lunedì 2 luglio 2018

Opinione: Una Morte In Diretta, di Peter James

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Tom Bryce ha agito come qualsiasi persona perbene avrebbe fatto. Ma poche ore dopo aver raccolto il cd che qualcuno aveva dimenticato sul sedile del treno accanto a lui e aver tentato di restituirlo al suo proprietario, ha capito di essere l'unico testimone di un omicidio spietato. Nulla da quel momento sarà più come prima. Per lui e per i suoi cari. La sua splendida famiglia finisce infatti insieme a Tom sotto la minaccia dei colpevoli: sua moglie Kellie e i bambini faranno la stessa fine della vittima nel video se Tom andrà alla polizia a denunciare il fatto. Ma grazie al sostegno di Kellie, Tom trova il coraggio di parlare all'ispettore Roy Grace, un uomo a sua volta non privo di demoni contro cui lottare. Da quel momento per i coniugi Bryce le ore sono contate: la loro fine orribile viene preannunciata sul web, generando una macabra aspettativa. Di lì a poco sarà possibile accedere alla rete e vederli in trappola, assistere alla loro morte in diretta... Anche per l'indagine di Roy Grace, dunque, il tempo sta per scadere.

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Avevo già letto altro, anni fa grazie sempre alla Longanesi, di questo autore, ma riapprocciarmi a lui in questo periodo è stato alquanto difficile. Se mi seguite, sapete bene che "odio" i romanzi estremamente descrittivi e, purtroppo, James ha questo stile (e non me lo ricordavo).
E' stato faticoso portare a termine la lettura, per quanto mi riguarda.

La storia dalla trama mi sembrava prospettare qualcosa di più avventuroso, immediato, quasi presagire tinte horror per tenere il lettore col fiato sospeso. Non ci sono bugie in ciò che dice, eppure durante la lettura c'è molto altro che allunga la storia in modo che a me è risultato parecchio noioso.
Ok, alcune scene sono parecchio forti (per chi fosse un po' sensibile), a me hanno acceso un barlume di interesse, ma fin troppo breve. Un peccato.

Il romanzo ha tante voci diverse che si uniscono per formare questa storia.
Conosceremo Tom, un padre di famiglia ed imprenditore, a cui il destino farà trovare un CD sul treno e la curiosità avrà la meglio, facendoglielo aprire sul suo PC, ritrovandosi a guardare qualcosa che mai si sarebbe aspettato. All'inizio crede sia uno snuff movie, un horror amatoriale, ma presto capisce che è qualcosa di molto più pericoloso: ha assistito ad un omicidio in diretta e chi lo ha messo in rete sa che lo ha visto, minacciando lui e la sua famiglia se intraprenderà qualsiasi azione.

Parallelamente a questo, l'ispettore Roy Grace si trova a dover scoprire l'identità ed il colpevole di un omicidio di una giovane donna, trovata smembrata e senza testa. Un enigma difficile da risolvere visto i pochissimi indizi rimasti sul cadavere, ma mette insieme una squadra e iniziano a provare ogni pista per risolvere quel crimine.

Fra le altre voci troveremo anche quella del "Meteorologo", un tizio particolare, strano ma molto intelligente, che avrà a che fare con i cattivi della vicenda, essendo molto bravo con i computer, aiutandoli in una faccenda pericolosa.
Purtroppo già da metà libro si capisce subito chi sia, non appena viene accennato un personaggio marginale che si sente che è lui.

Mi spiace, ma non posso dire che sia scorrevole ne particolarmente interessante, poiché ci sono troppe cose che allargano dall'indagine (che dovrebbe essere il centro di tutto, ma che per più di metà romanzo si perde): dalla vita privata di Tom, la moglie ed i figli, il suo lavoro, i dubbi morali che gli vengono; anche riguardo l'ispettore Grace, fra le indagini e l'ossessione per la moglie scomparsa tipo dieci anni prima di cui ci parlerà minimo una volta a capitolo, mentre ha l'occasione per ricominciare (finalmente) uscendo con una donna, con mille pipponi riguardo questo fatto;...
Insomma, troppe troppe cose che non hanno nulla a che fare con il mistero e che annacquano il tutto, facendo addormentare il lettore fra le pagine.

Sottolineo, che questo è capitato a me perché non sopporto troppe descrizioni e situazioni che non centrano nulla con la trama centrale del romanzo (infatti, senza di esse, non si sarebbe perso nulla).
A me piace leggere un thriller in cui, non dico ci siano solo indagini, ma che almeno l'80% del libro ne tratti, e che ti tenga sulle spine fino alla fine: qui ho proprio sentito la mancanza di tutto questo.
Detto fuori dai denti. Prevedibile, noioso e dispersivo. Se avessi voluto leggere la vita privata di un investigatore che vuole ricominciare dopo la scomparsa della moglie, avrei puntato sulla narrativa.

Se avete già letto e vi piace Peter James, buttatevi.
E' una ristampa de "In Rete" (2007), ma se vi manca potete recuperarlo facilmente ora.
Altrimenti, io i miei dubbi li ho esposti, starà a voi capire se può fare al caso vostro, poiché vi piace un romanzo più "completo" che non si focalizza solo sulle indagini poliziesche, oppure (se vi riconoscete in un lettore cagacacchio come me) potete sempre tenerlo d'occhio e farci un pensiero in caso di promozioni.

1 commento:

  1. io anche fatico con i libri troppo descrittivi, soprattutto se il genere porterebbe ad altro, ti capisco bene

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