lunedì 14 settembre 2015

Opinione: "Aria Sottile", di Jon Krakauer



Titolo: Aria Sottile
Autrice: Claire Kendal
Pagine: 356
Editore: Garzanti Libri



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TRAMA

Il 10 maggio 1996 una tempesta colse di sorpresa quattro spedizioni alpinistiche che si trovavano sulla cima dell'Everest. Morirono 9 alpinisti, incluse due delle migliori guide. Con questo libro, l'autore, che è uno dei fortunati che riuscirono a ridiscendere "la Montagna", scrive non solo la cronaca di quella tragedia ma intende anche fornire importanti informazioni sulla storia e sulla tecnica delle ascensioni all'Everest. Offre inoltre un esame provocatorio delle motivazioni che stanno dietro alle ascensioni ad alta quota, nonché una drammatica testimonianza del perché quella tragedia si poteva evitare.


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AUTORE

Jon Krakauer è nato nel 1954 ed è cresciuto nell’Oregon, dove suo padre e i suoi amici, tutti famosi alpinisti, fecero sorgere in lui la passione per la montagna. Poco più che ventenne ha compiuto imprese degne di nota nell’ambito dell’alpinismo nordamericano e ha scalato la parete est del Cerro Torre sulle Ande della Patagonia. Dal 1983 si dedica alla scrittura a tempo pieno. Oltre ad «Aria sottile», bestseller internazionale tradotto in moltissime lingue, Corbaccio ha pubblicato «Il silenzio del vento», «In nome del cielo», «Dove gli uomini diventano eroi» (anche in edizione TEA) e «Nelle terre estreme» da cui è stato tratto il film Into the Wild scritto e diretto da Sean Penn.


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OPINIONE



A stuzzicarmi l'interesse è stata l'uscita di un nuovo libro da parte di Corbaccio, che riprende la vicenda scritta in questo libro, ma da un altro punto di vista, uscito con il titolo "Ad un Soffio dalla Fine", che appena ho tempo leggerò e recensirò.

Incuriosita non sono riuscita a trattenermi e ho dovuto leggere questo libro, uscito nel 1996, ma che ancora non conoscevo.
Una lettura interessante e davvero bella, cruda e reale, nonostante l'autore non si soffermi sui dettagli tragici, usandoli per far presa sul lettore, il peso di quella tragedia si percepisce lo stesso. Anzi, con più forza, mista a questo rispetto.

Non è un romanzo, come potrebbe apparire, ma una ricostruzione dei fatti scritta sia dal punto di vista di Jon, che attraverso gli occhi dei sopravvissuti che ha intervistato e che gli hanno raccontato la loro esperienza.

Questo giornalista inoltre presenta ogni personaggio che farà parte della vicenda, e ce ne sono diversi, poiché riguarda molte spedizioni che si sono mosse quasi in sincrono, visto che c'è una finestra temporale ristretta per accogliere i 'turisti' paganti per farli salire sul tetto del mondo. In alcuni casi l'autore racconta la vita anche di chi non è sopravvissuto, presentandolo con tutto il rispetto dovuto e mostrando chi fosse. Ovviamente fino a dopo metà libro, quando davvero iniziano i guai, inizieremo a comprendere chi sopravviverà e chi no.

Ma non datelo per scontato, perché ai confini del mondo, anche certe persone possono stupire se stesse, restando aggrappate alla vita con una forza che non si sarebbe mai detta possibile...Opinione completa su Ciao.it


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