lunedì 3 aprile 2017

Opinione: Neve Come Cenere, di Sara Raasch

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Da sedici anni i cittadini del Regno d'Inverno sono stati fatti schiavi, privati della loro magia e del loro re. L'unica speranza per il popolo di Inverno risiede negli otto fuggitivi che sono riusciti a scappare e sopravvivere fuori dai confini, in attesa che giunga il momento del riscatto.
Rimasta orfana durante la sconfitta di Inverno, Meira è stata allevata da Sire e ha vissuto tutta la vita come profuga. Sogna di diventare una guerriera e far risorgere Inverno, ma il suo cuore batte anche per Mather, il suo migliore amico nonché erede al trono.
Quando gli esploratori scoprono dove è nascosto il medaglione magico in grado di ridare i poteri a Inverno, Meira decide che è giunto il momento di fare sul serio. Finirà coinvolta in un gioco pericoloso forse troppo spietato per lei. E soprattutto dovrà rendersi conto che il suo destino non le è mai realmente appartenuto.

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Un libro che mi ha lasciato perplessa.
Ammetto che l'ho letto in un periodo in cui mi ha preso il blocco del lettore, quindi ho faticato un po' nell'iniziarlo.
Da spesso la sensazione di averlo già letto, perché tante situazioni si ritrovano in molti altri libri, ma nel complesso è originale ed interessante.

La storia parla di Meira, una giovane donna inverniana, che con altri fuggitivi si ritrova a scappare per rimanere in vita. Infatti il loro regno, Inverno, è stato distrutto sedici anni prima, quando lei era appena nata, da Primavera e il loro crudele sovrano Angra, distruggendo la magia di quel regno e rendendo prigionieri tutti gli abitanti, tranne una ventina di persone che sono riuscite a scappare.
Ma lentamente sono rimasti sempre meno, cercando di salvare il loro futuro Re Mather e ritrovare i pezzi del medaglione che ridarà i poteri ad Inverno.

Sire è il capo di quel gruppo e mette sempre Meira in un angolo, cercando di proteggerla perché la ritiene troppo debole per partecipare alle loro spedizioni per cercare il medaglione. Lei lo vede come un padre e ricerca la sua approvazione, ma soprattutto la possibilità di fare qualcosa per la sua gente, sentendosi inutile a non partecipare mai a nulla.
La sorte cambia quando ottiene il permesso di partecipare ad una spedizione che ribalterà le carte in tavola e porterà il gruppo a doversi muovere in fretta, finendo in un regno vicino, Ritmo, cercando aiuto e dove Meira si renderà conto che ciò che vuole e ciò che deve fare non coincidono quasi mai, trovandosi in situazione per lei incomprensibile.

Azione e riflessione si mescolano tra le pagine, mostrando questa giovane donna alle prese con lotte e combattimenti, ma molto spesso in pensieri riguardo se stessa, la sua vita, i suoi doveri,...cercando di capire cosa dovrebbe fare.
La storia è piuttosto prevedibile, già dalle prime righe avevo intuito uno dei colpi di scena finali, ma come avevo detto, alla fine di tutto, è una lettura che risulta piacevole e scorrevole, che fa venir voglia di leggere subito il seguito.
Se vi piacciono molto gli YA ve lo consiglio molto.
Altrimenti, non lo sconsiglio;
Tenetelo a mente e potete farci un pensierino se ci sono degli sconti, se non siete sicuri.

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