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Opinione: Il Paziente Inglese, di Michael Ondaatje


Vincitore del Man Booker Prize 1992

Una grande storia d'amore, una trascinante tensione lirica, un fragile Eden troppo vicino all'Apocalisse.

Sul finire del secondo conflitto mondiale, tre uomini e una donna si rifugiano in una villa sulle colline di Firenze. Al piano superiore giace, gravemente ustionato in un incidente d'aereo e accudito dall'infermiera Hana, il misterioso «paziente inglese». Dai suoi racconti, allucinati dalla morfina, riemergono l'amore travolgente per Katharine e le avventurose peregrinazioni nel deserto. Intorno alla sua convalescenza s'intrecciano le vicende degli altri abitatori della villa: Hanam Caravaggio, un ladro che lavora per i servizi segreti, e Kip, un sikh, abile artificiere. La memoria, i miti e le leggende dei quattro protagonisti, lacerati e turbati dall'esperienza della guerra, ripercorrono la storia di un'epoca, e ci permettono di giudicarla. Ma «Il paziente inglese» è soprattutto una grande storia d'amore, un sogno emozionante, animato da una trascinante tensione lirica, ambientato in un fragile Eden, troppo vicino all'Apocalisse.

sɪ ᴀᴅᴅᴇɴᴛʀᴏ' ɴᴇʟʟᴀ sᴛᴏʀɪᴀ sᴀᴘᴇɴᴅᴏ ᴄʜᴇ ɴᴇ sᴀʀᴇʙʙᴇ ᴜsᴄɪᴛᴀ ᴄᴏɴ ʟᴀ sᴇɴsᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴅɪ ᴇssᴇʀᴇ sᴛᴀᴛᴀ ɪᴍᴍᴇʀsᴀ ɴᴇʟʟᴀ ᴠɪᴛᴀ ᴅɪ ᴀʟᴛʀɪ, ɪɴ ᴛʀᴀᴍᴇ ᴄʜᴇ sɪ ᴀʟʟᴜɴɢᴀ ᴠᴀɴᴏ ᴅɪ ᴠᴇɴᴛ'ᴀɴɴɪ ɴᴇʟ ᴘᴀssᴀᴛᴏ, ᴄᴏɴ ɪʟ ᴄᴏʀᴘᴏ ʀɪᴇᴍᴘɪᴛᴏ ᴅɪ ғʀᴀsɪ ᴇᴅ ᴇᴘɪsᴏᴅɪ, ᴄᴏᴍᴇ sᴇ sɪ ғᴏssᴇ ʀɪᴅᴇs ᴛᴀᴛᴀ ᴅᴀʟ sᴏɴɴᴏ ᴏᴘᴘʀᴇssᴀ ᴅᴀ sᴏɢɴɪ ɴᴏɴ ʀɪᴄᴏʀᴅᴀᴛɪ.

Partiamo dal presupposto che è stata una lettura di curiosità pura, direi un po' fuori dai miei gusti soliti, che però "dovevo" recuperare.

Insomma, non vi è mai capitato di voler legger qualcosa per comprendere la sua fama?
Scoprirne la storia per sapere di cosa di sta parlando?

Ecco!

Vittima del marketing, volevo la borsa del lettore Garzanti e ho iniziato a spulciare titoli. Fra troppi di Crichton (fra cui non riuscivo a decidermi) vedo lui, ed è stato un "perché no?!". Così subito nel carrello, prima di pentirmene e cambiare idea, o entrare in un loop infinito di rimorso, pensieri, sensi di colpa non sense.

Ora che vi ho annoiato con roba di cui non poteva fregarvene nulla, parliamo del romanzo.

𝑷𝒆𝒓 𝒎𝒆𝒕𝒂' 𝒅𝒆𝒊 𝒎𝒊𝒆 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒐𝒑𝒑𝒐𝒓𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒕𝒐𝒄𝒄𝒂𝒓𝒕𝒊. / 𝑷𝒆𝒓 𝒊𝒍 𝒓𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐 𝒑𝒆𝒏𝒔𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒉𝒂 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒛𝒂. /𝑺𝒆 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒕𝒊 𝒓𝒊𝒗𝒆𝒅𝒐 𝒎𝒂𝒊 𝒑𝒊𝒖'. 𝑵𝒐𝒏 𝒆' 𝒍𝒂 𝒎𝒐𝒓𝒕𝒂𝒍𝒊𝒕𝒂' /𝒆' 𝒍𝒂 𝒎𝒊𝒔𝒖𝒓𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒊 𝒑𝒖𝒐' 𝒔𝒐𝒑𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒓𝒆. /
𝑺𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒅𝒂𝒕𝒂 𝒏𝒆' 𝒏𝒐𝒎𝒆.

Ci troviamo in Italia, a Villa San Girolamo; utilizzata come ospedale da campo, dopo aver fatto arretrare i tedeschi, finché la necessità spinge ancora il personale ed i pazienti a spostarsi. Tutti tranne due.
Una giovane infermiera e un misterioso paziente completamente carbonizzato e impossibile da muovere.

Lei decide di restare con lui anche perché distrutta da questa guerra, da ciò che le ha portato via, pezzo per pezzo, giorno dopo giorno.
Conosceremo così Hana, di appena vent'anni, di origine canadese. E il misterioso paziente, definito inglese ma che nessuno può effettivamente identificare. Nemmeno lui stesso, non ricordando più nulla, tranne vaneggiamenti che non si avvicinano al presente. I giorni procedono sospesi nel tempo, in questa villa staccata dal mondo, fra libri, morfina, e abbandono.

Le cose cambiano quando, al sentire di questa "coppia", arriva Caravaggio. Un amico del padre di Hana, che la conosce da quando era piccola. Un ladro, che si è ritrovato "arruolato" per sfruttare il suo talento per procurare informazioni o altro. Ahimè catturato e come dono, prima di abbandonarlo per la fuga, gli hanno tranciato entrambi i pollici.

Oltre a lui arriverà anche Kip, un indiano che finisce per lavorare negli artificieri e si ritrova a dover girare per l'Italia a sminare tutto ciò che i nazisti potrebbero essersi lasciati alle spalle come ricordo.

Queste vite si intrecciano e, fra passato e presente, ci portano a veder come queste vite incidano l'una sull'altra e portino ad una scossa, arrivando alla verità riguardo questo paziente Inglese. Mentre nel passato scopriremo, uno per volta, ciò che erano e ciò che sono diventati i vari protagonisti. .

Ammetto che non è proprio di facile lettura.
Sicuramente non è una storia d'amore così importante come, almeno io, credevo potesse essere. C'è amore, ma non è il fulcro. Al centro c'è la guerra. Come cambia le persone. Ma c'è anche l'ambizione, la conoscenza.

Sono arrivata alla fine e gli ultimi capitoli mi hanno un po' deluso. Viene chiusa la faccenda in modo affrettato, quasi brusco. Troviamo la risposta che cercavamo dalle prime pagine, ma in maniera troppo rapida rispetto a tutto il viaggio, che ammetto spesso può risultare estenuante nei dettagli.

Ma se li amate, questo fa proprio per voi: niente di approssimativo, buttato a caso. Ogni cosa è pensata e meticolosamente inserita in questo romanzo per dare un senso di maggior potenza all'ambientazione, soprattutto africana. Poiché è lì che si schianta col suo aereo il paziente Inglese e fin da subito è chiara la sua infinita conoscenza geografica. .

Un libro che riunisce tante tematiche e che nel complesso non è male da leggere, ma bisogna staccare le aspettative dalla realtà cartacea per apprezzarlo molto di più.

Cercherò di recuperare il film perché sono curiosa di come lo hanno trasposto, anche se ne ho paura (sono quasi 3 ore se non sbaglio). Chissà se e quanto sarà fedele.
Dal trailer sembra poco.

Opinione: La Babysitter Perfetta, di Sheryl Browne



Sei pronto ad affrontare le tue paure?

«Dopo aver letto questo libro non ci si fida più di nessuno, quello che sembrava normale fino a ieri non lo sarà mai più.» - The Bookseller
È brava. Troppo brava.

Non esistono braccia più sicure delle proprieper proteggere i figli. Ma non si può stare con loro tutto il tempo. A volte è necessario affidarli a qualcuno di cui ci si possa fidare ciecamente. Trovare la persona giusta non è facile: lo sanno bene Melissa e suo marito che cercano una babysitter per le loro due meravigliose bambine. Nessuna sembra all’altezza. Nessuna è abbastanza in gamba, dolce e rassicurante. Fino a quando non incontrano Jade, che è semplicemente perfetta. Le loro figlie la adorano, vogliono sempre stare con lei, e Jade le ama come se fossero sue. Melissa non potrebbe essere più felice di così e le affida la gestione della famiglia, tornando a occuparsi del lavoro. Ma all’improvviso in casa cominciano a succedere cose strane: le bambine non sembrano più così al sicuro e Melissa ha sensazioni che non riesce a spiegarsi. Si tratta solo di piccoli dettagli, non ha alcuna prova ma sente che qualcosa non va. Decide allora di parlarne con il marito, che però non le crede: forse è solo la stanchezza per i troppi impegni, o lo spettro della depressione. Jade è l’unica che le sta vicino, l’unica che la ascolta e, giorno dopo giorno, Melissa si convince sempre di più che Jade sia stata una scelta fortunata. È davvero perfetta. Forse anche troppo. Eppure Melissa sta per scoprire che ogni perfezione nasconde una macchia, un neo, una sbavatura. Che ogni persona, anche la più gentile e altruista, ha un passato alle spalle, una cicatrice, un brutto ricordo. Che si possono proteggere le persone amate, ma non per sempre. Anche se sono i propri figli.
Un romanzo che parla alle paure più profonde. Perché tutti dobbiamo affrontare il momento in cui bisogna fidarsi di un estraneo e consegnargli quello che abbiamo di più prezioso. Ma non possiamo mai essere sicuri di conoscere qualcuno per davvero.                

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Ringrazio la Garzanti che mi ha permesso di leggerlo in anteprima, visto che la trama mi incuriosiva parecchio e finalmente posso dire: un bel thriller psicologico, che è imprevedibile nonostante le cose siano palesi e vengano addiruttura dette fin dal primo momento le intenzioni di alcuni personaggi. Infatti questo è uno dei suoi punti di forza: la prevedibilità, e più avanti vi spiegherò come mai.

Una storia all'apparenza molto semplice che però nasconde tante di quelle insidie che ti fanno iniziare a dubitare di chi si può avere intorno.
Ovviamente questa storia è portata al limite, perché credo sia difficile che una situazione del genere possa capitare (per come strutturato il romanzo), però resta possibile e tiene sempre alto il dubbio verso chi riponiamo la nostra fiducia.

Tutto inizia per puro caso, quando una casa accanto a quella di Mark e Melissa prende fuoco nella notte e i due si trovano a soccorrere la giovane che ci viveva, Jade.
Attaccano subito bottone e grazie anche ad un'amicizia immediata fra Poppy (la loro figlia più grande) e Jade, questa ragazza viene portata a casa di questa coppia, in cui inizierà lentamente a farsi spazio, rendendosi sempre più indispensabile. Partendo dalle piccole cose, come fare da babysitter una sera, fino a diventare una figura cardine per questa famiglia.
Una persona che sembra davvero troppo perfetta per essere vera, che è capitata in un momento casuale ma che si rivela estremamente preziosa per tutti loro, visto che (nonostante nessuno se ne accorga) i casini iniziano non appena lei entra in quella casa. Lei non è affatto stupida e vedremo come riuscirà a manipolare tranquillamente tutti in maniera molto sottile per portarli dove vuole lei, per poter portare a termine i suoi scopi.

Ci sono più voci che narrano questa storia attraverso il proprio punto di vista ed è fondamentale perché, appunto, ognuno di loro ha una sua visione di tutto quello che sta succedendo e ci rendiamo conto molto in fretta di quanto possano essere diverse dalla realtà dei fatti, e di quanto possa essere facile manipolare le persone.

È interessante che ci sia la prospettiva della stessa Jade, perché nonostante sia abbastanza palese la sua doppia faccia e di quanto sia una persona disposta a qualunque cosa pur di ottenere quello che si era messo in testa...è inquietante la facilità con cui lei ci riesce e gli stratagemmi che inventa, ed è inquietante ancora di più entrare nella sua mente, scoprendo pezzetti di lei che ci lasciano spesso attoniti.

Uno dei punti di forza del romanzo è sicuramente la prevedibilità, poiché fin dalle prime pagine intuiamo immediatamente chi sia Jade e lei stessa ci dirà che cosa vuole ottenere, l'unico mistero resta il come si evolverà la storia e come risponderanno a tutte le provocazioni e le insidie che la ragazza metterà davanti alla coppia, pronta a fare qualunque cosa per i suoi scopi.

Una pecca è il finale, perché si chiude tutto in pochissime pagine e lascia troppe domande aperte. Una chiusura estremamente veloce e brusca, ed è davvero un punto nolente. Visto che tutto è stato progettato con calma e ci viene narrato con molti dettagli, nonostante a volte passino settimane fra un capitolo un altro, vediamo questa quotidianità come si sviluppa e tutti i vari momenti di questo piano che finisce col coinvolge tutti. E questo alla fine manca perché viene troncato ed in brevissimo tutto finisce senza dare possibilità a qualcosa di un filino più ampio che permetta al lettore di chiudere meglio questa storia così particolare. Era davvero un enorme peccato.

Nel complesso mi ha stupito in positivo, non mi aspettavo soprattutto che venisse svelato tutto, o quasi, già dall'inizio. Di solito infatti nei thriller bisogna faticare a capire chi sia il colpevole e perché faccia certe cose, qui invece lo sappiamo già eppure è questo che ti tiene incollato alle pagine: riuscire a capire se e come ci riuscirà.

Si parla di gelosia, si parla di affinità di coppia, si parla di fiducia,...perché principalmente c'è di mezzo questo matrimonio in cui marito e moglie vengono spinti sempre di più uno contro l'altro, ed è interessante (ed inquietante) notare quanto poco basti per riuscire a conquistare la fiducia di qualcuno, oppure perderla.

Visto lo stile e questa originalità sarebbe davvero interessante leggere altro di questa autrice, perché il romanzo è molto scorrevole, decisamente originale ed interessante, coinvolge tantissimo il lettore e viene proprio voglia di scoprire come andrà avanti tutto questo, nonostante si conoscano tantissimi dettagli.

Sicuramente è una lettura che consiglio perché davvero bello; questo non è il suo primo romanzo, ma dalle varie impressioni generali sembra abbia una discreta fama e se anche gli altri romanzi sono vagamente simili, è ampliamente meritata tutta questa popolarità.
Chissà se arriverà altro di suo in Italia.

Nel frattempo, fateci un pensiero: esce oggi!

Blogtour: L'Inganno delle Tenebre - Recensione



E siamo giunti fino all'ultima tappa di questo bel Blogtour, che speriamo sia piaciuto a voi, quando a noi crearlo.
Per concludere, oggi ci saranno tutte le recensioni del romanzo. Seguite tutti i blog per scoprire cosa abbiamo pensato del romanzo!


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Neanche il buio riesce a nascondere un’infinita scia di sangue
«Trascina il lettore lontano nelle tenebre… una vera tela di ragno dove dominano la paura e la menzogna.»
Lire
«Dà assoluta dipendenza, ancora più del "Rituale del male"… Jean-Christophe Grangé padroneggia il suo intrigo alla perfezione»
Le Parisien
«Grangé firma non solo un thriller formidabile, pieno di colpi di scena e rivelazioni stupefacenti, ma anche un grande racconto d’avventura, scandito da un respiro romanzesco impressionante.»
Le Figaro Magazine
«Jean-Christophe Grangé è un maestro del thriller.»
Stefano Montefiori, «La Lettura»



Con fatica Erwan scende la scaletta dell’aereo che lo ha portato a Lubumbashi. Non riesce a respirare:  la polvere gli si appiccica in gola. Rossa, come il sangue che impregna quella terra. Il sangue che l’Uomo Chiodo ha versato quarant’anni prima. E che ancora non ha smesso di scorrere.
Sulle tracce del diabolico serial killer, Erwan, comandante della prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, è ritornato in Congo, nel cuore della terra che ha fatto la fortuna della sua famiglia, i Morvan. Erwan e Grégoire, padre e figlio, sono determinati a mettere la parola fine alla spirale di tenebre che da decenni sembra perseguitarli e destinarli alla perdizione: ancora una volta passato e presente, lontano e vicino, si confondono in un incubo di macabri rituali e lugubri rivelazioni. Ma per Erwan scoprire la verità sull’Uomo Chiodo significa soprattutto fare luce sulla storia della propria famiglia e sulla sua stessa identità. Che cosa lega Grégoire alla morte della donna che per ultima, quarant’anni prima, ha conosciuto la follia omicida dell’Uomo Chiodo? Come ha fatto suo padre a fermarlo? Come si è arricchito? Chi è veramente? E mentre l’Africa rifiuta ostinatamente di appagare la sete di verità di Erwan, per la terza volta l’Uomo Chiodo ritorna a colpire, a migliaia di chilometri di distanza. In Francia. E questa volta il suo obiettivo è più chiaro che mai: sterminare i Morvan.

Dopo lo straordinario successo del Rituale del male, tradotto in trenta lingue e per settimane in testa alle classifiche dei bestseller, Jean-Christophe Grangé torna a ridare vita all’Uomo Chiodo, uno dei suoi personaggi insieme più inquietanti e avvincenti. E, questa volta, si tratta di una sfida senza via d’uscita. Dal cuore tenebroso dell’Africa fino alle piovose prospettive parigine, la lotta per la sopravvivenza dei Morvan è iniziata.


Ammetto che Grangè è un autore piuttosto ostico, se non si è molto portati per le descrizioni.
Infatti ho faticato parecchio ad iniziarlo, ma per fortuna spacca spesso le scene molto piatte e noiose (per me, in quanto molto descrittive), con scene di azione molto movimentate e che ti portano nel romanzo.
Dopo Il Rituale Del Male, avevo visto che c'erano altri romanzi riguardanti i Morvan, ma non ero proprio sicura che fossero seguiti...ma in ogni caso Garzanti ha semplificato il tutto portando in Italia anche questo, così da conoscere come sono andate le cose dopo quegli eventi.

Si inizia in Africa, dove tutto era cominciato quarant'anni prima, e dove troviamo Erwan e Gregoire, ognuno con una missione personale da portare a termine.
Il Vecchio a voler proteggere il figlio, cercando in tutti i modi di scoraggiarlo per rimandarlo a casa, mentre progetta una nuova miniera per rifarsi dei soldi perduti mesi prima.
Ma Erwan non si lascia scoraggiare facilmente, vuole chiudere l'indagine sull'Uomo Chiodo anche senza mezzi e senza sostegno dalla polizia e, come suo padre, non molla anche se lungo il suo percorso inizieranno a mettersi di mezzo mille avversità.
Nonostante le loro strade si dividano, Erwan riesce a trovare un modo per andare a Lontano, dove tutto ha avuto inizio, ed inizia questo viaggio, immerso nell'Africa e le sue guerre.
Insieme a lui scopriremo com'è ritrovarsi immersi in questo continente così pericoloso e dagli aspetti crudeli, osservandolo con gli occhi di un bianco "novellino", che non sa come muoversi, nonostante sia un poliziotto che se la sa sempre cavare.
Invece attraverso Gregoire vedremo il lato brutale di chi sa cosa fare e come muoversi, che non si lascia intimidire, seguendo una strada decisa e convinto che nessuno lo potrà fermare.

Ritroveremo anche gli altri Morvan: Gaelle, la piccola ribelle, che ancora una volta deve(/vuole) fare tutto per conto suo, quando si rende conto che il suo psicologo non è ciò che sembra e decide di saperne di più; Loic, che tenta di trovare la sua strada provando a disintossicarsi da solo per poter riavere i suoi figli; e Maggie, anche se resta sempre marginale, perché Grangè non le da una voce propria per parlare, anche se scopriremo molto su di lei ed il suo passato in questo capitolo.
Ritroveremo anche l'Uomo Chiodo, perché le indagini per Erwan non sono chiuse. Scavando nel passato, che Gregoire non vuole far riesumare, si ritroverà in fretta a fare i conti con una storia più grande di lui e che ha radici profonde, africane, di cui pensava di conoscere la maggior parte dei fatti eppure scoprirà presto di non saperne abbastanza.

Un thriller interessante, che si muove dall'Africa, alla Francia, passando anche per l'Italia e la Gran Bretagna. Riportando a galla personaggi già conosciuti nel precedente volume, sia nuovi nomi.
Insomma: un bel casino!
Spesso ho fatto confusione e meno male che certi concetti Grangè li ripete spesso, così da non far perdere i lettori più sprovveduti e con poca memoria (io!).
Una trama enorme che racchiude questi due romanzi, portando alla conclusione della faccenda, facendo finalmente scoprire il passato dei Morvan e cosa nascondeva di così pericoloso Gregoire, che non riguarda solo quella famiglia, ma una generazione di bianchi in un continente di neri.

Lo consiglio specialmente a chi ha letto il primo volume, perché altrimenti potrebbe fare fatica a seguire alcuni dettagli e si perderebbe nella trama. E se vi era piaciuto Il Rituale Del Male, continuate a scavare fra queste pagine per scoprire come va a finire questa storia incredibile.

Blogtour: L'Inganno Delle Tenebre


Benvenuti in questa prima tappa di un Blogtour davvero originale ed interessante, che speriamo possa piacervi, almeno quanto per noi lo è stato crearlo.
Al posto delle solite tappe, vi parleremo dei personaggi che abbiamo già incontrato nel precedente romanzo di Grangè, Il Rituale Del Male, nel quale avevamo conosciuto la famiglia Morvan e L'Uomo Chiodo.
Durante questa settimana, ognuna di noi vi parlerà vestendo i panni di un personaggio, descrivendovi un po' come inizia questa storia, facendovi intuire anche il carattere di quella persona, sperando di incuriosirvi tanto da leggere questo romanzo; lasciando andare la fantasia, per immergerci in questi protagonisti così diversi tra di loro, diventando loro per poche righe, in modo da farvi capire quanto possano lasciare il segno.
Prima alcune cose sul romanzo, alcune opinioni di testate famose e la trama.


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«Trascina il lettore lontano nelle tenebre… una vera tela di ragno dove dominano la paura e la menzogna.»
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«Dà assoluta dipendenza, ancora più del "Rituale del male"… Jean-Christophe Grangé padroneggia il suo intrigo alla perfezione»
Le Parisien
«Grangé firma non solo un thriller formidabile, pieno di colpi di scena e rivelazioni stupefacenti, ma anche un grande racconto d’avventura, scandito da un respiro romanzesco impressionante.»
Le Figaro Magazine
«Jean-Christophe Grangé è un maestro del thriller.»
Stefano Montefiori, «La Lettura»



Con fatica Erwan scende la scaletta dell’aereo che lo ha portato a Lubumbashi. Non riesce a respirare:  la polvere gli si appiccica in gola. Rossa, come il sangue che impregna quella terra. Il sangue che l’Uomo Chiodo ha versato quarant’anni prima. E che ancora non ha smesso di scorrere.
Sulle tracce del diabolico serial killer, Erwan, comandante della prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, è ritornato in Congo, nel cuore della terra che ha fatto la fortuna della sua famiglia, i Morvan. Erwan e Grégoire, padre e figlio, sono determinati a mettere la parola fine alla spirale di tenebre che da decenni sembra perseguitarli e destinarli alla perdizione: ancora una volta passato e presente, lontano e vicino, si confondono in un incubo di macabri rituali e lugubri rivelazioni. Ma per Erwan scoprire la verità sull’Uomo Chiodo significa soprattutto fare luce sulla storia della propria famiglia e sulla sua stessa identità. Che cosa lega Grégoire alla morte della donna che per ultima, quarant’anni prima, ha conosciuto la follia omicida dell’Uomo Chiodo? Come ha fatto suo padre a fermarlo? Come si è arricchito? Chi è veramente? E mentre l’Africa rifiuta ostinatamente di appagare la sete di verità di Erwan, per la terza volta l’Uomo Chiodo ritorna a colpire, a migliaia di chilometri di distanza. In Francia. E questa volta il suo obiettivo è più chiaro che mai: sterminare i Morvan.

Dopo lo straordinario successo del Rituale del male, tradotto in trenta lingue e per settimane in testa alle classifiche dei bestseller, Jean-Christophe Grangé torna a ridare vita all’Uomo Chiodo, uno dei suoi personaggi insieme più inquietanti e avvincenti. E, questa volta, si tratta di una sfida senza via d’uscita. Dal cuore tenebroso dell’Africa fino alle piovose prospettive parigine, la lotta per la sopravvivenza dei Morvan è iniziata.
 
 
 
Come poter parlare di quello che è successo nei mesi passati?
Come poter chiudere con il passato quando è tornato a bussare alla porta della mia famiglia dopo così tanti anni?
Dall'Africa ha seguito quello stronzo di mio padre e ha trascinato me, i miei fratelli, mia madre, in un tunnel in cui poteva finire male. Davvero male, per tutti noi.
Del Vecchio non mi posso fidare. Mai stato affidabile. Sapevo che era un manipolatore, un poliziotto corrotto, ma forse è anche peggio da quello che l'Uomo Chiodo ha portato a galla.
Anche se credo sia solo la punta dell'iceberg.
Ci ripenso mentre il caldo africano mi circonda.
Esatto, sono partito per cercare le risposte a troppe domande che ancora non mi danno pace.
Il Vecchio non mi da respiro. Insiste perché mi affidi a lui, che gli dia fiducia per farmi portare a Lontano, dove tutto è iniziato. Mi ha seguito fino a qui continuando a ripetere quanto non ci siano speranze. Che devo tornare indietro. Oppure affidarmi a lui.
Ma non posso. Lo sento. Vuole tenermi sotto controllo. Vuole scoprire ogni dettaglio per precedermi, magari mettendomi i bastoni tra le ruote.
Dannazione, credo abbia persino appiccato fuoco al collegio di Saint-Francois-deSales pur di non farmi accedere alle poche carte che forse mi avrebbero dato qualche indizio.
Gliel'ho letto in faccia a quel bastardo, mentre le fiamme avvolgevano la notte.
Cosa non vuole farmi scoprire?
 
Mi ha avvertito più volte che in questo continente ciò che credo di sapere non vale un cazzo.
"Siamo in Congo. Le tracce scompaiono dopo due ore, i rapporti dopo due giorni e gli archivi dopo un mese. Solo tre cose resistono: la pioggia, il fango e la foresta. Per il tutto il resto puoi metterti l'anima in pace"
E purtroppo lo sto capendo in fretta.
Come condurre un'indagine senza mezzi, senza uomini, senza indizi, senza testimoni?
Ma non mi arrendo, anche se aveva ragione: senza di lui non posso fare un cazzo.
Partito da poche ore col suo aereo privato (si fa per dire) ed io sono già nelle sabbie mobili, immobilizzato in questa città senza potermi muovere da nessuna parte.
Forse avrei dovuto accettare il suo aiuto, mi chiedo mentre passo da un ufficio all'altro.
Aziende di trasporti privati, ONG, società minerarie,....nessun aereo e nessun volo.
Anche se per quelli servirebbero autorizzazioni che nessuno ti da. Dettagli.
Nemmeno l'ONU serve a qualcosa.
 
Vaffanculo!
Troppe guerre ovunque e nessuno che muova il culo se non per "qualcosa".
Nessun canale per potersi muovere in segretezza. Nessun contatto per scavalcare le autorità.
Sto iniziando ad odiare sempre di più il Vecchio, che sa come muoversi ovunque, nonostante tutto.
Anche l'Africa sta iniziando a farmi schifo, distruggendomi giorno dopo giorno.
Qui sono io lo straniero, il bianco, quello ignorato, quello preso di mira dai ragazzini in strada, fatto a pezzi da questo luogo così diverso dal resto del mondo.
Eppure, sorseggiando una birra, un incontro riaccende una fiammella, durante una nottata di pioggia.
Maglia Gialla, dice di chiamarsi. La mia salvezza? Forse.
Intanto mi ha ridato speranza: un volo. Ovviamente a pagamento e non a buon mercato.
Domani parto, senza sapere nemmeno dove potrei finire. Eppure, cos'altro potrei fare?!
Dopotutto, come diceva il Vecchio:
Per trovare l'Africa, bisogna perdercisi
 
Non dimenticate di seguire tutti i vari Blog per scoprire di più riguardo ad ogni personaggio!
Domani ricordatevi di passare su Liberi Di Scrivere, che ci parlerà di Gregoire Morvan.
 

Opinione: Chocolat, di Joanne Harris

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A Lansquenet, quieto villaggio al centro della Francia, la vita scorre placida. Un po' troppo placida: è una comunità chiusa, dove sono rimasti soprattutto anziani contadini e artigiani, dominata con rude benevolenza dal giovane curato Francis Reynaud. È martedì grasso - una tradizione pagana avversata dalla chiesa - quando nel villaggio arrivano Vianne Rocher e la sua giovane figlia Anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è remissaria di potenze superiori (o magari inferiori). Vianne rileva una vecchia pasticceria, ribattezzata "La Celeste Praline", che ben presto diviene - agli occhi del curato - un elemento di disordine. Anche perché Vianne non frequenta la chiesa ma inizia ad aiutare a modo suo chi si trova in difficoltà: il solitario maestro in pensione Guillaume, l'adolescente ribelle Jeannot, la cleptomane Josephine, l'eccentrica Armande. Ben presto il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. E lo scontro tra Benpensanti e Golosi, tra le delizie terrestri offerte da Vianne e quelle celesti promesse da padre Reynaud, tra Carnevale e Quaresima, diventa inevitabile.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Avevo visto il film per caso e mi era piaciuto, anche se non proprio il mio genere.
"Tratto dal romanzo..." mi era subito saltato all'occhio e mi ero ripromessa di leggerlo, prima o poi.
Essendo la Harris un'autrice che non mi dispiace, un po' troppo dispersiva e descrittiva ma brava a scrivere, era nella mia wish fino a quando non mi è stato regalato da un'amica, per puro caso.
E' rimasto un po' sullo scaffale, purtroppo, in attesa di tempo per poterlo leggere con calma e finalmente ci sono riuscita.
Come in tanti altri casi, il libro è migliore del film, ma non di tanto. La pellicola ha il suo fascino e gli attori protagonisti sono straordinari a portare sullo schermo questi personaggi così particolari ed unici.

La storia viene raccontata in alternanza da due persone praticamente opposte: Vianne Rocher e Francis Reynaud. Vianne è appena arrivata nella cittadina di Lansquenet, insieme alla figlia Anouk, decidendo di aprire una cioccolateria proprio vicino alla chiesa dove Raynaud predica la serietà e la morale cristiana più stretta e inflessibile.
Vianne è una nomade (un po' strega, anche), ha girato il mondo fin da quando era piccola insieme a sua madre, che l'ha lasciata sola anni prima, e con unica compagna la figlia. Ma ormai è stanca di scappare e viaggiare, vuole fermarsi e mettere radici da qualche parte...e perché non proprio lì?
All'inizio tutti la guardano curiosi e diffidenti, ma in poco tempo riuscirà a farsi apprezzare da sempre più persone, nonostante l'odio costante del curato che tenta in ogni modo di ostacolarla e farla andare via. Allegra, sexy e intelligente, sa come muoversi senza perdere il suo buon cuore e sbirciando dentro i vari abitanti per legger dentro le loro tribolazioni e cercare di dare un po' di pace e amicizia sincera.

Tra i suoi clienti fissi fin da subito ci saranno il vecchio Guillaume con il fedele cagnolino sempre accanto, ma con il cuore pieno di tristezza, e l'anziana ma "terribile" Armande con un segreto ben nascosto, ma presto si uniranno la giovane Josephine che si nasconde da tutti per una colpa non sua, gli amici di Anouk che, nonostante le ramanzine dei genitori, ci giocano insieme e non perdono occasione per fare un salto al negozio...per non parlare di un giovane zingaro che arriva con la sua gente sulle rive della città, accolto da Armande a braccia aperte ed odiato da Raynaud e chi lo segue.

Una storia frizzante e fresca, leggera da leggere e che scorre veloce.
Molto carina e simpatica, rallegra il cuore, anche se in alcuni punti mette tristezza.
Un bel romanzo, di cui leggerò i seguiti perché sono curiosa di vedere cosa succederà alle protagoniste andando avanti.

Review Party - Il Bambino Bugiardo

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È timido e silenzioso
Nessuno conosce i suoi pensieri
Ma è sicuro di sapere la verità


La vetrata del grande salone si affaccia sul mare della Cornovaglia. Mentre osserva le onde infrangersi sulla scogliera, Rachel si guarda intorno. Stenta ancora a credere che quella sala e l’intera tenuta di Carnhallow siano sue. Si è finalmente gettata alle spalle la sua vita tormentata grazie al matrimonio con David, un ricco avvocato, e al rapporto speciale che ha con il figlio di lui, Jamie, un bambino timido e silenzioso, segnato dalla tragedia della morte della madre, due anni prima. La donna è rimasta vittima di un terribile incidente nelle miniere sotterranee su cui si erge Carnhallow e il suo corpo non è mai stato ritrovato. Rachel si affeziona al piccolo come se fosse suo. Ma improvvisamente il comportamento del bambino diventa molto strano. Comincia a fare sogni premonitori e dice di sentire la voce della madre che lo chiama dal labirinto di cunicoli sotterranei. Finché un freddo pomeriggio d’autunno, mentre lui e Rachel sono soli sulle scogliere, le rivela: «Tu morirai il giorno di Natale». Un tarlo comincia a scavare nella mente di Rachel. Cosa è successo due anni prima? La madre di Jamie è davvero morta? Perché David si rifiuta di parlarne con lei? È possibile che il marito di cui è tanto innamorata le nasconda qualcosa? Dicembre si avvicina e Rachel sa che deve scoprire la verità, e in fretta, perché ogni angolo della sua nuova casa nasconde un pericolo mortale.

Dopo il grande successo della Gemella silenziosa, S.K Tremayne ci regala un nuovo thriller da brivido. Venduto in tutto il mondo, ha immediatamente scalato le classifiche inglesi. Nella mani di S.K. Tremayne, la verità non ha mai una sola faccia, e un’aura di sospetto strisciante pervade il lettore fino alla rivelazione finale.
 
 
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Una lettura piacevole, un thriller psicologico che fino alla fine ti lascia con domande e dubbi.
La protagonista è Rachel, una giovane donna che in pochi mesi si innamora e si sposa con David, un avvocato di Londra. Il sogno dell'uomo è rimettere in sesto la tenuta di Carnhallow,
 una proprietà di famiglia che si affaccia sul mare della Cornovaglia, in mezzo a delle miniere sotterranee che hanno reso famosa (e ricca) la famiglia nel tempo.
Col suo lavoro David farà il pendolare, lasciando Rachel da sola con il figlio Jamie che è piuttosto strano, passa da fasi di gentilezza a mutismo assoluto nei confronti della matrigna, che ce la mette tutta per farsi accettare da lui, ma non è affatto semplice.
La mamma di Jamie è morta solo due anni prima e sembra che il piccolo ancora non l'abbia superata, perché inizia a comportarsi in maniera sempre più bizzarra, facendo alcune "premonizioni" che inquietano Rachel, come dirle che morirà il giorno di Natale.
 
Attraverso i vari capitoli impareremo a conoscere i vari personaggi, alternando simpatie ed antipatie a seconda di come si evolverà la storia. Rachel infatti ha un passato che vuole assolutamente tenere segreto al marito, perché l'ha segnata nel profondo. Daniel sembra gentile e premuroso, ma andando avanti vedremo sempre di più la sua brama di tenere alto il nome di famiglia e le sue proprietà, portandolo a mostrare un lato possessivo ed egoistico, anche nei confronti del figlio.
Riguardo il piccolo Jamie, a volte sembra buono e dolce, altre volte quasi manipolatore per come racconta e rigira certe situazioni. Ma anche lui ha un segreto che deve mantenere, sotto richiesta del padre, e che riguarda la notte della morte della madre.
 
Andando avanti nella lettura verranno alla luce molti segreti, insieme ai lati più o meno amabili di ciascuno. Un libro che tiene sulle spine per la storia originale e che tiene incollati alle pagine, in particolar modo superata la prima metà, quando il tutto inizia a delinearsi.
Una storia quasi alla Cenerentola: una donna partita dal basso (con un passato travagliato) che trova l'uomo dei suoi sogni (ricco, bello) che la sposa...ma sappiamo tutti che la favola non può durare.
La realtà, soprattutto in certe situazioni, può degenerare e in questo romanzo succede. Porta a galla delle tematiche che nella realtà che potrebbero capitare a chiunque, facendo fremere il lettore per come potrebbe proseguire il tutto.
 
Cala un po' ne finale (purtroppo), ma in generale merita di essere letto: ben scritto, una storia non banale e di sicuro non prevedibile.
Ve lo consiglio!

 
 
Se volete leggere altre opinioni a riguardo,
cliccate sull'immagine qui sotto che vi porterà all'evento
e alle varie recensioni che hanno scritto altri blogger su questo libro...

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Ma non è finita, perché c'è una copia che può essere vinta.
Come?
 
Attraverso poche e semplici regole:
1. Iscrizione a tutti i blog
2. Commentare e condividere almeno tre recensioni
3. Commentare l'evento facebook lasciando la mail per essere contattati in caso di vittoria.

 
Mi raccomando:
Inizia il 12 giugno alle ore 10.00 e scade il 16 giugno.

BlogTour Il Rituale del Male: I Personaggi


Ciao a tutti e benvenuti in questa quarta tappa del BlogTour dedicato a "Il Rituale del Male" di Jean-Christophe Grangè dove conosceremo meglio i personaggi principali che sono presenti tra le pagine.

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 L'aria è malvagia sull'isola di Sirling, al largo della costa bretone. Un'aria salmastra, appiccicosa, in cui l'odore del mare si mescola alle immagini di un macabro rituale, al ricordo di un uomo, uno spietato serial killer dalla firma inconfondibile. L'Uomo Chiodo, però, ha smesso di colpire da più di quarant'anni. Nel 1971. A Lontano, nel cuore del Congo. Ma i segni di quei terribili omicidi emergono ora dal limbo del tempo in una base militare di fulgida tradizione. Il corpo di un giovane cadetto, dilaniato da un'esplosione, viene ritrovato all'interno di un bunker. I rilievi del medico legale non lasciano dubbi: il corpo è stato trafitto da centinaia di chiodi arrugginiti, gli organi asportati, gli arti orrendamente mutilati. A occuparsi del caso, stranamente, non è la polizia militare, ma la prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, guidata dal comandante Erwan Morvan. Erwan è figlio di quel Grégoire Morvan che, proprio a Lontano, aveva messo fine alla scia di sangue dell'Uomo Chiodo, quello che sulle risorse minerarie del Congo ha costruito la propria fortuna e che ora, da una posizione defilata, comanda le leve della polizia francese. E mentre le vittime si moltiplicano e gli indizi si fanno via via più evanescenti, il fantasma dell'Uomo Chiodo torna a braccare i Morvan e a scuotere dalle fondamenta il buon nome di una famiglia in apparenza inattaccabile. Ben presto l'indagine costringe Erwan sulle tracce delle più oscure gesta di suo padre in Africa...


La storia gira intorno alla famiglia Morvan: padre ex poliziotto, madre sottomessa e tre figli, Erwan, Gaëlle e Loïc. Ci sono varie descrizioni in mezzo alle pagine, brandelli qua e là che dovremo scavare per trovarli e dare un aspetto ai nostri personaggi. Come carattere, sono ben definiti, lo si capisce presto e, andando avanti, Grangé regala sempre più sfumature per definirli.

L’illusione era perfetta: una rispettabile famiglia borghese che si riuniva tutte le domeniche. Ma dietro quelle apparenze si nascondeva una realtà assai meno edificante.

Il capofamiglia è Grégoire, un uomo imponente di sessantasette anni (un metro e novanta per centoventi chili) e che ha sempre sfruttato il suo potere, come poliziotto, per fare ciò che gli conveniva. Trasferito da giovane in Africa è riuscito a catturare un serial killer che terrorizzava Lontano, l'Uomo Chiodo, che gli è valso tanti meriti e il ritorno in patria. Negli anni ha accumulato favori, occupandosi del 'lavoro sporco', diventando una figura pericolosa, temuta ma rispettata da molti. Corrotto, spietato e che ora non esita a far tutto quello che è possibile per la sua famiglia
[...] dotato della forza di un toro e di una salute di ferro, negli ambienti informati era da tempo considerato il primo poliziotto di Francia, nonché il più discreto. Autodidatta, gauchista fino al midollo, dopo il ’68 era stato mandato in esilio in Africa. Ma, quando ormai sembrava che la sua carriera fosse finita ancor prima di cominciare, aveva arrestato in Zaire, da solo e senza mezzi, un serial killer detto l’Uomo Chiodo, che mieteva le sue vittime nella comunità bianca di una città mineraria del Katanga. Morvan era rientrato in Francia coperto di gloria. Aveva scalato i ranghi con Giscard e trionfato sotto Mitterrand. Commissario al 36 di quai des Orfèvres, aveva condotto con discrezione alcune missioni segrete per conto dello Zietto di Francia, assumendo a poco a poco lo status di intoccabile.
[...]
...aveva ucciso, rubato, intrallazzato, fatto la spia, ricattato... tutto nell’interesse della Repubblica. E questa era più o meno l’unica cosa che lo rendeva diverso da un delinquente comune. Nominato prefetto fuori regione all’arrivo di Chirac, aveva continuato la propria missione di sentinella del potere nella sede del ministero di place Beauvau. Squadra che vince non si cambia. Sarkozy l’aveva tenuto e, benché avesse ormai da tempo superato l’età della pensione, era rimasto anche con Hollande, mantenendo l’incarico di consulente del ministero degli Interni, senza peraltro comparire in alcun organigramma. Soprannominato per anni il Pasqua della sinistra, ricordava ora uno di quei vecchi ordigni bellici sepolti che non devono assolutamente essere toccati per evitare che esplodano.

Maggie, la moglie di Grégoire, la madre, ossessiva e dal passato di figlia dei fiori, che ha subito dal marito botte per tutto il matrimonio senza alzare le mani o divorziare. Una figura che rimane sempre 'di tappezzeria', perchè non danno mai dettagli su di lei. Anche alla fine quando vengono messi in discussione i ruoli in casa e chi sarebbe la figura più forte, lascia amaro in bocca perchè non viene detto nulla di più a chiarire i dubbi. Questa è la descrizione, l'unica, su di lei, che ne dia un'idea complessiva, anche riguardo il suo passato:
Maggie aveva una doppia personalità: quando il Vecchio era nei paraggi o anche solo quando pensava a lui, aveva il volto spaventato e gli occhi sembravano schizzarle fuori dalle orbite.
In quei momenti parlava con voce angosciata, tesa, sommessa. Ma esisteva un’altra Maggie, quella sorridente e perfino seducente. Una bella donna dalle labbra sensuali, spiritosa e rilassata. Alla seconda Maggie piaceva scherzare, farsi beffe dei valori borghesi, trovare sempre un lato comico in ogni aspetto del quotidiano. 
Le due Maggie non avevano la stessa origine. La prima veniva dalle tenebre dell’Africa e pareva segnata da un passato che nessuno dei suoi figli conosceva. Una creatura di paura e laterite plasmata dallo stesso Morvan. 
L’altra era il tipico prodotto della generazione hippie: libera, drogata, ribelle. Una ragazza con i fiori intrecciati fra i capelli e la testa piena di ideali. Maggie era stata un’icona della controcultura: profumo di patchouli, boubou africani e colonna sonora dei Pink Floyd del film More sulla quale ballava a seno nudo. Pareva che in Africa avesse anche suonato in un gruppo rock di sole donne: le Salamandre. Ora, figlia dei fiori imborghesita, era diventata vegetariana e buddhista, sosteneva i benefici del parto in acqua e si batteva contro la globalizzazione e il riscaldamento climatico. Era un’emanazione di tutto quello che più detestava il vecchio Morvan, sicario apolitico secondo il quale il mondo non era che un enorme canile in cui rinchiudere l’umanità.

Loïc, trentasei anni, il figlio di mezzo, sposato con due figli: Milla di cinque e Lorenzo di sette anni.
Un broker milionario con tanti scheletri nell'armadio: ex alcolista, cocainomane, e con il matrimonio praticamente finito con Sofia, una ricca donna italiana, che vuole portargli via i figli.
[...] enfant prodige della finanza, direttore di uno degli hedge fund più stimati di Parigi, che indossava soltanto completi da cinquemila euro e guidava un’Aston Martin V12 Vanquish costata più di trecentomila euro, si sentiva a casa in fogne come quella, luridi recessi dove i tossici si nascondevano per spararsi una dose. Un semplice ritorno alle origini. Perché erano quelle le sue radici: la droga. Ormai era quasi riuscito a uscirne («quasi» era la parola giusta, dal momento che stava aspettando il suo spacciatore sotto un binario sopraelevato del metrò all’angolo tra rue de Crimée e rue d’Aubervilliers), ma non aveva dimenticato gli anni bui della sua gioventù.
La sua figura principalmente serve per la storia 'parallela', nella quale lui avrà un ruolo vagamente importante, ma senza saperlo del tutto; manovrato dal padre anche in questo caso, che però torna in azione, per questa 'missione', per sistemare gli 'affari di famiglia', qualcosa nato prima ancora dei figli... 

Gaëlle la sorellina più piccola, ventinove anni, con il sogno di diventare attrice e il 'coraggio' di fare tutto ciò che può per diventarlo.
Sotto una nuvola di capelli biondissimi nascondeva una faccia da scolaretta diligente. Volto ovale, zigomi alti, carnagione di un pallore diafano. Come Loïc, aveva ereditato la bellezza che un tempo era stata della madre. Indossava capi firmati, estremamente costosi, ma lo faceva con una noncuranza e un disinteresse che rasentava il menefreghismo. 
Dopo un adolescenza difficile, il padre violento (mai con loro, ma l'atmosfera era pesante), diventata anoressica, per poi capire che il vero potere lo aveva tra le gambe....
Intelligente e sfrontata, si è data alla prostituzione usando la scusa della carriera, ma è l'esser di dispetto al padre che la porta su quella strada e a non voler smettere.
Gaëlle sapeva tutto di Nietzsche e Wittgenstein ma era anche una lettrice appassionata delle vite di Shakira, Mylène Farmer, Annette Vadim... Si sentiva una rivoluzionaria e allo stesso tempo una donna oggetto; frivola e intellettuale. Non aveva le idee molto chiare.
[...]
Compiuti diciotto anni, non aveva più toccato un soldo del padre. Aveva addirittura chiuso il conto in banca e se n’era fatto aprire uno nuovo, intestandolo a un’amica. In quel modo il bastardo non avrebbe potuto nemmeno farle dei versamenti. Era vero, faceva la puttana, ma solo per difendere la propria integrità morale.
Anche lei resta abbastanza marginale, devono correrle dietro perchè si è messa nei casini ed il padre non vuole che faccia la prostituta, ma andando avanti le indagini porteranno la pista ad incrociarsi con la vita della giovane.
 
E arriviamo all ultimo, ma non per importanza: mandando avanti le indagini sul ritorno dell'Uomo Chiodo e nonostante tutto fare molte altre cose per conto del padre Erwan resta la figura principale, o almeno il 'buono' della situazione; è il maggiore, quello che si è sempre preso cura dei fratellini minori, anche quando il padre picchiava la madre e loro si rintanavano sotto il tavolo, stringendoli a sè per farli sentire al sicuro
La droga e le marchette erano il modo in cui fratello e sorella reagivano al trauma subito da piccoli. 
Ma anche lui ha subito traumi e come loro li porta dentro
«A quarantun anni, dopo un decennio di terapia e due ulcere, sono continuamente dall’osteopata e di notte mi devo mettere un apparecchio per i denti.... 
 [...]
Un ricordo gli attraversò la mente: una bimba di quattro anni e un ragazzino di undici che cercavano rifugio tra le braccia del fratello maggiore, tutti e tre nascosti sotto il tavolo della cucina mentre i genitori litigavano. Sentiva ancora la sensazione delle piastrelle fredde sulla pelle e la parete vibrare sotto i colpi del Pasqua della sinistra. Mentre entrava in ascensore provò uno strano conforto al pensiero di non essere solo: Loïc e Gaëlle erano ancora avvinghiati a lui, sotto il tavolo, smarriti e terrorizzati.
...e continua tutt'ora a farlo.
[...] lui era sempre il solo a non abbassare mai la guardia, il solo a preoccuparsi di tutti. Sempre pronto a intervenire, a lottare contro le forze del male che imperversavano all’interno del suo clan. Era Cerbero, il cane degli inferi.
Quarantun anni, diventato poliziotto e poi comadante della Omicidi, gli viene incaricato di indagare su un incidente avvenuto in una 'scuola militare', ma si troverà faccia a faccia con un fantasma che mai avrebbe pensato di vedere:
Single, quattromila euro al mese, una routine quotidiana precisa come una dichiarazione dei redditi. Indossava completi Celio, leggeva «L’Équipe» e il suo unico vizio era concedersi una birra di tanto in tanto. Aveva anche altre passioni, molto più raffinate – musica classica, arte, filosofia... – delle quali non riusciva tuttavia a parlare con nessuno. Non che ne avesse voglia, comunque: questioni private. Si atteneva a quella che era la sua immagine ufficiale: il miglior comandante della Omicidi, un’altissima percentuale di casi risolti e numerosi premi a livello nazionale vinti come tiratore sportivo.

Direi di spendere due parole anche per la figura misteriosa del cattivo della situazione:
L'Uomo Chiodo, 'nato' in Africa, a Lontano, ossia Thierry Pharabot.
...un giovane ingegnere di origine belga, piantasse centinaia di chiodi nelle sue vittime, riproducendo le sculture sacre dell’etnia yombe del Basso Congo. Di come, nella sua follia, fosse convinto di proteggersi dagli spiriti maligni trasformando quelle donne in feticci. Di come, dopo mesi di ricerche, Morvan fosse riuscito a identificarlo e lo avesse braccato fin nel cuore della giungla, lungo le piste aperte dalle segherie.
 Un giovane che terrorizzò quel paese fino alla sua cattura, torturando le sue vittime trasformandole in feticci magici che lo proteggessero.
[...] Morvan conosceva le regole. Non le aveva mai dimenticate. Il corpo feticcio doveva essere «purificato» per facilitare il passaggio dell’energia attivata dalle centinaia di chiodi. Sapeva anche che, secondo la tradizione africana, quella cavità conteneva senz’altro ciocche di capelli e unghie appartenenti alla persona da proteggere o alla quale si voleva fare una fattura. In questo caso, alla vittima successiva. Era una delle caratteristiche dell’Uomo Chiodo: trasformava un rituale sacro in un rebus perverso. 
 
Ma il mistero resta: che fine ha fatto Pharabot? E' lui che è tornato ad uccidere? Si tratta di un emulatore? Un apprendista?
Le indagini avanzano in mille direzioni per capire cosa stia succedendo, anche scavando nel passato per scoprire di più su questa figura, diventata un fantasma.
Un libro non per tutti, ma decisamente un bel thriller....non voglio dilungarmi (anche perchè credo di averlo già fatto abbastanza), se vi interessa quì trovate la mia opinione completa.


Tutte le Tappe del BlogTour

1/12 Un lettore è un gran sognatore Post introduttivo: chi è Grangé
2/12 Il tempo dei libri Trama & Origine del romanzo
3/12 Strategie evolutive Incipit e commento
4/12 Viaggiatrice Pigra I personaggi
5/12 Every book has its story Scenario e ambientazione
6/12 Il colore dei libri Profilo storico e politico
7/12 My secret diary Focus On: Gregoire Morvain
8/12 Hook a Book I film tratti dai libri di Grangé
9/12 Leggere in Silenzio Dreamcast
10/12 The Imbranation Girl Tutte le Traduzioni e Copertine
11/12 Il Bianco e Il Nero Emozioni di una Musa Recensione
12/12 Diario di un sogno Recensione
13/12 AmaranthineMess Recensione
14/12 Le Parole Segrete dei Libri Audiolibro
15/12 Ladra di libri Recensione
16/12 Non solo noir I traduttori raccontano Grangé
17/12 Liberi di scrivere Lo Scrittore Stefano Di Marino racconta lo stile, la tecnica e l'arte di Grangé
 

Da Domani in Libreria: L'Amore è un disastro, di Jamie McGuire



«Un’autrice da un milione di lettori in Italia.»
La lettura-Corriere della Sera

«I romanzi di Jamie McGuire sono entrati nei bestseller del New York Times.»
Paolo Viotti, Repubblica.it

«Jamie McGuire non sbaglia un colpo.
Le sue fan in tutto il mondo attendevano questo libro con ansia.
Ora finalmente anche America e Shep hanno la loro storia d’amore: unica, impossibile,
potente come tutte quelle targate Maddox.
Accanto a loro, come due veri amici, Abby e Travis e i loro consigli.»
USA Today


JAMIE MCGUIRE TORNA IN LIBRERIA E CI REGALA LA STORIA D’AMORE TRA AMERICA E SHEPLEY,
I MIGLIORI AMICI DI ABBY E TRAVIS!

DOPO IL GRANDIOSO SUCCESSO DELLA SERIE DEI DISASTRI,
ANCORA IN CLASSIFICA A TRE ANNI DALL’USCITA,
ARRIVA FINALMENTE IL ROMANZO TANTO ATTESO DA MILIONI DI LETTORI IN ITALIA E NEL MONDO


Nel cortile del college America cammina sicura di sé. I lunghi capelli biondi le scendono sbarazzini sulle spalle. Nessuno penserebbe mai che dietro quell’aria da ragazza matura si nasconda invece un animo fragile. Solo Shep riesce a leggere la verità dentro i suoi occhi. Perché è l’unico Maddox che non ha paura delle sue emozioni. Per lui la sensibilità non è un limite, ma una forza. Tra i due è amore a prima vista. America trova in Shep il porto sicuro dove abbassare le vele e godersi finalmente il mare che si perde all’orizzonte.
Ma quando ci sono in gioco i sentimenti, niente è semplice. Anche l’intesa più profonda deve superare degli ostacoli, deve mettersi alla prova. Soprattutto se i tuoi migliori amici sono Travis e Abby, la coppia perfetta. Due anime gemelle che non riescono a vivere l’una senza l’altra. Il loro legame è una meta che sembra irraggiungibile, ora che hanno deciso di giurarsi amore per l’eternità.
Shep vuole seguire il loro esempio, mentre America ha paura di fare un passo così importante. Ha paura dell’intensità di quello che prova per lui. Ci vuole coraggio per affidarsi totalmente a un’altra persona. All’improvviso tra loro ci sono parole in sospeso. Parole non dette il cui silenzio ha un rumore assordante. E a nulla valgono i consigli di Abby e Travis.
Fino al giorno in cui decidono di partire insieme per un weekend. Due giorni che dovrebbero essere come tanti altri. Ma che cambieranno ogni cosa. Perché ci sono momenti in cui la razionalità non ha potere. Momenti in cui i sentimenti sono più forti delle proprie scelte. Momenti in cui il destino sa leggere quello che c’è in fondo al cuore e che non si riesce ad ammettere nemmeno a sé stessi.


Finalmente le fan di Jamie McGuire sono state accontentate. Da mesi chiedevano di conoscere i particolari della storia d’amore tra America e Shep, due personaggi tanto amati della trilogia di Uno splendido disastro. Abby e Travis hanno il difficile ruolo degli amici che devono proteggere quello che unisce due persone cui vogliono bene. Un romanzo che è un inno al coraggio di rischiare, di mettersi in gioco, di amare.


Jamie McGuire vive in Oklahoma con il marito e i figli. I suoi romanzi entrano regolarmente nei bestseller del «New York Times». Con lo straordinario successo dei romanzi di Abby e Travis Uno splendido disastro – ora in procinto di diventare un film –, Il mio disastro sei tu, Un disastro è per sempre ha conquistato le classifiche italiane. Nel 2015 è tornata con la trilogia Una meravigliosa bugia, Un magnifico equivoco, Un’incredibile follia. Con Uno splendido sbaglio e Un indimenticabile disastro ha approfondito le storie di altri personaggi “disastrosi”, per la gioia di tutti i suoi fan.

Da Oggi in Libreria (3/03): Una Dolce Ostilità, di Marianne Kavanagh

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(cliccando sull'immagine si va su Amazon) 
 
 
Dopo il successo di Un incantevole imprevisto,
da domani torna in libreria
Marianne Kavanagh con
Una dolce ostilità
 
Pagine: 294
Prezzo: 16.90€ 
Casa Editrice: Garzanti

Una storia in cui l’amore gioca a nascondino
ma arriva sempre il momento in cui è il cuore a dettare legge,
in cui uno sguardo racconta più di mille parole.
Non si può fermare la magia del conoscersi, dell’innamorarsi,
del non perdersi per nessuna cosa al mondo.
«Una lettura imperdibile che vi conquisterà pagina dopo pagina.
Toccante, travolgente ed elegante.»
The Daily Mail
«Sorprendete e fresco. In questo nuovo romanzo Marianne Kavanagh
crea una storia di legami familiari e vicende romantiche
che rapirà il vostro cuore.»
Kirkus Rewiews
 
 
Trama
Kim ha una sola certezza: odia Harry con tutta se stessa. Eppure è costretta ad averlo sempre tra i piedi, a vederlo ogni giorno girare per casa. Perché è il migliore amico di sua sorella. La sua famiglia lo adora, ma Kim non riesce a fidarsi di lui. Non hanno nulla in comune. Harry si occupa di finanza e la carriera sembra essere il suo unico obiettivo, mentre lei fa volontariato e lavora per un’azienda no profit. Sono l’uno l’opposto dell’altro e non fanno altro che discutere. Fino a quando il destino non li unisce oltre la loro volontà: devono prendersi cura insieme del nipotino di Kim. E da allora tutto cambia.  
Giorno dopo giorno la ragazza scopre che Harry ha sempre indossato una corazza per nascondere il suo animo ferito. Scopre che è stato costretto a crescere troppo in fretta. E nel profondo dei suoi occhi all’improvviso vede qualcosa che non può dimenticare. Ma a cui Kim non riesce a credere. Non è facile per lei accettare che Harry possa essere una persona diversa. Troppa ostilità ha diviso i loro cuori per tanto tempo. Eppure nel profondo di se stessa sente che l’odio forse non è nient’altro che una forma di amore. Ci vuole solo coraggio. Perché a volte per trovare l’anima gemella bisogna cercare proprio lì dove meno ci si aspetta. 
 
 
Autrice
Marianne Kavanagh vive a Londra ed è giornalista per importanti magazine e giornali inglesi. Scrive, tra gli altri, per Marie Claire, The Telegraph e The Guardian. Un incantevole imprevisto è stato il suo romanzo d’esordio e ha riscosso grande successo sia all’estero sia in Italia. Una dolce ostilità è il suo secondo romanzo, già molto apprezzato dai lettori e dalla stampa. 
 
 

 
  

Opinione: "Il Canto Del Ribelle", di Joanne Harris



Titolo: Il Canto Del Ribelle
Autrice: Joanne Harris
Pagine: 319
Editore: Garzanti



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TRAMA

Per Loki, il dio delle fiamme, intelligente, affascinante, ingannatore, spiritoso, l'accoglienza ad Asgard non è delle migliori. Nella città dorata che s'innalza nel cielo in fondo al Ponte dell'Arcobaleno, dove vivono le donne e gli uomini che si sono proclamati dèi, tutti diffidano di lui, che ha nelle vene il sangue dei demoni. Malgrado la protezione di Odino, Loki ad Asgard continua a non essere amato: quello è il regno della perfezione, dell'ordine, della legge imposta. Entrare definitivamente nella schiera delle divinità più importanti, per lui, è impossibile: non solo gli viene impedito, è la sua stessa natura ribelle a impedirglielo. Ma arriva il momento della sua riscossa. Il mondo delle divinità è agli sgoccioli, una profezia ne ha proclamato la fine imminente. E Loki potrà mettere le sue capacità al servizio di Asgard e dei suoi abitanti. È lui che si adopera, con la sua astuzia, per trarre in salvo Thor e compagni. Ma gli dèi sono capricciosi, volubili e di certo non più leali di Loki. Adesso è giunta per lui l'ora di decidere da che parte stare, chi difendere e contro chi muovere battaglia. E di scoprire se i suoi poteri e la sua astuzia possono davvero salvarlo dalla fine che minaccia i Mondi e le creature, umane e divine, che li abitano. Joanne Harris ci porta nelle atmosfere piene di fascino della mitologia nordica: le divinità buone e cattive, i popoli in lotta tra loro, le forze oscure, le città fantastiche e le battaglie sanguinose.
Protagonista assoluto è Loki...


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AUTRICE

Joanne Harris è nata, da padre inglese e madre francese, nello Yorkshire, dove attualmente vive. Si è laureata al St Catharine's College di Cambridge, dove ha studiato francese e tedesco medievale e moderno.
Fino al 1999 ha insegnato francese nelle scuole secondarie di Leeds.
I suoi libri sono tutti editi in Italia da Garzanti. Oltre a Chocolat, il suo romanzo d'esordio apparso nel 1998, tradotto in tutto il mondo e da cui nel 2001 è stato tratto l'omonimo film, ha pubblicato Vino, patate e mele rosse (1999), Cinque quarti d'arancia (2000), La spiaggia rubata (2002), La donna alata (2003), Profumi, giochi e cuori infranti (2004), Il fante di cuori e la dama di picche (2005), La scuola dei desideri (2006), Le scarpe rosse (2007), Le parole segrete (2008), Il seme del male (2009), Il ragazzo con gli occhi blu (2010).
È anche autrice, con Fran Warde, di Il libro di cucina di Joanne Harris (2003) e di Al mercato con Joanne Harris. Nuove ricette dalla cucina di «Chocolat» (2007).


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OPINIONE

Ringrazio per prima cosa la Garzanti per avermi dato l'opportunità di leggerlo! ^.^

Un libro che mi aveva catturato subito dall'immagine di copertina: e come non potrebbe? E' fatta davvero bene, originale ed intrigante....
Poi parla di miti, leggenda, Dei,....ma sopratutto parla di Loki, che sarà la nostra voce narrante.
Un personaggio interessante ed estremamente furbo, che riesce a capovolgere la situazione a suo piacimento, il più delle volte, e a scappare a qualsiasi catastrofe grazie alla sua intelligenza e astuzia.

Lo avevamo già incontrato in una serie precedente della Harris: Runemarks, di cui per ora ho letto solo "Le Parole Segrete", ma che mi riprometto di rileggerlo perchè lo ricordo ben poco, così da andare avanti e poter leggere anche "Parole di Luce".

Un libro che parla della creazione del mondo, di Asgard, dell'Ordine e del Caos da cui Loki è nato....

Il Padre delle Bugie ci racconterà la SUA versione della storia, di come sono andati i fatti dall'inizio alla fine, perchè tutto ha una fine.
Ci troveremo a simpatizzare per lui, a tifare e a comprendere meglio questo personaggio così bizzarro e...libero!...Opinione completa su Ciao.it


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DOVE COMPRARLO

Su Amazon:
Copertina Rigida: 14,37€
Kindle: 9,99€

Su Mondadori:
Copertina Rigida: 14,36€
Kobo: 9,99€

Su Feltrinelli:
Copertina Rigida: 14,36€
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Su IBS:
Copertina Rigida: 14,36€
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