lunedì 12 dicembre 2016

Opinione: A Volte si Muore, di Claudio Vergnani

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In una città dove intere aree erano preda di criminali e maniaci, di bande mascherate, di stupratori seriali e pazzi sbandati, e sotto il controllo di gangster in doppiopetto, si muoveva un assassino misterioso e invisibile chiamato il Bisbiglio. La leggenda voleva che solo i morti che si lasciava dietro – straziati e oltraggiati – potessero vederlo. Infliggeva una fredda violenza e una studiata crudeltà, muovendosi con astuzia nel buio e nel silenzio. Colpiva quando le sue vittime erano ignare, indifese o deboli. Oppure, al contrario, quando erano certe di essere al sicuro. E, quel che era peggio, non comprendevamo nemmeno perché lo facesse. Non eravamo un passo indietro, eravamo proprio anni luce distanti. Eppure, in qualche modo, sentivamo che il cerchio ci si stava stringendo intorno, che alla fine, in un modo o nell’altro, lo avremmo visto anche noi…

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Non vedevo l'ora di potervene parlare.
Vergy e Claudio tornano ancora una volta riportandoci nel loro mondo, fatto di violenza, colpi di scena e personaggi assurdi.....senza contare la parlantina immancabile di Vergy.

Li avevamo lasciati dopo "La Torre delle Ombre" mentre tornavano alla loro quotidianità alla fine di una brutta avventura....ma per loro i guai non terminano mai!
La casa di Vergy viene definita 'inagibile' e loro costretti a traslocare.....ma dove?
Il comune se ne frega, la situazione è sempre più fuori controllo nelle strade, e così si rifugiano all'Alametto (nome che daranno alla nuova dimora): diroccata, sporca, abbandonata, ma resta sempre un tetto sopra la testa e a loro va più che bene. Quando sembra che tutto stia un pelino andando nella direzione giusta, qualcosa appare e li trascina dentro l'ennesima assurda avventura.
Infatti la prima notte del 'trasloco' vanno al cimitero accanto alla casa per cercare di trovare acqua corrente per lavarsi, ma si imbattono in tutt'altro: qualcosa è a caccia e li terrorizza a morte, facendogli passare una nottataccia in quel posto infernale.
A chiarire loro la situazione saranno un gruppetto di vispe vecchiette (adorabili!) che racconterà loro per la prima volta del Bisbiglio: una figura sempre più conosciuta dalla malavita, che porta la vendetta con sè e se la prende con chi ha l'animo marcio.....ma questo è solo l'inizio di tutto!

Troveremo durante la lettura alcuni personaggi già conosciuti, mentre altri si faranno conoscere durante le pagine. Come al solito Vergnani inizia una storia e, fino alla fine, non sai mai cosa aspettarti perchè è un susseguirsi di colpi di scena e situazioni improbabili (beh, non per i nostri protagonisti almeno), il tutto fino alle ultime pagine che chiudono la vicenda facendo capire finalmente al lettore tutto...

Se avete letto altri libri dell'autore, prendete anche questo: non sbaglierete!
Lo consiglio a chi ama l'avventura mista all'horror, quì non si va tanto per il sottile (anche come linguaggio), ma preciso: non è esser volgari tanto per scioccare il lettore, è lo stile dell'autore ed è una caratteristica dei protagonisti, Vergy in primis, che ha uno stile ed un linguaggio che definirei unici e non certo raffinati: non ha filtri e lo adoro anche per questo.

Non dovete leggere per forza i precedenti, sono collegati, ma non strettamente (come certe serie);
potete benissimo provare con questo e poi tornare indietro, non ci sono particolari dettagli che rendono la storia incompleta se letta singolarmente. 

Un romanzo italiano che si stacca dal gruppo di quelli più 'commerciali' (e finalmente direi) portando aria nuova e una storia avvincente, con personaggi non convenzionali alle prese con situazioni decisamente non quotidiane...Che altro dire? Ormai li adoro e non vedo l'ora di scoprire che altre avventure gli capiteranno, perchè è certo che attirano i guai come pochi!

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