugurato al suo arrivo in Alaska e che ha permesso di ricostruire le sue ultime settimane. Jon Krakauer si imbattè quasi per caso in questa vicenda, rimanendone quasi ossessionato, e scrisse un lungo articolo sulla rivista "Outside" che suscitò enorme interesse. In seguito, con l'aiuto della famiglia di Chris, si è dedicato alla ricostruzione del lungo viaggio del ragazzo: due anni attraverso l'America all'inseguimento di un sogno. Questo libro, in cui Krakauer cerca di capire cosa può aver spinto Chris a ricercare uno stato di purezza assoluta a contatto con una natura incontaminata, è il risultato di tre anni di ricerche.

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Personalmente adoro lo stile di Krakauer, che ripercorre in un'attenta analisi giornalistica, mescolando lo stile con la narrazione, alcuni fatti davvero accaduti. In questo caso gli ultimi anni di vita di Chris McCandless che, dopo aver finito gli studi, "scappa" di casa e fa perdere le sue tracce, muovendosi per l'America per due lunghi anni, trovando però la morte in Alaska.
Pagina dopo pagina, muovendoci fra prima e dopo la morte di Chris, scopriremo chi era questo ragazzo, come questa decisione ha distrutto la sua famiglia e portato tristezza in molte vite che si sono scontrate con la sua durante gli anni.

Tanti hanno detto che era stato uno stupido, uno sciocco ragazzino, a voler andare in Alaska senza la giusta attrezzatura. Quasi "se l'è meritata" la fine che ha fatto. Sicuramente avrebbe dovuto buttarsi in modo più preparato, con attrezzatura adeguata ed altri mezzi indispensabili. Eppure leggendo scopriremo che ha superato moltissime difficoltà, muovendosi con uno zaino sulle spalle e pochissimi soldi in tasca, su e giù per l'America, incontrando per persone che rimarranno segnate dalla sua conoscenza.
Ha avuto fortuna parecchie volte, ma si è dimostrato tenace e ricco di risorse per la maggior parte del tempo, pensando alla sua giovane età e cosa ha affrontato da solo e senza sicurezze.

Forse un po' matto, certo, con alcune fissazioni, ma nessuno può negare che abbia avuto il coraggio di prendere la propria strada, nonostante tutti i vari "consigli" contrari. Scopriremo che a portarlo lungo quel percorso così drastico sono stati anche bisticci coi genitori, il padre prima di tutto.
Non sto dando a lui la colpa, come non lo ha fatto Krakauer e non credo nemmeno lo stesso Chris.
Probabilmente dopo quella fuga, trovato ciò che gli serviva sapere, sarebbe tornato alla sua vita di sempre. Forse no. Purtroppo non lo possiamo sapere, ma Jon ci racconta di altri "matti" che sono sopravvissuti nonostante le strade anticonvenzionali che hanno scelto di percorrere.

Tutta la narrazione avviene per supposizioni mescolate ai racconti delle persone che lo hanno incontrato. Alcuni per poche ore, altri per mesi.
Chris è rappresentato come un ragazzino a volte quasi snob per le sue idee con cui era fissato, altre una persona volenterosa disposta a fare qualunque lavoro disponibile. Difetti e pregi, come ognuno di noi. Con tanto da dare, vista la giovane età.

Il finale è davvero triste, sia quando Krakauer va al pulmino che è stato l'ultima dimora di Chris e il luogo della sua morte, raccontandoci quanto poco sarebbe bastato per salvarsi e come alcuni incidenti messi in mezzo alla sua strada gli abbiano impedito di chiedere il soccorso necessario; sia quando i genitori di Chris arrivano in quel posto, osservando ed immaginando gli ultimi giorni del figlio.

Un libro coinvolgente, che racconta la tenacia e la forza di questo ragazzo, che ha scelto di vivere solo e senza niente. Un personaggio che troppi hanno definito superficialmente in maniera negativa, senza nemmeno tentare di capire cosa possa spingere a raggiungere un sogno del genere, così difficile, arduo e impensabile.
Se vi tenta, prendetelo e fatevi rapire da questa storia!

Ebbene si. Solo adesso mi sono ricordata che questa mattina ne parlavo sul blog, ma non l'ho scritto qui 😅 Un libricino piccolo ma incredibile! Se vi capita fra le mani, leggetelo 😉 #Psycho #RobertBloch #horrorbooks #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #viaggiatricepigra


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Opinione: Psycho, di Robert Bloch


Norman Bates vuole molto bene a sua madre, il problema è che la donna è morta da più di vent'anni, o almeno questo è quello che pensa la gente nella tranquilla cittadina di Fairvale, in California. Norman vive con la madre nella casa vicino all'albergo di famiglia, il Bates Motel, lungo il vecchio tracciato dell'autostrada, oggi in disuso. Una sera si presenta alla reception una giovane donna, Mary, ladra per amore: l'incontro turba i pensieri di Norman, ma la madre veglia su di lui, decisa a proteggerlo con il suo coltello da macellaio. Un grande romanzo che ha ispirato un film leggendario, un viaggio da brivido nella mente di un uomo, e tra le ombre della sua identità.

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Beh, tutti, anche se non hanno visto il film omonimo, né letto questo libro, hanno una vaga idea di che storia sia. Dopo tutto, la scena della doccia è immortale, nella storia del cinema.
Sono riuscita a trovare questo libro in una versione dell'inizio del '90 (usato ovviamente) che non corrisponde a questa cover, ma credo che il romanzo(/traduzione) non si scosti dall'originale.
L'ho divorato in un paio d'orette e mi ha portato in una storia che già "conoscevo" (per intuizione, tramite i vari riferimenti della cultura pop), ma che in ogni caso mi ha regalato un bel viaggio, dentro al Bates Motel e fra le mura della casa di Norman.

Tutto inizia dalla voce di Norman. Un uomo che vive ancora con la madre e che ha un rapporto difficile con lei. Da una parte vuole vivere la sua vita, staccarsi da quella donna che continua a imporsi su di lui. Dall'altra, si vergogna di questi pensieri, poiché lei si è sempre presa cura di lui, abbandonati dal padre di Norman, ed ora che è vecchia e malata non la può lasciare sola e acconsente (ancora) a fare ciò che vuole.

In una notte qualsiasi al Motel, arriva una macchina e lui accoglie la cliente: una giovane donna che vuole fermarsi a dormire.
Fra i due ci sarà qualche chiacchiera, che porterà Bates a fare qualcosa che "obbligherà" la madre a voler proteggere il figlio da quella "sgualdrina".
Quello che non sanno è che la giovane ha rubato dal suo capo parecchio denaro ed è in fuga, per cui in poco tempo arriveranno altri a chiedere di lei.

Una lettura veloce, che cattura e trascina a buon ritmo, incuriosendo il lettore che non riesce a staccarsi fino alla fine della storia. Ci saranno più voci narranti, dando visione corale dalla storia, mettendo in evidenza varie sfumature della vicenda.

Non è propriamente un horror, per il mio gusto non ho provato paura o ribrezzo.
Credo che tutti possano dargli una possibilità, per scoprire questo piccolo capolavoro, reso immortale dal cinema. Merita molto!