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Pillole Blu, di Frederik Peeters [Instagram]
Lo avevo acquistato grazie ad una promo Bao, e l'ho letto quche giorni fa.
Davvero molto bello.
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La storia all'apparenza sembra a semplice: Fred incontra Cati e se ne innamora subito. Ci vorrà però del tempo prima che i due riescano a ritrovarsi al momento giusto, parlare e finalmente entrare davvero in contatto.
Ma c'è un grande problema che Cati si porta dietro e che ha colpito lei, ed anche suo figlio: entrambi sono sieropositivi.
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Una storia quindi difficile, in cui entra in gioco un nemico potente e sconosciuto, che fa molta paura, spesso per ignoranza (ancora oggi temo, ahimè).
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Fred, nonostante alcuni timori, non la respinge e ci racconterà alcuni frammenti di questo loro amore, sicuramente non facile.
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È tutto raccontato in modo estremamente tranquillo, mostrando i dubbi e le paure di entrambi, sempre minacciati da questa malattia che aleggia su di loro. Portandoli a sentirsi spesso incatenati, non potendo lasciarsi andare completamente (come potrete immaginare). Eppure scopriranno, grazie ad alcuni esperti, che non hanno così tante limitazioni come credono e che la loro intimità può essere molto più ampia di come credevano.
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La cosa interessante infatti è lo scoprire piccoli ma fondamentali dettagli sull'AIDS, che lasciano il lettore stupito.
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"ah, ma è così?! “
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Mi sono ritrovata a pensarlo più volte. Ed è qualcosa di davvero particolare che rende ancora più bella questa Graphic Novel: informare, mentre ti racconta come si possa vivere con due sieropositivi.
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Certo, non è tutto rosa e fiori, ma così è la vita.
Infatti è ben bilanciata la malattia con il quotidiano, facendo capire che lentamente tutto questo passa quasi in secondo piano. La malattia c'è, ma non definisce le persone che ne sono affette.
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La cosa che mette più tristezza è il figlio di Cati, piccolissimo e positivo dalla nascita. Innocente eppure con una grossa macchia addosso, che possiamo solo immaginare come lo avrà segnato (purtroppo, più per ignoranza che altro).
Ma nonostante questo, ne vedremo alcuni scorci con Fred che si ritrova a fargli anche da padre, quando vanno tutti a vivere insieme. Momenti dolci e amari, che hanno la quotidianità dentro il caos (la malattia), portandoci ancora a capire che non è quella a definire le persone.
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Una bella storia.
Riesce a far riflettere sull'amore e su questa malattia, ci informa su tanti dettagli che penso non si conoscano se (ahimè) non si entra in quel mondo.
Ci mette davanti una realtà che sembra lontana, ma di cui ancora oggi si sente parlare, anche se, ammettiamolo, si crede sempre che capiterà ad altri e non a noi.
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Porta a riflettere su cosa avremmo fatto noi al posto di Fred.
Come avremmo gestito la questione:
Accettare. Conviverci.
Oppure un passo indietro, chiudendo tutto.
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Molto particolare, un tema estremamente vasto, raccontato con dolcezza e senza alcuna vergogna.
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Fateci un pensiero. Potrebbe incantare anche voi.
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Opinione: Non è te che aspettavo, di Fabien Toulmé
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Questa è la storia di un incontro. L'incontro tra un padre e sua figlia, che è diversa dalle altre. Per Fabien, l'annuncio della sindrome di Down di Julia significa il mondo che gli crolla addosso. Come si affronta la disabilita di una bambina? Come si impara ad accettare per essere capaci di amare? Tra collera, dubbi, momenti tristi e di inattesa gioia, l'autore racconta il difficile cammino che l'ha portato verso sua figlia.
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Un libro bello, molto profondo, triste e senza filtri. Un libro difficile, per le tematiche affrontate...no, non parlo della sindrome di Down in sè, ma di un padre che si trova "incastrato" con una figlia con quella patologia e dovrà imparare ad accettarlo, ad amare quella bambina che al primo momento non ha sentito sua.
Tutto inizia nei primi mesi di gravidanza. Il protagonista Fabien vive in Brasile da cinque anni, con la compagna Patricia (brasiliana) e Louise, loro figlia, di quasi quattro anni. E sono alle prese con una seconda gravidanza. Si capisce subito che è molto spaventato dagli esami prenatale, sperando (come molti genitori) che la creatura sia sana e non abbia malformazioni o malattie, spesso riscontrabili già nei primissimi mesi. In particolar modo è spaventato da questa sindrome, che fa da cardine al romanzo. Garantiscono tutti che sta procedendo tutto perfettamente. Non solo in Brasile, ma anche in Francia, dove tornano già al terzo mese di gravidanza.
Fabien ha girato il mondo durante la sua vita e non riesce a stare per tanti anni fermo in un luogo, così tornano nella sua città natale, dove ritrova i parenti ansiosi di accogliere questo secondo arrivo.
Eppure nonostante i controlli e le rassicurazioni, sente che qualcosa non va, l'ansia non si scioglie nel suo petto. Ed il giorno del parto, dopo un cesareo d'urgenza, vedendo per la prima volta la sua bambina Julia, si renderà conto che le sue peggiori paure si stanno realizzando.
Ma nessuno gli da credito.
Minimizzano, dicendo che i bambini sono diversi alla nascita, che quei difetti che vede sono dovuti al parto, che sono tutte paranoie, eppure...eppure la bimba ha qualcosa.
Un disturbo al cuore.
E questo, con suo enorme dispiacere, lo fa sospirare di gioia. Ma dura poco perché una dottoressa gli spiegherà che questa malformazione deriva dalla sindrome di Down.
Questo sarà un colpo durissimo per Fabien.
Non ci nasconderà nessun pensiero, neanche quelli più crudeli, perché si troverà ad aver a che fare con qualcosa che lo spaventa e con una patologia che non si sa cosa potrebbe comportare alla bambina durante la crescita. Si trova ad odiare, senza remore, i dottori che potevano riscontrare in tempo quella patologia; gli altri genitori, troppo felici dei loro figli normali; della gente per strada che li guarda e sembra giudicarli; delle persone sempre pronte a dire la loro, in positivo o negativo;....ma soprattutto se stesso in primis perché non riesce ad accettare ed amare la sua bambina, nemmeno prenderla in braccio o farle il bagno senza bloccarsi e cedere al rifiuto.
Vedremo i primi mesi di vita di Julia in cui lui è distrutto, completamente sconfitto e depresso dalla notizia, nei quali il pianto lo accompagna praticamente sempre. E come lui, anche Patricia, perché sanno entrambi che la vita di Julia sarà difficile, ma devono fare i conti per imparare a capire in che modo. Vedremo anche che, rispetto a loro, per Louise non c'è mai stato nessun problema, dalla prima volta che ha visto la sorellina, lei non ha mai colto differenze e l'ha amata senza riserve.
Attraverso il padre vedremo questo percorso senza filtri o frasi fatte: lui odia Julia inizialmente, non la può toccare, la rifiuta con ogni fibra del suo corpo, e si detesta per questo; ma allo stesso tempo non abbandona la famiglia e continua a lottare, un passo alla volta, pensando di non muoversi, ma andando avanti lungo una strada che riteneva impensabile.
Ci saranno scivoloni, incomprensioni, situazioni in cui aprirà gli occhi,....un viaggio complesso durante il quale vedremo questa famiglia e soprattutto Fabien cambiare, comprendendo di amare Julia così com'è e accettando il percorso che seguirà, che sicuramente sconvolgerà le loro vite, ma capendo che ne varrà la pena.
Come dicevo, una storia davvero davvero bella e delicata, ma che ti lancia una secchiata d'acqua addosso, facendoti entrare nei panni di Fabien che si pone domande scomode, scorrette, ingiuste, a volte crudeli, ma questa è la vita e queste cose capitano. E sono davvero felice che quest'uomo abbia avuto il coraggio di ammettere la sua debolezza in tutto il suo "orrore" per raccontarci questo spaccato di vita, prima e dopo aver capito di amare sua figlia.
Leggetelo!
Opinione: Macerie Prime, di Zerocalcare
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Perché sto adorando Zerocalcare ma non riesco a parlarvene?!
Giuro, ogni volta che compro qualcosa di suo lo divoro e, anche se magari non subito colgo tutto, piano piano si fanno strada tante piccole cosettine che mi fanno apprezzare sempre di più i suoi lavori. Ma il mio ostacolo: come diamine ne parlo a voi? Quando ci penso mi si azzera ogni neurone e produco un suono quasi zen "Ehmmmmmm".
Perché la bravura di Zerocalcare è parlare di cose intelligenti e che fanno riflettere in modo divertente ed alla portata di tutti, soprattutto chi non si è mai sentito proprio a suo agio con il mondo esterno riesce ad immedesimarsi in molte scenette, pensando "Ca**o, allora non sono proprio così solo/disperato/alieno/..." (le parolacce sono mie, sono molto 'fine', ma sullo scritto mi censuro).
Anche in questo nuovo "frammento" (si, non storia, perché sono spaccati di realtà quotidiana, qualcosa che non può esser banalmente descritta come "storia") ci troviamo a che fare con problemi che, chi si avvicina ai 30 o li supera, si trova ad affrontare sempre più spesso.
Lavoro, Amore,...e la Crescita.
In pratica sono diventato bravissimo a sbagliare da solo.
Lo posso insegnà ai Master.
Però ogni tanto mi serve ancora chiedere agli altri.
Forse perché c'ho paura che sennò senza accorgermene divento proprio un'altra cosa.
Troppo lontana da come mi sembrava giusto essere.
Il tutto inizia con Calcare che sta andando al matrimonio del suo amico Cinghiale (se già lo seguite sapete che nomi e a volte i disegni sono frutto di fantasia per distorcere la realtà e lasciare mistero intorno a certe figure) e durante il viaggio lo vediamo contattato continuamente da gente per vari motivi per chiedergli aiuto. Una cosa che risveglia la coscienza, o per meglio dire Il Tribunale Della Santa Inquisizione Degli Affari Interni alla Coscienza, che lo obbliga a dire sempre di SI, nonostante abbia tre paletti indelebili e anche che ciò gli provochi leggeri fastidi (vedi foto appena sopra).

Una volta arrivato si pone, come tanti, domande sul matrimonio. Perché pubblicizzarlo così tanto, insomma: fare qualcosa di semplice e modesto, no?! Ovviamente tanta ironia, perché chiunque è sempre contento di partecipare alle gioie degli amici.
E questo porta ad altre riflessioni (una esilarante, ma non ve la dico ne ve la mostro), tra cui le solite domande a cui parenti (molesti) torturano chiunque per anni ed anni ed anni, che ormai ti si infilano nel cervello e non se ne escono più, anche se le ripetono. Ad. Ogni. Singola. Occasione.
Ma andiamo avanti.
Perché è l'occasione per rivedere gli amici storici, quelli che non si vedevano da tempo e di cui si sente la mancanza...

...anche se come i licaoni (o qualche animale simile) viene allontanato dal "branco" perché devono riabituarsi alla sua presenza. Ma in tutto questo si percepisce comunque amicizia vera, qualcosa che va oltre certe manifestazioni tutta apparenza. Sono fantastici nel parlare senza filtri, anche perché dovrebbe esser così: chi ti è amico davvero non ha paura di parlare in sincerità .
Ho adorato questa tavola (a sinistra).
Banale forse, semplice, ma bella.
"Vabbè, non è cambiato niente.
Ma poi che doveva cambià?
Noi questo siamo"
Calcare intanto ci fa una panoramica del gruppo, per chi (come me) ancora non ha recuperato tutti i precedenti volumi e non conosce i suoi amici. Dopodiché arriva la richiesta: "Stiamo partecipando ad un bando, Calcà. Ci serve la tua disponibilità". Nonostante le perplessità e i vari tentativi di tirarsi fuori, viene messo alle strette da una semplice frase, detta da una ragazza non proprio del loro gruppo.
"Anche loro si saranno presi cura di te, no?"
Ed è fragato!

La sera, parlando con Cinghiale scopre che presto avrà pure un figlio, e questo presenta uno dei vari demoni che incontreremo durante la lettura:
Arnath, il demone dell'irreversibile.
E questo apre un'altra parentesi seria, ovvero avere dei figli. Una grande responsabilità che (secondo tanti) ti fa diventare adulto.
Se ne parlerà anche più avanti quando Natja ammette di pensare al suo futuro e di desiderare un bambino, oltre che la sua relazione cresca finalmente.
E dopo quella piccola parentesi, Calcare si prende un momento per bloccare il tutto e chiarire le sue idee, visto che basta pochissimo per travisare il tutto e trasformare un banale "Natja vuole un figlio" ad un sotto testo del tutto inventato.
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| Giuro, sono scoppiata a ridere quando ho visto questo pezzo: Geniale!!! |
Comunque, c'è il matrimonio e dopo si danno tutti appuntamento da Calcare per creare questo Bando, ma questa occasione darà voce ad altri problemi, come appunto già dicevo Nadja che vuole crescere nella relazione con Deprecabile ed avere (magari) pure un figlio; il lavoro, in quanto Secco è diventato insegnante, mentre Sarah, che lo desiderava fin da quando era piccola, è impantanata in un lavoro orribile e non riesce ad uscirne. Questo porta all'uscita di un altro demone: Rosikoth, il demone dell'ingiustizia percepita.
Credo che tutti prima o poi lo abbiamo conosciuto.

A cui poi seguirà anche l'Haccollo, il demone dello spolpamento.
Ovvero, quando non si sa dire di no e si rimane intrappolati tra troppe cose da fare, che ti restano attaccate fino a portarsi via pezzettini di te.
Come, dove, quando,...appaiono e cosa fanno dovrete scoprirlo leggendo però.
Ovviamente il tutto va avanti, si sviluppa molto meglio, queste sono solo alcune tematiche, dei frammenti del lavoro di Zerocalcare sparsi per cercare di incuriosirvi; offre molti spunti per pensare, perché crescere sembra sempre facile visto da fuori, ma quando ti ci trovi in mezzo, a certe età, ti senti intrappolato da certe convenzioni sociali e da ciò che "dovresti fare", da certe mosse che tutti si aspettano che tu faccia; e puoi essere forte quanto vuoi, ma senza qualcuno accanto è difficile resistere. Eppure, anche certi legami devono passare delle prove, per crescere o, nei casi peggiori, per aver superato anche quelli.
Una lettura divertente, ironica, che fa riflettere, che fa ridere, che regala un oretta ( o più, dipende se diete divoratori) di stacco dal mondo, prima di doverci ritornare, con qualcosa in più che ti ronzerà nella mente per un bel po' di tempo.
Ovviamente consigliatissimo!
Anche se non avete letto i precedenti, lo potrete apprezzare. L'unico effetto collaterale è che potrebbe piacervi tanto da dover poi comprare ciò che ha già pubblicato per leggere tutto quello scritto/disegnato da Zerocalcare.
Wow!
Sono riuscita a parlarne (ed anche troppo forse).
Ma...ora devo aspettare fino a Maggio per il seguito.
Ok che, rispetto a tanti altri, l'ho letto solo ora e aspetto meno, eppure voglio sapere come va avanti la storia e capire come il tutto si collega, perché ci sono tanti vuoti e tante domande irrisolte.
Maggio arriva presto!!!
Riguardo le foto messe, alcune sono state fatte da me, altre sono prese online.
Spero di non aver infranto qualche copyright i simili, perché non era assolutamente mia intenzione.
Preferivo chiarirlo.
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