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Oggi vi parlo di questo primo capitolo di una storia che riscrive la favola di Biancaneve in chiave fra l'horror e lo steampunk. Corto ma bello! Aspetto la continuazione 😉 #LIncuboDiBiancaneve #LaCittàDeiMercenari #ScarletDanae #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #bookporn #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #daleggere #viaggiatricepigra


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Opinione: L'incubo di Biancaneve: La città dei mercenari, di Scarlet Danae

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Una ragazza sfortunata. Una misteriosa droga spacciata in delle mele. Un'overdose fatale e un viaggio in un mondo parallelo, infetto da un virus mortale e oppresso da sette streghe. Riuscirà Bianca a salvare il principe Darknight tenuto prigioniero nella città dei mercenari? Ma soprattutto, accetterà il suo destino come clone della rivoluzionaria Biancaneve?

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Una lettura breve ma interessante, che riscrive la favola di Biancaneve, proponendo al lettore una versione fra l'horror e lo steampunk.
Bianca è una giovane donna che per tirare avanti, per sopportare i maltrattamenti della matrigna, è diventata una tossica. L'ultima novità arrivata in città è una droga misteriosa spacciata dentro delle mele. Ovviamente lei la deve provare a tutti i costi e, dopo un trip molto forte, dovuto all'ingestione di tutto il frutto, si risveglia in un luogo totalmente diverso da casa sua.
Legata, deve ascoltare i comandi di qualcuno che le sembra davvero familiare, prima di potersi liberare. Infatti è stata Biancaneve a portarla lì, facendola finire nel suo corpo, trascinandola in quel mondo, affinché metta fine al regno di sette streghe maligne.
Ma ci sono altri pericoli che attendono Bianca, poiché questo regno è avvelenato da un virus e lei deve girare ovunque con una maschera, assistita attraverso di essa da Cogito, un'intelligenza artificiale con una coscienza e pensieri propri.
Per iniziare questo viaggio però le serve un alleato, Darknight, rinchiuso nella città dei mercenari.
Inizierà per Bianca un'avventura allucinante in questo mondo assurdo, dove scoprirà come ha fatto a finire in quel posto e cercando un modo per tornare indietro, alla sua vita orribile ma sua.

Il primo capitolo di una storia che promette proprio bene.
Schietta, diretta, la protagonista mi è piaciuta molto e spero di aver presto fra le mani il seguito (o i seguiti) per continuare e scoprire sempre di più su come andrà avanti quest'avventura atipica, oltre che conoscere meglio il passato di Biancaneve e come ha fatto a creare tutto.

Una novità Newton Compton che presto diventerà una serie su Netflix. Ammetto che la storia è interessante, ma è scritta in modo da renderla insopportabile. Un enorme peccato perché aveva davvero molto potenziale! Spero nella serie tv (ed è la prima volta che lo dico!). Ve ne parlo meglio sul Blog 😉 #Diablo #FGHaghenbeck #thriller #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #bookporn #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #daleggere #viaggiatricepigra


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Opinione: Diablo, di F.G. Haghenbeck

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Da questo romanzo l'attesissima serie su Netflix
Un grande thriller
Dietro il mercato nero degli esorcismi si cela un mondo pericoloso e spietato.

Dopo la morte del fratello posseduto da un demone, Elvis Infante è diventato un diablero e si guadagna da vivere dando la caccia a ogni sorta di creatura ultraterrena, per poi venderla al mercato nero. Ma la sua ultima missione sembra diversa da tutte le altre. Nella squallida periferia di Los Angeles si troverà ad affrontare un gigolò travestito da prete, la mafia internazionale, veterani di guerra degli Stati Uniti e una spietata assassina. Elvis scoprirà che il gioco in cui si è andato a cacciare è molto più grande di lui e ci sono fili che dirigono i suoi movimenti senza che se ne accorga.
 
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Io spero vivamente che la serie tv sia migliore e non fedelissima al romanzo (e credo sia la primissima volta che lo dico!).
Bella la trama, davvero, ma la grande pecca del libro è il caos con il quale l'autore ha scelto di raccontare questa storia. Partiamo da un evento nel "presente" che si esaurisce nel primo capitolo, per poi farci saltare a cinque anni prima e continuare a saltellare fra un anno prima del "presente" e quei (circa) cinque anni prima, poi due anni prima, quattro anni prima, poi torna il "presente", per poi saltare di nuovo indietro.... No!
Oltre al farlo con le voci narranti in ogni capitolo, perché non esiste un narratore universale e seguiamo tante storielle differenti. Saltelliamo conoscendo a fatica chi ci sta parlando.
Confusionario e rovina completamente qualsiasi ritmo narrativo, stancando il lettore, con rammarico perché la storia di base è interessante (diableri che vivono cacciando creature ultraterrene per venderle).

Ammetto che rileggendo la trama, è tutto vero...peccato che lo sia in modo così tirato, che fa quasi ridere perché sembra una cosa, ma in realtà ti trovi con altro.
La storia parte con il signor Nice Suit che va da Elvis per un lavoro. Elvis "dovrebbe" essere il protagonista, perché (alla fin fine) tutto ruota intorno a lui, bene o male, anche quando non ci trovi un senso logico. L'ho odiato appena lo hanno presentato. Parla un misto fra varie lingue (nella traduzione italiano ed inglese e a volte spagnolo, mescolando il tutto in ogni frase...insopportabile); forse in spagnolo rendeva di più, non ne ho idea, ma dubito.
Ok, è una persona molto intelligente, uno spaccone,...ma così è decisamente troppo.
Parla addirittura di se in terza persona.
Seriamente, volevo mollare tutto dopo poche pagine.

Fortunatamente la trama migliora, in linea teorica perché su carta resta un casino totale.
Questo saltellare lungo una linea temporale e seguendo personaggi "a caso" rende il tutto davvero pesante, perché quando un pezzo ti intriga, si stacca e si deve ricominciare da capo.
Pessimo espediente narrativo che brucia una storia potenzialmente geniale con un protagonista che sviluppato decentemente sarebbe stato una punta per una serie di romanzi davvero interessanti.
Con una base anche simile, ma raccontata in modo decisamente diverso, avrebbe potuto spaccare molto di più nell'editoria, ed invece....
(E capisco perché dal 2011 abbiamo atteso fino ora, e solo perché ne faranno una serie tv).

Un dettaglio "simpatico" era il titolo originale che è la stessa scritta sulla macchina di Elvis: El Diablo Me Obligò, ovvero Il Diavolo Mi Obbligò (che nella traduzione viene lasciato in italiano, solo dopo metà compare di sfuggita la versione originale).

Se siete curiosi vi consiglio di aspettate una promo per leggerlo, altrimenti usate i soldi per altro di migliore, purtroppo per com'è stata gestita la storia non merita.
Davvero un peccato!

Il Blogtour dedicato a questo romanzo è iniziato lunedì ed oggi ve ne parlo io, trovate la mia opinione sul blog 😉 Seguite l'evento tramite Facebook e/o l'hashtag #BBMagicalTour #BookBlogger #ScrivereDiLibriInRete #GiuliaCiarapica #FrancoCesatiEditore #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #bookporn #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #daleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Blogtour: Book blogger. Scrivere di libri in rete: come, dove, perché, di Giulia Ciarapica




Benvenuti in questa terza tappa di questo lunghissimo BlogTour in cui vi parleremo (e non solo!) del libro di Giulia Ciarapica: Book Blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché.
Se non sapete ancora quante tappe saranno, vi consiglio di sbirciare in fondo all'opinione per dare un'occhiata a quanti si sono uniti a questo progetto.
Lo avete fatto?
Siamo "pochini", eh?
Vi starete chiedendo come mai, immagino. Beh, il tutto è nato da un idea lanciata da Giulietta, del blog Liberi Di Scrivere, che ha chiesto a chi avrebbe fatto piacere collaborare per parlare di questo libro, senza dare restrizioni ne limiti....e tanti si sono uniti!
Immagino molti spinti dalla curiosità di scoprire questo volume (come me), ma tutti con la voglia di far conoscere questo testo e di aiutare la sua autrice ad ampliare il suo pubblico.
Ammettiamolo, tanti pensano che fare il lit-blogger sia solo ricevere libri gratis e fare favori in cambio di qualcosa: falso. E' passione, mettersi in gioco,...farsi anche il culo! E qui c'è una giovane donna, una professionista (direi) in questo campo, che ce ne parla, consigliando come muoversi per parlare di libri in modo (appunto) professionale; e noi la sosteniamo, felici del suo risultato*.

Prima di tutto vediamo di cosa parla il libro:

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Chi è il book blogger e cosa fa? Cosa significa oggi fare critica letteraria 2.0? Il libro di Giulia Ciarapica propone un percorso attraverso i diversi modi di raccontare i libri in Rete: dal blog ai social network e YouTube, tutti gli strumenti sono utili per parlare di letteratura e per farlo in modo originale, fresco, ironico e creativo. Senza dimenticare però che dietro ogni blogger c'è prima di tutto un lettore, che ogni giorno si informa, confronta testi e cerca di trasmettere la propria passione al pubblico (piccolo o grande che sia) con un linguaggio chiaro e semplice. Partendo dai ferri del mestiere e dalla scelta dei testi, passando per le fasi della recensione e i relativi stili, senza lesinare consigli pratici e di lettura, Book blogger ci conduce alla scoperta di un mondo in grande fermento, provando anche a tracciare una mappa per orientarcisi: dai primissimi portali e lit-blog italiani alle ultime tendenze sui social, per arrivare ai siti contemporanei più attivi e seguiti e al fenomeno degli youtuber.



Ammetto di essere combattuta a scriverne una recensione, prima di tutto perché è un genere che di solito non affronto mai (il saggio) e quindi anche solo il testo, ad un primo approccio, è stato ostico; ma anche perché non mi aspettavo tanta schematicità e regole così "fisse" per parlare di una passione così grande che unisce moltissime persone.
Ma teniamo conto che Giulia è non solo BookBlogger (e neanche tanto "alla buona", come posso esserlo io), ma collabora con testate giornalistiche molto famose, oltre che portare avanti un progetto (Surfing on books) nelle scuole. Quindi, si parla di raggiungere un livello quasi professionale, se vogliamo, per quanto riguarda il parlare di libri. O almeno, rivolto a chi vuole farlo in modo "serio", puntando ad uno stile alto.

Fin da subito ci da consigli su cosa leggere per farci un idea della critica letteraria, passando poi a suggerirci alcuni classici intramontabili, per avere una base "solida" per costruirci sopra ciò che vogliamo.
Continua poi dandoci consigli riguardo il mondo del web, dai siti a cui potersi appoggiare (per controllare termini, date,...), per finire con l'elencarci alcune fra le più famose voci "librose" di internet, dai primi blog, alle testate giornalistiche, ecc ecc.
Questa la prima grande parentesi.
Successivamente da spazio ai libri, guardandoli con ottica distaccata:
cosa ci fa scegliere cosa leggere?
Quindi analizza il titolo, l'autore, la copertina,....in modo veloce, ma che centra l'obiettivo e fa capire cosa vuol dirci. Mentre lo leggevo ho pensato che potrebbe essere molto utile anche a chi vuole mettersi in gioco come scrittore, perché credo che fra le righe si nascondano tantissimi piccoli consigli utilissimi anche in quella strada.

Dopo tutto ciò, inizia a spiegarci come muoverci per leggere e successivamente scrivere un opinione riguardo un libro. Ovviamente sono consigli, nessuno è tenuto a seguire tutto quello di cui parla alla lettera, lo dice senza problemi, ci mancherebbe.
L'ho trovato interessante, ma troppo meccanico e decisamente arduo da mettere in atto, se non si è portati per farlo. Banalmente: io scrivo di pancia, di getto, quello che provo lo butto giù, nero su bianco, e poi al massimo aggiusto il testo, cercando di evitare erroracci stupidi.
Mentre Giulia ha un modo molto più lungo e ragionato per parlarcene; oltre alla reazione di pancia, lei si ferma per mettere per bene tutti i puntini sulle i, andando a fare una vera e propria critica al testo, analizzando per bene ogni aspetto (trama, personaggi, stile,...), fino a spiegarci anche come si ferma alla fine di tutto per abbellire ciò che ha scritto con semplici tecniche che lo possono rendere più scorrevole ed interessante. E mi vien un Complimenti! dal cuore, perché non avrei questa passione ne (banalmente) la grinta per fare tutto questo.

Ma non c'è solo chi scrive, infatti ci parla anche di chi fa critica attraverso il video, perché c'è chi si mette davanti la telecamera e diffonde la sua opinione nel mondo mettendoci la faccia.
Anche in questo caso da consigli a chi vuole intraprendere questa strada, tenendo sempre presente ciò che è già stato detto, ed aggiungendo alcuni dettagli per rendere il video più interessante.
Chiudendo poi il tutto con una parentesi dedicata ai social, spiegando un po' come poterli sfruttare al meglio per farsi notare.

Come ho detto all'inizio è una lettura interessante, ma (per quanto mi riguarda) è stata davvero difficile da portare a termine. Offre moltissimi consigli con tanti esempi per spiegare cosa intende dire al pubblico, eppure devo confessare che per quanto mi riguarda non ho trovato nulla che potesse fare al caso mio. Penso che si possa fare critica in modo serio e/o parlare di libri, con stile personale e godersi questa passione, senza che debba trasformarsi in un lavoro/dovere ad ogni costo, che finirebbe col pesare e trasformare una passione in un obbligo odioso.
Ci sono blogger che ci riescono, sono davvero bravi e seguiti ma pochi, che con rigore e uno stile personale sono riusciti a sfondare e farsi strada, trovando riconoscimenti a fronte delle fatiche quotidiane. Ma sono un eccezione, non la regola.

Se invece puntate a qualcosa di più, un livello più alto, senza sapere bene come muovervi, secondo me questo libro fa per voi, perché offre consigli vasti che, con un po' di fatica, possono entrare in una routine e permettere al blogger di crescere verso qualcosa "di più", sviluppando una critica diciamo seria e adatta ad un pubblico più adulto.
Ma occhio, dipende sempre dal pubblico che vogliamo raggiungere (come ci ricorda durante la lettura pure Giulia), perché ci si deve adattare sempre pensando a chi stiamo parlando.

Tirando le somme, non mi ha conquistato, ma non lo sconsiglio.
Se pensate possa esservi utile e/o vi incuriosisce, buttatevi e provate a leggerlo.
Potreste scoprire un tesoro oppure finire addormentati sopra le pagine, ma è sempre il rischio che si corre quando si inizia un nuovo libro. E nessun BookBlogger rinuncia a prescindere, soprattutto se è anche in minima parte curioso del contenuto.
Fateci un pensierino...

E dopo tutta sta pappardella, vi lascio le tappe di questo enorme BlogTour,
continuate a seguirci con l'hashtag #BBMagicalTour
 
*Per evitare voci maligne, che prima o poi arrivano: la CE non ha regalato nulla per l'evento, c'è chi il libro lo aveva già e chi lo ha comprato per l'evento; magari c'è, nel gruppo, chi lo ha ricevuto in omaggio, non lo so, ma ciò esula dall'evento in questione. Giusto per precisare.

Oggi trovate sul blog la quarta tappa del Blogtour, dedicata alla musica 😎 Seguite tutte le tappe e le regole per poter vincere una copia del romanzo oppure le illustrazioni originali; Usate l'hashtag ufficiale, per rimanere aggiornati su questo evento: #BTNewYork40 #AncheLaMorteAscoltaIlJazz #ValeriaBiuso #booksofinstagram #bookblogger #booknerd #bookstagrammer #booklovers #book #bookish #leggere #leggerechepassione #reading #bookporn #leggeresempre #booknow #leggerefabene #bookblog #booklover #read #booklove #bookshelf #amoleggere #bookaholic #libridaleggere #daleggere #freepik #viaggiatricepigra


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Blogtour: Anche La Morte Ascolta Il Jazz - Playlist



Benvenuti al blog tour dedicato al romanzo d’esordio di Valeria Biuso!
Venite a scoprire con noi l’America di fine anni ’40, dal cinema alla musica, dalla controcultura hipster ai luoghi simbolo di quel periodo. William Brooks, il protagonista di “Anche la morte ascolta il jazz”, vi aspetta!  
Oggi vi parlerò della Playlist del romanzo, ma prima vi ricordo di seguire l’Evento Facebook per vincere una copia cartacea o digitale di “Anche la morte ascolta il jazz” e due illustrazioni originali a tema, create proprio dall’autrice!  
Seguite tutte le tappe, anche con l'hashtag ufficiale, per rimanere aggiornati su questo evento:  #BTNewYork40

Prima di tutto, il romanzo: 

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William Brooks è un giovane scrittore alla ricerca d'ispirazione a zonzo per le livide strade della febbricitante e contraddittoria New York della fine degli anni '40. Scrive recensioni per il Partisan Review, la rivista più radicale della città, e frequenta i locali storici del bebop, costipati da morfinomani, perdigiorno e hipster. L'inaspettato incontro con un lontano parente, l'azzimato e nebuloso Noah Tats, riesce però a scuoterlo dal languore in cui si sentiva da tempo impaludato. Una seducente e misteriosa promessa di consapevolezza illumina d'improvviso l'orizzonte di William. Ma la strada è ancora percorsa da fittissime ombre e pesanti inquietudini... Valeria Biuso racconta la crisi identitaria di una generazione, evocando il relativismo dei nuovi valori fondamentali e le antinomie irrisolvibili che governano la società occidentale. Poesia beat, moda, jazz, esoterismo, gusto fantastico e controcultura hipster si fondono in un'appassionata e trasversale ricerca di autenticità.


 
Alla fine degli anni ’40 il jazz orchestrale e lo swing predominavano la scena dei club newyorkesi. Solo dopo aver fatto ballare i bianchi, però, i musicisti potevano dare sfogo a suoni diversi, vertiginosi e sperimentali: quelli del bebop. Il termine nasce in riferimento a una forma di vocalizzazione tipica dello scat, ossia alla pronuncia di sillabe nonsense a imitazione degli strumenti musicali. La tecnica, utilizzata anche da Ella Fitzgerald e Cab Colloway, raggiunse poi la popolarità grazie a Louis Amstrong. Caratterizzato da ritmi veloci, virtuosismi armonici e assoli intricati, il bebop era considerato un vero e proprio prodotto artistico e non una musica d’intrattenimento, come nel caso dello swing. Il fenomeno bop andava oltre la musica: era una rivoluzione sociale, una filosofia, un movimento con atteggiamenti quasi elitari e, al contrario delle big bands jazz, di respiro unicamente afroamericano. 
© Herman Leonard Charlie Parker & Dizzy Gillespie,
NYC, New York, 1949

È proprio per la sua natura ribelle ed esistenzialista che influenzò i beatnik, divenendone il genere prediletto e spesso accompagnando letture di poesie. Jack Kerouac definì il suo On the road come la traduzione letterale delle improvvisazioni di Charlie Parker e Leslie Young. Ad Harlem, insieme ai grandi padri del bebop, Dizzy Gillespie e Charlie Parker (Bird), suonavano Thelonius Monk, Art Blakey, Max Roach, Fats Navarro, Curley Russell, Tommy Potter, Miles Davis. Si esibivano in locali quali il Minton’s o il Monroe’s e nei club della Cinquantaduesima strada come il 3 Deuces, il Downbeat, il Birdland. Dall’altra parte dello stato, nella West Coast, a Los Angeles, erano invece i celebri duelli di improvvisazione tra Dexter Gordon e Wardell Gray ad animare la scena bop.

Estratto da “Anche la morte ascolta il jazz”, di Valeria Biuso:
 “Il proprietario del locale annunciò che Parker e la sua band sarebbero arrivati a momenti.
Gli strumenti erano già lì… Dopo una ventina di minuti di brusio spazientito, un applauso precedette l’arrivo sul palco di Bird. Lui sorrise e salutò il pubblico con un inchino da clown, disse qualcosa di spiritoso a proposito di alcune fanciulle pettinate à la Ava Gardner, poi imbracciò il sax e si trasformò nel re del bop. I suoi occhi erano vivi, gioiosi, pazzi. Impazienti e calamitanti, come le note della sua incredibile musica. Ogni tanto incrociavo il suo sguardo e la cosa mi trasmetteva tanta carica da farmi venire voglia di saltare sulla sedia. Iniziò con Chasing the Bird, poi fu la volta di Groovin’ High, di un blues tenebroso e della meravigliosa How High the Moon. Tutti mimavano il ritmo con le mani, battevano i piedi e si univano in un caos melodioso di frastuono e note.
«Vi amo, ragazzi! Siete grandi!» gridò un tizio dalla prima fila, dopo essersi alzato.
L’intera sala palpitava. C’era gente da ogni lato che strillava e si agitava, diventando un tutt’uno con il suono. Dei ragazzi neri iniziarono a ballare accanto al bancone, con piroette e mosse da fenomeni. Energia pura si librava nell’aria, ci scuoteva e ci animava come fossimo fantocci fatti carne. Le battute erano rapide e martellanti, schizzavano in alto e in basso e ancora continuavano in ogni senso possibile. Tutto era matto, tutti eravamo matti.”

Qui una playlist per entrare nel mood bop!

 
Tappe
13.03.2018 Presentazione del romanzo e del blog tour – Tre domande all’autrice
Blog: Zebuk
20.03.2018 La controcultura hipster
Blog: Les fleurs du mal
27.03.2018 Golden Age Hollywood
Blog: Feel the book
03.04.2018 Playlist bebop
Blog: Viaggiatrice Pigra
10.04.2018 Ambientazione: la New York di fine anni ’40
Blog: Le parole segrete dei libri
17.04.2018 Moda e costumi nella New York di fine anni ’40
Blog: FantasyAmo 
24.04.2018 Estrazione e annuncio vincitori nell’Evento Facebook del blog tour!

In palio
1. Copia cartacea di “Anche la morte ascolta il jazz”
2. Copia digitale di “Anche la morte ascolta il jazz” + Illustrazione (cm. 20x30) a tema
3. Illustrazione (cm. 20x30) a tema

Condizioni per partecipare
- Gradita ma non obbligatoria la condivisione di questo evento sulla vostra bacheca, con modalità della privacy impostata su “pubblica”
- Gradito ma non obbligatorio il “mi piace” alle pagine dell’autrice e dei blog che partecipano all’evento
- Obbligatorio invece è il commento sotto il video di benvenuto di Valeria Biuso, in cui dovrete confermare di voler partecipare.
Se poi taggate anche due amici che potrebbero essere interessati al libro o alle tematiche dell’evento ci farebbe molto piacere! http://amzn.to/2HymaDG