martedì 20 marzo 2018

Opinione: Kim, di Rudyard Kipling

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Nato in India da genitori irlandesi, Kimball O’Hara ha imparato a vivere di espedienti per le strade di Lahore come ogni bambino indiano, anche se le sue origini fanno di lui un sahib, un privilegiato. Quando conosce il vecchio asceta tibetano Teshu, decide di diventare suo discepolo e di accompagnarlo nel suo pellegrinaggio alla ricerca di un mitico fiume purificatore, le cui acque redimono dalla Ruota della Vita. Ma presto è richiamato ai suoi doveri di “bianco” e viene travolto dal Grande Gioco dell’imperialismo, un mondo affascinante e avventuroso che però lo allontanerà dagli antichi valori della cultura indiana appresi nel corso della sua intensa amicizia con Teshu. Kim ci offre così il racconto dello strenuo tentativo di riconciliare due culture quanto mai opposte, ma anche la celebrazione di un’amicizia cui fa da sfondo l’opulenza dei paesaggi indiani, deturpati dall’opprimente presenza del dominio britannico.

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Questo è il primo libro che inaugura lo Swap3.0 che ho letto.
Cos'è lo Swap3.0?? Ve ne parliamo quì
Ammetto che è sempre un piacere misto a paura leggere libri che qualcuno ha amato e di cui non sai nulla. Si rimane in bilico, potendo alla fine scoprire qualcosa che ti conquista oppure qualcosa che proprio non fa per te. E purtroppo mi ritrovo in quest'ultimo caso.
Come mi sto lamentando da un po', faccio fatica a leggere. A volte le storie non mi conquistano, a volte mi sento di prendere tempo per godermi una lettura, altre non ho nemmeno voglia di aprire un volume. Questo non ha giovato.

E' un bel libro, nel complesso, ma ho fatto terribilmente a pugni con lo stile che non fa per me.
Molto descrittivo e lento, racconta la vita di Kim, un ragazzino bianco che ha imparato a vivere e cavarsela da solo per le strade di Lahore, fino all'incontro con un vecchio lama, decidendo di accompagnarlo verso la ricerca di un Fiume.
Lui è molto sveglio ed intelligente, dimostrerà fin da subito queste doti accompagnando quel vecchio e rimanendogli accanto, affezionandosi sempre di più a lui e imparando ciò che gli insegna.
Ma la strada è lunga e la via non è conosciuta, così inseguendo una profezia Kim si ritrova bloccato nel mondo dei bianchi, a dover fare le loro scuole per diventare ciò che loro aspirano per lui, nonostante lui si ribelli con ogni fibra del suo corpo.
Sarà il lama a fargli accettare questo percorso, comprendendo quanto possa fargli bene l'istruzione e "costringendolo" a seguire questi studi. Ma Kim è nato dalla strada, non riesce a rimanere troppo negli schemi, ed anche crescendo unirà in fretta la sua abilità imparata da piccolo alle conoscenze della scuola, diventando lentamente una pedina del Grande Gioco...

Tranquilli, quello che vi ho raccontato è davvero poco rispetto alla trama complessiva, che mi ha lasciato spesso confusa o annoiata, e temo di non aver compreso nemmeno il senso complessivo del romanzo, il perché che quando si chiude un libro dovrebbe apparire nella mente.
Pazienza, non faceva per me.
Non lo sconsiglio però!
Credo potrebbe piacere molto come lettura a chi ama i classici o questo genere di storie.
Pensateci su...

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