Ciao e Grazie per aver trovato il tempo di rispondere a questa
intervista...
Spero non ti spiaccia se ti do del tu....
Cercherò di
farti domande che non siano banali, ma restare nella zona 'Spoiler
Free' è difficile.....
Devo fare una premessa: mi sono
innamorata subito dei due protagonisti!
E ogni volta che li ho
ritrovati è stato amore immediato con la storia.
Adoro il sovrannaturale
e le storie che ne parlano, ma che trattino temi simili (cacciatori di
demoni) ne conosco pochi/nessuno, quindi capirai la mia adorazione...o
pazzia, vedi tu da che parte guardarla. Quindi perdonami già....
Prima di tutto, dicci qualcosa su di te....
Non
c’è molto da dire. Sono un perugino trapiantato ormai a Roma da diverso
tempo, anche se fatico ancora a perdere l’accento umbro. Non conduco
una vita particolarmente avventurosa, al contrario del mio alter ego
letterario, visto che passo le mie giornate tra conti e tabelle.
Visto il genere che scrivi immagino ti piaccia il sovrannaturale e ciò
che lo riguarda, dai libri, film,....o ho sbagliato intuizione?
È una passione che mi porto dietro da quando sono piccolo, anche se c’è
stato uno iato piuttosto lungo dall’università fino a qualche anno fa.
Non so neanche il motivo (forse sono andato in overdose, chissà) fatto
sta che quando mi sono avvicinato di nuovo al sovrannaturale è
stato come riabbracciare un vecchio amico che non vedi da tanto. È stato
allora che sono tornato all’altra mia passione: la scrittura.
Qualcosa che nessuno sa su di te, spara!
Ne dico addirittura due. La prima è che sono un amante del rugby, anche
se non ho mai potuto praticarlo. La seconda è che sono un giocatore di
scacchi letale... anche se in realtà le persone che mi sono vicine lo
sanno eccome (e ormai si rifiutano di giocare con me, ma questa è
un’altra storia).
Ok, torniamo sui binari: Cosa ti ha spinto a iniziare a scrivere?
Quando
frequentavo il liceo già scrivevo qualcosa, ma onestamente non saprei
dirti quale scintilla mi abbia fatto scattare l’estro creativo, ai
tempi. Posso però dirti cosa mi ha spinto a ricominciare a scrivere. Ed è
stata una semplice idea: e se un cacciatore di fantasmi avesse un
fantasma con sé?
Se utilizzasse gli spiriti per risolvere i casi?
C'è più materiale reale o inventato nei tuoi libri? Esempio. Come le
reliquie, gli esorcismi,....esistono (e sono frutto di ricerche) o li
hai creati tu?
È un mix di entrambe le cose. Le proprietà dei
materiali sono quasi tutte autentiche, così come alcuni rituali
utilizzati da Kiesel. Dove non mi aiuta la storia procedo con la
fantasia. E cerco di mischiare i due elementi il più possibile in modo
da avere un risultato che per il lettore sia verosimile.
Da dove sono nati i due personaggi: Partiamo da Kiesel....
Forse
– e qui devo fare un grosso sforzo di auto analisi, cosa che
normalmente cerco di evitare – Kiesel è una sorta di rappresentazione di
mio padre. Un tipo chiuso, molto razionale e anche parecchio solitario,
con una volontà di ferro.
Come ti è venuta l'idea di Lerner?
Lerner
è stato il punto di partenza, a pensarci bene. Uno spettro che
accompagna un cacciatore di spettri. Lo chiama maestro, ma al tempo
stesso vorrebbe liberarsi dalla sua prigionia. Quanto sia reale questa
sua voglia di libertà è qualcosa che non è molto chiaro neanche per me,
ma credo lo scopriremo nei prossimi romanzi. È la parte più estroversa
di Kiesel, se vogliamo, quella più animalesca e giocosa. Per questo il
loro rapporto funziona: i due si completano l’un l’altro.
Adoro il 'mondo' in cui vive, distorto ma appunto lo "specchio" del nostro...
Be’,
lui non direbbe che è distorto. È semplicemente il mondo visto con i
suoi occhi e per Lerner l’intera esistenza è solo caos.
A
volte per scrivere ci si ispira anche a se stessi, può essere questo il
caso? Quanto c'è di "Falchi" nei libri o nei personaggi?
In
realtà cerco di essere il più possibile distaccato dalle vicende narrate
e di viverle quasi da spettatore. È il modo migliore per godersi
la storia anche dall’interno. Poi è ovvio che il lavoro di un autore
rispecchi in qualche modo lati del suo vissuto e alcune delle sue idee,
ma nel mio caso non è quasi mai una scelta cosciente.
Questi due
'eroi' comparsi non solo nel romanzo "Nero Eterno", ma anche in un
racconto "Un Assaggio di Dunwich 2" e in "Moon Witch 5".
Iniziamo dal
principio: "Nero Eterno", il primo libro dedicato a questi personaggi
così insoliti ma davvero interessanti.... Cosa ti ha ispirato? Come
nasce la storia? Insomma, da dove sono venute fuori tutte queste idee
per il romanzo....
Se riduciamo all’osso la questione, direi che
quel romanzo nasce da una singola foto di una casa in un bosco. Sembrava
una visione uscita da una fiaba dell’orrore. Considerando che già stavo
ragionando sui trascorsi della coppia Kiesel/Lerner, è stato abbastanza
semplice spostarli in loco per vedere come se la sarebbero cavata.
Riguardo il racconto "Il Forno" (in "Un Assaggio di Dunwich 2"), per me
è stato molto triste e malinconico....volevi puntare su quello?
Sai
che quella è l’unica storia davvero auto biografica? Quando ero piccolo
c’era questo forno che faceva quei dannati rumori. Nessuno capiva il
perché. È stato davvero smontato e veramente una volta rimesso a posto
ha ricominciato con quei suoni, come nel racconto. La mia fantasia da
ragazzino ha creato la storia del topolino rimasto incastrato tra il
mobile e la parete.
Quando mi è stato chiesto di scrivere una
storia breve con protagonista Kiesel mi è tornata in mente quella
vicenda e ho deciso di esorcizzarla così. Sì, sono d’accordo con te, è
una storia molto malinconica, ma il piano originale non era esattamente
quello. Tanto per farti capire quanto una storia alla fine vada per
conto suo: all’inizio pensavo che sarebbe stato un racconto tendente
all’ironico.
"Moon Witch 5 - Il Ritorno di Rebecca": com'è
stato legare questi tuoi personaggi ad una saga scritta a più mani?
Considerando che è l'ultimo capitolo poi....
Per me è stato un
incubo. Avevo chiesto di partecipare a Moon Witch sin dall’inizio, ma la
mia candidatura in un primo momento è stata bocciata perché il progetto
era già al completo. Fatto sta che un’autrice ha dato forfait a poco
più di un mese dall’uscita dell’ultimo volume. Così sono stato ripescato
e in pochissimo tempo ho studiato gli episodi scritti dagli altri
autori e messo nero su bianco la mezza idea che mi frullava in testa sin
dal principio. Tutto sommato è stata un’esperienza divertente, anche se
mi sarebbe piaciuto partecipare a tutto il lavoro di gruppo.
Ora, arriviamo all'ultimo: "Oltre il Nero dell'Anima" Prima cosa che
salta all'occhio: perché Kiesel prende un assistente con sé?
È come se Kiesel abbia capito realmente quanto sia vicino ogni volta ad andarsene e non voglia che il suo sapere svanisca con lui. Credo sia questa la reale ragione per cui decide di portare il ragazzo con sé.
Anche qui domanda di rito: da dov'è venuta l'idea per scriverlo?
L’idea
di base mi è venuta mentre lavoravo a Il Ritorno di Rebecca. Ero
contento di poter proseguire su quei binari. Sarebbe stato bizzarro se
Kiesel e Lerner avessero continuato a investigare sul sovrannaturale
come se niente fosse accaduto. E credo che in questo modo si avverta
meglio l’idea di un mondo in continuo divenire che procede di storia in
storia ma che dà abbastanza informazioni da permettere anche al nuovo
lettore di apprezzare un romanzo senza aver letto gli altri. Spero di
esserci riuscito.
In questa storia ritroviamo gli inquisitori, come in "Moon Witch", con alcune differenze....
Esatto,
anche l’ordine degli inquisitori è cambiato rispetto a Moon Witch,
proprio per la questione del mondo in divenire di cui parlavo prima.
Dopo essere stati fatti a pezzi dal ritorno di Rebecca Nurse, era
naturale che ci fosse qualche variazione all’interno dell’Ordine. E il
cambiamento ancora non è concluso. Mi piacerebbe avere modo di
raccontarlo.
C'è molto mistero, occulto, ma anche indagini,
indizi e piste che dovranno percorrere per trovare la soluzione....come
un giallo. Avevi già tutto chiaro in mente o la trama si è modificata
durante la scrittura?
Non proprio. Avevo in mente qualche scena
chiave e una bozza di trama. Non sono un autore metodico, almeno da quel
punto di vista, preferisco una storia che viva di vita propria. Fino
all’ultimo non sapevo cosa ne sarebbe stato del nascituro e dei suoi
genitori.
È interessante perché oltre i demoni c'è tanta parte umana, soprattutto nel finale....
Anche
perché in questo caso il demone in sé ha origine umana. Lo stesso
Kiesel si stupisce di quanto sia importante il fattore umano, nel bene e
nel male. Credo sia uno dei temi portanti del romanzo.
Ho
iniziato il libro senza sapere nulla, ma leggendo (poi) la trama anche
questa è molto vaga (solo alla fine si capiscono tutti i dettagli)...
Cosa vorresti dire in più, per incuriosire i lettori?
Innanzitutto
spero che piaccia a chi ha già letto il primo. Per chi invece non lo ha
letto, spero possa appassionarsi alle vicende di Marcello Kiesel e del
suo bizzarro assistente. Credo che il mix urban fantasy / horror possa
piacere ai fan di entrambi i generi.
.....l'ultima domanda non può che essere questa: Torneranno Kiesel e Lerner?
Kiesel
e Lerner torneranno di sicuro a brevissimo in un racconto che uscirà a
luglio su 20LINES. Questa volta avranno a che fare con un camerino
stregato. Per quanto riguarda invece prossimi lavori, proprio in questi
giorni sto mettendo insieme le idee per il romanzo seguente.
Probabilmente si tratterà di un caso più classico, che permetterà di
sbirciare anche nel passato dei protagonisti.
Grazie davvero per
questa intervista, spero non sia stata noiosa e che spinga a conoscere
questo mondo e questi personaggi unici e fantastici.
Grazie a te per l’intervista e per i complimenti, mi auguro che parleremo ancora di Kiesel e Lerner. Ciao!
Se siete interessati alle Trame, cliccate sulle Copertine!
Le altre immagini sono state messe da me a caso, non avendo riferimenti illustrativi riguardo i protagonisti....
Per le (mie) varie recensioni, ecco i link:
Nero Eterno
Un Assaggio di Dunwich 2
Il Ritorno di Rebecca
Oltre Il Nero Dell'Anima
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