venerdì 16 dicembre 2016

Opinione: Quale Amore, di Gioconda Marinelli

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Chiara lavora in un centro antiviolenza a sostegno delle donne. Lo scopo del suo lavoro è quello di aiutare la donna vittima di abusi affinché aiuti se stessa a ritrovare il coraggio e la forza per costruirsi un progetto di vita futura concreto che tuteli lei e i suoi figli. Ogni giorno, Chiara si scontra con il mito della sicurezza entro le mura domestiche e ogni giorno ascolta racconti di sofferenza, di soprusi e si indigna, soffre ma tiene duro perché è consapevole del ruolo chiave che il centro svolge. Tra quelle mura che dovrebbero abbracciare, amare, proteggere per molte donne c’è solo un destino di solitudine amara e violenza. Le donne sono considerate dagli uomini loro proprietà e prevaricarle fisicamente e psicologicamente un loro diritto. Molte donne sono forti, nobili, sanno combattere, cadere e rialzarsi anche se con tanta fatica. Purtroppo, però, a volte alcune sono anche carnefici.
Non è facile per Chiara mantenere un equilibrio. Lavoro, esperienze e vita di relazione all’esterno si intrecciano in un racconto quotidiano sofferto, ma anche gioioso nei momenti di pausa. Sensibile, lettrice vorace, appassionata di poesia e arte, viaggia, si innamora e trova lenimento alle ferite della sua anima nei versi dei suoi poeti preferiti, nei colori e nei profumi della natura.
È un’anima pura Chiara e attraverso la sua voce Gioconda Marinelli invita alla speranza, ad alzare la testa, a denunciare e impegnarsi. A non arrendersi. Mai.

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Una storia che ho voluto leggere nella giornata contro la violenza alle donne,scusate se ve ne parlo solo ora ma dovevo pensarci un pochino, perchè una cosa non mi è piaciuta molto, ma ve lo dirò più avanti.

Nel racconto il tempo è 'velocissimo', ovvero passano mesi tra un capitolo e l'altro in cui la nostra narratrice Chiara ci racconta la sua storia e ciò che vede a lavoro. Ma non ci saranno solo i suoi occhi. Attraverso lei sentiremo anche altre donne che combattono questa piaga attraverso il tribunale e/o come polizia.

Un tema difficile da raccontare che però Gioconda riesce a far benissimo, portando dati e fatti reali, misti a situazioni 'inventate' con le quali Chiara ha a che fare ogni giorno.
Fa riflettere molto e fa anche arrabbiare come questo genere di violenza non si riesca a fermare, non si riesca ad arginare in alcun modo. Dalle violenze fisiche, allo stolking,...analizza molte situazioni in cui la donna è vittima e c'è (purtroppo) poco da fare per aiutarla. A volte perchè lei stessa torna dal suo carnefice. A volte invece perchè nessuno le tutela abbastanza.
Porta anche la voce della legge, infatti un'amica di Chiara racconta ciò che vede e come troppo spesso le denuncie non si possano fare finchè non è grave o che, anche in questo caso troppo spesso, quando si arriva ad una denuncia per la vittima è la fine.
Gelosia e altre scuse varie che permettono a troppi uomini di farla franca e tornare in strada, senza una macchia sulla coscienza e liberi di farlo ancora.

L'unica cosa che non mi è piaciuta è che tratti al 90% di madri, non di donne. O comunque mogli.
Donne con figli che scappano dalle botte, più che altro, e che entrano in contatto con Chiara.
Non si parla abbastanza della violenza verbale, della pressione, del bullismo, dello stolking,....che ormai colpiscono anche ragazzine e donne con cui questi 'uomini' hanno poco a che fare!
Sopratutto con Internet che permette con una facilità allarmante di esprimere i peggio giudizi, senza doverci mettere la faccia, come se si fosse giustificati. 
Non sono i loro mariti, non sono i loro fidanzati, non sono loro amici,....sono merde e basta!
Una donna non va protetta perchè madre (o possibile madre), ma a prescindere da tutto.

Questa l'unica nota stonata che mi sento di far notare.
Per il resto sono storie che non fa male leggere e riportare alla mente, anche se le sappiamo già.
(Anche se i giornalisti in primis dovrebbero imparare a dare le notizie e smetterla di minimizzare dando giustificazioni assurde ai carnefici)

Mai sottovalutare la violenza, mai pensare che cambierà la situazione, mai permettere che la facciano franca: questo un po' il sottotesto della narrazione.
Attraverso questa storia inventata Gioconda ci porta a contatto con le vittime e ci mette davanti a loro, al loro fianco e ci fa sentire anche inutili a volte, come spesso si sente Chiara, nonostante ce la metta tutta, non può salvarle tutte. Ci fa vedere le cose da molte prospettive per mostrarci che ci sono dei modi per uscirne, che non è facile, che ce la si può fare!
Ci vuole molto coraggio e determinazione, ma (purtroppo) anche fortuna certe volte.
Ed è questo che fa male. Questo che fa sentire impotenti.
Potrebbe capitare a chiunque, ma come difenderti? 

Si spera arrivi presto in una legge VERA e FORTE che cambi e permetta alle vittime di potersi difendere da questi esseri e anche che si investa in questi centri che stanno rischiando la chiusura, altrimenti vorrei capire dove andranno a stare queste persone che ne hanno davvero bisogno per potersi lasciare il passato alle spalle e ricominciare.
Io spero anche in un istruzione, basilare, da parte in primis dai genitori ma anche nelle scuole, che insegni rispetto verso tutti, che la smetta di insegnare alle donne a difendersi, ma che spieghi agli uomini cosa non va fatto.
Forse chiedo troppo (io, come tante altre persone con un cervello normale), ma non smetto di combattere e sperarci.

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