giovedì 24 agosto 2017

Opinione: Chocolat, di Joanne Harris

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A Lansquenet, quieto villaggio al centro della Francia, la vita scorre placida. Un po' troppo placida: è una comunità chiusa, dove sono rimasti soprattutto anziani contadini e artigiani, dominata con rude benevolenza dal giovane curato Francis Reynaud. È martedì grasso - una tradizione pagana avversata dalla chiesa - quando nel villaggio arrivano Vianne Rocher e la sua giovane figlia Anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è remissaria di potenze superiori (o magari inferiori). Vianne rileva una vecchia pasticceria, ribattezzata "La Celeste Praline", che ben presto diviene - agli occhi del curato - un elemento di disordine. Anche perché Vianne non frequenta la chiesa ma inizia ad aiutare a modo suo chi si trova in difficoltà: il solitario maestro in pensione Guillaume, l'adolescente ribelle Jeannot, la cleptomane Josephine, l'eccentrica Armande. Ben presto il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. E lo scontro tra Benpensanti e Golosi, tra le delizie terrestri offerte da Vianne e quelle celesti promesse da padre Reynaud, tra Carnevale e Quaresima, diventa inevitabile.

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Avevo visto il film per caso e mi era piaciuto, anche se non proprio il mio genere.
"Tratto dal romanzo..." mi era subito saltato all'occhio e mi ero ripromessa di leggerlo, prima o poi.
Essendo la Harris un'autrice che non mi dispiace, un po' troppo dispersiva e descrittiva ma brava a scrivere, era nella mia wish fino a quando non mi è stato regalato da un'amica, per puro caso.
E' rimasto un po' sullo scaffale, purtroppo, in attesa di tempo per poterlo leggere con calma e finalmente ci sono riuscita.
Come in tanti altri casi, il libro è migliore del film, ma non di tanto. La pellicola ha il suo fascino e gli attori protagonisti sono straordinari a portare sullo schermo questi personaggi così particolari ed unici.

La storia viene raccontata in alternanza da due persone praticamente opposte: Vianne Rocher e Francis Reynaud. Vianne è appena arrivata nella cittadina di Lansquenet, insieme alla figlia Anouk, decidendo di aprire una cioccolateria proprio vicino alla chiesa dove Raynaud predica la serietà e la morale cristiana più stretta e inflessibile.
Vianne è una nomade (un po' strega, anche), ha girato il mondo fin da quando era piccola insieme a sua madre, che l'ha lasciata sola anni prima, e con unica compagna la figlia. Ma ormai è stanca di scappare e viaggiare, vuole fermarsi e mettere radici da qualche parte...e perché non proprio lì?
All'inizio tutti la guardano curiosi e diffidenti, ma in poco tempo riuscirà a farsi apprezzare da sempre più persone, nonostante l'odio costante del curato che tenta in ogni modo di ostacolarla e farla andare via. Allegra, sexy e intelligente, sa come muoversi senza perdere il suo buon cuore e sbirciando dentro i vari abitanti per legger dentro le loro tribolazioni e cercare di dare un po' di pace e amicizia sincera.

Tra i suoi clienti fissi fin da subito ci saranno il vecchio Guillaume con il fedele cagnolino sempre accanto, ma con il cuore pieno di tristezza, e l'anziana ma "terribile" Armande con un segreto ben nascosto, ma presto si uniranno la giovane Josephine che si nasconde da tutti per una colpa non sua, gli amici di Anouk che, nonostante le ramanzine dei genitori, ci giocano insieme e non perdono occasione per fare un salto al negozio...per non parlare di un giovane zingaro che arriva con la sua gente sulle rive della città, accolto da Armande a braccia aperte ed odiato da Raynaud e chi lo segue.

Una storia frizzante e fresca, leggera da leggere e che scorre veloce.
Molto carina e simpatica, rallegra il cuore, anche se in alcuni punti mette tristezza.
Un bel romanzo, di cui leggerò i seguiti perché sono curiosa di vedere cosa succederà alle protagoniste andando avanti.

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