Opinione: L'Avversario, di Emmanuel Carrère



Un libro-verità sulla vicenda giudiziaria del pluriassassino Jean-Claude Romand.

"Il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, ma invano. L'inchiesta ha rivelato che non era affatto un medico come sosteneva e, cosa ancor più difficile da credere, che non era nient'altro. Da diciott'anni mentiva, e quella menzogna non nascondeva assolutamente nulla. Sul punto di essere scoperto, ha preferito sopprimere le persone il cui sguardo non sarebbe riuscito a sopportare. È stato condannato all'ergastolo. Sono entrato in contatto con lui e ho assistito al processo. Ho cercato di raccontare con precisione, giorno per giorno, quella vita di solitudine, di impostura e di assenza. Di immaginare che cosa passasse per la testa di quell'uomo durante le lunghe ore vuote, senza progetti e senza testimoni, che tutti presumevano trascorresse al lavoro, e che trascorreva invece nel parcheggio di un'autostrada o nei boschi del Giura. Di capire, infine, che cosa, in un'esperienza umana tanto estrema, mi abbia così profondamente turbato - e turbi, credo, ciascuno di noi." (Emmanuel Carrère)


Ho appreso solo dopo la fine del romanzo che è basato su una storia vera ed è quasi un reportage del processo, mescolato alle riflessioni dell'autore. 
Già la storia è agghiacciante di per sè, ma sapere che è vera e che, per di più, l'assassino è stato rimesso in libertà nel 2019, dopo soli 26 anni di carcere per aver ucciso la moglie Florence (37 anni), i figli Caroline (7 anni) e Antoine (5 anni), ed i genitori Anne-Marie e Aimé...è qualcosa che ti scombussola dentro. 

Le prime pagine sono scritte immaginando come voce narrante uno dei migliori amici di Jean-Claude, ma poi il tono cambia e diventa lo stesso Emmanuel il nostro narratore, portandoci al processo insieme a lui e mostrandoci cosa venne a galla durante quei giorni. 

Si riparte dal passato, quando Jean-Claude non riuscì ad entrare al secondo anno di medicina. Questo fu il primo tassello dell'enorme rete di bugie che iniziò a creare e, sorprendentemente, non fu scoperto da nessuno per diciassette anni. 
Si finse medico per l'OMS. Finse modestia e imbarazzo nel parlare di questo lavoro, ricevendo ammirazione dagli amici e la famiglia. Finse la decisione di rendere questi due aspetti della sua vita separati, in modo che niente si mescolasse e nessuno avesse contatti con l'OMS. 
Vista la fama, riuscirà a farsi prestare molto denaro dai familiari e amici, che fingerà di investire promettendo forti rientri economici. 
Fingerà in più occasioni di avere un cancro, per togliere l'attenzione da situazioni "scottanti" e ricevere allo stesso tempo attenzioni.
Riuscirà a convincere quella che poi diventò sua moglie ad uscire con lui e a sposarlo (facendole pena, in sostanza). 
Riuscì allo stesso modo a conquistare una sua amica e farla diventare sua amante, per un po'. 
...fece moltissime cose, e nessuno dubitò mai, nè fu "beccato" in flagrante. 

Reinventa se stesso e la sua realtà e spesso è difficile capire perchè lo faccia: è uno spietato e freddo calcolatore oppure ha problemi mentali che lo portano a questa "soluzione"? 

Emmanuel è così bravo da farci dubitare di noi per metterci nelle scarpe di Jean-Claude, facendoci provare persino pietà e tristezza verso questo bugiardo che non ha mai perso il vizio. 
Ma, mano a mano che la storia prosegue, inizieremo insieme a Emmanuel a veder le incrinature dietro questa maschera di fragilità che vuole mostrarci a tutti i costi. 
Ci sarà impossibile giustificare alcune delle azioni che sceglierà di compiere e che lo porteranno a quella che lui ha scelto come fine per la sua famiglia. 

Un breve ma intenso scritto che mostra senza filtri quello che si sa di questa vicenda e porta a galla alcune deduzioni su fatti che lui non ha mai voluto chiarire, mostrando la verità dietro tutto quel mondo di bugie e rendendo palese la sua colpevolezza, anche se non del tutto quanto lui volesse compiere certe azioni. 

Resta davvero il dubbio, anche se minimo, riguardo l'intenzionalità: vittima delle sue stesse bugie oppure manipolatore estremamente scaltro?
Probabilmente entrambi. Ma in che percentuale...ahimè, non lo ammetterà mai; andando avanti nel tempo temo che si sia inventato tante bugie anche per auto-giustificarsi, rendendosi l'eroe innocente della sua vita e arrivando persino a riscrivere i brutali omicidi come qualcosa di "necessario" ed allo stesso tempo "folle", perché dice di non sapere bene cosa sia accaduto, sebbene i fatti lo smentiscano. 

Un libro non per tutti, che fa male ma, forse anche per questo, così interessante da leggere. 

Nel Paese Dei Ciechi, di H. G. Wells [Instagram]


"In terra di ciechi, il monocolo è re"

O almeno, così si dice.
Infatti, basterà davvero poco al protagonista di questo veloce racconto di Wells per rendersi conto di quanto sia sbagliata la sua presunzione.

Nuñez si ritrova a riscoprire questo villaggio ormai diventato leggenda, credendo di poter esser superiore a tutti coloro che vi vivono, avendo la possibilità di vedere.
Eppure si sbaglia di grosso.

Gli abitanti hanno perso da generazioni questo senso e, per loro, tutto quello che Nuñez racconta sono follie.
Anzi, decidono di "guarirlo" e insegnargli come si vive, quasi come un bambino o un cucciolo disobbediente.

Paradossale come la situazione si ribalti immediatamente e che la vista, alla fin fine, non rappresenti un vantaggio per chi la possiede, né qualcosa di importante, per chi non l'ha mai avuta.

Soprattutto, in un mondo dove chi vede è il diverso e deve stare ad altre regole.

Una storia veloce e che va diritta al punto, senza divagare nel superfluo.
Un altro scritto di Wells che lascia sbalorditi, per la sua immaginazione e fantasia, che ancora una volta ci porta nell'assurdo per insegnarci qualcosa.

#NelPaeseDeiCiechi #Wells #HGWells #Adelphi #adelphiedizioni #leggere #daleggere #Fantascientifico #freepik #viaggiatricepigr

Aurora Rising [Instagram]


Review Party: Autora Rising, di Amie Kaufman e Jay Kristoff




È l'anno 2380: ai cadetti dell'ultimo anno dell'Accademia Aurora sta per essere affidata la prima vera missione.
Tyler Jones sa che, proprio perché è il migliore del suo anno, potrà reclutare la squadra dei suoi sogni. Peccato che, a causa del suo comportamento sconsiderato, come punizione gli vengano assegnati d'ufficio i cadetti scartati da tutti gli altri capisquadra, quelli con cui nessuno vorrebbe mai lavorare. Proprio lui, l'allievo più talentuoso dell'Accademia sarà al comando di una vera e propria banda di disperati: 
• una diplomatica, cintura nera di sarcasmo 
• una scienziata sociopatica con la tendenza a sparare ai suoi compagni 
• uno smanettone geniale e dall'ironia pungente 
• un guerriero alieno con seri problemi di gestione della rabbia 
• una pilota abilissima con un leggerissimo debole per Tyler. 
Ma non è nemmeno questo il suo problema principale. Infatti, solo dopo aver risvegliato da un sonno lungo duecento anni la misteriosa Aurora Jie-Lin O'Malley, Ty scopre che proprio lei potrebbe innescare una guerra rimasta a lungo sopita e che, ironicamente, proprio la sua squadra di disperati potrebbe essere l'ultima speranza di salvezza per l'intera galassia. Comunque: NIENTE PANICO!



Attesissimo nuovo romanzo di Kristoff, che insieme alla Kaufman, tornano a scrivere in coppia dopo la trilogia "Illuminae". Quella serie non l'ho letta ma sono rimasta talmente rapita dalla scrittura e dalla fantasia di Kristoff nella sua trilogia "Nevernight" che mi ci sono lanciata senza conoscere nemmeno la trama. Un primo capitolo interessante, che mette le basi per una serie che promette molto bene.

Vediamo un poco la trama. 
Ci troviamo nel futuro, nel 2380, in una stazione orbitale e scuola, chiamata Accademia Aurora, in cui si insegna ai futuri membri della Legione Aurora, ovvero una legione indipendente che vuole mantenere la pace. Ne fanno parte umani e betraskani, e, da pochissimo, anche alcuni syldrani. Con entrambi nei precedenti 200 anni la Terra ha avuto conflitti, ma che per fortuna si sono risolti (se volete saperne di più, ne ho parlato nell'approfondimento durante il Blogtour). 


Noi siamo la Legione Aurora. 
Una coalizione fra terrestri – umani, diresti tu – e betraskani. 
Due anni fa, quando è finita la guerra, si sono uniti a noi anche alcuni syldrathi. 
Siamo una legione indipendente per il mantenimento della pace. 
Facciamo da mediatori nei conflitti di confine, vigiliamo sulle zone di spazio neutrali. 
Direi che siamo degli umanitari.


Il cadetto più promettente è sicuramente Tyler Jones, la cui carriera sta per sbocciare con un "regalo" straordinario: infatti si è meritato di scegliere per primo la sua squadra. Peccato che combini un casino e si ritrovi punito; gli vengono affidati gli ultimi, gli "scarti". Ciò lo demoralizza, ma non troppo. Ha un carattere da leader fin dalla nascita e decide di tener duro e di non mollare. 


 Ma io studio i vascelli spaziali terrestri da quando ho sei anni, conosco a memoria la struttura di un cacciatorpediniere. E anche se nessuno, durante la Selezione, ha voluto i membri di questo branco di perdenti, casi disciplinari e sociopatici, ho capito che nessuno di loro svolge male il proprio compito. 
Se riuscissi a renderli uniti, a farli funzionare come una vera squadra, forse potremmo addirittura uscire vivi di qui… 

Il casino che ha dato il via a tutto è nato per poter salvare la vita ad una giovane. Aurora. Sopravvissuta ad un sonno lungo duecento anni nella Piega ed ora nel mirino... Di chi? E perchè? 
Domande pericolose che metteranno Tyler e la sua squadra a rischio, ponendoli davanti a scelte estremamente difficili che dovranno portare a termine, in un modo o nell'altro. 
Ma dimostrando che non sono così inutili come tutti ritengono. 

Una storia che sceglie di dare voce ad ogni protagonista, alternando i vari punti di vista, permettendo al lettore di conoscere meglio questo equipaggio così particolare. In particolare si riusciranno a mettere le basi di questo mondo, capendo cosa sia accaduto ad Aurora prima di addormentarsi (e com'era la situazione terrestre con i viaggi spaziali) e dopo il risveglio, ovvero com'è progredita la storia umana, fra guerre e scoperte; scopriremo meglio anche i mondi ed il passato di altri membri dell'equipaggio. 
Tyler (l'Alfa) e sua sorella Scarlett (il Volto), Cat (l'Asso) migliore amica dei fratelli fin da piccolissimi, tutti e tre terrestri. Kal (il Carrarmato) di razza Syldrathi e Finian (lo Smanettone) di razza Betraskana. 
L'unica che resta nell'ombra è Zila (la Cervellona), terreste, e non vedo l'ora di scoprire di più su di lei. 

Un'altra nota simpatica è stata la scelta di inserire fra vari capitoli alcune "schermate" in cui si ha una specie di focus sui ruoli dentro i team (Alfa, Volto, Asso,...), alla storia terrestre (e non!) e alcune curiosità. Una scelta interessante che credo renda stupendo il cartaceo, anche se appesantisce troppo il digitale e non in tutti si visualizza tranquillamente. Una piccola pecca. 

Un romanzo estremamente scorrevole, ricco di azione frammentata fra spiegazioni che permettono di dare un contesto a questo mondo così lontano dal nostro. 
Decisamente una lettura che ho adorato, nonostante manchi un po' il tocco "sadico" di Kristoff che ha reso unica la serie "Nevernight", anche se ci sono tanti elementi imprevedibili ed un finale che lascia a bocca aperta. 
Curiosissima di leggere il seguito, che spero Mondadori riesca a portare presto in Italia.


Non dimenticate di seguire le altre tappe di oggi, in cui le altre blogger vi parleranno del romanzo. 
E, se non lo siete ancora passati, andate a leggere le tappe del Blogtour in cui abbiamo dato approfondimenti su alcune tematiche. 

L'Avversario, di Emmanuel Carrère [Instagram]

✒️ "Lui sapeva che la sua storia non poteva avere un lieto fine. Non ha mai confidato o provato a confidare il suo segreto, né a sua moglie, né al suo migliore amico, né a uno sconosciuto su una panchina, né a una prostituta, né a nessuna delle anime pie che ascoltano e comprendono per mestiere: preti, psicoterapeuti, orecchie anonime del telefono amico. In quindici anni di doppia vita non ha mai parlato con nessuno, non è mai entrato in contatto con quei mondi paralleli - giocatori, drogati, nottambuli - in cui forse si sarebbe sentito meno solo. Né ha mai cercato di ingannare estranei. Quando entrava in scena nella sfera privata, tutti pensavano che avesse appena lasciato un'altra scena, dove svolgeva un altro ruolo — quello dell'uomo importante che gira il mondo, frequenta i ministri, viene invitato a cene ufficiali in sontuose dimore — ruolo che uscendo sarebbe tornato a interpretare. Invece non esisteva un'altra scena, un altro pubblico davanti al quale recitare quell'altro ruolo. Fuori, era completamente nudo. Tornava all'assenza, al vuoto, al nulla che per lui non costituiva un incidente di percorso ma l'unica esperienza della sua vita. La sola che abbia mai conosciuto, credo, anche prima di ritrovarsi al bivio" ✒️
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Citazione da "L'Avversario", di Emmanuel Carrère.
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L' ho finito di leggere questa mattina. Mi ha travolto e ho ancora un senso di smarrimento, nonostante alla fine di tutto la trama acquisti una chiarezza quasi inquietante. Eppure restano domande e dubbi.
Vedrò se parlarne sul blog o brevemente su Instagram. Dipende se troverò le parole adatte (e quante).
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Lo avete già letto?
Cosa ne pensate?
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#LAvversario #EmmanuelCarrère #Adelphi #DomenicaAdelphi #romanzo #daleggere #leggere #freepik #viaggiatricepigra

Aurora Rising [Instagram]


Finalmente posso parlarvi di questo romanzo. È difficile tenere la bocca chiusa, un primo libro davvero interessante e che promette al letture una serie incredibile...
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Ma faccio un passo indietro, perché oggi c'è la mia tappa del BlogTour dedicato al romanzo, per la mia opinione (e il Review Party!) qualche giorno ancora di attesa.
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Gli ideali del romanzo:
battaglie e guerre
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Cercherò di spiegarvi al meglio la storia umana che si riesce a capire dalle pagine del libro, ma senza approfondire troppo. Per tenere un po' di mistero. Anche se credo che tanto sia ancora da scoprire e che ne vedremo delle belle nei prossimi capitoli. .
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Vi lascio il link in bio, perché non riuscirei proprio a farne un riassunto fa lasciarvi qui su IG.
Passate e poi ditemi la vostra opinione a riguardo.
Sopratutto se avete già letto il romanzo. .
Ah, in fondo c'è il calendario con i link alle altre tappe, sarà superfluo dirlo ma: fateci un salto!
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#AuroraRising #amiekaufman #jaykristoff #Mondadori #OscarVault #novità #fantasy #blogtour #leggere #daleggere #freepik #viaggiatricepigra

BlogTour "Aurora Rising": Gli ideali del romanzo: battaglie e guerre



Benvenuti in questo evento in cui vi parleremo della novità tanto attesa dai fan di Kaufman e Kristoff, ovvero il primo volume di una nuova saga che promette di essere interessante. Magari molti di voi l'avranno già letta, ma non importa, speriamo di regalarvi comunque qualche approfondimento piacevole e, perchè no, sperare di fare due chiacchiere sul libro. Sicuramente vogliamo stuzzicare l'immaginazione di chi ancora non si è buttato a leggere questo romanzo, sperando si incuriosisca ed entri in questo nuovo tunnel che, almeno noi, ci ha già inghiottite. 
Prima di tutto però, vediamo la trama:
È l'anno 2380: ai cadetti dell'ultimo anno dell'Accademia Aurora sta per essere affidata la prima vera missione.
Tyler Jones sa che, proprio perché è il migliore del suo anno, potrà reclutare la squadra dei suoi sogni. Peccato che, a causa del suo comportamento sconsiderato, come punizione gli vengano assegnati d'ufficio i cadetti scartati da tutti gli altri capisquadra, quelli con cui nessuno vorrebbe mai lavorare. Proprio lui, l'allievo più talentuoso dell'Accademia sarà al comando di una vera e propria banda di disperati: 
• una diplomatica, cintura nera di sarcasmo 
• una scienziata sociopatica con la tendenza a sparare ai suoi compagni 
• uno smanettone geniale e dall'ironia pungente 
• un guerriero alieno con seri problemi di gestione della rabbia 
• una pilota abilissima con un leggerissimo debole per Tyler. 
Ma non è nemmeno questo il suo problema principale. 
Infatti, solo dopo aver risvegliato da un sonno lungo duecento anni la misteriosa Aurora Jie-Lin O'Malley, Ty scopre che proprio lei potrebbe innescare una guerra rimasta a lungo sopita e che, ironicamente, proprio la sua squadra di disperati potrebbe essere l'ultima speranza di salvezza per l'intera galassia. Comunque: NIENTE PANICO!


Cercherò di spiegarvi al meglio la storia umana che si riesce a capire dalle pagine del libro, ma senza approfondire troppo. Per tenere un po' di mistero. Anche se credo che tanto sia ancora da scoprire e che ne vedremo delle belle nei prossimi capitoli. 

Partiamo dalle basi. 
La storia dell'umanità è sempre permeata di guerre e non poteva questo romanzo esserne esente. 
Vengono date alcune spiegazioni attraverso le domande di Aurora che, nonostante sia vissuta all'alba delle esplorazioni, si è persa moltissimo nei duecento anni di "sonno".
Non sono ben precisati gli anni, ma non importa. Sappiamo che si sono svolti durante quei duecento anni e questa parentesi ci permette comunque di fare una timeline, anche se approssimativa. 

Conosceremo molte creature che definiremmo "aliene", ma il cui termine non è contemplato nell'universo della storia; sono integrati e quindi sono solamente razze diverse e nulla di più. 
In ogni caso, tranquilli, se siete curiosi verranno colmate molte lacune su alcuni di essi.
Per esempio i Betraskana, dal pianeta Trask del sistema Belinari, la prima specie con cui gli umani sono entrati in contatto. Come dicevo: guerra e poi la pace, e dopo generazioni una normale convivenza. 
Sono esseri viventi che passano la loro vita sottoterra, per il clima del loro pianeta, per cui manca la melanina e devono portare lenti a contatto. Per il resto, estremamente simili a noi umani. 
Li conosceremo meglio attraverso uno dei membri dell'equipaggio che Tyler si troverà a dover comandare. 

Oppure i più recenti ad aver stretto un accordo con la Terra, i Syldrathi. Anche se la situazione è più complessa, anche perché la fine del conflitto è estremamente recente. 
I terrestri nei confronti dei Syldrathi sono cuccioli, una specie che ha appena aperto gli occhi, mentre loro sono la razza più antica. O almeno così l'universo ricorda. 
Esatto, anche uno di loro farà parte del gruppo di Tyler. Permettendoci, attraverso i suoi occhi, di scoprire un po' di particolarità della sua razza, di se stesso, e della sua cultura. 

Ma torniamo alla storia: 
Noi siamo la Legione Aurora. 
Una coalizione fra terrestri – umani, diresti tu – e betraskani. 
Due anni fa, quando è finita la guerra, si sono uniti a noi anche alcuni syldrathi. 
Siamo una legione indipendente per il mantenimento della pace. 
Facciamo da mediatori nei conflitti di confine, vigiliamo sulle zone di spazio neutrali. 
Direi che siamo degli umanitari.


Ho parlato di guerra e pace, ma non è mai davvero finita.
C'è chi rifiuta la pace, sono chiamati gli Indomiti (spesso appartenenti alla Razza Guerriera dei Syldrathi). 
A capo di questa fazione c'è il Boia Stellare: 
Nel 2370, per impedire il trattato di pace, si è separato dal governo Syldrathi e ha attaccato le forze terrestri, prolungando la guerra. Ma alla fine c'è stata pace, anche se ad un duro prezzo. 
Poiché, rinnegando chi ha scelto la pace, ha attaccato la sua stessa gente, facendo collassare un sole e distruggendo il sistema solare in cui orbitava Syldra, la loro casa. 
Dieci miliardi di morti. 
Un mistero su come abbia potuto farlo. 
Ed un nome leggendario, che terrorizza chiunque al sol sentirlo. 

Per ora la Terra è in salvo, ma solo perché non si è immischiata in questo atto orribile e resta neutrale alla continua caccia ai Syldrathi da parte degli Indomiti. 

2380. E veniamo al presente, poiché non sarebbe un romanzo così interessante se non si nascondessero misteri da risolvere e sicuri casini in cui il nostro giovane equipaggio sta per "immischiarsi". Non per scelta consapevole, ma per ciò che si ritiene giusto e seguendo il loro cuore scelta dopo scelta. 

Al centro di tutto Aurora ed mistero di come abbia fatto a sopravvivere nella Piega per tutti quegli anni.
Che cos'è? Detto molto brevemente, un passaggio che porta in punti estremamente lontani nell'universo in pochissimo tempo. Alcuni sono naturali, altri sono stati creati. L'unica certezza è che non si può stare dentro di essa a lungo e che col passare del tempo gli effetti dannosi sul cervello si manifesteranno: allucinazioni, danni cerebrali, psicosi. 
Un grande vantaggio, seppur a grandi rischi.

Lei rappresenta un potenziale pericolo oppure una speranza? 
Difficile trovare la risposta quando nemmeno lei sa cosa le stia accadendo, ma una cosa è certa: qualcuno la vuole, viva o morta. Rappresenta qualcosa di prezioso, di unico. Cosa, lo dovrete scoprire leggendo. 
E tutto questo ha radici ancora più antiche dei Syldrathi...sempre se sia tutto vero. 

Non posso andare oltre o vi rovinerei la lettura, ma spero di avervi incuriosito e/o aiutato a fare chiarezza su questi conflitti del "passato" che compaiono fra le pagine. 

Ma aspettate! 

Vi ricordo le altre tappe di questo evento, e la chiusura che sarà un Review Party in cui tutte diremo la nostra opinione sul romanzo. Passate a leggerci.


20/04 Intervista a Jay Kristoff - Io resto qui a leggere
21/04 Intervista ad Amie Kaufman - Cronache di lettrici accanite
22/04 Le diversità negli scritti di Amie e Jay: libri a confronto - Ilariabookspassion
23/04 I team all'interno della storia - Books to Read
24/04 L'importanza del tempo nel libro - M/M e Dintorni
25/04 Gli ideali del romanzo: battaglie e guerre - Viaggiatrice pigra
27/04 Il sistema solare all'interno del libro - In punta di carta
28/04 L’accademia, dove tutto inizia - Rachel Sandman Author 

29/04 Review Party

Opinione: She Rocks! Giornaliste Musicali Raccontano, di Alessandra Izzo


Alessandra Izzo racconta la musica dagli anni Sessanta a oggi attraverso la sua personale esperienza e quella di tante grandi professioniste che militano da tempo in questo campo. In preziose interviste, concesse in esclusiva per il libro, giornaliste, speaker radiofoniche e conduttrici tv tracciano una particolarissima, divertente e ironica storia della musica. Donne che hanno avuto coraggio, tenacia e una bella dose di ambizione per affermarsi in un territorio da sempre dominato da uomini. Il rock non ha genere e qui ne abbiamo le prove. Interventi di Daniela Amenta, Eleonora Bagarotti, Clelia Bendandi, Patrizia De Rossi, Paola Gallo, Roberta Maiorano, Raffaella Mezzanzanica, Cristiana Paolini, Valeria Rusconi, Alessandra Sacchetta, Betty Senatore, Alba Solaro, Barbara Tommasino, Marinella Venegoni, Barbara Volpi.

Metto le cuffie in testa e inizio a scrivere quest'opinione, non semplice. 
Sia perché con tutta sta carica musicale, ho proprio voglia di lasciarmi travolgere dalle note e voci graffianti di artisti che mi piacciono. Sia perché sono intrappolata in casa con altre tre persone e se non ho silenzio, almeno ho un sottofondo per potermi isolare (concentrare non so, preferisco il silenzio) un po' per scrivere. 

Mettiamo tutti le mani avanti, perché certi maschietti sono così fragili da potersi sentire minacciati da questa pubblicazione ed additarla seriamente come "sessista":
"Sia ben chiaro: questo libro non ha nulla contro a critica o il giornalismo musicale al maschile. Figurarsi!
Stimiamo e ammiriamo profondamente le penne dell'altro sesso, ma qui una volta tanto abbiamo dato voce esclusivamente a noi donne e, ne siamo certi, anche i nostri colleghi uomini apprezzeranno"

Parto subito dalla principale nota negativa, ed unica: la brevità. 
Punto di forza ma anche debolezza di questa raccolta. 
In un centinaio di pagine si susseguono stracci di interviste a quindici donne che, in un modo o nell'altro, lavorano nel campo musicale. Dal giornalismo, alla radio, alla tv, al web, alla fotografia. 
Per evidenziare come un'enorme passione possa diventare un lavoro serio e ben fatto, nonostante questo campo (come tantissimi altri) rientri ancora negli stereotipi secondo cui solo un uomo può farlo (bene). 

Ottimo perchè permette di leggerlo in brevissimo tempo, o anche se scaglionato (per mancanza di tempo o per semplice scelta di goderselo a lungo). 
Eppure quando in due pagine una di queste donne ha già "finito" sembra proprio mancare qualcosa. 
Poche domande, vagamente simili (e ci può stare, per vedere certi paragoni fra le loro vite ed esperienze lavorative), che però non permettono di capire queste donne e approfondire la loro lotta, più o meno ardua, in questo campo. 

Il titolo dice "She Rocks!", anche se il Rock non è proprio al centro di tutto come musica. Si spazia davvero per tanti generi, regalandoci nomi ormai famosissimi (dai Pink Floyd, a Frank Zappa, ai Beatles, a Bowie, fino agli Who, a Patti Smith, Joan Jett,...), mescolati ad artisti di cui, ammetto le mie lacune, non conoscevo affatto la loro esistenza. Dal rock, al punk, al country, alla classica,...insomma è la musica che la fa da padrona. 
Senza confini nè barriere, si segue il gusto delle donne intervistate. Come giusto che sia. 

All'incirca sono tutte cresciute in un arco temporale molto simile (si parla di vinili o massimo audiocassette durante la loro preadolescenza), quindi possiamo dire anni '70/'80. Si parla spesso di epifanie musicali, che danno vita ad una ricerca folle e disperata al prossimo ascolto, alla continua ricerca del prossimo amore musicale. Alcuni rimasti invariati negli anni, nonostante la cultura musicale sia cambiata insieme all'età delle protagoniste. 

Indubbia la loro passione estremamente sincera e profonda, unta ad una cultura qui solo abbozzata ma che rende evidente che ne sanno. E tanto! 
Nomi elencati in scioltezza, passando da generi diversi e differenziandoli con agilità. 
Scelte fra personaggi di spicco musicale fatte con una logica interessante dietro, che mostra la conoscenza non solo riguardo l'aspetto artistico, musicale e commerciale, ma anche dell'artista e/o gruppo, unendo o separando il privato dal pubblico (questo a discrezione di chi parlava; per esempio, io fatico moltissimo a dividere le opere da chi le ha create: es, se uno ha idee sessiste/razziste/... difficilmente lo ascolterò). 

L'ultima domanda è sempre se vorrebbero un canale in cui solo donne possano essere ammesse. E la domanda mi è sembrata stonata, nonostante molte concordino in questo verso. 
La risposta migliore però l'ha data Alba Solaro:
"Non amo la retorica, le "cose fatte dalle donne per le donne", 
penso che le scelte da riserva indiana non ci facciano del bene. 
E della musica mi ha sempre affascinato la possibilità di usarla come chiave di lettura del mondo."

Ricapitolando: una bella lettura, molto interessante. 
Anche se avrei preferito più spazio all' "oggi" nel campo musicale (senza ovviamente togliere nulla al loro passato), una loro impressione sul mondo del lavoro (se è cambiato, in bene o in male), insieme ad una veloce analisi di cosa è diventata la musica per loro oggi. 
Magari ne arriveranno altre di interviste. Speriamo, ne sarei molto curiosa!

Ah, giusto se siete curiosi, mi hanno fatto compagnia gli Avenged Sevenfold e gli Shidedown in cuffia. 
Niente della "vecchia scuola" oggi, ma sicuramente devo recuperare tanto. 

Review Party - Loki. Il Giovane Dio Dell'Inganno, di Mackenzi Lee




Benvenuti in questo evento in cui attraverso un Review Party ed un Blogtour, vi parleremo di questa novità che ha già fatto molto scalpore e che tanti attendono curiosi di leggere. 
Prima di dirvi la mia opinione, partiamo dalla trama: 

Non è ancora giunto il momento di misurarsi con gli Avengers: per ora il giovane Loki è impegnato al massimo delle sue forze per dimostrarsi eroico, mentre tutti intorno a lui lo ritengono inadeguato. Tutti tranne Amora, l'apprendista maga, che sente Loki come uno spirito affine e riesce a vedere la sua parte migliore. È l'unica che apprezzi la magia e la conoscenza. Un giorno però Loki e Amora causano la distruzione di uno degli oggetti magici più potenti conservati ad Asgard e lei viene esiliata su un pianeta dove i suoi poteri svaniscono. Privato dell'unica persona che abbia visto la sua magia come un dono piuttosto che una minaccia, Loki scivola sempre più nell'ombra di suo fratello Thor. Ma quando tracce di magia vengono ritrovate sulla Terra e messe in relazione con alcuni omicidi, Odino manderà proprio Loki a scoprire cos'è successo. Mentre si infiltra nella Londra del diciannovesimo secolo, la città di Jack lo Squartatore, Loki intraprenderà una ricerca che va oltre la caccia a un assassino. E finirà per scoprire la fonte del proprio potere e quale sarà il suo destino.


Negli ultimi anni, grazie ai film che hanno portato all'attenzione il mondo della Marvel (so che era già famosa, ma negli ultimi 10 anni è esplosa, non si può negare) hanno ri-dato vita a questi personaggi della mitologia nordica sul grande schermo, regalando dei volti iconici a questi personaggi. 
Sinceramente, ditemi chi riesce ad immaginare Loki se non con la faccia di Tom Hiddleston?!?
Ecco. Siamo fregati. Nel bene o nel male, dipende da quale angolazione la si guardi. 

Fatta questa premessa, per affrontare questo romanzo dovete dimenticare ciò che sapete. So che vengono citati gli Avengers nella trama, che dovrebbe essere un prequel approfondendo il passato di alcuni personaggi, ma sinceramente (in questo caso) "i due Loki" mi sembrano estremamente diversi fra loro, seppur dovrebbero esser la stessa persona. 

Ah, non pensate nemmeno troppo alla mitologia, perché credo (come per i film) interessi solo l'aura che circonda il personaggio. Non il suo essere. Ma metto le mani avanti, perchè non ho mai approfondito quindi non posso dirlo con certezza assoluta. 

Partiamo dal presupposto che è un libro per ragazzi (Young Adult), il pubblico di riferimento è questo, quindi non aspettatevi chissà cosa perché il target è quello. Anche se potrebbe inquietare molti adulti. 
Dipende dalla sensibilità personale, non fatevi traviare troppo dalla premessa, però tenetela a mente per affrontare la storia. 

Dopo avervi rotto con tutte queste premesse, direi che possiamo partire. 

Nei primi capitoli ci viene data un'infarinatura dell'ambientazione e dei personaggi. 
Loki è piuttosto giovane in questa storia. Un adolescente. Un caratterino leggermente ribelle, furbo ed intelligente, tenta in ogni modo di dimostrare al padre che merita il trono, ma ahimè resta sempre all'ombra del fratello Thor, che in questo romanzo viene rappresentato in maniera decisamente "brutta": appare davvero tonto, e ciò risulta quasi una caricatura del personaggio. Abbastanza fastidioso. 
Loki ha dei poteri, ma Odino gli vieta di usarli e lui sarà "costretto" ad imparare di nascosto grazie all'aiuto di Amora, l'apprendista della maga del padre; molto dotata, fin da subito il suo carattere sfrontato risalta, oscurando persino Loki.

Loki ed Amora si sfidano continuamente, o per meglio dire lei sfida lui e lo attira a superare sempre di più il limite. Che sia la sua magia, la pazienza del padre,...lo porta ad osare. E sarà durante una di queste "sfide" che romperanno un oggetto estremamente raro e prezioso, che come conseguenza avrà l'allontanamento di Amora da Asgard, mandandola in un mondo senza magia. Una punizione estremamente crudele. 
Loki viene "graziato", ma solo per il momento. 
Infatti tempo dopo, durante una missione con Thor, tutto precipita; per poter riavere l'attenzione del padre e sperare di avere il trono, accetta di fare qualsiasi cosa. "Peccato" per lui che questo sia intraprendere una missione su Midgard, ovvero la nostra Terra, dove hanno richiesto aiuto per alcuni omicidi decisamente di natura non umana. 

Partiamo con i lati positivi. 
Velocissimo da leggere. Poche ore e si divora quest'avventura. La scrittrice ha una buona penna, riesce a rendere la storia interessante e rapida, senza arricchirla di dettagli superflui e rendendola perfetta per un pubblico giovane (ma non solo, eh!). 
Vengono trattati diversi argomenti che riguardano i giovani e sono sempre attuali. Il rapporto fra Loki, Thor ed Odino. Il padre infatti non può vedere Loki e stravede per Thor, e anche se non può esprimersi in favore di uno per il trono, si sa già a chi andrà. Nonostante Loki faccia di tutto per mettersi in luce al genitore. 
Il rapporto fraterno di amore ed odio fra Thor e Loki, in eterno scontro, ma sotto sotto volendosi bene. 
Si tratta l'amore, in molte forme. Infatti si tratta il tema LGBTQ (anche se non so se ho scritto bene questa sigla). Molto soft nelle pagine, però ci può stare (e se si pensa alla mitologia, Loki decisamente è fuori da ogni schema). 

Una storia dal grande potenziale, che viene sfruttato davvero poco; fosse stata una serie, seguendo il crescere di Loki nel tempo, probabilmente avrebbe potuto farmi riesaminare il tutto una volta chiuso il percorso, ma trattandosi solo di un romanzo, chiuso il libro vengono a galla dubbi e domande irrisolte. 
E trattando un personaggio così iconico e famoso non può esser esente da critiche e puntualizzazioni. 

Il personaggio di Loki stona un po' con la figura che conosciamo: l'arrogante, saccente, scaltro e sempre pronto ad ogni evenienza. Si, è molto giovane, ma molti dettagli non ce li farebbero collegare, se non ci fosse il nome. 
Nonostante l'età non ho visto niente in particolare che mi facesse pensare a questo famosissimo Dio Dell'Inganno. Mi aspettavo qualcosa in più. 
Come il fatto che sulla Terra lo conoscessero già. Non sto a spiegarvi come, lo leggerete, ma in effettivo non viene data una spiegazione esaustiva e questo "dettaglio", alla fin fine, non ha senso. 

È stata fatta la scelta di renderlo più "umano". Sicuramente è intelligente e scaltro, ma manca qualcosa, che non si capisce se deriva dalla giovane età o da questa riscrittura del personaggio. 
A paragone, Amora è decisamente una figura d'impatto. 
Già dalla sua prima comparsa resta impressa nella mente. 
Anche se mi ha ricordato Hela (un po' troppo forse): una donna forte, decisa, potente. 

Ci sono numerosi giochetti che fanno l'occhino all'universo Marvel, di cui non sentivo assolutamente il bisogno. Sembrano(/sono) davvero forzati e ci stanno male. Se staccavano le cose, sarebbe risultato migliore il tutto (nonostante siano collegati ai film, in qualche modo).

Insomma, tirando le somme non mi è dispiaciuto, ma purtroppo mi ha un po' deluso.
Adoro il personaggio e speravo in qualcosa di epico che gli rendesse giustizia. O qualcosa più legato alle leggende, per unire meglio la tradizione nordica al presente. 
Peccato.
Spero comunque di aver reso bene le mie idee in proposito, che probabilmente riguardano più la mia aspettativa tremendamente alta ed alcune puntualizzazioni. 
Non lo sconsiglio affatto, perché resta una lettura veloce ed abbastanza piacevole. 

Fatemi sapere, se lo leggerete, il vostro parere, che sono curiosa di confrontarmi. 


Non dimenticatevi di passare in questi giorni anche dagli altri blogger 
che partecipano a questo doppio evento. 
Scoprite il loro parere e fatevi un'idea più corale del romanzo nel Review Party. 
Oltre agli approfondimenti nel Blogtour. 







Review Party: Aria Di Novità, di Carmen Korn



Benvenuti in questo evento in cui vi parleremo dell'ultimo romanzo della trilogia creata da Carmen Korn, tutta al femminile e che percorre quasi cent'anni davvero importanti e vicini al nostro quotidiano. 
Dopo "Figlie Di Una Nuova Era" e "È tempo di ricominciare", si chiude questa serie davvero incredibile. 
(Cliccando sui link andate alle mie precedenti recensioni)


«L’hanno definita la Elena Ferrante della Germania, e non hanno avuto tutti i torti» - Romana Petri, «Io Donna»
«La saga della Korn sa immergerci nella Germania del secolo scorso coi suoi traumi oscuri e le sue zone rimosse…» - Leonetta Bentivoglio, «Robinson – la Repubblica»
È il 1970 e Henny, che ha «l’età del secolo» ed è concentrata sui preparativi per il suo settantesimo compleanno, chiede divertita all’amica di sempre: «Hai mai tradito tuo marito?». Guardarsi allo specchio è più difficile, ma dentro si sente ancora una ragazzina; perché cos’è il tempo, in fin dei conti? A festeggiare con lei, insieme alle immancabili amiche, al marito e ai figli, ci sarà una nuova generazione appena entrata nell’età adulta: Katja, una fotografa che decide di mettere in secondo piano la sua vita per documentare con le immagini quel che accade nei focolai di guerra sparsi per il mondo; Florentine, modella di fama internazionale tornata a sorpresa ad Amburgo con una notizia che lascerà parenti e amici a bocca aperta; e poi Ruth, giornalista e militante, che fatica a liberarsi dalla travagliata relazione con un uomo violento pericolosamente vicino alle frange più estreme. Fra le tre giovani donne si ricrea lo stretto sodalizio che ha unito le loro madri e nonne e, con grande felicità di Henny, la generazione successiva alla sua porta avanti la tradizione: condivide felicità e sfortune, i momenti insignificanti e quelli importanti. A fare da sfondo, le grandi vicende politiche e sociali degli anni Settanta e Ottanta: la Germania divisa, la guerra in Vietnam, il terrorismo, l’immigrazione; e poi gli scandali della Casa Bianca visti dall’Europa, lo scioglimento del blocco orientale e infine l’evento risolutore per eccellenza: il crollo del Muro nel 1989. Ma prima che la storia intervenga ad abbattere questa barriera, chiudendo un’epoca e aprendone una nuova, le vite delle protagoniste subiranno diversi scossoni.


Si riparte pochissimi mesi dopo la fine del precedente romanzo e già si entra nella storia, anzi: si viene completamente rapiti! Non importa se abbiamo scordato alcuni dettagli, la Korn ci rinfrescherà la memoria ma senza appesantire la trama, già piuttosto fitta fra avvenimenti e personaggi.
Comunque non temete, nelle primissime pagine c'è uno schemino che ci rinfrescherà la memoria sui vari nomi e ruoli. 

Eh si, uno degli elementi più particolari ed interessanti del romanzo è(/resta) la scelta di dare voce a praticamente tutti i personaggi. Siamo partiti da Henny e Kathe, amiche da sempre, Ida la viziata e Lina. Abbiamo imparato a conoscerle ed insieme a loro chi è poi diventato parte della loro vita fino a questo momento, ovvero Theo col suo buon cuore, Rudi con le sue cicatrici lasciate dalla prigionia, il paziente Tian e Louise, che inizia a perdere la strada. Fino ad iniziare a conoscere i loro figli, fra cui Marike che segue le orme familiari in ostetricia e Klaus (figli di Henny) innamorato di Alex, Florentine che non riesce a stare ferma (figlia di Ida), Ruth che inizia a crescere e manifestare una forte irruenza e ribellione alla società (figlia adottiva di Kathe), 
Katja e Konstantine (figli di Marike),...Per non parlare di Momme, Guste, Robert,...
Insomma, li ritroviamo un po' tutti, anzi ad alcuni finalmente sarà dato più spazio per potersi mostrare a noi e raccontarci il loro punto di vista nelle cose che accadono. 

Un tratto distintivo della Korn e che riesce a rendere i suoi romanzi scorrevoli ed interessanti, raccontando tantissime cose in poco. 
Nei precedenti romanzi questo mi aveva infastidito, poiché (nonostante non sia un romanzo storico) vengono citati numerosi eventi davvero importanti, che avrebbero potuto avere dello spazio in più. Invece in questo caso, non se ne sente il bisogno. Sarà che (fortunatamente) non siamo più ne durante ne dopo la seconda guerra mondiale (atroce, per quello che ha significato). 

I capitoli, come nei precedenti romanzi, sono sempre divisi con mese ed anno, ed all'interno succederanno molte cose che possono riguardare giorni o settimane. Dipende molto da cosa viene raccontato. 
Si salta da un personaggio all'altro, ma senza rimanere spiazzati o confusi. E questo lo rende geniale. 
SI riesce a seguire il filo del romanzo, arricchendo la nostra conoscenza e curiosità, senza sentire la mancanza di nulla. 

Come trama, si parte nel Marzo del 1970. Come dicevo inizialmente, ci troviamo pochi mesi dopo la fine del precedente romanzo. Le nostre prime protagoniste sono ormai sulla soglia dei settant'anni ma sono più vitali che mai. Temono, certamente, che la loro avventura possa finire a breve, ma non se ne fanno un peso. Hanno tanto per cui gioire, nonostante tremendi momenti nel passato che vogliono rimuovere. 
Le famiglie si sono allargate molto, ma restano estremamente unite in una ragnatela di amicizie davvero forte, temprata nel tempo. 

C'è una nuova generazione che sta prendendo il volo. 
Florentine, Ruth e Katja nonostante le età non vicinissime, formano un gruppetto di giovani donne davvero forte e deciso. Florentine con la sua carriera da modella in continua ascesa; rimasta determinata e cocciuta come da bambina, e anche po' viziata, non vuole mettere radici e preferisce girare per il mondo, anche se ha una scelta da fare che potrebbe farle cambiare i piani. Ruth è una "guerriera" che vuole cambiare le cose tramite il giornalismo, come i suoi genitori prima di lei ha la politica nel cuore e la ribellione nel sangue, forse addirittura troppo rispetto a loro. Katja vuole diventare fotogiornalista, girando il mondo per testimoniare ciò che deve esser conosciuto. 
Strade molto diverse, come le loro personalità, ma nonostante tutto un grande bene che le unisce. 

Un tratto comune che viene fuori spesso è l'amore. 
Lo abbiamo visto con Henny e i suoi sfortunati matrimoni (fino a Theo); con Kathe e Rudi, divisi dai campi per anni e troppe sofferenze; con Ida e Tian, che hanno dovuto aspettare molti anni prima di sposarsi e stare insieme ufficialmente (anche se l'ex marito di Ida è stato davvero una persona straordinaria); attraverso le storie nascoste di Lina e Louise, e poi con Klaus e Alex; 
fino alle sbandate sbagliate: la passione(ossessione) di Florentine per Alex, e come scopriremo in questo romanzo gli amori di Ruth e Katja. 

Un altro romanzo ricco di vita, che si racchiude molto amore ma anche tanta sofferenza e dolore, mescolati alla realtà di quei tempi che fa da sfondo al tutto, dandoci qualche informazione in più su quegli anni e qualche volta facendoci sgranare gli occhi pensando "ma questo lo sapevo!". 

Una trilogia che mi aveva incuriosito ma che mai avrei pensato mi facesse innamorare tanto. 
Sono stata davvero fortunata a partecipare alle letture in anteprima, altrimenti temo che avrei scartato questi romanzi, che valgono davvero la pena di essere letti. 
Per la storia in sè, per lo stile di scrittura, per le scelte riguardanti il come raccontarci queste vite,...

Mi sto ripetendo, vi chiedo scusa, ma non ho un bagaglio tecnico per poter descrivere al meglio la bellezza racchiusa in queste pagine. Sicuramente mi mancheranno tantissimo questi personaggi. 
E terrò d'occhio in futuro se ci saranno altri romanzi dell'autrice, perché sono davvero curiosa di scoprire cos'altro avrà in serbo per noi in futuro. 

Da leggere!!!


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