Visualizzazione post con etichetta audiolibro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta audiolibro. Mostra tutti i post

Il Richiamo Della Foresta, di Jack London [Instagram Post]



Opinione: Il Richiamo Della Foresta, di Jack London


«Ma Buck non era un cane casalingo, e neppure un cane da canile; suo era l'intero regno.»

Sullo sfondo del Grande Nord americano, al tempo della leggendaria corsa all'oro, il cane Buck, sottratto alla fattoria del giudice Miller, è costretto a piegarsi alla legge primitiva e violenta dei cercatori che lo mettono al traino delle slitte. Sopraffatto dagli stenti e dalla fatica si risveglia in lui sempre piú forte un istinto atavico che lo spinge verso la foresta e la vita selvaggia strappandogli l'inarticolato grido della lotta per l'esistenza.  




Ci penso, ci penso, e ci ripenso.
Già parlare di romanzi che mi sono piaciuti mi è difficile. Con London è atroce. 
Impossibile darvi un idea della sua bravura nel descrivere. Dagli ambienti selvaggi, così vividi nella loro rappresentazione nel farti sentire la neve che ti cade attorno e il profumo della natura.
La vita di un cane vista attraverso i suoi occhi, i suoi sensi, i suoi pensieri, mescolata abilmente con quella degli umani che incroceranno il suo percorso. 
Da quelli gentili, a quelli spietati, quelli stupidi e quelli generosi. 
Un crescendo in cui Buck dovrà imparare a sopravvivere scoprendo, anche a caro prezzo, le leggi non scritte della sua specie che gli permetteranno di superare giornate di lavoro impegnative e notti gelide all'aperto, con pasti miseri al sostentamento. 

Un libro doloroso che spacca il cuore spesso, alternandolo a capitoli in cui te lo gonfia. 
Un'altalena di emozioni estenuante ma straordinaria. 
Se lo iniziate, portatelo a termine, non abbandonatelo nei momenti più dolorosi, questo è l'unico consiglio che mi sento di darvi. 
Anzi, no, ci ho ripensato. 
C'è un altro consiglio spassionato che mi sento di dare: iniziate a leggere i romanzi di London. 
Senza troppi "se": quando sentite un minimo di curiosità e/o attrattiva, lanciatevi fra le pagine di un suo romanzo. 

La Centenaria con la Pistola, di Benôit Philippon [Instagram Post]



Opinione: La Centenaria con la Pistola, di Benôit Philippon


Un piccolo villaggio nel Massiccio Centrale francese. L'alba. Risuonano degli spari. Un'anziana signora ha imbracciato la doppietta e si è messa a far fuoco contro il vicino di casa, poi contro i poliziotti sopraggiunti. È così che l'ispettore André Ventura incontra la centoduenne Berthe Gavignol, cinque volte vedova, ancora piuttosto arzilla e ancora dotata di buona mira. Nell'interrogatorio che segue, l'ispettore e il lettore impareranno a conoscere la vivace vecchietta dalla lingua affilata e dal grilletto facile, indotta a ripercorrere gli episodi principali della sua lunga vita e della sua carriera criminale. Chi è stata davvero Berthe: una serial killer, una sorta di Barbablù al femminile o una donna libera, una femminista ante litteram, capace di conquistarsi l'emancipazione a colpi di pistola?  



Non ricordo bene come mi sono imbattuta in questo romanzo su Audible, ma so di averne poi letto almeno una recensione che mi ha incuriosito molto e mi ci sono lanciata. Titubante all'inizio, sono rimasta intrappolata in fretta nella vita di Berthe e di quello che ha dovuto passare negli anni, fra due guerre, il matrimonio e l'amore, l'odio e le chiacchiere del villaggio.

Berthe è cresciuta da donne, principalmente da Nanà, la nonna che le insegna già da piccola ad essere forte, indipendente e a ragionare con la sua testa per vivere libera. Pensieri folli e assurdi che, ovviamente, inizieranno già da giovane a tacciarla con male lingue. Berthe però, crescendo, ha una combinazione molto pericolosa dalla sua parte: è dannatamente sexy e maledettamente intelligente. Sa come rigirare gli uomini per fargli fare quello che vuole. Se così non fosse, o le mancassero di rispetto, ha un bel carattere forte e ribelle che, unito alla lingua sciolta, non ci mette molto a rimetterli a posto. Così come le donne.

Una vita lunga, segnata da alti e, ahimè, tanti bassi, che ci porteranno a legarci alla vecchietta che nonostante i suoi centodue anni tiene testa alla polizia. In particolare all'ispettore Ventura che dovrà interrogare la "nonnina" ma non ha idea di cosa sta per ascoltare. Una storia lunga, come la sua vita, che porterà anche l'ispettore a chiedersi chi ha davanti, nonostante tutto.

L'autore mescola abilmente passato e presente, portandoci fra il commissariato dove Berthe stuzzica e gioca con i poliziotti, sfruttando spesso la sua vecchiaia a suo vantaggio, e il racconto della sua vita, pezzetto per pezzetto, per rispondere all'ispettore e fare capire il perché di tante scelte che ha dovuto compiere durante la lunga vita.

Una donna forte, libera, selvaggia. Che invecchiando si è imbattuta in testi femministi trovando se stessa in quelle parole, scoprendosi meno sola e compresa in quelle frasi che riuscivano a spiegare ciò che lei non sarebbe mai riuscita a definire.
Una donna che è riuscita a vivere la sua vita ingoiando tanti rospi, questo è innegabile, ma senza subire passivamente le ingiustizie che le sono capirete lungo il percorso.

Desiderata e temuta, bramata ma così difficile da possedere da esser odiata, così bella da dover esser disprezzata. Insomma, una vita non facile che Berthe ha affrontato giorno dopo giorno fino a quella mattina in cui le cose hanno iniziato a venire a galla dopo l'arresto.

Una libro che forse non avrei considerato più di tanto si è rivelato una splendida lettura, con sorrisi e pesi sul cuore. Molto piacevole e con un finale assolutamente perfetto per questa storia.
Non credo che Berthe me la scorderò facilmente.

Opinione: Zoo, di Paola Barbato


Paola Barbato, come solo i più grandi, sa far nascere la paura anche dal più innocente battito d'ali. E si conferma una maestra del thriller.

Immagina di risvegliarti da una notte senza sogni e di ritrovarti sdraiata su una superficie fredda e dura, i vestiti del giorno prima ancora indosso e nessun ricordo delle tue ultime ore. Intorno a te solo un buio spesso a cui lentamente lo sguardo si abitua. Cominci a intravedere delle sbarre alla tua sinistra. Non può che essere un incubo, tra poco sarai nella tua stanza, avvolta nelle soffici lenzuola di casa e la vita riprenderà come prima. Questo non è ciò che accade ad Anna, che in quella gabbia, tra quelle sbarre, in un capannone pieno di gabbie simili alla sua e di persone come lei, si risveglia per davvero. Da quell'istante inizia una lotta contro chiunque l'abbia presa, una guerra impari perché Anna non ha altre armi che la sua rabbia e la nudità a cui a poco a poco è stata costretta per combattere contro chi detiene il potere, qualcuno che nessuno ha mai visto, ma la cui presenza si avverte in ogni centimetro di quel luogo spaventoso, di giorno e di notte. Spetterà a lei, circondata da persone diversissime, alcune rese folli dal macabro gioco, altre succubi di un Lui dai tratti sempre meno sfumati, decidere se giocare o lasciarsi morire.


Diciamo che arrivo abbastanza tardi a scoprire questo romanzo. 
Non tantissimo, è stato pubblicato ad inizio 2019, però tempo ne è passato.
Lo avevo adocchiato, per la particolarità della storia e la promessa di qualcosa di originale, ma...non so, non era scattato il "devo leggerlo". 
Mi ci sono riavvicinata per caso tramite Storytel, lo avevo iniziato e mi aveva incuriosito. 
Ma ascoltando davvero poco, il mese era passato e la storia era rimasta lì, appena incominciata. Fortunatamente altra promo, altra riattivazione, e sono tornata a metter in cuffia questo thriller. 
Ed ammetto che è andata anche bene perchè la voce che lo legge mi è piaciuta fin da subito. Tanti romanzi li ho scartati perchè non mi trovavo bene col lettore o la lettrice. 

Sono stata trascinata dentro un mondo davvero particolare e che incolla il lettore alla storia
Ci troviamo praticamente subito in empatia con Anna che si ritrova in un luogo sconosciuto e capisce presto di esser stata rapita, e che non è sola. 
Dentro un enorme gabbia, circondata da altre gabbie simili alla sua, ognuna con qualcuno al suo interno che di umano sembra aver poco. 
Settimana dopo settimana inizia a capire questo "gioco" e le regole che Lui vuole che vengano rispettate, altrimenti arrivano le punizioni. 
Impara a conoscere chi la circonda, chi più o meno pazzo, chi più o meno succube del gioco, e chi ormai è passato al servizio di Lui, nonostante la prigionia. 

Una storia originale e che cattura fin da subito, anche se ammetto che andando avanti si perde un po' quel fascino e la storia rallenta, allentando la presa sul lettore, fino al punto finale. 
Intuiamo perchè abbia perso Anna, ma riguardo gli altri, poco o niente. 
C'è chi ce lo dirà, ma stop. Lui non ha mai una "voce" chiara, con cui definirsi al lettore. 
Un personaggio che resta sempre nascosto e solo attraverso le sue azioni lo conosceremo meglio: metodico, molto intelligente, premuroso con i suoi "animali", con tantissime conoscenze diverse,...ma sul perchè questo Zoo, sul perchè tutte le cure, sul perchè ognuno con la sua gabbia, niente di niente. 
La storia resta comunque interessante puntata solo su Anna e sul suo percorso giorno dopo giorno dentro quella gabbia, e di come scelga di vivere lì dentro. 
Ma manca decisamente qualcosa che avrebbe arricchito il tutto. 

Ma arriviamo alla fine,
Ecco, nella chiusura dei giochi speravo davvero in qualcosa di più, ma è stato abbastanza prevedibile. Mi ha un po' deluso ed in particolare gli ultimi minuti li ho dovuti riascoltare perchè non ho compreso appieno cosa sia successo. 

Mi è mancato qualcosa. Forse per lasciare un po' di mistero, ma personalmente amo quando una chiusura è imprevedibile ma ha una spiegazione che lascia il lettore a bocca aperta. A confermargli un dubbio o prendendolo completamente in contropiede, ma dandogli quella risposta che chiude la storia senza lasciarla aperta. 
A meno di un possibile seguito, che leggerei molto volentieri. 

Nel complesso resta una storia che consiglio di leggere o ascoltare, sicuramente. 

Opinione: L'Ultimo Giorno di un Condannato a Morte, di Victor Hugo


Trent'anni prima del grandioso "I Miserabili" Victor Hugo scrive un altro capolavoro, meno noto ma non per questo meno importante: L'ultimo giorno di un condannato a morte. Un uomo di cui non si conosce il nome nè la colpa affida a fogli trovati qua e là nella sua cella il racconto dei giorni e delle ore che, con il loro inesorabile trascorrere, lo conducono alla ghigliottina. Dalla proclamazione della sentenza capitale agli ultimi attimi che precedono lo spalancarsi delle porte del Palazzo municipale di Parigi verso la Place de Grève, le sue parole descrivono l'incubo che è stato - e che ancora è - la realtà di migliaia di uomini, condotti alla morte per mano della "giustizia". La sua disperazione è interrotta solo per brevi momenti da barlumi di infondata speranza in una grazia che non arriverà e da fantasticherie su un passato lontano; speranze e ricordi che non fanno che rendere ancora più vivido e intenso il suo dolore. Una struggente e poetica condanna alla più inumana delle condanne, letta per il Narratore audiolibri da Jacopo Venturiero.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Premetto che l'ho ascoltato tramite Audible e (purtroppo) non è riuscito a coinvolgermi.
Credo che ritenterò tramite il cartaceo, per scoprire se è lo scritto in sé a non avermi dato emozioni così intense ma solo blande riflessioni, o magari è stato solo dovuto tutto all'ascolto magari superficiale.

In ogni caso, due paroline su quest'opera che ha un valore profondo.
Parla della pena di morte, attraverso gli occhi di un condannato.
Non sapremo ne il suo nome, ne la sua colpa. Solo che è stato giudicato colpevole e lo aspetta la ghigliottina. Attraverso i suoi scritti ne seguiremo il percorso nel carcere, fino ad arrivare al luogo dove verrà eseguita la condanna.
Ci parla del suo processo e del suo "giocarsi tutto" in modo arrogante, rischiando la pena che pensava non sarebbe mai arrivata. Ci sono alternanze fra diversi pensieri. Ci narra alcune sue giornate. Ci parla della speranza di vedersi data la grazia.
Ci parla di rabbia, pensando alla figlia, poiché è ben conscio che il suo crimine e la sua fine ricadranno anche su di lei, piccolissima ed innocente. Questo è uno dei punti che mi hanno coinvolto di più, perché (ancora oggi) si tende a far ricadere le colpe sui famigliari, qualunque esse possano essere. Cosa ingiusta e davvero stupida.

In ogni caso, come ho già detto, ho il cartaceo di "Contro la Pena di Morte", che contiene anche questo scritto di Hugo. Molto probabilmente lo rileggerò per cercare di capire meglio e farmi un idea migliore.
Credo che comunque valga la pena provarci, a leggerlo e/o ascoltarlo, un tema (purtroppo) ancora attuale ed ancora molto dibattuto, su cui è innegabile l'inutilità, poiché non rappresenta alcun deterrente.

Opinione: Metamorfosi, di Franz Kafka


Un capolavoro letterario senza tempo, in cui l'autore mescola il reale con l'assurdo, l'insensibilità con la compassione, il grottesco col naturale, creando una storia lucida e spietata che scuote, coinvolge e sconvolge l'ascoltatore-lettore.
Il protagonista della vicenda, il commesso viaggiatore Gregor Samsa, si sveglia una mattina scoprendosi trasformato in un enorme scarafaggio; la sua mente però non è mutata: pensa, ragiona, sente ancora da uomo. La sua vita diventa un incubo terribile, claustrofobico, amaro. I legami col suo mondo di prima, coi suoi affetti familiari, col suo lavoro, si spezzano improvvisamente, e attorno a lui resta dapprima un senso di terrore e ribrezzo e infine un silenzio che il suo incomprensibile rantolo d'insetto non riesce a rompere. Ed è proprio nella solitudine in cui lo relega il suo nuovo aspetto che lo sfortunato Gregor scorge lo stato di 'schiavitù civile' in cui, già da molto prima della sua metamorfosi, l'avevano ridotto i suoi spietati legami familiari e lavorativi. La lettura naturale e confidenziale di Moro Silo racconta cose terribili come se fossero 'normali' e sottolinea lo stile quasi espressionista dell'opera.

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Sarò breve: straordinariamente bello e profondamente triste.
L'ho ascoltato tramite Audibile, cogliendo l'occasione per scoprire questo romanzo diventato un libro "da leggere", e capisco come mai lo sia diventato.
Una storia che inizia come una pugnalata e continua rigirando il coltello nella piaga.

Parla di Gregor Samsa, un giovane uomo che è costretto a fare il commesso viaggiatore per poter sostentare la sua famiglia e pagarne i debiti accumulati dal padre. In un giorno qualsiasi si sveglia e scopre di essere in ritardo per il treno che doveva prendere per andare a lavorare, ma la cosa peggiore è che lentamente prende coscienza di non avere più il corpo che possedeva prima, ma è "rinchiuso" dentro un corpo enorme, sgraziato, non suo,... Quello di uno scarafaggio.

Eppure la sua mente non ne è toccata da questa misteriosa trasformazione, e si rende conto del casino che sta per succedere e a cui non ha idea di come poterlo risolvere.
La cosa peggiore è che non ha alcun modo per comunicare con gli altri, poiché non possiede più una voce umana, ma nessuno della famiglia trova un alternativa per poter scoprire se può comunicare con lui.

Una storia quasi grottesca, che presenta l'assurdo e la tragica situazione di questo giovane che improvvisamente si vede imprigionato in questo corpo ripugnante, senza poter interagire con gli altri che ne sono terrorizzati e schifati allo stesso livello. Rimarrà incastrato in questo limbo, mentre la famiglia deve prendersi cura di lui (per dovere verso quello che era il figlio e fratello); e in quel periodo si renderà conto che la situazione non era così tragica come gli appariva, le finanze potevano benissimo essere sostenute da tutti, mentre ci rendiamo conto che lavorava solo lui poiché a tutti andava bene così e avrebbero voluto perpetrare quella situazione.

Scopriremo come il povero Gregor dovrà adattarsi a sopravvivere imprigionato in casa sua, senza contatti umani, senza affetto, sempre più isolato... Insomma, Kafka riesce a farci immedesimare in lui perfettamente e provare empatia profonda con questo povero disgraziato e ciò che gli capita, un qualcosa di assurdo ma potenzialmente possibile a chiunque.

Un romanzo straordinario, con un impatto molto forte nel lettore. O nel mio caso, ascoltatore. E devo ringraziare Moro Silo (che legge per noi), perché grazie alla sua voce si entra in questa storia alla perfezione (Ho abbandonato molti libri in pochi minuti perché la voce non mi convinceva).

Assolutamente da leggere e appena riuscirò ne continuerò la lettura su carta, avendo comprato un libro con tutti i racconti pubblicati dall'autore. E magari, chissà, potrei rileggerlo per scoprirne altre sfaccettature che al solo ascolto non ho colto.

BlogTour "Zombie Mutation": Seconda Tappa. Intervista All'Autore

 Ciao a tutti e benvenuti in questa seconda tappa del BlogTour dedicato a "Zombie Mutation";
Un libro particolare, reso ancora più 'unico' dal fatto che non si legge, ma si ascolta....già, l'autore ha scelto di farne un audiolibro!
Ho potuto fare un intervista all'autore e chiedergli alcune cosette (sempre Spoiler Free, tranquilli!), così da incuriosirvi riguardo questa storia...

Ma iniziamo mostrando una panoramica dell'audiolibro in questione: 

Titolo: Zombie mutation
Genere: Horror, postapocalittico. zombie
Autore: Giorgio Borroni
Copertina: Giorgio Borroni
Voce narrante: Edoardo Caponeschi
Prefazione: Pietro Gandolfi

La trama: Il virus che trasforma gli uomini in morti viventi ha avuto il sopravvento. Una setta di fanatici religiosi, gli Opliti di Cristo, ha preso il potere e tiene in pugno le istituzioni facendo rivivere una sorta di Medioevo. Nelle campagne del Distretto Sud, Brian Crane, un vecchio bonificatore sulla via del tramonto, deve vedersela con un ennesimo focolaio, e, come se non bastasse, deve istruire un novellino, Jedediah Braddock, fresco di caserma ma totalmente inesperto.
Su uno sfondo post apocalittico e rurale, "Zombie Mutation" narra una giornata tipo di un cacciatore di zombie che dovrà vedersela con la gretta superstizione dei colleghi, una situazione fuori controllo e si troverà costretto a porre tutta la sua fiducia sulla giovane recluta se vorrà completare la missione.





Ciao e Grazie per questa intervista.
Grazie a te, sono onorato!
 

- Prima di tutto, come mai la scelta di farne un audiolibro? 
Ah, beh io sono un divoratore di audiolibri, in auto ormai è raro che ascolti musica: inserisco la chiave USB e loro mi tengono compagnia nei viaggi. Quando scrissi i primi racconti anni fa pensai che magari potevo trasformarli proprio in audiolibri. Nel 2012 un attore e doppiatore, Edoardo Camponeschi, che approfitto per salutare, lesse il Frankenstein che curai per farne un audiolibro, quindi lo contattai per realizzarne anche altri con il materiale che avevo scritto.


- Hai mai pensato di farne anche un cartaceo/digitale?
A dire il vero no, primo perché volevo che il file epub fosse una esclusiva per gli ascoltatori, poi perché sia nel caso degli altri racconti che di Zombie Mutation forse sono troppo corti, il pubblico spende 99 cent per 200 pagine, non è disposto a spenderne per la metà... ma la durata audio è di oltre 2 ore, quindi forse con questo formato, l'mp3, si garantisce di più l'intrattenimento.


- Le storie di Zombie sono quasi una moda ormai, in cosa si differenzia la tua?
Credo che ultimamente si sia perso un po' il senso della misura, mi spiego: o lo zombie è una scusa per mettere in piedi una specie di soap, o per fare qualcosa di comedy oppure puramente action... non c'è un equilibrio fra le tre cose. Io il lato comedy l'ho proprio estromesso, volevo realizzare qualcosa di cupamente apocalittico ma allo stesso tempo con delle solide basi action e spunti di riflessione. Credo di aver realizzato un prodotto di puro intrattenimento e se ho raggiunto questo obiettivo posso dirmi soddisfatto. Sicuramente la mia storia si differenzia dalle altre perché ci ho infilato il misticismo e il fanatismo religioso: certo, una vena del genere era presente anche nel primo REC, ma poi si è andata a perdere nei sequel...

[ATTENZIONE SPOILER "REC]
nel primo c'era il prete fanatico che tentava di esorcizzare una bambina zombie non accorgendosi che il demonio non c'entrava niente: nel secondo e nel terzo hanno banalizzato il tutto dicendo che in realtà gli zombie sono dei posseduti.
[FINE SPOILER "REC]

Ecco, il mio romanzo invece pone un dubbio: e se al virus la gente reagisse con il fanatismo religioso? In fondo in altre epidemie "celebri" come durante la Peste Nera del 1348 e quella del 1630 le reazioni furono simili...
Per il resto, e qui i puristi storceranno la bocca, i miei zombie corrono e hanno le zanne, questo perché il virus ha "necessità" di propagarsi: i morti viventi si decompongono in fretta perché il virus dona loro super forza e velocità consumandoli, quindi c'è anche una specie di spiegazione scientifica... per chi vuole lo zombie classico, beh, di libri o film ce ne sono a migliaia!


- La nascita della 'malattia' è qualcosa di molto particolare, riusciresti a spiegare come ti è venuta questa idea, senza fare spoiler?
Semplicemente ormai siamo abituati a ogni tipo di spiegazione, che va dagli esperimenti nucleari al virus creato per scopi bellici... diciamo che mi rimanevano poche opzioni... quindi, senza spoilerare: la natura si ribella, l'uomo cerca di metterci una pezza e incasina tutto come al solito!


- Vediamo i protagonisti, che sono quasi lo specchio l'uno dell'altro: Brian Crane e Jedediah Braddock, il primo un veterano che si sta lasciando andare, l'altro fresco di caserma...
La storia mi venne in mente una decina di anni fa, avevo nella testa questo protagonista in là con gli anni e malato che si ritrova tra capo e collo una recluta imbevuta di fanatismo religioso...
Diciamo che è il classico duo in cui al più esperto mancano le forze e il più giovane vuole invece fare bene a tutti i costi finendo per complicare il tutto...
Il rischio era quella di rifare Scemo e più Scemo in versione zombie, ma credo proprio che il pericolo sia scampato!


- ….e poi c'è il professor Karp, che salta fuori ogni tanto: cosa vuoi dirci in più su di lui?
Il suo ruolo nella storia si dipana pian piano fino al penultimo capitolo, dove si capiscono meglio anche i suoi rapporti con Crane. Di persona non comparirà mai, ma solo attraverso le sue registrazioni su audiocassetta... insomma, un audiolibro nell'audiolibro!


- Ed in mezzo a tutto c'è anche una setta cristiana, gli Opliti di Cristo, una cosa inquietante ed allo stesso tempo interessante (in un horror), perché vediamo troppo spesso come il fanatismo religioso porti agli estremi...
L'ho detto anche in altre interviste: l'ispirazione mi è venuta venendo a contatto con i membri di un culto ultracristiano, inutile dire che per come sono fatto tra me e loro non ci sarebbe potuto essere un accordo, ma cominciai a riflettere su come potesse essere un mondo governato da loro. Purtroppo come accennavo prima spesso a un'epidemia si affibbiano anche significati mistici, perdendo di vista il problema principale: se ci si concentra sugli effetti la causa da curare poi sfuma sullo sfondo.


- Non ci sono parole di troppo, la storia non si disperde in inutilità e di sicuro non è adatta a tutti, visti alcuni contenuti...
In realtà pensa che all'inizio doveva essere anche più breve. Mi interessava l'evoluzione del rapporto tra due protagonisti così diversi e la caccia doveva essere tipo quella del film Lo Squalo, focalizzata su un solo zombie... gli appunti che avevo preso 10 anni fa erano davvero diversi dalla stesura finale, poi quando ho iniziato a lavorarci mi sono detto che il pubblico quando vuole vedere qualcosa sugli zombie ha bisogno di punti fissi: 1. il pericolo di contagio: con un solo zombie è ovvio che si riduce; 2. il numero: che siano veloci o lenti gli zombie fanno paura perché ti attaccano tutti insieme, quindi se avessi messo un solo mostro anche se grosso (e lo zombie che i due protagonisti cacciano è un lottatore di Wrestling, immaginatevi un Hulk Hogan putrefatto) ci si sarebbe persi in lunghi dialoghi o flashback. Mi sono detto che una bella mattanza era quel che ci voleva e infatti l'ho inserita a metà della storia: non ti dico gestire un assedio come è stato difficile, scriverlo per me è stato il vero incubo! Certo, sui contenuti sono d'accordo: non è adatta a tutti, perché ci sono delle scene parecchio splatter e poi se ci metti di mezzo la religione... ehm, è facile far arrabbiare la gente. No, sconsigliata alle persone sensibili, decisamente, ma come ti ho già detto, il comedy non fa per me e se si parla di zombie deve esserci lo splatter o non c'è gusto.


- Le storie su questo mondo finiranno qui o hai in programma altri racconti?
Ehm... a dire il vero un po' di persone mi hanno detto "Perché non scrivi il continuo?", il che penso sia buon segno, ma non ho elementi a sufficienza per capire quanto è piaciuto: voglio dire, per ora toccando ferro non ho avuto recensioni negative, ma siccome sono una persona discreta e ho sempre paura di disturbare non so fino a che punto un'altra storia nello stesso universo potrebbe essere accolta.
Certo è che ho in mente un prequel con Crane ancora poliziotto e gli Opliti di Cristo non ancora al potere... però non so se vedrà mai la luce: ho un caratteraccio, scrivo di rado, mi scoraggio subito e temo sempre di essere noioso o non all'altezza.


- Vuoi dire qualcosa a chi ci legge per invogliarlo ad ascoltarlo?
Innanzi tutto ringrazio ancora te per questa intervista, è stato un vero piacere, poi mando un saluto ai lettori del blog augurandomi di aver stuzzicato un po' la loro curiosità.
Che dire? Gli zombie li avete letti, li avete visti in migliaia di film... magari a luci spente con le cuffie alle orecchie provate anche ad ascoltarli, credo che sia un'esperienza da brivido!
 



Giovedì 3 novembre  La bancarella del libro
Presentazione del blogtour e dell'audiolibro di Zombie Mutation.
Giovedì 10 novembre Viaggiatrice Pigra
Intervista a Giorgio Borroni, autore di Zombie Mutation.
Giovedì 17 novembre Escrivere
Articolo: Zombie, dall'alba dei tempi ad oggi.
Giovedì 24 novembre
Scelta dei vincitori del Giveaway direttamente sulla pagina dell'evento.
L'autore del romanzo sceglierà personalmente a chi assegnare i premi sulla base di quanto scritto dai partecipanti. 
 
Si può partecipare fino alle 23:59 del 23.11.2016. 
 
Come partecipare:
1. Mettere mi piace alla pagina dell’autore
2. Partecipare a questo Evento su Facebook
3. Prendere parte al giochino

Come si gioca? 

Siamo in piena apocalisse zombie. 
Tagga tre amici e a ognuno di loro abbina una delle seguenti opzioni e spiega perché:
1. È il primo a essere “zombificato”
2. È il tuo braccio destro
3. È quello che si salva di sicuro

(NB. Si gioca sulla Pagina Facebook Dell'Evento!

Sii creativo e avrai più possibilità di vincere!
Invita i tuoi amici taggati a fare lo stesso e a taggare a loro volta altri amici.


I premi in palio:
1 Classificato: 
Audiobook di Zombie mutation in Cd e copertina illustrata dallo stesso autore Giorgio Borroni.
2 Classificato: 
Frankenstein, di Mary Shelly, Barbera 
(formato cartaceo, con autografo del traduttore e curatore del testo).
3 Classificato: 
Audiobook di Midnight Club, di Giorgio Borroni.

Cosa aspettate? Partecipate!

Opinione: Il Cuore Rivelatore, de I Baubau e I Maledetti Cretini

 http://amzn.to/2ebGsIW
(cliccando sull'immagine si va su Amazon) 

Il secondo fonodramma che Il Babau & i maledetti cretini dedica all'opera di E.A. Poe è tratto da una delle novelle più celebri e celebrate dell'autore americano. Dalle atmosfere livide e medievaleggianti de La maschera della Morte Rossa, si passa con Il cuore rivelatore a un'ambientazione thrilling di taglio quasi cinematografico. Un montaggio sonoro serrato e schizofrenico nel quale si alternano e intrecciano, in chiave psych(o)-prog, i diversi temi musicali tesi a sottolineare gli elementi ricorrenti e claustrofobici della confessione del folle narratore. 

Secondo atto dell'annunciata Trilogia del Mistero e del Terrore, il disco è accompagnato da un volume illustrato di 48 pagine con testo originale a fronte. L'artwork è stato affidato a Gianni Zara, autore delle illustrazioni, e a Francesca Canzi che ha curato grafica e impaginazione

° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Un disco e libro che non potevano non affascinarmi!
Quando ne ho letta l'uscita a breve ho chiesto alla VoloLibero Edizioni se potevo averne una copia da poter recensire, magari sapendo di più riguardo il capitolo precedente.
Purtroppo quello è esaurito, ma questo sono stati gentilissimi a mandarmelo in anteprima, infatti  
esce il 14 Novembre.

Una specie di audiolibro che si ispira ad una delle opere più famose di Poe: Il Cuore Rivelatore.
Chiunque, penso, ne abbia anche solo sentito parlare.
Un uomo che impazzisce lentamente e che questa follia lo porta a fare qualcosa di estremo. 

[...]Come puo' essere dunque che io sia pazzo? Ascoltatemi! E
osservate con quanta lucidita', con quanta calma io posso narrarvi per filo e
per segno tutto cio' che accadde.
[...]Volevo bene al vecchio. Non mi aveva mai fatto del male.
Non mi aveva mai insultato. Non desideravo il suo oro. Credo fosse il suo
occhio! Si', fu proprio cosi'! Aveva l'occhio di un avvoltoio, un occhio
pallido, azzurro, coperto di una pellicola. Ogni volta che esso si posava su di
me il mio sangue si raggelava, e cosi' per gradi, oh, per gradi molto lenti, io
decisi di togliere la vita al vecchio, e sbarazzarmi cosi' per sempre di
quell'occhio.
(Testo da http://cronologia.leonardo.it/poe/Cuore.htm) 
 
La storia è scritta anche nel libro/custodia che contiene il disco, insieme a parecchi disegni; non è precisa al racconto di Poe ma, tranne alcuni tagli, la storia è la sua, molto fedele.
Prima dicevo che non è proprio un audiolibro perchè quì non si tratta di leggere questa storia e basta, ma viene arricchita dalla musica e dall'interpretazione del cantante.
I Baubau e I Maledetti Cretini è composto da tre persone:
Damiano Casanova (chitarre), Franz Casanova (voce, tastiere), Andreea Dicò (batteria, cori)
che rendono questo racconto in maniera unica e particolare.

Ammetto che ricevendo questo omaggio ero curiosissima di ascoltarlo, ma non avevo pensato ad una cosa:
non avrei trovato il lettore CD!
Eh già, vien da ridere, ma è così tanto tempo che non lo uso più che non ho la minima idea di dove si sia nascosto; dico così perchè non voglio pensare di averlo perso, sarebbe davvero triste. Comunque, ho approfittato del primo giro in macchina per sfruttare il lettore e ascoltarlo.
(Non sono brava a descrivere il campo musicale, quindi perdonatemi già)
Ad accompagnare il testo una musica cupa, improvvisa, a tratti quasi scatta, rendendo l'ascolto angosciante e a volte faticoso. Parte lentamente e poi cresce, volume e ritmo cambiano di traccia in traccia anche se sono legati, rendendo ogni capitolo unico e non una singola enorme traccia semplice e uguale. Io avrei preferito una scelta più gotica, meno ritmata, ma sono gusti. Anche la voce non resta piatta, ma rende nell'interpretazione le emozioni, la pazzia, del protagonista.
Sussurri che si trasformano in urla, sempre seguiti dalla musica.
Secondo me può essere un bel regalo (da fare o da farsi) se piace Poe e/o si cerca qualcosa di nuovo, una forma d'arte particolare ed interessante,...perchè (lo ammetto, non ascolto audiolibri al momento, ma) non conosco altri artisti che trasformino ed accompagnino una storia con la propria musica.
Teneteli presenti, questo è il capitolo di mezzo della loro Trilogia del Mistero e del Terrore.
La prima parte non so se si possa ancora trovare in giro, ma l'ultima vedrà la luce in futuro;
se vi incuriosisce fateci un pensierino, perchè se poi vi decidete e scoprite che vi piace, ma troppo tardi, magari vi mangiate le mani se non riuscite più a trovare i precedenti capitoli....

Opinione: Zombie Mutation, di Giorgio Borroni

https://www.amazon.it/Zombie-Mutation/dp/B01FI4BDIK/ref=as_li_ss_tl?s=books&ie=UTF8&qid=1473671135&sr=1-1&keywords=zombie+mutation&linkCode=ll1&tag=viaggiatricep-21&linkId=db5e13bb83b116007bec04ce2921aea0
(cliccando sull'immagine si va su Amazon) 

Il virus che trasforma gli uomini in morti viventi ha avuto il sopravvento. Una setta di fanatici religiosi, gli Opliti di Cristo, ha preso il potere e tiene in pugno le istituzioni facendo rivivere una sorta di Medioevo. Nelle campagne del Distretto Sud, Brian Crane, un vecchio bonificatore sulla via del tramonto, deve vedersela con un ennesimo focolaio, e, come se non bastasse, deve istruire un novellino, Jedediah Braddock, fresco di caserma ma totalmente inesperto.

Su uno sfondo post apocalittico e rurale, "Zombie Mutation" narra una giornata tipo di un cacciatore di zombie che dovrà vedersela con la gretta superstizione dei colleghi, una situazione fuori controllo e si troverà costretto a porre tutta la sua fiducia sulla giovane recluta se vorrà completare la missione.

Questa opera di Giorgio Borroni mescola gli ingredienti dei film d'azione con l'horror estremo, reinventa il genere zombie e punta tutto sulla adrenalina, lo splatter e situazioni che richiamano gli spaghetti western. La prefazione dell'audiolibro è stata curata da Pietro Gandolfi, una delle penne più innovative e prolifiche del panorama horror italiano.



° °   ° ° °   ° °   ° °   ° ° °   ° °

Non avevo idea che fosse un'audiolibro, l'autore me lo ha fatto leggere cartaceo e l'ho apprezzato anche così. Mi spiace solo non sia disponibile anche in questo formato, ma magari l'audio rende ancora meglio la storia. 

Una storia breve ma piacevole e fresca, che parla di zombie ma con un tocco di novità, non ti fa sentire come se stessi leggendo/ascoltando qualcosa che conosci già. 
Ovviamente c'è un epidemia, che ha devastato il mondo portando al comando una setta di fantici che credono sia una sorta di punizione divina; non si sa da dove abbia avuto origine, nè come, ma ormai poco importa, l'unica cosa rilevante è impedire che si diffonda, cercando di uccidere chi possa diffonderla e bloccare i focolai prima di perderne il controllo. 

Brian Crane è uno dei bonificatori (una sorta di polizia), uno dei primi e migliori che un giorno si trova a dover cercare un possibile infetto che gli è stato segnalato, insieme a Braddock, una giovane recluta. Nel giro di un giorno tra i due cambieranno tante cose.
Prima di tutto Crane smetterà di vederlo solo come un novellino che alla prima occasione si farà fregare e uccidere, come è già successo fin troppe volte. Scopriremo anche qualcosa di quel mondo, e anche del mondo che era prima, quando Crane aveva ancora una famiglia e non doveva uccidere come mestiere. 
Ci sono anche delle note, qua e là, di un certo professor Karp che ci parla della malattia e...ci spiegherà da cosa ha avuto origine. Lo so, prima vi ho detto che nessuno lo sapeva, ma tecnicamente è così perchè il mondo non conosce l'origine di questo virus, ma lui (e forse pochissimi altri) si e lo riporta nelle sue registrazioni che lo riveleranno anche a noi. 

Un idea originale, ben scritta ed interessante, che se venisse ripresa in mano potrebbe diventare davvero un bel libro, non solo un racconto. 
Per chi ama gli zombie non fatevelo scappare.