Visualizzazione post con etichetta Review Tour. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Review Tour. Mostra tutti i post

Review Party: Le Diecimila Porte di January, di Alix E. Harrow




Inizio '900. Una ragazza in cerca della propria identità, del proprio posto nel mondo,
e del mistero nascosto dietro una porta...
Un acclamato fantasy storico che disvela il potere delle storie fra viaggi implausibili
e amori indimenticabili.




Estate 1901. Un'antica dimora nel Vermont, piena di cose preziose e sorprendenti. La più peculiare è forse January Scaller, che vive nella casa sotto la tutela del facoltoso signor Locke. Peculiare e atipica, almeno, è come si sente lei: al pari dei vari manufatti che decorano la magione è infatti ben custodita, ampiamente ignorata, e soprattutto fuori posto. Suo padre lavora per Locke, va in giro per il mondo a raccogliere oggetti "di un valore singolare e unico", e per lunghi mesi la ragazzina rimane nella villa ridondante di reperti e stranezze, facendo impazzire le bambinaie e, soprattutto, rifugiandosi nelle storie. È così che, a sette anni, January trova una porta. Anzi, una Porta, attraverso cui si accede a mondi incantati che profumano di sabbia, di antico e di avventura... Sciocchezze da bambini. Fantasie assurde, le dicono gli adulti. E January si impegna con tutta se stessa per rinunciare a quei sogni di mari d'argento e città tinte di bianco. Per diventare grande, insomma. Fino al giorno in cui, ormai adolescente, non trova uno strano libriccino rilegato in pelle, con gli angoli consumati e il titolo stampigliato in oro semiconsunto: LE DIECIM POR. Un libro che ha l'aroma di cannella e carbone, catacombe e terra argillosa. E che porta il conforto di storie meravigliose nel momento in cui January viene a sapere che il padre è disperso da mesi. Probabilmente morto. Così la ragazza si tuffa in quella lettura che riaccende il turbine di sogni irrealizzabili. Ma lo sono davvero? Forse basta avere il coraggio di inseguirli, quei sogni, per farli diventare realtà. Perché pagina dopo pagina January si accorge che la vicenda narrata sembra essere indissolubilmente legata a lei...


Un romanzo particolare e molto piacevole da leggere.
Inizialmente l'ho trovato un po' lento e noioso, ma da quando entra in scena "Le Diecim Por" tutto cambia ritmo e ci renderemo anche conto di quanto siano stati comunque importanti i primi capitoli. Nulla lasciato al caso, anche se, come ho detto, non ti cattura proprio dalle primissime righe.

La storia racconta la vita di January. Lei stessa ci narra ciò che accadde, raccontandoci il suo passato ed anticipandoci ogni tanto qualcosina, ma senza mai dire troppo.
Da bambina curiosa e vivace, che un giorno si trova davanti non una semplice porta, ma una Porta che la condurrà in un mondo diverso dal suo e, tornata indietro, si sente dire che è solo immaginazione infantile dal suo "tutore", il signor Locke.
Suo padre lavora per lui da sempre e gira il mondo per portargli oggetti da ogni luogo che siano unici e di grande valore.

January lo vede pochissimo e, crescendo, vediamo come la sua personalità venga divisa fra ciò che deve essere (una brava ragazzina ubbidiente al signor Locke) e ciò che è davvero.
"Ancora peggio" il colore della sua pelle, che non essendo bianco la porta ad esser vista dagli amici e colleghi di Locke come un "animaletto" grazioso a cui è riuscito ad insegnare l'educazione.

Il tutto però arriva ad un punto di svolta quando, purtroppo, il padre scompare e Locke lo dichiara morto, segnando così il destino di January. Ma la giovane, davanti a questa tragedia, non si vuole arrendere ed è pronta a subire le ire di Locke e dei suoi collaboratori, poichè non ha intenzione di prestarsi ai loro scopi.

Più o meno nello stesso lasso di tempo, January trova "Le Diecim Por", un piccolo libricino che la condurrà lungo una storia nata prima di lei e che la trascina pagina dopo pagina, permettendole anche di scoprire molto di più riguardo le Porte ed i mondi che si possono trovare attraversandole.

Questa a grandi linee la trama, senza addentrarci troppo nel romanzo.
Ci sono dettagli che vanno scoperti solo durante la lettura, come tutto il contenuto de "Le Diecim Por" che tiene col fiato sospeso.
Infatti andranno avanti alternandosi: lo leggeremo (il libricino) e proseguiremo la lettura mano a mano che lo farà lei, poiché non lo legge tutto subito e questo espediente ci darà modo di scoprirlo e vederne le reazioni della ragazza.
Un metodo "semplicistico" per mettere a raffronto queste storie destinate a scontrarsi fra loro ma, detto questo, non è affatto una critica, è una considerazione di come l'autore ha scelto di narrarci questa vicenda. 

Una storia che parte in modo leggero, ma ben presto rivela frammenti di realtà che sono piuttosto duri da mandar giù. Situazioni in cui staremo male insieme alla protagonista, per ciò che vivrà lungo questo cammino.
Scritto molto bene, risulta molto scorrevole, se non per questi momenti in cui, chi è più sensibile, potrebbe aver bisogno di staccare e prendere un piccolo respiro. 
Niente di eccessivo, però posso capire che alcuni potrebbero non aspettarsi niente di ciò e starci male. 

Ho sentito chi lo paragonava a "Il Mare Senza Stelle"...baggianate!
Sono diversissimi come storia, come contenuti, come stile,...le uniche cose simili sono il protagonista che trova un libro "particolare" e un mondo(/più mondi) sconosciuto da scoprire. Sono anche stati pubblicati a due mesi l'uno dall'altro, quindi non credo ci sia nemmeno un sospetto di plagio viste le storie così complesse e particolari. Quindi, non capisco cosa ci vedano per farne paragone. 

Nel complesso, una lettura interessante. 
Una delle tante che stanno rendendo molto ricco questo 2020 e che vi consiglio di recuperare presto, se ne siete curiosi. Le edizioni Oscar Vault poi sono meravigliose anche solo graficamente...Quindi, che aspettare?



Questo è solo l'ultimo giorno di tre in cui si è svolto questo bel Review Party. 
Vi lascio i nomi degli altri blogger che hanno partecipato insieme a me 
e vi suggerisco di andar a legger anche le loro opinioni. 





Review Tour: "Città di Ottone" - Intervista completa

Per chiudere in bellezza questo Review Tour, l'intervista completa all'autrice, grazie a Tania del blog My Crea Bookish Kingdom. Buona Lettura! Hi Shannon! Welcome between us and thank you for agreeing to answer our questions. Let's start by asking you who is S. A. Chakraborty? S. A. Chakraborty is the author of the critically acclaimed and internationally best-selling The Daevabad Trilogy. Her work has been nominated for the Locus, World Fantasy, Crawford, and Astounding awards. When not buried in books about thirteen-century con artists and Abbasid political intrigue, she enjoys hiking, knitting, and re-creating unnecessarily complicated medieval meals. You can find her online at www.sachakraborty.com or on Twitter and Instagram at @SAChakrabooks, where she likes to talk about history, politics, and Islamic art. She lives in New Jersey with her husband, daughter, and an ever-increasing number of cats. What fascinated you most about the world in which you set your novel? And why? The City of Brass wasn’t a book at first—it was actually a sort of an exercise in world-building that I never intended to show a soul. I’m a big history buff and with The City of Brass I wanted to recreate some of the stunning worlds I’d read about while also exploring traditional beliefs about djinn. Djinn are said to be intelligent beings similar to humans, created from smokeless fire and living unseen in our midst—a fascinating, albeit slightly frightening concept, this idea of creatures living silently among us, dispassionately watching the rise and fall of our various civilizations. It’s also a concept that offers a great opportunity to imagine how djinn might have built their world, mimicking the ways of their human neighbors. So in The City of Brass, there’s a djinn version of Baghdad’s great library, filled with the ancient books humans have lost alongside powerful texts of magic; they battle with weapons from Achaemenid Persia (enhanced by fire of course); the medical traditions of famed scholars like Ibn Sina have been adapted to treat magical maladies; dancers conjure flowers while singing Mughal love songs; a court system based on the Zanzibar Sultanate deals justice to merchants who bewitch their competitors… not to mention a cityscape featuring everything from ziggurats and pyramids to minarets and stupas. I also pushed a little further with the idea of the unseen, imagining a world of enchanted creatures created from other elements passing through ours: marid raising rivers into great serpents, peris whipping the air into tornados, djinn conjuring maps of smoke and racing birds of fire. I then set short stories in this world, fleshing out the history and various characters. Which character was the easiest one to write about and which one was the hardest to bring to life? Why? Both Ali and Nahri were a joy to write, but I really liked diving into Nahri’s character. There were a lot of fantasy tropes I wanted to dive into and reinterpret in these books—the orphan with a secret, noble background, the jaded con artist, the brooding handsome warrior with a tragic past who must be the hero, right?—but one I really wanted to play with was the idea of magical healer. Listen, healthcare is a rough field. You’re seeing people at their worst and most vulnerable and people—both doctors and patients—are messy, complicated creatures who react to this in different ways. I wanted to show Nahri truly growing into this role, including all the struggles and setbacks that would include. And I wanted to show that this would take practice—years of it—rather than some innate talent on her part. What was the scene in City of Brass that represented a real challenge for you? I won’t spoil it, but there’s a scene towards the end of the book where Dara and Nahri fight, and one of them acts in a way I would consider very nearly unforgiveable, setting in motion a great violence. It was very difficult to right because while I wanted the reader to sympathize with both, it also needed to be clear that their actions could not be justified. What did it mean for you to know that your book would be adapted for a TV series? It’s very exciting! We’re still in the very early stages so I’m trying not to get my hopes up, but I think it could be incredible. Epic fantasy is having a big moment in television and film right now, but most of those world are modeled after Europe. It would be nice to see something different. Who are your favorite authors? I have a lot of favorites, but in particular I really enjoy NK Jemisin, Naguib Mahfouz, Tasha Suri, Amitav Ghosh, and P. Djeli Clark. Any advice for aspiring writers? Writing is hard, and publishing is even more difficult and often depends on luck and timing as much as skill. I often recommend aspiring writers make sure they’re getting joy from it. Write what excites you and what gives you satisfaction even if no one else ever writes it. And try to focus on completing projects even if they’re in rough shape than perfecting those first ten pages. It will let you see the entire shape of a story better. Can you tell us about your future plans? Right now I’m working on my next trilogy, a historical fantasy set in the 13th century Indian Ocean. A bit like Pirates of the Caribbeanmeets Ocean’s 11, it’s about an infamous, retired pirate who gets pulled back into the game when she’s offered the chance to right a wrong from her past and score a fabled treasure. But in order to do so, she not only needs to reassemble her old crew and outwit a ruthless ex-Crusader, she’ll need to survive the fantastical legends she’d learned the hard way don’t only exist in stories. Thank you so much again for satisfying our curiosity. We wish you much luck in your career.
TRADUZIONE
Ciao Shannon! Benvenuta tra noi e grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Cominciamo nel chiederti chi è S. A. Chakraborty? S. A. Chakraborty è l'autrice del bestseller internazionale e acclamata trilogia di The Daevabad. Il suo lavoro è stato nominato per i premi Locus, World Fantasy, Crawford e Astounding. Quando non è sepolta nei libri che riguardano truffatori del tredicesimo secolo e intrighi politici di Abbasid, le piace fare escursioni, lavorare a maglia e ricreare pasti medievali inutilmente complicati. Puoi trovarla online su www.sachakraborty.com o su Twitter e Instagram @SAChakrabooks, dove le piace parlare di storia, politica e arte islamica. Vive nel New Jersey con suo marito, sua figlia e un numero sempre crescente di gatti. Che cosa ti ha affascinata di più del mondo in cui hai ambientato il tuo romanzo? E perché? All'inizio Città di Ottone non era un libro: era in realtà una sorta di esercizio di world-building che non avevo mai avuto intenzione di mostrare ad anima viva. Sono una grande appassionata di storia e con Città di Ottone ho voluto ricreare alcuni dei meravigliosi mondi di cui avevo letto mentre esploravo anche le credenze tradizionali sui Djinn. Si dice che i Djinn siano esseri intelligenti simili agli umani, creati dal fuoco senza fumo e che vivono invisibili in mezzo a noi - un concetto affascinante, sebbene leggermente spaventoso, questa idea di creature che vivono silenziosamente in mezzo a noi, osservando spassionatamente l'ascesa e la caduta delle nostre varie civiltà. È anche un concetto che offre una grande opportunità per immaginare come i djinn avrebbero potuto costruire il loro mondo, imitando i modi dei loro vicini umani. Quindi in Città di Ottone, c'è una versione djinn della grande biblioteca di Baghdad, piena degli antichi libri che gli umani hanno perso insieme a potenti testi di magia; combattono con armi provenienti dalla Persia achemenide (potenziate dal fuoco ovviamente); le tradizioni mediche di famosi studiosi come Ibn Sina sono state adattate per curare le malattie magiche; i ballerini evocano fiori mentre cantano canzoni d'amore Mughal; un sistema giudiziario basato sul sultanato di Zanzibar offre giustizia ai commercianti che incantano i loro concorrenti ... per non parlare di un paesaggio urbano che include di tutto, dagli ziggurat e piramidi ai minareti e stupa. Ho anche spinto un po' più in là l'idea di invisibile, immaginando un mondo di creature incantate create da altri elementi che passano attraverso i nostri: marid che innalza fiumi in grandi serpenti, peris che frusta l'aria in tornado, djinn che evoca mappe di fumo e corse di uccelli di fuoco. Ho quindi creato racconti in questo mondo, completando la storia e vari personaggi. Quale personaggio è stato il più facile da creare e quale il più difficile? E perché? E' stata una gioia scrivere sia di Ali che di Nahri, e mi è davvero piaciuto immergermi nel personaggio di quest'ultima. C'erano molti tropi fantasy in cui volevo immergermi e reinterpretare in questi libri: l'orfana di segrete e nobili origini, il truffatore sfinito, il bel guerriero meditabondo con un tragico passato che deve essere l'eroe, no? Quella con cui volevo davvero giocare era l'idea del guaritore magico. Guarda, l'assistenza sanitaria è un campo difficile. Vedi la gente nel loro momento peggiore e più vulnerabile e le persone - sia i medici che i pazienti – sono creature caotiche e complicate che reagiscono a questo in modi diversi. Volevo mostrare che Nahri stava davvero crescendo in questo ruolo, comprese tutte le lotte e gli insuccessi che avrebbe comportato. E volevo dimostrare che ciò avrebbe richiesto pratica - anni - piuttosto che un talento innato da parte sua. Qual è stata la scena in City of Brass che ha rappresentato una vera sfida per te? Non voglio fare spoiler, ma c'è una scena verso la fine del libro in cui Dara e Nahri litigano, e uno di loro si comporta in un modo che considererei quasi imperdonabile, innescando una grande violenza. E' stato molto difficile da correggere perché, mentre volevo che il lettore simpatizzasse con entrambi, doveva anche essere chiaro che le loro azioni non potevano essere giustificate. Cosa ha significato per te sapere che il tuo libro sarebbe stato adattato per una serie TV? È molto eccitante! Siamo ancora nelle primissime fasi, quindi sto cercando di non sperare, ma penso che potrebbe essere incredibile. L'Epic Fantasy sta avendo un grande successo in tv e al cinema in questo momento, ma la maggior parte di questi mondi è modellata sull'Europa. Sarebbe bello vedere qualcosa di diverso. Quali sono i tuoi autori preferiti? Ne ho molti, ma in particolare mi piacciono molto NK Jemisin, Naguib Mahfouz, Tasha Suri, Amitav Ghosh e P. Djeli Clark. Qualche consiglio per aspiranti scrittori? Scrivere è difficile e pubblicare lo è ancora di più, e spesso dipende dalla fortuna, dai tempi, quanto dalle abilità. Consiglio spesso agli aspiranti scrittori di assicurarsi che ne traggano gioia. Scrivi ciò che ti emoziona e ciò che ti dà soddisfazione anche se nessun altro lo scrive mai. E cerca di concentrarti sul completamento dei progetti anche se sono in forma approssimativa piuttosto che perfezionare quelle prime dieci pagine. Ti permetterà di vedere meglio l'intera forma di una storia. Puoi dirci qualcosa sui tuoi piani futuri? Giusto ora sto lavorando alla mia prossima trilogia, un fantasy storico ambientato nell'Oceano Indiano del tredicesimo secolo. Un po' come Pirati dei Caraibiche incontra Ocean’s 11, racconta di un famigerato pirata in pensione che ritorna sui suoi passi quando le viene offerta la possibilità di correggere un errore dal suo passato e ottenere un tesoro leggendario. Ma per farlo, non solo ha bisogno di riunire il suo vecchio equipaggio e battere in astuzia un crudele ex crociato, ma dovrà anche sopravvivere alle leggende fantastiche che, aveva imparato a sue spese, non esistono solo nelle storie. Grazie mille per aver soddisfatto la nostra curiosità. Ti auguriamo tanta fortuna per la tua carriera.

Review Tour. La Città Di Ottone, di S. A. Chakraborty




Daevabad, la leggendaria città di ottone, una città in cui, all'interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia.

  «Un banchetto luculliano sotto forma di romanzo. 
Soffuso di magia, eppure assolutamente credibile» – Laini Taylor

Egitto, XVIII secolo. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un'abile guaritrice e di saper condurre l'antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori. Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all'interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L'arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.


Credo sia davvero difficile non innamorarsi di questa storia.
Sicuramente ci vuole pazienza. Per la maggior parte del romanzo dobbiamo mettere insieme informazioni che non consociamo. Sia per l'ambientazione, ovvero l'Egitto e (credo,) la cultura araba: i loro miti e leggende, che sono molto differenti da quelli cattolici e/o europei. O quelli dell'immaginario moderno, che ormai si somigliano un po' tutti (sempre se l'autore/ice non crea qualcosa di inedito...seppur raro).

Ci troviamo al Cairo, dove conosciamo Nahri, una giovane donna che sopravvive fingendosi una maga. Più o meno. Poichè lei ha davvero dei poteri, riesce a "sentire" le condizioni fisiche delle persone e sfrutta l'alone di finzione e di mistero che avvolgono questa figura per utilizzare in parte questo dono, nascondendosi dietro alla truffa per non mostrarlo apertamente al mondo. Insomma, è molto furba e riesce a sopravvivere in questa maniera, anche se a malapena. Ha anche un altro dono estremamente insolito: riesce, dopo un solo ascolto, a capire ed imparare lingue mai udite prima, anche se lei ne conosce una che non ha mai sentito pronunciare da nessuno. 
La causa scatenante dei suoi guai. 

Durante un esorcismo, si lascia travolgere dalla musica e dal canto iniziando ad intonare una canzone usando questa lingua sconosciuta, e ciò finirà col farla incontrare con Dara
All'apparenza un uomo davvero affascinante, anche se dai modi estremamente bruschi e freddi, ma in realtà un jinn. O per meglio dire un daeva. Chiamato da lei, anche se Nahri non sa come sia possibile, la salva da una minaccia estremamente seria ed improvvisa, ed insieme iniziano un viaggio verso "casa", ovvero Daevabad. 

Altra voce narrante che alternerà quella di Nahri sarà quella di Ali. Secondogenito del re di Daevabad, istruito per servire il fratello che siederà sul trono con astuzia e spada. Profondamente religioso e rigido per quanto riguarda le sue idee. Purtroppo per lui, un cuore troppo tenero lo farà finire ad aiutare la gente "sbagliata", restando intrappolato in una rete che però gli mostrerà quanto vengano trattati in maniera diversa le varie tribù dentro la sua città. Qualcosa che inizierà ad aprirgli gli occhi. 

Due personaggi molto diversi fra loro, che finiscono con l'incontrarsi e scontrarsi, ognuno con un obiettivo tutto suo ed una strada da percorrere, anche a spese dell'altro, seppur nel tempo troveranno molto in comune. Entrambi essenziali per comprendere la storia ed entrare in questo regno magico: attraverso Nahri, che non conosce niente di quel luogo e deve imparare a muoversi, oltre che difendersi in fretta da giochetti politici molto più pericolosi di tante magie o armi; attraverso Ali quel regno così antico che mostra comunque lati inaspettati, persino per lui che ci mostrerà il regno dal suo interno. 

Due figure molto interessanti, senza dimenticare Dara che, seppur senza voce propria, da un enorme contributo alla storia. Ma non voglio rivelarvi ancora come. Nonostante tutto, anche lui nasconde molto dietro la sua apparenza così forte ed impenetrabile. Leggendolo vi stupirà e ne resterete affascinati, anche se credo ci sia ancora tanto da scoprire. 

Una storia che richiede pazienza e tempo, ma che li merita tutti. Ci porta in luoghi straordinari, vivendo un'avventura incredibile che è solo al suo principio. 
La chiusura del romanzo è stata un susseguirsi di colpi di scena davvero imprevedibili che lasciano il lettore senza parole e totalmente curioso di leggere come andrà avanti questa storia. 
Sapete che sono estremamente rompipalle per i finali e questo mi ha conquistato totalmente! 
Inaspettato, originale, con rivelazioni che lasciano un tumulto dietro di sé. 

L'autrice è davvero molto abile a raccontarci due realtà così differenti che si dovranno poi incontrare, svelando lentamente pezzo per pezzo la città ed i suoi abitanti, per dare il tempo al lettore di abituarsi e memorizzare alcuni frammenti che si riveleranno fondamentali. Per questo dicevo che ci vuole pazienza, ogni dettaglio va guadagnato, pagina dopo pagina, senza troppa fretta o non si capirebbe più niente. 
C'è davvero molto in questo primo romanzo, ma chissà ancora cosa ci si troverà a scoprire nei prossimi. 

Assolutamente consigliato a chi cerca un fantasy originale! 
Non potete farvelo scappare. 


Aspettate! 
Non è ancora finita. 

Grazie a Tania di My Crea Bookish Kingdom abbiamo potuto fare delle domande all'autrice. 
Ognuna di noi pubblicherà la sua a termine della recensione, quindi:
seguiteci per scoprire di più anche sui vari blog!





 Who are your favorite authors? 
I have a lot of favorites, but in particular I really enjoy NK Jemisin, Naguib Mahfouz, Tasha Suri, Amitav Ghosh, and P. Djeli Clark.





 Quali sono i tuoi autori preferiti? 
Ne ho molti, ma in particolare mi piacciono molto NK Jemisin, Naguib Mahfouz, Tasha Suri, Amitav Ghosh e P. Djeli Clark.      

Review Tour: All'Amore Bastano Cinque Minuti, di Laura Rocca


Benvenuti in questo Review Party in cui (noi blogger) abbiamo avuto la fortuna di poter leggere in anteprima il nuovo (ed attesissimo) romanzo di Laura Rocca, in cui finalmente conosceremo meglio Erin e scopriremo la sua storia. So che la vostra curiosità è estremamente alta, e credetemi: questa lettura varrà l'attesa. 
Ma prima di parlarvene un pochino, due informazioni sul romanzo: 



Titolo: All’Amore bastano cinque minuti
Autrice: Laura Rocca
Genere: Contemporary Romance (autoconclusivo)
Pagine: 450
Dove acquistarlo:  
https://www.amazon.it/l/B010Q2LUPA
Prezzo ed. Kindle: € 2,99 - Disponibile anche per gli iscritti Kindle Unlimited
Data uscita: 18/02/20
Sito autore: https://www.laurarocca.it/
Pagina: 
https://www.facebook.com/LauraRoccaAutrice 




Ti stai chiedendo chi sia Erin Farrel?
All'apparenza sono una rossa allegra e frizzate ma, sotto la superficie, sono pronta ad ammettere le mie debolezze e quindi eccomi qui. Un altro anno è appena iniziato e mi sono fatta una promessa: cercare di lasciarmi alle spalle il passato definitivamente.
È più facile a dirsi che a farsi, però.
La mia vita sentimentale è più desolata del deserto del Sahara e, troppo spesso, mi domando se non sia anche colpa mia e della mia riluttanza ad aprirmi a causa del mio ex fidanzato traditore.
Se le mie corna fossero luminarie, potrei addobbarci tutta Londra per le festività. Dire che questo ha indebolito la mia autostima è riduttivo.
L’idea di adottare un gatto, o dieci gatti, e rassegnarmi è sempre più forte ma, proprio oggi, mentre tornavo a casa dopo aver accompagnato alla stazione mio fratello, mi hanno ficcato in mano un invito per un incontro di speed date.
Iscriversi o non iscriversi? Non è forse la cosa più patetica dell’universo?
Lo slogan sull’invito recita: “All’Amore bastano cinque minuti”.
Sarà vero?
Troverò mai il principe azzurro?
Non sono così drastica sui colori! Per quel che mi riguarda, ormai, andrebbe bene anche il principe verde o persino un Darth Vader tutto nero e lucido, insomma… basta che respiri!

All'amore bastano cinque minuti...e ad un lettore bastano solo poche ore per innamorarsi di questa storia, nonostante se ne esca anche un po' a pezzi.

Laura ci porta nuovamente nel mondo di Cat e Eli (li avevamo conosciuti nei romanzi "precedenti": "La scoperta del vero Amore" e "L'Amore è un disastro sotto l'albero"), questa volta per dar voce alla migliore amica di Cat, Erin.
Sappiamo che è una giovane donna che nella gioventù ha avuto problemi di peso, uno dei motivi che ha spinto Cat ad abbassare le difese (estreme in quel periodo) per farsi avvicinare, e che le ha poi rese grandi amiche.

Una scozzese forte e risoluta, che non ha peli sulla lingua e va per la sua strada. Si era appena a trasferita a Londra (durante La scoperta del vero Amore) dopo un enorme fallimento in campo amoroso: aveva trovato il suo (ex) futuro sposo a letto con la sua (ex) migliore amica.
Voltare pagina, cambiando tutto, le ha decisamente fatto bene, incontrando quella che oggi definisce come una sorella (Cat), per non parlare di Eli e gli altri amici che si è fatta.

Ma purtroppo la giovane sorridente ed esuberante ha un grande segreto che si porta appresso. Nemmeno con Cat è riuscita a farne parola, nonostante si dicano tutto.
Una cosa semplice, eppure capace di un dolore estremamente subdolo: la solitudine.
Erin è "a caccia" di qualcuno di speciale, per smettere di essere single e di sentirsi quasi abbandonata ogni sera quando torna nel suo appartamento vuoto.
Disposta a tutto, prova anche ad andare ad uno speed date chiamato, appunto:  "All'Amore Bastano Solo Cinque Minuti".

Una serata che parte malissimo, ma che ad un certo punto prende una strada decisamente interessante quando due occhi la conquistano, oltre il carattere schietto e frizzante di un uomo che, ahimè, non potrebbe esser capitato lì al momento peggiore per entrambi.
O così sembra...

Un introduzione che può far intuire come può andare avanti il tutto ma che, credetemi, vi metterà a dura prova per ciò che capiterà ai protagonisti di questo romanzo.
Una storia frizzante ma anche cruda, ricca di colpi di scena che letteralmente ti lasciano senza fiato.
Laura questa volta parla di un altro problema, ahimè, sempre attuale, appunto la solitudine.
Il voler stare con qualcuno, ma non trovare nessuno che sia compatibile con noi.

Erin è alla soglia dei trent'anni e si sente sempre di più una fallita per questo. Vuole una relazione stabile che porti ad un matrimonio, dei figli,...
Insomma, questo è il suo sogno e lo sente scivolarle via dalle mani ogni giorno che passa.
Insicura nel profondo, per colpa di cicatrici vecchie mai guarite, si ritrova a mettersi in discussione e fare scelte davvero pessime inseguendo un "sogno" terribilmente sbagliato.
(Capirete il perché di queste virgolette durante la lettura)

Un romanzo che fa male.
Mi sono immedesimata molto in Erin, come credo possano fare in moltissimi. E ne sono uscita piuttosto acciaccata.
Non voglio rivelarvi il nocciolo perché, sebbene si intuisca, deve essere letto e scoperto capitolo dopo capitolo. Solo così si può entrare in sintonia con questa storia e capire quanto certe cose possano distruggere, anche se sembrano innocue.

Laura fa centro ancora una volta.
Personaggi reali, vividi, che lasciano il segno nel profondo. In cui riconosciamo pezzi di noi e ci entriamo in sintonia subito. Oppure li odiamo, sia per quello che accade, ma anche per qualcosa che ricorda noi stessi, a volte.
Il POV alternato fra i due protagonisti principali rende la trama più emozionante, grazie a questa visione che permette di capire entrambe le loro visioni personali, miste a ricordi e pensieri, che permettono di caratterizzarli al meglio. E, si, di innamorarsi di loro alla fine di tutto.

L'ho letto in anteprima (ovviamente) e non sono riuscita ad aspettare, nonostante Laura mi abbia dato parecchio tempo per leggerlo l'ho divorato immediatamente, facendo proprio fatica a staccarmi dalle pagine. Dovevo sapere come sarebbe andata avanti la storia. Come...beh, non posso(/voglio) dirvelo. Ma dovevo sapere. (E penso mi possiate capire).
Ho buttato giù subito la mia opinione pensando di modificarla prima della pubblicazione, eppure non ho cambiato quasi niente. Provo ancora le stesse sensazioni che mi aveva dato "a caldo". E credo sia molto significativo questo per un romanzo. 

Consiglio di legger prima "La scoperta del vero Amore" e "L'Amore è un disastro sotto l'albero", così da avere tutti gli elementi per poterlo capire in pieno. 
Forse può esser letto da solo, ma vi perderete davvero tanto.

Bello, emozionante,...La scrittura di Laura lo rende fluido anche nelle parti più oscure e dolorose. Altalenando con scene molto più vivaci e ricche di frasi pungenti, unite a nomignoli che difficilmente dimenticherete.
Si parte alla grande in questo 2020.
Mi raccomando: 
Passate da tutte le blogger che partecipano all'evento, per scoprire anche le loro opinioni! 

Review Tour: La Libertà Possibile, di Margaret Wilkerson Sexton


Benvenuti in questa seconda giornata di questo evento in cui vi parleremo del romanzo di esordio di Margaret Wilkerson Sexton: La Libertà Possibile
Vediamo per prima cosa la trama: 

1944, New Orleans. Evelyn proviene da una delle più rispettate famiglie della città e quando si innamora di Renard, un ragazzo qualsiasi, senza soldi e dal futuro incerto, in casa scoppiano le tensioni. Le riserve della famiglia di lei e la decisione di lui di partire per la guerra come volontario metteranno alla prova la relazione tra i due.
Negli anni Ottanta, la figlia di Evelyn, Jackie, è una madre single: il marito Terry è andato via di casa nel tentativo di combattere la sua tossicodipendenza, lasciando soli lei e il figlio T.C. L’inaspettato ritorno dell’uomo sconvolge la ritrovata normalità di Jackie, la quale è lacerata dall’idea di dargli un’altra opportunità.
Nel 2010, in una New Orleans che porta ancora i segni dell’uragano Katrina, il venticinquenne T.C. è appena uscito di prigione quando il suo amico Tiger gli propone un “grande affare”. L’arrivo di un figlio sconvolgerà i piani del ragazzo, ma non il giro di eventi che ormai si è innescato.

Tre generazioni, tre destini e tre epoche a confrontoLa libertà possibile racconta la faticosa conquista della libertà da parte dei membri di una famiglia di colore, oltre i pregiudizi sociali e le aspettative dei familiari, fra sogni infranti e porte che invece si aprono.

Con una scrittura incisiva e ricca di sfumature, che le è valsa la nomina al National Book Award 2017, Margaret Wilkerson Sexton costruisce un romanzo d’esordio in cui la brillante analisi sociale e la raffinata descrizione dei sentimenti umani sfiorano l’esattezza fotografica.

Una lettura potente e bellissima, che parla di vita quotidiana eppure ti colpisce al petto con forza, ma anche con dolcezza capace di smuoverti dentro. 
L'autrice ci parla di una famiglia, muovendo la trama fra tre generazioni diverse:

nel 1944 conosceremo Evelyn, una ragazza che sogna di diventare un'infermiera negra. Va sottolineato non solo perché per quei tempi era dannatamente difficile, ma perché lei stessa sa di esserlo, ma non per questo valere di meno. Seppur ha accettato tante leggi che la separano dal mondo dei bianchi con, si può dire, tranquillità. 
Non è una rivoluzionaria. Non è arrabbiata col sistema. Vive e stop. 
La sua famiglia vive agiatamente. Il padre è un dottore (e potete immaginare cosa possa voler dire un titolo del genere ed il prestigio che porti con sè). La madre stravede per la sorella minore,  Ruby con le sue "paturnie" eterne, la sua vita priva di aspettative ma ricca di pretese. E un fratellino più piccolo ancora. Una famiglia unita, ma che Evelyn non sente così fino in fondo ma lo sopporta.
Sarà l'incontro con 
Renard e il loro amore a smuovere i suoi sentimenti e la sua mente, portandola a riflettere su cosa voglia e su cosa abbia, comprendendo che non deve sempre farsi indietro per far felici gli altri.

Passiamo agli anni '80, dove incontriamo Jakie, la secondogenita di Evelyn. Una donna giovane con un figlio, ma sola. Abbandonata dal padre del bambino, diventato tossico, che è scomparso senza una spiegazione da un giorno all'altro. Attraverso di lei vedremo la difficoltà di riprendersi, di superare un dolore così forte che sembra non la lasci mai in pace, di tornare a vivere in serenità. Seppur sia una donna forte, circondata e supportata dalla famiglia, non sarà per niente facile.
Chi, in tutta sincerità, riuscirebbe a non trincerarsi dietro ad un muro quando ciò che ti fa più male viene a galla e chi ti è più vicino può non solo vederlo chiaramente, ma può anche "usarlo come arma" contro di te? 

L'ultima generazione ci parla di T.C., il figlio di Jakie, spostandoci nel 2010. Un giovane uomo che è finito in prigione per la droga e che tornato libero ha già dei piani per potersi costruire un futuro migliore. Ha una donna che lo aspetta (più o meno) ed un figlio piantato nel suo grembo, al quale vuole garantire un bel futuro. 

Il tutto è ambientato a New Orleans. La vedremo marginalmente cambiare durante le epoche, come una visione dal finestrino di un treno in movimento. Qualche dettaglio accennato qua e là, per darci modo di capire non solo i tempi, ma come la città si sia evoluta e come questo sia importante per i personaggi che ci parlano.

Vedremo sempre marginalmente, ma dandoci la possibilità di comprendere il quadro completo, come la civiltà trattasse (e tratta, visto che il 2010 non è poi così lontano) questi negri. Dalle leggi di segregazione, le ingiustizie sociali, fino ad una libertà sempre più ampia, ma sembra sempre mancare qualcosa. 
Ma non è un romanzo che è incentrato sulla razza. Non è sua intenzione mirare l'attenzione al razzismo, nonostante sia evidente la sua presenza e saremo davvero sciocchi a non saperlo e/o vederlo. 
Si parla di una famiglia e di cosa affronta durante gli anni, delle diversità generazionali che si devono gestire e di come certe scelte possano essere diverse, a seconda del periodo che viene narrato. 

Una lettura davvero ipnotica. La Sexton ha un modo di scrivere leggero ed estremamente fluido, che permette uno scorrere della storia senza rendersi conto del tempo che passa. 
Una storia lasciata aperta e che spero continui presto. Sono molto curiosa di scoprire come andranno avanti le avventure di questi personaggi. 
Si, sembra banale, ma anche se sappiamo come siano andate a finire alcune storie, resta sempre un alone di mistero e si vuole scoprire di più a riguardo, per esempio: Evenyn, che da giovane ragazza, diventa moglie, madre, nonna... Ma come? 
La Sexton ci porta a volerlo sapere, a divorare le pagine per trovare qualche dettaglio, nonostante  spesso non sia più la sua timeline, non sia la protagonista principale di quei capitoli, e nonostante questo ogni frammento ci regala qualcosa in più e ci rende questa figura sempre più vivida nella mente. E nel cuore. Perché un po' tutti ci restano dentro, nel bene e nel male. 
Assolutamente consigliato! 

Non dimenticate di seguire gli altri blog che vi parleranno di questo romanzo: 

3 Novembre

4 Novembre
Viaggiatrice Pigra

5 Novembre

6 Novembre 

Review Tour: Slender Man


La leggenda urbana di Slender Man, nata dai sussurri della rete, ha ispirato questa storia inquietante e piena di suspense, che in un crescendo di tensione porterà il lettore a trovarsi a faccia a faccia con la figura mostruosa che fa scomparire le persone dopo aver funestato i loro sogni.

Mentre i suoi amici si disperano e la polizia la cerca freneticamente, Matt Barker, suo compagno nella scuola più esclusiva della città, comincia a sognare alberi minacciosi, cieli in tempesta e qualcosa di oscuro che si avvicina sempre di più. Una figura terrificante, alta, con lunghe braccia, si fa largo nel confine fra realtà e incubo. Un confine che giorno dopo giorno si fa sempre più sottile, fino a scomparire… La leggenda urbana di Slender Man, nata dai sussurri della rete, ha ispirato questa storia inquietante e piena di suspense, che in un crescendo di tensione porterà il lettore a trovarsi a faccia a faccia con la figura mostruosa, senza faccia e dalle braccia e gambe lunghissime, che fa scomparire le persone dopo aver funestato i loro sogni.

Benvenuti in questa tappa di un Review Tour dedicato a questo particolare ed originale romanzo.
Per tre giorni vi daremo le nostre impressioni su questo libro e ve ne parleremo un po', sperando di incuriosirvi abbastanza. Trovate tutti i link alla fine della mia opinione. 

Questo personaggio non lo conoscevo quasi per niente. So che è nato dalla rete e ha creato molto scompiglio, ma non mi ero mai presa la briga di andare ad indagare ulteriormente. Occasione ghiotta per non buttarmi a partecipare a questo evento, così da finalmente capire chi è davvero. 
Ammetto che sono rimasta leggermente delusa, ma andando ad informarmi poi meglio online ho capito che la scelta fatta dall'autore/ice è ottima. 
Perché questa precisazione? Semplicemente perché è anonimo, non si sa chi ci sia dietro. 

Due paroline sulla trama
Abbiamo una voce narrante principale, anche se non sarà l'unica, ed è Matt Barker. Un ragazzo nella media, non particolarmente socievole, sta per i fatti suoi e vive bene così. Da qualche tempo ha incubi ricorrenti e la psicologa che lo ha in cura lo obbliga a scrivere un diario ed è tramite questo che lui ci parlerà, dandoci inizialmente una panoramica sulla sua vita e quotidianità, accennandoci di Lauren, la sua migliore amica. Hanno un rapporto molto particolare: non si frequentano assolutamente a scuola, ma per messaggio si dicono ogni cosa. Per cui per Matt crolla un po' il mondo attorno quando Lauren scompare nel nulla dopo esser uscita di casa nel pieno della notte. 
A complicare le cose, gli incubi assumono connotati sempre più angoscianti e sembrano puntare ad un unico soggetto, che non vuole lasciarlo in pace, nonostante non esista...oppure si?

Questa un'infarinatura molto veloce di cosa si sta per andare a leggere. 
A spezzare la narrazione in prima persona tramite questo diario di Matt ci sono tante trovate interessanti. Ci sono screen di messaggini. Articoli di giornale. Chat online. Registrazioni vocali. Indagini di polizia.
Insomma, davvero tante cose diverse che insieme stanno alla perfezione e regalano una storia davvero molto interessante. 

Una nota strapositiva: alcuni frammenti di descrizione ti tenevano incollato alle pagine, trasmettendo immagini nitide di quello che stava succedendo insieme alle sensazioni del protagonista. Una cosa davvero molto rara quando si deve far paura al lettore e/o fargli venire la pelle d'oca. 
Non ho avuto paura, ma ammetto che riuscivo ad immaginare tutto come se fossi stata lì, e qualche brivido me lo ha strappato. Narratore/ice strepitos@! 

Un libro all'apparenza banale, ma che nasconde molte sfaccettature diverse che lo rendono qualcosa di unico, interessante e davvero ben fatto. Si, mi sto ripetendo, ma non ho altre parole se non WOW.
Una pecca è stato un po' il finale, che lascia l'amaro in bocca. 
E come dicevo inizialmente, questo personaggio che resta sempre nell'ombra. Non c'è una vera e propria spiegazione... Ma, appunto, fa parte del mistero che lo circonda.

Una lettura non per deboli di cuore, assolutamente. Può apparire dalla copertina (e dal tema trattato) che punti ad un pubblico giovane, ma non è così scontato. Anzi, viste alcune scene abbastanza inquietanti, forse almeno 15 anni si dovrebbero avere per leggerlo. 
Dipende sempre dalla sensibilità personale, in ogni caso.
Se vi incuriosisce la figura dello Slender Man e siete appassionati di horror, con tracce di thriller e fantasy, potrebbe piacervi molto. 



Passate anche dagli altri blogger, per saperne di più e scoprire la loro opinione:

29 Ottobre
Cronache di Lettrici Accanite
La Ragazza Della Metropolitana 
Books To Read
Leggere Per Sognare


30 Ottobre
Le Recensioni Della Libraia
Sogno Tra I Libri
Libri e Frasi Italia
La Soffitta Dei Libri Dimenticati
OrientaLove
The Reading's Love

31 Ottobre
Il Confine Dei Libri
Sabrina Nel Paese Delle Meraviglie
Sunflakes
Io Resto Qui A Leggere
Red Kedi
I Libri: Il Mio Passato, Il Mio Presente e Il Mio Futuro