Visualizzazione post con etichetta Oscar fantastica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Oscar fantastica. Mostra tutti i post

La Donna In Nero, di Susan Hill [Instagram Post]



Ammetto che questa ristampa mi ha incuriosito molto. Avevo visto il film che ne avevano tratto anni ed anni fa, trovandomi annoiata (magari lo riguarderò giusto per farne un paragone con romanzo) e volevo scoprire la storia originale. 

Continua sul post su Instagram [link sulla foto] oppure l'opinione completa sul Blog [QUI]

Opinione: La Donna In Nero, di Susan Hill

 


Arthur Kipps, giovane avvocato londinese, viene incaricato di gestire l'eredità e presenziare al funerale della signora Alice Drablow, l'unica abitante di Eel Marsh House. L'antica dimora si erge in fondo a un sentiero percorribile solo con la bassa marea, immersa nella nebbia e nel mistero; ma ciò non basta a spaventare Arthur. È solo quando al funerale scorge una giovane donna vestita di nero che un sottile senso di inquietudine inizia a pervaderlo. Una sensazione che diventa via via più pressante quando, a Eel Marsh House, Arthur rivede l'apparizione, mentre gli abitanti del luogo si mostrano sempre più reticenti a parlare di quella figura misteriosa, e dei suoi veri scopi. Nonostante questi oscuri presentimenti, Arthur decide di portare a termine il suo incarico e, per mettere ordine tra i documenti di Alice, trascorre la notte nella casa. Una decisione di cui presto si pentirà.


Ammetto che questa ristampa mi ha incuriosito molto. Avevo visto il film che ne avevano tratto anni ed anni fa, trovandomi annoiata (magari lo riguarderò giusto per farne un paragone con romanzo) e volevo scoprire la storia originale. 
Mi sono rifiutata di comprare il libro: seppur la cover è davvero bella, è un formato minuscolo che (almeno per ora) non mi fa impazzire. E costicchia anche un po' troppo per questo dettaglio non da poco. 
Detto alla brutta: se fai una versione economica, pure piccola, flessibile,...devi stare molto più basso col prezzo. 

Ma torniamo a noi. 
L'ho recuperato con l'audiolibro e ammetto che spesso la mia mente divagava. Ero abbastanza annoiata. Ho anche riflettuto riguardo al fatto che avesse i suoi anni, e quindi non mi piacesse per quello (mi è capitato spesso), ma essendo degli anni '80 non era proprio così vecchio. Seppur ha uno stile da gotico molto più antico, che come inizio mi aveva incuriosito, andando avanti...ahimè...

Comunque postilla magari inutile, curiosando sull'anno di pubblicazione ho scoperto che questa donna ha pubblicato una quantità enorme di romanzi e racconti. 
Da noi è stato tradotto questo e altri due romanzi. Fine. 

La storia parte, come molte altre, dalla fine. Un uomo anziano che in una notte di racconti di fantasmi con la sua famiglia decide di metter per iscritto ciò che ha vissuto, non avendo il coraggio di raccontarlo apertamente. Come per toglierselo dalla mente. 
Si torna così indietro nel tempo, quando era un giovane avvocato che viene mandato per "gestire" l'eredità di una donna che viveva isolata dal resto della comunità in una casa raggiungibile solo con la bassa marea. A render il tutto ancora più inquietante una strana presenza di cui nessuno vuole parlare, come succede spesso nelle piccole cittadine. 
Ovviamente questa è legata alla defunta ed alla casa, e mano a mano che questo giovane metterà insieme i dettagli per scoprire la storia dietro tutto ciò, le cose andranno peggiorando. 

Una lettura per niente paurosa. Abbastanza scorrevole, seppur alcune pagine e dettagli siano forse "troppo". Non particolarmente prevedibile, ma che nemmeno lascia scioccati. 
Insomma, niente di ché. 
O perlomeno, mi baso sul mio ascolto. Magari leggendolo avrei avuto impressioni molto diverse. 

Anche in questo caso, consigliarlo o no?
Eh, difficile. Probabilmente lo rileggerò in futuro, per dargli un'altra chance. 
Ma, a freddo visto che è passato parecchio tempo, non saprei proprio. 
Se vi piacciono i romanzi lenti, gotici, con fantasmi ma non spaventosi, un mistero familiare da risolvere, potrebbe piacervi.  

Una Dote Di Sangue, di S. T. Gibson



Con un ritardo mostruoso pubblico anche qui la mia opinione su questo romanzo che avevo atteso trepidante e che si è rivelato una bella lettura, ma insipida nei contenuti. Insomma, mi aspettavo molto di più fra le sue pagine...

Continua sul post su Instagram [link sulla foto] oppure l'opinione completa sul Blog [QUI]

Opinione: Una Dote Di Sangue, di S. T. Gibson

Constanta si ritrova a scegliere tra libertà e amore. 
Ma i legami costruiti con il sangue possono essere spezzati solo dalla morte.

Gli uomini che hanno ucciso la sua famiglia e bruciato la sua casa l'hanno lasciata a terra agonizzante, vittima di una guerra che nessuno ricorda più. Ma un misterioso straniero riccamente vestito la trova, la salva a un soffio dalla morte e le dona una nuova vita e un nuovo nome: Constanta, colei che è determinata a vivere. È così che la figlia del fabbro di un villaggio della Romania medievale diventa la sposa perfetta per un re immortale. Insieme attraversano i secoli e i paesi, da Vienna alla Spagna, da Pietrogrado a Parigi. Quando però lui coinvolge nella sua rete di passioni e inganni anche una machiavellica gentildonna e un attore squattrinato, Constanta inizia a capire che il suo amato è capace di atti orribili. E dopo essersi alleata con i suoi consorti di sangue – la bellissima Magdalena, il brillante Alexi – inizia a svelare gli oscuri segreti del marito. Constanta si ritrova a scegliere tra libertà e amore. Ma i legami costruiti con il sangue possono essere spezzati solo dalla morte.


Mi sono presa molto, molto tempo per pensarci. 
Noooo, non era perché non avevo tempo per scrivere (bugiarda!). 
In ogni caso direi che è arrivato il momento di fare due paroline su questo libro e, grazie al tempo trascorso, di valutare anche cosa mi ha lasciato. 

Preso in preda all'hype dei suggerimenti di chi lo aveva letto: addirittura avevo pensato di prenderlo in lingua, fortunatamente tradotto e preordinato con largo anticipo (ed ovviamente non letto subito, come al solito). 
Sono rimasta un pochino delusa dal contenuto, già da subito seppur era solo una vocina lontana nella testa. 
Poiché pensavo ad una storia corposa e ricca, invece mi sono ritrovata a leggere capitoli piuttosto brevi, che staccavano di anni o secoli, non dando quello che mi aspettavo dalle opinioni che avevo sentito. 

Pensavo di leggere la storia delle mogli di Dracula (che ancora non ho letto: lo so! Shame of me), ma mi sono trovata a spiluccare dettagli qui e là, senza sentirmi appagata. 
No, non è scritto male, ma manca...sostanza, diciamo.

Scorre veloce, ha uno stile molto moderno ed inclusivo, si stacca un po' dalla storia (una delle "mogli" è un uomo, o per meglio dire un ragazzino). Insomma, è una lettura particolare che sa di pubblico giovane, acerbo, una lettura veloce per chi deve approcciarsi ai classici e con questa sorta di retelling potrebbe incuriosirsi e farlo. 
Anche se devo dirlo, puzza un po' di moda, perché ultimamente ne escono troppi così. 
Ma nonostante questo, sono uscite letture decisamente peggiori di questo "genere".

La storia è raccontata come una sorta di confessione di Constanta, dove ripercorre, tramite alcuni ricordi, la sua lunga vita con il suo Signore (e padrone). Ci racconterà com'è iniziato il tutto, i viaggi che hanno fatto insieme, la conoscenza con Magdalena e poi con Alexi, e la loro entrata in famiglia. Ci si sofferma, ma non troppo, sul carattere brusco e crudele del suo grande amore, che riesce a manipolare tutti costantemente negli anni. 

Il problema è che è tutto veloce, rapido, accennato. Seppur ci viene data la possibilità di vedere e capire quanto sottili ma potenti siano certe violenze psicologiche, avrei preferito qualcosa in più. Ma anche della vita quotidiana. 
Leggiamo istantanee di una vita secolare, che non bastano per farci immedesimare in tutto quello. Almeno, per me non è stato così. 

Il finale...no. Una scena totalmente gratuita, se non ricordo male un mini racconto, che poteva esser tolto senza il minimo problema. Non aggiunge nulla di particolare. 

Insomma, sono partita con le migliori intenzioni, caricata al massimo verso quest'avventura, e mi sono ritrovata con l'ennesima delusione visto che mi aspettavo molto di più di quello che è stato dato, anche "grazie" a certe recensioni che me lo hanno fatto immaginare totalmente diverso da com'è. Colpa mia? Può essere, certo. Non nego questa mia responsabilità. 
 
Consigliarlo o no? Eh, dipende da cosa state cercando. 
Qualcosa di leggero, scorrevole, moderno,...potrebbe piacervi molto. 
Altrimenti, prendetelo con le pinze. Prestito da amic3, biblioteca, e/o audiolibro. 
Così capite se vi può piacere e se prenderlo da aver nella vostra libreria. 

La Casa Alla Fine Del Mondo, di Paul Tremblay [Instagram Post]

 


𝐴𝑡𝑡𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑎𝑙 𝑙𝑎𝑔𝑜 𝑐'𝑒' 𝑢𝑛𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑐𝑖𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑠𝑒 𝑒 𝑐𝑎𝑚𝑝𝑒𝑔𝑔𝑖 𝑚𝑎 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑎𝑧𝑧𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑠𝑐𝑜𝑟𝑔𝑒 𝑛𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑖𝑜'. 𝐿'𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑖𝑚𝑏𝑎𝑟𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑛𝑜𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑣𝑜 𝑒' 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑎𝑛𝑜𝑎 𝑔𝑖𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑐𝑖𝑣𝑜𝑙𝑎𝑣𝑎 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑠𝑎 𝑠𝑢𝑙𝑙'𝑎𝑐𝑞𝑢𝑎 𝑙𝑢𝑛𝑔𝑜 𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑣𝑎 𝑜𝑝𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎. 𝐸𝑟𝑖𝑐, 𝐴𝑛𝑑𝑟𝑒𝑤 𝑒 𝑊𝑒𝑛 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑠𝑡𝑖 𝑎 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎𝑟𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒 𝑠𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑎𝑣𝑎 𝑒 𝑠𝑣𝑎𝑛𝑖𝑣𝑎, 𝑐𝑎𝑑𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑙'𝑖𝑛𝑣𝑖𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑐𝑖𝑝𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑎𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑖𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜.

Opinione completa sul blog a questo LINK

Opinione: La Casa Alla Fine Del Mondo, di Paul Tremblay


Eric, Andrew e la loro adorata bambina di sette anni, Wen, stanno trascorrendo una vacanza in un cottage isolato in mezzo ai boschi del New Hampshire, sulla riva di un lago, lontano dal caos e dal chiasso della vita metropolitana, senza Internet e cellulari: un angolo di paradiso in cui regnano il silenzio e la serenità. Ma in una mattina di sole il sogno si trasforma in un incubo quando dal bosco emergono quattro sconosciuti. Leonard, un uomo gigantesco dai modi gentili e il sorriso caloroso, e i suoi tre compagni brandiscono armi inquietanti e spaventose e sono lì per portare a Eric, Andrew e Wen un messaggio ancora più inquietante e spaventoso. Mentre la famigliola si barrica in casa cercando un modo per chiedere aiuto, diventa sempre più chiaro che i quattro non se ne andranno finché non avranno ottenuto ciò per cui sono lì, una scelta impossibile, un sacrificio terribile. Nelle ore che seguono, in un crescendo di presagi apocalittici, paranoia, follia, orrore e rituali di sangue, la piccola casa alla fine del mondo diventa il cuore dell'universo, il luogo in cui si deciderà il destino di una famiglia e, forse, di tutta l'umanità.



𝐴𝑡𝑡𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑎𝑙 𝑙𝑎𝑔𝑜 𝑐'𝑒' 𝑢𝑛𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑐𝑖𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑠𝑒 𝑒 𝑐𝑎𝑚𝑝𝑒𝑔𝑔𝑖 𝑚𝑎 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑎𝑧𝑧𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑠𝑐𝑜𝑟𝑔𝑒 𝑛𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑖𝑜'. 𝐿'𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑖𝑚𝑏𝑎𝑟𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑛𝑜𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑣𝑜 𝑒' 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑎𝑛𝑜𝑎 𝑔𝑖𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑐𝑖𝑣𝑜𝑙𝑎𝑣𝑎 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑠𝑎 𝑠𝑢𝑙𝑙'𝑎𝑐𝑞𝑢𝑎 𝑙𝑢𝑛𝑔𝑜 𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑣𝑎 𝑜𝑝𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎. 𝐸𝑟𝑖𝑐, 𝐴𝑛𝑑𝑟𝑒𝑤 𝑒 𝑊𝑒𝑛 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑠𝑡𝑖 𝑎 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎𝑟𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒 𝑠𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑎𝑣𝑎 𝑒 𝑠𝑣𝑎𝑛𝑖𝑣𝑎, 𝑐𝑎𝑑𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑙'𝑖𝑛𝑣𝑖𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑐𝑖𝑝𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑎𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑖𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜.


Sinceramente non so ancora bene come descriverlo, ma sento come se fosse stata una grande occasione sprecata.

Parte alla grande. Inizia col punto di vista della bambina, Wen. Ci porta sul lago Gaudet, in New England, dove coi suoi due papà sta facendo una vacanza lontano da tutto. Ci racconta della sua vita, in modo indiretto tramite pensieri che la collegano a questi ricordi. Dall'adozione in Cina, alle operazioni per il labbro leporino, al suo vivere quotidiano fra alti e bassi.
Ci presenta velocemente anche i due genitori, Andrew e Eric, cambiando punti di vista.
E, come nei migliori (cliché dei) film horror, ad un certo punto compare qualcuno che turberá la loro pace e serenità.

Eh si, ho parlato di cliché perché, anche se presentati bene ne ricorrono parecchi: la casa isolata, niente rete per i cellulari, nessuno nel raggio di chilometri, e qualcuno che rappresenta una minaccia da cui, ovviamente, devono scappare, ecc ecc.
Resto molto vaga per farvi capire il succo del discorso.

Quando questa minaccia appare, in effettivo è qualcosa di affascinante e terrificante allo stesso tempo. Il lettore non sa bene cosa aspettarsi e continua a leggere per capire dove andrà a parare, in quale "binario" finirà la storia (come dicevo sopra, la trama è abbastanza "banale" da esser stata spunto per moltissime altre storie, che uno prova ad indovinare).

In questo primo terzo del romanzo tutto ti cattura. Vengono messe giù le premesse in modo davvero interessante e il terrore ha inizio, portando a non volerti staccare dai fogli. Una scrittura ricca di dettagli e dialoghi, scorrevole e molto vivida, non si fatica infatti ad immaginare visivamente il tutto come si stia guardando un film.

Però...cavoli! Quando si arriva al succo delle cose, il tutto crolla miseramente.
Ho avuto questa sensazione.
La trama perde consistenza finendo in un "no-sense" che costringe a chiedersi quale sia la realtà. Scade in una sorta di splatter dove la storia non riesce a sostenere quello che viene sostenuto dai vari personaggi...
Eh, difficile spiegarlo senza andare in spoiler!

Ci sono anche scene in cui ho dovuto rileggere dei pezzi perché non capivo cosa mi fossi persa. A volte qualcosa di non detto che poi viene spiegato, altre salti temporali senza logica. "Dettagli" che rendono meno credibile il tutto e staccano il lettore dalla magia della lettura, perdendone l'attenzione completa.

In ogni caso, per me almeno, un occasione molto interessante buttata via.
La spiegazione di quello che accade è assurda e non c'è qualcosa che dia credito né alla "follia" né alla "realtà".
Mentre nelle ultime pagine sembrava riuscire a ricatturare il lettore, il finale lascia...delusi. Non spiega nulla, lascia nel dubbio, ma non in senso buono.

Ci sono rimasta molto male, dopo esser stata così catturata dai primi capitoli, veder naufragare il tutto in modo così.......

Probabilmente (almeno finché non leggo altre opinioni) è il mio gusto, voler una storia folle ma con un impostazione decisa. Qui si gioca molto a capire dove sta la verità, ma in un modo che sfiora il lettore, non lo fa davvero dubitare di cosa stia accadendo. Manca qualcosa per rendere questo "enorme delirio" più realistico, in modo da poter sballottare il lettore e fargli dubitare su cosa sia vero e cosa no.

Un grande peccato, perché è scritto piuttosto bene e le premesse c'erano.


Post presente anche su Instagram: 

Opinione: Harrow La Nona (The Locked Tomb 2), di Tamsyn Muir

Harrowhark Nonagesimus, l'ultima necromante della Nona Casa, è stata ingaggiata dall'Imperatore per combattere una guerra che non si può vincere. Fianco a fianco con la rivale che più detesta, Harrow deve perfezionare le sue arti e diventare un angelo della non-morte. Ma si sente sempre peggio, la sua spada le dà la nausea e persino la mente minaccia di tradirla. Chiusa nell'atmosfera gotica del Mithraeum dell'Imperatore con tre insegnanti poco amichevoli, inseguita dai fantasmi pazzi di un pianeta assassinato, Harrow deve affrontare due scomodi interrogativi: c'è qualcuno che sta provando a ucciderla? E, qualora ci riuscisse, l'universo sarebbe un posto migliore senza di lei?


Appena finito di leggere e sono completamente devastata da questa lettura.
Mi trovo fra il "Wow" ed il "WTF", più o meno dalle prime pagine.

Una storia assolutamente imprevedibile, ancora più assurda e complessa del primo capitolo (che era acqua fresca in confronto). 
Ci troviamo dopo la fine del primo romanzo (potete trovare la mia recensione qui: Gideon La Nona), quando per salvare il culo a tutti Gideon si sacrifica, permettendo ad Harrow di diventare Littrice e salvare la vita i pochi superstiti. Una decisione impulsiva e che Harrow non avrebbe voluto percorrere, una volta conosciuto come si diventi un Lettore.
Alla fine del romanzo, come penso ricorderete, aveva avuto una breve conversazione con Dio, ed aveva scelto di restare con lui a combattere, ma...eh, ma quando torniamo da lei in questo nuovo romanzo le cose sono molto cambiate nonostante non sia trascorso così tanto tempo. 

Veniamo lanciati quasi alla fine della storia in un preambolo e successivamente in una sorta di prequel che ci lasciano estremamente confusi e scioccati. 
Ci troviamo a fare i conti con una Harrow che non conosciamo, o almeno una molto diversa da colei che immaginavamo durante la lettura di Gideon La Nona.
Una giovane donne forte, intelligente, pronta a tutto. Ma cambiata radicalmente dall'esperienza vissuta che avrebbe dovuto trasformarla in una Littrice, ma che la lascia spaccata, rotta, imperfetta.
Eh, già, qualcosa non ha funzionato e ci troviamo a far i conti con una negromante totalmente a pezzi che deve ricostruirsi, ma non sappiamo come mai.
Intuiremo presto qualcosa a riguardo, che ci accompagnerà per quasi tutto il romanzo e, personalmente, quando lo metti a fuoco ti si spacca qualcosa dentro e vuoi capire cosa sia successo per arrivare a ciò. 

Nel frattempo, Dio la porterà con sè al Mithraeum, la sua dimora e quella degli altri unici tre Littori superstiti; oltre a Ianthe, ormai Littrice "Yunior" come lei. Si troverà a doversi confrontare da subito con Mercymorn, sua sorella Littrice, futura insegnante e persona estremamente particolare, come gli altri due. Ma chi non lo diventerebbe dopo dieci secoli di vita?
Tutto ciò per allontanare (o allontanarsi) da una minaccia che li ha presi di mira e che devono assolutamente sconfiggere prima che divori ogni cosa. Per farlo, le due nuove arrivate devono imparare a gestire al meglio i nuovi poteri e a capire il perchè l'essenza di un Lettore sia l'avere due anime dentro lo stesso corpo.

Per un buon terzo del romanzo non si capisce nulla. O almeno, io ho faticato moltissimo.
Si viene catapultati in un mondo che si credeva di conoscere, ma non si sapeva assolutamente nulla di tutto ciò in cui Harrow si troverà ad aver a che fare. 
Impareremo attraverso i suoi occhi, ma arrancheremo moltissimo.
A renderci le cose ancora più difficili i molteplici piani temporali in cui la Muir ci porta senza preamboli: 
"uno" quando Harrow si ritrova Littrice e deve capire come maturare; 
"due" quando sono passati mesi e deve consolidare le sue conoscenze e far pratica; 
"tre" quando ci ritroveremo ancora nella Casa di Canaan. 
I principali, che si scambiano senza troppi avvertimenti fra i vari capitoli e devi riuscire ad intuire in che tempo sei, per comprendere cosa stai leggendo.
Geniale e atroce allo stesso tempo.

Harrow è stupefacente, anche nei suoi momenti peggiori. Da arrogante, saccente, presuntuosa, stronza,...un filino viene ridimensionata. Sarà che guardiamo dai suoi occhi, che scopriamo meglio il suo passato, o probabilmente il fatto che questa trasformazione l'abbia cambiata nel profondo (e si sia anche ritrovata col culo a terra), ma ci permette di avvicinarci più facilmente a lei ed a provare empatia nei suoi confronti. Anche se ammetto che avere la versione sadica bastarda che ci aveva mostrato Nav, sarebbe stato ugualmente straordinario.

Gli ultimi capitoli sono una bomba che ci scoppia in piena faccia. 
Ci viene finalmente rivelato molto di ciò che stavamo cercando di comprendere (o intuire) durante la storia, ma ci esplode improvvisamente davanti, confermando o smentendo le varie teorie che ci eravamo fatti durante tutta la lettura. Ma non solo!
Emergono altri elementi che lasciano il lettore decisamente basito e confuso, in attesa del seguito che possa fargli capire se le tessere che ha messo insieme sono giuste, se ha capito male...o se è stato ancora preso in giro.
Il finale lascia senza parole.
Solo...non ti capaciti che non ci sia altro da leggere e che dovrai attendere per poter scoprire come continuerà questa trilogia.

Davvero una lettura particolare e molto bella, anche se decisamente impegnativa.
Un applauso enorme alla traduttrice, perchè deve esser stato parecchio difficile (come vi avevo detto, già da leggere è complesso, figuriamoci tradurlo).

Originale, imprevedibile, crudo, strano, violento, caotico,...insomma: non fa per tutti nemmeno questo volume.
Ma è imperdibile se volete una storia assolutamente diversa da qualunque altra.

Review Party: Middlegame, di Mcguire Seanan


Benvenuti. Ieri vi ho parlato dei personaggi ed oggi vi parlo del romanzo. 
Sotto l'opinione trovate tutti i link dei blog che partecipano al Review Party e al BlogTour (con relativo nome della tappa affrontata). Passate a trovarci tutti. 
Ed ora, la trama: 



Dalla vincitrice dei premi Nebula e Hugo un romanzo di gemelli, alchimia e società occulte.
Ecco Roger. Ha un vero dono per le parole, comprende istintivamente ogni linguaggio e sa che è il potere delle storie a regolare i meccanismi dell'universo. Ed ecco Dodger. È la sorella di Roger, la sua gemella per la precisione. Anche lei ha un dono, per i numeri: sono il suo mondo, la sua ossessione, il suo tutto. Qualunque cosa le si presenti alla mente, Dodger la elabora con il potere della matematica. I due fratelli non sono propriamente umani, anche se non lo sanno. Non sono neanche propriamente divini. Non del tutto… non ancora. E poi c'è Reed, esperto alchimista, come la sua progenitrice. È stato lui a dare vita ai gemelli. Non si potrebbe definirlo il loro "padre". Non proprio. Ma come tutti i genitori, per i due ragazzi ha un piano ambizioso: far sì che raggiungano il potere assoluto, e poi reclamarlo per sé. Diventare "dei in Terra" è una cosa possibile. Pregate soltanto che non accada.




Un viaggio incredibile!

Una storia folle, caotica, ma estremamente bella e coinvolgente, sempre se fa per voi. 
Ahimè, questo non è un libro per tutti. 

I conti tornerebbero, e questa è l’unica cosa che Dodger ha sempre chiesto alla vita. Lui invece, lui che conosce le parole giuste per descrivere la situazione – dissanguamento, ipovolemia, emorragia –, non trova nelle parole il conforto che lei trova nei numeri. Non gli è mai stato possibile. I numeri, fintanto che si comprendono le norme che li regolano, sono entità semplici, disciplinate. Le parole, al contrario, sono insidiose. Si aggrovigliano e mordono e pretendono attenzione. Roger riflette su come cambiare il mondo. Sua sorella, semplicemente, lo cambia.

Ci sono due bambini, due fratelli, due gemelli, intorno alle cui vite ruota di tutto. Saranno le nostre voci narranti, insieme ad altri, che riusciranno a dar vita a questa trama molto complessa, ma straordinaria. 
Conosceremo attraverso dei ricordi Asphodel, una brillante alchimista che è riuscita a portare molti risultati incredibili, pagandone però il prezzo non essendo considerata dagli uomini che regnano in quel mondo (nonostante questi non si facciano scrupoli a prendersi le sue scoperte).
La conosceremo grazie ai ricordi di Reed, una creatura creata dall'alchimista per portare avanti la sua ricerca quasi impossibile. Reed sarà centrale in tutto questo perchè è sua l'idea di creare questi bambini, questi gemelli dalle doti eccezionali, gli unici a poter portare a termine quel compito. Crearli e dividerli, per evitare "problemi" durante la loro maturazione. 

«Lo so? Davvero? Ne abbiamo già discusso. Una certa dose di imprevedibilità è necessaria se vogliamo che i bambini imparino ad avere accesso ai loro poteri. Sappiamo che le rigide modalità da laboratorio non funzionano.» Inoltre crescendoli lontani da lì eviteranno il rischio che i soggetti imparino troppo, e troppo in fretta. La conoscenza è potere, per questi cuculi soprattutto. Mantenerli ignoranti significa mantenerli docili... ed è esattamente così che gli servono. Le creature docili sono molto più facili da controllare.

Conosceremo Roger e Dodger, lui con il dono delle lettere, lei dei numeri. Diversi ma simili e, sopratutto, complementari. Nessuno comprende a fondo l'altro, in particolare le sue doti, ma sono abbastanza saggi da non discuterne ed accettarsi senza porsi troppe domande. Cresciuti con tanti chilometri a separarli, riescono a ritrovarsi sempre, negli anni, nonostante ci si metta sempre di mezzo qualcosa a tentare di tenerli lontani. Da bambini, fino all'età adulta, li seguiremo in questo viaggio impossibile, impensabile, eppure reale e dannatamente folle, seppur geniale nella sua costruzione. 

Ma è a buon punto del romanzo (tutti i punti sono buoni), e andare avanti con la storia sembra assai più importante che moltiplicare tra loro stupidi numeri. I numeri non sono come le parole: per avere senso non hanno bisogno di lui. Le parole, senza qualcuno che le capisce, non significano niente. Invece i numeri ci sono e basta. A prescindere da lui.

Un romanzo che si lascia divorare senza troppi problemi, anche se ammetto che dovrei dargli una rilettura per cogliere meglio alcuni frammenti che temo di non aver capito. Ma nel complesso, mi ha conquistato. 
Una trama originale e studiata nei dettagli, che ci porta in un viaggio lungo due vite che vogliono intrecciarsi per non sentirsi più sole, nonostante tutto li tenga separati. 
Senza contare la scrittura: leggera, scorrevole,...non mi sono mai inceppata, nonostante alcuni punti più difficili da interpretare. Davvero complimenti all'autrice, molto molto brava. 

Una storia complessa, ma davvero ben scritta. 
Come già dicevo, avremo più punti di vista che ci porteranno a conoscere questa vicenda, alcuni che si sovrappongono fra loro, "rubandosi" il POV centrale l'un l'altro, ma sempre con eleganza e una penna che sapientemente riesce a dosare questi scambi, regalandoci una visione che potrebbe risultare confusa, ma non lo è affatto. Anzi, la arricchisce. E, come bonus, spesso c'è anche una voce esterna che fa capolino e ci "parla", a volte anticipando qualcosa, ma senza spezzare questo delicato equilibrio; ci regala qualcosa in più esterno alla storia in sè, permettendoci di cogliere qualcosa oppure di sapere in anticipo qualche dettagli che poi andremo ad approfondire. 

E lo devo proprio dire: il finale è perfetto per questa storia. 
Qualche piccolo dettaglio lo si intuisce, ma la "bomba" che viene sganciata poco prima della chiusura lascia senza parole e fa capire quanto sia immenso tutto ciò che avevamo appena scalfito durante la lettura. Geniale. 

Capisco perchè così tanti lo hanno adorato e sono davvero grata alla Mondadori per averlo portato in Italia e tradotto per noi. Ripeto, non è una storia per tutti: dovete adorare le storie complesse, con storyline non propriamente lineari, misteri davvero intricati che porteranno spesso a chiedersi quando sarà spiegato ciò che si sta leggendo, perchè (in quel frangente) non si riesce bene a capire. 
Ma credetemi, se vi piace, ne resterete incantati fino all'ultima pagina. 



Se ve li siete persi e/o volete seguirci, ecco le tappe dei due eventi

BlogTour
20 Luglio 
Presentazione - France Love Books
Presentazione -  Hope And Paper
Analisi Cover - Il Labirinto Dei Libri

21 Luglio 
Intervista ad un personaggio: Roger - La Libreria di Yely

22 Luglio
Parliamo di Seanan McGuire - Libri E Librai
Intervista ad un personaggio: Dodger - Libri Al Caffè
Personaggi - Viaggiatrice Pigra

23 Luglio 
Estratti - L'Angolo di Mia
Excursus Dark Fantasy - Fenice Fra Le Pagine

24 Luglio
Perchè Leggere Middlegame - Feeling Bookish
Perchè Leggere Middlegame - Ho Voglia Di Scrivervi

Review Party 

21 Luglio 

22 Luglio

23 Luglio
Viaggiatrice Pigra

24 Luglio 

BlogTour: Personaggi - Middlegame, di Mcguire Seanan


Benvenuti in questo doppio evento in cui vi parleremo di una novità attesissima della Oscar Fantastica, ovvero: Middle Game, di Mcguire Seanan. Fra il 20 ed il 24 ci alterneremo come BlogTour e Review Party, per cercare di raccontare al meglio questo nuovo arrivo in Italia. 
Prima di iniziare, vi lascio la trama: 


Dalla vincitrice dei premi Nebula e Hugo un romanzo di gemelli, alchimia e società occulte.
Ecco Roger. Ha un vero dono per le parole, comprende istintivamente ogni linguaggio e sa che è il potere delle storie a regolare i meccanismi dell'universo. Ed ecco Dodger. È la sorella di Roger, la sua gemella per la precisione. Anche lei ha un dono, per i numeri: sono il suo mondo, la sua ossessione, il suo tutto. Qualunque cosa le si presenti alla mente, Dodger la elabora con il potere della matematica. I due fratelli non sono propriamente umani, anche se non lo sanno. Non sono neanche propriamente divini. Non del tutto… non ancora. E poi c'è Reed, esperto alchimista, come la sua progenitrice. È stato lui a dare vita ai gemelli. Non si potrebbe definirlo il loro "padre". Non proprio. Ma come tutti i genitori, per i due ragazzi ha un piano ambizioso: far sì che raggiungano il potere assoluto, e poi reclamarlo per sé. Diventare "dei in Terra" è una cosa possibile. Pregate soltanto che non accada.



Oggi vi parlerò dei personaggi principali che compariranno fra le pagine del romanzo. 
Cercherò di darvi una buona panoramica su di loro ma, come potete ben immaginare, non andrò ad approfondire troppo perché vi rovinerei la lettura. 

Inizia tutto con una figura centrale per la storia, ma che ormai non esiste più: Asphodel, una brillante e molto intelligente alchimista il cui lavoro viene deriso e scartato da uomini che non la apprezzano abbastanza solo perchè donna, nonostante parte del suo lascito a loro farà molto comodo; lascia tracce del suo lavoro nascoste dentro libri per bambini, ed una "missione" alla creatura che ha creato: Reed. Freddo, calcolatore, impassibile ed inflessibile. 
Ha un obiettivo preciso in mente e non lascerà che niente e nessuno lo ostacoli. 

Reed, al contrario, sembra uscito da uno di quei racconti di Ray Bradbury sull’eterno declino americano: pantaloni neri attillati, camicia blu zaffiro e persino un frac con strani glifi ricamati su orlo e polsini. I ricami sono d’oro, un promemoria dell’offerta che ha attirato quegli uomini dalla sua parte, come tante falene adescate dalla promessa di una fiamma inesauribile.

Sarà principalmente attraverso di lui ed i suoi ricordi che conosceremo questa donna e l'origine di tutto quello che sta accadendo. Lui a sua volta ha creato Leigh, una specie di aiutante alchimista, ancora più spietata di lui. Farà capolino qualche volta e la sua mente così fredda meritava di essere almeno citata. 

Leigh è la miglior alchimista che abbia avuto la sfortuna di incontrare dalla morte di Asphodel, una girandola in costante movimento, con buchi di acido sui vestiti e i capelli tagliati corti per ridurre al minimo la possibilità che prendano fuoco. Ha un viso aperto e onesto, spruzzato di una galassia di lentiggini. Un viso che sa di pesche e panna montata, di sabati pomeriggio allo stagno, di innocenza e sogno americano, il tutto avvolto in un pacchettino sorprendentemente grazioso. Menzogne, dalla prima all’ultima. Lui avrà anche intenzione di sfruttare il mondo a proprio vantaggio, ma lei è ben lieta di ravvivare il suo fuoco distruttore, non fosse altro che per cuocerci sopra i marshmallow.

È profondamente imperfetta, e disgustosamente utile, e lui aspetta solo che arrivi il giorno in cui potrà farla a pezzi riducendola alle componenti essenziali usate dall’alchimista che l’ha assemblata. Quell’imbecille deve aver scordato la lezione di Blodeuwedd e Frankenstein: mai mettere al mondo una creatura più intelligente o più spietata di te.

Reed ha ideato un "piano" e per portarlo a termine ha bisogno di lei e di altro "aiuto", ed è qui che entrano in scena i due protagonisti e voci narranti quasi principali del romanzo: Roger e Dodger. Diversi, eppure molto simili. Due ragazzini dalla mente brillante e geniale. Lui completamente perso per i libri e la lingua, lei innamorata dei numeri. Sono gemelli, separati alla nascita e divisi da migliaia di chilometri, ma con un segreto che li tiene uniti e permette loro di trovarsi continuamente. Anche se insieme potrebbero essere troppo pericolosi. 

Roger Middleton è un ragazzino magro, abbastanza alto per la sua età, con una zazzera marrone di capelli troppo lunghi che, per quanto sua madre insista a dirgli di pettinare, non vogliono saperne di stare al loro posto. È pallido, un po’ perché esce raramente, un po’ perché le poche volte che si avventura fuori viene ricoperto di crema solare. A volte non gli dispiacerebbe beccarsi una scottatura, giusto per capire cosa si prova. Ha i lineamenti simmetrici, regolari, ordinari. È un bambino che, con i vestiti adeguati e il giusto atteggiamento, potrebbe scomparire in qualsiasi folla. I suoi occhi grigi, guardando il proprio riflesso, si spalancano, anche se l’ordine di farlo non è venuto da lui.

Roger si ritrova davanti a uno specchio a fissare una bimba lentigginosa dagli occhi grigi e sinceri, molto simili ai suoi. Indossa una maglietta con delle farfalle e sorride da un orecchio all’altro, manifestando un miscuglio di sollievo, piacere e stupore. Ha i capelli rossi. La maglietta invece è gialla. Roger trova entrambe le cose sorprendenti, e per un istante non riesce a credere quanto sia colorato il mondo della bambina.

Ed infine un personaggio che non voglio nominare, perchè comparirà e avrà voce dopo metà romanzo...e non posso rovinarvi la lettura! Una persona particolare, cresciuta in un ambiente che l'ha resa perfetta per il compito che deve portare a termine, ed al servizio di Reed. Anche se, rispetto a tante altre "marionette" che seguono l'alchimista ciecamente, si capirà che questa persona ha qualcosa di diverso, un conto in sospeso verso qualcuno e deve solo aspettare pazientemente. Ha anche un dono innato, che si rivelerà utile. 

Questo giusto un piccolo assaggio di ciò che vi aspetta durante la lettura e la conoscenza di questi personaggi. Loro i principali, ma ne appariranno molti altri fra le pagine, abilmente mescolati dalla penna dell'autrice rendendoli interessanti, ognuno a modo suo. 

Se ve li siete persi e/o volete seguirci, ecco le tappe dei due eventi

BlogTour
20 Luglio 
Presentazione - France Love Books
Presentazione -  Hope And Paper
Analisi Cover - Il Labirinto Dei Libri

21 Luglio 
Intervista ad un personaggio: Roger - La Libreria di Yely

22 Luglio
Parliamo di Seanan McGuire - Libri E Librai
Intervista ad un personaggio: Dodger - Libri Al Caffè
Personaggi - Viaggiatrice Pigra

23 Luglio 
Estratti - L'Angolo di Mia
Excursus Dark Fantasy - Fenice Fra Le Pagine

24 Luglio
Perchè Leggere Middlegame - Feeling Bookish
Perchè Leggere Middlegame - Ho Voglia Di Scrivervi

Review Party 
21 Luglio 

22 Luglio

23 Luglio
Viaggiatrice Pigra

24 Luglio 

La Grazia Dei Re, di Ken Liu [Instagram]



Finalmente inizio quest'avventura 💛
.
.
L'ho cominciata con un "leggerissimo" ritardo, ma come state vedendo (di nuovo, finalmente! posso parlarvene apertamente, non vedevo l'ora😍), avevo Review e BT in programma che hanno creato una scaletta. Perché ovviamente non sono libricini proprio leggeri, mi piacciono storie corpose, e, ahimè, il tempo per ora è poco e ci metto tanto.
. .
Anche se non so nemmeno bene quante ore riuscirò a dedicargli, nemmeno in questo week 😭
.
Ma se tutto va bene, presto tornerò ad avere più libertà e a leggere di più, e tornare a fare qualche stories parlata in più (incrocio le dita e "tocco le palle" per non portarmi sfiga 😂).
.
Se tutto va bene, vi spiegherò come mai presto 😉
.
.
.
In ogni caso, cosa leggerete in questo week?
.
.
#LaGraziaDeiRe #KenLiu #OscarFantastica #OscarVault #Mondadori  #novità #fantasy  #giftedby #freepik #viaggiatricepigra

Aurora Rising [Instagram]


Finalmente posso parlarvi di questo romanzo. È difficile tenere la bocca chiusa, un primo libro davvero interessante e che promette al letture una serie incredibile...
.
Ma faccio un passo indietro, perché oggi c'è la mia tappa del BlogTour dedicato al romanzo, per la mia opinione (e il Review Party!) qualche giorno ancora di attesa.
.
.
Gli ideali del romanzo:
battaglie e guerre
. .
Cercherò di spiegarvi al meglio la storia umana che si riesce a capire dalle pagine del libro, ma senza approfondire troppo. Per tenere un po' di mistero. Anche se credo che tanto sia ancora da scoprire e che ne vedremo delle belle nei prossimi capitoli. .
.
Vi lascio il link in bio, perché non riuscirei proprio a farne un riassunto fa lasciarvi qui su IG.
Passate e poi ditemi la vostra opinione a riguardo.
Sopratutto se avete già letto il romanzo. .
Ah, in fondo c'è il calendario con i link alle altre tappe, sarà superfluo dirlo ma: fateci un salto!
.
.
#AuroraRising #amiekaufman #jaykristoff #Mondadori #OscarVault #novità #fantasy #blogtour #leggere #daleggere #freepik #viaggiatricepigra

Opinione: Alba oscura (Nevernight 3), di Jay Kristoff


Mia Corvere, gladiatii, schiava fuggiasca e infame assassina, sta scappando. Dopo i grandi giochi di Godsgrave, finiti con il più audace omicidio nella storia della Repubblica itreyana, Mia si ritrova braccata. Potrebbe non uscire viva dalla Città di Ponti e Ossa. Il suo mentore Mercurio è ora nelle mani dei suoi nemici. La sua stessa famiglia la vuole morta. Ma sotto la città, un oscuro segreto è in attesa. La notte sta per scendere sulla Repubblica, forse per l’ultima volta.

Sono parecchio scombussolata.
Dopo aver chiuso I Grandi Giochi ero completamente in balia di mille emozioni diverse. È stato davvero incedibile come romanzo, surclassava il primo (che comunque era molto bello). Così le mie aspettative per questo erano molto alte, miste alla paura che non potesse conquistarmi così tanto. 

Eppure, nonostante non sia così spiazzante come il secondo volume, non posso assolutamente dire che non sia una chiusura perfetta per questa trilogia così originale e dalle mille tinte.

È un colpo al cuore dover dire addio a tutti questi personaggi, che per la prima volta prendono voce e ci danno il loro punto di vista. Eh si, rispetto ai precedenti non parla solo Mia, ma avremo tanti narratori, ognuno con la sua parte di storia da raccontare, creando un romanzo corale ma che si interseca alla perfezione come un enorme puzzle. Alcuni frammenti sono celati fino all'ultimo, ma (con un po' di fantasia) si intuiscono molte cose che accadranno. 


Un romanzo che deve chiudere i giochi e portare a termine questo viaggio, ma lo fa senza cedere niente. Non vengono stravolti i personaggi per forzare un finale, anzi li vediamo crescere e prendere coscienza di molti frammenti diversi di se stessi. Mia in primis, ovviamente.

In questo volume si trova alle prese con un fratellino che la odia profondamente per ciò che gli ha fatto. E come dargli torto, dopo un rapimento e l'uccisione del padre davanti ai propri occhi. Ma non è tutto così ovvio come sembra. Li attende un viaggio durante il quale lei tenterà in ogni modo di fargli accettare la verità (che siano imparentati e suo padre non è ciò che sembra).

Oltre a questo, il ritorno di Tric riporta a galla una storia praticamente dimenticata e che darà anche ai protagonisti una visione più ampia del loro mondo e di come stavano prima le cose: un armonia che dovrebbe essere ristabilita, ma il prezzo sembra molto caro e tocca a Mia scegliere se intraprendere quel percorso e distanziandosi da ciò a cui le manca davvero poco per venir realizzato: portare a termine la sua vendetta. Una decisione decisamente ardua, mano a mano che la storia prosegue e dettagli vengono a galla (sia per portarla in una direzione, che verso l'altra).

Una storia davvero complessa che lentamente rivela molte arguzie e sotto trame che solo ora spiccano in tutto il loro splendore, avendo lo spazio necessario per essere affrontate.

Anche in questo caso in tanti capitoli ti senti distruggere dalla penna così crudele di Kristoff, che affonda senza pietà quando meno te lo aspetti. Ma regala anche piccole gioie, qua e là, giusto per non portare il lettore medio al suicidio. In alcuni momenti non puoi fare a meno di sorridere, poichè...beh, lo scoprirete ma è geniale!

Una trilogia nel complesso davvero molto molto interessante e che merita sicuramente la fama che si è ampiamente guadagnata. Una storia conclusiva, che però potrebbe avere un seguito (visto la quantità di strade percorribili grazie alla vastità di intrecci narrativi, personaggi presentati e....come si chiude il tutto). Sono combattuta fra il "vorrei leggere altro", perché questa serie provoca dipendenza molto forte; ed il "meglio che sia un ciclo chiuso" perché spesso aggiungere altro rovina la bellezza della storia che ha dato origine a tutto.

Una fantasia incredibile unita ad una scrittura particolare che crea qualcosa di unico ed indimenticabile, lasciando personaggi impressi nel cuore del lettore, insieme alle loro avventure. Sicuramente leggerò altro di suo. Anzi, sto già aspettando il 2020: la Mondadori ha già annunciato che porterà in Italia due suoi lavori. E non vedo l'ora di poter leggere altro.

Arrivati a questo punto DOVETE leggere questo terzo romanzo per scoprire come andranno le cose.
Anche se forse è superfluo che ne parli, poiché se siete arrivati a questo punto, Mia vi ha conquistati e siete già diretti al terzo capitolo.
In quel caso, Buona Letturea