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Opinione: Morto Che Cammina, di Irvine Welsh


Mark Renton ha fatto bingo: i deejay della sua agenzia fanno ballare i ragazzi sulle due sponde dell’oceano e un bel po’ di soldi entrano in cassa, ma non riesce a sentirsi davvero appagato di una vita passata fra sale d’attesa e stanze d’albergo. Seduto a bordo di un volo che lo riporta a casa, butta giù un tranquillante dopo l’altro per smaltire i postumi della serata precedente, quando all’improvviso incrocia un paio di occhi impossibili da dimenticare: quelli di Frank Begbie. L’ex psicopatico di Leith ora è un artista famoso e sembra non nutrire più alcun proposito di vendetta per quella brutta storia della truffa sulla vendita dell’eroina. Sono passati tanti anni, ma Renton non si fida, vorrebbe saldare il suo debito e teme che Begbie stia tramando qualcosa… Nel frattempo alle orecchie di Sick Boy e Spud, occupati in nuovi «progetti», giunge voce che i vecchi amici bazzicano di nuovo Edimburgo: prospettiva stuzzicante riunire i soci come ai bei tempi. Ma quando i due si avvicinano all’oscuro mondo del traffico di organi, le cose prendono rapidamente una brutta piega per tutto il gruppo. In balia ognuno delle proprie dipendenze, costretti alla resa dei conti con un passato che non può più aspettare, Renton, Begbie, Sick Boy e Spud saranno travolti da un fiume in piena di assurdi imprevisti. Uno di loro rischia di non vedere l’ultima pagina del romanzo: chi è il morto che cammina?


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Appena chiuso e già sento la mancanza di tutti i vari personaggi.
Una storia folle, incredibile e sconvolgente...come tutti i precedenti volumi della serie, d'altro canto.
Welsh riesce ancora una volta lasciare senza parole lettore portandolo in una strada lunga, una storia di cui si pensa di indovinare il finale ma che ti coglie alla sorpresa, sempre, a continue riprese.
Si parte dallo stesso punto in cui finisce L'Artista Dell Coltello e si continua facendo una panoramica piuttosto veloce sulle varie vite dei 4 protagonisti.

Rent è ormai diventato un agente di dj e gira costantemente per il mondo, portando i suoi artisti ai vari palchi dove dovranno esibirsi e (sostanzialmente) facendogli da baby sitter, procurandogli droga, sesso o qualunque altra cosa che vogliano. Stremato per colpa di questa vita sempre in viaggio, è ripiombato nella droga giusto per sopravvivere ai vari jet lag che lo stanno consumando.
Ma quando si trova faccia a faccia con Frank vede finalmente l'occasione per metter a posto i casini che ha combinato nel passato, restituendo i soldi rubati anni prima al vecchio (ex?) amico. Ha iniziato anni prima a contare i vari interessi e a metter da parte tutti i soldi necessari per chiudere col passato, pensando di riuscire così a sentirsi più in pace con se stesso.
Peccato che è Frank non rivoglio indietro un centesimo...

Francis lo abbiamo appurato per bene grazie al romanzo che lo vede protagonista: lo ritroviamo nella sua casa nuova in California, con la moglie e le due figlie, che si sta godendo questa vita meravigliosa si è ritrovato ad avere grazie alla sua arte. La sua vita però è minaccia di Harry (un ex sbirro) che continua a perseguitare la famiglia.

Rivediamo anche Sick boy che ha messo su un'agenzia di escort che funziona piuttosto bene, anche se è sempre a caccia. Lo incontriamo prima di Natale, quando torna a casa della sorella, per stare con la famiglia, ma lui non riesce proprio a tenersi fuori dai guai e nemmeno ad evitare di coinvolgere gli altri nella sua m****. Infatti la sera della vigilia coinvolge il cognato in un giro di festeggiamenti, mettendogli dell'ecstasy nel bicchiere, portandolo a fare qualcosa per lui impensabile.
Lo conosciamo ormai e nonostante lui si procuri tutti questi guai e si crei questi casini fa sempre il seccato della situazione, quello che viene tirato in mezzo senza motivo, quando è sempre e solo colpa sua in effettivo. È un egocentrico,  egoista, come è sempre stato, anzi forse è peggiorato negli anni.

E poi Spud che si ritrova a vivere come senzatetto a chiedere l'elemosina in giro, con come unico compagno un cane che ha adottato; sempre buono, strano e caccia di droga. Sarà l'incontro con un suo vecchio amico che gli darà una possibilità per fare qualche soldo,  ovviamente in modo illegale. Ma conosciamo Spud e sembra tutto troppo bello per essere vero.

Tutte queste storie avvengono circa più di 15 anni dopo la fine di Porno, infatti stando alle date citate nel romanzo Porno è ambientato nel 1998 mentre questa storia dal 2015.
Sappiamo poco di questi lunghi anni, ci viene dato qualche piccolo frammento durante la narrazione ma più che altro vediamo il risultato, ovvero che le loro vite non sono cambiate così tanto:

Spud è sempre un drogato in cerca di una dose che non riesce a rimettersi in piedi; sempre in crisi per aver rovinato ogni possibilità con l'amore della sua vita, Ali, e il non aver potuto dare di più al loro figlio.
Simon, sempre a caccia di donne per fare la sua fortuna attraverso gli altri. Sempre pensando solo a se stesso in primis. E a mettere nella m**** agli altri, ovviamente. Per una risata, per un regolamento di conti o per semplice possibilità di farlo.
Rent, ripiombato nella droga e intrappolato in questo lavoro che ama ed odia. Gira il mondo ma in effettivo è stanco di tutto questo vorrebbe solo fermarsi da qualche parte a mettere su casa, trovare una donna che lo ami con cui vivere e riprendere il figlio con sé, visto che dopo il matrimonio fallito è stato (quasi) abbandonato in un istituto perché autistico e lui non poteva dargli una vita stabile come meritava.
E poi Francis che è diventato questo grande artista, l'unico che sembra davvero aver voltato pagina del tutto e aver trovato una vita stupenda, degna di questo nome, e ricca di rivalsa.

Come intuiamo già, queste vite sono di nuovo destinate ad incontrarsi fra di loro e, naturalmente, non appena si incroceranno partirà il delirio. Nonostante il regolamento di conti che Rent vuole fare, ci saranno altre avventure in serbo per loro e tanti colpi di scena che continueranno a travolgere le loro vite. Ma poi, li conosciamo, alcuni non hanno dimenticato e non vedono l'ora di ridare con gli interessi tutto ciò che hanno passato.

Il grande dubbio che permea tutto il romanzo è: chi è il morto che cammina?
Infatti idea di lasciare uno di questi personaggi intristisce il lettore, ma insieme gli mette curiosità sul sapere chi, come, e per mano di chi possa lasciarci uno fra questi storici protagonisti.
Soprattutto, vedendo la storia come procede, tra tutti questi alti e bassi, non si è mai sicuri di cosa succederà nel capitolo successivo o addirittura dopo un paio di pagine. Welsh ci tiene incollati, nonostante alcune teorie si inizino a formare nella mente del lettore....

Rispetto L'Artista Del Coltello (che ho appena chiuso) questo romanzo è un po' più difficile da leggere, perché l'alternarsi di tutte queste voci così diverse fra di loro lo rende meno scorrevole.
Alla fine di tutto la storia è molto interessante, bella, ricca di colpi di scena, nonostante la difficoltà a volte nella lettura.
È piacevole incontrare questi personaggi che hanno segnato così tanti fan durante gli anni; mette un po' tristezza vedere e rendersi conto di quanto siano invecchiati, però è la natura umana non si può rimanere giovani per sempre ed anche in questo Welsh riesce a creare una storia che merita di essere letta, perché fossero rimasti sempre gli stessi non ci sarebbe stato quel qualcosa in più che spinge a sapere di queste vite, ormai diverse, ma unite da un passato comune, un'amicizia o semplicemente dalla droga.

Sono rimasta un pochino delusa nel finale perché lascia aperti molti interrogativi riguardo alla vita di alcuni personaggi. Viene lasciata molto aperta una possibilità di un seguito, perchè non c'è un punto alla storia. Non c'è una fine, fine!
Se sapremo altro su di loro non ne possiamo avere la minima idea, non so nemmeno se sarebbe il caso di farli continuare...ma la curiosità resta alta, nonostante una possibile delusione resti dietro l'angolo.

Per dirla breve: è stato davvero bello poter vivere altro insieme a questa stranissima combriccola, di vedere cosa è cambiato in tutto quel tempo e cosa invece non è cambiato.
Nonostante le e mie difficoltà, per il cambio nel modo di scrivere quando parlano diversi personaggi, è sempre un piacere leggere queste loro storie.

Come già detto più volte, devo trovare il tempo per rileggere tutta la saga dall'inizio, non solo perché leggerli in sequenza credo che sia molto più interessante, ma perchè credo che la mia opinione possa essere cambiata negli anni e sono curiosa di scoprire cosa potrei vedere in altro modo.

Lo consiglio sicuramente molto ai fan della serie.
Sì aveva paura che questo libro potesse essere una brutta copia del film uscito qualche anno fa (T2), per fortuna non lo è e riesce a creare una storia molto più ampia, dando molta caratterizzazione ai personaggi, nonostante lo stile piuttosto stretto e conciso in alcune parti. Abbiamo dovuto aspettare circa un annetto però n'è valsa la pena.
Staremo a vedere quali prossimi romanzi ci riserverà Welsh e se qualcuno fra loro tornerà.


Opinione: L'Artista Del Coltello, di Irvine Welsh


Jim Francis è felice e realizzato: vive in California con la moglie Melanie e le loro due splendide bambine, e ha da poco scoperto una vena artistica che non sospettava di avere. Le sue sculture di creta, ritratti di personaggi famosi sottoposti a crudeli mutilazioni, riscuotono un grande successo. Strumenti preferiti? Lame di ogni tipo: non solo quelle convenzionali, ma anche coltelli da caccia, bisturi... eredità di un passato nascosto che preme per uscire in superficie. Jim Francis, infatti, ne ha percorsa di strada dagli spazi angusti e claustrofobici di Leith agli orizzonti aperti di una casa affacciata sull'oceano; ma lui non è altri che Frank Begbie, personaggio psicotico e violento di "Trainspotting". Quando viene a sapere che il figlio Sean, con cui non ha più rapporti da anni, è stato ucciso a Edimburgo, Begbie decide di tornare in Scozia per il funerale. Qui, tutti si aspettano da lui una sanguinosa vendetta e soffiano sulle braci per risvegliare, sotto quel ferreo, apparente autocontrollo, la fiamma della sua indimenticata follia omicida.


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Mi frenava moltissimo dall'iniziare a leggerlo che fosse solo Frank a parlare. Nei precedenti romanzi i suoi capitoli erano piuttosto difficili da leggere, erano veloci, rapidi, quasi frammentati, facendo percepire al lettore tutta la violenza che c'era dietro a questo personaggio. Ciò rendeva la lettura abbastanza faticosa. Non è mai stato nemmeno fra i miei personaggi preferiti, visto che era un fissato di violenza che provava gusto solo a creare danni senza uno scopo, senza molto contesto per questo personaggio. Sicuramente particolare ma mancava qualcosa a caratterizzarlo, e quando prendeva la parola sapevi che erano solo casini, follia pura, ma che non ti coinvolgeva più di tanto. Almeno, per me era così...

Mi hai stupito moltissimo invece in questo romanzo, perché cambia Welsh completamente modo di scrivere e quindi il modo in cui questo personaggio (ormai protagonista) ci parla.
Ritroviamo Frank in America, dopo essersi sposato con una donna più giovane e aveva avuto da lei due bambine. Scopriamo che ha scelto di cambiare nome scegliendo Jim, ed è diventato un artista di fama internazionale. Tutto questo cambiamento è avvenuto dopo aver lasciato la galera, circa un 5/6 anni prima della ambientazione del romanzo.

All'inizio è tutto molto strano, poichè ci rendiamo conto in fretta che non si tratta più del Frank che conoscevamo. Non c'è traccia di quel violento attaccabrighe. Nemmeno il lettore, anche se colpito da questo cambiamento, crederà molto a questa nuova facciata di Frank, perché sembra appunto tutta una farsa, sembra troppo strano. E non saremo i soli a vederla in questa maniera.

La storia, dopo una breve panoramica sulla nuova vita di Frank, prende la sua strada quando gli arriva la notizia che il suo primogenito è morto. E' la sorella infatti ad avvertirlo ed a richiamarlo  a casa per il funerale. Tornato in patria saranno in tanti a trovarsi davanti questo nuovo Frank, e a non credergli minimamente. La sorella, per esempio. Avendo ho passato la giovinezza con una persona estremamente violenta, manipolatrice e crudele, non può credere a questa miracolosa presa di coscienza che lo ha portato a cambiare totalmente vita.

Mentre gira per la città, trovando vecchi amici e vecchie conoscenze, cercherà di capire cosa è successo al figlio, ma soprattutto chi lo abbia ucciso. Nonostante fosse entrato anche lui nel tunnel della droga, sembrava un bravo ragazzo a cui tanti volevano bene e che non aveva fatto niente a nessuno, da meritare una morte del genere. La ricerca sembra difficile, ma quasi subito il suo vecchio "capo", un boss della zona, gli mette la pulce nell'orecchio facendogli il nome di un giovane che ha preso il comando di parecchio territorio.

La maggior parte del romanzo si concentra su questa ricerca del colpevole, non tanto per affetto paterno. Lui lo ammette immediatamente e senza nessun problema: non gliene fregava niente di quei figli. Ma comunque erano suoi, e quindi indirettamente lo hanno toccato e questo è inammissibile. Nonostante questi propositi, vedremo un Frank più calmo e freddo che si muove per la città, mentre cerca una verità difficile da trovare. Ogni pista infatti condurrà ad altri nomi, ad altre ricerche, ad altre rivelazioni,.....fino al finale (scusate la ripetizione) che è davvero perfetto per il romanzo!
Una chiusura imprevedibile e che apre le porte al seguito.

Sono rimasta davvero stupita, in positivo! L'ho letto in un paio di giorni senza faticare minimamente e mi ha lasciato davvero una bella storia. Non me lo sarei mai aspettato. Riusciamo finalmente (o almeno io riesco finalmente) ad entrare un po' più empatia con questo personaggio, scoprendo anche grazie ad alcuni ricordi di Frank di più sulla sua infanzia e ciò che l'ha portato a usare la violenza come metodo per affrontare tutti i problemi. Verrà dato anche un piccolo spazio riguardo alla scuola (che ha giocato un ruolo chiave in tutto questo) e di come Rent lo abbia sempre sostenuto da amico, infatti è in quell'ambiente che si sono conosciuti ed avvicinati.

Fra le pagine però si sente un poco la mancanza degli altri personaggi, comparirà solo Spud brevemente. Ci sarà anche Terry il tassista, ma non ho letto niente di suo ancora, ricordo solo che compare in Porno.

Insomma per essere breve un libro che davvero merita di essere letto. Purtroppo sconsiglio di iniziarne la lettura senza aver prima letto almeno Trainspotting e Porno, perché si perderebbero davvero tanti dettagli e non si comprenderebbe il cambiamento così drastico di Frank.
Una piacevole scoperta, e rimpiango di aver aspettato tanto prima di leggerla.

Ma non ho mica finito con questi personaggi, domani vi parlerò dell'ultimo romanzo di Welsh uscito in Italia ovvero l'attesissimo: Morto che cammina

T2: Trainspotting 2

Paese di produzione Regno Unito
Anno 2017
Durata 117 min
Genere drammatico
Regia Danny Boyle
Soggetto Irvine Welsh (romanzi)
Sceneggiatura John Hodge
Produttore Bernard Bellew, Danny Boyle, Christian Colson, Andrew Macdonald


Interpreti e personaggi
Ewan McGregor: Mark "Rent Boy" Renton
Jonny Lee Miller: Simon "Sick Boy" Williamson
Ewen Bremner: Daniel "Spud" Murphy
Robert Carlyle: Francis "Franco" Begbie
Kelly Macdonald: Diane Coulston
Scot Greenan: Frank Jr.
Anjela Nedyalkova: Veronika Kovach
Irvine Welsh: Mikey Forrester


Trailer


Ricordate il precedente capitolo?
Trainspotting.
Un film unico, senza filtri, scorretto, violento, che ha trasmesso sullo schermo il disagio di una generazione. Il tutto grazie allo stupendo romanzo (omonimo) di Irvine Welsh. Lo ricordate?
[Se dite ti no,
DOVETE recuperarlo]
Ecco, qui la storia continua dopo 20 anni.


Ma attenzione, se pensate ai romanzi di Irvine Welsh, state completamente sbagliando e vi prenderete una delusione assoluta. Infatti questo era uno dei motivi per cui ero contentissima della sua uscita ed allo stesso tempo la temevo: la trasposizione della storia.
Perché io adoro quei romanzi.
Sono qualcosa di totalmente fuori controllo, qualcosa che nemmeno il primo film è riuscito a mettere appieno nella trasposizione; e Porno (così si chiama il secondo capitolo, che rispetto a Trainspotting avviene una decina di anni dopo) è qualcosa di ancora più estremo, quindi era davvero improbabile ritrovarlo sul grande schermo.


Spiegatemi come fa quest'uomo! Vent'anni ed è quasi identico.
Poi uno non dovrebbe amarlo.
Eppure...eppure amo anche questa versione, questi personaggi che hanno dato un volto agli antieroi di quei libri. Rent, Sick Boy, Spud, Franco,... Personaggi che a volte vorresti prendere a sberle, eppure in qualche modo ad alcuni sei affezionato e provi anche un malato distorto affetto.
 

Sto divagando!
Era per farvi la premessa che sono due storie completamente diverse, restano i nomi e le personalità dei protagonisti. Stop!
Ci ritroviamo sempre ad Edimburgo, dove Mark torna, dopo vent'anni dalla fuga e il furto ai suoi amici, dopo la morte della madre. Le cose però non sono così cambiate riguardo i suoi compagni di disavventure. Spud continua a drogarsi, cosa che lo tiene lontano da Gail (sua ex compagna) e dal figlio Fergus. Cerca in tutti i modi di disintossicarsi, ma non ci riesce.
Sick Boy ha ereditato un pub da una zia, ma continua a fare soldi in modi illeciti: oltre alla coltivazione e vendita di marjuana, sfrutta la sua ragazza Veronika per andare a letto con ricchi uomini sposati per ricattarli. L'ultimo della "banda" è Begbie, in carcere per scontare una pena di 25 anni, scappa di galera per tornare alla sua vita e dalla sua famiglia. Sempre pazzo e malato di violenza.


 Mark ritroverà prima Spud e poi andrà da Sick Boy, che non ha dimenticato il tradimento dell'amico e vuole fargliela pagare a tutti i costi, prima tenendolo buono mentre escogita qualcosa. Tra cui mettere Begbie sulle tracce di Mark, visto che è stato lui a mandarlo in galera.



La cosa strana è che la loro amicizia è sempre stata disfunzionale e la ritroviamo quasi allo stesso punto. Si vogliono bene e si odiano allo stesso tempo. Sick Boy è lo stesso stronzo opportunista di vent'anni prima (e di ancora prima, perché la loro amicizia è nata da ragazzini), eppure continuano a supportarsi, creare caos, tirarsi fuori a vicenda,... Insomma: un casino!






In ogni caso, non voglio rivelarvi troppo della trama perché merita di essere scoperta e guardata.
Non aspettatevi chissà quale capolavoro!
E' ben fatto, diverte, da qualche momento di nostalgia, regala qualche bella oretta a guardarlo, ma (purtroppo) non regge molto il paragone con il precedente.

E' bello vederli tornare.
Rivederli sullo schermo.
Come ritrovare vecchi amici, cambiati, ma sempre gli stessi, dopotutto.
Pensavo ad una delusione tremenda, invece mi è piaciuto abbastanza. E' godibile.
Se avete visto il primo e vi era piaciuto, buttatevi!
Ma, come dicevo, se avete letto i libri non aspettatevi nulla del genere.

Vi lascio con il nuovo monologo di Rent, sempre tagliente, ma adatto ai nostri tempi:

Scegli biancheria intima firmata,
nella vana speranza di dare una botta di linfa vitale a una relazione defunta.
Scegli le borse, scegli le scarpe con i tacchi, cachemire e la seta,
così sentirai quello che spacciano per felicità.
Scegli un iPhone fatto in Cina da una donna che si è buttata dalla finestra,
e mettilo nella tasca della giacca, fresca di una fabbrica di schiavi del sud-est asiatico.
Scegli Facebook, Twitter, Snapchat, Instagram
e mille altri modi per vomitare la tua bile contro persona mai incontrate.
Scegli di aggiornare il tuo profilo,
di al mondo cos’hai mangiato a colazione
e spera che a qualcuno da qualche parte freghi qualcosa.
Scegli di cercare vecchie fiamme,
augurandoti caldamente di non essere inguardabile come loro.
Scegli di scrivere un live blog dalla prima sega fino all’ultimo respiro,
l’interazione umana ridotta a niente più che dati.
Scegli 10 cose sconosciute sulle celebrità che hanno fatto la plastica.
Scegli di strepitare sull’aborto, scegli battute sullo stupro,
di sputtanare, il porno per vendetta e un’ondata infinita di deprimente misoginia.
Scegli che l’11 settembre non è mai successo e semmai che sono stati gli ebrei,
scegli un contratto a 0 ore, un viaggio casa lavoro di 2 ore,
e scegli lo stesso per i tuoi figli ma peggio,
e magari di a te stesso che era meglio se non nascevano.
E poi sdraiati, e soffoca il dolore
con una dose sconosciuta di una droga sconosciuta fatta in una qualche fottuta cucina.
Scegli le speranze non realizzate, desiderando di aver agito diversamente.
Scegli di non imparare mai dai tuoi errori.
Scegli di osservare la storia che si ripete.
Scegli di riconciliarti lentamente con quello che puoi ottenere,
invece di quello che hai sempre sperato.
Accontentati di avere meno e fai buon viso a cattiva sorte.
Scegli la delusione, scegli di perdere le persone care
e quando spariscono dalla vista un pezzo di te muore con loro,
finché non vedrai che un giorno, nel futuro,
una per volta saranno sparite tutte e di te non rimarrà niente né di vivo né di morto.
Scegli il futuro.
Scegli la vita!

Blogtour Trainspotting 2: Altri Libri


Continua questo Blogtour dedicato all'ultimo film tratto da un libro di Irvine Welsh, ovvero "Porno", il seguito di "Trainspotting". 




Questo è primo capitolo della serie dedicata a Mark Renton.
Trovate tutti i dettagli nella tappa di ieri, dedicata al libro e alla sua trasposizione cinematografica.

Un libro che ha descritto una generazione e i suoi problemi, senza censura, con uno stile unico e graffiante.
Welsh o si ama o si odia, e da questo primo libro ha imposto il suo stile al mondo, con le sue storie provocatorie ma reali.








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Dieci anni dopo, Welsh scrive "Porno" che continua le avventure dei nostri protagonisti dopo dieci anni dagli avvenimenti di "Trainspotting".


Dopo dieci anni passati a Londra, ormai agli sgoccioli della sua giovinezza, Sick Boy decide di tornare a Edimburgo. Dopo aver clamorosamente fallito come truffatore, sfruttatore di prostitute, marito, padre e uomo d'affari, ecco affacciarsi quella che sembra essere, finalmente, la grande occasione, quella che gli cambierà la vita: l'industria dei film porno. Ma per gettarsi nell'impresa ha bisogno di compagni. E chi meglio di Renton, Spud e Begbie? Eccoli allora riuniti, i protagonisti di "Trainspotting": Renton, il più mite; Begbie, se possibile ancora più psicopatico e sbandato; Spud, stramaledettamente perso nella droga.





Una storia forte e che ci riporta nelle vite di Rent, Spud, Sick Boy, Begbie e tutti gli altri, dopo dieci anni dalla fuga di Renton. Ancora arrabbiati con lui per averli rapinati, non hanno dimenticato, anzi non vedono l'ora di rimettere le mani su Rent per fargliela pagare.
I personaggi non sono cambiati molto, nonostante siano passati anni e sarebbero dovuti crescere.
Sick Boy è ancora nel mondo delle truffe e cerca un modo facile per andare avanti, senza sforzarsi minimamente. Approfittatore e senza scrupoli, decide di tuffarsi nel porno, coinvolgendo una giovane donna molto smaliziata ed un tassista molto dotato.
Spud combatte ancora con la droga e Begbie è appena uscito di galera, pronto a vendicarsi. 
Rent si è nascosto ad Amsterdam, ma non ha scordato il passato. Neanche lui è cambiato ne ha dimenticato, e quando si incontrerà con i vecchi amici, dovranno fare i conti....

Appena uscito al cinema, chiamato "T2", non sono ancora riuscita a vederlo ma mi incuriosisce molto, scoprire come hanno adattato la trama per il grande schermo e rivedere questi personaggi che ho amato.

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Passano quasi altri dieci anni e l'autore torna a parlare di questi personaggi, proponendo uno "Spin Off", quando erano ancora ragazzi, alle prese con la fine della scuola, il lavoro e gli inizi con la droga.

"Per me è stato amore al primo buco, matrimonio alla prima fumata. Esatto, io amo la mia ero. La vita dovrebbe essere come quando sei strafatto." È questa la filosofia degli skagboys, i tossici scozzesi resi famosi da Trainspotting. In questo libro Irvine Welsh racconta l'antefatto, il momento in cui Mark Renton, Sick Boy, Spud e i loro "soci" scivolano inesorabilmente nel baratro dell'eroina. Fra scene di devastante crudezza e depravazione, episodi grotteschi e squarci di inaspettata poesia e tenerezza, ogni personaggio emerge dalla pagina con tutta la propria violenza verbale, la propria rabbia e brutale autenticità, raccontando in prima persona e senza compromessi una decadenza fisica e morale irrimediabile. Disillusi e privi di ogni stimolo, i personaggi di Welsh si gettano alle spalle lavoro, amore, famiglia, persino la passione calcistica, opponendo a tutto questo una parabola solipsistica e autodistruttiva. È il trionfo della vita ai margini nel suo splendore epico e negativo, dove il protagonista assoluto è il linguaggio esuberante, eccentrico, imprevedibile. Sembra di sentirli parlare davvero, Rents e Sick Boy, lungo la ferrovia, in cerca di "quel sollievo che ti sembra un'estasi quando ti scorre per le vene nel cervello, e l'euforia incredibile perché i problemi del mondo, tutta la merda, si dissolvono attorno a te nella polvere".

Più lento dei precedenti capitoli ma con lo stesso forte messaggio.
Sappiamo le loro storie, avendo letto gli altri volumi o anche solo il primo, quindi conosciamo la loro fine, ma come ci sono arrivati?
Li troviamo alla soglia dei vent'anni, ma con gi stessi caratteri che li contraddistingono.
Sick Boy un piccolo delinquente, che inizia ad approfittarsi di chi conosce per poter fare soldi in fretta e senza sforzo, ottenendo ciò che vuole quando vuole. Carismatico e deciso, resta un personaggio che si ama e si odia allo stesso tempo.
Rent è alle prese con l'università e un amore molto forte sbocciato durante una vacanza all'estero; sappiamo che perde la testa facilmente quando c'entra il cuore, ma questa volta ci saranno anche altri problemi di contorno che renderanno difficile scegliere.
Insieme ad altre conoscenze li vedremo alle prese con disavventure, sempre peggiori, fino al finale aperto che un po' lascia con l'amaro in bocca, ma (dopotutto) sappiamo cosa succederà e non possiamo cambiarlo.

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In questi ultimi anni sono usciti due volumi collegati a questa serie:
"L'artista del Coltello" parla di Begbie, che torna in scozzia dopo la morte del figlio.
"Godetevi la Corsa" è l'ultimo libro di una trilogia dedicata ad un personaggio che fa capolino marginalmente in questa serie, ovvero il tassista che partecipa ai film porno di Sick Boy in "Porno"


Spero di avervi incuriosito e di avervi fatto venire voglia di approfondire, magari leggendo questi libri davvero belli; certo, impegnativi, ma che si fanno amare.
Continuate a seguire questo Blogtour, domani si parlerà di "T2", ovvero il film di "Porno".

Opinione: Skagboys, di Irvine Welsh

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«Per me è stato amore al primo buco, matrimonio alla prima fumata. Esatto, io amo la mia ero. La vita dovrebbe essere come quando sei strafatto.» È questa la filosofia degli skagboys, i tossici scozzesi resi famosi da Trainspotting.
In questo libro Irvine Welsh racconta l'antefatto, il momento in cui Mark Renton, Sick Boy, Spud e i loro «soci» scivolano inesorabilmente nel baratro dell'eroina. Fra scene di devastante crudezza e depravazione, episodi grotteschi e squarci di inaspettata poesia e tenerezza, ogni personaggio emerge dalla pagina con tutta la propria violenza verbale, la propria rabbia e brutale autenticità, raccontando in prima persona e senza compromessi una decadenza fisica e morale irrimediabile.
Disillusi e privi di ogni stimolo, i personaggi di Welsh si gettano alle spalle lavoro, amore, famiglia, persino la passione calcistica, opponendo a tutto questo una parabola solipsistica e autodistruttiva. È il trionfo della vita ai margini nel suo splendore epico e negativo, dove il protagonista assoluto è il linguaggio esuberante, eccentrico, imprevedibile. Sembra di sentirli parlare davvero, Rents e Sick Boy, lungo la ferrovia, in cerca di «quel sollievo che ti sembra un'estasi quando ti scorre per le vene nel cervello, e l'euforia incredibile perché i problemi del mondo, tutta la merda, si dissolvono attorno a te nella polvere».

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Ho aspettato così tanto che uscisse (e me lo ricordo anche bene perchè continuavano a posticiparlo e ne ero arrabbiata), eppure fino ad ora non lo avevo mai finito.
Welsh ha bisogno di tempo e pazienza, per entrare nelle sue storie, anche se alla fine non puoi fare a meno di amarle e volerne ancora!
Dico solo amarle perchè, chi le odia, non credo arrivi alla fine del libro visto lo stile 'difficile' che ha Welsh per scrivere.

In queste pagine ci ritroviamo con i protagonisti di Trainspotting e Porno: Rent, Sick Boy, Spud, Begbie,...
Giovani e alla loro prima volta con l'eroina. Con la droga non sono nuovi i nostri protagonisti, ma fanno il salto ognuno per un motivo diverso, che ci spiegheranno attraverso le loro voci.
Tutti vent'enni e col mondo davanti, ma con il futuro che sembra avergli già messo i bastoni tra le ruote, con il governo che pianta casino e la loro voglia di spaccare il mondo a modo loro.
Al principio è un buco, una prova, ma lentamente vedremo quanto poco basti per sprofondare.

Al solito i più incisivi  restano Rent e Sick Boy: quasi opposti, ma nonostante tutto amici. 
Mark da universitario, con una bell ragazza, si lascia scappare tutto dalle mani. Vedremo il passaggio nel tempo dal primo buco, al finire come il Rent che abbiamo incrociato nelle prime pagine di Trainspotting.
Sick Boy è sempre lui: uno stronzo, che pensa solo a se stesso ed al modo migliore per aprofittare del prossimo. Di diverso c'è solo la droga, che lo mette spesso con le spalle al muro. Un personaggio che si dovrebbe odiare, ma che (purtroppo) finisce per affascinare chi legge.

Entrambi a modo loro incantano il lettore e lo portano avanti nello scoprire cosa gli accadrà, ma non sono gli unici perchè Welsh cambia voce ad ogni capitolo ma non lo dice, dovremo noi intuirlo durante la lettura; ma dopo un po' che capisci lo stile differente di ognuno riesci ad afferrare chi stia parlando, e segui la storia senza particolari problemi.

Un libro che (come tutti quelli dell'autore) si fa fatica ad iniziare, anche a riprendere in mano, che andrebbe letto d'un fiato perchè, come dicevo, Welsh ha un modo di scrivere che rende difficile un primo approccio.
Devi entrare nella storia, fare un bel respiro per poterti immergere completamente e lasciarti trascinare dalle cose ed apprezzare il tutto. Altrimenti rimani perplesso a galleggiare e non ti godi nulla.
Anche se ha questi 'difetti' ormai è entrato tra i miei autori preferiti, per il suo stile unico, le sue storie vere ed assurde allo stesso tempo, brutali e sincere fino al midollo...e come l'autore, anche questi personaggi che ormai adoro, chi più e chi meno, per varie ragioni.
Welsh non sarà per tutti, ma chi supera il primo scoglio capirà quanto ne valga la pena e non potrà fare a meno di restare incantato dai suoi libri.