Visualizzazione post con etichetta avventura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta avventura. Mostra tutti i post

Opinione: Damsel, di Evelyn Skye


Una damigella in pericolo affronta il drago in persona in questa epica rivisitazione del fantasy classico.

Elodie non ha mai desiderato un palazzo sfarzoso o un principe affascinante. Cresciuta nel reame di Inophe, tra carestie e difficoltà, il suo più profondo desiderio è di aiutare il suo popolo a sopravvivere agli inverni. Quindi quando un delegato di un regno ricco e misteriosamente chiuso al resto del mondo arriva con un’offerta di ricchezze sufficienti a salvare Inophe in cambio del suo matrimonio, accetta senza alcuna esitazione. Nello scintillio della sua nuova casa, Aurea, Elodie è rapita dalla bellezza del reame – e da quella del suo promesso sposo, il principe Henry. Ma non appena hanno inizio i rituali per diventare principessa, il dubbio che non tutto sia perfetto come sembra s’insinua nella sua mente, e le prime crepe sull’apparentemente perfetta superficie cominciano a mostrarsi: una giovane donna scompare dalla torre del castello improvvisamente. Una parata di fiaccole si fa strada attraverso le montagne. Compaiono segni lasciati da una misteriosa “V”. Troppo tardi, Elodie scopre che la prosperità di Aurea è stata acquistata a un costo altissimo: ogni stagione del raccolto, il regno sacrifica le sue principesse a un drago affamato. E Elodie è la prossima. Ma le centinaia di donne che nei secoli hanno preceduto Elodie, non sono morte senza combattere. Il loro sangue pulsa di potere e memoria e la loro esperienza è la chiave per la sopravvivenza di Elodie. Costretta a combattere per la vita, questa damigella dovrà usare la sua intelligenza per sconfiggere un drago, scoprire il passato di Aurea e salvare non solo se stessa, ma anche il futuro del suo nuovo regno. 




Partiamo dal presupposto che questo romanzo è stato pensato per un pubblico sui 10 anni di età. 
Non può essere complesso, articolato, come lo sarebbe se fosse stato pensato e scritto per adulti (cosa che sarebbe stata una figata atomica! Seppur trasporre una storia del genere in modo credibile e interessante per un pubblico di mangiatori di Dark Fantasy sia estremamente difficile, perché è vero: siamo dei rompiballe assurdi. Ma divago al solito...).
In sostanza, va approcciato tenendo a mente il target di riferimento. 

Altro presupposto importantissimo: non è stato scritto prima il libro. 
Anzi, è stato commissionato dopo aver scritto la bozza della sceneggiatura.
Due opere quasi in parallelo, che però prendono due strade molto diverse. 
Eh, si, il libro avendo più dettagli è migliore. Ma dipende tutto dallo scopo finale, dalla storia che si vuole raccontare. 
Se era la medesima: libro vince. Punto. 

Come cavolo sono finita a legger un libro per ragazzi? 
O comunque qualcosa che all'apparenza sembrava aver tutte le carte per esser l'ennesima cavolata?
Un suggerimento di una persona che seguo e di cui apprezzo molto le opinioni: conoscendo i suoi gusti (ed i miei), anche solo qualche accenno mi ha fatto decidere di provare. 
Sto parlando di Francesca de La Biblioteca di Zosma (qui trovate la sua opinione che comunque vi consiglio di leggere)

Prima ho guardato il film su Netflix (sempre tenendo a mente che non è rivolto a me, millenial dai gusti fantasy molto particolari e dalla critica feroce). Non mi è dispiaciuto. Ma ne parleremo dopo. 
Così mi sono lanciata direttamente sul libro che ho divorato in poche orette. Cosa che, ammetto, mi mancava fare da parecchio. Certo, lo stile semplice dell'autrice aiuta moltissimo lo scorrere delle pagine. 
Non sono un esperta, ho sentito molti lamentarsi dello stile, di lacune in tal senso. 
Io, non essendo minimamente in grado di analizzare in tal senso un qualsiasi testo, mi baso sul mio gusto: scrittura semplice, scorrevole, senza fronzoli e senza appesantire con dettagli magari di troppo. 
Forse complice il fatto di aver già visto il film e avendo già in mente qualcosa, non mi sono accorta di mancanze. Non credo ma non sono stata così attenta da poter metter la mano sul fuoco. 
Mi sono goduta la lettura lasciandomi trascinare.

La storia non è quella che viene raccontata "la damigella in pericolo che si salva da sola".
Non è un romanzo femminista che ribalta le carta in tavola. 
Stendiamo un velo su questo tipo di narrazione, perché porta il pubblico ad immaginare qualcosa che non troverà, a farsi aspettative che sicuramente lo deluderanno (o lo porteranno ad odiare il prodotto prima ancora di aprire la prima pagina o guardare due minuti di film, solo perché c'è la parola "femminista"). 
Non è il primo che ribalta le carte. 
Non è speciale. 
MA porta dei dettagli molto interessanti che raccontano elementi del femminismo che la maggior parte della gente non vede/vuole vedere. Si trovano principalmente nel romanzo, sono più evidenti, seppur anche nella pellicola compaiano ma restano marginali. Si ha più la presenza della protagonista e quello che fa per salvarsi, perdendo un po' questo "dettaglio" estremamente bello. 

La storia in breve: Elodie è una ragazza di vent'anni, cresciuta a Inophe dove non è mai stata una principessa tradizionale, probabilmente anche per la mancanza prematura della madre, si è data da fare per aiutare il padre col popolo (andando anche di casa in casa per capire le varie esigenze), seguendo l'economia (riscossioni, pagamenti,..), il commercio al porto, e molto altro. 
Ciò ha coltivato al sua curiosità e lo spirito avventuroso. Infatti è sempre stata molto intelligente, ha sempre imparato le lingue per poter comunicare con qualunque nave. Non ha mai avuto paura di sporcarsi le mani, da quando era piccola giocando ed arrampicandosi ovunque, al cavalcare e molto molto altro. 
Il tutto aiutando a crescere la sorellina Floria insieme alla matrigna Lucinda, prima loro governante.

Il regno è allo stremo, a "salvarli" arriva la conferma di un matrimonio combinato fra Elodie e il figlio del regno di Aurea. Per dovere Elodie accetta e si troveranno catapultati in un luogo dalle ricchezze sfarzose ed immense. E sebbene doveva esser un matrimonio di dovere, Elodie si ritrova a provare qualcosa per il principe Henry. Ma la notte delle nozze scopre la verità ed il prezzo che dovrà pagare per l'aiuto alla sua terra, ovvero diventare un sacrificio. 

Si, la nostra Elodie (voce narrante di un 90% del romanzo) si trova a dover sopravvivere, ma non è sola. Avrà dalla sua parte ciò che le altre principesse si sono lasciate alle spalle per aiutare chiunque fosse arrivata dopo, per non lasciarle sole e dar elementi in modo che qualcuna possa scappare da quel destino che non avevano scelto. Una sorellanza incredibile che davanti alla prospettiva di morte certa non si arrende, non diventa egoista, mette la propria conoscenza a disposizione per le prossime. 
Ma oltre le tracce fisiche lasciate impresse nella roccia c'è anche un elemento magico, ovvero il sangue. 
Sangue che se toccato permette ad Elodie di apprendere di più da queste giovani donne, intrappolate in quel labirinto come lei. 
Questo elemento stride un poco, perché non è molto chiara la spiegazione di questo "potere". 
Viene data una motivazione, ma non ha senso con altri elementi accaduti precedentemente. 
Quindi bella idea, ma realizzazione confusa. 

E sempre sul tema della sorellanza, abbiamo anche esempi più "vivi", come il rapporto con la sorella Floria, ma soprattutto il rapporto con la matrigna Lucinda, che viene rappresentata dalle due ragazze come una figura fredda, distaccata, molto rigida, ma che grazie alle sue apparizioni (seppur sporadiche) farà capire in quanti modi diversi si può dimostrare amore. 

Altro "dettaglio" che rende molto di più nel libro è la famiglia reale ed il suo ruolo in tutto questo, poiché capiamo cosa comporti il peso di questa tradizione, sia in senso negativo che positivo. 
Poiché scopriamo che qualcuno non regge a tutto ciò e "scappa" dai doveri. Altri invece restano e portano avanti, con una freddezza allucinante. 
Nessuno giustifica nulla, anche perché resta il fatto che, credibile o meno, nessuno in 8 secoli ha mai messo in discussione nulla, da chi regna a chi vive sull'isola a chiunque negli altri regni attorno (3 donne l'anno sono tante).
Oltre il fatto che nel libro non si parla di principesse, ma sangue reale
Quindi il fatto che la famiglia reale ha avuto, come fosse una maledizione, solo figli maschi dal giorno del patto rende evidente quanto abbiano scelto di interpretare questo sacrificio a proprio vantaggio. 
Potrebbe esser stato scelto e mandato avanti sfruttando il primo sacrificio, ovvero le prime tre principesse che furono mandate dal drago, fra cui la più grande Victoria (nel film questo dettaglio manca ed è fondamentale, perché durante la lettura apprendiamo molto a riguardo di cosa accadde agli inizi di tutto). 

Un elemento GENIALE è la lingua del drago. 
Una lingua creata dalla figlia della scrittrice che ha tredici anni!
Lingua con regole grammaticali, parole, verbi,...insomma, tanta tanta stima. 
Il tutto presente alla fine del libro, con spiegazioni di come andrebbe parlata. 

Nel libro Elodie si mette a decifrarla per poter capire il suo nemico. Come le precedenti principesse segna tutto su una parete e lentamente riesce a tradurre (grazie anche al fatto che il drago le traduce ogni frase per farsi comprendere, e mettere terrore mentre gioca con la sua preda). 

Insomma dovrà darsi da fare fisicamente e mentalmente per uscire dal labirinto in cui è prigioniera, sfuggendo al drago che la insegue, le tende agguati e gioca con lei. 

Ho letto lamentele sul fatto che una principessa non possa fare certe cose (arrampicarsi, correre, avere quella resistenza), ma già da subito viene messo in chiaro che lei è allenata. Non sta ferma, non si occupa di documenti dietro una scrivania, è molto attiva fisicamente. Quindi può (magari non come nel film, alcune scene sono effettivamente un tantino troppo).

Tutto sommato la storia regge, è dinamica, abbastanza originale, ti tiene incollato alle pagine. 
Ovviamente si sa come può concludersi, ma non al 100% ed è qui che la curiosità fa restare fino alla fine della storia. 

Nel finale però un elemento mi ha fatto storcere parecchio il naso. Molto forzato e senza spiegazione, mi sto ancora domandando il perché. Tutto il resto invece resta coerente con quello che avevamo letto precedentemente e chiude la storia in modo interessante. 

Si, ci sono elementi che ricordano (soprattutto nella pellicola) Game of Thrones, Frozen, oltre che richiami a favole, storie simili. 
Si, ci sono anche parecchie lacune. 
Si, ci si possono fare domande logiche che non hanno una risposta.
Infatti questo (ultimo punto in particolare) mi ha fatto abbassare la sua valutazione generale. 
Dovrebbe esser letto dal "suo" pubblico e lì capire effettivamente se apprezzato o meno. 

Poteva essere migliore? Probabilmente. 
Per me comunque è stato molto piacevole da leggere, riesce a dare spunti di riflessione mentre intrattiene il lettore, regalando elementi non così banali su cui si può creare discussione. 
Io spero di aver dato un pochino di chiarezza riguardo cosa si può trovare fra queste pagine, rispetto alla sua pubblicità, e quali elementi potrebbero esser apprezzati oppure portare al non apprezzare questa lettura. Si può passare oltre a certe cose, certo, dipende sempre cosa sta cercando il lettore. 
Questo è fondamentale. 


Se vi interessa un paragone (con Spoiler) fra libro e film fatemelo sapere, che ne approfitto subito che li ho piuttosto chiari in mente. 

Opinione: Heart Strings (Il Fuorilegge della Magia Nera 3), di Domino Finn



La magia nera ha una pessima reputazione. Fidatevi di me. Quando le persone mi vedono, non vedono Cisco Suarez, vedono un farabutto. Un incantatore di ombre. Un fuorilegge della magia nera.

Magari hanno ragione. Magari tutto quello che tocco appassisce e muore. Ma questo non dà il diritto a un team SWAT di entrare nel mio rifugio con le armi spianate.

Da non crederci. Qualche danno collaterale al municipio e di colpo ti ritrovi a essere il nemico pubblico numero uno.

Ma ora anch’io mi sono dato un po’ alla politica. Ho persino il mio poster da ricercato. Quiz a sorpresa: chi è più pericoloso? Un mago cospiratore, un elementale vulcanico o un politico corrotto di Miami?

La risposta potrebbe sorprendervi perché neanch’io me la aspettavo.

Dopo davvero troppo tempo, torno a riempire le pagine di questo blog!
Vi parlo di questa novità Dunwich, anche se pubblicata da qualche settimana. Fra lavoro ed altro, i miei ritmi sono completamente stravolti, così ci ho messo un po' ad iniziarlo ed a ingranare con la storia. Ma come al solito dopo metà il tutto è scivolato via senza che me ne rendessi conto. 

Pensavo di incantarmi di più inizialmente, non ricordando molto di quanto accaduto nei capitoli precedenti, ma Domino ci fa un bel regalo: veloci ricapitolazioni attraverso i pensieri di Cisco, così da aiutarci a riportare a galla ciò che era successo. Forse fastidioso per chi li legge in serie, ma per chi segue la pubblicazione è qualcosa di ottimo.

Ritroviamo Cisco, ovviamente in fuga. Si nasconde in una baracca cercando di attendere che le acque si calmino su di lui e che la polizia smetta di cercarlo, ma inutilmente. Infatti già nelle prime pagine l'azione la fa sovrana, mista all'umorismo del nostro protagonista. Ritrovandosi circondato dalla SWAT, con a capo il suo migliore amico, dovrebbe solo usare i suoi poteri per scappare, ma invece le cose si fanno rapidamente più pericolose. 

Incontrerà figure che credevamo mitologiche, scopriremo un mondo...anzi due, che sono su diversi piani rispetto alla Terra eppure ne restano in contatto. Insomma, ci saranno grosse novità sovrannaturali. 
Ma non ci si dimentica certo del resto, poichè Cisco è ancora intenzionato a smascherare gli autori della sua morte, che sembra si aggirino nel mondo politico di Miami, quindi dovrà aguzzare il cervello per scoprire vari collegamenti che lo potrebbero portare a risolvere questo enigma così complesso. 

Tanta, tanta azione, tantissima magia e parecchio umorismo, si mescolano per creare questo terzo capitolo dove alcune risposte sembrano finalmente vedere la luce (il tutto alla fine del libro!).
Forse un po' frettoloso nel finale, dove la vicenda sembra chiudersi davvero in maniera troppo...banale, quasi. Però nel complesso davvero interessante e piacevole come lettura. 
Sono curiosa di scoprire come andrà avanti e cosa combinerà questa volta Cisco. 

Seven Sisters





Titolo originale What Happened to Monday
Paese di produzione Regno Unito, Francia, Belgio
Anno 2017
Durata 123 min
Genere avventura, azione, drammatico, fantascienza, giallo, thriller
Regia Tommy Wirkola
Sceneggiatura Max Botkin, Kerry Williamson







Interpreti e personaggi
Noomi Rapace: sorelle Settman
Clara Read: sorelle Settman bambine
Willem Dafoe: Terrence Settman
Glenn Close: Nicolette Cayman
Marwan Kenzari: Adrian Knowles
Pål Sverre Hagen: Jerry
Christian Rubeck: Joe
Tomiwa Edun: Eddie
Robert Wagner: Charles Benning
Vegar Hoel: capo squadra SWAT


Trama
Nel futuro la popolazione è aumentata a dismisura per un abnorme aumento di parti gemellari, sopraggiunto a causa dei fertilizzanti usati per scongiurare la fame nel mondo; le autorità instaurano allora la legge del figlio unico: tutti i neonati che nascono dopo il primogenito vengono prelevati da un organo preposto, chiamato Bureau, e messi in criosonno, in attesa di una soluzione al problema della sovrappopolazione. In questo contesto nascono sette sorelle che, alla morte dei genitori, vengono nascoste dal nonno Terence alle autorità e chiamate come i giorni della settimana.
Egli si prende cura di loro istruendole e facendone sbocciare i talenti, permettendo loro di uscire una alla volta nel giorno della settimana che corrisponde al nome di ciascuna prima per frequentare la scuola, poi per lavorare. Arrivate a trent'anni, quando tutto sembra andare per il meglio, Lunedì scompare. Le sorelle dovranno trovarla prima che lo facciano le autorità e le congelino tutte, ma verranno a conoscenza di segreti che non potevano immaginare.
(da Wikipedia)

Trailer


Ero incuriosita da questo film e più ne sentivo parlare (ed anche bene) più diventavo curiosa ed avevo voglia di vederlo.
Non mi ha deluso!

La storia è piuttosto semplice: in un futuro (distopico) il mondo ha esaurito la scorte alimentari, per rimediare a ciò gli scienziati hanno potenziato le coltivazioni, ma questo "mutamento" ha causato una nascita decisamente esagerata. Ogni donna, infatti, partoriva più di due gemelli per volta, e questo avrebbe riportato il mondo sull'orlo della distruzione.
La dottoressa Cayman crea così il programma "Figlio Unico", ovvero solo il primo nato può vivere tranquillamente, gli altri vengono ibernati ed attendono un futuro migliore in cui poter riprendere la loro vita.

In questo mondo Terrence Settman si trova a perdere la figlia per un parto di sette gemelle, avvenuto in una struttura sicura che gli permette di poter tenere le bambine, ma deve trovare un sistema per non farsi scoprire. Ed ha subito un'intuizione: le bambine sono sette, come i giorni della settimana, così ad ognuna da il nome di un giorno.
Le istruisce a casa fino ad una certa età, in cui possano capire a cosa vanno incontro, spiegandole che potranno uscire solo durante il giorno della settimana che porta il loro nome. Dovranno vivere una vita unica, quella di Karen Settman.

In ordine da sx a dx:
Gioverì, Martedì, Domenica, Lunedì, Sabato, Venerdì
Vedremo il film tra passato e presente, vedendo cosa ha dovuto fare Terrence per tenerle al sicuro, e ritrovandole adulte, con ognuna la sua personalità ed il suo stile, che deve tenere segreto, per il bene di tutte. Poche regole che hanno permesso a tutte di sopravvivere, ma è davvero una vita degna di essere vissuta?
Eppure tutto crolla quando Lunedì non torna a casa (appunto il titolo in inglese "What Happened to Monday", ovvero "Cosa è accaduto a Lunedì"), scomparendo da qualunque radar.
Dovranno cercarla e trovarla prima delle autorità, per evitare di essere separate, ma capiranno presto che qualcuno ormai SA di loro e le loro vite saranno in pericolo.

Un thriller dinamico, in un mondo distopico (simile al nostro, ma diverso per certi punti).
Una storia che ti trascina fra continui colpi di scena e ti tiene incollato allo schermo, fino ad un finale piuttosto imprevedibile (anche se ci si può immaginare qualcosa, ma non proprio tutto); si resta con dubbi fino alla fine della storia.
Davvero ben fatto, regala qualche ora di stacco in modo intelligente ed adrenalinico.
Fateci un pensiero!

Opinione: A Volte si Muore, di Claudio Vergnani

http://amzn.to/2haCnVQ

(cliccando sull'immagine si va su Amazon) 

In una città dove intere aree erano preda di criminali e maniaci, di bande mascherate, di stupratori seriali e pazzi sbandati, e sotto il controllo di gangster in doppiopetto, si muoveva un assassino misterioso e invisibile chiamato il Bisbiglio. La leggenda voleva che solo i morti che si lasciava dietro – straziati e oltraggiati – potessero vederlo. Infliggeva una fredda violenza e una studiata crudeltà, muovendosi con astuzia nel buio e nel silenzio. Colpiva quando le sue vittime erano ignare, indifese o deboli. Oppure, al contrario, quando erano certe di essere al sicuro. E, quel che era peggio, non comprendevamo nemmeno perché lo facesse. Non eravamo un passo indietro, eravamo proprio anni luce distanti. Eppure, in qualche modo, sentivamo che il cerchio ci si stava stringendo intorno, che alla fine, in un modo o nell’altro, lo avremmo visto anche noi…

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °   

Non vedevo l'ora di potervene parlare.
Vergy e Claudio tornano ancora una volta riportandoci nel loro mondo, fatto di violenza, colpi di scena e personaggi assurdi.....senza contare la parlantina immancabile di Vergy.

Li avevamo lasciati dopo "La Torre delle Ombre" mentre tornavano alla loro quotidianità alla fine di una brutta avventura....ma per loro i guai non terminano mai!
La casa di Vergy viene definita 'inagibile' e loro costretti a traslocare.....ma dove?
Il comune se ne frega, la situazione è sempre più fuori controllo nelle strade, e così si rifugiano all'Alametto (nome che daranno alla nuova dimora): diroccata, sporca, abbandonata, ma resta sempre un tetto sopra la testa e a loro va più che bene. Quando sembra che tutto stia un pelino andando nella direzione giusta, qualcosa appare e li trascina dentro l'ennesima assurda avventura.
Infatti la prima notte del 'trasloco' vanno al cimitero accanto alla casa per cercare di trovare acqua corrente per lavarsi, ma si imbattono in tutt'altro: qualcosa è a caccia e li terrorizza a morte, facendogli passare una nottataccia in quel posto infernale.
A chiarire loro la situazione saranno un gruppetto di vispe vecchiette (adorabili!) che racconterà loro per la prima volta del Bisbiglio: una figura sempre più conosciuta dalla malavita, che porta la vendetta con sè e se la prende con chi ha l'animo marcio.....ma questo è solo l'inizio di tutto!

Troveremo durante la lettura alcuni personaggi già conosciuti, mentre altri si faranno conoscere durante le pagine. Come al solito Vergnani inizia una storia e, fino alla fine, non sai mai cosa aspettarti perchè è un susseguirsi di colpi di scena e situazioni improbabili (beh, non per i nostri protagonisti almeno), il tutto fino alle ultime pagine che chiudono la vicenda facendo capire finalmente al lettore tutto...

Se avete letto altri libri dell'autore, prendete anche questo: non sbaglierete!
Lo consiglio a chi ama l'avventura mista all'horror, quì non si va tanto per il sottile (anche come linguaggio), ma preciso: non è esser volgari tanto per scioccare il lettore, è lo stile dell'autore ed è una caratteristica dei protagonisti, Vergy in primis, che ha uno stile ed un linguaggio che definirei unici e non certo raffinati: non ha filtri e lo adoro anche per questo.

Non dovete leggere per forza i precedenti, sono collegati, ma non strettamente (come certe serie);
potete benissimo provare con questo e poi tornare indietro, non ci sono particolari dettagli che rendono la storia incompleta se letta singolarmente. 

Un romanzo italiano che si stacca dal gruppo di quelli più 'commerciali' (e finalmente direi) portando aria nuova e una storia avvincente, con personaggi non convenzionali alle prese con situazioni decisamente non quotidiane...Che altro dire? Ormai li adoro e non vedo l'ora di scoprire che altre avventure gli capiteranno, perchè è certo che attirano i guai come pochi!

Opinione: La Torre Delle Ombre, di Claudio Vergnani

http://www.amazon.it/gp/product/889873963X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=889873963X&linkCode=as2&tag=viaggiatricep-21
(cliccando sull'immagine si va su Amazon) 


In una città consegnata all'anarchia, preda di grottesche e letali bande criminali, logorata da cambiamenti climatici e rassegnata a un futuro dove la speranza è il lusso di pochi, i due protagonisti - Claudio e Vergy - tirano a campare, cercando di resistere al logorio di una vita priva di senso e di sbocchi, grazie a una rigida routine giornaliera fatta di allenamento fisico, di strategie per procurarsi il cibo e di stratagemmi per sopravvivere agli artigli affilati di quella società che non offre alcuna protezione ai perdenti, agli abbandonati, ai reietti. Su questa metropoli in pieno degrado si curva minacciosa l'ombra della Torre, luogo di perdizione e malaffare da cui è bene tenersi alla larga. Almeno fino a quando la richiesta di aiuto di un vecchio amico, non porterà i due protagonisti a scalare il gigante di cemento e ferro alla ricerca dell'ultima scintilla di un antico valore, che potrebbe riscattarli da quell'esistenza di squallore. In questa nuova epoca nella quale il futuro si mescola al presente e al passato, i due amici si ritroveranno invischiati nel perverso meccanismo del Salone dei giochi, una nuova e crudele forma di intrattenimento dove il divertimento di pochi danarosi e senza scrupoli - si misura sulla sofferenza dei più deboli..


° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °  

Tornano Claudio e Vergy!
Ringrazio la NeroPress per avermi permesso di leggerlo...

Premetto una cosa, al momento di questi due ho letto solo le avventure in "Lovecraft's Innmouth", ma mi hanno catturato e incuriosito, infatti ho in programma di rifarmi di tutte le loro avventure che mi sono persa. 
Quindi, capirete se alcune cose non so bene come porle, perdonatemi! 
Ma detto questo, è un libro che si può leggere anche da solo, non ci sono problemi e non ci sono collegamenti con altre loro avventure.

Ci troviamo in un mondo quasi apocalittico, dove c'è la legge del più forte, dove povertà estrema si incontra(/scontra) con ricchezza assurda in alcuni frangenti.
I nostri 'eroi' come sempre campano alla giornata, cercando di tenersi in forze e di non lasciarsi andare, anche se tutto intorno a loro cade a pezzi. 
Un giorno un loro vecchio 'amico' si presenta e gli fa un'offerta che è difficile da rifiutare: devono andare a prendere una sua amica (vampira) da un collega che ha una fama...pericolosa  e riportarla da lui. In cambio parecchi soldi, che a loro farebbero molto comodo. 
L'unico problema è che questo personaggio è uno dei responsabili dell'intrattenimento alla Torre, un luogo dove non si vorrebbe mai finire se non come spettatore, dove si può fare tutto in cambio di soldi, dove l'intrattenimento è portato all'estremo e...alla morte. 
(Non posso darvi più dettagli, ma vi ho detto già molto).
Ovviamente, temendo che la ragazza possa fare una brutta fine, partono in missione per salvarla, ma sarà una decisione che rimpiangeranno molto....

Questo che vi ho descritto è più o meno un terzo della storia, a grandi linee, non voglio dirvi di più perchè rovinerei tutto quello che si scopre leggendolo.
Niente è ciò che sembra e l'imprevedibile è sempre dietro l'angolo.
I protagonisti sono come li ricordavo, più o meno, forse un po' più contenuti nel linguaggio, ma, sotto sotto, ca**oni dal cuore d'oro.

Un libro che nei primi capitoli ho fatto fatica a seguire per un flashback (che si capirà solo alla fine come mai è stato inserito) e anche per la storia in cui ero piombata: Vergnani non fa preamboli, non si perde a spiegare...va dritto al punto, e credetemi lo apprezzerete andando avanti.
Una storia che quando ti prende, ti porta via, ti trascina lungo le pagine e ti porta fino alla fine. 
Ti fa venir voglia di avern un seguito sottomano e leggerne ancora. 

Non è un libro per tutti, alcuni contenuti potrebbero turbare se uno è particolarmente sensibile...ma non credo si avvicinerebbe a questo tipo di lettura.
Questi due mi stanno piacendo sempre di più e credo sia così per chiunque si imbatta in loro e li scopra....per chi non li conoscesse ancora, è il momento di farlo!
Un libro originale, interessante, dalla trama anche dark/horror direi, ma in prevalenza avventura;
una lettura imprevedibile e molto ben scritta...insomma, una lettura davvero piacevole che ti porta per alcune ore in un mondo distrutto, insieme a questi due, a viver con loro questa avventura. 
Provate e poi ditemi se siete d'accordo con me oppure no.