sabato 25 aprile 2015

25 Aprile 2015: 70 anni dalla liberazione!

"Era giunta l'ora di resistere;
era giunta l'ora di essere uomini:
di morire da uomini per vivere da uomini"

Piero Calamandrei


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«Pierre bestemmiò per la prima ed ultima volta in vita sua. Si alzò intero e diede il segno della ritirata. Altri camion apparivano in serie dalla curva, ancora qualche colpo sperso di mortaio, i partigiani evacuavano la montagnola lenti e come intontiti, sordi agli urli di Pierre. Dalle case non sparavano più, tanto erano contenti e soddisfatti della liberazione. Johnny si alzò col fucile di Tarzan ed il semiautomatico… Due mesi dopo la guerra era finita.»
{Beppe Fenoglio - Il partigiano Johnny -}

"Sulla Resistenza ormai sono state dette e scritte così tante parole e si sono viste così tante immagini che il rischio più preoccupante è l’oblio pianificato. E in Italia sono in troppi quelli che preferiscono dimenticare (non solo la Resistenza e i partigiani). O uno, per volontà e motivazioni personali, sa orientarsi nel labirinto di memorie, di interpretazioni storiografiche e di polemiche politiche, oppure forse è più utile prendere uno zaino e infilarsi un paio di scarponi. Per ricordare bisogna camminare."
{Diego Marani}

"Un'idea che non trova posto a sedere è capace di fare la rivoluzione."
{Leo Longanesi}

"La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare."
{Pietro Calamandrei}

Citazioni da Quaderni Dall'Inferno

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"Il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso"
Ernest Hemingway, Per chi suona la campana, 1940

Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili.
- Bertolt Brecht -
Citazioni da La cultura negli aforismi


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Non c’è niente di meno pacifico della liberazione, e quindi niente nella liberazione che possa essere accostato a qualcosa di pacificato.

Buon 25 aprile, sì, ma non a tutti.
A tutti quelli che non credono sia finita là, e sanno che la resistenza non è un fatto ma una conquista.
A quelli che si svegliano la mattina, e tengono già mal di testa per il giorno che li aspetta.
A quelli che nonostante quel giorno, con le unghie e con i denti, stanno ancora combattendo.
Alla mia terra, che martoriata non si arrende.
A tutti quelli che si oppongono al biocidio, ai comitati no inceneritore, ai comitati territoriali, agli acerrani.
Agli abitanti del campo rom di Scampia, e a tutti gli altri abitanti di tutti gli altri campi rom.
Ai migranti che sono arrivati, a quelli che arriveranno e alle nostre braccia che li accoglieranno come fratelli.
A Kobane, ai curdi, e a tutti quelli per cui è 25 aprile tutti i giorni.
Ai valsusini.
Ai no muos.
Ai no dal Molin.
Ai no triv.
E a tutti i no che è ancora assurdo dover ribadire.
Alla famiglia Giuliani, alla famiglia Aldrovandi, alla famiglia Cucchi, alla famiglia Esposito, alla famiglia Bifolco eccetera, eccetera, eccetera.
A tutti i professori che hanno spiegato agli studenti di che stiamo parlando.
A tutti gli studenti che non ci stanno a fare solo gli alunni di qualcuno.
A tutti gli operai, ma pure ai disoccupati, ai precari, e a tutti quelli che lavorano per un altro.
Ai miei genitori, che mi hanno insegnato la resistenza e la dignità ogni giorno.
Ai miei compagni, a quelli vicini e a quelli lontani, ovunque stiano e qualunque strada abbiamo deciso di prendere, per tutte le cose diverse che facciamo e per tutte le cose uguali che pensiamo, perché veniamo dallo stesso pezzo di mondo, quello che sta da una parte e non da un’altra.
A tutti gli scugnizzi di ieri e di oggi.
E a me che, nonostante tutto, tengo botta.

Non a Tutti

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Il 25 Aprile ricorre l’anniversario della liberazione d’Italia, rappresenta un giorno fondamentale per la nostra storia : la fine dell’occupazione nazista in Italia e il termine del ventennio fascista. Molti sono stati i protagonisti che hanno permesso di scrivere queste pagine di storia: uomini ma anche donne, le quali, purtroppo, sono poco presenti a livello storiografico. Furono le donne infatti a mandare avanti l’Italia coltivando terre e crescendo i figli, ricoprendo sia il ruolo di padre che quello di madre mentre molti uomini erano lontano da casa. Furono le donne a nascondere i partigiani. Furono le donne a combattere nella Resistenza e a dare un contributo decisivo e fondamentale. Furono anche le donne a partecipare e a contribuire attivamente alla fine del regime fascista. In onore di questo giorno vogliamo omaggiare la memoria di queste donne coraggiose raccontando alcune delle loro storie. Tantissimi sono i loro nomi ed è impossibile inserirli tutti in un unico articolo, perciò per chi volesse ulteriormente approfondire l’argomento, consigliamo la pagina Antifascismo Femminista, ricca di biografie e informazioni riguardanti le partigiane.

Articolo con il link completo su: Bambole spettinate e diavole del focolare

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Il 25 Aprile di 70 anni fa l'Italia usciva dalla tragica esperienza del nazifascismo, grazie anche alla resistenza di tanti cittadini che a costo della propria vita hanno lottato per la libertà degli altri.
Il ricordo di quel giorno ci porta a pensare anche a tutti i prigionieri di oggi compresi i milioni di ‪‎animali‬ ammassati negli allevamenti intensivi e nei laboratori.
Oggi come ieri c'è bisogno di resistere, resistere e resistere.

Da Animal Amnesty



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LEGGERE
Per capire e non dimenticare!

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Se avete altri titoli da aggiungere, scriveteli nei commenti!

Buon 25 Aprile!

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